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Decisione

42.2005.8

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

6 marzo 2006Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

I disposti della Legge Laps

devono essere rispettati e confermati, e pertanto è mantenuta la decisione del

4 agosto 2005." (Doc. B)

1.3. L’avv. RA 1,

per conto di RI 1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo dinanzi

al TCA, postulando il riconoscimento di un’indennità giornaliera straordinaria

di disoccupazione più elevata e l’ammissione al beneficio dell’assistenza

giudiziaria e del gratuito patrocinio.

A

sostegno delle proprie pretese essa ha addotto:

"

(…)

1.

La Signora RI 1 convive

attualmente con il signor __________ dal quale ha avuto il figlio __________

nato il 3 giugno 1991.

Il signor __________,

invalido, è inoltre padre di altri tre figli avuti con l'attuale moglie, che

non è la signora RI 1, e che sono stati affidati alla madre.

Una di queste figlie

soffre di una grave forma di celiachia e vi sono tali problemi che hanno

portato la Commissione Tutoria ad affidare entrambi i figli alla Casa __________

di __________.

Il signor __________

inoltre avendo lui stesso problemi di salute ed in fase di divorzio, deve

evidentemente assumersi ingenti spese derivanti dall'esercizio del diritto di

visita, dal divorzio, dal suo stesso stato di salute e dai costi generali dalle

sue frequenti ospedalizzazioni.

Egli è al beneficio di una

rendita AI e di una rendita complementare AI che però non tengono in nessuna

considerazione l'esistenza della convivente RI 1 e del figlio __________.

PROVE: si richiamano tutti i relativi incarti del signor __________

dall'ufficio AI di Bellinzona e dalla Pretura di __________ (incarto __________)

con la relativa documentazione, come pure dall'ufficio del sostegno sociale

l'incarto relativo al signor __________ ed alla signora RI 1.

Considerandi

2.

Con decisione del 4 agosto

2005.

l'ufficio delle misure attive di Bellinzona ha concesso un'indennità

giornaliera alla signora RI 1 di Fr. 38.60 ritenuto che l'unità di riferimento

per tale calcolo comprendeva sia il figlio __________ che il convivente signor __________

e quindi ritenendo nel calcolo integralmente le prestazioni ricevute dal signor

__________ ma non tutti i costi e non tenendo in considerazione che la rendita

AI non comprendeva la convivente e verosimilmente anche il figlio nato fuori

dal matrimonio.

PROVE: doc. A decisione 4 agosto 2005 ufficio delle misure attive

3.

Con tempestivo reclamo del

5.

settembre 2005 la Signora RI 1 ed il signor __________ insorgevano contro

tale decisione chiedendo di aumentare il contributo tenendo conto della

problematica sopra segnalata ed in particolare segnalando il fatto che il

calcolo non era corretto poiché considerava in maniera eccessiva le possibilità

del nucleo famigliare senza tenere conto delle limitazioni delle singole

rendite.

Con risposta al reclamo

del 5 settembre 2005 l'ufficio delle misure attive respingeva il reclamo

confermando il calcolo e le circostanze della decisione, in particolare che

conformemente all'art. 5 cpv. 1 Laps: l'unità di riferimento è costituita anche

dal partner convivente se vi sono figli in comune e che, giusta l'art. 6 cpv. 1

lett. d) Laps: fanno

parte dei redditi

computabili i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia e superstiti

all'invalidità.

PROVE: doc. B decisione 28 settembre 2005 impugnata

4.

Contro tale decisione si

insorge per i seguenti motivi:

- errata applicazione del

diritto federale;

- inopportunità ed

arbitrio.

In effetti se si comprende

da un lato la necessità legislativa di considerare unità di riferimento pure il

partner convivente se vi sono figli in comune, non bisogna però dimenticare che

i redditi di quest'ultimo non sempre tengono conto delle esigenze dell'altro

convivente.

In particolare la rendita

AI e la rendita complementare del signor __________ tengono in considerazione

solo le sue spese e non quelle di eventuali conviventi.

Inoltre rendita AI più

rendita complementare coprono solo il minimo vitale dell'assicurato e non spese

straordinarie quali costi aggiuntivi della salute, spese per il diritto di

visita, alimenti per i figli, ecc. che il signor __________ deve sostenere e

che non è evidentemente comunque già in grado di sostenere.

La signora RI 1 si vede

però aggiunto il reddito del convivente come se lo stesso fosse a libera

disposizione di entrambi i conviventi ed andasse a parziale riduzione dei suoi

costi, fatto questo impossibile da realizzarsi nella pratica.

L'art. 6 della Laps ha

evidentemente come scopo quello di evitare che il minimo vitale di una persona

sia coperto due volte ergo sia dalla rendita Laps che dalle disponibilità

economiche del convivente, ma ciò evidentemente solo nella misura in cui tale

reddito o parte di reddito possa essere effettivamente utilizzato a tale scopo.

Nella fattispecie ciò

risulta impossibile e pertanto si chiede il riesame del calcolo ISD fatta

astrazione della rendita AVS ed AI del Signor __________.

Si aggiungano inoltre le

considerazioni già espresse in sede di reclamo che fanno parte integrante del

presente ricorso.

PROVE: incarto, si richiama l'incarto AI e rendita complementare del

Signor __________ dall'ufficio assicurazioni sociali, Bellinzona; l'intero

incarto relativo alla signora RI 1 dall'ufficio delle misure attive e

dall'ufficio del sostegno sociale; si richiamano gli incarti dalla CTR __________

relativi al signor __________ / __________, figli __________ e __________ e

relativa documentazione come pure dalla Pretura di __________ l'incarto __________

e relativa documentazione.

5.

Ritenuto che la signora RI

1.

non è in grado di sopperire sola alle spese di giustizia e di patrocinio,

sulla base del formulario che verrà inoltrato appena pervenuto, si chiede

piaccia ammettere la Signora RI 1 al beneficio dell'assistenza giudiziaria con

il gratuito patrocinio del sottoscritto legale.

