42.2015.23
Nel calcolo AS premi assic.d'ind.perd.di guad.x malattio o inf.vanno computati nelle spese solo se rich.riceve IG.In casu giustificato tenere conto del premio pure x 2 mesi succ.a fine dt IG x ritrova
11 luglio 2016Italiano43 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
42.2015.23
RS/sc
Lugano
11 luglio 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 5 agosto 2015 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 18 giugno 2015 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del
18 giugno 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito:
USSI) ha confermato le precedenti decisioni del 12 e 19 dicembre 2014 (cfr.
doc. 153; 149; 143) con le quali, dopo che RI 1, nata nel 1952 e beneficiaria
di prestazioni assistenziali dal mese di luglio 2014, ha cessato di percepire
delle indennità giornaliere per malattia LCA, non ha più tenuto conto del
relativo premio a titolo di spesa per i mesi di novembre e dicembre 2014,
nonché gennaio 2015, riconoscendole una prestazione assistenziale di fr.
1'788.-- mensili (cfr. doc. 155; 151; 144).
L’amministrazione, nella decisione
su reclamo del 18 giugno 2015, si è in particolare così espressa:
" (…)
Fatti
I premi assicurativi LCA non sono riconosciuti come spese
nell’ambito dell’assistenza sociale. Quindi sono stati riconosciuti
eccezionalmente solo in quanto riduzione di una relativa entrata. Dunque solo
in presenza della medesima.
Non si tratta di un rischio condiviso fra assistita e USSI, come
sostiene a torto il reclamo ma di una modalità di considerazione del costo nel
calcolo dell’assistenza.
La decisione applica quindi correttamente la Legge sull’assistenza
e la Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali.”
(doc. B)
1.2. Contro questa decisione su
reclamo RI 1, rappresentata da RA 1, ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso
al TCA.
Il suo patrocinatore, dopo
avere precisato che il segmento assicurativo in oggetto è stato rescisso per il
31 gennaio 2015 (cfr. allegato I), chiede che il premio di fr. 355.-- al mese venga
computato a titolo di spese per i mesi di novembre e dicembre 2014, come pure
per il mese di gennaio 2015 per complessivi fr. 1'065.-- anche se era cessato
il diritto all’indennità giornaliera, in quanto, in buona sostanza, la deduzione
di tale importo era stata concordata con atti concludenti con l’amministrazione
(cfr. doc. I).
1.3. Nella sua risposta del 24
agosto 2015 l’USSI ha proposto di respingere il ricorso, osservando:
" (…)
Ora, come chiarito nella decisione su reclamo, il calcolo
dell'assistenza deve considerare ogni prestazione assicurativa quale reddito e
d'altra parte si possono considerare nel calcolo dell'assistenza solo le spese
previste dalla legge. I premi assicurativi LCA non sono riconosciuti come spese
nell'ambito dell'assistenza sociale (come è sempre stato ben specificato
all'utente, come evidenzia il ricorso p.to 3).
Quindi sono stati riconosciuti eccezionalmente solo in quanto
riduzione di una relativa entrata. Dunque solo in presenza dell'entrata
medesima.
La decisione applica quindi correttamente la Legge sull'assistenza
e la Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali.
Le valutazioni del ricorso sono infondate ed errate.
Si conferma la decisione su reclamo e si chiede la reiezione del
ricorso.” (doc. III)
1.4. Il 27 agosto 2015 il
patrocinatore della ricorrente ha ribadito le sue richieste (cfr. doc. V).
1.5. Il doc. V è stato trasmesso
per conoscenza all’USSI (cfr. doc. VI).
1.6. Pendente causa questa Corte
ha chiesto allo RA 1, rappresentante dell’insorgente, di produrre
un’attestazione da parte dell’assicuratore LCA __________ da cui emergesse
quanto segue:
" 1. Il
motivo preciso - specificandone i dettagli - per il quale a far tempo dal 24
ottobre 2014 Visana ha chiuso il caso della signora RI 1, e meglio non le ha
più corrisposto indennità giornaliere LCA;
2. In che data __________ ha annunciato alla sua assistita la
conclusione del diritto alle indennità giornaliere (allegando copia della
comunicazione da parte dell’assicuratore LCA, nonché i conteggi relativi ai
mesi da luglio a ottobre 2014 compreso).” (Doc. VII)
Lo RA 1 ha risposto il 15
febbraio 2016, producendo dei documenti allestiti dalla __________ dai quali
risulta che il pagamento finale delle indennità giornaliere per malattia a
favore della ricorrente - che ha avuto luogo il 5 novembre 2014 - si è esteso
fino al 23 ottobre 2014, in quanto in occasione della visita medica di
controllo del 24 ottobre 2014 è stata attestata un’abilità lavorativa completa
da quella data (cfr. doc. VIII; L; M; N).
1.7. L’USSI ha presentato le
proprie osservazioni al riguardo il 2 marzo 2016 e ha trasmesso alcuni
documenti, in particolare le Condizioni generali del contratto d’assicurazione
– Assicurazioni malattie complementari (LCA) (cfr. doc. X; 180; 181).
1.8. Il 16 marzo 2016 lo RA 1 per
conto dell’insorgente si è nuovamente pronunciato in merito alla fattispecie
(cfr. doc. XII +1-2).
1.9. L’amministrazione, con
scritto del 7 aprile 2016, si è espressa a proposito del doc. XII (cfr. doc.
XIV +1-2).
1.10. Il 26 aprile 2016 il TCA ha
interpellato l’USSI come segue:
" (…) rileviamo,
da una parte, che se ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 lett. g Laps quali spese vanno
considerati i premi ordinari per l'assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell'importo del premio medio di riferimento, giusta l'art. 8
cpv. 1 lett. h Laps, dal 1° ottobre 2006, nelle spese rientrano i premi per l'assicurazione
della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle
persone non obbligatoriamente assicurate.
Dall'altra, che l'art. 22 Las rinvia all'art. 8 Laps e non prevede
alcuna deroga all'art. 8 cpv. 1 lett. h Laps (cfr. lettera b “spesa
vincolata”).
Vi chiediamo, pertanto, cortesemente di indicare se nel caso della
ricorrente, per escludere dal calcolo della prestazione assistenziale i premi
dell'assicurazione individuale indennità giornaliere LCA, avete preso in
considerazione le norme legali sopra citate.
In caso di risposta affermativa, vogliate precisare i motivi per i
quali avete concluso in modo generale che i premi assicurativi LCA (e quindi
anche quelli relativi a un'assicurazione indennità giornaliera per incapacità
lavorativa dovuta a malattia) non sono riconosciuti come spese nell'ambito
dell'assistenza sociale (cfr. decisione su reclamo del 18 giugno 2015; risposta
di causa del 24 agosto 2015).” (Doc. XV)
L’amministrazione ha
risposto il 4 maggio 2016 (cfr. doc. XVI).
1.11. La parte ricorrente ha
presentato le proprie osservazioni riguardo ai doc. XIV + 1-2, XV e XVI con
scritto del 18 maggio 2016 (cfr. doc. XVIII).
1.12. Il doc. XVIII è stato
trasmesso per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. XIX).
Considerandi
2.1
Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se correttamente o meno l’USSI per il periodo dal mese di
novembre 2014 al mese di gennaio 2015, nel calcolo della prestazione
assistenziale mensile spettantele, non ha tenuto conto dei premi per
l’indennità giornaliera LCA a carico di RI 1.
2.2
L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, relativo all’ordine
delle prestazioni, enuncia del resto che:
" Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse
nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima
dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento vanno erogate le
partecipazioni al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri
dell’unità di riferimento hanno diritto;
b) ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo
di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine,
anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento
vi ha rinunciato."
Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:
" Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla
Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla
relativa legge cantonale di applicazione;
b) l’aiuto
sociale allo studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di
studio previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno
complementare per il perfezionamento e la riqualificazione professionale
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno
integrativo previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di
prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno
1996;
h) le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."
Anche dal Messaggio n.
4773.
del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si
evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3
Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33.
Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la
durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli
scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.
17.
cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due
categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato
relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito
disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui
vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite
sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente.
(cpv. 2)."
Ex art. 19
Las, concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga
all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate
dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni
dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,
come altri Cantoni.
L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5
novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della
sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è,
infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo
regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento)
-, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della Divisione
dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle «direttive per il calcolo del
sostegno sociale» (al riguardo, cfr. "Inciter et intégrer: le système des
nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 -
gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita ad applicare-, come pure che
tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro sulla base dell’indice dei
salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in ambito di assistenza
sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle rendite AVS AI e delle
prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato deciso un adattamento al
rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che a far tempo dal 1°
gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona
dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento
d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1.
persona
977.
--
100.
--
1077.
--
2.
persone
1495.
--
100.
--
1595.
--
3.
persone
1818.
--
100.
--
1918.
--
4.
persone
2090.
--
100.
--
2190.
--
5.
persone
2364.
--
100.
--
2464.
--
6.
persone
2638.
--
100.
--
2738.
--
7.
persone
2912.
--
100.
--
3012.
--
Per
ogni persona supplementare
+
272.
--
-
+
272.
--
B. Supplemento
per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle
precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento
con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra
sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive
persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.--
fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).
Tali importi
sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr.
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012
del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015
pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
Per l’anno 2016 è utile
rilevare che le Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali prevedono dal 1° gennaio 2016 quanto segue:
Persone dell’unità di riferimento -
Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1.
persona
986.
--
2.
persone 1'509.--
3.
persone 1'834.--
4.
persone 2'110.--
5.
persone 2'386.--
Per ogni persona +
200.
--
supplementare
1.1
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più
persone di 16 anni o più
Per unità di riferimento con più di due persone di
almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento, assegnato all’unità di riferimento, corrispondente a CHF 200.–
mensili.
1.2
Supplemento di integrazione
a. Inserimento sociale
A tutte le persone che si impegnano in un percorso di
inserimento con la sottoscrizione di un contratto di inserimento sociale che
prevede la partecipazione ad un’attività di utilità pubblica (AUP), in aggiunta
al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un supplemento
d’integrazione di CHF 100.– al mese fino all’effettivo inizio dell’AUP.
Durante la durata dell’AUP viene accordato un supplemento
di integrazione di CHF 300.– al mese.
b. Inserimento professionale
A tutte le persone che si impegnano in un percorso di
inserimento con la sottoscrizione di un contratto di inserimento professionale
per partecipare alle misure previste dalla strategia interdipartimentale URC –
USSI, in aggiunta al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un
supplemento d’integrazione di CHF 100.– al mese fino al termine del contratto.”
(cfr. BU 58/2015 del 29 dicembre 2015 pag. 583 segg.)
2.4
Con decisione del 14 agosto
2014.
l’USSI ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale ordinaria di fr.
269.
-- mensili dal mese di luglio al mese di dicembre 2014, conteggiando un
reddito computabile Las di fr. 18'257.-- annui, pari a fr. 1'521 al mese (cfr.
doc. 175), corrispondenti a indennità per perdita di guadagno versatele dalla __________
con la quale l’interessata aveva concluso un’assicurazione individuale
d’indennità giornaliera per malattia LCA implicante un premio di fr. 355.-- al
mese (cfr. doc. 30).
A titolo di spese
computabili Las sono state considerate la spesa per l’alloggio di fr. 7'200.--
annui e il premio dell’assicurazione malattia obbligatoria di fr. 4'667.--
all’anno, per complessivi fr. 11'867.-- annui, ossia circa fr. 988.-- al mese
(cfr. doc. 177; 178).
RI 1, assistita da RA 1,
il 14 settembre 2014, ha contestato il menzionato provvedimento nella misura in
cui l’USSI nel calcolo non ha tenuto conto, in particolare dei premi LCA che le
consentivano di conseguire l’entrata di fr. 50.-- giornalieri, pari a circa fr.
18'250.-- annui (fr. 50.-- x 365 giorni), sua unica entrata a quel momento
(cfr. doc. 172; 173).
Al riguardo va rilevato
che il rappresentante di RI 1 aveva già inviato un messaggio di posta
elettronica all’amministrazione il 29 luglio 2014 in cui aveva segnatamente
affermato:
" (…)
b. la mia cliente
beneficia di un’indennità di malattia (LCA) per un importo giornaliero di CHF
50.
-;
c. per conseguire
quanto sub b., ella deve corrispondere un premio mensile pari a CHF 355.-
(come evincerà dal contratto assicurativo allegato all’incarto ufficiale). Chiedo
pertanto che siffatto onere, in quanto elemento fondante delle entrate
computabili di cui sub b., sia considerato nel calcolo USSI a titolo di
spesa computabile nella finalità di conseguimento di reddito (principio di
causa-effetto pacificamente dato).
(…)” (Doc. D; la sottolineatura è del redattore)
Il 23 settembre 2014 __________
dell’USSI ha risposto:
" (…)
La LCA il nostro Ufficio non la paga MAI in
quanto non la riconosce, riconosce soltanto la parte LAMal, così è per tutti e
così è da direttiva.” (Doc. D)
A tale messaggio di posta
elettronica sono seguite ulteriori precisazioni da parte del rappresentante
dell’interessata, come da lui stesso indicato (cfr. doc. I pag. 3).
Il 26 settembre 2014
l’USSI ha emesso due nuove decisioni, specificando che si trattava di un
ricalcolo per inserimento spese, e meglio dei premi per l’assicurazione della
perdita di guadagno in caso di malattia di fr. 4'260.-- annui, ovvero di fr.
355.
-- al mese, con cui ha riconosciuto a RI 1 una prestazione assistenziale
ordinaria integrativa per i mesi da luglio a settembre 2014 di fr. 355.--
mensili (cfr. doc. 168) e una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 624.--
al mese da ottobre a dicembre 2014 (cfr. doc. 162).
Il rappresentante di RI 1,
il 9 dicembre 2014, ha comunicato all’amministrazione che il diritto della sua
cliente alle indennità giornaliere per malattia si era concluso il 23 ottobre
2014, come del resto confermato da __________ l’11 dicembre 2014 (cfr. doc.
158; 160).
Il 12 dicembre 2014 l’USSI
ha emanato una decisione con cui a RI 1 per il mese di dicembre 2014 è stata,
conseguentemente, assegnata una prestazione assistenziale ordinaria integrativa
- in aggiunta alla somma di fr. 624.-- riconosciuta con provvedimento del 26
settembre 2014 (cfr. doc. 162) - di fr. 1'164.-- per complessivi fr. 1'788.--.
Nel relativo conteggio non è più stato computato alcunché né a titolo di
reddito Las, né, quale spesa, il premio per l’assicurazione della perdita di
guadagno in caso di malattia (cfr. doc. 149-152).
L’amministrazione ha
proceduto in modo analogo per il mese di gennaio 2015 attribuendole, con decisione
sempre del 12 dicembre 2014, una prestazione assistenziale ordinaria di fr.
1'788.-- (cfr. doc. 143-145).
Infine con decisione del
19.
dicembre 2015 l’USSI ha concesso all’interessata una prestazione
assistenziale ordinaria integrativa di fr. 400.-- per il mese di novembre 2014
(cfr. doc. 153-156).
Anche nei conteggi delle
decisioni del 12 e del 19 dicembre 2014 non è più stato computato alcunché a
titolo di reddito Las, né il premio per l’assicurazione della perdita di
guadagno in caso di malattia (cfr. doc. 145; 152; 156).
A seguito del reclamo
interposto contro le decisioni del 12 e del 19 dicembre 2014 da RI 1, sempre
assistita dallo RA 1, nel quale ha chiesto che nei calcoli della prestazione
assistenziale ordinaria alla voce “Spesa computabile LAS” venga eccezionalmente
considerato l’importo mensile del premio dell’assicurazione di indennità
perdita guadagno LCA almeno fino a quando la stessa possa essere interrotta,
l’USSI, il 18 giugno 2015, ha emesso una decisione su reclamo con cui ha
confermato i provvedimenti del dicembre 2014 (cfr. doc. B).
Al riguardo l’amministrazione
ha puntualizzato che i premi assicurativi LCA non sono riconosciuti come spese
nell’ambito dell’assistenza sociale e che quindi, nel caso dell’interessata,
sono stati riconosciuti eccezionalmente solo in quanto riduzione di una
relativa entrata, dunque solo in presenza della medesima (cfr. doc. B; consid.
1.1
).
RI 1, tramite lo RI 1, ha
contestato davanti al TCA il mancato computo, nei calcoli delle prestazioni
assistenziali ordinarie a titolo di spese Las, del premio dell’assicurazione
perdita di guadagno LCA di fr. 355.-- mensili per i mesi da novembre 2014 a
gennaio 2015.
L’insorgente ha fatto
valere che il riconoscimento per atti concludenti del relativo premio LCA nel
calcolo dell’USSI le ha impedito di fatto di procedere alla rescissione
dell’assicurazione indennità perdita di guadagno per la fine del 2014, ossia
alla prima scadenza legale utile. La medesima ha asserito che nemmeno ci si
poteva attendere da lei che disdicesse cautelativamente il contratto di
indennità giornaliere per fine 2014, proprio in forza del riconoscimento del
premio nel calcolo USSI e del vantaggio economico che determinava con il
versamento delle indennità giornaliere per l’assistenza sociale.
La ricorrente ha
d’altronde osservato che non era ragionevolmente dato di immaginare il termine
del diritto alle indennità giornaliere per la fine del 2014.
Inoltre la stessa, tramite
il suo rappresentante, ha evidenziato di essersi poi fatta parte diligente per
ridurre il danno, ottenendo una soluzione extragiudiziale comportante la fine
del contratto perdita di guadagno LCA per fine gennaio 2015.
Infine la ricorrente ha
invocato la tutela della propria buona fede in ragione del riconoscimento fino
a ottobre 2014 del premio LCA da parte dell’amministrazione e ciò anche se la
decisione di computare in origine tale costo nel calcolo assistenziale fosse
stata fatta in modo legalmente errato (cfr. doc. I).
Da un accertamento
esperito da questo Tribunale è segnatamente emerso che il pagamento finale
delle indennità giornaliere per malattia a favore della ricorrente - che ha
avuto luogo da parte della __________ il 5 novembre 2014 - si è esteso fino al
23.
ottobre 2014, in quanto in occasione della visita medica di controllo del 24
ottobre 2014 è stata attestata un’abilità lavorativa completa da quella data
(cfr. consid. 1.6.; doc. VIII; L; M; N).
2.5
Chiamato a pronunciarsi in
merito alla fattispecie questa Corte ritiene utile, dapprima, rilevare che ai
fini della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale, in
applicazione degli art. 22 Las e 8 cpv. 1 lett. g Laps, va considerato soltanto
il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie a
esclusione dei premi relativi alle assicurazioni complementari concluse in
virtù della LCA (cfr. STCA 42.2014.5 del 18 settembre 2014; STCA 42.2015.1 del
10.
giugno 2015).
Ciò del resto si evince
dal chiaro tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, secondo cui, quale premio
dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie vanno computati i
premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti al
momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del
premio medio di riferimento.
E’ altrettanto vero,
tuttavia, che giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. h Laps, sempre applicabile in regime
Las in virtù del rinvio di cui all’art. 22 Las, dal 1° ottobre 2006, nelle
spese rientrano i premi per l'assicurazione della perdita di guadagno in
caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non
obbligatoriamente assicurate.
Per costante
giurisprudenza federale (cfr. DTF 138 V 50 consid. 4.2 pag.
