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Decisione

38.2011.12

Negato dt a ID.Ass.,secondo veros.prepond.,non aveva resid.effettiva in Svizzera.A seguito di una rich.del Pres.del TCA ass.trasmesso solo estratti del conto post.,che non comprovano resid.stabile in

22 giugno 2011Italiano40 min

Source ti.ch

Fatti

I

presupposti materiali per stabilire se l’assicurato ha diritto alle prestazioni

dell’assicurazione contro la disoccupazione per il periodo luglio – dicembre

2009 si determinano, in ogni caso, secondo il diritto svizzero.

Anche a

seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n. 1408/71 del

Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di

sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai loro

famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1 cpv.

1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA U 271/03 dell’11 gennaio

2005 consid. 1.3.). Così, in virtù dell'art. 13 paragrafo 2 lettera a) del Regolamento,

con riserva degli articoli da 14 a 17, la persona che esercita un’attività

subordinata nel territorio di uno stato membro è soggetta alla legislazione di

tale Stato anche se risiede nel territorio di un altro Stato membro o se

l’impresa o il datore di lavoro da cui dipende ha la propria sede o il proprio

domicilio nel territorio di un altro Stato membro.

Orbene,

l’attività subordinata esercitata dall’assicurato prima di iscriversi in

disoccupazione è stata svolta in territorio elvetico. Più precisamente l’ultimo

rapporto di lavoro dell’assicurato è stato quello con la ditta __________ (cfr.

doc. 28; 29; 31; 32).

Donde

l'applicabilità dell'ordinamento svizzero.

2.3. Uno dei

presupposti da adempiere per avere diritto alle prestazioni dell’assicurazione

contro la disoccupazione è la residenza in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c

LADI).

In

una sentenza del 20 settembre 1989, pubblicata parzialmente in DTF 115 V 448 e

riportata integralmente da Cattaneo (cfr. "Les

mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno, pag.

422-424), il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha stabilito che

determinante, nel contesto dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, è l'esistenza non

di un domicilio civile in Svizzera bensì della residenza effettiva (cfr. DTF

115 V 448-449).

Così, nel

caso che era chiamata a giudicare, la nostra Massima istanza giudiziaria ha

stabilito che un cittadino svizzero che aveva affittato un appartamento in Francia,

ma risiedeva a Ginevra, adempiva il presupposto dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI

(cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 424, no 685).

Questo

Tribunale, in una sentenza AD 79/93 dell'8 giugno 1993, confermata dal TFA con

giudizio C 130/93 del 16 novembre 1993, ha invece negato il diritto alle indennità di disoccupazione ad una lavoratrice frontaliera che non risiedeva in

Svizzera.

In

un'ulteriore sentenza del 6 settembre 1999, pubblicata in DTF 125 V 465, il

TFA, oltre a richiamare i criteri e i principi applicabili all'interpretazione

di un accordo internazionale, ha stabilito che la giurisprudenza sviluppata

intorno all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI non viola l'art. 20 lett. a della

Convenzione n. 168 dell'organizzazione internazionale del lavoro (OIL) concernente

la promozione dell'impiego e la protezione contro la disoccupazione del 21

giugno 1988 (RS 0.822.726.8; RU 1991 1914; in vigore per la Svizzera dal 17

ottobre 1991).

Contestualmente

il TFA ha pure ribadito la validità della propria giurisprudenza che subordina

il diritto all'indennità di disoccupazione alla residenza effettiva in

Svizzera, così come all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di

farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni.

Nel caso

che era chiamata a giudicare, l'Alta Corte, accogliendo il ricorso e rinviando

gli atti all'amministrazione cantonale, ha poi concluso che:

"

(…) Orbene, per attestare la sua effettiva

residenza in Svizzera il ricorrente rileva in particolare di avere avuto a

disposizione una camera presso il "Personalhaus" dell'ex-datore di

lavoro. A comprova di quanto affermato esibisce una dichiarazione 18 dicembre

1996 di quest'ultimo, da cui si evince che l'interessato, quale dipendente

della ditta L. SA, abitava durante tutto l'anno nel "Personalhaus".

Per contro, nulla si rileva per quanto concerne il periodo dopo il

licenziamento.

In effetti, nell'incarto manca qualsivoglia

documento attestante una costante presenza sul mercato del lavoro svizzero per

consentire al giudice di statuire. Si rende pertanto necessario un complemento

d'istruttoria. (…)" (cfr. DTF 125 V 465, consid. 6, pag. 469-470)

In

un'altra decisione C 303/00 del 31 luglio 2001 l'Alta Corte ha precisato che:

"

(…)

Considerandi

2.

- a) Ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung

besteht nur, wenn die versicherte Person in der Schweiz wohnt (Art. 8 Abs. 1

lit. c AVIG). Nach der Rechtsprechung erfüllt eine Person diese

Anspruchsvoraussetzung, wenn sich ihr gewöhnlicher Aufenthalt hier befindet,

was der Fall ist, wenn sie sich effektiv in der Schweiz aufhält, und wenn sie

die Absicht hat, diesen Aufenthalt während einer gewissen Zeit aufrecht zu

erhalten und hier in dieser Zeit auch den Schwerpunkt der Lebensbeziehungen zu

haben (BGE 125 V 466 f. Erw. 2a, 115 V 448 f.). Für ausländische Staatsangehörige mit Niederlassungsbewilligung gilt keine abweichende Regelung (Art. 12 AVIG

e contrario).

b) Der Wohnsitzbegriff des Zivilgesetzbuches

ist für die Anwendung von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG nicht massgeblich (BGE 115

