42.2010.35
Contestato importo della prestaz.assist.Fr.1'199/mese per il periodo 7-10/2010 da confermare(pigione,premio CM,soglia di interv.,alimenti da ex marito).Il conguaglio riscaldam.esula dalla vertenza.Per
25 maggio 2011Italiano39 min
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Numero d'incarto:
42.2010.35
Data decisione, Autorità:
25.05.2011, TCA
Titolo:
Contestato importo della prestaz.assist.Fr.1'199/mese per il periodo 7-10/2010 da confermare(pigione,premio CM,soglia di interv.,alimenti da ex marito).Il conguaglio riscaldam.esula dalla vertenza.Per periodo maggio e giugno2010 atti rinviati all'USSI per accertare se ricorrente ha percepito o no ID
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
REDDITO COMPUTABILE
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
SOGLIA DI INTERVENTO
SPESA COMPUTABILE
SPESA PER L'ALLOGGIO
art. 8 cpv. 1 let. g LAPS
art. 18 LAS
art. 19 LAS
art. 22 LAS
art. 22 let. c LAS
art. 22 let. a cf. 1 LAS
art. 31a segg. LAS
Raccomandata
Incarto n.
42.2010.35
42.2010.38
RS/sc
Lugano
25 maggio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 8 novembre 2010
di
RI 1
contro
le decisioni su reclamo del 3 novembre
2010 emanate da
Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in
fatto
1.1. Mediante
separate decisioni su reclamo del 3 novembre 2010 (cfr. doc. A inc. 42.2010.
38; doc. A1 inc. 42.2010.35) l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(USSI) ha confermato le precedenti decisioni del 30 aprile 2010 (cfr. doc. 338 inc.
42. 2010.35), rispettivamente 29 luglio 2010 (cfr. doc. 292 inc. 42. 2010.35)
con cui ad RI 1 è stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 1'199.--
mensili sia per il periodo maggio-settembre 2010 (cfr. cfr. doc. 338 inc. 42.
2010.35), che per i mesi da agosto a ottobre 2010 (cfr. doc. 292 inc. 42.
2010.35).
1.2. Contro la
decisione su reclamo del 3 novembre 2010 relativa al periodo agosto-ottobre
2010 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, rilevando segnatamente che
l’effettivo importo mensilmente versato da lei per la pigione e le spese
ammonta a fr. 1'180.-- e non a fr. 1'100.-- come invece calcolato dall’USSI
quale tetto massimo di spesa per l’alloggio per una persona sola.
Essa ha
precisato che anche l’importo della cassa malati è superiore ai fr. 350.--
previsti dalle tabelle dell’amministrazione, peraltro risalenti al 2003 e non
aggiornate. Al riguardo la stessa ha osservato che nel 2010 il premio ammontava
a fr. 396.70 e da gennaio 2011 a fr. 426.60.
La
ricorrente ha rilevato che pure le spese quotidiane correnti sono di gran lunga
superiori a quelle calcolate dall’USSI che non tengono conto dell’aumento del
carovita.
La
medesima ha poi indicato di percepire una parte di mantenimento dall’ex marito
ancora per un paio di anni. In proposito essa ha contestato il fatto che
l’USSI, anziché calcolare come reddito solo la differenza al di sopra di fr.
10'000.- di sostanza esente annuale, calcola l’intero ammontare che riceve
quale reddito (fr. 1'013.- x 12).
L’insorgente
ha, altresì, censurato il modo di agire dell’USSI, il quale, se la stessa
avesse consegnato un certificato medico di inabilità, l’avrebbe segnalata per
un programma di inserimento professionale.
Al
riguardo essa ha, in particolare, specificato che non si tratterebbe di un
programma occupazionale, quanto piuttosto di una valutazione delle sue
competenze da parte di una fondazione privata di utilità pubblica che si
propone l’inserimento socio-professionale di persone offese nella loro salute
fisica, psichica e mentale. La stessa ha puntualizzato che ciò risulta
offensivo e lesivo della sua persona
L’insorgente
ha, infine, indicato di aver chiesto, avendo avuto diversi e ricorrenti problemi
di salute, il pagamento dell’abbonamento dei trasporti pubblici. Essa teme che,
avendo l’USSI deciso negativamente i suoi reclami circa l’importo della
prestazione assistenziale, sarà pure esclusa la presa a carico del citato
abbonamento.
1.3. Questa
Corte, il 16 novembre 2010, ha inviato all’insorgente la seguente lettera:
"
Abbiamo ricevuto il suo scritto (ricorso) dell’8
novembre 2010 (cfr. allegato).
La invitiamo a voler
precisare – entro il termine di 5 giorni – se con tale suo scritto
intende ricorrere unicamente contro la decisione su reclamo del 3
novembre 2010 da lei allegata (relativa al reclamo del 5 agosto 2010 – periodo
01.08.2010-31.10.2010) o anche contro l’ulteriore decisione su reclamo
sempre datata 3 novembre 2010 (relativa al reclamo del 7 maggio 2010 – periodo
01.05.2010-30.09.2010).” (Doc. II inc. 42.2010.35)
Il 17
novembre 2010 la ricorrente ha risposto, in buona sostanza, che intende
ricorrere contro entrambe le decisioni su reclamo emesse dall’USSI (cfr. doc.
II inc. 42.2010.38; doc. III inc. 42.2010. 35).
1.4. L’USSI, con
due distinte risposte del 24 novembre 2010 di analogo tenore, ha postulato la
reiezione delle impugnative con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra,
nei considerandi di diritto (cfr. doc. V inc. 42.2010.35; doc. IV inc.
42.2010.38).
1.5. Il 30
novembre 2010 con un unico atto l’insorgente si è espressa nuovamente in merito
alla fattispecie (cfr. doc. VII inc. 42.2010.35 = doc. VI inc. 42.2010.38).
1.6. L’amministrazione
ha presentato le proprie osservazioni in merito il 20 dicembre 2010 (cfr. doc. IX
inc. 42.2010.35; doc. VIII inc. 42.2010.38), le quali sono state inviate per
conoscenza alla ricorrente (cfr. doc. X inc. 42.2010.35; doc. IX inc.
42.2010.38).
1.7. Il 16
febbraio 2011 l’insorgente ha comunicato di essere sempre in attesa di una
sentenza da parte del TCA in merito ai suoi ricorsi (cfr. doc. XI inc.
42.2010.35; doc. X inc. 42.2010.38).
1.8. L’insorgente
nel mese di maggio 2010 ha comunicato che il caso è ancora attuale, in quanto
dopo aver trovato un’occupazione solo da metà dicembre 2010 a fine febbraio 2011 si ritrova nella stessa situazione di indigenza che nel corso del 2010. Essa
ha precisato di dover fronteggiare innumerevoli spese mensili e impreviste, tra
le quali un conguaglio spese di riscaldamento di fr. 530.05 del 18 marzo 2011
ma inerente al periodo gennaio – dicembre 2010 (cfr. doc. XII inc. 42.2010.35;
doc. XI inc. 42.2010.38).
1.9. I doc.
XII inc. 42.2010.35 e XI inc. 42.2010.38 sono stati trasmessi
per conoscenza all’USSI (cfr. doc. XIII inc. 42.2010.35; doc. XII inc.
42.2010.38).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre
2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
2.2. Secondo
l’art. 51 Lpamm - disposizione applicabile in virtù del rinvio al diritto
sussidiario di cui all’art. 31 della Lptca -, quando siano proposti davanti
alla stessa Autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il medesimo,
l’Autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i ricorsi
con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa della
istruzione o della decisione delle altre.
Nella
concreta evenienza, visto che i ricorsi presentati dall’insorgente sono diretti
contro due decisioni analoghe che pongono gli stessi temi giuridici e che sono
state emesse entrambe dall’USSI, è accertata la connessione tra loro. Per
economia processuale, le procedure ricorsuali sono dunque congiunte in un unico
procedimento giudiziario (cfr. DTF 128 V 124 consid. 1; STF 8C_913/2009,
8C_914/2009 del 7 dicembre 2009).
Nel
merito
2.3. Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’importo della prestazione
assistenziale riconosciuta ad RI 1 per il lasso di tempo complessivo
maggio-ottobre 2010 è o meno corretto.
2.4. L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.5. L'art. 1 Las
stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che
"
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato.”
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971.”
Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
Fatti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.6. Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS
(cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione
delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza
dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,
che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione
del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di
bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove
direttive della COSAS - peraltro non richiesto dall’art. 19 della Las" -,
che a far tempo dal 1° gennaio 2008 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona dell'unità di riferimento
(economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento d'integrazione (adattamento
delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1 persona
960.--
100.--
1060.--
Considerandi
2.
persone
1469.
--
100.
--
1569.
--
3.
persone
1786.
--
100.
--
1886.
--
4.
persone
2054.
--
100.
--
2154.
--
5.
persone
2323.
--
100.
--
2423.
--
6.
persone
2592.
--
100.
--
2692.
--
7.
persone
2861.
--
100.
--
2961.
--
Per ogni persona supplementare
+ 269.--
-
+ 269.--
B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS).
Per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento
mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più anni di età;
l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di queste
persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)
Gli
importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2009 e 2010
(cfr. BU 13/2010 del 26 febbraio 2010, pag. 82-83).
2.7
L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1.
vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3.
vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1.
non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2.
non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3.
non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4.
le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c)
Spesa per l’alloggio
Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare imponibile, la
deduzione sociale per i coniugi giusta la legge tributaria si applica anche
alle famiglie monoparentali e alle coppie conviventi.
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;
i) ...
j) …
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.
Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18
settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.8
Nella
presente evenienza, come già visto (cfr. consid. 1.1.), l’USSI, con due
decisioni su reclamo del 3 novembre 2010 (cfr. doc. A inc. 42.2010. 38; doc. A1
inc. 42.2010.35), ha confermato le precedenti decisioni del 30 aprile 2010
(cfr. doc. 338 inc. 42. 2010.35), rispettivamente 29 luglio 2010 (cfr. doc. 292
inc. 42. 2010.35) con cui ha assegnato ad RI 1 una prestazione assistenziale di
fr. 1'199.-- mensili sia per il periodo maggio-settembre 2010 (cfr. cfr. doc.
338.
inc. 42. 2010.35), che per i mesi da agosto a ottobre 2010 (cfr. doc. 292
inc. 42. 2010.35).
La
ricorrente ha sollevato diverse obiezioni riguardo ai due calcoli effettuati
dall’amministrazione, che risultano peraltro identici (cfr. doc. 338 inc. 42.
2010.
; doc. 292 inc. 42. 2010.35).
In
particolare la stessa ha censurato l’importo computato a titolo di pigione, il
premio della cassa malati riconosciuto, le spese quotidiane correnti
considerate.
L’insorgente
ha inoltre contestato il computo dell’intero ammontare del contributo
alimentare che il suo ex marito le versa, invece che solamente l’importo al di
sopra della somma di fr. 10'000.-- di sostanza esente annuale.
2.9
Chiamato a
esaminare l’operato dell’USSI, il TCA rileva, innanzitutto, che per quanto
attiene alla spesa per l’alloggio, come sopra esposto (cfr.consid.
2.7
), l’art. 22 lett. c Las prevede che, per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive
fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.
Giusta
l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso
di unità di riferimento composte da una persona, come quella della ricorrente,
pari all’importo riconosciuto dalla LPC alle persone sole, ossia a fr.
13’200.--.
La norma
introdotta nel 2006 dalla Las all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime
previsto per la Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali sancisce che:
"
La spesa per l'alloggio è definita come segue:
a) per
l'inquilino, la pigione netta maggiorata del 15% per le spese accessorie.
b) per il
proprietario, il valore locativo dell'abitazione primaria, maggiorato del 15% per
le spese accessorie."
La Laps
non fa dunque capo alle spese effettive, bensì a un importo fittizio calcolato
sulla base della pigione netta.
L’art. 22
lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.
Ai sensi
dell’art. 10 cpv. 1 lett. b, valido dal 1° gennaio 2008, vanno, in effetti,
computate le spese per la pigione di un appartamento e le relative spese
accessorie (effettive), nei limiti degli importi di fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr.
consid. 2.7.).
In
concreto la ricorrente abita a __________ in un appartamento di 3 ½ locali
preso in locazione (cfr. doc. 11 inc. 42.2010.35).
A titolo
di pigione dal relativo contratto risulta un importo mensile di fr. 1’000.--,
corrispondenti alla somma di fr. 12'000.-- annui.
Le spese
accessorie ammontano a fr. 180.-- al mese pari a fr. 2'160.-- all’anno (cfr.
doc. 11 inc. 42.2010.35).
L’importo
complessivo di fr. 14'160.-- (fr. 12'000.-- + fr. 2'160.--) annui, ossia fr.
1'180.-- al mese, è superiore a quello massimo riconosciuto di fr. 13’200.--.
A ragione,
pertanto, l’USSI ha conteggiato unicamente la somma di fr. 13'200.-- (cfr. doc.
338.
inc. 42.2010.35; doc. 292 inc. 42.2010.35).
2.10
La ricorrente
ha, poi, asserito di dover far fronte al conguaglio delle spese di
riscaldamento di fr. 530.05 del 18 marzo 2011 ma inerente al periodo gennaio –
dicembre 2010 (cfr. doc. XII inc. 42.2010.35; doc. XI inc. 42.2010.38).
Tale
questione esula, tuttavia, dalla presente vertenza.
In
effetti l’amministrazione, nelle decisioni del 3 novembre 2010 impugnate, non
si pronuncia in merito (cfr. doc. A inc. 42.2010. 38; doc. A1 inc. 42.2010.35).
Al
riguardo è utile evidenziare che per costante giurisprudenza
la decisione impugnata costituisce il presupposto e il contenuto della
contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_360/2010 del 30
novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V
51.
consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
2.11
Ai sensi
dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, a cui l’art. 22 Las rinvia (cfr. consid. 2.7.),
quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno
computati i premi ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo
della quota cantonale media ponderata.
Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps quale premio per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio
riconosciuto per il sussidio per la riduzione dei premi dell’assicurazione di
base contro le malattie.
A titolo
di premio della cassa malati, quindi, non va tenuto conto del premio effettivo
a carico di un assicurato, bensì del premio medio ponderato relativo alla cassa
malati in questione, fino al limite massimo previsto dalla quota cantonale
media ponderata. Dal Messaggio n. 5221 del 13 marzo 2002 relativo alla modifica
della Laps emerge che tale soluzione ha un’incidenza minima sul calcolo del
reddito disponibile residuale, ma comporta un vantaggio amministrativo
importante, nel senso che il valore standardizzato del premio, che cambia una
volta all’anno viene immesso automaticamente (cfr. Messaggio n. 5221 pag. 13;
STCA 39.2004.11 del 27 aprile 2005 consid. 2.12.).
La
ricorrente è affiliata alla cassa malati __________ (cfr. doc. 20 inc.
42.2010
; A2).
Per il
2010.
il relativo premio medio ponderato è pari a fr. 4'635.50 (cfr. Decreto
esecutivo concernente il premio riconosciuto ai singoli assicuratori malattie
per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio LAMal per l’anno 2010
del 13 ottobre 2009).
L’ammontare
di fr. 4'635.50 è superiore alla quota media cantonale ponderata per il 2010,
corrispondente, per gli adulti a fr. 4'200.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente
le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio
LAMal per l’anno 2010 del 13 ottobre 2009).
Pertanto
ai fini del calcolo della prestazione assistenziale va tenuto conto per la
ricorrente della quota media cantonale ponderata di fr. 4’200.--.
In casu
l’USSI, quale premio complessivo della cassa malati, ha dunque rettamente
conteggiato la somma di fr. 4'200.-- (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292
inc. 42.2010.35), a prescindere dal premio effettivo a carico dell’insorgente.
2.12
Relativamente
alle spese quotidiane correnti fatte valere dall’insorgente (cfr. doc. I), va
osservato che l’art. 19 Las contempla il computo di un importo quale soglia
di intervento (cfr. consid. 2.6.).
Nel caso
di specie la soglia di intervento dell’unità di riferimento della ricorrente -
composta unicamente di quest’ultima - è pari per il 2010 a fr. 1'060.-- mensili (doc. 2.6.), ossia a fr. 12'720.-- annui.
Tale
importo corrisponde a quello computato dall’USSI nei calcoli effettuati il 30 aprile
2010.
e il 29 luglio 2010 (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292 inc.
42.2010
).
L’insorgente,
riferendosi all’art. 3 Las (“Le prestazioni assistenziali devono essere
adeguate ai bisogni e alle attitudini della persona, in modo da prevenirne lo
scadimento morale e materiale o da consentirne un conveniente inserimento nella
società”), afferma che è possibile adeguare le prestazioni ai bisogni
effettivi della persona e alla sua personale e reale condizione e che non vi
deve sempre essere un’assoluta parità di trattamento anche nel caso in cui le
spese effettive di una persona sono ben al di sopra dei valori di legge (cfr.
doc. I inc. 42.2010.35 pag. 2; doc. VII inc. 42.2010.35 = doc. VI inc.
42.2010
).
Al
riguardo giova, tuttavia, evidenziare che i redditi computabili e le spese
computabili - queste ultime costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per
l’alloggio - agli art. 6, 8 e 9 Laps e all’art. 22 LAS, che contempla delle
deroghe ai disposti appena citati della Laps (cfr. consid. 2.7.), sono elencati
in modo esaustivo.
Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione
assistenziale ordinaria di un assicurato, non è possibile computarne altre non
previste dalla Laps, né dalla LAS.
Agli eventuali
ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista
esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo
della soglia di intervento, che anch’esso - definito dal DSS fondandosi sulle
disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale
(COSAS; cfr. consid. 2.6.) – non può essere oggetto di aumenti ad personam.
In simili
condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di
un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle
funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA H 231/02
del 20 agosto 2003 consid. 5), nel caso in cui l’entità di una prestazione
assistenziale ordinaria risulti da un conteggio effettuato secondo i parametri
indicati dalla legge, ovvero tenendo conto della soglia di intervento, dei
redditi e delle spese riguardanti un richiedente la pubblica assistenza che
sono previsti dalla Laps e dalla LAS, l’USSI non può aumentarne l’importo a
seconda delle richieste dell’interessato.
Ne
discende che il computo della somma di fr. 1'060.-- al mese a titolo di soglia
di intervento non presta il fianco a critiche.
2.13
Per quanto
concerne il conteggio degli alimenti che l’insorgente riceve dal suo ex
marito, l’art. 22 lett. a cfr. 1 Las prevede che tra i redditi computabili vengono
considerate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente (cfr. consid. 2.7.).
Dalle
carte processuali si evince che il matrimonio della ricorrente è stato sciolto
per divorzio con sentenza emessa dal Segretario assessore della Pretura di __________
il 22 febbraio 2008. Contestualmente è stata pure omologata la convenzione
sulle conseguenze accessorie del 4 dicembre 2007 (cfr. doc. 36 inc.
42.2010
). Con la stessa l’ex marito si è impegnato a versare all’insorgente
un contributo alimentare di fr. 1'000.-- al mese fino al 31 dicembre 2012 (cfr.
doc. 41 inc. 42.2010.35).
Tale
pensione alimentare è stata indicizzata nel 2009 a fr. 1'013.-- (cfr. doc. 28 inc. 42.2010.35).
Di
conseguenza a ragione l’USSI, nei calcoli della prestazione assistenziale
spettante alla ricorrente, ha tenuto conto, quale reddito, di un contributo
alimentare di fr. 1'013.-- mensili (cfr. doc. 338 inc. 42.2010.35; doc. 292
inc. 42.2010.35).
La
richiesta dell’insorgente di computare solo la parte degli alimenti che supera
la somma esente di fr. 10'000.-- (cfr. doc. I inc. 42.2010.35) è priva di
fondamento.
In
effetti l’importo esente di fr. 10'000.-- riguarda, giusta l’art. 22 lett. a
cfr. 2 Las, soltanto la sostanza (cfr. consid. 2.7.) e non il reddito.
Più
precisamente, nel caso di persone sole una somma di fr. 10'000.-- va decurtata dal
valore della sostanza (non afferente all’abitazione primaria per la quale è
contemplata una deduzione di fr. 100'000.--; cfr. art. 22 lett. a cfr. 2 Las),
ma non da un’entrata periodica mensile quale è la pensione alimentare in
questione.
2.14
Alla luce di
tutto quanto sopra esposto, per quanto attiene al periodo luglio – ottobre
2010, i redditi computabili sono costituiti dagli alimenti versati alla
ricorrente dall’ex marito di fr. 1’013.-- al mese, ossia fr. 12'156.-- all’anno
(cfr. consid. 2.13.).
La
sostanza computabile risulta nulla (cfr. doc. 338; 292 inc. 42.2010.35).
Le spese
computabili sono, invece, composte dalla spesa per l’alloggio di fr. 13’200.--
all’anno, fr. 1'100.-- al mese (cfr. consid. 2.9.) e dal premio della cassa
malati pari alla quota media cantonale ponderata per il 2010 di fr. 4’200.--,
fr. 350.-- al mese (cfr. consid. 2.13.).
Esse,
globalmente, corrispondono a fr. 17’400.-- all’anno, fr. 1450.-- al mese.
Di
conseguenza l’insorgente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr.
art. 5 Laps; consid. 2.7.).
Il
disavanzo ammonta, al contrario, a fr. 5’244.-- annui (redditi computabili di
fr. 12’156.-- – spese computabili di fr. 17’400.--), corrispondente a fr. 437.--
al mese.
La soglia
di intervento per il 2010 della ricorrente è pari a fr. 1'060.-- al mese (cfr.
consid. 2.12.).
Come
indicato sopra, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro
il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la
soglia di intervento (cfr. art. 18 Las; consid. 2.6.).
In casu,
come visto, non vi è alcun reddito disponibile residuale, bensì un disavanzo di
fr. 437.-- al mese.
I sussidi
della cassa malati per il 2010 ammontano dal canto loro a fr. 298.-- mensili
(cfr. doc. 20; 285 inc. 42.2010.35).
La lacuna
di reddito Las mensile è pertanto pari a fr. 1'199.-- [(fr. 1’060.-- + fr. 437.--)
- fr. 298.--].
La
ricorrente ha, dunque, diritto, per il periodo luglio – ottobre 2010, a una prestazione assistenziale di fr. 1’199.--, come riconosciuto dall’Ufficio resistente.
2.15
Relativamente
ai mesi di maggio e giugno 2010, va osservato che agli atti risulta, da
un lato, una dichiarazione della Cassa disoccupazione __________ del 1° luglio
2010.
inviata all’insorgente secondo cui quest’ultima ha percepito indennità di
disoccupazione fino al 30 giugno 2010 (cfr. doc. 65 inc. 42.2010.35).
Al
riguardo in un verbale concernente un colloquio di consulenza del 30 luglio
2010.
è stato indicato che la ricorrente ha terminato il termine quadro (cfr.
doc. 279 inc. 42.2010.35).
Inoltre
tra le carte processuali vi sono due conteggi della Cassa disoccupazione del 2
giugno 2010 per il mese di maggio 2010 e del 28 giugno 2010 per il mese di
giugno 2010 (cfr. doc. 315; 330 inc. 42.2010.35).
Dall’altro,
però, risulta uno scritto del 10 giugno 2010 con cui la Cassa disoccupazione __________
aveva comunque informato la ricorrente che, avendo ricevuto comunicazione dal
TCA del suo ricorso contro la decisione su opposizione del 19 maggio 2010 con
cui la Cassa stessa le aveva riconosciuto il diritto a indennità di
disoccupazione - dopo il suo rientro dall’estero - a partire dall’11 settembre
2009, avrebbero tenuto in sospeso il pagamento delle future indennità di
disoccupazione (per il mese di giugno 2010) fino alla definizione del ricorso
da parte del Tribunale (cfr. doc. 307 inc. 42.2010.35).
Il TCA,
con sentenza 38.2010.36 emessa il 22 novembre 2010, ha respinto l’impugnativa dell’insorgente e ha stabilito che a ragione la Cassa aveva indicato
- nella decisione su opposizione del 19 maggio 2010 - alla propria Sezione di __________
di rivedere i conteggi della ricorrente afferenti al periodo gennaio-marzo
2009, riconoscendole le indennità unicamente per i primi 30 giorni dopo il 30
gennaio 2009, giorno di inizio dell’incapacità lavorativa.
In simili
condizioni e difettando un’attestazione di eventuali avvenuti versamenti, la
documentazione agli atti non permette di stabilire se per i mesi di maggio e
giugno 2010 l’assicurazione disoccupazione ha effettivamente corrisposto
all’insorgente un determinato importo e se lo stesso non è stato, in seguito,
chiesto in restituzione in quanto versato a torto.
Non
emerge, del resto, che l’amministrazione abbia proceduto a delle verifiche in
tal senso nemmeno in sede di reclamo.
Si
giustifica, pertanto, l’annullamento della decisione su reclamo del 3 novembre
2010.
afferente al periodo maggio-settembre 2010 nella misura in cui
all’insorgente è stata assegnata una prestazione assistenziale di fr. 1'199.--
per i mesi di maggio e giugno 2010, nonché il rinvio degli atti all’USSI perché
disponga accertamenti più approfonditi riguardo a eventuali versamenti
dell’assicurazione disoccupazione nei mesi di maggio e giugno 2010 e si
pronunci nuovamente sul diritto della ricorrente a una prestazione
assistenziale.
In
proposito giova ricordare che ai sensi della giurisprudenza del Tribunale
federale, allorché un tribunale cantonale decide di rinviare gli atti
all’autorità inferiore per ulteriori accertamenti, nonché per l’emanazione di
una nuova decisione e vi è la possibilità di un peggioramento della situazione
di un ricorrente a seguito delle nuove indagini, non si ventila una reformatio
in pejus. Differente è il caso in cui uno svantaggio per il ricorrente emerga
con certezza.
In
particolare l’Alta Corte, in una sentenza U 30/07 del 10 dicembre 2007 relativa
a un ricorso inoltrato da un assicurato contro una sentenza di un tribunale
cantonale delle assicurazioni che aveva annullato la decisione su opposizione
dell’assicuratore LAINF con la quale gli era stata assegnata un’IMI del 10% e
una rendita di invalidità del 22% e aveva rinviato gli atti all’assicuratore
LAINF per ulteriori accertamenti, ha rilevato che:
"
(…)
2.1
Der Beschwerdeführer rügt letztinstanzlich
einzig, für ihn könne die mit angefochtenem Entscheid verbindlich angeordnete,
durch die Metzger-Versicherungen durchzuführende medizinische
Sachverhaltsabklärung im Ergebnis nur eine Schlechterstellung zur Folge
haben, weshalb ihm die Vorinstanz nach BGE 120 V 166 vor Erlass des Rückweisungsentscheides eine reformatio in peius
hätte androhen und gleichzeitig die Gelegenheit zum Beschwerderückzug einräumen
müssen.
2.2
Demgegenüber hat das kantonale Gericht mit in
allen Teilen zutreffender Begründung, worauf verwiesen wird (Art. 36a Abs. 3
OG), richtig erkannt, dass in der von ihm angeordneten Rückweisung der Sache
zur ergänzenden Sachverhaltsabklärung und Neubeurteilung des Anspruchs auf
Invalidenrente und Integritätsentschädigung praxisgemäss keine reformatio in
peius zu erblicken ist. Denn die blosse Möglichkeit einer Schlechterstellung
der beschwerdeführenden Partei infolge Aufhebung des angefochtenen Entscheids
oder der Verwaltungsverfügung verbunden mit Rückweisung zu ergänzender
Sachverhaltsfeststellung sowie zu neuer Beurteilung der Sache gilt gemäss
ständiger Rechtsprechung nicht als reformatio in peius (ARV 1995 Nr. 23 S. 138
E. 3a mit Hinweis auf ZAK 1988 S. 615 E. 2b; Urteile des Eidgenössischen Versicherungsgerichts
I 668/03 vom 26. März 2004 und I 226/99 vom 15. Mai 2000), es sei denn, die
Rückweisung an die Verwaltung habe mit Sicherheit eine Verschlechterung der
Rechtsstellung des Beschwerdeführers zur Folge (ARV 1995 Nr. 23 S. 139 E. 3b;
Urteil des Eidgenössischen Versicherungsgerichts M 11/05 vom 9. November 2006,
E. 1.3). Davon kann hier keine Rede sein. Der Versicherte selber weist mit
Verwaltungsgerichtsbeschwerde (S. 5) zu Recht darauf hin, dass die mit
angefochtenem Rückweisungsentscheid eingeleitete Neubeurteilung der
Unfallkausalität für ihn nicht nur eine Schlechterstellung, sondern
gegebenenfalls auch eine unveränderte "Gleichstellung" zur Folge
haben kann.“ (la sottolineatura è del redattore)
Al
riguardo cfr. pure STF 9C_6/2010 del 2 luglio 2010, pubblicata in SVR 2011 IV
Nr. 19 pag. 51 e connessa alla STFA I 387/05 dell’11 maggio 2006.
2.16
L’insorgente
ha indicato di aver chiesto, avendo avuto diversi e ricorrenti problemi di
salute, il pagamento dell’abbonamento dei trasporti pubblici. Essa teme che,
avendo l’USSI deciso negativamente i suoi reclami circa l’importo della
prestazione assistenziale, sarà pure esclusa la presa a carico del citato
abbonamento (doc. I inc. 42.2010.35).
Al
riguardo giova segnalare che questa Corte, il 18 novembre 2010, ha deciso che il “reclamo” presentato dall’insorgente contro la “decisione” del 15 novembre
2010.
dell’USSI con la quale ha respinto la richiesta di riconoscerle un
abbonamento di più zone (un abbonamento Arcobaleno di una zona è già incluso
nella prestazione ordinaria) era irricevibile e ha trasmesso gli atti all’USSI
per decidere sul reclamo (cfr. inc. 42.2010.37).
Nel
giudizio menzionato è stato peraltro indicato che un ricorso al TCA avrebbe
potuto essere inoltrato contro la decisione su reclamo dell’USSI.
Non
risulta, tuttavia, alcun ricorso in merito pendente davanti a questo Tribunale.
2.17
Nel ricorso
l’insorgente ha contestato il fatto di essere tenuta a intraprendere, a meno
che non avesse consegnato un certificato medico di inabilità, l’IPT, che
secondo la stessa non sarebbe un normale programma occupazionale, bensì una
valutazione delle sue competenze da parte di una fondazione privata di utilità
pubblica che si propone l’inserimento socio-professionale di persone offese
nella loro salute fisica, psichica e mentale (cfr. doc. I inc. 42.2010.35).
A tale
proposito il TCA rileva che, a prescindere dal fatto che tale questione esula
dalla presente vertenza (cfr. consid. 2.10.), la Las contempla delle
misure di inserimento professionale per i beneficiari di prestazioni assistenziali (cfr. art. 31a segg. Las; Direttive COSAS p.ti D3).
Le misure
di inserimento professionale tengono conto delle condizioni sociali,
professionali, finanziarie, sanitarie e abitative degli interessati (cfr. art.
31a cpv. 2 lett. a Las).
Giusta
l’art. 31b Las:
"
Il progetto di inserimento, definito con i
beneficiari, può concretarsi nei seguenti modi:
a) attività d’utilità pubblica in un’amministrazione o in un ente
senza scopo di lucro;
b) attività o stages d’inserimento professionale definiti tramite
accordi con aziende e associazioni professionali;
c) periodi formativi finalizzati all’apprendimento o a un
miglioramento d’una qualifica professionale;
d) azioni destinate a favorire il ricupero di una
capacità lavorativa;
e) azioni destinate a favorire il ricupero o lo sviluppo
dell’autonomia sociale.”
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
contro la decisione su reclamo del 3 novembre 2010 afferente al periodo
agosto-ottobre 2010, in quanto ricevibile, è respinto.
2. Il ricorso
contro la decisione su reclamo del 3 novembre 2010 relativa al periodo
maggio-settembre 2010, in quanto ricevibile, è parzialmente accolto ai
sensi dei considerandi.
§ La
decisione su reclamo impugnata è annullata nella misura in cui all’insorgente è
stata assegnata una prestazione assistenziale di fr. 1'199.-- per i mesi di
maggio e giugno 2010.
§§ Gli
atti sono rinviati all’USSI per complemento istruttorio ai sensi del consid.
2.15. e nuova decisione.
§§§ Per
il periodo luglio-settembre 2010 la decisione su reclamo è confermata.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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