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42.2012.2

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24 aprile 2013Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

I doc.

XVII e XVIII + allegati sono, invece, stati trasmessi per conoscenza alla parte

resistente (cfr. doc. XX).

1.11. L’11 aprile

2013 alla presenza delle parti, e meglio di RI 1, dell’avv. I. Fajetti Zanni

della Consulenza giuridica Andicap, di __________nonché di TERZ 1 chiamata in

causa, si è svolto un dibattimento davanti al Presidente del TCA.

In

quell'occasione è stato steso un verbale (cfr. doc. XXII), a cui sarà fatto

riferimento nei considerandi di diritto.

in

diritto

2.1. Il TCA è

chiamato a stabilire se RI 1 deve o meno restituire l’ammontare di fr.

18’460.05, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite nel periodo dal

mese di aprile al mese di novembre 2010.

Più

precisamente, va acclarato se nell’unità di riferimento dell’insorgente, a

partire dal mese di aprile 2010, debbano oppure no essere comprese anche la

compagna, TERZ 1 e la loro figlia nata nel febbraio 2009.

2.2. L’intervento

della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla

Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il 1°

ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.3. L'art. 1 Las

stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti

della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla

legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti

stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le prestazioni

sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei

beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2

della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al

cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono

complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi

cantonali".

Il cpv. 2

precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette

di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre

prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento

delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art. 13

Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

"

Le prestazioni sociali di complemento

armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,

ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento

vanno erogate le partecipazioni al premio

dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di

riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto

dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la

precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona

dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Inoltre giusta l’art. 2

cpv. 1 Laps:

"

Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie

previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo

1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del

1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la

riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul

rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo

previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di

famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza

sociale dell’8 marzo 1971."

Anche dal

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,

si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi

dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i

residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la

riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante

il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli

e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono

l’ultimo intervento sociale.

2.4. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare

alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali

propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa

legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse si

suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono

la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai

sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di

complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola

carattere ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art.

19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per le prestazioni

assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto

delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale."

L’art. 19

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las

rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da

molti anni, come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione

della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il Dipartimento

della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las

esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del

suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 5 gennaio 2007, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione

delle «direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in

Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.) che la Conferenza

dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare, dall’altro,

che "il coordinamento con le altre prestazioni sociali, l’organizzazione

del sostegno sociale in Ticino, come pure ragioni attinenti alla politica di

bilancio del Cantone rendono problematico un adeguamento integrale alle nuove

direttive della

COSAS - peraltro non

richiesto dall’art. 19 della Las" -, che a far tempo dal 1° gennaio 2008

la soglia di intervento corrisponde:

"

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona dell'unità di riferimento (economia domestica

ai sensi del sostegno sociale)

Forfait globale per il mantenimento (raccomandato

dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento d'integrazione (adattamento delle

raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

960.--

100.--

1060.--

Considerandi

2.

persone

1469.

--

100.

--

1569.

--

3.

persone

1786.

--

100.

--

1886.

--

4.

persone

2054.

--

100.

--

2154.

--

5.

persone

2323.

--

100.

--

2423.

--

6.

persone

2592.

--

100.

--

2692.

--

7.

persone

2861.

--

100.

--

2961.

--

Per

ogni persona supplementare

+

269.

--

-

+

269.

--

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o

più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della

COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un

supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più

anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di

queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2008 in BU 3/2008 del 25 gennaio 2008 pag. 30-31)

Gli

importi appena menzionati sono stati mantenuti anche per l’anno 2009 e 2010

(cfr. BU 13/2010 del 26 febbraio 2010, pag. 82-83).

2.5

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza

computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la

deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle

famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

Giova

rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a

decorrere dal 15 febbraio 2013.

Il nuovo

tenore è il seguente:

" f) 1/15

della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

per

l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una

persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o

conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU

9/2013 del 15 febbraio 2013)

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L’art. 8

cpv. 1 lett. g Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che

ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1°

gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

Il nuovo tenore, valido

dal 1° gennaio 2012, è il seguente:

"

g) i premi

ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento

dell’importo del premio medio di riferimento.”

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

L’art. 67 Las, relativo

all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

"

1Il richiedente, rispettivamente

l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni

informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve

produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli

organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A richiesta, l’interessato deve svincolare

ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto

d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”

Giusta l’art. 68 Las,

afferente all’obbligo di informazione in particolare:

"

1L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente

agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue

condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la

riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.

2L’assistito è tenuto a segnalare

tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento

di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati

fuori del luogo di domicilio."

2.7

Per quanto concerne le

prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

" Le

prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui

all’art. 26 Laps."

Ai sensi

dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

"

La prestazione sociale indebitamente percepita deve

essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento

dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto

conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della

prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in

parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona

fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento

al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo

grave. (cpv. 3)"

Il

Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per

quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni

percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata

giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.

Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

Secondo

l'art. 21 cpv. 4 Laps

"L'organo designato dalla legge speciale è

inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle

prestazioni indebitamente percepite."

Ai sensi

dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni

prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a

emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è

l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.

2.8

Secondo la

giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile

alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998

menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso

è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In effetti

l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale,

che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza

dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi

se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una

conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una

restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p.

547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

Per quel

che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare

limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze

del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

È tenuto

alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla

quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è

quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante

sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto

l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame

nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung

unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea

1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00

del 20 ottobre 2000).

Il

principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole

del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss

CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle

leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il

principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la

persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura

distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la

restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS

e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et

survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

Questo

concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.7.).

2.9

Nella

presente fattispecie a fondamento dell’ordine di restituzione relativo al

periodo aprile - novembre 2010 l’USSI ha posto il Rapporto di controllo del

Servizio esterno dell’Ufficio controllo abitanti del Comune di __________ del

23.

dicembre 2010 (cfr. doc. 61) e il Rapporto della Polizia comunale di __________

del 24 dicembre 2010 (cfr. doc. G; 65), dai quali sarebbe emerso che TERZ 1,

madre della figlia del ricorrente, conviveva con quest’ultimo e che, quindi

andava considerata, unitamente alla figlia, nell’unità di riferimento

dell’insorgente (cfr. doc. B; III).

Avantutto

questa Corte ritiene utile rilevare che ai sensi dell’art. 4 Laps, applicabile

anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las):

" 1L’unità di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata

stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti.

2-7…" (La sottolineatura è del redattore)

L’art. 2a Reg.Laps enuncia

poi che:

"

Art. 2a La convivenza è considerata stabile se,

alternativamente:

a) vi sono figli in comune;

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di un matrimonio;

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi.” (Le sottolineature sono

del redattore)

L'unità

economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde

alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Come appena visto, per gli

art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg.Laps, validi dal 1° ottobre 2006, l’unità

di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita, fra

l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune o se,

indipendentemente da figli in comune, la convivenza è durata almeno 6 mesi, a differenza di quanto contemplato dall’art. 4 lett. c) Laps in

vigore fino al 30 settembre 2006, e meglio che l’unità di riferimento era

costituita dal partner convivente soltanto se vi erano figli in comune.

Riguardo

al cambiamento del tenore dell’art. 4 lett. c) Laps dal Messaggio n. 5723 del

25.

ottobre 2005 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) p.to 2.2. si

evince quanto segue:

"

2.2

Unità di riferimento (art. 4 Laps)

2.2.1

Partner convivente

L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa parte

dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli in comune.

Questa regola era stata definita per garantire la parità di

trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate anche le

unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da una

convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il partner

è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato civile dei membri

della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità economica di

riferimento i partner senza figli in comune: i partner senza obblighi di

mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono

considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti.

Dall’entrata in vigore della Laps la giurisprudenza in materia di

conviventi ha subito un’evoluzione significativa. Ad esempio la sentenza del TF

(DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti (ma applicabile a tutte le

prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129 I 1, affermando che non è

di per sé contrario al principio di uguaglianza tener conto per il calcolo di

prestazioni sociali anche del reddito di un convivente se la convivenza ha una

certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della convivenza sin dal

primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la prova che la

convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il TF precisa

che occorre prendere in considerazione i redditi e la fortuna dei due partner

se la loro convivenza può essere definita "stabile". Tale sarà in

particolare il caso quando i partner fanno famiglia comune da molti mesi o

quando educano insieme un bambino comune. Se la convivenza può essere definita

"stabile" tenuto conto di tutte le circostanze del caso particolare,

occorrerà dunque stabilire un bilancio unico per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere definita stabile,

relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo margine di

apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva un minimo

di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di molti mesi.

Visto quanto sopra, si propone di modificare l’art. 4 cpv. 1 lett.

c) Laps, prevedendo che l’unità di riferimento è costituita dal titolare del

diritto e dal partner convivente se la convivenza è stabile. Il regolamento di

applicazione dovrà quindi definire a quali condizioni la convivenza è stabile,

sia se vi sono figli in comune oppure no."

Inoltre dal Rapporto

parziale 2 del 28 marzo 2006 sul Messaggio n. 5723 della Commissione della

gestione e delle finanze emerge che:

"

(…)

Con l’adozione della revisione, l’unità di riferimento sarà quindi

costituita dal titolare del diritto e dal suo partner convivente, se la

convivenza è stabile.

Il regolamento di applicazione, che come i relatori hanno avuto

modo di verificare, correttamente è già stato elaborato, provvede a definire a

quali condizioni la convivenza è stabile.

Tale potrà d’ora in poi essere, anche se non vi sono figli comuni,

nel caso in cui la convivenza denoti appunto stabilità definita ad esempio nel

caso vi sia coabitazione da sei mesi.

L’accertamento della coabitazione avverrà concretamente tramite i

Comuni, con i quali la collaborazione si è andata positivamente consolidando

nel corso di questi anni."

È,

altresì, utile sottolineare che secondo la giurisprudenza federale in materia

di assistenza sociale quando si è confrontati con un concubinato stabile è

ammissibile e non arbitrario tenere conto nel calcolo della prestazione

assistenziale del richiedente anche dei redditi e delle spese della persona

convivente, benché non sussista un obbligo di mantenimento reciproco ex lege

fra i due partner. A tal fine va, infatti, piuttosto considerata la

disponibilità di fatto a sostenersi reciprocamente (cfr. STF 8C_356/2011 del 17

agosto 2011 consid. 2.2.).

Va,

d’altronde, rilevato che ai sensi della giurisprudenza federale ai fini della

determinazione di una convivenza rispetto a una semplice economia domestica

comune è irrilevante la forma della vita in comune. E’, invece, determinante

che i partner siano pronti a prestarsi assistenza e sostegno reciproci (cfr.

DTF 134 V 369 consid. 7.1.; DTF 137 V 82 consid. 5.5. = RtiD II-2011 N. 56 pag.

272.

segg.; STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

2.10

Dalle carte

processuali emerge che la relazione sentimentale tra il ricorrente e la signora

TERZ 1 è iniziata molti anni fa ed è stata caratterizzata da periodi di

coabitazione (cfr. doc. XXII; allegato B a doc. I).

In

effetti il 25 febbraio 2008 gli stessi, che abitavano nel medesimo appartamento

ad __________, si sono recati insieme presso lo Sportello Laps per richiedere

le prestazioni assistenziali come unità di riferimento unica (cfr. doc. XXII

pag. 2; III; 45).

In

occasione dell’udienza davanti al Presidente del TCA dell’11 aprile 2013 la

signora TERZ 1 ha dichiarato di essersi, poi, nel periodo marzo/aprile 2008,

trasferita a __________ da un’amica a causa del carattere difficile del

ricorrente (cfr. doc. XXII pag. 2).

Nel mese

di maggio 2008 TERZ 1 è rimasta incinta e l’11 febbraio 2009 è nata __________.

Il

ricorrente ha riconosciuto la figlia __________ l’11 marzo 2009 davanti all’Ufficiale

di stato civile (cfr. doc. 173).

Rispondendo

al Presidente del TCA l’11 aprile 2013, il quale ha evidenziato che il fatto

che malgrado se ne fosse andata da __________ è comunque rimasta incinta

dimostra che i contatti con RI 1 sono stati mantenuti, la signora ha indicato

di averlo voluto aiutare anche per il suo stato di salute e perché i genitori

dell’insorgente le hanno detto di stargli vicino (cfr. doc. XXII pag. 3).

La

signora TERZ 1, in sede di udienza, ha inoltre affermato, da un lato, che nel

febbraio 2009 continuava ad abitare presso l’amica a __________, dove è rimasta

anche dopo la nascita della bambina.

Dall’altro,

di essere stata comunque spesso da sua madre con __________ e di aver portato la

bambina anche dal padre, dove svolgeva le faccende domestiche (cfr. doc. XXII

pag. 3; 60; 62).

Il 2

novembre 2009 il ricorrente e TERZ 1 hanno sottoscritto un “Contratto per la

regolamentazione dell’obbligo di mantenimento di minori e del diritto alle

relazioni personali”, di cui è stata chiesta l’omologazione da parte della

Commissione tutoria regionale __________, con il quale i genitori non hanno

provvisoriamente stipulato alcun contributo alimentare a favore di __________,

a causa dell’insufficienza di reddito dell’insorgente, mentre sono state

garantite alla figlia le più ampie possibilità di relazioni personali con il

padre. In particolare è stato precisato che i genitori si sarebbero messi direttamente

d’accordo sulle modalità e la durata delle visite, nel rispetto delle proprie

esigenze e disponibilità nonché degli interessi e del bene della figlia. In

caso di disaccordo il padre avrebbe avuto la figlia con sé un fine settimana

ogni due, da venerdì alle ore 18.00 fino a domenica sera alle ore 18.00, Natale

e Pasqua alternati, dai quattro anni compiuti anche quattro settimane di

vacanza all’anno, di cui due durante le vacanze estive e due durante il resto

dell’anno (cfr. doc. 173).

Nell’aprile

2010.

TERZ 1 ha preso in locazione un appartamento di un locale in via __________

(cfr. allegato F a doc. I), spiegando, in sede di udienza dell’11 aprile 2013, che

presso l’amica a __________, benché si trovasse bene, disponeva soltanto di una

camera mentre le esigenze della bambina aumentavano (cfr. doc. XXII pag. 3).

Rispondendo

al Presidente del TCA, la signora TERZ 1 ha specificato di essere comunque andata, nel periodo rilevante da aprile a novembre 2010, due-tre volte alla

settimana nell’appartamento di __________ del ricorrente, lasciandogli

l’automobile e continuando a lavare, stirare, cucinare, fare le pulizie per lui

(cfr. doc. XXII pag.3).

L’insorgente

ha, altresì, puntualizzato che tra loro vi erano sì continui litigi, ma che lei

se ne andava e poi ritornava, come pure che in ogni caso era sempre lei che lo

cercava (cfr. doc. XXII pag. 2).

Durante

l’udienza dell’11 aprile 2013 il Presidente di questa Corte, con riferimento al

contratto relativo all’obbligo di mantenimento di minori e al diritto alle

relazioni personali firmato nel novembre 2009 dall’insorgente e dalla signora TERZ

1.

di cui sopra - che prevedeva in caso di disaccordo un regime minimo di visite

tra padre e figlia (cfr,. doc. 173) -, ha chiesto ad TERZ 1 per quale motivo vi

erano contatti così intensi con il padre malgrado il problema di carattere.

La stessa

ha risposto che il ricorrente con la bambina era bravo, ma che lei doveva

andare via quando lui si innervosiva (cfr. doc. XXII pag. 3).

RI 1 e la

signora TERZ 1 sono poi tornati a coabitare ad __________ dal mese di dicembre

2010.

(cfr. doc. I pag. 3).

Il

ricorrente ha precisato che una presenza regolare della madre di sua figlia

presso la sua abitazione è chiara dal mese di novembre 2010 (cfr. doc. I pag.

7).

TERZ 1 ha affermato di essersene andata definitivamente dall’appartamento dell’insorgente nel mese di

agosto 2012, sottolineando che la decisione di lasciare definitivamente il

ricorrente sia stata la migliore e che vede la bambina molto più serena (cfr.

doc. XXII pag. 3).

2.11

L’USSI,

inoltre, che il 23 marzo 2010 aveva ricevuto una segnalazione da parte del

Comune di __________ secondo cui il ricorrente, TERZ 1 e la figlia costituivano

una famiglia a tutti gli effetti (cfr. doc. XXII pag. 2), prima di emettere, il

15.

aprile 2011, l’ordine di restituzione delle prestazioni assistenziali

percepite dal ricorrente dal mese di aprile al mese di novembre 2010 (cfr. doc.

27), ha proceduto a esperire alcuni accertamenti.

Più

precisamente, l’amministrazione ha chiesto all’ufficio controllo abitanti del

Comune di __________ di verificare la presenza di TERZ 1 presso l’appartamento

di un locale preso in locazione dalla medesima in __________ dal 1° aprile 2010

con una pigione di fr. 600.-- al mese (cfr. doc. F).

Dal

relativo Rapporto di controllo del Servizio esterno dell’UCA del 23 dicembre

2010.

risulta che:

"

(…)

Dalle verifiche effettuate varie volte nell'arco

di più giorni, non è mai stato trovato nessuno nell'appartamento in questione.

Da informazioni assunte risulta che madre e

figlia sono presenti rarissimamente nell'appartamento.

Per esempio anche la lavanderia, da parte

dell'interessata non viene quasi mai usata.

A comprova di quanto espresso qui sopra vi

risulta anche un consumo di corrente elettrica molto basso, da appartamento non

occupato (circa 400/500 KW).

Da info ricevute dall'azienda elettrica, tale

consumo è veramente minimo anche per un appartamento di piccole dimensioni come

in questo caso. Basti pensare, a paragone, che per esempio solo un normale

frigorifero consuma circa 400 KW all'anno.

A conclusione riteniamo inutile fare ulteriori

controlli o appostamenti. I dati e le informazioni ricevute sono sufficienti

per stabilire che l'appartamento non viene quasi mai usato." (Doc. 61)

Inoltre

dal Rapporto della Polizia comunale di __________ del 24 dicembre 2010

concernente i controlli effettuati al fine di accertare la presenza di TERZ 1

presso l’abitazione del ricorrente in __________ si evince che nel periodo 17

settembre – 22 novembre 2010 l’autovettura __________ di proprietà di TERZ 1 si

trovava prevalentemente nell’autorimessa privata dello stabile dove vive

l’insorgente (cfr. doc. G)

La

seguente tabella allestita dalla Polizia comunale di __________ riassume i

giorni, gli orari e l’esito delle verifiche intraprese dal 17 settembre al 22

novembre 2010:

"

Data

Ora

Esito

17.09.2010

14.10

si

21.09.2010

12.40

si

22.09.2010

7.40

si

22.09.2010

18.10

si

24.09.2010

20.30

si

25.09.2010

2.00

si

26.09.2010

2.00

si

28.09.2010

12.45

si

01.10.2010

13.30

si

04.10.2010

22.15

si

05.10.2010

7.15

si

05.10.2010

13.45

si

05.10.2010

19.50

si

06.10.2010

18.15

si

08.10.2010

6.30

si

08.10.2010

12.30

si

11.10.2010

12.25

si

11.10.2010

19.05

si

11.10.2010

22.00

si

12.10.2010

18.15

si

12.10.2010

22.35

si

13.10.2010

18.05

si

13.10.2010

22.45

si

14.10.2010

13.40

si

14.10.2010

18.45

si

14.10.2010

23.30

si

15.10.2010

7.40

si

15.10.2010

12.05

si

15.10.2010

13.45

si

18.10.2010

23.05

si

19.10.2010

13.45

si

19.10.2010

18.15

si

19.10.2010

23.15

si

20.10.2010

6.45

si

20.10.2010

19.05

si

20.10.2010

22.30

si

21.10.2010

13.50

si

21.10.2010

18.10

si

21.10.2010

23.05

si

22.10.2010

6.50

si

22.10.2010

13.30

si

22.10.2010

18.40

si

24.10.2010

19.50

si

24.10.2010

22.15

si

25.10.2010

7.40

no

25.10.2010

13.20

si

25.10.2010

18.40

si

25.10.2010

22.35

si

26.10.2010

7.10

si

26.10.2010

7.35

no

26.10.2010

12.45

si

26.10.2010

18.10

si

26.10.2010

22.15

si

27.10.2010

6.50

si

27.10.2010

7.45

no

27.10.2010

11.50

no

27.10.2010

12.55

si

27.10.2010

18.50

si

27.10.2010

21.30

si

28.10.2010

0.15

si

28.10.2010

9.45

no

28.10.2010

22.10

si

29.10.2010

6.55

si

29.10.2010

10.55

si

29.10.2010

13.45

si

29.10.2010

18.40

si

01.11.2010

17.45

si

02.11.2010

7.15

si

02.11.2010

10.45

No

02.11.2010

15.30

si

02.11.2010

19.10

si

02.11.2010

22.30

si

03.11.2010

7.00

si

03.11.2010

18.25

si

03.11.2010

23.30

si

04.11.2010

7.00

si

04.11.2010

7.45

no

04.11.2010

13.55

no

04.11.2010

18.10

si

04.11.2010

22.35

si

05.11.2010

6.55

si

05.11.2010

7.45

no

05.11.2010

12.55

si

05.11.2010

17.15

si

05.11.2010

22.10

si

06.11.2010

7.05

si

07.11.2010

19.25

si

07.11.2010

22.35

si

08.11.2010

6.55

si

08.11.2010

7.40

no

08.11.2010

13.45

si

08.11.2010

18.20

si

08.11.2010

22.45

si

09.11.2010

7.00

si

09.11.2010

13.40

no

09.11.2010

1810.00

si

09.11.2010

22.00

si

10.11.2010

7.05

si

10.11.2010

9.40

si

10.11.2010

12.10

si

10.11.2010

19.10

si

10.11.2010

22.55

si

11.11.2010

7.00

si

11.10.2010

9.30

no

11.11.2010

12.15

no

11.11.2010

12.45

si

11.11.2010

19.00

si

11.11.2010

23.30

si

12.11.2010

7.20

si

12.11.2010

9.20

no

12.11.2010

15.40

si

13.11.2010

0.05

si

13.11.2010

7.00

si

13.11.2010

12.45

si

13.11.2010

22.25

si

14.11.2010

7.30

si

14.11.2010

12.15

si

14.11.2010

18.50

si

14.11.2010

23.00

si

15.11.2010

7.00

si

15.11.2010

7.50

no

15.11.2010

12.25

si

15.11.2010

19.05

si

15.11.2010

23.35

si

16.11.2010

6.50

si

16.11.2010

7.45

no

16.11.2010

12.05

no

16.11.2010

14.15

si

16.11.2010

19.10

si

16.11.2010

22.45

si

17.11.2010

7.05

si

17.11.2010

12.10

si

17.11.2010

14.50

si

17.11.2010

19.15

si

17.11.2010

22.50

si

18.11.2010

7.30

si

18.11.2010

12.50

si

18.11.2010

19.10

si

18.11.2010

23.15

si

19.11.2010

7.20

si

19.11.2010

7.50

no

19.11.2010

13.20

si

19.11.2010

19.15

si

19.11.2010

22.55

si

20.11.2010

7.30

si

20.11.2010

13.30

si

20.11.2010

23.25

si

21.11.2010

7.10

si

21.11.2010

7.30

si

21.11.2010

12.40

si

21.11.2010

17.50

si

21.11.2010

22.35

si

22.11.2010

7.20

si

22.11.2010

8.05

no

(Doc. 65-69)

Pendente

causa il TCA ha posto i seguenti quesiti all’Ufficio controllo abitanti di __________:

"

(…) ci occorre sapere chi ha effettuato le

verifiche concernenti la presenza o meno di persone nell’appartamento di __________,

menzionate nel Rapporto del 23 dicembre 2010, come pure in quali giorni e in

quali orari.

Inoltre vogliate cortesemente indicare,

comprovando tramite adeguata documentazione (ad esempio tabelle relative alla

lettura del consumo allestite dall’azienda elettrica), come è stato verificato

e determinato il consumo di elettricità dell’appartamento della signora TERZ 1

(nel vostro Rapporto del 23 dicembre 2010 indicato come molto basso) e a che

periodo si riferisce.” (Doc. X)

Il 19

giugno 2010 l’UCA ha risposto che:

"

Ci riferiamo al suo scritto del 15 giugno 2012,

con il quale chiede maggiori informazioni in merito al rapporto di controllo

del 23 dicembre 2010 del responsabile del nostro servizio esterno, Signor __________,

riguardante la Signora TERZ 1.

A tal proposito le comunichiamo che, le varie

verifiche avvenute sul posto, sono state eseguite durante la settimana

precedente alla data del rapporto stesso (senza un piano dettagliato di

giorno/ora).

Le informazioni sono state ottenute interpellando

la custode dello stabile sito in via __________ (il cui nome è stato volontariamente

omesso in quanto la stessa non desiderava assolutamente essere chiamata in

causa).

Per quanto attiene al consumo di corrente, questo

è stato ottenuto interpellando telefonicamente all'__________, la quale non ci

fornisce la documentazione in questione, che può però essere richiesta

direttamente dal vostro servizio." (Doc. XI)

Questa

Corte, il 28 giugno 2012, ha conseguentemente interpellato la __________, come

segue:

"

(…) nel mese di dicembre 2010 l’Ufficio

controllo abitanti Servizio esterno del Comune di __________ ha esperito un

accertamento da cui è emerso che il consumo di elettricità da parte della

signora TERZ 1 in relazione all’appartamento n° __________ di 1 locale al 1°

piano in via __________ allora dalla stessa preso in locazione, era molto

basso.

L’Ufficio controllo abitanti Servizio esterno

menzionato da noi consultato nel corso di questo mese ha indicato che il

consumo di elettricità in questione è stato verificato interpellando

telefonicamente la vostra azienda.

Al riguardo vi chiediamo cortesemente di

specificare l’entità del consumo di elettricità concernente la signora TERZ 1

nel periodo aprile – novembre 2010 o, nel caso in cui la stessa non avesse

concluso un contratto direttamente con voi, il consumo attinente all’appartamento

n° __________ di 1 locale al 1° piano in via __________.” (Doc. XII)

L’__________

ha dato seguito alla richiesta del TCA il 3 luglio 2012, osservando che:

"

(…)

Vi significhiamo che la persona da voi indicata

non risulta avere rapporti di fornitura con la nostra Azienda.

Per quanto attiene lo stabile di via __________

sono aperti a nome della Spettabile __________, due contratti di fornitura per

gli appartamenti 101A e 101B.

A titolo informativo si segnaliamo che

l'appartamento 101B, era sino al 01.12.2010 occupato da altre

persone e presumibilmente non si tratta dei locali oggetto degli accertamenti

effettuati dal servizio esterno dell'ufficio di controllo abitanti della Città

di __________.

Non avendo altri riferimenti di seguito vi

esponiamo i consumi di energia elettrica registrati nei singoli appartamenti:

Periodo dal al Appartamento

101A Periodo dal al Appartamento 101B

03.03.1009

04.12.2010

18.10.2010

consumo

360.

kWh 25.02.2011 consumo 580 kWh

19.10.2010

26.02.2011

25.02.2011

consumo

460.

kWh 02.03.2012 consumo 2'562 kWh

26.02.2011
02.03.2012

consumo

540.

kWh." (Doc. XIII)

2.12

Chiamata a

pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che RI

1, in sede ricorsuale, ha formulato la censura secondo cui, da un lato, in

occasione dei colloqui del 30 novembre 2010 e del 7 dicembre 2010 l’USSI

disponeva unicamente di informazioni orali da parte della Polizia Comunale e

dell’UCA di __________, visto che i relativi rapporti sono datati 23,

rispettivamente 24 dicembre 2010, dall’altro, durante l’incontro del 10 gennaio

2011.

gli è stata consegnata una lista delle presenze dell’auto presso la sua

abitazione senza intestazione ed è stato obbligato a interporre reclamo contro

l’ordine di restituzione del 15 aprile 2011 senza avere idea su quali elementi

si fondasse (cfr. doc. I).

L’insorgente

ha implicitamente invocato una lesione del diritto di essere sentito.

Al

riguardo va osservato che ai sensi

dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante

giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere

dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una

decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti

suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione

dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza

e di determinarsi al riguardo (DTF 127 V 431, 127 I 56, 126 V 130; cfr.,

riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica

anche alla nuova norma, DTF 126 I 16, 124 V 181 e 375 con riferimenti).

Per

giurisprudenza federale il diritto di essere sentito sancito dall’art. 29 cpv.

2.

Cost. non implica il diritto di esprimersi oralmente bensì quello di prendere

posizione per iscritto (Pratique VSI 2003 Nr. 97 p. 520; STFA 13 novembre 2002

[4P.195/2002]; Pratique VSI 1993 p. 42; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts,

2003, p. 450; DTF 127 V 494, 125 I 219, 122 II 469), eccezion fatta per

i casi in cui una norma scritta prevede espressamente il diritto ad una audizione

orale (Pra 2003 Nr. 97 p. 520).

Secondo

l’art. 42 LPGA, applicabile in casu in virtù del rinvio di cui agli art. 65

cpv. 1 Las e 33 cpv. 3 Laps, le parti hanno diritto di essere sentite e le

stesse non devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni

impugnabili mediante opposizione.

Al più

tardi durante la procedura di opposizione l'amministrazione deve dare la

possibilità alla parte interessata di pronunciarsi sulle prove e sulla

procedura in forma sufficiente (cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124; DTF 132

V 374 consid. 6).

L’Alta

Corte federale ha stabilito che una parte è tenuta a formulare una domanda per

ottenere il diritto di consultare gli atti. Ciò presuppone che gli interessati

vengano informati se nuovi atti decisivi, che essi non conoscono e nemmeno

possono conoscere, sono versati agli atti (DTF 132 V 391 consid. 6.2).

In

concreto dalle carte processuali risulta che la parte ricorrente stessa, nella

propria motivazione del reclamo interposto contro l’ordine di restituzione del

15.

aprile 2011, ha indicato che durante il colloquio del 10 gennaio 2011 le

sono stati presentati il Rapporto di controllo del Servizio esterno UCA __________

del 23 dicembre 2010 e il Rapporto della Polizia comunale di __________ del 24

dicembre 2010 (cfr. doc. 10).

Pertanto,

quando è stato emesso l’ordine di restituzione del 15 aprile 2011 che fa

riferimento a degli “accertamenti effettuati” dall’amministrazione (cfr.

doc. 27), all’insorgente avrebbe dovuto risultare chiaro che si trattava dei

controlli svolti dal Servizio Esterno dell’Ufficio controllo abitanti di __________

e dalla Polizia comunale di __________.

Il

ricorrente ha, altresì, avuto a più riprese (in sede di reclamo, in sede di

ricorso davanti al TCA, autorità giudiziaria che gode del pieno potere

cognitivo e in sede di udienza dell’11 aprile 2013 davanti al Presidente del

TCA) la possibilità di esprimersi in merito all’intero incarto dell’USSI.

Ne

discende che il suo diritto di essere sentito è stato ossequiato.

D’altronde

durante i colloqui del 30 novembre e 7 dicembre 2011 (cfr. doc. 60; 62), gli

accertamenti da parte dell’UCA di __________ non erano ancora stati esperiti

(cfr. doc. XI), mentre quelli da parte della Polizia Comunale di __________

svoltisi dal 17 settembre al 22 novembre 2011 potevano, se del caso, essere

prolungati. L’USSI non ha, quindi, comunicato i dettagli degli accertamenti in

corso per evitare che le verifiche venissero rese inefficaci.

2.13

Attentamente

esaminate le risultanze fattuali e probatorie esposte ai considerandi 2.10. e 2.11.

e ribadito che ai fini della determinazione di una convivenza rispetto a una

semplice economia domestica comune è irrilevante la forma della vita in comune,

mentre risulta determinante che i partner siano pronti a prestarsi assistenza e

sostegno reciproci (cfr. consid. 2.9.), questa Corte ritiene, in applicazione dell’usuale

principio della probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni sociali (cfr. STF

8C_999/2010 del 15 marzo 2011; STF 8C_911/2010 del 10 marzo 2011 consid. 3.2;

STF 8C_909/2010 del 1° marzo 2011; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; DTF 126 V 353 consid. 5b pag.

360; DTF 125 V 193 consid. 2 pag. 195), che relativamente al periodo

dal mese di aprile al mese di novembre 2010 RI 1 e TERZ 1 devono essere

considerati quali conviventi ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a

Reg.Laps.

In

effetti, benché sia del tutto comprensibile che la signora TERZ 1 abbia aiutato

l’insorgente, tra l’altro, a causa dei suoi disturbi di salute e poiché i genitori

di quest’ultimo l’hanno pregata di stargli vicino (cfr. doc. XXII), secondo

questa Corte per quanto concerne il periodo determinante, i motivi del suo

sostegno non si esauriscono in quelli appena citati, bensì sono da ricondurre principalmente

alla relazione sentimentale fra i due iniziata molti anni prima e contraddistinta

dalla nascita di __________ nel febbraio 2009, nonché da sostegno e assistenza

reciproci, come pure da periodi di coabitazione (cfr. consid. 2.10.).

Corrisponde

al vero che nell’arco di tempo in discussione il ricorrente e la signora TERZ 1,

diversamente da periodi precedenti e dal lasso di tempo successivo dicembre

2010.

- agosto 2012 (cfr. consid. 2.10), non abitavano (sempre) nel medesimo

appartamento.

Tuttavia quest’ultima

ha continuato a recarsi presso l’insorgente con la figlia molto spesso (due-tre

volte alla settimana; cfr. doc. XXII).

In proposito

va osservato che la signora TERZ 1 ha, sì, garantito al padre le più ampie

possibilità di relazioni personali con la bambina (cfr. doc. 173). La frequenza

e la durata delle visite ad A__________ (passandovi, per stessa ammissione

della signora, a volte anche la notte, cfr. doc. O) denotano, però, la volontà di

far trascorrere alla figlia (e a se stessa) del tempo con il padre in una

misura ben superiore anche al più ampio diritto di visita normalmente

esercitato contestualmente a genitori separati/divorziati o che in ogni caso

non hanno più alcun tipo di relazione.

La

signora TERZ 1, come visto, si occupava, del resto, anche delle faccende

domestiche dell’insorgente.

La stessa,

inoltre, in sede di udienza dell’11 aprile 2013, ha dichiarato di aver lasciato definitivamente l’insorgente nel mese di agosto 2012

(cfr. doc. XXII).

Prima di

allora era sempre pronta a prestare assistenza e sostegno al suo compagno,

padre di sua figlia.

Relativamente

al periodo posteriore al mese di agosto 2012, in cui si è effettivamente conclusa la loro relazione, invece, non è più stato fatto valere che

la signora TERZ 1 si è comunque occupata del ricorrente.

I frequenti

litigi che avevano luogo fra l’insorgente e TERZ 1, benché potessero mettere a

dura prova il loro legame, nel periodo determinante (aprile-novembre 2010) non

erano in ogni caso tali da far sorgere sostanziali dubbi circa l’intensità e

l’esclusività del loro rapporto (cfr. DTF 134 V 369 consid. 7.2.).

In caso

contrario, infatti, i medesimi, considerando per di più la presenza di una

bambina di meno di due anni, non avrebbero deciso di riprendere pure la

coabitazione dal mese di dicembre 2010.

Va,

altresì, sottolineato che in sede di udienza davanti al Presidente del TCA

l’insorgente ha spiegato che nei verbali allestiti dall’USSI il 30 novembre e

il 7 dicembre 2010 (cfr. doc. 60, 62) che si era rifiutato di firmare - in

quanto riteneva che a torto l’amministrazione considerasse che viveva insieme

alla signora TERZ 1 e che con la stessa faceva una vita di coppia - aveva

utilizzato il termine “fidanzata” riferendosi alla madre di sua figlia,

visto che è stato insieme alla stessa per tanti anni (cfr. doc. XXII pag. 2).

Giova, inoltre,

constatare, in primo luogo, che nel periodo dal 17 settembre al 22 ottobre 2010, in cui la Polizia Comunale di __________ ha effettuato i propri controlli in modo assiduo e

durante differenti orari sia di giorno che di notte (cfr. doc. 65-69, consid.

2.11

), l’autovettura di TERZ 1 si trovava in modo predominante posteggiata

nell’autorimesa privata dello stabile di Via __________, dove risiede il

ricorrente.

In

secondo luogo, che è vero che TERZ 1 a partire dal 1° aprile 2010 ha concluso un contratto di locazione di durata indeterminata relativo a un appartamento di un

locale a __________ che prevedeva una pigione di fr. 600.-- al mese e un

preavviso per la disdetta di tre mesi con effetto alle scadenze 29 marzo, la

prima volta il 29.03.2011 (cfr. doc. F).

E’,

altrettanto, vero tuttavia che dalle informazioni raccolte dal Servizio esterno

dell’Ufficio controllo abitanti di __________ nel mese di dicembre 2010 presso

la custode dello stabile sito in Via __________, è emerso che la presenza di TERZ

1.

e della figlia era alquanto sporadica e che la lavanderia non veniva quasi

mai usata (cfr. doc. 61; XI).

Relativamente

al consumo di elettricità, i dati trasmessi dall’__________ al TCA non

forniscono elementi rilevanti ai fini della risoluzione della presente

vertenza, poiché il consumo di 360 kWh si riferisce al periodo 3 marzo 2009 –

18.

ottobre 2010, ossia a più di un anno e mezzo. TERZ 1 è entrata

nell’appartamento di __________ nel mese di aprile 2010, tuttavia non è dato di

sapere, nonostante un’esplicita richiesta in tal senso da parte di questo

Tribunale (cfr. doc. XII; consid. 2.11.), quale sia stato il consumo di

elettricità da aprile a novembre 2010.

Si

tratta, in ogni caso, di un consumo basso, di in media circa 18 kWh al mese

(360 kWh : 20 mesi circa).

Anche

tenendo conto che l’appartamento preso in locazione da TERZ 1 era di un solo

locale e che la stessa e la figlia durante la settimana, a causa degli impegni

di lavoro durante il mattino, non erano presenti (cfr. doc. O), il consumo

risulta comunque alquanto basso se si considerano le sere e i fine settimana.

A titolo

di raffronto va osservato che dal Piano Energetico Cantonale - Rapporto di

consultazione del luglio 2010 si evince che l’Ufficio

Federale dell’energia ha indicato un consumo medio di elettricità per economia

domestica pari a 3'500 - 4’000 kWh/anno. In Ticino si è stimato un consumo

delle utenze domestiche per apparecchi elettrici e illuminazione privata pari a

718.

GWh, corrispondenti a un consumo medio per economia domestica di ca. 3’850

kWh/anno (cfr. www.ti.ch/fileadmin/GENERALE/piano_energetico_cantonale/documenti/PEC_rapporto_consultazione.pdf).

Riguardo

all’appartamento di __________o, va per inciso rilevato che la signora TERZ 1 e

la bambina, le quali, come esposto sopra, si recavano regolarmente e

frequentemente ad __________ dal ricorrente, se ne andavano quando quest’ultimo

si innervosiva troppo o litigavano (cfr. doc. XXII).

In tale

eventualità, quindi, risultava in ogni caso utile per TERZ 1 disporre di una

propria, seppure piccola (1 locale), abitazione.

2.14

Alla luce di

tutto quanto esposto, occorre concludere che per il periodo dal 1° aprile -

30.

novembre 2010 la situazione concernente l’unità di riferimento

dell’insorgente era differente rispetto a quanto a conoscenza

dell’amministrazione al momento in cui ha allestito i conteggi relativi a tale

periodo.

In

effetti, vista la convivenza di RI 1 con TERZ 1 (cfr. consid. 2.13), anche quest’ultima

e la loro figlia, in applicazione degli art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2 Reg.Laps

(cfr. consid. 2.9.), facevano parte dell’unità di riferimento del ricorrente.

Essendosi

realizzato un cambiamento importante nella situazione dell’insorgente, è

pertanto evidente che il calcolo delle prestazioni assistenziali dal mese di

aprile al mese di novembre 2010 andava rivisto tenendo conto nell’unità di

riferimento del ricorrente anche di TERZ 1 e della loro bambina, e meglio dei

redditi e delle spese connessi a queste due persone.

L’USSI,

nell’ordine di restituzione del 15 aprile 2011, ha indicato che, calcolando la convivenza, l’insorgente non aveva diritto ad alcuna prestazione

assistenziale (cfr. doc. 27).

Il

ricorrente non ha minimamente contestato tale aspetto, limitandosi a censurare

il fatto che il medesimo e TERZ 1 venissero considerati conviventi.

Di

conseguenza RI 1, da un profilo oggettivo, ha effettivamente percepito

indebitamente le prestazioni assistenziali erogategli nel lasso di tempo aprile

- novembre 2010 pari alla somma di fr. 18'460.05 che dovrà restituire

all’amministrazione.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.Il ricorso è respinto.

2.Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a

carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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