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Decisione

38.2014.66

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

12 agosto 2015Italiano27 min

Source ti.ch

Fatti

1.4. Pendente causa questa Corte

ha interpellato la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in riferimento a

una sua presa di posizione all’attenzione della Cassa del luglio 2014 da cui

emerge che “(…) lo scioglimento di una ditta e la sua liquidazione secondo

l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO, non rientrano nelle condizioni esaustive poste

dall’art. 51 cpv. 1 lett. a e b, oppure 58 LADI per ottenere l’erogazione di

prestazioni per insolvenza” (cfr. doc. 6), invitandola a esporre i motivi per i quali lo scioglimento di una ditta e la

sua liquidazione secondo l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO non possano rientrare

nell’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI, ritenuto che la liquidazione ai sensi

dell’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO avviene secondo le norme del fallimento (cfr.

doc. VI).

L’avv. __________,

aggiunto scientifico della SECO, ha risposto il 28 aprile 2015 (cfr. doc. VII).

1.5. I doc. VI e VII sono stati

trasmessi per osservazioni alle parti (cfr.doc. VIII).

1.6. La Cassa, il 12 maggio 2015, ha riconfermato la propria posizione (cfr. doc. IX).

1.7. L’avv. RA 1, per conto di RI

1, si è pronunciato in merito all’esito dell’accertamento esperito presso la

SECO con scritto del 18 maggio 2015 (cfr. doc. X).

1.8. Il doc. IX è stato trasmesso

per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. XI), mentre il doc. X è stato

inviato per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. XII).

Considerandi

2.1

Oggetto del contendere è la

questione di sapere se la Cassa abbia a ragione o meno negato a RI 1 il diritto

all’indennità per insolvenza fatto valere con domanda pervenuta alla parte

resistente il 19 maggio 2014.

Più precisamente questo

Tribunale deve acclarare se la decisione con la quale il 13 febbraio 2014 il

Pretore del Distretto di __________ ha dichiarato lo scioglimento della società

e ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento in

applicazione dell’art. 731b CO possa essere equiparata a uno dei presupposti di

cui all’art. 51 LADI e consentire, quindi, il riconoscimento del diritto

all’indennità per insolvenza oppure no.

2.2

La ricorrente

ha innanzitutto contestato la decisione su opposizione del 16 ottobre 2014

emessa dalla Cassa per motivi d’ordine formale.

Una lesione

del diritto di essere sentito è stata fatta valere, sostenendo che

l’amministrazione avrebbe violato l’obbligo di motivazione, non confrontandosi

nella decisione su opposizione del 16 ottobre 2014 con le censure da lei

proposte in sede di opposizione (cfr. doc. I pag. 4, 5).

Il diritto

di essere sentito, di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost., comprende, fra l’altro, la

pretesa di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di

pronunciarsi nei considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli

argomenti da esse addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità,

nell'esercizio dei suoi poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non

pertinenti e, d'altro canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea

della portata della decisione che lo riguarda per poterla, se del caso,

impugnare. A tal fine ogni atto decisionale deve menzionare, anche se

brevemente, le considerazioni che ne hanno determinato il convincimento e l’hanno

dunque spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro. L’autorità non è

tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di

diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni

di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STF 9C_112/2010 del 15 febbraio

2011.

consid. 3.2.; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003 consid, 2.1.; STFA H 192/00

del 10 giugno 2002; DTF 121 III 331 consid. 3b;

Albertini, Der verfassungsmässige Ansruch auf rechtliches Gehör im

Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, pag. 368 seg. con

numerosi rinvii).

Nella

presente fattispecie, alla luce dei principi giurisprudenziali appena esposti,

questa Corte non ravvisa delle lacune dal profilo della motivazione della

decisione su opposizione del 16 ottobre 2014 impugnata, atteso che da

quest’ultima emerge chiaramente il motivo per cui la Cassa ha negato

all’insorgente il diritto all’indennità per insolvenza, ovvero il fatto che,

avendo il Pretore del Distretto di __________ pronunciato lo scioglimento della

società e ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al

fallimento in applicazione dell’art. 731b CO, nessuno dei requisiti dell’art.

51.

LADI è in concreto adempiuto (cfr. doc. B).

Del resto l’insorgente,

patrocinata dall’avv. RA 1, ha potuto rendersi conto della portata della

decisione su opposizione emessa nei suoi confronti, visto che l'ha impugnata

dinanzi a questo Tribunale.

La censura sollevata dalla

ricorrente non risulta, dunque, fondata.

2.3

Secondo l'art. 51 cpv. 1 LADI relativo ai presupposti del

diritto:

" I lavoratori soggetti all'obbligo di contribuzione, al servizio di

datori di lavoro che sottostanno in Svizzera ad una procedura d'esecuzione

forzata o che occupano in Svizzera lavoratori, hanno diritto all'indennità per

insolvenza, se:

a. il

loro datore di lavoro è stato dichiarato in fallimento e se a quel momento

vantano crediti salariali oppure

b. il

fallimento non viene dichiarato soltanto perché in seguito a manifesto

indebitamento del datore di lavoro nessun creditore è disposto ad anticipare le

spese o

c. hanno

presentato, contro il loro datore di lavoro, una domanda di pignoramento per

crediti salariali."

L'art.

51.

cpv. 1 lett. b è stato introdotto nella legge in occasione della prima

revisione della LADI del 5 ottobre 1990, in vigore dal 1° gennaio 1992.

L’art. 58 LADI,

concernente la moratoria concordataria, prevede che:

" In caso di

moratoria concordataria o di dilazione giudiziaria del fallimento le

disposizione del presente capitolo sono applicabili per analogia.”

Con sentenza C 62/04

del 26 aprile 2005, pubblicata in DTF 131 V 196, il Tribunale federale delle

assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) ha deciso che l’enumerazione,

all’art. 51 cpv. 1 e all’art. 58 LADI, delle fattispecie che danno diritto a indennità

per insolvenza è esaustiva.

2.4

Nella presente evenienza

dalla documentazione agli atti risulta che RI 1 ha lavorato in qualità di responsabile

di negozio alle dipendenze della __________ dal 1° dicembre 2010 al 31 luglio

2012.

(cfr. doc. 27; 28; 22).

Dopo aver rivendicato

nei mesi di agosto, settembre e ottobre 2012 tramite messaggi di posta

elettronica il pagamento degli stipendi arretrati di giugno e luglio 2012 (cfr.

doc. 17; 18; 19; 20), l’insorgente ha fatto spiccare nei confronti della __________

un precetto esecutivo che è stato notificato a quest’ultima l’11 dicembre 2012

e contro il quale non è stata interposta opposizione (cfr. doc. 16).

Il 17 aprile

2013.

la ricorrente ha inoltrato all’Ufficio esecuzioni di __________ la domanda

di proseguire l’esecuzione (cfr. doc. 8). Il 25 aprile 2013 è stata

conseguentemente notificata alla __________ la comminatoria di fallimento (cfr.

doc. 9).

Il 9 agosto

2013.

nei confronti della __________, che era priva di gerenza e non aveva più

un domicilio legale dal maggio/giugno 2013 (cfr. doc. 12; 13; estratto RC), è

stata emessa una diffida ai sensi dell’art. 154 ORC, dal momento che la società

presentava una lacuna nell’organizzazione imperativamente prescritta dalla

legge. La società è stata quindi diffidata a ristabilire lo stato conforme alla

legge circa l’amministrazione, la gestione, la rappresentanza e/o l’organo di

revisione e notificare la pertinente iscrizione all’ufficio del registro di

commercio entro 30 giorni dalla pubblicazione. In caso contrario l’Ufficio del

registro di commercio avrebbe chiesto al Tribunale, rispettivamente

all’autorità di vigilanza, di prendere le misure necessarie (cfr. doc. 11).

Con

decisione del 13/17 febbraio 2014 il Pretore di __________ ha pronunciato lo scioglimento

della Sagl e ha ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al

fallimento ai sensi dell’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO.

L’art. 731b

cpv. 1 cfr. 3 CO, relativo alla SA e applicabile alla Sagl in virtù del rinvio

di cui all’art. 826 cpv. 2 CO, enuncia che se la società è priva di uno degli

organi prescritti o uno di tali organi non è composto conformemente alle

prescrizioni, un azionista, un creditore o l’ufficiale del registro di commercio

può chiedere al giudice di prendere le misure necessarie. Il giudice può

segnatamente pronunciare lo scioglimento della società e ordinare la

liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento.

Lo scioglimento della __________

e il relativo ordine di liquidazione in via di fallimento sono stati pubblicati

sul Foglio Ufficiale svizzero di commercio (FUSC) il 31 marzo 2014 (cfr.

estratto RC).

La procedura di fallimento

inerente la società è stata sospesa per mancanza di attivo con decreto della

Pretura di __________ del 3 aprile 2014, pubblicato sul FUSC l’8 maggio 2014

(cfr. doc. estratto RC).

La ricorrente ha poi

inoltrato una domanda di indennità per insolvenza pervenuta alla Cassa il 19

maggio 2014 (cfr. doc. 22; 23).

Il 25 giugno

2014.

la Cassa ha sottoposto il caso dell’insorgente alla SECO, la quale,

tramite l’avv. __________, il 2 luglio 2014 ha risposto:

" (…) va

rilevato che lo scioglimento di una ditta e la sua liquidazione secondo l’art.

731b cpv. 1 cfr. 3 CO non rientrano nelle condizioni esaustive poste dall’art.

51.

cpv. 1 lett. a e b, oppure 58 LADI per ottenere l’erogazione di prestazioni

per insolvenza.

Conseguentemente, l’interessata non può pretendere alle indennità

per insolvenza, indipendentemente dagli sforzi profusi per rivendicare il suo

salario.

(…)”. (Doc. 6)

Con decisione del 31

luglio 2014, confermata dalla decisione su opposizione del 16 ottobre 2014, la

Cassa ha negato a RI 1 il diritto all’indennità per insolvenza, in quanto ha

ritenuto che, siccome il Pretore del Distretto di __________ ha pronunciato lo

scioglimento della società e ordinato la liquidazione secondo le prescrizioni

applicabili al fallimento in applicazione dell’art. 731b CO, nessuno dei

presupposti dell’art. 51 LADI è ossequiato (cfr. doc. 5; B).

La __________

in liquidazione è stata radiata d’ufficio in applicazione dell’art. 159 cpv. 5

lett. a ORC il 14 agosto 2014 (cfr. estratto RC).

2.5

Chiamata a

pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte, come già menzionato nei

fatti (cfr. consid. 1.4.), ha interpellato l’avv. __________, aggiunto

scientifico della SECO, con uno scritto del seguente tenore:

" Dalla

documentazione agli atti risulta un Suo scritto del 2 luglio 2014, qui

allegato, in cui, interpellata dalla Cassa il 25 giugno 2014 (cfr. copia delle

lettera annessa), ha indicato quanto segue:

“(….)

In merito rileviamo che la ditta in questione era senza gerenza

dal 26 ottobre 2012, nonché senza domicilio legale dal 5 novembre 2012. Un nuovo

gerente è subentrato dal 15 gennaio al 21 maggio 2013 e la società è rimasta

senza recapito dal 14 giugno 2013. Lo scioglimento è stato ordinato giusta

l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO il 13 febbraio 2014. La procedura di liquidazione

(effettuata secondo le prescrizioni applicabili alla procedura di fallimento) è

stata sospesa il 3 aprile 2014 per mancanza di attivo, con un termine di 3 mesi

per impedire la radiazione della ditta.

Ora, va rilevato che lo scioglimento di una ditta e la sua

liquidazione secondo l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO, non rientrano nelle

condizioni esaustive poste dall’art. 51 cpv. 1 lett. a e b, oppure 58 LADI per

ottenere l’erogazione di prestazioni per insolvenza.

Conseguentemente, l’interessata non può pretendere alle

indennità per insolvenza, indipendentemente dagli sforzi profusi per

rivendicare il suo salario.

(…)”.

Al fine di evadere il ricorso pendente davanti a

questa Corte, la invitiamo cortesemente a esporre i motivi per i quali lo

scioglimento di una ditta e la sua liquidazione secondo l’art. 731b cpv. 1 cfr.

3.

CO non possano rientrare nell’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI, ritenuto che la

liquidazione ai sensi dell’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO avviene secondo le norme

del fallimento.

Al riguardo va rilevato che il Tribunale federale, nella sentenza

5A_137/2013 del 12 settembre 2013 consid. 1.2.2 e 1.2.3, ha

peraltro stabilito che:

“(…) Aufgrund des Auflösungsentscheides des

Richters gemäss Art. 731b Abs. 1 Ziff. 3 OR wird ein normales Konkursverfahren

durchgeführt (LORANDI, a.a.O., S. 1389; Pierre-Alain Recordon, Les premiers pas

de l'article 731b CO, in: SZW 2010 S. 4/5; vgl. Botschaft vom 19. Dezember 2001 zur Revision des OR, BBl. 2001 3148, Ziff. 2.2.3, S.

3232; HENRY PETER/ FRANCESCA CAVADINI, in: Commentaire romand, Poursuite et

faillite, 2005, N. 23 zu Art. 731b OR). Zu Recht

wird in der Lehre geschlossen, dass ein hängiges Konkurseröffnungsverfahren

durch den Auflösungsentscheid gegenstandslos wird ( LORANDI, a.a.O., S. 1389).

1.2.3

Im

konkreten Fall hat das Obergericht am 14. Januar 2013 - mit dem angefochtenen

Entscheid - den gegenüber der Y.________ AG am 17. Oktober 2012 eröffneten

Konkurs aufgehoben und das Gesuch des Beschwerdeführers um Konkurseröffnung

gemäss Art. 190 SchKG abgewiesen. In der Folge ist die Y.________ AG am 28.

Januar 2013 vom Handelsgericht des Kantons Bern nach Art. 731b OR aufgelöst und

ihre Liquidation nach den Vorschriften des Konkurses angeordnet worden; die

hiergegen erhobene Beschwerde in Zivilsachen ist ohne Erfolg geblieben (Urteil

4A_71/2013 vom 22. Mai 2013). Da aufgrund des Auflösungsentscheides des

Handelsgerichts ein Konkursverfahren über die Y.________ AG durchgeführt wird,

ist das zuvor - gestützt auf das Gesuch des Beschwerdeführers - anhängig

gemachte Verfahren betreffend Konkurseröffnung nach SchKG gegenstandslos

geworden.

(…)”.(Doc. VI)

Il 28 aprile 2015 l’avv. __________

ha così risposto:

" Conformemente

al suo invito del 22 aprile scorso ad indicare il perché lo scioglimento di una

ditta e la sua liquidazione secondo l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO non rientri

nell’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI, rispondiamo come segue:

1) I motivi

d’insolvenza sono definiti dalla legge in modo esaustivo (DTF 131 V 196)

2) Il mero fatto

che venga applicata per analogia la procedura fallimentare (“secondo le

prescrizioni applicabili al fallimento”) non basta per ritenere che sia sopravvenuta

la condizione di cui all’art. 51 cpv. 1 lett. a oppure b LADI (DTF del 24

settembre 2012,8C_410/2012; DTF 134 V 88). Tale situazione vale pure in caso

di liquidazione di una successione (art. 597 CC).

Concretamente, quando una

società è posta in liquidazione d’ufficio, non vi è più possibilità di

notificarle un precetto esecutivo. Pertanto un creditore deve opporsi alla

liquidazione entro il termine di tre mesi fissato a questo scopo dall’ufficio

fallimenti ed inoltrare un precetto. In tal modo inizia la normale procedura

fallimentare e l’interessato può, se del caso, inoltrare una domanda di

indennità per insolvenza giusta l’art. 51 cpv. 1 lett. a o b LADI.” (Doc. VII)

2.6

In una sentenza 4A_238/2014 del 19 gennaio 2015, pubblicata in DTF 141 III 43,

il Tribunale federale ha rilevato che quando il giudice, sulla base dell'art. 731b cpv. 1 n. 3 CO, ordina lo scioglimento

della società - in caso di lacune nell'organizzazione della società - e la

relativa liquidazione secondo le disposizioni del fallimento interviene una

normale procedura di fallimento.

Ciò era

peraltro già stato deciso con la STF 5A_137/2013 del 12 settembre 2013,

menzionata al considerando precedente.

Nella DTF

141.

III 43 l’Alta Corte ha, pure, stabilito che la decisione

di scioglimento secondo l'art. 731b cpv. 1 n. 3 CO cresciuta in giudicato non

può essere revocata sulla base dell'art. 195 LEF (“Il giudice del fallimento

ne decreta la revoca e reintegra il debitore nella libera disposizione del suo

patrimonio, quando il debitore provi che tutti i debiti sono stati estinti, il

debitore produca una dichiarazione scritta di tutti i creditori con cui

ritirano le loro insinuazioni, ovvero sia intervenuto un concordato”).

Il TCA

evidenzia, inoltre, che in una recente sentenza 8C_832/2014 del 28 maggio 2015,

destinata alla pubblicazione, la nostra Massima Istanza ha confermato il

giudizio con cui il Tribunale delle assicurazioni sociali del Cantone Zurigo

aveva accolto il ricorso contro il diniego del diritto all’indennità per

insolvenza decretato dalla Cassa nei confronti di un’assicurata che si era

licenziata in quanto, nonostante i solleciti, non era stata pagata per due mesi

dalla Sagl per la quale lavorava da un anno e cinque mesi.

La Cassa

aveva respinto la richiesta di indennità per insolvenza, poiché la società -

che non aveva organi - era stata sciolta e la liquidazione ordinata secondo le

norme del fallimento giusta l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO.

Il Tribunale

federale, che doveva rispondere al quesito se la liquidazione di una società

secondo le disposizioni concernenti il fallimento sulla base dell’art. 731b CO

adempiva o meno una delle fattispecie di cui all’art. 51 cpv. 1 LADI, ha

dapprima ricordato che l’enumerazione all’art. 51 cpv. 1 delle situazioni che

danno diritto a indennità per insolvenza è esaustiva.

L’Alta Corte ha, poi,

stabilito che la decisione di scioglimento di una società ai sensi dell’art.

731b CO va sussunta sotto l’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI, osservando che il

provvedimento con cui un giudice pronuncia lo scioglimento di una società ex art.

731b CO, per quanto concerne le conseguenze giuridiche, equivale all’apertura

del fallimento secondo le norme della LEF. In questa eventualità una

dichiarazione di fallimento ai sensi della LEF è, del resto, esclusa e

conseguentemente i requisiti dell’art. 51 cpv. 1 LADI non potrebbero più essere

adempiuti da parte di un assicurato.

E’ vero che in

caso di scioglimento della società giusta l’art. 731b CO non si è in presenza dell’apertura

del fallimento pronunciata dal giudice del fallimento ai sensi degli art. 171

segg. LEF. E’ altrettanto vero, tuttavia, che l’autorità giudiziaria che ha

emesso la decisione di scioglimento trasmette il caso all’Ufficio dei

fallimenti competente territorialmente al fine di procedere con la liquidazione

secondo le disposizioni del fallimento.

In simili

condizioni, la nostra Massima Istanza ha ritenuto che, dal profilo

dell’indennità per insolvenza, non esista alcuna ragione oggettiva per trattare

differentemente i lavoratori di un ex datore di lavoro che viene liquidato a

seguito di una decisione di scioglimento ex art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO da

quelli nei confronti del cui ex datore di lavoro è stato pronunciato il

fallimento giusta gli art. 171 segg. LEF.

Il TF è,

pertanto, giunto alla conclusione che a ragione la Corte cantonale in

quell’evenienza concreta aveva considerato adempiuta la fattispecie dell’art.

51.

cpv. 1 lett. a LADI.

L’Alta Corte,

in proposito, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

5.1

Nach

konstanter Rechtsprechung ist die Aufzählung der Insolvenztatbestände nach Art.

51.

Abs. 1 AVIG abschliessend (vgl. statt vieler BGE 131 V 196 mit Hinweisen).

Demnach ist zu prüfen, ob der vorliegende Sachverhalt auf einen der dort

genannten Tatbestände zutrifft.

5.2

Wird

wegen einem Mangel in der Organisation einer GmbH ein Verfahren nach Art. 731b

OR notwendig, entscheidet der Richter - unabhängig von den Parteianträgen -

über die Anordnung der angemessenen Massnahmen; d.h. der Kläger nach Art. 731b

OR hat es nicht in der Hand, ob etwa als Folge eines Organmangels nur dieses

neu bestellt oder aber - als ultima ratio - die Gesellschaft aufgelöst wird

(vgl. Botschaft des Bundesrates vom 19. Dezember 2001 zur Revision des

Obligationenrechts [GmbH-Recht sowie Anpassungen im Aktien-, Genossenschafts-,

Handelsregister- und Firmenrecht], BBl 2002 3148, 3232 Ziff. 2.2.3 Aktienrecht

Art. 731b OR; Rolf Watter/Charlotte Pamer-Wieser, in: Basler Kommentar,

Obligationenrecht II, 4. Aufl. 2012, N. 17 zu Art. 731b OR; Marcel

Schönbächler, Die Organisationsklage nach Art. 731b OR, 2013, S. 187 ff.; Henry

Peter/Francesca Cavadini, Commentaire romand, Code des obligations II, 2008, N.

8.

zu Art. 731b OR; Stefan Bürge/Nicolas Gut, Richterliche Behebung von

Organisationsmängeln der AG und der GmbH, SJZ 105/2009 S. 157, 159 f.; Franco Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne Konkurseröffnung - Gedanken

zu Art. 731b OR, AJP 2008 1378, 1384 f.; vgl. auch BGE 136 III 369 E. 11.4 S.

370). Zwar liegt bei der Auflösung der Gesellschaft nach Art. 731b OR keine

Konkurseröffnung durch den Konkursrichter im Sinne der Art. 171 ff. SchKG vor,

doch wird die Sache nach dem Auflösungsentscheid durch das Gericht an das

örtlich zuständige Konkursamt überwiesen, damit es die Liquidation nach den

Bestimmungen des Konkurses durchführt (vgl. Urteil 4A_706/2012 vom 29. Juli

2013.

