42.2007.8
Calcolo prestaz. assistenziale.Beneficiari di un diritto di abitaz.su un immobile donato ai figli.Interessi ipotec. a carico dei figli,nudi proprietari che hanno acceso il mutuo. Rinuncia a entrate.IP
31 marzo 2008Italiano61 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
42.2007.8
Data decisione, Autorità:
31.03.2008, TCA
Titolo:
Calcolo prestaz. assistenziale.Beneficiari di un diritto di abitaz.su un immobile donato ai figli.Interessi ipotec. a carico dei figli,nudi proprietari che hanno acceso il mutuo. Rinuncia a entrate.IP da computare.Dt di regresso nei confronti dei figli.Nessuna franchigia sul redd.da lavoro moglie
DIRITTO DI ABITAZIONE
GRATUITO PATROCINIO
INTERESSI
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
RIPETIBILI
SPESA COMPUTABILE
art. 328 CC
art. 778 CC
art. 3 agg. 14 LAG
art. 7 LAPS
art. 8 LAPS
art. 8 let. a LAPS
art. 8 cpv. 1 let. a LAPS
art. 8 cpv. 1 let. b LAPS
art. 9 LAPS
art. 22 LAS
art. 22 let. c LAS
art. 22 cpv. 4 LAS
art. 38 agg. 40 LAS
art. 4142,43 LAS
art. 44 agg. 45 LAS
art. 61 let. f LPGA
art. 22 LPTCA
art. 25-31 LT
art. 32 cpv. 1 let. a LT
REGLAPS
art. 4a REGLAPS
art. 4b REGLAPS
art. 4c REGLAPS
Raccomandata
Incarto n.
42.2007.8
rs
Lugano
31 marzo 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2007
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 28 settembre
2007 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione del 18 maggio 2006 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(USSI) ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con
domanda del 26 aprile 2006, in quanto il reddito disponibile residuale della
sua unità di riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della
sanità e della socialità (cfr. doc. 37).
1.2. Il reclamo
interposto da RI 1, tramite l’avv. RA 1, è stato parzialmente accolto dall’USSI
il 28 settembre 2007. L’amministrazione ha deciso che nel calcolo della
prestazione assistenziale andava computato il valore locativo e, in deduzione,
le spese per l’alloggio. Inoltre l’USSI ha stabilito che le spese di franchigia
e partecipazioni per il 2006 sarebbero state tenute in considerazione ma con
conteggio separato (cfr. doc. A1).
1.3. Il 1°
ottobre 2007 l’USSI ha emesso una nuova decisione formale con cui, nonostante
il computo delle voci riconosciute con la decisione su reclamo del 28 settembre
2007, e meglio il valore locativo quale reddito e quale spesa per l’alloggio,
non ché le spese di manutenzione, ha comunque negato a RI 1 il diritto a una
prestazione assistenziale.
L’amministrazione
ha emanato un ulteriore provvedimento con cui gli ha però concesso una
prestazione speciale di fr. 1'015.90 quale franchigia e partecipazioni alla
cassa malati (cfr. doc. A2).
1.4. Contro la
decisione su reclamo del 28 settembre 2007 RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA
1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo che nel calcolo della
prestazione assistenziale venga considerato, oltre al valore locativo e in
deduzione le spese per l’alloggio (pari al valore locativo per i proprietari
aumentato del 15%), gli interessi ipotecari e l’onere di manutenzione
ordinario, nonché un forfait di fr. 400.-- quale deduzione dal reddito da
attività lucrativa.
Il
ricorrente ha pure postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria con il
gratuito patrocinio da parte dell’avv. RA 1.
A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha addotto, in
particolare, che abita con la moglie in un appartamento, PPP n. __________,
quota PPP di 500/1000 fondo __________ RFD di __________, beneficiando di un
diritto di abitazione costituito a loro favore dai figli ai quali tale immobile
era stato donato dalla madre, moglie del ricorrente.
E’ stato
precisato, da un lato, che l’immobile è stato ristrutturato successivamente
alla donazione, rendendolo di fatto abitabile con accensione da parte dei figli
di un’ipoteca di fr. 330'000.--. Dall’altro, che l’accordo era che i genitori
avrebbero pagato gli interessi debitori permettendo loro in tal modo di disporre
di un appartamento a prezzo contenuto, oltre alle spese accessorie come
previsto dall’art. 778 cpv. 1 CC.
L’insorgente
ritiene che gli interessi ipotecari vadano computati nel calcolo della
prestazione assistenziale, poiché la riattazione, e con ciò l’accensione
dell’ipoteca, essendo avvenuta posteriormente alla donazione e alla
costituzione del diritto di abitazione, rappresenta un ampliamento del diritto
di abitazione. Egli ha sottolineato che, per quanto concerne le imposte, la
proprietà viene tassata nella sua partita fiscale, compreso il debito
ipotecario.
Inoltre è
stato indicato che le direttive Laps, precisando che gli oneri per interessi
passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano l’oggetto dell’usufrutto la cui
costituzione è però successiva all’usufrutto sono normalmente a carico
del nudo proprietario, prevedono delle eccezioni in casi particolari.
Il
ricorrente ha, poi, affermato che il valore locativo non comprende le spese
accessorie. Queste ultime devono essere considerate separatamente. Egli, in
proposito, ha evidenziato che siccome, per una questione di parificazione con
gli inquilini, il reddito della sostanza va anche dedotto come spesa per
l’alloggio, come per gli inquilini devono pure essere riconosciute le spese
accessorie, il cui ammontare in casu deve corrispondere all’importo forfetario
valido in ambito PC di fr. 1'680.--.
L’insorgente,
al riguardo, ha rilevato che le spese di manutenzione della sostanza vanno
considerate separatamente.
Infine
egli sostiene che dal reddito da attività lavorativa della moglie vada dedotta
la franchigia minima di fr. 400.--, come previsto dalle COSAS (cfr. doc. I).
1.5. L’USSI, in
risposta, ha postulato il parziale accoglimento del ricorso limitatamente alle
spese accessorie non inserite nel calcolo assistenziale per un ammontare pari
all’importo forfetario di fr. 1'680.-- contemplato dall’OPC.
Indirettamente
l’amministrazione ha postulato la reiezione delle ulteriori censure con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. III).
in
diritto
2.1. Come esposto
nei fatti, l’USSI, il 28 settembre 2007, ha parzialmente accolto il reclamo
interposto da RI 1 contro la decisione del 18 maggio 2006 (cfr. doc. A1).
L’amministrazione,
inoltre, il 1° ottobre 2007, ha emesso una nuova decisione formale con cui,
nonostante l’applicazione delle voci riconosciute con la decisione su reclamo
del 28 settembre 2007, ha comunque negato all’insorgente il diritto a una
prestazione assistenziale.
L’USSI ha
pure emanato un ulteriore provvedimento con cui gli ha concesso una prestazione
speciale di fr. 1'015.90 quale franchigia e partecipazioni alla cassa malati
(cfr. doc. A2).
Secondo
l'art. 65 cpv. 1 della Legge sull'assistenza sociale (in seguito: Las) contro la
decisione concernente l'erogazione, il rimborso e la restituzione di
prestazioni assistenziali sono dati i rimedi di diritto di cui all'art. 33 Laps
(Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5
giugno 2000).
L'art. 33
Laps prevede che:
"
1Contro le
decisioni emesse in virtù della legge e delle leggi speciali, è data facoltà di
reclamo all'organo amministrativo che le ha emesse entro 30 giorni dalla data
di notificazione.
2Contro le
decisioni su reclamo di cui al cpv. 1, è data facoltà di ricorso diretto al
Tribunale cantonale delle assicurazioni entro 30 giorni dalla data di
notificazione.
3È applicabile
la Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni del 6 aprile 1961. Per quanto non disposto da questa legge, si
applica la legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA)."
L’USSI,
nella decisione su reclamo del 28 settembre 2007 con cui ha riconosciuto
determinate censure fatte valere dall’insorgente (cfr. doc. A1), avrebbe dovuto
pure allestire il nuovo calcolo della prestazione assistenziale e non emettere
ulteriori decisioni formali il 1° ottobre 2007 con indicato, quale rimedio di
diritto, il reclamo presso l’amministrazione (cfr. doc. A2).
In una
sentenza pubblicata in DTF 131 V 407 l’Alta Corte ha deciso che non si
può emettere una decisione su opposizione di natura cassatoria che si limita ad
annullare il precedente provvedimento per necessità di complemento istruttorio.
Fatti
I nuovi accertamenti devono piuttosto essere integrati e posti a fondamento di
una decisione su opposizione che conclude la procedura e modifica la decisione
iniziale.
Al
riguardo il TF ha evidenziato che:
"
(…)
2.1.2 Das
Verwaltungsverfahren ist als Einheit zu begreifen, die das Verfügungs- und das
Einspracheverfahren umfasst. Eine Rückweisung zur ergänzenden
Sachverhaltserhebung durch einen Einspracheentscheid ist strukturell nicht
gerechtfertigt und somit nicht angängig, weil es sich nicht um einen instanzübergreifenden
Vorgang handelt.“
La
decisione su reclamo sostituisce, in effetti, la decisione iniziale.
In
particolare è utile segnalare la sentenza C 273/06 del 25 settembre 2007 in cui
il Tribunale federale, nell’ambito della procedura di opposizione, del tutto
analoga a quella di reclamo, ha rilevato:
"
Selon l'art. 52 al. 1 LPGA, les décisions peuvent
être attaquées dans les trente jours par voie d'opposition auprès de l'assureur
qui les a rendues (voie ordinaire). Aux termes de l'art. 10 al. 1 OPGA,
l'opposition doit contenir des conclusions, être motivée et signée par
l'opposant. La procédure d'opposition - préalable au recours - est obligatoire
(SVR 2006 ALV no 13 p. 44 consid. 2.2.2 [arrêt du 30 septembre 2005, C 279/03];
SVR 2005 AHV no 9 p. 30 [arrêt du 25 novembre 2004, H 53/04]; voir aussi ATF 130 V 388). Le but de la procédure d'opposition est d'obliger l'assureur à
revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen du dossier à
une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle doit lui
permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des mesures
d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux allégués de
l'assuré - afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191)."
Il
ricorrente ha comunque interposto un nuovo reclamo contro la decisione del 1°
ottobre 2007 (cfr. doc. I pag. 3, 4).
Questa Corte può,
conseguentemente, entrare nel merito della vertenza.
Nel
merito
2.2. Oggetto
della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento ha negato a RI 1 il diritto alle
prestazioni assistenziali richieste il 26 aprile 2006.
In
particolare questa Corte deve esaminare se le deduzioni dal reddito computabile
fatte valere dal ricorrente possono essere conteggiate nel relativo calcolo oppure
no.
2.3. L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971.”
Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento
d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento (economia domestica
ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento (raccomandato
dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento delle
raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
960.--
100.--
1060.--
Considerandi
2.
persone
1469.
--
100.
--
1569.
--
3.
persone
1786.
--
100.
--
1886.
--
4.
persone
2054.
--
100.
--
2154.
--
5.
persone
2323.
--
100.
--
2423.
--
6.
persone
2592.
--
100.
--
2692.
--
7.
persone
2861.
--
100.
--
2961.
--
Per
ogni persona supplementare
+
269.
--
-
+
269.
--
B.
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle
successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di
206.
-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag.
27-28)
Per
inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti
anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni
assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).
2.5
L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1.
vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3.
vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1.
non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2.
non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3.
non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4.
le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c)
Spesa per l’alloggio
Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le persone unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi
contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las
(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento
di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6
Il
ricorrente ha contestato, in buona sostanza, il mancato computo, nel calcolo
della prestazione assistenziale, delle spese accessorie al valore locativo
considerato quale pigione, degli interessi ipotecari e di una franchigia di fr.
400.
-- dal reddito da attività lucrativa della moglie (cfr. doc. I).
L’Ufficio
del sostegno sociale, dal canto suo, con la risposta di causa, da una parte, ha
riconosciuto il conteggio delle spese accessorie per una somma di fr. 1'680.--.
Dall’altra,
però, ha ribadito che non vanno computati gli interessi passivi ipotecari,
poiché, riferendosi a un debito successivo alla costituzione del diritto di
abitazione, vanno a carico del nudo proprietario. Secondo l’amministrazione
neppure la franchigia di fr. 400.-- relativa al reddito da attività lavorativa
deve essere considerata, in quanto nel Cantone Ticino le direttive COSAS non
vanno imperativamente adottate e applicate (cfr. doc. VIII).
2.7
Chiamato ora
a pronunciarsi in merito alla fattispecie, il TCA rileva, dapprima, che l’art.
22.
lett. c Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della
spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese
accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr.
consid. 2.5.).
La norma
recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime
previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%
per le spese accessorie."
La Laps
non fa capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato sulla
base della pigione netta.
L’art. 22
lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi
dell’art. 3b lett. b LPC vanno, in effetti, computate le spese per la pigione
di un appartamento e le relative spese accessorie (effettive), nei limiti degli
importi di fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e
le persone con figli (cfr. consid. 2.6.).
Nel
contesto delle prestazioni complementari la pigione è, inoltre, riconosciuta
quale spesa non soltanto ai locatari di un alloggio, ma anche a persone che vivono
nell'abitazione di loro proprietà o cui spetta l'usufrutto o un diritto di
domicilio nell'abitazione. Ciò nella misura del valore locativo (cfr. Direttive
UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021).
L'art. 16a OPC-AVS/AI contempla, poi, un forfait annuo di fr. 1'680.- per le spese accessorie valido per le
persone che abitano un immobile di loro proprietà.
In simili
circostanze, vista la scelta del legislatore di distanziarsi, in relazione al
calcolo della pigioni ai fini della determinazione del diritto all’assistenza
sociale, dal regime Laps, riprendendo invece la soluzione adottata per le PC a
livello federale, anche ai richiedenti le prestazioni assistenziali proprietari
dell’abitazione in cui vivono va applicato per analogia il regime contemplato
dalle PC (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007).
In concreto, a titolo di spese per l’alloggio per
l’abitazione di Sonico, deve, dunque, essere considerato, oltre all’ammontare
di fr. 5’968.-- corrispondente al valore locativo (cfr. doc. A2), l’importo
forfetario di fr. 1'680.--, come del resto riconosciuto dall’USSI nella
risposta di causa (cfr. doc. III), per un ammontare complessivo di fr.
7'648.--.
2.8
L’art. 8
cpv. 1 lett. a Laps prevede quali spese computabili le spese ai sensi degli art.
25-31 LT.
L’art. 31
cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.
Inoltre
secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a
LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.
La spese
di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo
complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT,
maggiorato di fr. 3'000.-- (art. 6 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5221 del
13.
marzo 2002 pag. 14).
In linea
di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e
amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare
l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione
della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese
(cfr. art. 31 cpv. 4 LT; CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316
del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985;
Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposition du revenu et de la
fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).
In base
all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/2005 della Divisione delle
Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se l'immobile
è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i
10.
anni la deduzione è del 25%.
Nel caso
in esame il ricorrente e la coniuge non sono i proprietari dell’appartamento in
cui abitano sito alla particella N. __________ RFD di __________, bensì sono i
beneficiari di un diritto di abitazione.
Tale
diritto reale limitato è stato costituito allorché la moglie dell’insorgente, nell’agosto
2001, ha donato ai figli la PPP n. __________, quota di 500/1000 fondo base __________
RFD di __________ (cfr. doc. 31).
L’art.
778.
CC prevede, per quanto concerne gli oneri a carico del beneficiario di un
diritto di abitazione, che:
"
L’usuario sopporta gli oneri della manutenzione
ordinaria quando il suo diritto di abitazione sia esclusivo di ogni altro.
(cpv. 1)
Se ha solo un diritto di
coabitazione, le spese di manutenzione incombono al proprietario. (cpv. 2)”
L’usuario,
dunque, a differenza del beneficiario di un usufrutto (cfr. art. 765 CC), deve
sopportare i costi connessi alla manutenzione ordinaria dello stabile, ma non
gli interessi ipotecari o le imposte e tasse in relazione con l’immobile (cfr.
P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome III, pag. 54-55 n. 2507).
Del resto
anche dal profilo fiscale la Circolare N. 1/2003 “Usufrutto e diritto di
abitazione nell’ambito dell’imposta ordinaria” emessa dalla Divisione delle
contribuzioni nel gennaio 2003 enuncia che:
"
(…)
3.2
Oneri di manutenzione ordinaria
Si tratta generalmente di spese abituali di carattere corrente
effettuate al fine di mantenere o di ristabilire il valore dell’immobile.
Queste spese sono a carico dell’usufruttuario o del beneficiario
del diritto di abitazione esclusivo (art. 765 cpv. 1 e 778 cpv. 1 CCS). Gli
stessi possono quindi dedurle nella propria partita fiscale (art. 31 cpv. 2
LT).
La deduzione può avvenire in modo forfettario od esponendo le
spese effettive.
3.3
Oneri di manutenzione straordinaria
Si tratta generalmente di spese più importanti che non hanno
carattere ricorrente e che comportano, di regola, anche una miglioria
dell’oggetto.
Queste spese sono a carico – sia in caso di usufrutto che di
diritto di abitazione – del nudo proprietario (art. 765 cpv. 3 CCS).
Quest’ultimo, a condizione che abbia anche effettivamente sostenuto la spesa,
può quindi dedurla nella propria partita fiscale nei limiti dell’art. 31 cpv. 2
LT. Questa possibilità di deduzione (in sede di tassazione ordinaria) è
tuttavia data soltanto in relazione alle spese di manutenzione. Se si tratta di
interventi che comportano una miglioria la deduzione è invece ammessa - quale
costo di investimento (art. 134 LT) - nell’ambito dell’imposta sugli utili
immobiliari che è percepita quando il nudo proprietario aliena l’immobile
oggetto della miglioria.
La deduzione ordinaria delle spese di manutenzione (non di
miglioria) sostenute dal nudo proprietario avviene esponendo la spesa
effettiva. Occorre a questo riguardo precisare che, nel caso di deduzione delle
spese da parte di due diversi contribuenti (l’usufruttuario quelle ordinarie e il
nudo proprietario quelle effettive), non possono coesistere due diversi sistemi
di deduzione (forfait e effettiva). I due contribuenti devono quindi adottare
la stessa formula di deduzione effettiva.
3.4
Oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari
gravanti l’oggetto
(…)
3.4.3
Debito ipotecario gravante un immobile oggetto di un
diritto di abitazione
Gli oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che
gravano un immobile oggetto di diritto di abitazione sono normalmente a carico
del proprietario dell’immobile. Le relative deduzioni sono quindi da
considerare nella partita fiscale di quest’ultimo.”
L’art. 4b
Reg.Laps, in relazione agli interessi maturati su debiti, enuncia che:
" 1In caso di debito precedente la
costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione gli interessi passivi
sono computati all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.
2In caso di
debito successivo alla costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione
gli interessi passivi sono computati al proprietario dell’abitazione.”
Ex art.
4c Reg.Laps, attinente alle spese di manutenzione della sostanza:
" 1Le spese di manuntenzione
ordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di abitazione sono
computate all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.
2Le spese di
manutenzione straordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di
abitazione sono computate al proprietario dell’abitazione.
Alla luce di quanto appena
esposto, nella presente fattispecie, secondo questo Tribunale nel calcolo della
prestazione assistenziale dell’insorgente vanno computate le spese di
manutenzione ordinaria, come indicato dall’amministrazione nella decisione su
reclamo (cfr. doc. A1 pag. 4).
Per le spese di
manutenzione ordinaria deve essere conteggiata la somma di fr. 1'492.--, pari
al 25% del valore locativo di fr. 5'968.-- (cfr. doc. A2), visto che l’immobile
di __________ risultava esistere già nel 1989 (cfr. doc. 47).
2.9
Per quanto attiene agli
interessi passivi ipotecari, questa Corte constata che, benché l’attestato
fiscale relativo agli interessi debitori per il 2005 emesso da __________ -
presso la quale i figli del ricorrente hanno acceso il mutuo ipotecario -, sia
stato indirizzato ai figli (cfr. doc. 16), gli stessi sono poi stati tenuti in
considerazione nella partita fiscale 2005 dei genitori e non in quella dei
figli (cfr. doc. 28, 29, 47).
Occorre, perciò,
concludere che gli interessi, perlomeno per il 2005, sono stati corrisposti
dall’insorgente e dalla moglie.
In proposito va, però,
ricordato che secondo le norme del CC l’usuario non è tenuto a farvi fronte
(cfr. consid. 2.8.).
Anche la circolare
N.1/2003 emanata dalla Divisione delle contribuzione prevede che gli oneri per
interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano un immobile oggetto di
diritto di abitazione sono normalmente a carico del proprietario dell’immobile
(cfr. consid. 2.8.).
Inoltre l’art. 4b Reg.Laps
contempla il computo degli interessi passivi al titolare del diritto di abitazione
unicamente nel caso in cui il debito sia precedente alla costituzione del
diritto di abitazione (cfr. consid. 2.8.).
In concreto il debito
ipotecario è stato acceso dai figli del ricorrente in concomitanza alla
cessione dell’immobile e alla costituzione del diritto di abitazione (cfr. doc.
A7, 31).
Ciò è del resto stato
riconosciuto anche nel ricorso stesso (cfr. doc. I pag. 5).
Tale mutuo è stato
effettuato per rendere abitabile l’oggetto gravato dal diritto di abitazione,
siccome si trovava in stato di abbandono (cfr. doc. I; A9).
I lavori erano, così,
volti a sopperire al mancato mantenimento di lunga data e non quindi ad
apportarvi migliorie particolari.
In simili condizioni, il
TCA ritiene che gli interessi ipotecari, a prescindere da chi ha proceduto alla
relativa corresponsione a favore della banca, non erano a carico del ricorrente
e della moglie, bensì dei figli, nudi proprietari dell’immobile di __________.
Ciò implica che, in linea
di principio, essi non possano essere presi in considerazione nel conteggio
della prestazione assistenziale.
2.10
Questa Corte con sentenza
42.2004.3
del 17 maggio 2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.,
ha, tuttavia, stabilito che nel calcolo della prestazione assistenziale di
un’anziana non andava computato il valore dei fondi a cui
aveva rinunciato donandoli ai figli. Il TCA ha, in effetti, rilevato che se si
computassero i beni a cui una persona ha rinunciato, si contravverrebbe allo
scopo primo dell’assistenza sociale che è quello di sostenere una persona che
si trova in una situazione di bisogno concreto indipendentemente dalle cause
della sua precarietà.
Tale
principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1°
ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti
di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
Al
riguardo il TF, in una recente sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha
deciso che:
"
(…)
3.
3.
Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e
non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e
assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa.
L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di
sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è
in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua
sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di
bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (DTF
131.
I 166 consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75).
Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo
d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito
di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale
è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel
bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).
3.2
In materia di prestazioni complementari, a
norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi determinanti comprendono le
entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato. Una rinuncia
ai sensi di questa disposizione è data, segnatamente, allorquando una persona
assicurata rinuncia, senza obbligo giuridico, a elementi di sostanza, o può
pretendere determinati elementi di reddito e di sostanza, senza però far valere
i relativi diritti (DTF 123 V 35 consid. 1 pag. 37 con riferimenti; Raymond Spira, Transmission de patrimoine et
dessaisissement au sens de la loi fédérale sur les prestations complémentaires
à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210 segg.). Affinché
una rinuncia a elementi di reddito o di sostanza possa essere presa in
considerazione, occorre che essa sia avvenuta «senza obbligo giuridico»,
rispettivamente «senza controprestazione adeguata», queste due condizioni non
essendo da intendere cumulativamente, bensì alternativamente (DTF 131 V
329.
consid. 4.3 pag. 334).
3.3
A differenza di quanto vale in materia di
prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza P 55/05 del 21 gennaio
2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la perdita di un importo di
fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a rischio, legato ad una truffa,
costituisce sostanza cui l'assicurato ha rinunciato), l'aiuto in situazioni di
bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non può essere ridotto o rifiutato ad una persona
indigente, anche se quest'ultima è personalmente responsabile di questo suo
stato; si tratta di una concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto
sociale, che costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi
per esempio DTF 121 I 367 consid. 3b
pag. 375; Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la
Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5
all'art. 12 Cost.; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit
constitutionnel suisse, vol. II, pag. 683, n. 1532; Jörg
Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin
Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi
Berna 2002, pag. 304). A questo riguardo, è unicamente
determinante la situazione attuale ed effettiva dell'interessato al momento
dell'esame del suo diritto a condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit.,
pag. 170). In altri termini, i motivi che hanno condotto all'indigenza sono
irrilevanti dal profilo della protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure DTF
131.
I 166 consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati).
Fermi questi presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente
applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di
reddito o di sostanza nell'ambito delle prestazioni complementari.”
La circolare N. 1/2003
emanata dalla Divisione delle contribuzione nel 2003 prevede, inoltre, che:
" 4.
Conseguenze dal profilo delle donazioni
In assenza di un rapporto di debito/credito, l’assunzione da parte
dell’usufruttuario rispettivamente del nudo proprietario di oneri che
competerebbero all’altro, potrebbe configurare la fattispecie di una donazione
che, come tale, deve essere assoggettata ad imposta.
Generalmente si tratta di importi trascurabili o che rientrano
nell’ambito degli usuali doveri di assistenza fra familiari.
In determinati casi queste liberalità possono raggiungere somme importanti
(spese straordinarie, ammortamenti e interessi per nuove ipoteche) e
configurare un tentativo di elusione dell’imposta di donazione (limitatamente
ai casi di cui all’art. 164 LT). Questi casi saranno sottoposti per verifica
all’Ufficio delle imposte di successione e donazione.”
In casu,
ritenuto che il diritto di abitazione è stato costituito quale
controprestazione per la cessione della PPP n. __________, quota 500/1000 fondo
base __________ RFD di __________, come peraltro sostenuto dal ricorrente
medesimo (cfr. doc. I pag. 4), l’assunzione del pagamento degli interessi
ipotecari deve essere considerata eseguita senza controprestazione alcuna.
Tale
assunzione di debito costituisce, pertanto, una donazione ai figli.
La
corresponsione annuale e periodica degli interessi passivi va, perciò,
assimilata a una rinuncia di parte delle entrate di cui beneficiano
l’insorgente e la moglie.
Nel caso
in esame è, poi, escluso l’abuso di diritto.
Risulta
dagli atti che l’assunzione degli interessi ipotecari è intervenuta nel 2001
con l’accensione del relativo mutuo (cfr. doc. I), mentre la domanda di
assistenza sociale risale al 2006. Non si può, dunque, sostenere che il
ricorrente si sia impegnato a pagare gli interessi passivi nell’intento di eludere,
diversi anni più tardi, le disposizioni sull’aiuto sociale (cfr. STF 8C_
92/2007 del 14 dicembre 2007 consid. 5).
Alla luce
di quanto esposto, nella presente evenienza va tenuto conto del reddito a cui
il ricorrente ha rinunciato utilizzandolo per il pagamento degli interessi
ipotecari a carico dei figli.
Conseguentemente,
dal mese di maggio 2006 (ex art. 61 cpv. 1 Las il diritto alle prestazioni
assistenziali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito della
domanda, che in casu risale al 26 aprile 2006; cfr. doc. 37) e, se del caso,
fino al mese di settembre 2007, data della decisione su reclamo impugnata, che
delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 129 V 1
consid. 1; STF 8C_150/2007 del 3 gennaio 2008 consid. 5; STF I 927/05 del 1°
aprile 2005), il versamento degli interessi ipotecari effettuato dal ricorrente
e dalla moglie che dovrà essere debitamente comprovato per il lasso di tempo
menzionato, andrà computato, al fine della determinazione della prestazione
assistenziale, tra le spese computabili.
2.11
Giova, in ogni caso, ricordare
che la Las contempla un diritto di regresso a favore dell’USSI
nei confronti di coloro che, in virtù delle norme del CCS, sono tenuti ad
obblighi assistenziali verso la persona assistita (coniuge o parente nei gradi
fissati nell’art. 328 CC), oppure dell’erede, del legatario o del donatore che
profittassero dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione. Le
possibilità di regresso sono limitate dalle stesse condizioni poste dal CC
(cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 8; RtiD II-2005 N. 14 pag. 59
segg.).
In
particolare giusta l’art. 38 Las:
"
I parenti obbligati all’assistenza secondo l’
art. 328 del Codice civile devono rimborsare allo Stato le prestazioni
assistenziali nella misura e alle condizioni alle quali possono esservi tenuti
a norma dell’ art. 329 del Codice medesimo."
A tale
proposito va rilevato che l'art. 328 CC prevede l'assistenza tra parenti in
linea ascendente e discendente soltanto per chi vive in condizioni agiate (cfr.
Basler Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15).
Siccome
il concetto del dovere di assistenza tra parenti è in sé problematico e non si
adatta più ai tempi attuali, la nozione di "condizioni agiate" deve
essere interpretata in senso stretto.
La
Conferenza svizzera per l'aiuto sociale 2000, nelle sue direttive in vigore dal
1° gennaio 2001, ha proposto agli organi dell'aiuto sociale di considerare che
le persone sono in grado di contribuire al mantenimento dei loro parenti a
partire da un reddito imponibile di fr. 60'000.-- per le persone sole e di fr.
80'000.-- per le coppie, a cui aggiungere l'ammontare di fr. 10'000.-- per ogni
figlio minorenne o in formazione (cfr. Direttive COSAS 2000, p.to F4; Basler
Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15b e 17).
Tali
redditi non sono stati oggetto di modifiche nelle Direttive COSAS 2005 (cfr.
p.to F4).
Al
riguardo il TF, nella sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, già menzionata
sopra, ha
"
(…)
4.3
Rispetto alle succitate disposizioni del Codice civile,
l'aiuto sociale è sussidiario (Koller, op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC).
Tuttavia, anche persone con pretese fondate sugli art. 328 e 329 CC possono
trovarsi in una situazione di necessità, se queste pretese non sono esigibili
nell'immediato (Müller, op. cit., pag. 170). Nella decisione in lite, il Comune
opponente ha negato che fossero dati i presupposti per l'applicazione delle
menzionate disposizioni, vista la capacità economica dei due figli (redditi
imponibili di fr. 23'500.- rispettivamente fr. 58'000.-). Così il Comune non
può ora invocare il principio della sussidiarietà e rimproverare al ricorrente
di avere rinunciato ad esigere per via giudiziaria un contributo dai figli. D'altronde,
conformemente alle direttive emanate dalla COSAS (n. F.4), per quanto riguarda
il contributo dei parenti, nel limite del possibile è auspicabile negoziare un
accordo tra le parti, atteso che i possibili rischi di ripercussioni sul
beneficiario e sul suo progetto sociale non sono trascurabili. In caso di
litigio, sarà l'autorità cui spetta l'obbligo e/o gli oneri di assistenza
giusta l'art. 25 della legge federale sulla competenza ad assistere le persone
nel bisogno (LAS; RS 851.1) a dover procedere per le vie legali e richiedere i
contributi per il futuro e quelli retroattivi al massimo per un anno prima
dell'avvio dell'azione legale (Judith Widmer, Verhältnis der
Verwandtenunterstützungspflicht zur Sozialhilfe in Theorie und Praxis, Zurigo
2001, pag. 78 segg.). L'autorità subentra in tal caso nei diritti della persona
assistita fino a concorrenza dei propri anticipi (art. 329 cpv. 3 in relazione
con l'art. 289 cpv. 2 CC; DTF 133 III 507 consid. 5.2 pag. 510; Koller,
op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC). Di conseguenza, nella concreta
evenienza, l'aiuto non poteva essere rifiutato al ricorrente con l'argomento
che quest'ultimo vantava una eventuale pretesa di mantenimento dalla
realizzazione dei beni ceduti ai figli. Se il Comune (o l'autorità cantonale
eventualmente competente) reputasse, tenendo conto di eventuali aumenti di
sostanza e dei redditi immobiliari, essere questi beni destinati al
mantenimento del ricorrente, può inoltrare un'azione fondata sugli art. 328 e
329.
CC. In presenza di beni immobili la cui realizzazione, anche parziale, non
è possibile o non può essere ragionevolmente pretesa, l'autorità potrà
concludere con i parenti tenuti al sostentamento una convenzione speciale
sull'esigibilità degli averi a seguito di alienazione o dopo il decesso
dell'obbligato (direttive COSAS n. F.4).“
Secondo
l’art. 40 Las:
"
L’erede, il legatario o il donatario che
profittano dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono
tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al “de
cuius”, rispettivamente al donatore."
In
proposito giova evidenziare che, relativamente all’art. 40 Las, non è prevista
l’eccezione transitoria di cui all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las, per i casi di
rigore, quando cioè la sostanza è difficilmente liquidabile.
Per quanto
riguarda la procedura, l’art. 41 Las prevede che il diritto di regresso viene
esercitato mediante azione civile davanti al giudice ordinario secondo la
procedura prevista dal Codice civile svizzero.
L’azione
di regresso si prescrive dopo un anno dal giorno in cui l’Autorità cantonale ha
avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo cinque anni dal
giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta (art. 42 Las).
L’Autorità
cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se
le circostanze lo giustificano (art. 43 Las).
Inoltre a
garanzia del regresso compete allo Stato il diritto di ipoteca legale sulla
proprietà immobiliare dell’assistito o delle persone obbligate segnatamente secondo
gli art. 38 e 40 Las.
Perché
sia valida, l’ipoteca dev’essere iscritta a Registro fondiario. Il
regolamento di applicazione ne fissa le modalità (art. 44, 45 Las).
L’ipoteca
a garanzia del regresso verso i parenti dell’assistito tenuti a soccorrerlo per
gli obblighi di natura civile loro derivanti dagli art. 328 e segg. CCS, è
iscritta, ad istanza dell’USSI, fino a concorrenza di due annualità di
prestazioni, limitatamente all’importo dovuto dai parenti.
Detta ipoteca di garanzia è esclusa per prestazioni devolute agli
assistiti minorenni di età inferiore ai 16 anni e l’iscrizione è sempre
rinnovabile.
L’ipoteca porterà il grado del posto libero al momento della sua
iscrizione ed avrà il diritto di subingresso (cfr. art. 18, 19 Reg.Las).
Sulla
scorta di quanto esposto, nel caso in esame l’USSI ha la facoltà di intentare, se
del caso, un’azione civile nei confronti dei figli dell’insorgente, sulla base
dell’art. 38 Las che fa riferimento all’art. 328 CC o dell’art. 40 Las.
Al
riguardo va rammentato che il termine di prescrizione dell’azione di regresso è
di un anno dal giorno in cui l’autorità cantonale ha avuto conoscenza dei
diritti dello Stato e, comunque, di 5 anni dal giorno della corresponsione
della prestazione assistenziale.
Questa
Corte non può comunque esimersi dall’osservare che per il futuro gli
interessi ipotecari non potranno più essere computati quali spese
dell’insorgente.
Il
versamento degli interessi passivi non è infatti una prestazione unica, bensì
periodica.
Il
ricorrente, alla luce di quanto indicato nella presente sentenza, è ora cognito
della situazione legale.
Una
rinuncia di parte del reddito a favore dei figli - che sono i reali debitori
degli interessi ipotecari verso la banca - non potrà, quindi, più essere
accettata se implicherà l’intervento della pubblica assistenza, visto che
quest’ultima è retta dal principio della sussidiarietà (cfr. consid. 2.3.).
2.12
Per quanto
concerne la richiesta di dedurre dal reddito da attività lucrativa conseguito
dalla moglie la franchigia minima di fr. 400.-- prevista dalle direttive COSAS
(cfr. doc. I), va osservato che effettivamente le direttive appena citate al
p.to E.1.2., relativo alla quota non computata sui redditi dell’attività
lucrativa, prevedono quanto segue:
"
Sui redditi provenienti da un’attività
lavorativa nel mercato del lavoro primario dei beneficiari che hanno più di
sedici anni, viene accordata una quota non computata compresa fra i 400 e i 700
franchi (franchigia).
I cantoni e i comuni
fissano le franchigie sul reddito in funzione del grado di occupazione e/o
dell’entità del salario, tenendo conto, in particolare, delle conseguenze della
legislazione fiscale cantonale sui redditi modesti. Per i giovani ed i giovani
adulti fino al compimento del 25° anno d’età possono essere create regole
speciali.
Con la franchigia sui
redditi provenienti da un’attività lucrativa s’intende in primo luogo
raggiungere l’obiettivo di rendere più facile la ripresa del lavoro o l’aumento
del tempo di lavoro e quindi migliorare le possibilità d’integrazione. Per i
beneficiari del sostegno sociale ciò dovrebbe fungere da incentivo ad
intraprendere un’attività lavorativa il più possibile piena e redditizia e
permettere così di risparmiare prestazioni finanziarie durature di sostegno sociale.
(…)
L’ufficio del sostegno
sociale determina il limite superiore delle franchigie e dei supplementi
integrativi (SI) cumulabili; tale limite non può essere inferiore a 800 franchi
mensili per economia domestica.
Le franchigie sul reddito
riconosciute vanno segnalate nel budget di sostegno sociale, al fine di
assicurare trasparenza.”
Né la
Las, né la Laps - alla quale la Las rinvia – contemplano, per contro, una tale
franchigia.
Le
Disposizioni COSAS non sono, in effetti, vincolanti per il Cantone Ticino.
Il TCA
constata, al riguardo, che l’art. 22 Las, per determinare il reddito
disponibile residuale, fa riferimento ai disposti della Laps, prevedendo nel
contempo delle deroghe specifiche, senza però menzionare le direttive COSAS.
L’art. 19
Las, afferente alla soglia di intervento, dal canto suo, rinvia sì alle
direttive COSAS, indicando tuttavia che la soglia di intervento viene definita
“tenuto conto” delle stesse (cfr. consid. 2.5.).
Nemmeno,
dunque, in questo caso si è confrontati con un adeguamento integrale alle
medesime.
Giova
d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono
delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale
dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali
private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la
legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine
esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di
riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr.
Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).
La scelta
operata dal Cantone Ticino è, dunque, diversa da quella effettuata da altri
Cantoni.
Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P
196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le
règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la
Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en
prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale
(art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat
n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui
conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère
contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la
responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt
2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X.,2P.158/2006
nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte
Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt
werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven
Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist
nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis
Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11
Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von
der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die
Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10
Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“.
In
tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006,
2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto
pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea
Città:
"
A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des
Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale
Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die
bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden
insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen
um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).
1.3
1.3.1
Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des
kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler
Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig
ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe
(§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab
verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre
finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c
Sozialhilfegesetz). Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden
das Mass der wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien
der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).
1.3.2
Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des
Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die
Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte
Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig
Aufgenommene, die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt,
vorbehaltlich der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem
auch Personen ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der
kantonalen Richtlinien). Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die
finanziellen Kriterien der Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden
Personen und Personengruppen (Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die
materielle Grundsicherung (Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff.
9) sowie Massnahmen zur sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10).
1.3.3
Bei den angefochtenen
Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung,
die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der
Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz),
ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27
Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom
22.
April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2
S. 179 f.). Dabei sind die richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien
gebunden, falls diese dem Sinn der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen
Regelung nicht entsprechen sollten. So sollen inzwischen denn auch zahlreiche
Sozialhilfeverfügungen ergangen sein, von denen einige weitergezogen wurden
(vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai 2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im
Einzelfall ist somit vorliegend gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173
ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier fraglichen Richtlinien ist
die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung nicht zulässig.
Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt sämtliche
Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."
Ne
discende che nel caso concreto la franchigia postulata non va considerata.
Del resto
i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla
spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps
(cfr. consid. 2.5.) sono elencati in modo esaustivo.
Una volta
conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è
possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.
L’insorgente non ha, poi,
fatto valere particolari spese per il conseguimento del reddito da attività
lavorativa dipendente (cfr. art. 8 lett.a Laps; 4a Reg.Laps) del coniuge.
D’altronde dalle carte
processuali risulta che la moglie del ricorrente lavora a tempo parziale a __________
dove abita (cfr. doc. 1-3).
Relativamente alle spese
di vestiario menzionate nel ricorso (cfr. doc. I pag. 9), occorre sottolineare
che l’art. 4a Reg.Laps, oltre alle spese di trasporto e di doppia economia
domestica, prevede delle “altre spese professionali” che sono definite
quali spese necessarie all’esercizio della professione effettivamente
sopportate dal richiedente.
In casu non sono state
documentate particolari altre spese professionali.
2.13
Alla luce di tutto quanto
sopra esposto, la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 va annullata al
fine di determinare nuovamente la prestazione assistenziale a cui ha diritto RI
1.
per il periodo a decorrere dal mese di maggio 2006.
L’amministrazione
effettuerà il calcolo tenendo conto, oltre che delle poste riconosciute con la
decisione su reclamo del 28 settembre 2007 - segnatamente del reddito da
attività lavorativa della moglie, del valore locativo quale reddito e quale
spesa per l’alloggio di fr. 5'968.-- annui (cfr. consid. 2.7.), delle spese di
manutenzione ordinaria di fr. 1'492.-- all’anno (cfr. consid. 2.8.), dei premi
della cassa malati e dei contributi delle assicurazioni sociali (cfr. doc. A1,
A2) -, delle spese accessorie dell’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr. consid.
2.7
) e degli interessi ipotecari, il cui importo e relativo pagamento per il
2006.
da parte dell’insorgente e della moglie dovranno essere previamente
comprovati con adeguata documentazione (cfr. consid. 2.10.), ed emetterà una
nuova decisione.
2.14
Parzialmente
vincente in causa, il ricorrente, rappresentato da un avvocato, ha diritto
all’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali da mettere a carico
dell’USSI (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 22 LPTCA).
Visto
l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili parziali, la richiesta di
ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. I) relativa alla parte per la
quale l’insorgente è vincente in causa è divenuta priva di oggetto (cfr. DTF
124.
V 310 consid. 6; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02; STFA
dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto 1999 nella
causa E.T. contro INSAI e TCA, U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa H.D
contro UAI e TCA, I 360/97; STFA del 19 novembre 1998 nella causa S.S contro
CCC, P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998 nella causa INSAI contro A.C. e TCA, U
18/97).
2.15
Per la parte
del ricorso in cui il ricorrente è soccombente, egli può invece essere posto al
beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia le relative condizioni
(cfr. DTF 124 V 301 consid. 6).
Ai sensi
dell'art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare.
Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio.
Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3
luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).
L'art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p.
626).
Le
condizioni cumulative per la concessione dell'assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.
2.1
).
Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le
sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op.
cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993
p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U
234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121.
I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).
L'art. 3
della Lag, poi, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia
espressamente, prevede:
"
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."
Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:
"
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:
a)
la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;
b)
una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.
2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."
I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.
Al
riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U
220/99:
"
(…).
Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in
relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni
dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della
quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese
processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese
ripetibili,
alle stesse condizioni viene
riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno
indicata (art. 152 cpv. 2 OG),
per costante giurisprudenza, una causa è
sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei
mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di
incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),
(…)."
(STFA
succitata)
In questo
senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA
L’istante
va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla
difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento
e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;
DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione
i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento
nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.
Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20
ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza
giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal
diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le
risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma
dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,
p. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Non è
determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,
Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).
Il limite
per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza
giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto
esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo
base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA
del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).
L’indigenza
processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli
necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996
N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa
J.P.H., pag. 3).
In una
sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di
assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che
l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione
di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -
indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere
considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in
grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono
essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno
esistenziale.
L’attestato
municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo
(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).
Nella
commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche
l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. In effetti prima
di poter eventualmente richiedere l’assistenza giudiziaria dallo Stato, la
persona interessata, nel limite dell’esigibile, deve di principio attingere
alla propria sostanza (cfr. STF I 134/06 del 7 maggio 2007).
Secondo
il TFA si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non
pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e
giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile
al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento
in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF
119.
Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).
Generalmente
dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato
secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11
consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con
effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti
(cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella
causa R.G., inc. 31.1998.50).
Secondo
la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza
giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione
processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato
materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto
retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).
2.16
In concreto dalla
documentazione agli atti si evince che dal calcolo della prestazione
assistenziale effettuato dall’amministrazione a seguito della decisione su
reclamo del 28 settembre 2007 è risultato che il ricorrente presenta
un’eccedenza di reddito disponibile di soli fr. 22.-- al mese (cfr. doc. A2).
Tenendo, poi, conto che
nel conteggio dell’insorgente vanno computate anche le altre voci di cui sopra,
e meglio delle spese accessorie per l’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr.
consid. 2.7.), pari a fr. 140.-- al mese e degli interessi ipotecari di alcune
centinaia di franchi al mese, l’indigenza dell’insorgente deve essere ammessa.
Va,
altresì, considerato che l'insorgente non dispone delle necessarie conoscenze
giuridiche, per cui l'intervento di un rappresentante legale, in casu l’avv. RA
1, appare senz'altro giustificato, e che le argomentazioni ricorsuali non erano
palesemente destituite di esito favorevole.
Il
gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di
rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi
migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; U. Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art.
61, n. 93; art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura
davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 4 maggio 2004 nella causa S.,
K 146/03, consid. 7.1.; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02,
consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a,
parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione su reclamo del 28 settembre 2007 è annullata.
§§ Gli
atti sono rinviati all’USSI perché proceda come indicato al consid. 2.13.
2. Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’USSI
verserà al ricorrente l’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali
(IVA inclusa).
3. L'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio, in quanto non divenuta priva
di oggetto, è accolta.
4. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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