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Decisione

42.2011.13

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

23 aprile 2012Italiano37 min

Source ti.ch

Fatti

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento (economia domestica

ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato

dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento delle

raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

960.--

100.--

1060.--

Considerandi

2.

persone

1469.

--

100.

--

1569.

--

3.

persone

1786.

--

100.

--

1886.

--

4.

persone

2054.

--

100.

--

2154.

--

5.

persone

2323.

--

100.

--

2423.

--

6.

persone

2592.

--

100.

--

2692.

--

7.

persone

2861.

--

100.

--

2961.

--

Per

ogni persona supplementare

+

269.

--

-

+

269.

--

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o

più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della

COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un

supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più

anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di

queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)

Gli

importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2009 e 2010

(cfr. BU 13/2010 del 26 febbraio 2010, pag. 82-83).

2.5

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la

deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle

famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi

contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las

(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento

di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

L’art. 67 Las, relativo

all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

"

1Il richiedente, rispettivamente

l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni

informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve

produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli organi

dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A richiesta, l’interessato deve svincolare

ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto

d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”

Giusta l’art. 68 Las,

afferente all’obbligo di informazione in particolare:

"

1L’assistito è tenuto a segnalare

immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto

nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la

modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.

2L’assistito è tenuto a segnalare

tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento

di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati

fuori del luogo di domicilio.”

2.7

Per quanto concerne le

prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

" Le

prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui

all’art. 26 Laps.”

Ai sensi

dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

"

La prestazione sociale indebitamente percepita

deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento

dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto

conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della

prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in

parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona

fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento

al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo

grave. (cpv. 3)"

Il

Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per

quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni

percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata

giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.

Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

Secondo

l'art. 21 cpv. 4 Laps

"L'organo designato dalla legge speciale è

inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle

prestazioni indebitamente percepite."

Ai sensi

dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni

prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a

emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è

l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.

2.8

Secondo la

giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile

alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998

menzionato sopra (cfr. consid. 2.7.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso

è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In

effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è

senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve

procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a

indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può

richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V

21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des

Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

Per quel

che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare

limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze

del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

È tenuto

alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla

quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è

quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante

sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto

l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame

nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung

unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea

1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00

del 20 ottobre 2000).

Il

principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle

regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.

art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS

e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se

il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la

persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura

distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la

restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS

e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et

survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

Questo concetto

è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.7.).

2.9

Nella

presente evenienza dalle carte processuali emerge che RI 1, al beneficio, perlomeno

dal 2009 (cfr. doc. 390; 381; 376; 369; 357; 350; 330; 321; 306), di

prestazioni assistenziali ordinarie, nei periodi da aprile a settembre 2009 e dal

mese di giugno al mese di agosto 2010 ha lavorato in nero presso il Grotto __________ quale cameriera (cfr. doc. 34; 37; A4).

Più

precisamente da un rapporto del 20 settembre 2010 allestito dall’Ufficio dell’ispettorato

del lavoro dopo aver effettuato un’ispezione preso il Grotto __________ il 31

agosto 2010, si evince che:

"

(…)

Durante il controllo erano

presenti:

__________, __________

(gerente e titolare);

__________, __________,

permesso G/i.o.

__________, permesso

G/i.o.

Il signor __________ ha

dichiarato che la signora RI 1 lavora presso il grotto __________, dal 2009.

Nel 2009 ha lavorato dal mese di aprile a settembre per una durata media mensile di 35 ore.

Nel 2010 ha lavorato nei mesi di giugno, luglio, agosto e, a dipendenza del tempo, lavorerà anche nel

mese di settembre.

Per l’attività svolta

presso il ritrovo la signora RI 1 ha percepito fr. 18.00 all’ora, pagati in

contanti e senza ricevuta di ritorno o conteggio di stipendio.

A precisa domanda, il

signor __________ ha dichiarato che la signora RI 1 non è assicurata contro gli

infortuni e non è stata annunciata alla __________ per i contributi AVS.

Il signor __________

conferma di essere al corrente che la signora RI 1 era al beneficio di una

rendita assistenziale.

Riassumendo:

Dal 2009 la signora RI 1,

beneficiaria di una rendita assistenziale, lavora in nero presso il grotto __________.

La stessa ha lavorato:

-

nel 2009, dal mese di aprile al mese di

settembre;

-

nel 2010, nei mesi di giugno, luglio e agosto.

La signora RI 1 ha

lavorato una media di 35 ore al mese e ha percepito fr. 18.00 all’ora, pagati

in contanti e senza ricevuta di ritorno o conteggio di stipendio.

Il signor __________ ha

dichiarato che la signora RI 1 non è assicurata contro gli infortuni e non è

stata annunciata alla __________ per i contributi AVS.” (Doc. 34)

A seguito

dell’esito di tale accertamento l’USSI ha ricalcolato l’importo della

prestazione assistenziale mensile spettante all’insorgente nei periodi da

maggio a ottobre 2009 e nei mesi di luglio e agosto 2010, tenendo conto di un

reddito da attività dipendente di fr. 630.-- al mese (35 ore/mese x fr. 18.--/h;

cfr. doc. A3; A1).

Il 25

novembre 2010 l’amministrazione ha, conseguentemente, emesso nei confronti

della ricorrente un ordine di restituzione della somma di fr. 5'040.-- (cfr.

doc. A3).

La

decisione del 25 novembre 2010 è stata confermata con decisione su reclamo del

28.

luglio 2011 (cfr. doc. A1).

RI 1 ha,

in buona sostanza, contestato l’entità dell’importo chiesto in restituzione.

La

medesima, infatti, sostiene di aver svolto presso il Grotto __________ un

numero di ore lavorative inferiore a quello considerato dall’USSI (cfr. doc. I;

A2; 15).

L’insorgente,

al riguardo, ha in particolare asserito di aver lavorato nel lasso di tempo

maggio-ottobre 2009 per 82 ore complessive, guadagnando una somma pari a fr.

1'476.-- (82 ore x fr. 18.--/h) e nei mesi di luglio e agosto 2010 per 60 ore

in totale, percependo fr. 1'080.-- (60 ore x fr. 18.--/h; cfr. doc. A2).

2.10

Questo

Tribunale ritiene, innanzitutto, utile sottolineare che nell’ambito

dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.

2.

Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.).

Da tale

principio risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene

riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere

alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono

tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi.

A tale

proposito l’Alta Corte, in una sentenza K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid.

2.3.1

, pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, ha infatti indicato che:

"

(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der

Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen

erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch

Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter

erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter

gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtlingen

richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern

die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und 191)." (RAMI 2005 pag. 30)

In

un’altra sentenza pubblicata in DTF 137 V 143 Il Tribunale federale ha, invece,

sottolineato che:

"

(…)

3.7.1

Mit Blick auf die

weiter geltend gemachte Verletzung des Subsidiaritätsprinzips und der damit

zusammenhängenden Frage der Abklärung bestehender Ansprüche der unterstützten

Person Dritten gegenüber ist unbestritten, dass sowohl hinsichtlich der

Nothilfe nach Art. 12 BV als auch

im Rahmen der kantonal geregelten Sozialhilfe der Grundsatz der Subsidiarität

gilt (vgl. etwa BGE 131 I 166 E. 4.1 S. 173 mit Hinweisen sowie CHRISTOPH

HÄFELI, Prinzipien der Sozialhilfe, in: Das Schweizerische Sozialhilferecht, derselbe

[Hrsg.], 2008, S. 73 ff.). Die unterstützte Person ist in Ausschöpfung des

Subsidiaritätsprinzips verpflichtet, Leistungsansprüche Dritten gegenüber

geltend zu machen."

2.11

Inoltre

le direttive COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al

punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che

la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il

sostegno sociale, sottolineano che:

"

(...)

- Sussidiarietà

Il sostegno sociale

interviene quando la persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e

quando le altre fonti d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno

sociale deve intervenire quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in

tempo utile o in maniera adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente

cantonale preposto ed è sussidiario:

·

allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno deve sforzarsi di

intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla situazione

critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo i proventi del lavoro, il

patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·

agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una prestazione, le autorità devono vagliare

attentamente tutte le possibilità d’intervento degli altri enti pubblici o

privati. Ci si riferisce a prestazioni d’assicurazioni sociale, a contributi di

mantenimento inerenti il diritto di famiglia, a pendenze da contratto,

indennizzi, borse di studio, ecc.

·

alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle

prestazioni pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e

rivestissero un carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella

determinazione dell’intervento pubblico.

(…)”

Riguardo alla funzione

delle disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien der

schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011) rileva quanto segue:

"

In der Schweiz ist eine einheitliche Definition

hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimum nicht

vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz

bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze

minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine

eigene Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimum für den

Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe

hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien

Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der

Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt

sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung

einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im bereich der

materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den

Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen

grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren,

welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der

letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien

vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft

wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf

längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und

fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings

zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein

Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte

beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses

Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten

Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen

Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und

Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der

kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine

eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch

erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die

Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)

Relativamente al principio

di sussidiarietà C. Hänzi (op. cit.) osserva in particolare che:

"

(…)

Ueber die Subsidiarität

als Anspruchsvoraussetzung und Abgrenzungskriterium wurde bereits beim Recht

auf Hilfe in Notlagen Ausführungen gemacht. Auf diese kann auch hier im

Wesentlichen verwiesen werden. Als Grundprinzip im Sozialhilferecht ist die

Subsidiarität so zu verstehen, dass Sozialhilfe prinzipiell nur gewährt wird,

soweit der Einzelne keinen Zugang zu einer anderweitigen, zumutbaren

Hilfsquelle, namentlich auch einer solchen der Selbsthilfe, hat. Das

Subsidiaritätsprinzip ist letztlich auch Ausdruck der Pflicht zur

Mitverantwortung und Solidarität. Wohl trägt der Stärkere Verantwortung

gegenüber dem Schwachen, letzterer darf der Gemeinschaft aber nichts aufbürden,

was er selbst zu tragen vermag, andrenfalls er sich unsolidarisch verhalten

würde.

Der Grundsatz der

Subsidiarität findet sich auf Ebene der Bundesverfassung nicht nur in Art. 12.

er ist in seiner allgemeinen Ausprägung als Ausdruck von Selbstverantwortung

und Mitverantwortung gegenüber der Gemeinschaft in Art. 6 BV verankert und

spielt eine Rolle bei der Erreichung der in Art. 41 BV gefassten Sozialziele.

In diesem Sinne hat das Subsidiaritätsprinzip eigentlich eine höherrangige

Bedeutung, da es im Eigentlichen ein verfassungsgestaltendes Prinzip darstellt.

Dennoch ist es im Sozialhilferecht von besonderer Bedeutung, da im Rahmen des

Subsidiaritätsgrundsatzes auch die Frage des Bestehens eines Anspruchs zu

klären ist. Dies zeigt sich bspw. im Vergleich zum Sozialversicherungsrecht.

Während eine AHV-Rente unabhängig davon ausgerichtet wird, ob die berechtigte

Person mit oder ohne diese über genügend finanzielle Mittel verfügt, wird

Sozialhilfe immer nur bei objektiv feststellbarer Bedürftigkeit ausgerichtet.

In diesem Sinne fliesst aus diesem Prinzip auch der Bestand oder eben das

Nichtbestehen von Ansprüchen im Sozialhilferecht. Die Wichtigkeit des

Subsidiaritätsprinzips im Sozialhilferecht zeigt sich insbesondere an der

Verankerung in der kantonalen Gesetzgebung. Das Prinzip ist ausgesprochen

präsent in der gesamten Sozialhilfegesetzgebung der Kantone. Dennoch hat der

Grundsatz der Subsidiarität in der Sozialhilfe nicht absolute Geltung. Er ist

immer dann zu durchbrechen, wenn wohl Anspruch auf anderweitige Hilfeleistung

besteht, diese Quelle jedoch nicht innert nützlicher frist nutzbar gemacht

werden kann und damit die Notlage weiter besthet.“ (pag. 114-115)

2.12

Chiamata ora

a pronunciarsi nel caso concreto, questa Corte osserva che, in virtù del

principio della sussidiarietà che vige nell’ambito dell’assistenza sociale

(cfr. consid. 2.10; 2.11.), il richiedente deve avantutto cercare di provvedere

al proprio sostentamento tramite sforzo personale, ad esempio tramite lo

svolgimento di un’attività lavorativa.

L’esercizio

di un’attività lucrativa deve, pertanto, debitamente e tempestivamente essere

annunciato, segnatamente, agli organi dell’assistenza sociale (al riguardo cfr.

art. 67 e 68 Las; consid. 2.6.), affinché questi ultimi possano calcolare

correttamente la prestazione assistenziale a cui ha diritto un richiedente oppure,

se del caso, a eventualmente negarla o sopprimerla.

Nel caso

di specie, come visto sopra, da un’ispezione effettuata il 31 agosto 2010

dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro è emerso che la ricorrente, nei mesi

primaverili-estivi del 2009 e nei mesi di luglio e agosto 2010, ha lavorato presso il grotto __________ di __________ percependo un salario.

Tale

attività non risulta, però, essere stata comunicata all’USSI, né alle autorità fiscali

e delle assicurazioni sociali (cfr. consid. 2.9.).

Rispetto

ai conteggi dei mesi di gennaio, giugno, settembre 2009 e marzo 2010 in cui non era stato computato alcunché a titolo di reddito da attività lucrativa (cfr. doc.

390; 381; 357; 350) si è, quindi, realizzato un cambiamento importante del

reddito disponibile dell’insorgente.

Il

calcolo della prestazione assistenziale andava, di conseguenza, rivisto in base

al nuovo reddito più elevato.

La

ricorrente, da un profilo oggettivo, ha perciò effettivamente percepito parzialmente

a torto le prestazioni assistenziali afferenti ai periodi del 2009 e del 2010 in cui ha lavorato presso il grotto __________.

La parte

ricevuta indebitamente va così restituita.

2.13

Occorre ora

stabilire se l’importo richiesto in restituzione sia corretto.

Questo

Tribunale, attentamente esaminata la documentazione agli atti, ritiene che la

stessa non consenta di risolvere con la dovuta cognizione di causa la questione

relativa all’esattezza o meno della somma di prestazioni assistenziali, pari a

fr. 5'040.--, oggetto dell’ordine di rimborso da parte dell’USSI.

In

effetti è vero che l’USSI per stabilire il reddito da attività dipendente

conseguito dall’insorgente nel lasso di tempo maggio-ottobre 2009 e nei mesi di

luglio e agosto 2010, e quindi l’importo da restituire, si è fondato sul

rapporto del 20 settembre 2010 dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro (cfr.

doc. 34), il quale ai sensi dell’art. 4 della LF concernente i provvedimenti in

materia di lotta contro il lavoro nero (Legge contro il lavoro nero, LLN), degli

art. 2 e 3 della Legge d’applicazione della LF concernente condizioni

lavorative e salariali minime per lavoratori distaccati in Svizzera e misure

collaterali (LDist.) e della LLN, nonché dell’art. 3 del Regolamento della

Legge d’applicazione della LDist. e della LLN è competente per i controlli

previsti dalla legislazione federale, e meglio verifica l’osservanza degli

obblighi di annuncio e di autorizzazione conformemente al diritto in materia di

assicurazioni sociali, stranieri e imposte alla fonte (cfr. art. 6 LLN).

Riguardo

alle competenze in ambito dei controlli l’art. 7 cpv. 1 LLN prevede, poi, che

le persone incaricate dei controlli possono accedere alle aziende o ai posti di

lavoro durante l’orario di lavoro delle persone che vi sono occupate, esigere

dai datori di lavoro e dai lavoratori ogni informazione necessaria, consultare

e riprodurre tutti i documenti necessari, verificare l’identità dei lavoratori

e controllare i permessi di dimora e di lavoro.

E’

altrettanto vero, tuttavia, da una parte, che in un’attestazione del 14 ottobre

2010.

indirizzata alla Cassa __________ e trasmessa all’USSI nel marzo 2011 dalla

ricorrente (cfr. doc. 15) __________ del Grotto __________ ha dichiarato che il

salario lordo percepito da RI 1 da aprile a ottobre 2009 corrisponde a fr.

1'476.-- - ore 82 x fr. 18.-- - (cfr. doc. 16), pari a fr. 211.-- al mese (fr.

1'476.-- : 7 mesi), ossia a un importo inferiore a quello di fr. 630.--

mensili considerato dall’USSI nel nuovo calcolo della prestazione assistenziale

(cfr. doc. A3).

Dall’altra,

che agli atti, contrariamente a quanto prescritto dall’art. 9 LLN, non risulta

alcun verbale redatto in occasione dell’ispezione di fine agosto 2010 presso il

Grotto __________ e firmato dal datore di lavoro.

L’art. 9

cpv. 1, 2 e 3 LLN enuncia che:

" 1 Le persone incaricate dei controlli

annotano in un verbale gli accertamenti fatti. A verbale sono riportati solo

gli accertamenti fatti in relazione all’oggetto del controllo secondo

l’articolo 6. Le eventuali riproduzioni di documenti sono allegate al verbale.

2.

Le persone incaricate dei

controlli fanno firmare il verbale seduta stante alle persone controllate.

3.

L’organo cantonale di

controllo:

a. trasmette il

verbale alle autorità e organizzazioni che sono competenti per indagare e

decidere in merito alle infrazioni accertate nell’ambito dei controlli;

b. invia copia del verbale alle persone e aziende controllate;

c. invia un

estratto del verbale, con le loro deposizioni, alle persone che hanno fornito

informazioni.

(…)”

Inoltre

non è dato sapere se l’ispezione effettuata presso l’esercizio pubblico di __________

abbia comportato o meno l’adozione di misure ai sensi della LF contro il lavoro

nero nei confronti del datore di lavoro.

Non è poi

noto se la Cassa di compensazione di categoria abbia emesso oppure no una

decisione con cui ha fissato i contributi AVS/AI/IPG/AD

dovuti per il periodo da aprile a settembre 2009 e per i mesi di luglio e

agosto 2010, né, nel caso in cui avesse emanato un provvedimento in tal senso,

l’ammontare del salario oggetto della ripresa.

Nemmeno

emerge se dal profilo fiscale vi siano state delle ripercussioni e di che

entità.

Si

giustifica, di conseguenza, l’annullamento della decisione su reclamo impugnata

e il rinvio degli atti all’USSI perché, avvalendosi della collaborazione,

segnatamente, dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro, della Cassa __________

e delle autorità fiscali, disponga accertamenti più approfonditi al fine di

determinare __________mesi del 2009 e del 2010 in cui ha lavorato alle dipendenze del Grotto di __________.

L’amministrazione,

più concretamente, appurerà, in particolare, se in occasione dell’ispezione del

31.

agosto 2010 presso il Grotto __________ è stato allestito un verbale

sottoscritto dal datore di lavoro in ossequio all’art. 9 LLN e in caso affermativo

il tenore del medesimo, soprattutto riguardo all’entità della retribuzione

percepita dall’insorgente nei mesi da maggio a ottobre 2009, nonché nei mesi di

luglio e agosto 2010.

L’USSI

verificherà pure se a seguito di tale ispezione è stato o meno avviato un

procedimento per lavoro nero (cfr. art. 10, 13 LLN).

L’amministrazione

accerterà inoltre presso la Cassa AVS e l’autorità fiscale competenti se sono

state emesse decisioni (di fissazione di contributi sociali, rispettivamente di

tassazione) in relazione alle entrate connesse all’attività svolta presso

l’esercizio pubblico di __________ nel 2009 e nel 2010, nonché, se del caso,

l’entità dei redditi che sono stati ritenuti da tali autorità, come pure i

motivi per i quali - in particolare qualora le entrate considerate da queste

ultime differiscano da quelle indicate dall’Ufficio dell’ispettorato del lavoro

- le stesse hanno tenuto conto di determinati importi.

L’USSI,

sulla scorta delle relative risultanze, si pronuncerà poi nuovamente

sull’obbligo della ricorrente di restituire parte delle prestazioni

assistenziali percepite nei periodi del 2009 e del 2010 in cui ha svolto un’attività lavorativa dipendente presso il __________.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo impugnata è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’USSI per complemento istruttorio e nuova

decisione.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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