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Decisione

38.2024.47

Corretta nel principio richiesta di restituzione prestazioni LADI erogate a titolo di anticipo a favore del ric. a fronte di prestazioni che, per lo stesso periodo, sono poi state erogate come indenni

10 febbraio 2025Italiano59 min

Source ti.ch

Fatti

I principi giurisprudenziali

attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati dal TF anteriormente alla

LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto l’egida di questa legge

(cfr. STF 8C_938/2008 del 22 settembre 2009 consid. 3.1.; DTF 130 V 318 consid.

5).

L'obbligo

di restituzione presuppone che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione della decisione con la quale sono state

attribuite le prestazioni (cfr. STF 8C_665/2020 dell’8 giugno 2021 consid.

3.2.; STF 8C_294/2018 del 28 giugno 2018 consid. 4.1.; STF 8C 565/2016 del 26

ottobre 2016 consid. 2; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid.

1.1; DLA 2006 p. 218 e DLA 2006 pag. 158).

La

riconsiderazione e la revisione sono ormai esplicitamente regolate all'art. 53

LPGA, che ha codificato la giurisprudenza anteriore alla sua entrata in vigore

(cfr. STF U 408/06 del 25 giugno 2007; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; STF K

147/03 del 12 marzo 2004; STF U 149/03 del 22 marzo 2004; STF I 133/04 dell'8

febbraio 2005).

Analogamente

alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione

deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in

giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a

indurre a una conclusione giuridica differente (cfr. art. 53 cpv. 1 LPGA; STF

8C_549/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4; STF U 409/06 del 25 giugno 2007; STF

C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14; DTF 127 V 466 consid. 2 a pag.

469).

Più

precisamente le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente passate in

giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o l'assicuratore

scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non

potevano essere prodotti in precedenza (cfr. STF 8C_562/2020 del 14 aprile 2021

consid. 3; STF 8C_562/2019 del 16 giugno 2020 consid. 3.; STF 8C_257/2011 del

14 giugno 2011 consid. 4).

Inoltre

l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio

errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. art. 53 cpv. 2 LPGA;

STF 9C_200/2021 del 1° luglio 2021; STF 8C_624/2018 dell’11 marzo 2019 consid.

2.2.; STF 8C_113/2012 del 21 dicembre 2012 consid. 5.1.; STF U 408/06 del 25

giugno 2007).

Mediante

la riconsiderazione si corregge un’errata applicazione iniziale del diritto,

rispettivamente un’errata constatazione derivante dall’apprezzamento dei fatti,

e meglio “un

accertamento errato dei fatti, nel senso di una valutazione degli stessi”

(cfr. STF 9C_452/2017 del 6 febbraio 2018 consid. 4). Un cambiamento di prassi

oppure di giurisprudenza non giustifica di principio una riconsiderazione (cfr.

DTF 117 V 8 consid. 2c; 115 V 308 consid. 4a/cc). Una decisione è

manifestamente errata, non soltanto quando è stata presa sulla base di norme

giuridiche sbagliate o inappropriate, ma anche quando delle disposizioni

fondamentali non sono state applicate oppure lo sono state in modo

inappropriato (cfr. STF 9C_181/2010 del 12 agosto 2010, consid. 3 con riferimenti).

Una

decisione, per essere considerata manifestamente errata ai sensi dei disposti

di cui all’art. 53 cpv. 2 LPGA, non deve dare spazio ad alcun ragionevole

dubbio, o, in altre parole “Zweifellosigkeit

bedeutet, dass kein vernünftiger Zweifel daran möglich sein darf, dass eine

Unrichtigkeit vorliegt; es ist ein einziger Schluss - eben derjenige auf eine

Unrichtigkeit – möglich” (cfr. DTF 126 V 401; DTF 125 V 393; STF

9C_307/2011 del 23 novembre 2011 consid. 3.2.; STF U 288/05 del 14 dicembre 2005

consid. 2; STF U 378/05 del 10 maggio 2006 consid. 5.2.; STF U 127/05 del 16

agosto 2005 consid. 2.1.; STCA 38.2015.69 del 5 aprile 2016).

In proposito cfr. pure la STF

8C_474/2021 del 19 ottobre 2021 consid. 2.3.

Circa

l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione,

ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, si

veda pure STF 9C_603/2016 del 30 marzo 2017; STF C 24/01 e C 137/01 del 28

aprile 2003; STF C 44/02 del 6 giugno 2002 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.

Questi

principi si applicano anche quando delle prestazioni sono state accordate senza

una decisione formale e che il loro versamento ha comunque acquisito forza di

cosa giudicata (cfr. STF 8C_82/2020 del 12 marzo 2021 consid. 3.2.; STF 8C_434/2011

dell’8 dicembre 2011 consid. 3; STF 8C_719/2008 del 1° aprile 2009 consid.

3.1.; STF C 128/06 del 10 maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1).

2.4. Ai sensi, poi, dell’art. 95 cpv. 1bis

LADI, l’assicurato che ha ricevuto indennità di disoccupazione e che

successivamente riceve per lo stesso periodo rendite o indennità giornaliere

dell’assicurazione invalidità, della previdenza professionale, in virtù della

legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno,

dell’assicurazione militare, dell’assicurazione obbligatoria contro gli

infortuni, dell’assicurazione contro le malattie o assegni familiari legali è

tenuto al rimborso delle indennità giornaliere versate per lo stesso periodo

dall’assicurazione contro la disoccupazione. In deroga all’articolo 25

capoverso 1 LPGA, l’importo da restituire è limitato alla somma delle

prestazioni versate per lo stesso periodo dalle istituzioni summenzionate

Per

quanto attiene all’art. 95 cpv. 1bis LADI, dal Messaggio concernente

la revisione della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28

febbraio 2001, in FF 2001 pag. 1967 segg., in cui è stato specificato che

questo capoverso contribuisce a semplificare il lavoro amministrativo e le

relazioni tra l’assicurazione e gli assicurati, emerge che:

"

Art. 95 Restituzione di prestazioni

Capoverso 1bis (nuovo):

secondo l’articolo 15 capoverso 3 OADI, l’assicurato che presenta una domanda

all’assicurazione per l’invalidità o a un’altra assicurazione sociale è

considerato idoneo al collocamento sino alla decisione di tale assicurazione.

Se l’AI riconosce retroattivamente un grado

d’invalidità, l’assicurazione contro la disoccupazione esigerà la restituzione

delle prestazioni conformemente al grado di invalidità riconosciuto. Se la

restituzione avviene mediante compensazione, non vi sono problemi. Per contro,

la regola attuale che consiste nel far rimborsare dall’assicurato la parte non

coperta dalla compensazione risulta non solo problematica ma a volte anche

traumatica. La nuova disposizione intende cambiare questa situazione.”

(FF 2001 pag. 2026).

Sull’interpretazione

dell’art 95 cpv. 1bis LADI si confronti anche la STF 8C_43/2012 del

7 settembre 2012, in particolare ai consid. 2.11. e 2.12..

In

quella fattispecie, che comunque differisce dalla presente, l’Alta Corte si era

chinata sul caso di un ricorrente che aveva beneficiato di indennità

giornaliere dell'assicurazione disoccupazione al 100% dal 19 aprile 2005 per

fr. 198.30, che pertanto era assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso

l'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI),

che si era procurato un trauma contusivo cervicale, lombare e al ginocchio

sinistro, al quale l'assicuratore infortuni aveva versato indennità giornaliere

di fr. 113.75 dal 31 ottobre 2006 al 9 ottobre 2008 per un totale di fr.

80'562.50, in virtù di un'inabilità lavorativa al 100%.

Il

medesimo, con effetto retroattivo al 1° settembre 2004 era, poi, stato posto al

beneficio di una mezza rendita di invalidità da parte dell'assicurazione

invalidità (AI; grado di invalidità del 55%), di modo che la Cassa, in seguito

alla concessione della rendita di invalidità, aveva chiesto la restituzione

delle indennità di disoccupazione (riconosciute a quell’assicurato tenuto conto

di una capacità lavorativa del 45% e pari cadauna a soli fr. 89.25) versategli

per fr. 36'621.40. In quel caso, l'importo chiesto in restituzione era stato

compensato con prestazioni dell'AI (fr. 13'638.75) e della previdenza

professionale (fr. 22'892.65).

Preso

atto della decisione della Cassa disoccupazione, l'INSAI, con decisione del 26

novembre 2010, aveva in quel caso, da parte sua, rettificato l'ammontare

dell'indennità giornaliera erogata in seguito all'infortunio del 28 ottobre

2006, riducendola a fr. 58.60 per sette giorni settimanali, e comunicato che

l'importo chiesto in restituzione, di fr. 39'073.50, sarebbe stato compensato

con gli arretrati dell'AI, riservandosi di comunicare in seguito un eventuale

scoperto.

2.5. In

una sentenza 8C_381/2020 dell’11 settembre 2020, il Tribunale federale, nel

caso di un assicurato che, inabile al lavoro, si era iscritto in disoccupazione

e che, avendo beneficiato delle prestazioni LADI, si è poi visto versare le IPG

malattia dall’assicuratore LCA e conseguentemente richiedere la restituzione di

quanto anticipato dalla Cassa che pretendeva una restituzione di un ammontare maggiore

(fr. 27'876.10) rispetto a quanto erogato successivamente dall’altra

assicurazione (fr. 24'963.65), ha ribadito che:

"

4.1. Wie das kantonale

Gericht darlegte, ist gemäss Art. 95 Abs. 1bis AVIG eine versicherte

Person, die Arbeitslosenentschädigung bezogen hat und später für denselben

Zeitraum Renten oder Taggelder der Invalidenversicherung, der beruflichen

Vorsorge, aufgrund des Erwerbsersatzgesetzes vom 25. September 1952, der

Militärversicherung, der obligatorischen Unfallversicherung, der

Krankenversicherung oder gesetzliche Familienzulagen erhält, zur Rückerstattung

der in diesem Zeitraum bezogenen Arbeitslosentaggelder verpflichtet. Die

Rückforderungssumme beschränkt sich in Abweichung von Art. 25 Abs. 1

ATSG auf die Höhe der von den genannten Institutionen für denselben

Zeitraum ausgerichteten Leistungen. Unter diese Gesetzesbestimmung sind

gemäss BGE

142 V 448 nicht nur

Taggelder der sozialen Krankenversicherung, sondern auch

Krankenversicherungsleistungen nach VVG zu subsumieren.” (sottolineatura della redattrice),

precisando,

poi, al consid. 4.2., che il senso e lo scopo della seconda frase dell’art. 95

cpv. 1bis LADI (“In deroga all’articolo 25 capoverso 1 LPGA, l’importo da

restituire è limitato alla somma delle prestazioni versate per lo stesso

periodo dalle istituzioni summenzionate”) è quello di limitare l’importo di

quanto chiesto all’assicurato in restituzione da parte della Cassa in relazione

a quanto ella ha anticipato per rapporto alle prestazioni successivamente

riconosciute da altre assicurazioni; mira quindi ad evitare che l’assicurato

debba restituire quanto non riconosciutogli da altri assicuratori rispetto alla

Cassa:

"

4.2. In Auslegung

von Art. 95 Abs. 1bis AVIG erwog die Vorinstanz, die

Rückerstattungspflicht der Arbeitslosentaggelder beschränke sich auf die Höhe

der ausgerichteten und damit erhaltenen Leistungen, sodass keine über eine

nachträglich zugesprochene Leistung einer anderen Sozialversicherung

hinausgehende Verrechnung möglich sei. Die Arbeitslosenkasse könne daher die

über den dem Versicherten mit Entscheid vom 18. Januar 2018 zugesprochenen

Betrag an Krankentaggeldern von Fr. 24'963.65 hinausgehende Rückforderung nicht

verrechnen und nicht direkt beim Versicherten beziehen. Allfälligen

Einwendungen gegen den Entscheid vom 18. Januar 2018 stehe dessen Rechtskraft

entgegen”.

In un’altra sentenza

8C_108/2023 del 16 agosto 2023, l’Alta Corte ha trattato il caso di un

assicurato che, dopo aver subito un infortunio che ne aveva comportato la

parziale inabilità, si era visto disdire il contratto di lavoro con effetto al

31 gennaio 2014 ed al quale dal giorno seguente sono state riconosciute le

prestazioni LADI, poi erogate nella misura di totali fr. 50'577.50.

Egli,

per il periodo dal 1° aprile 2014 al 31 marzo 2015, in cui gli erano state

anticipate le indennità dalla Cassa, ha successivamente beneficiato anche di

prestazioni LAINF nella misura di fr. 12'569.05, laddove l’assicuratore LAINF

aveva tenuto in considerazione un’inabilità del 20%. Nel novembre 2015,

quell’assicurato si era, poi, visto riconoscere per il periodo dal 1° febbraio

2014 al 31 marzo 2015 dall’UAI mezza rendita.

Da

un successivo accordo (“Vereinbarung”; cfr. consid. 4.2.1.), era emerso

che l’assicuratore LAINF, oltre ai fr. 12'569.05, aveva erogato altri fr.

12'096.10 all’assicurato.

In

quel caso, quindi, l’Alta Corte ha rammentato che la Cassa aveva diritto alla

restituzione di quanto anticipato all’interessato nella misura in cui

l’assicuratore infortuni era tenuto a fornire, per lo stesso periodo in cui

erano state erogate le prestazioni LADI, le proprie prestazioni (consid. 3).

Quanto

chiesto in restituzione dalla Cassa doveva essere limitato nella misura di

quanto effettivamente versato dall’altra assicurazione per quello stesso

periodo (consid. 3).

Riferito

al medesimo periodo per il quale erano state anticipate le indennità dalla

Cassa, quindi, non solo l’ammontare di fr. 12'569.05 doveva essere restituito,

ma anche i fr. 12'096.10 successivamente riconosciuti dall’assicuratore LAINF a

quell’assicurato (cfr. consid. 4.2.2.).

2.6. L’art.

94 LADI prevede che le restituzioni e le prestazioni esigibili in virtù della

presente legge (LADI) possono essere compensate reciprocamente così come con

restituzioni e rendite o indennità giornaliere esigibili dell’AVS,

dell’assicurazione invalidità, della previdenza professionale, in virtù della

legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno,

dell’assicurazione militare, dell’assicurazione obbligatoria contro gli

infortuni, dell’assicurazione contro le malattie, nonché con prestazioni

complementari dell’AVS/AI e con assegni familiari previsti dalla legge (cpv.

1).

Se

una cassa ha annunciato la compensazione di una prestazione esigibile a

un’altra assicurazione sociale, quest’ultima non può più liberarsi versando le

prestazioni all’assicurato. Questa regola vale anche nel caso inverso (cpv. 2).

Gli

organismi d’assistenza pubblici o privati che hanno effettuato anticipi a scopo

di sostentamento per un periodo in cui vengono versate retroattivamente

indennità giornaliere possono esigere l’arretrato di queste indennità fino a

concorrenza dei loro anticipi. Fino a tale importo, il diritto all’indennità

giornaliera non è soggetto a esecuzione forzata (cpv. 3).

In

una sentenza 8C_517/2009 del 25 maggio 2010, pubblicata in DTF 136 V 195,

l’Alta Corte, in un caso in cui ha stabilito che se l'assicurazione invalidità

in caso di un grado d'invalidità del 63% versa una rendita intera invece di tre

quarti di rendita in conseguenza del contemporaneo diritto a una rendita per

vedova o vedovo dell'AVS, il tasso d'invalidità rimane elemento di riferimento

per l'adeguamento del guadagno assicurato e per la determinazione di un

eventuale diritto della cassa disoccupazione di chiedere la restituzione, ha

precisato che secondo il Messaggio del Consiglio federale l’introduzione

dell’art. 95 cpv. 1bis LADI, in vigore dal luglio 2003, permette di evitare che

un assicurato debba essere tenuto al rimborso della parte concernente la

pretesa di restituzione non coperta dalla compensazione.

Ci

si è così attenuti al principio della congruenza temporale secondo cui la

restituzione (art. 95 cpv. 1bis LADI) e la compensazione (art. 94 cpv. 1 LADI)

vanno limitate alle prestazioni che vengono erogate

per lo stesso periodo.

In

merito alla compensazione (art. 94 LADI), l’Alta Corte, in una sentenza

8C_804/2017 del 9 ottobre 2018, pubblicata in DLA 2018 n. 15 p. 354, ha avuto

modo di rammentare che:

" 3.2. Sur le plan procédural, l'extinction

de la créance en restitution par voie de compensation ne peut intervenir, aux

conditions requises, qu'une fois qu'il a été statué définitivement sur la

restitution et sur une éventuelle demande de remise de l'obligation de

restituer. L'opposition et le recours formés contre une décision en matière de

restitution ont un effet suspensif (DTA 1990 no 1 p. 13 consid 1; arrêt

8C_130/2008 précité consid. 3.2; RUBIN, op. cit., n° 7 ad art. 94 LACI). Une compensation immédiate ferait perdre à

l'assuré la possibilité de contester la restitution et, le cas échéant, de

demander une remise de l'obligation de restituer (DTA 1977 no 19 p. 90; RUBIN,

op. cit., n° 7 ad art. 94 LACI).

3.3. Une remise de l'obligation de restituer

n'entre toutefois pas en considération dans la mesure où cette obligation peut

être éteinte par compensation avec des prestations d'autres assurances

sociales, soit lorsque des prestations déjà versées sont remplacées par d'autres

prestations, dues à un autre titre, et que la compensation intervient entre ces

prestations conformément au principe de concordance temporelle. Dans cette

éventualité, la fortune de l'intéressé astreint à l'obligation de restituer ne

subit aucun changement qui le mettrait dans une situation difficile, de sorte

que la question de la remise n'a pas à être examinée (ATF 127 V 484 consid. 2b p. 487; RUBIN, op.

cit., n° 13 ad art. 94 LACI). On est toutefois en dehors de ce cas de

figure en l'espèce”.

2.7. Nella presente evenienza, dalla

documentazione agli atti emerge che il 24 febbraio 2020 RI 1 è stato assunto

alle dipendenze della __________ in qualità di infermiere all’80%, a tempo

indeterminato, per uno stipendio annuo lordo di fr. 68'199.20 (13 mensilità),

con un periodo di prova di tre mesi (cfr. doc. 4).

Il

rapporto di lavoro è, poi, concretamente iniziato il 16 marzo 2020 (cfr. doc. 2

e 3).

L’8

giugno 2020, il ricorrente ha “subito un infortunio non professionale che ha

causato una contusione lombare in seguito alla quale è stato dichiarato inabile

al lavoro al 100% (…). Il caso è stato assunto dall’assicurazione contro gli

infortuni, __________, che il 2 ottobre 2020 ha stabilito come i disturbi

“attualmente non risultano più in relazione di causalità con l’evento dell’8

giugno 2020” ed ha chiuso il caso con effetto dal 9 ottobre 2020. Accertata la

presenza di una malattia inabilitante, dal 9 ottobre 2020 è subentrata la __________,

quale assicurazione di perdita guadagno collettiva del datore di lavoro (cfr.

STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023, consid. 1.1.).

L’assicuratore

LCA in questione “ha cominciato a versare le prestazioni dall’8 novembre

2020 compreso (…), ossia dopo 30 di carenza, fino al 31 luglio 2021” (cfr.

STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023 consid. 2.13.).

Il

29 marzo 2021, RI 1 ha “formulato formale richiesta di prestazioni AI”

(cfr. doc. I) ed in data 8 aprile 2021 l’Ufficio dell’assicurazione invalidità

gli ha comunicato di avere ricevuto la sua richiesta di prestazioni (cfr. doc.

15)

Dallo

“scioglimento del contratto di lavoro” in atti risulta che la disdetta

del rapporto lavoro è stata intimata all’assicurato dal datore di lavoro “considerato

il periodo di prova ancora in essere, non avendo risposto alle nostre

aspettative”; “il termine viene fissato per il 22 aprile 2021” (cfr. doc.

5).

“__________”,

rammenta il ricorrente, “ha negato ed interrotto il pagamento delle

prestazioni assicurative di indennità giornaliera del signor RI 1 a far tempo

dal 31.7.2021, ritenendo chiuso il caso ed invocando sostanzialmente la

mancanza comunicazione, rispettivamente l’assenza di copertura assicurativa LCA

per le affezioni di natura psichica e l’assenza in ogni caso di patologie

inabilitanti a far tempo dal 1.8.2021” (cfr. doc. I).

Il

ricorrente si è iscritto presso l’Ufficio regionale di collocamento di __________

a decorrere dal 1° luglio 2021 (cfr. doc. 1), data in cui ha pure presentato la

propria domanda d’indennità di disoccupazione, dicendosi disposto e capace a

lavorare a tempo pieno, precisando di essere abile nella misura del 20%, nonché

di avere fatto richiesta di prestazioni AI ed indicando che la fine del

rapporto di lavoro è dipesa dalla volontà del datore, che il 16 aprile 2021 ha

disdetto il contratto in essere con effetto dal 22 aprile successivo (cfr. doc.

2).

In

particolare, l’assicurato ha indicato che, a quel momento, era inabile per

infortunio al 100% dall’8 giugno all’8 ottobre 2020 e per malattia al 100% dal

9 ottobre 2020 al 30 giugno 2021 (cfr. doc. 2).

Analoghe

informazioni emergono dall’attestato sottoscritto dal datore di lavoro (__________),

con la precisazione che la disdetta sarebbe stata notificata il 15, e non il

16, aprile 2021 (cfr. doc. 3).

Il

26 luglio 2021, la Cassa ha comunicato ad RI 1 le “principali condizioni del

diritto all’indennità di disoccupazione”, informandolo che “dal

01.08.2021 ha diritto all’indennità di disoccupazione secondo il dettaglio che

segue:

" - guadagno assicurato CHF 5’683

- indennità giornaliera CHF 183.30

lordi

- indennità mensile media CHF 3'977.60

lordi

- periodo di attesa generale 10 giorni

- periodo di attesa speciale 0 giorni

- diritto agli assegni familiari No

- numero massimo di indennità giornaliere

che può percepire entro il 31.7.2023 (data di scadenza del termine quadro per

la riscossione) = 400 indennità” (cfr. doc. 14).

Il

16 novembre 2021, la Cassa ha comunicato all’Istituto delle assicurazioni

sociali, e più precisamente all’Ufficio invalidità, che RI 1 aveva segnalato di

avere rivendicato anche le prestazioni AI. Contestualmente, l’amministrazione

ha chiesto all’Ufficio invalidità di “comunicarci il grado di invalidità

accertato e le eventuali prestazioni. Se sono previste prestazioni da parte del

vostro istituto, chiediamo sin d’ora la compensazione del rimborso delle nostre

prestazioni con i vostri pagamenti retroattivi” (cfr. doc. 17).

Il

19 novembre successivo, l’Ufficio assicurazione invalidità ha comunicato alla

Cassa che “attualmente la pratica del signor RI 1 si trova in fase di

valutazione presso il nostro Servizio Integrazione Professionale” (cfr.

doc. 18).

Con

Considerandi

decisione del 7 giugno 2022, l’Ufficio assicurazione invalidità ha segnalato

alla Cassa che le condizioni per il diritto all’indennità giornaliera AI per RI

1.

erano soddisfatte durante il provvedimento di integrazione dal 9 maggio 2022

al 3 giugno 2022, stabilendo, sulla base di un reddito annuo determinante di

fr. 68'199.-, in fr. 149.60 le indennità giornaliere AI (cfr. doc. 20). Per

quel periodo, poi, all’assicurato sono stati corrisposti fr. 3'444.45 a valere

quale totale delle indennità giornaliere AI (cfr. doc. 21).

Con

STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023, questa Corte, nella vertenza che vedeva

opposti il ricorrente e la __________ – laddove il primo chiedeva la condanna

della seconda al pagamento di “complessivi fr. 73'222.50, oltre interessi di

mora del 5% dal 15 marzo 2022” (cfr. STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023,

consid. 1.13) – ha condannato l’assicuratore LCA a “versare ad RI 1 fr.

68'760, oltre interessi al 5% dal 24 agosto 2022 al 22 dicembre 2022 su fr.

57'600 e da 23 dicembre 2022 su fr. 68’760”.

__________

è stata con ciò chiamata a corrispondere all’assicurato le piene indennità

giornaliere (pari a fr. 160.- cadauna) dall’8 novembre 2020 al 29 ottobre 2022.

Con

scritto di data 11 dicembre 2023, l’avv. RA 1 ha comunicato alla Cassa quanto

segue in relazione alla pronuncia di questa Corte nell’inc. 36.2022.49:

" (…) la sentenza si fonda sulle valutazioni d’ordine medico che hanno

confermato una completa inabilità lavorativa (IL al 100%) fino al 27.10.2021 e

al 50% dal 28.10.2021 in attività adeguate. Le IG di malattia dovute da __________

sono quindi state riconosciute al signor RI 1 dal 8.11.2020 per 720 giorni,

ossia sino al 29.10.2022.

Ne discende che dal 28.10.2021 il signor RI 1 è da considerarsi abile

al lavoro al 50% e quindi collocabile in questa misura.

A nostro modo di vedere CO 1 ha diritto di ricevere la restituzione

delle IG LADI nette erogate sino al 28.10.2021 ed il 50% delle IG versate in

seguito e ciò a fronte della sua non collocabilità in questa misura.

Il signor RI 1, posto il mancato diritto alla IG LADI sino al

27.10

, poiché non collocabile, chiede in via principale lo spostamento del

dies a quo delle IG LADI dal 28.10.2021 (al 50%) e conseguente riconoscimento

dell’intero periodo di diritto alla riscossione da quella data ed in via

subordinata di poter beneficiare del diritto alle stesse anche per il periodo

dal 20.3.2023 al 31.07.2023, data della fine del termine quadro, durante il

quale egli ho ossequiato tutti i suoi obblighi e oneri legali” (cfr. doc. 28)

Con

“progetto di decisione” del 5 gennaio 2024, l’Ufficio assicurazione

invalidità ha indicato che RI 1 “presenta i seguenti periodi di inabilità

lavorativa”:

"

- in attività abituale quale

infermiere: 100% dal 08.06.2020”

- in attività adeguate allo stato

di salute: 100% dal 08.06.2020; 50%

dal 28.10.2021”

e

precisato che il confronto dei redditi nel caso concreto “permette (…) di

determinare una perdita di guadagno, rispettivamente un grado AI, pari al 65%”,

dal 1° gennaio 2024 pari, poi, al 69%.

L’Ufficio

assicurazione invalidità ha, pertanto, previsto di decidere quanto segue:

"

(…) Dal 01.06.2021 (ovvero alla

scadenza dell’anno di attesa) il signor RI 1 ha diritto ad una rendita intera

di invalidità con un grado del 100%.

Dal 01.02.2022, ciò 3 mesi dopo il miglioramento dello stato di salute,

egli ha diritto ad una rendita con un grado del 65%.

Dal 01.01.2024, con l’entrata in vigore della modifica di ordinanza,

egli ha diritto ad una rendita con un grado del 69%” (cfr. doc. 29).

Con

decisione del 21 marzo 2024, la Cassa ha, come visto, chiesto la restituzione

delle prestazioni di indennità giornaliera, indica il ricorrente, “al 100%

versate dal 1.8.2021 al 29.10.2022 per un importo di CHF 53'366.40” (cfr. doc.

I; supra consid. 1.1.).

Dal

“dettaglio correzioni pagamenti” in atti, relativo alle indennità

giornaliere corrisposte da __________, emerge quanto segue:

IG __________

Giorni civili

IG Malattia

8.2021

160.

31.

4960.

9.2021

160.

30.

4800.

10.2021

160.

31.

4960.

11.2021

160.

30.

4800.

12.2021

160.

31.

4960.

1.2022

160.

31.

4960.

2.2022

160.

28.

4480.

3.2022

160.

31.

4960.

4.2022

160.

30.

4800.

5.2022

160.

31.

4960.

6.2022

160.

30.

4800.

7.2022

160.

31.

4960.

8.2022

160.

31.

4960.

9.2022

160.

30.

4800.

10.2022

160.

28.

4480.

totale

454.

72640.

(cfr. doc. 40).

Il

26.

giugno 2024, la Cassa ha chiesto al ricorrente di specificare “per quali

motivi richiede in restituzione le indennità di disoccupazione nella misura del

50% dal 28.10.2021 al 29.10.2022 mentre per lo stesso periodo è stato pagato da

__________ con l’indennità giornaliera piena” (cfr. doc. 37).

Con

riscontro del 2 luglio 2024, il legale di RI 1 ha precisato quanto segue:

"

(…) il signor RI 1 non chiede la

restituzione delle IG LADI in misura del 50%. Egli contesta la richiesta di

restituzione delle IG LADI nella misura dei CHF 53'366.40 da voi pretesi.

Come da voi riconosciuto, il signor RI 1 è risultati inabile al lavoro

al 100% dal 1.8.21 e al 50% dal 28.10.2021, come peraltro risulta dal progetto

di decisione AI del 5.1.2024.

Ne consegue che dal 29.10.2021 egli era collocabile in misura del 50%.

Disoccupato ed abile al lavoro al 50% dal 29.10.2021, il signor RI 1,

che ha peraltro sempre rispettato le prescrizioni URC-LADI ha quindi

legittimamente maturato il diritto a percepire le indennità di disoccupazione

al 50% per il periodo dal 29.10.2021 in avanti.

Da quel momento, la restituzione delle IG LADI deve quindi interessare

unicamente la quota del 50% di inabilità lavorativa dell’assicurato” (cfr. doc.

38).

Con

la decisione su opposizione del 17 settembre 2024, la Cassa ha confermato il

proprio precedente provvedimento (cfr. supra consid. 1.3.)

Con

decisione del 15 ottobre 2024, per quanto attiene al periodo oggetto della

presente vertenza, il TCA rileva che per il mese di ottobre 2022, dopo che da

ultimo con decisione su opposizione del 17 settembre 2024 la Cassa aveva

chiesto la restituzione dell’integralità delle prestazioni versate per ottobre

2022.

all’assicurato, ha, invece, ricalcolato quanto spettava al medesimo per

quel mese, in fr. 90.15 (cfr. doc. 43; 47.29-31).

La

Cassa ha poi richiesto alla Cassa __________ la compensazione di quanto versato

per il periodo da novembre 2022 a marzo 2023, per un totale di fr. 5'020.23

(cfr. doc. 44).

Con

decisione di restituzione del 19 settembre 2024, poi, la Cassa, sulla base di

quanto comunicato dall’UAI il 6 settembre precedente - nel senso che

all’assicurato “sarebbe stata corrisposta una rendita in considerazione di

un grado di invalidità del 100% dal 01.09.2021 al 31.01.2022, del 65% dal

01.02.2022

al 31.12.2023 e del 69% dal 01.01.2024” - ha chiesto

all’assicurato la restituzione di fr. 9'843.75, precisando che “di tale

importo, CHF 5'020.25 sono compensati con le prestazioni dell’assicurazione

invalidità per il medesimo periodo” (cfr. doc. 45).

Infine,

con decisione del 27 settembre 2024 (contestata innanzi a questa Corte con

ricordo del 24 ottobre 2024; cfr. inc. TCA 32.2024.82), l’UAI ha confermato che

i presupposti “del diritto per una rendita d’invalidità”, nel caso di RI

1, sono soddisfatti, precisando che “il suo diritto alla rendita ammonta al

69.

per cento di una rendita di invalidità intera” e quindi a mensili fr.

1'116.-, riconoscendo un pagamento retroattivo per il periodo dal 1 gennaio al

30.

settembre 2024 di fr. 10'044.- (cfr. doc. 46).

Per

il periodo dal 1° febbraio 2022 al 31 dicembre 2023, con un’altra decisione del

27.

settembre 2024, l’UAI ha riconosciuto il diritto alla rendita al 66 per

cento di una rendita d’invalidità intera, per mensili fr. 1'041.- dal 1°

febbraio al 31 dicembre 2022 e di fr. 1'068.- dal 1° gennaio al 31 dicembre

2023.

(cfr. all. a doc. 46).

Per

il periodo da 1° settembre 2021 al 31 gennaio 2022, infine, al ricorrente è

stato riconosciuto il diritto ad una rendita intera d’invalidità, per totali

fr. 1'577.- mensili (cfr. all. a doc. 46).

2.8

Chiamata

a pronunciarsi questa Corte ricorda che le censure ricorsuali si limitano ad

una parte di quanto chiesto in restituzione dalla Cassa per il periodo dal 28

ottobre 2021 al 29 ottobre 2022, e meglio al 50% delle prestazioni LADI

riconosciute nel lasso temporale in questione. Per il resto, il ricorrente non

contesta né la restituzione delle prestazioni LADI anticipategli nel merito ed

in quanto tale, né il loro ammontare (cfr. supra consid. 1.4. e doc. I).

In

concreto, è a ragione che la Cassa – pur fondandosi, erroneamente, sull’art. 28

LADI (che concerne “gli assicurati la cui capacità lavorativa o la cui idoneità al

collocamento è temporaneamente inesistente o ridotta per malattia (art. 3

LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o gravidanza e che non possono pertanto

adempiere le prescrizioni di controllo hanno diritto all’intera indennità

giornaliera purché soddisfino gli altri presupposti. Questo diritto dura al

massimo sino al 30° giorno dopo l’inizio dell’incapacità totale o parziale al

lavoro ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine quadro” e quindi non la situazione di RI 1) anziché sull’art. 15 LADI, applicabile invece

al caso di specie (cfr. supra consid. 2.2.) - ha chiesto al ricorrente la

restituzione delle prestazioni LADI anticipate tra il 1° agosto 2021 ed il 29

ottobre 2022, nella misura in cui, successivamente, per quello stesso periodo, RI

1.

ha percepito indennità giornaliere per malattia dalla __________.

Nel

caso di specie, quando al ricorrente sono state riconosciute le prestazioni

LADI, egli, infortunatosi a giugno 2020, aveva già inoltrato, precisamente il

29.

marzo 2021, una domanda di prestazioni AI.

Dal

canto suo, la __________ aveva interrotto (dal 31 luglio 2021) l’erogazione

delle indennità che gli corrispondeva sin dall’8 novembre 2020 (cfr. supra

consid. 2.7.).

Le indennità di disoccupazione

versate dalla Cassa a far tempo dal 1° agosto 2021 devono, pertanto essere

considerate come degli anticipi da parte della Cassa di

disoccupazione fino al momento del riconoscimento del diritto a prestazioni di

un altro assicuratore, ed in concreto della __________.

Con

STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023, questa Corte ha, come visto (cfr. supra

consid. 2.7.), condannato l’assicuratore LCA a “versare ad RI 1 fr. 68'760,

oltre interessi al 5% dal 24 agosto 2022 al 22 dicembre 2022 su fr. 57'600 e da

23.

dicembre 2022 su fr. 68’760”.

__________

è stata con ciò chiamata a corrispondere all’assicurato le indennità complete

(pari a fr. 160.- cadauna) dall’8 novembre 2020 al 29 ottobre 2022, quindi in

parte (e meglio nella misura risultante dalla tabella in atti, riprodotta al

precedente considerando) anche per il periodo in cui RI 1 ha beneficiato delle

prestazioni LADI.

L’assegnazione

di tali prestazioni costituisce un fatto nuovo che giustifica una revisione

delle decisioni di erogazione delle indennità di disoccupazione (cfr. supra

consid. 2.3. e STF 8C_381/2020 dell’11 settembre 2020, consid. 3.; STF

8C_765/2015 del 4 marzo 2016, consid. 5.2.).

In concreto, stando alla tesi

ricorsuale, per il periodo dal 28 ottobre 2021 al 29 ottobre 2022, al

ricorrente potrebbe essere richiesta unicamente la metà di quanto erogato dalla

Cassa a titolo di anticipo delle indennità disoccupazione, e meglio

corrispondente alla residua capacità lavorativa del medesimo per quel periodo,

pari al 50% (cfr. supra consid. 1.4. e doc. I).

Il TCA rileva, tuttavia, che in

quel lasso temporale RI 1 ha ricevuto da __________ le piene indennità (fr.

160.

- cadauna) e rammenta, pure che dalla STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023

risulta che “globalmente l’assicurato è stato inabile al 100% fino al 27

ottobre 2021 ed al 50% (presenza piena, rendimento ridotto) dal 28 ottobre 2021”

(cfr. STCA 36.2022.49 del 6 novembre 2023, consid. 2.7., pag. 24).

Come esposto al consid. 2.5., la

giurisprudenza federale ha già stabilito che Cassa ha diritto alla restituzione

delle prestazioni versate a titolo di anticipi nella misura in cui, per lo

stesso periodo l’altro assicuratore sociale è tenuto a fornire congrue prestazioni.

Nel caso di specie, quindi, è a

ragione che la Cassa ha chiesto la restituzione delle prestazioni LADI erogate

a titolo di anticipo a favore del ricorrente a fronte di prestazioni che, per

lo stesso periodo, sono poi state erogate anche da __________.

Questa Corte non

ignora il fatto che il ricorrente abbia asserito a più riprese che la

restituzione non si giustifica dal momento che non vi sarebbe alcun

sovraindennizzo (cfr. supra consid. 1.4. e doc. I).

Al proposito, il

TCA rileva che ai sensi dell’art. 69 cpv. 1 LPGA il

concorso di prestazioni delle varie assicurazioni sociali non deve provocare un

sovraindennizzo dell’avente diritto. Per il calcolo del sovraindennizzo sono

considerate soltanto le prestazioni di medesima natura e destinazione fornite

all’avente diritto in base all’evento dannoso.

Vi è sovraindennizzo se le prestazioni sociali legalmente dovute

superano il guadagno di cui l’assicurato è stato presumibilmente privato in

seguito all’evento assicurato, incluse le spese supplementari provocate dallo

stesso evento ed eventuali diminuzioni di reddito subite da congiunti (cpv. 2).

Le prestazioni pecuniarie sono ridotte dell’importo del

sovraindennizzo. Sono esenti da riduzioni le rendite dell’assicurazione per la

vecchiaia e per i superstiti e dell’assicurazione per l’invalidità nonché gli

assegni per grandi invalidi e per menomazione dell’integrità. Per le

prestazioni in capitale è tenuto conto del valore della corrispondente rendita

(cpv. 3).

L’art. 69

LPGA persegue lo scopo di impedire il sovraindennizzo e di evitare quindi che

l’importo complessivo delle prestazioni corrisposte all’interessato da parte

d’assicuratori sociali diversi superi l’ammontare del danno determinante, ossia

il guadagno di cui l’assicurato è stato presumibilmente privato

in seguito all’evento assicurato (cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, 2°

ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, ad art. 69, n. 5, 16, 38; DTF 121 V 132).

In una sentenza 8C_765/2015 del 4

marzo 2016, pubblicata in DLA 2016 nr. 7 pag. 142, il Tribunale federale ha

precisato che:

" 4.3. Nicht gefolgt werden kann sodann dem

Einwand, die Arbeitslosenkasse könne die ausgerichteten Leistungen nur in

Anwendung der Überentschädigungsregelung nach Art. 69 ATSG (E. 2

hiervor) zurückfordern, weshalb ein allfälliger Rückforderungsanspruch

höchstens im Betrag von Fr. 1'567.80 bestünde. Bei aus einem Vertrag nach dem

VVG ausgerichteten Taggeldern sind, wie im vorliegenden Fall, die Art. 68 f.

ATSG ohnehin nicht anwendbar, weil Art. 69 ATSG die Frage der

intersystemischen Koordination zwischen Sozialversicherern betrifft (vgl. RKUV

2005.

Nr. KV 350 S. 42, K 107/04 E. 5 und 7; UELI KIESER, ATSG-Kommentar, 3.

Aufl. 2015, N. 7 zu Art. 69 ATSG).”.

In concreto,

per quanto attiene all’assicurazione contro la disoccupazione, non entrano in

considerazione le norme della LPGA relative al sovraindennizzo.

In effetti, come visto sopra,

l’assicurazione contro la disoccupazione prende a carico un assicurato che si è

annunciato all’assicurazione invalidità soltanto a titolo provvisorio

(cfr. art. 70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA; consid. 2.2.).

Quando, in seguito,

l’altro assicuratore sociale competente eroga delle prestazioni, la correzione

interviene secondo gli art. 94 cpv. 2 LADI (compensazione) e 95 LADI

(restituzione di prestazioni; cfr. consid. 2.2.).

In concreto non si è, perciò,

confrontati con prestazioni legalmente dovute contemporaneamente per il

medesimo evento. È solo in quest’ultima fattispecie che si pone la questione di

evitare un sovraindennizzo (cfr.al riguardo anche STCA 38.2014.7 del 12

febbraio 2014).

2.9

A proposito

dell’importo da restituire, questa Corte, nel limite di quelle che sono state

le contestazioni ricorsuali (cfr. supra consid. 2.8), rammenta che, se è vero

che la Cassa ha il diritto di chiedere la restituzione di quanto

anticipato, è altrettanto vero, tuttavia, che tale richiesta, secondo costante

giurisprudenza riprodotta al consid. 2.5., in deroga a quanto dispone l’art. 25

LPGA, deve essere limitata a quanto l’assicuratore sociale ha, poi,

effettivamente versato per il periodo in cui sono state corrisposte le

prestazioni LADI.

In concreto, gli importi chiesti

in restituzione per il periodo da agosto 2021 a settembre 2022, compresi, sono

corretti.

Diversa è la situazione per

quanto attiene al mese di ottobre 2022, per il quale la Cassa ha chiesto la

restituzione delle piene prestazioni LADI corrisposte, pari a fr. 3'786.15;

cfr. doc. 47.29 e 47.30), benché la __________ non abbia riconosciuto al

ricorrente le proprie indennità per l’integralità del mese (cfr. supra consid.

2.7

).

Per tale motivo, corretta nel

principio la richiesta di restituzione ed unicamente per quanto attiene all’ammontare

di quanto richiesto dalla Cassa per il mese di ottobre 2022, gli atti devono

essere ritornati alla resistente affinché ricalcoli quanto deve effettivamente

essere restituito per il periodo equivalente al mese di ottobre 2022 a titolo

di prestazioni LADI anticipate.

Quanto precede rammentato che con

decisione del 15 ottobre 2024 (non è dato a sapere se cresciuta in giudicato, o

meno), la Cassa, per quel periodo e dopo avere richiesto la restituzione di

tutto quanto a suo tempo erogato, ha riconosciuto fr. 90.15 (cfr. supra consid.

2.7

).

2.10

Infine, questa Corte prende atto che

il ricorrente ha indicato che chiederà il condono (cfr. supra consid. 1.4. e

doc. I, “Riservata la richiesta di condono”) di quanto chiesto in

restituzione.

In proposito giova osservare che per costante giurisprudenza federale è possibile

pronunciare una decisione di condono (art. 4 OPGA) solo al momento della

crescita in giudicato formale della decisione di restituzione, ritenuto, da un

lato, che unicamente in quel caso tale obbligo è stabilito definitivamente, dall’altro, che il condono deve essere

oggetto di una procedura distinta (cfr. STF

8C_118/2022 del 9 agosto 2022 consid. 4.3.2.; STF 8C_195/2022 del 99 agosto

2022.

consid. 7.1., pubblicata in SVR 2022 ALV N. 34 pag. 119 e in DLA 2022 N.

16.

pag. 446; STF 8C_405/2020 del 3 febbraio 2021 consid. 5.2.; STF 8C_589/2016

del 26 aprile 2017 consid. 3.1.; STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF

8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).

2.11

Con

riferimento alla richiesta ricorsuale di richiamo:

"

- Da CO 1, AVS. __________;

- Da cod. lod. Tribunale, incarto 36.2022.49:

- Dalla spett. __________, sinistro

n. __________;

- Dall’Ufficio dell’Assicurazione invalidità, n. AVS __________”

(cfr. doc. I)

il TCA

rammenta che, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria

da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base a un

apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di

determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri

provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione

anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr.

STF 9C_357/2023 del 17 agosto 2023 consid. 4.2.1.; STF 9C_689/2020 del 1° marzo

2022.

consid. 4.2.; STF 8C_199/2021 del 14 dicembre 2021 consid. 5.2.; STF

9C_779/2020 del 7 maggio 2021 consid. 5.2.; STF 8C_611/2019 dell’11 maggio 2020

consid. 5.2.; STF 8C_139/2019 del 18 giugno 2019 consid. 3.3.; STF 9C_847/2017

del 31 maggio 2018 consid. 5.1.; STF 9C_35/2018 del 29 marzo 2018 consid. 6;

STF 9C_588/2017 del 21 novembre 2017 consid. 7.2.; STF 9C_775/2016 del 2 giugno

2017.

consid. 6.4.; STF 8C_794/2016 del 28 aprile 2017 consid. 4.2.; STF 9C_737/2012

del 19 marzo 2013; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9), senza che

ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29

cpv. 2 Cost. (cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b; 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi

citata).

Nella

presente evenienza, ritenuto che i documenti già presenti all’inserto

consentono al TCA di emanare il proprio giudizio, questo Tribunale prescinde

dall’assumere, al di là di quanto già presente agli atti, ulteriore

documentazione.

2.12

Alla luce di tutto quanto precede,

il ricorso è parzialmente accolto, la decisione su opposizione annullata e gli

atti trasmessi alla Cassa CO 1 affinché proceda ai sensi del consid. 2.8..

2.13

Considerato l’esito del ricorso,

parzialmente accolto, la Cassa CO 1 verserà

all’insorgente, rappresentato dall’avv. RA 1, l’importo fr. 200.- (IVA inclusa)

a titolo d’indennità per ripetibili parziali.

2.14

L’art.

61.

lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura

deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;

la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte

alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica

della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve

essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in

vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie

relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge

interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può

imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Nel caso concreto, trattandosi di prestazioni LADI,

in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese,

non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2024.40 del 7 ottobre 2024

consid. 2.9.; STCA 38.2024.9 del 25 marzo 2024 consid. 2.14.; STCA 38.2023.50

dell’11 dicembre 2023 consid. 2.15.; STCA 38.2023.31 del 15 settembre 2023

consid. 2.12.; STCA 38.2023.30 del 28 agosto 2023 consid. 2.11.; STCA

38.2023.11

del 5 giugno 2023 consid. 2.15.; STCA 38.2023.2 del 3 aprile 2023

consid. 2.9.; STCA 38.2022.87 del 16 gennaio 2023 consid. 2.14.; STCA

38.2022.57

del 3 ottobre 2022 consid. 2.15.; STCA 38.2022.52 del 22 agosto 2022

consid. 2.10.; STCA 38.2022.20 del 25 aprile 2022 consid. 2.9.; STCA 38.2021.89

del 7 febbraio 2022 consid. 2.11.).

Sul

tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2

giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF

9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo

cfr. Ares Bernasconi, Actualités

du TF,8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux

cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in

SZS/RSAS 2/2022 pag. 107); Messaggio Nr. 8480 del Consiglio di Stato del 21

agosto 2024 «Rapporto sull’iniziativa parlamentare presentata il 4 maggio 2021

nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi per la modifica

dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale

cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della

revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle

assicurazioni) e controprogetto».

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è parzialmente

accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione del 17

settembre 2024, confermata nel principio per quanto attiene alla restituzione,

è annullata con riferimento all’importo preteso dalla parte resistente.

§ Gli

atti sono rinviati alla Cassa CO 1 affinché proceda ai sensi del consid. 2.8.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa CO 1 verserà al

ricorrente fr. 200.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili parziali per la

procedura innanzi al TCA.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti