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Decisione

42.2010.20

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

21 ottobre 2010Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

S. 156 ff.; vgl. auch Matthias Suter, Der neue Rechtsschutz vor dem

Bundesgericht, Bamberg 2007, S. 255 f.).

Nach der Rechtsprechung ist eine Entscheidung

willkürlich, wenn sie eine Norm oder einen klaren und unumstrittenen

Rechtsgrundsatz offensichtlich schwer verletzt, sich mit sachlichen Gründen

schlechthin nicht vertreten lässt oder in stossender Weise dem

Gerechtigkeitsgedanken zuwiderläuft. Das Bundesgericht hebt einen Entscheid

jedoch nur auf, wenn nicht bloss die Begründung, sondern auch das Ergebnis

unhaltbar ist. Willkürliche Rechtsanwendung liegt zudem nicht schon vor, wenn

eine andere Lösung vertretbar oder sogar vorzuziehen wäre (BGE 134 I 140 E. 5.4

S. 148, 133 I 149 E. 3.1 S. 153 mit Hinweisen).

9.4 Da kein Fall der Eingriffs-, sondern ein

solcher der Leistungsverwaltung vorliegt (vgl. dazu Beatrice Weber-Dürler, Zur

neusten Entwicklung des Verhältnismässigkeitsprinzips, in: Mélanges Pierre

Moor, Bern 2005, S. 602), kann zum vornherein nicht gesagt werden, mit einer

milderen Massnahme hätte derselbe Zweck erreicht werden können. Die

Sozialbehörde hatte grundsätzlich nur die Möglichkeit, die Mietzinsausstände zu

bezahlen oder dies nicht zu tun.

Man kann sich daher höchstens fragen, ob das

Vorgehen der Sozialbehörde zweckmässig war, zumal die Zuweisung einer

Notwohnung und der damit verbundene Umzug ebenfalls mit Kosten verbunden ist,

für welche die Sozialbehörde aufzukommen hat. Für die Sozialbehörde geht es

indessen nicht nur um den offenen Mietzinsbetrag von total Fr. 9'480.--,

sondern auch um die Frage, ob sie dazu verhalten werden kann, Mietzinsausstände

von Sozialhilfeempfängern aus einem Zeitraum vor Gewährung der Sozialhilfe zu

begleichen. Wäre dem so, könnten sich Wohnungsmieter und -vermieter darauf

verlassen, dass offene Mietzinse von der Sozialhilfe bezahlt werden, wenn mit

der Ausweisung gedroht wird. Das Inkassorisiko hat aber nicht in erster Linie

der Staat, sondern der Vermieter zu tragen. Zudem stünde zu befürchten, dass

Wohnungsmieter Mietzinsschulden anwachsen lassen könnten im Wissen darum, dass

später die Sozialbehörde dafür aufzukommen haben werde.

Insgesamt ergibt eine Interessenabwägung, dass

Gründe sowohl für als auch gegen die Übernahme der Mietzinsschulden der

Beschwerdeführer von Fr. 9'480.-- durch die Sozialbehörde sprechen. Dass

erstere Lösung ebenfalls vertretbar gewesen wäre oder den von den

Beschwerdeführern angeführten Interessen (E. 9.1 hievor) allenfalls gar besser

gerecht geworden wäre, ist indessen unter dem Gesichtswinkel des Willkürverbots

ohne Belang (vgl. BGE 134 I 153 E. 3.4 S. 156). § 22 SHV schreibt denn auch

vor, dass Schulden nur ausnahmsweise, d. h. in der Regel nicht zu übernehmen

sind. Dies entspricht auch lit. A.4-2 der SKOS-Richtlinien. Wenn sich die

Sozialbehörde an diese Regel gehalten und in casu keine Ausnahme gemacht hat,

ist dies nicht unhaltbar und willkürlich (vgl. E. 9.3 hievor). Von einer

Considerandi

rechtsfehlerhaften Ermessensausübung (E. 2.1 hievor) kann ebenfalls nicht

gesprochen werden. Nach dem Gesagten ist der angefochtene Entscheid in diesem

Punkt nicht zu beanstanden." (cfr. STF 8C_139/2008, consid. 9.1 a 9.4)

2.6

Secondo la

direttiva COSAS H.7, riguardante l’aiuto a persone che esercitano un’attività

indipendente, le prestazioni finanziarie dell’aiuto sociale consistono

nell’assicurare (a titolo complementare) il minimo esistenziale durante un

periodo limitato. Questo periodo può essere prolungato se è imminente un

“turnaround” della situazione.

L’assistito

può procedere a piccoli investimenti a carico dell’aiuto sociale se l’impresa

garantisce già i mezzi necessari al suo mantenimento, purché tali investimenti

evitino una dipendenza dall’aiuto sociale anche in futuro. Di regola, le spese

aziendali non vengono assunte dall’aiuto sociale.

2.7

Nella

concreta fattispecie, dagli atti dell’incarto emerge che nel corso

dell’incontro che ha avuto luogo a __________ il 25 luglio 2008 tra la ricorrente

e i rappresentanti dell’USSI, questi ultimi hanno fatto presente all’insorgente

che per il mese di agosto 2008 sarebbe stato ancora versato, in via

eccezionale, l’importo corrispondente alla metà del supplemento erogato per

l’affitto, mentre a partire dal mese di settembre 2008 non sarebbe stato più

possibile riconoscere ad alcun supplemento per l’affitto (cfr. doc. VII/B1).

Come

rilevato dall’USSI nella propria decisione su reclamo, già dal mese di luglio

2008.

la ricorrente era pertanto stata informata della necessità di provvedere

ad un alloggio più conveniente (cfr. doc. IV).

L’USSI

rileva inoltre che nel periodo da gennaio ad aprile 2009 RI 1 non ha più

richiesto le prestazioni di assistenza, e che proprio durante questo lasso di

tempo l’insorgente ha potuto far fronte solo parzialmente al pagamento della

pigione, accumulando il debito per il quale ora chiede il versamento della

prestazione. Sin dal mese di luglio 2009, poi, l’amministrazione ha appurato

che i rapporti personali tra l’insorgente ed i proprietari dell’abitazione

erano talmente deteriorati che non vi era nessuna possibilità di evitare la

rescissione del contratto di affitto, motivo per cui l’USSI, non risultando

risolutiva la copertura delle pigioni arretrate, non ha preso a carico queste

spese (cfr. doc. IV). La ricorrente, dal canto suo, non contesta questi

aspetti.

Visto

quanto precede, tutto ben considerato, questo Tribunale ritiene che l’USSI, nel

non concedere alla ricorrente l’importo da lei richiesto, non abbia, nel caso

concreto, abusato o fatto un uso scorretto del proprio potere di apprezzamento.

Infatti, come previsto dalla legge, i debiti privati sono da pagare solo in via

eccezionale. Con tutta evidenza, l’attività indipendente svolta dalla

ricorrente non le ha portato entrate sufficienti a coprire le spese di alloggio

e pertanto non ha potuto garantire i mezzi necessari al suo mantenimento. In

questo contesto, è rilevante la circostanza che RI 1 ha accumulato il debito

proprio nel periodo in cui non ha richiesto prestazioni assistenziali. Inoltre,

anche secondo la direttiva COSAS H.7 (cfr. consid. 2.6), di regola il sostegno

sociale non prende a carico le spese aziendali.

La

decisione su reclamo del 15 giugno 2010 deve pertanto essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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