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Decisione

42.2013.1

Rest.AS 11/11-2/12.Figlio maggior.non nell'UR della madre.In quei mesi serv.militare.Quindi poteva mantenersi(IPG+vitto+alloggio+premi LAMal),ma non tenuto ad aiutare madre(non cond.agiate ex 328 CC).

24 ottobre 2013Italiano42 min

Source ti.ch

Fatti

A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona

dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale

Forfait

globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento

d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

977.--

100.--

1077.--

Considerandi

2.

persone

1495.

--

100.

--

1595.

--

3.

persone

1818.

--

100.

--

1918.

--

4.

persone

2090.

--

100.

--

2190.

--

5.

persone

2364.

--

100.

--

2464.

--

6.

persone

2638.

--

100.

--

2738.

--

7.

persone

2912.

--

100.

--

3012.

--

Per

ogni persona supplementare

+

272.

--

-

+272.--

B.

Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più

(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di

riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di

cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza

persona di 16 o più anni di età e per le successive:

l'importo di tale

supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

Tali

importi sono stati mantenuti anche per il 2012 e il 2013 (cfr. Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16

dicembre 2011 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali

per il 2013 del 20 dicembre 2012).

2.5

L’art. 22

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è quello

definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata

interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,

per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una

coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e

immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le

spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino

all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c)

Spesa per l’alloggio

Per

il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato

delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9

Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art. 6

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è costituito dai seguenti

redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21

giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù

degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle

prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la

deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle

famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e

le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni

sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

Giova

rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a

decorrere dal 15 febbraio 2013.

Il nuovo

tenore è il seguente:

" f) 1/15

della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

per

l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una

persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o

conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU

9/2013 del 15 febbraio 2013)

La spesa

computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate

e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi

dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita dalle seguenti

spese:

a) le

spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale

misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle

persone con attività lucrativa salariata;

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.

c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o

regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti

contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di

cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste

ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di

malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente

assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino

all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e

20.

LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività

professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

L’art. 8

cpv. 1 lett. g Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che

ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1°

gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

Il

Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della

RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito

imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio

per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3

settembre 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).

Il nuovo tenore, valido

dal 1° gennaio 2012, è il seguente:

"

g) i premi

ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento

dell’importo del premio medio di riferimento.”

L'art. 9

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è computata fino ad un

massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI

per la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da

due persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per

le unità di importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più

di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5

cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere dal

1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr.

15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01

sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre

2000.

e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni

complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica

l'importo massimo.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il

limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

L’art. 67 Las, relativo

all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

"

1Il richiedente, rispettivamente

l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni

informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve

produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli

organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.

2A richiesta, l’interessato deve svincolare

ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto

d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”

Giusta l’art. 68 Las,

afferente all’obbligo di informazione in particolare:

"

1L’assistito è tenuto a segnalare

immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto

nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la

modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.

2L’assistito è tenuto a segnalare

tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento

di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati

fuori del luogo di domicilio."

2.7

Per quanto concerne le

prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

" Le

prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui

all’art. 26 Laps."

Ai sensi

dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:

"

La prestazione sociale indebitamente percepita

deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento

dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto

conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della

prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in

parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona

fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento

al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo

grave. (cpv. 3)"

Il

Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per

quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni

percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata

giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.

Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

Secondo

l'art. 21 cpv. 4 Laps

"L'organo designato dalla legge speciale è

inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle

prestazioni indebitamente percepite."

Ai sensi

dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni

prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a

emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è

l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.

2.8

Secondo la

giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile

alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998

menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso

è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In

effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato

formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è

senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi

se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una

conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una

restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p.

547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).

Per quel

che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare

limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze

del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

È tenuto

alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla

quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è

quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante

sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto

l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame

nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung

unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea

1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00

del 20 ottobre 2000).

Il

principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle

regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.

art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS

e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se

il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la

persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura

distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la

restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS

e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et

survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

Questo

concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps

(cfr. consid. 2.7.).

2.9

A

motivazione dell’ordine di restituzione relativo al periodo novembre 2011 –

febbraio 2012 l’USSI ha posto il fatto che nell’arco di tempo menzionato il

figlio maggiorenne della ricorrente, beneficiando di indennità per perdita di

guadagno a seguito dello svolgimento del servizio militare, non doveva essere

compreso nell’unità di riferimento della madre.

Avantutto

questa Corte ritiene utile rilevare che ai sensi dell’art. 4 Laps, applicabile

anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las):

" 1L’unità

di riferimento è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente

indipendenti.

2-7…"

L'unità

economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde

alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

Relativamente

al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui

all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:

" 1Una persona

maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:

a) ha meno di 30 anni;

b) non è

sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata

vincolata da un’unione domestica registrata;

c) non ha figli;

d) è in prima formazione.

2Vi

è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del

percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una

formazione del livello seguente:

a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo

propedeutico;

b) secondario 2

di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un

titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario di

tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio

che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non

possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento

linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

3…”

2.10

Con sentenza

39.2011.6

del 21 maggio 2012, destinata alla

pubblicazione in RtiD I-2013, questa Corte ha stabilito che per

valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente

divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata,

senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada

considerato nell’unità di riferimento dei genitori ai sensi dell’art. 4 cpv. 1

lett. e Laps o meno non si può prescindere dall’esame della sua situazione

economica.

In

effetti, dai lavori preparatori esaminati procedendo all’interpretazione degli

art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2 Reg.Laps si evince che per definire il figlio

maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e

Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli

maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata di cui al

cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione finanziaria è un elemento essenziale

per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento

(cfr. Messaggio del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali).

Non verificando

lo stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi

abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per

il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire

il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato

nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.

277.

cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione

dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in

formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio

sostentamento.

In tale

ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.

Infatti, qualora

le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si

imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di

aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.

Tuttavia

l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra

parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in

secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma

soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il

suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia (cfr. DTF 132

III 97).

L’art. 2

cpv. 1 Reg.Laps deve, pertanto, essere interpretato conformemente agli art. 277

cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza

derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost. (cfr. STF

8C_931/2009 del 7 maggio 2010 consid. 6.1.).

Questa

soluzione si giustifica tanto più se si considera, da un lato, che agli art. 4

lett. e Laps e 2 cpv. 1 Reg.Laps per definire la dipendenza dei figli maggiorenni

rientranti nell’unità di riferimento dei genitori è stato comunque utilizzato

l’avverbio economicamente.

Dall’altro,

che dai lavori preparatori emerge a più riprese il riferimento all’aspetto

economico.

Se il

figlio ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d

Reg.Laps e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, egli

rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.

Se,

invece, il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett.

a, b, c, d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi

completamente, egli non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a

meno che lo stesso viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia,

quindi, tenuto all’assistenza tra parenti in linea ascendente.

In quel

caso di specie il figlio - nato il 14 luglio 1992 e che viveva nella medesima

abitazione dei genitori e della sorella - aveva meno di 30 anni, non era

coniugato, né divorziato, separato o vedovo e non era e non era stato vincolato

da un’unione registrata ed era in prima formazione.

Egli,

percependo delle indennità giornaliere pari a fr. 103.-, ossia circa fr.

3'000.- al mese, dall’assicurazione invalidità durante il periodo della prima

formazione professionale, risultava in grado di provvedere con i soli propri

mezzi finanziari al proprio sostentamento.

In quel

caso, dunque, poteva restare aperta la questione di sapere in generale quali

parametri applicare per determinare il fabbisogno del figlio maggiorenne con reddito

o sostanza al fine di appurare nel regime Laps se questi vada o meno

considerato nell’unità di riferimento dei genitori.

Il

figlio, che non andava in ogni caso considerato in condizioni finanziarie agiate

ai sensi dell’art. 328 CC, non doveva così rientrare nell’unità di riferimento

composta dei genitori e della sorella dodicenne ai fini del calcolo volto a

determinare l’eventuale diritto a un assegno integrativo a favore di

quest’ultima.

2.11

Nella

presente evenienza il figlio della ricorrente, __________, nato l’8 luglio 1992

e quindi di meno di 30 anni, non è coniugato, né

divorziato, separato o vedovo e non è e non è stato vincolato da un’unione

registrata (cfr. sistema informatico relativo alla banca dati

MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).

Egli,

nell’anno scolastico 2010/2011, era iscritto al secondo anno del corso di

commercio e lingue presso la Scuola __________ (cfr. doc. 363; 359).

Dal 31

ottobre 2011 __________ ha svolto la scuola reclute a __________, come da

ordine di marcia intimatogli che prevedeva quale data di fine servizio il 6

aprile 2012 (cfr. doc. 357).

Dalle

carte processuali si evince che nel periodo 31 ottobre 2011 – 10 febbraio 2012

egli ha percepito delle indennità per perdita di guadagno pari a fr. 62.-- al

giorno (cfr. doc. 188-194; art. 9 cpv. 1 e 16a cpv. 1 LIPG).

Ai sensi

dell’art. 1a cpv. 1 della Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno

(LIPG) le persone che prestano servizio nell'esercito svizzero e nel servizio

della Croce Rossa hanno diritto a un'indennità per ogni giorno di soldo.

L’art. 9

cpv. 1 LIPG prevede che durante il reclutamento, durante la scuola reclute e

durante l'istruzione di base l'indennità giornaliera di base per le persone che

adempiono senza interruzione al loro obbligo di servire (persone in lungo

servizio) ammonta al 25 per cento dell'indennità totale massima.

Giusta

l’art. 16a cpv. 1 LIPG l'indennità totale

massima ammonta, dal 1° gennaio 2011, a 245 franchi al giorno.

Il 25% della

somma di fr. 245.-- è pari a circa fr. 62.--, importo corrispondente a quello

erogato a __________.

L’art. 29

cpv. 1 della Legge federale sull'esercito e sull'amministrazione

militare (Legge militare, LM) enuncia, poi, che i militari in servizio ricevono

dallo Stato il soldo e la sussistenza. Lo Stato provvede al loro alloggio e

assume le spese per i viaggi di servizio (cpv. 1).

Gli art.

29.

cpv. 2 e 149 LM prevedono che l’Assemblea federale emana le disposizioni

concernenti il soldo, la sussistenza, l'alloggio e i viaggi di servizio

in forma di ordinanza.

Giusta l’art. 35 dell’Ordinanza

del 29 novembre 1995 concernente l’amministrazione dell’esercito (OAE) il diritto al soldo sorge il giorno dell'entrata in servizio e cessa

il giorno del licenziamento.

Pertanto,

tenendo anche conto del fatto che il diritto di __________ alle indennità per

perdita di guadagno ha iniziato a decorrere il 31 ottobre 2011 (cfr. doc. 188),

nei mesi di novembre 2011 (nel quale è conteggiata pure l’indennità del 31 ottobre

2011), dicembre 2011 e gennaio 2012 egli ha ricevuto la somma mensile di fr.

1'922.-- lordi (fr. 62.-- x 31 giorni; cfr. doc. 188-194), pari a fr. 1'823.--

netti (da fr. 1'922.-- sono stati dedotti i contributi sociali 5.15%; cfr. doc.

188-194), mentre nel mese di febbraio 2012 l’importo di fr. 620.-- (fr. 62 x 10

giorni; cfr. doc. 194), ossia fr. 588.-- netti (cfr. doc. 194).

A tali

somme mensili delle indennità per perdita di guadagno va aggiunta la pensione

alimentare che il padre corrispondeva a __________ di fr. 850.-- al mese - come

pure alla figlia __________ del medesimo ammontare (cfr. doc. 210; 279; 261;

233; 234; 235) -, conformemente a quanto stabilito nella convenzione del 10 maggio

1999.

sulle conseguenze accessorie al divorzio omologata dal Pretore della

Giurisdizione di __________ il 15 giugno 1999 (cfr. doc. 82-85).

Complessivamente,

dunque, il figlio dell’insorgente, nel periodo da novembre 2011 a febbraio 2012, poteva disporre di entrate corrispondenti a circa fr. 2'673.-- (fr. 1'823.-- +

fr. 850.--) per i mesi da novembre 2011 a gennaio 2012 e di fr. 1'438.-- (fr. 588.-- + fr. 850.--) per il mese di febbraio 2012.

Con questi importi

mensili, considerato, inoltre, che da novembre 2011 a febbraio 2012, in quanto recluta, riceveva dallo Stato vitto, alloggio e un soldo di fr. 4 al

giorno (cfr. art. 29 LM; 38 OAE), nonché era esentato dal pagamento dei premi

dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie poiché tale rischio era

coperto dall’assicurazione militare (cfr. art. 3 cpv. 4 Legge federale

sull’assicurazione malattie - LAMal; art 1a, 3 e 4 Legge federale

sull’assicurazione militare - LAM), __________ risultava certamente in grado di

provvedere con i soli propri mezzi finanziari al proprio sostentamento (cfr.

consid. 2.10.).

RI 3Il figlio della ricorrente non poteva, tuttavia, essere

considerato in condizioni finanziarie agiate ai sensi dell’art. 328 CC, per cui

non era tenuto a soccorrere economicamente sua madre (cfr. consid. 2.10.).

Ne discende che __________,

indipendentemente dalla questione di sapere se in concreto lo stesso fosse

ancora o meno in prima formazione (al riguardo va osservato che per ammettere

la prima formazione un’eventuale interruzione del percorso formativo non deve

essere superiore a 24 mesi; cfr. art. 2 cpv. 2 Reg.Laps; consid. 2.9.), come

stabilito dalla Cassa (cfr. doc. 11; A1; III), nel lasso di tempo da novembre 2011 a febbraio 2012, non doveva rientrare nell’unità di riferimento della madre RI 1.

In simili condizioni,

essendosi realizzato un cambiamento importante nella situazione personale e

finanziaria della ricorrente, è quindi evidente che il calcolo della prestazione

assistenziale andava rivisto, rispetto ai conteggi iniziali del 12 settembre

2011.

(con validità da settembre a novembre 2011; cfr. doc. 255), del 21

novembre 2011 (con validità per il mese di dicembre 2011, cfr. doc. 225) e del

19.

dicembre 2011 (con validità per i mesi di gennaio e febbraio 2012; cfr. doc.

218) in cui nell’unità di riferimento dell’insorgente erano stati inseriti,

oltre alla stessa, la figlia __________ - nata il 3 gennaio 1991 e in prima

formazione fino a giugno 2012 (cfr. doc. 43; 349) - e il figlio __________, non

tenendo conto di quest’ultimo.

2.12

Occorre ora

stabilire se la somma chiesta in restituzione sia corretta oppure no.

L’USSI ha

determinato l’ammontare di fr. 2'378.80, oggetto della domanda di rimborso,

sommando gli importi delle spese mensili da novembre 2011 a febbraio 2012 relative al figlio della ricorrente.

Quali

costi mensili concernenti __________ sono stati considerati il sostentamento

(fr. 323.--), la pigione (fr. 200.--) e il premio della cassa malati (fr.

71.

) per complessivi fr. 594.70.

La somma

di fr. 594.70 è poi stata moltiplicata per quattro mesi (da novembre 2011 a febbraio 2012), ottenendo l’importo totale di fr. 2'378.80 (cfr. doc. 11).

Tale modo

di procedere si rivela, tuttavia, errato.

Infatti

l’amministrazione ha tenuto conto, a torto, unicamente delle spese di __________,

omettendo di dedurre dai calcoli relativi alla ricorrente anche i redditi del

figlio (pensione alimentare versatagli dal padre di fr. 850.-- al mese; cfr.

doc. 82; 235; 233) e altre prestazioni erogate a suo favore (sussidio per il

pagamento del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie di fr.

266.

-- al mese; cfr. doc. 265), che erano invece stati conteggiati nei calcoli

iniziali del 12 settembre, 21 novembre e 19 dicembre 2011 in cui __________ era stato compreso nell’unità di riferimento della madre (cfr. doc. 257; 258;

227, 228; 220, 221).

Al

riguardo il TCA evidenzia, che, applicando a contrario l’art. 5 Laps, a cui

rinvia l’art. 22 Las (cfr. consid. 2.5.), secondo il quale il reddito

disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi

computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità

di riferimento, risulta che nel calcolo delle prestazioni assistenziali di un

richiedente non vanno computati i costi e le entrate della persona che non

rientra nella sua unità di riferimento.

Gli atti vanno, pertanto rinviati

all’USSI affinché calcoli nuovamente le prestazioni assistenziali a cui ha

diritto a RI 1 dal novembre 2011 al febbraio 2012 senza considerare il figlio __________

per quanto riguarda sia le spese computabili che i redditi computabili.

Più precisamente, in

concreto, i conteggi specifici dell’assistenza sociale spettante alla

ricorrente dovranno essere effettuati, tenendo conto solo della stessa e della

figlia __________, ovvero non computando tutte le voci – spese (soglia

di intervento, pigione, cassa malati), redditi (pensione alimentare ricevuta

dal padre) e la riduzione del premio dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie – che riguardano __________.

In particolare non andrà

considerata la parte della soglia Las (art. 19 Las) afferente al figlio della

ricorrente, e meglio andrà conteggiata soltanto la soglia di intervento

relativa a due persone pari a fr. 1'595.--, invece della somma di fr. 2'128.--

(soglia di intervento per tre persone di fr. 1'918.-- + supplemento di fr.

210.

-- per la terza persona di più di sedici anni; cfr. consid. 2.4.; doc. 220;

227, 257).

Per

quanto attiene alla pigione (cfr. art. 22 lett. c Las e

9.

cpv. 1 Laps) dell’appartamento di Via __________ di complessivi fr. 600.--

(cfr. doc. 294; 302; 16), è utile ribadire che secondo l’art. 9 cpv. 2 Laps se

una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi

membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al

convivente.

Le

disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al punto B.3

enunciano che:

"

Nel caso di persone conviventi non tutte

beneficiarie del sostegno sociale (v. capitolo F.5.1), si divide la quota

mensile della pigione per il numero di persone che compongono l’economia

domestica, conformemente al capitolo F.5.1. Si aggiunge poi l’importo ottenuto

al budget.”

Al

riguardo cfr. STCA 42 2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.12. e 2.13.

Inoltre l’amministrazione terrà in considerazione che

il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie non corrisponde al

premio effettivo a carico di un assicurato, contrariamente a quanto sembra aver

considerato la stessa nella decisione di restituzione (cfr. doc. 11; 12), bensì

a quanto previsto dagli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui l’art. 22

Las rinvia (cfr. consid. 2.5.).

L’art. 8

cpv. 1 lett. g Laps, nel suo tenore valido fino al 31 dicembre 2011, enuncia

che quale premio dell’assicurazione malattia deve intendersi il premio ordinario,

ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media

ponderata.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per

l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1

lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la

riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.

Ai sensi

del nuovo art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, modificato a seguito del sostanziale

mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM)

e in vigore dal 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297; cfr. consid. 2.5.), i premi dell’assicurazione malattie

corrispondono ai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale

premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8

cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio ordinario per

singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:

a) per

la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni,

tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);

b) con franchigia

ordinaria;

c) con rischio di

infortunio incluso;

d)

ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto

previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.

In

proposito cfr. STCA 42.2012.18 del 14 agosto 2013 consid. 2.13. e 2.14.; STCA

42.

2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.14. e 2.15.

2.13

Relativamente

ai nuovi conteggi delle prestazioni assistenziali che l’USSI effettuerà per il

periodo novembre 2011 - febbraio 2012, giova segnalare che con sentenza DTF 122

V 19 l’Alta Corte, pronunciandosi in merito a un caso di prestazioni complementari

all’AVS/AI, ha stabilito che se, contestualmente a una procedura di

restituzione, da un nuovo calcolo delle prestazioni, effettuato considerando

tutte le modificazioni di fatti rilevanti comportanti un aumento o una

diminuzione del reddito computabile, risultava un importo a favore

dell’assicurato, il pagamento di PC arretrate era comunque escluso.

Con

giudizio 9C_58/2012 del 8 giugno 2012, pubblicato in DTF 138 V 298, il

Tribunale federale ha poi deciso che la regola giurisprudenziale (posta nella DTF 122 V 19) secondo

cui il pagamento retroattivo di prestazioni complementari è escluso nel caso di

nuovo calcolo delle prestazioni stesse (nell'ambito di una domanda di

restituzione) non può essere mantenuta sotto l'imperio dell'art. 24 cpv. 1 della

Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) in vigore dal 1° gennaio 2003.

L’art. 24

cpv. 1 LPGA sancisce che il diritto a prestazioni o contributi arretrati si

estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione e

cinque anni dopo lo scadere dell'anno civile per cui il contributo doveva

essere pagato.

L’art. 24

cpv. 1 LPGA non è, tuttavia, applicabile all’assistenza sociale, in quanto

quest’ultima non è un’assicurazione sociale federale e non prevede un rinvio

esplicito a tale disposto della LPGA.

Nel

settore dell’assistenza sociale, per contro, ai sensi dell’art. 61 cpv. 2 Las

l’autorità competente può per un periodo limitato, effettuare versamenti

retroattivi di prestazioni assistenziali speciali e di prestazioni

assistenziali ordinarie se le circostanze o il particolare stato di bisogno del

richiedente lo giustificano.

L’art. 5

Reg.Las enuncia che la retroattività delle prestazioni assistenziali è limitata

a tre mesi.

La

concessione di prestazioni retroattive rappresenta, però, una facoltà

dell’amministrazione.

La

possibilità contemplata dalla Las di corrispondere prestazioni assistenziali

retroattive limitatamente a tre mesi va applicata a titolo eccezionale per i

casi di rigore, allorché la copertura di spese arretrate evita un aggravamento

ulteriore della situazione di bisogno (cfr. Messaggio dell’8 maggio 2002 n.

5250.

attinente alla modifica della legge sull’assistenza sociale, p.to 2 ad

art. 61; Messaggio aggiuntivo n. 5723a del 7 giugno 2006, p.to 1b).

D’altronde

lo scopo delle prestazioni assistenziali è quello di permettere al richiedente

di far fronte ai propri bisogni attuali, garantendogli il minimo vitale e evitando

che la persona debba in seguito indebitarsi per poter vivere costituiscono (cfr.

STF 8C_433/2009 del 12 febbraio 2010 consid. 7.1.3., pubblicata in DTF 136 I

129; Messaggio aggiuntivo del 7 giugno 2006 relativo alla modifica della legge

sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno

2000.

(Laps), p.to 1.b).

Al

riguardo cfr. pure STCA 42.2013.3 del 25 settembre 2013 consid. 2.9.; STCA

42.2012.4

del 19 luglio 2012 consid. 2.11.; STCA 42.2006.14 dell’11 gennaio

2007.

confermata dalla STF 8C_3/2007 dell’8 giugno 2007.

Questa

Corte ritiene, quindi, che, nel caso in cui dai nuovi calcoli delle prestazioni

assistenziali spettanti alla ricorrente nel lasso di tempo novembre 2011 –

febbraio 2012 non dovesse risultare alcun importo da restituire, bensì un

ammontare a suo favore, un pagamento retroattivo sarebbe comunque escluso.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 è annullata.

§§ L’unità

di riferimento di RI 1, per il periodo novembre 2011 - febbraio 2012, è

costituita dalla stessa e dalla figlia __________.

§§§ Gli

atti sono rinviati all’USSI affinché effettui dei nuovi calcoli delle

prestazioni assistenziali spettanti alla ricorrente da novembre 2011 a febbraio 2012 conformemente a quanto indicato ai consid. 2.12. e 2.13.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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