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Decisione

38.2013.3

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18 novembre 2013Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

i contributi sociali come dipendente, di aver percepito regolarmente il salario

e di avere, quindi, diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. I).

1.3. Nella sua

risposta del 18 febbraio 2013 la Cassa ha postulato l’integrale reiezione

dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi

di diritto (cfr. doc. III).

1.4. L’11 marzo

2013 l’assicurato, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha prodotto alcuni documenti

(cfr. doc. VII; P1-P9).

L’avv. RA

1, con scritto del 15 marzo 2013, ha poi comunicato che la documentazione contabile

relativa alla __________ si trova presso l’Ufficio esecuzioni di __________,

specificando di aver inviato l’assicurato a visionarla e richiedendo il

richiamo dell’incarto concernente il fallimento della Sagl dall’Esecuzione e

Fallimenti di __________, ritenuta la possibilità che l’UE si limiti a

permettere a consultazione del dossier, senza rilasciare documenti (cfr. doc.

IX; Q).

Il 21

marzo 2013 la parte ricorrente ha trasmesso documenti contabili relativi

all’anno 2010, puntualizzando che la medesima documentazione riguardante l’anno

2011 è in mano alla __________ che non la rilascia e richiedendone l’edizione

(cfr. doc. XI; R1-R48).

1.5. La Cassa ha

preso posizione riguardo ai doc. VII; P1-P9; IX; Q; XI; R1-R48 con scritti del 20

e 25 marzo 2013 (cfr. doc. XIII; XIV).

1.6. I doc. XIII

e XIV sono stati inviati per conoscenza al patrocinatore dell’insorgente (cfr.

doc. XV).

in

diritto

2.1. Oggetto del

contendere è la questione di sapere se la Cassa ha correttamente o meno negato

a __________ il diritto a indennità di disoccupazione, poiché non è possibile

stabilire un guadagno assicurato superiore alla somma di fr. 500.-- mensili.

Secondo

l’art. 23 cpv. 1 LADI è considerato guadagno assicurato il salario determinante

nel senso della legislazione sull’AVS, normalmente riscosso durante un periodo

di calcolo nel corso di uno o più rapporti di lavoro, compresi gli assegni

contrattuali periodici che non siano indennità per inconvenienti connessi al

lavoro. L’importo massimo del guadagno assicurato (art. 18 LPGA) corrisponde a

quello dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Il guadagno non è

considerato assicurato se non raggiunge un limite minimo. Il Consiglio federale

stabilisce il periodo di calcolo e il limite minimo.

In virtù

e nell’ambito della delega legislativa, in particolare per quanto attiene al

periodo di calcolo per il guadagno assicurato, il Consiglio federale ha

stabilito che il guadagno assicurato

è calcolato in base al salario medio degli ultimi sei mesi di contribuzione

(art. 11) che precedono il termine quadro per la riscossione della prestazione

(art. 37 cpv. 1 OADI).

Il

guadagno assicurato è calcolato in base al salario medio degli ultimi dodici

mesi di contribuzione che precedono il termine quadro per la riscossione della

prestazione se tale salario è più elevato del salario medio di cui al capoverso

1 (cfr. art. 37 cpv. 2 OADI).

Il

periodo di calcolo decorre dal giorno che precede l’inizio della perdita di

guadagno computabile, indipendentemente dalla data dell’annuncio alla

disoccupazione. A quel momento, l’assicurato deve aver versato contributi per

almeno dodici mesi durante il termine quadro per il periodo di contribuzione

(cfr. art. 37 cpv. 3 OADI).

Il

Consiglio federale ha pure stabilito che per periodi che, secondo l’art. 13

cpv. 2 lett. b-d LADI, sono computati come periodi di contribuzione, è

determinante il salario che l’assicurato avrebbe normalmente ottenuto (cfr.

art. 39 OADI).

L’art. 13

cpv. 2 lett. c LADI stabilisce che sono computati quali periodi di

contribuzione i periodi in cui l’assicurato è vincolato da un rapporto di

lavoro, ma, per malattia (art. 3 LPGA) o infortunio (art. 4 LPGA), non riceve

salario e non paga quindi i contributi.

Ai sensi

dell’art. 40 OADI il guadagno non è assicurato qualora, durante il periodo di

calcolo, non raggiunga mensilmente 500 franchi. I guadagni risultanti da più

rapporti di lavoro sono cumulati.

2.2. In virtù

della legge e della giurisprudenza determinanti ai fini del calcolo del

guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono

i redditi effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il periodo di

calcolo (cfr. DTF 123 V 72 consid. 3; DLA 1995 Nr. 15 pag. 81 consid. 2c).

Il

Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007: Tribunale

federale TF) in una sentenza C 180/01 del 5 giugno 2002, pubblicata in DTF 128

V 189, ha confermato il principio secondo il quale il guadagno

assicurato è stabilito in funzione dei redditi effettivamente percepiti sotto

forma di salario durante il periodo di calcolo. Soltanto in casi eccezionali e

giustificati il guadagno assicurato è determinato fondandosi sull'accordo

salariale tra il datore di lavoro e il lavoratore. Più precisamente è possibile

derogare al reddito effettivamente percepito unicamente qualora possa essere

escluso un abuso nel senso di accordi in merito a salari fittizi.

In

particolare l’Alta Corte ha indicato che:

" (…)

3. a) aa) Nach Gesetz und Rechtsprechung ist bei der Ermittlung des versicherten Verdienstes grundsätzlich

von den tatsächlichen Lohnbezügen auszugehen (BGE 123 V 72 Erw. 3 mit Hinweis;

THOMAS NUSSBAUMER, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 302). Von dieser zu Recht

nicht in Frage gestellten Regelung im Einzelfall abzuweichen, rechtfertigt sich

nur dort, wo ein Missbrauch im Sinne der Vereinbarung fiktiver Löhne, welche in

Wirklichkeit nicht zur Auszahlung gelangt sind (vgl. ARV 1995 Nr. 15 S. 81 Erw.

2c), praktisch ausgeschlossen werden kann. (…)“

In una sentenza C 9/02 del

19 novembre 2002 la nostra Massima Istanza ha poi precisato quanto segue:

" (…)

1.

Bei der Ermittlung des versicherten Verdienstes gemäss Art. 23 Abs.

1 AVIG ist grundsätzlich von den tatsächlichen Lohnbezügen auszugehen. Von

dieser Regelung im Einzelfall abzuweichen, rechtfertigt sich nur dort, wo ein

Missbrauch im Sinne der Vereinbarung fiktiver Löhne, welche in Wirklichkeit

nicht zur Auszahlung gelangt sind, praktisch ausgeschlossen werden kann. Dabei

fällt nicht nur die subjektive Absicht einer Gesetzesumgehung, sondern auch die

unter objektivem Gesichtswinkel zu bejahende Missbrauchsgefahr in Betracht

(noch nicht in der Amtlichen Sammlung veröffentlichtes Urteil V. vom 5. Juni 2002, C 180/01, Erw. 3a/aa und 3b mit Hinweisen).”

Il TF, in una sentenza

8C_743/2008 del 9 febbraio 2009, pubblicata in SVR 2009 ALV Nr. 8 pag. 27, ha stabilito che nel caso in cui il lavoratore rinunci temporaneamente al pagamento del salario

concordato con lo scopo di sostenere la ditta di recente fondata dal suo datore

di lavoro e che, nel prosieguo, in ragione dell’insolvenza della ditta, non

riesce a incassare il salario, quest’ultimo non può essere preso in

considerazione nel guadagno assicurato.

In quell'occasione l'Alta

Corte ha osservato che:

" (…)

5.2 Diese

Beurteilung ist nicht zu beanstanden. Was in der Beschwerde vorgebracht wird,

führt zu keiner anderen Betrachtungsweise. Des Nachweises eines konkret

erfolgten Missbrauches bedarf es nicht, um nicht ausbezahlte Löhne beim

versicherten Verdienst unberücksichtigt zu lassen. Massgebend ist, ob eine

Missbrauchsgefahr praktisch ausgeschlossen werden kann. Dies trifft hier nicht zu, wie die Vorinstanz richtig

erkannt hat: Verzichtet der Arbeitnehmer zur Unterstützung der neu

gegründeten Arbeitgeberfirma vorläufig auf die Auszahlung des vereinbarten

Lohnes und kommt es in der Folge aufgrund Insolvenz der Firma nicht zur

Auszahlung des Lohnes, kann dieser beim versicherten Verdienst nicht

berücksichtigt werden. Andernfalls würde Arbeitslosenentschädigung, deren

Bemessung auf dem versicherten Verdienst beruht, zur Absicherung des

unternehmerischen Risikos verwendet. Das ist zweckwidrig und damit

missbräuchlich. Der Beschwerdeführer beruft sich in diesem Zusammenhang

ausdrücklich darauf, die getroffene Vereinbarung sei auf Verlangen und primär

im Interesse der Arbeitgeberin getroffen worden. Dieses Vorbringen vermag

indessen seinen Standpunkt nicht zu stützen, sondern verdeutlicht vielmehr den

zweckwidrigen Charakter der getroffenen Lohnregelung. Geltend gemacht wird

weiter, die Firma habe den Versicherten übervorteilt. Das findet aber in den

Akten keine Bestätigung. Daher kann offenbleiben, wie es sich andernfalls in

Bezug auf den versicherten Verdienst verhielte. Der vorliegende Fall ist auch

nicht mit dem im Urteil C 161/04 vom 29. Juli 2005 beurteilten vergleichbar.

Denn anders als dort wurde hier die Lohnauszahlung bewusst vom

unternehmerischen Erfolg der Arbeitgeberfirma abhängig gemacht und damit auch

das Risiko der Nichteinbringlichkeit in Kauf genommen. Der Beschwerdeführer

äussert sich im Weiteren ausführlich zur Frage der beitragspflichtigen Beschäftigung

und zu dem dazu in BGE 131 V 444 Gesagten. Darum geht es hier aber nicht.

Dass es sich um eine grundsätzlich beitragspflichtige Beschäftigung gehandelt

hat, ist nicht umstritten. Der Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung scheitert

vielmehr daran, dass der vereinbarte Lohn nicht als versicherter Verdienst

anzurechnen ist, weil eine Missbrauchsgefahr nicht praktisch ausgeschlossen

werden kann. An der fehlenden Anrechenbarkeit vermögen die aus obligationsrechtlicher

Sicht zu beachtenden Grundsätze betreffend die Lohnzahlungspflicht des

Arbeitgebers und die Frage der Zulässigkeit einer Lohnzahlungsvereinbarung, wie

sie hier zur Diskussion steht, ebenfalls nichts zu ändern. (…)"

(La sottolineatura è del redattore)

Il Tribunale federale, con

giudizio 8C_840/2010 del 14 gennaio 2011 relativo all’entità del guadagno

assicurato (fissato dalla Cassa in fr. 4'134.-- e contestato dall’assicurato

che ha chiesto di considerare a tale titolo un importo di fr. 8'900.--) di una

persona che si è iscritta in disoccupazione il 26 aprile 2006 dopo che il 10

aprile 2006, a seguito della dichiarazione di fallimento della società, è stato

disdetto il rapporto di lavoro che la legava alla SA di cui era socio gerente e

da cui non riceveva lo stipendio da settembre 2005, ha deciso che:

" (…)

3.

3.1 Nach den verbindlichen

Feststellungen der Vorinstanz hat der Beschwerdeführer mit der Firma S.________

am 1. September 2004 arbeitsvertraglich ein Monatsgehalt von Fr. 11'000.- vereinbart,

welches ab Arbeitsbeginn bis Juni 2005 auch tatsächlich ausbezahlt worden war.

Die Löhne der Monate Juli und August 2005 gingen nur noch teilweise und

verspätet ein, seit September 2005 erfolgten keine Lohnzahlungen mehr.

3.2 Der Beschwerdeführer bringt vor, er habe bewusst zur Überbrückung

der vorübergehenden Illiquidität des Unternehmens auf eine Auszahlung der Löhne

verzichtet, was aber keinem grundsätzlichen Lohnverzicht gleichkomme. Es liege

weder eine fiktive Lohnabrede im Sinne von BGE 128 V 189 vor, noch sei sonst wie ein missbräuchliches Verhalten zu erkennen.

3.3 Vorab ist dem Versicherten entgegenzuhalten, dass es keinen Nachweis

eines konkret erfolgten Missbrauchs bedarf. Massgebend ist einzig, ob eine

Missbrauchsgefahr praktisch ausgeschlossen werden kann, was hier zu verneinen

ist. Es kann zwar namentlich dann auf den vertraglich festgesetzten Lohn

abgestellt werden, wenn dieser in einem langdauernden Arbeitsverhältnis nie

bestritten war (in AJP 1994 S. 1460 ff. publiziertes Urteil des Eidgenössischen

Versicherungsgerichts C 14/94 vom 31. Mai 1994). Im Gegensatz zum soeben

erwähnten Urteil bestand aber vorliegend einerseits nicht ein langjähriges

Arbeitsverhältnis, sondern der Versicherte hatte lediglich über einen Zeitraum

von zehn Monaten den vereinbarten Lohn erhalten, wobei bezüglich der

Zahlungsmodalitäten bereits ab November 2004 Unregelmässigkeiten in Form von

(verspäteten) Teilzahlungen bestanden. Vor allem aber konnte er hier als geschäftsführender

Gesellschafter der Firma S.________ sowie Verwaltungsratsmitglied der eng damit

verbundenen Group X._________ AG die Entscheidungen des Arbeitgebers

massgeblich beeinflussen. Als Gesellschafter und als betriebsleitendes Organ

trug der Beschwerdeführer von Anfang an ein unternehmerisches Risiko, das nicht

auf die Arbeitslosenversicherung abgewälzt werden kann. Dieses Risiko

musste ihm umso mehr bewusst sein, als es sich um eine erst im April 2004

gegründete Unternehmung handelte, die sich im Aufbau befand und demnach

keinesfalls finanziell und wirtschaftlich stabil war. Dies zeigt sich nicht

zuletzt in der seit November 2004 bestehenden Schwierigkeit der Firma, die

(hohe) Lohnsumme regelmässig und vollständig auszurichten. Auch wenn

anfänglich die Gehaltsforderungen erfüllt werden konnten, wurde gleich wie im

Urteil 8C_743/2008 vom 9. Februar 2009 (publ. in: SVR 2009 AlV Nr. 8 S. 27) die

Lohnauszahlung bewusst vom unternehmerischen Erfolg der Arbeitgeberfirma

abhängig gemacht und damit auch das Risiko der Nichteinbringlichkeit in Kauf

genommen. Die Arbeitslosenentschädigung, die sich nach der Höhe des

versicherten Verdienstes richtet, darf jedoch nicht zur Absicherung des

unternehmerischen Risikos verwendet werden. Dies hat das Bundesgericht im

erwähnten Urteil als zweckwidrig und damit rechtsmissbräuchlich bezeichnet.

3.4 Der überdies geltend

gemachte Einwand des Beschwerdeführers, es müsse - entgegen der von der Kasse

vorgenommenen Berechnungsweise des versicherten Verdienstes - das ganze Gehalt

des Monats April 2005 in der Höhe von Fr. 11'000.- berücksichtigt werden, geht

fehl: Die Arbeitslosenkasse führt in ihrer letztinstanzlichen Vernehmlassung

zutreffend aus, dass hier die letzten zwölf Beitragsmonate vor Beendigung des

Arbeitsverhältnisses am 10. April 2006 massgebend sind (11. April 2005 bis 10.

April 2006; Art. 37 Abs. 2 AVIV), da der Bemessungszeitpunkt, unabhängig von

der Anmeldung zum Leistungsbezug,

am Tag vor dem Eintritt eines anrechenbaren Verdienstausfalls beginnt (Art. 37

Abs. 3 AVIV). Deshalb kann für den Monat April 2005 lediglich der für die Zeit

vom 11. bis 30. April 2005 ausbezahlte Lohnanteil berücksichtigt werden.” (Le

sottolineature sono del redattore)

La

sentenza C 14/94 del 31 maggio 1994, citata dal TF nei giudizi appena menzionati,

concerneva l’entità del guadagno assicurato di un’assicurata, dal 1986 alle

dipendenze di una società, che il 20 settembre 1991, dopo che dal giugno 1991

non riceveva più il salario, è stata licenziata senza termine di disdetta a

seguito del fallimento della ditta e che il 23 settembre 1991 si è annunciata

al collocamento rivendicando delle indennità di disoccupazione. La Cassa le ha

pure erogato delle indennità per insolvenza afferenti al periodo 21 giugno – 20

settembre 1991.

L’allora TFA ha stabilito

che:

" (…)

b) Mit

Bezug auf die Wahl des Bemessungszeitraumes (September 1990 bis August 1991)

und die Ermittlung des massgebenden Lohnes für die Periode September 1990 bis

Mai 1991 lässt sich der angefochtene Entscheid nicht beanstanden.

Nicht

gefolgt werden kann der Rekurskommission hingegen insoweit, als sie für den

Zeitraum Juni bis August 1991 die Auszahlung des Konkursamtes, bei der es sich

anscheinend um die Konkursdividende handelt, als versicherten Verdienst betrachtete.

Denn diese Zahlung kann nicht als der während des Bemessungszeitraumes

normalerweise erzielte massgebende Lohn im Sinne von Art. 23 Abs. 1 AVIG

qualifiziert werden.

Nachdem

aufgrund des Auszuges aus dem individuellen Konto und der Auskunft der

AHV-Zweigstelle Zürich feststeht, dass die Beschwerdeführerin, wie behauptet,

während längerer Zeit - zumindest von Januar 1990 bis Mai 1991 - einen

Monatslohn von Fr. 4800.- (x 13) bezogen hat, was im übrigen nachträglich auch

von D.________ bestätigt wurde, kann dieses vertraglich vereinbarte Gehalt von

Fr. 5200.- (Fr. 4800.- x 13 : 12) als der während des Bemessungszeitraumes normalerweise

erzielte massgebende Lohn betrachtet werden.

Dass

die Beschwerdeführerin das ihr zustehende Salär ab Juni 1991 nicht mehr ausbezahlt

erhielt, ist auf finanzielle Schwierigkeiten der Firma X.________

zurückzuführen. Der Umstand, dass sie gleichwohl noch bis zum 20. September

1991 bei der Firma S.________ arbeitete,

kann der Beschwerdeführerin entgegen der Auffassung der Vorinstanz nicht

vorgeworfen werden. Insbesondere ist in diesem Verhalten kein konkludenter

Lohnverzicht zu erblicken, zumal aufgrund des letztinstanzlich eingereichten

Schreibens der Bank X.________ vom 20. September 1991 belegt ist, dass bis zu

diesem Zeitpunkt begründete Hoffnung auf Überwindung des Liquiditätsengpasses

der Firma S._________ bestand.

Auch

der Tatsache, dass die Beschwerdeführerin im Konkurs der Arbeitgeberfirma

gemäss Forderungsanmeldung vom 30. Oktober 1991 für die Zeit ab Mai 1991 einen

Monatslohn von Fr. 4224.- geltend machte und auch Insolvenzentschädigung lediglich

in dieser Höhe beanspruchte, kommt keine entscheidende Bedeutung zu. Denn aus

der Beilage zum Antrag auf Insolvenzentschädigung ist ersichtlich, dass es sich

bei diesem Betrag um den Nettomonatslohn handelt und sie damals den Bruttolohn

ebenfalls auf Fr. 4800.- bezifferte. (…)“

Va, infine, rilevato che

questa Corte, con sentenza 38.2011.3 del 5 settembre 2011, pubblicata in RtiD

I-2012 N. 83 pag. 460, pronunciandosi in relazione al caso di una socia e gerente di una Sagl con diritto di firma individuale

dalla fondazione della società nel 1988 e in possesso di una quota sociale di

fr. 19’000.– (su un totale di fr. 20’000.–) che, dal 1988 al 31 marzo 2010, è

pure stata alle dipendenze – senza percepire salario negli anni 2009/2010 –

della Sagl, poi radiata d’ufficio nell’agosto 2010 a seguito di fallimento sospeso per mancanza di attivo, e nel mese di agosto 2010 si è iscritta

in disoccupazione, ha deciso che a ragione la

Cassa le aveva negato il diritto a indennità di disoccupazione, ritenuto

che il suo guadagno assicurato per gli anni 2009/2010, non avendo la stessa

percepito alcun salario, era pari a fr. 0.--.

Il TCA ha motivato il

proprio giudizio, rilevando che in quel caso di specie era applicabile il

principio generale secondo cui determinanti ai fini del calcolo del guadagno

assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i redditi effettivamente percepiti

sotto forma di salario durante il periodo di calcolo. Non entrava, invece, in

linea di conto l’applicazione dell’eccezione contemplata dalla giurisprudenza,

Considerandi

che prevede di prendere come riferimento il salario concordato, ma soltanto

allorché un abuso (nel senso di un accordo in merito a salari fittizi) può

essere escluso. Infatti, in quella specifica evenienza un rischio di abuso, già

dal profilo oggettivo, non poteva essere negato, in quanto quale socia e

gerente della Sagl la ricorrente poteva influenzare in maniera rilevante le

decisioni del datore di lavoro. Il suo ruolo in seno alla società implicava

l’assunzione di un rischio imprenditoriale che non poteva essere scaricato

sull’assicurazione contro la disoccupazione. L’asserzione della ricorrente

secondo cui, per una sua precisa scelta, avrebbe girato gli stipendi

spettantile ai collaboratori occupati della società a causa della carenza di

liquidità della ditta per salvaguardare posti di lavoro e sperando in una

ripresa non le è stata di alcun ausilio: tale dichiarazione ha confermato, al

contrario, il suo potere decisionale all’interno della Sagl e perciò il fatto

che la stessa si fosse addossata un rischio imprenditoriale che non andava

posto a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione.

2.3

Nell’evenienza concreta dalla

documentazione agli atti emerge che RI 1 era socio e gerente con diritto di

firma individuale della __________ dal maggio 1997, data della fondazione della

società, al luglio 2012 quando è rimasto unicamente socio senza diritto di

firma.

Il medesimo deteneva una

quota sociale di fr. 1'000.--. La restante quota di fr. 19'000.-- apparteneva a

sua moglie __________ – da cui dal gennaio 2011 vive separato (cfr.

doc. 2; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce

l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino; nel

2011.

è pure stata avviata una causa di diritto matrimoniale dinanzi alla Pretura

di __________; cfr. doc. 28, E) –, socia senza diritto di firma (cfr. estratto

RC reperibile al sito www.zefix.ch).

Dalla Domanda di indennità

di disoccupazione e dall’Attestato del datore di lavoro, peraltro entrambi

firmati dal ricorrente il 6 giugno 2012, risulta che quest’ultimo, dal 1°

giugno 1997 al 1° giugno 2012, è pure stato alle dipendenze della Sagl (cfr.

doc. 2, 3).

Nell’Attestato del datore

di lavoro è stato indicato che la disdetta è stata data dall’assicurato il 31

maggio 2012 a causa del mancato pagamento degli stipendi dal febbraio 2012

(cfr. doc. 3).

La società è stata sciolta

in seguito a fallimento pronunciato con decreto della Pretura del Distretto di __________

del 8 agosto 2012.

La procedura di fallimento

è, poi, stata chiusa con decreto pretorile del 28 febbraio 2012 e la ragione

sociale è stata radiata d’ufficio (cfr. estratto RC).

__________, nel mese di

giugno 2012, si è annunciato per il collocamento (cfr. doc. 1).

La Cassa,

con decisione del 15 giugno 2012, ha negato a al’insorgente il diritto a

indennità di disoccupazione a decorrere dal 1° giugno 2012, in quanto ricopriva in seno alla __________ una posizione analoga a quella di un datore di

lavoro (cfr. doc. 8).

L’assicurato

ha rivendicato nuovamente il diritto a prestazioni LADI dal 9 agosto 2012 (cfr.

doc. III).

Tale

diritto gli è stato negato di nuovo con decisione del 5 ottobre 2012, poiché, non

avendo comprovato la regolare ed effettiva riscossione di uno stipendio

relativo all’occupazione presso la società __________, non è possibile

stabilire un guadagno assicurato (cfr. doc. 10).

Questo

provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 17 dicembre

2012.

(cfr. doc. A1).

Il ricorrente ha

contestato l’operato della Cassa, adducendo, da un lato, di

aver sempre ricevuto regolarmente il salario fino al gennaio 2012. Dall’altro,

per quanto riguarda il periodo dal febbraio 2012, di aver messo in mora la __________

a causa del mancato pagamento dello stipendio (e non per il fatto di aver

rifiutato di ricevere lo stesso o di averlo lasciato volontariamente alla

società).

Il

medesimo ha poi evidenziato di non avere rinunciato ad alcun salario.

Al

riguardo egli ha precisato di avere dato la disdetta del rapporto di impiego

con la Sagl con effetto immediato per il 1° giugno 2012 a causa del mancato versamento dei salari dal febbraio 2012.

L’assicurato

ha pure indicato che in precedenza gli stipendi gli erano, invece, stati

regolarmente versati e che poco interessa alla Cassa cosa abbia fatto degli

stessi, i quali non sono del resto stati reclamati in quanto ricevuti.

L’insorgente

ha, infine, asserito di avere, indipendentemente dal fatto di essere

perfettamente idoneo al collocamento, esercitato effettivamente un’attività

dipendente soggetta a contribuzione in relazione alla quale ha pagato per anni

i contributi sociali come dipendente, di aver percepito regolarmente il salario

e di avere, quindi, diritto alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. I).

2.4

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce, dapprima, che ai sensi

dell’art. 37 cpv. 1 OADI il periodo di calcolo per il guadagno

assicurato corrisponde agli ultimi

sei mesi di contribuzione che precedono il termine quadro per la riscossione

della prestazione.

Il

guadagno assicurato è calcolato in base al salario medio degli ultimi dodici

mesi di contribuzione che precedono il termine quadro per la riscossione della

prestazione se tale salario è più elevato del salario medio di cui al capoverso

1.

(cfr. art. 37 cpv. 2 OADI).

Inoltre

il periodo di calcolo decorre dal giorno che precede l’inizio della perdita di

guadagno computabile, indipendentemente dalla data dell’annuncio alla

disoccupazione (art. 37 cpv. 3 OADI; STF C 155/06 del 3 agosto 2007 consid.

3.1

).

In concreto i periodi di

calcolo previsti all’art. 37 cpv. 1 e 2 OADI decorrono rispettivamente dal 1° dicembre

2011.

al 31 maggio 2012 e dal 1° giugno 2011 al 31 maggio 2012.

Dalle carte processuali si

evince che RI 1, per sua stessa ammissione, non ha percepito i salari relativi ai

mesi da febbraio a maggio 2012 (cfr. doc. 3; 11; 25; I).

Per quanto attiene,

invece, al mese di gennaio 2012 e all’anno 2011, l’assicurato sostiene di aver

percepito i relativi stipendi (cfr. doc. I; 11).

Egli, tuttavia, il 6

giugno 2012, nel Formulario Osservazioni riguardo alle ragioni della disdetta,

rispettivamente della rinuncia a rivendicare il rispetto dei termini di

disdetta legale o contrattuale, compilato all’attenzione della Cassa, ha

indicato che:

" Sono

gerente della società __________ di __________ (vedi RC). La ditta era già in

fase di fallimento a luglio 2011, dove ero ancora riuscito a salvarla. Ora le

condizioni economiche non permettono più di salvarla un’altra volta. Inoltre le

alte spese di divorzio incidono.

Società 19/20 ex moglie __________

1/20 io.” (Doc. 29)

Inoltre da uno scritto del

25.

settembre 2012 che il ricorrente ha inviato all’Ufficio circondariale di

tassazione di __________ si evince quanto segue:

" Con

la presente inoltro la dichiarazione fiscale 2011 alla quale mi preme fare

alcune considerazioni:

-

Al 1.6.2011 si è sciolta la comunione ereditaria fu __________ con

bonifico da parte di mio fratello __________ di CHF 375'000.00 (vedi copia

accredito bancario). Purtroppo non ho più i documenti dell’avvocato per lo

scioglimento.

-

Tale importo è andato a coprire le voragini finanziarie della società

dove ero gerente, __________ di __________. Per tale motivo i saldi al

31.12.2011

sono molto bassi. Per vostra informazione, la ditta __________ ha

avuto fallimento al 8.8.2012.

-

Son in fase di divorzio, su ordine del Pretore di __________, ho

sostenuto interamente i costi di interessi ipotecari 2011 dell’immobile

cointestato con la ex moglie __________, situato in __________, __________.Pertanto

ho esposto gli interessi ipotecari totalmente, mentre ho esposto casa, reddito

locativo, spese per immobile per metà.

-

Nel 2011 il garage __________ ha prosciugato i miei risparmi in

quanto in difficoltà finanziarie gravissime, tanto che il debito della società

nei miei confronti è salito oltre chf 474'000.00, quindi il reddito è stato

sempre interamente reinvestito direttamente nella società oltre ai risparmi personali

e questo oltre agli alimenti che ho dovuto pagare all’ex moglie. Pertanto la

mia situazione finanziaria mi ha costretto annunciarmi alla disoccupazione e

assistenza.” (Doc. 30, la sottolineatura è del redattore)

Dal bilancio provvisorio

del 2011 relativo alla __________ emerge, del resto, che la società presentava

alla voce “prestiti” un debito nei confronti del creditore __________ pari a

fr. 474'245.66 per il 2011 (per il 2010 era di fr. 137'375.80; cfr. doc. I).

Nel caso di specie la

questione di sapere se i salari del 2011 e lo stipendio di gennaio 2012 siano

stati effettivamente versati (l’assicurato sostiene in contanti, cfr. doc. 11,

I) al ricorrente oppure no può restare irrisolta.

Infatti in casu, anche

qualora gli stipendi del 2011 siano stati realmente corrisposti, risulta

decisiva, ai fini della soluzione della presente vertenza, la circostanza che

gli stessi, come riconosciuto dall’insorgente, sono stati interamente e direttamente

immessi nella società ritenuta la difficile situazione finanziaria della stessa

(cfr. doc. 30).

E’ altamente verosimile

che ciò abbia avuto luogo anche per la remunerazione del mese di gennaio 2102,

visto che, in ogni caso, i gravi problemi di liquidità hanno condotto al

fallimento della Sagl già nell’agosto 2012 (cfr. estratto RC).

In concreto il modo di

procedere dell’insorgente, socio e gerente con diritto di firma individuale

della __________ fino al luglio 2012, che ha utilizzato i redditi ottenuti nel

2011.

e nel gennaio 2012 dall’attività presso la Sagl per tentare di salvare la

società, reinvestendoli direttamente in quest’ultima (cfr. doc. 30), poi

fallita nell’agosto 2012 (cfr. estratto RC), è analogo, dal profilo della

finalità e del risultato, al comportamento di un assicurato che per sostenere

la ditta del suo datore di lavoro rinuncia – anche solo temporaneamente – al

salario che in seguito non riesce più a incassare a causa dell’insolvenza della

società (cfr. consid. 2.2.).

Per quanto concerne la

determinazione del guadagno assicurato, il modo di agire di RI 1 deve, quindi,

essere assimilato di fatto a una rinuncia agli stipendi per far fronte ai gravi

problemi finanziari della società.

2.5

Alla luce di quanto precede,

ossia che in casu va considerato che l’assicurato ha rinunciato agli stipendi

del 2011 e di gennaio 2012, discende che deve essere fatta astrazione da un eventuale

effettivo incasso da parte del medesimo dei salari reinvestiti direttamente

nella Sagl.

Questo Tribunale ritiene,

inoltre, che nella presente fattispecie torni applicabile il principio generale

secondo cui determinanti ai fini del calcolo del guadagno

assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i

redditi effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il periodo di

calcolo (cfr. consid. 2.2.).

Deve, invece, essere

esclusa l’applicazione dell’eccezione contemplata dalla giurisprudenza, ossia

prendere come riferimento il salario concordato.

In effetti, come visto

(cfr. consid. 2.2.), tale eccezione si applica soltanto allorché un abuso, nel

senso di un accordo in merito a salari fittizi, può essere escluso.

Tale ipotesi non si

verifica in concreto.

E’ vero che nel caso

presente, analogamente alla fattispecie di cui alla sentenza C 14/94 del 31

maggio 2004 dove il TFA ha stabilito che per determinare il guadagno assicurato

andava fatto riferimento al salario convenuto contrattualmente (cfr. consid.

2.2

), si è confrontati con un rapporto di impiego di lunga durata (cfr.

consid. 2.2.).

Tuttavia, in concreto,

decisiva è la circostanza che il ricorrente, a differenza del caso di cui alla

sentenza C 14/94 del 31 maggio 2004 (l’assicurata non era socia o membro di un

organo dirigente della ditta, avendo la stessa beneficiato di indennità per

insolvenza; cfr. consid. 2.2. In caso contrario tali indennità le sarebbero

state negate ex art. 51 cpv. 2 LADI), in qualità di socio e gerente con diritto

di firma individuale della __________ fino al luglio 2012 poteva influenzare in

maniera rilevante le decisioni del datore di lavoro.

Il suo ruolo in seno alla

società implicava l’assunzione di un rischio imprenditoriale che non poteva

essere scaricato sull’assicurazione contro la disoccupazione.

Immettendo i suoi salari

nella società quali prestiti, egli ha manifestato la sua volontà di agire in

qualità di imprenditore e non di salariato della società (cfr. STF 8C_663/2012

del 18 giugno 2013 consid. 5).

In effetti tra il

ricorrente e la __________ esisteva un’identità economica senza una rigorosa

separazione tra i rapporti privati e d’affari (cfr. STF 8C_913/2011 del 10

aprile 2012 consid. 3.3., pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288).

La restituzione

all’insorgente dei salari, immessi nella società quali prestiti, era stata

consapevolmente fatta dipendere dall’andamento positivo della ditta datrice di

lavoro e con ciò era stato, dunque, preso in considerazione il rischio in caso

di infruttuosità della società.

Le indennità di

disoccupazione, il cui importo dipende dall’entità del guadagno assicurato, non

possono però essere utilizzate quale garanzia del rischio imprenditoriale (cfr.

STF 8C_840/2010 del 14 gennaio 2011 consid. 3.2; 3.3.; SVR 2009 ALV Nr. 8 pag.

27).

Il fatto di aver

reinvestito i redditi salariali direttamente nella società (cfr. doc. 30) conferma,

d’altronde, il potere decisionale dell’insorgente all’interno della Sagl e

perciò il fatto che lo stesso si fosse addossato un rischio imprenditoriale che

non andava posto a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione.

Inoltre il comportamento

del ricorrente se, da una parte, è da lodare, dall’altra, rivela proprio il carattere

contrario alla finalità dell’assicurazione contro la disoccupazione, che è

quella di garantire un’adeguata compensazione della perdita di

guadagno, segnatamente, in caso di disoccupazione ai salariati (cfr. art. 1a

LADI; 10 LPGA), ma non il rischio imprenditoriale (vedi al riguardo l’art. 114

cpv. 2 lett. c Cost. fed., secondo cui chi esercita un’attività indipendente

può assicurarsi facoltativamente, il quale non è ancora stato concretizzato dal

legislatore, cfr. STF 8C_311/2011 del 12 dicembre 2011 consid. 4.4., pubblicata in DTF 138 V 50; D. Cattaneo, “Nouvautés en matière

d’assurance-chômage” in Quoi de neuf en droit social ? Ed.

Stämpli SA, Berna 2009 pag. 67 seg. ,110 ).

Ne discende che nella presente

vertenza un rischio di abuso, già dal profilo oggettivo (cfr. consid. 2.3.; DTF

128.

V 189 consid. 3b; C 9/02 del 19 novembre 2002 consid. 1), non può essere

escluso.

Pertanto per determinare

il guadagno assicurato di RI 1 deve essere fatto riferimento al salario di cui

ha effettivamente usufruito nel periodo di calcolo in questione e non a quello

concordato.

Come visto sopra (cfr.

consid. 2.4.), l’assicurato non ha ricevuto alcuna remunerazione per i mesi da

febbraio a maggio 2012 e in riferimento all’anno 2011, come pure al mese di

gennaio 2012, il fatto di aver reinvestito i relativi stipendi direttamente

nella Sagl per tentare di sollevare la precaria situazione finanziaria della

ditta va ritenuto una rinuncia agli stessi.

Questo Tribunale non

ignora che il ricorrente ha affermato di avere in ogni caso usato i salari

anche per se stesso e per i propri bisogni (cfr. doc. I pag. 6).

Tuttavia, avendo utilizzato il denaro relativo agli stipendi per l’anno 2011 e

il mese di gennaio 2012 principalmente a favore della ditta (cfr. doc. 30;

consid. 2.4.), non sarebbe comunque possibile stabilire l’ammontare esatto

della remunerazione che, nel caso di corresponsione effettiva, è rimasta a

disposizione dello stesso (cfr. STF 8C_913/2011 del 10 aprile 2012 consid. 3.3.,

pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288).

Di

conseguenza il guadagno assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per

il periodo febbraio – maggio 2012 è pari a fr. 0.-- e per i mesi precedenti non risulta in ogni caso determinabile in modo sufficientemente

attendibile.

Il fatto

che siano stati pagati i contributi paritetici (cfr. doc. I; 19=M), non è poi

atto a sovvertire l’esito della vertenza.

In

effetti il versamento di contributi sociali non esclude il rischio di abuso

relativamente a un salario fittizio.

2.6

Il

ricorrente ha chiesto il richiamo dall’Ufficio tassazione di __________ delle

dichiarazioni fiscali della __________ dal 2006 al giorno del fallimento e

dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ dell’intero incarto relativo

al fallimento della __________, l’edizione della documentazione contabile 2011

da __________, l’audizione del signor __________ dell’UEF di __________, del

signor ____________________ della __________, della signora __________ e di sua

moglie __________, nonché (cfr. doc. I pag. 2, 4, 5; VII; IX).

Considerato

che i documenti già presenti all’inserto, come pure i principi legali e

giurisprudenziali vigenti per quanto concerne la determinazione del guadagno

assicurato (cfr. consid. 2.2.) consentono al TCA di emanare il proprio

giudizio, questo Tribunale ritiene che l’assunzione delle ulteriori prove

richieste – che sarebbero atte, a mente della parte ricorrente, a sostanziare

il versamento effettivo degli stipendi nel 2011, questione che però il TCA

ritiene di poter lasciare insoluta (cfr. consid. 2.4.) – non potrebbe mettere

in luce nuovi elementi concreti ai fini della risoluzione della vertenza.

Di

conseguenza la richiesta dell’insorgente di assumere i mezzi di prova

menzionati sopra deve essere respinta.

A tale

proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice,

in base a un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato

(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr.

SVR 2003 IV Nr. 1; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STF

8C_845/2009 del 7 dicembre 2009; STF I 1018/06 del 16 gennaio 2008 consid.

5.3

; STFA U 416/04 del 16 febbraio 2006, consid. 3.2.; STFA H 411/01 del 5

marzo 2003; STFA H 102/01 dell'11 gennaio 2002; STFA H 103/01 dell'11 gennaio

2002; STFA H 299/99 dell'11 gennaio 2002; STFA U 257/01 del 26 novembre 2001;

STFA U 82/01 del 15 novembre 2001; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27

ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a

ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di

essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122

V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.7

Alla luce di tutto quanto

esposto, occorre concludere che la Cassa, a ragione, siccome il

guadagno assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per il periodo

febbraio – maggio 2012 è pari a fr. 0.-- e per i mesi precedenti non risulta in ogni caso determinabile in modo sufficientemente

attendibile, gli ha negato il versamento di

indennità di disoccupazione (cfr. STF 8C_913/2011 del 10 aprile 2012,

pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288; STCA 38.2011.3 del 5 settembre 2011,

pubblicata in RtiD I-2012 N. 83 pag. 460), a prescindere dall’adempimento o

meno del periodo di contribuzione secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI (cfr.

SVR 2009 ALV Nr. 8 consid. 5.2; DTF 131 V 444 ai sensi della quale, in primo

luogo, dal profilo del periodo di contribuzione, la sola

condizione per il diritto all'indennità di disoccupazione è, di principio,

l'esercizio di un'attività soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di

contribuzione. La giurisprudenza di cui in DLA 2001 no. 27 pag. 225 - e le

sentenze che ne sono seguite - non deve essere intesa nel senso che, in

aggiunta a ciò, deve pure essere stato versato un salario; per contro, la prova

che un salario è stato effettivamente pagato costituisce un indizio importante

per la prova dell'esercizio effettivo di una attività dipendente. In secondo

luogo, allorché un assicurato non comprova di aver effettivamente percepito un

salario, segnatamente in assenza di bonifici periodici di una remunerazione su

un conto bancario o postale a suo nome, il diritto all’indennità di disoccupazione

non potrà essergli negato in applicazione degli art. 8 cpv. 1 lett. e e 13

LADI, a meno che venga stabilito che il medesimo ha rinunciato al salario

relativo al lavoro effettuato; STF 8C_875/2009 del 7 dicembre 2009; STF

8C_716/2007 del 26 maggio 2008; STF C 72/06 del 16 aprile 2007; STFA C 267/05

del 19 dicembre 2006 ).

In simili

condizioni la decisione su opposizione contestata deve essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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