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Decisione

39.2025.5

Calcolo AFI:se la pigione non è usuale ma molto bassa,il 15% della stessa non considera adeguatamente le spese accessorie. In concreto, manca accertamento x dimostrare che come ritenuto dall'amministrazione la pigione pagata dall’assic era usuale. Atti rinviati e ric. accolto su questo aspetto

30 ottobre 2025Italiano41 min

l’amministrazione nel calcolo delle prestazioni AFI e API ha tenuto conto sia dei

Source ti.ch

__________Raccomandata

Incarto

n.

39.2025.5

CL/DC/gm

Lugano

30 ottobre 2025

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Christiana Lepori, cancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 25 giugno 2025 di

RI 1

contro

la decisione su reclamo del 5

giugno 2025 emanata da

Cassa cantonale di

compensazione per gli assegni familiari, 6501 Bellinzona

in materia di assegni di famiglia

ritenuto in fatto

1.1. Con la decisione su reclamo del 5

giugno 2025, la Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari (in

seguito: la Cassa) ha respinto il reclamo presentato da RI 1 contro le

decisioni del 25 marzo 2025 (cfr. doc. 2 e 3), mediante le quali l’amministrazione

gli aveva, da una parte, riconosciuto il diritto ad un assegno integrativo (AFI) mensile di fr. 281.00 e,

d’altra parte, rifiutato l’assegno di prima infanzia (API).

L’amministrazione ha così

motivato il proprio provvedimento:

"

(…)

3. Esaminati i contenuti del reclamo la Cassa osserva quanto

segue:

3.1. Ai fini del calcolo, gli importi computabili devono essere

rapportati su base annua, ritenuto che la lacuna di reddito Laps (…) – la quale

determina l’importo annuo dell’assegno sulla base del quale viene stabilito

l’importo mensile di diritto – corrisponde al fabbisogno annuo dell’unità di

riferimento, in considerazione dei redditi e delle spese annue di quest’ultima.

Per quanto concerne la spesa relativa alla cassa malati, nel

calcolo della prestazione AFI e API, sono computati un premio e una riduzione

di premi dell’assicurazione malattie (RIPAM) corrispondenti al premio medio di

riferimento (PMR) ai sensi della (…) (LCAMal).

Il PMR è determinato annualmente per ogni categoria di assicurato

prevista dalla LAMal (adulto: dall’anno seguente al compimento dei 25 anni;

giovane adulto: dall’anno seguente al compimento dei 18 anni; minorenne: fino

alla fine dell’anno di compimento dei 18 anni). Con Decreto esecutivo del

06.11.2024 il Consiglio di Stato ha stabilito i seguenti PMR per l’anno 2025:

a) adulti: CHF 7'678.00

b) giovani adulti: CHF 5'733.00

c) minorenni: CHF 1'755.00

L’unità di riferimento qui interessata è composta da: RI 1 (__________.1984),

__________ (__________.1984) e __________ (__________.2022), quindi trattasi di

due premi adulti (CHF 7'678.00 x 2) ed un premio minorenni (CHF 1'755.00) per

un totale complessivo di CHF 17'111.00.

Visto tutto quanto sopra esposto, considerato che l’importo quale

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie corrisponde

esattamente all’importo della spesa dei premi assicurazione malattia Laps,

l’operazione della Cassa, ai fini del calcolo è corretta e neutra.

L’importo effettivo della spesa dei premi dell’assicurazione malattia

di CHF 15'376.70 così come rivendicati in sede di reclamo, per definire la

prestazione di diritto – importo inferiore rispetto a quello computato dalla

Cassa – non può pertanto essere preso in considerazione.

3.2. Gli artt. 9 Laps e 5 RLAPS (…) definiscono in modo chiaro la

spese per l’alloggio, ovvero la pigione di un appartamento (oppure il valore

locativo dell’immobile di proprietà) e le relative spese accessorie, stabilendo

degli importi massimi computabili. In particolare, per quanto concerne le spese

accessorie, la pigione oppure il valore locativo vengono maggiorati del 15%.

Queste regole (artt. 9 Laps e 5 RLPAS), tranne casi del tutto

eccezionali, tengono sufficientemente conto delle spese effettive a carico ei

beneficiari. (…)

Detto che, nel caso concreto, non risultano segnali per ritenere

il canone locativo molto basso rispetto al valore usuale per una casa delle

stesse dimensioni e nella medesima località (sull’onere della prova cfr. art. 8

CC), ma anzi l’importo considerato (fr. 2'091.00) rimane comparabile con quanto

stipulato ed effettivamente dovuto (fr. 3'240.00), non v’è pertanto motivo per

scostarsi da questi principi.

Sulla garanzia dell’art. 8 Cost. fed. infine, per costante

giurisprudenza, una norma disattendo il principio della parità di trattamento

quando, tra casi simili, fa distinzioni irragionevoli o sottopone ad un regime

identico situazioni che presentano tra loro differenze rilevanti e di natura

tale da rendere necessario un trattamento diverso. Ora, contrariamente all’opinione

del reclamante, la normativa in questione non introduce un’ingiustificata

disuguaglianza di trattamento in quanto tutti i nuclei familiari si vedono

riconoscere delle spese secondo i medesimi criteri, sostanzialmente secondo il

numero di persone che compongono l’unità di riferimento (art. 9 cpv. 1 Laps).

Quanto considerato quale spese alloggiativa, risulta pertanto corretto.”

(cfr. all. F a doc. I)

1.2. Contro la decisione su reclamo

l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così

espresso:

"

(…) Come anticipato nella mia e-mail del 02 aprile 2025 (allegato A) e

nel mio reclamo del 25 aprile 2024, l’importo totale mensile versato alla cassa

malati quale sussidio cantonale è di fr. 1'281.40 (fr. 549.70 + fr. 588.20 +

fr. 143.50) e non fr. 1'425.92, rispettivamente, l’importo annuale versato alla

cassa malati quali sussidio cantonale è di fr. 15'376.70 e non di fr. 17'111.00

come asserito nelle decisioni in oggetto, pertanto, l’importo annuale versato

alla cassa malati quale sussidio cantonale è da correggere secondo l’importo

effettivamente versato (allegati G, H, I).

L’importo totale mensile quale affitto è di fr. 1'432.00 (1'162.00

affitto + 270.00 spese accessorie) e non fr. 1'336.25 (1’162.00 + 174.30),

rispettivamente, l’importo annuale versato quale affitto + spese accessorie è

di fr. 17'784.00 e non di fr. 16'035.00 come asserito nelle decisioni in

oggetto, pertanto, l’importo annuale versato quale affitto e spese accessorie è

da correggere secondo l’importo effettivamente versato.

Le spese accessorie sono state adeguate al rincaro del

combustibile e all’aumento generale dei costi accessorie, il versamento di fr.

270.00/mese quale acconto spese accessorie ha comportato un conguaglio annuale

di fr. 46.70 giustificando l’aumento delle spese accessorie (allegato B). La

Cassa nelle decisioni in oggetto non tiene conto delle spese accessorie

effettive dell’alloggio e dell’adeguamento del contratto di affitto (allegati

Be e C), ma si milita alla seguente formula di calcolo del costo dell’alloggio:

(affitto) + (15% affitto) quali spese accessorie (*)

Codesto metodo di calcolo, nel caso di specie viola palesemente il

principio di uguaglianza dell’articolo 8 della Costituzione (…).

In conclusione, si chiede di accettare il presente reclamo [recte:

ricorso], adattando gli importi effettivamente pagati per l’affitto e le spese

accessorie di fr. 17'784.00/anno a fronte di fr. 16035.60 e di adattare il

contributo effettivamente versato quale sussidio cassa malati di fr.

15376.70/anno a fronte di fr. 17111.00.” (cfr. doc. I)

1.3. Nella sua risposta dell’8 agosto

2025, la Cassa propone di respingere il ricorso ed osserva:

" (…) A

mente della Cassa, la documentazione trasmessa come pure le argomentazioni

sollevate dal ricorrente non permettono di scostarsi dalle conclusioni

dell’amministrazione. Chiedendo pertanto che la decisione impugnata venga

confermata, rispettivamente il ricorso respinto, la Cassa così ribadisce e

sottolinea quanto segue:

-

Per gli assicurati beneficiari di prestazioni Laps, la RIPAM corrisponde

all’importo massimo ai sensi dell’art. 34 LCAMal (art. 43 cpv. 2 LCAMal), senza

potere oltrepassare la lacuna di reddito definita ai sensi della Laps (cpv. 3)

né l’ammontare del premio effettivo a carico dei membri dell’unità di

riferimento (cpv. 4). La RIPAM di cui beneficiano i membri della famiglia va

poi dedotta dagli assegni in oggetto ai sensi dell’art. 11 cpv. 1 lett. b Laps,

cosicché l’entrata (reddito) annulla l’uscita (spesa). La tabella di calcolo

allegata alla decisione del 25 marzo 2025, seppure mostrando il sistema

informativo i soli “limiti massimi” della spesa riconosciuta/bile (cfr. spese a

pagine 5/6), bene poi mostra la corrispondente successiva deduzione di queste

“altre prestazioni computabili Laps” (pagina 4/5) e pure spiega questo

meccanismo alla nota 4 (per i dettagli, cfr. altresì il messaggio del 16

ottobre 2019 n. 7726 del Consiglio di Stato, pagina 14-15). In altri termini,

concretamente, non v’è chi non veda che dedurre CHF 17’111- da CHF 17'111.- equivale

a dedurre CHF 15'376.7 da CHF 15'376.70.

-

Nella concreta fattispecie, non si tratta di una pigione molto bassa,

dove, in alcuni contesti, il 15% della stessa può non bastare a considerare le

spese. Pertanto, differentemente dal caso a su tempo valutato con STCA

39.2006.4 del 4 ottobre 2006, non occorre eccezionalmente applicare altri

parametri oppure disposti legali per analogia; al di fuori di casi del tutto

eccezionali “il regime introdotto dalla Laps (…) tiene sufficientemente

conto delle spese effettive a carico di un assicurato” (cfr. medesima

sentenza, consid. 2.6.3. primo paragrafo).” (cfr. doc. III).

1.4. Il 12 agosto 2025, il TCA ha

trasmesso al ricorrente la risposta di causa ed ha assegnato alle parti,

rimaste poi silenti, 10 giorni per produrre eventuali altri mezzi di prova

(cfr. doc. IV).

considerato in diritto

2.1. Oggetto del contendere è la

questione di sapere se a ragione, oppure no, la Cassa, nel calcolo degli

assegni integrativi e di prima infanzia, abbia computato le spese accessorie

per l’alloggio nella misura del 15% della pigione netta ai sensi dell’art. 5

Reg.Laps e se ha correttamente tenuto in considerazione l’ammontare dei premi LAMal

dei componenti dell’unità di riferimento del ricorrente.

Gli altri elementi del conteggio

risultano, infatti, incontestati.

2.2. Gli assegni integrativi e di prima

infanzia sono degli strumenti di politica familiare e non rientrano nel

concetto di aiuto sociale ai sensi dell’art. 62 lett. e LStrI (cfr. DTF 141 II

401 e RtiD I-2016 Nr. 21 pag. 109 seg.).

Essi costituiscono degli elementi

essenziali di quello che è noto come “il modello ticinese” di sostegno alla

famiglia (cfr. D. Cattaneo, “Sentenze recenti del Tribunale cantonale delle

assicurazioni” in Temi scelti del diritto delle assicurazioni sociale pag. 135

seg. (179). Vedi pure D. Cattaneo, “La legge sugli assegni di famiglia:

caratteristiche, sentenze e problemi aperti”, in Il diritto pubblico ticinese

nel terzo millennio, RDAT I-2000 pag. 121 e segg.).

L’assegno integrativo è regolato

dagli art. 47 segg. della Legge sugli assegni di famiglia (Laf) del 18 dicembre

2008.

L’art. 47 Laf stabilisce come

segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno integrativo:

"

1Richiamata la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per

il figlio, se cumulativamente:

a) è domiciliato nel Cantone al momento della richiesta;

b) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio;

c) ha il domicilio

nel Cantone da almeno tre anni se cittadino svizzero; ha il domicilio nel

Cantone da almeno cinque anni se cittadino straniero.

1bisSe l’unità di riferimento comprende

un genitore cittadino svizzero ed esso dimostra di essere stato

domiciliato nel Cantone durante dieci anni consecutivi prima di avervi fatto

rientro in seguito ad un’assenza, non va adempiuto il termine d’attesa di cui

al capoverso 1 lett. c)

2Se entrambi i

genitori coabitano con il figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al

padre.

3Se almeno uno dei membri dell’unità di riferimento

esercita un’attività lucrativa indipendente, è computato al minimo un reddito

aziendale netto pari ad almeno il doppio della soglia d’intervento per il

titolare del diritto ai sensi della Laps. In ogni caso, il reddito aziendale

netto computato non può essere inferiore a quello che figura sulla più recente

notifica di tassazione cresciuta in giudicato.”

Ai sensi, poi, dell’art. 49 Laf,

relativo all’importo massimo dell’assegno:

"

1L’importo massimo dell’assegno corrisponde alle soglie di

intervento per i figli così definite, in deroga alla Laps:

a) per il primo ed il secondo figlio: fr. 9’150.–;

b) per il terzo ed il quarto figlio: fr. 6’100.–;

c) per ogni ulteriore figlio: fr. 3’050.–.

2 …

3 Il Consiglio di Stato determina se ed in che misura

le soglie di cui al cpv. 1 vengono adeguate.”

Gli art. 51 e 52 Laf

fissano, invece, le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima

infanzia.

Secondo l’art. 52 Laf concernente la famiglia biparentale:

" 1 I genitori hanno diritto all’assegno, per

il figlio, se cumulativamente:

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della richiesta;

b) coabitano costantemente con il figlio;

c) il padre o la

madre ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni se cittadino svizzero; il

padre o la madre ha il domicilio nel Cantone da almeno cinque anni se cittadino

straniero;

d) soddisfano i requisiti della Laps.

1bis Se l’unità di riferimento comprende

un genitore cittadino svizzero ed esso dimostra di essere stato

domiciliato nel Cantone durante dieci anni consecutivi prima di avervi fatto

rientro in seguito ad un’assenza, non va adempiuto il termine d’attesa di cui

al capoverso 1 lett. c).

2 Se l’unità di riferimento è costituita, oltre che dal

titolare del diritto anche da membri di cui alla Laps e nessuno di questi

esercita un’attività lucrativa a tempo pieno o ne svolge una solo a tempo

parziale, a questi è computato un reddito ipotetico pari al guadagno di

un’attività a tempo pieno da lui esigibile.

3 Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio della

soglia di intervento per il titolare del diritto ai sensi della Laps.

4 Se almeno uno dei membri dell’unità di riferimento

esercita un’attività lucrativa indipendente, è computato al minimo un reddito

netto pari ad almeno il doppio della soglia d’intervento per il titolare del

diritto ai sensi della Laps. In ogni caso, il reddito aziendale netto computato

non può essere inferiore a quello che figura sulla più recente notifica di

tassazione cresciuta in giudicato.”

Sempre

con riferimento all’assegno di prima infanzia, l’art. 54 Laf enuncia inoltre

che:

" L’importo

massimo dell’assegno corrisponde alle soglie d’intervento definite dalla Laps

corrispondenti al numero dei membri dell’unità di riferimento.”

Dal

tenore di queste norme legali, risulta che la Laf, per il calcolo dell’assegno

integrativo e dell’assegno di prima infanzia, rinvia alla Legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps).

2.3. Ai sensi dell’art. 4 Laps:

"1L’unità di

riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner

registrato;

c) dal partner convivente, se la

convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui

essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se

questi non sono economicamente indipendenti.

2-7…"

2.4. Il

titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a

quando la somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di

riferimento, le riduzioni dei premi nell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie, di cui beneficiano le persone facenti parte della sua unità

di riferimento, la copertura dei costi generali e gli importi supplementari per

ogni figlio a carico previsti dalla Legge sugli aiuti allo studio del 23

febbraio 2015, di cui beneficiano le persone facenti parte della sua unità di

riferimento, e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia non

raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

Se,

nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di

cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne

hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una

quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

Il

reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento (art. 5 Laps) e viene determinato, ai sensi dell’art. 10a cpv. 1

Laps, tenendo conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento esistente

al momento del deposito della richiesta.

L'art. 6 Laps regolamenta

così il reddito computabile:

" 1.

Il reddito computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai

sensi degli art. 15-22 della legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad

esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1 e 38

cpv. 1 della LT; non viene computata per ogni membro dell’unità di riferimento

una quota pari al 20% del proprio reddito da lavoro (franchigia) fino ad un

massimo di 500 franchi al mese;

b) ...;

c) ...;

d) i proventi

ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite

riconosciute ai sensi della Legge federale sull’assicurazione militare federale

del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della

sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100’000.- per l’abitazione

primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10’000.- per una persona sola,

CHF 20’000.- per una coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF

2’000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente

facente parte dell’unità di riferimento.

2. Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le

parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

3. Non sono considerati redditi le prestazioni sociali

ai sensi della presente legge.

4. Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni.”

Ai

sensi dell’art. 7 Laps, la spesa computabile è costituita dalla somma delle

spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio.

Ai sensi dell'art. 8 Laps:

" 1. La

spesa vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai

sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con

attività lucrativa salariata;

b) gli interessi

maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1

lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti,

premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di

cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti,

premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute

della previdenza individuale vincolata di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT

versati da persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente o

dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo

pilastro;

g) i premi

effettivi per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ma al massimo

fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento ai sensi

della legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione

malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal);

h) i premi per

l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate.

i) ...;

j) …

2. Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e

gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000

fr.;

b) per i debiti

derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli

interessi."

L’art. 9 Laps riguarda la spesa

per l’alloggio ed al riguardo dispone quanto segue:

“a) per le unità di riferimento composte da una persona:

importo riconosciuto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per la persona sola

b) per le unità di riferimento composte da due persone:

importo riconosciuto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per i coniugi

c) per le unità di riferimento composte da più di due

persone:

importo riconosciuto dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI per i coniugi maggiorato del 20%.

2Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con

uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte

imputabile al convivente.”

L’art. 10 cpv. 1 lett. b

LPC prevede che tra le spese riconosciute figura “la pigione di un appartamento

e le relative spese accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie,

non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo”.

Dal 1°

gennaio 2025 gli importi massimi per la pigione per una persona che vive sola

secondo l’articolo 10 capoverso 1 lettera b numero 1 LPC

ammontano a fr. 18’900.-- (fr. 1'575.-- mensili) nella regione 1, a fr.

18’300.-- (fr. 1'525.-- mensili) nella regione 2 e a fr.

16’680.-- (fr. 1'390.-- mensili) nella regione 3.

Se più

persone vivono nella stessa economia domestica la LPC prevede:

-

un supplemento di fr.

3'420.- nella regione 1, fr. 3'420.- nella regione 2 e fr. 3'480.-

nella regione 3 per la seconda persona

-

un supplemento di fr.

2'460.- nella regione 1 e fr. 2'040.- nelle regioni 2 e 3 per la

terza persona

-

un supplemento di fr.

2'280.- nella regione 1, fr. 2'160.- nella regione 2 e fr. 1'800.-

nella regione 3 per la quarta persona.

In concreto, il ricorrente

e la famiglia risiedono ad __________, che si trova nella regione 2. Per un’UR

di tre persone, nella regione 2, l’importo massimo riconoscibile, ai sensi

dell’art. 9 Laps, è di fr. 26’064.- annui (fr. 18'300.- + fr. 3'420.- + fr. 4’344.-,

cioè il 20% di fr. 21'720.-, = fr. 26'064.-), pari a fr. 2’172.- al mese (cfr.,

al riguardo, IAS, Informazioni periodiche “Armonizzazione e coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps)”, consultabili su https://www4.ti.ch/fileadmin/DSS/IAS/pdf/informazioni_periodiche/2025_Info_periodiche_LAPS.pdf,

valide dal 1° gennaio 2025).

Ai sensi dell’art. 5 Reg.

Laps:

"1Riservati gli importi massimi di cui all’art. 9

cpv. 1 Laps, la spesa per l’alloggio è definita come segue:

a) per l’inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per

le spese accessorie;

b) per il proprietario, il valore locativo dell’abitazione

primaria, maggiorato del 15% per le spese accessorie.

2In caso di convivenza con una o più

persone che non fanno parte dell’unità di riferimento, gli importi di cui

all’art. 9 cpv. 1 Laps sono applicati in considerazione del numero di persone

che occupano l’appartamento o l’abitazione e la spesa per l’alloggio è

computata fino ad un massimo pari alla quota-parte imputabile ai membri

dell’unità di riferimento.”.

L’art. 10 Laps precisa, poi, a

cosa equivale la soglia di intervento e prevede quanto segue:

"1La soglia

d’intervento corrisponde alla somma di:

a) per il titolare del diritto: fr. 17’441.–;

b) per la prima

persona supplementare dell’unità di riferimento: fr. 8’591.–;

c) per la seconda

persona supplementare dell’unità di riferimento: fr. 6’402.–;

d) per la terza

persona supplementare dell’unità di riferimento: fr. 4’896.–;

e) per la quarta e

ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di riferimento: fr.

4’879.–.

2Il

Consiglio di Stato determina se ed in che misura le soglie di cui al cpv. 1

vengono aumentate.”

2.5. In una STCA 39.2006.4 del 4 ottobre

2006, il TCA si è pronunciato sul caso di un’assicurata cui l’amministrazione

aveva negato l’erogazione dell’assegno integrativo ritenendo che non vi fosse

una lacuna di reddito Laps.

L’interessata aveva impugnato la

decisione resa nei suoi confronti, facendo, in particolare, valere che a fronte

di una pigione molto bassa, di fr. 400.- al mese, quanto computato

dall’amministrazione - che aveva applicato il 15% del canone locativo netto

come previsto dall’art. 5 Reg.Laps - si rivelava insufficiente per coprire le

spese accessorie cui ella doveva effettivamente fare fronte.

Tali spese accessorie, peraltro,

non erano comprensive dei costi del riscaldamento che l’assicurata aveva

provveduto ad installare presso l’abitazione ove viveva mediante la posa di due

stufe a gas e di due termosifoni elettrici a olio. I costi mensili totali sono

stati quantificati in fr. 300.- e quindi ben al di sopra dei fr. 60.-

considerati dall’amministrazione a titolo di spese accessorie (15% di fr 400.-).

In quella fattispecie, per quanto

attiene alla spesa per l’alloggio ed alle spese accessorie, questa Corte,

sentite le parti in udienza, ha constatato che la pigione netta mensile

corrisposta dall’interessata, pari a fr. 400.- al mese per un appartamento di

quattro locali, era molto esigua e si situava al di sotto del valore usuale per

un immobile delle stesse dimensioni, nella medesima località.

Il TCA ha, quindi, stabilito

quanto segue a titolo di considerazioni generali:

" (…)

2.6.3. Questo

Tribunale constata che, di regola il regime introdotto dalla Laps, che consiste

nel conteggiare le spese di pigione netta maggiorata del 15% della stessa a

titolo di spese accessorie, tiene sufficientemente conto delle spese effettive

a carico di un assicurato.

Tuttavia nei casi in

cui l’ammontare della pigione netta è assai esiguo, il 15% di esso non

considera in modo reale le spese che deve sostenere un inquilino.

Se, da un lato, è vero

che spesso la pigione è poco elevata in quanto la casa è vecchia, dall’altro, è

altrettanto vero che l’importo delle spese accessorie non dipende dalla vetustà

dell’immobile. Se dipendenza vi deve essere, la stessa è tutt’al più indirettamente

proporzionale, nel senso che più lo stabile è vetusto e mancante di

manutenzione più le spese saranno elevate (ad esempio se gli isolamenti non

sono adeguati i costi di riscaldamento saranno ingenti).

Pertanto quando il

canone locativo si situa al di sotto del valore usuale, l’applicazione

dell’art. 5 Reg.Laps (cfr. consid. 2.6.1.) ingenera inammissibili

disuguaglianze di trattamento.

Quindi in virtù

dell’art. 8 Cost, le due situazioni (quella in cui la pigione netta concordata

è particolarmente bassa e quella in cui il canone di locazione netto è conforme

al valore di mercato in una determinata zona) devono essere trattate in modo

differente.

Secondo costante

giurisprudenza, infatti, il principio dell'uguaglianza ancorato nell'art. 8

Cost.fed. vincola il legislatore cantonale e comunale.

Sotto questo profilo

violano l'art. 8 Cost.fed. - oltre agli atti legislativi che non hanno un

motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo - quelli che

fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna

corrispondenza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva

vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle

distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma

impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione

inammissibile (cfr. DTF 130 V 18 consid, 5.2.; DTF 129 V 327 consid. 4.1.; DTF

129 I 265 consid. 3.2.; DTF 124 V 163; DTF 111 Ia 326 consid. 6; 109 Ia 327

consid. 4; 108 II 114 consid. 2b; 107 Ib 182 consid. 5a, 301; 100 Ia 75/76

consid. 4b).

Per ammettere una

violazione dell'art. 8 Cost., occorre tuttavia che la distinzione fatta dal

legislatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso, che appaia

insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi l'art. 8 Cost.

lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole libertà, che

gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni di due fattispecie,

per trattarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece agli elementi che le

distinguono per sottoporle a un regime differenziato (cfr. STCA del 4 giugno

1998 nella causa S., 39.1998.18; RDAT II-1998 pag. 28 seg.; RDAT II-1999 pag.

155 seg.; STF 19.11.1986 in causa C.L.P., non pubblicata; STCA 3.1.1994 nella

causa L.G.; J.L. Duc - P.Y. Greber, "La portée de l'article 4 de la

Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II 473

seg. (573-576)).

In simili condizioni,

si giustifica, dunque, un intervento del giudice atto a sanare questa

inammissibile disuguaglianza di trattamento (cfr. STF del 19 settembre 2000

nella causa M. e M., 2P.67/2000, pubblicata in RDAT I-2001 N. 13; STCA del 7

aprile 2004 nella causa V., 39.2003.14, pubblicata in RtiD II-2004 N. 14 pag.

42).

A mente del TCA, in

tali ipotesi (canone di locazione di un’abitazione molto basso rispetto al

valore usuale per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località)

per determinare l’importo della pigione da computare nel calcolo della

prestazione armonizzata e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente

applicati, per analogia, i disposti legali della LPC e OPC (cfr. art. 47 LAF)

relativi alle spese di riscaldamento.

Queste disposizioni

prevedono che, vanno computate le spese per la pigione di un appartamento e le

relative spese accessorie (effettive, cfr. art. 3b lett. b LPC).

Nel caso in cui le

persone vivano in un appartamento in locazione da esse stesse riscaldato e non

debbano pagare al locatore alcuna spesa di riscaldamento, va poi anche

conteggiato un forfait per le spese di riscaldamento ex art. 16 cpv. 1 e 2 OPC

AVS/AI di fr. 840.-- annui.

È vero che

l’applicazione del regime delle PC per determinare l’importo da computare a

titolo di pigione lorda (pigione netta + spese accessorie) nel calcolo

dell’assegno integrativo nel caso di assicurati il cui canone di locazione è

molto basso e che riscaldano essi stessi l’abitazione permette soltanto

parzialmente di ristabilire la parità di trattamento con coloro la cui pigione

netta è conforme al valore di mercato.

Spetta comunque al

legislatore cercare una soluzione per ovviare efficacemente e totalmente agli

inconvenienti legati a un ammontare molto basso della pigione ai fini del

calcolo delle spese accessorie (cfr. STFA del 28 luglio 2006 nella causa C.

Assicurazione c/ Q., K 47/04, consid. 5). (…).”

Nel

caso concreto, questo Tribunale ha così concluso:

" (…)

2.6.4. Nella presente

fattispecie dal contratto di locazione emerge, come visto, che la pigione netta

è di fr. 400.-- al mese, ovvero di fr. 4’800.-- annui per un’abitazione di

quattro locali a __________.

Il canone di locazione, in concreto, è al di sotto del valore di

mercato.

L’importo di fr. 50.-- mensili, corrispondenti a fr. 600.-- annui, per

le spese accessorie si riferisce unicamente alle spese dell’acqua potabile,

della fognatura e della disinfezione, come del resto attestato dalla __________

con scritto del 25 gennaio 2006 (cfr. doc. L, M).

Dalle carte processuali risulta, in effetti, che l’assicurata deve

sostenere personalmente degli elevati costi di gas ed elettricità, e meglio per

il periodo da ottobre 2004 a giugno 2005, compreso il conguaglio di fr. 216.75

per il lasso di tempo da luglio 2004 a settembre 2005, la somma di fr. 2'352.70

e per il periodo da aprile 2005 a dicembre 2005, compreso il conguaglio di fr.

1'535.95 per i mesi da ottobre 2004 a marzo 2005 e il conguaglio di fr. 313.05

da aprile a settembre 2005, l’importo di fr. 3'034.-- (cfr. doc. N).

In proposito giova evidenziare che per il periodo da ottobre 2004 a

giugno 2005 la somma indicata sul conteggio della __________ è di fr. 2'665.75,

in quanto anche per quel periodo è stato considerato il conguaglio di fr.

313.05 da aprile a settembre 2005 (cfr. doc. N).

In simili condizioni, alla luce delle particolari circostanze

fattuali appena esposte, più precisamente della bassa pigione netta concordata,

nonché della circostanza che l’assicurata provvede essa stessa a riscaldare

l’abitazione, e sulla base di quanto esposto sopra (cfr. consid. 2.6.3.),

occorre concludere che al caso concreto, in relazione al computo della

pigione, va applicato eccezionalmente il regime delle PC.

Di conseguenza, oltre al canone di locazione netto di fr. 4’800.--

annui, in casu vanno conteggiate le spese effettive di fr. 600.-- annui e

l’importo forfetario di fr. 840.-- afferente al riscaldamento.

Complessivamente, quale spesa per la pigione, deve essere considerato

l’ammontare di fr. 6'240.--, invece di quello di fr. 5'520.-- computato dalla

Cassa”.

2.6. Nella presente evenienza, la Cassa,

con decisione del 25 marzo 2025, ha concesso a favore di RI 1 un assegno

integrativo di fr. 281.- mensili a decorrere dal 1° marzo 2025 (cfr. doc. 3).

Contestualmente, con un’altra

decisione pure del 25 marzo 2025, gli ha negato il diritto a percepire

l’assegno di prima infanzia (cfr. doc. 2).

In particolare, nei propri

calcoli, l’amministrazione ha preso in considerazione quanto segue:

-

a titolo di reddito computabile Laps fr. 71'525.- annui. Tale voce si

compone dei redditi da attività dipendente percepiti dal ricorrente e

quantificati in fr. 74'945.- all’anno, ai quali si aggiungono fr. 2'580.- di AF

base, per totali fr. 77'525.-, dai quali è stata dedotta la “franchigia

reddito da lavoro” di fr. 6'000.- (cfr. doc. 3c-3d, 2b);

-

a titolo di spesa computabile Laps fr. 57'220.-. L’amministrazione ha

computato fr. 16'035.- a titolo di “spesa alloggio effettiva”, i “premi

assicurazione malattia Laps (con limiti massimi)” per fr. 17'111.-, gli “interessi

passivi privati diversi da debiti ipotecare per abitazione primaria” di fr.

244.-, fr. 6'662.- di “contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP”, fr. 5'296.- di “contributi

alla previdenza professionale (II pilastro)”, fr. 1'072.- quali “spese

professionali doppia economia domestica” e fr. 10'800.- a titolo di “alimenti

versati” (cfr. doc. 3c-3d);

-

quali “partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie”

fr. 17'111.- (cfr. doc. 3c e 2b);

-

un fabbisogno di base di fr. 34'793.- (cfr. doc. 3c e 2b).

Nell’ambito del calcolo volto a

determinare il diritto all’assegno integrativo, la Cassa ha così constatato una

lacuna di reddito Laps di fr. 3'377.- annui.

L’amministrazione ha quindi

riconosciuto all’assicurato il diritto ad un assegno integrativo di fr. 281.-

mensili (cfr. doc. 3c).

Nell’ambito del calcolo volto a

stabilire il diritto all’assegno di prima infanzia sono stati computati pure

gli assegni integrativi, per cui il diritto a questa prestazione è stato

rifiutato non essendo emersa nessuna lacuna di reddito (cfr. doc. 2a).

Per quanto attiene alle spese cui

il ricorrente e la sua UR fanno mensilmente fronte, dagli atti risulta quanto

segue:

-

a decorrere dal 1° ottobre 2018, RI 1 loca un appartamento di 3.5

locali, sito in __________. La pigione mensile era inizialmente convenuta in

fr. 1'100.-, cui si aggiungevano fr. 160.- quale acconto spese accessorie (cfr.

doc. 1c);

-

in data 11 giugno 2024, al ricorrente è stato comunicato che a decorrere

dal 1° ottobre 2024, in ragione, da una parte, dell’ “incremento dell’indice

del costo della vita” e, d’altra parte, dell’aumento del tasso di interesse

ipotecario (passato dall’1.5% all’1.75%), il canone di locazione sarebbe stato

aumentato a fr. 1'162.- mensili (cfr. doc. 1). A quel momento, l’acconto spese era

già superiore rispetto a quanto risulta dal contratto di locazione in atti. RI

1 doveva infatti versare fr. 270.- al mese a titolo di acconto spese accessorie

(cfr. doc. 1).

Con messaggio di posta

elettronica del 2 aprile 2025, RI 1 ha contestato “il calcolo dell’assegno

integrativo” operato dall’amministrazione, cui ha comunicato quanto segue:

"

(…)

1. Il totale

assicurazione malattia non è corretto in quanto alle casse malati vengono

versati i seguenti importi:

RI 1, fr. 549.70/mese

__________, fr.

588.20/mese

__________, fr.

143.50/mese

Somma mensile fr.

1281.40, mentre, la somma annuale di fr. 15376.70 e NON fr. 17111.00 come

indicato nella decisione. La spesa di fr. 15376.70 è inferiore all’importo

massimo riconosciuto per 3 persone.

2. Il totale affitto

non è corretto in quanto vengono versati i seguenti importi:

affitto, fr.

1162.00/mese

spese accessorie, fr.

270.00/mese

posteggio, fr.

50.00/mese

Somma mensile fr.

1482.00, mentre, la somma annuale di fr. 17784.00 e NON fr. 16035.00 come

indicato nella decisione. La spese di fr. 17784.00 non supera l’importo massimo

riconosciuto per 3 persone.” (cfr. doc. 4i)

Con reclamo del 25 aprile 2025, RI

1 ha formalizzato le proprie contestazioni, che ha ribadito, aggiungendo, in

relazione ai costi d’alloggio, che “le spese accessorie sono state adeguate

al rincaro de combustibili e all’aumento generale dei costi accessori, il

versamento di fr. 270.-/mese quale acconto spese accessorie ha comportato un

conguaglio annuale di fr. 46.70 giustificando l’aumento delle spese accessorie

(allegato D). L’istituto delle assicurazioni sociali nella decisione non tiene

conto delle spese accessorie effettive dell’alloggio e dell’adeguamento del

contratto di affitto (allegati D + E), ma si limiti alla seguente formula di

calcolo del costo dell’alloggio: “(affitto) + (15% affitto) quali spese

accessorie. Codesto metodo di calcolo, nel caso di specie viola palesemente il

principio di uguaglianza dell’articolo 8 della Costituzione (…)” (cfr. doc.

4-4a).

Con la decisione su reclamo del 5

giugno 2025, la Cassa ha, come visto, confermato i propri due precedenti

provvedimenti (cfr. doc. 7a-7d; supra consid. 1.1.).

Davanti al TCA, come già aveva

fatto in allegato al proprio reclamo, RI 1 ha trasmesso, tra gli altri, il

conteggio delle spese accessorie per il periodo dal 1° luglio 2023 al 30 giugno

2024. Riconducibili all’ente locato dal ricorrente, per l’anno in questione, vi

sono state spese per totali fr. 1'236.05 tra riscaldamento, acqua calda,

illuminazione zone comuni, portineria ecc., cui si aggiungono fr. 1'630.65 di

“contatore __________” (__________; cfr. anche pag. 4-5 doc. all. B a doc. I).

A fronte di acconti sulle spese accessorie versati per totali fr. 2'820.- in

quello stesso periodo, a carico del ricorrente vi erano ancora ed a saldo fr.

46.70 (cfr. all. B a doc. I).

2.7. Chiamata a pronunciarsi, questa

Corte ricorda, innanzitutto, che nella STCA 39.2006.4 del 4 ottobre 2006,

riprodotta al consid. 2.5. (alla quale il ricorrente fa implicito riferimento

nel proprio ricorso; cfr. doc. I), ha

stabilito che “quando il canone locativo si situa al di sotto del valore

usuale” per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località, per

determinare l’importo della pigione da computare nel calcolo della prestazione

armonizzata e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente applicati, per

analogia, i disposti legali della LPC e OPC relativi alle spese accessorie e

alle spese di riscaldamento (cfr. supra consid. 2.5.).

Al riguardo, l’art. 16b OPC

prevede che oltre alle spese accessorie usuali, un forfait per le spese di

riscaldamento è concesso alle persone che vivono in locazione in un

appartamento da esse stesse riscaldato e non devono pagare al locatore alcuna

spesa di riscaldamento ai sensi dell’articolo 257b capoverso 1 del Codice delle

obbligazioni (cpv. 1).

L’importo annuo del forfait è

uguale alla metà dell’ammontare di cui all’articolo 16a OPC (cpv. 2), ai sensi

del quale, in particolare, “Nei confronti di persone che abitano un immobile

di loro proprietà, per le spese accessorie è previsto soltanto un forfait”

(cpv. 1), il cui importo annuo ammonta a fr. 3'480.- (cpv. 3).

Nella presente fattispecie, come

visto, l’assicurato deve pagare una pigione mensile di fr. 1'162.-. Quale

acconto per le spese accessorie versa fr. 270.- al mese (cfr. supra consid. 2.6.).

La pigione effettiva maggiorata,

ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 lett. a Reg. Laps (cfr. supra consid. 2.4.), del

15% (che su fr. 1'162.- corrisponde a fr. 174.30) per le spese accessorie

corrisponde a fr. 1'336.30 al mese ed a totali fr. 16'035.60, arrotondati

dall’amministrazione in fr. 16'035.- sia nei propri calcoli, che nella

decisione su reclamo impugnata dal ricorrente.

Il ricorrente censura l’operato

della Cassa che tiene conto del 15% della pigione, e quindi di fr. 174.30,

quale ammontare per le spese accessorie e non di quanto egli è effettivamente

chiamato a versare ogni mese al locatore, pari a fr. 270.- (cfr. supra consid.

1.2.). A titolo di spesa per l’alloggio, a mente di RI 1 dovrebbe essere

considerato un importo mensile di fr. 1'432.- (fr. 1'162.- + fr. 270.-) parti a

fr. 17'184.- annui.

Il

TCA constata che nel caso concreto non figura nessun accertamento compiuto

dall’amministrazione atto a dimostrare che la pigione pagata dall’assicurato è

usuale per un appartamento situato in quella località e delle medesime

dimensioni.

Nella

decisione su reclamo, al punto 3.2., la Cassa si limita ad affermare che non “risultano

segnali per ritenere il canone locativo molto basso rispetto al valore usuale

per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località (sull’onere

della prova cfr. art. 8 CC)”. Essa indica peraltro due importi (fr. 2'091.-

e fr. 3'240.-) dei quali non si evince la pertinenza con il caso concreto.

D’altra

parte è invece dimostrato che nel caso concreto l’importo del 15% della pigione

copre soltanto il 63,6% delle spese accessorie che deve pagare l’assicurato, a

cui va aggiunto un conguaglio di fine anno di fr. 46.70.

Ora,

come visto, nella sentenza 39.2006.4 del 4 ottobre 2006 il TCA ha stabilito che

di regola il regime introdotto dalla Laps tiene sufficientemente conto delle

spese accessorie effettive a carico di un assicurato. Tuttavia, in taluni casi,

il 15% di esso non tiene sufficientemente conto delle spese effettive.

Nel

caso concreto siamo proprio confrontati con una situazione di questo genere.

In

simili condizioni il TCA non può approvare l’operato dell’amministrazione senza

disporre di ulteriori elementi che spieghino i motivi di questo risultato.

Si

impone quindi il rinvio degli atti all’amministrazione affinché, dopo avere

stabilito quali sono i valori usuali delle pigioni pagate in quella località in

appartamenti di dimensioni analoghe, si pronunci nuovamente sulle spese accessorie

da computare all’assicurato.

Al

riguardo il TCA sottolinea che l’appartamento è situato ad __________,

destinazione turistica di nicchia con una popolazione più ridotta e, quindi,

con pigioni mediamente più alte rispetto ad altri luoghi del __________ (su

questo tema cfr. la Mozione datata 10 ottobre 2022 __________).

Questi

accertamenti si giustificano tanto più se si considera che l’importo massimo

mensile che può essere preso in considerazione nella regione 2 per una famiglia

composta da 3 persone (spese accessorie comprese) ammonta a fr. 2’172.- mensili

(fr. 26’064.- annui).

2.8. Per quanto attiene alla locazione

del parcheggio presso la propria abitazione (ritenuto che il ricorrente indica

di corrispondere mensilmente fr. 1'162.- per la pigione, fr. 270.- di acconto

spese e fr. 50.- di posteggio, per il totale mensile fatto valere in sede

ricorsale di fr. 1'482.-, pari a fr. 17’784.- annui che chiede vengano

computati in luogo dei fr. 16'035.- presi in considerazione dalla Cassa), il

TCA rileva che dalla documentazione in atti emerge che RI 1 corrisponde una

pigione mensile di fr. 50.- (cfr. doc. 1i), per totali fr. 600.- annui.

A tale proposito giova

rilevare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime

costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - di cui agli

art. 6, 8 e 9 Laps (cfr. supra consid. 2.4.), sono elencati in modo esaustivo.

Ad

eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla

lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite

l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,

con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:

vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.

Fatti

E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998; a proposito delle spese per il

posteggio, non considerate spese di carattere professionale, cfr. la STCA

39.2010.16 del 7 marzo 2011 consid. 2.18.).

Pertanto

al pagamento del posteggio va fatto fronte con l’ammontare relativo

alla soglia di intervento.

Da

questo profilo, l’operato dell’amministrazione si rivela corretto e la

decisione su reclamo merita conferma.

2.9. Per quanto attiene al computo dei

premi di cassa malati, il TCA ritiene che anche in questo caso l’operato della

Cassa meriti tutela.

In concreto, infatti,

l’amministrazione nel calcolo delle prestazioni AFI e API ha tenuto conto sia dei

premi LAMal, che della riduzione di premio dell’assicurazione malattie (RIPAM),

nella misura massima, pari al premio medio di riferimento (PMR) ai sensi della

LCAMal (cfr. art 8 cpv 1 lett. g Laps citato supra al consid. 2.4., artt. 28 e

29 LCAMal).

Il Decreto esecutivo concernente

le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio LAMal per

l'anno 2025 del Consiglio di Stato del 6 novembre 2024 (cfr. BU N. 36 dell’8

novembre 2024, pag. 275) prevede i seguenti PMR:

"

(…) Premi medi di riferimento (art. 40 lett. b LCAMal)

– fr. 7'678 per gli

adulti;

– fr. 5'733 per i

giovani adulti;

– fr. 1'755 per i

minorenni.”

Per l’unità di riferimento del

ricorrente, l’importo massimo ammonta a fr. 17'111.- (due adulti ed un

minorenne; (7’678 x 2) + 1’755 = 17’111).

Questa è la cifra che la Cassa ha

computato nei propri calcoli (cfr. doc. 2 e 3).

In concreto, la somma dei premi

di cassa malati del ricorrente e della sua famiglia è inferiore a tale

ammontare e corrisponde, secondo a quanto affermato nel ricorso, a fr.

15'376.70.

Tuttavia ritenuto che, come

risulta dal calcolo della Cassa (cfr. doc. 3d e 3c), il medesimo importo viene

considerato, da una parte tra le spese computabili e, d’altra parte, fra le

altre prestazioni Laps (partecipazione al premio dell’assicurazione contro le

malattie), l’operazione matematica risulta quindi neutra nel suo risultato.

Ne consegue che considerare fr.

15’376.70 anziché fr. 17'111.- non muterebbe comunque il risultato finale

quanto all’ammontare della lacuna di reddito Laps e di conseguenza dell’assegno

integrativo spettante al ricorrente.

2.10. Alla luce di tutto quanto qui sopra

esposto, la decisione su reclamo deve essere annullata e gli atti rinviati alla

Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari affinché, dopo avere

compiuto gli accertamenti indicati, si pronunci nuovamente sull’importo da

computare a titolo di spesa per l’alloggio.

2.11. In ambito

di assegni familiari cantonali, per quanto concerne la procedura

dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale

Considerandi

cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa

legge, si applica la legge federale sulla parte generale del diritto delle

assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 33 cpv. 3 Laps ed art. 46 Laf).

L’art.

29.

Lptca enuncia:

" 1La procedura è gratuita per le parti.

2La procedura di ricorso concernente le

controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni

dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese; l’entità delle spese è determinata

fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e

senza riguardo al valore litigioso.

3Alla parte che provoca la causa per

leggerezza o per un comportamento temerario, sono imposte la tassa di giustizia

e le spese di procedura.

4Negli altri casi la tassa di giustizia,

quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000 franchi.”

L’art.

61.

lett. a LPGA, in vigore fino al

31.

dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di

regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio e le

spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un

comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1°

gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a

LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di

regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett.

fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la

procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la

singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla

parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In

concreto, trattandosi del settore degli assegni familiari cantonali per il

quale è applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e considerato

il tenore dell’attuale art. 29 Lptca, come pure il fatto che il legislatore

cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese nell’ambito degli

assegni di famiglia (sul tema delle spese davanti al TCA cfr. il Messaggio Nr.

8480.

del Consiglio di Stato del 21 agosto 2024 «Rapporto sull’iniziativa

parlamentare presentata il 4 maggio 2021 nella forma elaborata da Lara

Filippini e Sabrina Aldi per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura

per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23

giugno 2008 (Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie

dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni) e

controprogetto»), non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 39.2025.1

del 7 aprile 2025 consid. 2.12.; STCA 39.2023.13 del 22 gennaio 2024 consid.

2.9.; STCA 39.2023.5 del 21 agosto 2023 consid. 2.9.; STCA 39.2022.6 del 24

gennaio 2023 consid. 2.11., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile

con giudizio 8C_61/2023 del 22 marzo 2023; STCA 39.2022.3 del 24 gennaio 2023

consid. 2.11.; STCA 39.2022.5 del 22 agosto 2022 consid. 2.14.; STCA 39.2022.2

del 3 giugno 2022 consid. 2.14.; STCA 39.2021.5-6 del 7 marzo 2022 consid.

2.8.).

2.12

La

richiesta del ricorrente volta alla

concessione dell’assistenza giudiziaria (cfr. all. e a doc. I) deve essere intesa, dunque, solo come domanda

di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in materia assegni

familiari cantonali è gratuita (cfr. supra consid. 2.8.).

L’insorgente, tuttavia, non

può beneficiare del gratuito patrocinio non essendo rappresentato da un

avvocato.

In effetti il gratuito

patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che amministrativa, può

essere riconosciuto soltanto ad avvocato patentato (cfr. STF 8C_399/2007 del 23

aprile 2008 consid. 9.2.; STFA I 447/04 del 2 marzo 2005 consid. 4.2, citata in

DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; STCA 38.2022.67

del 14 dicembre 2022 consid. 2.12.; STCA 42.2021.75 del 13 dicembre 2021

consid. 2.7.; STCA 42.2019.38 del 20 gennaio 2020 consid. 2.12.; STCA

38.2018.34

del 22 novembre 2018 consid. 2.9.; STCA 38.2016.17 del 25 maggio

2016.

consid. 2.8.; STCA 38.2012.55 del 13 marzo 2013 consid. 2.12.; per quanto

riguarda un avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di

utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 =

SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è parzialmente

accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su reclamo del 5 giugno

2025 è annullata.

§

Gli atti sono rinviati alla Cassa cantonale di compensazione per gli assegni

familiari affinché si pronunci nuovamente sulle spese per l’alloggio da

computare nel calcolo dell’assegno integrativo.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. L’istanza

tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria è respinta.

4. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti