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Decisione

42.2007.8

Calcolo prestaz. assistenziale.Beneficiari di un diritto di abitaz.su un immobile donato ai figli.Interessi ipotec. a carico dei figli,nudi proprietari che hanno acceso il mutuo. Rinuncia a entrate.IP

31 marzo 2008Italiano61 min

Source ti.ch

Fatti

I nuovi accertamenti devono piuttosto essere integrati e posti a fondamento di

una decisione su opposizione che conclude la procedura e modifica la decisione

iniziale.

Al

riguardo il TF ha evidenziato che:

"

(…)

2.1.2 Das

Verwaltungsverfahren ist als Einheit zu begreifen, die das Verfügungs- und das

Einspracheverfahren umfasst. Eine Rückweisung zur ergänzenden

Sachverhaltserhebung durch einen Einspracheentscheid ist strukturell nicht

gerechtfertigt und somit nicht angängig, weil es sich nicht um einen instanzübergreifenden

Vorgang handelt.“

La

decisione su reclamo sostituisce, in effetti, la decisione iniziale.

In

particolare è utile segnalare la sentenza C 273/06 del 25 settembre 2007 in cui

il Tribunale federale, nell’ambito della procedura di opposizione, del tutto

analoga a quella di reclamo, ha rilevato:

"

Selon l'art. 52 al. 1 LPGA, les décisions peuvent

être attaquées dans les trente jours par voie d'opposition auprès de l'assureur

qui les a rendues (voie ordinaire). Aux termes de l'art. 10 al. 1 OPGA,

l'opposition doit contenir des conclusions, être motivée et signée par

l'opposant. La procédure d'opposition - préalable au recours - est obligatoire

(SVR 2006 ALV no 13 p. 44 consid. 2.2.2 [arrêt du 30 septembre 2005, C 279/03];

SVR 2005 AHV no 9 p. 30 [arrêt du 25 novembre 2004, H 53/04]; voir aussi ATF 130 V 388). Le but de la procédure d'opposition est d'obliger l'assureur à

revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen du dossier à

une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle doit lui

permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des mesures

d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux allégués de

l'assuré - afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191)."

Il

ricorrente ha comunque interposto un nuovo reclamo contro la decisione del 1°

ottobre 2007 (cfr. doc. I pag. 3, 4).

Questa Corte può,

conseguentemente, entrare nel merito della vertenza.

Nel

merito

2.2. Oggetto

della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del

sostegno sociale e dell’inserimento ha negato a RI 1 il diritto alle

prestazioni assistenziali richieste il 26 aprile 2006.

In

particolare questa Corte deve esaminare se le deduzioni dal reddito computabile

fatte valere dal ricorrente possono essere conteggiate nel relativo calcolo oppure

no.

2.3. L’intervento

della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla

Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

L'art. 1

Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti

della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla

legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti

stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le

prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e

professionale dei beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2

della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al

cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono

complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi

cantonali".

Il cpv. 2

precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente

dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre

prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento

delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art. 13

Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

"

Le prestazioni sociali di complemento

armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,

ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento

vanno erogate le partecipazioni al premio

dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di

riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto

dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la

precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona

dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”

Inoltre giusta l’art. 2

cpv. 1 Laps:

"

Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie

previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo

1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del

1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la

riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul

rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo

previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di

famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza

sociale dell’8 marzo 1971.”

Anche dal

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,

si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi

dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i

residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la

riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante

il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli

e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono

l’ultimo intervento sociale.

2.4. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare

alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali

propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa

legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono

la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola

carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art.

19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art. 19

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las

rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da

molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione

delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in

Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza

dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,

che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione

del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di

bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove

direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,

che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento

d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento (economia domestica

ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato

dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento delle

raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

960.--

100.--

1060.--

Considerandi

2.

persone

1469.

--

100.

--

1569.

--

3.

persone

1786.

--

100.

--

1886.

--

4.

persone

2054.

--

100.

--

2154.

--

5.

persone

2323.

--

100.

--

2423.

--

6.

persone

2592.

--

100.

--

2692.

--

7.

persone

2861.

--

100.

--

2961.

--

Per

ogni persona supplementare

+

269.

--

-

+

269.

--

B.

Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più

(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di

riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di

cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle

successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di

206.

-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag.

27-28)

Per

inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti

anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni

assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

2.5

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la

deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle

famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le persone unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi

contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las

(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento

di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

Il

ricorrente ha contestato, in buona sostanza, il mancato computo, nel calcolo

della prestazione assistenziale, delle spese accessorie al valore locativo

considerato quale pigione, degli interessi ipotecari e di una franchigia di fr.

400.

-- dal reddito da attività lucrativa della moglie (cfr. doc. I).

L’Ufficio

del sostegno sociale, dal canto suo, con la risposta di causa, da una parte, ha

riconosciuto il conteggio delle spese accessorie per una somma di fr. 1'680.--.

Dall’altra,

però, ha ribadito che non vanno computati gli interessi passivi ipotecari,

poiché, riferendosi a un debito successivo alla costituzione del diritto di

abitazione, vanno a carico del nudo proprietario. Secondo l’amministrazione

neppure la franchigia di fr. 400.-- relativa al reddito da attività lavorativa

deve essere considerata, in quanto nel Cantone Ticino le direttive COSAS non

vanno imperativamente adottate e applicate (cfr. doc. VIII).

2.7

Chiamato ora

a pronunciarsi in merito alla fattispecie, il TCA rileva, dapprima, che l’art.

22.

lett. c Las, in vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della

spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese

accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps (cfr.

consid. 2.5.).

La norma

recentemente introdotta dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime

previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:

"

La spesa per l'alloggio è definita come segue:

a) per

l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

b) per il

proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15%

per le spese accessorie."

La Laps

non fa capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato sulla

base della pigione netta.

L’art. 22

lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.

Ai sensi

dell’art. 3b lett. b LPC vanno, in effetti, computate le spese per la pigione

di un appartamento e le relative spese accessorie (effettive), nei limiti degli

importi di fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e

le persone con figli (cfr. consid. 2.6.).

Nel

contesto delle prestazioni complementari la pigione è, inoltre, riconosciuta

quale spesa non soltanto ai locatari di un alloggio, ma anche a persone che vivono

nell'abitazione di loro proprietà o cui spetta l'usufrutto o un diritto di

domicilio nell'abitazione. Ciò nella misura del valore locativo (cfr. Direttive

UFAS per le prestazioni complementari, n. 3021).

L'art. 16a OPC-AVS/AI contempla, poi, un forfait annuo di fr. 1'680.- per le spese accessorie valido per le

persone che abitano un immobile di loro proprietà.

In simili

circostanze, vista la scelta del legislatore di distanziarsi, in relazione al

calcolo della pigioni ai fini della determinazione del diritto all’assistenza

sociale, dal regime Laps, riprendendo invece la soluzione adottata per le PC a

livello federale, anche ai richiedenti le prestazioni assistenziali proprietari

dell’abitazione in cui vivono va applicato per analogia il regime contemplato

dalle PC (cfr. STCA 42.2007.6 del 28 novembre 2007).

In concreto, a titolo di spese per l’alloggio per

l’abitazione di Sonico, deve, dunque, essere considerato, oltre all’ammontare

di fr. 5’968.-- corrispondente al valore locativo (cfr. doc. A2), l’importo

forfetario di fr. 1'680.--, come del resto riconosciuto dall’USSI nella

risposta di causa (cfr. doc. III), per un ammontare complessivo di fr.

7'648.--.

2.8

L’art. 8

cpv. 1 lett. a Laps prevede quali spese computabili le spese ai sensi degli art.

25-31 LT.

L’art. 31

cpv. 2 LT contempla le spese di manutenzione di immobili.

Inoltre

secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. b Laps, combinato con l’art. 32 cpv. 1 lett. a

LT, anche gli interessi ipotecari vengono considerati quale spesa computabile.

La spese

di manutenzione e gli interessi ipotecari sono riconosciuti fino all’importo

complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT,

maggiorato di fr. 3'000.-- (art. 6 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5221 del

13.

marzo 2002 pag. 14).

In linea

di principio vanno riconosciute le spese effettive di manutenzione, gestione e

amministrazione sostenute nel biennio di computo. Tuttavia, per semplificare

l'accertamento e per evitare al contribuente la raccolta e la presentazione

della documentazione, è lecito concedere la deduzione forfetaria delle spese

(cfr. art. 31 cpv. 4 LT; CDT n° 282 del 30 ottobre 1992 in re J.P., CDT n° 316

del 28 agosto 1986 in re K.; circolare n° 33/1 ACC del 15 gennaio 1985;

Epiney-Colombo RDAT 1991 II p. 310; Rivier, L'imposi­tion du revenu et de la

fortune, Ed. Ides et Calendes 1980 Neuchâtel, pag. 122).

In base

all'art. 2 Reg. LT (cfr. pure circolare n° 7/2005 della Divisione delle

Contribuzioni) la deduzione forfetaria è del 15% del reddito lordo se l'immobile

è stato costruito fino a 10 anni prima dell'inizio del periodo fiscale; oltre i

10.

anni la deduzione è del 25%.

Nel caso

in esame il ricorrente e la coniuge non sono i proprietari dell’appartamento in

cui abitano sito alla particella N. __________ RFD di __________, bensì sono i

beneficiari di un diritto di abitazione.

Tale

diritto reale limitato è stato costituito allorché la moglie dell’insorgente, nell’agosto

2001, ha donato ai figli la PPP n. __________, quota di 500/1000 fondo base __________

RFD di __________ (cfr. doc. 31).

L’art.

778.

CC prevede, per quanto concerne gli oneri a carico del beneficiario di un

diritto di abitazione, che:

"

L’usuario sopporta gli oneri della manutenzione

ordinaria quando il suo diritto di abitazione sia esclusivo di ogni altro.

(cpv. 1)

Se ha solo un diritto di

coabitazione, le spese di manutenzione incombono al proprietario. (cpv. 2)”

L’usuario,

dunque, a differenza del beneficiario di un usufrutto (cfr. art. 765 CC), deve

sopportare i costi connessi alla manutenzione ordinaria dello stabile, ma non

gli interessi ipotecari o le imposte e tasse in relazione con l’immobile (cfr.

P.-H. Steinauer, Les droits réels, Tome III, pag. 54-55 n. 2507).

Del resto

anche dal profilo fiscale la Circolare N. 1/2003 “Usufrutto e diritto di

abitazione nell’ambito dell’imposta ordinaria” emessa dalla Divisione delle

contribuzioni nel gennaio 2003 enuncia che:

"

(…)

3.2

Oneri di manutenzione ordinaria

Si tratta generalmente di spese abituali di carattere corrente

effettuate al fine di mantenere o di ristabilire il valore dell’immobile.

Queste spese sono a carico dell’usufruttuario o del beneficiario

del diritto di abitazione esclusivo (art. 765 cpv. 1 e 778 cpv. 1 CCS). Gli

stessi possono quindi dedurle nella propria partita fiscale (art. 31 cpv. 2

LT).

La deduzione può avvenire in modo forfettario od esponendo le

spese effettive.

3.3

Oneri di manutenzione straordinaria

Si tratta generalmente di spese più importanti che non hanno

carattere ricorrente e che comportano, di regola, anche una miglioria

dell’oggetto.

Queste spese sono a carico – sia in caso di usufrutto che di

diritto di abitazione – del nudo proprietario (art. 765 cpv. 3 CCS).

Quest’ultimo, a condizione che abbia anche effettivamente sostenuto la spesa,

può quindi dedurla nella propria partita fiscale nei limiti dell’art. 31 cpv. 2

LT. Questa possibilità di deduzione (in sede di tassazione ordinaria) è

tuttavia data soltanto in relazione alle spese di manutenzione. Se si tratta di

interventi che comportano una miglioria la deduzione è invece ammessa - quale

costo di investimento (art. 134 LT) - nell’ambito dell’imposta sugli utili

immobiliari che è percepita quando il nudo proprietario aliena l’immobile

oggetto della miglioria.

La deduzione ordinaria delle spese di manutenzione (non di

miglioria) sostenute dal nudo proprietario avviene esponendo la spesa

effettiva. Occorre a questo riguardo precisare che, nel caso di deduzione delle

spese da parte di due diversi contribuenti (l’usufruttuario quelle ordinarie e il

nudo proprietario quelle effettive), non possono coesistere due diversi sistemi

di deduzione (forfait e effettiva). I due contribuenti devono quindi adottare

la stessa formula di deduzione effettiva.

3.4

Oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari

gravanti l’oggetto

(…)

3.4.3

Debito ipotecario gravante un immobile oggetto di un

diritto di abitazione

Gli oneri per interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che

gravano un immobile oggetto di diritto di abitazione sono normalmente a carico

del proprietario dell’immobile. Le relative deduzioni sono quindi da

considerare nella partita fiscale di quest’ultimo.”

L’art. 4b

Reg.Laps, in relazione agli interessi maturati su debiti, enuncia che:

" 1In caso di debito precedente la

costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione gli interessi passivi

sono computati all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.

2In caso di

debito successivo alla costituzione dell’usufrutto o del diritto di abitazione

gli interessi passivi sono computati al proprietario dell’abitazione.”

Ex art.

4c Reg.Laps, attinente alle spese di manutenzione della sostanza:

" 1Le spese di manuntenzione

ordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di abitazione sono

computate all’usufruttuario o al titolare del diritto di abitazione.

2Le spese di

manutenzione straordinaria della sostanza gravata da usufrutto o diritto di

abitazione sono computate al proprietario dell’abitazione.

Alla luce di quanto appena

esposto, nella presente fattispecie, secondo questo Tribunale nel calcolo della

prestazione assistenziale dell’insorgente vanno computate le spese di

manutenzione ordinaria, come indicato dall’amministrazione nella decisione su

reclamo (cfr. doc. A1 pag. 4).

Per le spese di

manutenzione ordinaria deve essere conteggiata la somma di fr. 1'492.--, pari

al 25% del valore locativo di fr. 5'968.-- (cfr. doc. A2), visto che l’immobile

di __________ risultava esistere già nel 1989 (cfr. doc. 47).

2.9

Per quanto attiene agli

interessi passivi ipotecari, questa Corte constata che, benché l’attestato

fiscale relativo agli interessi debitori per il 2005 emesso da __________ -

presso la quale i figli del ricorrente hanno acceso il mutuo ipotecario -, sia

stato indirizzato ai figli (cfr. doc. 16), gli stessi sono poi stati tenuti in

considerazione nella partita fiscale 2005 dei genitori e non in quella dei

figli (cfr. doc. 28, 29, 47).

Occorre, perciò,

concludere che gli interessi, perlomeno per il 2005, sono stati corrisposti

dall’insorgente e dalla moglie.

In proposito va, però,

ricordato che secondo le norme del CC l’usuario non è tenuto a farvi fronte

(cfr. consid. 2.8.).

Anche la circolare

N.1/2003 emanata dalla Divisione delle contribuzione prevede che gli oneri per

interessi passivi dovuti a debiti ipotecari che gravano un immobile oggetto di

diritto di abitazione sono normalmente a carico del proprietario dell’immobile

(cfr. consid. 2.8.).

Inoltre l’art. 4b Reg.Laps

contempla il computo degli interessi passivi al titolare del diritto di abitazione

unicamente nel caso in cui il debito sia precedente alla costituzione del

diritto di abitazione (cfr. consid. 2.8.).

In concreto il debito

ipotecario è stato acceso dai figli del ricorrente in concomitanza alla

cessione dell’immobile e alla costituzione del diritto di abitazione (cfr. doc.

A7, 31).

Ciò è del resto stato

riconosciuto anche nel ricorso stesso (cfr. doc. I pag. 5).

Tale mutuo è stato

effettuato per rendere abitabile l’oggetto gravato dal diritto di abitazione,

siccome si trovava in stato di abbandono (cfr. doc. I; A9).

I lavori erano, così,

volti a sopperire al mancato mantenimento di lunga data e non quindi ad

apportarvi migliorie particolari.

In simili condizioni, il

TCA ritiene che gli interessi ipotecari, a prescindere da chi ha proceduto alla

relativa corresponsione a favore della banca, non erano a carico del ricorrente

e della moglie, bensì dei figli, nudi proprietari dell’immobile di __________.

Ciò implica che, in linea

di principio, essi non possano essere presi in considerazione nel conteggio

della prestazione assistenziale.

2.10

Questa Corte con sentenza

42.2004.3

del 17 maggio 2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.,

ha, tuttavia, stabilito che nel calcolo della prestazione assistenziale di

un’anziana non andava computato il valore dei fondi a cui

aveva rinunciato donandoli ai figli. Il TCA ha, in effetti, rilevato che se si

computassero i beni a cui una persona ha rinunciato, si contravverrebbe allo

scopo primo dell’assistenza sociale che è quello di sostenere una persona che

si trova in una situazione di bisogno concreto indipendentemente dalle cause

della sua precarietà.

Tale

principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1°

ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti

di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

Al

riguardo il TF, in una recente sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha

deciso che:

"

(…)

3.

3.

Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e

non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e

assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa.

L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di

sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è

in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua

sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di

bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (DTF

131.

I 166 consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75).

Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo

d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito

di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale

è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel

bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).

3.2

In materia di prestazioni complementari, a

norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi determinanti comprendono le

entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato. Una rinuncia

ai sensi di questa disposizione è data, segnatamente, allorquando una persona

assicurata rinuncia, senza obbligo giuridico, a elementi di sostanza, o può

pretendere determinati elementi di reddito e di sostanza, senza però far valere

i relativi diritti (DTF 123 V 35 consid. 1 pag. 37 con riferimenti; Raymond Spira, Transmission de patrimoine et

dessaisissement au sens de la loi fédérale sur les prestations complémentaires

à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210 segg.). Affinché

una rinuncia a elementi di reddito o di sostanza possa essere presa in

considerazione, occorre che essa sia avvenuta «senza obbligo giuridico»,

rispettivamente «senza controprestazione adeguata», queste due condizioni non

essendo da intendere cumulativamente, bensì alternativamente (DTF 131 V

329.

consid. 4.3 pag. 334).

3.3

A differenza di quanto vale in materia di

prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza P 55/05 del 21 gennaio

2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la perdita di un importo di

fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a rischio, legato ad una truffa,

costituisce sostanza cui l'assicurato ha rinunciato), l'aiuto in situazioni di

bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non può essere ridotto o rifiutato ad una persona

indigente, anche se quest'ultima è personalmente responsabile di questo suo

stato; si tratta di una concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto

sociale, che costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi

per esempio DTF 121 I 367 consid. 3b

pag. 375; Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la

Constitution fédérale de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5

all'art. 12 Cost.; Andreas Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit

constitutionnel suisse, vol. II, pag. 683, n. 1532; Jörg

Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin

Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi

Berna 2002, pag. 304). A questo riguardo, è unicamente

determinante la situazione attuale ed effettiva dell'interessato al momento

dell'esame del suo diritto a condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit.,

pag. 170). In altri termini, i motivi che hanno condotto all'indigenza sono

irrilevanti dal profilo della protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure DTF

131.

I 166 consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati).

Fermi questi presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente

applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di

reddito o di sostanza nell'ambito delle prestazioni complementari.”

La circolare N. 1/2003

emanata dalla Divisione delle contribuzione nel 2003 prevede, inoltre, che:

" 4.

Conseguenze dal profilo delle donazioni

In assenza di un rapporto di debito/credito, l’assunzione da parte

dell’usufruttuario rispettivamente del nudo proprietario di oneri che

competerebbero all’altro, potrebbe configurare la fattispecie di una donazione

che, come tale, deve essere assoggettata ad imposta.

Generalmente si tratta di importi trascurabili o che rientrano

nell’ambito degli usuali doveri di assistenza fra familiari.

In determinati casi queste liberalità possono raggiungere somme importanti

(spese straordinarie, ammortamenti e interessi per nuove ipoteche) e

configurare un tentativo di elusione dell’imposta di donazione (limitatamente

ai casi di cui all’art. 164 LT). Questi casi saranno sottoposti per verifica

all’Ufficio delle imposte di successione e donazione.”

In casu,

ritenuto che il diritto di abitazione è stato costituito quale

controprestazione per la cessione della PPP n. __________, quota 500/1000 fondo

base __________ RFD di __________, come peraltro sostenuto dal ricorrente

medesimo (cfr. doc. I pag. 4), l’assunzione del pagamento degli interessi

ipotecari deve essere considerata eseguita senza controprestazione alcuna.

Tale

assunzione di debito costituisce, pertanto, una donazione ai figli.

La

corresponsione annuale e periodica degli interessi passivi va, perciò,

assimilata a una rinuncia di parte delle entrate di cui beneficiano

l’insorgente e la moglie.

Nel caso

in esame è, poi, escluso l’abuso di diritto.

Risulta

dagli atti che l’assunzione degli interessi ipotecari è intervenuta nel 2001

con l’accensione del relativo mutuo (cfr. doc. I), mentre la domanda di

assistenza sociale risale al 2006. Non si può, dunque, sostenere che il

ricorrente si sia impegnato a pagare gli interessi passivi nell’intento di eludere,

diversi anni più tardi, le disposizioni sull’aiuto sociale (cfr. STF 8C_

92/2007 del 14 dicembre 2007 consid. 5).

Alla luce

di quanto esposto, nella presente evenienza va tenuto conto del reddito a cui

il ricorrente ha rinunciato utilizzandolo per il pagamento degli interessi

ipotecari a carico dei figli.

Conseguentemente,

dal mese di maggio 2006 (ex art. 61 cpv. 1 Las il diritto alle prestazioni

assistenziali decorre dal primo giorno del mese successivo il deposito della

domanda, che in casu risale al 26 aprile 2006; cfr. doc. 37) e, se del caso,

fino al mese di settembre 2007, data della decisione su reclamo impugnata, che

delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 129 V 1

consid. 1; STF 8C_150/2007 del 3 gennaio 2008 consid. 5; STF I 927/05 del 1°

aprile 2005), il versamento degli interessi ipotecari effettuato dal ricorrente

e dalla moglie che dovrà essere debitamente comprovato per il lasso di tempo

menzionato, andrà computato, al fine della determinazione della prestazione

assistenziale, tra le spese computabili.

2.11

Giova, in ogni caso, ricordare

che la Las contempla un diritto di regresso a favore dell’USSI

nei confronti di coloro che, in virtù delle norme del CCS, sono tenuti ad

obblighi assistenziali verso la persona assistita (coniuge o parente nei gradi

fissati nell’art. 328 CC), oppure dell’erede, del legatario o del donatore che

profittassero dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione. Le

possibilità di regresso sono limitate dalle stesse condizioni poste dal CC

(cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 8; RtiD II-2005 N. 14 pag. 59

segg.).

In

particolare giusta l’art. 38 Las:

"

I parenti obbligati all’assistenza secondo l’

art. 328 del Codice civile devono rimborsare allo Stato le prestazioni

assistenziali nella misura e alle condizioni alle quali possono esservi tenuti

a norma dell’ art. 329 del Codice medesimo."

A tale

proposito va rilevato che l'art. 328 CC prevede l'assistenza tra parenti in

linea ascendente e discendente soltanto per chi vive in condizioni agiate (cfr.

Basler Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15).

Siccome

il concetto del dovere di assistenza tra parenti è in sé problematico e non si

adatta più ai tempi attuali, la nozione di "condizioni agiate" deve

essere interpretata in senso stretto.

La

Conferenza svizzera per l'aiuto sociale 2000, nelle sue direttive in vigore dal

1° gennaio 2001, ha proposto agli organi dell'aiuto sociale di considerare che

le persone sono in grado di contribuire al mantenimento dei loro parenti a

partire da un reddito imponibile di fr. 60'000.-- per le persone sole e di fr.

80'000.-- per le coppie, a cui aggiungere l'ammontare di fr. 10'000.-- per ogni

figlio minorenne o in formazione (cfr. Direttive COSAS 2000, p.to F4; Basler

Kommentar, 2002, ad art. 328 ZGB n. 15b e 17).

Tali

redditi non sono stati oggetto di modifiche nelle Direttive COSAS 2005 (cfr.

p.to F4).

Al

riguardo il TF, nella sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, già menzionata

sopra, ha

"

(…)

4.3

Rispetto alle succitate disposizioni del Codice civile,

l'aiuto sociale è sussidiario (Koller, op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC).

Tuttavia, anche persone con pretese fondate sugli art. 328 e 329 CC possono

trovarsi in una situazione di necessità, se queste pretese non sono esigibili

nell'immediato (Müller, op. cit., pag. 170). Nella decisione in lite, il Comune

opponente ha negato che fossero dati i presupposti per l'applicazione delle

menzionate disposizioni, vista la capacità economica dei due figli (redditi

imponibili di fr. 23'500.- rispettivamente fr. 58'000.-). Così il Comune non

può ora invocare il principio della sussidiarietà e rimproverare al ricorrente

di avere rinunciato ad esigere per via giudiziaria un contributo dai figli. D'altronde,

conformemente alle direttive emanate dalla COSAS (n. F.4), per quanto riguarda

il contributo dei parenti, nel limite del possibile è auspicabile negoziare un

accordo tra le parti, atteso che i possibili rischi di ripercussioni sul

beneficiario e sul suo progetto sociale non sono trascurabili. In caso di

litigio, sarà l'autorità cui spetta l'obbligo e/o gli oneri di assistenza

giusta l'art. 25 della legge federale sulla competenza ad assistere le persone

nel bisogno (LAS; RS 851.1) a dover procedere per le vie legali e richiedere i

contributi per il futuro e quelli retroattivi al massimo per un anno prima

dell'avvio dell'azione legale (Judith Widmer, Verhältnis der

Verwandtenunterstützungspflicht zur Sozialhilfe in Theorie und Praxis, Zurigo

2001, pag. 78 segg.). L'autorità subentra in tal caso nei diritti della persona

assistita fino a concorrenza dei propri anticipi (art. 329 cpv. 3 in relazione

con l'art. 289 cpv. 2 CC; DTF 133 III 507 consid. 5.2 pag. 510; Koller,

op. cit., n. 36 agli art. 328/329 CC). Di conseguenza, nella concreta

evenienza, l'aiuto non poteva essere rifiutato al ricorrente con l'argomento

che quest'ultimo vantava una eventuale pretesa di mantenimento dalla

realizzazione dei beni ceduti ai figli. Se il Comune (o l'autorità cantonale

eventualmente competente) reputasse, tenendo conto di eventuali aumenti di

sostanza e dei redditi immobiliari, essere questi beni destinati al

mantenimento del ricorrente, può inoltrare un'azione fondata sugli art. 328 e

329.

CC. In presenza di beni immobili la cui realizzazione, anche parziale, non

è possibile o non può essere ragionevolmente pretesa, l'autorità potrà

concludere con i parenti tenuti al sostentamento una convenzione speciale

sull'esigibilità degli averi a seguito di alienazione o dopo il decesso

dell'obbligato (direttive COSAS n. F.4).“

Secondo

l’art. 40 Las:

"

L’erede, il legatario o il donatario che

profittano dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono

tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al “de

cuius”, rispettivamente al donatore."

In

proposito giova evidenziare che, relativamente all’art. 40 Las, non è prevista

l’eccezione transitoria di cui all’art. 22 lett. a cfr. 2 Las, per i casi di

rigore, quando cioè la sostanza è difficilmente liquidabile.

Per quanto

riguarda la procedura, l’art. 41 Las prevede che il diritto di regresso viene

esercitato mediante azione civile davanti al giudice ordinario secondo la

procedura prevista dal Codice civile svizzero.

L’azione

di regresso si prescrive dopo un anno dal giorno in cui l’Autorità cantonale ha

avuto conoscenza dei diritti dello Stato e, in ogni caso, dopo cinque anni dal

giorno in cui la prestazione assistenziale è stata corrisposta (art. 42 Las).

L’Autorità

cantonale può rinunciare totalmente o parzialmente al rimborso o al regresso se

le circostanze lo giustificano (art. 43 Las).

Inoltre a

garanzia del regresso compete allo Stato il diritto di ipoteca legale sulla

proprietà immobiliare dell’assistito o delle persone obbligate segnatamente secondo

gli art. 38 e 40 Las.

Perché

sia valida, l’ipoteca dev’essere iscritta a Registro fondiario. Il

regolamento di applicazione ne fissa le modalità (art. 44, 45 Las).

L’ipoteca

a garanzia del regresso verso i parenti dell’assistito tenuti a soccorrerlo per

gli obblighi di natura civile loro derivanti dagli art. 328 e segg. CCS, è

iscritta, ad istanza dell’USSI, fino a concorrenza di due annualità di

prestazioni, limitatamente all’importo dovuto dai parenti.

Detta ipoteca di garanzia è esclusa per prestazioni devolute agli

assistiti minorenni di età inferiore ai 16 anni e l’iscrizione è sempre

rinnovabile.

L’ipoteca porterà il grado del posto libero al momento della sua

iscrizione ed avrà il diritto di subingresso (cfr. art. 18, 19 Reg.Las).

Sulla

scorta di quanto esposto, nel caso in esame l’USSI ha la facoltà di intentare, se

del caso, un’azione civile nei confronti dei figli dell’insorgente, sulla base

dell’art. 38 Las che fa riferimento all’art. 328 CC o dell’art. 40 Las.

Al

riguardo va rammentato che il termine di prescrizione dell’azione di regresso è

di un anno dal giorno in cui l’autorità cantonale ha avuto conoscenza dei

diritti dello Stato e, comunque, di 5 anni dal giorno della corresponsione

della prestazione assistenziale.

Questa

Corte non può comunque esimersi dall’osservare che per il futuro gli

interessi ipotecari non potranno più essere computati quali spese

dell’insorgente.

Il

versamento degli interessi passivi non è infatti una prestazione unica, bensì

periodica.

Il

ricorrente, alla luce di quanto indicato nella presente sentenza, è ora cognito

della situazione legale.

Una

rinuncia di parte del reddito a favore dei figli - che sono i reali debitori

degli interessi ipotecari verso la banca - non potrà, quindi, più essere

accettata se implicherà l’intervento della pubblica assistenza, visto che

quest’ultima è retta dal principio della sussidiarietà (cfr. consid. 2.3.).

2.12

Per quanto

concerne la richiesta di dedurre dal reddito da attività lucrativa conseguito

dalla moglie la franchigia minima di fr. 400.-- prevista dalle direttive COSAS

(cfr. doc. I), va osservato che effettivamente le direttive appena citate al

p.to E.1.2., relativo alla quota non computata sui redditi dell’attività

lucrativa, prevedono quanto segue:

"

Sui redditi provenienti da un’attività

lavorativa nel mercato del lavoro primario dei beneficiari che hanno più di

sedici anni, viene accordata una quota non computata compresa fra i 400 e i 700

franchi (franchigia).

I cantoni e i comuni

fissano le franchigie sul reddito in funzione del grado di occupazione e/o

dell’entità del salario, tenendo conto, in particolare, delle conseguenze della

legislazione fiscale cantonale sui redditi modesti. Per i giovani ed i giovani

adulti fino al compimento del 25° anno d’età possono essere create regole

speciali.

Con la franchigia sui

redditi provenienti da un’attività lucrativa s’intende in primo luogo

raggiungere l’obiettivo di rendere più facile la ripresa del lavoro o l’aumento

del tempo di lavoro e quindi migliorare le possibilità d’integrazione. Per i

beneficiari del sostegno sociale ciò dovrebbe fungere da incentivo ad

intraprendere un’attività lavorativa il più possibile piena e redditizia e

permettere così di risparmiare prestazioni finanziarie durature di sostegno sociale.

(…)

L’ufficio del sostegno

sociale determina il limite superiore delle franchigie e dei supplementi

integrativi (SI) cumulabili; tale limite non può essere inferiore a 800 franchi

mensili per economia domestica.

Le franchigie sul reddito

riconosciute vanno segnalate nel budget di sostegno sociale, al fine di

assicurare trasparenza.”

Né la

Las, né la Laps - alla quale la Las rinvia – contemplano, per contro, una tale

franchigia.

Le

Disposizioni COSAS non sono, in effetti, vincolanti per il Cantone Ticino.

Il TCA

constata, al riguardo, che l’art. 22 Las, per determinare il reddito

disponibile residuale, fa riferimento ai disposti della Laps, prevedendo nel

contempo delle deroghe specifiche, senza però menzionare le direttive COSAS.

L’art. 19

Las, afferente alla soglia di intervento, dal canto suo, rinvia sì alle

direttive COSAS, indicando tuttavia che la soglia di intervento viene definita

“tenuto conto” delle stesse (cfr. consid. 2.5.).

Nemmeno,

dunque, in questo caso si è confrontati con un adeguamento integrale alle

medesime.

Giova

d’altronde segnalare che le disposizioni COSAS stesse enunciano che “…sono

delle raccomandazioni destinate alle autorità preposte all’intervento sociale

dei cantoni, dei comuni, della Confederazione e delle istituzioni sociali

private” e che “… acquistano un carattere vincolante solo con la

legislazione cantonale, i regolamenti comunali e la giurisprudenza”. Infine

esse precisano che “… sono delle raccomandazioni, ma servono da termine di

riferimento come è stato dimostrato dalle decisioni dei tribunali” (cfr.

Direttive COSAS 2005 – Significato delle direttive).

La scelta

operata dal Cantone Ticino è, dunque, diversa da quella effettuata da altri

Cantoni.

Al riguardo si veda la sentenza del 17 ottobre 2005 nella causa X. 2P

196/2005 nella quale il Tribunale federale ha constatato che: "Le

règlement cantonal d'exécution renvoie expressément aux recommandations de la

Conférence suisse des instituions d'action sociale (ci-après: CSIAS), en

prescrivant que ces normes servent à l'établissement des budgets d'aide sociale

(art. 5 al. 3 RIAS/VS). Le Tribunal fédéral a jugé que le Conseil d'Etat

n'avait sur ce point pas outrepassé la délégation de compétence que lui

conférait l'art. 36 al. 2 LIAS et que ces directives revêtaient un caractère

contraignant pour les communes à qui incombait (art. 4 al. 2 LIAS/VS) la

responsabilité de l'organisation et de l'application de l'aide sociale (arrêt

2P.115/2001 du 11 septembre 2001, consid. 2b)" e la sentenza del 1° settembre 2006 nella causa X.,2P.158/2006

nella quale il TF ha sottolineato che: "3.2 Führt eine unterstützte

Person den Haushalt für eine oder mehrere Personen, die nicht unterstützt

werden, wird ein Betrag als Haushaltentschädigung - ungeachtet einer effektiven

Auszahlung - als eigene Mittel angerechnet; die Höhe dieser Entschädigung ist

nach Massgabe der aufgewendeten Zeit im Rahmen von Fr. 550.-- bis

Fr. 900.-- festzusetzen (§ 13 Abs. 1 und 2 SPV/AG i.V.m. § 11

Abs. 2 SPG/AG; vgl. Ziff. F.5.2. der hier grundsätzlich verbindlichen, von

der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe erlassenen Richtlinien für die

Ausgestaltung und Bemessung der Sozialhilfe, SKOS-Richtlinien [§ 10

Abs. 1 SPG/AG i.V.m. § 10 Abs. 1 SPV/AG])“.

In

tale contesto è pure utile segnalare la sentenza del 5 luglio 2006,

2P.108/2005, nella quale il TF ha dichiarato irricevibile un ricorso di diritto

pubblico inoltrato contro le nuove direttive applicate nel Cantone Basilea

Città:

"

A. Das Wirtschafts- und Sozialdepartement des

Kantons Basel-Stadt erliess am 24. Januar 2005 mit Bezug auf die kantonale

Sozialhilfe neue Unterstützungsrichtlinien, gültig ab 1. April 2005, welche die

bisherigen Richtlinien (gültig ab 1. Oktober 2004) ersetzen. Es wurden

insbesondere die Ansätze für den Grundbedarf gesenkt, dagegen werden Bemühungen

um berufliche und soziale Integration unterstützt. (…).

1.3

1.3.1

Grundlage der Unterstützungsrichtlinien des

kantonalen Wirtschafts- und Sozialdepartements bildet unter anderem das Basler

Sozialhilfegesetz vom 29. Juni 2000 (Ziff. 1 der Richtlinien). Wer bedürftig

ist, hat Anspruch auf unentgeltliche Beratung sowie auf wirtschaftliche Hilfe

(§ 4 Abs. 1 Sozialhilfegesetz). Die unterstützte Person ist indes vorab

verpflichtet, vollständige und wahrheitsgetreue Auskunft zu erteilen über ihre

finanziellen und persönlichen Verhältnisse (vgl. § 14 Abs. 1 lit. a und c

Sozialhilfegesetz). Das Departement regelt nach Rücksprache mit den Gemeinden

das Mass der wirtschaftlichen Hilfe; es orientiert sich dabei an den Richtlinien

der Schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe, SKOS (§ 7 Abs. 3 Sozialhilfegesetz).

1.3.2

Prinzipiell gelten in der Sozialhilfe des

Kantons Basel-Stadt diese Richtlinien der SKOS; vorbehalten bleiben die

Abweichungen in den kantonalen Richtlinien (vgl. deren Ziff. 2). Gesonderte

Unterstützungstarife bestehen im Übrigen für Asylsuchende und vorläufig

Aufgenommene, die der Kanton im Auftrag und auf Kosten des Bundes beherbergt,

vorbehaltlich der Bundesregelungen; im Rahmen der Nothilfe werden unter anderem

auch Personen ohne Aufenthaltsregelung in der Schweiz unterstützt (Ziff. 3 der

kantonalen Richtlinien). Die Unterstützungsrichtlinien regeln namentlich die

finanziellen Kriterien der Bedürftigkeit (Ziff. 4), die zu unterstützenden

Personen und Personengruppen (Ziff. 5 und 6), die Nothilfe (Ziff. 7), die

materielle Grundsicherung (Ziff. 8), situationsbedingte Leistungen (Ziff.

9) sowie Massnahmen zur sozialen und beruflichen Integration (Ziff. 10).

1.3.3

Bei den angefochtenen

Unterstützungsrichtlinien handelt es sich damit um eine Verwaltungsverordnung,

die zwar Aussenwirkung entfaltet, gestützt auf welche aber Verfügungen der

Sozialhilfestelle, der Bürgergemeinde der Stadt Basel (§ 25 Sozialhilfegesetz),

ergehen, deren Anfechtung möglich und den Betroffenen zumutbar ist (vgl. § 27

Sozialhilfegesetz; siehe auch § 41 Abs. 2 des Basler Organisationsgesetzes vom

22.

April 1976; BGE 131 I 166 E. 7.2

S. 179 f.). Dabei sind die richterlichen Behörden nicht an die Richtlinien

gebunden, falls diese dem Sinn der ihnen zugrundeliegenden gesetzlichen

Regelung nicht entsprechen sollten. So sollen inzwischen denn auch zahlreiche

Sozialhilfeverfügungen ergangen sein, von denen einige weitergezogen wurden

(vgl. Urteil 2P.45/2006 vom 11. Mai 2006). Ein hinreichender Rechtsschutz im

Einzelfall ist somit vorliegend gegeben (BGE 128 I 167 E. 4.5 S. 173

ff. mit Hinweisen). Gegen Rechtsakte wie die hier fraglichen Richtlinien ist

die staatsrechtliche Beschwerde nach ständiger Rechtsprechung nicht zulässig.

Bei diesem Ausgang kann im Übrigen offen bleiben, ob überhaupt sämtliche

Beschwerdeführer zur staatsrechtlichen Beschwerde legitimiert wären."

Ne

discende che nel caso concreto la franchigia postulata non va considerata.

Del resto

i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla

spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 22 Las e 6, 8 e 9 Laps

(cfr. consid. 2.5.) sono elencati in modo esaustivo.

Una volta

conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale, non è

possibile computarne altre non previste dalla Las e dalla Laps.

L’insorgente non ha, poi,

fatto valere particolari spese per il conseguimento del reddito da attività

lavorativa dipendente (cfr. art. 8 lett.a Laps; 4a Reg.Laps) del coniuge.

D’altronde dalle carte

processuali risulta che la moglie del ricorrente lavora a tempo parziale a __________

dove abita (cfr. doc. 1-3).

Relativamente alle spese

di vestiario menzionate nel ricorso (cfr. doc. I pag. 9), occorre sottolineare

che l’art. 4a Reg.Laps, oltre alle spese di trasporto e di doppia economia

domestica, prevede delle “altre spese professionali” che sono definite

quali spese necessarie all’esercizio della professione effettivamente

sopportate dal richiedente.

In casu non sono state

documentate particolari altre spese professionali.

2.13

Alla luce di tutto quanto

sopra esposto, la decisione su reclamo del 28 settembre 2007 va annullata al

fine di determinare nuovamente la prestazione assistenziale a cui ha diritto RI

1.

per il periodo a decorrere dal mese di maggio 2006.

L’amministrazione

effettuerà il calcolo tenendo conto, oltre che delle poste riconosciute con la

decisione su reclamo del 28 settembre 2007 - segnatamente del reddito da

attività lavorativa della moglie, del valore locativo quale reddito e quale

spesa per l’alloggio di fr. 5'968.-- annui (cfr. consid. 2.7.), delle spese di

manutenzione ordinaria di fr. 1'492.-- all’anno (cfr. consid. 2.8.), dei premi

della cassa malati e dei contributi delle assicurazioni sociali (cfr. doc. A1,

A2) -, delle spese accessorie dell’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr. consid.

2.7

) e degli interessi ipotecari, il cui importo e relativo pagamento per il

2006.

da parte dell’insorgente e della moglie dovranno essere previamente

comprovati con adeguata documentazione (cfr. consid. 2.10.), ed emetterà una

nuova decisione.

2.14

Parzialmente

vincente in causa, il ricorrente, rappresentato da un avvocato, ha diritto

all’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali da mettere a carico

dell’USSI (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 22 LPTCA).

Visto

l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili parziali, la richiesta di

ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. I) relativa alla parte per la

quale l’insorgente è vincente in causa è divenuta priva di oggetto (cfr. DTF

124.

V 310 consid. 6; STFA del 9 aprile 2003 nella causa C., U 164/02; STFA

dell'8 novembre 2001 nella causa F., U 134/99; STFA del 18 agosto 1999 nella

causa E.T. contro INSAI e TCA, U 59/99; STFA del 2 agosto 1999 nella causa H.D

contro UAI e TCA, I 360/97; STFA del 19 novembre 1998 nella causa S.S contro

CCC, P 7/97 e STFA del 27 aprile 1998 nella causa INSAI contro A.C. e TCA, U

18/97).

2.15

Per la parte

del ricorso in cui il ricorrente è soccombente, egli può invece essere posto al

beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia le relative condizioni

(cfr. DTF 124 V 301 consid. 6).

Ai sensi

dell'art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere

garantito il diritto di farsi patrocinare.

Se le

circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito

patrocinio.

Tale

norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1

lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3

luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

L'art. 61

lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla

concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto

federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto

cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p.

626).

Le

condizioni cumulative per la concessione dell'assistenza giudiziaria

rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora

applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1

lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.

2.1

).

Tali

presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia

necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le

sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op.

cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993

p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U

234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5

settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,

I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF

121.

I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,

consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.

13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;

STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.).

L'art. 3

della Lag, poi, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA rinvia

espressamente, prevede:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti

dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I criteri

posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla

giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale

relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che

sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

Al

riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U

220/99:

"

(…).

Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in

relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni

dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della

quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese

processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese

ripetibili,

alle stesse condizioni viene

riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia perlomeno

indicata (art. 152 cpv. 2 OG),

per costante giurisprudenza, una causa è

sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei

mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di

incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),

(…)."

(STFA

succitata)

In questo

senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA

L’istante

va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla

difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento

e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;

DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione

i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento

nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.

Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20

ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le

risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,

p. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Non è

determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).

Il limite

per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo

base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

L’indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996

N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

J.P.H., pag. 3).

In una

sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che

l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione

di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno

esistenziale.

L’attestato

municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo

(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

Nella

commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche

l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. In effetti prima

di poter eventualmente richiedere l’assistenza giudiziaria dallo Stato, la

persona interessata, nel limite dell’esigibile, deve di principio attingere

alla propria sostanza (cfr. STF I 134/06 del 7 maggio 2007).

Secondo

il TFA si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA non

pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e

giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile

al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento

in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF

119.

Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

Generalmente

dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato

secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11

consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con

effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti

(cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella

causa R.G., inc. 31.1998.50).

Secondo

la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza

giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione

processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato

materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto

retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

2.16

In concreto dalla

documentazione agli atti si evince che dal calcolo della prestazione

assistenziale effettuato dall’amministrazione a seguito della decisione su

reclamo del 28 settembre 2007 è risultato che il ricorrente presenta

un’eccedenza di reddito disponibile di soli fr. 22.-- al mese (cfr. doc. A2).

Tenendo, poi, conto che

nel conteggio dell’insorgente vanno computate anche le altre voci di cui sopra,

e meglio delle spese accessorie per l’alloggio di fr. 1'680.-- annui (cfr.

consid. 2.7.), pari a fr. 140.-- al mese e degli interessi ipotecari di alcune

centinaia di franchi al mese, l’indigenza dell’insorgente deve essere ammessa.

Va,

altresì, considerato che l'insorgente non dispone delle necessarie conoscenze

giuridiche, per cui l'intervento di un rappresentante legale, in casu l’avv. RA

1, appare senz'altro giustificato, e che le argomentazioni ricorsuali non erano

palesemente destituite di esito favorevole.

Il

gratuito patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di

rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi

migliorare (cfr. art. 61 lett. f LPGA; U. Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art.

61, n. 93; art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura

davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 4 maggio 2004 nella causa S.,

K 146/03, consid. 7.1.; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02,

consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid. 5a,

parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo del 28 settembre 2007 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’USSI perché proceda come indicato al consid. 2.13.

2. Non si percepisce

tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’USSI

verserà al ricorrente l’importo di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali

(IVA inclusa).

3. L'istanza

tendente alla concessione del gratuito patrocinio, in quanto non divenuta priva

di oggetto, è accolta.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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