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Decisione

42.2006.6

Diritto di conoscere composizione Corte rispettato.Prestazione assistenziale esclusa dal campo di applicazione materiale ALC;costituisce un vantaggio sociale.Direttive COSAS non vincolanti per Ticino.

27 ottobre 2006Italiano79 min

Source ti.ch

Fatti

spiegare i fatti sul perché qui si tratta di un'emarginazione e criminalizzazione illegale coordinata da quelle

professioni giuridiche coinvolte in queste faccende, completamente all'infuori

dalle strutture democratiche, dove di conseguenza anche quest'autorità deve

dimostrare di non far parte di queste istituzioni usate abusivamente e

privatamente coordi­natamente per realizzare

quest'illegalità nelle strutture democratiche. Questo perché tutte le istituzioni e i loro funzionari e giuristi da noi

coinvolti operano all'unisono fuorilegge e bloccano qualsiasi verifica

indipendente, in quanto obbligati da quelle influenze illegali, ciò che è

facile da verificare per giuristi con

coraggio, perché non tutti i giuristi hanno automaticamente un carattere negativo. Noi siamo convinti che vengono ricattati

da una posizione centrale che ha influenza sulla loro carriera. Da parte nostra crediamo per questi motivi di avere

il diritto di chiedere la dimostrazione

a questo tribunale, già coinvolto in diversi ricorsi come autorità di ricorsi,

di darci la sicurezza di non operare

all'infuori del proprio obbligo di cura verso di noi, ciò che invece tutti i giuristi da noi coinvolti fanno e sembra devono

fare come dipendenti dalla loro carriera. Proprio la mirata esclusione

del loro obbligo di cura verso di noi e i nostri diritti è il mezzo illegale

per poter avere potere illegale su di noi, con la sicurezza di essere protetti

da quei colleghi nella giustizia, cosa

dimostrano i diversi casi, nei quali anche il tribunale per i nostri ricorsi

non ha applicato la necessaria

verifica della situazione giuridica.

Noi che siamo profi nella

funzionalità di grandi sistemi, qui applicati nella democrazia, siamo anche in grado di dare chiari parametri

che definiscono il vostro operato come corretto o corrotto come gli altri

operati di quelle professioni giuridiche coinvolte da noi, sui quali il CdS da

noi infor­mato fino ad oggi non ha preso posizione.

Perciò basandoci

sulle nostre esperienze precedenti negative, diamo noi già i criteri per una valutazione per istituzioni corrotte o

democraticamente corrette, perché proprio la giustizia e i suoi giuristi per realizzare la nostra emarginazione

non hanno voluto fare una verifica indipen­dente, perché il nostro nome e già coordinato con

l'emarginazione, che i giuristi da noi coinvolti realizzano all'infuori della democrazia, cosa si

può solamente scoprire tramite una verifica senza i loro interessi. Adesso è il compito di questo

tribunale amministrativo di agire, e quando questo ufficio

non verificherà la complessità totale di questa illegalità, e si concentra solo

sul operato di un dipendente da queste

vigliacco-strutture dalle responsabilità delegate dalle quali dipende anche il sig. __________, perchè sotto la sua

responsabilità, naturalmente ufficiale, via il proprio istituto è stato già realizzato il primo tentativo di

criminalizzarmi. Per questa ragione per noi e già una manipolazione di occuparsi solamente delle

decisioni di questo impiegato che deve ubbidire, e non avviare un'inchiesta democratica su tutta la

complessità che ha creato me un swiss made dipendente dall'assistenza sociale. La vera conseguenza è quella, perché

non si è potuto fregarci via banca la nostra tecnologia da coloro che bloccano

anche l'intervento dello stato, per la specu­lazione di una banca con i valori

dei propri clienti. Questa passività in questa illegalità non succe­de

per caso e non per caso non si vogliono fare inchieste in merito.

Allora, un'inchiesta indipendente senza la

partecipazione di quelle professioni giuridiche e i loro dipendenti che da noi come coinvolti sono

chiaramente corrotti e obbligano terzi di operare nella illegalità, non può più

essere operata democraticamente corretta per questo ricorso. Qui ci vuole una commissione guidata da democratici che non sono

giuristi e che non dipendono dal loro sistema

di dipendenza. Sotto questa guida di democratici indipendenti e la nostra

partecipazione con il diritto di

ricorsi contro la maniera di verificare e con la partecipazione dei

rappresentanti dell'etica e della

funzionalità nella società, solamente così sarà ancora possibile eseguire una corretta verifica, che noi chiediamo, prima di

una qualsiasi decisione da questo tribunale.

Quando questa

inchiesta indipendente non verrà fatta, allora abbiamo nuovamente da fare con una giustizia illegale del secondo

potere illegale fuori dal monopolio del potere dello stato, che ci crea tramite la voluta ignoranza dell'obbligo di cura verso di noi,

per poter avere il potere illegale su di noi,

senza una possibilità di difesa per noi già da oltre 17 anni, per realizzare

così una emarginazione e criminalizzazione

via ogni istituzione democratica a disposizione per questa influenza centrale. Queste azioni di ogni singolo

giurista coinvolto sembrano nascoste per la loro decentralizzazione

tramite diverse istituzioni ma sempre con una coordinazione centrale, che ci hanno già preannunciato queste difficoltà da oltre

10 anni se non si ubbidiva a questi gangster. Perciò solamente dopo una verifica dei fatti, tramite una inchiesta

ufficiale, per noi privati sarà anche solamente possibile avere le

giuste argomentazioni per motivare il nostro corretto e com­pleto ricorso.

Inoltre facciamo

notare che solamente essere a conoscenza dell'illegalità nell'operato nello

stato dà l'obbligo a questo tribunale di avviare

un'inchiesta in merito.

Inoltre facciamo

pure notare che la responsabilità di ogni funzionario e giurista nello stato,

nel caso in cui lui non

dovesse seguire il proprio obbligo di cura nel suo operato, la propria respon­sabilità non può essere trasferita a un'autorità statale come certe

leggi che proteggono il funzio­nano sembrano

far sembianza.

PS: P.f. non si dimentichi che noi ci troviamo

sempre in un'abitazione d'emergenza che ci è stata provocata tramite l'influsso

della coordinazione di quelle professioni giuridiche da noi coinvolte e da dove dobbiamo preparare la nostra

difesa e dove anche è stata deviata la nostra posta. (…)." (Doc. I)

1.3. L’USSI, in risposta, ha

postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per

quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).

1.4. Il 15 maggio

2006 RI 1 ha trasmesso uno scritto redatto in lingua __________ che è stato

inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. VII).

A seguito

di una lettera dell’USSI del 23 maggio 2006 (cfr. doc. IX), il TCA ha assegnato

al ricorrente un termine di quindici giorni per inoltrare la traduzione in

lingua italiana dello scritto del 15 maggio 2006 (cfr. doc. X).

Il testo

tradotto in italiano dal ricorrente è pervenuto al TCA il 13 giugno 2006 ed è

stato immediatamente inviato per osservazioni all’USSI (cfr. doc. XII).

L’Ufficio

resistente si è espresso in merito il 22 giugno 2006 (cfr. doc. XIII).

1.5. Il doc. XIII

è stato trasmesso al ricorrente per conoscenza con facoltà di presentare

eventuali osservazioni entro dieci giorni (cfr. doc. XIV).

RI 1 si è

pronunciato al riguardo il 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV + XV1-3).

I doc. XV

+ XV1-3 sono stati inviati all’USSI per conoscenza (cfr. doc. XVI).

1.6. Il 23 luglio

2006 il ricorrente ha formulato delle nuove osservazioni, alle quali ha

allegato alcuni documenti.

In

particolare egli ha indicato di avere contattato il competente Ufficio

dell’assistenza sociale in __________ al fine di ottenere la documentazione che

lo concerne per poi inviarla al TCA (cfr. doc. XVII +1/3).

1.7. Il 23 agosto

2006 RI 1 ha mandato tramite posta elettronica dei documenti relativi a una

procedura esecutiva (cfr. doc. XVIII; XIX).

1.8. Questa

Corte, il 26 settembre 2006, ha assegnato al ricorrente un ultimo termine

perentorio di venti giorni per produrre la documentazione menzionata nello

scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).

1.9. Il 6 ottobre

2006 l’insorgente ha trasmesso un nuovo messaggio di posta elettronica con

annessi ulteriori documenti (cfr. doc. XXI).

1.10. Il

ricorrente, il 18 ottobre 2006, ha inviato degli atti supplementari, fra i

quali uno scritto a questa Corte del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXII 1-3).

1.11. Il 19 ottobre

2006 sono pervenuti al TCA ulteriori documenti da parte di RI 1 (cfr. doc. XXIV

+ allegati).

1.12. Il Presidente

del TCA, il 19 ottobre 2006, ha trasmesso all’insorgente uno scritto in

relazione allo scritto di quest’ultimo del 17 ottobre 2006 (cfr. doc. XXVI;

XXIV4).

1.13. I doc. XVII,

XVIII; XIX; XX; XXI; XXII; XXIV; XXV; XXVI con la relativa documentazione sono

stati inviati per conoscenza il 20 ottobre 2006 all’Ufficio resistente (cfr.

doc. XXVII).

1.14. Il 25 ottobre

2006 il ricorrente ha inviato al TCA una lettera per posta elettronica (cfr.

Doc. XXVIII) in relazione allo scritto del Presidente del TCA del 19 ottobre

2006 (cfr. Doc. XXVIII1) ed un allegato (cfr. Doc. XXVIII2).

Anche

questa documentazione è stata trasmessa all'USSI il 27 ottobre 2006 per

conoscenza (cfr. Doc. XIX).

in

diritto

2.1. Preliminarmente

va rilevato che RI 1, con scritto del 6 luglio 2006 (cfr. doc. XV), ha invocato

il fatto di non conoscere la composizione della Corte che si pronuncerà sul suo

ricorso contro la decisione su reclamo del 31 marzo 2006 emessa dall’USSI.

Al

riguardo va rilevato che il diritto a un tribunale indipendente e costituito

conformemente alla legge, di cui all’art. 30 Cost. e all’art. 6 CEDU, implica

il diritto dell’interessato di conoscere il nome delle persone che emaneranno, rispettivamente

hanno emanato, la sentenza. In tal modo egli potrà, se del caso, far valere

eventuali motivi di ricusazione.

Tale

diritto è garantito, allorché il nome dei giudici della Corte competente è

indicato nella sentenza, viene comunicato mediante uno scritto separato o può

essere dedotto da una pubblicazione accessibile al pubblico, come ad esempio

una guida emessa dal Cantone (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa X., I

40/00, consid. 1; DTF 114 Ia 278 consid 3b; DTF 114 V 61 consid. 2b; DTF 117 I1

322 consid. 1c; SVR 2001 BVG Nr. 7 pag. 27).

In

concreto la composizione del TCA oltre che facilmente reperibile sul sito del

Cantone Ticino, e meglio alla pagina

www.ti.ch/generale/PG/TA/pubblico/TCA/composizione (dalla documentazione agli

atti emerge che il ricorrente utilizza internet (cfr. doc. 62)) è nota al

ricorrente che negli ultimi tempi ha ricevuto diverse sentenze del TCA (cfr.

STCA del 24 agosto 2006 relativa alla ricusa del vicecancelliere avv. __________;

sentenze del TCA del 11 ottobre 2006 concernenti gli inc. 42.2006.7-8-9-10).

In simili

condizioni, il diritto di conoscere la composizione personale del Tribunale giudicante

è nel caso in esame rispettato.

2.2. Oggetto del

contendere è soltanto la questione di sapere se l’importo della prestazione

assistenziale riconosciuta a RI 1 per il lasso di tempo dal mese di gennaio al

mese di agosto 2006 è o meno corretto.

Con

riferimento all’abbondante documentazione inviata dal ricorrente, si ricorda

che la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha

stabilito che è la decisione impugnata che costituisce il presupposto ed

il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. SVR 2005

AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e

giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).

In

particolare in una sentenza pubblicata in DTF 125 V 4-3 (n. 19) il TFA ha

ricordato che:

"

2.- a) Nach der Rechtsprechung (BGE 110 V 48 und

seitherige Urteile) bilden Anfechtungsgegenstand im verwaltungsgerichtlichen

Beschwerdeverfahren, formell betrachtet, Verfügungen im Sinne von Art. 5 VwVG

(vgl. BGE 124 V 20 Erw. 1,25 Erw. 2a, je mit Hinweisen) und -materiell - die in

den Verfügungen geregelten Rechtsverhältnisse."

Nella presente fattispecie la decisione su reclamo del 31 marzo 2006

riguarda esclusivamente l’assegnazione di una prestazione assistenziale di fr.

3'755.-- mensili per il periodo gennaio-agosto 2006.

Ogni

altra questione esula dalla presente vertenza. Di conseguenza questa Corte non

può chinarsi su altre problematiche diverse da quella che riguarda l’entità

della prestazione assistenziale attribuita all’insorgente per l’arco di tempo

gennaio-agosto 2006.

2.3. RI 1 è di

nazionalità __________ e risiede in Svizzera.

Per

quanto attiene all’applicazione dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la

Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati

membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone (ALC) entrato in

vigore Il 1° giugno 2002, va osservato che le prestazioni assistenziali non

rientrano nel campo di applicazione materiale dell’Accordo, il quale concerne il

coordinamento dei regimi di sicurezza sociale in senso stretto (anche

denominate più semplicemente assicurazioni sociali; cfr. B. Kahil-Wolff-P.J.

Greber "Sécurité sociale: aspects de droit national,

international et européen". Ed. Helbing Lichterhahn, Ginevra, Basilea,

Monaco - Bruylant, Bruxelles - L. G. D. J., Parigi, 2006 pag. 311: "Seuls

sont exempts l'assurance sociale et médicale, ainsi que les régimes de

prestations en faveur des victimes de la guerre").

Infatti l’art. 4 n. 1 del Regolamento (CEE) n. 1408/71 del 14 giugno

1971 applicato dalle parti contraenti nell’ambito delle loro relazioni giusta

l’art. 1 cpv. 1 dell’Allegato II dell’Accordo, elaborato sulla base dell’art. 8

ALC e facente parte integrante dello stesso (cfr. art. 15 ALC), in unione con

la Sezione A di tale allegato, enuncia espressamente che rientrano nel campo di

applicazione “ratione materiae” del Regolamento: a) le prestazioni di

malattia e di maternità; b) le prestazioni d'invalidità, comprese quelle

dirette a conservare o migliorare la capacità di guadagno; c) le prestazioni di

vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul

lavoro e malattie professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni

di disoccupazione; h) le prestazioni familiari (cfr. STFA del 24 luglio 2006

nella causa M., I 667/05, consid. 5, 6).

Le

prestazioni assistenziali costituiscono, per contro, dei vantaggi sociali ai

sensi dell’art. 9 cpv. 2 dell’Allegato I dell’Accordo (a proposito dei vantaggi

sociali cfr. DTF 132 V 184 consid. 6 e B. Kahil-Wolff-P.J. Greber, op. cit.,

pag. 294-296). Esse, pertanto, sono sottoposte alle regole di coordinamento

applicabili ai vantaggi sociali, fra le quali figura il

divieto di discriminazioni dirette ed indirette fondate sulla nazionalità, in

ossequio a uno dei principi cardine sui quali si fonda l’Accordo, ossia la

parità di trattamento di cui all’art. 2 ALC (cfr. SVR 2003 AHV Nr. 6 pag. 15;

RtiD II-2005 n. 65).

In

concreto l’USSI ha fissato le prestazioni assistenziali spettanti a RI 1 applicando

gli stessi criteri che utilizza per determinare quelle dei cittadini svizzeri.

Non è,

quindi, ravvisabile alcuna violazione del principio di non discriminazione.

Relativamente

alla Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la __________ concernente

l’assistenza agli indigenti del 14 luglio 1952, menzionata a più riprese dal

ricorrente, va rilevato che la __________ ha denunciato tale convenzione tramite

una nota del 22 settembre 2005. Questa denuncia ha esplicato i propri effetti,

ovvero l’abrogazione della convenzione, a decorrere dal 31 marzo 2006.

La convenzione citata agli

art. 1, 2 e 3 prevedeva che:

" Articolo

1

(1) Ciascuna delle parti contraenti s'impegna a concedere ai

cittadini indigenti dell'altra parte residenti sul suo territorio, come ai suoi

propri cittadini e alle stesse condizioni, l'assistenza di cui hanno bisogno.

(2) In Svizzera, l'assistenza è retta dalla legislazione dei Cantoni

in materia d'assistenza giudiziaria, nella __________, dalla legislazione

sull'assistenza.

(3) Le prestazioni comprendono in particolare, le spese usuali di

sostentamento nel luogo di domicilio, le cure mediche e quelle in stabilimenti

ospedalieri. Se ne è il caso, esse comprendono parimente una sepoltura

conveniente (decorosa).

Articolo 2

(1) Lo stato di residenza assume le spese di assistenza, comprese

quelle relative a prestazioni speciali, per un periodo massimo di trenta giorni

dall'inizio dell'indigenza.

(2) Se in singoli casi, prestazioni d'assistenza devono essere

concesse ripetutamente e dopo interruzione, e se fra due periodi assistenziali

trascorrono più di dodici mesi, le spese saranno nuovamente a carico dello

Stato di residenza durante trenta giorni.

Articolo 3

Lo Stato d'origine provvede affinché tutte le ulteriori spese

d'assistenza per l'indigente fino al giorno dell'eventuale rimpatrio siano

rimborsate allo Stato di residenza. È riservato l'articolo 5, terzo

capoverso."

La Convenzione conteneva

dunque anch'essa il principio di non discriminazione.

Per quanto concerne la

situazione, posteriormente alla denuncia della Convenzione del 1952, dei

cittadini __________ residenti in Svizzera, in uno scritto del 15 giugno 2005 indirizzato

ai Dipartimenti cantonali degli affari sociali l’Ufficio federale di giustizia ha

peraltro precisato che:

"1. Conséquences pour les ressortissants __________ résidant

en Suisse

Les ressortissants __________ au bénéfice d'un titre

de séjour en bonne et due forme pourront, comme jusqu'à présent, demander à

recevoir de l'aide sociale cantonale. Nous partons du principe que tous les

cantons allouent aux ressortissants étrangers résidant dans notre pays la même

aide sociale qu'aux ressortissants suisses. Rien ne devrait dès lors changer

pour les bénéficiaires de l'aide sociale. A cet égard, les autorités cantonales

ou les homes ne devraient pas - comme cela s'est déjà produit dans quelques cas

isolés - inviter les bénéficiaires __________ de l'aide sociale, en raison de

la prochaine dénonciation, à rechercher en __________ une solution pour la

prise en charge des frais."

In

simili circostanze, il ricorrente nulla può dedurre a suo favore dal richiamo

di questa Convenzione internazionale.

2.4. A seguito di

uno scritto del ricorrente del 23 luglio 2006 in cui ha indicato di avere

contattato il competente Ufficio dell’assistenza sociale in __________ al fine

di ottenere la documentazione che lo concerne per poi trasmetterla al TCA (cfr.

consid. 1.6.; doc. XVII), questa Corte, il 26 settembre 2006, gli ha assegnato

un ultimo termine perentorio di venti giorni per produrre la documentazione

menzionata nello scritto del 23 luglio 2006 (cfr. doc. XX).

Con

scritti del 6 ottobre e del 18 ottobre 2006 il ricorrente ha chiesto di

prolungare il termine di venti giorni accordatogli (cfr. doc. XXI; XXII).

La

concessione di una proroga nel caso concreto non si giustifica.

In primo

luogo, il termine di venti giorni accordatogli dal TCA era un termine

perentorio e lo stesso è stato fissato il 26 settembre 2006, perciò due mesi

dopo lo scritto del ricorrente del 23 luglio 2006.

Inoltre,

alla luce anche di quanto esposto al considerando precedente, non si vede in

che modo l’eventuale documentazione menzionata dall’insorgente richiesta al “competente

Ufficio dell’assistenza sociale in __________” potrebbe influire sull’esito

della presente vertenza.

Infine,

le procedure davanti al TCA sono rette dal principio della rapidità della

procedura (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA applicabile per analogia anche alle

altre materie di competenza del Tribunale delle assicurazioni; su questo

principio cfr. STCA dell'11 ottobre 2006, 42.2006.7 concernente il ricorrente).

2.5. Il diritto

fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost.

fed., il quale prevede che:

"

chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere

a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi

indispensabili per un’esistenza dignitosa."

A tale

proposito in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B.,1P.294/2004,

pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de

securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

" (…)

4.- L’art.

12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.

Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,

elle porte seulement sur les moyens indispensables à la survie dans une

situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les

soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75). Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide sociale a pour but d'éviter

aux bénéficiaires le recours à l'assistance publique. Celle-ci est prévue, à

Genève, par la loi sur l'assistance publique du 19 septembre 1980. Destinée aux

personnes dépourvues des moyens nécessaires à la satisfaction de leurs besoins

vitaux et personnels indispensables, elle est subsidiaire aux autres

prestations sociales fédérales, cantonales et communales (art. 1 al. 2 et 3 de

cette loi). De toute évidence, elle constitue précisément l'aide qui est

garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au recourant le droit de

percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais il ne porte aucune

atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin, l'assistance publique. Le

moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui aussi, mal fondé."

In una sentenza del 3

gennaio 2006 nella causa X.,2P.310/2005, con la quale ha respinto, nella

misura in cui è ammissibile, un ricorso di diritto pubblico contro la sentenza

del TCA pubblicata in RTiD I-2006 pag. 36 seg., il Tribunale federale ha in

particolare sottolineato che:

" Il

ricorrente lamenta la violazione dell'art. 12 Cost., che disciplina il diritto

fondamentale all'aiuto minimo in situazioni di bisogno. Sennonché nel caso

concreto oggetto di giudizio non è l'erogazione di mezzi indispensabili per

poter sopravvivere, ma prestazioni assistenziali ordinarie riconosciute in

virtù del diritto cantonale (e il cui ammontare, sia rilevato di transenna, è

di solito più elevato rispetto a quello dell'aiuto minimo). Va poi osservato

che il ricorrente non pretende né dimostra, perlomeno non conformemente a

quanto richiesto dall'art. 90 OG, che l'importo da lui percepito mensilmente

sia insufficiente per poter condurre una vita dignitosa. Su questo punto il

gravame sfugge pertanto ad un esame di merito. Ad ogni modo, non è dato da

vedere in che le considerazioni sviluppate al riguardo dalla Corte cantonale

potrebbero essere ritenute prive di pertinenza e, di conseguenza, inficiate

d'arbitrio."

In un'altra sentenza del

18 marzo 2005 nella causa X.,2P.318/2004, pubblicata in DTF 131 I 166, il TF ha

precisato che:

" (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,

wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf

Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein

unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;

verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein

unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE

130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.

März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne

einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,

Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71

E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen

Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998

S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71

E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.

Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in

der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf

Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.

75 mit Hinweisen).

Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches Auffanggrundrecht

dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern 2001, S. 338 f.).

Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der Menschenwürde nach Art. 7

BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts nicht nur für

schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und zwar

unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende wie

der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E. 2d S.

374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,

Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht

auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.

29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157; Malinverni/Hottelier,

a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax, a.a.O., S. 39 f.; Alain

Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police

des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343)." (STF del 18 marzo 2005

nella causa X.,2P.318/2004, consid. 3.1.)

Al riguardo cfr. anche la

sentenza del Tribunale federale del 16 maggio 2006 nella causa X.,2P.67/2006,

consid. 3.

Il TFA,

dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

" (…)

4.2.3 Le recourant ne peut

pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est

dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son

entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens

indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,

cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales

d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses

besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la

part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,

Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et

689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par

le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité

sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales

d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique

dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut

au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p.

688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence

dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR

2004 IV N. 23 pag. 71)

In merito

alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione

dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio

2005 nella causa X.,2A.692/2004.

Anche

l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale

- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai

mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità

umana e alle cure mediche essenziali.

La garanzia

costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del sostegno

sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza sociale

(in proposito cfr. l'art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere le

persone nel bisogno).

Va

comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno

sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale

della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre

il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto

e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.

2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo

sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la

sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002

relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5).

Infine,

in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha ricordato che,

in materia di prestazioni assistenziali, vige il principio della sussidiarietà:

"

(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der

Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen

erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch

Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter

erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter

gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen

richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern

die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und

191)." (RAMI 2005 pag. 30)

2.6. L’intervento della pubblica

assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge

sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Preliminarmente

va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state

adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre

2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Tali

modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

Esse non sono

tuttavia applicabili nel caso concreto.

Infatti

nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento

legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie

giuridicamente rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR

2003 ALV Nr. 3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H

114/01; STFA 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35

consid. 1; DTF 118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

Nel caso

in esame l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, con decisione su

reclamo del 31 marzo 2006 ha accordato a RI 1 una prestazione assistenziale di

fr. 3'755.-- al mese per il periodo dal mese di gennaio al mese di agosto 2006.

In quel

lasso di tempo le ultime modifiche della LAS e della Laps, non erano ancora in

vigore.

Esse

verranno comunque indicate per completezza nei considerandi seguenti.

L’art. 1

Las stabilisce quanto segue:

"

Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei

diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite

dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di

quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento

sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

Principio

basilare della Las è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza

dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza

del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura

civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970 riguardante

la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

Come già

risulta dal consid. 2.5. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il

principio della sussidiarietà.

Al

riguardo l’art. 2 Las prevede:

"

Le prestazioni assistenziali secondo questa legge

sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi

cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali

propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite

le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)." (cpv. 2)

L’art. 13

Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

"

Le prestazioni sociali di complemento armonizzate

vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni

sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni

al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità

di riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo

dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione

che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono

computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto

o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Le prestazioni

assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle

prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo.

Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla

Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di

priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è

esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002

relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

Secondo l’art. 3 Las:

" Le

prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini

della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da

consentirne un conveniente inserimento nella società."

Come evidenziato al

consid. 2.5., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni

materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle

di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole

prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che

la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di

Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

2.7. Per quanto concerne il

titolare del diritto l’art. 5 Las prevede:

"

Hanno diritto ai provvedimenti e alle prestazioni

della presente legge le persone con domicilio o dimora assistenziale nel

Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno

per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto

federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

Delle

eccezioni sono contemplate all’art. 6 Las:

"

Il Consiglio di Stato disciplina la

determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni

assistenziali concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di protezione non titolari

di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di

Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle

spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

Considerandi

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la

stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad

enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

2.8

Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Sono

queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,

nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr. Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Al

riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la Las la possibilità di

derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.

2.

cpv. 2 Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4,

6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali

propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa

legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3.

Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono

la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola

carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art.

19.

Las, concernente la soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art. 19

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las

rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale (COSAS; cfr. DTF 132 III 102) che

corrisponde in lingua tedesca alla “Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe (SKOS),

a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al

riguardo cfr. pure il consid. 2.3.).

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1.

Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 24 gennaio 2006, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS

ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il

calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le

système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre

2005.

- gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza dei direttori cantonali

delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che "il coordinamento

con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in

Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone

rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS

- peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1°

gennaio 2006 la soglia di intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona

dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait

globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento

d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1.

persona

960.

--

100.

--

1060.

--

2.

persone

1469.

--

100.

--

1569.

--

3.

persone

1786.

--

100.

--

1886.

--

4.

persone

2054.

--

100.

--

2154.

--

5.

persone

2323.

--

100.

--

2423.

--

6.

persone

2592.

--

100.

--

2692.

--

7.

persone

2861.

--

100.

--

2961.

--

Per

ogni persona supplementare

+

269.

--

-

+

269.

--

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o

più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della

COSAS):

per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un

supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più

anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di

queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag. 33-34)

Le Disposizioni

COSAS non sono vincolanti per il Cantone Ticino, contrariamente a quanto sembra

sostenere il ricorrente (cfr. doc. XI, pag. 1, Doc. XXVIII3, pag. 4-5).

Il TCA

constata infatti che l’art. 19 Las rinvia alle direttive COSAS, indicando, come

visto, che la soglia di intervento viene definita “tenuto conto” delle stesse.

Ciò non implica, dunque, un adeguamento integrale alle medesime.

Giova

d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono

delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale

dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali

private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la

legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine

esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di

riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr.

Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).

La scelta

operata dal Cantone Ticino (cfr. consid. 2.5; 2.6.) è dunque diversa da quella

effettuata da altri Cantoni.

Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P

196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le

règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la

Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en

prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale

(art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat

n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui

conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère

contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la

responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt

2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X.,2P.158/2006

nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte

Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt

werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven

Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist

nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis

Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11

Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von

der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die

Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10

Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“.

In

tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006,

2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto

pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea

Città:

"

A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des

Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale

Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die

bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden

insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen

um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).

1.3

1.3.1

Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des

kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler

Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig

ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe

(§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab

verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre

finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c Sozialhilfegesetz).

Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden das Mass der

wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien der

Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).

1.3.2

Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des

Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die

Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte

Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig Aufgenommene,

die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt, vorbehaltlich

der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem auch Personen

ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der kantonalen Richtlinien).

Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die finanziellen Kriterien der

Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden Personen und Personengruppen

(Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die materielle Grundsicherung

(Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff. 9) sowie Massnahmen zur

sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10).

1.3.3

Bei den angefochtenen

Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung,

die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der

Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz),

ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27

Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom 22.

April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2 S. 179 f.). Dabei sind die

richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien gebunden, falls diese dem Sinn

der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen Regelung nicht entsprechen sollten. So

sollen inzwischen denn auch zahlreiche Sozialhilfeverfügungen ergangen sein,

von denen einige weitergezogen wurden (vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai

2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im Einzelfall ist somit vorliegend

gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173 ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier

fraglichen Richtlinien ist die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung

nicht zulässig. Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt

sämtliche Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."

Per quanto riguarda il Ticino, va in particolare sottolineato che dalla

direttiva emanata dal DSS per il 2006 appena menzionata emerge che il

Dipartimento ha ripreso, a titolo di forfait globale per il mantenimento, gli

stessi importi stabiliti dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B.2.2). In

relazione al supplemento d’integrazione viene conteggiato il supplemento minimo

di fr. 100.-- a persona previsto dalle COSAS (cfr. Direttive COSAS p.ti C.2,

C.3).

Dalle

precedenti direttive COSAS (cfr. Direttive12/02 p.to B.2.3) è poi stato ripreso

anche il supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o

più di fr. 206.-- al mese per ognuna di queste persone da integrare agli importi

afferenti al forfait globale di mantenimento e al supplemento d’integrazione.

Per

quanto attiene alle altre raccomandazioni delle COSAS, il DSS ha precisato che esse

vengono assunte dall’USSI come guida alla sua prassi nella misura in cui sono

compatibili con la Las, il Regolamento e la direttiva medesima (cfr. Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2006 in BU

4/2006 del 24 gennaio 2006 p.to 2 pag. 34.

Il

Dipartimento ha, dunque, tenuto debitamente conto delle direttive COSAS secondo

quanto prescritto dall’art. 19 Las.

Il TCA

constata che il ricorrente ha potuto disporre di una copia delle menzionate

disposizioni COSAS, come emerge dal calcolo approntato dal medesimo (cfr. doc.

62). Le disposizioni COSAS sono peraltro facilmente consultabile al sito

internet www.skos.ch.

L'art. 20

Las definisce, invece, le prestazioni speciali:

"

Le prestazioni speciali sono destinate a coprire

dei bisogni particolari, quali ad esempio:

a) spese di formazione;

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e spese straordinarie

dovute a malattia o handicap;

c) determinate assicurazioni;

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e l’inserimento

professionale;

e) spese di collocamento diurno di figli

minorenni;

f) spese di collocamento in istituto;

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

Possono inoltre essere concesse prestazioni

speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio

superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate

alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del

beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il

bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

Le

prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a

bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in

termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il

loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di

bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già

attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia

d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA del 17

maggio 2005 nella causa A., 42.2004.3., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag.

59.

segg.).

2.9

Per quanto

attiene alle norme comuni della Las, l’art. 22 Las, concernente il reddito

disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato

sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità

di riferimento.

b) Spesa vincolata:

1.

non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps)."

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento

superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione

primaria. (cpv. 1)

Le entrate di cui al capoverso precedente alle

quali un membro

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore

di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere

computate se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

l) le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito

e sulla sostanza. (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le persone unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.8.), hanno carattere

restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora

meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.10

Nella

presente evenienza l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento con

decisione del 30 gennaio 2006, confermata con decisione su reclamo del 31 marzo

2006, ha accordato al ricorrente, per il periodo dal mese di gennaio 2006 al

mese di agosto 2006, una prestazione assistenziale di fr. 3'755.-- mensili

(cfr. doc. 55; IIbis).

RI 1 ha

contestato il calcolo effettuato dall’USSI, proponendo, in sede di reclamo, un

proprio conteggio dei costi ai quali deve far fronte unitamente alla sua famiglia.

Dallo stesso risulta che egli avrebbe diritto a una prestazione

assistenziale mensile di fr. 12'639.--.

In

particolare il ricorrente ritiene che debbano essere considerate al mese, oltre

alle spese di base (fabbisogno per tre persone di fr. 1'886.--; affitto di fr.

2’000.--; eventuali spese accessorie statali e internet di fr. 250.--;

manutenzione, infrastruttura ed elettricità di fr. 800.--; premio della cassa

malati di fr. 751.--; assicurazione giornaliera di fr. 2.--; contributi AVS/AI

di fr. 350.--), le prestazioni sociali per l’integrazione

economica e sociale nella tecnologia per poter ricominciare un proprio

progetto, ossia un supplemento integrativo per computer di fr. 2’000.-- e

altre prestazioni dipendenti dalla sua situazione attuale, ovvero i costi per

l’abitazione di emergenza di fr. 1'500.--, per i pasti fuori casa

a __________ di fr. 2'700.-- per tre persone, per le spese di lavoro e le spese

giudiziarie e di difesa di fr. 400.-- (cfr. doc. 62).

2.11

Chiamato ad

esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las,

che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:

"

In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del

diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito

disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di

intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono

esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi

dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure

escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro

obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del

diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

Secondo

l'art. 4 Laps:

"

L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se vi sono figli in

comune;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno

l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti. (cpv. 1)

Se il titolare del diritto non è economicamente

indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e

fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità

parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.

3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni

economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore

con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno

parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di

riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava

dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e

l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si

sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le

persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

L'unità

economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde

alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Come

appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del

diritto alla prestazione è costituita dal coniuge, come pure dai figli maggiorenni

se questi non sono economicamente indipendenti.

L’art. 2

Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:

"

Una persona maggiorenne non è economicamente

indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è sposata, legalmente separata, divorziata

o vedova;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

(cpv. 1)

Vi è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett.

d) quando, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una

persona maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di

tipo propedeutico;

b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario,

se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di tipo universitario professionale e accademico

compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che

completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello

secondario 2. (cpv. 2)

Il Servizio centrale delle prestazioni sociali

emana una direttiva amministrativa per l’ applicazione dei capoversi 1 e 2,

sentita la Divisione della scuola del Dipartimento dell’ educazione, della

cultura e dello sport. (cpv. 3)"

In

concreto la figlia del ricorrente, __________, è nata il ____________________.

Essa, pur essendo maggiorenne, vive con i genitori ed è ancora in formazione

(cfr. doc. 57, 58, 61, IIbis).

La stessa

adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata

una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.

In simili

condizioni, il ricorrente, sua moglie e la figlia __________ costituiscono

un’unica unità di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente

(cfr. doc. 55).

2.12

Per quanto

riguarda le spese computabili, l’USSI, quale costo per l’alloggio, ha a

ragione computato l’importo di fr. 18'000.-- (cfr. doc. 55; IIbis).

Come

esposto sopra (cfr. consid. 2.9.), l’art. 9 Laps, al quale rinvia l’art. 22

Las, prevede che la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel

caso di unità di riferimento composte da più di due persone, come quella del

ricorrente - costituita dallo stesso, dalla moglie e dalla loro figlia __________

-, pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi maggiorato del 20%,

ossia a fr. 18’000.-- (fr. 15’000.-- + 20% di fr. 15’000.--).

Ai sensi

dell’art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali:

"

La spesa per l'alloggio è definita come segue:

a) per

l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

b) per il

proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%

per le spese accessorie."

Nell’evenienza

concreta il ricorrente e la sua famiglia abitano presso il cognato a __________

(cfr. doc. I, XXI, XX2).

A titolo

di pigione è stato concordato un importo mensile di fr. 1'500.-- (cfr. doc. 41,

44), corrispondenti alla somma di fr. 18'000.-- annui che maggiorata del 15%

per le spese accessorie, corrisponde a una spesa per l’alloggio di fr. 20'700.

Tale

ammontare è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 18'000.--, per cui

va conteggiato unicamente quest’ultimo importo.

Il ricorrente

nel proprio conteggio ha pure computato la pigione di fr. 2'000.-- al mese

relativa alla casa di __________ di proprietà della comunione ereditaria __________

fu __________ e __________, moglie del ricorrente (cfr. doc. 62, 26), di cui la

madre (suocera del ricorrente) gode di un usufrutto (cfr. doc. 41).

I signori

__________ hanno sostenuto di dover alloggiare a __________, in quanto le __________

di __________ hanno tolto l’alimentazione elettrica della casa di __________

(cfr. doc. 41).

A prescindere

dalle motivazioni che hanno portato all’interruzione dell’energia elettrica da

parte dell’__________, nel calcolo relativo alla prestazione assistenziale del

ricorrente non è possibile ex lege considerare delle spese supplementari

relative all’abitazione __________. Infatti ai sensi della Las e della Laps

possono essere computati unicamente i costi relativi all’alloggio primario, che

in casu corrisponde attualmente a quello di __________, per un importo massimo

fissato dalla legge medesima.

L’abitazione

di __________, a differenza di quanto addotto dal ricorrente (cfr. doc. 62, I),

non va ritenuta un alloggio di emergenza.

In

effetti le direttive COSAS o SKOS indicano quale alloggio di emergenza quello

che il sostegno sociale è tenuto a offrire a un beneficiario che è stato

sfrattato dalla propria abitazione, poiché non era più in grado di pagare la

pigione intera, dopo che, a seguito del suo rifiuto di trasferirsi in

un’abitazione a buon mercato propostagli, il sostegno sociale gli ha riconosciuto

solo l’importo dell’abitazione più economica (cfr. p.to B. 3).

L’alloggio

di emergenza coincide, quindi, con una sistemazione temporanea.

Conseguentemente

il carattere di emergenza è, in linea di principio, da escludere allorché

l’interessato ha concluso un contratto di locazione di durata indeterminata,

come in concreto (cfr. doc. 44).

In

proposito giova, del resto, segnalare che il Tribunale federale in una sentenza

del 16 maggio 2006 nella causa X.,2P.67/2006, già menzionata sopra (cfr.

consid. 2.5.) riguardo all’art. 12 Cost., relativo al diritto in situazioni di

bisogno ha indicato che da tale diritto fondamentale non può essere desunta la

pretesa a prestazioni che coprano necessità che vanno oltre le condizioni

minime di esistenza, segnatamente il costo di un appartamento più grande

rispetto alle proprie esigenze.

Inoltre

il TF, in merito, ha osservato:

"

(…)

3.4

Der Beschwerdeführer beruft sich vor

Bundesgericht nicht ausdrücklich auf das Willkürverbot gemäss Art. 9 BV, weshalb die Beschwerde auch nicht zulässig ist,

soweit der Beschwerdeführer sinngemäss geltend macht, der angefochtene

Entscheid sei unsachlich. Selbst wenn der angefochtene Entscheid auf Willkür

überprüft werden könnte, wäre er aber nicht zu beanstanden. Zwar ist grundsätzlich

einzuräumen, dass bei der Gewährung von Sozialhilfeleistungen in der Regel eine

Übergangsfrist einzuhalten sein dürfte, um eine zu Wohnzwecken benutzte, als zu

gross beurteilte Wohnung kündigen und eine kleinere mieten zu können. Das

Kantonsgericht hat aber in verbindlicher Weise festgestellt, dass der

Beschwerdeführer seinen als zu gross beurteilten Wohnungsteil nicht zu Wohn-,

sondern zu Berufszwecken verwendet hat. Die rechtliche Folgerung, von der

Sozialhilfe sei daher nur die zum Wohnen benützte Fläche nach einem

ortsüblichen Mietzins abzugelten, erscheint nicht unhaltbar. Auch die übrigen

vom Kantonsgericht vorgenommenen Beurteilungen beruhen auf ernsthaften

sachlichen Gründen."

2.13

Per quanto

concerne il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie,

ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (cfr. consid. 2.9.) vanno computati i

premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota

cantonale media ponderata.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio

riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di

base contro le malattie.

A titolo

di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo

a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa

malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale

media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica

della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del

reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo

importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una

volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;

STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11, consid. 2.12.).

Il

ricorrente, la moglie e la figlia __________ sono affiliati alla cassa malati __________

(cfr. doc. 56).

Per il

2006.

il relativo premio medio ponderato complessivo è pari a fr. 11’345.70 (fr.

4'067.10.-- x 2 + fr. 3'211.50; cfr. Decreto esecutivo concernente la

determinazione del premio riconosciuto ai singoli assicuratori per

l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale

malattie per l’anno 2006 del 25 ottobre 2005).

Tale

ammontare è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2006,

corrispondente, per due adulti e una giovane adulta di età tra i 18 e i 25 anni,

a complessivi fr. 10’970.-- (fr. 3'930.-- x 2 + fr. 3’110.--; cfr. art. 1 Decreto

esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni

individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2006).

In casu

l’USSI, quale premio della cassa malati, ha dunque correttamente conteggiato la

quota media cantonale ponderata complessiva di fr. 10’970.-- (cfr. doc. 55).

Per

quanto riguarda le franchigie, le partecipazioni ai costi, le spese per cure

dentarie menzionate dal ricorrente (cfr. doc. A3), esse sono previste quali

prestazioni speciali all’art. 20 Las.

Al

riguardo va, tuttavia, osservato che dal Messaggio del 15 ottobre 2004 sul

preventivo 2005 del Consiglio di Stato emerge che è stata decisa una prassi più

restrittiva per le prestazioni speciali giusta l’art. 20 Las. In particolare,

in relazione alla spesa per la cura dentaria, è stato specificato che i

preventivi dei medici dentisti sono sottoposti alla Commissione dei periti per

l’approvazione. Si studiano con loro, ed eventualmente con l’Ordine dei

dentisti, soluzioni atte a contenere ulteriormente tali spese (cfr. Messaggio

n. 5589 p.to 10.2.2.3).

2.14

La soglia

di intervento (cfr. consid. 2.8.), nell’ambito delle prestazioni

assistenziali, non corrisponde a quella relativa alle prestazioni regolate

dalla Laps.

L’art. 19

Las prevede, infatti, che per le prestazioni assistenziali la soglia di

intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10

Laps; consid. 2.8.).

Quest’ultima

fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni

complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni

assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera

delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS=SKOS).

Nel caso

di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento del ricorrente -

composta da tre persone - nel regime della Las è pari, per il 2006, a fr.

1'886.-- mensili (cfr. consid. 2.5.), ossia a fr. 22'632.-- annui.

Per il

regime Laps, per contro, essa corrisponde a fr. 31'810.-- (fr. 15'700. -- per

il titolare del diritto + fr. 7’850.-- per la prima persona supplementare

dell’unità di riferimento + fr. 8’260.-- per la seconda persona supplementare

dell’unità di riferimento; cfr. cfr. art. 10 e 37 cpv. 4 Laps; Ordinanza 03

sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 20 settembre

2002).

In casu,

visto che l’unità di riferimento del ricorrente è composta da più di due

persone di almeno sedici anni compiuti, l’importo annuo di fr. 22'632.-- va

integrato da un supplemento mensile di fr. 206.-- assegnato alla terza persona,

pari a fr. 2'462.-- all’anno (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2006 in BU 4/2006 del 24 gennaio 2006 pag.

33-34; consid. 2.6.).

Di

conseguenza, in concreto, la soglia di intervento ammonta a fr. 25'094.-- annui,

ossia fr. 2'092.-- al mese.

Tale importo

corrisponde a quello computato dall’USSI nel calcolo effettuato il 30 gennaio

2006.

(cfr. doc. 55) ed è maggiore di quello contenuto nel calcolo fornito dal

ricorrente (cfr. doc. 62), il quale non ha considerato il supplemento di fr.

206.

-- al mese per la figlia con più di sedici anni.

2.15

RI 1, con il

proprio reclamo, ha censurato l’omessa computazione dell’ammontare afferente ai

contributi AVS/AI di fr. 350.-- mensili (cfr. doc. 62).

Al riguardo

l’USSI nella decisione su reclamo del 31 marzo 2006 (cfr. doc. IIbis) ha

indicato che “…i contributi AVS, poiché non conteggiati, sono riconosciuti

in separata sede (vanno inviati i conteggi trimestrali della Cassa di

compensazione al nostro ufficio)”.

Va

peraltro sottolineato che l’USSI ha già avuto occasione di precisare in

un’altra vertenza in ambito di assistenza sociale che, nel caso in cui si

giustifichi l’intervento assistenziale, l’importo dei contributi sociali è

riconosciuto con versamenti trimestrali al fine di garantire l’effettivo

pagamento alla Cassa cantonale di compensazione (cfr. STCA del 7 aprile 2006

nella causa B., 42.2006.5 consid. 2.11.).

Questa

Corte prende atto che nel caso in esame i contributi sociali sono, dunque, assunti

dall’assistenza sociale.

Il

ricorrente, in sede di ricorso, non ha del resto contestato quanto addotto

dall’Ufficio resistente (cfr. doc. I).

2.16

Nel calcolo

approntato da RI 1 sono state inserite le spese per il computer, per internet,

per i viaggi relativi al suo progetto e tra __________ e __________, per i

pasti fuori casa - in quanto nell’abitazione di __________ è stata interrotta

l’erogazione dell’energia elettrica che alimenta, oltre alla luce, il

riscaldamento - e per il lavoro in generale (cfr. doc. 62, 41, 36).

Giusta

l’art. 8 cpv. 1 lett. a Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, la spesa vincolata

è costituita, segnatamente, dalle spese ai sensi degli art. 25-31 LT.

Per

quanto qui di interesse gli art. 25 e 26 LT contemplano le spese deducibili dai

proventi lordi imponibili in caso di attività lucrativa dipendente e

indipendente.

Più

precisamente, per l’attività lavorativa dipendente, possono essere dedotte le

spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro, le spese

supplementari per i pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni, le altre

spese necessarie per l’esercizio della professione. In relazione all’attività

indipendente, per contro, vengono presi in considerazione gli ammortamenti e

gli accantonamenti, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono

state allibrate, gli interessi sui debiti commerciali (cfr. art. 25, 26 LT;

Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il

periodo fiscale 2006 del 20 dicembre 2005).

In

concreto non risulta dagli atti che il ricorrente o sua moglie esercitino una

qualche professione né dipendente, né indipendente.

Nessun

reddito da attività lucrativa è stato d’altronde conteggiato nel calcolo della

prestazione assistenziale (cfr. doc. 55).

L’affermazione

del ricorrente secondo cui, visto, tra l’altro, che a __________ non è nel suo

ambiente, non riesce a concentrarsi relativamente a una possibile sua soluzione

professionale (cfr. doc. 42), pur risultando comprensibile, non giustifica il

computo nel calcolo della prestazione assistenziale delle spese deducibili per

chi esercita un’attività lavorativa.

Va, peraltro,

rilevato che il ricorrente per legittimare l’assunzione di tali costi ha fatto

riferimento alle direttive COSAS, ossia KSOS, C1-2 (cfr. doc. 62).

Esse

tuttavia, in concreto, non sono pertinenti, siccome concernono spese

straordinarie dovute a malattia o handicap e le spese dovute all’esercizio di

un’attività lavorativa o di un’attività non remunerata quale volontariato,

lavoro di vicinato, cura di familiari, partecipazione a programmi di

integrazione o di riqualifica.

Il

ricorrente mai ha allegato di svolgere una delle attività citate.

Al

riguardo giova segnalare che nel caso in cui l’insorgente fosse intenzionato a

inserirsi professionalmente esistono delle misure destinate a tale scopo (cfr.

art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3, H7).

I costi

legati ai viaggi, ai pasti fuori casa, alla manutenzione del computer e a

internet non possono, pertanto, essere conteggiati ai fini della determinazione

della prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente a decorrere dal

1° gennaio 2006.

Agli

stessi va fatto fronte con l’ammontare relativo alla soglia di intervento (cfr.

consid. 2.14.).

A tale

proposito è utile rilevare che i redditi computabili e le spese computabili -

queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio -

agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps (cfr. consid. 2.8.), sono elencati in modo

esaustivo.

Di

conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione

assistenziale, non è possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla

Laps.

A

eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla

lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite

l’importo della soglia di intervento, analogamente a quanto avviene per le PC,

con l’ammontare destinato a coprire il fabbisogno minimo (in particolare:

vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr.

E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea 1998).

In simili

condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di

un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere

riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle

funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines

Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20

agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), l’USSI non può aumentare

l’importo della prestazione assistenziale secondo le richieste del ricorrente.

I costi

attinenti al consumo di elettricità menzionati dal ricorrente nel proprio

conteggio (cfr. doc. 62) sono poi già compresi nell’importo della soglia di

intervento (cfr. Direttive COSAS 2005 p.to B 2.1.). Pertanto anche a questa

spesa va fatto fronte mediante tale ammontare.

2.17

La figlia del

ricorrente, __________, è ancora in formazione (cfr. consid. 2.8.).

Dalla

documentazione agli atti si evince che l’Ufficio delle borse di studio e dei

sussidi ha concesso a __________ un assegno di studio per l’anno 2003-2004,

corrispondente al primo anno di studio universitario presso la facoltà di

lettere dell’Ateneo di __________.

L’anno

2004-2005 non è stato sovvenzionato in applicazione della Legge della scuola,

in quanto la giovane ha dovuto ripetere il primo anno.

__________

durante il secondo anno di lettere – 2005-2006 – ha interrotto gli studi.

Nel mese

di febbraio 2006 è poi stata accolta sulla base della Legge della scuola e del

Regolamento sulle borse di studio la sua domanda di beneficiare di un assegno

per un corso di tedesco a __________ di otto settimane, mentre è stata respinta

la richiesta relativa a un corso di inglese a __________, non raggiungendo il

citato corso le 25 ore di lezione settimanali (cfr. lettera del 21 novembre

2005.

dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi a RI 1, doc. 61, 57, 58).

In

effetti, come enunciato dall’USSI (cfr. doc. IIbis), l’Ufficio delle borse di

studio e dei sussidi è l’autorità competente per attribuire assegni di studio

in virtù della Legge della scuola e del Regolamento sulle borse di studio.

Ex art.

19.

della Legge della scuola:

"

Il Cantone favorisce l’accesso alla formazione

scolastica e professionale postobbligatoria, il perfezionamento e la

riqualificazione professionali con la concessione di assegni e di prestiti di

studio per l’assolvimento di un tirocinio, per la continuazione degli studi

nelle scuole pubbliche ticinesi, per la frequenza di istituti superiori e di

istituti specializzati per il perfezionamento e la riqualificazione

professionali, se il richiedente è in possesso del certificato di studi

adeguato. (cpv. 1)

L’aiuto finanziario è concesso in via principale

nella forma dell’assegno e in casi particolari come prestito. (cpv. 2)"

L’art. 1b del Regolamento sulle borse di studio dal canto suo, riguardo al limite

di età per richiedere un assegno, prevede:

"

Gli assegni possono essere concessi a

richiedenti che, nel corso dell’anno civile di inizio della formazione per la

quale è richiesta la borsa di studio, non hanno ancora compiuto o non compiano

il quarantesimo anno di età."

In

proposito giova ribadire che l’assistenza sociale è sussidiaria. Essa

interviene esclusivamente quando sono esaurite le prestazioni sociali di cui all’art.

2.

Laps (cfr. consid. 2.6.).

L’art.

2.

cpv. 1 Laps contempla prioritariamente (cfr. anche art. 13 Laps) i sussidi

dell’assicurazione contro le malattie (lett.a) e proprio l’aiuto sociale allo

studio, l’assegno di studio e l’assegno complementare per il perfezionamento e

la riqualificazione professionale previsti dalla Legge della scuola (lett. b, c,

d) e alle condizioni enunciate da questa legge.

Pertanto, visto poi che

l’assicurata non ha raggiunto il limite di età di 40 anni di cui all’art. 1b

del Regolamento sulle borse di studio, a ragione l’USSI nulla ha riconosciuto a

titolo di costi connessi agli studi di __________.

2.18

Alla luce di

tutto quanto esposto, le spese computabili di RI 1 sono costituite dal premio

della cassa malati di fr. 10’970.-- (cfr. consid. 2.13.) e dalla spesa per

l’alloggio di fr. 18'000.-- (cfr. consid. 2.11.).

Esse,

complessivamente, ammontano a fr. 28’970.--.

Non

risultano, invece, redditi computabili e la sostanza imponibile è nulla.

Di

conseguenza il ricorrente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr.

art. 5 Laps; consid. 2.9.).

Egli non

dispone di alcun mezzo finanziario per far fronte alle spese computabili annue

di fr. 28’970.--, corrispondenti a fr. 2'414.-- mensili.

La soglia

di intervento per il 2006 della famiglia di RI 1 è poi pari a fr. 2'092.-- al

mese (cfr. consid. 2.14.).

Come indicato

sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui

reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente

percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr.

art. 18 Las; consid. 2.8.).

In casu,

come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale.

I sussidi

della cassa malati per il 2006 ammontano dal canto loro a fr. 9'012.-- annui,

ovvero fr. 751.-- mensili (cfr. doc. 56).

La lacuna

di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 3'755.-- [(fr. 2’092.-- + fr. 2’414.--)

- fr. 751.--].

Il

ricorrente ha, dunque, diritto, a decorrere dal mese di gennaio 2006, a una

prestazione assistenziale di fr. 3'755.--, come riconosciuto dall’Ufficio resistente

(cfr. doc. 55; IIbis).

Per

completezza va sottolineato che, a partire dal mese di gennaio 2006, fr. 327.20

di questo importo vengono direttamente versati dall’USSI alla cassa malati __________

quale premio netto.

Il

ricorrente è stato espressamente informato al riguardo il 24 ottobre 2005 (cfr.

doc. 53, 54).

2.19

RI 1 ha formulato la richiesta

di partecipare a un colloquio nell’ambito del presente ricorso che venga

videoregistrato e di sentire dei testi (cfr. doc. XI; XXVIII1).

Relativamente

all'audizione delle parti, va osservato che può essere rifiutata senza per

questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv. 2

Costituzione federale e 6 n. 1 CEDU, del ricorrente.

Infatti,

secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento

pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e

inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad

esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di

testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile

obbligo (cfr. STFA del 28 dicembre 2005 nella causa A., B., Sammelstiftung X.,

B 41/04, 42/04, 44/04, consid. 3, parzialmente pubblicata in SVR 2006 BVG N. 19

pag. 66; STFA del 24 agosto 2005 nella causa N., C 13/05 consid. 1.2.; STFA del

27.

febbraio 2004 nella causa B., C 106/02, consid. 3; STFA del 26 agosto 2003

nella causa N., H 79/03, consid. 2.2.; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90,

consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

Su questo

tema, cfr. pure STFA del 20 giugno 2006 nella causa J. e D., H 97/04, consid.

3.3

:

"

Per completezza si rilevi infine che secondo la giurisprudenza

pubblicata in DTF 122 V 47, l'obbligo di organizzare un

dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara

e inequivocabile di una parte, semplici domande di assunzione di prove, come ad

esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di

testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastando per creare un simile

obbligo."

Inoltre,

conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare

d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47, no. 63; Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege,

IIa ed., pag. 274; Kummer, Grundriss des Zivilprozessrechts, 4a ed., pag. 135;

Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité

sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 63; cfr. pure SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA

del 15 novembre 2002 nella causa R., H 177/01; STFA dell'8 ottobre 2002 nella

causa C., I 673/00; STFA del 23 luglio 2002 nella causa G.; G.; G., H 170/01;

STFA del 4 febbraio 2002 nella causa C., H 194/01; STFA del 29 gennaio 2002

nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U

257/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa R. G., I 11/01; STFA del 13

novembre 2000 nella causa F. S., H 238/98; DTF 124 V 94; DTF 120 Ib 229 consid.

2b, 119 V 344 consid. 3c e rinvii). Tale modo di procedere non costituisce una

violazione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost.

(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; SVR 2001 IV no 10 pag. 28; DTF 124 V 94; DTF

122.

V 162 consid. 1d, 119 V 344

consid. 3c e rinvii).

In

concreto, da una parte, il ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta

di indire un pubblico dibattimento ai sensi dell’art. 6 cifra 1 CEDU, ma ha

semplicemente postulato la partecipazione a un colloquio dinanzi al TCA videoregistrato,

dall'altra, sulla base degli elementi fattuali relativi alla presente vertenza

e delle tavole processuali, questa Corte ritiene la questione dell’entità della

prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente sufficientemente

chiarita.

Conseguentemente

la richiesta del ricorrente sia di un colloquio videoregistrato, che

dell’audizione di testi va respinta.

2.20

Con riferimento allo scritto

del ricorrente del 18 ottobre 2006 (cfr. doc. XXII1), il TCA rileva di non

ravvisare alcun elemento costitutivo di un qualsiasi reato da

parte dei funzionari dell’amministrazione.

Pertanto

non ritiene di dover segnalare alcunché al Ministero pubblico.

2.21

Secondo l'art.

21.

cpv. 1 della Legge di procedura per le cause al Tribunale cantonale delle

assicurazioni, il ricorrente ha diritto di farsi patrocinare. Se il giudice lo

riconosce incapace a difendersi gli assegna un avvocato o un patrocinatore

idoneo.

In una

sentenza del 27 febbraio 2006 il TCA nella causa C., inc. 35.2005.53, ha negato

ad un assicurato il patrocinatore d'ufficio rilevando:

"

Nel caso di specie, la qualità degli allegati

prodotti da X, ingegnere elettrotecnico di professione, dimostra che egli è

stato in grado di difendere adeguatamente i propri interessi davanti al TCA, di

modo che non vi era necessità di assegnargli un patrocinatore d’ufficio."

In una sentenza dell'8

novembre 2004 nella causa F., C 116/03, il TFA è giunto allo stesso risultato,

sottolineando:

"

Eine unentgeltliche Verbeiständung fällt ausser

Betracht, da der

Beschwerdeführer seine Interessen in diesem

Prozess selber gehörig wahren konnte und nicht ersichtlich ist, welchen zusätzlichen

Nutzen in dieser Situation eine anwaltliche Vertretung erbracht hätte. (BGE 103 V 47, 98 118; vgl. auch BGE 128 I 232 Erw. 2.5.2 mit Hinweisen)."

Per

quanto attiene all’accenno a un avvocato d’ufficio di cui allo scritto del 24

ottobre 2006 del ricorrente (cfr. doc. XXVIII1), questa Corte rileva che

quest’ultimo è stato in grado di motivare adeguatamente la pretesa di una

prestazione assistenziale di fr. 12'639.-- al mese con riferimento alle

normative in questione e avvalendosi di una tabella dallo stesso allestita

(cfr. doc. 62).

Il TCA ha compreso quanto

postulato dall’insorgente ed ha potuto rispondere puntualmente ed

esaustivamente alle obiezioni da lui sollevate riguardo al calcolo effettuato

dall'USSI (cfr. consid. 2.10. e segg.).

In simili circostanze, nel

caso in esame non vi era la necessità di assegnare al ricorrente un

patrocinatore d’ufficio.

2.22

RI 1 nel

proprio conteggio della prestazione assistenziale allegato al reclamo (cfr.

doc. 62) ha indicato l’importo di fr. 400.-- a titolo di spese di difesa e

giudiziarie.

Per quanto riguarda le spese giudiziarie, il TCA ricorda che secondo

l'art. 20 cpv. 1 della legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale

delle assicurazioni (LPTCA) la procedura è per principio gratuita.

Pure

gratuita è la procedura di reclamo visto che alla stessa è applicabile la LPTCA

(cfr. art. 65 cpv. 1 Las; art. 33 cpv. 2 Laps).

Il

ricorrente, di conseguenza, non deve assumersi alcuna spesa giudiziaria.

Relativamente

alle spese per la difesa, va osservato che egli, a prescindere dall’adempimento

o meno dei requisiti per riconoscere eccezionalmente a una parte vittoriosa non

rappresentata il diritto a un'indennità per ripetibili per l'attività da lei

svolta (causa complessa, interessi in gioco importanti, lavoro svolto che ha

impedito notevolmente l'attività professionale o ha comportato una perdita di

guadagno e sforzi profusi ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti;

DTF 129 V 113 consid. 4.1, DTF 122 V 142 consid. 9, DTF

113.

Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a;

Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad

art. 159; T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Verlag Stämpfli +

Cie AG Berna, 1994, pag. 373), non ha comunque diritto a ripetibili, in quanto

soccombente.

2.23

Infine,

a proposito dei rimedi di diritto, è utile segnalare che nella

sua sentenza del 20 settembre 2006 (causa 2P.227/2006),

che riguarda personalmente il ricorrente, il Tribunale federale ha stabilito

che:

" 3.2

Il ricorrente censura la mancata indicazione dei rimedi di diritto. A torto. Il

ricorso di diritto pubblico è infatti un rimedio di diritto indipendente e

straordinario che apre una nuova procedura e non comporta una semplice

continuazione di quella cantonale (DTF 118 III 37 consid. 2a e riferimenti); la

Corte cantonale non era pertanto tenuta a farne menzione nel proprio

giudizio.".

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso

è respinto.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Intimazione

alle parti.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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