42.2007.3
Nel calcolo della prestazione assistenziale di una persona con pendente domanda di sussidio cassa malati in un altro Cantone non andava computato alcun sussidio.Il premio effettivo andava trattenuto e
26 ottobre 2007Italiano35 min
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Numero d'incarto:
42.2007.3
Data decisione, Autorità:
26.10.2007, TCA
Titolo:
Nel calcolo della prestazione assistenziale di una persona con pendente domanda di sussidio cassa malati in un altro Cantone non andava computato alcun sussidio.Il premio effettivo andava trattenuto e versato alla CM(una volta fissate modalità di recupero).Computo di un forfait per il riscaldamento
PREMIO
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
SPESA PER L'ALLOGGIO
SPESE ACCESSORIE
SUSSIDIO / SUSSIDI
art. 257a CO
art. 257b CO
art. 64A LAMAL
art. 2 LAPS
art. 9 LAPS
art. 11 LAPS
art. 1 LAS
art. 2 LAS
art. 11 LAS
art. 17 LAS
art. 18 LAS
art. 22 LAS
Raccomandata
Incarto n.
42.2007.3
rs/DC/sc
Lugano
26 ottobre
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il
Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 26 aprile 2007 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 28 marzo 2007
emanata da
Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione su reclamo del 28 marzo 2007 l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI) ha confermato la sua precedente decisione del 20
febbraio 2007 (cfr. doc. A5) con cui a RI 1 è stata assegnata una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 2'169.-- per il periodo febbraio – giugno 2007
(cfr. doc. A1).
1.2. Contro la
decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA,
contestando, sostanzialmente, in primo luogo, che dalla lacuna di reddito
mensile di fr. 2'335.-- sia dedotta la somma di fr. 166.-- a titolo di premio
parziale dell’assi-curazione obbligatoria contro le malattie con la conseguenza
che gli viene versato unicamente l’ammontare di fr. 2'169.--.
In
secondo luogo, che non siano state computate le spese per il riscaldamento a
cui egli deve fare fronte (cfr. doc. I).
1.3. Nella sua
risposta di causa, l’USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa,
precisando in particolare che la prestazione è ridotta di fr. 166.-- in attesa
dell’ammontare effettivo del premio dovuto all’assicuratore malattia che
l’Ufficio verserà direttamente, come sollecitato dallo sportello Laps di __________,
non appena il ricorrente avrà richiesto il sussidio per il pagamento del premio
al Cantone __________ dove era domiciliato il 1° gennaio 2007 (cfr. doc. III).
1.4. Il
ricorrente, il 18 giugno 2007, ha trasmesso una fattura a lui intimata dalla
cassa malati __________ relativa alla diffida concernente i premi impagati dei
mesi di febbraio, marzo e aprile 2007 (cfr. doc. V).
1.5. Il 25 giugno
2007 l’Ufficio resistente ha specificato di avere invitato, con scritto del 26
aprile 2007, RI 1 a inoltrare il più presto possibile la richiesta di sussidio
al Cantone __________ e di essere impossibilitato a versare il premio
dell’assicurazione malattia alla __________ fino al momento in cui la competente
autorità grigionese non avrà accordato il sussidio e lo avrà comunicato alla cassa
malati (cfr. doc. VII + 1).
1.6. A seguito
della richiesta di questa Corte in merito all’evoluzione della situazione
rispetto al mese di giugno 2007, l’USSI, il 24 agosto 2007, ha indicato che non
era intervenuta variazione alcuna (cfr. doc. IX, X).
Inoltre
il 27 agosto 2007 l’Ufficio resistente ha inviato copia della polizza
assicurativa afferente al ricorrente e a suo figlio, speditagli dalla __________
(cfr. doc. XI + 1-2).
1.7. RI 1, il 4
settembre 2007, ha evidenziato, allegando la relativa documentazione, che
l’Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone __________, al quale ha
inoltrato la relativa domanda, gli ha comunicato che il sussidio non può essere
calcolato fino a quando non viene emessa la sua tassazione fiscale definitiva.
Egli ha altresì ribadito che l’importo che l’USSI deduce per il pagamento
dell’assicurazione contro la malattie non viene corrisposto alla cassa malati
(cfr. doc. XIII + 1/3).
1.8. Il doc. XIII
e i relativi allegati sono stati trasmessi per conoscenza al ricorrente (cfr.
doc. XIV).
1.9. Pendente
causa questa Corte ha posto all’USSI i seguenti quesiti:
"1. Come avete fissato l’importo di fr. 239.-- relativo al
sussidio per il pagamento dell’assicurazione di base delle cure medico-sanitarie
considerato nel calcolo volto alla determinazione della prestazione
assistenziale spettante a RI 1?
2. Qual è la prassi del vostro Ufficio, ai fini del conteggio della
prestazione assistenziale, nel caso di persone che richiedono l’assistenza pubblica
e la cui domanda di sussidio è pendente all’Ufficio assicurazione
malattia del Cantone Ticino (UAM)?
Più precisamente
vogliate indicare se computate o meno in ogni caso un sussidio provvisorio in
attesa della decisione dell’UAM, come pure se trattenete sempre la parte della
prestazione assistenziale attinente al premio dell’assicurazione contro le
malattie oppure no.
3. Nel caso di trattenuta dalla prestazione assistenziale mensile
dell’ammontare concernente il premio intero o parziale dell’assicurazione
contro le malattie (cfr. domanda 2.) provvedete o meno a versarlo puntualmente
alla cassa malati in questione?” (Doc. XV)
L’amministrazione,
il 19 settembre 2007, ha risposto:
"1. Il sussidio al premio dell’assicurazione malattia di fr.
239.-- il mese corrisponde al sussidio 2006 spettante all’interessato e al
figlio minorenne convivente (fr. 2'218.-- + fr. 742.--: 12);
2. di
regola l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) non può
decidere la domanda fintanto che l’ufficio dell’assicurazione malattia non ha
definito l’ammontare del sussidio. Nel caso in cui l’utente non rinnovasse la
domanda di sussidio al premio dell’assicurazione malattia in tempo utile per
l’anno successivo, nel calcolo della prestazione assistenziale l’applicativo
informatico computa automaticamente l’importo corrispondente all’anno
precedente. Per il signor RI 1 si sono considerati di conseguenza fr. 239.--
come per l’anno precedente;
3. qualora
l’USSI dovesse trattenere dalla prestazione ricorrente e riversare
all’assicuratore malattia il premio LAMal dovuto, questo corrisponde
all’effettivo premio e non a quanto computato ai fini assistenziali.” (cfr.
doc. XVII)
1.10. I doc. XV e
XVII sono stati inviati al ricorrente per conoscenza, con facoltà di presentare
eventuali osservazioni (cfr. doc. XVIII).
L’insorgente
è rimasto silente.
in
diritto
2.1. Il TCA è
chiamato a stabilire se l’importo riconosciuto e effettivamente versato
dall’USSI a RI 1 quale prestazione assistenziale per il periodo febbraio – giugno
2007 è o no corretto.
L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
Fatti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
Giova
altresì segnalare che la Laps è stata modificata prima della sua entrata in
vigore. Le proposta di mutamenti risultano dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo
2002 concernente la modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali. In questo contesto sono stati introdotti gli art.
2a, 2b e 2c Laps con cui la partecipazione al premio dell’assicurazione
malattia non è più stata considerata una prestazione di complemento
armonizzata, bensì unicamente coordinata.
Dal
Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 e dal relativo Rapporto n. 5221R dell’11
giugno 2002 della Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio
citato risulta in particolare che:
"
(…)
La proposta di modifica
della legge mira dunque, da una parte, ad adattarla alla forzata rinuncia
all’armonizzazione della partecipazione al premio dell’assicurazione malattia,
mantenendo però il principio fondamentale del coordinamento di questa
prestazione con le altre: essa rimane la prestazione da richiedere
prioritariamente e il suo importo verrà ancora computato quale contributo alla
copertura della lacuna di reddito rispetto al minimo vitale, copertura cui
concorrono le varie prestazioni Laps." (Messaggio del 13 marzo 2002 p.to 1
pag. 2; Rapporto dell’11 giugno 2002 p.to 4 pag. 4)
2.2. Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento
effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto
del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della
gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento
d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica
ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato
dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle
raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
960.--
100.--
1060.--
Considerandi
2.
persone
1469.
--
100.
--
1569.
--
3.
persone
1786.
--
100.
--
1886.
--
4.
persone
2054.
--
100.
--
2154.
--
5.
persone
2323.
--
100.
--
2423.
--
6.
persone
2592.
--
100.
--
2692.
--
7.
persone
2861.
--
100.
--
2961.
--
Per
ogni persona supplementare
+
269.
--
-
+
269.
--
B. Supplemento
per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle
precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag.
27-28)
2.3
L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo
fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art.
19.
e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c)
Spesa per l’alloggio
Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps."
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le persone unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal calcolo
delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le
rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.4
Nell’evenienza
concreta RI 1 è rientrato nel Cantone Ticino il 15 gennaio 2007 con il figlio __________,
nato nel 1991, dopo un periodo trascorso nel Cantone __________ (cfr. doc. 3).
Egli, nel
mese di febbraio 2007, ha chiesto, tramite lo Sportello Laps di __________, di
essere posto al beneficio dell’assistenza pubblica (cfr. doc. 3).
L’USSI,
come già esposto nei fatti, ha riconosciuto a RI 1 una prestazione assistenziale
di fr. 2'169.-- per il lasso di tempo febbraio – giugno 2007 (cfr. consid.
1.1
).
Dal
conteggio effettuato dall’Ufficio resistente risulta che la lacuna di reddito
mensile presentata dal ricorrente, la cui unità di riferimento è costituita dallo
stesso e dal figlio __________, ammonta a fr. 2'335.--.
Da questa
cifra l’amministrazione ha decurtato la somma di fr. 166.-- a titolo di premio
dell’assicurazione malattie, specificando che sarebbe stato versato
direttamente alla cassa malati (cfr. doc. A1).
L’insorgente
ha così percepito l’importo di fr. 2'169.-- (fr. 2'335.-- - fr. 166.--).
__________,
con il proprio ricorso, ha censurato la deduzione di fr. 166.--, nonché il
mancato computo delle spese di riscaldamento (cfr. doc. I).
2.5
Questa Corte,
chiamata ora a pronunciarsi in merito alla fattispecie, rileva, innanzitutto,
che dal calcolo allestito dall’USSI si evince che per determinare la lacuna di
reddito del ricorrente, è stato tenuto conto della somma mensile di fr. 239.--
quale partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie (cfr. doc.
A5; A1).
L’amministrazione,
rispondendo ad alcuni quesiti postile dal TCA, ha indicato che l’importo di fr.
239.
-- corrisponde al sussidio mensile spettante all’insorgente e al figlio nel
2006.
(cfr. consid. 1.9).
Tuttavia
per il 2007 la domanda di sussidio inoltrata da RI 1 all’Istituto delle
assicurazioni sociali del Cantone __________, Cantone competente in quanto il
1° gennaio 2007 vi era ancora domiciliato (cfr. art. 10 Ordinanza concernente i
sussidi della Confederazione per la riduzione dei premi nell’assicurazione
malattie - ORPM), non è ancora stata evasa (cfr. doc. XIII3).
L’art. 18
cpv. 1 Las, relativo alle prestazioni ordinarie e già menzionato al consid. 2.2.,
enuncia che le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il
reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19,
da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente
percepite sulla base della Laps.
Ai sensi
degli art. 2 cpv. 1 lett. a e 2a Laps la partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie è una prestazione sociale di complemento.
Pertanto
possono essere dedotti unicamente i sussidi di cui un richiedente l’aiuto
sociale beneficia concretamente e non quelli a cui potrebbe avere diritto.
Al
riguardo non va dimenticato che lo scopo della pubblica assistenza enunciato
dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una
situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 Las; consid. 2.1.).
Il
diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12
Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il
diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno.
Questa Corte ritiene che computando nel calcolo di un richiedente l’assistenza sociale dei redditi di
cui al momento della domanda non usufruisce, si contravviene allo scopo primo
dell’assistenza sociale, che è quello di sostenere una persona nel bisogno,
soddisfacendo le sue necessità essenziali e contingenti (cfr. STCA 42.2004.3
del 17 maggio 2005, consid. 2.13., pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59
segg.; STCA 42.2007.1 del 30 maggio 2007).
Del resto
il legislatore medesimo ha sottolineato questa finalità caratteristica e unica
dell’aiuto sociale, prevedendo, come visto, all’art. 18 Las che dalla
differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento
vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente
percepite sulla base della Laps.
L’art. 11
Laps, per contro, enuncia che il titolare ha diritto alle prestazioni sociali
di complemento armonizzate fino a quando la somma fra il reddito disponibile
residuale della sua unità di riferimento, la partecipazione al premio dell’assicurazione
contro le malattie di cui beneficiano o potrebbero beneficiare le
persone facenti parte della sua unità di riferimento e le prestazioni sociali
di complemento di cui essa beneficia non raggiunge la soglia di intervento.
Nel caso
in esame, in cui è pendente una domanda di sussidi nel Cantone __________,
nel conteggio relativo alla prestazione assistenziale spettante all’insorgente deve,
conseguentemente, essere stralciato il computo di un sussidio di fr. 239.-- al
mese.
Visto che
nell’evenienza concreta, si tratta di un richiedente l’aiuto sociale che ha nel
contempo inoltrato domanda di sussidio della cassa malati, può restare indecisa
la questione di sapere quali modalità di calcolo della prestazione
assistenziale adottare nel caso di persone che non hanno (più) richiesto alla
competente autorità i sussidi al premio dell’assicurazione contro le malattie
(cfr. consid. 1.9).
2.6
Il
ricorrente ha contestato il fatto che dalla lacuna di reddito sia dedotto un
importo attinente al premio dell’assicurazione contro le malattie, ma non venga
versato direttamente alla cassa malati __________ (cfr.doc. I).
L’art.
64a LAMal, in vigore dal 1. gennaio 2006, prevede al cpv. 1 che se l’assicurato
non paga premi o partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista,
l’assicuratore deve diffidarlo per scritto, assegnargli un termine
supplementare di 30 giorni e indicargli le conseguenze della mora.
Inoltre
per l’art. 64a cpv. 2 LAMal se, nonostante diffida, l’assicurato non paga e se
è già stata depositata una domanda di continuazione dell’esecuzione per debiti,
l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi delle prestazioni finché
i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le
spese d’esecuzione non sono stati pagati integralmente. Nello stesso tempo
informa della sospensione delle prestazioni l’ufficio cantonale incaricato di
vigilare sul rispetto dell’obbligo di assicurazione. Sono fatte salve le
prescrizioni cantonali che prevedono una notifica ad altri uffici.
Di conseguenza
nel contesto attuale in cui gli assicurati insolventi rischiano di vedersi sospese
le prestazioni medico-sanitarie, come del resto già avvenuto a un numero
considerevole di essi, la trattenuta da parte dell’USSI del premio della cassa
malati rappresenta una misura idonea ed efficace a limitare il numero di assicurati
morosi, purché tali importi vengano però effettivamente e puntualmente
corrisposti all’assicuratore malattia.
In caso
contrario, in effetti, la misura adottata si rivela non solo inefficace, ma
pure pregiudizievole per l’assicurato.
Al
riguardo giova, peraltro, segnalare che il Gran Consiglio, il 18 settembre 2007,
ha adottato, oltre al Decreto legislativo che disciplina le conseguenze del
mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi nell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie, una modifica dell’art. 25 Las (cfr. FU 76/2007
del 21 settembre 2007 pag. 7284, 7285).
Il nuovo
tenore dell’art. 25 Las è il seguente:
"
I pagamenti delle prestazioni in denaro sono di
regola effettuati dall’Autorità competente direttamente all’assistito o al suo
rappresentante legale, fatta eccezione per il pagamento del premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie, versato direttamente
all’assicuratore.”
Il
termine per l’esercizio del diritto di referendum scade il 5 novembre 2007
(cfr. FU 76/2007 del 21 settembre 2007 pag. 7285).
Nel caso
in esame, quindi, a prescindere dal fatto che il Cantone __________ non abbia
ancora emesso una decisione attinente alla domanda di sussidio del ricorrente,
l’USSI non era legittimato a unicamente dedurre dall’ammontare della
prestazione assistenziale a cui aveva diritto RI 1 una parte del premio
dell’assicurazione malattie senza poi corrisponderla alla __________.
L’USSI è,
al contrario, tenuto a versare alla cassa malati dell’insorgente i premi effettivi
concernenti lo stesso e il figlio __________ afferenti al periodo
febbraio-giugno 2007, tenendo conto per la determinazione dell’importo da
bonificare che, come concluso al considerando precedente, i sussidi non possono
essere conteggiati nel calcolo della prestazione assistenziale finché il
Cantone __________ non avrà emanato il relativo provvedimento.
L’amministrazione
dovrà nel contempo stabilire con la __________, rispettivamente con l’Istituto
delle assicurazioni sociali del Cantone __________, le modalità per poter poi
recuperare quanto corrisposto in esubero, qualora il ricorrente e il figlio
vengano posti al beneficio di un sussidio per il pagamento del premio dell’assicurazione
di base delle cure medico-sanitarie.
A tale
fine è ipotizzabile, ad esempio, l’impegno da parte della cassa malati a
corrispondere all’USSI la parte di premio ricevuta da quest’ultimo
corrispondente al sussidio pervenuto successivamente dal Cantone __________,
oppure, eventualmente, la sottoscrizione da parte dell’insorgente di
un’autorizzazione a compensare con i sussidi dovuti la parte di prestazioni
assistenziali già percepite e a cui non avrebbe avuto diritto con il computo
del sussidio (al riguardo è, però, utile ricordare che una compensazione è
possibile soltanto se sono adempiuti i seguenti presupposti: prestazione e
controprestazione devono sussistere tra i medesimi aventi diritto, la pretesa
posta in compensazione dev'essere inoltre scaduta ed esigibile giuridicamente,
il minimo vitale ai sensi del diritto esecutivo dev'essere rispettato; cfr.
STFA del 1 settembre 1998 nella causa M.H pag.-. 4 e dottrina citata;
sull'esigibilità cfr. in particolare DTF 126 V 263-264; STFA non pubbl. del 17
settembre 1991 consid. 5c; DTF 131 V 249 = SVR 2006 IV Nr. 18 pag. 65).
Contestualmente
va evidenziato che in ogni caso l’art. 33 lett. a Las prevede che le
prestazioni sociali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate quando vengono
effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni assicurative non
ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno esigibili. L’autorità
può parimenti esigere che le si versino direttamente gli arretrati.
La Las, a
tale proposito, rinvia all’art. 32 Laps, il quale al cpv. 1 enuncia che
l’organismo pubblico che, in vista della concessione di un’altra prestazione
sociale ai sensi della presente legge, di un sussidio per la riduzione dei
premi per l’assicurazione di base contro le malattie o di una prestazione delle
assicurazioni sociali, ha effettuato anticipi di prestazioni sociali ai sensi
della presente legge, può esigere che gli si versi direttamente l’arretrato,
fino a concorrenza dei suoi anticipi e per il periodo nel quale essi sono stati
concessi.
2.7
Infine per
quanto attiene alla spesa per l’alloggio, l’USSI ha computato l’importo di fr.
1'100.-- al mese, pari a fr. 13'200.--annui.
Come
sopra esposto (cfr. consid. 2.3.), l’art. 22 lett. c Las, in vigore dal 1°
ottobre 2006 (cfr. consid. 2.1.), prevede che per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive
fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.
Giusta
l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso
di unità di riferimento composte da due persone, come quella del ricorrente,
pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi, ossia a fr. 15’000.--.
Nel caso
concreto il contratto di locazione relativo all’appartamento di __________
sottoscritto dal ricorrente nel mese di dicembre 2006 con effetto dal 1°
febbraio 2007 (cfr. doc. A4) contempla per il primo anno una pigione di fr.
1'100.-- mensili, mentre in relazione alle spese accessorie enuncia “x spesa
effettiva fatture indirizzate al conduttore”.
L’insorgente
ha, in particolare, precisato che deve provvedere al costo del riscaldamento
(cfr. doc. I).
Per
l'art. 257a cpv. 1 CO
"
le spese accessorie sono la remunerazione dovuta
per le prestazioni fornite dal locatore o da un terzo in relazione all'uso
della cosa."
Per il
capoverso 2 esse sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuito.
In virtù
della succitata norma il proprietario può fatturare solo i costi che sono stati
convenuti. In mancanza di una convenzione, essi sono compresi nel canone di
locazione (DTF 121 III 142 e dottrina citata; Lachat, op. cit. p. 222 N 1.5; T.
Oberle, op.cit. p. 33).
Per
l'art. 257b CO
"
nel caso di locali d'abitazione e commerciali le
spese accessorie sono la remunerazione per i costi effettivamente sostenuti dal
locatore per prestazioni connesse con l'uso quali i costi di riscaldamento e di
acqua calda e analoghe spese d'esercizio, come pure i tributi pubblici a carico
della cosa."
Le
disposizioni sono di diritto imperativo (D. Lachat, Le bail a Loyer, Losanna
1997.
p. 222; T. Oberle, Nebenkosten, Heizkosten, Zurigo 1995 p. 32)
La norma
recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime
previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."
La Laps,
perciò, non fa capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato
sulla base della pigione netta.
L’art. 22
lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi
dell’art. 3b lett. b LPC vanno, in effetti, computate le spese per la pigione
di un appartamento e le relative spese accessorie (effettive).
Nel caso
in cui le persone vivano in un appartamento in locazione da esse stesse
riscaldato e non debbano pagare al locatore alcuna spesa di riscaldamento, va
poi anche conteggiato un forfait per le spese di riscaldamento ex art. 16b cpv.
1.
e 2 OPC AVS/AI di fr. 840.-- annui.
In
proposito va osservato che la consigliera nazionale __________ il 23 marzo 2006
ha presentato una mozione tendente alla modifica dell’art. 3b cpv. 1 lett. b
LPC nel senso che, in caso di presentazione di un conguaglio per le spese
accessorie (conguaglio dei costi di riscaldamento), le spese effettive a carico
del conduttore possano essere prese in considerazione.
Il
Consiglio federale ha proposto di respingere la mozione. La stessa non è però
ancora stata trattata dal Consiglio nazionale (cfr. motion 06.3116; Securité
sociale CHSS 5/2006 pag. 289; www.search.parlement.ch).
E’ inoltre
utile evidenziare che in una sentenza 39.2006.4 del 4 ottobre 2006 il TCA,
chinandosi su un caso di rifiuto di assegni integrativi, ha comunque stabilito
che nell’ipotesi di canoni di locazione molto bassi rispetto al valore usuale
per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località per determinare
l’importo della pigione da computare nel calcolo della prestazione armonizzata
e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente applicati, per analogia, i
disposti legali della LPC e OPC relativi alle spese di riscaldamento.
Nel caso
di persone i cui contratti di locazione non prevedono il versamento di un
importo a titolo di spese accessorie e che devono esse stesse provvedere alle
spese di riscaldamento, si giustifica dunque, a mente di questa Corte,
nell’ipotesi in cui non sia possibile stabilire l’importo esatto relativo al
costo del riscaldamento, l’applicazione, per analogia, dei disposti della
LPC/OPC. A titolo di spese, in aggiunta alla pigione netta, va perciò perlomeno
conteggiato l’importo forfetario di fr. 840.-- annui, ciò tuttavia nei limiti
dell’importo massimo ammissibile secondo l’art. 9 Laps.
Nel
conteggio relativo alla prestazione assistenziale spettante a RI 1, il cui
contratto di locazione prevede che le spese accessorie effettive vengano
fatturate direttamente allo stesso e che ha dichiarato di dover far fronte al
costo del riscaldamento - affermazione del tutto attendibile alle nostre
latitudini -, va, di conseguenza, computato, per il periodo febbraio-giugno
2007, oltre alla pigione netta di fr. 13'200.-- annui, l’ammontare di fr.
840.
-- a titolo di spese di riscaldamento, per complessivi fr. 14'040.--
all’anno, ovvero fr. 1'170.-- al mese.
Alla luce
del fatto che dalle carte processuali emerge che l’insorgente ha contestato una
decisione dell’11 luglio 2007 emessa dall’USSI in relazione al riconoscimento
di una prestazione speciale per il pagamento dell’erogazione dell’elettricità
(cfr. doc. XIII1), l’amministrazione, nel contesto dell’esame del diritto a
un’eventuale prestazione speciale, dovrà, poi, però tenere conto della
circostanza di avere già conteggiato l’importo forfetario di fr. 840.-- annui
nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria, se il riscaldamento è
effettivamente alimentato da energia elettrica.
Non può, invece,
essere accolta la richiesta del ricorrente di computare, quale spesa per il
riscaldamento, la somma di almeno fr. 150.-- al mese (cfr. doc. A2; I).
Da un
lato, come spiegato, al calcolo della prestazione assistenziale non torna
applicabile il regime Laps secondo cui la spesa per l’alloggio è determinata
sommando alla pigione netta il 15% della stessa a titolo di spese accessorie.
Dall’altro,
non può comunque essere superato il massimale fissato dalla legge, che nel caso
di unità di riferimento di due persone è pari a fr. 15'000.--.
2.8
In simili
condizioni, risultando le censure sollevate da RI 1 parzialmente fondate, si
giustifica il rinvio degli atti all’USSI perché, tenuto conto di quanto stabilito
in questa sentenza, in primo luogo, proceda a calcolare nuovamente la
prestazione assistenziale a cui ha diritto il ricorrente.
In
particolare, l’amministrazione non computerà alcun sussidio per il pagamento
dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie (cfr. consid. 2.5.),
conteggerà, quale spesa per l’alloggio, anche l’importo forfetario di fr.
840.
-- (cfr. consid. 2.7.) e tratterrà la somma attinente al premio effettivo
della cassa malati (cfr. consid. 2.6.).
In
secondo luogo, l’USSI verserà direttamente alla cassa malati __________ i premi
febbraio-giugno 2007 relativi all’insorgente e a suo figlio __________ che avrà
dedotto dall’ammontare globale della prestazione assistenziale, dopo essersi
adoperato al fine di fissare le modalità per il recupero dell’importo
corrispondente all’eventuale sussidio che il Cantone __________ riconoscerà a RI
1.
(cfr. consid. 2.6.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è parzialmente accolto.
§ La decisione su
reclamo del 28 marzo 2007 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’USSI perché proceda a calcolare nuovamente la
prestazione assistenziale a cui ha diritto RI 1 per il periodo febbraio-giugno
2007 tenendo conto di quanto stabilito ai consid. 2.5., 2.6., 2.7., 2.8.
2. L’amministrazione
verserà direttamente alla __________ il premio effettivo dell’assicurazione di
base per le cure medico-sanitarie dei mesi da febbraio a giugno 2007 relativo
al ricorrente e a suo figlio, dopo aver stabilito le modalità per il recupero
della somma corrispondente all’eventuale sussidio che il Cantone __________
riconoscerà all’insorgente.
3. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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