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Decisione

39.2005.12

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

25 gennaio 2006Italiano46 min

Source ti.ch

Fatti

i contenuti del reclamo la Cassa ribadisce che quanto affermato dalla signora RI

1 non è credibile: per quale motivo infatti, se la relazione tra la signora RI

1 ed il signor __________ si fosse effettivamente conclusa già ad ottobre 2004,

la nuova circostanza è stata segnalata soltanto a febbraio 2005 e la decisione

su reclamo 30 novembre 2004 - emessa quindi un mese dopo la presunta

interruzione della relazione - è rimasta incontestata, tanto più che il

versamento delle prestazioni era stato sospeso con effetto 1° agosto 2004?

Quanto

emerso dal rapporto della Polizia Intercomunale 19 maggio 2005 e dal colloquio

telefonico 2 giugno 2005 avuto con il Comandante aiutante __________, convalida

del resto l'opinione della Cassa, per la quale, sicuramente, la relazione tra

la signora RI 1 ed il signor __________ non può essersi conclusa ad ottobre

2004 e neppure a febbraio 2005.

Altri

particolari, quali il fatto che in data 7 ottobre 2004 la Cassa avesse cercato

di contattare telefonicamente la signora RI 1, rilevando come al numero

telefonico __________ rispondesse "… la segreteria telefonica di __________

e RI 1…" e ancora che sulla carta da lettera della signora RI 1

risultasse, quale mittente, la denominazione dell'abitazione di proprietà del

signor __________ "Casa __________ " (ora stralciata e

sostituita da "__________"), giustificano ulteriormente la

convinzione della Cassa secondo la quale il rapporto tra la signora RI 1 ed il

signor __________, non corrispondesse al rapporto "saltuario"

riferito dalla signora.

Infine,

non va dimenticato che, inizialmente, fu la signora RI 1 medesima a notificare

alla Cassa il cambiamento intervenuto nella sua situazione personale ed

economica, trasmettendo - senza che la Cassa ne avesse fatta richiesta - i

documenti relativi alla situazione finanziaria del signor __________, allora

definito: "compagno e convivente" e soltanto dopo aver

ricevuto le decisioni di rifiuto al diritto alle prestazioni, la signora ha ritrattato

le sue affermazioni, sostenendo una situazione diversa rispetto alla situazione

precedentemente descritta.

D'altronde,

la Cassa rileva che esprimendo "…il signor __________ non risiede

più (sottolineatura nostra) a __________ …" in sede di

reclamo 16 giugno 2005, la signora contraddice una volta ancora le sue

affermazioni, ammettendo un fatto - la residenza del signor __________ a __________

- dapprima sostenuto e susseguentemente negato." (Doc. C)

1.3. L’assicurata

ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo dinanzi al TCA,

esprimendosi come segue:

" (…)

1. Con

decisione 24 agosto 2005 la Cassa cantonale per gli assegni familiari aveva

respinto la richiesta di assegni integrativi e di prima infanzia presentata

dalla qui ricorrente RI 1 confermando la decisione 7 giugno 2005 del medesimo

Istituto.

Sostanzialmente

la Cassa interessata ha rigettato la richiesta di assegni familiari presentata

dalla ricorrente, sostenendo che la sottoscritta ha fornito, relativamente alla

propria situazione famigliare, delle informazioni contrastanti.

In

pratica la ricorrente non è stata ritenuta credibile in quanto alla rottura

della relazione da lei intrattenuta con il signor __________.

L'Autorità

interessata ha concluso che, a seguito di accertamenti effettuati dalla polizia

comunale, non si poteva concludere che tale relazione fosse terminata.

Tali

motivazioni vengono qui integralmente contestate, essendo basate su carenti o

inesistenti verifiche, ritenuto che la parte interessata signor __________ non

è mai stato interpellato direttamente.

E'

vero che la ricorrente e il signor __________ hanno avuto una relazione, dalla

quale è nato circa 15 mesi fa il piccolo __________.

E'

comunque altrettanto vero che le parti hanno avuto dei gravi problemi

relazionali che hanno portato il signor __________ a trasferirsi

definitivamente a __________, luogo in cui è domiciliato ai sensi degli art. 23

e segg. del Codice Civile Svizzero e luogo in cui è attivo politicamente quale

membro del Consiglio Comunale e della Commissione delle Petizioni

(precedentemente Opere Pubbliche).

A far

capo dalla fine aprile inizio maggio 2005 il signor __________ ha sempre

trascorso la notte a __________, dopo avervi trasferito tutti i propri effetti.

A

comprova di quanto sopra indicato si cita quale teste la signora __________ in __________

(__________), che lavora quale governante presso la casa dove abita il signor __________

con la propria madre.

La

collaboratrice in oggetto potrà riferire in modo preciso in merito agli

spostamenti ed alle abitudini quotidiane del signor __________.

Prove:

doc., richiamo doc., testi, interrogatorio, ispezione e Ufficio Registri.

2. A

ulteriore sostegno di quanto precede si aggiunga che il signor __________ aveva

incaricato, già nel corso del mese di aprile 2005, l'immobiliare __________ di __________

di vendere l'abitazione di __________ (cfr. doc. A).

La

vendita vera e propria è avvenuta in data 7 settembre 2005, con iscrizione al

12 settembre 2005 (cfr. doc. B).

E'

quindi chiara l'intenzione del signor __________, che abitava comunque a __________,

di troncare definitivamente ogni rapporto con la sottoscritta, visto che la

casa era stata acquistata dal signor __________ stesso in vista di una nostra

possibile futura unione duratura.

Si

contestano inoltre le superficiali deposizioni di presunti vicini che attestano

di vedere spesso il signor __________.

Malgrado

quanto successo, visto che abbiamo un bambino in comune, il signor __________

pur non convivendo con la sottoscritta, si occupa in modo amorevole e assiduo

del proprio figlio ed esercita, non appena gli è possibile, il proprio diritto

di visita.

Addirittura

rilevo che il signor __________ mi ha lasciato in uso una delle due autovetture

di sua proprietà, visto che la sottoscritta non dispone di un veicolo proprio,

per permettere comunque alla sottoscritta di potergli portare il bambino quando

egli è impossibilitato a recarsi a __________.

Prove:

doc., richiamo doc., testi, interrogatorio, ispezione a Ufficio Registri.

3. L'Autorità

comunale ha stranamente omesso di accertare che la corrispondenza indirizzata a

__________ è unicamente ritirata dalla signora RI 1 e non dal signor __________,

che ritira personalmente la posta a __________.

Stupiscono

inoltre il fatto e la modalità con cui l'Autorità abbia acquisito la

documentazione fiscale del signor __________, senza averla richiesta

direttamente a quest'ultimo.

Dove

è andata a finire la tanto sbandierata protezione dei dati?

La

decisione impugnata contiene inoltre delle imprecisioni che sono pure il frutto

di una superficiale verifica.

Si

parla di controlli diurni e notturni, attestando che entrambe le vetture di

proprietà del signor __________ fossero parcheggiate fuori dall'abitazione di __________,

ma si evita di verificare la realtà, ovvero quella che vedeva regolarmente

lavorare il signor __________ presso la __________ di __________.

Una

semplice verifica interpellando il signor __________ avrebbe permesso di

accertare nel dettaglio i suoi giorni e orari di lavoro.

Prove:

doc., richiamo doc., testi, interrogatorio, ispezione a Ufficio Registri.

4. Visto

quanto precede appare come minimo indispensabile, visto che non è mai nemmeno

stato interpellato, sentire il signor __________ circa la sua reale situazione

famigliare, lavorativa e organizzativa.

Al

riguardo si citano pure, quali conoscenti e frequentatori abituali del signor __________

le seguenti persone:

-

__________ in __________;

-

__________ e __________ in __________;

-

__________ in __________.

Le

quali potranno essere sentite tranquillamente come testimoni.

Si

ribadisce quindi che la relazione si sia interrotta nel periodo

ottobre-novembre 2004 e che il signor __________, prima di prendere una

decisione definitiva di trasloco ha sempre e comunque anteposto l'interesse del

piccolo __________ ai propri, ritenuto che il bambino aveva soltanto pochi

mesi.

Per

tali motivi egli ha atteso prima di interrompere fisicamente la convivenza,

cercando di valutare tutte le conseguenze che avrebbe potuto subire il piccolo __________.

Egli

si è quindi trasferito soltanto a fine aprile 2005 dopo aver chiarito nel

dettaglio con la sottoscritta e con la competente Autorità Tutoria l'esercizio

e la gestione del diritto di visita del piccolo __________.

Proprio

in virtù di una organizzazione responsabile e soprattutto votata all'interesse

di nostro figlio è stato deciso procedere a separarci fisicamente.

Prove:

doc., richiamo doc., testi, interrogatorio, ispezione a Ufficio Registri.

5. Quale

ulteriore prova di quali fossero i reali rapporti esistenti si allega il

contratto per l'obbligo di mantenimento di minori e relazioni personali

stipulato in data 3 dicembre 2004 davanti alla Tutoria di __________.

Anche

in quell'occasione, (vedi punto 5) le parti si erano riservate di regolare

espressamente un assetto che prevedesse in particolare la non convivenza dei

genitori e ciò nell'ottica di una probabile separazione degli stessi."

(Doc. I)

1.4. L’autorità

amministrativa, nella propria risposta di causa del 18 ottobre 2005, ha

postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per

quanto occorra, nei considerandi di dritto (cfr. doc. III).

1.5. L’assicurata

ha presentato ulteriori osservazioni con scritto del 27 ottobre 2005 (cfr. doc.

V).

1.6. La Cassa, il

16 novembre 2005, si è riconfermata interamente nella sua risposta di causa del

18 ottobre 2005 (cfr. doc. VII).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al

Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I

707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio

2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H

220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA

del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2. Oggetto del

contendere è il riconoscimento del diritto dell’assicurata a un assegno

integrativo a favore dei tre figli e a un assegno di prima infanzia.

L’assegno

integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.

L'art. 24

LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno integrativo:

"

Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto

all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) coabita, anche soltanto in forma parziale,

con il figlio;

b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre

anni;

c) soddisfa

i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,

ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

L'art. 27

LAF prevede inoltre che:

"

Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo

massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,

definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i

quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno

dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

Gli art.

31 e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima

infanzia.

L’art. 31

LAF, che si riferisce alla famiglia monoparentale, stabilisce quanto segue:

"

Il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se

cumulativamente:

a) è domiciliato nel Cantone al momento della

richiesta;

b) coabita costantemente

con il figlio;

c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre

anni;

d) il reddito disponibile del genitore, inclusi

gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge

nonché gli eventuali obblighi alimentari, è inferiore ai limiti posti dall’art.

24 cpv. 1 lett. c).”

Secondo

l’art. 32 LAF, concernente la famiglia biparentale:

"

I genitori hanno diritto all’assegno, per il

figlio, se cumulativamente:

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della

richiesta;

b) coabitano costantemente

con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel Cantone

da almeno 3 anni;

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi

gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della

legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c).

Al genitore che non esercita un’attività lucrativa

o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è

computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo

pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del

limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

L’art. 35

LAF enuncia inoltre che:

"

Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,

l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito

disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito

previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,

cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre

anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai

tre anni. (cpv. 1)

2Dall’importo

erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)"

Dal

tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per

quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in

vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi e di prima

infanzia rinvia alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU

55/ 2002 del 24 dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003

pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

2.3. L'obiettivo

principale della Laps è quello di riordinare la legislazione in materia di

prestazioni finanziarie a favore di persone di condizioni economiche modeste,

attraverso la definizione di criteri comuni di accesso ed erogazione delle

prestazioni sociali.

La Laps è

circoscritta a quegli strumenti di politica sociale la cui competenza è

strettamente cantonale, più precisamente la partecipazione al premio

dell'assicurazione malattia, il sussidio allo studio per chi frequenta scuola

private, i sussidi di formazione, i sussidi di perfezionamento e riqualifica

professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione, gli assegni

familiari integrativi, gli assegni familiari di prima infanzia e le prestazioni

assistenziali. La partecipazione al premio dell'assicurazione malattia è,

tuttavia, coordinata, ma non armonizzata, dato che i criteri relativi ai

sussidi definiti dall'art. 65 LAMal si scostano dai criteri della Laps (cfr.

art. 1, 2, 2a Laps; Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all'introduzione di

una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni

sociali pag. 3, Messaggio del 13 marzo 2002 pag. 7; Rapporto della commissione

della gestione e delle finanze dell'11 giugno 2002 pag. 3).

Per

inciso va osservato che il Gran Consiglio, il 14 dicembre 2004, visto il

Messaggio n. 5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato, ha decretato che

l’applicazione della Laps è sospesa per il settore delle borse di studio, per

le prestazioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. d della legge. Tale modifica è

entrata in vigore l’11 febbraio 2005 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 51; FU

102/2004 del 21 dicembre 2004 pag. 8995).

Con

l'entrata in vigore della Laps, per il regime degli assegni familiari, e meglio

degli assegni integrativi e di prima infanzia, non è quindi più possibile

prendere in considerazione i parametri della LPC per l'accertamento del diritto

e il calcolo della prestazione: soltanto i parametri della Laps sono

applicabili. La LAF continua invece a definire il titolare del diritto e

l'importo massimo dell'assegno erogabile (cfr. art. 12 Laps; Messaggio del 18

dicembre 2001 concernente la prima revisione della legge sugli assegni di

famiglia, p.to 5).

Per quel

che concerne la titolarità degli assegni integrativi (e degli assegni di prima

infanzia) è utile segnalare che, a differenza della v.LAF, il nuovo assetto

legislativo non contempla più la nozione di custodia, bensì la coabitazione con

il figlio, quale condizione del diritto a tale assegno (cfr. art. 24 v.LAF; 24

LAF).

Limitatamente

all’assegno integrativo la coabitazione può anche essere parziale, è quindi

concepibile che il diritto all’assegno sorga, benché il figlio passi parte del

tempo presso terze persone o istituti, eventualmente anche pernottandovi. La

titolarità è invece esclusa nel caso in cui il figlio viva senza interruzione,

cioè senza rientrare periodicamente in famiglia presso una famiglia affidataria

o un istituto (cfr. Messaggio del 18 dicembre 2001 sulla prima revisione della

legge sugli assegni di famiglia, p.to 4.3.1.).

Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento

armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della

sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro

le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti

parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di

cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

Se,

nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di

cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne

hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una

quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

Il

reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento (art. 5 Laps).

Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria

dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il

regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

2.4. Relativamente

all'unità economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione,

l'art. 4 Laps enuncia:

"

L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se vi sono figli in

comune;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno

l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente

indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e

fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità

parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.

3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni

economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore

con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno

parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di

riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava

dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e

l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si

sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le

persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)"

L’art.

1 Reg.Laps prevede poi che:

"

Non sono considerati coniugi ai sensi dell’ art.

4 della legge i coniugi separati legalmente (cpv. 1).

È considerato genitore:

a) la persona con il quale il figlio ha un

vincolo di filiazione ai sensi del Codice civile svizzero;

b) la persona che accoglie il figlio in vista

dell’ adozione. (cpv. 2)

Se l’ autorità parentale sui figli minorenni

viene condivisa con una persona diversa da quelle menzionate all’ art. 4 cpv. 1

lett. a - c della legge, il minorenne fa parte dell’ unità di riferimento in

cui vive il genitore con il quale condivide il domicilio. (cpv. 3)

I minorenni con figli propri costituiscono un’ unità

di riferimento propria. (cpv. 4)

Le persone in stato di carcerazione vengono

escluse dalla loro unità di riferimento fino al momento della liberazione se:

a) si trovano in stato di detenzione preventiva

da almeno tre mesi;

b) stanno scontando una pena o una misura

stazionaria superiore ai tre mesi;

c) sono riservate le decisioni particolari

qualora il coniuge e/o i figli siano le vittime del reato per il quale il congiunto

è in stato di detenzione. (cpv. 5)

La nozione di domicilio è quella dell’ art. 23 e

seguenti del Codice civile svizzero. (cpv. 6)"

Come visto, per l’art. 4

cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla

prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli

in comune.

Per costante

giurisprudenza federale, la legge va interpretata in primo luogo sulla base del

suo testo letterale (cfr. DTF 125 V 355; DTF 123 V 317; DTF 121 V 60; DTF 119 V

429 consid. 5a; DTF 112 V 168, DTF 108 V 240).

Se il

testo non è perfettamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni

conviene ricercare quale sia la vera portata della norma, prendendo in

considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo

della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende

fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (cfr.

DTF 128 V 207; DTF 127 V 194; DTF 124 V 276; STFA del 6 luglio 1998 nella causa

E.G., P 41/96; DTF 123 V 301; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 118 Ib 191 consid.

5; DTF 117 V 109; Pratique VSI 1993 pag. 3 consid. 3 e rif. ivi citati; DTF 116

Considerandi

II 415 consid. 5b, 527 consid. 2b e 578 consid. 2b; DTF

111.

V 127 consid. 3b; DTF 110 V 122 consid. 2d; DTF 107 V 215 consid. 2b).

D'altra

parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente dal senso

letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni

manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono

cioè esistere delle ragioni obiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori,

dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della

legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero

senso della disposizione in oggetto (cfr. DTF 128 V 207; DTF 127 V 194; STFA

del 6 luglio 1998 nella causa E.G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364

consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb,

DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b;

324.

consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55

consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique

VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V

109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische

Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati

manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che

contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228

consid. 2b).

Quando

una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse

contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un

valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così

interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta

chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In

particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la

volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però

questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva

per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è

stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di

quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale

interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF

123.

V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla

dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247

consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b

e 527 f consid. 2b).

2.5

Esaminato dal profilo

letterale, l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps prevedere certamente che l’unità di

riferimento del titolare di una prestazione, quando vi sono figli in comune, è

composta anche dal convivente, inteso quale concubino, ossia la persona con la

quale vi è una comunità di vita durevole o di carattere esclusivo che presenta

elementi di comunione spirituale, materiale ed economica (cfr. DTF 118 II 235

consid. 3b; I CCA, sentenza del 6 novembre 2000 nella causa G.B. c. A.F.; STCA;

RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg (97)).

Non è pero chiara la

situazione in cui, nonostante i figli in comune e la coabitazione, non via sia

o non via sia più un rapporto di concubinato secondo l’accezione appena

esposta.

In merito è utile

evidenziare che lo scopo della norma è quello di definire il nucleo di persone i

cui redditi e spese vanno computati nel conteggio di una prestazione

contemplata dalla Laps relativa a un determinato titolare di tale diritto.

Inoltre dall’esame dei

lavori preparatori emerge che nel Messaggio del 1° luglio 1998

relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali al punto 7.1 è stata definita l’unità

di riferimento. Più precisamente è stato indicato:

" Per

"unità economica di riferimento" del titolare del diritto alla

prestazione si intende la cerchia di persone da considerare per il calcolo

della prestazione. La definizione dell’unità economica di riferimento è di

fondamentale importanza nel calcolo di una prestazione a causa del suo duplice

effetto:

sul reddito complessivo dell'economia domestica che si ottiene

dalla somma dei redditi di tutte le persone che appartengono alla medesima

unità economica di riferimento;

sull'ammontare del fabbisogno minimo che è differenziato in

funzione del numero di persone considerate.

La definizione deve tener conto sia degli obblighi legali di

mantenimento sanciti dal CCS, sia delle economie di scala ottenute grazie alla

convivenza e quindi alla suddivisione di determinate spese (pigione,

riscaldamento, ecc.). Questi due elementi non sono sempre conciliabili in

quanto le persone che vivono in una medesima abitazione non sono necessariamente

le stesse cui si applicano le norme del CCS.

L’unità economica di riferimento è quella cui appartiene il

titolare del diritto al sussidio.

Siccome il titolare viene definito per ogni sussidio dalla

rispettiva legge speciale, a turno ogni membro maggiorenne della unità

economica di riferimento può essere titolare di un sussidio. Membri maggiorenni

possono essere i coniugi o i partners (rispettivamente i genitori) o i figli

maggiorenni economicamente dipendenti."

Nel Rapporto della

Commissione della gestione e delle finanze sui messaggi 1° luglio 1998 e 22

dicembre 1998 concernenti l’introduzione di una nuova legge di armonizzazione e

coordinamento delle prestazioni sociali del 4 aprile 2000 al punto 6. è stato

sottolineato che l’unità economica di riferimento è la cerchia di persone da

considerare per il calcolo delle prestazioni, che ogni individuo fa parte di

una sola unità economica di riferimento e che ogni membro maggiorenne di

un’unità economica di riferimento (economicamente indipendente o dipendente)

può essere titolare di una o più prestazioni.

Il Messaggio del 13 marzo

2002.

relativo alla modifica della Laps al punto 2. enuncia altresì che:

"

Accertare l’unità economica di riferimento

presuppone di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che

ne danno l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che

definiscono l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.

Per facilitare il cittadino nel compito di

fornire le informazioni richieste, il nuovo sistema informatico importa dalla

banca dati MOVPOP (che gestisce l’anagrafe della popolazione del cantone) i

dati già disponibili e li sottopone al richiedente, che li deve confermare o,

quando non corrispondono più alla sua situazione, correggere."

In simili condizioni,

occorre ritenere che l’elemento decisivo per stabilire chi appartiene a una

stessa unità di riferimento è quello finanziario, e meglio la compartecipazione

alle spese della medesima economia domestica.

Tale conclusione risulta pure

dalla Direttiva Laps n. 5 emessa nel 2003 dall’Istituto delle assicurazioni

sociali – Servizio centrale delle prestazioni sociali concernente l’unità di

riferimento (art. 4 Laps). Essa si riferisce ai coniugi divorziati conviventi e

prevede:

" Se

una coppia legalmente separata o divorziata con figli in comune, continua a

convivere, l’unità di riferimento viene determinata con le regole previste per

i conviventi.

In effetti e malgrado la separazione

giudiziaria, la situazione economica dell’unità di riferimento non subisce

variazioni, visto che gli ex coniugi partecipano alle spese comuni e

costituiscono una comunione domestica.

Per questi casi si applica quindi l’art. 4

cpv. 1 lett. c Laps."

Pertanto anche due

conviventi con figli in comune, a prescindere dall’esistenza o meno di un

concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento (cfr. a contrario

RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg. in cui il TCA ha ritenuto che tra un’assicurata

legata affettivamente al padre dei suoi figli e quest’ultimo non vigeva

un’economia domestica comune).

2.6

L’art. 1

cpv. 6 Reg.Laps, attinente all’unità di riferimento, stabilisce che la nozione di domicilio è quella dell’ art. 23 e seguenti del Codice

civile svizzero.

Ai sensi

dell’art. 23 CCS il domicilio di una persona è nel luogo dove essa dimora con

l’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cpv. 1). Nessuno può avere

contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi (cpv. 2). Questa disposizione

non si applica al domicilio d’affari (cpv. 3)

In una recente

sentenza del 2 agosto 2005 (K 34/04), pubblicata in RAMI 2005 KV 344 pag. 360

segg., il TFA ha rilevato:

"

Er setzt demnach objektiv den physischen Aufenthalt

und subjektiv die Absicht des dauernden Verbleibens voraus; letztere ist nur

soweit von Bedeutung, als sie nach aussen erkennbar ist (BGE 127 V 238 Erw. 1 mit Hinweisen,

125.

V 78 Erw. 2a; Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zürich 2000, Rz. 320; A.

Bucher, Natürliche Personen und Persönlichkeitsschutz, 3. Aufl., Basel 1999,

Rz. 360; E. Bucher, Berner Kommentar, Bern 1976, N 8 zu Art.

23.

ZGB; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23). Massgebend ist somit der

Ort, wo sich der Mittelpunkt der Lebensbeziehungen befindet (BGE 127 V 238 Erw. 1, 125 V 77 Erw.

2a, 125 III 102 Erw. 3, je mit Hinweisen; Brückner, a.a.O., Rz. 318; A. Bucher,

a.a.O., Rz. 360 sowie 373 ff.; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23). Der

Lebensmittelpunkt befindet sich im Normalfall am Wohnort, d.h. wo man schläft,

die Freizeit verbringt und wo sich die persönlichen Effekten befinden, wo man

üblicherweise einen Telefonanschluss und eine Postadresse hat (Brückner,

a.a.O., Rz. 319 und 322; A. Bucher, a.a.O., Rz. 364 f.; Hausheer/Aebi-Müller,

Das Personenrecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, Bern 1999, Rz. 09.28;

Staehelin, a.a.O., N 6 zu Art. 23). Die nach aussen erkennbare Absicht muss auf

einen dauernden - d.h. im Sinne von "bis auf Weiteres" - Aufenthalt

ausgerichtet sein (Brückner, a.a.O., Rz. 328; A. Bucher, a.a.O., Rz. 361 sowie

370.

ff.; E. Bucher, a.a.O., N 22 zu Art. 23; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz.

09.

; Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23). Staehelin postuliert diesbezüglich

eine Mindestdauer von einem Jahr (a.a.O., N 8 zu Art. 23 mit Hinweisen).

Allerdings schliesst die Absicht, einen Ort später wieder zu verlassen, einen

Wohnsitz nicht aus (BGE 127 V 241 Erw. 2c, 125 III 102

Erw. 3; E. Bucher, a.a.O., N 22 f. zu Art. 23 ZGB;

Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23). Bei verheirateten Personen bestimmt sich

der Wohnsitz gesondert für jeden Ehegatten (A. Bucher, a.a.O., Rz. 377;

Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.57; Staehelin, a.a.O., N 10 zu Art. 23);

so etwa bei Ehegatten, die sich infolge faktischer Trennung nicht mehr

regelmässig sehen (Brückner, a.a.O., Rz. 363). Bei Wochenaufenthaltern mit

Familie wird der Arbeitsort zum Wohnsitz, wenn die Familie bloss noch in

grossen oder unregelmässigen Abständen besucht wird (Staehelin, a.a.O., N 11 zu

Art. 23; vgl. auch A. Bucher, a.a.O., Rz. 376). Bei Ausländern mit

Aufenthaltsbewilligung liegt der Wohnsitz in der Schweiz, selbst wenn die

Person jedes Jahr nach Hause reist (E. Bucher, a.a.O., N 38 zu Art. 23 ZGB; Staehelin, a.a.O., N 17 zu Art. 23).

Saisonniers hingegen, welche neun Monate in der Schweiz arbeiten und für drei

Monate zu ihrer Familie in die Heimat reisen, haben ihren Wohnsitz erst in der

Schweiz, wenn sie die Voraussetzungen für die Umwandlung der Saisonbewilligung

in eine Aufenthaltsbewilligung erfüllen oder zu erfüllen im Begriff sind;

gemäss Doktrin ist bei einem jede Saison wiederkehrenden Saisonnier ab Beginn

der zweiten Saison ein Wohnsitz in der Schweiz anzunehmen (Brückner, a.a.O.,

Rz. 366; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.30; Staehelin, a.a.O., N 18 zu

Art. 23; vgl. auch SVR 2000 IV Nr. 14 S. 45 Erw. 3d in fine sowie BGE 113 V 264 Erw. 2b mit

Hinweisen, wo allerdings - entgegen der zivilrechtlichen Lehre und

Rechtsprechung sowie BGE 129 V 79 Erw. 5.2 und BGE 125 V 77 Erw. 2a – der

fremdenpolizeilich geregelte Aufenthalt im Rahmen der Sozialversicherungen noch

Voraussetzung war; vgl. auch die Kritik dazu bei E. Bucher, a.a.O., N 24 f. und

38.

zu Art. 23 ZGB). Nicht massgeblich, sondern

nur Indizien für die Beurteilung der Wohnsitzfrage sind die Anmeldung und

Hinterlegung der Schriften, die Ausübung der politischen Rechte, die Bezahlung

der Steuern, fremdenpolizeiliche Bewilligungen sowie die Gründe, die zur Wahl

eines bestimmten Wohnsitzes veranlassen (BGE 129 V 79 Erw. 5.2, 127 V 241

Erw. 2c, 125 III 101 Erw. 3, 125 V 78 Erw. 2a, je mit Hinweisen; A. Bucher,

a.a.O., Rz. 365 und 375; E. Bucher, a.a.O., N 25 ff. und 35 ff. zu Art. 23 ZGB; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.28;

Staehelin, a.a.O., N 23 f. zu Art. 23)." (RAMI 2005 KV 344 pag. 362-363,

consid. 3; la sottolineatura è del redattore)

Il Tribunale cantonale

delle assicurazioni del Canton Vallese in una sentenza del 29 settembre 1998,

pubblicata in RVJ 1999 pag. 108 segg., la cui fattispecie verteva sulla

restituzione di assegni di famiglia percepiti indebitamente da un assicurato

recatosi in Germania con la famiglia per compiere degli studi di teologia,

lasciando tuttavia i documenti d'identità depositati nel comune vallesano dove

risiedevano i suoi genitori, ha precisato:

"

(…)

b) Nach Art. 23 ZGB befindet sich der

Wohnsitz einer Person an

dem Ort, wo sie sich mit der Absicht dauernden

Verbleibens aufhält.

Niemand kann an mehreren Orten zugleich seinen

Wohnsitz haben. Die Absicht nach dauerndem Verbleiben tritt darin in

Erscheinung, dass eine Person an einem Orte den Mittelpunkt oder Schwerpunkt

ihrer Lebensbeziehungen hat (BGE 85 II 322). Dabei kommt es nicht auf den

inneren Willen, sondern darauf an, auf welche Absicht

die erkennbaren Umstände objektiv schliessen

lassen (BGE 97 II 3).

Keinen Wohnsitz begründet gemäss Art.

26.

ZGB der Aufenthalt an einem Ort zu einem Sonderzweck, etwa zum Besuch einer Lehranstalt (BGE 82 III 13 f.,

106.

Ib 197 f.). Art. 26 enthält jedoch nur eine widerlegbare Vermutung,

schliesst mithin Wohnsitznahme am Orte des Anstaltsaufenthaltes nicht aus (BGE

108.

V 25) Indizien, nicht aber

genügende Beweise für die Erlangung zivilrechtlichen Wohnsitzes sind z.B. die

Hin­terlegung der Papiere(BGE 102 IV 164), die Zahlung von Steuern (BGE 116 II

503) etc. Ein von vornherein bloss vorübergehender Aufenthalt kann einen

Wohnsitz begründen, wenn er auf eine bestimmte Dauer angelegt ist und der

Lebensmittelpunkt dorthin verlegt wird. Als Mindestdauer wird ein Jahr

postuliert (Daniel Staehelin, Basler Kommentar, Basel und Frankfurt am Main,

1996, Art. 23 ZGB N. 8).

Bei verheirateten Personen befindet sich

der Mittelpunkt der

Lebensbeziehung, somit der Wohnsitz,

üblicherweise am Wohnort der Familie, nicht am Arbeitsort. Verheiratete

Studierende haben ihren Wohnsitz am Ort der ehelichen Wohnung (Daniel

Staehelin, a.a.O., Art. 23 ZGB N. 11 und Art. 26 ZGB N.4).

Der Beschwerdeführer zog mit seiner

Familie für mehrere Jahre nach Deutschland, um dort ein Theologiestudium zu

absolvieren. Eheli­che Wohnung und Lebensmittelpunkt befanden sich also

fortan - trotz Hinterlegung der Papiere in Raron

und Fortführung von Versicherungen in der Schweiz - in Deutschland, weshalb der

Beschwerdeführer seit dem 1. August 1994 im Wallis keinen Wohnsitz mehr hat. Somit

hatte er keinen Anspruch auf den Bezug von Familienzulagen."

2.7

Nell’evenienza

concreta la Cassa ha respinto la richiesta dell’assicurata tendente

all’ottenimento di un assegno integrativo a favore dei suoi tre figli e di un

assegno di prima infanzia a far tempo dal mese di febbraio 2005, in quanto ha

considerato che la sua unità di riferimento fosse composta anche da __________ __________,

padre di __________ (ultimogenito della ricorrente).

L’amministrazione,

infatti, fondandosi su delle indicazioni fornite dalla Polizia intercomunale di

__________, dopo avere effettuato i necessari controlli, ha concluso che egli

viveva in comunione domestica con la ricorrente. Computando anche i redditi e

le spese di __________, il reddito disponibile residuale dell’assicurata superava

così la relativa soglia di intervento (cfr. doc. 34, C).

L’assicurata, dal canto

suo, nel reclamo del 16 giugno 2005, ha asserito che la relazione affettiva con

__________ era terminata e che da mesi vivevano separati. Il padre di __________

abitava a __________ con la madre e i contatti con il figlio avvenivano tutti i

fine settimana (cfr. doc. 37).

Nel ricorso essa sostiene invece,

da un lato, che la relazione con il padre del suo ultimogenito si è deteriorata

a tal punto che la stessa si è interrotta già nei mesi di ottobre-novembre

2004.

Dall’altro, che nell’interesse del bambino egli si è comunque trasferito

a __________ soltanto a fine aprile 2005 (cfr. doc. I).

Questa Corte è, dunque,

chiamata a determinare se __________ è o meno un componente dell’unità di

riferimento dell’assicurata nel periodo dal mese di febbraio 2005, allorché la

medesima ha interposto domanda degli assegni (cfr. doc. 28), al mese di agosto

2005, quando è stata emessa la decisione su reclamo impugnata.

In proposito va

evidenziato che per costante giurisprudenza il giudice delle

assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base alla

situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è stata

resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione

devono di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (cfr. DTF 130

V 138 consid. 2; STFA del 22 aprile 2005 nella causa S., U 417/04, consid. 1.1.;

STFA del 30 settembre 2002 nella causa N., C 43/00; STFA del 3 dicembre 2001

nella causa R., I 490/00; DLA 2000 pag. 74; STFA del 18 settembre 2000 nella

causa R.S., I 278/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 121

V 366 consid. 1b e sentenze ivi citate).

Al fine di risolvere tale

questione, è di primaria importanza accertare quale fosse il domicilio ai sensi

dell’art. 23 CCS del padre di __________ nel lasso di tempo citato.

La Cassa, come visto, ha

ritenuto che lo stesso fosse domiciliato a __________ basandosi essenzialmente

sui rilevamenti effettuati dalla Polizia intercomunale di __________.

Agli atti, in effetti,

risulta un “Rapporto informativo” del 19 maggio 2005 rilasciato dal comandante

aiutante __________ del seguente tenore:

" Come

richiesto dal vostro ufficio, si è provveduto ad esperire discreti controlli al

fine di stabilire l'effettiva convivenza dei signori sopra citati.

Gli accertamenti esperiti hanno dato i seguenti riscontri:

- da

informazioni assunte risulta che i signori in oggetto risiedono entrambi

all'indirizzo in parola.

- le

autovetture marca __________ targata __________ e __________ targata __________,

in possesso al sig. __________ sono sovente presenti nel parcheggio

dell'abitazione a __________, anche se lo stesso risulta domiciliato a __________.

- la

corrispondenza a nome dei suindicati viene regolarmente consegnata e

ritirata." (Doc. 32)

Inoltre dal rapporto

interno del 2 giugno 2005 della Cassa si evince che:

" In

occasione del colloquio telefonico odierno, il Comandante aiutante __________

della Polizia intercomunale, mi conferma che gli accertamenti sono stati

effettuati sia dagli agenti di polizia direttamente - diurni e notturni - in

occasione dei quali gli agenti hanno potuto costatare come sovente entrambe le

autovetture di proprietà del signor __________, menzionate nel rapporto,

fossero parcheggiate fuori dall'abitazione di __________.

Inoltre, gli agenti hanno raccolto informazioni presso i vicini, i

quali hanno confermato la costante presenza del signor __________ a __________.

L'ufficio postale ha comunicato quanto riportato dal rapporto,

ossia che la corrispondenza a nome della signora RI 1 e del signor __________,

viene regolarmente consegnata e ritirata.

Il comandante __________ precisa pure di aver contattato tel. il

Comune di __________ al fine di ottenere informazioni e di aver avuto una

risposta "sospetta", nel senso che immediatamente e piuttosto

insistentemente, gli è stato confermato che il signor __________ era effettivamente

residente nel Comune.

Il comandante conferma che nulla osta a che, se necessario, la

Cassa menzioni la fonte delle informazioni ottenute, come pure non sussistono

problemi nel caso in cui, a fronte di un'eventuale procedura ricorsuale, gli

agenti fossero chiamati a testimoniare." (Doc. 33)

Al riguardo il TCA rileva

che le informazioni fornite dalla Polizia intercomunale di __________ sono

state fondamentali perché la Cassa concludesse, sia con la decisione formale

del 7 giugno 2005, che con la decisione su reclamo del 24 agosto 2005, che il

padre di __________ convivesse con l’assicurata nel periodo in questione (cfr.

doc. 34, C).

Tuttavia la trascrizione

del colloquio telefonico del 2 giugno 2005, da cui sono emersi elementi ancora

più specifici rispetto al rapporto stilato dal comandante aiutante __________,

non è stata vidimata dalla Polizia stessa, né risulta essere stato, come del

resto il “Rapporto informativo”, sottoposto all’assicurata per osservazioni.

In merito

all’assunzione quali prove di appunti che concernono punti essenziali della

fattispecie, in una decisione del 17 agosto 2005 nella causa J. (C 123/05),

l’Alta Corte si è così espressa:

"

(…)

Diesbezüglich ist zu beachten, dass eine formlos

eingeholte und in einer Aktennotiz festgehaltene mündliche oder telefonische

Auskunft nur insoweit zulässig ist, als damit blosse Nebenpunkte, namentlich

Indizien oder Hilfstatsachen, festgestellt werden. Dagegen kommt grundsätzlich

nur die Form einer schriftlichen Anfrage und Auskunft in Betracht, wenn

Auskünfte zu wesentlichen Punkten des rechtserheblichen Sachverhaltes

einzuholen sind (BGE 117 V 285 Erw. 4c mit Hinweis). Hält ein Mitarbeiter eines

Versicherers den Inhalt eines Telefongesprächs schriftlich fest und bestätigt

die befragte Person mit ihrer Unterschrift ausdrücklich, dass die Wiedergabe

des Gesprächs korrekt ist, ist diesem Schriftstück unter Umständen Beweiswert

zuzuerkennen (RKUV 2003 Nr. U 473 S. 49 Erw. 3.2 mit Hinweisen). Ein solcher

ist auch mit Blick auf Art. 43 Abs. 1 ATSG gegeben (Urteil W. vom 7. Juni 2005,

Dispositivo

H 163/04, Erw. 5 mit Hinweis). Daher hat die Vorinstanz zu Recht erkannt, dass

auf die in den Aktennotizen vom 17. August und 12. November 2004 festgehaltenen

telefonischen Auskünfte der Arbeitgeberin über die voraussichtliche

Anstellungsdauer des Versicherten nicht abgestellt werden kann. Der Anspruch

auf rechtliches Gehör wurde überdies insoweit verletzt, als der Versicherte zur

Aktennotiz vom 12. November 2004 auch im Rahmen des Einspracheverfahrens nicht

hat Stellung nehmen können.

Somit hat die Arbeitslosenkasse gemäss

Dispositiv-Ziffer 1 des vorinstanzlichen Entscheids zu verfahren und die

Abklärungen des rechtserheblichen Sachverhalts in beweistauglicher Form

vorzunehmen.

(…)." (cfr. STFA del 17 agosto 2005 nella causa J., C 123/05)

In una precedente sentenza

del 6 dicembre 1991 nella causa W., pubblicata in DTF 117 V 282, il TFA aveva

osservato:

" (…)

5.- a) Im vorliegenden Fall hat die Verwaltung in

Befolgung des Untersuchungsgrundsatzes zu Recht ergänzende Abklärungen über den

Anteil der betriebsleitenden Funktionen des Beschwerdeführers für notwendig

befunden. Die dabei vorgenommenen Beweiserhebungen betrafen somit einen

wesentlichen Punkt bei der Feststellung des rechtserheblichen Sachverhaltes,

und die Invalidenversicherungs-Kommission hat denn auch entscheidend auf die

entsprechende Auskunft des Präsidenten des Kantonalen

Schreinermeister-Verbandes vom 23. März 1989 abgestellt. Indessen hätte die

Verwaltung nach Massgabe der dargelegten Grundsätze über die Beweiserhebungen

(Erw. 4c in fine) vorgehen müssen. Es ging angesichts der entscheidenden

Bedeutung dieser abzuklärenden Punkte nicht an, dass man es insofern bei bloss

mündlichen Auskünften bewenden liess, die zudem lediglich telefonisch eingeholt

wurden. Vielmehr wäre nur die Form einer schriftlichen Anfrage und Antwort oder

- wenn die Verwaltung von einer schriftlichen Erkundigung absehen wollte -

einer förmlichen Einvernahme des als Sachverständigen zu qualifizierenden

Verbandspräsidenten unter vorgängiger Gewährung der Akteneinsicht in Betracht

gekommen, wobei diesfalls dem Beschwerdeführer Gelegenheit zur Teilnahme an der

Beweiserhebung hätte gegeben werden müssen. Stichhaltige Gründe, die einem

solchen Vorgehen entgegenstünden, lagen nicht vor.

b) Der angefochtenen Verfügung und dem

vorinstanzlichen Entscheid liegt somit eine Sachverhaltsfeststellung in einem

wesentlichen Punkt zugrunde, die mittels einer unzulässigen Beweisabnahme

erfolgt ist. Die angefochtene Verfügung und der kantonale Entscheid sind

deshalb aufzuheben, ohne dass es darauf ankäme, ob Aussicht besteht, dass nach

einem korrekt durchgeführten Beweisverfahren und nach Anhörung des

Beschwerdeführers anders entschieden würde (BGE 112 Ia 7 Erw. 2c in fine und

105 Ia 51 Erw. 2c in fine; vgl. auch BGE 116 V 185 Erw. 1b, je mit

Hinweisen)." (DTF 117 V 282 consid. 5; la sottolineatura è del

redattore)

Di conseguenza, nella

misura in cui si avvale di informazioni fornite dalla Polizia essenziali per

sostenere la propria posizione la Cassa deve assumerle in una forma adeguata,

dando all’insorgente l’opportunità di esprimersi in merito, affinché le stesse

possano assurgere a prova (per un caso analogo cfr. STCA del 16 novembre 2005

nella causa M., 38.2005.5).

In simili circostanze la

decisione su opposizione impugnata va annullata e gli atti rinviati alla Cassa

perché proceda come appena indicato ed emetta una nuova decisione in merito al

diritto dell’assicurata agli assegni integrativi e di prima infanzia per il

periodo dal mese di febbraio 2005 al mese di agosto 2005. L’amministrazione

dovrà comunque tenere conto del fatto che l’assicurata in sede ricorsuale ha

dichiarato che in ogni caso __________ ha abitato a __________ fino alla fine

di aprile 2005 e che le indicazioni fornite dalla Polizia, risultanti dal Rapporto

informativo del 19 maggio 2005 e dalla trascrizione della Cassa del 2 giugno

2005, verosimilmente riguardano unicamente l’arco di tempo da fine aprile agli

inizi di giugno 2005.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo del 24 agosto 2005 va annullata e gli atti rinviati

all’amministrazione perché proceda come indicato al consid. 2.7.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Intimazione

alle parti.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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