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42.2013.11

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

11 dicembre 2013Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

i medesimi argomenti esposti nella decisione su reclamo impugnata (cfr. doc. VI).

1.4. Con scritto

del 7 settembre 2012 l’insorgente si è nuovamente pronunciato in merito alla

fattispecie, al quale ha annesso due documenti concernenti l’__________ (cfr.

doc. VIII; B1; B2).

1.5. L’USSI, il

18 settembre 2013, ha presentato le proprie osservazioni riguardo al doc. VIII (cfr.

doc. X).

1.6. Il doc. X è

stato trasmesso per conoscenza al ricorrente (cfr. doc. XI).

in

diritto

2.1. Oggetto del

contendere è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato a RI

1 il diritto a una prestazione assistenziale.

2.2. La garanzia

costituzionale del diritto al minimo vitale (art. 12 Cost. fed.; 13 Cost/TI)

costituisce la base del sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in

materia di assistenza sociale (in proposito vedi l’art. 3 legge federale sulla

competenza ad assistere le persone nel bisogno).

Nel Cantone Ticino l’intervento della pubblica assistenza è regolato dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il 1°

ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

L'art. 1

Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti

della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla

legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti

stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le

prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e

professionale dei beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2

della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al

cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono

complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi

cantonali".

Il cpv. 2

precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali propriamente

dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre

prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento

delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art. 13

Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che

"

Le prestazioni sociali di complemento

armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1,

ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento

vanno erogate le partecipazioni al premio

dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di

riferimento hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto

dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle che la

precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra persona

dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Inoltre giusta l’art. 2

cpv. 1 Laps:

"

Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) la partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie

previsto dalla Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo

1994 e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del

1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il perfezionamento e la

riqualificazione professionale previsto dalla Legge della scuola del 1°

febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul

rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo

previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di

famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza

sociale dell’8 marzo 1971."

Anche dal

Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,

si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi

dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è obbligatoria per tutti i

residenti. In seguito intervengono i sussidi per il perfezionamento e la

riqualifica professionale, le indennità straordinarie di disoccupazione durante

il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi per i figli

e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali costituiscono

l’ultimo intervento sociale.

2.3. Ai sensi

dell’art. 115 della Costituzione federale, relativo all’assistenza agli

indigenti:

" Gli

indigenti sono assistiti dal loro Cantone di domicilio.

La Confederazione disciplina le eccezioni e le competenze.”

L’art. 5

Las, relativo al titolare del diritto alle prestazioni assistenziali, prevede

che:

" 1Hanno diritto

ai provvedimenti e alle prestazioni della presente legge le persone con domicilio

o dimora assistenziale nel Cantone.

2Le persone con sola dimora assistenziale hanno per principio diritto

unicamente a prestazioni o aiuti immediati.

3Sono riservate le disposizioni del diritto federale e dei trattati

internazionali.”

Secondo

l’art. 6 Las, relativo alle eccezioni:

"

1Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione,

la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a

a)richiedenti l’asilo e

b)persone bisognose di protezione non titolari di

un permesso di dimora.

2Nello stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento

alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da

queste persone.

3II Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di

contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti

assistenziali pubblici o privati.”

Giusta

l’art. 10 Las, poi:

Il domicilio e la dimora sono determinati dagli

articoli da 4 a 11 della legge federale sulla competenza ad assistere le

persone nel bisogno, del 24 giugno 1977.

L’art. 13 Reg.Las,

riguardante l’aiuto immediato a persone con sola dimora assistenziale nel

Cantone, enuncia che:

"

1Le persone con domicilio assistenziale in un altro Cantone o

all’estero possono beneficiare in caso di bisogno immediato e urgente di una

prestazione unica equivalente, di regola, all’importo necessario per rientrare

a domicilio.

2Restano salvi i casi in cui il rientro non è possibile a causa di

impellenti bisogni sanitari.”

La legge

federale sulla competenza ad assistere le persone nel bisogno del 24 giugno1977

(Legge federale sull’assistenza, LAS) all’art. 4 sancisce che:

" 1 La persona nel bisogno è domiciliata giusta la

presente legge (domicilio assistenziale) nel Cantone in cui dimora con

l’intenzione di stabilirvisi. Questo è denominato Cantone di domicilio.

Considerandi

2.

L’annuncio alla polizia

degli abitanti, per gli stranieri il rilascio di un permesso di presenza, si ha

per costituzione di domicilio salva la prova che la dimora è cominciata già

prima o soltanto più tardi o è di natura provvisoria.”

Ex art. 9

LAS:

"

1.

Il domicilio assistenziale

termina con la partenza del Cantone.

2.

In caso di dubbio, la

partenza si reputa avvenuta il giorno in cui fu annunciata alla polizia degli

abitanti.

3.

L’entrata in un ospizio, in

un ospedale o in un altro istituto e, se si tratta di un maggiorenne o di un

interdetto, il collocamento in una famiglia deciso da un’autorità o da un

organo tutelare non pongono termine al domicilio assistenziale.

L’art. 11

LAS definisce la dimora, e meglio:

" 1 Dimora giusta la presente legge significa

effettiva presenza in un Cantone; questo è denominato Cantone di dimora.

2.

Se una persona

manifestamente bisognosa d’aiuto, segnatamente a seguito di malattia o

infortunio, è stata trasportata in un altro Cantone su ordine del medico o

dell’autorità, il Cantone da cui è stato dato l’ordine di trasporto è

considerato Cantone di dimora.”

Relativamente

all’assistenza di cittadini svizzeri l’art. 12 LAS prevede, quale principio,

che:

" 1 L’assistenza dei cittadini svizzeri incombe al

Cantone di domicilio.

2.

Se la persona nel bisogno

non ha domicilio assistenziale, l’assistenza incombe al Cantone di dimora.

3.

Il Cantone designa l’ente

pubblico tenuto all’assistenza e la competente autorità assistenziale.”

Ai sensi

dell’art. 13 LAS afferente ai casi d’urgenza:

" 1Se un cittadino svizzero abbisogna di aiuto

immediato fuori del Cantone di domicilio, il Cantone di dimora è tenuto ad

assisterlo.

2.

...”

2.4

L’art. 23 CC

prevede che:

" 1 Il domicilio di una persona è nel luogo dove

essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente.

2.

Nessuno può avere

contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi.

3.

Questa disposizione non si

applica al domicilio d’affari.”

La nozione di domicilio

presuppone la realizzazione di due condizioni cumulative: la prima, oggettiva,

di residenza effettiva, e la seconda, soggettiva, dell'intenzione di stabilirsi

durevolmente. Quest'ultima condizione è tuttavia unicamente di rilievo nella

misura in cui risulta riconoscibile. Determinante è il luogo in cui si trova il

centro degli interessi. Quest'ultimo si trova abitualmente nel luogo di

abitazione, vale a dire dove si dorme, si trascorre il tempo libero, dove si

trovano gli effetti personali, dove solitamente esiste un allacciamento

telefonico e un recapito postale. L'intenzione, riconoscibile all'esterno, deve

essere orientata nel senso di una residenza durevole. Tuttavia, l'intenzione di

lasciare più tardi un luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il

domicilio. Valore indiziario per la risoluzione della questione rivestono

l'annuncio e il deposito dei documenti, l'esercizio dei diritti politici, il

pagamento delle imposte, eventuali autorizzazioni di polizia degli stranieri

ecc. (cfr. STF C 101/04 del 9 maggio 2007, pubblicata parzialmente in DTF 133 V

367; DTF 127 V 237 consid. 1 pag. 238; 125 V 76 consid. 2a pag. 77 con

riferimenti; cfr. pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni P

21/04 dell'8 agosto 2005, consid. 4.1.1, pubblicata in SVR 2006 EL no. 7 pag.

25).

In proposito al

cambiamento di domicilio o dimora l’art. 24 CC enuncia che:

" 1 Il domicilio di una persona, stabilito che

sia, continua a sussistere fino a che essa non ne abbia acquistato un altro.

2.

Si considera come domicilio

di una persona il luogo dove dimora, quando non possa essere provato un

domicilio precedente o quando essa abbia abbandonato il suo domicilio

all’estero senza averne stabilito un altro nella Svizzera.”

In una sentenza

9C_293/2013 del 12 agosto 2013 il Tribunale federale, pronunciandosi in

relazione a un caso di conflitto negativo di competenza territoriale tra il Tribunale

cantonale delle assicurazioni del Cantone San Gallo e il Tribunale cantonale

delle assicurazioni del Canton Turgovia in ambito dell’assicurazione contro le

malattie, ha ribadito i principi appena esposti ed ha ricordato che:

" (…)

2.2

Der Wohnsitz einer

Person bestimmt sich nach den Artikeln 23-26 des Zivilgesetzbuches (Art. 13

Abs. 1 ATSG). Der Wohnsitz einer Person befindet sich an dem Ort, wo sie sich

mit der Absicht dauernden Verbleibens aufhält. Niemand kann an mehreren Orten

zugleich seinen Wohnsitz haben (Art. 23 Abs. 1 und 2 ZGB). Der einmal

begründete Wohnsitz einer Person bleibt bestehen bis zum Erwerb eines neuen

Wohnsitzes (Art. 24 Abs. 1 ZGB). Wo eine Person ihren Wohnsitz hat, beurteilt

sich nicht in erster Linie nach deren inneren Willen, sondern nach den

objektiven Umständen. Entscheidend ist mit anderen Worten, ob die Person den

Ort, an dem sie weilt, in einer für Dritte, insbesondere auch für Behörden und

Ämter erkennbaren Weise zum Mittelpunkt ihrer Lebensinteressen gemacht hat oder

zu machen beabsichtigt. Verlässt eine Person ihren Wohnsitz, darf nicht

leichthin angenommen werden, sie habe am neuen Aufenthaltsort einen Wohnsitz

begründet; ein entsprechender Wille muss sich deutlich manifestiert haben

(Urteil 5A_733/2012 vom 16. November 2012 E. 2.1; ZAK 1990 S. 247, H

57/89 E. 3a; BGE 99 V 106 E. 2 S. 108).“

2.5

Nella

presente evenienza il ricorrente è nato il 31 ottobre 1971 in __________ negli __________ ed è arrivato nel Cantone Ticino ad __________ nel 1975 (cfr.

doc. I; 70; 69).

Dal 1992

al 1996 egli ha frequentato la __________ (cfr. __________).

L’insorgente

si è nuovamente annunciato presso il Comune di __________ nell’agosto 1994

proveniente dagli __________ (cfr. doc. 69).

Egli, nel 1990, 1991, 1999

e 2010, ha recitato in rappresentazioni teatrali a __________ e a __________

nel 2010.

Dal 1997 al 2011 ha partecipato a 26 film /TV e dal 2006 al 2010 a 22 spot pubblicitari (__________).

Anche nel 2012 risultano

degli ingaggi svolti da parte del ricorrente in qualità di attore, due a __________

e due in Ticino, a __________ e __________ (cfr. doc. 82; 83; 84, 85).

Il 26 giugno 2012 la Cassa

__________ ha confermato l’iscrizione di:

" (…)

RI 1

residente ad __________, alla Cassa __________ come assicurato

esercitante attività lucrativa indipendente accessoria (regista/attore

multimediale) dal 1° gennaio 2011 a tutt’oggi.” (Doc. 86)

Il 1° agosto 2012 l’insorgente

ha iniziato presso la __________ un nuovo studio __________, a tempo pieno

della durata prevista fino al luglio 2014 (cfr. doc. 76).

Il 25 luglio 2012

l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi del Cantone Ticino non ha accolto

la sua domanda di un assegno di studio per l’anno scolastico 2012-13 in quanto non erano adempiute le relative condizioni, indicando quanto segue:

" (…)

Le decisioni vengono adottate sulla base

della Legge della scuola del 1° febbraio 1990 e del Regolamento delle borse di

studio del 17 aprile 2012.

Gli assegni possono essere concessi a

richiedenti che sono in possesso di un certificato di studio adeguato e che,

nel corso dell’anno civile d’inizio della formazione per la quale è richiesta

la borsa di studio, non hanno ancora compiuto o non compiano il quarantesimo

anno d’età (art. 3 cpv. 1 del Regolamento).

Gli assegni possono inoltre essere concessi

ai richiedenti che non hanno ancora compiuto 50 anni per la frequenza di una

formazione professionale di base o una riqualificazione professionale, se hanno

motivazioni valide per non avere intrapreso prima la formazione.

(…)

Se richiesto, può essere presa in

considerazione la possibilità di concederle un prestito di studio. Tuttavia nel

suo caso questa possibilità viene a mancare, in quanto lei ha beneficiato in

precedenza di una trasformazione dei prestiti in assegni (art. 24 cpv. 9 del

Regolamento). (…)” (Doc. 79)

La __________, l’11

dicembre 2012, ha deciso di condonare al ricorrente il pagamento della tassa

semestrale di fr. 720.-- per il semestre primaverile 2013 e per quello

autunnale 2013/14 (cfr. doc. 78).

L’11 febbraio 2013

l’Ufficio comunale Assistenza sociale di __________, al fine dell’inoltro di

una domanda di prestazioni assistenziali, ha fissato all’insorgente per il 15

marzo 2013 un appuntamento presso lo Sportello Laps di __________ (cfr. doc.

67), che ha effettivamente avuto luogo (cfr. doc. 63; 64; 65).

Il 30 gennaio 2013,

compilando la documentazione occorrente per postulare la concessione

dell’assistenza sociale, e più specificatamente la Dichiarazione dei dati

relativi al reddito da attività indipendente, egli ha indicato un reddito annuo

come attore/regista indipendente annunciato all’AVS per il 2012 di fr.

4'900.--, un reddito annuo come indipendente che figura al punto 2.1

sull’ultima decisione di tassazione cresciuta in giudicato (relativa al 2011)

di fr. 9'378.-- e un reddito annuo netto stimato per l’anno 2013 in corso di fr. 2000.-- (cfr. doc. 81).

Nella Dichiarazione dei

motivi della riduzione importante del reddito da attività indipendente,

sottoscritta sempre il 30 gennaio 2013, egli ha precisato che la riduzione

importante del reddito dell’attività indipendente per il 2013 stimato a fr.

2'000-3'000.-- rispetto al reddito annuo annunciato all’AVS per il 2012 di fr.

4'900.-- e al reddito annuo figurante sull’ultima decisione di tassazione di

fr. 9'378.-- è motivata da:

" Il

mio lavoro come attore/regista non mi permette di prendere entrate regolari.

2011.

andava ok

2012.

peggio

2013.

??

In più ho ripreso gli studi

e da quest’anno il Cantone non sovvenziona persone con almeno 40 anni

compiuti.” (Doc. 80)

Dal sistema

informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe

della popolazione del Cantone emerge, da una parte, che dal 1° giugno

2013.

il ricorrente risulta essere residente a __________ in __________,

dall’altra, che nel settembre 2013 all’indicazione del domicilio a __________ è

stata apposta la precisazione “soggiorno in altro Comune”.

L'interessato

ha, del resto, affermato di possedere un permesso di residenza settimanale a __________

(cfr. doc. VIII).

Dalle carte processuali

risulta che nel febbraio 2013 è stato concluso un contratto di locazione tra la

madre dell’insorgente, __________ e la Comunione ereditaria fu __________ in

relazione a un appartamento di due locali a __________ in __________ con inizio

il 1° marzo 2013. La pigione mensile ammonta a fr. 620.-- e le spese accessorie

a fr. 40.-- al mese (cfr. doc. 7).

Con

decisione del 25 marzo 2013 l’USSI ha negato a RI 1 il diritto a prestazioni

assistenziali postulate con domanda del marzo 2013, ritenendo che il centro dei

suoi interessi non sia in Ticino (cfr. doc. 60).

Tale

provvedimento è stato confermato dall’amministrazione con decisione su reclamo

del 21 maggio 2013, rilevando, oltre al fatto che il ricorrente non risulta

essere domiciliato in Ticino bensì nel Cantone __________, anche che in

concreto non si giustifica la concessione dell’assistenza sociale durante

l’ulteriore (seconda) formazione intrapresa dal medesimo, siccome questi

dispone già di una formazione adeguata per conseguire un reddito sufficiente

(cfr. doc. IIIbis).

2.6

Il TCA, chiamato a

pronunciarsi in merito alla fattispecie, ritiene che la documentazione agli

atti non permette né di escludere né di ammettere, che il

ricorrente nel periodo per il quale il 15 marzo 2013 ha presentato una domanda di prestazioni assistenziali fosse domiciliato nel Cantone Ticino.

In

effetti, da una parte, l’insorgente, di professione attore/artista (cfr. doc.

69; consid. 2.5.), nell’agosto 2012 ha iniziato un Master a tempo pieno quale

sceneggiatore (Master Film) presso la __________ di __________ (cfr.

doc. 76; I; A5; __________).

Il

contratto di locazione concernente l’appartamento di __________ in __________

di due locali con inizio il 1° marzo 2013 prevede, inoltre, quale conduttore

unicamente la madre dell’insorgente (cfr. doc. 7).

Dalla

banca dati MOVPOP si evince, del resto, che sua madre, __________, dal marzo

2013.

è domiciliata a __________ in __________ proveniente da __________.

Per

quanto attiene agli estratti del conto postale del ricorrente, peraltro

relativi a un periodo - dal 1° giugno 2012 al 8 gennaio 2013 (cfr. doc. 89-116)

- precedente la richiesta di assistenza sociale del marzo 2013, va poi

osservato che gli stessi, esaminati in modo incrociato con gli ordini online

dei biglietti del treno (cfr. doc. A2) e considerato che il medesimo prelevava

denaro e/o pagava servizi regolarmente - quasi tutti i giorni - con la postcard,

attestano una sua presenza piuttosto regolare in Ticino fino a circa la metà

del mese di agosto 2012.

In

seguito, invece, ricordato altresì che nell’agosto 2012 è iniziata la scuola di

__________ (cfr. doc. 76), l’insorgente risulta essere stato per dei periodi

prolungati in Svizzera interna, in particolare dal 24 settembre al 4 ottobre

2012, dal 12 al 29 ottobre 2012, dal 1° al 16 novembre 2012 e dal 18 al 24

novembre 2012.

Gli

ordini di biglietti ferroviari agli atti valutati in modo a sé stante, per

contro, non costituiscono delle risultanze concludenti in merito alla reale

frequenza con cui l’insorgente era presente in Ticino, rispettivamente a __________,

siccome, come fatto valere dal ricorrente stesso, riguardano solamente le

operazioni effettuate online, a esclusione dei biglietti che sono stati

acquistati direttamente agli sportelli delle ferrovie (cfr. doc. I p.to 7).

D’altra

parte, tuttavia, l’insorgente, anche tenuti in considerazione gli studi negli __________

negli anni novanta, è stato domiciliato in Ticino per molti anni, dal 1975

(cfr. consid. 2.5.).

Inoltre,

come visto, sua madre, vedova, vive in Ticino.

Il

rapporto (frequenza, intensità) con la madre non è stato approfondito.

Al

riguardo è comunque utile ricordare, per analogia, la giurisprudenza sviluppata

in ambito fiscale, secondo cui le relazioni del contribuente celibe con i suoi

genitori sono considerate in generale meno strette, quando il contribuente ha

più di 30 anni e risiede nel luogo di lavoro in modo interrotto da più di

cinque anni. Tale presunzione può essere sovvertita se il contribuente rientra

regolarmente, almeno una volta alla settimana, nel luogo dove risiedono i

membri della sua famiglia e dimostra di intrattenere con gli stessi dei legami

particolarmente stretti, così come in tale luogo delle relazione personali e

sociali (cfr. STF 2C_728/2012 del 28 dicembre 2012 consid. 3.2.; 3.3.; DTF 125

I54).

Agli atti

risulta, poi, una dichiarazione del 17 maggio 2013 della compagna di RI 1, __________,

di __________ (cfr. doc. A5).

E’ vero,

che non è dato sapere quando sia iniziato il loro rapporto, e, che gli stessi

non convivono.

E’

altrettanto vero, però, che __________, dopo aver precisato di svolgere la sua

attività professionale di architetto in Ticino (la stessa è in effetti iscritta

all’Ordine degli ingegneri e architetti del cantone Ticino; cfr. www.otia.ch),

che l’insorgente vive e lavora prevalentemente in Ticino dove ha la maggior

parte dei suoi legami relazionali e che il medesimo si reca a __________

settimanalmente per alcuni giorni per poter seguire il Master di sceneggiatura

biennale, ha indicato che lei e il ricorrente non hanno alcuna intenzione di

trasferirsi altrove, rispetto al Ticino (cfr. doc. A5).

Questa

Corte rileva, altresì, che non sono stati esperiti accertamenti in merito al

luogo esatto dove l’insorgente viveva a __________ nel periodo a decorrere

perlomeno dal gennaio 2013. Non è stato chiarito se aveva in locazione un

appartamento oppure unicamente una stanza presso qualcuno o presso un foyer,

ecc.

Come

esposto al considerando precedente, nel 2012 il ricorrente ha lavorato in

qualità di attore, due volte a __________ e due volte in Ticino, a __________ e

__________ (cfr. doc. 82; 83; 84, 85).

Non è,

per contro, stato verificato il luogo dove sono stati prevalentemente svolti

gli ingaggi concernenti l’arco di tempo precedente, in particolare il

2010/2011.

In concreto, in ogni caso,

la questione di sapere in quale Cantone fosse domiciliato il ricorrente quando

è stata presentata la domanda di assistenza sociale nel marzo 2013 non merita

di ulteriori approfondimenti.

In effetti la richiesta di

prestazioni di assistenziali interposta dall’insorgente va comunque respinta

per l’altra ragione invocata dall’amministrazione, ossia perché nel caso di

specie la sua ulteriore formazione a __________ non va finanziata dall’assistenza

sociale (cfr. consid. 1.1.), come verrà più dettagliatamente esposto nei

seguenti considerandi.

2.7

Questa

Corte, in una sentenza 42.2011.4 del 25 agosto 2011, pubblicata in RtiD I-2012

N. 9 pag. 28 segg., ha esaminato la questione dell’assunzione dei costi di una

(seconda) formazione da parte dell’assistenza sociale considerando le

disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, p.to H6

("Formazione/formazione continua e perfezionamento professionale"),

che ribadiscono innanzitutto il carattere sussidiario dell'intervento

dell'assistenza sociale nei seguenti termini:

"

Gli uffici del sostegno sociale accordano

contributi alla prima formazione, alla formazione continua e al perfezionamento

professionale, solo se questi non possono essere finanziati da altre fonti

(borse di studio, contributi dei genitori, prestazioni dell'assicurazione

disoccupazione e dell'assicurazione invalidità, mezzi provenienti da altri

fondi e fondazioni, ecc.). Possono essere versati contributi per una seconda

formazione o per una riqualifica professionale, se la prima formazione non

permette di conseguire un reddito che assicuri il mantenimento e se è probabile

che una seconda formazione o una riqualifica professionale permetteranno di

raggiungere questo obiettivo. Peraltro, una seconda formazione o una

riqualifica devono essere favorite, se migliorano le possibilità di collocamento

della persona interessata. Sono prese in considerazione solo le formazioni e i

corsi di riqualifica riconosciuti. Per le relative verifiche, si dovrà fare

riferimento ai servizi competenti (orientamento professionale, uffici regionali

di collocamento, ecc.). Le preferenze personali non rappresentano un motivo

sufficiente per promuovere una seconda formazione o una riqualifica

professionale.”

C. Hänzi "Die

Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing

Lichtenhahn, Basilea 2011 rileva che:

(…) Die vorhandene Rechtsprechung führt zur

Thematik Nachfolgendes aus: Vor der Übernahme der Kosten durch die Sozialhilfe

ist danach vorab nicht nur die Deckung durch Stipendien zu prüfen, sondern

auch, ob Unterhaltsforderungen von Eltern einbringbar sind. Stipendien gehen

der Sozialhilfe vor, werden diese nicht eingefordert, wäre sogar die Anrechnung

eines hypothetischen Einkommens im Umfang des Stipendienanspruchs rechtmässig.

Je nach Standort der Bildungsstätte sind Mehrkosten auch im Zusammenhang mit

auswärts eingenommenen Mahlzeiten zusätzlich zu vergüten, allerdings nicht

unbedingt im selben Rahmen wie für eine Erwerbstätigkeit. Die Anschaffung einer

Schultasche ist allerdings aus dem Grundbedarf zu finanzieren. Besondere Kosten

für Schultransporte können durch die Sozialhilfe finanziert werden, allerdings

ist zuerst abzuklären, ob die Schule selbst nicht eine Fahrgelegenheit

anbietet. Die Sozialhilfe trägt prinzipiell die Kosten in einer staatlichen

oder staatlich subventionierten Institution. In besonderen Fällen kann jedoch

auch die Übernahme von Kosten Privatschule angezeigt sein.

Die Auswertung der gesammelten Gerichtsentscheide

ergibt weiter, dass die Aus- und Weiterbildung bzw. Umschulung von Erwachsenen

das hauptsächliche Problemfeld darstellt. Generell werden Zweitausbildungen

oder Umschulungen nur dann über die Sozialhilfe finanziert, wenn mit der

bereits vorhandenen Ausbildung kein existenzsicherndes Einkommen erzielt werden

kann oder andere triftige Gründe (z.B. gesundheitliche Probleme) eine

Umschulung rechtfertigen. Persönliche Neigungen stellen hierbei keine

ausreichende Rechtfertigung für die Finanzierung einer Zweitausbildung über die

Sozialhilfe dar. Für die Abklärung ist auf Einschätzungen von Fachpersonen

zurückzugreifen. Zudem sind Ausbildungswege zu favorisieren, die innert

nützlicher Frist zur wirtschaftlichen Selbständigkeit führen. Die Praxis

geht namentlich bei Doktoraten oder Nachdiplomstudien von Ausbildungen aus, die

nicht über Sozialhilfe zu finanzieren sind. Bei der Finanzierung von

Bildungskursen steht vor allem im Mittelpunkt, ob durch die Absolvierung die

Vermittelbarkeit der Person auf dem Arbeitsmarkt steigt. Darüber hinaus kann

die Finanzierung für die Weiterführung einer Ausbildung abgebrochen werden, wenn

feststeht, dass diese nicht erfolgreich abgeschlossen werden kann. Diese

Rechtsprechung steht nicht im Widerspruch zu den SKOS-Richtlinien, allerdings

ist fraglich, ob die kosten für fort- und Weiterbildung auch übernommen werden,

wenn sie nur dem erhalt oder der Förderung der sozialen Kompetenz dienen.“ (pag. 384-385; la sottolineatura è del redattore)

Mentre F. Wolfers, Fondements du droit de

l'aide sociale. Ed. Paul Haupt Berna-Stoccarda-Vienna 1995, considera

che:

"

Les secondes formations et le recyclages

professionnels ne sont pas de principe financés par l'aide sociale que si la

première formation suivit ne permet pas dans le cas concret d'obtenir un revenu

assurant le minime vital, ou si d'autres raisons pertinentes (problèmes de

santé) justifient ai changement professionnel. Les envies personnelles du

bénéficiaire de l'aide sociale ne sauraient justifier valablement le

financement d'une seconde formation." (pag. 166-167)

Nella

sentenza 42.2011.4 del 25 agosto 2011 il TCA è giunto alla conclusione

che il titolare di un Bachelor / Master in teologia non poteva ottenere

prestazioni assistenziali per una formazione in ambito del diritto comparato

delle religioni potendo reperire adeguata attività lavorativa semmai

nell’ambito dell’insegnamento. In quell’occasione era stato ricordato al

ricorrente che il richiedente la pubblica assistenza è, prioritariamente,

tenuto a intraprendere tutto quanto è necessario per ritrovare una propria

autonomia. Sempre a questo proposito si faccia anche riferimento alla sentenza

federale 8C_5/2008 del 5 maggio 2008.

In

un’altra fattispecie relativa ad un assistente di cure che intendeva far capo a

prestazioni sociale per completare la sua formazione e divenire infermiere

(STCA 42.2011.7 del 22 settembre 2011) questa Corte ha stabilito che il rifiuto

delle prestazioni assistenziali doveva comunque essere confermato, visto il

carattere sussidiario dell’intervento dell’assistenza sociale, siccome il nuovo

percorso formativo non era di breve durata (3 anni) ed inoltre perché prima di

rivolgersi all’assistenza sociale entravano in considerazione gli assegni di

studio.

In un

ulteriore caso (STCA 42.2011.3 del 17 ottobre 2011) questa Corte, richiamato il

principio della sussidiarietà, ha confermato il diniego del diritto alle

prestazioni assistenziali deciso dall’USSI nel caso di una persona che aveva

conseguito il certificato di capacità nel settore della vendita e che in un

secondo tempo aveva iniziato un Bachelor in conservazione e restauro. Il TCA ha

considerato in quel caso che la prima formazione della ricorrente permettesse

lo svolgimento di molteplici occupazioni atte a conseguire un reddito

sufficiente per vivere, la formazione decisamente lunga (3 anni) e non

adempiuti i presupposti delle disposizioni COSAS. In quel caso era stato pure

rilevato che la ricorrente beneficiava di un assegno di studio. In merito il

TCA ha precisato, da una parte, che i criteri per determinarne l’importo sono

differenti da quelli per stabilire l’ammontare della prestazione assistenziale e

d’altra parte che non è così escluso che, nonostante la concessione di un

assegno di studio, dal conteggio della prestazione assistenziale risulti una

lacuna di reddito. Questa Corte ha, tuttavia, evidenziato che quando, come in

quel caso concreto, non sono adempiuti i presupposti perché l’assistenza

sociale finanzi una seconda formazione, non sussiste il diritto a una

prestazione assistenziale complementare per coprire tale lacuna.

Infine

con sentenza TCA 42.2010.36 del 21 novembre 2011 è stato respinto il ricorso

contro il diniego di assunzione dei costi di una seconda formazione presso la Scuola

superiore Alberghiera e del Turismo richiesta da un’impiegata di commercio con

attestato federale di capacità. In quel caso questa Corte ha considerato che, anche

volendo considerare, per ipotesi, ogni attività che la ricorrente poteva

svolgere grazie alla sua prima formazione come non più conforme al suo stato di

salute, il rifiuto di prestazioni assistenziali era giustificato poiché la

nuova formazione, svolgendosi su quattro semestri di scuola e due semestri di

“stage” non era di breve durata. Inoltre l’insorgente già nel primo anno

scolastico presso la Scuola alberghiera era stata posta al beneficio di una

borsa di studio sotto forma di assegno di studio, nonché di un prestito di

studio.

Dalle sentenze appena

esposte e dall’esame della dottrina e della prassi citate, occorre

concludere che solo eccezionalmente una seconda formazione viene assunta dalla

pubblica assistenza se la prima formazione non permette di conseguire un

reddito che assicuri il mantenimento e l’ulteriore formazione/specializzazione

sia di breve durata, nonché migliori notevolmente la possibilità di

collocamento sul mercato del lavoro.

2.8

RI 1, come visto sopra, negli

anni novanta ha frequentato la __________ e in seguito

- tra il 1997 e il 2012 - ha prevalentemente svolto attività di attore in

film/TV e spot pubblicitari (cfr. consid. 2.9.; __________).

Nell’agosto 2012 egli ha

iniziato a __________ un Master di sceneggiatura a tempo pieno (cfr. doc. 76;

consid. 2.9.).

L’insorgente

ha asserito che la sua prima formazione non gli permetteva di ottenere redditi

che coprissero il suo fabbisogno (cfr. doc. I p.to 9).

Nella Dichiarazione dei

dati relativi al reddito da attività indipendente del 30 gennaio 2013 il

ricorrente ha indicato un reddito annuo come attore/regista indipendente

annunciato all’AVS per il 2012 di fr. 4'900.--, un reddito annuo come

indipendente che figura al punto 2.1 sull’ultima decisione di tassazione cresciuta

in giudicato (relativa al 2011) di fr. 9'378.-- e un reddito annuo netto

stimato per l’anno 2013 in corso (dall’agosto 2012 egli per due anni era

comunque impegnato con la scuola a tempo pieno a __________ - cfr. doc. 76 -

che ha di fatto provocato la sua inidoneità al collocamento; cfr. STF

8C_88/2013 del 15 ottobre 2013 consid. 3.1.) di fr. 2000.-- (cfr. doc. 81).

RI 1 ha, peraltro,

indicato di aver ricorso negli ultimi dieci anni tre volte all’assicurazione

contro la disoccupazione e di aver chiesto invano all’URC di trasmettergli le

ricerche di impiego compiute al fine di dimostrare la difficoltà di trovare

un’occupazione facendo capo soltanto alla sua prima formazione (cfr. doc. I

p.to. 10).

Nel caso di specie questa

Corte può esimersi dall’effettuare ulteriori accertamenti relativa alla

possibilità o meno per l’insorgente di conseguire un reddito sufficiente

lavorando come attore, segnatamente riguardo alle ricerche di lavoro intraprese

dallo stesso in passato e al loro esito.

Infatti,

anche volendo ritenere, per ipotesi, che effettivamente la formazione quale

attore non consente al ricorrente di conseguire un reddito sufficiente al

proprio mantenimento e pur considerando che l’Ufficio borse di studio, nel

luglio 2012, ha negato al ricorrente un assegno d studio avendo più di

quarant’anni (cfr. doc. 79), il rifiuto delle prestazioni assistenziali dovrebbe

comunque essere confermato, non essendo adempiute gli ulteriori presupposti per

riconoscere la copertura di una seconda formazione da parte dell’assistenza

sociale.

In primo

luogo, il nuovo percorso formativo che l’insorgente ha intrapreso presso la

__________, svolgendosi su due anni a tempo pieno (cfr. doc.

76; consid. 2.9.), non è evidentemente di breve durata, come per contro

richiesto dalle disposizioni COSAS sulla seconda formazione (cfr. consid. 2.6.;

STCA 42.2011.4 del 25 agosto 2011 consid. 2.8., pubblicata in RtiD I-2012 N. 9

pag. 28).

In

secondo luogo, il ricorrente non ha dimostrato che la specializzazione in sceneggiatura

migliori notevolmente la sua collocabilità sul mercato del lavoro.

Egli non

ha elencato in modo concreto le attività professionali che potrebbe

effettivamente esercitare una volta ultimata la seconda formazione.

L’insorgente

ha unicamente indicato in modo vago delle prospettive di collaborazione con la __________

nella produzione di lungometraggi per il __________ (cfr. doc. I; consid. 1.2.).

Al

riguardo giova evidenziare che, come indicato nelle disposizioni COSAS al punto

H6, le preferenze personali non rappresentano, tuttavia, un motivo sufficiente

per promuovere una seconda formazione o una riqualifica professionale (cfr.

consid. 2.7.).

2.9

Per quanto attiene

alla precisazione del ricorrente secondo cui avrebbe postulato la concessione

dell’assistenza sociale perché l’inabilità lavorativa a causa dei disturbi alla

schiena non gli permetteva di svolgere lavori occasionali i cui introiti gli avrebbero

consentito di procedere con gli studi facendo fronte ai relativi costi, come

invece fatto per vari mesi dall’agosto 2012 (cfr. doc. I p.to 9; VIII), va

rilevato che dagli atti medici presenti all’inserto si evince che il medesimo,

successivamente a un incidente della circolazione del 1997, ha accusato dolori non gravi reversibili spontaneamente che nel luglio 2012 si sono aggravati. A

inizio aprile 2013 vi è stata una ricaduta e il 29 aprile 2013 l’insorgente si

è sottoposto a un intervento di ernia discale L5/S1 presso l’Ospedale __________

di __________ (cfr. doc. 26, 29). Dal 15 al 24 maggio 2013 egli è poi stato

degente presso la __________ (cfr. doc. 31).

L’inabilità

lavorativa totale si è protratta fino al 31 ottobre 2012 (cfr. doc. V; A3).

In

proposito va innanzitutto osservato che dal rapporto d’uscita del 3 giugno 2013

allestito dalla __________ di Bellikon emerge che l’insorgente a quel momento

poteva muoversi senza la necessità di mezzi ausiliari (cfr. doc. 33).

Del resto

l'interessato fino al 10 aprile 2013 e dalla fine di maggio 2013 è stato in

grado di effettuare dei viaggi con il treno di un certa durata, ad esempio da __________

e __________ (cfr. doc. A2).

Ne

discende che è altamente verosimile che, ad eccezione del lasso di tempo nel

mese di aprile 2013 in cui i dolori sono peggiorati in modo importante e dei

periodi di degenza presso l’Ospedale __________ di __________ e la __________

di __________, complessivamente dal 29 aprile al 24 maggio 2013, il ricorrente,

fosse nelle condizioni di frequentare il Master a __________.

Il ricorrente non ha,

d’altronde, mai preteso il contrario, né fino ad oggi ha fatto valere di avere

interrotto la formazione a __________.

Pertanto,

visto che il ricorrente poteva in ogni caso seguire l’ulteriore formazione di

sceneggiatore presso la __________ e che la richiesta

di assistenza sociale aveva comunque lo scopo di ottenere i mezzi per

continuare il Master, in casu non si giustifica l’attribuzione di prestazioni

assistenziali anche nel periodo d'inabilità lavorativa che ha impedito

all'interessato di far fronte ai relativi costi tramite lo svolgimento di

lavori occasionali.

Infatti,

per i motivi stabiliti al considerando 2.8., nel caso concreto la seconda

formazione non va in ogni caso finanziata da parte dell’assistenza sociale.

Alla luce

di tutto quanto esposto, la decisione su reclamo del 21 maggio 2013 deve essere

confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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