E. 3). In BGE 141 III 43 hält das

Bundesgericht fest, ordne der Richter gestützt auf Art. 731b Abs. 1 Ziff. 3 OR

die Auflösung der Gesellschaft und deren Liquidation nach den Vorschriften über

den Konkurs an, werde ein normales Konkursverfahren durchgeführt (so bereits Urteil

5A_137/2013 vom 12. September 2013 E. 1.2.2) und ein Widerruf nach Art. 195

SchKG sei als Folge des definitiven Auflösungsentscheids ausgeschlossen. Mit

Urteil 5A_137/2013 vom 12. September 2013 entschied das Bundesgericht, die

Rechtsprechung von Urteil 5A_386/2010 vom 12. April 2011, wonach bei Auflösung

einer Gesellschaft infolge Konkurseröffnung nach SchKG keine Möglichkeit mehr

bestehe, diese infolge Organmangels gemäss Art. 731b OR aufzulösen, gelte auch

in der umgekehrten Konstellation; somit werde ein hängiges Konkursverfahren bei

Auflösung der Gesellschaft durch den Richter nach Art. 731b Abs. 1 Ziff. 3 OR

gegenstandslos. Zwar wird in der Lehre z.T. die Ansicht vertreten, mit Art.

731b Abs. 1 Ziff. 3 OR sei kein neuer Konkursgrund geschaffen worden (vgl.

Bürge/Gut, a.a.O., S. 160; Lorandi, a.a.O., S. 1382; Watter/Pamer-Wieser,

a.a.O., N. 24 zu Art. 731b OR), doch kommt der richterliche Auflösungsentscheid

in seinen Rechtsfolgen einer Konkurseröffnung nach SchKG gleich, so dass dieser

unter Art. 51 Abs. 1 lit. a AVIG zu subsumieren ist. Zudem ist eine

Konkurseröffnung nach SchKG in diesen Fällen ausgeschlossen und die

Erfordernisse von Art. 51 Abs. 1 AVIG können von der versicherten Person gar

nicht mehr erfüllt werden. Schönbächler kommt denn auch zum Schluss, der

Auflösungsentscheid nach Art. 731b OR entspreche hinsichtlich der Anwendung

sozialversicherungsrechtlicher Normen funktional einer Konkurseröffnung

(a.a.O., S. 301; ebenso bereits Lorandi, a.a.O., S. 1393 f.). Unter diesen Umständen gibt es im Rahmen des Gleichbehandlungsgebots nach Art. 8 Abs. 1 BV

keinen sachlichen Grund, Arbeitnehmerinnen und Arbeitnehmer eines (ehemaligen)

Arbeitgebers, welcher infolge eines Auflösungsentscheids nach Art. 731b Abs. 1

Ziff. 3 OR liquidiert wird, anders zu behandeln als jene, über deren

(ehemaligen) Arbeitgeber der Konkurs nach Art. 171 ff. SchKG eröffnet wird.

5.3

Dies

gilt umso mehr im hier zu beurteilenden Fall, wo die Versicherte früh die

Betreibung gegen ihre (ehemalige) Arbeitgeberin einleitete, eine ordentliche

Betreibung auf Konkurs aber mangels rechtskonformer Bestellung der Organe nicht

durchgeführt werden konnte, so dass ihr nur der Weg über eine Klage nach Art.

731b in Verbindung mit Art. 819 OR verblieb, welche mit dem richterlichen Auflösungsentscheid

und damit der Unmöglichkeit einer Erwirkung einer Konkurseröffnung endete (vgl.

dazu die Urteile 4A_238/2014 vom 19. Januar 2015 und 5A_137/2013 vom 12.

September 2013).

5.4

Die

Vorinstanz hat somit zu Recht die Erfüllung des Insolvenztatbestandes nach Art.

51.

Abs. 1 lit. a AVIG bejaht. (…)”

2.7

In concreto, come visto sopra, da una parte, la __________ -

datrice di lavoro di RI 1 fino al 31 luglio 2012 - nei confronti della quale

l’insorgente ha fatto spiccare un precetto esecutivo l’11 dicembre 2012 e ha

richiesto la prosecuzione dell’esecuzione il 17 aprile 2013 (cfr. doc. 8; 16),

essendo rimasta priva di gerenza e di domicilio legale dal maggio/giugno 2013

(cfr. estratto RC; doc. 12; 13), è stata sciolta e la relativa liquidazione è

stata ordinata secondo le disposizioni del fallimento ai sensi dell’art. 731b

cpv. 1 cfr. 3 CO con decreto del Pretore di __________ del 13/17 febbraio 2014,

pubblicato sul FUSC il 31 marzo 2014 (cfr. consid. 2.4.).

Dall’altra,

la ricorrente ha postulato, con domanda pervenuta alla Cassa il 19 maggio 2014,

il riconoscimento del diritto all’indennità di insolvenza in relazione al suo

credito salariale nei confronti della Sagl.

La recente

giurisprudenza federale ha stabilito che la decisione di scioglimento di

una società ai sensi dell’art. 731b CO deve essere sussunta sotto l’art. 51

cpv. 1 lett. a LADI (cfr. consid. 2.6.; STF 8C_832/2014 del 28 maggio 2015).

Il TF, al

riguardo, ha in particolare rilevato che dal profilo dell’indennità per

insolvenza non sussiste alcun motivo oggettivo per trattare differentemente i

lavoratori di un ex datore di lavoro che viene liquidato a seguito di una

decisione di scioglimento ex art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO da quelli nei confronti

del cui ex datore di lavoro è stato pronunciato il fallimento giusta gli art.

171.

segg. LEF.

In effetti, benché

nel caso dell’art. 731b CO non si sia in presenza dell’apertura del fallimento

pronunciata dal giudice del fallimento ai sensi degli art. 171 segg. LEF,

l’autorità giudiziaria trasmette comunque il caso all’Ufficio dei fallimenti

competente territorialmente al fine di procedere con la liquidazione secondo le

disposizioni del fallimento e anche nell’evenienza dello scioglimento di una

società giusta l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO interviene una normale procedura di

fallimento (cfr. consid. 2.6.).

In simili condizioni,

questa Corte ritiene che nel caso di RI 1, analogo a quello deciso dall’Alta

Corte con la sentenza 8C_832/2014 del 28 maggio 2015, si è confrontati con una

fattispecie, ossia lo scioglimento della __________, sua ex datrice di lavoro,

e il relativo ordine di liquidazione secondo le norme del fallimento giusta

l’art. 731b cpv. 1 cfr. 3 CO decretati dal Pretore di __________ nel febbraio

2014.

che rientra nel campo di applicazione dell’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI

(cfr. consid. 2.3.).

Ne discende

che all’insorgente, essendo nel suo caso ossequiato l’art. 51 cpv. 1 lett. a

LADI, potrà essere riconosciuto il diritto all’indennità per insolvenza qualora

adempia tutti gli ulteriori presupposti del diritto all’indennità per

insolvenza, in particolare la condizione relativa all’obbligo generale di

diminuire il danno contemplato all’art. 55 cpv. 1 LADI.

La decisione

su opposizione del 16 ottobre 2014 con cui alla ricorrente è stato negato il

diritto all’indennità per insolvenza è, perciò, da annullare.

Gli atti

vanno trasmessi all'amministrazione, affinché ammesso il presupposto dell'art.

51.

cpv. 1 lett. a LADI, verifichi se sono adempiute anche le altre condizioni

per il riconoscimento del diritto all'indennità per insolvenza.

2.8

Vincente in causa, la

ricorrente, rappresentata da un avvocato, ha diritto all’importo di fr.

1’500.-- a titolo di ripetibili da mettere a carico della Cassa (cfr. art. 61

lett. g LPGA; 30 Lptca).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.Il ricorso è accolto.

§ La

decisione su opposizione del 16 ottobre 2014 è annullata.

§§ Il

presupposto di cui all’art. 51 cpv. 1 lett. a LADI è ossequiato.

§§§ Gli

atti sono retrocessi alla Cassa affinché esamini l’adempimento delle ulteriori

condizioni del diritto all’indennità per insolvenza.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa verserà alla

ricorrente l’importo di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili (IVA compresa).

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti