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Decisione

39.2007.4

Rimborso di assegno integrativo percepito indebitamente. Nel calcolo dell'assegno non va considerato il valore locativo di uno stabile senza rete elettrica e acqua potabile e pertanto non a disposizio

5 luglio 2007Italiano29 min

Source ti.ch

Fatti

I coniugi

RI 1, con lettera del 29 marzo 2007, hanno indicato di riconfermarsi in quanto

già scritto in precedenza e di richiedere, inoltre, il condono della

somma di fr. 1'773.-- (cfr.doc. V).

In simili

condizioni, ritenuto in particolare, da un lato, che nella decisione su reclamo

è stato espressamente menzionato che la decisione concernente il condono

sarebbe stata emanata solo una volta passata in giudicato la decisione su

reclamo stessa, ossia trascorsi 30 giorni dall’emissione del citato

provvedimento senza che il medesimo fosse impugnato, dall’altro, che,

espressamente interrogati al riguardo dal TCA, gli assicurati hanno in ogni

caso postulato il condono dell’importo da restituire a titolo supplementare (cfr.

doc. V : “inoltre…. chiediamo che ci venga concesso il condono”), questo

Tribunale ritiene che RI 1 e RI 2 abbiano contestato la decisione su reclamo in

relazione alla richiesta restituzione.

Di

conseguenza il TCA entra nel merito del ricorso.

Nel

merito

2.3. L’assegno

integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.

L'art. 24

LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno

integrativo:

"

Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto

all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) coabita, anche soltanto in forma parziale,

con il figlio;

b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre

anni;

c) soddisfa

i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,

ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

L'art. 27

LAF prevede altresì che

"

Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo

massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,

definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i

quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno

dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

Dal tenore

di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto

attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore il 1°

febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps,

anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24 dicembre 2002

pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31

gennaio 2003 pag. 24 segg.).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

Esse non

sono tuttavia applicabili nel caso concreto.

Infatti

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie

giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR

2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H

114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35

consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

Nel caso

in esame la Cassa ha ordinato la restituzione degli assegni integrativi

percepiti da RI 1 dal mese di agosto 2005 al mese di aprile 2006.

In quel

lasso di tempo le ultime modifiche della Laps non erano ancora in vigore.

2.4. Il titolare

ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la

somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui

beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità

di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia

non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

Se, nell’ambito

della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui

potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno

fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota

proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

Il

reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento (art. 5 Laps).

Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria

dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il

regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento

superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione

primaria. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per

l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio

delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) le imposte ordinarie federali, cantonali, comunali sul reddito e

sulla sostanza. (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le persone unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Infine

l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

"

La soglia d’intervento corrisponde alla somma

di:

a) per il titolare importo

corrispondente al limite minimo

del

diritto: previsto dalla legislazione sulle

prestazioni

complementari all'AVS/AI per la

persona

sola

b) per la prima perso- importo

corrispondente alla metà del limite

na

supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle

dell'unità

di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la

mento persona

sola

c) per la seconda e importo corrispondente

al limite minimo

la terza persona

previsto dalla legislazione sulle

supplementare prestazioni

complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il primo figlio

mento:

d) per la quarta e la importo

corrispondente al limite minimo

quinta

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il terzo figlio

mento:

e) per la sesta e ogni importo corrispondente

al limite minimo

ulteriore

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il quinto figlio"

mento:

L'art. 3b

della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in

particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato

alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al

minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.-

franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per

figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento

delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due

primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,

per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro

figlio un terzo (fr. 2'753.--).

Giova,

altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche

della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.

5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.

Più

precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga

all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura

del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.

Considerandi

Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24

settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e

2004.

Giusta il

nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la

legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla LPC

per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004

del 21.12.2004 pag. 9002).

Tali

deroghe sono valide anche per gli anni 2006 e 2007 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps;

79.

LAF; BU 7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42; BU 7/2007 del 6 febbraio

2007.

pag. 49).

2.5

Giusta

l'art. 27 Laps, relativo alla revisione,

"

Il diritto alle prestazioni sociali è soggetto a

revisione su iniziativa dell’organo amministrativo competente o su domanda

dell’utente. (cpv. 1)

L’organo amministrativo competente effettua:

a) revisioni periodiche delle prestazioni sociali ricorrenti di

durata superiore ad un anno e

b) revisioni straordinarie in caso di segnalazione di cambiamenti

rilevanti ai sensi dell’art. 30 e di prestazioni indebitamente percepite. (cpv.

2)

L’utente può sempre chiedere una revisione

straordinaria. (cpv. 3)

Ogni revisione periodica o nuova domanda che

aggiorna il reddito disponibile residuale o l’importo di una prestazione

sociale di complemento armonizzata comporta, per principio, l’adeguamento delle

prestazioni sociali già assegnate. (cpv. 4)

L’ adeguamento delle prestazioni interviene:

a) dal primo giorno del mese successivo alla

revisione periodica;

b) dal primo giorno del mese in cui si è verificato l’evento

all’origine della revisione in caso di revisione straordinaria ad opera

dell’organo amministrativo competente;

c) dal primo giorno del mese in cui è stata depositata la domanda in

caso di revisione chiesta dall’utente. (cpv. 5)."

2.6

Secondo

l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare

"Per l'assegno integrativo e di prima

infanzia si applica altresì l'art. 30 Laps."

L'art. 30

Laps prevede che

"Le persone che compongono l'unità di

riferimento sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi

competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento

rilevante per il diritto delle prestazioni sociali.”

In

proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che

"

E' considerato cambiamento rilevante:

a) un

cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1200.-- annui del

reddito

disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante

per la decisione più recente;

b) una variazione

della composizione dell'unità di riferimento."

2.7

Per quanto

riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede

che

"

Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto

concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

L'art. 26

Laps sancisce:

"

La prestazione sociale indebitamente percepita

deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento

dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto

conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della

prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in

parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona

fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento

al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo

grave. (cpv. 3)”

Il

Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per

quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni

percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata

giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio

N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

2.8

Secondo la

giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile

alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998

menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso

è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In

effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è

senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve

procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a

indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può

richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C

25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung

des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

Per quel

che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare

limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze

del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

È tenuto

alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla

quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è

quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante

sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto

l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame

nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig

bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125

a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella

causa C., C 25/00).

Il

principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle

regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.

art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS

e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se

il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la

persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura

distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la

restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS

e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,

pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

Questo

concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).

2.9

Nell’evenienza

concreta a motivazione dell’ordine di restituzione la Cassa ha posto l’aumento

di salario di cui ha beneficiato RI 2 a partire dal 1° agosto 2005 (cfr. doc.

1).

Dalla

documentazione agli atti risulta, in effetti, che il ricorrente, attivo presso

la __________, dal mese di agosto 2005 ha percepito uno stipendio più elevato

di quello considerato dalla Cassa ai fini del calcolo dell’assegno integrativo,

la quale si era basata su quanto veniva versato all’assicurato precedentemente

al 1° agosto 2005 (cfr. doc. XII14, 3G, 26).

Più

specificatamente, dal mese di agosto 2005 la retribuzione lorda mensile dell’assicurato

è aumentata da fr. 4'350.-- a fr. 4'480.-- (cfr. doc. 26, 3G, 35).

Con

effetto dal mese di febbraio 2006 il salario del ricorrente ha nuovamente

beneficiato di un incremento, risultando di fr. 4'586.-- (cfr. doc. 31).

Di

conseguenza è evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del

reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo

dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.

In simili

condizioni gli insorgenti, da un profilo oggettivo, hanno dunque effettivamente

percepito indebitamente gli assegni integrativi afferenti al periodo agosto

2005-aprile 2006.

2.10

Occorre ora

stabilire se l’importo richiesto in restituzione è corretto.

Per

quanto concerne il reddito da attività lucrativa, RI 2, dal mese di agosto

2005.

al mese di gennaio 2006, ha ricevuto una retribuzione lorda mensile di

fr. 4'480.-- (cfr. doc. 26-30), corrispondenti a fr. 58'240.-- annui

comprensivi della tredicesima.

Tenuto

conto anche dei due assegni di base spettanti all’assicurato per i due figli di

complessivi fr. 4'392.-- annui (fr. 183.-- X 2 X 12; cfr. art. 16 LAF), la

somma complessiva del reddito da attività dipendente ammonta a fr. 62'632.--.

Dal mese

di febbraio al mese di aprile 2006 egli ha poi percepito fr. 4'586.-- lordi

mensili, oltre che fr. 391.-- a titolo di lavoro supplementare (fr. 228.-- +

fr. 163.--; cfr. doc. 31-33). Calcolato su un anno tale reddito, considerata la

tredicesima e gli assegni di base, è pari a fr. 65'574.--.

La Cassa,

nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione

economica degli assicurati (cfr. doc. 1B-1G), ha dunque a ragione computato a

titolo di reddito da attività dipendente l'importo di fr. 62’632.-- dal 1°

agosto 2005 al 31 gennaio 2006 e di fr. 65'574.-- dal 1° febbraio al 30 aprile

2006.

2.11

II reddito

della sostanza immobiliare, ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps e art. 20

LT, comprende in particolare i proventi dalla locazione, dall’affitto,

dall’usufrutto o da altro godimento, il valore locativo di immobili o di parti

di essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo

diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito (cfr.

art. 20 cpv. 1 lett. a, b LT).

Dalle carte

processuali si evince che RI 1, che unitamente al marito è domiciliata a __________,

è proprietaria di alcuni fondi, e meglio della particella N. __________ RF __________

e della particella N. 172 RF __________ in comproprietà con __________ (cfr.

doc. 37, 43). Su entrambi i fondi si erige un edificio abitativo (cfr. doc. 37,

43).

Il valore

locativo di una casa di vacanza deve essere tenuto in considerazione. Esso è

d'altronde imposto pure fiscalmente. Per costante giurisprudenza federale e

cantonale, in ambito fiscale, ciò è giustificato dal fatto di avere

l'abitazione a disposizione per tutto l'anno, indipendentemente dalla sua

effettiva utilizzazione. E' cioè irrilevante l'intensità dell'uso

dell'abitazione da parte del proprietario. Anche chi non occupa o non dà in

locazione un appartamento di vacanza, deve lasciarsi imputare il valore

locativo, che è calcolato per l'intero anno, a condizione che il proprietario

ne possa sempre disporre e che lo stabile sia abitabile tutto l'anno.

Un'eccezione all'imposizione del valore locativo può essere ammessa solo per

appartamenti oggettivamente inutilizzabili e che rimangono vuoti per

l'impossibilità di trovare inquilini a causa di importanti svantaggi oggettivi.

In altre parole, solo impedimenti di natura oggettiva possono, se del caso,

giustificare l'esenzione del valore locativo (cfr. Circolare N. 15/2003 del

gennaio 2003 emessa dalla Divisione delle contribuzioni, p.to 2.3.).

In

particolare nella sentenza pubblicata in RDAT II-1992 N. 8t la Camera di diritto

tributario ha deciso che nella determinazione del valore locativo di un rustico

raggiungibile in automobile tutto l'anno ma privo di riscaldamento centrale e

con un unico WC esterno debba essere considerato che esso non può essere

occupato nei mesi invernali non potendosi ragionevolmente pensare di ottenere

un a temperatura adeguata con il solo ausilio del camino e di stufette

elettriche. In simili condizioni infatti il valore di mercato diminuisce

considerevolmente. In quella fattispecie il valore locativo è stato stabilito

tenendo conto di una possibilità di abitazione limitata ai mesi da maggio a

ottobre.

Nel caso

ora in esame sulla particella N. __________ RF __________ è edificato un

rustico, il quale attualmente è in stato di degrado ad eccezione del tetto. Gli

assicurati, al riguardo, hanno specificato che manca il denaro per poterlo

terminare (cfr. doc. XV). Il rustico nemmeno è allacciato alla rete elettrica

(cfr. doc. B2), né è servito dell’acqua potabile (cfr. doc. B1).

In simili

condizioni, questa Corte ritiene che il rustico sito sul mappale N. __________

a __________ non è a disposizione dei ricorrenti per uso proprio.

Nei

calcoli relativi agli assegni integrativi spettanti a RI 1 non deve, quindi,

essere tenuto conto del valore locativo di tale stabile.

Pertanto

la somma di fr. 2'015.-- conteggiata dalla Cassa va stralciata.

2.12

Per il resto,

sulla base della documentazione agli atti, i nuovi conteggi approntati dalla

Cassa al fine di determinare l’importo effettivo a cui RI 1 ha diritto quale

assegno integrativo per il periodo agosto 2005 - aprile 2006 non presentano

altre voci censurabili.

2.13

Alla luce di

quanto esposto, questa Corte deve concludere che per il periodo dal 1°

agosto 2005 al 31 gennaio 2006, i redditi computabili annui dei ricorrenti,

tenuto conto di un reddito da attività dipendente di fr. 62’632.-- (cfr.

consid. 2.10.), degli altri redditi e dedotto il valore locativo del rustico di

__________ (cfr. consid. 2.11.), ammontano a fr. 64'573.-- (cfr. doc. 1B).

La sostanza, già solo dedotto il debito privato dei ricorrenti,

risulta nulla (cfr. doc. 1B).

Le spese

computabili corrispondono invece a fr. 34'948.-- all’anno, come indicato

dall’amministrazione (cfr. doc. 1c).

Di

conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.4.)

dei ricorrenti è pari a fr. 29'625.-- (redditi computabili di fr. 64’573.-- -

spese computabili di fr. 34’948.--).

La soglia

di intervento per il 2005 e per il 2006 della famiglia dei ricorrenti, formata

da RI 1 e RI 2 e dai loro due figli, come riconosciuto dalla Cassa (cfr. doc.

1D), è pari a fr. 40'070.-- (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.4.; fr. 15'700. --

per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare

dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la seconda persona supplementare

dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la terza persona supplementare

dell’unità di riferimento).

Gli

assicurati hanno diritto all'assegno integrativo allorché il reddito

disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e

alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non

raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.4.).

La lacuna

di reddito Laps, in concreto, è pari a fr. 6’999.-- [fr. 40’070.-- (soglia di

intervento) - fr. 29'625. --(reddito disponibile residuale) - fr. 3’446.--

(sussidio cassa malati)].

L'assicurata

ha, dunque, diritto per il periodo agosto 2005 – gennaio 2006 a un assegno

integrativo di fr. 583.-- (fr. 6’999.-- : 12 mesi).

2.14

Per quanto

concerne il lasso di tempo dal 1° febbraio al 30 aprile 2006, i redditi

computabili annui della famiglia RI 1, tenuto conto di un reddito da attività

dipendente di fr. 65’574.-- (cfr. consid. 2.10.), degli altri redditi e dedotto

il valore locativo del rustico di __________ (cfr. consid. 2.11.), ammontano a

fr. 67'515.-- (cfr. doc. 1E).

La sostanza, già solo dedotto il debito privato dei ricorrenti,

risulta nulla (cfr. doc. 1E).

Le spese

computabili sono pari a fr. 35'291.-- all’anno, come indicato dall’amministrazione

(cfr. doc. 1F).

Di

conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.4.)

degli assicurati è di fr. 32’224.-- (redditi computabili di fr. 67'515.-- -

spese computabili di fr. 35'291.--).

La lacuna

di reddito Laps, nel caso di specie, corrisponde a fr. 4’400.-- [fr. 40’070.--

(soglia di intervento) - fr. 32'224.-- (reddito disponibile residuale) - fr.

3’446.-- (sussidio cassa malati)].

La

ricorrente ha, perciò, diritto per il periodo febbraio – aprile 2006 a un

assegno integrativo di fr. 367.-- (fr. 4’400.-- : 12 mesi).

2.15

Ne discende

che per il periodo agosto 2005 – gennaio 2006 RI 1 ha percepito un assegno

integrativo - di fr. 540.-- - di valore inferiore a quello in realtà spettantele

- fr. 583.--.

Per

l’arco di tempo febbraio – aprile 2006, invece, la ricorrente ha beneficiato di

un assegno - di fr. 540.-- - più elevato rispetto all’importo - fr.

367.

-- - a cui aveva diritto.

In simili

circostanze l'ordine di restituzione deve essere rettificato nel senso che la

somma da rimborsare ammonta a fr. 261.-- [(fr. 540.-- x 3 mesi – fr. 367.-- x 3

mesi) - (fr. 583.-- x 6 mesi – fr. 540.-- x 6 mesi)].

2.16

Va, infine, evidenziato

che questa Corte non può chinarsi sulla richiesta di condono, in quanto non

oggetto della decisione querelata.

E'

infatti la decisione impugnata che costituisce il presupposto ed il

contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STFA C

344/05 dell’11 dicembre 2006 consid. 1.1.; SVR 2005 AHV

Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 125 V 4-3; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV

81, p. 294).

Va,

tuttavia, ricordato che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare

una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale

della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo

è stabilito definitivamente.

Gli atti

vengono, pertanto, trasmessi alla Cassa perché, una volta passata in giudicato

la presente sentenza, si pronunci in merito alla domanda di condono formulata

da RI 1 e RI 2 (cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

parzialmente accolto.

La

decisione su reclamo del 13 febbraio 2007 è annullata e riformata nel senso che

i ricorrenti sono tenuti a restituire l’importo di fr. 261.-- a titolo di

assegni integrativi percepiti a torto.

2. Gli atti

vengono trasmessi alla Cassa perché, una volta passata in giudicato la presente

sentenza, si pronunci in merito alla domanda di condono formulata dai

ricorrenti.

3. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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