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Decisione

38.2012.40

Sospensione di 31 gg dal diritto all'ID inflitta a un assicurato per aver dato motivo (comportamento sconveniente con una collega) al DL di licenziarlo. Ministero Pubblico inflitto una multa di fr. 40

4 dicembre 2013Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

4. Il procedimento penale allo stato attuale è ancora aperto e nel

frattempo il Sig. RI 1 ha inoltrato una controdenuncia. L'avv. RA 1 desidera

che la cassa si esprima sull'opposizione senza attendere l'esito del

procedimento penale.

5. La disoccupazione è imputabile all'assicurato ai sensi dell'AD

non soltanto in caso di violazione degli obblighi contrattuali di lavoro da

parte dell'assicurato, ma anche se quest'ultimo, con il suo comportamento

nell'azienda e al di fuori di essa, fornisce un motivo di disdetta

giustificato.

6. A mente della Cassa i fatti alla base del licenziamento, se

confermati in sede penale, sarebbero sufficienti per confermare la sospensione.

La Cassa avrebbe preferito attendere l'esito della procedura penale, ma come

richiesto telefonicamente dal legale della controparte, lo stesso desidera

subito la decisione su opposizione e non solo al termine dell'iter procedurale

inerente la denuncia penale. (…)" (Doc. A)

1.2. Contro

questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA

nel quale il suo patrocinatore chiede di annullare la sanzione, non essendo

dimostrata una colpa per lo scioglimento del rapporto di lavoro e osserva:

"

(…)

La decisione della Cassa è illecita nel risultato

ed illegittima nella motivazione, in quanto pone a carico dell'assicurato le

conseguenze del licenziamento in tronco da lui subito, per il quale il datore

di lavoro non ha mai dimostrato di avere sufficienti motivi gravi per poterlo

legittimare.

Allo stato attuale, considerato l'onere della

prova a carico del datore di lavoro, non è possibile, ritenere che la disdetta

con effetto immediato per motivi gravi fosse giustificata.

A ben vedere, il fatto che il datore di lavoro

abbia accettato di transigere e indennizzare il lavoratore, è proprio

l'elemento che lascia supporre che i motivi gravi non erano dati e che pertanto

il lavoratore è stato licenziato in tronco in modo illecito.

In ogni caso la Cassa non può accollare al

lavoratore una responsabilità per quanto da lui subito.

Il datore di lavoro non ha dimostrato in alcun

modo che il licenziamento in tronco è giustificato: si deve pertanto ad oggi

ritenere che esso è ingiustificato.

L'autorità penale non ha emanato alcuna condanna,

che verrebbe in ogni caso contestata dal Signor RI 1i: si deve pertanto ad oggi

che egli non è colpevole di alcun reato di carattere penale (che peraltro non

giustificherebbe automaticamente la legittimità della disdetta con effetto

immediato del contratto di lavoro). (…)" (Doc. I)

1.3. L’11

settembre 2012 il rappresentante dell’assicurato ha chiesto la sospensione

della causa in attesa della definizione della procedura penale (cfr. doc. V).

Il 17

settembre 2012 la Cassa si è dichiarata d’accordo con la sospensione (cfr. doc.

VII).

Il 25

settembre 2012 il TCA ha fissato un’udienza per il 15 novembre 2012 (cfr. doc.

X).

Il 26 settembre

2012 il TCA ha comunicato al rappresentante dell’assicurato di avere acquisito

agli atti l’incarto completo dell’assicurato e gli assegnato un termine di 10

giorni per visionarlo e per presentare osservazioni (cfr. doc. XI).

Il 5

novembre 2012 (cfr. doc. XII) la Cassa, dopo averli richiesti al patrocinatore

del ricorrente (cfr. doc. XII), ha inviato al TCA un Decreto di non luogo a

procedere del Ministero pubblico del 17 ottobre 2011 contro __________ (cfr.

doc. XIII 1), un Decreto di non luogo procedere del Ministero pubblico del 2

maggio 2011 contro __________ (cfr. doc. XIII 2) e un Decreto di accusa del Ministero

pubblico del 2 maggio 2011 contro RI 1i (cfr. doc. XIII 3).

Il 14

novembre 2012 (cfr. doc. XV) la rappresentante dell’assicurato ha trasmesso

copia del verbale d’interrogatorio di __________ (cfr. doc. C).

1.4. Il 15

novembre 2012 si è tenuto un dibattimento davanti al presidente del TCA, il cui

esito è stato così verbalizzato:

"

(…)

Con riferimento al doc. XIII3, la rappresentante dell’assicurato

precisa che è stato inoltrato un ricorso presso la Pretura penale, che ha

fissato l’udienza per il 14 dicembre 2012. L’avv. RA 1 precisa che era pure

stato emanato un decreto di non luogo a procedere per minacce. Copia di tale

documento viene immediatamente acquisito agli atti e trasmetto seduta stante al

signor __________ della CO 1.

Ci sono stati inoltre due decreto di non luogo a

procedere nei confronti di __________ e __________, che sono cresciuti in

giudicato.

L’avv. RA 1 dichiara di avere trasmesso il

verbale di interrogatorio del signor __________ per dimostrare che al momento

della disdetta la signora __________ aveva denunciato anche un’altra persona

oltre al signor __________ per gli stessi reati.

Il presidente del TCA, con riferimento allo

scritto del 20 gennaio 2012 del dr. iur. RA 1 e del ricorso (a pag. 3), (…)

ricorda che la giurisprudenza federale per l’applicazione dell’art. 30 cpv. 1

lett. a LADI in relazione con l’art. 44 lett. a OADI non richiede che si sia in

presenza di un licenziamento con effetto immediato giustificato.

Il presidente del TCA ricorda anche che la

giurisprudenza federale e cantonale non richiede che si sia in presenza di una

violazione degli obblighi contrattuali, bensì sono sufficienti motivi legati al

comportamento generale o al carattere dell’assicurato se ciò è alla base della

disdetta del contratto di lavoro.

In conclusione il presidente del TCA, visti i

motivi addotti, sospende la causa in attesa degli esiti del processo davanti

alla Pretura penale.

La rappresentante dell’assicurato trasmetterà al

TCA la sentenza, non appena verrà emessa." (Doc. XVI)

Agli atti

è stato allegato il Decreto di non luogo procedere del Ministero pubblico del 2

maggio 2011 contro RI 1 (cfr. doc. XVI 1).

1.5. Il 21

febbraio 2013 il TCA ha assegnato al rappresentante dell’assicurato un termine

di 10 giorni per fornire informazioni a proposito della procedura penale (cfr.

doc. XVII).

Dopo un

sollecito del 28 marzo 2013 (cfr. doc. XVIII), il rappresentante del ricorrente

si è così espresso il 3 aprile 2013:

"

… le comunico che attualmente la procedura

penale si trova in fase dibattimentale, essendo stata svolta una prima udienza

di dibattimento il 14 dicembre 2012.

È stata chiesta l'assunzione di ulteriori prove,

la cui amministrazione avverrà nel corso di un'ulteriore udienza di cui il

Signor RI 1 ha chiesto la fissazione a breve.

Non mancherò di tenerla a giorno sull'evoluzione

del procedimento, così come di trasmetterle copia del conseguente

giudizio." (Doc. XIX)

Il 16

maggio 2013, rispondendo ad una domanda del TCA (cfr doc. XXI), il patrocinatore

del ricorrente ha rilevato:

"

… vi comunico che a causa di un'assenza ritenuta

ingiustificata dalla Pretura Penale a un'udienza dibattimentale, il pretore ha

considerato ritirata l'opposizione al decreto d'accusa.

Contro tale decisione il Signor RI 1 si è

aggravato nei confronti della Pretura Penale, chiedendo la restituzione in

intero per motivi giustificati, rispettivamente ha presentato reclamo alla

Corte dei reclami penali.

La procedura pertanto è ancora aperta e non

mancherò di comunicarvi i futuri aggiornamenti." (Doc. XXII)

Il 2

luglio 2013 il TCA ha invitato il rappresentante dell’assicurato a "indicare

– entro il termine di 10 giorni – a che punto si trova la procedura

presso la Corte dei reclami penali e, in particolare, se tale Autorità ha nel

frattempo emesso la propria decisione. (Doc.XXIII)".

Il 13

novembre 2013 il patrocinatore dell’assicurato ha inoltrato uno scritto del

seguente tenore:

"

… vi comunico che il procedimento penale a

carico del Signor RI 1 si è concluso con la conferma del decreto d'accusa.

Tale decisione è tuttavia riconducibile a meri

motivi formali, nel senso che il decreto è stato confermato a causa

dell'assenza del Signor RI 1 dal pubblico dibattimento, in regione di un

ascesso, che l'Autorità penale non ha considerato motivo giustificato.

Ne segue che il decreto d'accusa è stato

confermato senza approfondimento sul merito." (Doc. XXIV)

1.6. Nella sua

risposta del 19 novembre 2013 la Cassa propone di respingere il ricorso e

osserva in particolare:

"

(…)

12. Prendiamo

atto che con scritto del 13 novembre 2013 il ricorrente, per il tramite del

proprio rappresentante legale, conferma che il procedimento penale si è

concluso con la conferma del decreto d'accusa. A mente del legale, tale

decisione è riconducibile a meri motivi formali, nel senso che il decreto è

stato confermato a causa dell'assenza del proprio cliente dovuto a motivi di

salute (ascesso). Tale motivazione, a mente dell'Autorità penale, non è stata

considerata motivo giustificato.

Visto quanto precede

si chiede quindi a codesto lodevole Tribunale di voler respingere il ricorso

confermando la decisione impugnata." (Doc. XXVI)

1.7. Il 20

novembre 2013 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per

produrre eventuali altri mezzi di prova (cfr. Doc. XXVII).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria

(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;

STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008;

STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;

STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H

220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in

RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98

del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Secondo

l'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità

se è disoccupato per propria colpa.

In questa

evenienza competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse di

disoccupazione (cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).

La

disoccupazione è ad esempio imputabile all'assicurato che, con il suo

comportamento, in particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha

fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di

lavoro (cfr. art. 44 cpv. 1 lett. a OADI).

Secondo

giurisprudenza, un assicurato è da considerarsi disoccupato per colpa propria

ai sensi dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI se l'insorgenza della disoccupazione

non è ascrivibile a fattori oggettivi bensì trova origine in un comportamento

evitabile dell'interessato, per il quale l'assicurazione contro la

disoccupazione non si assume la responsabilità (DLA 1998 no. 9 pag. 44 consid.

2b; sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 221/02 del 4 agosto

2003, consid. 2.3).

La

sospensione del diritto alle indennità di disoccupazione per colpa propria

dell'assicurato non presuppone uno scioglimento del rapporto di lavoro per

cause gravi ai sensi dell'art. 337 e 346 cpv. 2 CO, essendo sufficiente che il

comportamento generale o il carattere dell'interessato abbia dato luogo alla

disdetta (sentenza del Tribunale federale C 143/06 del 3 ottobre 2007, sentenze

del Tribunale federale C 254/06 del 26 novembre 2007).

Neppure è

necessario che vi siano delle inadempienze a livello professionale (DTF 112 V

242 consid. 1 pag. 245). Una sospensione può tuttavia essere pronunciata

unicamente se il comportamento in questione è chiaramente comprovato (v. ancora

DTF 112 V 242 consid. 1 pag. 245) e, secondo l'art. 20 lett. b e c della

Convenzione n. 168 dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL)

concernente la promozione dell'impiego e la protezione contro la disoccupazione

del 21 giugno 1988, se vi è dolo perlomeno eventuale (DTF 124 V 234 consid. 3b p. 236; STFA C 53/00 del 17 ottobre 2000; Th. Nussbaumer, "Arbeitslosenversicherung",

in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV,

Soziale Sicherheit, 2ed., Basilea 2007, p. 2426-2427 cifre marg. 830-831).

La terza

revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 ed entrata in

vigore il 1° luglio 2003, non ha modificato il principio secondo cui devono

essere sanzionati gli assicurati che sono disoccupati per loro colpa, avendo

dato al datore di lavoro motivo di disdire il rapporto di impiego di cui agli

art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e art. 44 cpv. 1 lett. a OADI (cfr. Messaggio

concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la

disoccupazione del 28 febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007).

2.3. La costante

giurisprudenza del TFA ha stabilito che, ove occorre esaminare se il lavoratore

ha con il suo comportamento, segnatamente mediante violazione dei suoi obblighi

contrattuali, fornito al datore di lavoro un motivo di licenziamento, la

sospensione del diritto alle indennità potrà essere decisa solo se sarà

nettamente stabilita una colpa del lavoratore.

Tale è il

caso soltanto quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili.

Ciò

significa concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo

datore di lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per

ammettere una colpa contestata dell'assicurato e non confermata da altre prove

(ad es. deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere

l'amministrazione o il giudice (cfr. sentenza del Tribunale federale delle

assicurazioni C 120/03 del 13 novembre 2003, consid. 2.2; sentenza del

Tribunale federale delle assicurazioni C 281/02 del 24 settembre 2003, ,

consid. 1.2; DLA 1999 N. 8, consid. 7b, pag. 39; DLA 1995 N. 18, consid. 1,

pag. 108; DTF 112 V 242, consid. 1, pag. 245 e i rinvii ivi menzionati).

2.4. Secondo

l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla

gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al

massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

La

sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

La

sua durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3

LADI e DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in altre parole al

principio della proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF

123 V 150; sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni C 278/01 del 17

marzo 2003, consid. 1.3).

In virtù

dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal

diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della

prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

L'art. 45

cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato

senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha

rifiutato un lavoro idoneo.

2.5. Nella

presente fattispecie RI 1 si è annunciato presso la Cassa il 17 novembre 2010.

L’iscrizione presso l’URC è avvenuta il 14 marzo 2011 al 100%.

Dal

01.05.2009 al 16.11.2010 egli ha lavorato, quale responsabile della

ristorazione , presso la __________ di __________.

L’assicurato

è stato licenziato con effetto immediato per motivi gravi il 16 novembre 2010,

con la seguente motivazione:

"

… gli Organi della Fondazione __________ hanno

deciso di procedere al suo licenziamento dalla funzione di responsabile di

servizio e ciò con effetto immediato.

Tale decisione è motivata dai gravi fatti a lei

noti che hanno immediatamente compromesso la fiducia nei suoi confronti.

Questo nostro intervento risulta indispensabile

anche a salvaguardia degli interessi dell'utenza e dei collaboratori.

Pertanto le è richiesta l'immediata consegna

delle chiavi di eccesso al __________ e la chiave della cassaforte.

La intimiamo inoltre di non accedere alla

struttura __________ e di non interferire in alcun modo nelle attività della

nostra struttura."

Il

ricorrente ha così illustrato le ragioni della disdetta del contratto di lavoro:

"

Il licenziamento mi è stato consegnato in data

16.11.2010, con effetto immediato.

Il motivo di tale licenziamento era in base ad

una denuncia di una collaboratrice esposto nei miei confronti, per minacce e

abusi d'impianti di telecomunicazione. Tale denuncia viene trattata dagli

organi preposti i quali hanno ricevuto da parte mia una e-mail della figlia

della querelante che afferma che si trattava di un complotto ordito nei miei

confronti. Oltretutto è da precisare che il sottoscritto in data 06 novembre

2010, veniva ricoverato dopo uno svenimento sul posto di lavoro e dalla data

indicata fino al 14.03.2011 sono stato inabile al lavoro. Ho impugnato il

licenziamento ed ho messo tutto l'incarto presso il Sindacato __________, con

l'avvocato __________, il quale ho dovuto congedare in quanto le mie pretese

superano il limite di rappresentanza.

A tale proposito sono assistito dall'avvocato RA

1 (tel: 091.__________).

Mi trovo in una situazione davvero strana dove

ogni diritto della persona viene bistrattato. Ero sicuro che una persona sotto

malattia non potesse essere licenziato.

A tal modo, oltretutto la motivazione adottatami

non la ritengo giusta, inoltre non credo che un datore di lavoro possa mettersi

al posto della giustizia, in quanto neanche il pubblico ministero fino ad oggi

non ha formalizzato nessuna accusa nei miei confronti, come è possibile,

allora, subire tutto ciò. Fino a prova contraria sono innocente. Inoltre volevo

comunicarle che abbiamo già mandato l'ufficio ispettorato del lavoro che ha

steso un rapporto in possesso del mio avvocato, che sta cercando una

mediazione.

Prego la s.v. di aiutarmi a risolvere questa

situazione, siamo o non siamo in uno dei paesi più civili d'Europa."

Il 14

marzo 2012 la Cassa ha posto i seguenti quesiti alla Direzione della Fondazione

__________:

"

(…)

1. In

base alla lettera di licenziamento ed al formulario "Attestato del datore

di lavoro", pt. 13, rileviamo che il motivo del licenziamento è dovuto a

"licenziamento con effetto immediato per motivi gravi, vedi lettera di

disdetta". Quali sono i motivi dettagliati della disdetta?

Considerandi

2.

L'assicurato ha violato degli obblighi contrattuali? Lo stesso è già stato

richiamato per il suo operato? Allegare p.f. copia dei richiami scritti.

3.

L'assicurato ci conferma che il motivo alla base della rescissione del

rapporto di lavoro era dovuto ad una denuncia presentata da una collaboratrice

nei suoi confronti. Ciò corrisponde ai fatti oppure vi erano altri motivi?

4.

Nei caso in cui il motivo fosse dovuto a tale denuncia, avete rescisso il

rapporto di lavoro con effetto immediato sulla base di una condanna oppure al

momento stesso della denuncia?

5.

In base al verbale d'udienza conciliazione del 09 novembre 2011 rileviamo che

avete riconosciuto al Sig. RI 1 la somma di fr. 25'000.00. Al pt. 1 e 2 del

verbale rileviamo che "... si impegna a versare a RI 1, , la somma di Fr. 25'000.00 a completa tacitazione della vertenza che vede opposte le parti in relazione al contratto

di lavoro oggetto dell'istanza 10 agosto 2011". E poi "...Il

versamento non ha inoltre valenza salariale". Tale somma a che indennità

si riferisce?

6.

Alla luce dell'accordo transattivo, ritenete che il licenziamento con effetto

immediato era corretto?

7.

Visto e considerato che il verbale non menziona i motivi alla base della

rescissione del rapporto di lavoro, ritenete ancora validi i motivi del

licenziamento alla base della lettera del 16.11.2010?

8.

Avete altre osservazioni da comunicare alla

Cassa?"

Il 20 marzo

2012.

la direttrice __________ ha così risposto:

"

(…)

1.

Denuncia penale di una dipendente subalterna e relativa indagine

interna.

2.

Nessun richiamo precedente. Si è trattato di un licenziamento con

effetto immediato.

3.

Sì,

corrisponde ai fatti.

4.

In seguito alla denuncia e relativa indagine

interna.

5.

Somma versata per concludere la vertenza.

6.

Il licenziamento con effetto immediato è

ritenuto corretto.

7.

I motivi sono tutt'ora validi.

8.

Nessuna osservazione."

Dagli

atti dell’incarto risulta che il 2 maggio 2011 il Ministero pubblico ha

ritenuto RI 1 colpevole di abuso di impianti di telecomunicazioni, reato

previsto dall’art. 179 septies CP:

"

(…)

per avere, a __________,

nel periodo 1 novembre 2010 - 5 novembre 2010,

contattando per almeno 12 volte __________ sul

suo telefono fisso e lasciandole dei messaggi inquietanti sulla segreteria

telefonica, utilizzato abusivamente il telefono (utenza n. __________ a lui

intestata, nonché alcune utenze di cabine telefoniche, fra cui i numeri __________,

__________, __________, __________, __________), per malizia e per celia,

allo scopo unico di importunare __________ e la di lei figlia minorenne __________.;

(…)"

(Doc. XIII/3)

Il

Ministero pubblico ha inflitto all’assicurato una multa di fr. 400.- (cfr.

doc. XIII 3).

Il

decreto di accusa è cresciuto in giudicato (cfr. consid 1.6.).

Per

costante giurisprudenza federale il giudice delle assicurazioni sociali si

scosta dalle constatazioni di fatto del giudice penale soltanto qualora i fatti

stabiliti nell'istruttoria penale o la loro qualifica giuridica non sono

convincenti o se si fondano su circostanze specifiche del diritto penale, che

non sono determinanti nel diritto delle assicurazioni sociali (cfr. STF

9C_498/2012 del 7 marzo 2013; DTF 125 V 237).

Alla luce

delle circostanze appena esposte questo Tribunale deve concludere che il

rapporto di lavoro è stato sciolto per motivi inerenti al comportamento

sconveniente dell’assicurato nei confronti di una collega di lavoro.

Di

conseguenza, a ragione, la Cassa ha sospeso RI 1 dal diritto all'indennità di

disoccupazione sulla base degli art. 30 cpv.1 lett. a LADI e 44 lett a OADI

(cfr. consid 2.2.).

Anche

l'entità della sanzione (31 giorni di sospensione) si rivela proporzionata alla

gravità della colpa (cfr. consid. 2.4 e STCA 38.2011. 89 del 14 marzo 2012;

CGRSS N° 49 – 2013 pag. 240).

In tale

contesto si ricorda peraltro che il giudice non può, senza validi motivi, sostituire

il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione (cfr. DTF 137 V 75; DTF

126.

V 81 consid. 6; STFA C 207/05 del 31 ottobre 2006; STCA 38.2011.84 del 6

febbraio 2012).

A nulla

di diverso può portare la circostanza che è stato concluso un accordo

transattivo in sede civile, in virtù del quale l’ex datore di lavoro ha

riconosciuto al ricorrente fr. 25'000.00.

Infatti,

come visto (cfr. consid 2.2.), la costante giurisprudenza federale ha stabilito

che per infliggere una sanzione per perdita colpevole di un posto di lavoro non

è necessario che lo scioglimento del rapporto di lavoro avvenga con effetto

immediato.

La

decisione su opposizione dell’11 giugno 2012 deve pertanto essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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