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Decisione

42.2006.5

Prestazione assistenziale negata.La richiedente non presenta una lacuna di reddito Las.Calcolo secondo i parametri Las/Laps corretto:vanno computate la rendita AI e PC del convivente padre di suo figl

7 giugno 2006Italiano58 min

Source ti.ch

Fatti

I limiti

di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati

all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle

prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri.

La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha

eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo

degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.7. Nella

presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento ha

rifiutato ad RI 1 la concessione di prestazioni assistenziali a far tempo dal

mese di dicembre 2005, in quanto il reddito disponibile residuale della sua

unità di riferimento - composta dalla stessa, dal figlio __________ e dal

convivente __________, padre di __________ -, al quale vanno sommati l’importo

della partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie e

l’assegno integrativo, supera il limite annuo fissato da Dipartimento della

sanità e della socialità (cfr. doc. A; B; III; consid. 1.1.).

La ricorrente

contesta il computo, nel calcolo della prestazione assistenziale, dei redditi

del convivente, ossia della rendita AI e della prestazione complementare,

poiché le entrate del signor __________ coprono unicamente il fabbisogno di

quest’ultimo.

In

particolare tali prestazioni non tengono conto delle sue spese, dei costi

aggiuntivi attinenti allo stato di salute del convivente, delle spese per il

diritto di visita e degli alimenti per i figli (cfr. doc. I).

In

relazione alle censure formulate da RI 1 nel ricorso, è utile dapprima

evidenziare che l’art. 21 Las, che si riferisce all’unità di riferimento,

prevede:

"

In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del

diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito

disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di

intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono

esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi

dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure

escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro

obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del

diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

Secondo

l'art. 4 Laps:

"

L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se vi sono figli in

comune;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno

l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente

indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e

fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità

parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.

3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni

economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore

con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno

parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di

riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava dall’unione

vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e l’Amministrazione

dispone di elementi sufficienti per presumere che non si sposa per poter

accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le

persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

L'unità

economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde

alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Come appena visto e come

peraltro già rilevato nella sentenza del 6 marzo 2006 relativa ad RI 1

(42.2005.6) cresciuta in giudicato incontestata, per l’art. 4 cpv. 1 lett. c

Laps l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è

costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune.

In una

recente sentenza del 25 gennaio 2006 nella causa M., 39.2005.12, questa Corte,

pronunciandosi su una vertenza relativa al diniego di assegni di famiglia

integrativi, ha stabilito che due conviventi con figli in comune, a prescindere

dall’esistenza o meno di un concubinato, sono membri della medesima unità di riferimento.

Per

quanto riguarda, in particolare, l’assistenza sociale, giova poi osservare che

il Tribunale federale in una sentenza del 12 gennaio 2004 nella causa X.,

2P.242/2003 ha stabilito che ai fini della determinazione del diritto a

prestazioni assistenziali è ammissibile sommare i redditi di due conviventi che

hanno figli in comune senza riguardo alla durata della convivenza. In

quell’occasione l’Alta Corte ha deciso che la soluzione scelta da un Cantone di

considerare stabile un concubinato dopo solo due anni di convivenza e quindi di

computare dopo tale lasso di tempo i redditi di entrambi i conviventi nel

calcolo dell’assistenza sociale richiesta da uno dei due non è censurabile (al

riguardo cfr. anche STF del 12 gennaio 2004 nella causa X.,2P.218/2003).

In

concreto RI 1 e __________, genitori di __________ nato nel 1991, convivono

perlomeno dal mese di luglio 2002, come risulta dal contratto di locazione

relativo all’appartamento in Via __________ a __________ (cfr. doc. 21).

In simili

condizioni, sulla base della Las, della Laps e della giurisprudenza federale,

la ricorrente, __________ e il loro figlio __________ costituiscono un’unica

unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio convenuto (cfr.

doc. B).

Di

conseguenza, in applicazione dell’art. 5 Laps, al quale l’art. 22 Las rinvia

(cfr. consid. 2.6.), al fine di determinare se la ricorrente ha diritto o meno

a una prestazione assistenziale nel relativo calcolo vanno conteggiati i suoi

redditi e le sue spese computabili, nonché quelli di __________ e di __________.

2.8. L’art. 22

Las, ad eccezione di alcune deroghe espressamente indicate, rinvia, per quanto

concerne il reddito computabile, all’art. 6 Laps, il quale fa riferimento ai

redditi di cui agli art. 15-22 LT (cfr. consid. 2.6.).

All’art.

21 cpv. 1 LT vengono enumerati in modo esplicito i proventi dall’assicurazione

invalidità.

A

differenza della LT, secondo cui i proventi ricevuti in virtù della LPC sono

esenti da imposta (cfr. art. 23 lett. h LT), l’art. 6 cpv. 1 lett. d Laps

contempla, poi, fra i redditi computabili, le prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità.

Ex lege,

dunque, le rendite AI e le PC percepite dal signor __________ vanno computate

nel calcolo di RI 1.

Al

riguardo non sono previste eccezioni di alcun genere.

L’asserzione

ricorsuale secondo cui le rendite AI e le PC erogate a __________ non tengono

conto delle spese della ricorrente e del figlio __________ (cfr. doc. I pag. 3)

corrisponde d’altronde solo parzialmente alla verità, come già evidenziato da

questa Corte nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.2005.8).

In

effetti il figlio __________ è stato considerato sia nell’ambito

dell’assicurazione invalidità, poiché giusta l’art. 35 LAI la persona

legittimata alla rendita di invalidità ha diritto a una rendita completiva per

ogni figlio che, qualora essa fosse morta, avrebbe diritto a una rendita per

orfani dell’AVS, che in quello delle PC ai sensi dell’art. 7 cpv. 1 lett. a

OPC, secondo cui la PC annua per i figli che danno diritto a una rendita per

figli dell’AVS o dell’AI viene calcolata globalmente se i medesimi vivono con i

genitori.

Ciò

risulta del resto dalla decisione relativa alla PC assegnata a __________ a far

tempo dal 1° gennaio 2005 (cfr. doc. 25), dove il fabbisogno vitale, il premio

della cassa malati e la pigione sono stati calcolati tenendo conto anche del

figlio.

E’ vero

che la ricorrente non è, invece, stata tenuta in considerazione nel calcolo

della rendita AI e PC. Questo perché in quanto le assicurazioni sociali

federali non parificano la convivenza al matrimonio, a differenza, della Laps e

quindi della Las (art. 21 Las, 4 Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr.

RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.; STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.;

STCA del 24 luglio 2000 nella causa A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa

M.M.).

Va, inoltre,

ribadito che l’art. 22 Las e la Laps nel calcolo concernente il titolare di una

prestazione assistenziale contemplano, oltre al computo delle rendite AI e PC

del convivente, pure il conteggio delle spese computabili di quest’ultimo (ad

esempio il fabbisogno, la pigione, il premio della cassa malati).

Pertanto,

contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3), e

analogamente a quanto già precisato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc.

42.2005.8), il reddito di __________ costituito dalle rendite AI e dalle PC

copre, in primo luogo, le spese di quest’ultimo.

In simili

circostanze, l’USSI, tenendo conto delle rendite AI percepite da __________,

comprensive della rendita completiva per il figlio __________, corrispondenti a

complessivi fr. 18'876.-- annui (cfr. doc. A, 25) e delle PC calcolate

globalmente per il convivente della ricorrente e per il loro figlio, pari a fr.

22'992.-- annui (cfr. doc. A, 25), ha applicato correttamente la Las e la Laps

sia per quanto riguarda il principio del computo di tali redditi, che

relativamente agli importi conteggiati (cfr. art. 22 LAS; 5, 6 Laps).

In

proposito va ricordato che l’amministrazione deve sempre agire nel rispetto del

principio della legalità secondo cui, in virtù di un principio fondamentale del

diritto, ogni attività amministrativa deve essere riconducibile a una norma

legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni (principio della

legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht, 4a ed.,

cifra marg. 368 segg.; STFA del 20 agosto 2003 nella causa X.,

H 231/02, consid. 5).

Non è poi

dato da vedere in cosa l’amministrazione avrebbe erroneamente applicato il

diritto federale, dal momento che essa era chiamata a determinare, sulla base

della legislazione cantonale, una prestazione sociale cantonale.

Di conseguenza l’Ufficio

convenuto, non avendo violato nessuna norma di diritto, nemmeno ha

contravvenuto al principio del divieto dell'arbitrio, contrariamente a quanto

asserito dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 3).

Secondo

la giurisprudenza, in effetti, un provvedimento è arbitrario e viola quindi l'art. 9 Cost. unicamente qualora

disattenda gravemente una regola di diritto o un principio giuridico chiaro e

indiscusso o contraddica in modo urtante il sentimento di equità. La violazione

deve essere manifesta e riconoscibile di primo acchito. Non è ravvisabile

arbitrio per il solo fatto che appaia concepibile o persino preferibile una

soluzione diversa. Infine un provvedimento deve essere annullato solo se è

arbitrario nel suo risultato, ma non quando solo i suoi motivi siano

insostenibili, oppure ove esso non è motivato (cfr. DTF 129 I 9 consid. 2.1, 58

consid. 4; DTF 124 V 137 consid. 2b; STFA del 27 gennaio 2005 nella causa T., H

315/03, consid. 7.1.).

2.9. Per quanto

attiene alle ulteriori poste del calcolo effettuato dall’USSI (cfr. doc. B),

occorre indicare che correttamente non sono state considerate le imposte

personali della ricorrente e del convivente, ammontanti a fr. 40.--

complessivi.

In

effetti, come esposto sopra (cfr. consid. 2.6.), una delle deroghe contemplate

dall’art. 22 Las in relazione alla spesa vincolata di cui all’art. 8 Laps

concerne le imposte, le quali sono escluse dal conteggio.

In

proposito va comunque osservato che gli art. 245-246 LT prevedono delle

facilitazioni di pagamento dell’imposta, qualora il relativo versamento

costituisca un grave rigore per il debitore, e il condono della stessa, nel

caso in cui il contribuente sia caduto nel bisogno.

Al riguardo è utile precisare che l’art. 22 cpv. 2 del

Regolamento della legge tributaria enuncia che per le decisioni di condono si

applicano per analogia i criteri stabiliti dall’ordinanza federale concernente

l’esame delle domande di condono dell’imposta federale diretta.

Secondo

l’art. 9 cpv. 1 dell’ordinanza concernente l’esame delle domande di condono

dell’imposta federale diretta esiste

una situazione di bisogno quando l’intero importo dovuto è sproporzionato alla

capacità finanziaria del contribuente. Si ha in particolare una sproporzione

per le persone fisiche, quando il debito fiscale, nonostante la riduzione del

tenore di vita al minimo d’esistenza, non può essere completamente estinto

entro un termine ragionevole.

Il cpv. 2 dell’art. 9 prevede, poi, che esiste in ogni caso una situazione di bisogno quando un contribuente

non dispone né di reddito né di

sostanza, oppure quando i poteri pubblici devono assumere il suo mantenimento e quello della famiglia.

Per

inciso va inoltre rilevato che dal Messaggio del 25 ottobre 2005 n. 5723

relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) emerge che il Consiglio di Stato

ha proposto di abrogare l’art. 8 cpv. 1 lett. j Laps (cfr. Messaggio del 25

ottobre 2005 n. 5723, p.to 2.4.4.).

2.10. L’Ufficio

convenuto ha poi a ragione computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’importo

di fr. 18'000.-- (cfr. doc. A; 4).

Come

visto (cfr. consid. 2.6.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las,

prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso di

unità di riferimento composte da più di due persone come quella dell’assicurata

- composta della stessa, dal convivente e dal loro figlio __________ -, pari

all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%, ossia a

fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

Ai sensi

dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali:

"

La spesa per l'alloggio è definita come segue:

a) per

l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

b) per il

proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%

per le spese accessorie."

Nell’evenienza

concreta la pigione netta è di fr. 24’000.-- (cfr. doc. 21) che, maggiorata del

15% per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr.

27’600.--.

Tale

importo è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18’000--, per cui va

conteggiato unicamente l’ammontare massimo di fr. 18'000.--.

2.11. La

ricorrente, il 13 aprile 2006, ha trasmesso la diffida di pagamento del 3

aprile 2006 emessa dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG relativa

ai contributi personali per il primo trimestre del 2006 (cfr. doc. VII).

L’USSI ha

indicato che l’importo corrispondente al contributo alle assicurazioni sociali

di fr. 425.-- (importo annuo dovuto da assicurati senza attività lucrativa) non

è conteggiato, ma, nel caso in cui si giustificasse l’intervento assistenziale,

sarebbe riconosciuto con versamenti trimestrali per garantire l’effettivo

pagamento alla cassa cantonale di compensazione (cfr. doc. III pag. 3).

A favore

del computo dell’ammontare degli oneri sociali nel calcolo della prestazione

assistenziale va menzionato l’art. 22 Las, che per la spesa vincolata fa

riferimento all’art. 8 Laps, e che non enuncia alcuna deroga in merito al computo

o meno dei contributi sociali (cfr. consid. 2.6.).

L’art. 8

cpv. 1 lett. e Laps rinvia, infatti, all’art. 32 cpv. 1 lett. d LT, il quale

contempla, quali deduzioni, i versamenti, premi e contributi legali, statutari

Considerandi

o regolamentari per acquisire diritti alle prestazioni dell’assicurazione

vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché delle istituzioni di previdenza

professionale.

Siccome

l’art. 22 Las non prevede eccezioni al riguardo, i contributi sociali

AVS/AI/IPG dovrebbero essere conteggiati anche nel calcolo della prestazione

assistenziale.

Al

riguardo è utile rilevare che le direttive della COSAS quali spese prevedono

quelle destinate alla copertura dei bisogni primari, ovvero tutti i costi

correnti necessari alla conduzione dell’economia domestica. Inoltre le

direttive enunciano che deroghe a questa regola sono comunque possibili nel

quadro della legislazione cantonale o delle presenti norme e devono essere il

frutto di una decisione motivata da parte dell’autorità competente (cfr.

Direttive COSAS 2005 p.to B.I)

L’art. 11

cpv. 2 LAVS contempla, però, la possibilità, analogamente a quanto previsto in

ambito fiscale (cfr. consid. 2.9.), di richiedere il condono del contributo

minimo se il relativo pagamento costituisce un onere troppo grave per

l’assicurato, previa consultazione dell’autorità designata dal Cantone di

domicilio. Il Cantone di domicilio paga il contributo minimo per questi

assicurati. I Cantoni possono fare contribuire i Comuni di domicilio al

pagamento di questo contributo.

Questa

facoltà garantita dalla legge potrebbe legittimare l’operato dell’USSI

menzionato sopra, ossia il mancato computo dei contributi AVS/AI/IPG con

l’eventuale riconoscimento di versamenti trimestrali nel caso in cui la

ricorrente avesse diritto a una prestazione assistenziale.

In casu

la questione di sapere se il contributo minimo AVS/AI/IPG debba o meno essere

considerato nel calcolo dell’assistenza sociale può, comunque, restare aperta.

In

effetti anche conteggiando nelle spese computabili l’importo di fr. 425.--,

l’esito della vertenza non muterebbe, in quanto, come verrà esposto più

dettagliatamente in seguito, RI 1 non presenta una lacuna di reddito.

2.12

Per quanto

concerne la soglia di intervento (cfr. consid. 2.5.), essa, nell’ambito delle prestazioni

assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate

dalla Laps.

L’art. 19

Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di

intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10

Laps; consid. 2.5.).

Quest’ultima

fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni

assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera

delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS).

Nel caso

di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento della ricorrente -

composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2005, a fr. 1'886.--

mensili (cfr. consid. 2.5.) - come peraltro riconosciuto dall’amministrazione

(cfr. doc. A) -, ossia a fr. 22'632.-- annui.

Per il

regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (cfr. STCA del 6

marzo 2006 inc. 42.2005.8 consid. 2.13.).

2.13

Quale

partecipazione al premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie

l’USSI nel calcolo di cui alla decisione formale dell’11 gennaio 2006 ha tenuto

conto di un importo mensile di fr. 588.-- (cfr. doc. B; consid. 1.1.).

La

ricorrente ha asserito di non avere mai ricevuto un sussidio di fr. 588.--

(cfr. doc. V).

Come già dettagliatamente

esposto nella sentenza del 8 marzo 2006 (inc. 42.2005.8 consid. 2.11.), visto

che __________ e __________ beneficiano di una prestazione complementare, il

loro premio lordo della cassa malati è versato direttamente dal Cantone

all’assicuratore malattia ed è finanziato in parte dai sussidi nell’assicurazione

sociale contro le malattie e in parte attraverso l’Ordinanza relativa all’aumento

dei limiti di reddito a seguito dell’ introduzione di una riduzione di premi

nella LAMal, del 13 settembre 1995 (cfr. art. 3 LAPC; 41 LCAMal).

Tra le

spese computabili è stato considerato il premio medio ponderato della cassa

malati __________ per la ricorrente, il convivente e __________ di complessivi

fr. 7'964.-- ((fr. 3'524.-- x 2 + fr. 916.--; cfr. doc. XIII inc. 42.2005.8; al

riguardo cfr. STCA del 6 marzo 2006, 42.2005.8 consid. 2.11.).

Si è

tenuto conto del premio medio ponderato, in quanto lo stesso è inferiore alla

quota media cantonale ponderata per il 2005, corrispondente, per due adulti e

un ragazzo minore di 18 anni, a complessivi fr. 8’420.-- (fr. 3'730.-- X 2 +

fr. 960.--; cfr. Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per

l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale

malattie per l’anno 2005).

Infatti a

titolo di premio della cassa malati non va considerato il premio effettivo a

carico di un assicurato, bensì il premio medio ponderato relativo alla cassa

malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale

media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica

della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del

reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo

importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una

volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;

STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

Siccome,

da un lato, è stato conteggiato il premio medio ponderato complessivo

dell’unità di riferimento, e dall’altro, il premio di __________ e di __________,

percependo una prestazione complementare, è versato dal cantone alla cassa

malati, a titolo di sussidi va, in primo luogo, computato, per il convivente e

il figlio, un importo pari al loro rispettivo premio medio ponderato

conteggiato, ovvero fr. 3'524.-- annui per il signor __________ e fr. 916.--

per __________.

In tal

modo gli importi dei premi di __________ e __________ vengono annullati dai

rispettivi e identici sussidi considerati nel calcolo, come effettuato

dall’Ufficio delle misure attive per il calcolo dell’indennità straordinaria di

disoccupazione e confermato da questa Corte con la sentenza del 6 marzo 2006.

In

secondo luogo, va tenuto conto dell’ammontare attinente al sussidio della

ricorrente, pari a fr. 1'875.-- annui (cfr. doc. 29).

Globalmente,

dunque, quale partecipazione al premio della cassa malati, va computata la

somma di fr. 6'315.-- annui (fr. 3'524.-- + fr. 916.-- + fr. 1'875.--), e

meglio fr. 526.-- al mese e non, per contro, l’importo di fr. 588.-- mensili conteggiato

dall’USSI (cfr. doc. A).

2.14

RI 1 sostiene

di dovere far fronte al pagamento delle fatture dell’elettricità e del

telefono, nonché alla spesa per la responsabilità civile dell’automobile. Essa

ha inoltre asserito che il signor __________ deve farsi carico di costi legati

ai propri disturbi di salute e di quelli afferenti agli alimenti e al diritto

di visita dei figli nati dal matrimonio con __________, con particolare

riguardo alla figlia affetta da celichia e diabete (cfr. doc. I; V).

Preliminarmente

va osservato che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps nella spesa

computabile vanno considerati gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c

LT, e meglio gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o

di fatto, nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua

autorità parentale.

Dall’istruttoria

relativa all’inc. 42.2005.8 è però emerso che il convivente della ricorrente

non è tenuto al pagamento di contributi alimentari nei confronti della moglie, __________

e dei figli nati da questo matrimonio (cfr. STCA del 6 marzo 2006 consid.

2.12

).

Di

conseguenza a tale titolo non va computato alcunché nel conteggio volto a

stabilire se l’insorgente ha diritto o meno a una prestazione assistenziale.

I costi

relativi all’elettricità e al telefono sono poi già compresi nell’importo

relativo alla soglia di intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.1).

Pertanto

agli stessi va fatto fronte con questo ammontare (cfr. consid. 2.12).

Le

restanti spese invocate dalla ricorrente per la RC dell’autovettura, i

disturbi di salute del convivente, quelli connessi al diritto di visita di

quest’ultimo e la malattia della figlia non sono previste quale spesa

computabile né dalla Las, né dalla Laps (cfr. consid. 2.6.).

A tale

proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili -

queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -

agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.6.), sono elencati in modo

esaustivo.

Di

conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione

assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla

Laps.

A

eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla

lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite

l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,

con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:

vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.

E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

(SBVR), Basilea 1998).

Abbondanzialmente,

per quanto concerne i costi generati dai disturbi di salute del signor __________

e di sua figlia - entrambi beneficiari di prestazioni complementari -, va

rilevato, come già segnalato nella sentenza del 6 marzo 2006 (inc. 42.-2005.8

consid. 2.12.), che secondo l’art. 3 LPC le prestazioni complementari

comprendono, oltre alla PC annua versata ogni mese, il rimborso delle spese di

malattia e invalidità, quali segnatamente aiuto, cure e assistenza a domicilio,

dieta e partecipazione alle spese giusta l’art. 64 LAMal (cfr. art. 3 lett. b;

3d cpv. 1 LPC; 6 OMPC.). La franchigia a carico degli assicurati va considerata

quale spesa di malattia (cfr. Direttive concernenti le PC all’AVS/AI - DPC – emesse

dall’UFAS, Stato: 1.1.2006, n. 5035).

In

effetti agli atti risulta una decisione del 15 dicembre 2005 della Cassa

cantonale di compensazione AVS, Servizio prestazioni complementari e assegni

familiari con cui a __________ è stato riconosciuto l’importo di fr. 228.--

quale rimborso delle spese di malattia (cfr. doc. 40).

2.15

Alla luce di

tutto quanto esposto, i redditi computabili della ricorrente, calcolati su un

anno, sono costituiti dalla rendita AI percepita dal suo convivente, inclusa la

rendita completiva per __________, di fr. 18'876.-- (cfr. consid. 2.8.), dalla

prestazione complementare per __________ e __________ di fr. 22'992.-- (cfr.

consid. 2.8.) e dal reddito della sostanza di fr. 7.-- (cfr. doc. A).

Globalmente

essi ammontano a fr. 41'875.--.

La

sostanza computabile risulta nulla, in quanto inferiore alla deduzione di fr.

22'000.-- prevista all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las (cfr. doc. A; consid. 2.6.).

Le spese

computabili sono, invece, composte, dal premio della cassa malati di fr.

7'964.--(cfr. consid. 2.13.) e dalla spesa per l’alloggio di fr. 18'000.--

(cfr. consid. 2.10.).

Anche

aggiungendo alle stesse l’importo di fr. 425.-- concernente i contributi alle

assicurazioni sociali, come visto sopra (cfr. consid. 2.11.), l’esito della

vertenza non muterebbe.

Infatti,

in tale caso, esse complessivamente corrisponderebbero a fr. 26'389.--.

Di

conseguenza il reddito disponibile residuale annuo (cfr. art. 5 Laps; consid.

2.6

) della ricorrente ammonterebbe a fr. 15’486.-- (redditi computabili di fr.

41'875.-- - spese computabili di fr. 26'389.--).

La soglia

di intervento per il 2005 della famiglia di RI 1 è poi pari a fr. 1'886.-- al

mese, e meglio fr. 22'632.-- annui (cfr. consid. 2.12.).

Come

visto, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui

reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente

percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr.

art. 18 Las; consid. 2.5.).

In casu,

i sussidi della cassa malati ammontano a fr. 6'315.-- (cfr. consid. 2.13.).

Inoltre

l’insorgente percepisce a favore del figlio __________ un assegno integrativo

di fr. 688.-- al mese, corrispondenti a fr. 8'256.-- annui (cfr. doc. A, V).

In simili

condizioni, risulterebbe un’eccedenza di fr. 7'425.-- (fr. 22’632.-- - fr.

15’486.-- - fr. 6'315.-- - 8'256.--), ossia di fr. 619.—mensili.

Pertanto

la ricorrente, anche computando nel calcolo della prestazione assistenziale gli

oneri sociali minimi di fr. 425.-- annui, non presenterebbe una lacuna di

reddito Las.

RI 1 non

ha, conseguentemente, diritto a una prestazione assistenziale a decorrere dal

mese di dicembre 2005, come deciso dall’Ufficio convenuto.

2.16

La

ricorrente, con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare tutti gli incarti

AI e della prestazione complementare di __________, dall’Ufficio del sostegno

sociale il proprio incarto e quello del convivente, dalla Pretura di __________

l’incarto __________ relativo al signor __________ e infine dalla CTR __________

gli incarti attinenti a __________, a __________ e ai loro figli (cfr. doc. I).

Questa

Corte rileva innanzitutto che l'incarto dell’USSI concernente la ricorrente è

parte integrante delle tavole processuali.

Sulla

base della documentazione agli atti, è, poi, stato sufficientemente chiarito

che RI 1 non ha diritto a una prestazione assistenziale.

Di

conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo dei citati

documenti deve essere respinta.

A tale

proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato

(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove

(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01 consid.

4; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio

2002.

nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H

299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre

2001.

nella causa P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre

1992.

nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio

1991.

nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;

Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a

ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di

essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122

V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

2.17

Per quanto

riguarda le obiezioni formulate da RI 1 e dal signor __________ in merito al

fatto che gli stessi, a seguito del diniego del diritto della ricorrente di

percepire una prestazione assistenziale, hanno dovuto costituire due economie

domestiche distinte (cfr. doc. V), il TCA si limita a rilevare che dalle tavole

processuali si evince, in primo luogo, che effettivamente dal 1° maggio 2006

essi vivono in due appartamenti separati a __________. Con la ricorrente vive

inoltre il figlio __________. In secondo luogo, che i due appartamenti sono

comunque siti nel medesimo stabile e sullo stesso piano (cfr. doc. C0, C00; X).

In simili

circostanze, occorre concludere che è stata trovata una soluzione di

compromesso che non pregiudica i rapporti tra la ricorrente e il signor __________,

rispettivamente quelli di __________ con suo padre. Anche dal profilo dello

stato di salute di __________ e dell’esercizio del suo diritto di visita nei

confronti dei figli nati dal matrimonio con __________, tale sistemazione

permette a quest’ultimo di poter contare per ogni evenienza sulla vicinanza

della compagna.

Inoltre

questa Corte constata che la __________, il 24 marzo 2006, ha riconosciuto a __________

il versamento della cauzione del nuovo appartamento a __________ e il

pagamento, su presentazione della relativa fattura, del trasloco da __________

a __________ per un importo di fr. 1'500.-- (cfr. doc. V, C4), mentre l’USSI,

il 30 marzo 2006, ha accordato alla ricorrente una prestazione speciale di fr.

3'750.-- a titolo di cauzione in relazione al trasferimento nell’appartamento a

__________ (cfr. doc. C1, C8).

La

ricorrente, con scritto del 4 aprile 2006, ha contestato che la cauzione presa

a carico dell’USSI debba essere da lei restituita (cfr. doc. V; C8).

Ciò,

tuttavia, concerne la decisione dell’USSI del 30 marzo 2006 che non è oggetto

della presente vertenza. Pertanto il TCA non può chinarsi su tale problematica.

In

proposito va evidenziato che la giurisprudenza del TFA ha stabilito che

l'oggetto della lite è il rapporto giuridico che - nell'ambito dell'oggetto

della contestazione determinato dalla decisione - costituisce, sulla base delle

conclusioni del ricorso, l'oggetto della decisione effettivamente impugnata

(cfr. DTF 125 V 413 consid. 1b e 2 = SVR 2001 IV Nr. 27 pag. 83; DTF 131 V 164

consid. 2.1.; STFA del 19 luglio 2004 nella causa F., U 222/03).

Questa

Corte nemmeno può pronunciarsi sulla circostanza sollevata da RI 1 il 17 maggio

2006, ossia che l’USSI non le avrebbe finora fornito alcuno dei mobili dalla

stessa richiesti (cfr. doc. X).

L’Ufficio

convenuto non ha, in effetti, ancora emesso un provvedimento in merito.

L'autorità

di ricorso può pronunciarsi su un determinato oggetto solo in presenza di una

decisione su reclamo emessa dall’Ufficio competente (cfr. SVR 2005 AHV N. 9;

DTF 130 V 388; SVR 2003 EL nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M., C.,

E., F., R., U 105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003 nella causa A., U

355/02, consid. 3; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118

V 313; DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF 102

V 152, STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re G.V.; Gygi,

Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

Il TCA ha

comunque appurato telefonicamente il 23 maggio 2006 presso l'USSI, che sono in

corso accertamenti per prendere una decisione su questo punto.

2.18

RI 1, nel

ricorso, ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria e al gratuito

patrocinio dinanzi al TCA (cfr. doc. I).

Secondo

l’art. 13 Lag l’assistenza giudiziaria in senso lato si estende alla dispensa,

totale o parziale, dal pagamento delle tasse di giustizia e delle spese,

all’anticipazione, totale o parziale, da parte dello Stato delle spese di prova

cui è ammessa la persona richiedente e all’ammissione, totale o parziale, al

gratuito patrocinio.

Per quanto riguarda le spese, il TCA ricorda che secondo l'art. 20

cpv. 1 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle

assicurazioni (LPTCA) la procedura è per principio gratuita.

Di

conseguenza nella misura in cui concerne la dispensa dal pagamento delle spese

giudiziarie, la domanda di assistenza giudiziaria della ricorrente è in ogni

caso priva di oggetto (cfr. STFA del 19 aprile 2006 nella causa L., U 364/04,

consid. 5.1.; STFA del 13 aprile 2006 nella causa G., B 45/05, consid. 7.1.;

STFA 1° luglio 2003 nella causa T., U 176/02, consid. 6.1.).

Relativamente

alla domanda di gratuito patrocinio, va osservato che RI 1 non è patrocinata da

un legale.

Pertanto,

a prescindere dall’adempimento o meno dei requisiti per essere posta al

beneficio del gratuito patrocinio (cfr. art. 3, 14 Lag), la sua richiesta deve

essere respinta.

Al

riguardo è utile segnalare che il TFA in una sentenza del 12 gennaio

2006.

nella causa A., I 501/05, destinata alla pubblicazione nella Raccolta

ufficiale, ha stabilito che il gratuito patrocinio non solo è limitato ad

avvocati iscritti in un registro cantonale, ad esclusione di quelli alle

dipendenze di un servizio giuridico, per la procedura dinanzi al TFA, bensì

anche per quella davanti all’amministrazione.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- L'istanza

tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito

patrocinio, in quanto ricevibile, è respinta.

3.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.- Intimazione

alle parti.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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