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Decisione

39.2009.5

Corretta la decisione con la quale la Cassa ha chiesto ad un'assicurata la restituzione degli assegni integrativi e di prima infanzia percepiti a torto da marzo a dicembre 2006,essendo emerso dagli at

29 aprile 2010Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

I

documenti VII, VIII+bis, XI, XIII+C, XIV e XV sono stati trasmessi alla Cassa

per conoscenza (cfr. doc. XVI).

in

diritto

In

ordine

2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e

non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o

della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione

di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge

sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF

H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;

STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H

220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in

RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98

del 26 ottobre 1999).

Nel

merito

2.2. Il 1°

gennaio 2009 è entrata in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia

(LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).

Nel

diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in

vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente

rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.

3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA

20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF

118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

Nel caso

in esame la lite verte sulla questione di sapere se l’assicurata deve

restituire oppure no l’importo di fr. 16’590.--, corrispondenti ad assegni

integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo dal mese di marzo 2006 al

mese di dicembre 2006.

Di

conseguenza i nuovi disposti della LAFam non sono applicabili in concreto.

2.3. L’assegno

integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.

L'art. 24

LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno

integrativo:

"

Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto

all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) coabita, anche soltanto in forma parziale,

con il figlio;

b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre

anni;

c) soddisfa

i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,

ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

L'art. 27

LAF prevede altresì che:

"

Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo

massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,

definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i

quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno

dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

2.4. Gli art. 31

e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima

infanzia.

L’art. 32

LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

"

I genitori hanno diritto all’assegno, per il

figlio, se cumulativamente:

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della

richiesta;

b) coabitano costantemente

con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel

Cantone da almeno 3 anni;

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi

gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della

legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c).

Al genitore che non esercita un’attività

lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è

computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo

pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del

limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

L’art. 35

LAF enuncia inoltre che:

"

Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,

l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito

disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito

previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,

cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre

anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai

tre anni. (cpv. 1)

2Dall’importo

erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)"

Dal

tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per

quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore

il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps,

anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24 dicembre 2002

pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31

gennaio 2003 pag. 24 segg.).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.5. Il titolare

ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la

somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui

beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità

di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia

non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

Se,

nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di

cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne

hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una

quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

Il

reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento (art. 5 Laps).

Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria

dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il

regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento

superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione

primaria. (cpv. 1)

[Dal 1° ottobre 2006: 1/15 della sostanza mobiliare e

immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge

tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie

conviventi.]

Le entrate di cui al capoverso precedente alle

quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che

non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la

rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

[Dal 1° ottobre 2006: Fanno parte dei redditi

computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle

quali il richiedente ha rinunciato.]

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per

l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

[Dal

1° ottobre 2006: le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato

determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del

reddito delle persone con attività lucrativa salariata;]

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

[Dal 1° ottobre 2006: i premi per l’assicurazione della perdita

di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non

obbligatoriamente assicurate;]

i) ...

j) le imposte ordinarie federali, cantonali, comunali sul reddito e

sulla sostanza. (cpv. 1)

[Dal 1° ottobre 2006: abrogato]

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le persone unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Infine

l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

"

La soglia d’intervento corrisponde alla somma

di:

a) per il titolare importo

corrispondente al limite minimo

del

diritto: previsto dalla legislazione sulle

prestazioni

complementari all'AVS/AI per la

persona

sola

b) per la prima perso- importo

corrispondente alla metà del limite

na

supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle

dell'unità

di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la

mento persona

sola

c) per la seconda e importo corrispondente

al limite minimo

la terza

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare prestazioni

complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il primo figlio

mento:

d) per la quarta e la importo

corrispondente al limite minimo

quinta

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il terzo figlio

mento:

e) per la sesta e ogni importo corrispondente

al limite minimo

ulteriore

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il quinto figlio"

mento:

L'art. 3b

della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), in vigore fino al

31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese riconosciute si

compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per

anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr.

15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli orfani e per i figli

che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.-

(cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI

del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la

totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno

(fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).

Giova,

altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche

della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.

5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.

Più

precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga

all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura

del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.

Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24

settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e

2004.

Giusta il

nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la

legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla LPC

per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004

del 21.12.2004 pag. 9002).

Tali

deroghe sono valide anche per l’anno 2006 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps; 79 LAF; BU

7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42).

2.6. Secondo

l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:

"

Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si

applica altresì l'art. 30 Laps."

L'art. 30

Laps prevede, fino al 30 settembre 2006, che:

"

Le persone che compongono l'unità di riferimento

sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti

per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento

rilevante per il diritto delle prestazioni sociali."

Dal 1°

ottobre 2006 il tenore di questo disposto è il seguente:

"Le persone che compongono l'unità di

riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi

competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi

cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per

l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)

Qualsiasi

persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi

speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se

apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni

hanno subito modifiche."

In

proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che:

"

E' considerato cambiamento rilevante:

a) un

cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del

reddito

disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante

per la decisione più recente;

b) una

variazione della composizione dell'unità di riferimento."

2.7. Per quanto

riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede

che:

"

Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto

concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

L'art. 26

Laps sancisce:

"

La prestazione sociale indebitamente percepita

deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento

dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto

conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della

prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in

parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona

fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento

al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo

grave. (cpv. 3)

Dal 1° ottobre 2006: I coniugati e i conviventi

sono solidalmente tenuti alla restituzione (cpv. 4).”

Il

Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per

quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni

percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata

giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.

Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

2.8. Secondo la

giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile

alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998

menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso

è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In

effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è

senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve

procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a

indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può

richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C

25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo,

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad

art. 3 p. 68).

Per quel

che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare

limite generalmente valido.

È infatti

determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

È tenuto

alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla

quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è

quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha

ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto

di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die

Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen,

Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese;

STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

Il

principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle

regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.

art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS

e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che,

se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo),

la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura

distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la

restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase

vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse

et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

Questo

concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).

2.9. Nell’evenienza

concreta a motivazione dell’ordine di restituzione del 20 novembre 2008

relativo agli assegni integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo

marzo-dicembre 2006, confermato dalla decisione su reclamo del 12 agosto 2009,

la Cassa ha posto la notifica di tassazione 2006 emessa il 5 dicembre 2007

(doc. A1), da cui è emerso che, in quell’anno, l’assicurata ha conseguito un

reddito da attività indipendente superiore a quello considerato

dall’amministrazione ai fini della determinazione dell’ammontare degli assegni

familiari per il 2006 (cfr. doc. 40, 42, 22, 23).

2.10. Per quanto

riguarda il principio della restituzione, va sottolineato che, come già

esposto, l’Ufficio di tassazione di __________ il 5 dicembre 2007 ha, effettivamente, emanato la notifica di imposte relativa all’assicurata per l’anno 2006.

Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente principale della

contribuente di fr. 50'000.-- (cfr. doc. A1).

Contro

tale decisione l’assicurata non ha interposto immediatamente reclamo (cfr. doc.

6 e doc. 20). Il provvedimento emesso dall’autorità fiscale è quindi passato in

giudicato incontestato.

Solo in

data 10 dicembre 2008, una volta ricevuto da parte della Cassa l’ordine di

restituzione, del 20 novembre 2008, relativo agli assegni integrativi e di

prima infanzia percepiti a torto dal 1° marzo 2006 al 31 dicembre 2006,

l’assicurata ha chiesto all’Ufficio tassazione la “revocazione della vostra

decisione di tassazione per 2006 del 5 dicembre 2007” (cfr. doc. 16).

In data 5

gennaio 2009, l’Ufficio di tassazione di __________ ha dichiarato irricevibile

per intempestività tale reclamo.

Nel

calcolo dell’imponibile dopo reclamo del 5 gennaio 2009, infatti, l’autorità

fiscale ha osservato che “contro la tassazione 2006, intimata in data 5

dicembre 2007, è stato inoltrato reclamo con lettera del 10 dicembre 2008.

Presa visione della contestazione inoltrata e dopo avere sentito

telefonicamente il padre della contribuente, l’autorità fiscale si vede

costretta a dichiarare irricevibile il reclamo inoltrato in quanto, conformemente

alle disposizioni previste dagli articoli 206 LT e 132 LIFD, il contribuente è

legittimato ad inoltrare reclamo entro 30 giorni dall’intimazione della

tassazione” (doc. C).

In data 9

ottobre 2009 l’assicurata ha inoltrato all’autorità fiscale un’istanza di

revisione della tassazione del 2006. Dopo avere proceduto, in data 18 novembre

2009, all’audizione personale dell’interessata (cfr. doc. VIII/bis) – la quale

ha confermato di non avere inoltrato tempestivamente reclamo contro la

decisione di tassazione del 2006 a causa di problemi familiari – con decisione

del 24 novembre 2009 l’Ufficio di tassazione di __________ ha respinto

l’istanza di revisione, con la seguente motivazione:

"

(…)

1. Con l’istanza in esame viene chiesta la revisione della tassazione

IC-IFD 2006 divenuta definitiva in mancanza di impugnativa entro i termini di

legge.

Considerandi

2.

A giustificazione dell’istanza si adduce che la tardività del

reclamo inoltrato (decisione di tassazione 2006 del 5.12.2007 – reclamo del

10.12

) era dovuto per motivi familiari.

3.

A norma dell’art. 232, cpv. 1 della nuova legge tributaria ticinese

(n. LT) una decisione cresciuta in giudicato può essere oggetto di revisione a

vantaggio del contribuente, a sua domanda o d’ufficio:

a) se si sono scoperti fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi;

b) se l’autorità che ha deciso non ha tenuto conto di fatti rilevanti o

di mezzi di prova decisivi che conosceva o doveva conoscere oppure se ha

violato in qualsiasi altro modo una norma essenziale di procedura;

c) se un crimine o un delitto ha influito sulla decisione o sulla

sentenza;

d) se in caso di conflitti in materia di doppia imposizione

intercantonale o internazionale l’autorità che ha deciso giunge alla

conclusione che, secondo le norme applicabili per evitare la doppia imposizione,

il Cantone deve limitare il proprio diritto di imporre.

In ogni caso, la revisione è esclusa se il motivo

di revisione avrebbe già potuto essere fatto valere nella procedura ordinaria

qualora si avesse avuto la diligenza che si poteva ragionevolmente esigere

(art. 232, cpv. 2 LT).

Da notare che sono identici i principi formali e

materiali validi in materia revisione delle imposte federali dirette dove si

applicano gli art. 147 e seguenti della Legge federale sull’imposta federale

diretta (LIFD).

Nella fattispecie, non si verifica nessuno dei

motivi legittimanti la revisione previsti dalla legge.

In particolare, l’istante non ha scoperto né un

errore essenziale di procedura né un fatto nuovo rilevante né un nuovo mezzo di

prova decisivo che non avrebbe potuto far valere tempestivamente nell’ambito

della procedura ordinaria.” (Doc. XV)

2.11

La notifica

di tassazione del 5 dicembre 2007 concernente l’anno 2006 è quindi cresciuta in

giudicato. Un'istanza di revisione è stata respinta il 24 novembre 2009 (cfr.

consid. 2.10).

Giusta

l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai

sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).

L’art. 17

LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:

"

1Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa

commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera

professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.

2Fanno parte

dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale

conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di

elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella

sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è

equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori

patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività

lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20

per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di

capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come

sostanza commerciale al momento del loro acquisto.

3Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o

rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle

spese d’investimento.

4L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono

una contabilità in buona e debita forma.”

Come

esposto precedentemente, dai dati fiscali relativi al 2006, rimasti incontestati,

risulta che il reddito da attività indipendente conseguito dall’insorgente in

quell’anno corrispondeva a fr. 50'000.-- (cfr. doc. A1).

Queste

circostanze hanno un influsso diretto anche per quel che concerne il calcolo

degli assegni integrativi e di prima infanzia. Infatti, in applicazione dell’art.

25.

LAF - il quale prevede che “nella misura in cui la presente legge e la LPGA non prevedono un’esaustiva regolamentazione d’esecuzione, si applicano per analogia le

disposizioni della LAFam e della LAVS” – occorre considerare che, secondo

costante giurisprudenza, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla

realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono

vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle

assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal

profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una

tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori

manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si

debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema

di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione

fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità

fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando

particolari provvedimenti di tassazione.

Per

costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve

anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto

concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26

consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35,

RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid.

4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130

consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato

che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il

giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione

degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono

un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).)

Questa

Corte, pertanto, non ha motivo di scostarsi dai dati risultanti dalla notifica

di tassazione 2006 dell’assicurata, cresciuta in giudicato.

Il

guadagno annuo di fr. 50'000.-- risultante dalla tassazione 2006 si rivela più

elevato di quanto conteggiato dalla Cassa nella decisione del 25 luglio 2006

concernente il periodo marzo-dicembre 2006 (cfr. doc. 40-42b).

Essa,

allora, aveva computato un reddito da attività indipendente di fr. 12'000.--

per i mesi da marzo 2006 a dicembre 2006 (cfr. doc. 42), sulla base di quanto

dichiaratole dalla ricorrente stessa (cfr. doc. 25).

E’

pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del

reddito disponibile della ricorrente (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo

dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in

base al nuovo reddito più elevato.

Di

conseguenza l’insorgente, da un profilo oggettivo, ha effettivamente

percepito indebitamente gli assegni integrativi e di prima infanzia afferenti al

periodo marzo-dicembre 2006.

Essi

vanno così restituiti già a prescindere dalla dichiarazione sottoscritta dalla

ricorrente il 2 maggio 2006 mediante la quale si è impegnata a restituire

quella parte di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla

base dei dati dalla stessa forniti e alla quale non avrebbe avuto diritto

computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di

tassazione (cfr. doc. 26).

2.12

Alla

luce di tutto quanto sopra esposto, il reddito computabile della ricorrente,

per il periodo dal mese di marzo al mese di dicembre 2006, è

costituito, tra l’altro, dal reddito da attività indipendente di RI 1 di fr. 50’000.--,

per un totale di fr. 59'680.-- (cfr. doc. B1, doc. A1).

La

sostanza risulta nulla (cfr. doc. A1).

Le

spese computabili sono, invece, composte dal premio della

cassa malati di fr. 4'685.-- (cfr. doc. 23a, 42a), dalla spesa per l’alloggio

di fr. 15’000.-- (cfr. doc. 23a, 42a) e dagli interessi passivi privati di fr. 1’890.--

(cfr. doc. 23a, 42a).

Esse,

globalmente, corrispondono a fr. 21'575.-- all’anno.

Di conseguenza il reddito

disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) della ricorrente ammonta

a fr. 38'105.-- (redditi computabili di fr. 59’680.-- - spese

computabili di fr. 21'575.--).

La soglia di intervento

per il 2006 dell’assicurata e del figlio è di fr. 23’550.-- all’anno (cfr.

consid. 2.5.).

Gli

assicurati hanno diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima

infanzia allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il

premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un

assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps;

consid. 2.5.).

In concreto la ricorrente

non presenta alcuna lacuna di reddito, siccome la somma del reddito disponibile

residuale e dell’importo relativo alla partecipazione al premio

dell’assicurazione contro le malattie di fr. 3'538 (cfr. doc. 23b) risulta più

elevata della soglia di intervento di fr. 18'093 (fr. 38'105 + fr. 3'538 – fr. 23’550.--).

L’assicurata

non ha, dunque, diritto per il lasso di tempo marzo – dicembre 2006 né a un

assegno integrativo, né a un assegno di prima infanzia.

Essa, per

tale periodo, ha per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 5'050.--

(fr. 505.-- X 10 mesi; cfr. doc. 3, 6) e degli assegni di prima infanzia di fr.

11'540.-- (fr. 1'154.-- x 10 mesi; cfr. doc. 22 e 22a).

La

ricorrente deve, pertanto, restituire l’importo di fr. 16'590.-- (fr. 5'050.--

+ fr. 11'540.--), come stabilito dalla Cassa.

La decisione su reclamo

del 12 agosto 2009 deve, conseguentemente, essere confermata.

E’ utile

ricordare che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare una

decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della

decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo è

stabilito definitivamente.

La Cassa

si pronuncerà, perciò, in merito alla domanda di condono formulata dall’insorgente

in data 26 gennaio 2009 una volta passata in giudicato la presente sentenza

(cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps), come del resto indicato

dall’amministrazione stessa nella decisione su reclamo impugnata (cfr. doc. B1).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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