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42.2011.34

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

26 marzo 2012Italiano43 min

Source ti.ch

Fatti

i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il

perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di

disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni

integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni

assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.

2.4. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare

alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali

propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa

legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono

la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola

carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art.

19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art. 19

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las

rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni

dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,

come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS, il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al

riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la

CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.),

in vigore dal 1° gennaio 2011, che la Conferenza dei direttori cantonali delle

opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che tale modifica prevede

l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del

forfait di mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto

avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari e

che per il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del

forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di

intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento

(economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento

(raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento

delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1 persona

977.--

100.--

1077.--

Considerandi

2.

persone

1495.

--

100.

--

1595.

--

3.

persone

1818.

--

100.

--

1918.

--

4.

persone

2090.

--

100.

--

2190.

--

5.

persone

2364.

--

100.

--

2464.

--

6.

persone

2638.

--

100.

--

2738.

--

7.

persone

2912.

--

100.

--

3012.

--

Per ogni persona supplementare

+ 272.--

-

+ 272.--

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o

più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della

COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un

supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e

per le successive:

l'importo di tale supplemento è di 210.--

fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

2.5

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la

deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle

famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1)

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La sostanza

nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al

conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

Nella

presente evenienza dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 è l’unico

proprietario del fondo n. __________ RFD __________, acquisito mediante

donazione nel 1994, dove è edificata l’abitazione dove vive con la madre (cfr.

doc. 28; 29; I).

La stima

del fondo __________ RFD __________ calcolata il 28 aprile 2004 corrisponde a

fr. 252'521.-- (cfr. doc. 31; 32).

Dall’estratto del RF del

28.

marzo 2011 si evince che il fondo risultava gravato da una cartella

ipotecaria al portatore di 1° grado di fr. 270'000.-- (cfr. doc. 30).

Inoltre

da un “Contratto di credito base ipoteca” concluso tra la Banca __________,

da una parte, e RI 1 e sua madre, __________, dall’altra, nel luglio 2011

risulta che la Banca ha concesso loro per l’immobile in __________ a __________,

particella n. __________ un prestito ipotecario di fr. 243'200.--, allo scopo

di raggruppare i crediti esistenti e rimborsare il diritto di compera.

Nel

contratto è stato pure indicato che non deve essere effettuato alcun

ammortamento, che gli interessi giungono a scadenza per trimestre, la prima

volta al 30 settembre 2011 e che in caso di pluralità di debitori, questi

rispondono solidalmente nei confronti della Banca (cfr. doc. 24-26).

L’USSI,

nel calcolo volto a determinare l’eventuale diritto di RI 1 a una prestazione assistenziale,

ha dedotto dal valore della sostanza immobiliare di fr. 252'521.-- metà della

somma complessiva del debito ipotecario di fr. 243'200.--, ossia fr.

121'600.--, oltre alla quota esente per l’abitazione primaria di fr.

100'000.--, ottenendo così un importo di sostanza computabile LAS di fr.

30'921.--, pari a fr. 2'576.-- mensili, che sommati al reddito computabile Las

di fr. 691.-- al mese e alle altre prestazioni Laps di fr. 301.-- al mese

coprono sia il fabbisogno di base Las di fr. 1'077.-- mensili che la spesa

computabile Las di fr. 1'390.-- al mese con un’eccedenza di fr. 1'101.-- al

mese (cfr. doc. 22).

Il

ricorrente ha contestato tale modo di procedere dell’amministrazione, chiedendo

che dal valore di stima del proprio immobile sito a __________ venga sottratto

dell’intero debito ipotecario.

In

proposito egli ha fatto valere, in buona sostanza, che, benché sul contratto

ipotecario concluso con la __________ figuri anche la madre quale debitrice

solidale, poiché così ha voluto la banca per garantire il proprio credito, ai

costi connessi al debito ipotecario di fr. 243'200 provvede lui esclusivamente.

Il

ricorrente ha, altresì, evidenziato che per quanto concerne i rapporti interni

tra lui e sua madre non vi è alcuna obbligazione per cui gli oneri ipotecari

siano divisi a metà (cfr. doc. I).

2.7

Chiamata a

pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ricorda dapprima che ai

sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las la

sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera

100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000

fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli

in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo computo possono

essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel

reddito fosse difficilmente liquidabile.

Ne

discende che la sostanza immobiliare relativa all’abitazione primaria viene

conteggiata nel calcolo della prestazione assistenziale al netto, ovvero dopo

aver dedotto eventuali debiti alla stessa connessi, per l’importo che supera la

quota esente di fr. 100'000.--.

Relativamente

ai debiti, va evidenziato che secondo l’art. 143 cpv. 1 CO più debitori

dichiarano di obbligarsi verso il creditore ciascuno singolarmente

all’adempimento dell’intera obbligazione, fra gli stessi vi è un rapporto di

solidarietà.

L’art.

144.

cpv. 1 CO prevede che il creditore può a sua scelta esigere da tutti

i debitori solidali o da uno di essi tutto il debito od una parte soltanto. Il

cpv. 2 enuncia che Tutti i debitori restano obbligati finché sia estinta

l’intiera obbligazione.

Ai sensi dell’art. 147 CO in quanto uno dei debitori solidali ha soddisfatto

il creditore mediante pagamento o compensazione, anche gli altri sono liberati

(cpv. 1).

La

liberazione di un debitore solidale, senza che il creditore sia stato

soddisfatto, giova agli altri solo in quanto ciò sia giustificato dalle

circostanze o dalla natura dell’obbligazione (cpv. 2).

L’art.

148.

CO contempla che ove non risulti il contrario dal rapporto giuridico

esistente fra i debitori solidali, il pagamento fatto al creditore si divide in

parti eguali fra i medesimi (cpv. 1).

Al debitore

solidale che avesse pagato più della sua parte, spetta il regresso verso i

condebitori per l’importo pagato in più (cpv. 2).

Ciò che non può

conseguirsi da uno dei debitori solidali deve essere sopportato in parti eguali

dagli altri (cpv. 3).

Giusta

l’art. 149 CO il debitore solidale cui spetta il

regresso subentra in tutte le ragioni del creditore fino a concorrenza di

quanto gli ha pagato (cpv. 1).

Il

creditore è responsabile ove abbia avvantaggiato la posizione giuridica di un

debitore solidale a danno degli altri (cpv. 2).

Il

Tribunale federale, in una sentenza 4A_582/2008 del 27 febbraio 2009, ha precisato che:

"

(…)

Il n'est pas nécessaire que le terme de solidarité

soit expressément employé; il suffit que plusieurs personnes s'engagent de telle

manière que chacune d'elles doit la prestation entière (Romy, Commentaire

romand, 2003, n° 1 ad art. 143 CO).

La solidarité permettait au créancier de rechercher

le débiteur de son choix (art. 144 al. 1 CO). Comme aucun accord contraire n'a

été prouvé, chacun des débiteurs solidaires doit prendre à sa charge, sur le

plan interne, une part égale du paiement (art. 148 al. 1 CO). Celui qui paie

au-delà de sa part a, pour l'excédent, un droit de recours (art. 148 al. 2 CO;

cf. aussi art. 144 al. 1 LDIP).”

2.8

Giova,

inoltre, rilevare che questa Corte con sentenza 42.2004.3 del 17 maggio 2005,

pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg., ha stabilito che nel calcolo

della prestazione assistenziale di un’anziana non andava computato il valore dei fondi a cui aveva rinunciato donandoli ai figli.

Il TCA

ha, in effetti, osservato che se si computassero i beni a cui una persona ha

rinunciato, si contravverrebbe allo scopo primo dell’assistenza sociale che è

quello di sostenere una persona che si trova in una situazione di bisogno

concreto indipendentemente dalle cause della sua precarietà.

Tale

principio è stato ripreso all’art. 22 cpv. 4 Las, entrato in vigore il 1°

ottobre 2006, il quale sancisce che non vengono computate le entrate e le parti

di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

Al

riguardo il TF, in una sentenza 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, ha deciso che:

"

(…)

3.

3.

Giusta l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e

non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e

assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa.

L'aiuto in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di

sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è

in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua

sopravvivenza. Una tale persona non è considerata versare in una situazione di

bisogno, presupposto necessario per poter beneficiare di un aiuto (DTF

131.

I 166 consid. 4.1 pag. 173, 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75).

Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto il diritto a un minimo

d'esistenza, lasciando al legislatore federale, cantonale o comunale il compito

di fissarne la portata e le modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale

è segnatamente disciplinato dalla legge sull'assistenza alle persone nel

bisogno del 3 dicembre 1978 (RS/GR 546.250).

3.2

In materia di

prestazioni complementari, a norma dell'art. 3c cpv. 1 lett. g LPC, i redditi

determinanti comprendono le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato

ha rinunciato. Una rinuncia ai sensi di questa disposizione è data,

segnatamente, allorquando una persona assicurata rinuncia, senza obbligo

giuridico, a elementi di sostanza, o può pretendere determinati elementi di

reddito e di sostanza, senza però far valere i relativi diritti (DTF 123

V 35 consid. 1 pag. 37 con riferimenti;

Raymond Spira, Transmission de patrimoine et dessaisissement au sens de la loi fédérale

sur les prestations complémentaires à l'AVS/AI [LPC], RSAS 1996 pag. 210

segg.). Affinché una rinuncia a elementi di reddito o

di sostanza possa essere presa in considerazione, occorre che essa sia avvenuta

«senza obbligo giuridico», rispettivamente «senza controprestazione adeguata»,

queste due condizioni non essendo da intendere cumulativamente, bensì

alternativamente (DTF 131 V 329 consid. 4.3 pag. 334).

3.3

A differenza di

quanto vale in materia di prestazioni complementari (vedi per esempio sentenza

P 55/05 del 21 gennaio 2007, nella quale questo Tribunale ha giudicato che la

perdita di un importo di fr. 120'000.- nell'ambito di un investimento a

rischio, legato ad una truffa, costituisce sostanza cui l'assicurato ha

rinunciato), l'aiuto in situazioni di bisogno nel senso dell'art. 12 Cost. non

può essere ridotto o rifiutato ad una persona indigente, anche se quest'ultima

è personalmente responsabile di questo suo stato; si tratta di una

concretizzazione del principio di sussidiarietà dell'aiuto sociale, che

costituisce l'ultima ancora di salvataggio dell'individuo (vedi per esempio DTF

121.

I 367 consid. 3b pag. 375;

Jean-François Aubert/ Pascal Mahon, Petit Commentaire de la Constitution fédérale

de la Confédération suisse du 18 avril 1999, n. 5 all'art. 12 Cost.; Andreas

Auer/Giorgio Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel suisse, vol. II, pag. 683, n. 1532; Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3a

ed., Berna 1999, pag. 178; Kathrin Amstutz, Das Grundrecht auf Existenzsicherung, tesi Berna 2002, pag. 304). A questo riguardo, è unicamente determinante la situazione attuale

ed effettiva dell'interessato al momento dell'esame del suo diritto a

condizioni minime di esistenza (Müller, op. cit., pag. 170). In altri termini,

i motivi che hanno condotto all'indigenza sono irrilevanti dal profilo della

protezione offerta dall'art. 12 Cost. (vedi pure DTF 131 I 166 consid. 4.3 pag. 174 e i riferimenti ivi citati). Fermi questi

presupposti, il Comune non poteva rifiutare la richiesta dell'insorgente

applicando per analogia i principi validi in materia di rinuncia a elementi di

reddito o di sostanza nell'ambito delle prestazioni complementari.”

2.9

Nel caso di

specie, come visto, il ricorrente e la madre, nel luglio 2011, hanno assunto

entrambi il debito ipotecario nei confronti della ____________________ (cfr.

doc. 24, consid. 2.6.).

Essi, in

virtù dell’art. 143 CO risultano debitori solidali.

L’insorgente

medesimo nel ricorso ha indicato che la madre nel “Contratto di credito base

ipoteca” del luglio 2011 figura quale debitrice solidale del debito

ipotecario presso la __________ (cfr. doc. I).

L’asserzione

del ricorrente secondo cui il motivo per il quale la madre è debitrice solidale

è dovuto esclusivamente al desiderio della banca di garantire il proprio

credito (cfr. doc. I) è irrilevante ai fini della presente vertenza.

In

effetti la ragione che ha portato a tale assunzione di debito non ha influenza

alcuna sulla soluzione della lite. Decisivo è unicamente il fatto che la stessa

nei confronti della __________ sia debitrice insieme al figlio.

Dalle

carte processuali non risulta, per contro, che il ricorrente e la madre abbiano

concluso una convenzione circa le modalità secondo le quali ripartire il

pagamento del debito.

Ciò è dimostrato anche da

quanto sostenuto nell’atto ricorsuale, ossia che “…per quanto riguarda i

rapporti interni tra __________ e RI 1, non vi è alcuna obbligazione per cui

gli oneri ipotecari siano divisi a metà” (cfr. doc. I).

Il fatto

di non avere previsto alcuna obbligazione circa la divisione a metà dell’onere

debitorio non significa che ciò non debba comunque avere luogo.

Infatti

la ripartizione a metà non necessita di una convenzione specifica al riguardo,

bensì deriva, quale principio generale, dall’art.148 CO nel caso in cui i condebitori

non prevedano una divisione in misura differente (cfr. consid. 2.7.).

In concreto, visto che il

ricorrente e la madre non hanno concluso un accordo in relazione a come

ripartire sul loro piano interno il debito, essi sono tenuti ognuno per la metà

del debito ipotecario di fr. 243'200.--.

Ciò

significa che il creditore, ovvero la banca potrà, se del caso, scegliere a chi

chiedere il rimborso del mutuo ipotecario. Il debitore scelto, se corrisponderà

l’intera somma, avrà il diritto di regresso per la metà dell’importo verso

l’altro debitore solidale (cfr. art. 144 e 148 cpv. 2 CO).

Al riguardo è utile

segnalare che il Tribunale federale in una sentenza 2A.508/2001 del 26 giugno 2001 ha stabilito che:

" (…)

2.1

En vertu de l'art. 33 al. 1 lettre a LIFD, les

intérêts passifs privés sont, sous réserve d'une exception qui n'est pas

réalisée en l'espèce, déduits du revenu. Cette déduction suppose l'existence

d'une dette dont le contribuable répond personnellement et définitivement.

Lorsque le contribuable est codébiteur solidaire, il ne peut déduire les

intérêts passifs qu'à concurrence de la part de la dette dont il répond

définitivement (cf. P. Locher, Kommentar zum DBG, Ière partie, Therwil 2001, n°

5.

ad art. 33, p. 816). Par conséquent, il est sans importance que le

codébiteur solidaire puisse être recherché pour le tout. Il dispose en effet

d'un droit de recours contre l'autre ou les autres codébiteurs solidaires, de

sorte qu'en définitive il ne répond de la dette que pour sa part. L'insolvabilité éventuelle des codébiteurs n'y change rien.” (La

sottolineatura è del redattore)

2.10

La “Dichiarazione

all’attenzione del Tribunale cantonale delle assicurazioni” sottoscritta da

__________ il 9 dicembre 2011, nella quale la stessa ha attestato, da una

parte, di non provvedere in alcun modo al pagamento degli oneri ipotecari

relativi al debito di fr. 243'200 che grava il fondo mapp. __________ RFD __________

di proprietà del figlio a cui è invece quest’ultimo a farvi fronte, dall’altra,

che, nel caso in cui la Banca le chiedesse la restituzione del credito quale

debitrice solidale, non potrebbe estinguerlo neppure in minima parte, non

avendo alcuna sostanza ed essendo pensionata (cfr. doc. C), non è tale da

sovvertire l’esito della presente vertenza.

In effetti, a prescindere

dal fatto che tale dichiarazione sia stata prodotta solamente in sede

ricorsuale, e meglio dopo l’emanazione della decisione su reclamo del 14

novembre 2011 con cui l’USSI ha confermato il proprio diniego a una prestazione

assistenziale a seguito del computo del valore residuo della sostanza

immobiliare dopo deduzione di un importo pari a metà del debito ipotecario e

della quota esente di fr. 100'000.--, la stessa indica unicamente che la madre attualmente non provvede a pagare gli oneri ipotecari,

ovvero gli interessi ipotecari, ritenuto che il contratto con la __________ del

luglio 2011 prevede che non deve essere effettuato alcun ammortamento (cfr.

doc. 24).

La

circostanza che al momento __________ non versi alla banca gli interessi e che

il figlio non abbia reclamato la metà dell’importo degli stessi non implica la

conclusione di un accordo contrario alla regola generale della divisione a metà

del debito di cui all’art. 148 CO.

Del resto dagli atti si

evince che, prima del nuovo contratto di debito ipotecario concluso con la __________

di __________ nel luglio 2011 con lo scopo di raggruppare dei precedenti debiti

esistenti (cfr. doc. 24), e meglio ancora nel gennaio e nel marzo 2011, l’insorgente

ha versato alla banca gli interessi dovuti facendo capo a un conto privato

intestato alla madre (cfr. doc. 74; 75; 76; 77).

La mancata assunzione attuale della metà degli interessi ipotecari da

parte della madre comporta tutt’al più per il ricorrente la rinuncia all’importo

corrispondente.

Come esposto sopra (cfr.

consid. 2.8.), la rinuncia di entrate non è computabile nell’ambito

dell’assistenza sociale, per cui l’intera somma di interessi ipotecari annui

dovuta alla __________ di fr. 6'992.-- (2,875% di fr. 243'200.--; cfr. doc. 24)

va conteggiata tra le spese computabili dell’insorgente, come peraltro effettuato

dall’USSI (cfr. doc. 23).

Per

l’importo di fr. 243'200.-- del debito ipotecario in quanto tale da dedurre

dalla sostanza, invece, dal momento che la banca non ne ha reclamato il

rimborso e non sono stati corrisposti ammortamenti, non può entrare in linea di

conto una rinuncia alla parte (la metà) a carico della madre.

In simili

condizioni a ragione l’USSI, nel calcolo volto a stabilire l’eventuale diritto __________

a una prestazione assistenziale, ha dedotto dalla sostanza immobiliare di fr.

252'521.-- la somma di fr. 121'600.--, pari alla metà del debito ipotecario di

fr. 243'200.-- e conseguentemente ha negato al ricorrente il diritto a una

prestazione assistenziale.

La decisione su reclamo

del 14 novembre 2011 deve, pertanto, essere confermata.

2.11

RI 1 ha

chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1

(doc. I, pag. 5-6).

In realtà

la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo

come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in

materia di assistenza sociale è di principio gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1

Lptca), come del resto rilevato dal patrocinatore dell’insorgente (cfr. doc. I

pag. 5).

Secondo

l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio gratuito patrocinio

è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

L'art. 3

Lag prevede:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti

dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

"

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I criteri

posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza

federale elaborata interpretando le norme di diritto federale delle

assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f v.LAVS).

Pertanto

la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è stata ritenuta conforme all’art. 61 lett. f

LPGA (cfr. DTF 130 V 320; STCA del 25 ottobre 2004 nella causa H., 35.2004.24,

consid. 2.14.; STCA del 2 settembre 2004 nella causa A., 38.03.101, consid.

2.16

), in vigore dal 1° gennaio 2003 per i settori delle assicurazioni sociali

disciplinati dal diritto federale, secondo cui nella procedura giudiziaria

cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le

circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito

patrocinio.

Infatti

l’art. 61 lett. f LPGA ha mantenuto invariate le condizioni cumulative per la

concessione dell’assistenza giudiziaria rispetto al vecchio diritto elaborate

dalla giurisprudenza.

L’istante

va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla

difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento

e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;

DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione

i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento

nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.

Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20

ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le

risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,

p. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Non è

determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).

Il limite

per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo

base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

L’indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996

N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

J.P.H., pag. 3).

In una

sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che

l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione

di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno

esistenziale.

L’attestato

municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo

(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

Nella

commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche

l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA

infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA

non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e

giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile

al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento

in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF

119.

Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

Generalmente

dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato

secondo la situazione esistente al momento della decisione (SVR 1998 UV Nr. 11

consid. 4a). L’assistenza giudiziaria può essere tuttavia concessa anche con

effetto retroattivo nella misura in cui i relativi presupposti sono adempiuti

(cfr. SVR 2000 UV Nr. 3, cfr. anche STCA 12 marzo 2001 non pubblicata nella

causa R.G., inc. 31.1998.50).

Secondo

la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza

giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione

processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato

materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto

retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

Giusta

l’art. 3 della Lag:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti

dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I criteri

posti nella legge cantonale sono identici a quelli fissati dalla giurisprudenza

federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle

assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS).

Le

condizioni cumulative per la concessione del gratuito patrocinio sono

adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque

indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non

sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit., art. 61 N. 88s.,

cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p. 517; STFA del 23

maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U 234/00; STFA del 15

marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5 settembre 2001 nella

causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; STFA del 7

dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF 121 I 323 consid.

2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2;

SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr. 13, consid. 6b, pag.

47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323; STFA del 18 giugno

1999.

nella causa D.V.).

Al

riguardo, cfr., fra le tante, la STFA del 26 settembre 2000 nella causa D., U

220/99:

"

(…).

Secondo l'art. 152 cpv. 1 OG, in

relazione con l'art. 135 OG, il Tribunale federale delle assicurazioni

dispensa, a domanda, una parte che si trova nel bisogno e le conclusioni della

quale non sembrano dover avere esito sfavorevole, dal pagare le spese

processuali e di disborsi, come pure dal fornire garanzie per le spese

ripetibili,

alle stesse condizioni viene

riconosciuto il gratuito patrocinio qualora l'assistenza di un avvocato appaia

perlomeno indicata (art. 152 cpv. 2 OG),

per costante giurisprudenza, una causa è

sprovvista di possibilità di esito favorevole quando una parte che disponga dei

mezzi necessari non accetterebbe, dopo ragionevole riflessione, il rischio di

incoarla o di continuarla (DTF 125 II 275 consid. 4b e sentenze ivi citate),

(…)."

(STFA

succitata)

2.12

Nel caso di

specie il ricorrente, come ampiamente esposto, è proprietario di un immobile il

cui valore di stima ammonta a fr. 252'521.-- ed è gravato da un debito

ipotecario di fr. 243'200.-- assunto solidalmente dallo stesso e dalla madre (cfr.

consid. 2.6.).

In una

sentenza I 134/06 del 7 maggio 2007 il TF ha stabilito quanto segue:

"

(…) prima di potere eventualmente richiedere

l'assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona interessata, nel limite

dell'esigibile (la giurisprudenza federale garantisce una riserva di

soccorso ["Notgroschen"; v. RSAS 2003 pag. 522, B 52/02, consid. 5.3;

inoltre sentenza 4P.158/2002 del 16 agosto 2002, consid. 2.2]), deve di

principio attingere alla propria sostanza (DTF 119 Ia 11

consid. 5a pag. 12; sull'esigibilità, per il richiedente, di gravare un

immobile e di assumersi un [ulteriore] debito ipotecario cfr. ad es. DTF 119 Ia 11

nonché Anwaltsrevue 8/2003 pag. 272, B 54/05). Ora, dalla documentazione

fornita dal ricorrente si evince che lo stesso dispone di una sostanza

sufficiente per potere pagare la propria legale nella procedura AI oggetto del

presente ricorso. In calce al modulo, presentato in questa sede, per la

richiesta dell'assistenza giudiziaria, l'autorità comunale ha indicato in fr.

301'696.- l'importo della sostanza risultante dalla tassazione 2003, emessa in

data 21 settembre 2005, mentre con la più recente decisione provvisoria di

fissazione dei contributi AVS/AI/IPG del 2 giugno 2006 la Cassa cantonale di

compensazione ha accertato in fr. 134'000.- la sostanza netta complessiva in

Svizzera o all'estero.”

In casu, è

vero che il debito ipotecario va a carico del ricorrente per metà del valore,

ossia per fr. 121'600.-- (cfr. consid. 2.10.), per cui il ricorrente

disporrebbe di una sostanza immobiliare netta di fr. 130'921.-- (fr. 252'521.--

- fr. 121'600.--).

Tuttavia il

debito complessivo grava sul fondo del ricorrente che costituisce la garanzia

ipotecaria per la banca.

D’altra

parte, però, determinante per la concessione di un eventuale ulteriore mutuo

ipotecario è il valore venale di mercato - di regola calcolato dai periti degli

istituti bancari - più elevato di quello di stima.

Pertanto,

nel caso di specie, ritenuto che in linea di principio vengono concessi

prestiti ipotecari fino all’80% del valore di mercato (cfr. http://magazine-i.ubs.com/it/home/immobiliari/che-casa-posso-permettermi.aspx)

risulta verosimile la possibilità di richiedere un ulteriore prestito

ipotecario per far fronte al pagamento delle spese legali.

In

effetti dall’estratto del RF del 28 marzo 2011, ossia relativo a un periodo

precedente al nuovo contratto di credito con la __________ del luglio 2011, il

fondo di __________ risultava gravato da una cartella ipotecaria di fr.

270'000.--, importo maggiore all’attuale debito ipotecario e al valore di stima

del fondo determinato nell’aprile 2004 (cfr. consid. 2.6.).

Difettando

uno dei requisiti cumulativi per concedere l'assistenza giudiziaria, la

relativa istanza dev'essere respinta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. L'istanza

tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.

3. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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