PROVE: formulario ufficiale (seguirà)." (Doc. I)

1.4

L’Ufficio

delle misure attive, nella propria risposta di causa del 29 novembre 2005, ha

postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per

quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

1.5

L’avv. RA 1,

il 30 dicembre 2005, ha trasmesso il certificato per l’ammissione all’assistenza

giudiziaria e la relativa documentazione (cfr. doc. IX + bis).

1.6

Pendente

causa questa Corte ha chiesto al patrocinatore della ricorrente se il signor __________

nell’anno 2005 era tenuto a versare dei contributi alimentari a favore della

(ex) moglie __________ e/o dei figli nati da tale matrimonio e, in caso di

risposta affermativa alla domanda 1., di indicare se __________ ha

effettivamente versato regolarmente quanto dovuto.

Il TCA ha

specificato di volere sostanziare le risposte con adeguata documentazione (cfr.

doc. X).

Inoltre

il TCA ha invitato l’Ufficio convenuto a indicare dettagliatamente come ha

calcolato l’importo di fr. 7'964.-- computato a titolo di premio della cassa

malati dell’unità di riferimento di RI 1 per il 2005 e l’ammontare di fr.

6'314.25 corrispondente alla partecipazione al premio dell’assicurazione contro

le malattie, precisando se è stato tenuto conto della circostanza che,

percependo il signor __________ una prestazione complementare, il suo intero

premio lordo della cassa malati è versato dal Cantone all’assicuratore malattia

(cfr. doc. XI).

L’avv. RA

1.

ha risposto il 23 gennaio 2006, allegando una dichiarazione dell’IAS e la

convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione tra __________ e __________

(cfr. doc. XII; E; F).

L’Ufficio

delle misure attive ha dato seguito alla richiesta citata con scritto del 24

gennaio 2006 (cfr. doc. XIII)

1.7

I doc. XI e

XIII sono stati trasmessi al rappresentante di RI 1 per conoscenza con facoltà

di presentare eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).

I doc. X

e XII con i relativi allegati sono invece stati inviati all’Ufficio convenuto

per conoscenza con facoltà di presentare eventuali osservazioni entro dieci

giorni (cfr. doc. XV).

Le parti

sono rimaste silenti.

1.8

Il 1° marzo 2006

RI 1, personalmente, ha consegnato brevi manu al TCA la disdetta del contratto

di locazione ricevuta da parte del proprio locatore (cfr. doc. XVI).

Tale

documento è stato trasmesso per conoscenza all’Ufficio delle misure attive (cfr.

doc. XVII).

in

diritto

In

ordine

2.1

La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante

importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione

delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico

ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e

penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale

delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;

STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002

nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H

220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT

I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA

del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

2.2

Preliminarmente

occorre rilevare che la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 non contiene

alcuna indicazione dei rimedi di diritto (cfr. doc. B).

In una sentenza del 5

marzo 2001 nella causa T., pubblicata in RDAT II-2001 N. 53 il Tribunale

federale, al riguardo ha rilevato:

" Il

principio stabilito all'art. 107 cpv. 3 OG nell'ambito della giurisdizione

amministrativa, secondo cui l'inesatta indicazione dei rimedi giuridici non può

cagionare alle parti alcun pregiudizio, ha una portata generale. Quando il

diritto cantonale lo prevede espressamente, come è il caso secondo la procedura

amministrativa ticinese, l'autorità giudicante ha il dovere di istruire gli

interessati sui mezzi legali. Se questa istruzione è errata o incompleta, il

ricorrente ha di massima il diritto di prevalersene secondo il principio della

buona fede, diritto che tuttavia non gli compete se l'inesattezza

dell'indicazione gli fosse conosciuta o, comunque, facilmente riconoscibile in

ragione di elementi non solo oggettivi ma anche soggettivi, e usando la dovuta

diligenza (DTF 123 II 231 consid. 8b , 121 II 72 consid. 2a/b , 117 Ia 297 consid.

2.

, 421 consid. 2a; Borghi/Corti , loc. cit.). La giurisprudenza ha

stabilito che, in particolare, non merita protezione la parte il cui avvocato

avrebbe potuto scoprire l'omissione o l'errore, rispettivamente colmare la

lacuna dell'indicazione, attraverso la sola lettura dei testi legali, senza

ricorrere alla consultazione della giurisprudenza e della dottrina (DTF 127 II

198.

consid. 2c , 117 Ia 297 consid. 2 pag. 299 , 421 consid. 2a).” (RDAT

II-2001 N. 53)

L’art. 33

Laps enuncia che contro le decisioni emesse in virtù della Laps e delle leggi

speciali è data facoltà di reclamo all’organo amministrativo che le ha emesse

entro 30 giorni dalla data di notificazione e che contro le decisioni su

reclamo è data facoltà di ricorso al TCA entro 30 giorni dalla data di

notificazione.

Tale

norma è silente in merito all’indicazione dei rimedi giuridici.

Tuttavia,

in applicazione analogica della LPGA, valida per le assicurazioni sociali

disciplinate dalla legislazione federale, la quale all’art. 49 cpv. 3 LPGA

prevede che le decisioni formali prolate dagli assicuratori sono accompagnate

da un avvertimento relativo ai rimedi giuridici e all’art. 52 cpv. 2 enuncia

che le decisioni su opposizione contengono un’indicazione concernente i rimedi

giuridici, anche in ambito Laps gli organi amministrativi devono indicare la

possibilità di ricorrere al TCA contro le decisioni su reclamo entro 30 giorni

dalla loro notificazione.

Di

conseguenza l’Ufficio delle misure attive avrebbe dovuto menzionare sulla

decisione su reclamo del 28 settembre 2005 che, ai sensi dell’art. 33 Laps, la

ricorrente aveva la possibilità, entro 30 giorni dalla data di notificazione,

di interporre ricorso al TCA avverso tale provvedimento.

In

concreto, in ogni caso, RI 1, peraltro patrocinata da un legale, ha impugnato

tempestivamente la decisione su reclamo del 28 settembre 2005 dinanzi al TCA.

Essa non

ha, quindi, subito pregiudizio alcuno dall’omissione dell’indicazione del

rimedio di diritto.

Conseguentemente,

in casu, non vi è motivo di sanzionare la mancata indicazione del rimedio

giuridico (cfr. STFA del 23 aprile 2003 nella causa X., U 222/02).

Comunque

l’Ufficio convenuto è invitato nel futuro a indicare con precisione sulle

decisioni da lui emesse il relativo rimedio di diritto.

Nel

merito

2.3

Oggetto del

contendere è la questione di sapere se l’importo dell’indennità giornaliera

straordinaria cantonale di disoccupazione riconosciuta ad RI 1 a decorrere dal

mese di luglio 2005 è o meno corretto.

2.4

Il 1°

febbraio 2003 è entrata in vigore la Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali – Laps (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio

2003.

pag. 13 segg.).

L'obiettivo

principale della Laps è quello di riordinare la legislazione in materia di

prestazioni finanziarie a favore di persone di condizioni economiche modeste,

attraverso la definizione di criteri comuni di accesso ed erogazione delle

prestazioni sociali.

La Laps è

circoscritta a quegli strumenti di politica sociale la cui competenza è

strettamente cantonale, più precisamente la partecipazione al premio

dell'assicurazione malattia, il sussidio allo studio per chi frequenta scuola

private, i sussidi di formazione, i sussidi di perfezionamento e riqualifica

professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione, gli assegni

familiari integrativi, gli assegni familiari di prima infanzia e le prestazioni

assistenziali. La partecipazione al premio dell'assicurazione malattia è,

tuttavia, coordinata, ma non armonizzata, dato che i criteri relativi ai

sussidi definiti dall'art. 65 LAMal si scostano dai criteri della Laps (cfr.

art. 1, 2, 2a Laps; Messaggio del 1° luglio 1998 relativo all'introduzione di

una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni

sociali pag. 3, Messaggio del 13 marzo 2002 pag. 7; Rapporto della commissione

della gestione e delle finanze dell'11 giugno 2002 pag. 3).

2.5

L’art. 2 Laps,

attinente al campo di applicazione di tale legge, al cpv. 1 lett. e stabilisce,

in particolare, che è una prestazione sociale ai sensi della legge l’indennità

straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione

e sul sostegno ai disoccupati.

L’art. 10

della legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc),

nel suo tenore in vigore dal 1° febbraio 2003, relativo al sostegno ai

lavoratori indipendenti disoccupati, prevede che:

"

Ai disoccupati che hanno cessato da 6 mesi al

massimo un’attività indipendente e non hanno diritto alle prestazioni della

LADI, lo Stato può versare indennità straordinarie interamente a carico del

Cantone.(cpv. 1)

Può beneficiare di tali indennità chi:

a) ha dimostrato di aver fatto il possibile per

evitare o abbreviare la

disoccupazione;

b) non riceve rendite AVS o AI intere;

c) soddisfa i requisiti della Legge sull’

armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5

giugno 2000

(Laps).(cpv. 2)

In

caso di capacità lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta

per

malattia o infortunio i beneficiari hanno diritto all’ intera indennità.

Questo

diritto è limitato a 15 indennità giornaliere entro il periodo di

percezione

fissato dall’ art. 11 cpv. 2. (cpv. 3)"

Al

riguardo va osservato che nell’ambito della riorganizzazione delle prestazioni

sociali cantonali, messa in atto con l’adozione della Legge sull’armonizzazione

e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), entrata in vigore il 1°

febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 13 segg.), l’art. 10 L-rilocc

è stato modificato.

In

effetti fino al 31 gennaio 2003 tale disposto contemplava la possibilità di

beneficiare delle indennità straordinarie di disoccupazione anche per i

lavoratori dipendenti.

Tale

diritto è stato abolito a decorrere dal 1° febbraio 2003 (cfr. Messaggio del 1°

luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e

il coordinamento delle prestazioni sociali n. 4773, p.to 9.2.; Messaggio del 22

dicembre 1998 n. 4773a complementare al messaggio n. 4773, p.to 3).

Ai sensi

dell’art. 11, concernente l’importo massimo:

"

Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo

massimo dell’ indennità straordinaria è pari alla differenza fra il reddito

disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi della Laps. (cpv. 1)

Possono essere concesse al massimo 120 indennità

giornaliere intere sull’arco di un anno. (cpv. 2)."

L’art. 13 R L-rilocc

enuncia:

"

… (cpv. 1 abrogato con effetto dal 1.2.03)

L’indennità straordinaria di disoccupazione viene

versata nella forma di un’indennità giornaliera. Per una settimana vengono

corrisposte cinque indennità giornaliere. (cpv. 2)

Il disoccupato che chiede il versamento delle

indennità straordinarie di disoccupazione soggiace alle prescrizioni di

controllo previste dalla LADI. (cpv. 3)

… (cpv. 4 abrogato con effetto dal 1.2.03)

…(cpv. 5 abrogato con effetto dal 1.2.03)

…(cpv. 6 abrogato con effetto dal 1.2.03)."

2.6

Con

l’entrata in vigore della Laps il calcolo delle indennità straordinarie ai

disoccupati viene effettuato facendo riferimento ai parametri della Laps, come

risulta dai disposti di legge menzionati al considerando precedente.

Il

titolare del diritto e l’importo massimo delle indennità, invece, come visto sopra,

vengono definiti dalla L-rilocc (cfr. art. 12 Laps; art. 10, 11 L-rilocc;

Messaggio del 13 marzo 2002 concernente la modifica della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 3).

Il titolare ha diritto alle prestazioni sociali di complemento

armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile residuale della

sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione contro

le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti

parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di

cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps).

Se,

nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di

cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne

hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una

quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

Il

reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento (art. 5 Laps).

Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria

dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il

regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

2.7

L'art. 6 Laps

regolamenta il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento

superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione

primaria. (cpv. 1)

Le entrate di cui al capoverso precedente alle

quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che

non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la

rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni (cpv. 4)."

La spesa computabile

è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per l’alloggio

(art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

l) le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito

e sulla sostanza. (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)."

L'art. 9 Laps

riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le persone unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)."

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre

2000, di fr. 12'000.-- per le persone sole e di fr. 13'800.-- per coniugi e le

persone con figli.

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Dal 1°

gennaio 2001 tali importi sono stati aumentati a fr. 13'200.--, rispettivamente

fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni

complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente

la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6

dicembre 2000).

Infine

l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

"

La soglia d’intervento corrisponde alla somma

di:

a) per il titolare importo

corrispondente al limite minimo

del

diritto: previsto dalla legislazione sulle

prestazioni

complementari all'AVS/AI per la

persona

sola

b) per la prima perso- importo

corrispondente alla metà del limite

na

supplementare minimo previsto dalla legislazione sulle

dell'unità

di riferi- prestazioni complementari all'AVS/AI per la

mento persona

sola

c) per la seconda e importo corrispondente

al limite minimo

la terza

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare prestazioni

complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il primo figlio

mento:

d) per la quarta e la importo

corrispondente al limite minimo

quinta

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il terzo figlio

mento:

e) per la sesta e ogni importo corrispondente

al limite minimo

ulteriore

persona previsto dalla legislazione sulle

supplementare

prestazioni complementari all'AVS/AI

dell'unità

di riferi- per il quinto figlio."

mento:

L'art. 3b

della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) enuncia in

particolare che le spese riconosciute si compongono di un importo destinato

alla copertura del fabbisogno vitale, per anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al

minimo per le persone sole, a fr. 15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.-

franchi e per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per

figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.- (cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento

delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre 2002). Per i due

primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,

per due altri figli due terzi ciascuno (fr. 5'506.--) e per ogni altro

figlio un terzo (fr. 2'753.--).

Il 1°

gennaio 2005 è entrata in vigore una modifiche della Laps decretata dal Gran

Consiglio, alla luce del Messaggio n. 5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di

Stato.

Più

precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga

all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura

del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.

Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24

settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e

2004.

(cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004 del 21.12.2004 pag.

9002).

Abbondanzialmente

giova rilevare che il 12 dicembre 2005 all’art. 37 Laps è stato aggiunto il

cpv. 4 secondo cui in deroga all’art. 10 Laps anche per l’anno 2006 fanno stato

i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 7/2006 del

10.2

; FU 101/2005 del 20.12.2005).

2.8

Nella presente

evenienza l’Ufficio delle misure attive con decisione del 4 agosto 2005,

confermata con decisione su reclamo del 28 settembre 2005, ha accordato alla

ricorrente, a far tempo dal mese di luglio 2005, un’indennità straordinaria di

disoccupazione di fr. 38.60 al mese (cfr. doc. A; B).

L’insorgente

ha contestato il computo, nel suo calcolo, dei redditi del convivente, e meglio

della rendita di invalidità dell’AI e della prestazione complementare, poiché, da

un lato, la rendita AI e la PC di cui beneficia __________ non tengono in

considerazione né lei, né loro figlio __________. Dall’altro, i costi

straordinari a cui deve far fronte il convivente (per i suoi disturbi di salute,

per il diritto di visita dei tre figli nati dal matrimonio con __________, per

gli alimenti per i figli) non sono stati conteggiati (cfr. doc. I; C).

Dalla

documentazione agli atti risulta che RI 1, fino al mese di giugno 2005, è stata

affiliata alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG quale indipendente (cfr.

doc. 51, 53).

In

effetti la stessa era gerente di una buvette presso la __________ di __________

(cfr. doc. 49, 55).

Pertanto

essa rientrava effettivamente nel campo di applicazione dell’art. 10 L-rilocc (cfr.

consid. 2.5.).

Del resto

la titolarità della ricorrente per quanto riguarda le indennità straordinarie

di disoccupazione non è mai stata messa in discussione dall’Ufficio misure

attive.

Come già

evidenziato, è in discussione l’ammontare di tale indennità.

Alla luce

delle obiezioni sollevate da RI 1, nell’atto ricorsuale, giova dapprima rilevare

che, relativamente all'unità economica di riferimento del titolare del diritto

alla prestazione, l'art. 4 Laps enuncia:

"

L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se vi sono figli in

comune;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno

l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente

indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e

fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità

parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.

3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni

economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore

con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno

parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di

riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava

dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e

l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si

sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le

persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

L’art.

1.

Reg.Laps prevede poi che:

"

Non sono considerati coniugi ai sensi dell’ art.

4.

della legge i coniugi separati legalmente (cpv. 1).

È considerato genitore:

a) la persona con il quale il figlio ha un

vincolo di filiazione ai sensi del Codice civile svizzero;

b) la persona che accoglie il figlio in vista

dell’ adozione. (cpv. 2)

Se l’ autorità parentale sui figli minorenni

viene condivisa con una persona diversa da quelle menzionate all’ art. 4 cpv. 1

lett. a - c della legge, il minorenne fa parte dell’ unità di riferimento in

cui vive il genitore con il quale condivide il domicilio. (cpv. 3)

I minorenni con figli propri costituiscono un’

unità di riferimento propria. (cpv. 4)

Le persone in stato di carcerazione vengono

escluse dalla loro unità di riferimento fino al momento della liberazione se:

a) si trovano in stato di detenzione preventiva

da almeno tre mesi;

b) stanno scontando una pena o una misura

stazionaria superiore ai tre mesi;

c) sono riservate le decisioni particolari

qualora il coniuge e/o i figli siano le vittime del reato per il quale il

congiunto è in stato di detenzione. (cpv. 5)

La nozione di domicilio è quella dell’ art. 23 e

seguenti del Codice civile svizzero. (cpv. 6)."

Come visto, per l’art. 4

cpv. 1 lett. c Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla

prestazione è costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli

in comune.

In una

recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte

ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere

dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di

riferimento.

Nel caso

di specie, quindi, rettamente l’amministrazione ha considerato quali componenti

dell’unità di riferimento dell’insorgente, oltre alla stessa, il convivente __________

e il loro figlio __________.

Pertanto,

sulla base dell’art. 5 Laps (cfr. consid. 2.5.), al fine di determinare

l’importo dell’indennità straordinaria a cui RI 1 ha diritto, nel relativo

conteggio vanno considerati i redditi computabili e le spese computabili di

tutte le persone componenti la sua unità di riferimento, ossia lei medesima, __________

e il figlio __________.

2.9

Come esposto

al consid. 2.6., giusta l’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps il reddito computabile è

costituito dai redditi ai sensi degli art. 15-22 LT.

Fra

questi redditi figurano in modo espresso all’art. 21 cpv. 1 LT i proventi

dall’assicurazione invalidità.

Inoltre,

a differenza della LT per la quale i proventi ricevuti in virtù della LPC sono

esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps

contempla, fra i redditi computabili le prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.

Ex lege,

dunque, le rendite AI e le PC percepite da __________ vanno computate nel

calcolo di RI 1.

Al

riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.

L’asserzione

ricorsuale secondo cui la rendita AI e la PC non tengono conto delle spese

della ricorrente e del figlio __________ (cfr. doc. I pag. 2) corrisponde solo

parzialmente alla verità.

In

effetti __________ è stato considerato sia nell’ambito dell’assicurazione

invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona legittimata alla rendita di

invalidità ha diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora

essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’AVS (cfr. doc.

III), che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC, secondo

cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS

o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i genitori.

Ciò

risulta d’altronde dalla decisione relativa alle PC a far tempo dal 1° gennaio

2005.

(cfr., doc. 21), in cui il fabbisogno vitale, il premio della cassa malati

e la pigione sono stati calcolati tendendo conto anche del figlio.

Per

quanto attiene all’assicurata, essa non è stata considerata nel calcolo della

rendita AI e PC, in quanto le assicurazioni sociali federali non parificano la convivenza

al matrimonio, a differenza, della Laps (art. 4 Laps; riguardo agli assegni di

famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella

causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996

nella causa M.M.).

Per

inciso è comunque utile osservare che l'art. 34 LAI relativo alla rendita di

invalidità completiva per la moglie è stato abrogato con effetto al 1° gennaio

2004, nell’ambito della quarta revisione, della LAI. Secondo le disposizioni

finali di tale revisione le rendite completive correnti beneficiano in ogni

caso della garanzia dei diritti acquisiti.

Va

inoltre ribadito che la Laps nel calcolo concernente il titolare di una

prestazione sociale contempla, oltre al computo delle rendite AI e PC del

convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo.

Pertanto,

contrariamente a quanto allegato dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), il

reddito di __________ costituito dalle rendite AI e dalle PC copre, in primo

luogo, le sue spese.

Tali entrate

non vanno così a ridurre l’ammontare dei costi che RI 1 deve sopportare.

In simili

condizioni, l’Ufficio delle misure attive, tenendo conto delle rendite AI percepite

da __________, comprensive della rendita completiva per il figlio __________,

corrispondenti a complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. 80, 21) e delle PC

calcolate globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio,

pari a fr. 22'992.-- annui (cfr. doc. 80, 21), ha applicato correttamente la Laps

sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che in

relazione agli importo conteggiati (cfr. art. 5, 6 Laps).

In

proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del

principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del

diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma

legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della

legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed.,

cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X.,

H 231/02, consid. 5).

Non è poi

dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il

diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base

della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.

Di conseguenza l’Ufficio

convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha

contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto

asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3).

Secondo

la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. unicamente qualora

disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e

indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione

deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile

arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una

soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è

arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano

insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58

consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H

315/03, consid. 7.1.).

2.10

Inoltre il calcolo dell’indennità

straordinaria di disoccupazione a cui ha diritto RI 1 è stato effettuato in

maniera corretta anche per quanto attiene alle ulteriori poste considerate.

Del resto l’insorgente,

fuorché il computo dei redditi di __________, non ha espressamente contestato

alcuna altra voce indicata nel conteggio effettuato nel mese di agosto 2005

dall’Ufficio convenuto (cfr. doc. I).

Al

riguardo è comunque utile sottolineare, in particolare, che a ragione l’Ufficio

convenuto ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’importo di fr.

18'000.--.

Come

visto (cfr. consid. 2.7.), l’art. 9 Laps prevede che la spesa per l’alloggio è

computata fino ad un massimo, nel caso di unità di riferimento composte da più di

due persone come quella dell’assicurata - composta della stessa, dal convivente

e dal loro figlio __________ -, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i

coniugi maggiorato del 20%, ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

Ai sensi

dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali:

"

La spesa per l'alloggio è definita come segue:

a) per

l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

b) per il

proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%

per le spese accessorie."

Nell’evenienza

concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 30) che, maggiorata del

15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 27’600.--.

Tale

importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va conteggiato

unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 80).

Infine il

TCA rileva che il tema afferente alla disdetta del contratto di locazione

notificata alla ricorrente dal locatore nel mese di febbraio 2006 con effetto a

decorrere dal 30 marzo 2006 (cfr. doc. XVI; consid. 1.8.) esula dalle sue

competenze.

Pertanto

questa Corte non può pronunciarsi in merito.

Va in

ogni caso evidenziato che l’insorgente, entro il termine di 30 giorni dalla

ricezione della disdetta, può contestarla e/o domandare la protrazione della

locazione presso l’Ufficio di conciliazione __________, relativo al quartiere

di __________.

2.11

Per quanto concerne

il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, ai sensi

dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.7.) vanno computati i premi

ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota

cantonale media ponderata.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio

riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di

base contro le malattie.

A titolo

di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo

a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa

malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale media

ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della

Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del reddito

disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo importante, nel

senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una volta all’anno

viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13; STCA del 27

aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

La

ricorrente, il figlio __________ e il convivente sono affiliati alla cassa

malati __________ (cfr. doc. 35-37; IXbis).

Per il

2005.

il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 7’964.-- (fr.

3'524.-- X 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII).

Tale

ammontare è inferiore alla quota media cantonale ponderata per il 2005,

corrispondente, per due adulti e un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr.

8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 + fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le

basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione

sociale malattie per l’anno 2005).

In casu

l’Ufficio delle misure attive, quale premio della cassa malati, ha conteggiato

il premio medio ponderato complessivo di fr. 7'964.-- (cfr. doc. 80).

Va, tuttavia,

ricordato che il convivente e il figlio __________ sono al beneficio di una

prestazione complementare mensile (cfr. doc. 21).

Secondo

l’art. 3 della legge di applicazione della legge federale del 19 marzo 1965

concernente le prestazioni complementari all’assicurazione federale per la

vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LAPC) il premio lordo dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di

prestazione complementare AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli

assicuratori.

L’art. 41

cpv. 1 della legge di applicazione della Legge federale sull’assicurazione

malattie (LCAMal) prevede, poi, che il premio lordo dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie degli assicurati beneficiari di

prestazioni complementari AVS/AI è corrisposto direttamente dal Cantone agli

assicuratori.

Giusta il cpv. 2 l’importo complessivo del premio lordo degli

assicurati beneficiari di prestazioni complementari AVS/AI è finanziato in

parte dai sussidi nell’assicurazione sociale contro le malattie e in parte

attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento dei limiti di reddito a seguito

dell’ introduzione di una riduzione di premi nella LAMal, del 13 settembre

1995.

Nell’evenienza

concreta dalla decisione relativa alla PC assegnata a __________, nel cui

calcolo è compreso il figlio __________ ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a OPC

(cfr. doc. 21), risulta, in effetti, che dall’importo totale mensile di fr.

2'032.--, la somma di fr. 116.-- viene dedotta e versata direttamente dalla

Cassa di compensazione AVS/AI/IPG all’Ufficio dell’assicurazione malattia e che

il premio dell’assicurazione malattia obbligatoria è pagato dall’IAS.

L’Ufficio

convenuto, rispondendo a un quesito posto da questa Corte (cfr. doc. XI), ha

indicato che nella fattispecie si è comunque tenuto conto del fatto che nel

caso del convivente della ricorrente e del figlio __________, quali beneficiari

di PC, il premio lordo di cassa malati è preso a carico dal Cantone, computando

per entrambi una partecipazione al premio della cassa malati di entità uguale al

premio di cassa malati conteggiato, ossia di fr. 3'524.-- per il padre e fr.

915.60

per __________, corrispondenti al premio medio ponderato della __________

per il 2005 (cfr. doc. XIII).

Procedendo

in tal modo, gli importi dei premi di __________ e __________ vengono annullati

dai rispettivi e identici sussidi computati nel calcolo.

Al fine

della determinazione dell’ammontare dell’indennità straordinaria di

disoccupazione influiscono così unicamente il premio medio ponderato di RI 1 di

fr. 3'524.-- annui e il relativo sussidio di fr. 1'875.-- annui (fr. 6'314.25 –

fr. 3'524.-- – fr. 915.60).

Quest’ultima

somma emerge peraltro anche da una fattura dei premi della __________ del 31

agosto 2005 relativa ai premi del mese di ottobre 2005 che indica quale

riduzione individuale dei premi per la ricorrente un importo di fr. 156.20 al

mese, che calcolato su un anno corrisponde a circa fr. 1'875.-- (cfr. doc. IXbis).

In

concreto, alla luce della circostanza che quale partecipazione al premio per __________

e __________ sono stati computati degli importi pari ai premi conteggiati per

gli stessi, la somma ritenuta dall’Ufficio convenuto quale premio cassa malati di

fr. 7’964.-- non è quindi censurabile (cfr. doc. 80).

Tuttavia il

TCA non può esimersi dall’evidenziare che nel calcolo dell’indennità

straordinaria di disoccupazione relativo al caso dell’insorgente effettuato dall’Ufficio

delle misure attive sarebbe stato più realistico, più lineare e di più facile

comprensione per l’interessata computare unicamente il premio della cassa

malati di RI 1, visto che per gli altri due componenti della sua unità

familiare, essendo beneficiari di prestazioni complementari, l’intero premio

lordo dell’assicurazione malattie obbligatoria è versato dal Cantone

all’assicuratore malattia (al riguardo cfr. STCA del 17 maggio 2005 nella causa

A., 42.2004.3, destinata alla pubblicazione in RtiD II-2005).

Chiaramente

in tal caso non si sarebbe dovuto conteggiare alcunché a titolo di partecipazione

al premio dell’assicurazione contro le malattie per __________ e __________ ai

fini della determinazione della lacuna di reddito.

2.12

La ricorrente, nell’atto ricorsuale,

ha sostenuto che il convivente deve far fronte a una serie di spese, più precisamente

ai costi per i suoi disturbi di salute, alle spese per il diritto di visita dei

tre figli nati dal matrimonio con __________, oltre agli alimenti per i figli (cfr.

doc. I pag. 3).

Al

riguardo occorre rilevare che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella

spesa computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1

lett. c LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato

legalmente o di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli

sotto la sua autorità parentale.

In casu

nulla è stato computato a titolo di alimenti dall’Ufficio convenuto, il quale

nella risposta di causa ha indicato che __________ non ha prodotto alcun

documento che comprovi tale spesa (cfr. doc. III).

Da un

accertamento esperito da questo Tribunale è emerso che la Cassa di

compensazione AI/PC dal mese di febbraio 2000 versa direttamente a __________

per sé stessa e per i tre figli una rendita completiva AI e una prestazione

complementare di complessivi fr. 4'400.--. L’erogazione delle rendite completive

AI e della prestazione complementare per i tre figli è stata confermata

mediante un messaggio di posta elettronica del 19 gennaio 2006 di un

collaboratore dell’Ufficio delle prestazioni dell’IAS (cfr. doc. X, XII, E, F).

Pertanto,

siccome __________ non deve far fronte al pagamento di contributi alimentari,

rettamente l’Ufficio delle misure attive non ha conteggiato alcunché a tale

titolo.

Le

restanti spese invocate dalla ricorrente, ovvero i costi per i disturbi

di salute del convivente e quelli connessi al diritto di visita di quest’ultimo,

non sono previste quale spesa computabile dalla Laps.

A tale

proposito è utile osservare che i redditi computabili e le spese computabili -

queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -

agli art. 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati in modo esaustivo.

Di

conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo dell’indennità

straordinaria di disoccupazione, non è possibile computarne altre non previste

dalla Laps.

A

eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla

lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo

della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC, con

l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare: vestiti,

vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet,

Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

(SBVR), Basilea 1998).

Abbondanzialmente

per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del convivente

della ricorrente, beneficiario di prestazioni complementari, va rilevato che

secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari comprendono, oltre alla PC

annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di malattia e invalidità (cfr.

art. 3 lett. b LPC). La franchigia a carico degli assicurati va considerata

quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC –

emesse dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).

Per

l'art. 3d cpv. 1 LPC

"

I beneficiari di una prestazione complementare

annua hanno diritto al rimborso delle spese dell'anno civile in corso,

debitamente comprovate:

a. di dentista;

b. di aiuto, di cure e di assistenza a

domicilio e in strutture diurne;

c. per dieta;

d. di trasporto fino al più vicino luogo di

cura;

e. di mezzi ausiliari e

f. di partecipazione alle spese giusta

l'articolo 64 LAMal."

Secondo

l'art. 6 OMPC

"

La partecipazione ai costi ai sensi

dell'articolo 64 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) è

rimborsata per le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria delle

cure medico-sanitarie secondo l'articolo 24 LAMal."

Nel caso

in esame, poiché __________ ha diritto alla PC, può richiedere il rimborso

della partecipazione ai costi delle cure medico-sanitarie assunte

dall’assicurazione malattie obbligatoria.

Va, in

ogni caso, ricordato che giusta l'art 2 lett. a OMPC le spese di malattia sono

rimborsate unicamente se il rimborso è fatto valere entro 15 mesi dalla

fatturazione (cfr. STFA del 22 giugno 2004 nella causa O., P 8/03).

Le stesse

considerazioni valgono eventualmente per le spese generate dalla malattia, “grave

forma di celiachia”, di cui soffre una figlia del convivente della

ricorrente(cfr. doc. I pag. 2).

In merito

è utile precisare che anche le spese supplementari debitamente comprovate

causate da un regime dietetico d’importanza vitale prescritto da un medico a

persone che non vivono né in un istituto né in un ospedale sono considerate

spese di malattia (cfr. art. 3d cpv. 1 lett. c LPC; 9 OMPC; STFA del 22 giugno

2004.

nella causa O., P 8/03).

2.13

Sulla base di

tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un

anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la

rendita completiva per __________ di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.9.) e dalla

prestazione complementare per __________ e __________ di fr. 22'992.-- (cfr. consid.

2.9

).

Globalmente

essi ammontano a fr. 41'868.--.

La

sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr.

50'000.-- prevista all’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps (cfr. doc. 80).

Le spese

computabili sono, invece, composte dai contributi alle assicurazioni sociali di

fr. 425.--, dal premio della cassa malati di fr. 7'964.--(cfr. consid. 2.11.),

dalle imposte ordinarie di fr. 40.-- e dalla spesa per l’alloggio di fr.

18'000.-- (cfr. consid. 2.10.).

Esse,

complessivamente, corrispondono a fr. 26'429.--.

Di

conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.6.)

dell’insorgente ammonta a fr. 15’439.-- (redditi computabili di fr. 41’868.-- -

spese computabili di fr. 26’429.--).

La soglia

di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1, formata dalla ricorrente, dal

convivente e dal loro figlio, come riconosciuto dall’amministrazione (cfr. doc.

80, 81), è pari a fr. 31'810.-- (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.; fr. 15'700.

-- per il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona

supplementare dell’unità di riferimento + fr. 8260.-- per la seconda persona

supplementare dell’unità di riferimento).

I

titolari del diritto all’indennità straordinaria di disoccupazione, come visto,

hanno diritto a tale prestazione allorché il reddito disponibile residuale,

sommato al sussidio per il premio della cassa malati e alle prestazioni sociali

di complemento di cui un assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di

intervento (cfr. art. 11 Laps; consid. 2.6.).

In casu,

i sussidi della cassa malati computati (al riguardo cfr. consid. 2.11.)

ammontano a fr. 6'314.25.-- (cfr. doc. 80, 81). Pertanto la lacuna di reddito Laps

annua è pari a fr. 10’056.75 (fr. 31'810.-- - fr. 15’439.-- - fr. 6'314.25.--).

L'assicurata

ha, dunque, diritto a decorrere dal mese di luglio 2005 a un’indennità

giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr. 38.60 (fr. 10'056.75.-- : 12

mesi = fr. 838.06 : 21.7 giorni - cfr. art. 40a OADI - = fr. 38.60), come

riconosciuto dall’Ufficio convenuto.

2.14

L'insorgente,

con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare l’incarto AI e della

prestazione complementare di __________, il proprio intero incarto dall’Ufficio

delle misure attive e dall’Ufficio del sostegno sociale, gli incarti della CTR __________

relativi a __________, __________ e figli e infine l’incarto __________ dalla

Pretura di __________ (cfr. doc. I).

Il TCA rileva

innanzitutto che l'incarto dell’Ufficio delle misure attive concernente la

ricorrente è parte integrante delle tavole processuali.

Sulla

base della documentazione agli atti e degli accertamenti esperiti da questa

Corte, la questione dell’entità dell’indennità straordinaria di disoccupazione spettante

ad RI 1 è, poi, stata sufficientemente chiarita.

Di

conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati

documenti deve essere respinta.

A tale

proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in

base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato

(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr.

SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid. 4;

STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002

nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99;

STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001

nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992

nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991

nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,

2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege

des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del

diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid.

4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.15

Il TCA rileva

infine che la ricorrente ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e

al gratuito patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I).

Secondo l’art.

21.

cpv. 2 LPTCA la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito patrocinio

è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

La legge

cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria, in vigore dal

30.

luglio 2002 (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 pag. 213 segg.), si applica alle

domande di assistenza giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore.

L'art. 3

della citata legge prevede:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti

dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

"

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I criteri

posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza

federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle

assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).

Pertanto

la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f

LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24, consid.

2.14

; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid. 2.16.), in

vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali

disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria

cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze

lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.

Infatti

l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la

concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate

dalla giurisprudenza.

L’istante

va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla

difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento

e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;

DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione

i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento

nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F. Trezzini,

Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20 ad art.

155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza giudiziaria è in

effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di

famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le risorse

finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art.

328.

e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155, p. 479 e

giurisprudenza ivi citata).

Non è

determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).

Il limite

per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo

base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

L’indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996

N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H.,

pag. 3).

In una sentenza

pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che

l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione

di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno

esistenziale.

L’attestato

municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo

(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

Nella

commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche

l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA

infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA

non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e

giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile

al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento

in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF

119.

Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

Generalmente

dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato

secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid.

4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con effetto

retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti (cfr. SVR

2000.

UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella causa R.G.,

inc. 31.1998.50).

Secondo

la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza

giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione

processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato

materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto

retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

2.16

Nel caso di

specie con la presente sentenza è stato riconosciuto il diritto dell’assicurata

di percepire un’indennità giornaliera straordinaria di disoccupazione di fr.

38.60

a decorrere dal mese di luglio 2005.

Per

valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di

un fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli

effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid.

7c).

Al minimo

esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

Il

fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli importi minimi

indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps; consid. 2.7.), è più elevato

dell'importo di base determinato fondandosi sulla Tabella per il calcolo del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera

di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in

vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di due genitori e un figli di 6 e

12.

anni ammonta a fr. 2’050.--, pari a fr. 24’600.-- annui) a cui va aggiunto

un supplemento del 15-25%.

Inoltre

nel calcolo secondo la Laps vanno considerate delle spese non previste per il

calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo.

Di

conseguenza, in casu, dal fatto che la ricorrente abbia diritto a un’indennità

straordinaria di disoccupazione, che peraltro va a coprire totalmente la lacuna

di reddito (cfr. consid. 2.13.), non si può concludere che essa sia indigente

ai fini dell’assistenza giudiziaria.

Va,

quindi, effettuato il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo.

Il

reddito della famiglia dell’insorgente è costituito dalla rendita AI percepita

da __________ e della relativa prestazione complementare di complessivi fr.

3'489.-- (cfr. doc. 21, 80; consid. 2.9.), oltre all’indennità straordinaria di

disoccupazione di fr. 837.60 al mese (fr. 38.60 X 21,7).

Con un

reddito di circa fr. 4’326.-- la ricorrente deve far fronte a fr. 2’050.--

quale importo base mensile per l’assicurata, il convivente e il figlio di

quattordici anni, stabilito per il calcolo del minimo esistenziale LEF.

Tali

importi comprendono già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,

igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas

(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo del 1° gennaio 2001).

Bisogna

poi computare il canone di locazione di fr. 2’000.-- al mese (cfr. doc. 30).

Esso, pur considerando l’esercizio del diritto di visita nei confronti dei tre

figli di __________, risulta piuttosto elevato, per cui al fine del conteggio del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo va ridotto a fr. 1'700.--

(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, p.to II 1.1.).

Vanno altresì

aggiunti il premio afferente all'assicurazione contro le malattie della

ricorrente (i premi del convivente e di __________, essendo al beneficio di una

PC, sono assunti integralmente dal Cantone; cfr. consid. 2.11.) di circa fr. 206.--,

già dedotti i relativi sussidi (cfr. doc. IXbis) e i contributi sociali di fr.

36.

-- al mese (cfr. doc. 80).

Si

ottiene, quindi, un onere globale di fr. 3'992.--.

L'eccedenza

mensile sarebbe, dunque, di fr. 334.-- (fr. 4’326.-- - fr. 3’992.--) da cui

vanno però ancora dedotte le imposte pari all'ammontare di fr. 40.-- al mese (cfr.

doc. 80).

Inoltre aggiungendo

all'importo di base di fr. 2'050.--, determinato sulla base della Tabella per

il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un

supplemento del 15-25%, ossia di fr. 307.--/512.-- conformemente a quanto

stabilito dal TFA nella sentenza del 20 settembre 2004 nella causa F., U

102/04, risulta che la ricorrente non riesce a far fronte alle spese legali, in

quanto l’eccedenza è praticamente nulla.

L'indigenza

deve, pertanto, essere ammessa.

Va,

inoltre, ritenuto che anche le altre condizioni poste da legge e giurisprudenza

appaiono adempiute.

Per

quanto riguarda, in particolare, il presupposto secondo cui le conclusioni del

ricorrente non sembrano dovere avere esito sfavorevole, va osservato che il

calcolo effettuato il 4 agosto 2005 dall’Ufficio convenuto, risultante dalla

tabella agli atti (cfr. doc. 80, 81) risulta essere complesso e non di primo

acchito esente da errori.

L'istanza

tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va accolta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- L'istanza

tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio

è accolta.

3.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.- Intimazione

alle parti.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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