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Decisione

42.2008.9

Richiesta di prestazioni sociali da parte di un assicurato che convive con una persona con la quale ha stipulato un accordo che regola i rapporti interni tra le parti. Conferma della giurisprudenza re

13 ottobre 2008Italiano37 min

Source ti.ch

Fatti

I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA applicabile in virtù dell’art. 32 Lptca in vigore

dal 1° ottobre 2008.

2.Con il ricorso l’insorgente sembra

contestare anche la decisione su reclamo emessa l’11 luglio 2008, tramite la

quale l’UAM ha respinto la richiesta volta ad ottenere il sussidio per il

pagamento del premio della Cassa malati 2008 ed oggetto di un altro incarto

pendente presso questo Tribunale che sarà deciso con una sentenza separata

(inc. 36.2008.107).

3.L’insorgente, nella versione tedesca del

ricorso, ha affermato di aver chiesto, invano, un incontro con le autorità per

poter discutere della fattispecie. Egli fa valere una violazione del diritto di

essere sentito.

Ai

sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per

costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare

essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di

una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i

fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere

visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di

prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006

nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b,

127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art.

4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF

126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi

citate).

In una

sentenza C 128/04 del 20 settembre 2005 il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha rammentato

che :

" 1.2 Art. 29 Abs. 2 BV räumt kein Recht auf mündliche Anhörung

ein, sondern beschränkt den Gehörsanspruch auf schriftliche Stellungnahmen (Pra

2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6; Urteil W. des Bundesgerichts vom 13. November

2002,4P.195/2002; vgl. BGE 125 I 219 Erw. 9b sowie AHI 1993 S. 41 Erw. 3b

betreffend Art. 4 aBV), es sei denn, ein Erlass gäbe ausdrücklich das Recht auf

eine mündliche Anhörung (vgl. Pra 2003 Nr. 97 S. 520 Erw. 2.6). Art. 42 ATSG

sieht mündliche Anhörungen im Rahmen des Verwaltungsverfahrens nicht

ausdrücklich vor und auch aufgrund des VwVG oder des AVIG ergibt sich kein

explizit erwähntes Recht auf eine mündliche Anhörung.

Anhand der Akten ist ersichtlich, dass die Versicherte ausreichend

Gelegenheit hatte, zum Sachverhalt Stellung zu nehmen (vgl. Erw. 1.1 hievor).

Es sind hier auch keine Umstände gegeben, die zu einer Ausnahme vom

Regelfall der Möglichkeit, schriftlich Stellung zu nehmen, führen würden,

sodass das rechtliche Gehör der Beschwerdeführerin nicht verletzt wurde, indem

sie nicht mündlich angehört wurde."

Non vi è pertanto alcun diritto, di regola, ad essere sentiti oralmente.

Una presa di posizione scritta è sufficiente.

Nel

caso di specie l’insorgente, in sede di ricorso, ha ancora potuto far valere le

sue ragioni innanzi un’autorità giudiziaria che gode del pieno potere

cognitivo, come l’istanza precedente. Per cui, l’eventuale violazione del

diritto di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede, dove

l’insorgente ha nuovamente ribadito le sue motivazioni (cfr. STCA del 13

dicembre 2005, inc. 36.2005.169).

nel

merito

4. Oggetto

della lite è la questione di sapere se correttamente o meno l’Ufficio del

sostegno sociale e dell’inserimento ha negato all’insorgente il diritto alle

prestazioni assistenziali.

5. L’intervento

della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla

Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

L'art.

1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei

diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite

dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di

quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le

prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e

professionale dei beneficiari (cpv. 2).

L'art.

2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede

al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono

complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

Il

cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali

propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite

le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art.

13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate

vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima

dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio dell’assicurazione contro

le malattie a cui i membri

dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni

prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge

speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione

vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del

diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Inoltre

giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla

Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla

relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto

sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla

Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d) l’assegno

complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale

previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai

disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno

ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno

integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno

di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno

1996;

h) le

prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8

marzo 1971."

Anche

dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,

si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi

dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i

residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la

riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante

il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli

e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono

l’ultimo intervento sociale.

6. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare

alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni

assistenziali propriamente dette sono commisurate agli scopi

di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17

cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa

distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in

relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr.

Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge

sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la

differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv.

2)."

Ex

art. 19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

" La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art.

19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La

Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da

molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione

delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in

Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza

dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,

che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione

del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di

bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove

direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,

che a far tempo dal 1° gennaio 2007 la soglia di intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento

d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento

(economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il

mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione

(adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1 persona

960.--

100.--

1060.--

2 persone

1469.--

100.--

1569.--

3 persone

1786.--

100.--

1886.--

4 persone

2054.--

100.--

2154.--

5 persone

2323.--

100.--

2423.--

6 persone

2592.--

100.--

2692.--

7 persone

2861.--

100.--

2961.--

Per ogni persona supplementare

+ 269.--

-

+ 269.--

B. Supplemento per unità di

riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti

raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni

compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento mensile

assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età;

l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste

persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2007 in BU 3/2007 del 23 gennaio 2007 pag. 27-28)

Per

inciso è utile segnalare che gli importi appena menzionati sono stati mantenuti

anche per l’anno 2008 (cfr. Direttive riguardanti gli importo delle prestazioni

assistenziali per il 2008; BU 3/2008 del 25 gennaio 2008, pag. 30, 31).

7. L’art.

22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

" Il reddito disponibile residuale è quello definito

dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1. vengono computate le prestazioni

ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se

vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento

e dichiarate dal richiedente;

2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera

100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000

fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli

in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono

essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel

reddito fosse difficilmente liquidabile;

3. vengono interamente computati i

redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

4. Non vengono computate le entrate

e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1. non vengono computati rendite e

oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2. non vengono computati gli

alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3. non vengono computate le imposte

di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4. le spese e gli interessi passivi

sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’

art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per l’alloggio

Per il calcolo della spesa per l’alloggio

viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive fino al

massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

" Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i

redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994

(LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36

cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i

proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni

complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai

sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale

del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e

immobiliare, imponibile; la deduzione sociale per coniugi giusta la legge

tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali ed alle coppie

conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di sostanza,

mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della

presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i

redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La

spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese

vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai

sensi dell'art. 8 Laps:

" La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli

interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1

lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

b) LT;

d) gli

alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi

legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.

1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per

acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza

individuale vincolata di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT

versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o

dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo

pilastro;

g) i

premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al

momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo

della quota cantonale media ponderata;

h) i

premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in

caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti di

cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per

le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo

dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di

3000 fr.;

b) per

i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo

effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

" La

spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

a) per le persone unità importo riconosciuto dalla

legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI per la persona sola

b) per le unità di importo riconosciuto dalla

legislazione

riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da due persone: all'AVS/AI

per i coniugi

c) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte

da sulle prestazioni complementari

più di due persone: all'AVS/AI

per i coniugi maggiorato del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con

uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte

imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art.

5 cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo

delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere

1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr.

15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01

sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre

2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni

complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine

il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

8. Nella

presente evenienza, come già visto (cfr. consid. A), l’USSI, con decisione del 22

aprile 2008, confermata con decisione su reclamo del 17 luglio 2008, ha negato all’insorgente

una prestazione assistenziale, poiché il reddito disponibile residuale della

sua unità di riferimento è più elevato del limite annuo fissato dal DSS (cfr. Doc.

A).

L’interessato

con il suo ricorso contesta in sostanza la presa in considerazione dei redditi

conseguiti dalla sua convivente, la quale si sarebbe limitata a pagare

unicamente alcune spese (affitto, alimentari, viaggi, vestiti), mentre avrebbe

lasciato a carico del ricorrente le spese relative all’AVS, all’assicurazione

malattie, le fatture del medico, del dentista e della farmacia. Egli ritiene

che non si dovrebbe prendere in considerazione la tassazione della sua convivente.

In

concreto è ammesso espressamente dal ricorrente che __________ è sua

convivente. Il concubinato risale al 2 giugno 2001.

I

conviventi hanno sottoscritto lo scorso 9 marzo 2005 un accordo che prevede

quanto segue:

" I. Feststellungen (Präembel)

1.

Wir sind

seit 2. Juni 2001 im Konkubinat in der Liegenschaft __________, __________, welche

__________ gehört, zusammen und beabsichtigen, dies auch weiterhin zu tun.

2.

RI 1 ist

berufstätig; __________ ist nicht berufstätug.

3.

Es ist unser

Wunsch und Wille, dass jedes von uns für seine eigenen Lebenshaltungskosten

aufkommen wird (Verursacherprinzip).

Considerandi

II. Vereinbarungen

1.

Die

Lebenshaltungskosten für uns beide werden grundsätzlich von beiden Partnern

gemeinsam getragen. Zu den Lebenshaltungskosten zählen insbesondere Miete

(Hypothekarzins), Kosten der Haushaltsführung (Nahrung, Waschmittel etc.)

Telefon, Radio, TV, Elektrizität, Zeitungen, Versicherungen (ohne

Krankenkasse), Auto. Wir vereinbaren, dass RI 1 an diese Kosten monatlich

pauschal Fr. 2'000.—bezahlt.

2.

Die Kosten

für persönliche Bedürfnisse (Hobbies, Kleider, Bücher, Coiffeur etc.) trägt

jede Partei selbst, ebenso die für sie anfallende Bundes-, Staats und

Gemeinde-Steuern.

3.

Diejenigen

Vermögenswerte und Gegenstände, die auf den Namen einer Partei lauten oder für

die sie einen Beleg des Eigentums vorlegt, sind deren Alleineigentum. Später

angeschaffte Gegenstände sind Miteigentum zur Hälfte, ausser es sind Belege

vorhanden, dass sie Alleinigentum des einen oder andern sind. Wir legen heute

schon fest, dass Mobiliar und Hausrat grundsätzlich im Hause bleiben sollen,

auch wenn das Haus später einmal nur noch vom einen oder andern von uns bewohnt

werden sollte.

4.

Aendern sich

die Verhältnisse, von denen die Patienten bei der Errichtung dieser

Vereinbarung ausgegangen sind, wesentlich und dauernd, hat jede Partei das

Recht, eine Anpassung zu verlangen. Wird die Erfüllung der Vereinbarung für

eine Partei unmöglich oder ist sie einer Partei nicht mehr zuzumuten, ist sie

aufzulösen.

5.

Bei Auflösung

dieser Vereinbarung nimmt jeder Partner sein Eigentum zurück (ohne Mobiliar).

Das im Hause von __________ befindliche Mobiliar bleibt ihr Eigentum, sofern RI

1.

nicht sein Eigentum beweist. Verträge unter Lebenden sind fällig und zu

erfüllen. Während der Dauer dieser Vereinbarung gemachte Schenkungen verbleiben

beim Beschenkten.

6.

Für den Fall,

dass __________ ihre Liegenschaft aus irgendwelchen Gründen (Invalidität,

Pflegeheim etc.) dauernd nicht mehr bewohnen kann, hat RI 1 während drei Jahren

ein unentgeltliches Wohnrecht im Haus von __________ (im Sinne einer zinsfreien

befristeten Miete). Die laufenden Kosten für den Betrieb des Hauses

(Elektrizität, Wasser, Heizung, Kehrichtabfuhr etc.) jedoch ohne

Liegenschaftsunterhalt und allfällige Hypothekarzinsen hat er zu bezahlen. Er

hat während diesen drei Jahren das Vorkaufsrecht an der Liegenschaft zum Preis

und den Bedingungen eines Dritten.“ (doc. 6, sottolineatura del redattore)

9.

Chiamato

ad esaminare l'operato dell'USSI, il TCA rileva innanzitutto che l’art. 21 Las,

che si riferisce all’unità di riferimento, prevede che:

" In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del

diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito

disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di intervento

delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono esclusi i

genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art.

277.

CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure escludere dall’unità

di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro obblighi di

mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del diritto, ai sensi

degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

Secondo

l'art. 4 Laps:

" L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non

sono economicamente indipendenti.” (la sottolineatura è del redattore)

Giusta

l’art. 2a Reg.Laps:

" La convivenza è considerata stabile se,

alternativamente:

a)

vi sono figli

in comune;

b)

la convivenza

procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c)

la convivenza

è durata almeno 6 mesi.”

L'unità

economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde

alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Fino

al 1° ottobre 2006 il tenore dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps prevedeva

unicamente che “l’unità di riferimento è costituita dal partner convivente, se

vi sono figli in comune”.

Dal Messaggio

concernente la modifica della Laps del 25 ottobre 2005 emerge che:

"

(…)

L’attuale

art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte dell'unità di riferimento il

partner convivente, se vi sono figli in comune.

Questa

regola era stata definita per garantire la parità di trattamento, considerando

alla stessa stregua delle coppie sposate anche le unioni libere, a condizione

che queste siano obiettivamente fondate da una convivenza e dall’esistenza di

figli in comune; solo in questo caso, il partner è perciò assimilato a un

‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei membri della coppia.

Non

appartengono invece alla medesima unità economica di riferimento i partners

senza figli in comune: i partners senza obblighi di mantenimento reciproci

(coppie non sposate senza figli in comune) sono considerati unità economiche

indipendenti a tutti gli effetti.

Dall’entrata

in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di conviventi ha subito

un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in

materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le prestazioni sociali),

conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è di per sé contrario al

principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di prestazioni sociali

anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una certa stabilità (per

non creare disparità con i nuovi coniugi).

Viola

però tale principio il tener conto della convivenza sin dal primo giorno della

stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la convivenza non ha una

stabilità simile ad un matrimonio.

Nella

sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa che occorre prendere

in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner se la loro convivenza

può essere definita "stabile". Tale sarà in particolare il caso

quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o quando educano insieme

un bambino comune. Se la convivenza può essere definita "stabile"

tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare, occorrerà dunque stabilire

un bilancio unico per i due concubini.

Per

definire se la convivenza può essere definita stabile, relativamente alla

durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di apprezzamento ai

Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo di 5 anni di

convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi. (…)”

Al

riguardo cfr. pure la sentenza del 31 agosto 2006 emessa dalla Chambre

administrative del Canton Jura, pubblicata in RJJ 1/07 e le Direttive COSAS,

versione dicembre 2007, p.to F.5.1.

A

proposito dei concubini, con sentenza 8C_790/2007 del 23 luglio 2008, destinata

a pubblicazione, il Tribunale federale ha affermato:

" 5.5 Il n'existe entre les concubins aucun devoir

légal d'entretien et d'assistance (ATF 129 I 1 consid. 3.2.4 p. 6; voir aussi ATF 106

II 1 consid. 2 p. 4). En matière civile, la jurisprudence développée sous

l'empire de l'ancien droit du divorce a considéré, sous certaines conditions,

que le concubinage constituait une communauté assimilable au mariage pouvant

entraîner la perte du droit à la rente du conjoint divorcé. Le Tribunal fédéral

a toutefois posé la présomption (réfragable) qu'un concubinage était stable

lorsqu'il durait depuis cinq ans au moment de l'ouverture de l'action en

modification du jugement de divorce (« concubinage qualifié »; ATF 118 II 235 consid.

3a p. 237, 114 II

295.

consid. 1a p. 297; voir également Urs Fasel/Daniela Weiss, Auswirkungen des

Konkubinats auf (nach-) eheliche Unterhaltsansprüche, PJA 1/2007 p. 13 ss). En

matière d'aide sociale, il existe dans les cantons une tendance de plus en plus

marquée d'assimiler à des couples mariés des concubins qui vivent dans une

relation durable. A ce propos, si la personne assistée vit dans une relation de

concubinage stable, la jurisprudence admet qu'il n'est pas arbitraire de tenir

compte de cette circonstance dans l'évaluation des besoins d'assistance, quand

bien même il n'existe pas un devoir légal et réciproque d'entretien entre les

partenaires. Dans

cette optique, il est admissible de tenir compte du fait que ces derniers sont

prêts à s'assurer mutuellement assistance (FamPra.ch 2004 p. 434 [arrêt du 12

janvier 2004,2P.242/2003 consid. 2]; arrêt du 10 juillet 2006,2P.230/2005

consid. 3.3, arrêt du 12 janvier 2004,2P.218/2003 consid. 3.2, arrêt du 24 août 1998,2P.386/1997;

Thomas Gächter/ Myriam Schwendener, Nichteheliche Lebensgemeinschaften im

Sozialversicherungsrecht, Ein Beitrag zum Verhältnis von Familien-und

Sozialversicherungsrecht, in : FamPra.ch 2005, p. 857 s.; Felix Wolffers,

Grundriss des Sozialhilferechts, 2ème éd, Berne 1999, p. 162; Peter Stadler,

Unterstützung von Konkubinatspartnern, in: Zeitschrift für Sozialhilfe [ZeSo]

1999, p. 29 ss). A

ce propos, les directives de la Conférence suisse des institutions d'action sociale

(CSIAS) prévoient que si les partenaires vivent en concubinage stable et si une

seule personne est bénéficiaire de l'aide sociale, le revenu et la fortune du

partenaire non bénéficiaire peuvent être pris en compte de manière appropriée. Elles précisent qu'un concubinage est

considéré comme stable, notamment, s'il dure depuis deux ans au moins ou si les

partenaires vivent ensemble avec un enfant commun (norme CSIAS 12/07 F.5 - 2).

Dans ce même ordre d'idées, le Tribunal fédéral a jugé, s'agissant de l'avance

de pensions alimentaires, qu'une disposition cantonale selon laquelle les

revenus du concubin du parent ayant droit sont pris en compte, et l'avance

alimentaire accordée seulement si le revenu total des deux concubins ne dépasse

pas la limite fixée, n'était pas arbitraire (ATF 129 I 1).”

In

concreto, dunque, contrariamente a quanto preteso dall'insorgente, a

prescindere dall'accordo concluso tra i conviventi che regola unicamente i

rapporti interni tra le parti, la sua unità di riferimento è costituita da lui

stesso e dalla convivente di lunga data. Ancora il 22 febbraio 2008 __________,

in una “Schuldbestätigung”, successiva alla firma del predetto accordo,

ha infatti precisato che il ricorrente “seit dem 1.7.06 bei mir Kost und

Logie bezieht und ich zusätzlich für seine laufenden Rechnungen; Tel. Gebühren, Krankenkasse, Kleider, Arznei, Zahnart, Brille, Steuern

und Transporte aufkomme. Einen Teil vergütet

Herr RI 1 durch Arbeiten in meinem Auftrag, z.B. Wäsche Haushalt. Den Rest habe

ich als Schuldbelastung für die Jahre (…) notiert.“ (doc. 17).

L’insorgente

non può pertanto sfuggire al cumulo dei redditi, previsto dalla legge

cantonale, tramite un accordo privato. Sarebbe altrimenti possibile, con la

stipulazione di convenzioni tra conviventi, eludere facilmente gli art. 4 Laps e

2a Reg. Laps.

La

Laps, in effetti, a differenza delle assicurazioni sociali federali, parifica la convivenza tra due persone (non è necessario che si tratti

di un’unione registrata, che del resto è possibile unicamente tra persone dello

stesso sesso - cfr. art. 1 e 2 Legge sull’unione domestica registrata,

LUD, in vigore dal 1° gennaio 2007) al matrimonio (art. 4

Laps; riguardo agli assegni di famiglia cfr. RDAT II-2001 N. 22 pag. 89 segg.;

STCA del 26 gennaio 2001 nella causa B.P.; STCA del 24 luglio 2000 nella causa

A.I.; STCA del 15 aprile 1996 nella causa M.M.).

Ai fini

della determinazione del diritto o meno del ricorrente a una prestazione

assistenziale vanno conseguentemente considerati i redditi e le spese suoi e della

convivente.

Come

emerge dal calcolo delle prestazioni assistenziali (doc. 2), ritenuto in

particolare che la convivente beneficia di un importo annuo di fr. 120'000 di

alimenti, oltre a fr. 16'438 di reddito da titoli e capitali e fr. 20'385 di

valore locativo e affitti (cfr. tassazione 2006) e possiede una sostanza computabile

di fr. 1’871’881, l’interessato non ha diritto all’aiuto statale richiesto, non

presentando nessuna lacuna di reddito, siccome

il reddito disponibile residuale risulta più elevato della soglia di intervento (fr. 162'823 al mese a disposizione; cfr. la tabella di calcolo,

doc. 2).

Per

cui, la decisione dell’USSI, di non concedere prestazioni all’insorgente, si

rivela corretta.

A

questo proposito, il fatto che l’insorgente ha affermato di prendere in

considerazione un trasloco così da poter comporre due unità di riferimento

distinte, nel caso di specie non è determinante nella misura in cui questo

tribunale deve limitare l'esame del caso alla situazione effettiva che si

presenta all'epoca in cui è stata resa la decisione impugnata. I fatti accaduti posteriormente e

che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un

nuovo provvedimento (fra le tante cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248

consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

10.

Per quanto concerne la non perfetta conoscenza dell’italiano, va

rammentato che con sentenza del 9 gennaio 2007 (inc. 36.2006.155), nell’ambito

di una causa concernente una richiesta di sussidio per il pagamento dei premi

della Cassa malati, questo Tribunale ha rammentato che:

" (…) in DTF 128 V 34, a proposito della

territorialità della lingua (art. 70 cpv. 2 Cost.), il TFA ha affermato:

“ aa)

D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la Constitution de 1874, la

liberté de la langue faisait partie des libertés non écrites de la Constitution

fédérale. Elle garantit l'usage de la langue maternelle, ou d'une autre langue

proche, voire de toute langue de son choix. Lorsque cette langue est en même

temps une langue nationale, son emploi était en outre protégé par l'art. 116 al. 1 aCst. Dans les rapports avec les

autorités toutefois, la liberté de la langue est limitée par le principe de la

langue officielle.

En effet, sous réserve de dispositions particulières (par exemple les art. 5

par. 2 et 6 par. 3 let. a CEDH), il n'existe en principe aucun droit à

communiquer avec les autorités dans une autre langue que la langue officielle. Celle-ci

est elle-même liée au principe de la territorialité, au sens où elle correspond

normalement à la langue qui est parlée dans le territoire concerné. Ces principes ont été

formalisés dans la Constitution de 1999, notamment aux art. 18 et 70 (sur ces

divers points: ATF 127 V 225 consid. 3b/aa et les références citées).

bb) Le principe de la

territorialité des langues a pour conséquence que les parties doivent

s'adresser aux autorités judiciaires cantonales dans la langue officielle du

canton (ATF 108 V 208; RDAT 1993 II no 78 p. 215; MARCO BORGHI, Langues

nationales et langues officielles, in: THÜRER/AUBERT/MÜLLER [éd.], Droit

constitutionnel suisse, Zurich 2001, § 37 ch. 39; en ce qui concerne la

procédure administrative dans le domaine de l'assurance-invalidité: STÉPHANE

BLANC, La procédure administrative en assurance-invalidité, thèse Fribourg

1999, p. 125 sv.). Selon la jurisprudence, dans les relations avec ses

autorités, les cantons peuvent imposer leur langue officielle comme langue

judiciaire et exiger la traduction des actes de procédure rédigés dans une

autre langue, fût-elle l'une des langues officielles de la Confédération (SJ

1998.

p. 312 consid. 3 et les références).”

Per

cui nel caso di specie l’insorgente non può lamentarsi di non aver trovato

interlocutori con i quali parlare nella sua lingua madre. Inoltre, va comunque

evidenziato come le

asserite difficoltà linguistiche non hanno impedito all’insorgente di inoltrare

le domande di sussidio per il 2004 e per il 2005, di rispondere alle richieste

dell’amministrazione in ambito di accertamento dei redditi (cfr. allegati al

doc. 1), di inoltrare, a suo dire, un reclamo (cfr. doc. 2), di rivolgersi, con

uno scritto in tedesco, ad un funzionario del Cantone e di impugnare la

decisione litigiosa al TCA.

In questo senso le difficoltà linguistiche non sono state di impedimento

per la salvaguardia dei suoi diritti.”

Nel

caso di specie l’assicurato fa valere difficoltà di contatto con l’USSI. Egli

ha tuttavia potuto dapprima inoltrare reclamo all’autorità cantonale ed in

seguito ricorso al TCA, che dispone di pieno potere cognitivo. Le sue censure,

seppur respinte, sono state tenute in debita considerazione da questo

Tribunale. Per cui l’asserita mancata conoscenza dell’italiano non gli è stata

di pregiudizio.

11.

Per quanto attiene, infine, l’obbligo di informare, con sentenza del

23.

novembre 2006, inc. 36.2006.162, al consid. 2.11, il TCA, sempre nell’ambito

dei sussidi, ha affermato:

" Per quanto attiene alla censura ricorsuale secondo

cui l’insorgente non sarebbe stato informato circa la possibilità in generale

di chiedere il sussidio, va innanzitutto rilevato che egli non sostiene di aver

ottenuto informazioni errate o di essersi rivolto ad uffici amministrativi

senza ottenere risposte in merito alle sue richieste.

In casu non può, dunque, essere richiamato il diritto alla protezione

della buona fede di cui all’art. 9 Cost.

Infatti, secondo la giurisprudenza, di

regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità, intervenendo in

una situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a

rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che

l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi dell'informazione

ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio

(cfr. STFA del 25 ottobre 2005 nella causa K. e B., K 107/05, consid. 3.1.; DTF

127.

I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 no. KV 126 pag. 223, no.

KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,

la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 121 V 66 consid.

2a e sentenze ivi citate).

Non essendo in presenza, in concreto, di

informazioni erronee fornite dalle autorità competenti, la buona fede del

ricorrente non può in nessun caso essere tutelata.

Va poi rammentato che di principio il sussidio dell’assicurazione

malattia viene concesso solo se l’assicurato bisognoso ne fa esplicita

richiesta. Se l’interessato non inoltra l’istanza, il sussidio non viene

attribuito. Solo i beneficiari di prestazioni complementari, di regola,

ottengono la riduzione del premio automaticamente (cfr. art. 28 e 40 LCAMal).

Non esiste invece, di regola, un obbligo, per l’UAM, di informare

personalmente tutti i cittadini residenti in Ticino della possibilità di

ottenere il sussidio. L’informazione avviene in forma generale con

pubblicazioni sui giornali e sul Foglio Ufficiale. In particolare le modifiche

legislative e i decreti esecutivi con i quali il Consiglio di Stato fissa i

limiti di reddito che danno diritto all’ottenimento della riduzione del premio

sono pubblicati sul Foglio Ufficiale, mentre i termini per l’inoltro della

richiesta, oltre ad essere fissati nella legge, posso essere chiesti agli

Uffici competenti per il rilascio di tali informazioni (in particolare l’UAM e

le cancellerie comunali).

Di conseguenza l’assicurato non può prevalersi dell’ignoranza della

legge (per dei casi analoghi cfr. STCA del 5 ottobre 2006 nella causa C.,

36.2006

; STCA del 9 dicembre 2002 nella causa D., 36.2002.119, già

menzionata al consid. 2.9.).”

Analogamente,

nel caso di specie, l’interessato non può neppure prevalersi di un’asserita

assenza di informazioni.

12.

Alla

luce di quanto sopra esposto, la decisione su reclamo merita conferma, mentre

il ricorso va respinto.

13.

Con

il ricorso l’insorgente dice di essere a disposizione per chiarimenti ed indica

il suo numero di telefono.

Il

TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza

per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2

Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti,

secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento

pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e

inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad

esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di

testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile

obbligo (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2

che ha confermato questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF

124.

V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

In

concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad

un’udienza pubblica (il ricorrente ha indicato di essere a disposizione per

chiarimenti), questo TCA rinuncia ad un’audizione delle parti poiché superflua

ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06,

consid. 2).

Del

resto dagli atti prodotti emerge chiaramente la correttezza della decisione dell’USSI.

Conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.

320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA

dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122

III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere

sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.;

DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e

riferimenti).

In

concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita

dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori

prove e all’audizione delle parti.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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