42.2008.17
Prest.assist.negata. A ragione non sono stati computati gli alimenti che il ricorr.-che vive con 1 figlia-deve versare alla moglie da cui vive separato e ai 2 figli.Scelta del legisl.cant.di non conte
20 aprile 2009Italiano39 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
42.2008.17
Data decisione, Autorità:
20.04.2009, TCA
Titolo:
Prest.assist.negata. A ragione non sono stati computati gli alimenti che il ricorr.-che vive con 1 figlia-deve versare alla moglie da cui vive separato e ai 2 figli.Scelta del legisl.cant.di non conteggiare gli alimenti nelle spese non contraria alla legisl.in vigore,alla Cost.fed.e TI,né alla CEDU
ALIMENTI
ASSISTENZA GIUDIZIARIA
GRATUITO PATROCINIO
PARITÀ ED EQUITÀ DI TRATTAMENTO
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
SPESA COMPUTABILE
art. 125 agg. 129 CC
art. 285 agg. 286 CC
art. 8 COST
art. 3 agg. 14 LAG
art. 4 LAPS
art. 8 cpv. 1 let. d LAPS
art. 18 LAS
art. 22 let. b cf. 2 LAS
art. 28 cpv. 2 LPTCA
art. 29 cpv. 1 LPTCA
art. 32 cpv. 1 let. c LT
Raccomandata
Incarto n.
42.2008.17
rs
Lugano
20 aprile
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 9 dicembre 2008
di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 5 novembre
2008 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in
fatto
1.1. Con
decisione del 29 aprile 2008 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(USSI) ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni assistenziali postulate con
domanda del 18 aprile 2008, in quanto il reddito disponibile residuale della sua
unità di riferimento superava il limite annuo fissato dal Dipartimento della
sanità e socialità (cfr. doc. 18).
1.2. A seguito
del reclamo interposto da RI 1 contro il provvedimento citato (cfr. doc. 17), il
5 dicembre 2008 l’USSI ha emesso una decisione su reclamo con cui ha confer-mato
il diniego a una prestazione assistenziale, benché non abbia più computato
quale sostanza l’importo di fr. 109'112.--, pari a metà del valore
dell’abitazione di __________ dove vive la moglie, e abbia aumentato la somma
dei debiti privati da fr. 5'997.-- a fr. 13'797.--. L’amministrazione ha,
tuttavia, ribadito la correttezza del mancato conteggio degli alimenti che
l’insorgente versa alla moglie e ai figli (cfr. doc. A1).
1.3. Contro la
decisione su reclamo RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo
di dedurre dal salario la somma dei contributi di mantenimento per la moglie e i
figli __________ e __________ di fr. 32'910.-- (fr. 2'742.50 x 12 mesi) fino al
31 agosto 2008 e di fr. 42'222.-- (fr. 3'518.50 x 12 mesi) a decorrere dal 1°
settembre 2008, e di conseguentemente concedergli una prestazione assistenziale.
Egli ha,
inoltre, postulato di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria
(gratuito patrocinio ed esenzione da tasse e spese).
A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali l’insorgente ha, segnatamente,
addotto di essersi separato dalla moglie nel novembre 2002. Egli ha rilevato
che i loro tre figli (Laura nata nel 1988, __________ nato nel 1990 e __________
nato nel 1996) inizialmente sono stati affidati alla madre ma che, in seguito,
nel febbraio 2003, __________ si è trasferita da lui ed è stata affidata alle
sue cure dal Pretore. Il ricorrente ha poi osservato che __________ ha
terminato la Scuola __________ nel giugno 2008 con l’intenzione di frequentare
la facoltà di diritto a __________, __________ nel settembre 2008 avrebbe
iniziato l’ultimo anno di apprendistato come venditore al dettaglio con uno
stipendio mensile di circa fr. 1'100.-- netti e __________ nel settembre 2008
avrebbe frequentato la seconda media.
RI 1 ha
censurato la mancata deduzione degli alimenti pagati alla moglie e ai due figli
che vivono con lei, asserendo che ciò costituisce una disparità di trattamento
tra i due genitori separati. Come pure tra due cittadini di sesso maschile (e
meglio due uomini con lo stesso reddito, a seconda della loro situazione
familiare, vengono trattati in modo assolutamente non equo: il padre separato
tenuto a versare alimenti è nettamente discriminato rispetto all’uomo celibe
senza figli). Egli ha, altresì, sostenuto che le leggi in vigore, in
particolare, la Costituzione federale (art. 8 cpv. 1 e 3; 12) e la CEDU (art. 5
eguaglianza tra i coniugi del Protocollo 7) siano interpretate erroneamente o
non applicate.
Al
riguardo è stato pure osservato che a un lavoratore separato – che non versa
alimenti – con una figlia studentessa convivente a suo carico, se dispone di un
reddito di fr. 3'400.-- mensili, viene corrisposta l’assistenza, rientrando nei
parametri. A lui, invece, che dispone dello stesso importo per sé e per la
figlia convivente studentessa, l’assistenza viene negata, poiché, non essendo
stati dedotti gli alimenti versati alla madre e agli altri due figli, il
reddito risulta superiore ai parametri.
L’insorgente
ha evidenziato che se la decisione dell’USSI venisse confermata, si troverebbe
in una situazione economica tale da non riuscire a disporre né del minimo
vitale né dei soldi per pagare la cassa malati sua e della figlia.
Egli ha
sottolineato che con decreto 13 ottobre 2008, contro il quale, il 10 novembre
2008, ha in ogni caso inoltrato appello alla ICCA (cfr. doc. A4) - appello che
risulta tuttora inevaso -, il Pretore di __________, basandosi su un reddito
ipotetico molto più elevato di quello effettivamente conseguito, ha aumentato
l’ammontare degli alimenti da corrispondere alla moglie e ai figli, __________
e __________, da fr. 2'742.50 a fr. 3'518.50 al mese a fronte di un reddito
effettivo di circa fr. 6'000.--, confermando la trattenuta salariale.
Il
ricorrente ha specificato di avere diversi debiti e di avere ricevuto un
precetto esecutivo per le pigioni impagate (cfr. doc. I).
1.4. In risposta
l’USSI ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.5. RI 1 si è
nuovamente pronunciato in merito alla fattispecie con scritto dell’8 febbraio
2009 (cfr. doc. V; B1-5).
1.6. L’USSI, al
quale il doc. V con i relativi allegati è stato trasmesso per osservazioni
(cfr. doc. VI), è rimasto silente.
in
diritto
2.1. Il TCA è
chiamato a stabilire se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI 1 il diritto
alle prestazioni assistenziali richieste il 18 aprile 2008.
In
particolare questa Corte deve verificare se a ragione oppure no
l’amministrazione nel relativo calcolo ha omesso di computare i contributi
alimentari che è tenuto a versare, in virtù di decisioni pretorili, alla moglie
da cui vive separato e ai figli __________ e __________ (cfr. doc. A3).
2.2. L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
L'art. 1
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale.
2.3. Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 7 gennaio 2008, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2008 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento
d'integrazione
Persone
dell’unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) (fr./mese)
Supplemento
d’integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
960.–
100.–
1060.–
2
persone
1469.–
100.–
1569.–
3
persone
1786.–
100.–
1886.–
4
persone
2054.–
100.–
2154.–
5
persone
2323.–
100.–
2423.–
6
persone
2592.–
100.–
2692.–
7
persone
2861.–
100.–
2961.–
Per
ogni persona supplementare
+269.–
–
+269.–
B.
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle
successive persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di
206.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag.
30-31)
2.4. L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c)
Spesa per l’alloggio
Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le persone unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L’art.
10 cpv. 1 lett. b cfr. 3 LPC, in vigore dal 1° gennaio 2008, prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto per la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie ammonta
a fr. 13'200.-- per le persone sole e a fr. 15'000.-- per coniugi e le persone
con con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a
una rendita per figli dell’AVS o dell’AI.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate
dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare
un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno
del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.5. RI 1, con il
ricorso, ha contestato il calcolo con cui l’USSI gli ha negato il diritto a una
prestazione assistenziale, censurando il mancato conteggio degli alimenti che è
tenuto a corrispondere alla moglie e ai figli __________ e __________ (cfr.
doc. I).
L’USSI,
dal canto suo, ha sottolineato che in virtù dell’art. 22 lett. b cfr. 2 Las,
derogante all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps, nelle spese riconosciute per il
calcolo del reddito disponibile non vanno computati gli alimenti (cfr. doc. A1,
III).
2.6. Chiamata a esaminare
l’operato dell’USSI, questa Corte rileva, innanzitutto, che l'art. 4 Laps, che
si riferisce all’unità di riferimento, prevede che
"
L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza è
considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)
2-7…” (La
sottolineatura è del redattore)
La Las
deroga al regime introdotto dalla Laps in relazione alla determinazione
dell’unità di riferimento unicamente con l’art. 21, afferente al caso in cui il
titolare delle prestazioni assistenziali sia un figlio maggiorenne non
economicamente indipendente.
L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Come
appena visto, per l’art. 4 cpv. 1 Laps l’unità di riferimento del titolare del
diritto alla prestazione è costituita, oltre che da questi, dai figli
maggiorenni se non sono economicamente indipendenti.
L’art. 2
Reg.Laps, definisce le persone economicamente dipendenti, e meglio:
"
1 Una persona
maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente divorziata, separata
o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione
domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2 Vi è prima
formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso
formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una
formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di
tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo professionale o terziario non universitario,
se non possiede già un titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo universitario professionale e accademico
compresa la frequenza del biennio che completa la laurea breve o del master che
completa il bachelor, se non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello
secondario 2.
3…”
In
concreto la figlia del ricorrente, __________, è nata __________ Essa, pur
essendo maggiorenne, vive con il padre ed è ancora in formazione (cfr. doc. I,
19, A3).
La stessa
adempie, quindi, i requisiti di cui all’art. 2 Reg.Laps per essere considerata
una persona economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.
Ne
discende che il ricorrente e sua figlia __________ costituiscono un’unica unità
di riferimento, come rettamente indicato dall’Ufficio resistente (cfr. doc. 19,
A1).
2.7. L’art.
22 lett. b cfr. 2 Las prevede che nella spesa vincolata non vengono computati
gli alimenti di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. d Laps (cfr. consid. 2.4).
L’art. 8 cpv. 1 lett. d
enuncia che la spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dagli alimenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. c Legge Tributaria (LT).
Secondo l’art. 32 cpv. 1
lett. c LT dai proventi sono dedotti, quali deduzioni
generali, gli alimenti versati al coniuge divorziato o separato legalmente o di
fatto nonché gli alimenti versati a un genitore per i figli sotto la sua
autorità parentale, escluse tuttavia le prestazioni versate in virtù di un
obbligo di mantenimento o di assistenza fondato sul diritto di famiglia.
Per quanto concerne i
richiedenti di prestazioni della pubblica assistenza debitori di contributi
alimentari, la Las deroga, pertanto, al regime contemplato dalla Laps.
In proposito è comunque
utile rilevare che relativamente al regime Laps è possibile conteggiare nelle
spese, sulla base dell’art. 32 cpv. 1 lett. c LT, unicamente i contributi
alimentari corrisposti al coniuge divorziato o separato
legalmente o di fatto nonché a un genitore per i figli sotto la sua autorità
parentale, ossia minorenni, a esclusione degli alimenti versati ai figli
maggiorenni in formazione o agli studi (cfr., al riguardo, Interrogazione n.
275.08 dell’11 dicembre 2008 presentata da Pelin Kandemir-Bordoli e conf.
“Deduzione alimenti per figli/figlie maggiorenni in formazione o agli studi” a
cui il Consiglio di Stato non ha ancora risposto).
Dal Messaggio dell’8
maggio 2002 concernente la modifica della legge sull’assistenza sociale n.
5250, in relazione al commento dell’art. 22, risulta che:
" Dal
calcolo delle spese sono poi escluse alcune voci quali le rendite e gli oneri
permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo alimenti).”
(Messaggio n. 5250 pag. 5)
Nel relativo Rapporto del
5 novembre 2002 al p.to 3.5. afferente al reddito disponibile residuale in
merito è stato puntualizzato che:
" L’art.
22 indica le deroghe, sempre per rapporto alla Laps, riguardanti il calcolo del
reddito computabile.
Si tratta per lo più di deroghe a carattere
restrittivo volte a determinare un reddito disponibile che definisca ancor
meglio la reale situazione di bisogno della persona che inoltra una richiesta
di assistenza.”
In tale
contesto va ricordato, da una parte, che lo scopo della pubblica assistenza
enunciato dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi
in una situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 Las; consid. 2.2).
Il diritto
fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12
Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il
diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno.
D’altra
parte che l’aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del
principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che,
oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi
indispensabili alla sua sopravvivenza. L’aiuto sociale costituisce l’ultima
ancora di salvataggio dell’individuo (cfr. consid. 2.2.; STF 8C_92/2007 del 14
dicembre 2007, pubblicata in SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5
maggio 2008).
In una
sentenza 8C_347/2007 del 4 agosto 2008 consid. 3.1. è stato evidenziato che:
"
(…)
Nach Art. 12 BV hat, wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die
Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind. Dieses
Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen; verfassungsrechtlich geboten
ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein unabdingbar ist und vor einer
unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag. Der Anspruch umfasst einzig die
in einer Notlage im Sinne einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in
Form von Nahrung, Kleidung, Obdach und medizinischer Grundversorgung), um
überleben zu können. Diese Beschränkung des verfassungsmässigen Anspruchs auf
ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" bedeutet, dass
Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen. Die Formulierung "wer in Not
gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen,
dass für das Recht auf Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt
(BGE 134 I 65 E. 3.1 S. 69, 131 I 166 E. 3.1 S. 172, 130 I 71 E. 4.1 S. 75).“
2.8. Le direttive COSAS al p.to
F.3.1 prevedono del resto che:
" L’importo
degli alimenti che un beneficiario è tenuto a versare non viene conteggiato nel
budget di sostegno sociale.
Fatti
I titolari di pensioni alimentari che si trovano in difficoltà
finanziarie a causa del loro mancato versamento, hanno il diritto di formulare
una domanda di anticipo e di aiuto nelle procedure d’incasso. Nel caso in cui
le entrate economiche di queste stesse persone non dovessero ancora raggiungere
il livello del loro minimo vitale, esse possono ricorrere a una ulteriore
prestazione di sostegno sociale presso il loro comune di domicilio.”
Giova,
altresì, evidenziare che l’art. 27 Las contempla l’istituto dell’anticipo
alimenti. Questo disposto precisa che:
" 1Lo Stato garantisce, nei limiti delle disposizioni stabilite dal
regolamento d’applicazione, l’anticipo e
l’incasso degli alimenti per figli minorenni, quando l’obbligato non provveda
al pagamento.
2L’anticipo non costituisce una prestazione
assistenziale propriamente detta e il relativo importo non è soggetto
all’obbligo di rimborso da parte del beneficiario; lo Stato è surrogato nei
diritti del beneficiario nei confronti dell’obbligato al pagamento.
3L’anticipo è sospeso quando i genitori tornano a
convivere.”
I
relativi dettagli sono previsti nel Regolamento concernente l’anticipo e
l’incasso degli alimenti per i figli minorenni.
2.9. Per quanto attiene ai
principi del diritto di famiglia che presiedono alla determinazione dei
contributi alimentari, è utile osservare che l’art. 125 CC sancisce che:
" 1 Se non si può ragionevolmente pretendere che
un coniuge provveda da sé al proprio debito mantenimento, inclusa un’adeguata
previdenza per la vecchiaia, l’altro coniuge gli deve un adeguato contributo di
mantenimento.
2 Per decidere
dell’erogazione del contributo e se del caso per fissarne l’importo e la
durata, il giudice tiene conto in particolare dei seguenti elementi:
1. ripartizione dei compiti durante il matrimonio;
Considerandi
2.
durata del matrimonio;
3.
tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio;
4.
età e salute dei coniugi;
5.
reddito e patrimonio dei coniugi;
6.
portata e durata delle cure ancora dovute ai figli;
7.
formazione professionale e prospettive di reddito dei coniugi
nonché presumibile costo del reinserimento professionale del
beneficiario del mantenimento;
8.
aspettative dell’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti
e della previdenza professionale o di altre forme di previdenza privata o
pubblica, incluso il risultato prevedibile della divisione delle prestazioni
d’uscita.
3.
Un contributo può
eccezionalmente essere rifiutato o ridotto, ove sia manifestamente iniquo
soprattutto perché l’avente diritto:
1.
ha gravemente contravvenuto al suo obbligo di contribuire al
mantenimento della famiglia;
2.
ha deliberatamente provocato la situazione di necessità nella
quale versa;
3.
ha commesso un grave reato contro l’obbligato o una persona a
lui intimamente legata.”
Giusta l’art. 129 CC,
attinente alla modifica tramite sentenza:
" 1 Se la situazione muta in maniera rilevante e
durevole, la rendita può essere ridotta, soppressa o temporaneamente sospesa;
un miglioramento della situazione dell’avente diritto deve essere preso in
considerazione soltanto se nella sentenza di divorzio si è potuto fissare una
rendita sufficiente a coprire il suo debito mantenimento.
2.
L’avente diritto può
esigere per il futuro un adattamento della rendita al rincaro allorché i
redditi dell’obbligato aumentino in maniera imprevista dopo il divorzio.
3.
Entro un termine di cinque
anni dal divorzio l’avente diritto può esigere che sia fissata una rendita
oppure che essa sia aumentata, qualora nella sentenza di divorzio sia stata
constatata l’impossibilità di fissare una rendita sufficiente a coprire un
debito mantenimento, ma la situazione economica dell’obbligato sia nel
frattempo migliorata.”
L’art. 285 CC, relativo
alla commisurazione del contributo per il mantenimento dei figli, prevede che
"
1.
Il contributo per il
mantenimento deve essere commisurato ai bisogni del figlio, alla situazione sociale
e alle possibilità dei genitori, e tener conto inoltre della sostanza e dei
redditi del figlio, come pure della partecipazione del genitore che non ha la
custodia del figlio alle cure di costui.
2.
Salvo diversa disposizione
del giudice, gli assegni per i figli, le rendite d’assicurazione sociale e
analoghe prestazioni per il mantenimento del figlio, spettanti alla persona
tenuta al mantenimento, sono pagate in aggiunta al contributo.
2bis L’obbligato al
mantenimento che, per motivi d’età o invalidità, riceva successivamente rendite
delle assicurazioni sociali o analoghe prestazioni destinate al mantenimento
del figlio, che sostituiscono il reddito di un’attività lucrativa, deve pagare
tali importi al figlio; il precedente contributo di mantenimento va diminuito
per legge dell’importo di tali nuove prestazioni.
3.
Il contributo è pagato
anticipatamente, per le scadenze fissate dal giudice.”
Ex art. 286 CC:
" 1 Il giudice può ordinare che il contributo per
il mantenimento sia senz’altro aumentato o ridotto in caso di determinate
modificazioni dei bisogni del figlio, delle possibilità dei genitori o del
costo della vita.
2.
Se le circostanze siano
notevolmente mutate, il giudice, ad istanza di un genitore o del figlio,
modifica o toglie il contributo.
3.
Il giudice può obbligare i
genitori a versare un contributo speciale allorché lo richiedano bisogni
straordinari e imprevisti del figlio.”
In una sentenza
5P.354/2006 del 17 novembre 2006 consid. 4.1. il TF, chinandosi su una vertenza
relativa alla determinazione dei contributi alimentari dovuti da un padre in
favore della figlia minorenne, ha stabilito che:
" (…)
Il calcolo degli alimenti dovuti si basa, fra i molti fattori,
sull'effettiva capacità contributiva del debitore. Invece di questa, è lecito
porre alla base del calcolo un reddito ipotetico, se e nella misura in cui il
debitore sarebbe effettivamente in grado di guadagnare più di quanto guadagni
realmente, facendo prova di buona volontà e compiendo uno sforzo da lui
ragionevolmente esigibile. Qualora non esista una possibilità reale di
percepire un reddito superiore, l'imputazione di un reddito ipotetico superiore
a quello reale non entra in considerazione. I criteri per il calcolo di un
reddito ipotetico sono in particolare le qualifiche professionali del debitore,
la sua età, il suo stato di salute nonché la situazione sul mercato del lavoro.
I criteri esposti trovano applicazione in tutti gli affari di diritto
matrimoniale (DTF 128 III 4 consid. 4a pag. 5-6), come pure nei casi di
modifica dei contributi al mantenimento dei figli (art. 286 cpv. 2 CC). La
questione se possa essere ragionevolmente imputato al debitore un reddito
ipotetico, è questione di diritto che può (e deve) essere riesaminata nel
quadro di un ricorso per riforma; per contro, sapere se sia anche
effettivamente possibile percepire il reddito imputato, è questione di fatto
che come tale esula dalla cognizione del Tribunale federale nel ricorso per
riforma e che va risolta sulla base di concreti accertamenti, rispettivamente
secondo l'esperienza generale della vita (DTF 128 III 4 consid. 7c/bb pag. 7;
sentenza 5C.94/2003 del 17 luglio 2003, in FamPra 2004 pag. 129, consid. 3.1).“
In
proposito cfr. anche STF 5P.45/2007 del 5 aprile 2007 consid. 6.4. afferente
alla fissazione di contributi alimentari per i figli contestuale all’emanazione
di misure a protezione dell’unione coniugale
Va, in
ogni caso, sottolineato che per giurisprudenza il debitore del contributo ha il
diritto di conservare l’equivalente del suo fabbisogno minimo, anche nei
confronti del figlio minorenne (cfr. DTF 123 III 3; DTF 126 III 356; DTF 127
III 70).
La
questione di diritto civile riguardante la riduzione dell’entità del contributo
di mantenimento esula comunque dalle competenze di questa Corte.
Il ricorrente,
a tale fine, ha peraltro già adito l’autorità giudiziaria civile competente. Alla
prima Camera civile del Tribunale d’appello è, infatti, pendente un appello
interposto da RI 1 contro il decreto del 13 ottobre 2008 emesso dal Pretore di __________,
il quale non solo non ha ridotto l’ammontare degli alimenti dovuti
dall’insorgente, ma l’ha aumentato (cfr. consid. 1.3.).
2.10
Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, occorre concludere che la scelta del legislatore
cantonale di non computare, ai fini della determinazione dell’eventuale diritto
a una prestazione assistenziale, gli alimenti che un richiedente l’aiuto
sociale è tenuto a corrispondere in virtù del diritto di famiglia, non è contraria
alla legislazione in vigore, alla Costituzione federale e cantonale, né alla
CEDU.
In
particolare il TCA, al fine della valutazione del diritto a una prestazione
assistenziale, non ravvisa alcuna violazione del principio della parità di
trattamento tra un padre separato tenuto al versamento di alimenti e un uomo
celibe senza figli.
Secondo
costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza di trattamento ancorato
nell'art. 8 Cost.fed. vincola il legislatore cantonale e comunale.
Sotto
questo profilo violano l'art. 8 Cost.fed. - oltre agli atti legislativi che non
hanno un motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o scopo -
quelli che fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè alcuna
corrispon-denza nelle diversità della fattispecie che la disciplina normativa
vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle
distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma
impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione
inammissibile (STF 8C_226/2007 del 16 maggio 2008; DTF 124 V 163; DTF 111 Ia
326.
consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4; 108 II 114 consid. 2b; 107 Ib 182 consid.
5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b; RtiD II-2004 N.14).
Per
ammettere una violazione dell'art. 8 Cost., occorre tuttavia che la distinzione
fatta dal legislatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel caso inverso,
che appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi due estremi
l'art. 8 Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale una notevole
libertà, che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su elementi comuni
di due fattispecie, per trattarle alla stessa maniera, ora di dare peso invece
agli elementi che le distinguono per sottoporle a un regime differenziato (cfr.
RtiD II-2004 N.14; STCA del 4 giugno 1998 nella causa S., 39.1998.18; RDAT
II-1998 pag. 28 seg.; RDAT II-1999 pag. 155 seg.; STF 19.11.1986 in causa
C.L.P., non pubblicata; STCA 3.1.1994 nella causa L.G.; J.L. Duc - P.Y.
Greber, "La portée de l'article 4 de la Constitution fédérale en droit de
la sécurité sociale" in RDS 1992 II 473 seg. (573-576)).
La due
situazioni menzionate non sono infatti trattate diversamente.
A parità
di reddito e sostanza effettivi entrambe le persone menzionate hanno o meno
diritto alla pubblica assistenza.
Il
mancato computo degli alimenti nel calcolo del richiedente tenuto alla relativa
corresponsione non crea disparità, se si tiene conto, da un lato, dello scopo
della pubblica assistenza che è quello di intervenire allorché una persona si
trovi in una situazione di bisogno concreto e non sia in misura di procurarsi
con le proprie forze i mezzi per la propria sopravvivenza (cfr. consid. 2.7.) e
dall’altro, del principio vigente per la determinazione del contributo
alimentare visto in precedenza, ossia che il debitore del contributo ha il
diritto di conservare l’equivalente del suo fabbisogno minimo, anche nei
confronti del figlio minorenne (cfr. consid. 2.9.).
Il
medesimo ragionamento deve valere mutatis mutandis per i lavoratori tenuti al
versamento di pensioni alimentari e che vivono con una figlia studentessa nei
confronti di lavoratori con una figlia studentessa che non versano alimenti.
2.11
Per quanto
attiene all’art. 5 del protocollo n. 7 alla Convenzione
per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) relativo all’eguaglianza tra
coniugi e menzionato nel ricorso dall’insorgente, va osservato che il tenore
del citato disposto è il seguente:
"
I coniugi godranno dell’uguaglianza di diritti e di
responsabilità di carattere civilistico tra loro, nelle loro relazioni con i
loro figli, in caso di matrimonio, durante il matrimonio e dopo la fine del
matrimonio stesso. Questo articolo non impedirà allo Stato di adottare le
misure necessarie per la tutela degli interessi dei figli.”
La
riserva apposta dalla Svizzera all’art. 5 del Protocollo n. 7 prevede che:
" Dopo
l’entrata in vigore delle disposizioni rivedute del Codice civile svizzero del
5.
ottobre 19848, le disposizioni
dell’articolo 5 del Protocollo addizionale no 7
saranno applicate con riserva, da un lato, delle disposizioni di diritto
federale concernenti il cognome coniugale (art. 160 CC e 8a tit.
fin. CC) e, d’altro lato, di quelle concernenti l’acquisto della cittadinanza
(art. 161, 134 cpv. 1, 149 cpv. 1 CC e 8b
tit. fin. CC). Inoltre sono riservate talune disposizioni del
diritto transitorio relative al regime matrimoniale (art. 9, 9a, 9c, 9d, 9e, 10 e 10a tit. fin. CC).” (cfr.
RS 0.101.07)
Il
Protocollo n. 7 è stato emendato dall’art. 2 del Protocollo n. 11 dell’11
maggio 1994, che ristruttura il meccanismo di controllo istituito dalla
Convenzione, come segue:
" a)
gli articoli vengono presentati con le rubriche elencate nell’allegato al
presente,Protocollo;
b) all’articolo 6 paragrafo 4, le parole «dell’art. 63» sono
sostituite dalle parole
...; un nuovo paragrafo 6 viene aggiunto e si legge come segue:
...
c) il paragrafo 2 dell’articolo 7 viene soppresso.” (cfr. RS
0.101
)
Al
riguardo questa Corte ritiene che la norma di cui all’art. 22 lett. b cfr. 2 Las,
la quale esclude il computo degli alimenti nelle spese, non violi l’art. 5 del
Protocollo n. 7 afferente all’uguaglianza tra coniugi.
In
effetti l’esclusione del conteggio degli alimenti concerne il richiedente
prestazioni assistenziali sia uomo che donna. La stessa si applica a qualsiasi
debitore di alimenti che postula la concessione della pubblica assistenza.
2.12
In simili
condizioni, a ragione, dunque l’USSI, applicando l’art. 22 lett. b cfr. 2 Las,
non ha conteggiato gli alimenti che RI 1 è tenuto a versare alla moglie e ai
figli.
Per
quanto riguarda l’asserzione del ricorrente secondo cui non può far fronte al
pagamento della cassa malati sua e della figlia (cfr. doc. I), va ricordato che
comunque __________ ha ottenuto per se stessa la riduzione del premio LAMal per
il 2008 con decisione del 30 aprile 2008 (cfr. STCA 36.2008.129 del 19 febbraio
2009.
consid. 2.3.).
2.13
L’assicurato
ha chiesto l’assistenza giudiziaria (cfr. doc. I).
In realtà
la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo
come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA nella
materia che ci occupa è per principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio
è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.
L'art. 3
Lag prevede:
"
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica
indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."
2E' ritenuta indigente la persona che non ha la
possibilità di
provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di
patrocinio."
Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:
"
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:
a)
la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito favorevole;
b)
una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.
2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."
I criteri
posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle
assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).
Pertanto
la Lag, a cui la Lptca rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f
LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24,
consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid.
2.16
), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali
disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria cantonale
deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.
Infatti
l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la
concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate
dalla giurisprudenza.
Occorre
qui ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale
che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr.
STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2
citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto
riguarda un avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di
utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 =
SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).
Non
essendo il ricorrente patrocinato da un avvocato, il gratuito patrocinio, in
casu, va negato.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.
3. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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