42.2015.15
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30 settembre 2015Italiano45 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
42.2015.15
rs
Lugano
30 settembre 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 2 luglio 2015 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 5 giugno 2015 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del
5 giugno 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha
confermato la precedente decisione del 20 gennaio 2015 (cfr. doc. A1), con cui
a RI 1 è stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 1’701.-- mensili
per il periodo gennaio - settembre 2015 (cfr. doc. B).
L’amministrazione, nella
decisione su reclamo, ha in particolare rilevato che:
" (…)
Per i costi di formazione, si osserva che, come indicato in
precedenza, le prestazioni assistenziali sono complementari o suppletorie a
quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la
disoccupazione previste da altre leggi cantonali (art. 2 cpv. 1 LAS). Le
prestazioni assistenziali di tipo finanziario vengono concesse solo una volta
esaurite le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione
e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)
(art. 2 cpv. 2 LAS). Per i costi legati al tirocinio occorre quindi far capo
alle prestazioni dell’Ufficio borse di studio (in particolare gli assegni di
tirocinio) e non sono quindi da considerare nel calcolo dell’assistenza che è
sussidiaria e copre il fabbisogno essenziale. I costi legati al tirocinio
possono essere presi in considerazione dall’assistenza solo in quanto non vi
sia diritto a prestazioni dell’Ufficio borse di studio. In concreto risulta che
è stato riconosciuto il diritto a prestazioni dell’Ufficio borse di studio.
La decisione impugnata tramite reclamo è quindi corretta.
La vertenza non presenta particolari difficoltà e nella presente
fase amministrativa non si rende indispensabile l’intervento di un legale. La
richiesta di gratuito patrocinio non è giustificata e non è accolta.” (Doc. B)
1.2. Contro la decisione su
reclamo del 5 giugno 2015 RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto l’aumento dell’importo della
prestazione assistenziale da fr. 1'701.-- a fr. 2'721.-- a far tempo dal 1°
gennaio 2015 e la soppressione, in subordine la riduzione a fr. 50.-- mensili
dal 1° gennaio 2015, della deduzione per “recupero prestazioni indebitamente
percepite”.
A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto:
" (…)
4. Nella decisione querelata, l’USSI
sostiene in particolare che il reddito delle figlie va considerato interamente,
senza deduzione alcuna, dato che le spese professionali dovrebbero essere
compensate dagli eventuali assegni di studio.
Se non che, come abbiamo anticipato, il
contributo deciso dall’Ufficio delle borse di studio per l’anno corrente (fr.
1'425.—in totale) copre solo marginalmente i costi di formazione, che in larga
parte devono essere pagati direttamente dalle figlie.
Fatti
I costi da dedurre in conformità dell’art.
25 LT, a cui l’art. 8 let. a Laps rimanda, sono quantificabili individualmente
nel modo seguente (cfr. DE concernente l’imposizione delle persone fisiche per
il 2014):
abbonamento arcobaleno (cfr. doc. D) fr.
651.00
bicicletta fr.
700.00
pasti fuori casa1 fr. 3'200.00
spese professionali necessarie fr.
2'500.00
(tasse scolastiche, materiale, ecc.)2
TOTALE fr.
7'051.00
1 __________
lavora infatti a __________ e frequenta la scuola professionale di __________.
La pausa di mezzogiorno di __________ (che lavora sempre a __________, ma
distante da casa) perlopiù dura al massimo un’ora, ciò che le impedisce di pranzare
al domicilio.
2 Si tratta
dell’importo forfettario riconosciuto all’art. 8 del DE citato. E’ vero che nel
2014, le figlie hanno lavorato soltanto 4 mesi e che in teoria l’importo andrebbe
dimezzato; nondimeno il caso che ci occupa riguarda l’ambito sociale e non
fiscale, per cui va considerato l’anno scolastico (da settembre 2014 ad agosto
2015) e non l’anno civile.
Per le due figlie, le deduzioni ammontano complessivamente a fr.
14'102.-- annui, importo persino superiore al reddito lordo da loro conseguito
(fr. 12'260.-) sommato all’assegno di tirocinio (fr. 1'425.-). Rileviamo
d’inciso che anche le spese professionali e di formazione effettive di entrambe
le figlie non si discostano dall’importo forfetario annuo di fr. 2'500.--
(acquisto di forbici, spazzole, ecc., per __________; tasse d’iscrizione, libri
di testo, materiale scolastico, ecc., per entrambe).
In prima battuta si postula pertanto l’abbassamento del reddito
computabile LAS da fr. 2'520.-- a fr. 1'500.-- (corrispondente alla pensione
alimentare del padre) e, simmetricamente, l’aumento della prestazione mensile
calcolata dal gennaio 2015 da fr. 1'701.-- a fr. 2'721.--. (…)” (Doc. I)
L’insorgente ha altresì
postulato l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio sia davanti al TCA
che per la procedura di reclamo davanti all’USSI (cfr. doc. I pag. 5).
1.3. L’USSI, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Il 2 settembre 2015 l’avv. RA
1, per conto della ricorrente, da un lato, ha comunicato di non avere ulteriori
richieste di mezzi di prova.
Dall’altro, ha
caldeggiato, per quanto possibile, una celere evasione del ricorso, visto che
la sua cliente e le figlie versano in una grave situazione di ristrettezze
economiche (cfr. doc. V).
1.5. Il doc. V è stato trasmesso
per conoscenza all’amministrazione (cfr. doc. VI).
Considerandi
2.1
Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se correttamente o meno l’USSI per il periodo dal mese di
gennaio al mese di settembre 2015 ha assegnato a RI 1 una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 1’701.-- mensili.
L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.2
L'art.
1.
Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art.
2.
della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede
al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il
cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art.
13.
Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:
"
Le prestazioni sociali di
complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2
cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle
prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento
hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al
massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una
prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione
vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del
diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1
Laps:
"
Sono prestazioni sociali
ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale
sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge
cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla
Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il
perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della
scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai
disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno
ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto
dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali
previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche
dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3
Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente
dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e
alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3.
Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali
ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la
soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le
prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della
Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere
ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la
soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per
le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno,
tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale."
L’art.
19.
Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1.
Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal
1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali
invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al
rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di
mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene
nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per
il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di
mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e
Supplemento d'integrazione
Persona
dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento
d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1.
persona
977.
--
100.
--
1077.
--
2.
persone
1495.
--
100.
--
1595.
--
3.
persone
1818.
--
100.
--
1918.
--
4.
persone
2090.
--
100.
--
2190.
--
5.
persone
2364.
--
100.
--
2464.
--
6.
persone
2638.
--
100.
--
2738.
--
7.
persone
2912.
--
100.
--
3012.
--
Per
ogni persona supplementare
+
272.
--
-
+
272.
--
B. Supplemento per unità di
riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti
raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due
persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da
un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o
più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna
di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).
Tali importi sono stati
mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16
dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015
pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
2.4
L’art.
22.
Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è
quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1.
vengono computate le prestazioni
ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se
vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento
e dichiarate dal richiedente;
2.
la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera
100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000
fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o
partner registrati o
conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o
maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo
computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza
computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3.
vengono interamente computati i
redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4.
Non vengono computate le entrate
e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1.
non vengono computati rendite e
oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2.
non vengono computati gli
alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3.
non vengono computate le imposte
di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4.
le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’
art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie
effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art.
6.
Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è
costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22
della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi
imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della
legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai
sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale
del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF
100'000
per l’abitazione primaria e, per le
altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una
coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni
figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte
dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le
parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai
sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno
computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La
spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese
vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai
sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita
dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31
LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese
per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa
salariata;
b) gli interessi maturati su debiti
ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art.
32.
cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi
legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.
1.
lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per
acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza
individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT
versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o
dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo
pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria
contro le malattie
vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;
h) i premi per l’assicurazione della
perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone
non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli
interessi maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti
sino ai seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi
passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della
sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti
dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli
interessi. (cpv. 2)"
L'art.
9.
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è
computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni
complementari
da una persona: all'AVS/AI per
la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art.
5.
cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.
.
Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole
(cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre
disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare
annua sono quelli previsti dalla LPC
Dai
Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari
all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014 emerge
che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr. 13’200.– per
persona sola e fr. 15’000.– per coniugi.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto
al conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine
il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.5
RI 1 ha contestato
l’ammontare della prestazione assistenziale di fr. 1'701.-- riconosciutale da
gennaio a settembre 2015, chiedendo che le venga erogata una prestazione
mensile di fr. 2'721. Al riguardo la medesima ha fatto valere che il contributo
deciso dall’Ufficio borse di studio di fr. 1'425.-- per le due figlie copre
soltanto marginalmente i costi di formazione e i costi da dedurre in conformità
degli art. 8 lett.a Laps e 25 LT, comprendenti l’abbonamento Arcobaleno, la
bicicletta, i pasti fuori casa e le spese professionali necessarie, che ammontano
per ogni figlia a fr. 7'051.--, pari a fr. 14'102.-- per le due figlie (cfr.
doc. I).
L’USSI, dal canto suo, ha
puntualizzato, da una parte, che in virtù del principio di sussidiarietà i
costi legati al tirocinio possono essere presi in considerazione
dall’assistenza sociale soltanto se non vi sia diritto a prestazioni
dell’Ufficio borse di studio.
Dall’altra, che in
concreto l’Ufficio borse di studio ha riconosciuto il diritto delle figlie alle
relative prestazioni per i costi inerenti lo studio, e meglio per i pasti fuori
casa, le spese di viaggio e il materiale scolastico senza alcuna partecipazione
del reddito delle stesse considerata la situazione di assistenza.
L’amministrazione ha
osservato che il reddito viene lasciato per il fabbisogno, mentre i costi di
formazione sono coperti in base alla legge sulla scuola e al relativo
regolamento (cfr. doc. I; III).
2.6
Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che dalla
documentazione agli atti (inc. 42.2015.9) emerge che le figlie della
ricorrente, __________ (nata il 18 maggio 1997; doc. A1) e __________ (nata il
20.
ottobre 1998, doc. A1), dopo le scuole medie terminate nel giugno 2014 (cfr.
doc. 1; 2 inc. 42.2014.9) hanno iniziato a svolgere un apprendistato a far
tempo dall’agosto 2014 (cfr. doc. I inc. 41.2015.9).
__________, quale apprendista
impiegata di commercio al dettaglio presso la __________ di __________,
percepisce un salario lordo di fr. 620.-- al mese. Il contratto di tirocinio è
stato concluso il 30 luglio 2014 ed è stato approvato dalla Divisione formazione
professionale il 13 agosto 2014 (cfr.doc. 49; 53; 54 inc. 42.2015.9).
__________, in qualità di
apprendista parrucchiera presso il Salone __________ di __________ di __________,
guadagna fr. 400.-- lordi mensili. Il contratto di tirocinio è stato concluso
il 24 luglio 2014 ed è stato approvato dalla Divisione formazione professionale
il 1° settembre 2014 (cfr.doc. 56; 60; 61 inc. 42.2015.9).
L’inizio dell’apprendistato
è stato comunicato all’USSI nel dicembre 2014, in occasione della richiesta di
rinnovo delle prestazioni assistenziali (cfr. doc. 4; IX1; IX2 p.to1 inc.
42.2015
).
Il 20 gennaio 2015 l’USSI
ha invitato la ricorrente a inoltrare il prima possibile le richieste di borse
di studio (cfr. doc. 3; IX2 inc. 42.2015.9).
La domanda di borse di
studio è stata interposta il 30 gennaio 2015 (cfr.doc. IX2 inc. 42.2015.9).
Il 5 marzo 2015 l’Ufficio
delle borse di studio e dei sussidi ha emesso due decisioni indicanti “Data
della decisione: 20.02.2015” con cui, tenuto conto delle spese di
formazione delle figlie e della situazione economica accertata, ha concesso a __________
un assegno di studio di fr. 609.-- (cfr. doc. 48 inc. 42.2015.9) e a __________
un assegno di studio di fr. 816.-- (cfr. doc. 55 inc. 42.2015.9).
L’Ufficio delle borse di
studio e dei sussidi ha confermato i provvedimenti 20 febbraio/5 marzo 2015 con
la decisione su reclamo del 23 aprile 2015, da cui emerge quanto segue:
" (…)
Nel caso di __________ e __________, per
l’anno scolastico 2014-15 sono state valutate spese secondo i massimi
sussidiabili (cfr. art. 10 del Regolamento) per un totale di fr. 4'938 così
ripartite:
Per __________:
Nota: lavora a __________ e frequenta la
scuola a __________; non ha indicato alcun costo nel formulario per la domanda
di borsa di studio; l’UBSS, che in questi casi non computa alcun importo, vista
anche la comunicazione del legale della richiedente, ha comunque riconosciuto
dei costi di formazione; non necessita di un abbonamento Arcobaleno per 4 zone;
l’importo di fr. 210 non riguarda la tassa scolastica, ma un costo per il
materiale.
-fr. 1'500 per il pranzo fuori casa;
-fr. 112 per le spese di viaggio:
-fr. 500 per libri e materiale scolastico, per un totale di
fr. 2'112.
Per Sherin:
-fr. 2’000 per il pranzo fuori casa;
-fr. 326 per le spese di viaggio (il costo dell’abbonamento è
ridotto del 50% pr gli apprendisti);
-fr. 500 per libri e materiale scolastico, per un totale di fr.
2'826.
Le spese per l’alloggio sono riconosciute allo studente che per
necessità legate alla formazione vive fuori casa. Le stesse non sono state
prese in considerazione in quanto __________ e __________ vivono con la madre,
signora RI 1.
L’art. 15 del Regolamento prevede che il salario netto del
richiedente che eccede fr. 6'000 annui viene computato quale suo contributo ai
costi dello studio.
Tuttavia, quando si ravvisa un intervento da parte
dell’assistenza, come nel presente caso, l’UBSS non considera il salario
dell’apprendista. La tabella allegata non indica infatti alcun contributo
personale in deduzione dei costi di formazione.
L’art. 28 cpv. 2 del Regolamento sancisce che la domanda deve
essere presentata prima dell’inizio della formazione per la quale è richiesto
il contributo. Se la domanda è presentata a formazione iniziata, il contributo
sarà calcolato pro rata temporis dal primo giorno del mese in cui è presentata.
Le domande presentate dopo la conclusione della formazione non vengono prese in
considerazione.
Il formulario di richiesta della borsa di studio è disponibile a
partire dall’inizio del mese di giugno perciò il richiedente ha tutto il tempo
necessario per reperire i necessari documenti e le informazioni ed inoltrare la
domanda all’ufficio.
Ai sensi dell’art. 28 cpv. 2 del Regolamento, nel caso di __________
e __________ l’assegno di studio è stato calcolato pro rata temporis dal primo
giorno del mese di febbraio 2015 (data ricezione formulari: 10 febbraio 2015).
(…)” (Doc. C)
2.7
Ai fini del calcolo della
prestazione assistenziale l’art. 22 lett. a cfr. 3 Las prevede che nel reddito
computabile “vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti
parte dell’unità di riferimento” (cfr. consid. 2.4.).
Per inciso giova osservare
che un minorenne fa parte dell’unità di riferimento del genitore che ha
l’autorità parentale e con cui abita (cfr. art. 4 lett. d Laps; 1a Reg.Laps).
In concreto __________ e __________
sono parte dell’unità di riferimento della ricorrente, siccome abitano con
quest’ultima, la quale ha pure l’autorità parentale sulle figlie (cfr. doc. B
inc. 42.2015.9).
L’art. 22 lett. a cfr. 3
Las si differenzia dal regime contemplato dalla Laps.
L’art. 6 cpv. 4 Laps
enuncia, infatti, che il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno
computati i redditi dei minorenni.
L’art. 3 cpv. 1 Reg.Laps,
prevede che, per
quanto concerne i minorenni, dal reddito computabile è escluso il reddito da
lavoro dipendente, mentre ne fanno parte tutti gli altri redditi.
Dal Messaggio dell’8
maggio 2002 concernente la modifica della legge sull’assistenza sociale e dal
relativo Rapporto del 5 novembre 2002 risulta che l’art. 22 Las ha introdotto,
rispetto alla Laps, la deroga menzionata al fine di stabilire un reddito
disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno della
persona che inoltra una richiesta di assistenza (cfr. Messaggio p.to 2,
Capitolo II; Rapporto p.to 3.5; consid. 2.4.).
In tale contesto va
ricordato, da una parte, che lo scopo della pubblica assistenza enunciato dalla
Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una
situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 Las; consid. 2.2).
Il diritto fondamentale a
condizioni minime di esistenza garantito dall’art. 12 Costituzione federale e
dall’art. 13 Costituzione cantonale contempla il diritto di essere aiutati
quando si è nel bisogno.
D’altra parte che l’aiuto
in situazioni di bisogno è subordinato al rispetto del principio di
sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che, oggettivamente, è
in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua
sopravvivenza. L’aiuto sociale costituisce l’ultima ancora di salvataggio
dell’individuo (cfr. consid. 2.2.; STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012
consid.3.1.; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, pubblicata in SVR 2008 EL Nr.
2.
pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5 maggio 2008).
In una sentenza 42.2008.3
del 18 giugno 2008, pubblicata in RtiD I-2009 N. 17 pag. 78 segg., questa Corte
ha stabilito che la scelta del legislatore cantonale di computare
per intero il reddito da attività lucrativa dei minorenni nel calcolo delle
prestazioni assistenziali dei genitori (art. 22 lett. a cfr. 3 Las), alla luce
dello scopo dell’assistenza pubblica che è quello di intervenire ogni qualvolta
una persona si trovi in una situazione di bisogno concreto e del principio di
sussidiarietà, non è contrario alla legislazione in vigore e neppure alla
Costituzione federale, né alla Costituzione cantonale.
In
particolare non si ravvisa alcuna violazione del principio di parità di
trattamento fra i figli minorenni di genitori che devono ricorrere alla
pubblica assistenza e i figli di genitori che fanno fronte autonomamente alle
proprie spese (al riguardo l’art. 323 cpv. 3 CC prevede che i genitori possono
esigere dal figlio che vive con essi in economia domestica unicamente un
adeguato contributo per il suo mantenimento che in generale equivale a 1/3 del
guadagno).
L’intervento
dell’assistenza sociale costituisce, infatti, l’elemento di differenza
fondamentale che permette di operare distinzioni in merito all’entità della
somma che un figlio minorenne esercitante un’attività lucrativa è tenuto a
mettere a disposizione della propria famiglia.
2.8
Alla luce di quanto esposto al
considerando precedente, occorre concludere che l’USSI a ragione, nel calcolo
della prestazione assistenziale spettante all’insorgente dal mese di gennaio
2015, ha computato i redditi conseguiti dalle sue due figlie svolgendo il primo
anno del rispettivo apprendistato.
__________, percependo un
salario lordo di fr. 620.-- al mese, guadagna annualmente - compresa la
tredicesima (cfr. doc. 54 inc. 42.2015.9) - fr. 8'060.--, come peraltro
indicato nel ricorso (cfr.doc. I p.to 1).
__________, con un salario
lordo mensile di fr. 400.--, consegue un reddito annuo - esclusa la tredicesima
(cfr. doc. 61 inc. 42.2015.9) - di fr. 4'800.--.
Globalmente il guadagno
annuo delle figlie della ricorrente ammonta a fr. 12'860.--.
L’USSI, nel calcolo del 20
gennaio 2015, ha conteggiato a titolo di redditi da lavoro la somma di fr.
12'240.-- (cfr. doc. A), in quanto per __________ non ha tenuto conto della
tredicesima.
Tale importo è stato
corretto in fr. 12'860.-- nella decisione su reclamo (cfr. doc. B p.to F).
2.9
Per quanto concerne gli oneri
connessi al tirocinio svolto dalle figlie __________ e __________, va ribadito
che l’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi ha concesso, a far tempo dal
mese di febbraio 2015, un assegno di studio di fr. 609.-- per __________ e un
assegno di studio di fr. 816.-- per __________ (cfr. doc. 48; 55 inc.
42.2015
; C).
Il TCA ricorda che
nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà (art.
2.
Las; 13 Laps; consid. 2.2.; DTF 137 V 143; STF 8C_196/2010 del 19 luglio 2010
consid. 5.4.).
Inoltre in una sentenza
2C_244/2008 del 5 giugno 2009 il Tribunale federale ha evidenziato che "secondo
l'art. 14 Cost./TI, il quale elenca gli obiettivi sociali perseguiti, il
Cantone provvede affinché ognuno possa beneficiare di un'istruzione e di una
formazione adeguata e possa perfezionarsi conformemente ai suoi desideri e alle
sue attitudini (lett. f). L'art. 19 cpv. 1 LSc sancisce che il Cantone
favorisce l'accesso alla formazione (...) con la concessione di assegni di
studio e di prestiti di studio (...), se il richiedente è in possesso del
certificato di studi adeguato. Gli assegni e i prestiti di studio sono
accordati a ticinesi e confederati domiciliati nel Cantone Ticino e a stranieri
ivi residenti da almeno cinque anni (art. 20 cpv. 1 LSc). Gli stessi vengono
concessi dal Consiglio di Stato anno per anno e per la durata minima del ciclo
di studi, quale aiuto complementare alla famiglia per la formazione dei figli,
e sono commisurati alle spese derivanti dagli studi e alle possibilità
economiche del richiedente e della sua famiglia (art. 21 cpv. 1 e 2 LSc)”. (La
sottolineatura è del redattore)
Al riguardo cfr. pure STCA
42.2011.4
del 25 agosto 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 9 pag. 28.
Le disposizioni COSAS al
p.to H.6 del dicembre 2007 prevedono peraltro che gli uffici del sostegno
sociale accordano contributi alla prima formazione, alla formazione continua e
al perfezionamento professionale, solo se questi non possono essere finanziati
da altre fonti (borse di studio, contributi dei genitori, prestazioni
dell’assicurazione disoccupazione e dell’assicurazione invalidità, mezzi
provenienti da altri fondi e fondazioni, ecc.).
Da una parte, quindi,
l’aiuto allo studio avviene, secondo l’art. 19 della legge sulla scuola valido
fino al 31 maggio 2015 e giusta l’art. 1 della legge sugli aiuti allo studio in
vigore dal 1° giugno 2015, mediante la concessione di borse di studio,
dall’altra, l’assistenza sociale può eventualmente decidere in un secondo
tempo, in virtù del principio della sussidiarietà, di intervenire versando un
sostegno complementare.
Ad ogni modo prima che
l’assistenza sociale decida in una particolare fattispecie se fornire o meno
una prestazione, il richiedente deve avere esaurito le possibili vie
prioritarie per, se del caso, accedere ad aiuti allo studio, ad esempio borse
di studio (assegni e prestiti di studio), contributi di fondi e di fondazioni.
In concreto l’Ufficio
delle borse di studio, per calcolare l’importo dell’assegno spettante alle
figlie della ricorrente, ha tenuto conto delle spese per i pasti fuori casa
(fr. 1'500.-- per __________ che lavora e frequenta la scuola a __________ dove
abita e fr. 2000.-- per __________ che lavora a __________; cfr. doc. C), delle
spese di viaggio (di fr. 112.-- per __________ e di fr. 326.-- per __________,
ritenuto che il costo dell’abbonamento è ridotto del 50% per gli apprendisti;
cfr. www.arcobaleno.ch/it/36/appresfondo.aspx; doc. C. In effetti sulla copia
degli abbonamenti agli atti – cfr. doc. D – risulta la specificazione
“Appresfondo”) e del costo per il materiale scolastico (di fr. 500.-- per ogni
figlia; cfr. doc. C).
Occorre, poi, evidenziare
che nel caso di __________ e __________ l’Ufficio competente non ha considerato,
per far fronte ai costi connessi alla formazione, il salario da apprendiste
delle due ragazze, visto che si ravvisava un intervento da parte
dell’assistenza sociale (cfr. doc. C).
In simili condizioni,
tenuto conto che l’USSI, al fine di determinare la prestazione assistenziale
spettante all’unità di riferimento dell’insorgente, ha in ogni caso conteggiato
tra le spese computabili Las la somma di fr. 2'400.-- a titolo di “altre spese
professionali” sia per __________ che per __________, per complessivi fr.
4'800.-- (cfr. doc. A1), un ulteriore aiuto da parte dell’assistenza sociale,
che interviene a carattere del tutto sussidiario, deve essere escluso.
E’ vero, come sottolineato
dalla ricorrente (cfr. doc. I pag. 4 n. 2), che l’importo per altre spese
professionali dedotto fiscalmente è attualmente di fr. 2'500 (dal periodo
fiscale 2009 è in effetti stato aumentato da fr. 2'400 a fr. 2'500; cfr. Istruzioni
per la compilazione della dichiarazione d’imposta 2009 delle persone fisiche
p.to p.to 5.1; Istruzioni per la compilazione della dichiarazione d’imposta
2014.
delle persone fisiche p.to 5.).
E’ altrettanto vero, però,
che l’art. 8 lett. a) Laps al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede sì che la
spesa vincolata è costituita, tra l’altro, dalle spese ai sensi degli art.
25-31 LT, tuttavia enuncia pure che il Consiglio di Stato determina in quale
misura vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle
persone con attività lucrativa salariata.
Giusta l’art. 4a cpv. 3
Reg.Laps per le altre spese professionali si intendono le spese necessarie
all’esercizio della professione effettivamente sopportate dal richiedente.
Pertanto l’USSI non è
tenuto ad attenersi strettamente al valore considerato fiscalmente.
Inoltre, per i motivi che
verranno esposti al consid. 2.11., in casu il TCA, come da sua facoltà,
rinuncia in ogni caso a modificare il calcolo della prestazione assistenziale
che, in caso contrario (anche volendo computare per ipotesi un ammontare di
altre spese professionali di fr. 2'500), dovrebbe essere diminuita a sfavore
dell’insorgente.
Per inciso riguardo alla
censura sollevata nel ricorso afferente all’inc. 42.2015.9 secondo cui per
stabilire l’ammontare degli assegni di tirocinio è stato considerato un importo
di fr. 2’494 quale reddito del padre da destinare alla formazione delle figlie,
conteggiato sulla base del reddito dichiarato nel 2013 (cfr. doc. I decisione
su reclamo del 23 aprile 2015 emessa dall’Ufficio borse di studio e dei
sussidi), quando invece il contributo alimentare che questi versa per le due
figlie globalmente è di fr. 1'500, cifra peraltro superiore a quanto deciso in
sede di divorzio (cfr. doc. I p.to 3 inc. 42.2015.9), è utile osservare che in
effetti la sentenza di divorzio del 20 novembre 2006 prevede che il padre è
tenuto a versare mensilmente un contributo alimentare di fr. 714 per ciascuna
figlia (cfr. doc. X1), indicizzato attualmente a fr. 750.--, ossia fr. 1500.--
per le due figlie, corrispondenti a fr. 18'000.-- annui (cfr. doc. 134; 144).
E’, tuttavia, possibile in
proposito, se il padre non adegua spontaneamente gli alimenti, introdurre
un’azione civile tendente alla modifica della sentenza di divorzio, chiedendo
in particolare l’aumento del contributo alimentare (cfr. art. 134 cpv. 2; 286
cpv. 2 CC; STF 5A_676/2014 del 18 maggio 2015).
2.10
La ricorrente, in relazione al
fatto che gli assegni di tirocinio siano stati concessi alle sue figlie
unicamente a decorrere dal mese di febbraio 2015 (cfr. doc. C), sostiene di
avere ignorato prima del gennaio 2015 l’esistenza di tali borse di studio (cfr.
doc. I p.to 4 inc. 42.2015.9).
L’art. 52 lett. a, b e c
Las enuncia:
" Il Comune:
a) informa il cittadino sulle prestazioni assistenziali e sulle
altre prestazioni sociali prioritarie erogate dal Cantone sulla base della
Laps, e sulle condizioni per accedervi;
b) mette a disposizione del richiedente la documentazione e i
moduli utili per l’inoltro delle domande di prestazioni sociali cantonali
tramite gli sportelli predisposti a tal fine dal Cantone e dai Comuni;
c) aiuta il richiedente ad accedere a tali sportelli ed a
procurarsi i documenti richiesti per certificare il suo diritto alle
prestazioni”
Inoltre giusta l’art. 18
Laps, relativo all’informazione e consulenza:
" 1Il
Consiglio di Stato provvede affinché il cittadino disponga di una rete di
informazione sulle possibilità di accesso alle prestazioni sociali efficace e
decentralizzata.
2Scopo dell’informazione è di:
a) informare e orientare l’utente sulle sue possibilità di accesso
alle prestazioni sociali;
b) mettere a disposizione dell’utente la necessaria documentazione
e in particolare i moduli di richiesta e di accertamento del reddito
disponibile residuale;
c) indirizzare ed accompagnare l’utente verso altri servizi
pubblici o privati operanti nel settore.
3La consulenza in merito ai propri diritti ed obblighi
è, di regola, fornita gratuitamente.”
Nel caso di specie, come esposto
sopra (cfr. consid. 2.6.), l’inizio dell’apprendistato a far tempo dall’agosto
2014.
(cfr. doc. 53; 60 inc. 42.2015.9) è stato comunicato all’USSI da parte
della ricorrente soltanto il 16 dicembre 2014 in occasione della richiesta di
rinnovo delle prestazioni assistenziali (cfr. doc. 4; IX1; IX2 p.to1 inc.
42.2015
).
Il 20 gennaio 2015 l’USSI
ha provveduto a invitare l’insorgente a inoltrare il prima possibile le
richieste di borse di studio (cfr. doc. 3; IX2 inc. 42.2015.9).
Ne discende che in casu,
considerato peraltro che nei mesi di dicembre e gennaio ricorrono le festività
natalizie, non risulta una violazione dell’obbligo di consulenza e informazione
da parte degli organi chiamati ad applicare la Las e, più in generale, la Laps.
In effetti, come visto,
l’amministrazione, non appena saputo degli apprendistati delle figlie
dell’insorgente, ha in ogni caso reso attenta tempestivamente, nel mese di
gennaio 2015, quest’ultima in merito al fatto di postulare la concessione di
borse di studio per le figlie.
La ricorrente, quindi,
anche qualora avesse effettivamente ignorato la possibilità di richiedere delle
borse di studio fino al gennaio 2015, non può trarre vantaggio alcuno, ai fini
dell’erogazione dell’assistenza sociale, da tale circostanza.
2.11
Alla luce di tutto quanto
esposto, in particolare ritenuto che non può essere dato seguito alla richiesta
della ricorrente di considerare ulteriori costi legati alla formazione delle
sue figlie per i motivi ampiamente esposti nei precedenti considerandi, la
decisione su reclamo impugnata (cfr. doc. B) con la quale è stata confermata la
decisione del 20 gennaio 2015 con cui all’insorgente è stata riconosciuta una
prestazione assistenziale di fr. 1'701.-- dal mese di gennaio al mese di
settembre 2015 (cfr.doc. A1) deve essere tutelata.
Al riguardo va evidenziato
che, come è emerso sopra (cfr. consid. 2.8.), è vero che il reddito annuo di
fr. 8'060.-- conseguito da Shajra svolgendo l’apprendistato è risultato più
elevato di quello considerato nel conteggio del 20 gennaio 2015 dall’USSI di
fr. 7'440.-- (cfr. doc. A1), poiché in quest’ultimo era stato omesso il computo
della tredicesima.
Il conteggio di
tale importo nel calcolo dell’assistenza sociale implicherebbe una diminuzione
dell’importo della lacuna di reddito mensile e conseguentemente una riduzione
della prestazione assistenziale mensile.
Tuttavia l’USSI, nella
decisione su reclamo, ha rilevato la differenza del reddito ottenuto da __________
e attestato il reddito delle figlie della ricorrente a complessivi fr. 12'860
annui (fr. 4'800 per __________ + fr. 8'060 per __________; cfr. doc. B), senza
però modificare il calcolo della prestazione assistenziale e limitandosi ad
affermare che il conteggio effettuato nel gennaio 2015 era corretto e che il
reclamo veniva, conseguentemente, respinto (cfr. doc. B).
Procedendo in tal senso
l’amministrazione ha implicitamente rinunciato a emettere, previa adeguata
segnalazione all’insorgente del rischio di un incombente peggioramento della
sua posizione (reformatio in pejus; art. 12 OPGA applicabile in virtù
del rinvio di cui agli art. 65 cpv. 1 Las e 33 cpv. 3 Laps; DTF 131 V 414; STCA
42.2014.5
del 18 settembre 2014 consid. 2.3., 2.4.), una decisione su reclamo a
sfavore della medesima.
In simili condizioni, considerate
tutte le circostanze dell'evenienza concreta, anche il TCA, il quale può, in
linea di principio, riformare una decisione a svantaggio di un ricorrente, dopo
avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso
attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (cfr. art. 61 lett. d LPGA;
art. 20 Lptca; DTF 122 V 166; STF U478/06 del 25 aprile 2007), rinuncia a
effettuare una reformatio in pejus, visto che comunque si tratta
unicamente di una facoltà (cfr. STF U 410/06 del 7 dicembre 2007; STFA U 192/02
del 23 giugno 2003; STFA C 119/02 del 2 giugno 2003; DTF 119 V 249; STCA
38.2012.75
del 28 novembre 2013 consid. 2.16.).
2.12
Con il ricorso RI 1 ha pure
chiesto di sopprimere, in subordine ridurre a fr. 50.-- mensili dal 1° gennaio
2015, la deduzione dalla prestazione assistenziale di fr. 150.-- al mese per “recupero
prestazioni indebitamente percepite” (cfr. doc. I).
L’USSI, nella decisione su
reclamo del 5 giugno 2015 impugnata, non si è pronunciato in merito (cfr. doc.
B). Inoltre tale domanda è stata formulata soltanto con il ricorso (cfr. doc.
I; III).
In
proposito è utile sottolineare che per costante giurisprudenza la decisione
su reclamo impugnata costituisce il presupposto e il contenuto della
contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_360/2010 del 30
novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V
51.
consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294).
In ogni caso la richiesta
di soppressione della deduzione menzionata deve essere negata.
Infatti la stessa concerne
un obbligo di restituzione di prestazioni percepite a torto stabilito in
passato nei confronti della ricorrente (cfr. doc. I; III).
Giova, d’altronde,
ricordare che la modalità di rimborsare delle prestazioni tramite rate è una
soluzione che va a favore degli assistiti che non sono nelle condizioni di
restituire il dovuto con un solo pagamento.
La questione, poi, della
riduzione dell’importo della deduzione mensile va, se del caso, concordata con
l’amministrazione (cfr. DTF 123 V 230 consid. 3e).
2.13
Deve ancora essere verificato
se la ricorrente può essere posta al beneficio del gratuito patrocinio (cfr.
doc. I pag. 5).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.
L'art.
2.
della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
"
L’assistenza giudiziaria garantisce
a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese
di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità
giudiziarie e amministrative.”
Inoltre
giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione
dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.
I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il
TCA, nella presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito
della probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre
2010; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001;
STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF
119.
Ia 253 consid. 3b).
Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,
rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr.
STF 9C_37/2012+9C_106/2012 del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A
tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole
non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente
che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di
essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF
8C_26/2010 del 27 maggio 2010;8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05
del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29
agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini,
op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel
caso concreto, alla luce della Las e della giurisprudenza pubblicata nel sito www.bger.ch,
rispettivamente www.sentenze.ti.ch,
nonché nella Rivista ticinese di diritto, la presente vertenza appariva, dopo
un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della
presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In
effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dalla documentazione agli
atti emerge in modo indubbio che la ricorrente dal gennaio 2015 non ha diritto
a una prestazione assistenziale più elevata rispetto a quella riconosciutale
dall’USSI, in quanto a titolo di spese connesse agli apprendistati svolti delle
figlie non può essere computato più di quanto considerato dall’amministrazione.
Inoltre
gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di
apprezzamento del TCA.
Di
primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva
probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA
38.2007.100
del 25 febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA
35.2002.32
del 9 luglio 2002).
In
simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre
presupposti cumulativi, la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.
2.14
La ricorrente ha pure
postulato il gratuito patrocinio per la procedura di reclamo (cfr. doc. I pag.
5).
L'art.
37.
LPGA, relativo alla rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti
all'assicuratore, applicabile in virtù del rinvio di cui agli art. 65 Las e 33
cpv. 3 Laps, prevede:
" La parte può farsi rappresentare,
se non deve agire personalmente, o farsi patrocinare nella misura in cui
l’urgenza di un’inchiesta non lo escluda. (cpv. 1)
L’assicuratore può
esigere che il rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura
scritta. (cpv. 2)
Finché la parte non
revochi la procura l’assicuratore comunica con il rappresentante. (cpv. 3)
Se le circostanze lo
esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito. (cpv. 4)"
Qualora,
dunque, un assicurato non disponga di sufficienti mezzi finanziari, le sue
conclusioni non siano sprovviste di possibilità di successo e la lite non sia
priva di difficoltà di ordine fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito
patrocinio nella procedura di opposizione del diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. SVR 2004 EL Nr. 4).
Al
riguardo cfr. anche STFA C 254/04 del 15 marzo 2005; Plädoyer
1/05 pag. 70-71; RtiD I-2005 N. 46 pag. 177.
In
casu, alla luce di quanto esposto al considerando precedente in merito al fatto
che il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole, a ragione l’USSI
con la decisione su reclamo impugnata ha negato il gratuito patrocinio per la
procedura di reclamo (cfr. doc. B).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. L’istanza tendente alla
concessione del gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale dinanzi al TCA
è respinta.
3. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti