38.2014.54
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2 dicembre 2015Italiano38 min
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Raccomandata
Incarto
n.
38.2014.54
rs
Lugano
2 dicembre 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 2 ottobre 2014 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 4 settembre 2014 emanata
da
Cassa CO 1
in materia di assicurazione contro la disoccupazione
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su opposizione
del 4 settembre 2014 la Cassa CO 1 (in seguito: la Cassa) ha confermato la
precedente decisione del 7 aprile 2014 (cfr. doc. 1) con cui ha negato a RI 1
il diritto a indennità di disoccupazione a decorrere dal 7 febbraio 2014, in
quanto, non essendo comprovata né la regolare né l’effettiva riscossione di uno
stipendio per l’occupazione presso la società __________, non è possibile
stabilire il guadagno assicurato (cfr. doc. A).
In particolare nella
decisione su opposizione è stato rilevato quanto segue:
" (…)
Nel caso concreto, dal 2006 al 31 gennaio
2014, è stato alle dipendenze della società __________ quale impiegato, in seno
alla società inoltre lei ricopriva la carica di socio e gerente con firma
individuale e sua moglie socia senza diritto di firma.
Come già citato, per le altre persone che
ricoprono una posizione analoga occorre dimostrare la riscossione effettiva del
salario.
A mente della Cassa le prove invocate in
sede di opposizione:
“nel corso degli anni, il lavoratore ha
regolarmente riscosso il suo stipendio mensile. A comprova si producono i
recenti estratti AVS dai quali si evince che il salario determinante AVS è di
fr. 45'000 annui.
Sulla base di tale salario venivano
calcolati anche i premi __________ per l’obbligatoria copertura infortuni, così
come il resto delle usuali deduzioni sociali, tra cui anche l’assicurazione per
la perdita di guadagno a seguito malattia…”
Non sono sufficienti a comprovare
l’effettivo pagamento del salario, anche la decisione di tassazione
eventualmente definisce che il salario è stato versato nell’anno 2012 ma non
comprova l’avvenuto versamento per l’anno 2013.
La documentazione prodotta inoltre presenta
alcune anomalie che portano a confermare il mancato pagamento del salario.
Il conto cassa ad esempio presenta il
prelevamento in contanti malgrado il conto cassa fosse in negativo.
Le ricevute di stipendio indicano un
importo di CHF 3'875, i conteggi salario presentano un importo lordo di CHF
3'750.-- e un importo netto di CHF 3'380.25.
La contabilità non può essere vidimata da
una fiduciaria in quanto la gestione contabile della società era affidata alla
moglie.
Si rileva che anche l’intestazione della
documentazione presentata indica __________ anziché __________.
A mente della Cassa i giustificativi
presentati non permettono di stabilire chiaramente i salari effettivamente
versati, in questi casi l’assicurato deve subire le conseguenze dell’assenza di
prove.
(…)” (Doc. A)
1.2. Contro la decisione su
opposizione l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’annullamento della medesima e
il conseguente riconoscimento delle indennità di disoccupazione dal 7 febbraio
2014, nonché di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio.
A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente ha addotto:
" (…)
3) L’assicurato
faceva notare alla convenuta che nel corso degli anni aveva regolarmente
riscosso il suo stipendio mensile e produceva gli estratti AVS dai quali si
poteva evincere il salario determinante AVS di fr. 45'000 annui.
Sulla base di tale salario venivano
calcolati anche i premi __________ per l’obbligatoria copertura infortunio,
così come il resto delle usuali deduzioni sociali, tra cui anche
l’assicurazione per perdita di guadagno a seguito di malattia.
Produceva inoltre anche le distinte
salariali recenti, le ricevute, i certificati di salario nonché le notifiche di
tassazione nelle quali viene confermato il guadagno assicurato dichiarato ed
accertato dalle autorità fiscali.
Prove: c.s.
4) Dopo lunghi
e faticosi solleciti (…) solo in data 2 luglio 2014 la convenuta si faceva viva
richiedendo una serie di informazioni alle quali l’assicurato rispondeva
prontamente.
Nel frattempo l’assicurato, dovendo
sopravvivere, si è rivolto all’assistenza…
Prove: c.s.
5) Nella decisione
su opposizione CO 1 solleva una serie di argomentazioni pretestuose nel
giustificare il suo rifiuto di prestazioni, alcune delle quali assumono invero
contorni bizzarri:
“ …la
documentazione presentata indica __________ anziché __________” (?!!!)
“ Il
conto cassa ad esempio presenta il prelevamento in contanti malgrado il
conto cassa fosse in negativo” (?!!!).
E ancora:
“ La
contabilità non può essere vidimata da una fiduciaria in quanto la gestione
contabile della società era affidata alla moglie” (?!!!)
“ Le
ricevute di stipendio indicano un importo di CHF 3'875, i conteggi salario
presentano un importo lordo di CHF 3'750.-- e un importo netto di CHF 3'380.25”
In proposito si ricorda che
l’assicurato è di umili origini, straniero, senza istruzione: altrettanto
dicasi per la moglie. Non sorprende quindi che vi siano degli errori di
registrazione o anche solo delle pasticciate.
L’importante è dimostrare di percepire regolarmente il
salario.
Sorprende quindi l’atteggiamento
sufficiente della cassa di disoccupazione. Ma CO 1 non è forse il __________
che difende a “spada-tratta” i poveri lavoratori?
Prove: c.s.
6) E’ pur vero
che nella fattispecie siamo confrontati con un assicurato già membro di una
società a garanzia limitata, prima di cadere in disoccupazione.
La società tuttavia disponeva di
organi sociali, ecc., di conseguenza l’assicurato era vincolato alla Sagl da un
contratto di lavoro.
Ma soprattutto la convenuta dimentica
che il salariato, pur trovandosi in una posizione assimilabile a quella di un
datore di lavoro, ha dovuto lasciare definitivamente l’impresa a causa della
sua chiusura!
Per principio l’assicurato, in questo
caso, può pretendere l’indennità di disoccupazione (STFA, 10.11. 2005, C
275/04, consid. 3.2.).” (Doc. I)
1.3. Nella sua risposta del 23
ottobre 2014 la Cassa ha postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. III).
2.1. Oggetto del contendere è la
questione di sapere se la Cassa ha correttamente o meno negato all’assicurato
il diritto a indennità di disoccupazione, poiché non è possibile stabilire un
guadagno assicurato.
Secondo l’art. 23 cpv. 2 LADI è
considerato guadagno assicurato il salario determinante nel senso della
legislazione sull’AVS, normalmente riscosso durante un periodo di calcolo nel
corso di uno o più rapporti di lavoro, compresi gli assegni contrattuali
periodici che non siano indennità per inconvenienti connessi al lavoro. L’importo
massimo del guadagno assicurato (art. 18 LPGA) corrisponde a quello
dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Il guadagno non è
considerato assicurato se non raggiunge un limite minimo. Il Consiglio federale
stabilisce il periodo di calcolo e il limite minimo.
In virtù e nell’ambito della
delega legislativa, in particolare per quanto attiene al periodo di calcolo per
il guadagno assicurato, il Consiglio federale ha stabilito che il guadagno
assicurato è calcolato in base al salario medio degli ultimi sei mesi di
contribuzione (art. 11) che precedono il termine quadro per la riscossione
della prestazione (art. 37 cpv. 1 OADI).
Il guadagno assicurato è
calcolato in base al salario medio degli ultimi dodici mesi di contribuzione
che precedono il termine quadro per la riscossione della prestazione se tale
salario è più elevato del salario medio di cui al capoverso 1 (cfr. art. 37
cpv. 2 OADI).
Il periodo di calcolo decorre
dal giorno che precede l’inizio della perdita di guadagno computabile, indipendentemente
dalla data dell’annuncio alla disoccupazione. A quel momento, l’assicurato deve
aver versato contributi per almeno dodici mesi durante il termine quadro per il
periodo di contribuzione (cfr. art. 37 cpv. 3 OADI).
Il Consiglio federale ha pure stabilito che per
periodi che, secondo l’art. 13 cpv. 2 lett. b-d LADI, sono computati come
periodi di contribuzione, è determinante il salario che l’assicurato avrebbe
normalmente ottenuto (cfr. art. 39 OADI).
L’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI
stabilisce che sono computati quali periodi di contribuzione i periodi in cui
l’assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro, ma, per malattia (art. 3
LPGA) o infortunio (art. 4 LPGA), non riceve salario e non paga quindi i
contributi.
2.2. In
virtù della legge e della giurisprudenza determinanti ai fini del calcolo del
guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i redditi effettivamente
percepiti sotto forma di salario durante il periodo di calcolo (cfr. DTF 123 V
72 consid. 3; DLA 1995 Nr. 15 pag. 81 consid. 2c).
Il
Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale), in una sentenza C 180/01 del 5 giugno 2002, pubblicata in DTF 128 V 189, ha confermato il principio secondo il quale il guadagno assicurato è stabilito in
funzione dei redditi effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il
periodo di calcolo. Soltanto in casi eccezionali e giustificati il guadagno
assicurato è determinato fondandosi sull'accordo salariale tra il datore di
lavoro e il lavoratore. Più precisamente è possibile derogare al reddito
effettivamente percepito unicamente qualora possa essere escluso un abuso nel
senso di accordi in merito a salari fittizi.
Al riguardo cfr. pure STF
8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STFA C 9/02 del 19 novembre 2002.
In
una sentenza C 284/05 del 25 aprile 2006, pubblicata in DLA 2007 pag. 46 (vedi
pure la sentenza C 183/06 del 16 luglio 2007), l'Alta Corte ha stabilito che la
mancanza della prova del salario esatto non comporta la negazione del diritto all'indennità
di disoccupazione, ma deve essere presa in considerazione nel calcolo del
guadagno determinante.
Inoltre con sentenza 8C_913/2011
del 10 aprile 2012, pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288, il Tribunale
federale, chinandosi su una fattispecie in cui litigiosa era
soltanto la questione concernente la determinazione del guadagno assicurato,
mentre non era più contestato l’adempimento del periodo di contribuzione
riconosciuto tramite l’esercizio da parte dell’assicurato di un’attività
lavorativa, ha deciso che in quel caso, siccome non era definibile l’entità del
salario (difettavano libri contabili tenuti in maniera regolare e
trasparente, giustificativi di pagamenti bancari, postali o in contanti oppure
testimonianze che permettessero di stabilire il reddito come richiesto dalla
legge), il guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI non era determinabile
in modo sufficientemente attendibile.
Ciò
ha comportato il diniego della pretesa di prestazioni dell’assicurazione contro
la disoccupazione.
In proposito cfr. pure STF
8C_387/2015 dell’11 agosto 2015 consid. 3 in fine; STF 8C_75/2013 del 25
giugno 2013 consid. 3.5.
2.3. La nostra
Massima Istanza, in una sentenza 8C_743/2008 del 9 febbraio 2009, pubblicata in
SVR 2009 ALV Nr. 8 pag. 27, ha poi stabilito che nel caso in cui il lavoratore
rinunci temporaneamente al pagamento del salario concordato con lo scopo di
sostenere la ditta di recente fondata dal suo datore di lavoro e che, nel
prosieguo, in ragione dell’insolvenza della ditta, non riesce a incassare il
salario, quest’ultimo non può essere preso in considerazione per fissare il
guadagno assicurato.
In
quell'occasione l'Alta Corte ha osservato che:
" (…)
5.2 Diese Beurteilung ist nicht zu beanstanden.
Was in der Beschwerde vorgebracht wird, führt zu keiner anderen
Betrachtungsweise. Des Nachweises eines konkret erfolgten Missbrauches bedarf
es nicht, um nicht ausbezahlte Löhne beim versicherten Verdienst
unberücksichtigt zu lassen. Massgebend ist, ob eine Missbrauchsgefahr praktisch
ausgeschlossen werden kann. Dies trifft hier nicht zu, wie die Vorinstanz
richtig erkannt hat: Verzichtet der Arbeitnehmer zur Unterstützung der neu
gegründeten Arbeitgeberfirma vorläufig auf die Auszahlung des vereinbarten
Lohnes und kommt es in der Folge aufgrund Insolvenz der Firma nicht zur
Auszahlung des Lohnes, kann dieser beim versicherten Verdienst nicht
berücksichtigt werden. Andernfalls würde Arbeitslosenentschädigung, deren
Bemessung auf dem versicherten Verdienst beruht, zur Absicherung des unternehmerischen
Risikos verwendet. Das ist zweckwidrig und damit missbräuchlich. Der
Beschwerdeführer beruft sich in diesem Zusammenhang ausdrücklich darauf, die
getroffene Vereinbarung sei auf Verlangen und primär im Interesse der
Arbeitgeberin getroffen worden. Dieses Vorbringen vermag indessen seinen
Standpunkt nicht zu stützen, sondern verdeutlicht vielmehr den zweckwidrigen
Charakter der getroffenen Lohnregelung. Geltend gemacht wird weiter, die Firma
habe den Versicherten übervorteilt. Das findet aber in den Akten keine
Bestätigung. Daher kann offenbleiben, wie es sich andernfalls in Bezug auf den
versicherten Verdienst verhielte. Der vorliegende Fall ist auch nicht mit dem
im Urteil C 161/04 vom 29. Juli 2005 beurteilten vergleichbar. Denn anders als
dort wurde hier die Lohnauszahlung bewusst vom unternehmerischen Erfolg der
Arbeitgeberfirma abhängig gemacht und damit auch das Risiko der
Nichteinbringlichkeit in Kauf genommen. Der Beschwerdeführer äussert sich im
Weiteren ausführlich zur Frage der beitragspflichtigen Beschäftigung und zu dem
dazu in BGE 131 V 444 Gesagten. Darum geht es hier aber nicht. Dass es sich um eine
grundsätzlich beitragspflichtige Beschäftigung gehandelt hat, ist nicht
umstritten. Der Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung scheitert vielmehr
daran, dass der vereinbarte Lohn nicht als versicherter Verdienst anzurechnen
ist, weil eine Missbrauchsgefahr nicht praktisch ausgeschlossen werden kann. An
der fehlenden Anrechenbarkeit vermögen die aus obligationsrechtlicher Sicht zu
beachtenden Grundsätze betreffend die Lohnzahlungspflicht des Arbeitgebers und
die Frage der Zulässigkeit einer Lohnzahlungsvereinbarung, wie sie hier zur
Diskussion steht, ebenfalls nichts zu ändern. (…)"
Il Tribunale
federale, con giudizio 8C_840/2010 del 14 gennaio 2011 relativo all’entità del
guadagno assicurato (fissato dalla Cassa in fr. 4'134.-- e contestato
dall’assicurato che ha chiesto di considerare a tale titolo un importo di fr.
8'900.--) di una persona che si è iscritta in disoccupazione il 26 aprile 2006
dopo che il 10 aprile 2006, a seguito della dichiarazione di fallimento della
società, è stato disdetto il rapporto di lavoro che la legava alla SA di cui
era socio gerente e da cui non riceveva lo stipendio da settembre 2005, ha deciso che:
" (…)
3.
3.1 Nach den verbindlichen
Feststellungen der Vorinstanz hat der Beschwerdeführer mit der Firma S.________
am 1. September 2004 arbeitsvertraglich ein Monatsgehalt von Fr. 11'000.-
vereinbart, welches ab Arbeitsbeginn bis Juni 2005 auch tatsächlich ausbezahlt
worden war. Die Löhne der Monate Juli und August 2005 gingen nur noch teilweise
und verspätet ein, seit September 2005 erfolgten keine Lohnzahlungen mehr.
3.2 Der Beschwerdeführer bringt vor, er habe bewusst zur Überbrückung
der vorübergehenden Illiquidität des Unternehmens auf eine Auszahlung der Löhne
verzichtet, was aber keinem grundsätzlichen Lohnverzicht gleichkomme. Es liege
weder eine fiktive Lohnabrede im Sinne von BGE 128 V 189 vor, noch sei sonst
wie ein missbräuchliches Verhalten zu erkennen.
3.3 Vorab ist dem Versicherten entgegenzuhalten, dass es keinen Nachweis
eines konkret erfolgten Missbrauchs bedarf. Massgebend ist einzig, ob eine
Missbrauchsgefahr praktisch ausgeschlossen werden kann, was hier zu verneinen
ist. Es kann zwar namentlich dann auf den vertraglich festgesetzten Lohn
abgestellt werden, wenn dieser in einem langdauernden Arbeitsverhältnis nie
bestritten war (in AJP 1994 S. 1460 ff. publiziertes Urteil des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts C 14/94 vom 31. Mai 1994). Im Gegensatz zum soeben
erwähnten Urteil bestand aber vorliegend einerseits nicht ein langjähriges
Arbeitsverhältnis, sondern der Versicherte hatte lediglich über einen Zeitraum
von zehn Monaten den vereinbarten Lohn erhalten, wobei bezüglich der
Zahlungsmodalitäten bereits ab November 2004 Unregelmässigkeiten in Form von
(verspäteten) Teilzahlungen bestanden. Vor allem aber konnte er hier als
geschäftsführender Gesellschafter der Firma S.________ sowie
Verwaltungsratsmitglied der eng damit verbundenen Group X._________ AG die
Entscheidungen des Arbeitgebers massgeblich beeinflussen. Als Gesellschafter
und als betriebsleitendes Organ trug der Beschwerdeführer von Anfang an ein
unternehmerisches Risiko, das nicht auf die Arbeitslosenversicherung abgewälzt
werden kann. Dieses Risiko musste ihm umso mehr bewusst sein, als es sich um
eine erst im April 2004 gegründete Unternehmung handelte, die sich im Aufbau
befand und demnach keinesfalls finanziell und wirtschaftlich stabil war. Dies
zeigt sich nicht zuletzt in der seit November 2004 bestehenden Schwierigkeit
der Firma, die (hohe) Lohnsumme regelmässig und vollständig auszurichten. Auch
wenn anfänglich die Gehaltsforderungen erfüllt werden konnten, wurde gleich wie
im Urteil 8C_743/2008 vom 9. Februar 2009 (publ. in: SVR 2009 AlV Nr. 8 S. 27)
die Lohnauszahlung bewusst vom unternehmerischen Erfolg der Arbeitgeberfirma
abhängig gemacht und damit auch das Risiko der Nichteinbringlichkeit in Kauf
genommen. Die Arbeitslosenentschädigung, die sich nach der Höhe des
versicherten Verdienstes richtet, darf jedoch nicht zur Absicherung des
unternehmerischen Risikos verwendet werden. Dies hat das Bundesgericht im
erwähnten Urteil als zweckwidrig und damit rechtsmissbräuchlich bezeichnet.
3.4 Der überdies geltend
gemachte Einwand des Beschwerdeführers, es müsse - entgegen der von der Kasse
vorgenommenen Berechnungsweise des versicherten Verdienstes - das ganze Gehalt
des Monats April 2005 in der Höhe von Fr. 11'000.- berücksichtigt werden, geht
fehl: Die Arbeitslosenkasse führt in ihrer letztinstanzlichen Vernehmlassung
zutreffend aus, dass hier die letzten zwölf Beitragsmonate vor Beendigung des
Arbeitsverhältnisses am 10. April 2006 massgebend sind (11. April 2005 bis 10.
April 2006; Art. 37 Abs. 2 AVIV), da der Bemessungszeitpunkt, unabhängig von
der Anmeldung zum Leistungsbezug,
am Tag vor dem Eintritt eines anrechenbaren Verdienstausfalls beginnt (Art. 37
Abs. 3 AVIV). Deshalb kann für den Monat April 2005 lediglich der für die Zeit
vom 11. bis 30. April 2005 ausbezahlte
Lohnanteil berücksichtigt werden.”
La sentenza
C 14/94 del 31 maggio 1994, citata dal TF nel giudizio appena menzionato,
concerneva l’entità del guadagno assicurato di un’assicurata, dal 1986 alle
dipendenze di una società, che il 20 settembre 1991, dopo che dal giugno 1991
non riceveva più il salario, è stata licenziata senza termine di disdetta a
seguito del fallimento della ditta e che il 23 settembre 1991 si è annunciata
al collocamento rivendicando delle indennità di disoccupazione. La Cassa le ha
pure erogato delle indennità per insolvenza afferenti al periodo 21 giugno – 20
settembre 1991.
L’allora TFA
ha stabilito che:
" (…)
b) Mit Bezug auf die Wahl des
Bemessungszeitraumes (September 1990 bis August 1991) und die Ermittlung des massgebenden
Lohnes für die Periode September 1990 bis Mai 1991 lässt sich der angefochtene
Entscheid nicht beanstanden.
Nicht gefolgt
werden kann der Rekurskommission hingegen insoweit, als sie für den Zeitraum
Juni bis August 1991 die Auszahlung des Konkursamtes, bei der es sich
anscheinend um die Konkursdividende handelt, als versicherten Verdienst betrachtete.
Denn diese Zahlung kann nicht als der während des Bemessungszeitraumes
normalerweise erzielte massgebende Lohn im Sinne von Art. 23 Abs. 1 AVIG
qualifiziert werden.
Nachdem aufgrund
des Auszuges aus dem individuellen Konto und der Auskunft der AHV-Zweigstelle
Zürich feststeht, dass die Beschwerdeführerin, wie behauptet, während längerer
Zeit - zumindest von Januar 1990 bis Mai 1991 - einen Monatslohn von Fr. 4800.-
(x 13) bezogen hat, was im übrigen nachträglich auch von D.________ bestätigt
wurde, kann dieses vertraglich vereinbarte Gehalt von Fr. 5200.- (Fr. 4800.- x
13 : 12) als der während des Bemessungszeitraumes normalerweise erzielte
massgebende Lohn betrachtet werden.
Dass die
Beschwerdeführerin das ihr zustehende Salär ab Juni 1991 nicht mehr ausbezahlt
erhielt, ist auf finanzielle Schwierigkeiten der Firma X.________
zurückzuführen. Der Umstand, dass sie gleichwohl noch bis zum 20. September
1991 bei der Firma S.________ arbeitete,
kann der Beschwerdeführerin entgegen der Auffassung der Vorinstanz nicht
vorgeworfen werden. Insbesondere ist in diesem Verhalten kein konkludenter
Lohnverzicht zu erblicken, zumal aufgrund des letztinstanzlich eingereichten
Schreibens der Bank X.________ vom 20. September 1991 belegt ist, dass bis zu
diesem Zeitpunkt begründete Hoffnung auf Überwindung des Liquiditätsengpasses
der Firma S._________ bestand.
Auch der Tatsache,
dass die Beschwerdeführerin im Konkurs der Arbeitgeberfirma gemäss
Forderungsanmeldung vom 30. Oktober 1991 für die Zeit ab Mai 1991 einen
Monatslohn von Fr. 4224.- geltend machte und auch Insolvenzentschädigung lediglich
in dieser Höhe beanspruchte, kommt keine entscheidende Bedeutung zu. Denn aus
der Beilage zum Antrag auf Insolvenzentschädigung ist ersichtlich, dass es sich
bei diesem Betrag um den Nettomonatslohn handelt und sie damals den Bruttolohn
ebenfalls auf Fr. 4800.- bezifferte. (…)“
La nostra
Massima Istanza, con giudizio 8C_921/2013 del 15 aprile 2014, massimato in RtiD
II-2014 N. 90 pag. 396 segg, ha poi confermato una sentenza emessa il 18
novembre 2013 da questo Tribunale relativa a un assicurato
socio e gerente con diritto di firma individuale e una quota di fr. 1'000.-- di
una Sagl sin dalla sua fondazione fino al luglio 2012, quando è rimasto solo socio
senza diritto di firma, che fino al 1° giugno 2012 è stato pure alle dipendenze
della società (il 31 maggio 2012 ha disdetto il rapporto di lavoro con effetto
immediato a causa del mancato pagamento degli stipendi dal mese di febbraio
2012) e al quale è stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione,
non essendo stato in grado di comprovare il versamento effettivo di un salario
superiore a fr. 500.-- durante il periodo di calcolo (1° dicembre 2011 – 31
maggio 2012 oppure 1° giugno 2011 – 31 maggio 2012).
L’assicurato, in effetti, per sua stessa
ammissione non ha percepito alcun salario per i mesi da febbraio a maggio 2012.
Inoltre il
TCA ha ritenuto che la questione di sapere se i salari del 2011 e lo stipendio
per il mese di gennaio 2012 siano stati effettivamente versati all'interessato
poteva rimanere irrisolta. Decisivo essendo il fatto che gli stessi, come
riconosciuto dall'insorgente, erano stati interamente e direttamente immessi
nella società, vista la difficile situazione finanziaria di quest'ultima, poi
fallita nell'agosto 2012.
Tale modo di
procedere dell'insorgente risultava analogo, dal profilo della finalità e del
risultato, al comportamento di un assicurato che per sostenere la ditta del suo
datore di lavoro rinuncia, anche solo temporaneamente, al salario che in
seguito non riesce più a incassare a causa dell'insolvenza della società.
Questa Corte
cantonale ha, quindi, considerato che doveva essere fatta astrazione da un
eventuale effettivo incasso dei salari reinvestiti direttamente nella società.
In concreto,
poi, il TCA ha applicato il principio secondo il quale il guadagno assicurato
ai sensi dell'art. 23 LADI è determinato in funzione dei redditi effettivamente
percepiti sotto forma di salario durante il periodo di calcolo e non
l'eccezione prevista dalla giurisprudenza, ritenuto che non poteva essere
escluso un rischio di abuso.
Determinante
era la circostanza che l'interessato quale socio e gerente con firma
individuale fino al luglio 2012 poteva influenzare in maniera rilevante le
decisioni del datore di lavoro. Il suo ruolo in seno alla società implicava l'assunzione
di un rischio imprenditoriale che non poteva essere scaricato
sull'assicurazione disoccupazione la cui finalità era quella di garantire
un'adeguata compensazione della perdita di guadagno ai salariati. Il fatto di
avere reinvestito i redditi salariali direttamente nella società confermava,
del resto, il potere decisionale dell'insorgente all'interno della stessa.
Di
conseguenza secondo questo Tribunale il guadagno assicurato del ricorrente per
il periodo febbraio-maggio 2012, in cui non aveva ricevuto alcuna
remunerazione, era pari a fr. 0.--, mentre per i mesi precedenti non risultava
determinabile in modo sufficientemente attendibile, siccome, anche nel caso in
cui l’assicurato abbia utilizzato i salari pure per se stesso e per i propri
bisogni, sarebbe comunque impossibile stabilire l’ammontare esatto della
remunerazione che, nel caso di corresponsione effettiva, è rimasto a sua
disposizione.
In simili
condizioni, il TCA ha deciso che a ragione l'amministrazione aveva negato
all’assicurato il riconoscimento di prestazioni LADI.
Il TF ha
stabilito che l’accertamento di questa Corte, secondo cui nel periodo in
questione precedente l'annuncio in disoccupazione non è stato versato alcun
salario, non risultava essere stato svolto in modo manifestamente inesatto o in
violazione del diritto, né si fondava su una valutazione arbitraria o comunque
incompleta delle prove. L’Alta Corte, al riguardo, ha evidenziato che non
bisognava in sostanza dimenticare che il ricorrente, pur detenendo una quota
del solo 5%, aveva sempre gestito la società da solo.
Infine giova
rilevare che questa Corte, con sentenza 38.2011.3 del 5 settembre 2011,
pubblicata in RtiD I-2012 N. 83 pag. 460, pronunciandosi in relazione al caso
di una socia e gerente di una Sagl con diritto di firma
individuale dalla fondazione della società nel 1988 e in possesso di una quota
sociale di fr. 19’000.– (su un totale di fr. 20’000.–) che, dal 1988 al 31
marzo 2010, è pure stata alle dipendenze – senza percepire salario negli anni
2009/2010 – della Sagl, poi radiata d’ufficio nell’agosto 2010 a seguito di fallimento sospeso per mancanza di attivo, e nel mese di agosto 2010 si è iscritta
in disoccupazione, ha deciso che a ragione la
Cassa le aveva negato il diritto a indennità di disoccupazione, ritenuto
che il suo guadagno assicurato per gli anni 2009/2010, non avendo la stessa
percepito alcun salario, era pari a fr. 0.--.
Il TCA ha
motivato il proprio giudizio, rilevando che in quel caso di specie era
applicabile il principio generale secondo cui determinanti ai fini del calcolo
del guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i redditi
effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il periodo di calcolo.
Non entrava, invece, in linea di conto l’applicazione dell’eccezione
contemplata dalla giurisprudenza, che prevede di prendere come riferimento il
salario concordato, ma soltanto allorché un abuso (nel senso di un accordo in
merito a salari fittizi) può essere escluso. Infatti, in quella specifica
evenienza un rischio di abuso, già dal profilo oggettivo, non poteva essere
negato, in quanto quale socia e gerente della Sagl la ricorrente poteva
influenzare in maniera rilevante le decisioni del datore di lavoro. Il suo
ruolo in seno alla società implicava l’assunzione di un rischio imprenditoriale
che non poteva essere scaricato sull’assicurazione contro la disoccupazione.
L’asserzione della ricorrente secondo cui, per una sua precisa scelta, avrebbe
girato gli stipendi spettantile ai collaboratori occupati della società a causa
della carenza di liquidità della ditta per salvaguardare posti di lavoro e
sperando in una ripresa non le è stata di alcun ausilio: tale dichiarazione ha confermato,
al contrario, il suo potere decisionale all’interno della Sagl e perciò il
fatto che la stessa si fosse addossata un rischio imprenditoriale che non
andava posto a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione.
2.4. Nell’evenienza concreta dalla
documentazione agli atti emerge che il ricorrente era socio e gerente con
diritto di firma individuale della società __________, iscritta a Regostro di
commercio nel gennaio 2006. Egli deteneva pure quote sociali per un importo
pari a fr. 19'000.- su un capitale sociale complessivo di fr. 20'000.--. La restante
quota sociale di fr. 1’000 apparteneva alla moglie, __________, socia senza
diritto di firma (cfr. doc. 4; estratto RC reperibile al sito www.zefix.ch).
L’assicurato, dal 2006,
era impiegato a tempo pieno presso la __________ quale impiegato (cfr. doc. 6;
7).
La società è stata sciolta
in seguito a fallimento pronunciato con decreto della Pretura di __________ del
29 gennaio 2014 (cfr. doc. 4).
L’insorgente, il 7
febbraio 2014, si è annunciato per il collocamento (cfr. doc. 5).
Nella Domanda di indennità
di disoccupazione del 13 febbraio 2014 l’assicurato ha indicato che il rapporto
di lavoro, per il quale dall’Attestato del datore di lavoro risulta uno
stipendio mensile lordo di fr. 3’750.--(cfr. doc. 7), è terminato a causa del
fallimento e che l’ultimo giorno di lavoro effettuato è stato il 31 gennaio
2014 (cfr. doc. 6).
La procedura di fallimento
della __________ è stata sospesa per mancanza di attivo con decreto della
Pretura di __________ del 1° aprile 2014.
La Cassa, con decisione del 7
aprile 2014, ha negato all’assicurato il diritto all’indennità di
disoccupazione, poiché, non potendo comprovare la riscossione di uno stipendio,
non può essere stabilito un guadagno assicurato (cfr. doc. 1; consid. 1.1.).
Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione del 4 settembre 2014 (cfr. doc. A).
La __________ in
liquidazione è stata radiata d’ufficio in applicazione delle disposizioni
dell’art. 159 cpv. 5 lett. a ORC (un ente giuridico è cancellato d’ufficio
se, in caso di sospensione della procedura fallimentare per mancanza di
attivo, non è stata fatta alcuna opposizione motivata entro tre mesi dalla
pubblicazione dell'iscrizione ai sensi del capoverso 3 o, nel caso di una ditta
individuale, è cessato l'esercizio dell'azienda) nell’agosto 2014 (cfr.
estratto RC).
2.5. Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene utile, dapprima, osservare che la procedura in materia di
assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio
(Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF
8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001;
STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57
pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).
E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire
d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.
Giova,
in ogni caso, rilevare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma
trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43
cpv. 3 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994
pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26
consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid.
5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag.
12; Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5
segg.).
Questo obbligo
comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si
avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente
richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti
invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze
dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del
9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159
consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G.
Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto civile e
assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).
Su
questi aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en
Suisse”, Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss
des Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.
2.6. Il
TCA ribadisce, inoltre, che ai sensi dell’art. 37 cpv. 1 OADI il periodo di
calcolo per il guadagno assicurato corrisponde agli ultimi sei mesi di
contribuzione che precedono il termine quadro per la riscossione della
prestazione.
Il guadagno assicurato è
calcolato in base al salario medio degli ultimi dodici mesi di contribuzione
che precedono il termine quadro per la riscossione della prestazione, se tale
salario è più elevato del salario medio di cui al capoverso 1 (cfr. art. 37
cpv. 2 OADI).
Inoltre il periodo di calcolo
decorre dal giorno che precede l’inizio della perdita di guadagno computabile,
indipendentemente dalla data di annuncio alla disoccupazione (art. 37 cpv. 3
OADI; STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014 consid. 2.2.; STF C 155/06 del 3 agosto
2007, consid. 3.1.).
In concreto
Fatti
i periodi di calcolo previsti all’art. 37 cpv. 1 e 2 OADI decorrono
rispettivamente dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio 2014 e dal 1° febbraio 2013 al
31 gennaio 2014.
Agli atti emergono
unicamente dei conteggi di salario allestiti dalla __________ all’attenzione
dell’insorgente relativi a uno stipendio mensile di fr. 3'750.-- lordi per il
periodo gennaio 2013 – gennaio 2014 (cfr. doc. 13) e delle ricevute di salario
per gli anni 2012 e 2013 firmate dal ricorrente che riportano l’importo di fr.
3'875.-- (cfr. doc. 8).
Difettano giustificativi
di pagamenti bancari o postali.
Al riguardo va osservato
che dal conto banca non si evince alcun prelevamento finalizzato al versamento
del salario al ricorrente (cfr. doc. 12).
Inoltre, per quanto
attiene all’eventuale versamento in contanti dei salari, giova, in primo luogo,
ribadire la discrepanza tra la somma indicata sui conteggi di salario di fr. 3'750.--
lordi (cfr. doc. 13) e quella sulle ricevute di fr. 3'875.-- (cfr. doc. 8).
L’importo di fr. 3'750.--
lordi è pari, peraltro, a quello indicato sull’Attestato del datore di lavoro
(cfr. doc. 7), mentre l’ammontare di fr. 3'875.-- corrisponde a quanto segnato
sul conto cassa quale salario, anche nei mesi in cui il saldo era ampiamente
negativo (cfr. doc. 11).
In secondo luogo, va
sottolineato che non sono stati forniti, né fatti valere ulteriori mezzi di
prova atti a sostanziare quanto preteso dall’assicurato, ovvero di aver
regolarmente percepito un salario dalla __________.
La decisione di tassazione
del 7 maggio 2014, da cui emerge un reddito da attività dipendente
dell’insorgente di fr. 45'000.-- annui, ossia fr. 3'750.-- al mese, come
indicato nella relativa dichiarazione di imposta (cfr. doc. 10), concerne
l’anno 2012.
Pertanto la medesima è in
ogni caso irrilevante per l’esito della presente fattispecie in cui il
ricorrente ha chiesto le indennità di disoccupazione dal 7 febbraio 2014 (cfr.
consid.1.1.).
L’assicurato stesso, del
resto, non ha escluso errori di registrazione nella contabilità tenuta dalla
moglie, socia senza diritto di firma in possesso di una quota di fr. 1'000.--
della __________ (cfr. estratto RC), o anche pasticciate (cfr. doc. I p.to 5).
In simili condizioni,
questa Corte, tutto ben considerato, ritiene che nel caso di specie non sia
stata validamente comprovata la riscossione dei salari per l’anno 2013 e per il
mese di gennaio 2014 presso la __________.
Ne consegue che il
ricorrente deve sopportare le conseguenze della carenza di prove riguardo alla
riscossione degli stipendi menzionati (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2; STF
9C_549/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.3.; STF 8C_319/2013 del 16 agosto
2013; STFA C 107/04 del 9 giugno 2005 consid. 3, STCA 38.2011.12 del 22 giugno
2011).
2.7. Questo
Tribunale ritiene, inoltre, che nella presente fattispecie torni applicabile il
principio generale secondo cui determinanti ai fini del calcolo del
guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i redditi
effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il periodo di calcolo
(cfr. consid. 2.2.).
Deve, del
resto, essere esclusa l’applicazione dell’eccezione contemplata dalla
giurisprudenza, ossia prendere come riferimento il salario concordato.
In effetti,
come visto (cfr. consid. 2.2.), tale eccezione si applica soltanto allorché un
abuso, nel senso di un accordo in merito a salari fittizi, può essere escluso.
Tale ipotesi
non si verifica in concreto.
E’ vero che
nel caso presente, analogamente alla fattispecie di cui alla sentenza C 14/94
del 31 maggio 1994 dove l’Alta Corte ha stabilito che per determinare il
guadagno assicurato andava fatto riferimento al salario convenuto contrattualmente
(cfr. consid. 2.3.), si è confrontati con un rapporto di impiego di lunga durata,
dal 2006 al gennaio 2014 (cfr. consid. 2.4.).
Tuttavia, in
concreto, decisiva è la circostanza che il ricorrente, a differenza del caso di
cui alla sentenza C 14/94 del 31 maggio 1994 (l’assicurata non era socia o
membro di un organo dirigente della ditta, avendo la stessa beneficiato di
indennità per insolvenza; cfr. consid. 2.3. In caso contrario tali indennità le
sarebbero state negate ex art. 51 cpv. 2 LADI), in qualità di socio e gerente
con diritto di firma individuale e detentore di una quota sociale di fr.
19'000.-- su un capitale sociale di fr. 20'000.-- della __________ (la sua
iscrizione a RC è rimasta immutata fino alla radiazione d’ufficio della ragione
sociale nell’agosto 2014; cfr. estratto RC; consid. 2.4.) poteva influenzare in
maniera rilevante le decisioni del datore di lavoro.
Il suo ruolo
in seno alla società implicava l’assunzione di un rischio imprenditoriale che
non poteva essere scaricato sull’assicurazione contro la disoccupazione.
In effetti
tra il ricorrente e la __________ esisteva un’identità economica senza una
rigorosa separazione tra i rapporti privati e d’affari (cfr. STF 8C_913/2011
del 10 aprile 2012 consid. 3.3., pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288).
In proposito
va, altresì, evidenziato che la contabilità della Sagl era peraltro tenuta
dalla moglie dell’insorgente, socia - insieme al marito - con una quota di fr.
1'000.-- della società senza diritto di firma (cfr. doc. 20; 21; estratto RC).
Le indennità
di disoccupazione, il cui importo dipende dall’entità del guadagno assicurato,
non possono essere utilizzate quale garanzia del rischio imprenditoriale (cfr. STF
8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STF 8C_840/2010 del 14 gennaio 2011 consid.
3.2; 3.3.; SVR 2009 ALV Nr. 8 pag. 27).
Al riguardo
giova ricordare che finalità dell’assicurazione contro la disoccupazione è di garantire
un’adeguata compensazione della perdita di guadagno, segnatamente, in caso di
disoccupazione ai salariati (cfr. art. 1a LADI; 10 LPGA), ma non il rischio
imprenditoriale (vedi al riguardo l’art. 114 cpv. 2 lett. c Cost. fed., secondo
cui chi esercita un’attività indipendente può assicurarsi facoltativamente, il
quale non è ancora stato concretizzato dal legislatore, cfr. STF 8C_311/2011
del 12 dicembre 2011 consid. 4.4., pubblicata in DTF 138 V 50; STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014 consid. 3.3.; D. Cattaneo,
“Nouvautés en matière d’assurance-chômage” in Quoi de neuf en droit social? Ed.
Stämpli SA, Berna 2009 pag. 67 seg. ,110 ).
Ne discende
che nella presente vertenza un rischio di abuso, già dal profilo oggettivo
(cfr. consid. 2.3.; DTF 128 V 189 consid. 3b; C 9/02 del 19 novembre 2002
consid. 1), non può essere escluso.
Pertanto per
determinare il guadagno assicurato del ricorrente deve essere fatto riferimento
al salario di cui ha effettivamente usufruito nel periodo di calcolo in
questione e non a quello concordato.
Come visto
sopra (cfr. consid. 2.6.), l’assicurato non ha comprovato di aver ricevuto alcuna
remunerazione per i mesi rilevanti nel caso di specie, ossia da febbraio 2013 a
gennaio 2014 (cfr. consid. 2.6.).
Di conseguenza il guadagno
assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per i periodi di
calcolo previsto dall’art. 37 cpv. 1 e 2 OADI (dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio
2014 oppure dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014; cfr. consid. 2.6.) risulta
essere pari a fr. 0.--.
Il
fatto che siano stati pagati i contributi paritetici (cfr. doc. I; 16), non è
poi atto a sovvertire l’esito della vertenza.
In effetti il versamento
di contributi sociali non esclude il rischio di abuso relativamente a un
salario fittizio.
2.8. Alla luce di
tutto quanto esposto, occorre concludere che la Cassa, a ragione, siccome il
guadagno assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per i
periodi di calcolo determinanti (dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio 2014 oppure
dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014; cfr. consid. 2.6.; 2.7.) è pari a fr.
0.--, gli ha negato il versamento di indennità di
disoccupazione (cfr. STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STF 8C_913/2011 del 10
aprile 2012, pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288; STCA 38.2011.3 del 5
settembre 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 83 pag. 460), a prescindere
dall’adempimento o meno degli altri presupposti per avere diritto alle
indennità di disoccupazione di cui all’art. 8 cpv. 1 LADI, in particolare del
periodo di contribuzione secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI (cfr. SVR 2009
ALV Nr. 8 consid. 5.2; DTF 131 V 444 ai sensi della quale, in primo luogo, dal
profilo del periodo di contribuzione, la sola condizione per il diritto
all'indennità di disoccupazione è, di principio, l'esercizio di un'attività
soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di contribuzione. La
giurisprudenza di cui in DLA 2001 no. 27 pag. 225 - e le sentenze che ne sono
seguite - non deve essere intesa nel senso che, in aggiunta a ciò, deve pure
essere stato versato un salario; per contro, la prova che un salario è stato
effettivamente pagato costituisce un indizio importante per la prova
dell'esercizio effettivo di una attività dipendente. In secondo luogo, allorché
un assicurato non comprova di aver effettivamente percepito un salario,
segnatamente in assenza di bonifici periodici di una remunerazione su un conto
bancario o postale a suo nome, il diritto all’indennità di disoccupazione non
potrà essergli negato in applicazione degli art. 8 cpv. 1 lett. e e 13 LADI, a
meno che venga stabilito che il medesimo ha rinunciato al salario relativo al
lavoro effettuato; STF 8C_875/2009 del 7 dicembre 2009; STF 8C_716/2007 del 26
maggio 2008; STF C 72/06 del 16 aprile 2007; STFA C 267/05 del 19 dicembre 2006
).
In simili condizioni la
decisione su opposizione contestata deve essere confermata.
2.9. Deve ancora essere verificato
se il ricorrente può essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con
il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).
La domanda dell’insorgente
di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito
patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assicurazione
disoccupazione è per principio gratuita (cfr. art. 61 lett. a LPGA; art. 29
cpv. 1 Lptca).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.
L'art.
2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
"
L’assistenza giudiziaria
garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura
o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle
autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre
giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione
dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.
I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il
TCA, nella presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito
della probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre
2010; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001;
STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF
119 Ia 253 consid. 3b).
Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,
rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr.
STF 9C_37/2012+9C_106/2012 del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A
tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole
non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente
che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di
essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF
8C_26/2010 del 27 maggio 2010;8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05
del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29
agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
Considerandi
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel
caso concreto, alla luce della LADI e della giurisprudenza pubblicata nella
Raccolta ufficiale delle sentenze del Tribunale federale, nel sito www.bger.ch,
rispettivamente www.sentenze.ti.ch,
nonché nella Rivista ticinese di diritto, la presente vertenza appariva, dopo
un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della
presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In effetti, come esposto
ai considerandi precedenti, dalla rilevante documentazione agli atti emerge in
modo indubbio che l’insorgente non ha comprovato la riscossione di salari
presso la __________ nei periodi determinanti dal 1° agosto 2013
al 31 gennaio 2014 oppure dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014 (cfr. consid.
2.6
; 2.7.) e quindi l’impossibilità in concreto di stabilire un
guadagno assicurato.
Inoltre
gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di
apprezzamento del TCA.
Di
primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva
probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA
38.2007.100
del 25 febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA
35.2002.32
del 9 luglio 2002).
In
simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre
presupposti cumulativi, la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. L’istanza tendente alla
concessione del gratuito patrocinio è respinta.
3. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti