42.2013.1
Rest.AS 11/11-2/12.Figlio maggior.non nell'UR della madre.In quei mesi serv.militare.Quindi poteva mantenersi(IPG+vitto+alloggio+premi LAMal),ma non tenuto ad aiutare madre(non cond.agiate ex 328 CC).
24 ottobre 2013Italiano42 min
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Numero d'incarto:
42.2013.1
Data decisione, Autorità:
24.10.2013, TCA
Titolo:
Rest.AS 11/11-2/12.Figlio maggior.non nell'UR della madre.In quei mesi serv.militare.Quindi poteva mantenersi(IPG+vitto+alloggio+premi LAMal),ma non tenuto ad aiutare madre(non cond.agiate ex 328 CC).Rinvio atti x nuovo calcolo.Dedurre costi ma pure redditi. Se imp.a favore ric.non pagam.retroattivi
PRESTAZIONI ASSISTENZIALI
REDDITO COMPUTABILE
RESTITUZIONE DI PRESTAZIONI
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
SPESA COMPUTABILE
UNITÀ DI RIFERIMENTO
art. 4 LAPS
art. 4 cpv. 1 let. e LAPS
art. 5 LAPS
art. 26 LAPS
art. 22 LAS
art. 61 cpv. 2 LAS
art. 1a cpv. 1 LIPG
art. 9 cpv. 1 LIPG
art. 16a LIPG
art. 29 agg. 149 LM
art. 24 cpv. 1 LPGA
art. 2 REGLAPS
Raccomandata
Incarto n.
42.2013.1
rs
Lugano
24 ottobre
2013
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Raffaella Sartoris
Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 1 febbraio 2013
di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 21 gennaio
2013 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501 Bellinzona
in materia di armonizzazione e
coordinamento delle prestazioni sociali
ritenuto, in
fatto
1.1. L’Ufficio
del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), con decisione su reclamo del 21
gennaio 2013, ha confermato il proprio provvedimento del 6 marzo 2012 (cfr.
doc. 11) con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 2'378.80.--
che avrebbe percepito a torto a titolo di prestazioni assistenziali per i mesi
da novembre 2011 a febbraio 2012 (prestazione assistenziale intera mensile
versata: fr. 1’047.--), in quanto il figlio maggiorenne non avrebbe dovuto
essere inserito nella sua unità di riferimento per il calcolo dell’assistenza
sociale.
L’amministrazione
ha motivato tale decisione, osservando che è emerso che in quel periodo il figlio
ha svolto il servizio militare ricevendo un’indennità per perdita di guadagno
di fr. 62.-- al giorno (cfr. doc. A1).
1.2. Contro la
decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 RI 1 ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA, rilevando in particolare che, quando il figlio era assente per
il servizio militare, le spese quotidiane e di casa sono rimaste invariate.
La stessa
ha precisato di non avere risparmiato alcunché a seguito del fatto che il
figlio fosse a militare, in quanto le spese erano sempre le medesime e aveva la
figlia a casa a carico.
La
ricorrente ha, poi, asserito che il figlio, benché abbia ricevuto delle
prestazioni durante il servizio militare, non ha potuto partecipare ai costi
della vita quotidiana, avendo dei debiti contratti poiché né prima né dopo il
militare ha trovato un posto di lavoro (cfr. doc. I).
1.3. L’USSI, in
risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è
chiamato a stabilire se la ricorrente deve o meno restituire l’ammontare di fr.
2'378.80, corrispondenti a prestazioni assistenziali percepite nei mesi da
novembre 2011 a febbraio 2012.
L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla
Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.3. L'art. 1 Las
stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al
cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il cpv. 2
precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente
dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre
prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che
"
Le prestazioni sociali di complemento
armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,
ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento
vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto
dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la
precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona
dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"
Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie
previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo
1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del
1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la
riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°
febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul
rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di
famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i
residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la
riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante
il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli
e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono
l’ultimo intervento sociale.
2.4. Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art.
19 Las, concernente la soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione
dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato che la COSAS,
il 21 ottobre 2010, ha adottato una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le
système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre
2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 - che la
Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare -,
come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base
dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di
assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS
AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un
adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far
tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
"
Fatti
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona
dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento
d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
977.--
100.--
1077.--
Considerandi
2.
persone
1495.
--
100.
--
1595.
--
3.
persone
1818.
--
100.
--
1918.
--
4.
persone
2090.
--
100.
--
2190.
--
5.
persone
2364.
--
100.
--
2464.
--
6.
persone
2638.
--
100.
--
2738.
--
7.
persone
2912.
--
100.
--
3012.
--
Per
ogni persona supplementare
+
272.
--
-
+272.--
B.
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
(ripreso dalle precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di
riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di
cui sopra sono integrati da un supplemento mensile assegnato per la terza
persona di 16 o più anni di età e per le successive:
l'importo di tale
supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)
Tali
importi sono stati mantenuti anche per il 2012 e il 2013 (cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16
dicembre 2011 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali
per il 2013 del 20 dicembre 2012).
2.5
L’art. 22
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1.
vengono
computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul
diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3.
vengono
interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di
riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e
immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1.
non
vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2.
non
vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3.
non
vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4.
le
spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino
all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c)
Spesa per l’alloggio
Per
il calcolo della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato
delle spese accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9
Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza mobiliare e immobiliare, imponibile; la
deduzione sociale per coniugi giusta la legge tributaria si applica anche alle
famiglie monoparentali ed alle coppie conviventi. (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e
le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
Giova
rilevare che l’art. 6 cpv. 1 lett. f Laps è stato modificato con effetto a
decorrere dal 15 febbraio 2013.
Il nuovo
tenore è il seguente:
" f) 1/15
della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000
per
l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una
persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o
conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non
economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cfr. BU
9/2013 del 15 febbraio 2013)
La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai sensi
dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese:
a) le
spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata;
b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata;
h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
malattia o in caso di infortunio delle persone non obbligatoriamente
assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20.
LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"
L’art. 8
cpv. 1 lett. g Laps è stato modificato a seguito del sostanziale mutamento che
ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in vigore il 1°
gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).
Il
Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della
RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito
imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio
per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3
settembre 2012, destinata alla pubblicazione in RtiD I-2013).
Il nuovo tenore, valido
dal 1° gennaio 2012, è il seguente:
"
g) i premi
ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo del premio medio di riferimento.”
L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di:
a) per le unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle
prestazioni complementari
da una persona: all'AVS/AI
per la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere dal
1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr.
15'000.-- per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01
sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre
2000.
e Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS e all'AI del 20 dicembre 2005).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.6
L’art. 67 Las, relativo
all’obbligo di informazione in generale, prevede che:
"
1Il richiedente, rispettivamente
l’assistito, è tenuto a dare agli organi dell’assistenza sociale ogni
informazione utile sulle sue condizioni personali e finanziarie; esso deve
produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai rappresentanti degli
organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.
2A richiesta, l’interessato deve svincolare
ogni Autorità, ente privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto
d’ufficio, rispettivamente dal segreto professionale.”
Giusta l’art. 68 Las,
afferente all’obbligo di informazione in particolare:
"
1L’assistito è tenuto a segnalare
immediatamente agli organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto
nelle sue condizioni personali o finanziarie tale da implicare la
modificazione, la riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali.
2L’assistito è tenuto a segnalare
tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento
di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati
fuori del luogo di domicilio."
2.7
Per quanto concerne le
prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:
" Le
prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni di cui
all’art. 26 Laps."
Ai sensi
dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:
"
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)
La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)"
Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
Secondo
l'art. 21 cpv. 4 Laps
"L'organo designato dalla legge speciale è
inoltre competente per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle
prestazioni indebitamente percepite."
Ai sensi
dell'art. 2 Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni
prestazione assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a
emanare le decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è
l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento.
2.8
Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.8.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi
se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una
conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una
restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p.
547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad art. 3 p. 68).
Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze
del singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).
Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se
il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la
persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS
e art. 79 OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps
(cfr. consid. 2.7.).
2.9
A
motivazione dell’ordine di restituzione relativo al periodo novembre 2011 –
febbraio 2012 l’USSI ha posto il fatto che nell’arco di tempo menzionato il
figlio maggiorenne della ricorrente, beneficiando di indennità per perdita di
guadagno a seguito dello svolgimento del servizio militare, non doveva essere
compreso nell’unità di riferimento della madre.
Avantutto
questa Corte ritiene utile rilevare che ai sensi dell’art. 4 Laps, applicabile
anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las):
" 1L’unità
di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti.
2-7…"
L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Relativamente
al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:
" 1Una persona
maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è
sposata, legalmente divorziata, separata o vedova, non è o non è stata
vincolata da un’unione domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2Vi
è prima formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del
percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una
formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2 di tipo
propedeutico;
b) secondario 2
di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un
titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di
tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio
che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non
possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento
linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
3…”
2.10
Con sentenza
39.2011.6
del 21 maggio 2012, destinata alla
pubblicazione in RtiD I-2013, questa Corte ha stabilito che per
valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non sposato, legalmente
divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione domestica registrata,
senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada
considerato nell’unità di riferimento dei genitori ai sensi dell’art. 4 cpv. 1
lett. e Laps o meno non si può prescindere dall’esame della sua situazione
economica.
In
effetti, dai lavori preparatori esaminati procedendo all’interpretazione degli
art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2 Reg.Laps si evince che per definire il figlio
maggiorenne non economicamente indipendente di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. e
Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC, ossia al concetto di figli
maggiorenni che stanno ancora seguendo una formazione appropriata di cui al
cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione finanziaria è un elemento essenziale
per stabilire se si possa pretendere o meno dai genitori il suo mantenimento
(cfr. Messaggio del 13 marzo 2002 relativo alla modifica della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali).
Non verificando
lo stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi
abbia risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per
il proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire
il figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato
nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.
277.
cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione
dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in
formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio
sostentamento.
In tale
ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.
Infatti, qualora
le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo, si
imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di
aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.
Tuttavia
l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra
parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in
secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma
soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il
suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia (cfr. DTF 132
III 97).
L’art. 2
cpv. 1 Reg.Laps deve, pertanto, essere interpretato conformemente agli art. 277
cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare il principio della forza
derogatoria del diritto federale codificato all’art. 49 cpv. 1 Cost. (cfr. STF
8C_931/2009 del 7 maggio 2010 consid. 6.1.).
Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera, da un lato, che agli art. 4
lett. e Laps e 2 cpv. 1 Reg.Laps per definire la dipendenza dei figli maggiorenni
rientranti nell’unità di riferimento dei genitori è stato comunque utilizzato
l’avverbio economicamente.
Dall’altro,
che dai lavori preparatori emerge a più riprese il riferimento all’aspetto
economico.
Se il
figlio ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d
Reg.Laps e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, egli
rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.
Se,
invece, il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett.
a, b, c, d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi
completamente, egli non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a
meno che lo stesso viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia,
quindi, tenuto all’assistenza tra parenti in linea ascendente.
In quel
caso di specie il figlio - nato il 14 luglio 1992 e che viveva nella medesima
abitazione dei genitori e della sorella - aveva meno di 30 anni, non era
coniugato, né divorziato, separato o vedovo e non era e non era stato vincolato
da un’unione registrata ed era in prima formazione.
Egli,
percependo delle indennità giornaliere pari a fr. 103.-, ossia circa fr.
3'000.- al mese, dall’assicurazione invalidità durante il periodo della prima
formazione professionale, risultava in grado di provvedere con i soli propri
mezzi finanziari al proprio sostentamento.
In quel
caso, dunque, poteva restare aperta la questione di sapere in generale quali
parametri applicare per determinare il fabbisogno del figlio maggiorenne con reddito
o sostanza al fine di appurare nel regime Laps se questi vada o meno
considerato nell’unità di riferimento dei genitori.
Il
figlio, che non andava in ogni caso considerato in condizioni finanziarie agiate
ai sensi dell’art. 328 CC, non doveva così rientrare nell’unità di riferimento
composta dei genitori e della sorella dodicenne ai fini del calcolo volto a
determinare l’eventuale diritto a un assegno integrativo a favore di
quest’ultima.
2.11
Nella
presente evenienza il figlio della ricorrente, __________, nato l’8 luglio 1992
e quindi di meno di 30 anni, non è coniugato, né
divorziato, separato o vedovo e non è e non è stato vincolato da un’unione
registrata (cfr. sistema informatico relativo alla banca dati
MOVPOP che gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone Ticino).
Egli,
nell’anno scolastico 2010/2011, era iscritto al secondo anno del corso di
commercio e lingue presso la Scuola __________ (cfr. doc. 363; 359).
Dal 31
ottobre 2011 __________ ha svolto la scuola reclute a __________, come da
ordine di marcia intimatogli che prevedeva quale data di fine servizio il 6
aprile 2012 (cfr. doc. 357).
Dalle
carte processuali si evince che nel periodo 31 ottobre 2011 – 10 febbraio 2012
egli ha percepito delle indennità per perdita di guadagno pari a fr. 62.-- al
giorno (cfr. doc. 188-194; art. 9 cpv. 1 e 16a cpv. 1 LIPG).
Ai sensi
dell’art. 1a cpv. 1 della Legge federale sulle indennità di perdita di guadagno
(LIPG) le persone che prestano servizio nell'esercito svizzero e nel servizio
della Croce Rossa hanno diritto a un'indennità per ogni giorno di soldo.
L’art. 9
cpv. 1 LIPG prevede che durante il reclutamento, durante la scuola reclute e
durante l'istruzione di base l'indennità giornaliera di base per le persone che
adempiono senza interruzione al loro obbligo di servire (persone in lungo
servizio) ammonta al 25 per cento dell'indennità totale massima.
Giusta
l’art. 16a cpv. 1 LIPG l'indennità totale
massima ammonta, dal 1° gennaio 2011, a 245 franchi al giorno.
Il 25% della
somma di fr. 245.-- è pari a circa fr. 62.--, importo corrispondente a quello
erogato a __________.
L’art. 29
cpv. 1 della Legge federale sull'esercito e sull'amministrazione
militare (Legge militare, LM) enuncia, poi, che i militari in servizio ricevono
dallo Stato il soldo e la sussistenza. Lo Stato provvede al loro alloggio e
assume le spese per i viaggi di servizio (cpv. 1).
Gli art.
29.
cpv. 2 e 149 LM prevedono che l’Assemblea federale emana le disposizioni
concernenti il soldo, la sussistenza, l'alloggio e i viaggi di servizio
in forma di ordinanza.
Giusta l’art. 35 dell’Ordinanza
del 29 novembre 1995 concernente l’amministrazione dell’esercito (OAE) il diritto al soldo sorge il giorno dell'entrata in servizio e cessa
il giorno del licenziamento.
Pertanto,
tenendo anche conto del fatto che il diritto di __________ alle indennità per
perdita di guadagno ha iniziato a decorrere il 31 ottobre 2011 (cfr. doc. 188),
nei mesi di novembre 2011 (nel quale è conteggiata pure l’indennità del 31 ottobre
2011), dicembre 2011 e gennaio 2012 egli ha ricevuto la somma mensile di fr.
1'922.-- lordi (fr. 62.-- x 31 giorni; cfr. doc. 188-194), pari a fr. 1'823.--
netti (da fr. 1'922.-- sono stati dedotti i contributi sociali 5.15%; cfr. doc.
188-194), mentre nel mese di febbraio 2012 l’importo di fr. 620.-- (fr. 62 x 10
giorni; cfr. doc. 194), ossia fr. 588.-- netti (cfr. doc. 194).
A tali
somme mensili delle indennità per perdita di guadagno va aggiunta la pensione
alimentare che il padre corrispondeva a __________ di fr. 850.-- al mese - come
pure alla figlia __________ del medesimo ammontare (cfr. doc. 210; 279; 261;
233; 234; 235) -, conformemente a quanto stabilito nella convenzione del 10 maggio
1999.
sulle conseguenze accessorie al divorzio omologata dal Pretore della
Giurisdizione di __________ il 15 giugno 1999 (cfr. doc. 82-85).
Complessivamente,
dunque, il figlio dell’insorgente, nel periodo da novembre 2011 a febbraio 2012, poteva disporre di entrate corrispondenti a circa fr. 2'673.-- (fr. 1'823.-- +
fr. 850.--) per i mesi da novembre 2011 a gennaio 2012 e di fr. 1'438.-- (fr. 588.-- + fr. 850.--) per il mese di febbraio 2012.
Con questi importi
mensili, considerato, inoltre, che da novembre 2011 a febbraio 2012, in quanto recluta, riceveva dallo Stato vitto, alloggio e un soldo di fr. 4 al
giorno (cfr. art. 29 LM; 38 OAE), nonché era esentato dal pagamento dei premi
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie poiché tale rischio era
coperto dall’assicurazione militare (cfr. art. 3 cpv. 4 Legge federale
sull’assicurazione malattie - LAMal; art 1a, 3 e 4 Legge federale
sull’assicurazione militare - LAM), __________ risultava certamente in grado di
provvedere con i soli propri mezzi finanziari al proprio sostentamento (cfr.
consid. 2.10.).
RI 3Il figlio della ricorrente non poteva, tuttavia, essere
considerato in condizioni finanziarie agiate ai sensi dell’art. 328 CC, per cui
non era tenuto a soccorrere economicamente sua madre (cfr. consid. 2.10.).
Ne discende che __________,
indipendentemente dalla questione di sapere se in concreto lo stesso fosse
ancora o meno in prima formazione (al riguardo va osservato che per ammettere
la prima formazione un’eventuale interruzione del percorso formativo non deve
essere superiore a 24 mesi; cfr. art. 2 cpv. 2 Reg.Laps; consid. 2.9.), come
stabilito dalla Cassa (cfr. doc. 11; A1; III), nel lasso di tempo da novembre 2011 a febbraio 2012, non doveva rientrare nell’unità di riferimento della madre RI 1.
In simili condizioni,
essendosi realizzato un cambiamento importante nella situazione personale e
finanziaria della ricorrente, è quindi evidente che il calcolo della prestazione
assistenziale andava rivisto, rispetto ai conteggi iniziali del 12 settembre
2011.
(con validità da settembre a novembre 2011; cfr. doc. 255), del 21
novembre 2011 (con validità per il mese di dicembre 2011, cfr. doc. 225) e del
19.
dicembre 2011 (con validità per i mesi di gennaio e febbraio 2012; cfr. doc.
218) in cui nell’unità di riferimento dell’insorgente erano stati inseriti,
oltre alla stessa, la figlia __________ - nata il 3 gennaio 1991 e in prima
formazione fino a giugno 2012 (cfr. doc. 43; 349) - e il figlio __________, non
tenendo conto di quest’ultimo.
2.12
Occorre ora
stabilire se la somma chiesta in restituzione sia corretta oppure no.
L’USSI ha
determinato l’ammontare di fr. 2'378.80, oggetto della domanda di rimborso,
sommando gli importi delle spese mensili da novembre 2011 a febbraio 2012 relative al figlio della ricorrente.
Quali
costi mensili concernenti __________ sono stati considerati il sostentamento
(fr. 323.--), la pigione (fr. 200.--) e il premio della cassa malati (fr.
71.
) per complessivi fr. 594.70.
La somma
di fr. 594.70 è poi stata moltiplicata per quattro mesi (da novembre 2011 a febbraio 2012), ottenendo l’importo totale di fr. 2'378.80 (cfr. doc. 11).
Tale modo
di procedere si rivela, tuttavia, errato.
Infatti
l’amministrazione ha tenuto conto, a torto, unicamente delle spese di __________,
omettendo di dedurre dai calcoli relativi alla ricorrente anche i redditi del
figlio (pensione alimentare versatagli dal padre di fr. 850.-- al mese; cfr.
doc. 82; 235; 233) e altre prestazioni erogate a suo favore (sussidio per il
pagamento del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie di fr.
266.
-- al mese; cfr. doc. 265), che erano invece stati conteggiati nei calcoli
iniziali del 12 settembre, 21 novembre e 19 dicembre 2011 in cui __________ era stato compreso nell’unità di riferimento della madre (cfr. doc. 257; 258;
227, 228; 220, 221).
Al
riguardo il TCA evidenzia, che, applicando a contrario l’art. 5 Laps, a cui
rinvia l’art. 22 Las (cfr. consid. 2.5.), secondo il quale il reddito
disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento, risulta che nel calcolo delle prestazioni assistenziali di un
richiedente non vanno computati i costi e le entrate della persona che non
rientra nella sua unità di riferimento.
Gli atti vanno, pertanto rinviati
all’USSI affinché calcoli nuovamente le prestazioni assistenziali a cui ha
diritto a RI 1 dal novembre 2011 al febbraio 2012 senza considerare il figlio __________
per quanto riguarda sia le spese computabili che i redditi computabili.
Più precisamente, in
concreto, i conteggi specifici dell’assistenza sociale spettante alla
ricorrente dovranno essere effettuati, tenendo conto solo della stessa e della
figlia __________, ovvero non computando tutte le voci – spese (soglia
di intervento, pigione, cassa malati), redditi (pensione alimentare ricevuta
dal padre) e la riduzione del premio dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie – che riguardano __________.
In particolare non andrà
considerata la parte della soglia Las (art. 19 Las) afferente al figlio della
ricorrente, e meglio andrà conteggiata soltanto la soglia di intervento
relativa a due persone pari a fr. 1'595.--, invece della somma di fr. 2'128.--
(soglia di intervento per tre persone di fr. 1'918.-- + supplemento di fr.
210.
-- per la terza persona di più di sedici anni; cfr. consid. 2.4.; doc. 220;
227, 257).
Per
quanto attiene alla pigione (cfr. art. 22 lett. c Las e
9.
cpv. 1 Laps) dell’appartamento di Via __________ di complessivi fr. 600.--
(cfr. doc. 294; 302; 16), è utile ribadire che secondo l’art. 9 cpv. 2 Laps se
una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive con uno dei suoi
membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la quota-parte imputabile al
convivente.
Le
disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, al punto B.3
enunciano che:
"
Nel caso di persone conviventi non tutte
beneficiarie del sostegno sociale (v. capitolo F.5.1), si divide la quota
mensile della pigione per il numero di persone che compongono l’economia
domestica, conformemente al capitolo F.5.1. Si aggiunge poi l’importo ottenuto
al budget.”
Al
riguardo cfr. STCA 42 2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.12. e 2.13.
Inoltre l’amministrazione terrà in considerazione che
il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie non corrisponde al
premio effettivo a carico di un assicurato, contrariamente a quanto sembra aver
considerato la stessa nella decisione di restituzione (cfr. doc. 11; 12), bensì
a quanto previsto dagli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui l’art. 22
Las rinvia (cfr. consid. 2.5.).
L’art. 8
cpv. 1 lett. g Laps, nel suo tenore valido fino al 31 dicembre 2011, enuncia
che quale premio dell’assicurazione malattia deve intendersi il premio ordinario,
ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media
ponderata.
Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per
l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1
lett. g della legge va inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la
riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.
Ai sensi
del nuovo art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, modificato a seguito del sostanziale
mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM)
e in vigore dal 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297; cfr. consid. 2.5.), i premi dell’assicurazione malattie
corrispondono ai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.
Secondo,
poi, l’art. 4 Reg.Laps, come modificato a decorrere dal 1° gennaio 2012, quale
premio per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8
cpv. 1 lett. g della legge va inteso il premio ordinario per
singolo assicuratore approvato dall'autorità federale:
a) per
la rispettiva categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni,
tra i 18 e 25 anni, superiore a 25 anni);
b) con franchigia
ordinaria;
c) con rischio di
infortunio incluso;
d)
ponderato per regioni di premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto
previsto dall’art. 29 cpv. 1 LCAMal.
In
proposito cfr. STCA 42.2012.18 del 14 agosto 2013 consid. 2.13. e 2.14.; STCA
42.
2012.14 del 20 febbraio 2013 consid. 2.14. e 2.15.
2.13
Relativamente
ai nuovi conteggi delle prestazioni assistenziali che l’USSI effettuerà per il
periodo novembre 2011 - febbraio 2012, giova segnalare che con sentenza DTF 122
V 19 l’Alta Corte, pronunciandosi in merito a un caso di prestazioni complementari
all’AVS/AI, ha stabilito che se, contestualmente a una procedura di
restituzione, da un nuovo calcolo delle prestazioni, effettuato considerando
tutte le modificazioni di fatti rilevanti comportanti un aumento o una
diminuzione del reddito computabile, risultava un importo a favore
dell’assicurato, il pagamento di PC arretrate era comunque escluso.
Con
giudizio 9C_58/2012 del 8 giugno 2012, pubblicato in DTF 138 V 298, il
Tribunale federale ha poi deciso che la regola giurisprudenziale (posta nella DTF 122 V 19) secondo
cui il pagamento retroattivo di prestazioni complementari è escluso nel caso di
nuovo calcolo delle prestazioni stesse (nell'ambito di una domanda di
restituzione) non può essere mantenuta sotto l'imperio dell'art. 24 cpv. 1 della
Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) in vigore dal 1° gennaio 2003.
L’art. 24
cpv. 1 LPGA sancisce che il diritto a prestazioni o contributi arretrati si
estingue cinque anni dopo la fine del mese per cui era dovuta la prestazione e
cinque anni dopo lo scadere dell'anno civile per cui il contributo doveva
essere pagato.
L’art. 24
cpv. 1 LPGA non è, tuttavia, applicabile all’assistenza sociale, in quanto
quest’ultima non è un’assicurazione sociale federale e non prevede un rinvio
esplicito a tale disposto della LPGA.
Nel
settore dell’assistenza sociale, per contro, ai sensi dell’art. 61 cpv. 2 Las
l’autorità competente può per un periodo limitato, effettuare versamenti
retroattivi di prestazioni assistenziali speciali e di prestazioni
assistenziali ordinarie se le circostanze o il particolare stato di bisogno del
richiedente lo giustificano.
L’art. 5
Reg.Las enuncia che la retroattività delle prestazioni assistenziali è limitata
a tre mesi.
La
concessione di prestazioni retroattive rappresenta, però, una facoltà
dell’amministrazione.
La
possibilità contemplata dalla Las di corrispondere prestazioni assistenziali
retroattive limitatamente a tre mesi va applicata a titolo eccezionale per i
casi di rigore, allorché la copertura di spese arretrate evita un aggravamento
ulteriore della situazione di bisogno (cfr. Messaggio dell’8 maggio 2002 n.
5250.
attinente alla modifica della legge sull’assistenza sociale, p.to 2 ad
art. 61; Messaggio aggiuntivo n. 5723a del 7 giugno 2006, p.to 1b).
D’altronde
lo scopo delle prestazioni assistenziali è quello di permettere al richiedente
di far fronte ai propri bisogni attuali, garantendogli il minimo vitale e evitando
che la persona debba in seguito indebitarsi per poter vivere costituiscono (cfr.
STF 8C_433/2009 del 12 febbraio 2010 consid. 7.1.3., pubblicata in DTF 136 I
129; Messaggio aggiuntivo del 7 giugno 2006 relativo alla modifica della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno
2000.
(Laps), p.to 1.b).
Al
riguardo cfr. pure STCA 42.2013.3 del 25 settembre 2013 consid. 2.9.; STCA
42.2012.4
del 19 luglio 2012 consid. 2.11.; STCA 42.2006.14 dell’11 gennaio
2007.
confermata dalla STF 8C_3/2007 dell’8 giugno 2007.
Questa
Corte ritiene, quindi, che, nel caso in cui dai nuovi calcoli delle prestazioni
assistenziali spettanti alla ricorrente nel lasso di tempo novembre 2011 –
febbraio 2012 non dovesse risultare alcun importo da restituire, bensì un
ammontare a suo favore, un pagamento retroattivo sarebbe comunque escluso.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione su reclamo del 21 gennaio 2013 è annullata.
§§ L’unità
di riferimento di RI 1, per il periodo novembre 2011 - febbraio 2012, è
costituita dalla stessa e dalla figlia __________.
§§§ Gli
atti sono rinviati all’USSI affinché effettui dei nuovi calcoli delle
prestazioni assistenziali spettanti alla ricorrente da novembre 2011 a febbraio 2012 conformemente a quanto indicato ai consid. 2.12. e 2.13.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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