V 449, 125 V 466 Erw. 2a letzter Absatz in fine). Deshalb scheidet eine

analogieweise Heranziehung des in Art. 24 Abs. 1 ZGB statuierten Grundsatzes

aus, wonach der einmal begründete Wohnsitz bis zum Erwerb eines neuen bestehen

bleibt. Die Anspruchsvoraussetzung des Wohnens in der Schweiz gemäss Art. 8

Abs. 1 lit. c AVIG ist demnach nur erfüllt, wenn und solange der gewöhnliche

Aufenthalt in der Schweiz (mit den Elementen der Absicht dauernden Verbleibens

und des Mittelpunktes der Lebensbeziehungen) durchgehend gegeben ist. Andernfalls

besteht kein Taggeldanspruch, ohne dass zu prüfen ist, ob im Ausland ein

Wohnsitz im Sinne der Art. 23 ff. ZGB begründet wurde. (…)"

In una

decisione C 226/02 del 22 maggio 2003, il TFA si è confermato nella propria

giurisprudenza e ha, in particolare, sottolineato che:

"

(…)

Gemäss Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG hat Anspruch auf

Arbeitslosenentschädigung nur, wer in der Schweiz wohnt. Diese zentrale

Anspruchsvoraussetzung ist Ausfluss des im Leistungsbereich der

Arbeitslosenentschädigung geltenden Verbots des Leistungsexports, welches im

Interesse der Missbrauchsverhütung aufgestellt worden ist. Bei im Ausland

wohnenden Personen wäre die Überprüfung und Kontrolle der

Anspruchsvoraussetzungen, namentlich der Arbeitslosigkeit, verunmöglicht (vgl.

zum Ganzen Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Rz. 138).

Der Begriff des Wohnens in der Schweiz ist dabei

nicht identisch mit dem Wohnsitz im Sinne von Art. 23 ff. ZGB, sondern

schliesst auch den gewöhnlichen Aufenthalt mit ein (BGE 115 V 448; vgl.

Nussbaumer, a.a.O., Rz 139 f.).

Nach der Rechtsprechung des Eidgenössischen

Versicherungsgerichts sind für den gewöhnlichen Aufenthalt der tatsächliche

Aufenthalt in der Schweiz und der Wille massgebend, diesen beizubehalten,

zusätzlich muss sich der Schwerpunkt aller Beziehungen in der Schweiz befinden

(BGE 125 V 467 Erw. 2a mit Hinweisen). (…)"

Con

sentenza 8C_270/2007 del 7 dicembre 2007 l’Alta Corte ha poi evidenziato quanto

segue:

"

(…)

2.

2.1

Gemäss Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG setzt der

Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung u.a. voraus, dass der Versicherte in der

Schweiz wohnt. Der Begriff des Wohnens in der Schweiz ist nicht im Sinne des

zivilrechtlichen Wohnsitzes (Art. 23 ff. ZGB) zu verstehen, sondern setzt den

gewöhnlichen Aufenthalt in der Schweiz voraus; verlangt werden der tatsächliche

Aufenthalt in der Schweiz und die Absicht, diesen Aufenthalt während einer

gewissen Zeit aufrechtzuerhalten und hier in dieser Zeit auch den Schwerpunkt

der Lebensbeziehungen zu haben (BGE 125 V 465 E. 2a S. 467, 115 V 448 E. 1b S. 449). Daran hat das auf den 1.

Januar 2003 in Kraft getretene ATSG nichts geändert, weil der in Art. 13 Abs. 1

ATSG umschriebene Wohnsitzbegriff auf die Arbeitslosenversicherung nicht

Anwendung findet. Eine ausdrückliche Abweichung von Art. 13 ATSG sieht Art. 12

AVIG zwar lediglich für die in der Schweiz wohnenden Ausländer vor. Mangels

eines gegenteiligen gesetzgeberischen Willens hat die bisherige Praxis jedoch

auch im Rahmen der Anspruchsvoraussetzung von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG

weiterhin Geltung (Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Soziale Sicherheit, 2. Auflage, Basel

2007, S. 2233 Rz 181; Ueli Kieser, ATSG-Kommentar, Zürich/Basel/Genf 2003, Rz

18.

zu Art. 13).

2.2

Nach der Rechtsprechung setzt das Wohnen in

der Schweiz im Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG nicht einen ununterbrochenen

tatsächlichen Aufenthalt im Inland voraus. Es genügt der gewöhnliche Aufenthalt

in der Schweiz. Das Fortdauern des gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz

setzt aber unter anderem voraus, dass trotz Unterbrüchen des tatsächlichen

Aufenthalts weiterhin eine enge Verbindung mit der hiesigen Arbeitswelt besteht

(Urteile C 153/03 vom 22. September 2003 und C 183/99 vom 30. November 1999).

Im Urteil C 290/03 vom 6. März 2006 (SVR 2006 ALV Nr. 24 S. 82) stellte das

Eidgenössische Versicherungsgericht (heute Bundesgericht) fest, dass die Anspruchsvoraussetzung

des Wohnens in der Schweiz auch während eines durch die Ausübung einer

Erwerbstätigkeit im Ausland bedingten Auslandaufenthaltes erfüllt sein kann.“ (la

sottolineatura è de redattore)

In riferimento a

quest’ultima sentenza è utile evidenziare che in effetti l’art. 12 LADI

prevede, relativamente agli stranieri residenti in Svizzera, quanto segue:

" In

deroga all’articolo 13 LPGA, gli stranieri senza permesso di domicilio sono

considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi dimorano in virtù di un

permesso di dimora per l’esercizio di un’attività lucrativa o in virtù di un

permesso stagionale.”

2.4

Nell’evenienza concreta dalla

documentazione agli atti risulta che RI 1 ha lavorato presso la __________ di __________ dal giugno 2007 al giugno 2009 in qualità di direttore commerciale (cfr. doc. 28; 29).

In effetti il 29 maggio

2009.

la società ha disdetto il contratto di impiego con effetto dal 30 giugno 2009 a causa di una situazione aziendale difficile (cfr. doc. 31).

Il 12 giugno 2009

l’assicurato si è iscritto in disoccupazione a far tempo dal 1° luglio 2009

(cfr. doc. 42).

La Sezione del lavoro, a

seguito di quanto dichiarato in occasione di un’audizione del 12 febbraio 2010

da __________, relativamente al quale era pendente una procedura, e meglio che “(…)

nelle ore di mia presenza presso la società sono presente sempre solamente io.

Gli altri dipendenti indicati sopra (n.d.r.: tra i quali RI 1) vengono in Via __________

solamente saltuariamente e non so indicare con quale frequenza” (doc. 18),

ha avviato un procedimento anche nei confronti dell’insorgente volto a

verificare il suo diritto a prestazioni LADI.

L’amministrazione, ha

esperito alcuni accertamenti.

In particolare ha

interpellato l’assicurato il 20 maggio 2010 (cfr. doc. 18), il quale, il 2

giugno 2010, ha asserito, tra l’altro, che:

- i

locali in via __________ gli sono stati messi a disposizione prima, durante e

dopo il collocamento fino al 31 maggio 2010. Prima e dopo la disoccupazione in

virtù del rapporto di impiego, durante a titolo di favore personale fino a

quando avesse trovato un collocamento diverso;

- durante

il suo lavoro, prima e dopo la disoccupazione, ha trascorso mediamente due

settimane al mese in Svizzera e due settimane all’estero presso clienti. Nel

periodo di disoccupazione era quasi totalmente in Svizzera tranne qualche fine

settimana e il periodo natalizio trascorsi nella casa dei genitori in __________;

- che

non si è iscritto all’AIRE per pura ignoranza e non avendo appreso da nessuno

dell’obbligatorietà di tale passo;

- nel

2009.

non aveva alcun contratto relativo a forniture elettriche o idriche

intestato a suo nome, in quanto l’appartamento in via __________ non era a lui

intestato. Dal 1° giugno 2010 ha affittato con regolare contratto un locale

diverso e da quella data il relativo contratto e le utenze sono a suo nome e

del suo coinquilino;

- è

in possesso della patente svizzera (ottenuta convertendo quella __________) e

l’auto è stata acquistata in Svizzera con contratto di leasing presso una

finanziaria svizzera;

- l’unica

utenza al tempo a lui intestata era quella del cellulare. Con il nuovo

contratto di lavoro con la __________A - a partire dal gennaio 2010 - è però

diventato un benefit aziendale (cfr. doc. 17).

Dal Rapporto d’esecuzione

del 19 aprile 2010 afferente a due controlli effettuati dalla Polizia comunale

di __________ su richiesta della Sezione del lavoro (cfr. doc. 23) si evince,

poi, quanto segue:

" (…)

abbiamo proceduto a due controlli, il primo in data 2 aprile 2010 alle ore

07.25

dove nessuno rispondeva ai vari richiami; il secondo è stato eseguito in

data 7 aprile 2010 alle ore 17.30. In quest’ultima occasione era presente il

signor __________, il quale ci invitava a entrare nell’appartamento. Si

constatava che lo stesso era composto di due camere, una cucina e altri due

locali. Si chiedeva al signor __________ dove si trova il suo compagno di

appartamento signor RI 1, asseriva di non saperlo.

Da informazioni confidenziali siamo venuti

a conoscenza che i due ogni tanto vengono notati uscire dall’appartamento,

specialmente il signor __________.

(…)” (Doc. 22)

L’Ufficio controllo

abitanti di __________, il 9 novembre 2010, ha indicato alla Sezione del lavoro che:

" (…)

la persona citata (n.d.r.: RI 1) risulta domiciliata a __________ (al

beneficio di un permesso di dimora B CE/AELS) dal 30.5.2007.

I controlli effettuati dalla nostra polizia

comunale in data 2 e 7.4.2010 si sono svolti direttamente al suo domicilio

assumendo informazioni preso il custode e gli inquilini dello stabile.

Facciamo osservare che il signor RI 1 dal

1.6.2010

non abita più in via __________ in quanto si è trasferito in via __________.”

(Doc. M)

Il Comune __________ di __________),

il 13 maggio 2010, rispondendo all’amministrazione, ha comunicato che

l’insorgente è residente in quel Comune dal 16 febbraio 2007 (cfr. doc. 19).

La Sezione del lavoro ha,

quindi, emesso il 7 settembre 2010 una decisione con cui all’assicurato è stato

negato il diritto alle indennità di disoccupazione, non essendo residente in

Svizzera (cfr. doc. H).

In sede di opposizione

l’amministrazione ha posto alcuni quesiti a __________, amministratore della __________

SA, ossia:

" (…)

1.

Corrisponde

al vero che la __________ SA in __________ ha la sede operativa a __________ in

via __________?

2.

Anche

nel periodo da luglio 2009 a dicembre 2009 l’azienda in parola aveva la sede

operativa a __________?

3.

Quanti

appartamenti e locali occupa la __________ SA in via __________?

4.

Con

riferimento alla domanda n. 3, voglia p.f. indicare dettagliatamente, per ogni

locale, l’uso che ne è fatto.

5.

Sempre

con riferimento alla domanda n. 3, voglia p.f. indicare dettagliatamente, per

ogni locale, l’uso che ne era fatto nei mesi da luglio a dicembre 2009.

6.

Il

signor RI 1 ha alloggiato (abitato) presso i locali della __________ SA in via __________?

Se sì, da quando a quando e, inoltre, secondo quale frequenza mensile/settimanale

era presente in questi locali adibiti ad abitazione? (p.f. dettagliare bene le

risposte)

7.

In caso

di risposta affermativa alla domanda n. 6, per poter usufruire del/dei locale/i

come alloggio il signor RI 1 ha pagato un compenso? Se sì, voglia p.f.

precisare l’ammontare e le modalità di pagamento (frequenza, destinatario,

durata dei versamenti, ecc.), come pure allegare la relativa documentazione

8.

Sempre

con riferimento alla domanda n. 6, per quali motivi il signor RI 1 ha abitato presso i locali della ditta? (p.f. dettagliare bene la risposta)

9.

Per

quali motivi, il 30 giugno 2009, è cessata la collaborazione con il signor RI 1?

(p.f. dettagliare bene la risposta)

10.

Per quali motivi avete

deciso di riavviare una collaborazione con lui lo scorso 4 gennaio? (p.f.

dettagliare bene la risposta; voglia p.f. inoltre produrre copia dell’attuale

contratto di lavoro)

11.

Per quale motivo, per quanto

riguarda i mesi di giugno e luglio 2007 nonché gennaio-luglio 2008, il salario

mensile lordo per il signor RI 1 era di soli CHF 1'500, mentre che per quanto

riguarda i rimanenti mesi era di CHF 4'500? (p.f. dettagliare bene la risposta)

12.

Nel periodo da luglio 2009 a dicembre 2009 il signor RI 1 ha collaborato con la __________ SA? In caso di risposta

affermativa, voglia p.f. precisare: periodi in cui ha lavorato per la ditta,

percentuale lavorativa, giorni/orario di lavoro, funzioni/compiti,

retribuzione.” (Doc. 9)

__________, il 24 ottobre 2010, ha risposto tramite posta elettronica quanto segue:

" (…)

1.

La

sede legale della __________ SA è __________. Per la nostra attività specifica

non abbiamo bisogno di uffici operativi in quanto la nostra attività di

consulenza è eseguita presso i clienti, eccezione fatta per il lavoro

amministrativo. Questo è fatto a __________ (corrispondenza, digitalizzazione

documenti) mentre la parte di contabilità e risorse umane è fatta a __________.

2.

L’azienda

ha occupato gli spazi in Via __________ fino a maggio 2010

3.

1

appartamento, 1 locale

4.

Dei

3.

locali a disposizione, due erano messi a disposizione dei dipendenti RI 1 e __________

e 1 adibito a ufficio per il lavoro di corrispondenza e digitalizzazione

documenti della società

5.

Locale

1.

uso cucina, locale 2 uso bagno locale 3 uso camera assegnata al Sig. RI 1,

locale 4 uso camera assegnata al sig. __________, locale 5 uso ufficio

corrispondenza e digitalizzazione documenti

6.

Il

signor RI 1 è alloggiato presso i locali della __________ SA dall’inizio del

suo rapporto di lavoro fino a maggio 2010. Il locale del signor RI 1 era per

suo uso esclusivo, la frequenza per quanto l’azienda ne può sapere era

continuativa e da conciliare con la sua attività di consulenze presso i nostri

clienti e rispettivi viaggi in __________Il signor RI 1 non ha pagato alcun

compenso

7.

Ho

invitato il signor RI 1 a venire a lavorare nella nostra società e gli ho

chiesto di trasferirsi in Svizzera, per evitare preoccupazioni logistiche avevo

proposto questa soluzione che ha accettato. Il signor RI 1 avrebbe dovuto

cercare una soluzione indipendente non appena l’attività fosse divenuta solida,

ma purtroppo gli anni 2008 e 2009 non hanno permesso questa solidità aziendale

e quindi non abbiamo mai forzato il cambiamento.

8.

Il

signor RI 1 si è occupato di esplorare mercati emergenti dell’Est europeo, ma a

seguito alla perdita subita dall’azienda nel 2008 e confrontati con problemi di

liquidità abbiamo dovuto interrompere il rapporto di lavoro.

9.

Abbiamo

mantenuto interesse nel mercato __________ e abbiamo costituito una succursale

della nostra società a __________. Abbiamo chiesto al signor RI 1 di diventare

responsabile per il mercato e di fare lo start-up della società __________.

10.

Il salario del signor RI 1 è

direttamente legato alla sua performance e ha un tetto massimo di 4'500 CHF e

un tetto minimo di 1'500 CHF (più rimborso spese)

11.

Durante questo periodo il

nostro rapporto con il signor __________ è stato interrotto. nessuna collaborazione

è continuata né tantomeno retribuzione gli è stata versata.” (Doc. 8)

La Sezione del lavoro, il

26.

ottobre 2010, ha posto, tramite posta elettronica, degli ulteriori quesiti

all’amministratore della società, ai quali quest’ultimo ha risposto il 27 ottobre

2010, e meglio:

"

1.

per quale motivo il signor RI 1 non ha mai pagato nessun

compenso per l’uso di un locale come stanza, come pure per

l’utilizzo dei locali comuni (camera e bagno), oltretutto se, come da lei

stesso riferito, egli era presente presso i medesimi i maniera continuativa?

(p.f. dettagliare bene la risposta)

Perché il signor RI 1 si è trasferito in Svizzera

appositamente per lavorare nella nostra società e non potendo garantire un

salario adeguato alle sue qualifiche abbiamo raggiunto l’accordo di un minimo

fisso, ma non caricandolo di un affitto. Quindi dando la possibilità di

occupare una stanza dell’appartamento di Via __________. Stessa cosa vale per

l’altro collaboratore. Purtroppo non siamo una azienda grande e iniziare è

difficile quindi abbiamo ottimizzato i costi in questo modo.

2.

come contropartita dell’utilizzo di questi locali, il signor RI

1.

ha subito una deduzione di stipendio?

Il signor RI 1 non ha subito una deduzione, ma con il salario

dichiarato all’inizio sarebbe stato impossibile per lui concludere un contratto

d’affitto con un salario fisso basso.

3.

il signor RI 1 non ha mai

partecipato al pagamento delle spese connesse all’utilizzo dei locali a lui

destinati (stanza, cucina, bagno), in particolare per quanto concerne il

consumo di acqua e di elettricità? Se sì, secondo quali modalità? Se no, per

quale motivo? (p.f. dettagliare bene tutte le risposte)

Le spese sono sempre state a carico della __________, le

spese eventualmente sostenute dal RI 1 riguardano la sfera personale (cibo +

bibite).” (Doc. 7)

L’11 novembre 2010 la

Sezione del lavoro ha inviato gli esiti degli accertamenti effettuati all’assicurato

e gli ha posto delle domande connesse in particolare con la sua presenza sul

territorio svizzero (cfr. doc. 4).

L’insorgente, tuttavia,

non ha risposto, nemmeno dopo il sollecito del 7 dicembre 2010 (cfr. doc. 3).

L’amministrazione con

decisione su opposizione del 21 dicembre 2010 ha confermato il precedente provvedimento del 7 settembre 2010, stabilendo che la residenza

effettiva di RI 1 è in __________ e non in Svizzera e negandogli, perciò, il

diritto alle indennità di disoccupazione per il lasso di tempo luglio –

dicembre 2009 (cfr. doc. B).

L’assicurato contesta

quanto deciso dalla Sezione del lavoro, facendo valere la propria residenza in

Svizzera nel periodo in questione.

Al

riguardo il ricorrente, come già rilevato nei fatti (cfr. consid. 1.2.), ha

precisato che la __________ SA gli ha concesso di continuare ad abitare in un

appartamento di sua proprietà in via __________, dove risulta essere iscritto

regolarmente quale abitante.

Egli ha,

poi, indicato che il 1° giugno 2010 si è trasferito in via __________ sempre a __________

L’insorgente

ha pure osservato che il Comune di __________ ha rilasciato due dichiarazioni

con cui conferma, dopo controlli effettuati dalla Polizia, che il medesimo

risiede effettivamente a __________ all’indirizzo indicato.

Egli ha

rilevato di non aver mai deviato la propria corrispondenza, ma di avere sempre

puntualmente ritirato la posta al proprio recapito in via __________.

Come

ulteriori prove della sua effettiva residenza in Svizzera, l’assicurato ha

prodotto una multa del 6 novembre 2009, degli estratti di prelevamenti, copia

della patente convertita in Svizzera, il contratto di leasing per l’acquisto di

un’automobile, la tessera della cassa malati svizzera e la fattura

dell’abbonamento svizzero del cellulare

Il

ricorrente ha, altresì, evidenziato che la propria intenzione di voler restare

in Svizzera emerge anche dal fatto che è stato nuovamente impiegato dalla __________

SA, (cfr. doc. I).

2.5

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte evidenzia, in primo luogo, che dal

verbale di udienza davanti al Presidente del TCA del 18 aprile 2011 si evince

che:

"

Il presidente del TCA chiede all’assicurato per

quale motivo non ha risposto alle domande poste dall’amministrazione l’11

novembre 2010. L’assicurato risponde che si tratta delle stesse domande poste

in passato. L’assicurato precisa che non aveva ulteriori elementi, che aveva

già risposto in precedenza.

L’avv. __________, rispondendo al presidente del

TCA, precisa di non avere mai posto in passato delle domande così precise.

Il presidente del TCA chiede alla Sezione del

lavoro per quale motivo è stato richiamata la dichiarazione dell’ufficiale

dell’anagrafe del Comune di __________-__________. L’avv. __________ risponde

che è un degli elementi che secondo la probabilità preponderante dimostra che

l’assicurato non risiedeva in Svizzera.

Il presidente del TCA chiede all’avv. __________

se non ritiene che non vi sia una contraddizione tra questa dichiarazione e

quanto attestato dall’Ufficio controllo abitanti del Comune di __________

L’assicurato spiega questa contraddizione nel

senso che non sapeva di doversi iscrivere all’AIRE e quindi di annunciare che

si sarebbe trasferito all’estero. Per questo motivo figurava ancora residente

nel Comune di __________-__________ (cfr. doc. 16).

Il presidente del TCA chiede all’avv. __________

se, visto che la dichiarazione del Comune __________ attesta una residenza dal

16.2

, la Sezione del lavoro ritiene che il ricorrente non risiedesse in

Svizzera neppure nei due anni in cui ha prestato la propria attività

lavorativa. La rappresentante della Sezione del lavoro risponde che tale

questione può essere lasciata aperta ma che decisivo è comunque il luogo di

residenza dall’inizio del controllo della disoccupazione. Rileva comunque che

l’assicurato stesso ha dichiarato che quando lavorava trascorreva due settimane

al mese all’estero.

Al riguardo l’assicurato precisa che era il suo

datore di lavoro che gli imponeva di accompagnare i clienti all’estero.

Rispondendo al presidente del TCA il ricorrente

sottolinea che mentre lavorava risiedeva in Svizzera e poi si recava

all’estero, in vari parti del mondo, assieme ai clienti. Abitava in via __________

a __________, per due anni da solo e poi col sig. __________ (da luglio 2008).

Dopo il licenziamento l’assicurato si è

annunciato in disoccupazione. E’ rimasto nello stesso appartamento. Rispondendo

al presidente del TCA l’assicurato rileva che ha continuato a non pagare nulla

a titolo di pigione visto il rapporto che si era creato con il suo ex datore di

lavoro. L’assicurato rileva che lo scioglimento del rapporto di lavoro è

avvenuto esclusivamente a seguito di difficoltà sul mercato.

Il presidente del TCA rileva che la Sezione del

lavoro ha sentito il sig. __________ il 12.2.2010, non alla presenza

dell’assicurato.

L’avv. __________ conferma che il sig. __________

è stato sentito in un altro contesto e in quell’occasione egli ha detto che la

presenza del ricorrente era soltanto saltuaria.

Il presidente del TCA rileva al riguardo che fra

gli atti dell’incarto figura pure un’altra dichiarazione del sig. __________

(doc. 43). L’avv. __________ dice di essersi comunque fondata sulle prime

dichiarazioni del sig. __________. Ritiene comunque decisivo il fatto che si

tratta di periodi successivi ai mesi in cui è stata controllata la

disoccupazione e per questo ha ritenuto di dover porre le domande

dell’11.11.2010.

Il presidente del TCA chiede all’avv. __________

di porre al ricorrente le domande alle quali non ha risposto (cfr. scritto

11.11

, doc. 4):

Alla domanda n. 1 l’assicurato risponde di non essere

in grado di dire cosa ha fatto con precisione ogni giorno. Dichiara comunque di

essere stato in Svizzera, come da lui affermato in precedente scritto. Precisa

di avere ritirato tutta la posta spedita e di avere partecipato a tutti i

colloqui fissati dalla Sezione del lavoro. A questo proposito il sig. __________

precisa che si tratta di controlli mensili. L’avv. RA 1 afferma che le

raccomandate venivano ritirate immediatamente. Si è trattato in particolare di

una multa (doc. Q). Il ricorrente ritiene che il fatto di dover fornire

ulteriori indicazioni costituisca un’indebita ingerenza nella propria sfera

personale.

Il presidente del TCA chiede all’avv. __________

se l’assicurato non ha risposto e non ha scritto nulla. La rappresentante della

Sezione del lavoro precisa che dopo avere ricevuto la lettere dell’11.11.2010

l’assicurato ha preso contatto telefonico. L’assicurato al riguardo sottolinea

di avere risposto quanto detto nel corso dell’udienza e cioè che si trattava di

domande ripetitive alle quali aveva già risposto in passato.

Alla domanda n. 2 l’assicurato risponde che la

maggior parte del tempo era in Svizzera e che alcuni fine settimana si recava

dalla madre in __________.

Alla domanda n. 3 l’assicurato risponde che

qualche fine settimana era in __________ e che per il resto del tempo era in

Svizzera.

Alla domanda n. 4 l’assicurato risponde che è

finito l’accordo con il titolare (sig. __________) e che doveva trovare un

altro alloggio, pagando la rispettiva pigione.

Alla domanda n. 5 l’assicurato risponde di avere

trovato un nuovo alloggio in __________, dove abita con il sig. __________.

Alla domanda n. 6 l’assicurato risponde che la

madre risiede __________).

Alla domanda n. 7 l’assicurato risponde che i

legami famigliari risultano già in precedente scritto (cfr. doc. 11).

Il presidente del TCA chiede all’assicurato

quante volte nel periodo di disoccupazione ha visitato i suoi parenti in

Svizzera interna. L’assicurato risponde 2 volte e in un’occasione ha preso la

multa che figura agli atti.

Alla domanda n. 8 l’assicurato risponde di

trovarsi bene in Svizzera, di essersi fatto degli amici qui. Rispondendo al

presidente del TCA l’assicurato precisa di non essere membro di nessuna

associazione. Afferma di essere stato assicurato presso la Cassa malati __________

durante tutto l’anno 2009. L’assicurato afferma di essere legato da un rapporto

di amicizia con il suo datore di lavoro sig. __________.

Rispondendo al presidente del TCA, l’assicurato

precisa che il sig. __________ quasi contemporaneamente al suo licenziamento si

è visto ridurre il grado di occupazione al 25%.

L’avv. __________ sottolinea di essere in

possesso di un tesserino di affiliazione alla Cassa malati, senza indicazioni

del periodo preciso.

Con riferimento al doc. R, la rappresentante

della Sezione del lavoro sottolinea che non figura il nominativo

dell’assicurato e neppure il numero del conto.

L’avv. __________ rileva che comunque figura il

numero della carta. A tale proposito il presidente del TCA assegna al ricorrente

un termine di 10 giorni per produrre un’attestazione che conferma che il n. di

carta __________ è il suo.

Al riguardo il sig. __________ rileva che si

tratta di prelevamenti spesso ravvicinati, per cui non testimoniano una

presenza constante sul territorio.

Al riguardo il presidente del TCA invita

l’assicurato ad inviare entro lo stesso termine di 10 giorni eventuale

documentazione che fosse in grado di reperire atta a dimostrare una presenza

costante per tutto il periodo.

La rappresentante dell’assicurato, per quel che

riguarda l’appartamento a __________, sottolinea che il sig. __________ ha

affermato il 24.10.2010 che l’assicurato non ha pagato nessun compenso.

L’assicurato ci tiene ad aggiungere quanto segue.

Rileva che l’amministrazione gli ha posto delle domande di carattere generale

del tipo “Quale è il centro dei suoi interessi”. Al riguardo il presidente del

TCA sottolinea come peraltro messo in rilevo nel suo ricorso anche dall’avv. RA

1, che si tratta del classico concetto utilizzato dal Tribunale federale per

poter concludere sull’esistenza o meno della residenza in un determinato paese.

L’assicurato rileva che si tratta di un concetto estremamente vasto e che

quello che sente lui come centro d’interesse può essere diverso da quello stabilito

dall’Ufficio dell’anagrafe.

(…)” (Doc. VI)

In secondo luogo, questo

Tribunale rileva, da una parte, che l’assicurato, relativamente alla richiesta

formulata dal Presidente del TCA in sede di udienza di inviare della

documentazione atta a dimostrare una sua presenza costante in Svizzera per il

periodo luglio - dicembre 2009, ha trasmesso, il 29 aprile 2011, unicamente

degli estratti di un conto postale a lui intestato afferenti al lasso di tempo

giugno - dicembre 2009 (cfr. doc. DD).

Dall’altra, che gli stessi

non comprovano che risiedeva stabilmente in Svizzera.

In effetti, a prescindere

dalla circostanza che molte operazioni sono state cancellate, per cui delle stesse

non va tenuto conto, l’assicurato ha effettuato mensilmente varie operazioni (25

giugno 2009; 28 luglio 2009; 13, 28 agosto 2009; 4, 28 settembre 2009; 1°, 12

ottobre 2009; 5 novembre 2009) online (E-Finance).

Ciò rende, pertanto,

impossibile, sulla sola base di estratti conto, risalire al luogo in cui si

trovava il ricorrente allorché ha proceduto alle citate operazioni.

Inoltre i prelevamenti e i

pagamenti in Svizzera sono sì stati effettuati ogni mese, ma non in modo

continuativo e regolare durante il mese, bensì soltanto in alcuni giorni alquanto

distanziati tra loro, come peraltro rilevato dall’amministrazione (cfr. doc.

IX).

Più precisamente nel mese

di giugno 2009 l’assicurato ha prelevato / pagato con la propria carta in

Svizzera unicamente il 2, 10, 22 e 23.

Nel mese di luglio 2009

egli ha effettuato delle operazioni in Svizzera solo il 22.

Per quanto concerne il

mese di agosto 2009, l’insorgente ha utilizzato la propria carta del conto

postale in Svizzera solo il 31.

Nel mese di settembre 2009

risultano delle operazioni effettuate in Svizzera il 6 e il 16.

Nel mese di ottobre 2009

l’assicurato in Svizzera ha prelevato il 7, 9 e 12, mentre ha pagato con la

carta il 22.

Nel mese di novembre 2009

risultano operazioni in Svizzera il 10 e il 12.

Per quanto attiene al mese

di dicembre 2009, sono stati effettuati dei prelevamenti e dei pagamenti in

Svizzera soltanto il 23 (cfr. doc. DD).

2.6

A proposito

dell’obiezione sollevata dall’assicurato secondo cui il fatto di fornire

ulteriori indicazioni in relazione a circostanze inerenti alla sua presenza in

Svizzera costituisca un’indebita ingerenza nella sua sfera personale (cfr. doc.

VI), questa Corte sottolinea che la procedura in materia di assicurazioni

sociali è retta dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43

cpv. 1 LPGA e 61 lett. c LPGA; STF 8C_239/2009 del 14 agosto 2009; STFA U 94/01

del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; STFA I 76/00del 5 giugno

2000; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI

praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito

dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo

corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

Inoltre,

Il principio inquisitorio trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di

collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag.

145; RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261;

DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF

114.

V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer,

“Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen

(BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et

la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984

pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster

Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII,

pag. 5 ss.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le

pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui

può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura

della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover

sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5

settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164

consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS

1989.

pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in

relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg.

(3)).

Su questi

aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,

Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des

Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che

“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne

Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

In particolare nel caso di specie l’assicurato, ritenuto che si è

iscritto in disoccupazione richiedendo il riconoscimento di prestazioni LADI,

era tenuto a fornire le indicazioni necessarie per poter decidere in merito.

Egli, al

contrario, ha risposto alle precise domande postegli dalla Sezione del lavoro

l’11 novembre 2010 con sollecito del 7 dicembre 2010 (cfr. doc. 4; 3) soltanto

in sede di udienza, allorché il Presidente del TCA gliele ha nuovamente

sottoposte.

Il

ricorrente nemmeno ha prodotto valida documentazione atta a dimostrare una

presenza costante in Svizzera dal luglio al dicembre 2009, come invece

richiesto dal Presidente del TCA (cfr. doc. VI; consid. 2.5.).

L’amministrazione,

come del resto questo Tribunale, non hanno d’altronde preteso informazioni

prive di rilevanza per la fattispecie.

L’insorgente

deve, quindi, sopportare le conseguenze della carenza di prove riguardo

all’asserita residenza effettiva in Svizzera nel periodo in questione (cfr. DTF

125.

V 195 consid. 2; STFA C 107/04 del 9 giugno 2005 consid. 3).

2.7

Alla luce di quanto sopra

stabilito e della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.3.), questo Tribunale,

in applicazione dell’abituale criterio della probabilità preponderante valido

nel settore delle assicurazioni sociali (cfr. STF 8C_999/2010 del 15 marzo

2011; STF 8C_911/2010 del 10 marzo 2011 consid. 3.2; STF 8C_909/2010 del 1°

marzo 2011; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; DTF 126 V 353 consid. 5b pag.

360; DTF 125 V 193 consid. 2 pag. 195), deve concludere che

nel periodo dal mese di luglio al mese di dicembre 2009 l’assicurato non risiedeva

in Svizzera - a __________ in via __________ in un appartamento della SA ex

datrice di lavoro per il quale, peraltro, non pagava né pigione, né alcuna

spesa (cfr. consid. 2.4.; 2.5.) - ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI.

Non va, del resto, misconosciuto

il fatto che l’assicurato, interrogato espressamente in merito dal Presidente

del TCA, ha indicato di non essere membro di alcuna associazione in Svizzera e

quali amici nel nostro Paese ha nominato unicamente __________, amministratore

della sua datrice di lavoro (cfr. doc. VI).

E’ vero, poi, che

l’insorgente ha indicato di avere dei parenti in Svizzera nel Canton __________

(cfr. doc. 11).

E’ altrettanto vero,

tuttavia, che in occasione dell’udienza del 18 aprile 2011 egli ha specificato

che nel periodo luglio - dicembre 2009 ha fatto loro visita soltanto due volte (cfr. doc. VI).

Le attestazioni

dell’aprile e del novembre 2010 del Comune di __________, secondo cui

l’assicurato è domiciliato a __________ dal 30 maggio 2007 e i controlli effettuati

dalla polizia comunale hanno rilevato che lo stesso risiede effettivamente

all’indirizzo in via __________ (cfr. doc. M), non sono del resto atte a

inficiare la conclusione a cui è giunto il TCA.

In effetti i controlli

effettuati in via __________, assumendo pure informazioni presso il custode e

gli inquilini (cfr. doc. M), hanno avuto luogo il 2 e il 7 aprile 2010, ovvero

in un periodo posteriore al lasso di tempo in questione in cui l’assicurato ha

chiesto delle indennità di disoccupazione.

Giova, altresì, ricordare

che il ricorrente a partire dal 4 gennaio 2010 è stato riassunto dalla __________

Team SA in qualità di direttore (cfr. doc. 7).

Nemmeno quanto dichiarato

da __________ nell’ottobre 2010 consente di sovvertire l’esito della vertenza.

Egli si è limitato ad

affermare che un locale uso camera era stato messo a disposizione

dell’insorgente (cfr. risposta n. 4 doc. 8; risposta n. 1 doc. 7) e a indicare

che “… la frequenza per quanto l’azienda ne può sapere era continuativa e da

conciliare con la sua attività di consulente presso i nostri clienti e

rispettivi viaggi in __________” (cfr. risposta n. 6 doc. 8), riferendosi,

conseguentemente, al periodo in cui l’assicurato era suo dipendente e non ai

mesi di disoccupazione.

Nulla è stato, invece,

precisato circa la reale e costante presenza di quest’ultimo nell’appartamento

di __________ nell’arco di tempo luglio - dicembre 2009.

Non sono, poi, sufficienti

a dimostrare una residenza effettiva in Svizzera l’abbonamento svizzero del

cellulare (cfr. doc. AA), la conversione della patente (cfr. doc. U), la

conclusione di un contratto di leasing per l’acquisto di un’automobile (cfr.

doc. V), l’affiliazione a una cassa malati svizzera (cfr. doc. Z), l’aver

ricevuto il 6 novembre 2009 una multa da parte dell’Ufficio giuridico della

circolazione del Cantone Ticino in occasione del viaggio per recarsi a trovare

dei parenti in Svizzera interna (cfr. doc. Q; VI) e l’avere ritirato

immediatamente la relativa raccomandata (cfr. doc. VI; consid. 2.5.).

Va, infine, qui ricordato

che per concludere circa l’esistenza di un’effettiva residenza in Svizzera non

basta in ogni caso che l’assicurato ritorni regolarmente in Svizzera allo scopo

di ossequiare i suoi obblighi di disoccupato.

Infatti nella STFA C

290/03 del 6 marzo 2006 il TFA si è così espresso: “(…) Das

Fortdauern des gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz setzt aber unter anderem

voraus, dass trotz Unterbrüchen des tatsächlichen Aufenthaltes weiterhin eine

enge Verbindung mit der hiesigen Arbeitswelt besteht (nicht veröffentlichtes

Urteil G. vom 30. November 1999, C 183/99; vgl. auch BGE 125 V 469). Keinesfalls

genügt es für die Bejahung eines gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug

zur Schweiz auf die regelmässige Rückkehr zwecks Erfüllung der

Kontrollvorschriften beschränkt (z. B. nicht veröffentlichtes Urteil H. vom 30.

Dezember 1997, C 272/96). (…).“.

2.8

Il ricorrente ha richiamato,

oltre all’incarto della Sezione del lavoro prodotto dall’amministrazione con la

risposta di causa (cfr. doc. III), gli incarti completi che lo riguardano della

Sezione permessi e migrazione, dell’Ufficio controllo abitanti di __________,

dell’Ufficio circondariale di tassazione, della Cassa di compensazione AVS

(cfr. doc. I pag. 3).

Il TCA non vede quali

elementi di rilievo ai fini del giudizio la documentazione richiamata

dall’assicurato possa mettere in luce. Né del resto il ricorrente l’ha

indicato.

Di conseguenza la

richiesta dell’insorgente di richiamare gli incarti menzionati deve essere

respinta.

A tale

proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato

(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove

(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STF

8C_845/2009 del 7 dicembre 2009; STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid.

5.3

; STFA U 416/04 del 16 febbraio 2006, consid. 3.2.; STFA H 411/01 del 5

marzo 2003; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa

D.SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15

novembre 2001 nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre

1992.

nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a

ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di

essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122

V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.9

In esito alle considerazioni

di cui sopra, secondo questo Tribunale, a ragione la Sezione del lavoro ha

stabilito che dal 1° luglio al 31 dicembre 2009 l’assicurato non adempie i

presupposti per poter essere posto al beneficio delle indennità di

disoccupazione.

La decisione su

opposizione del 21 dicembre 2010 emessa dalla Sezione del lavoro deve,

conseguentemente, essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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