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Decisione

42.2014.1

Contest.imp.AS 10/13.Per assunz.spese esec.c/ex marito trasm.atti a USSI x emiss.dec.su recl.Alim.non versati x 10/13,ma non dato sapere se success.erogato arretr.x 10/13.Per ass.di form.non si sa se

6 novembre 2014Italiano40 min

Source ti.ch

Fatti

B. Supplemento

per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle

precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di

due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati

da un supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di

età e per le successive:

l'importo di tale supplemento è di

210.-- fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36)

Tali importi sono stati

mantenuti anche per il 2012, il 2013 e il 2014 (cfr. Direttive riguardanti gli

importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16 dicembre 2011;

Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2013

del 20 dicembre 2012 e Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014).

2.6. L’art.

22 Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

" Il reddito

disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1. vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

Considerandi

2.

la sostanza netta viene computata interamente

nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le

altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia

(coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non

vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare,

alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le spese e

gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’

importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per

l’alloggio

Per il calcolo

della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese

accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il reddito disponibile

residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena

menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è

conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la

somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento

(art. 5 Laps).

L'art. 6 Laps regolamenta

così il reddito computabile:

" Il reddito

computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai

sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad

esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38

cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi

ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le

rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione

militare federale del 19 giugno 1992;

"

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

per

l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una

persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o

conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di

sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

(cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della

presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i

redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa computabile

è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa

per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi dell'art. 8 Laps:

" La spesa

vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai

sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con

attività lucrativa salariata;

b) gli interessi

maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1

lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti,

premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di

cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti,

premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute

della previdenza individuale vincolata di cui

all’art. 32

cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività

lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate

obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento

dell’importo del premio medio di riferimento;

h) i premi per

l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti

di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per le spese

e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000

fr.;

b) per i debiti

derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli

interessi. (cpv. 2)"

L'art.

9.

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

" La spesa

per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

a) per le unità importo riconosciuto

dalla legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni

complementari

da una persona: all'AVS/AI per la persona

sola

b) per le unità di importo riconosciuto

dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da due

persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per le unità di

importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più di due

persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del 20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive

con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la

quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5 cpv. 1 lett. b

cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore

fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle

prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo

concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI

del 20 dicembre 2005).

Secondo l'art. 2 della

legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo

massimo.

Il 1° gennaio 2008 è

entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.

10.

cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle

spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr.

15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o

con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra

2).

Le deroghe ad alcune delle

diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli

art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2

Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito

disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del

richiedente.

Alcune entrate non

considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi

contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las

(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento

di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La sostanza nel regime Las

viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito

Laps.

Dal calcolo delle spese ai

sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali le rendite e gli oneri

permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni assistenziali non

possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona priva del minimo

vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a disposizione altri

mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine il limite per il

riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è inferiore a quello della

Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a Laps; Messaggio n. 5250

dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.7

Come visto nei fatti, l’USSI

per il mese di ottobre 2013 ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale

di fr. 2'347.--, tenendo conto nel relativo calcolo a titolo di reddito di una

pensione alimentare di fr. 400.-- al mese a favore della figlia da parte del

padre e di un assegno familiare mensile di fr. 250.-- (cfr. doc. 317; A).

Le ricorrenti hanno

contestato il computo sia di un contributo alimentare che di un assegno

familiare.

Più specificatamente le

medesime hanno fatto valere di aver ricevuto dall’ex marito, padre di RI 2

soltanto fr. 165.-- nel mese di settembre 2013 e nulla nel mese di ottobre 2013.

Le insorgenti hanno poi

osservato che l’ex marito non riversava all’ex moglie l’assegno familiare a

favore della figlia, come invece previsto nella convenzione sulle conseguenze

accessorie del divorzio pronunciato nel dicembre 2007.

Al riguardo le stesse

hanno in ogni caso precisato che nel frattempo l’avv. ha ottenuto dall__________

il blocco dell’erogazione all’ex marito degli assegni di formazione a far tempo

dal maggio 2013 e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è

risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere direttamente

l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di maggio 2013 (cfr.

doc. I).

2.8

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie questa Corte ritiene innanzitutto utile evidenziare che

nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di

cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.4.).

Più specificatamente

l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che "le prestazioni assistenziali secondo

questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle

assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre

leggi cantonali" (cfr. consid. 2.4.).

Dal principio della

sussidiarietà risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene

riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere

alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono

tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004

consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30).

Con sentenza STF

8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non

esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare

l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come

pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

Al riguardo cfr. pure STF

8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 in cui l’assistenza sociale è stata negata poiché

il richiedente ha potuto coprire le sue spese non coperte dalle assicurazioni

sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di terzi.

Inoltre le

disposizioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del 2005 al

punto A.4 ("Principi del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che

la sussidiarietà costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il

sostegno sociale, sottolineano che:

" (...)

- Sussidiarietà

Il sostegno sociale interviene quando la

persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti

d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire

quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera

adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è

sussidiario:

·

allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno

deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla

situazione critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo il proventi del

lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·

agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una

prestazione, le autorità devono vagliare attentamente tutte le possibilità

d’intervento degli altri enti pubblici o privati. Ci si riferisce a prestazioni

d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento inerenti il diritto di

famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di studio, ecc.

·

alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le

prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle prestazioni

pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e rivestissero un

carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella determinazione

dell’intervento pubblico.

(…)”

Riguardo

alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in

dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für

Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e

114-115.

2.9

L’art. 6 Laps, a cui rinvia

l’art. 22 Las, prevede che il reddito computabile è costituito dai redditi ai

sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT; cfr. consid. 2.6.).

In particolare l’art. 22

lett. f LT enuncia che sono imponibili gli alimenti percepiti dal contribuente

in caso di divorzio o separazione legale o di fatto, nonché gli alimenti

percepiti da un genitore per i figli sotto la sua autorità parentale.

Giusta l’art. 22 lett. a

cfr. 1 Las, poi, nel reddito computabile vengono conteggiate le prestazioni

ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se

vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’unità di riferimento

e dichiarate dal richiedente (cfr. consid. 2.6.).

Secondo l’art.

22.

lett. a cfr. 4 Las, inoltre, non vengono computate le entrate e le parti di

sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato (cfr.

consid. 2.6.).

L’art. 22

lett. a cfr. 4 Las deroga così a quanto contemplato dall’art. 6 cpv. 3 Laps.

L’art. 6

cpv. 3 Laps sancisce che fanno parte dei redditi computabili le entrate e le

parti di sostanza mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

Per quanto

attiene alle pensioni alimentari, applicando per analogia la giurisprudenza

relativa alle prestazioni complementari, vanno computate le prestazioni

convenute con l’altro coniuge e non quelle effettivamente versate, finché la

loro irrecuperabilità non può essere obiettivamente stabilita.

L'irrecuperabilità delle pensioni alimentari dovute può essere ammessa, di

regola, quando sono state esaurite tutte le possibilità giuridiche per il loro

recupero comunque nel caso in cui si possa chiaramente comprovare che il

debitore di alimenti non è in grado di mantenere i suoi obblighi. Questa prova

può essere fornita in particolare per mezzo di attestati ufficiali (emanati ad

esempio dalle autorità esecutive o fiscali), relativi al reddito e alla

sostanza del debitore di alimenti. Questo è in particolare il caso quando la

moglie ha intrapreso infruttuosamente procedure civili o penali oppure

procedimenti esecutivi (cfr. STCA 39.2010.10 del 22 novembre 2010 consid. 2.11.;

STCA 39.2009.12 del 25 maggio 2010; STCA 39.1999.27 del 12 aprile 2000; DTF 120

V 443 consid. 2; SVR 1996 EL Nr. 20 pag. 60 consid. 4; Pratique VSI 1995 pag. 52-53;

RCC 1992 pag. 271 consid. 2, RCC 1992 pag. 275 consid. 2; E. Carigiet – U.

Koch, "Ergänzungsleistungen zur AHV/IV", Ed. Schultess,

Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, p. 181-182).

La deroga

di cui all’art. 22 lett. a cfr. 4 Las è

volta a determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale

situazione di bisogno del richiedente (cfr. consid. 2.6.; Messaggio n. 5250

dell’8 maggio 2002 pag. 5).

2.10

Nel caso di

specie il matrimonio tra RI 1 e __________ celebrato il 22 aprile 1992 è stato

sciolto per divorzio con sentenza emessa dal Pretore di __________ il 13

dicembre 2007.

La figlia RI

2, nata il __________ 1995, è stata affidata alla madre con esercizio

dell’autorità parentale congiunto da entrambi i genitori, riservato al padre il

diritto di visita.

E’ inoltre

stata omologata la convenzione stipulata tra i coniugi il 30 luglio 2007 (cfr.

doc. 99=B).

Dalla

convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio si evince segnatamente

che __________ avrebbe versato a partire dall’agosto 2007 a titolo di contributo alimentare a favore della figlia RI 2 l’importo di fr. 1'000.-- al mese vincolato

all’indice del costo della vita e che l’eventuale assegno per la figlia sarebbe

stato incassato dalla madre.

Emerge pure

che la ex moglie ha rinunciato a qualsivoglia richiesta di mantenimento

presente e/o futura.

Infine

risulta che, in considerazione del riconoscimento di debito di fr. 150'000.--

del 4 maggio 2000 sottoscritto da __________ e autenticato dal notaio avv. __________,

l’ex marito avrebbe versato a RI 1 a partire dal settembre 2007 mensilmente la

somma di fr. 1'000.-- sino a d avvenuto pagamento dell’intero debito (cfr. doc.

101=B).

Le

ricorrenti hanno affermato che l’ex marito ha provveduto a versare il

contributo alimentare per RI 2, nonché il rimborso mensile del prestito pagando

direttamente ai proprietari dell’immobile la pigione dell’abitazione di __________

- pari a fr. 1'800.-- mensili (cfr. doc. 418) - attribuita alla ex moglie (cfr.

doc. I; B=101).

Le insorgenti hanno

precisato di aver ricevuto la disdetta del contratto di locazione nell’estate

2013, poiché l’ex marito non ha fatto fronte per diversi mesi al pagamento

della pigione (cfr. doc. I).

In effetti la proprietaria

dell’abitazione, il 2 aprile 2013, ha inviato a RI 1 uno scritto in cui, dopo

aver evidenziato che risultavano scoperti 8 mesi di affitto per un totale di

fr. 14'400.--, la invitava a pagare l’intera somma entro il 30 aprile 2013 con

l’avvertenza che in caso contrario, senza ulteriore avviso, sarebbe stata costretta

a ricorrere alle vie legali e a sciogliere il contratto di locazione (cfr. doc.

418).

Dalle carte processuali

emerge, poi, da un lato, che dal mese di aprile 2013 l’ex marito ha versato a RI

1.

in contanti per le spese alimentari l’importo di fr. 400.-- mensili fino al

mese di luglio 2013. Dall’altro, che nell’agosto 2013 __________ ha corrisposto

unicamente la somma di fr. 165.-- e che dal mese di settembre 2013 non ha versato

alcunché (cfr. doc. 88; E; E1).

RI 1 ha

avviato una procedura esecutiva nei confronti dell’ex marito, facendo spiccare

il 23 aprile 2013 un precetto esecutivo di fr. 20'000.-- contro il quale il

debitore non ha interposto opposizione (cfr. doc. C).

Al riguardo

va evidenziato che nei confronti di __________, tra l’ottobre 2008 e il

settembre 2013, sono stati emessi attestati di carenza beni per circa fr.

260'000.-- (cfr. doc. F).

Dal verbale

di pignoramento del 25 ottobre 2013 risulta, del resto, che l’Ufficio

esecuzione di __________ non ha accertato presso il debitore beni pignorabili e

non ha potuto procedere a un pignoramento di salario (cfr. doc. F).

Vista la

disastrata situazione finanziaria dell’ex marito della ricorrente, il TCA non

ha motivo di dubitare delle dichiarazioni delle insorgenti secondo cui __________

non ha più versato contributi di mantenimento nei mesi di settembre e ottobre

2013.

Tuttavia

dalla documentazione agli atti non emerge quale sia stato il comportamento del

padre di RI 2, dal profilo del proprio obbligo di far fronte al pagamento di alimenti

per la figlia, dopo il mese di ottobre 2013.

Non è,

infatti, dato di sapere se nei mesi seguenti all’ottobre 2013 __________ abbia

o meno corrisposto alle ricorrenti delle somme di denaro e, in caso affermativo,

di che entità, ossia non è noto se nel periodo successivo all’ottobre 2013 egli

abbia oppure no provveduto a versare eventualmente anche gli arretrati della

pensione alimentare relativi al 2013.

Al riguardo

questa Corte rileva che la procedura in materia di assicurazioni sociali

e di assistenza sociale è retta dal principio inquisitorio

(Untersuchungsgrundsatz, art. 43 cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF

8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001;

STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57

pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).

E’ dunque compito dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire

d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

Giova, in ogni caso,

rilevare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma trova il suo

correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 e 61

lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI

praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52

consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der

Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;

Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure

cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;

Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”

in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5

ss.).

Questo

obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti

si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere

ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza

o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le

conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA

P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993

pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V

113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto

civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).

Su questi

aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,

Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des

Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che

“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne

Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

In simili condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI affinché

verifichi, con la collaborazione delle ricorrenti, se nei mesi successivi

all’ottobre 2013 __________ abbia versato loro o meno contributi di

mantenimento e, se del caso, di che importo.

Qualora l’ex

marito abbia corrisposto dei contributi alimentari superiori a fr. 400.-- al

mese (importo mensile corrisposto a titolo di alimenti a far tempo da aprile

2013), in virtù degli art. 22 Las, 6 Laps, 22 lett. f LT e del principio della

sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.6.), nel

calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre 2013 andrà

conteggiato l’ammontare versato per la parte che supera la somma di fr. 400.--.

Nel caso in

cui, invece, il padre di RI 2 abbia continuato a non bonificare alcunché alle

ricorrenti, nel calcolo del mese di ottobre 2013 non andranno considerati alimenti

(cfr. consid. 2.9.).

In tale

ipotesi va, però, osservato che se nel futuro le insorgenti dovessero riuscire

a recuperare gli alimenti arretrati per ottobre 2013, l’amministrazione potrà

allora, nel contesto di una restituzione, tenere conto di tale contributo di

mantenimento.

In proposito

giova, per inciso, segnalare che ex art. 27 Las l’anticipo degli alimenti da

parte dello Stato può entrare in linea di conto soltanto per i figli minorenni.

RI 2 nell’ottobre 2013 aveva già compiuto 18 anni.

2.11

Come visto

sopra, l’art. 2 cpv. 1 Las prevede che le prestazioni assistenziali

secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle della

previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione

previste da altre leggi cantonali (cfr. consid. 2.4.; 2.8.).

Inoltre

l’art. 8 LAFam, relativo ad assegni familiari e contributo di mantenimento,

enuncia che gli aventi diritto tenuti a pagare contributi di

mantenimento per i figli in base a una sentenza o a una convenzione versano gli

assegni familiari in aggiunta ai contributi.

Le

insorgenti sostengono che il padre di RI 2 non riversava loro gli assegni

familiari percepiti, e quindi di non aver ricevuto l’assegno relativo al mese

di ottobre 2013 (cfr. doc. I).

Tuttavia le

ricorrenti stesse hanno dichiarato che dal maggio 2013, tramite il loro

patrocinatore, hanno ottenuto il blocco dell’erogazione all’ex marito degli

assegni di formazione a favore di RI 2, studentessa liceale (cfr. doc. I p.to

C; 333; 273), e che da un contatto avuto nel dicembre 2013 con l’__________ è risultato che RI 2 avrebbe potuto a quel momento ricevere

direttamente l’assegno sul proprio conto inclusi gli arretrati dal mese di

maggio 2013 (cfr. doc. I; consid. 1.2.; 2.7.).

In effetti

l’art. 9 LAFam, dedicato al versamento a terzi, prevede che

" 1Qualora

gli assegni familiari non siano impiegati per provvedere alle necessità della

persona cui sono destinati, quest'ultima o il suo rappresentante legale può esi­gere

che gli assegni le siano versati, in deroga all'articolo 20 capoverso 1 LPGA,

anche se essa non dipende dall'assistenza pubblica o privata.

2Su richiesta motivata, l'assegno di formazione può

essere versato direttamente al figlio maggiorenne, in deroga all'articolo 20

capoverso 1 LPGA."

In proposito

cfr. STCA 39.2012.8 del 9 gennaio 2013 e STCA 39.2010.3 del 10 novembre 2010,

massimata in Rtid II-2011 N. 64 pag. 308.

Nemmeno in

merito a questo punto dalle carte processuali risulta se RI 2 abbia o meno

ottenuto gli arretrati degli assegni di formazione da maggio 2013.

Si impone,

di conseguenza, pure da questo profilo, il rinvio degli atti all’USSI al fine

di appurare se la Cassa competente ha versato oppure no alle ricorrenti

l’assegno di formazione per ottobre 2013.

In caso

affermativo, nel calcolo della prestazione assistenziale del mese di ottobre

2013.

andrà computato l’importo di fr. 250.-- mensili (cfr. art. 5 cpv. 2 LAFam),

pari a fr. 3'000.-- annui, a titolo di assegni familiari.

Qualora, per

contro, le insorgenti non avessero percepito retroattivamente l’assegno di

formazione concernente il mese di ottobre 2013, l’amministrazione acclarerà i

motivi del mancato versamento e valuterà conseguentemente se lo stesso vada

considerato o meno ai fini dell’assistenza sociale.

In

particolare se dagli accertamenti che esperirà l’USSI dovesse emergere che RI 2

non ha ricevuto l’assegno di formazione retroattivo del mese di ottobre 2013

perché non le può essere riconosciuto il relativo diritto (ad esempio se

nessuno dei due genitori svolgeva un attività lavorativa e non erano date le

condizioni per erogare un assegno familiare a persone senza attività lucrativa,

cfr. art. 19 LAFam), nel calcolo dell’assistenza sociale di ottobre 2013 non

andrà computato l’assegno di formazione.

2.12

RI 1 e RI 2

hanno, infine, contestato il fatto che dalla prestazione assistenziale relativa

al mese di ottobre 2013 sia stata dedotta la somma di fr. 150.-- quale recupero

del deposito di garanzia del contratto di locazione concernente l’appartamento

di __________ che ha avuto inizio il 1° settembre 2013 (cfr. doc. I; VIII).

Al riguardo

va osservato che effettivamente l’USSI con decisione del 16 luglio 2013 ha concesso a RI 1, a titolo di prestito, l’importo di fr. 3'300.-- quale deposito di garanzia

dell’appartamento di __________. Nella decisione è stato precisato che tale

ammontare sarebbe stato recuperato con una trattenuta mensile sulla prestazione

assistenziale riconosciuta e che l’eventuale cessazione dell’intervento

assistenziale non l’avrebbe esonerata dall’obbligo di estinzione dell’importo

ancora dovuto (cfr. doc. 227).

Le

disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale

(COSAS) del 2005 al p.to B3 enunciano, segnatamente, che:

" nel caso

in cui si riesca a reperire un appartamento adeguato, è consigliato che gli

uffici del sostegno sociale negozino affinché si possa evitare il pagamento del

deposito di garanzia. Qualora non si potesse evitare tale versamento, bisognerà

calcolare il deposito di garanzia quale prestazione nell’ambito delle spese di

alloggio. Gli uffici preposti al sostegno sociale dovranno assicurare il

recupero della somma anticipata.”

Di conseguenza, ritenute

l’entità dell’importo della trattenuta di fr. 150.-- al mese (cfr. doc. 317),

come pure la circostanza che in ogni caso la somma corrisposta a titolo di

garanzia, sempre che l’inquilino utilizzi l’appartamento con diligenza (cfr.

art. 257f CO), verrà versata a RI 1 alla fine della locazione (cfr. art. 257e

CO), la trattenuta applicata dall’USSI non è censurabile (cfr. STCA 42.2011.8

del 24 agosto 2011 consid. 2.10.; STCA 42.2010.21 del 14 aprile 2011 consid.

2.8

).

2.13

In simili

condizioni, gli atti vanno rinviati all’USSI perché, dopo aver proceduto agli

accertamenti di cui ai considerandi 2.10. e 2.11. volti a stabilire la computabilità

o meno nel calcolo dell’assistenza sociale spettante alle ricorrenti per il

mese di ottobre 2013 di un contributo di mantenimento a favore di RI 2 da parte

del padre e di un assegno di formazione, determini nuovamente l’ammontare della

prestazione assistenziale a cui le insorgenti hanno diritto per il mese di

ottobre 2013.

2.14

Parzialmente

vincenti in causa, le insorgenti, rappresentate da un avvocato, hanno diritto

all’importo di fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili da mettere a carico

dell’USSI (cfr. 30 Lptca).

Visto l'esito della

vertenza e il diritto a ripetibili, la richiesta di ammissione all’assistenza

giudiziaria con il gratuito patrocinio (cfr. doc. I) è divenuta priva di

oggetto (DTF 124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, tra le tante, STF

9C_744/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 7; STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012

consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30

agosto 2010 consid. 3).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso, in quanto

ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo impugnata è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione sulla

base di quanto stabilito ai consid. 2.10. e 2.11.

2. Per quanto concerne la

richiesta di rimborso delle spese esecutive di fr. 103.--, gli atti sono

trasmessi all’USSI affinché emetta una decisione su reclamo al riguardo.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’CO 1verserà alle ricorrenti

l’importo di fr. 1’500.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili, ciò che rende

priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti