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Decisione

38.2014.54

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

2 dicembre 2015Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i periodi di calcolo previsti all’art. 37 cpv. 1 e 2 OADI decorrono

rispettivamente dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio 2014 e dal 1° febbraio 2013 al

31 gennaio 2014.

Agli atti emergono

unicamente dei conteggi di salario allestiti dalla __________ all’attenzione

dell’insorgente relativi a uno stipendio mensile di fr. 3'750.-- lordi per il

periodo gennaio 2013 – gennaio 2014 (cfr. doc. 13) e delle ricevute di salario

per gli anni 2012 e 2013 firmate dal ricorrente che riportano l’importo di fr.

3'875.-- (cfr. doc. 8).

Difettano giustificativi

di pagamenti bancari o postali.

Al riguardo va osservato

che dal conto banca non si evince alcun prelevamento finalizzato al versamento

del salario al ricorrente (cfr. doc. 12).

Inoltre, per quanto

attiene all’eventuale versamento in contanti dei salari, giova, in primo luogo,

ribadire la discrepanza tra la somma indicata sui conteggi di salario di fr. 3'750.--

lordi (cfr. doc. 13) e quella sulle ricevute di fr. 3'875.-- (cfr. doc. 8).

L’importo di fr. 3'750.--

lordi è pari, peraltro, a quello indicato sull’Attestato del datore di lavoro

(cfr. doc. 7), mentre l’ammontare di fr. 3'875.-- corrisponde a quanto segnato

sul conto cassa quale salario, anche nei mesi in cui il saldo era ampiamente

negativo (cfr. doc. 11).

In secondo luogo, va

sottolineato che non sono stati forniti, né fatti valere ulteriori mezzi di

prova atti a sostanziare quanto preteso dall’assicurato, ovvero di aver

regolarmente percepito un salario dalla __________.

La decisione di tassazione

del 7 maggio 2014, da cui emerge un reddito da attività dipendente

dell’insorgente di fr. 45'000.-- annui, ossia fr. 3'750.-- al mese, come

indicato nella relativa dichiarazione di imposta (cfr. doc. 10), concerne

l’anno 2012.

Pertanto la medesima è in

ogni caso irrilevante per l’esito della presente fattispecie in cui il

ricorrente ha chiesto le indennità di disoccupazione dal 7 febbraio 2014 (cfr.

consid.1.1.).

L’assicurato stesso, del

resto, non ha escluso errori di registrazione nella contabilità tenuta dalla

moglie, socia senza diritto di firma in possesso di una quota di fr. 1'000.--

della __________ (cfr. estratto RC), o anche pasticciate (cfr. doc. I p.to 5).

In simili condizioni,

questa Corte, tutto ben considerato, ritiene che nel caso di specie non sia

stata validamente comprovata la riscossione dei salari per l’anno 2013 e per il

mese di gennaio 2014 presso la __________.

Ne consegue che il

ricorrente deve sopportare le conseguenze della carenza di prove riguardo alla

riscossione degli stipendi menzionati (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2; STF

9C_549/2013 del 27 settembre 2013 consid. 2.3.; STF 8C_319/2013 del 16 agosto

2013; STFA C 107/04 del 9 giugno 2005 consid. 3, STCA 38.2011.12 del 22 giugno

2011).

2.7. Questo

Tribunale ritiene, inoltre, che nella presente fattispecie torni applicabile il

principio generale secondo cui determinanti ai fini del calcolo del

guadagno assicurato ai sensi dell’art. 23 LADI sono i redditi

effettivamente percepiti sotto forma di salario durante il periodo di calcolo

(cfr. consid. 2.2.).

Deve, del

resto, essere esclusa l’applicazione dell’eccezione contemplata dalla

giurisprudenza, ossia prendere come riferimento il salario concordato.

In effetti,

come visto (cfr. consid. 2.2.), tale eccezione si applica soltanto allorché un

abuso, nel senso di un accordo in merito a salari fittizi, può essere escluso.

Tale ipotesi

non si verifica in concreto.

E’ vero che

nel caso presente, analogamente alla fattispecie di cui alla sentenza C 14/94

del 31 maggio 1994 dove l’Alta Corte ha stabilito che per determinare il

guadagno assicurato andava fatto riferimento al salario convenuto contrattualmente

(cfr. consid. 2.3.), si è confrontati con un rapporto di impiego di lunga durata,

dal 2006 al gennaio 2014 (cfr. consid. 2.4.).

Tuttavia, in

concreto, decisiva è la circostanza che il ricorrente, a differenza del caso di

cui alla sentenza C 14/94 del 31 maggio 1994 (l’assicurata non era socia o

membro di un organo dirigente della ditta, avendo la stessa beneficiato di

indennità per insolvenza; cfr. consid. 2.3. In caso contrario tali indennità le

sarebbero state negate ex art. 51 cpv. 2 LADI), in qualità di socio e gerente

con diritto di firma individuale e detentore di una quota sociale di fr.

19'000.-- su un capitale sociale di fr. 20'000.-- della __________ (la sua

iscrizione a RC è rimasta immutata fino alla radiazione d’ufficio della ragione

sociale nell’agosto 2014; cfr. estratto RC; consid. 2.4.) poteva influenzare in

maniera rilevante le decisioni del datore di lavoro.

Il suo ruolo

in seno alla società implicava l’assunzione di un rischio imprenditoriale che

non poteva essere scaricato sull’assicurazione contro la disoccupazione.

In effetti

tra il ricorrente e la __________ esisteva un’identità economica senza una

rigorosa separazione tra i rapporti privati e d’affari (cfr. STF 8C_913/2011

del 10 aprile 2012 consid. 3.3., pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288).

In proposito

va, altresì, evidenziato che la contabilità della Sagl era peraltro tenuta

dalla moglie dell’insorgente, socia - insieme al marito - con una quota di fr.

1'000.-- della società senza diritto di firma (cfr. doc. 20; 21; estratto RC).

Le indennità

di disoccupazione, il cui importo dipende dall’entità del guadagno assicurato,

non possono essere utilizzate quale garanzia del rischio imprenditoriale (cfr. STF

8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STF 8C_840/2010 del 14 gennaio 2011 consid.

3.2; 3.3.; SVR 2009 ALV Nr. 8 pag. 27).

Al riguardo

giova ricordare che finalità dell’assicurazione contro la disoccupazione è di garantire

un’adeguata compensazione della perdita di guadagno, segnatamente, in caso di

disoccupazione ai salariati (cfr. art. 1a LADI; 10 LPGA), ma non il rischio

imprenditoriale (vedi al riguardo l’art. 114 cpv. 2 lett. c Cost. fed., secondo

cui chi esercita un’attività indipendente può assicurarsi facoltativamente, il

quale non è ancora stato concretizzato dal legislatore, cfr. STF 8C_311/2011

del 12 dicembre 2011 consid. 4.4., pubblicata in DTF 138 V 50; STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014 consid. 3.3.; D. Cattaneo,

“Nouvautés en matière d’assurance-chômage” in Quoi de neuf en droit social? Ed.

Stämpli SA, Berna 2009 pag. 67 seg. ,110 ).

Ne discende

che nella presente vertenza un rischio di abuso, già dal profilo oggettivo

(cfr. consid. 2.3.; DTF 128 V 189 consid. 3b; C 9/02 del 19 novembre 2002

consid. 1), non può essere escluso.

Pertanto per

determinare il guadagno assicurato del ricorrente deve essere fatto riferimento

al salario di cui ha effettivamente usufruito nel periodo di calcolo in

questione e non a quello concordato.

Come visto

sopra (cfr. consid. 2.6.), l’assicurato non ha comprovato di aver ricevuto alcuna

remunerazione per i mesi rilevanti nel caso di specie, ossia da febbraio 2013 a

gennaio 2014 (cfr. consid. 2.6.).

Di conseguenza il guadagno

assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per i periodi di

calcolo previsto dall’art. 37 cpv. 1 e 2 OADI (dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio

2014 oppure dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014; cfr. consid. 2.6.) risulta

essere pari a fr. 0.--.

Il

fatto che siano stati pagati i contributi paritetici (cfr. doc. I; 16), non è

poi atto a sovvertire l’esito della vertenza.

In effetti il versamento

di contributi sociali non esclude il rischio di abuso relativamente a un

salario fittizio.

2.8. Alla luce di

tutto quanto esposto, occorre concludere che la Cassa, a ragione, siccome il

guadagno assicurato del ricorrente giusta l’art. 23 LADI per i

periodi di calcolo determinanti (dal 1° agosto 2013 al 31 gennaio 2014 oppure

dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014; cfr. consid. 2.6.; 2.7.) è pari a fr.

0.--, gli ha negato il versamento di indennità di

disoccupazione (cfr. STF 8C_921/2013 del 15 aprile 2014; STF 8C_913/2011 del 10

aprile 2012, pubblicata in DLA 2012 N. 11 pag. 288; STCA 38.2011.3 del 5

settembre 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 83 pag. 460), a prescindere

dall’adempimento o meno degli altri presupposti per avere diritto alle

indennità di disoccupazione di cui all’art. 8 cpv. 1 LADI, in particolare del

periodo di contribuzione secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. e LADI (cfr. SVR 2009

ALV Nr. 8 consid. 5.2; DTF 131 V 444 ai sensi della quale, in primo luogo, dal

profilo del periodo di contribuzione, la sola condizione per il diritto

all'indennità di disoccupazione è, di principio, l'esercizio di un'attività

soggetta a tale obbligo durante il periodo minimo di contribuzione. La

giurisprudenza di cui in DLA 2001 no. 27 pag. 225 - e le sentenze che ne sono

seguite - non deve essere intesa nel senso che, in aggiunta a ciò, deve pure

essere stato versato un salario; per contro, la prova che un salario è stato

effettivamente pagato costituisce un indizio importante per la prova

dell'esercizio effettivo di una attività dipendente. In secondo luogo, allorché

un assicurato non comprova di aver effettivamente percepito un salario,

segnatamente in assenza di bonifici periodici di una remunerazione su un conto

bancario o postale a suo nome, il diritto all’indennità di disoccupazione non

potrà essergli negato in applicazione degli art. 8 cpv. 1 lett. e e 13 LADI, a

meno che venga stabilito che il medesimo ha rinunciato al salario relativo al

lavoro effettuato; STF 8C_875/2009 del 7 dicembre 2009; STF 8C_716/2007 del 26

maggio 2008; STF C 72/06 del 16 aprile 2007; STFA C 267/05 del 19 dicembre 2006

).

In simili condizioni la

decisione su opposizione contestata deve essere confermata.

2.9. Deve ancora essere verificato

se il ricorrente può essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con

il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).

La domanda dell’insorgente

di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo come richiesta di gratuito

patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia di assicurazione

disoccupazione è per principio gratuita (cfr. art. 61 lett. a LPGA; art. 29

cpv. 1 Lptca).

Secondo

l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito

patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza

giudiziaria.

L'art.

2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -

del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13

maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:

"

L’assistenza giudiziaria

garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura

o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle

autorità giudiziarie e amministrative.”

Inoltre

giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione

dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;

all’ammissione al gratuito patrocinio.

I

presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in

principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato

è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di

esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

Il

TCA, nella presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito

della probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre

2010; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001;

STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF

119 Ia 253 consid. 3b).

Tale

presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue

che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,

rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr.

STF 9C_37/2012+9C_106/2012 del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26

settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;

DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese

massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

A

tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole

non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente

che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di

essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un

ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF

8C_26/2010 del 27 maggio 2010;8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05

del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29

agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).

Inoltre,

quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si

eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,

le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125

Considerandi

II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.

Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

Nel

caso concreto, alla luce della LADI e della giurisprudenza pubblicata nella

Raccolta ufficiale delle sentenze del Tribunale federale, nel sito www.bger.ch,

rispettivamente www.sentenze.ti.ch,

nonché nella Rivista ticinese di diritto, la presente vertenza appariva, dopo

un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della

presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano

considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.

In effetti, come esposto

ai considerandi precedenti, dalla rilevante documentazione agli atti emerge in

modo indubbio che l’insorgente non ha comprovato la riscossione di salari

presso la __________ nei periodi determinanti dal 1° agosto 2013

al 31 gennaio 2014 oppure dal 1° febbraio 2013 al 31 gennaio 2014 (cfr. consid.

2.6

; 2.7.) e quindi l’impossibilità in concreto di stabilire un

guadagno assicurato.

Inoltre

gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di

apprezzamento del TCA.

Di

primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva

probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA

38.2007.100

del 25 febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA

35.2002.32

del 9 luglio 2002).

In

simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre

presupposti cumulativi, la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. L’istanza tendente alla

concessione del gratuito patrocinio è respinta.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti