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Decisione

39.2008.1

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

7 agosto 2008Italiano37 min

Source ti.ch

Fatti

i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,

ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

L'art. 27

LAF prevede altresì che

"

Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo

massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,

definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i

quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno

dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

2.3. Gli art. 31

e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima

infanzia.

L’art. 31

LAF, che si riferisce alla famiglia monoparentale, stabilisce quanto segue:

"

Il genitore ha diritto all’assegno, per il

figlio, se cumulativamente:

a) è domiciliato nel Cantone al momento della

richiesta;

b) coabita costantemente

con il figlio;

c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre

anni;

d) il reddito disponibile del genitore, inclusi

gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della legge

nonché gli eventuali obblighi alimentari, è inferiore ai limiti posti dall’art.

24 cpv. 1 lett. c).”

L’art. 35

LAF enuncia inoltre che:

"

Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,

l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito

disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito

previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,

cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre

anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai

tre anni. (cpv. 1)

2Dall’importo

erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)"

Dal

tenore di queste norme legali risulta che la LAF - la cui prima revisione, per

quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in

vigore il 1° febbraio 2003 - per il calcolo degli assegni integrativi rinvia

alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24

dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU

3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.4. Nell’evenienza

concreta, come visto nei fatti, la Cassa ha riconosciuto all’insorgente un

assegno integrativo di fr. 505.-- al mese e un assegno di prima infanzia di fr.

1'673.-- al mese a decorrere dal 1° novembre 2007, ritenendo che, ai sensi

dell’art. 23 Laps, le prestazioni devono essere versate a partire dal mese

successivo a quello in cui la domanda è inoltrata e le condizioni legali sono

adempiute (questa ultime in casu si sono realizzate nel mese di ottobre 2007), a

prescindere dal fatto che la richiesta sia comunque stata formulata già in

precedenza (in concreto: nel mese di settembre 2007; cfr. doc. E, III).

La

ricorrente, dal canto suo, ha postulato la concessione degli assegni dal mese di

ottobre 2007, sostenendo che il legislatore con la modifica dell’art. 23 Laps

non abbia voluto introdurre un periodo di carenza di un mese, bensì unicamente

porre rimedio alle conseguenze dei tempi amministrativi dell’iter decisionale

delle domande di prestazioni (cfr. doc. I, VII).

Questa

Corte deve, dunque, verificare se la Cassa poteva o meno, sulla base dell’art.

23 Laps, fissare l’inizio del diritto agli assegni familiari a partire dal mese

di novembre 2007, nonostante la relativa domanda fosse stata interposta già nel

settembre 2007 (il 7 settembre 2007 presso il Comune di __________ è stato

stabilito l’appuntamento con lo sportello Laps di __________ per il 14 settembre

2007 - cfr. doc. 1/27. Determinante, ai fini della decorrenza del diritto alle

prestazioni, è infatti il giorno in cui presso il Comune viene fissato

l’appuntamento con lo sportello Laps competente; cfr. STCA 39.2006.3 del 20

luglio 2006, massimata in Rtid I-2007 N. 17 pag. 81; STCA 42.2008.1 del 6 marzo

2008) e i presupposti legali per beneficiare delle citate prestazioni fossero

ossequiati a fare tempo dal 1° ottobre 2007 (il contratto di locazione relativo

all’appartamento dove si sono trasferite l’assicurata e la figlia dopo la

separazione dal padre di __________ è stato concluso dalla ricorrente con

effetto dal 1° ottobre 2007; cfr. doc. 1/25).

2.5. L’art. 23

Laps, in vigore dal 1° ottobre 2006, enuncia che:

"

Il diritto al pagamento delle prestazioni

sociali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito della domanda

e se sono adempiute le condizioni legali a cui esso è subordinato”

Per

costante giurisprudenza federale il significato di una norma deve essere inteso

innanzitutto in senso letterale. Se il testo di un disposto legale è chiaro e

non sia pertanto necessario far capo ad altri metodi di interpretazione ai fini

di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso letterale solo ove

esistano motivi seri per ritenere che esso non corrisponda al vero senso del

disposto in esame. Tali motivi possono risultare dai lavori preparatori, dal

fondamento e dallo scopo della norma in questione, così come dalla relazione

con altre disposizioni (cfr. STFA del 2 febbraio 2006 nella causa S., B 124/04;

DTF 131 V 93; DTF 131 V 128; DTF 135 V 232; RAMI 2001, pag. 134, in particolare

pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, 126 III 101, consid. 2c,

pag. 104).

Secondo

la giurisprudenza si può derogare eccezionalmente al senso letterale di un

testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili,

contrarie alla volontà del legislatore (SVR 2006 ALV Nr. 11). Devono, cioè,

esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori

preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla

sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non

esprime il vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998

nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a,

DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121

III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121

V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338

consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429

consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique

VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V

5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/

Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg.,

Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve, dunque, condurre a dei risultati

manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen),

che contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag.

228 consid. 2b).

Invece,

quando il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo

sono possibili, dev’essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in

considerazione tutti gli elementi d’interpretazione, in particolare lo scopo

della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende

fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (SVR

2006 ALV Nr. 11; DTF 130 II 71 consid. 4.2, DTF 130 V

232 consid. 2.2, DTF 130 V 295 consid. 5.3.1, DTF 130 V 428 consid. 3.2, DTF

130 V 475 consid. 6.5.1, DTF 130 V 484 consid. 5.2, DTF

130 V 129 V 284 consid. 4.2 e riferimenti).

I lavori

preparatori possono costituire un valido aiuto per individuare il senso della

norma ed evitare così interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non

forniscono una risposta chiara, essi non sono invece utili come aiuto per

l'interpretazione. In particolare trovandosi confrontati con delle leggi

relativamente recenti la volontà del legislatore che le ha adottate non può

essere ignorata. Se però questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di

legge, essa non è decisiva per l'interpretazione. In particolare, se durante le

discussioni legislative è stata espressamente rifiutata una proposta di

completare la legge nel senso di quella che rappresenta ora una possibilità di

interpretazione, tale interpretazione non può essere presa in considerazione

(cfr. DTF 123 V 301, DTF 123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento

alla giurisprudenza e alla dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474

consid. 5a, 120 II 247 consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid.

5c, 116 II 415 consid. 5b e 527 f consid. 2b).

Ad esempio,

in una sentenza pubblicata in SVR 2006 ALV Nr. 11 il TFA ha stabilito che il

testo dell’art. 36 cpv. 3 LADI è “chiaro e univoco” e che dal “messaggio del

Consiglio federale 2 luglio 1980 concernente una nuova legge federale

sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità per

insolvenza (FF 1980 III 532 seg.) non si evince nulla a sostegno della tesi

opposta”, sostenuta dall’amministrazione.

In

un’altra sentenza pubblicata in DTF 131 V 90, nella quale ha ritenuto chiaro il

senso dell’art. 86 cpv. 1 lett. b OPI, l’Alta Corte ha così riassunto gli

abituali metodi d’interpretazione della legge:

"

4.1 Dans la mesure où l’application des

dispositions régissant l’indemnité pour changement d’occupation est en cause,

le sens et la porte de ces dispositions doivent être déterminés selon les

règles usuelles d’interprétation de la loi. Ainsi, il faut en premier lieu se

fonder sur la lettre de la disposition en cause (interprétation littérale). Si

le texte de cette dernière n’est pas absolument clair, si plusieurs

interprétations de celui-ci sont possibles, le juge recherchera la véritable

portée de la norme en la dégageant de sa relation avec d’autres dispositions,

de son contexte (interprétation systématique), du but poursuivi, singulièrement

de l’intérêt protégé (interprétation téléologique), ainsi que de la volonté de

son auteur telle qu’elle ressort notamment des travaux préparatoires

(interprétation historique).

Le sens que prend la disposition dans son

contexte est également important (ATF 129 V 263 s. consid. 5.1 et les arrêts

cités; voir aussi ATF 130 II 71 consid. 4.2, 130 V 50 consid. 3.2.1, 129 II 356

consid. 3.3, 129 V 165 consid. 3.5, 284 consid. 4.2 et les références).”

2.6. Il testo

dell’art. 23 Laps stabilisce, come visto, che il diritto al pagamento delle

prestazioni sociali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito

della domanda e se sono adempiute le condizioni legali a cui esso è

subordinato.

Dal

tenore letterale del disposto emergono in modo indubbio due elementi.

In

primo luogo, il legislatore ha previsto che un assicurato, per beneficiare

delle prestazioni sociali contemplate dalla Laps, deve aver interposto la

domanda tendente all’ottenimento di tali prestazioni e deve ossequiare i

presupposti legali specifici per ogni prestazione Laps.

Per

quanto attiene all’inoltro della richiesta, come già esposto sopra (cfr.

consid. 2.4.), determinante, ai fini della decorrenza del diritto alle

prestazioni, è il giorno in cui presso il Comune viene fissato l’appuntamento

con lo sportello Laps competente (cfr. STCA 39.2006.3 del 20 luglio 2006,

massimata in Rtid I-2007 N. 17 pag. 81; STCA 42.2008.1 del 6 marzo 2008).

In

secondo luogo, il diritto ha inizio il mese successivo dalla formulazione

della domanda.

L’interpretazione

letterale del testo della norma non permette, invece, di comprendere con la

necessaria chiarezza se la prestazione viene erogata a fare tempo dal mese

seguente la domanda sempre che siano adempiute le condizioni poste dalla legge

per beneficiare della prestazione richiesta oppure se il diritto alla

prestazione ha inizio dal mese successivo a quello in cui si sono realizzate

sia la condizione dell’inoltro della domanda, che quella dell’adempimento dei

presupposti della specifica prestazione Laps.

Dall’interpretazione

storica emerge, tuttavia, che il tenore del nuovo art. 23 Laps è il risultato

di un adattamento del precedente disposto, in vigore fino al 30 settembre 2006.

Giusta

l’art. 23 cpv. 1 vLaps:

"

Il diritto al pagamento delle prestazioni

sociali decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda e sono

adempiute le condizioni legali a cui esso è subordinato.”

La norma

appena menzionata prevedeva che il diritto iniziava il primo giorno del mese in

cui era stata inoltrata la richiesta e le specifiche condizioni della

prestazione erano realizzate.

Inoltre nel Messaggio n.

5723 del 25 ottobre 2005 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione

e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000, riguardo alla

decorrenza del diritto, è stato precisato che:

"

(…)

Si propone di modificare

l’attuale art. 23 cpv. 1 Laps nel senso di accordare il diritto al pagamento

delle prestazioni a decorrere dal primo giorno del mese successivo il deposito

della domanda.” (Messaggio n. 5723 p.to 2.5.6.)

Dal

Rapporto parziale 2 sul Messaggio del 28 marzo 2006 della Commissione della

gestione e delle finanze risulta che:

"

(…)

- Lo spostamento della

decorrenza del termine segue pure, per analogia, le disposizione previste dalla

legge AVS relativamente al diritto alle prestazioni di vecchiaia e per

superstiti. Esso nasce infatti il primo giorno del mese successivo a quello in

cui è stata compiuta l’età o è avvenuta la morte” (Rapporto p.to 3)

Nel

Messaggio aggiuntivo n. 5723a del 7 giugno 2006, allestito a seguito della

richiesta della Commissione della gestione di motivare la proposta di modifica

degli articoli 23 Laps e 61 Las relativi alla decorrenza del diritto alle

prestazioni sociali Laps di complemento, il Consiglio di Stato ha poi specificato

quanto segue:

"

(…)

1. MOTIVAZIONI

Le motivazioni possono essere così riassunte:

a. Necessità di contenere l’evoluzione della spesa

La modifica determina un risparmio complessivo importante di 3,15

mio.

b. Volontà di evitare un riconoscimento retroattivo della prima

prestazione

Allo stato attuale, i tempi amministrativi consentono di regola di

decidere il diritto a una prestazione Laps solo nel corso del mese successivo a

quello in cui la domanda è stata presentata. Per le nuove domande, con la norma

attualmente in vigore, si versano di conseguenza due mesi di diritto in un

unico pagamento (la prestazione del mese in cui si decide e quella del mese

precedente che corrisponde al mese in cui la domanda è stata presentata). I beneficiari

di prestazioni Laps ricevono quindi due mensilità, anche se, fino al momento

della loro erogazione, hanno potuto far fronte ai loro bisogni. Ora, le

prestazioni Laps in generale, e quella assistenziale in particolare, non

servono a pagare i debiti di una persona in situazione di bisogno; il loro

scopo è quello di garantire il minimo vitale e di evitare che la persona debba

in seguito indebitarsi per poter vivere.

Si rammenta che anche per la prestazione assistenziale (la più

restrittiva fra le prestazioni sociali di complemento Laps) viene lasciata a

disposizione del richiedente una certa sostanza. Più precisamente una sostanza

netta di 10'000 franchi per una persona sola, di 20'000 franchi per una coppia

e di 2'000 franchi per ogni figlio (art. 22 LAS). La sostanza, ammesso che

esista, consente quindi al richiedente di far fronte al suo fabbisogno minimo

per poche settimane e in attesa dell’erogazione della prestazione sociale.

Inoltre, per i casi di rigore, gli art. 61 cpv. 2 e 63 LAS

permettono di effettuare dei versamenti retroattivi o degli anticipi in caso

d’urgenza o di particolare bisogno.

c. Ricomporre prassi e norma legale nel versamento delle

prestazioni assistenziali

Nel caso in cui l’utente avesse ricevuto, alla fine del mese

precedente la domanda, un reddito, ad esempio il salario o le indennità di

disoccupazione, per prassi e già attualmente, la decorrenza del diritto alle

prestazioni assistenziali viene posticipata al mese successivo la domanda,

considerato che tale reddito viene utilizzato per far fronte alle spese del

mese della domanda. La modifica presentata nel messaggio permette di uniformare

prassi e norme legali dell’assistenza rispetto alle altre prestazioni Laps.

Considerandi

2.

Implicazioni finanziarie

Il risparmio indicato nel messaggio 5723 prevede che il pagamento

della prestazione avvenga il mese successivo a quello in cui le condizioni sono

adempiute. Il risparmio dovuto alla modifica della decorrenza del diritto

ammonta a 3,15 mio di franchi: 1,25 mio per gli AFI e gli API e 1,9 mio per le

prestazioni assistenziali. Il risparmio per le indennità straordinarie di

disoccupazione è irrilevante tenuto conto dell’esiguo numero di domande pagate

(22 domande pagate a dicembre 2005).

La nuova decorrenza del diritto non si limita inoltre alle nuove

domande e quindi al primo mese, ma viene pure applicata in caso di revisione

straordinaria ai sensi degli art. 25 cpv. 1 e 27 cpv. 5 Laps, anch’essi infatti

modificati nell’ambito del messaggio 5723.

Se si intendesse mantenere la concessione delle prestazioni

Laps a far tempo dal mese in cui le condizioni sono adempiute, ritenuto che

l’interessato abbia presentato la sua richiesta tempestivamente, il risparmio

sarebbe praticamente nullo o quasi (applicazione della prassi attuale).

3.

Meccanismi alla base delle proposte di modifica

3.1

Nuove domande

L’allegato A

presenta con diversi esempi concreti, le modalità di riconoscimento delle nuove

domande di prestazioni assistenziali, degli assegni integrativi e di prima

infanzia, mettendo in evidenza le differenze nella decorrenza del diritto tra

la prassi vigente per le prestazioni assistenziali, la norma vigente e quella

proposta nel messaggio.

3.2

Revisioni straordinarie

Le modifiche che comportano un adeguamento (aumento o diminuzione)

delle prestazioni Laps avranno effetto a decorrere dal mese successivo il

verificarsi dell’evento, rispettivamente dal mese successivo il deposito della

domanda di revisione straordinaria da parte dell’utente, qualora la domanda

fosse tardiva. Un esempio per facilitare la comprensione della modifica

prevista. Un utente a beneficio di prestazioni Laps da gennaio 2007, in marzo

2007.

chiede l’adeguamento della prestazione a causa dell’aumento della pigione

a suo carico a far tempo da aprile 2007. In questo caso l’ufficio competente

adegua la prestazione con i nuovi parametri a decorrere dal mese successivo

l’evento, cioè dal 1° maggio 2007. Se però il medesimo utente dovesse

chiederne l’adeguamento solo a luglio 2007, allora la modifica interverrebbe

solo a far tempo dal 1° agosto 2007; resta riservata la possibilità di

richiedere in restituzione quella parte di prestazione sociale percepita, ma

non dovuta nel caso in cui la modifica intervenuta comportasse una diminuzione

della prestazione erogata.” (Le sottolineature sono del redattore)

Dall’esame

dei lavori preparatori si evince, dunque, che l’inizio del diritto alle

prestazioni, nel caso in cui la richiesta delle prestazioni abbia luogo

precedentemente all’adempimento delle condizioni per beneficiare della

specifica prestazione, decorre non solo dal mese, posteriore alla domanda, in

cui si sono realizzati i presupposti delle prestazioni, bensì un mese dopo quest’ultimo

evento.

La

volontà del legislatore è stata, poi, quella di applicare alle prestazioni Laps

una misura di risparmio (cfr. Verbali dei dibattiti parlamentari del 19 giugno 2006,

p.to 4, pag. 1082 segg.).

Pertanto

occorre concludere che l’art. 23 Laps, in vigore dal 1° ottobre 2006, ha

introdotto un mese di carenza prima di beneficiare della prestazione postulata.

Una soluzione

in senso contrario permetterebbe, d’altronde, l’elusione dello scopo della

modifica apportata alla norma menzionata da parte di coloro che, invece di

attendere il mese in cui si concretizza l’evento per inoltrare la domanda (in

questa ipotesi verrebbe applicato un periodo di carenza: partendo il diritto

dal mese successivo alla domanda, il mese in cui si verifica l’evento che dà

diritto alla prestazione non sarebbe coperto da queste), richiedono le

prestazioni anticipatamente. Il loro diritto alle stesse sarebbe riconosciuto

al più presto dal mese successivo alla richiesta in concomitanza con il

verificarsi dell’evento.

La regolamentazione

afferente alla decorrenza del diritto adottata dal legislatore cantonale non è

peraltro contraria né alla costituzione federale, né a quella cantonale.

In

particolare il diritto a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12

Cost. fed. e il diritto ai mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme

alle esigenze della dignità umana e alle cure mediche essenziali sancito

dall’art. 13 Cost. cant./TI non sono violati, trovando concretizzazione

nell’istituto del sostegno sociale regolamentato, nel Cantone Ticino, dalla

legge sull’assistenza sociale (Las). Esso configura l’ultima ancora di

salvataggio dell’individuo (cfr. STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007,

pubblicata in SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5).

2.7

Alla luce di

quanto esposto, occorre concludere che a ragione la Cassa ha fatto decorrere il

diritto dell’assicurata all’assegno integrativo e all’assegno di prima infanzia

dal mese novembre 2007, ossia dal mese successivo alla costituzione nel mese di

ottobre 2007 della nuova unità di riferimento composta dalla ricorrente e dalla

figlia - separatesi dal padre di quest’ultima -, nonostante la richiesta fosse

stata interposta già nel mese di settembre 2007.

La

decisione su reclamo del 18 gennaio 2008 deve, conseguentemente, essere

confermata.

2.8

Il TCA non

aveva fino ad oggi risolto questa problematica, contrariamente a quanto

asserito dall’insorgente.

La

sentenza 42.2007.4 del 1° ottobre 2007 citata nel ricorso riguarda le

prestazioni della pubblica assistenza regolate dalla Las e non le prestazioni

contemplate dalla Laps.

L’art. 61

Las, a differenza dell’art. 23 Laps, prevede unicamente che il diritto al

pagamento delle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese

successivo il deposito della domanda.

Nel

giudizio citato questa Corte ha indicato che dal tenore dell’art. 61 cpv. 1 Las

risulta che chi richiede l’aiuto assistenziale ha diritto, di principio, a una

prestazione a fare tempo dal mese successivo all’inoltro della domanda, se

adempie le relative condizioni, segnatamente se presenta una lacuna di reddito

(cfr. STCA 42.2007.4 del 1° ottobre 2007 consid. 2.4.).

E’ vero

che, come indicato del resto anche dall’assicurata (cfr. doc. I), nell’ambito

dell’assistenza sociale vi è la prassi secondo cui le indennità percepite alla

fine di un mese da un richiedente delle prestazioni assistenziali, come ad

esempio il salario conseguito, vanno a coprire il fabbisogno del mese

successivo.

E’

altrettanto vero, tuttavia, che questa Corte con la sentenza 42.2007.4 del 1°

ottobre 2007 ha stabilito che:

"

(…)

Al riguardo non va dimenticato che lo scopo della

pubblica assistenza enunciato dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta

una persona si trovi in una situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 LAS;

consid. 2.1.).

Il diritto fondamentale a condizioni minime di

esistenza garantito dall’art. 12 Costituzione federale e dall’art. 13

Costituzione cantonale contempla il diritto di essere aiutati quando si è nel

bisogno.

Inoltre per determinare se un assicurato ha

diritto o meno a una prestazione assistenziale, e meglio per fissare il reddito

disponibile residuale, che è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l'unità

di riferimento (cfr. art. 22 Las, 5 Laps), si tiene conto della situazione

finanziaria dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della

richiesta (cfr. art. 10a Laps; STCA 42.2007.1 del 30 maggio 2007; STCA

39.2005.1

del 12 maggio 2005).

Questa Corte, alla luce di quanto appena esposto, in particolare

della circostanza che lo scopo primo dell’assistenza sociale è

quello di sostenere una persona nel bisogno, soddisfacendo le sue necessità

essenziali e contingenti, ritiene che la prassi instaurata dall’USSI,

secondo cui un reddito percepito a fine mese vada computato nel conteggio della

prestazione assistenziale del mese seguente, non violi, in linea generale, la

legislazione in vigore e neppure la Costituzione federale, né la Costituzione

cantonale, purché venga applicato unicamente nel caso in cui

effettivamente il reddito percepito alla fine di un mese serva a fare fronte

alle spese del mese successivo e non sia invece stato utilizzato immediatamente

per provvedere ai costi non ancora sostenuti del mese in cui è stato versato.

Di conseguenza l’amministrazione è tenuta a

esaminare dettagliatamente di caso in caso se possa o meno conteggiare

un’entrata relativa a un determinato mese nel calcolo del mese successivo.”

Nel caso

in esame, inoltre, non si tratta del venire meno di un reddito, bensì

dell’’insorgere di nuovi costi a cui dover far fronte, ovvero la costituzione

di un‘economia domestica propria con la figlia in tenera età.

Ne

consegue, che per quanto riguarda il mese di ottobre 2007 gli atti vanno

trasmessi all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) affinché,

dopo aver verificato la sua situazione economica, emetta una decisione formale

relativa al diritto o meno dell’assicurata a una prestazione assistenziale per

tale mese.

2.9

L’assicurata

ha postulato l’assistenza giudiziaria e il gratuito patrocinio davanti al TCA

(cfr. doc. I).

La

domanda deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che

la procedura davanti al TCA è per principio gratuita (cfr. art. 20 cpv. 1 LPTCA).

L’art. 21

cpv. 2 LPTCA prevede poi che la disciplina del gratuito patrocinio è retta

dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

Giusta

l’art. 3 della Lag:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti

dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I criteri

posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza

federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle

assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS).

Le

condizioni cumulative per la concessione del gratuito patrocinio sono

adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque

indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non

sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s.,

cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23

maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15

marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella

causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7

dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid.

2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2;

SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag.

47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno

1999.

nella causa D.V.).

Al

riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U

220/99:

"

(…).

Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in relazione

con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni dispensa, a

domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della quale non

sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese processuali e di

disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese ripetibili,

alle stesse condizioni viene

riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia

perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),

per costante giurisprudenza, una causa è

sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei

mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di

incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),

(…)."

(STFA

succitata)

L’istante

va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla

difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento

e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;

DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione

i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento

nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.

Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20

ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le

risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,

p. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Non è

determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).

Il limite

per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo

base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

L’indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996

N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

J.P.H., pag. 3).

In una

sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che

l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione

di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno

esistenziale.

L’attestato

municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo

(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

Nella

commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche

l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. In effetti prima

di poter eventualmente richiedere l’assistenza giudiziaria dallo Stato, la

persona interessata, nel limite dell’esigibile, deve di principio attingere

alla propria sostanza (cfr. STF I 134/06 del 7 maggio 2007).

Secondo

il TFA si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non

pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza

citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento

della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è

presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF 119 Ia 12

consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

Generalmente

dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato

secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11

consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con

effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti

(cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella

causa R.G., inc. 31.1998.50).

Secondo

la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza

giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione

processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato

materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto retroattivo

(SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

2.10

Nel caso di

specie attualmente l’assicurata percepisce un assegno integrativo di fr. 523.--

al mese (cfr. doc. XIV; H3).

Il

diritto all’assegno di prima infanzia è decaduto alla fine del mese di aprile

2008, avendo la figlia __________, il __________, compiuto tre anni (cfr. art.

33.

LAF).

Per

valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di

un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli

effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48

consid. 7c).

Al minimo

esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04). Il fabbisogno secondo i limiti

Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi indicati dalla LPC (cfr. art.

10.

Laps), è più elevato dell'importo di base determinato sulla base della

Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità

di vigilanza cantonale ed in vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di un

genitore e di una figlia di tre anni ammonta a fr. 1’500.--, pari a fr. 18’000.--

annui) a cui va aggiunto un supplemento del 15-25%.

Inoltre

nel calcolo dell’assegno integrativo secondo la Laps si considerano delle spese

non previste per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo.

Di

conseguenza, in casu, dal fatto che l’assicurata abbia diritto a un assegno

integrativo non si può concludere che essa sia indigente ai fini

dell’assistenza giudiziaria.

Va,

quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo.

Il

reddito dell’assicurata è costituito dallo stipendio netto di fr. 1’384.-- (fr.

1’500.-- lordi - contributi sociali; cfr. doc. H2), dagli alimenti per la

figlia di fr. 1’000.-- (cfr. fr. 800.-- + fr. 200.-- assegno di base, cfr. doc.

G) e dall’assegno integrativo di fr. 523.-- mensili (cfr. doc. H3).

Con un

reddito di fr. 2’907.-- la ricorrente deve far fronte a fr. 1’500.-- quale

importo base mensile per l’assicurata e sua figlia __________, stabilito per il

calcolo del minimo esistenziale LEF.

Tale

importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,

igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas

(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo del 1° gennaio 2001).

Bisogna

poi computare il canone di locazione di fr. 1120.-- al mese (cfr. doc. G).

Va,

altresì, aggiunto il premio afferente all’assicurazione contro la malattie che

per il 2008 ammonta a circa fr. 175.-- (cfr. doc. XIV; H4-H7).

Si

ottiene, quindi, un onere globale di fr. 2'795.--.

L'eccedenza

mensile sarebbe, dunque, di fr. 112.-- (fr. 2’907.-- -. 2’795.--), da cui vanno

però ancora dedotte le imposte pari all'ammontare approssimativo di fr. 20.--

al mese.

Inoltre

va tenuto conto del fatto che all’importo di base di fr. 1’500.--, determinato

in riferimento alla Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti

del diritto esecutivo, va aggiunto un supplemento del 15-25%, ossia di fr.

375.

--/225.--, conformemente a quanto stabilito dal TFA nella sentenza del 20

settembre 2004 nella causa F., U 102/04, il ricorrente deve essere ritenuto

indigente.

L’insorgente,

pertanto, che non risulta disporre di sostanza mobiliare e/o immobiliare (cfr.

doc. G; inc.LAF doc. 2), presenta un disavanzo mensile oscillante tra fr. 133.--

[fr. 2'907 – (fr. 2’795. + fr. 20.-- + fr. 225.--)] e fr. 283.-- [fr. 2'907 –

(fr. 2’795. + fr. 20.-- + fr. 375.--)].

Di

conseguenza l’indigenza della ricorrente deve essere ammessa.

Va, pure,

considerato che l'insorgente non dispone delle necessarie conoscenze

giuridiche, per cui l'intervento di un rappresentante legale, in casu l’avv. RA

1, appare senz'altro giustificato, e che le argomentazioni ricorsuali non erano

palesemente destituite di esito favorevole.

Il gratuito patrocinio va, quindi, concesso, riservato

l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica

dell'assicurata dovesse più tardi migliorare (cfr.art. 61 lett. f LPGA per le

assicurazioni sociali federali; STFA del 4 maggio 2004 nella causa S., K

146/03, consid. 7.1.; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid.

5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente

pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Gli atti

sono trasmessi all’USSI perché proceda come indicato al consid. 2.8.

3. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. L’istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio è accolta.

5. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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