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Decisione

42.2010.35

Contestato importo della prestaz.assist.Fr.1'199/mese per il periodo 7-10/2010 da confermare(pigione,premio CM,soglia di interv.,alimenti da ex marito).Il conguaglio riscaldam.esula dalla vertenza.Per

25 maggio 2011Italiano39 min

Source ti.ch

Fatti

i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il

perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di

disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni

integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni

assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.

2.6. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare

alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali

propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa

legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono

la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola

carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art.

19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art. 19

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las

rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da

molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS

(cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione

delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in

Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza

dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,

che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione

del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di

bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove

direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,

che a far tempo dal 1° gennaio 2008 la soglia di intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento

(economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento

(raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento

delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1 persona

960.--

100.--

1060.--

Considerandi

2.

persone

1469.

--

100.

--

1569.

--

3.

persone

1786.

--

100.

--

1886.

--

4.

persone

2054.

--

100.

--

2154.

--

5.

persone

2323.

--

100.

--

2423.

--

6.

persone

2592.

--

100.

--

2692.

--

7.

persone

2861.

--

100.

--

2961.

--

Per ogni persona supplementare

+ 269.--

-

+ 269.--

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o

più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della

COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento

mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età;

l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste

persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)

Gli

importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2009 e 2010

(cfr. BU 13/2010 del 26 febbraio 2010, pag. 82-83).

2.7

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la

deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche

alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per

l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) …

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari

(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni

stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo

annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le

persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.

Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18

settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle

prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio

n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.8

Nella

presente evenienza, come già visto (cfr. consid. 1.1.), l’USSI, con due

decisioni su reclamo del 3 novembre 2010 (cfr. doc. A inc. 42.2010. 38; doc. A1

inc. 42.2010.35), ha confermato le precedenti decisioni del 30 aprile 2010

(cfr. doc. 338 inc. 42. 2010.35), rispettivamente 29 luglio 2010 (cfr. doc. 292

inc. 42. 2010.35) con cui ha assegnato ad RI 1 una prestazione assistenziale di

fr. 1'199.-- mensili sia per il periodo maggio-settembre 2010 (cfr. cfr. doc.

338.

inc. 42. 2010.35), che per i mesi da agosto a ottobre 2010 (cfr. doc. 292

inc. 42. 2010.35).

La

ricorrente ha sollevato diverse obiezioni riguardo ai due calcoli effettuati

dall’amministrazione, che risultano peraltro identici (cfr. doc. 338 inc. 42.

2010.

; doc. 292 inc. 42. 2010.35).

In

particolare la stessa ha censurato l’importo computato a titolo di pigione, il

premio della cassa malati riconosciuto, le spese quotidiane correnti

considerate.

L’insorgente

ha inoltre contestato il computo dell’intero ammontare del contributo

alimentare che il suo ex marito le versa, invece che solamente l’importo al di

sopra della somma di fr. 10'000.-- di sostanza esente annuale.

2.9

Chiamato a

esaminare l’operato dell’USSI, il TCA rileva, innanzitutto, che per quanto

attiene alla spesa per l’alloggio, come sopra esposto (cfr.consid.

2.7

), l’art. 22 lett. c Las prevede che, per il calcolo della spesa per

l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive

fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.

Giusta

l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso

di unità di riferimento composte da una persona, come quella della ricorrente,

pari all’importo riconosciuto dalla LPC alle persone sole, ossia a fr.

13’200.--.

La norma

introdotta nel 2006 dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime

previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:

"

La spesa per l'alloggio è definita come segue:

a) per

l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.

b) per il

proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per

le spese accessorie."

La Laps

non fa dunque capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato

sulla base della pigione netta.

L’art. 22

lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.

Ai sensi

dell’art. 10 cpv. 1 lett. b, valido dal 1° gennaio 2008, vanno, in effetti,

computate le spese per la pigione di un appartamento e le relative spese

accessorie (effettive), nei limiti degli importi di fr. 13'200.-- per le

persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.

consid. 2.7.).

In

concreto la ricorrente abita a __________ in un appartamento di 3 ½ locali

preso in locazione (cfr. doc. 11 inc. 42.2010.35).

A titolo

di pigione dal relativo contratto risulta un importo mensile di fr. 1’000.--,

corrispondenti alla somma di fr. 12'000.-- annui.

Le spese

accessorie ammontano a fr. 180.-- al mese pari a fr. 2'160.-- all’anno (cfr.

doc. 11 inc. 42.2010.35).

L’importo

complessivo di fr. 14'160.-- (fr. 12'000.-- + fr. 2'160.--) annui, ossia fr.

1'180.-- al mese, è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 13’200.--.

A ragione,

pertanto, l’USSI ha conteggiato unicamente la somma di fr. 13'200.-- (cfr. doc.

338.

inc. 42.2010.35; doc. 292 inc. 42.2010.35).

2.10

La ricorrente

ha, poi, asserito di dover far fronte al conguaglio delle spese di

riscaldamento di fr. 530.05 del 18 marzo 2011 ma inerente al periodo gennaio –

dicembre 2010 (cfr. doc. XII inc. 42.2010.35; doc. XI inc. 42.2010.38).

Tale

questione esula, tuttavia, dalla presente vertenza.

In

effetti l’amministrazione, nelle decisioni del 3 novembre 2010 impugnate, non

si pronuncia in merito (cfr. doc. A inc. 42.2010. 38; doc. A1 inc. 42.2010.35).

Al

riguardo è utile evidenziare che per costante giurisprudenza

la decisione impugnata costituisce il presupposto e il contenuto della

contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_360/2010 del 30

novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V

51.

consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).

2.11

Ai sensi

dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.7.),

quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno

computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo

della quota cantonale media ponderata.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio

riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di

base contro le malattie.

A titolo

di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo

a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa

malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale

media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica

della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del

reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo

importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una

volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;

STCA 39.2004.11 del 27 aprile 2005 consid. 2.12.).

La

ricorrente è affiliata alla cassa malati __________ (cfr. doc. 20 inc.

42.2010

; A2).

Per il

2010.

il relativo premio medio ponderato è pari a fr. 4'635.50 (cfr. Decreto

esecutivo concernente il premio riconosciuto ai singoli assicuratori malattie

per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio LAMal per l’anno 2010

del 13 ottobre 2009).

L’ammontare

di fr. 4'635.50 è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2010,

corrispondente, per gli adulti a fr. 4'200.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente

le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio

LAMal per l’anno 2010 del 13 ottobre 2009).

Pertanto

ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per la

ricorrente della quota media cantonale ponderata di fr. 4’200.--.

In casu

l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque rettamente

conteggiato la somma di fr. 4'200.-- (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292

inc. 42.2010.35), a prescindere dal premio effettivo a carico dell’insorgente.

2.12

Relativamente

alle spese quotidiane correnti fatte valere dall’insorgente (cfr. doc. I), va

osservato che l’art. 19 Las contempla il computo di un importo quale soglia

di intervento (cfr. consid. 2.6.).

Nel caso

di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento della ricorrente -

composta unicamente di quest’ultima - è pari per il 2010 a fr. 1'060.-- mensili (doc. 2.6.), ossia a fr. 12'720.-- annui.

Tale

importo corrisponde a quello computato dall’USSI nei calcoli effettuati il 30 aprile

2010.

e il 29 luglio 2010 (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292 inc.

42.2010

).

L’insorgente,

riferendosi all’art. 3 Las (“Le prestazioni assistenziali devono essere

adeguate ai bisogni e alle attitudini della persona, in modo da prevenirne lo

scadimento morale e materiale o da consentirne un conveniente inserimento nella

società”), afferma che è possibile adeguare le prestazioni ai bisogni

effettivi della persona e alla sua personale e reale condizione e che non vi

deve sempre essere un’assoluta parità di trattamento anche nel caso in cui le

spese effettive di una persona sono ben al di sopra dei valori di legge (cfr.

doc. I inc. 42.2010.35 pag. 2; doc. VII inc. 42.2010.35 = doc. VI inc.

42.2010

).

Al

riguardo giova, tuttavia, evidenziare che i redditi computabili e le spese

computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per

l’alloggio - agli art. 6, 8 e 9 Laps e all’art. 22 LAS, che contempla delle

deroghe ai disposti appena citati della Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati

in modo esaustivo.

Di

conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione

assistenziale ordinaria di un assicurato, non è possibile computarne altre non

previste dalla Laps, né dalla LAS.

Agli eventuali

ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista

esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo

della soglia di intervento, che anch’esso - definito dal DSS fondandosi sulle

disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale

(COSAS; cfr. consid. 2.6.) – non può essere oggetto di aumenti ad personam.

In simili

condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di

un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere

riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle

funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines

Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA H 231/02

del 20 agosto 2003 consid. 5), nel caso in cui l’entità di una prestazione

assistenziale ordinaria risulti da un conteggio effettuato secondo i parametri

indicati dalla legge, ovvero tenendo conto della soglia di intervento, dei

redditi e delle spese riguardanti un richiedente la pubblica assistenza che

sono previsti dalla Laps e dalla LAS, l’USSI non può aumentarne l’importo a

seconda delle richieste dell’interessato.

Ne

discende che il computo della somma di fr. 1'060.-- al mese a titolo di soglia

di intervento non presta il fianco a critiche.

2.13

Per quanto

concerne il conteggio degli alimenti che l’insorgente riceve dal suo ex

marito, l’art. 22 lett. a cfr. 1 Las prevede che tra i redditi computabili vengono

considerate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente (cfr. consid. 2.7.).

Dalle

carte processuali si evince che il matrimonio della ricorrente è stato sciolto

per divorzio con sentenza emessa dal Segretario assessore della Pretura di __________

il 22 febbraio 2008. Contestualmente è stata pure omologata la convenzione

sulle conseguenze accessorie del 4 dicembre 2007 (cfr. doc. 36 inc.

42.2010

). Con la stessa l’ex marito si è impegnato a versare all’insorgente

un contributo alimentare di fr. 1'000.-- al mese fino al 31 dicembre 2012 (cfr.

doc. 41 inc. 42.2010.35).

Tale

pensione alimentare è stata indicizzata nel 2009 a fr. 1'013.-- (cfr. doc. 28 inc. 42.2010.35).

Di

conseguenza a ragione l’USSI, nei calcoli della prestazione assistenziale

spettante alla ricorrente, ha tenuto conto, quale reddito, di un contributo

alimentare di fr. 1'013.-- mensili (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292

inc. 42.2010.35).

La

richiesta dell’insorgente di computare solo la parte degli alimenti che supera

la somma esente di fr. 10'000.-- (cfr. doc. I inc. 42.2010.35) è priva di

fondamento.

In

effetti l’importo esente di fr. 10'000.-- riguarda, giusta l’art. 22 lett. a

cfr. 2 Las, soltanto la sostanza (cfr. consid. 2.7.) e non il reddito.

Più

precisamente, nel caso di persone sole una somma di fr. 10'000.-- va decurtata dal

valore della sostanza (non afferente all’abitazione primaria per la quale è

contemplata una deduzione di fr. 100'000.--; cfr. art. 22 lett. a cfr. 2 Las),

ma non da un’entrata periodica mensile quale è la pensione alimentare in

questione.

2.14

Alla luce di

tutto quanto sopra esposto, per quanto attiene al periodo luglio – ottobre

2010, i redditi computabili sono costituiti dagli alimenti versati alla

ricorrente dall’ex marito di fr. 1’013.-- al mese, ossia fr. 12'156.-- all’anno

(cfr. consid. 2.13.).

La

sostanza computabile risulta nulla (cfr. doc. 338; 292 inc. 42.2010.35).

Le spese

computabili sono, invece, composte dalla spesa per l’alloggio di fr. 13’200.--

all’anno, fr. 1'100.-- al mese (cfr. consid. 2.9.) e dal premio della cassa

malati pari alla quota media cantonale ponderata per il 2010 di fr. 4’200.--,

fr. 350.-- al mese (cfr. consid. 2.13.).

Esse,

globalmente, corrispondono a fr. 17’400.-- all’anno, fr. 1450.-- al mese.

Di

conseguenza l’insorgente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr.

art. 5 Laps; consid. 2.7.).

Il

disavanzo ammonta, al contrario, a fr. 5’244.-- annui (redditi computabili di

fr. 12’156.-- – spese computabili di fr. 17’400.--), corrispondente a fr. 437.--

al mese.

La soglia

di intervento per il 2010 della ricorrente è pari a fr. 1'060.-- al mese (cfr.

consid. 2.12.).

Come

indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro

il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la

soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.6.).

In casu,

come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale, bensì un disavanzo di

fr. 437.-- al mese.

I sussidi

della cassa malati per il 2010 ammontano dal canto loro a fr. 298.-- mensili

(cfr. doc. 20; 285 inc. 42.2010.35).

La lacuna

di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 1'199.-- [(fr. 1’060.-- + fr. 437.--)

- fr. 298.--].

La

ricorrente ha, dunque, diritto, per il periodo luglio – ottobre 2010, a una prestazione assistenziale di fr. 1’199.--, come riconosciuto dall’Ufficio resistente.

2.15

Relativamente

ai mesi di maggio e giugno 2010, va osservato che agli atti risulta, da

un lato, una dichiarazione della Cassa disoccupazione __________ del 1° luglio

2010.

inviata all’insorgente secondo cui quest’ultima ha percepito indennità di

disoccupazione fino al 30 giugno 2010 (cfr. doc. 65 inc. 42.2010.35).

Al

riguardo in un verbale concernente un colloquio di consulenza del 30 luglio

2010.

è stato indicato che la ricorrente ha terminato il termine quadro (cfr.

doc. 279 inc. 42.2010.35).

Inoltre

tra le carte processuali vi sono due conteggi della Cassa disoccupazione del 2

giugno 2010 per il mese di maggio 2010 e del 28 giugno 2010 per il mese di

giugno 2010 (cfr. doc. 315; 330 inc. 42.2010.35).

Dall’altro,

però, risulta uno scritto del 10 giugno 2010 con cui la Cassa disoccupazione __________

aveva comunque informato la ricorrente che, avendo ricevuto comunicazione dal

TCA del suo ricorso contro la decisione su opposizione del 19 maggio 2010 con

cui la Cassa stessa le aveva riconosciuto il diritto a indennità di

disoccupazione - dopo il suo rientro dall’estero - a partire dall’11 settembre

2009, avrebbero tenuto in sospeso il pagamento delle future indennità di

disoccupazione (per il mese di giugno 2010) fino alla definizione del ricorso

da parte del Tribunale (cfr. doc. 307 inc. 42.2010.35).

Il TCA,

con sentenza 38.2010.36 emessa il 22 novembre 2010, ha respinto l’impugnativa dell’insorgente e ha stabilito che a ragione la Cassa aveva indicato

- nella decisione su opposizione del 19 maggio 2010 - alla propria Sezione di __________

di rivedere i conteggi della ricorrente afferenti al periodo gennaio-marzo

2009, riconoscendole le indennità unicamente per i primi 30 giorni dopo il 30

gennaio 2009, giorno di inizio dell’incapacità lavorativa.

In simili

condizioni e difettando un’attestazione di eventuali avvenuti versamenti, la

documentazione agli atti non permette di stabilire se per i mesi di maggio e

giugno 2010 l’assicurazione disoccupazione ha effettivamente corrisposto

all’insorgente un determinato importo e se lo stesso non è stato, in seguito,

chiesto in restituzione in quanto versato a torto.

Non

emerge, del resto, che l’amministrazione abbia proceduto a delle verifiche in

tal senso nemmeno in sede di reclamo.

Si

giustifica, pertanto, l’annullamento della decisione su reclamo del 3 novembre

2010.

afferente al periodo maggio-settembre 2010 nella misura in cui

all’insorgente è stata assegnata una prestazione assistenziale di fr. 1'199.--

per i mesi di maggio e giugno 2010, nonché il rinvio degli atti all’USSI perché

disponga accertamenti più approfonditi riguardo a eventuali versamenti

dell’assicurazione disoccupazione nei mesi di maggio e giugno 2010 e si

pronunci nuovamente sul diritto della ricorrente a una prestazione

assistenziale.

In

proposito giova ricordare che ai sensi della giurisprudenza del Tribunale

federale, allorché un tribunale cantonale decide di rinviare gli atti

all’autorità inferiore per ulteriori accertamenti, nonché per l’emanazione di

una nuova decisione e vi è la possibilità di un peggioramento della situazione

di un ricorrente a seguito delle nuove indagini, non si ventila una reformatio

in pejus. Differente è il caso in cui uno svantaggio per il ricorrente emerga

con certezza.

In

particolare l’Alta Corte, in una sentenza U 30/07 del 10 dicembre 2007 relativa

a un ricorso inoltrato da un assicurato contro una sentenza di un tribunale

cantonale delle assicurazioni che aveva annullato la decisione su opposizione

dell’assicuratore LAINF con la quale gli era stata assegnata un’IMI del 10% e

una rendita di invalidità del 22% e aveva rinviato gli atti all’assicuratore

LAINF per ulteriori accertamenti, ha rilevato che:

"

(…)

2.1

Der Beschwerdeführer rügt letztinstanzlich

einzig, für ihn könne die mit angefochtenem Entscheid verbindlich angeordnete,

durch die Metzger-Versicherungen durchzuführende medizinische

Sachverhaltsabklärung im Ergebnis nur eine Schlechterstellung zur Folge

haben, weshalb ihm die Vorinstanz nach BGE 120 V 166 vor Erlass des Rückweisungsentscheides eine reformatio in peius

hätte androhen und gleichzeitig die Gelegenheit zum Beschwerderückzug einräumen

müssen.

2.2

Demgegenüber hat das kantonale Gericht mit in

allen Teilen zutreffender Begründung, worauf verwiesen wird (Art. 36a Abs. 3

OG), richtig erkannt, dass in der von ihm angeordneten Rückweisung der Sache

zur ergänzenden Sachverhaltsabklärung und Neubeurteilung des Anspruchs auf

Invalidenrente und Integritätsentschädigung praxisgemäss keine reformatio in

peius zu erblicken ist. Denn die blosse Möglichkeit einer Schlechterstellung

der beschwerdeführenden Partei infolge Aufhebung des angefochtenen Entscheids

oder der Verwaltungsverfügung verbunden mit Rückweisung zu ergänzender

Sachverhaltsfeststellung sowie zu neuer Beurteilung der Sache gilt gemäss

ständiger Rechtsprechung nicht als reformatio in peius (ARV 1995 Nr. 23 S. 138

E. 3a mit Hinweis auf ZAK 1988 S. 615 E. 2b; Urteile des Eidgenössischen Versicherungsgerichts

I 668/03 vom 26. März 2004 und I 226/99 vom 15. Mai 2000), es sei denn, die

Rückweisung an die Verwaltung habe mit Sicherheit eine Verschlechterung der

Rechtsstellung des Beschwerdeführers zur Folge (ARV 1995 Nr. 23 S. 139 E. 3b;

Urteil des Eidgenössischen Versicherungsgerichts M 11/05 vom 9. November 2006,

E. 1.3). Davon kann hier keine Rede sein. Der Versicherte selber weist mit

Verwaltungsgerichtsbeschwerde (S. 5) zu Recht darauf hin, dass die mit

angefochtenem Rückweisungsentscheid eingeleitete Neubeurteilung der

Unfallkausalität für ihn nicht nur eine Schlechterstellung, sondern

gegebenenfalls auch eine unveränderte "Gleichstellung" zur Folge

haben kann.“ (la sottolineatura è del redattore)

Al

riguardo cfr. pure STF 9C_6/2010 del 2 luglio 2010, pubblicata in SVR 2011 IV

Nr. 19 pag. 51 e connessa alla STFA I 387/05 dell’11 maggio 2006.

2.16

L’insorgente

ha indicato di aver chiesto, avendo avuto diversi e ricorrenti problemi di

salute, il pagamento dell’abbonamento dei trasporti pubblici. Essa teme che,

avendo l’USSI deciso negativamente i suoi reclami circa l’importo della

prestazione assistenziale, sarà pure esclusa la presa a carico del citato

abbonamento (doc. I inc. 42.2010.35).

Al

riguardo giova segnalare che questa Corte, il 18 novembre 2010, ha deciso che il “reclamo” presentato dall’insorgente contro la “decisione” del 15 novembre

2010.

dell’USSI con la quale ha respinto la richiesta di riconoscerle un

abbonamento di più zone (un abbonamento Arcobaleno di una zona è già incluso

nella prestazione ordinaria) era irricevibile e ha trasmesso gli atti all’USSI

per decidere sul reclamo (cfr. inc. 42.2010.37).

Nel

giudizio menzionato è stato peraltro indicato che un ricorso al TCA avrebbe

potuto essere inoltrato contro la decisione su reclamo dell’USSI.

Non

risulta, tuttavia, alcun ricorso in merito pendente davanti a questo Tribunale.

2.17

Nel ricorso

l’insorgente ha contestato il fatto di essere tenuta a intraprendere, a meno

che non avesse consegnato un certificato medico di inabilità, l’IPT, che

secondo la stessa non sarebbe un normale programma occupazionale, bensì una

valutazione delle sue competenze da parte di una fondazione privata di utilità

pubblica che si propone l’inserimento socio-professionale di persone offese

nella loro salute fisica, psichica e mentale (cfr. doc. I inc. 42.2010.35).

A tale

proposito il TCA rileva che, a prescindere dal fatto che tale questione esula

dalla presente vertenza (cfr. consid. 2.10.), la Las contempla delle

misure di inserimento professionale per i beneficiari di prestazioni assistenziali (cfr. art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3).

Le misure

di inserimento professionale tengono conto delle condizioni sociali,

professionali, finanziarie, sanitarie e abitative degli interessati (cfr. art.

31a cpv. 2 lett. a Las).

Giusta

l’art. 31b Las:

"

Il progetto di inserimento, definito con i

beneficiari, può concretarsi nei seguenti modi:

a) attività d’utilità pubblica in un’amministrazione o in un ente

senza scopo di lucro;

b) attività o stages d’inserimento professionale definiti tramite

accordi con aziende e associazioni professionali;

c) periodi formativi finalizzati all’apprendimento o a un

miglioramento d’una qualifica professionale;

d) azioni destinate a favorire il ricupero di una

capacità lavorativa;

e) azioni destinate a favorire il ricupero o lo sviluppo

dell’autonomia sociale.”

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

contro la decisione su reclamo del 3 novembre 2010 afferente al periodo

agosto-ottobre 2010, in quanto ricevibile, è respinto.

2. Il ricorso

contro la decisione su reclamo del 3 novembre 2010 relativa al periodo

maggio-settembre 2010, in quanto ricevibile, è parzialmente accolto ai

sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo impugnata è annullata nella misura in cui all’insorgente è

stata assegnata una prestazione assistenziale di fr. 1'199.-- per i mesi di

maggio e giugno 2010.

§§ Gli

atti sono rinviati all’USSI per complemento istruttorio ai sensi del consid.

2.15. e nuova decisione.

§§§ Per

il periodo luglio-settembre 2010 la decisione su reclamo è confermata.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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