39.2007.4
Rimborso di assegno integrativo percepito indebitamente. Nel calcolo dell'assegno non va considerato il valore locativo di uno stabile senza rete elettrica e acqua potabile e pertanto non a disposizio
5 luglio 2007Italiano29 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
39.2007.4
Data decisione, Autorità:
05.07.2007, TCA
Titolo:
Rimborso di assegno integrativo percepito indebitamente. Nel calcolo dell'assegno non va considerato il valore locativo di uno stabile senza rete elettrica e acqua potabile e pertanto non a disposizione dell'interessato per uso proprio.
ASSEGNO INTEGRATIVO
CALCOLO DELL'ASSEGNO
CONDONO
OBBLIGO DI INFORMARE
PAGAMENTO DELL'ASSEGNO
VALORE LOCATIVO
art. 16 LAF-TI
art. 24 LAF-TI
art. 27 LAF-TI
art. 41 cpv. 2 LAF-TI
art. 44 cpv. 4 LAF-TI
art. 79 LAF-TI
art. 49 LAI
art. 5 LAPS
art. 6 LAPS
art. 7 LAPS
art. 8 LAPS
art. 9 LAPS
art. 10 LAPS
art. 10a LAPS
art. 11 LAPS
art. 26 LAPS
art. 27 LAPS
art. 30 LAPS
art. 37 cpv. 3 LAPS
art. 37 cpv. 4 LAPS
art. 47 cpv. 1 LAVS
art. 3b LPC
art. 5 cpv. 1 let. b cf. 2 LPC
art. 27 LPC
art. 79 OAVS
Raccomandata
Incarto n.
39.2007.4
rs
Lugano
5 luglio 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 12 marzo 2007 di
1. RI 1
2. RI 2
contro
la decisione su reclamo del 13 febbraio
2007 emanata da
Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle
in materia di assegni di famiglia
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione dell’8 gennaio 2007 la Cassa cantonale assegni familiari (di seguito
la Cassa) ha ordinato a RI 1 e RI 2 di restituire l’importo di fr. 2'095.--
percepiti indebitamente a titolo di assegni integrativi dal 1° agosto 2005 al
31 maggio 2006 (cfr. doc. 1).
1.2. Con decisione
su reclamo del 13 febbraio 2007 la Cassa ha accolto il reclamo interposto dagli
assicurati (cfr. doc. 3) e ha conseguentemente ridotto la somma chiesta in
restituzione a fr. 1'773.-- per il periodo 1° agosto 2005 – 30 aprile 2006
(cfr. doc. A).
1.3. Contro la
decisione su reclamo RI 1 e RI 1 hanno inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
nel quale si sono così espressi:
"
(…)
Ci è stato ordinato di
restituire l’importo totale di fr. 1'773.-- per assegni integrativi versati dal
01 agosto 2005 al 31 maggio 2006 (recte: 30 aprile 2006) in quanto,
secondo il calcolo fatto dalla Cassa, l’ammontare degli stessi era percepito a
torto.
Innanzi tutto non era
nostra intenzione approfittare senza alcun diritto degli assegni famigliari, ma
purtroppo le prestazioni percepite ci hanno aiutato ad arrivare alla fine mese
e questo risulta dalle documentazioni presentate alla Cassa.
La nostra reale situazione
finanziaria purtroppo non ci permette di restituire l’importo sopra menzionato
e chiediamo l’esonero a tale impegno.
Vogliate cortesemente
prendere atto del presente ricorso.” (Doc. I)
1.4. La Cassa, il
22 marzo 2007, ha evidenziato, dopo aver rilevato che l’impugnativa verte
unicamente sull’ottenimento del condono, che una decisione in materia di
condono non è ancora stata emanata. Pertanto l’amministrazione ha chiesto di
dichiarare irricevibile il ricorso (cfr. doc. III).
1.5. Pendente causa
questa Corte ha invitato gli assicurati a confermare che con il ricorso del 12
marzo 2007 non intendevano contestare la decisione di restituzione, bensì
soltanto chiedere il condono (cfr. doc. IV).
Il 29
marzo 2007 RI 1 e RI 2 hanno dichiarato:
"
(…)
vi riconfermiamo quanto già stato scritto in
precedenza.
Inoltre qui di seguito,
chiediamo che ci venga concesso il
CONDONO
per la cifra
corrispondente a Fr. 1'773.-- (millesettecentosettantatre) di assegni
integrativi percepiti dal 01 agosto 2005 al 31 maggio 2006 (recte: 30 aprile
2006), in quanto non siamo tuttora in grado di restituire tale importo.”
(Doc. V)
1.6. La Cassa, in
risposta, ha postulato la reiezione del ricorso (cfr.doc. VII).
1.7. Il 3 maggio
2007 gli assicurati hanno sostanzialmente ribadito la richiesta di condono
dell’importo di fr. 1'773.--, poiché al momento è per loro difficile affrontare
un simile e grave onere finanziario (cfr. doc. IX).
1.8. Il 18 maggio
2007 il TCA ha postulato la trasmissione da parte dell’amministrazione dell’incarto
completo concernente l’assegno integrativo attribuito ai ricorrenti con particolare
riferimento al periodo agosto 2005 – maggio 2006 (cfr. doc. XI).
La Cassa
ha inviato il proprio incarto il 25 maggio 2007 e l’incarto dello Sportello
Laps di __________ il 1° giugno 2007 (cfr. doc. XI, XII; XIII+bis).
1.9. Questo
Tribunale, il 2 giugno 2007, ha assegnato ai ricorrenti un termine per
visionare gli atti inviati dall’amministrazione e per presentare eventuali
osservazioni.
Inoltre è
stato chiesto loro di comprovare quanto risulta dalla dichiarazione del 23
maggio 2006, ossia che il rustico sito alla particella N. __________ RF di __________
non è abitabile, tramite un’attestazione della __________ secondo cui la
particella N. __________ RF di __________ non è oggetto di un allacciamento
alla rete elettrica e una certificazione dell’Azienda Acqua Potabile competente
indicante che l’immobile non dispone di acqua potabile (cfr.doc. XIV).
Gli
assicurati hanno risposto con scritto del 15 giugno 2007 al quale hanno
allegato della documentazione (cfr. doc. XV, B1-4).
1.10. I doc. XIV e
XV + B1-6 sono stati trasmessi alla Cassa per osservazioni (cfr. doc. XVI).
L’amministrazione,
il 25 giugno 2007, ha comunicato di non avere osservazioni da formulare,
considerato che per quanto attiene alla domanda di condono non è ancora stata
emessa la formale decisione (cfr. doc. XVII).
1.11. Il doc. XVII
è stato inviato agli assicurati per conoscenza (cfr. doc. XVIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).
2.2. Come esposto
nella parte in fatto, l’8 gennaio 2007 la Cassa ha emesso nei confronti dei
ricorrenti un ordine di restituzione dell’importo di fr. 2'095.-- (cfr. doc. I)
percepiti a torto a titolo di assegni integrativi nel periodo agosto 2005 –
maggio 2006.
Tale
ammontare è poi stato ridotto a fr. 1'773.-- con decisione su reclamo del 13
febbraio 2007. L’amministrazione ha infatti riconosciuto che l’assegno per il
mese di maggio 2006 non era stato versato a RI 1 (cfr. doc. A).
RI 1 e RI
2 hanno inoltrato ricorso al TCA contro la decisione su reclamo del 13 febbraio
2007.
Questa
Corte ha interpellato i ricorrenti in merito alla loro intenzione o meno di
chiedere unicamente il condono e di non contestare l’ordine di rimborso (cfr.
doc. IV).
Fatti
I coniugi
RI 1, con lettera del 29 marzo 2007, hanno indicato di riconfermarsi in quanto
già scritto in precedenza e di richiedere, inoltre, il condono della
somma di fr. 1'773.-- (cfr.doc. V).
In simili
condizioni, ritenuto in particolare, da un lato, che nella decisione su reclamo
è stato espressamente menzionato che la decisione concernente il condono
sarebbe stata emanata solo una volta passata in giudicato la decisione su
reclamo stessa, ossia trascorsi 30 giorni dall’emissione del citato
provvedimento senza che il medesimo fosse impugnato, dall’altro, che,
espressamente interrogati al riguardo dal TCA, gli assicurati hanno in ogni
caso postulato il condono dell’importo da restituire a titolo supplementare (cfr.
doc. V : “inoltre…. chiediamo che ci venga concesso il condono”), questo
Tribunale ritiene che RI 1 e RI 2 abbiano contestato la decisione su reclamo in
relazione alla richiesta restituzione.
Di
conseguenza il TCA entra nel merito del ricorso.
Nel
merito
2.3. L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.
L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:
"
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:
a) coabita, anche soltanto in forma parziale,
con il figlio;
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni;
c) soddisfa
i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)
Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,
ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)
... (cpv. 3)."
L'art. 27
LAF prevede altresì che
"
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,
definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i
quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)
In ogni caso, dall’importo erogabile vanno
dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."
Dal tenore
di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per quanto
attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore il 1°
febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps,
anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31
gennaio 2003 pag. 24 segg.).
Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
Esse non
sono tuttavia applicabili nel caso concreto.
Infatti
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR
2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35
consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).
Nel caso
in esame la Cassa ha ordinato la restituzione degli assegni integrativi
percepiti da RI 1 dal mese di agosto 2005 al mese di aprile 2006.
In quel
lasso di tempo le ultime modifiche della Laps non erano ancora in vigore.
2.4. Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).
Se, nell’ambito
della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di cui
potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne hanno
fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una quota
proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).
Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).
Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio
delle persone non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) le imposte ordinarie federali, cantonali, comunali sul reddito e
sulla sostanza. (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le persone unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Infine
l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:
"
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di:
a) per il titolare importo
corrispondente al limite minimo
del
diritto: previsto dalla legislazione sulle
prestazioni
complementari all'AVS/AI per la
persona
sola
b) per la prima perso- importo
corrispondente alla metà del limite
na
supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle
dell'unità
di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la
mento persona
sola
c) per la seconda e importo corrispondente
al limite minimo
la terza persona
previsto dalla legislazione sulle
supplementare prestazioni
complementari all'AVS/AI
dell'unità
di riferi- per il primo figlio
mento:
d) per la quarta e la importo
corrispondente al limite minimo
quinta
persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare
prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità
di riferi- per il terzo figlio
mento:
e) per la sesta e ogni importo corrispondente
al limite minimo
ulteriore
persona previsto dalla legislazione sulle
supplementare
prestazioni complementari all'AVS/AI
dell'unità
di riferi- per il quinto figlio"
mento:
L'art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in
particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al
minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.-
franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per
figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento
delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due
primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,
per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro
figlio un terzo (fr. 2'753.--).
Giova,
altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche
della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.
5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.
Più
precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga
all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura
del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.
Considerandi
Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24
settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e
2004.
Giusta il
nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la
legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla LPC
per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004
del 21.12.2004 pag. 9002).
Tali
deroghe sono valide anche per gli anni 2006 e 2007 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps;
79.
LAF; BU 7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42; BU 7/2007 del 6 febbraio
2007.
pag. 49).
2.5
Giusta
l'art. 27 Laps, relativo alla revisione,
"
Il diritto alle prestazioni sociali è soggetto a
revisione su iniziativa dell’organo amministrativo competente o su domanda
dell’utente. (cpv. 1)
L’organo amministrativo competente effettua:
a) revisioni periodiche delle prestazioni sociali ricorrenti di
durata superiore ad un anno e
b) revisioni straordinarie in caso di segnalazione di cambiamenti
rilevanti ai sensi dell’art. 30 e di prestazioni indebitamente percepite. (cpv.
2)
L’utente può sempre chiedere una revisione
straordinaria. (cpv. 3)
Ogni revisione periodica o nuova domanda che
aggiorna il reddito disponibile residuale o l’importo di una prestazione
sociale di complemento armonizzata comporta, per principio, l’adeguamento delle
prestazioni sociali già assegnate. (cpv. 4)
L’ adeguamento delle prestazioni interviene:
a) dal primo giorno del mese successivo alla
revisione periodica;
b) dal primo giorno del mese in cui si è verificato l’evento
all’origine della revisione in caso di revisione straordinaria ad opera
dell’organo amministrativo competente;
c) dal primo giorno del mese in cui è stata depositata la domanda in
caso di revisione chiesta dall’utente. (cpv. 5)."
2.6
Secondo
l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare
"Per l'assegno integrativo e di prima
infanzia si applica altresì l'art. 30 Laps."
L'art. 30
Laps prevede che
"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento
rilevante per il diritto delle prestazioni sociali.”
In
proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che
"
E' considerato cambiamento rilevante:
a) un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1200.-- annui del
reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;
b) una variazione
della composizione dell'unità di riferimento."
2.7
Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede
che
"
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto
concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."
L'art. 26
Laps sancisce:
"
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)”
Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr. Messaggio
N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
2.8
Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C
25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig
bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea 1984, pag. 125
a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20 ottobre 2000 nella
causa C., C 25/00).
Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).
2.9
Nell’evenienza
concreta a motivazione dell’ordine di restituzione la Cassa ha posto l’aumento
di salario di cui ha beneficiato RI 2 a partire dal 1° agosto 2005 (cfr. doc.
1).
Dalla
documentazione agli atti risulta, in effetti, che il ricorrente, attivo presso
la __________, dal mese di agosto 2005 ha percepito uno stipendio più elevato
di quello considerato dalla Cassa ai fini del calcolo dell’assegno integrativo,
la quale si era basata su quanto veniva versato all’assicurato precedentemente
al 1° agosto 2005 (cfr. doc. XII14, 3G, 26).
Più
specificatamente, dal mese di agosto 2005 la retribuzione lorda mensile dell’assicurato
è aumentata da fr. 4'350.-- a fr. 4'480.-- (cfr. doc. 26, 3G, 35).
Con
effetto dal mese di febbraio 2006 il salario del ricorrente ha nuovamente
beneficiato di un incremento, risultando di fr. 4'586.-- (cfr. doc. 31).
Di
conseguenza è evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo andava rivisto in base al nuovo reddito più elevato.
In simili
condizioni gli insorgenti, da un profilo oggettivo, hanno dunque effettivamente
percepito indebitamente gli assegni integrativi afferenti al periodo agosto
2005-aprile 2006.
2.10
Occorre ora
stabilire se l’importo richiesto in restituzione è corretto.
Per
quanto concerne il reddito da attività lucrativa, RI 2, dal mese di agosto
2005.
al mese di gennaio 2006, ha ricevuto una retribuzione lorda mensile di
fr. 4'480.-- (cfr. doc. 26-30), corrispondenti a fr. 58'240.-- annui
comprensivi della tredicesima.
Tenuto
conto anche dei due assegni di base spettanti all’assicurato per i due figli di
complessivi fr. 4'392.-- annui (fr. 183.-- X 2 X 12; cfr. art. 16 LAF), la
somma complessiva del reddito da attività dipendente ammonta a fr. 62'632.--.
Dal mese
di febbraio al mese di aprile 2006 egli ha poi percepito fr. 4'586.-- lordi
mensili, oltre che fr. 391.-- a titolo di lavoro supplementare (fr. 228.-- +
fr. 163.--; cfr. doc. 31-33). Calcolato su un anno tale reddito, considerata la
tredicesima e gli assegni di base, è pari a fr. 65'574.--.
La Cassa,
nei nuovi calcoli degli assegni integrativi adeguati alla reale situazione
economica degli assicurati (cfr. doc. 1B-1G), ha dunque a ragione computato a
titolo di reddito da attività dipendente l'importo di fr. 62’632.-- dal 1°
agosto 2005 al 31 gennaio 2006 e di fr. 65'574.-- dal 1° febbraio al 30 aprile
2006.
2.11
II reddito
della sostanza immobiliare, ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps e art. 20
LT, comprende in particolare i proventi dalla locazione, dall’affitto,
dall’usufrutto o da altro godimento, il valore locativo di immobili o di parti
di essi che il contribuente ha a disposizione per uso proprio in forza del suo
diritto di proprietà o di un usufrutto ottenuto a titolo gratuito (cfr.
art. 20 cpv. 1 lett. a, b LT).
Dalle carte
processuali si evince che RI 1, che unitamente al marito è domiciliata a __________,
è proprietaria di alcuni fondi, e meglio della particella N. __________ RF __________
e della particella N. 172 RF __________ in comproprietà con __________ (cfr.
doc. 37, 43). Su entrambi i fondi si erige un edificio abitativo (cfr. doc. 37,
43).
Il valore
locativo di una casa di vacanza deve essere tenuto in considerazione. Esso è
d'altronde imposto pure fiscalmente. Per costante giurisprudenza federale e
cantonale, in ambito fiscale, ciò è giustificato dal fatto di avere
l'abitazione a disposizione per tutto l'anno, indipendentemente dalla sua
effettiva utilizzazione. E' cioè irrilevante l'intensità dell'uso
dell'abitazione da parte del proprietario. Anche chi non occupa o non dà in
locazione un appartamento di vacanza, deve lasciarsi imputare il valore
locativo, che è calcolato per l'intero anno, a condizione che il proprietario
ne possa sempre disporre e che lo stabile sia abitabile tutto l'anno.
Un'eccezione all'imposizione del valore locativo può essere ammessa solo per
appartamenti oggettivamente inutilizzabili e che rimangono vuoti per
l'impossibilità di trovare inquilini a causa di importanti svantaggi oggettivi.
In altre parole, solo impedimenti di natura oggettiva possono, se del caso,
giustificare l'esenzione del valore locativo (cfr. Circolare N. 15/2003 del
gennaio 2003 emessa dalla Divisione delle contribuzioni, p.to 2.3.).
In
particolare nella sentenza pubblicata in RDAT II-1992 N. 8t la Camera di diritto
tributario ha deciso che nella determinazione del valore locativo di un rustico
raggiungibile in automobile tutto l'anno ma privo di riscaldamento centrale e
con un unico WC esterno debba essere considerato che esso non può essere
occupato nei mesi invernali non potendosi ragionevolmente pensare di ottenere
un a temperatura adeguata con il solo ausilio del camino e di stufette
elettriche. In simili condizioni infatti il valore di mercato diminuisce
considerevolmente. In quella fattispecie il valore locativo è stato stabilito
tenendo conto di una possibilità di abitazione limitata ai mesi da maggio a
ottobre.
Nel caso
ora in esame sulla particella N. __________ RF __________ è edificato un
rustico, il quale attualmente è in stato di degrado ad eccezione del tetto. Gli
assicurati, al riguardo, hanno specificato che manca il denaro per poterlo
terminare (cfr. doc. XV). Il rustico nemmeno è allacciato alla rete elettrica
(cfr. doc. B2), né è servito dell’acqua potabile (cfr. doc. B1).
In simili
condizioni, questa Corte ritiene che il rustico sito sul mappale N. __________
a __________ non è a disposizione dei ricorrenti per uso proprio.
Nei
calcoli relativi agli assegni integrativi spettanti a RI 1 non deve, quindi,
essere tenuto conto del valore locativo di tale stabile.
Pertanto
la somma di fr. 2'015.-- conteggiata dalla Cassa va stralciata.
2.12
Per il resto,
sulla base della documentazione agli atti, i nuovi conteggi approntati dalla
Cassa al fine di determinare l’importo effettivo a cui RI 1 ha diritto quale
assegno integrativo per il periodo agosto 2005 - aprile 2006 non presentano
altre voci censurabili.
2.13
Alla luce di
quanto esposto, questa Corte deve concludere che per il periodo dal 1°
agosto 2005 al 31 gennaio 2006, i redditi computabili annui dei ricorrenti,
tenuto conto di un reddito da attività dipendente di fr. 62’632.-- (cfr.
consid. 2.10.), degli altri redditi e dedotto il valore locativo del rustico di
__________ (cfr. consid. 2.11.), ammontano a fr. 64'573.-- (cfr. doc. 1B).
La sostanza, già solo dedotto il debito privato dei ricorrenti,
risulta nulla (cfr. doc. 1B).
Le spese
computabili corrispondono invece a fr. 34'948.-- all’anno, come indicato
dall’amministrazione (cfr. doc. 1c).
Di
conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.4.)
dei ricorrenti è pari a fr. 29'625.-- (redditi computabili di fr. 64’573.-- -
spese computabili di fr. 34’948.--).
La soglia
di intervento per il 2005 e per il 2006 della famiglia dei ricorrenti, formata
da RI 1 e RI 2 e dai loro due figli, come riconosciuto dalla Cassa (cfr. doc.
1D), è pari a fr. 40'070.-- (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.4.; fr. 15'700. --
per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare
dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la seconda persona supplementare
dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la terza persona supplementare
dell’unità di riferimento).
Gli
assicurati hanno diritto all'assegno integrativo allorché il reddito
disponibile residuale, sommato al sussidio per il premio della cassa malati e
alle prestazioni sociali di complemento di cui un assicurato beneficia, non
raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.4.).
La lacuna
di reddito Laps, in concreto, è pari a fr. 6’999.-- [fr. 40’070.-- (soglia di
intervento) - fr. 29'625. --(reddito disponibile residuale) - fr. 3’446.--
(sussidio cassa malati)].
L'assicurata
ha, dunque, diritto per il periodo agosto 2005 – gennaio 2006 a un assegno
integrativo di fr. 583.-- (fr. 6’999.-- : 12 mesi).
2.14
Per quanto
concerne il lasso di tempo dal 1° febbraio al 30 aprile 2006, i redditi
computabili annui della famiglia RI 1, tenuto conto di un reddito da attività
dipendente di fr. 65’574.-- (cfr. consid. 2.10.), degli altri redditi e dedotto
il valore locativo del rustico di __________ (cfr. consid. 2.11.), ammontano a
fr. 67'515.-- (cfr. doc. 1E).
La sostanza, già solo dedotto il debito privato dei ricorrenti,
risulta nulla (cfr. doc. 1E).
Le spese
computabili sono pari a fr. 35'291.-- all’anno, come indicato dall’amministrazione
(cfr. doc. 1F).
Di
conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.4.)
degli assicurati è di fr. 32’224.-- (redditi computabili di fr. 67'515.-- -
spese computabili di fr. 35'291.--).
La lacuna
di reddito Laps, nel caso di specie, corrisponde a fr. 4’400.-- [fr. 40’070.--
(soglia di intervento) - fr. 32'224.-- (reddito disponibile residuale) - fr.
3’446.-- (sussidio cassa malati)].
La
ricorrente ha, perciò, diritto per il periodo febbraio – aprile 2006 a un
assegno integrativo di fr. 367.-- (fr. 4’400.-- : 12 mesi).
2.15
Ne discende
che per il periodo agosto 2005 – gennaio 2006 RI 1 ha percepito un assegno
integrativo - di fr. 540.-- - di valore inferiore a quello in realtà spettantele
- fr. 583.--.
Per
l’arco di tempo febbraio – aprile 2006, invece, la ricorrente ha beneficiato di
un assegno - di fr. 540.-- - più elevato rispetto all’importo - fr.
367.
-- - a cui aveva diritto.
In simili
circostanze l'ordine di restituzione deve essere rettificato nel senso che la
somma da rimborsare ammonta a fr. 261.-- [(fr. 540.-- x 3 mesi – fr. 367.-- x 3
mesi) - (fr. 583.-- x 6 mesi – fr. 540.-- x 6 mesi)].
2.16
Va, infine, evidenziato
che questa Corte non può chinarsi sulla richiesta di condono, in quanto non
oggetto della decisione querelata.
E'
infatti la decisione impugnata che costituisce il presupposto ed il
contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STFA C
344/05 dell’11 dicembre 2006 consid. 1.1.; SVR 2005 AHV
Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 125 V 4-3; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV
81, p. 294).
Va,
tuttavia, ricordato che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare
una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale
della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo
è stabilito definitivamente.
Gli atti
vengono, pertanto, trasmessi alla Cassa perché, una volta passata in giudicato
la presente sentenza, si pronunci in merito alla domanda di condono formulata
da RI 1 e RI 2 (cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
parzialmente accolto.
La
decisione su reclamo del 13 febbraio 2007 è annullata e riformata nel senso che
i ricorrenti sono tenuti a restituire l’importo di fr. 261.-- a titolo di
assegni integrativi percepiti a torto.
2. Gli atti
vengono trasmessi alla Cassa perché, una volta passata in giudicato la presente
sentenza, si pronunci in merito alla domanda di condono formulata dai
ricorrenti.
3. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster