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Decisione

38.2011.78

10gg di sosp.per mancate e insuff.ric.di lavoro negli ultimi 3 mesi di tirocinio prima della disocc.URC non ha verificato se sforzi indicati sui formulari effettiv.svolti.La data delle ric.anteriore a

19 gennaio 2012Italiano39 min

Source ti.ch

Fatti

i datori di lavoro nelle date indicate sui formulari visto che in realtà essi

sono stati stampati alcuni giorni dopo. Per contro, tutta la documentazione

della corrispondenza e-mail, consegnata pure in allegato alla “Risposta alla

richiesta di giustificazione” sopracitata, è datata tra il 15 e il 26.08.2011 e

pertanto è considerata come prova di ricerche svolte durante la disoccupazione

iniziata il 08.08.2011 e non precedentemente.

-

Il 08.09.2011 la signora RI 1 ha consegnato al nostro ufficio una dichiarazione del __________, signor __________, che certifica

che durante il mese di maggio 2011 la società sportiva si era impegnata con lei

nell’aiutarla a trovare un impiego a tempo pieno. Questa dichiarazione,

malgrado sia giunta tardiva (il termine fissato per la Risposta alla richiesta

di giustificazione del 25.08.2011 era il 05.09.2011) è stata considerata, in

sede di riesame, come una ricerca di lavoro effettuata durante il periodo dal

08.05 al 30.05.2011.” (Doc. A)

1.3. Contro la

decisione su opposizione del 11 ottobre 2011 l’assicurata, tramite il proprio

rappresentante, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, facendo valere che

l’amministrazione non avrebbe tenuto in debita considerazione il suo scritto di

opposizione del 22 settembre 2011 (doc. 12).

Nello

stesso, con cui si chiedeva in particolare l’annullamento della sanzione, era

stato indicato che, contrariamente a quanto asserito dall’URC, la ricorrente, che

aveva postulato le indennità di disoccupazione dal 1° agosto 2011 alla

conclusione della sua formazione, aveva compiuto delle ricerche di impiego

personalmente, già trasmesse all’amministrazione.

Nell’impugnativa

l’insorgente ha, poi, ribadito che non è stato tenuto conto del fatto che dopo

poco più di un mese di disoccupazione ha trovato, in modo del tutto indipendente,

un’occupazione a tempo pieno e per di più fuori Cantone (cfr. doc. I).

1.4. L’URC, in

risposta, ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà,

per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

1.5. Il 9

novembre 2011 l’RA 1, per conto della ricorrente, si è nuovamente pronunciato

in merito alla fattispecie (cfr. doc. V).

1.6. Il doc. V è

stato trasmesso per conoscenza all’URC (cfr. doc. VI).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria

(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio

2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21

dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio

2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;

STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;

STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Il TCA è chiamato

a stabilire se l’assicurata deve o meno essere sospeso dal diritto alle

indennità di disoccupazione per insufficienti e mancate ricerche di lavoro nei

mesi precedenti l’iscrizione in disoccupazione.

2.3. Va dapprima

segnalato che il 1° aprile 2011 è entrata in vigore la quarta revisione della

LADI, accettata dal popolo il 26 settembre 2010 (cfr. FF N. 38 del 23 settembre

2008 pag. 6761 segg.; RU N. 12 del 22 marzo 2011 pag. 1167 segg.).

Nel

diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in

vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente

rilevante (cfr. STFA C 333/05 del 6 marzo 2006 consid. 1;

DTF 130 V 445; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV

Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V

163, consid. 4b, pag. 166).

Nel caso

in esame l’amministrazione ha esaminato il periodo 8 maggio – 7 agosto 2011

antecedente l’annuncio al collocamento.

A quel

momento le nuove norme della LADI erano già in vigore e tornano, dunque,

applicabili in concreto.

2.4. Tra

gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente

un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è

stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori

della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto

invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio

luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

Alla fine di ogni periodo

di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio competente le prove

documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del

29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata).

Secondo l'art. 26 cpv. 1

OADI, il cui tenore è rimasto invariato anche dopo il 1° aprile 2011:

"

L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di

regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

L'art. 26 cpv. 2 OADI, in

vigore fino al 31 marzo 2011, prevedeva che:

"

Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve

provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare

lavoro."

L'art. 26 cpv. 2bis OADI,

valido fino al 31 marzo 2011, precisava, inoltre, che:

"

Egli deve fornire tale prova per

ogni periodo di controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente

o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il

servizio competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel

contempo lo informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una

giustificazione valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

A

decorrere dal 1° aprile 2011 il tenore dell’art. 26 cpv. 2 OADI è il seguente:

" L’assicurato

deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo di

controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno

lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il termine

senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in

considerazione.”

L’art. 26 cpv. 2bis OADI è stato abrogato con effetto dal 1° aprile

2011.

L'art. 26 cpv. 3 OADI, il quale non ha subito modifiche in

occasione della quarta revisione della LADI, stabilisce che:

" Il servizio

competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

La LADI ha, dunque,

previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per

evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

Tale principio non è stato

messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.

Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la

disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

L'obbligo di ridurre il

danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V

197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische

Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.

48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti

per trovare lavoro.

Se non adempie il suo

obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI

- rimasto invariato anche dopo il 1° aprile 2011 - secondo cui l'assicurato è

sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere

un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010;

STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C 221/02 del 3 agosto 2003).

L’art. 30 cpv. 1 lett. c

LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL

Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;

D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation

de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e

Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

La

giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità

l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo

che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del

28 giugno 2010).

Per

costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione

deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

In una

sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato

che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la

disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è

ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati

non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a

intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in

disoccupazione.

L'assicurato deve così, ad

esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal

momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova

occupazione (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF

8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,

consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA

C 77/91 del 29 gennaio

1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici

regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti

sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, p. 16ss.; vedi pure art. 45

cpv. 1 lett. a OADI).

Inoltre

gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere

sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che

precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,

n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

Questa giurisprudenza viene regolarmente

confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P.

(C 200/03); STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), non pubblicata;

STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01); STFA del 10 dicembre 2004

nella causa M. (C 210/04)).

Oltre al

caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca

una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo

immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata

determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che

non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede

l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale, in particolare, per gli

assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,

preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati

e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano

per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di

impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

2.5. Per

stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare

un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la

qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76

consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

Per quel

che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un

numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

La

giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e

non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo

vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per

tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987).

L'Alta Corte, pur

confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio

2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante

ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la

prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al

mese (cfr. consid. 2.4.; STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C

199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

In una sentenza

8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria

giurisprudenza e ha rilevato:

"

(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a

fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir

compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence

considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe

suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne

peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement

quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard

des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant

parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006

consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

Sulle modalità con le

quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che

secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il

suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio

competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26

cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.

95; DTF 120 V 74).

La legge non prevede

nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire

effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi

datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla

fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio

competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del

29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

Concretamente ciò

significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare

all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore

di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile

l'avvenuta ricerca.

In caso di ricerca

personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei

datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è

necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo

"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra

forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del

28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

Inoltre

deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si

è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella

causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

L'assicurato potrà

servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°

luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio

federale dello sviluppo economico e del lavoro).

In caso di rifiuto del

datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà

comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al

servizio competente tale rifiuto.

Infine, in caso di ricerca

telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,

confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto

(cfr. DLA 1988 p. 95).

In una

sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno

l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

2.6. Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI

- che non è stato modificato dalla quarta revisione della LADI - la durata

della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e ammonta, per

ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di cui al

capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La sospensione dal diritto

all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 vOADI; 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011).

La sua durata è

determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della

proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

In virtù dell'art. 45 cpv.

5 OADI (corrispondente all’art. 45 cpv. 2 bis vOADI), se l'assicurato è

ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità entro il termine quadro per la

riscossione della prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo

adeguato.

Nella già

citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha

ricordato che " La gravité de la faute dépend de l'ensemble des

circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être

mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses

démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas

suivies en dépit de leur pertinence.".

Per quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di

disoccupazione fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi

amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel

periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i

parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali

aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circolare concernente l'indennità di disoccupazione

(circolare ID) della SECO in vigore dal 1° gennaio 2007 e modificata

nell’ottobre 2011 (030-Prassi LADI/D), D72 punto 1; Lista delle sospensioni

URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste

direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni

compiti …”, p. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste

basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

Anche il TFA ha approvato

il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile

2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA

C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01

del 6 agosto 2002).

2.7. Nella

presente fattispecie dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 - nata nel

1992 - ha svolto il tirocinio di impiegata di commercio con maturità integrata

presso l’Ente __________ dal 1° agosto 2008 al 31 luglio 2011 (cfr. doc. 4).

Il 1°

luglio 2011 la stessa ha conseguito l’attestato di maturità professionale e il

31 luglio 2011 l’attestato di capacità (cfr. doc. 5; 6).

L’assicurata

gioca, inoltre, a calcio. Dopo essere stata attiva nel __________, nell’agosto 2011 ha esordito nella Lega nazionale A femminile con il __________ (cfr. www.calcio-regionale.ch).

L’8

agosto 2011 l’insorgente si è iscritta in disoccupazione, dichiarandosi

disponibile per un impiego al 100% (cfr. doc. 1.

Al

momento dell’annuncio per il collocamento la ricorrente, relativamente al

periodo dall’8 maggio al 7 agosto 2011, ha indicato di avere svolto due ricerche di lavoro nel mese di luglio 2011 (cfr. doc. 7).

La

consulente del personale, il 25 agosto 2011, le ha pertanto inviato una

“Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitata a motivare, entro il 5

settembre 2011, il fatto di avere intrapreso unicamente due ricerche di impiego

nel lasso di tempo 8 maggio-7 agosto 2011, allegando l’eventuale documentazione

a sostegno delle proprie dichiarazioni.

Considerandi

La

collocatrice ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità

cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando

espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la

sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per

ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 8).

L’assicurata,

il 5 settembre 2011, ha comunicato quanto segue:

" In

allegato trasmetto tutto quanto da me fatto in questi ultimi 4 mesi per evitare

o abbreviare la disoccupazione. Sono certa di aver effettuato tutto quanto nelle

mie reali possibilità.” (Doc. 9)

Contestualmente

la medesima ha trasmesso all’URC due formulari “Prova degli sforzi personali

intrapresi per trovare lavoro” con indicate 11 ricerche di impiego che

l’assicurata avrebbe compiuto spontaneamente dal 7 giugno al 18 agosto 2011

presso potenziali datori di lavoro, oltre alla copia di corrispondenza effettuata

tramite posta elettronica - datata posteriormente alla metà di agosto 2011 - da

cui emergono i tentativi di un conoscente di aiutarla a reperire un’occupazione

a __________ (cfr. doc. 9).

Dal

profilo procedurale l’URC ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito

dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA (al

riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

L’amministrazione,

ritenendo che le ricerche spontanee prodotte dall’assicurata il 5 settembre

2011.

non potevano essere prese in considerazione essendo datate precedentemente

all’emissione del formulario ufficiale, con decisione formale del 12 settembre

2011.

l’ha sospesa dal diritto alle indennità di disoccupazione per undici

giorni (cfr. doc. 10; consid. 1.1.).

Con

decisione su opposizione del 11 ottobre 2011 l’URC, dopo aver considerato

valida, benché fosse stata prodotta tardivamente l’8 settembre 2011, un’ulteriore

ricerca di lavoro sulla base di quanto dichiarato da __________ del __________,

e meglio che quando nel maggio 2011 hanno parlato con la ricorrente per un suo

passaggio nel __________, si sono impegnati a trovarle un posto di lavoro a

tempo pieno (cfr. doc. 16), ha poi ridotto la sanzione a dieci giorni (cfr.

doc. A; consid. 1.2.).

2.8

Come

esposto precedentemente (cfr. consid. 2.3.), gli assicurati devono compiere

delle ricerche di lavoro prima di controllare la disoccupazione.

Ciò vale

anche per gli assicurati che stanno terminando un tirocinio.

Sulla questione di principio relativa alle

ricerche di lavoro durante l'apprendistato, questo Tribunale ha già avuto modo

di precisare che vi è un obbligo di cercare lavoro negli ultimi mesi di tirocinio,

(cfr. STCA 38.99.332 del 17 aprile 2000, sentenza nella quale il TCA ha

confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione dal diritto all'indennità di

disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro negli ultimi tre mesi di

tirocinio; STCA 38.2001.213 del 14 febbraio 2002, sentenza nella quale il TCA

ha ridotto da 6 giorni a 4 giorni di sospensione dal diritto all’indennità di

disoccupazione la sanzione inflitta ad un’assicurata per mancate ricerche di

lavoro negli ultimi tre mesi di tirocinio; D. Cattaneo, op. cit., pag.

19).

Il TCA nelle sentenze citate aveva fatto

espressamente riferimento all'art. 22 cpv. 6 della v.legge sulla formazione

professionale secondo cui "il maestro di tirocinio comunica

all'apprendista, entro tre mesi dalla fine del tirocinio, se potrà

successivamente essere occupato nell'azienda". Tale normativa è stata

abrogata a decorrere dal 31 dicembre 2003. In effetti il 1° gennaio 2004 è entrata in vigore la nuova legge sulla formazione professionale, la quale non

contempla più quanto previsto all’art. 22 cpv. 6 della v.legge.

Tuttavia, a mente di questa Corte, il principio

dell’obbligo di cercare un impiego adeguato nell’ultimo periodo di

apprendistato rimane invariato, siccome la formazione professionale ha di

regola una durata determinata (cfr. art. 17 legge sulla formazione

professionale; STCA 38.2005.94 del 2 febbraio 2006).

Va,

inoltre, rilevato che con STCA 38.2009.1 del 16 febbraio 2009 questa Corte ha

stabilito che un assicurato - che si era iscritto in disoccupazione il 1°

ottobre 2008 al termine del tirocinio, benché non avesse superato gli esami

finali - non aveva svolto delle ricerche di impiego nei mesi di luglio, agosto

e dal 1° all’11 settembre 2008, mentre ne aveva compiute di insufficienti dal

12.

al 30 settembre 2008.

La

sospensione è stata ridotta da dodici a undici giorni, in quanto dal 12 al 30

settembre 2008 l’assicurato aveva comunque intrapreso degli sforzi volti al

reperimento di un’occupazione, anche se non validi dal profilo qualitativo.

Al riguardo

cfr. pure STCA 38.2010.75 del 4 maggio 2011.

2.9

In concreto

l’amministrazione ha esaminato le ricerche di lavoro compiute dall’assicurata

nel periodo 8 maggio – 7 agosto 2011, lasso di tempo corrispondente al periodo

antecedente l’iscrizione in disoccupazione dell’8 settembre 2011 (cfr. doc.

2.7

).

L’URC, contrariamente

a quanto sostenuto dalla ricorrente nello scritto del 9 novembre 2011 (cfr.

doc. V), ha considerato che la stessa, dall’8 al 31 maggio 2011 ha svolto una valida ricerca di lavoro tramite __________ del __________ (cfr. consid. 2.7.;

doc. 16; A).

L’amministrazione

ha poi ritenuto che nel mese di luglio 2011 l’insorgente ha compiuto due sforzi

volti al reperimento di un’occupazione, e meglio il 7 luglio 2011 presso __________

e il 19 luglio 2011 presso __________ sempre a __________ (cfr. doc. 7; 10; A).

L’URC è,

invece, del parere che l’assicurata non abbia effettuato alcuna ricerca di

impiego nel mese di giugno 2011 e dal 1° al 7 agosto 2011 (cfr. doc. A pag. 3).

L’insorgente,

sin dal 5 settembre 2011, quando ha risposto alla richiesta di giustificazione

del 25 agosto 2011 (cfr. doc. 8), ha sempre asserito di avere intrapreso molte

più ricerche di quelle tenute in considerazione dall’URC.

A tale

proposito l’assicurata, nella risposta alla richiesta di giustificazione, ha trasmesso

due formulari “Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro” con

i nominativi di potenziali datori di lavoro presso i quali si sarebbe

spontaneamente proposta per un’occupazione e le relative firme, nonché copia di

corrispondenza avvenuta tramite posta elettronica da cui emergono i tentativi

di un conoscente di reperirle un impiego a __________ (cfr. doc. 9).

La

medesima, nell’opposizione interposta contro la decisione di sospensione del 12

settembre 2011 (cfr. doc. 12; 10), ha ribadito di avere effettuato le ricerche

di lavoro di cui ai moduli forniti all’amministrazione il 5 settembre 2011.

Anche

nell’atto ricorsuale l’insorgente, indicando che l’URC non ha tenuto in debita

considerazione quanto asserito nell’opposizione, ha implicitamente fatto valere

di avere compiuto un numero di ricerche maggiore di quello ritenuto

dall’amministrazione (cfr doc. I).

2.10

Il TCA,

chiamato a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva innanzitutto che

l’amministrazione, a ragione, non ha tenuto conto dei messaggi di posta

elettronica allegati, il 5 settembre 2011, alla risposta alla Richiesta di

giustificazione.

In

effetti gli stessi riguardano gli sforzi intrapresi da __________ al fine di

trovare un impiego all’insorgente risalenti a un periodo successivo all’inizio

della disoccupazione, e meglio essi sono stati effettuati tra il 15 agosto e il

26.

agosto 2011 (cfr. doc. 9).

Pertanto

tali ricerche non rientrano nel periodo in esame, ossia quello dall’8 maggio al

7.

agosto 2011 precedente l’iscrizione in disoccupazione.

Il fatto

che uno di questi tentativi abbia permesso alla ricorrente di reperire

un’occupazione al 90% a tempo determinato dal 20 settembre 2011 al 30 giugno 2012

presso la ____________________ di __________ (cfr. doc. 9; 14) e di, quindi,

uscire dalla disoccupazione meno di un mese e mezzo dopo la sua iscrizione

(cfr. doc. 3) si rivela in casu ininfluente ai fini dell’esito della presente

vertenza.

Al

riguardo va osservato che ai sensi della giurisprudenza federale (cfr. DLA 1999

pag. 184; STFA C 73/03 del 28 dicembre 2005 consid. 3) la durata della

sospensione viene fissata esclusivamente in base alla colpa e non in base alla

durata effettiva della disoccupazione, a meno che un assicurato al termine del

rapporto di impiego abbia atteso un certo lasso di tempo prima di annunciarsi

al collocamento e in questo periodo abbia ricercato una nuova occupazione con

la necessaria intensità.

2.11

Questa Corte

evidenzia, poi, che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta

dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 LPGA e 61

lett. c LPGA; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5

settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR

1995.

AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263;

DTF 117 V 282). E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del

giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente

rilevanti.

In una

sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009 il Tribunale federale, al riguardo, ha

osservato che:

" (…)

4.1.1

Sowohl das Verwaltungsverfahren wie auch

der kantonale Sozialversicherungsprozess sind vom Untersuchungsgrundsatz

beherrscht (Art. 43 Abs. 1 und Art. 61 lit. c ATSG). Danach haben Verwaltung

und Sozialversicherungsgericht den rechtserheblichen Sachverhalt von Amtes

wegen festzustellen. Diese Untersuchungspflicht dauert so lange, bis über die

für die Beurteilung des streitigen Anspruchs erforderlichen Tatsachen

hinreichende Klarheit besteht. Der Untersuchungsgrundsatz weist enge Bezüge zum

- auf Verwaltungs- und Gerichtsstufe geltenden - Grundsatz der freien

Beweiswürdigung auf. Führen die im Rahmen des Untersuchungsgrundsatzes von

Amtes wegen vorzunehmenden Abklärungen den Versicherungsträger oder das Gericht

bei umfassender, sorgfältiger, objektiver und inhaltsbezogener Beweiswürdigung

(BGE 132 V 393 E. 4.1 S. 400) zur Überzeugung, ein

bestimmter Sachverhalt sei als überwiegend wahrscheinlich (BGE 126 V 353 E. 5b S. 360; 125 V 193 E. 2 S. 195, je mit Hinweisen) zu betrachten und es könnten weitere

Beweismassnahmen an diesem feststehenden Ergebnis nichts mehr ändern, so liegt

im Verzicht auf die Abnahme weiterer Beweise keine Verletzung des Anspruchs auf

rechtliches Gehör (antizipierte Beweiswürdigung; BGE 134 I 140 E. 5.3 S. 148; 124 V 90 E. 4b S. 94). Bleiben jedoch erhebliche

Zweifel an Vollständigkeit und/oder Richtigkeit der bisher getroffenen

Tatsachenfeststellung bestehen, ist weiter zu ermitteln, soweit von

zusätzlichen Abklärungsmassnahmen noch neue wesentliche Erkenntnisse zu

erwarten sind (Urteil 9C_167/2009 vom 28. Mai 2009 E.

3.

).”

Proprio

sulla base del principio inquisitorio il TFA in una sentenza del 14 dicembre

1999, pubblicata in DLA 2000 pag. 118 segg., ha stabilito che le attestazioni

concernenti delle ricerche di lavoro prodotte da un assicurato, benché siano

vaghe, non possono essere trascurate. L'amministrazione deve, in effetti,

appurare d'ufficio se effettivamente tali sforzi sono stati svolti.

Nel caso

giudicato dall'Alta Corte l'assicurato aveva cercato di documentare le ricerche

allegate trasmettendo alla Commissione cantonale di ricorso delle dichiarazioni

dei potenziali datori di lavoro, seppure generiche.

L'assicurato

non si era così limitato a sostenere in maniera laconica di aver compiuto degli

sforzi alfine di reperire una nuova occupazione, bensì aveva dato delle

indicazioni alla Commissione.

Giova, in

ogni caso, osservare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma

trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43

cpv. 3 LPGA; 61 lett. c LPGA; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI

praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52

consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der

Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;

Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure

cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;

Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”

in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5

ss.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le

pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui

può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura

della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover

sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5

settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164

consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS

1989.

pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in

relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg.

(3)).

Su questi

aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”, Losanna

1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des

Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che

“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne

Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

Va,

inoltre, evidenziato che è vero che l’Alta Corte, in una sentenza C 234/04 del

21.

marzo 2005, ha accolto il ricorso dell’Ufficio del lavoro inoltrato contro

una sentenza del Tribunale amministrativo del Canton Appenzello Esterno con cui

gli atti erano stati rinviati all’amministrazione per effettuare ulteriori

accertamenti in relazione a ricerche di lavoro che l’assicurato aveva asserito

di aver compiuto.

E’ altrettanto vero,

tuttavia, che in quella fattispecie l’assicurato, nonostante avesse avuto la

possibilità prima della decisione formale di sospensione, durante la procedura

di opposizione e dinanzi al Tribunale cantonale, di fornire indicazioni precise

in merito al preteso compimento di determinate ricerche, era rimasto vago,

omettendo di fornire indicazioni verificabili.

Contestualmente il TFA ha,

infatti, rilevato:

" (…)

4.2

Ob trotz vorgängiger behördlicher

Aufforderung erst einsprache- oder beschwerdeweise gemachte Angaben zu

erfolgten Arbeitsbemühungen überhaupt berücksichtigt werden dürften, muss nicht

näher geprüft werden. Denn der Versicherte hat es nach dem Gesagten auch noch

im Einsprache- und im kantonalen Verfahren bei vagen und in dieser Form nicht

überprüfbaren Hinweisen auf stattgefundene Kontakte mit möglichen Arbeitgebern

bewenden lassen. Damit ist er seiner gesetzlichen Obliegenheit, die geltend

gemachten Bemühungen um eine neue Stelle nachzuweisen, nicht nachgekommen und

hat die Folgen zu tragen (vgl. auch Art. 43 Abs. 3 ATSG). Wollte man unter

diesen Umständen von der Verwaltung verlangen, dem Leistungsansprecher nochmals

die Gelegenheit zur Auflistung stattgefundener Bemühungen in nachprüfbarer Form

einzuräumen, wie dies das kantonale Gericht im angefochtenen Entscheid getan

hat, hiesse das auch den von den Behörden zu beachtenden Untersuchungsgrundsatz

überstrapazieren."

(STFA del 21 marzo 2005 C 234/04 consid. 4.2)

2.12

Nel

caso di specie, come visto sopra, l’assicurata, fin dal momento in cui, il 5

settembre 2011, ha risposto alla Richiesta di giustificazione inviatale dalla

propria collocatrice, ha indicato su due formulari “Prove degli sforzi

personali intrapresi per trovare lavoro” i nominativi di potenziali datori di

lavoro presso i quali avrebbe postulato in modo spontaneo per un posto di impiego

(cfr. doc. 9).

Del resto l’insorgente ha

fornito pure le firme dei potenziali datori di lavoro interpellati, in

particolare di __________ - __________, del Garage __________ di __________, di

__________ - __________ di __________, di __________ - __________, della __________

Assicurazione Agenzia generale di __________, dell’Hotel e Ristorante __________,

della __________ Impresa di costruzioni Sagl di __________, della __________ e

del Bar __________ (cfr. doc. 9).

Soltanto la ricerca presso

la Cassa Disoccupazione __________ di __________ risulta priva di firma (cfr.

doc. 9).

La ricorrente ha ribadito

di aver compiuto le ricerche di lavoro di cui ai formulari allegati alla risposta

alla Richiesta di giustificazione del 5 settembre 2011 anche nell’opposizione e

nell’atto ricorsuale (cfr. consid. 12; I).

L’URC, relativamente agli

sforzi indicati sui due moduli trasmessi il 5 settembre 2011, ha precisato che non possono essere tenuti in considerazione, in quanto, da un lato, le

relative date sono anteriori alla data di stampa dei formulari.

Dall’altro, le ricerche

presso __________, Bar __________ e Cassa __________ del 10, 16,

rispettivamente 18 agosto 2011 risalgono al periodo di disoccupazione e non

concernono, dunque il lasso di tempo prima dell’iscrizione per il collocamento

(cfr. doc. A).

A quest’ultimo proposito

va, in effetti, osservato che la tre ricerche di lavoro presso __________, Bar __________

e Cassa __________ non possono in ogni caso essere considerate ai fini della presente

causa, in quanto riguardano un periodo posteriore a quello in esame (8 maggio –

7.

agosto 2011).

Per quanto attiene alle

date (7 e 20 giugno 2011; 5, 14, 20 e 26 luglio 2011; 2, 5 e 10 agosto 2011)

degli ulteriori sforzi indicati dall’assicurata, giova rilevare che è vero che

accanto agli stessi sono state menzionate delle date anteriori alla data di

stampa dei due formulari, 8 e 11 agosto 2011 (cfr. doc. 9).

E’ altrettanto vero, però,

che ciò non implica una loro non validità a prescindere da qualsiasi verifica.

Non è possibile escludere

che l’assicurata abbia effettuato delle ricerche di impiego spontanee precedentemente

alla disoccupazione e, una volta ricevuta la Richiesta di giustificazione del

25.

agosto 2011 e la relativa domanda di comprovare gli sforzi intrapresi prima

dell’annuncio al collocamento, abbia utilizzato i formulari consegnatile dopo

l’iscrizione in disoccupazione per attestare le proprie ricerche compiute prima

dell’8 agosto 2011

Al riguardo è utile

evidenziare che l’Alta Corte con un giudizio del 14 dicembre 1999, pubblicato

in DLA 2000 N. 25 pag. 118, ha stabilito che la presentazione successiva in

sede ricorsuale di giustificativi troppo vaghi in relazione al compimento di

ricerche di impiego non consentiva in quel caso di fornire le prove necessarie,

per cui, in virtù del principio dell’officialità, occorreva procedere a un

esame supplementare.

La nostra Massima Istanza

ha così argomentato la propria decisione:

" (…)

b) Ces imprécisions et incertitudes ne permettaient toutefois pas

à la commission de recours d’écarter d’emblée les preuves proposées, en se

bornant à considérer, comme elle l’a fait, que “les attestations postérieures

des employeurs ne sauraient constituer une preuve que l’assuré a effectivement

passé chez eux au mois de décembre 1998 afin de leur demander du travail”. La

commission devait établir d’office les faits (art. 103 al. 4 LACI), par exemple

en entendant les employeurs qui ont délivré les attestations en question, afin

de pouvoir se prononce sur la quantité et la qualité des recherches invoquées

par le recourant (voir ATF 124 V 231 consid. 4° et les références). Dans ces conditions,

il convient de renvoyer la cause aux premiers juges pour qu’ils complètent

l’instruction et - moyennant respect du droit d’être entendu de l’assuré (cf.

ATF 122 V 37 consid. 2c in fine) - se prononcent à nouveau sur la suspension

litigieuse du droit à l’indemnité, en application de l’art. 30 al. 1 let. C

LACI.”

L’URC, in concreto,

nonostante l’assicurata non si fosse limitata a delle indicazioni generiche,

bensì avesse comunque fornito i nominativi dei potenziali datori di lavoro

interpellati con le relative firme non ha proceduto a esperire degli

accertamenti volti a verificare se effettivamente la ricorrente avesse compiuto,

nel periodo 8 maggio – 7 agosto 2011 ulteriori ricerche di lavoro rispetto a

quelle riconosciute dalla stessa, ad esempio interpellando le persone citate

dall’insorgente (cfr. DLA 2000 pag. 123 consid. 3b).

Inoltre e soprattutto,

l’URC nemmeno ha invitato l’assicurata a produrre, sulla base di quanto dalla

medesima allegato il 5 settembre 2011, delle attestazioni da parte delle

persone contattate dal 7 giugno al 10 agosto 2011 (cfr. doc. 9) al fine di

reperire una nuova occupazione, ma si è limitato a emettere, il 12 settembre

2011, una decisione di sospensione (cfr. doc. 10).

Al riguardo il TF, in una

sentenza 8C_239/2009 del 14 agosto 2009, già menzionata e relativa a un caso in

cui a un assicurato è stato negato il diritto alle indennità per insolvenza per

il mese di febbraio 2007, in quanto fino al 12 febbraio 2007 è stato presidente

del CdA con diritto di firma individuale iscritto a RC della SA in cui

lavorava, ha stabilito che:

" (…) Der Beschwerdeführer führte in seiner Eingabe ans kantonale

Gericht zu seinen Funktionen ab 1. Januar 2007 unter anderem aus, dass er zwar

mit Wirkung ab 1. Januar 2007 einen neuen Arbeitsvertrag erhalten habe, in

welchem er als Leiter Finanzen, Administration und Vertrieb bezeichnet werde.

Allerdings habe ihm die Geschäftsführung Ende Januar 2007 keinen Zugang mehr zu

Buchhaltungs- und Bankunterlagen gewährt und die Bank sei am 3. Februar 2007

angewiesen worden, ihm keine Auskunft über den Kontostand mehr zu erteilen.

Seine Tätigkeit habe sich von diesem Moment an nur noch auf die Anfertigung von

Planungsrechnungen erstreckt und er habe überhaupt keine Chance gehabt, die

Verantwortung über den Bereich Finanzen auszuüben. Entgegen der Annahme der

Kasse sei zudem mit Blick auf die Tatsache, dass andere Mitarbeiter der

P.________ AG Zusagen für Gehaltserhöhungen und Prämien erhalten hätten und er

sich im Gegensatz dazu im Jahr 2007 mit einem gleichbleibenden Gehalt habe

begnügen müssen, durchaus von einer Lohnminderung (zufolge Rückstufung seiner

Stellung im Betrieb) auszugehen. Diese Vorbringen sind rechtserheblich, weil

sie Anhaltspunkte für eine ab Januar 2007, allenfalls auch erst ab Februar

2007, fehlende Möglichkeit der Einflussnahme auf die Entscheide der ehemaligen

Arbeitgeberin liefern. Unter diesen Umständen wäre das kantonale Gericht kraft

des Untersuchungsgrundsatzes gehalten gewesen, Abklärungen zur Stellung des

Beschwerdeführers im Betrieb während der vorliegend relevanten Zeit (Januar und

Februar 2007) zu treffen und zusätzliche Akten beizuziehen. Dies drängte sich

umso mehr auf, als die Kasse ihre neue Begründung im Einspracheentscheid einzig

auf den Arbeitsvertrag vom 14. Dezember 2006, das (Kurz-)Protokoll der

Verwaltungsratssitzung der P.________ AG vom 14. Dezember 2006, das

(halbseitige) Informationsblatt der Geschäftsleitung der P.________ AG an die

Aktionäre vom 8. Januar 2007, das Lohnblatt Februar 2007 sowie den durch die

ehemalige Arbeitgeberin ausgestellten Lohnausweis für das Jahr 2007 stützte,

obwohl sie bei dieser spärlichen Aktenlage mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG

gehalten gewesen wäre, bereits vor Erlass des Einspracheentscheides die

zusätzlich erforderlichen Auskünfte einzuholen. Es kann der Vorinstanz nicht

beigepflichtet werden, dass der Beschwerdeführer die Folgen der Beweislosigkeit

zu tragen habe, weil er seiner Mitwirkungspflicht im kantonalen

Beschwerdeverfahren nicht nachgekommen sei. Von einer Verletzung seiner

Mitwirkungspflicht könnte allenfalls ausgegangen werden, wenn er der

Aufforderung der Vorinstanz, weitere Unterlagen beizubringen, nicht

nachgekommen wäre. Die Möglichkeit zur Untermauerung seiner Angaben in der

Beschwerdeschrift durch Einreichung zusätzlicher Aktenstücke oder Nennung

weiterer Beweismittel wurde ihm aber gar nicht eingeräumt. Dieses Versäumnis

stellt eine Verletzung der Pflicht des kantonalen Gerichts zur Feststellung des

Sachverhaltes von Amtes wegen nach dem Untersuchungsgrundsatz und damit

einen Verstoss gegen eine wesentliche Verfahrensvorschrift im Sinne von Art.

105.

Abs. 2 BGG dar (E. 4.1.2 hiervor).“ (La sottolineatura è del redattore)

Ne

discende che in casu l’URC ha violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1

LPGA.

2.13

Alla luce di

quanto appena esposto, si giustifica, dunque, l’annullamento della

decisione su opposizione impugnata e il rinvio degli atti all’URC perché

disponga, sulla base delle indicazioni fornite dall’assicurata, accertamenti

più approfonditi riguardo al compimento o meno di ulteriori ricerche oltre a

quelle già considerate dall’amministrazione, anche avvalendosi della collaborazione

della ricorrente.

Sulla scorta delle

relative risultanze, l’URC si pronuncerà, poi, nuovamente, in primo luogo, sul

principio di sospendere l’assicurata giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI e, in

secondo luogo, valutate le ricerche di lavoro effettivamente compiute sia dal

profilo quantitativo che qualitativo, sull’entità della sanzione.

In proposito occorre anticipare

che, anche qualora dagli esiti degli accertamenti che esperirà

l’amministrazione dovesse risultare che l’assicurata ha effettivamente compiuto

nelle date menzionate tutte le ricerche di lavoro da lei indicate il 5

settembre 2011, la medesima non potrà essere esentata da una sospensione ai

sensi dell’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI.

Infatti nel periodo 8 – 31

maggio 2011 la ricorrente ha in ogni caso intrapreso un unico sforzo al fine di

reperire un’occupazione tramite __________ (cfr. consid. 2.9.; doc. 9).

Inoltre

nel mese di giugno 2011 l’insorgente ha indicato di avere effettuato al massimo

due ricerche di impiego (cfr. doc. 9).

Tale

numero di ricerche mensili risulta chiaramente insufficiente dal profilo

quantitativo (cfr. consid. 2.5.).

2.14

L'assicurata,

parzialmente vincente in causa, rappresentata da un sindacato, ha diritto

all'importo di fr. 400.-- a titolo di ripetibili parziali (cfr. art. 61 cpv. 1

lett. g LPGA; 30 Lptca; DTF 122 V 278; DTF 118 V 139).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su opposizione impugnata è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’URC di __________ per complemento istruttorio e nuova

decisione.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’URC

verserà all’assicurata l’importo di fr. 400.-- (IVA inclusa) a titolo di

ripetibili parziali.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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