54; DTF 137 V 437 consid. 3.2 pag. 437; DTF 137 V 273 consid. 4.2 pag. 276-
277; DTF 137 V 193 consid. 5.1 pag. 195; DTF 137 V 181 consid. 6.2.1
pag. 188) la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua
lettera (interpretazione letterale). Tuttavia, se il testo non è perfettamente
chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili, dev'essere
ricercata la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli
elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo
spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento
(interpretazione teleologica ). Pure di rilievo è il senso che essa assume nel
suo contesto (interpretazione sistematica; DTF 135 II 78 consid. 2.2
pag. 81; DTF 135 V 153
consid. 4.1 pag. 157, DTF 131 II 249
consid. 4.1 pag. 252; DTF 134 I 184
consid. 5.1 pag. 193; DTF 134 II 249
consid. 2.3 pag. 252). I lavori preparatori, segnatamente laddove una
disposizione non è chiara oppure si presta a diverse interpretazioni,
costituiscono un mezzo valido per determinarne il senso ed evitare così di
incorrere in interpretazioni erronee (interpretazione storica). Soprattutto nel
caso di disposizioni recenti, la volontà storica dell'autore della norma non
può essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto
d'interpretazione (DTF 134 V 170 consid. 4.1 pag. 174 con
riferimenti). Occorre prendere la decisione materialmente corretta nel contesto
normativo, orientandosi verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della
ratio legis. Il Tribunale federale non privilegia un criterio d'interpretazione
in particolare; per accedere al senso di una norma preferisce, pragmaticamente,
ispirarsi a un pluralismo interpretativo (DTF 135 III 483 consid. 5.1 pag. 486). Se
sono possibili più interpretazioni, dà la preferenza a quella che meglio si
concilia con la Costituzione. In effetti, a meno che il contrario non risulti
chiaramente dal testo o dal senso della disposizione, il Tribunale federale,
pur non potendo esaminare la costituzionalità delle leggi federali (art. 190
Cost.), parte dall'idea che il legislatore federale non propone soluzioni
contrarie alla Costituzione (DTF 131 II 562 consid. 3.5 pag. 567, DTF 131 II 710 consid. 4.1 pag. 716; DTF 130 II 65 consid. 4.2 pag. 71).
2.6
Dal profilo
dell’interpretazione letterale della legge, il tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett.
h Laps risulta chiaro: a titolo di spese vanno considerati anche i premi per
l'assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia indipendentemente
se conclusa sulla base della LAMal o della LCA.
Inoltre nel Messaggio n.
4773.
del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (LAPS) a
pag. 24 in relazione all’art. 8 Laps è stato indicato:
" art. 8
cpv. 1 lett. g) e h) Laps: a differenza dell’art. 32 cpv. 1 lett. g) LT la Laps
riconosce unicamente i premi per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie e limitatamente alla quota cantonale media ponderata, che viene
stabilita annualmente dal Consiglio di Stato in virtù della Legge di
applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie del 26 giugno
1997.
(LCAMal), mentre non riconosce i premi per le assicurazioni complementari
e per le assicurazioni sulla vita. Come nella LT, vengono invece riconosciuti i
premi per l’assicurazione infortuni delle persone non obbligatoriamente
assicurate (quelli delle persone obbligatoriamente assicurate vengono
riconosciute in virtù dell’art. 8 cpv. 1 lett. e) Laps).”
L’art. 8 cpv. 1 lett. h
Laps contemplato nel Messaggio del 1998 e poi entrato in vigore il 1° febbraio
2003.
prevedeva, in effetti, che la spesa vincolata era costituita tra l’altro
dai premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di infortunio
delle persone non obbligatoriamente assicurate.
Dal Messaggio n. 5723 del
25.
ottobre 2005 relativo alla Modifica della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno
2000.
(Laps), p.ti 2.4.2 e 2.4.3 risulta peraltro:
"
2.4.2
Premio dell’assicurazione obbligatoria contro
le malattie
Per l’attuale art. 8 cpv. 1 lett. g) Laps rientrano
nella spesa vincolata i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro
le malattie vigenti al momento della richiesta, ma la massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata.
Per l’anno 2006 questa normativa resterà in vigore;
per contro con la revisione della LCAMal, si farà capo al concetto di premio
medio di riferimento, di modo che si utilizzeranno i premi medi di riferimento
per le tre categorie di assicurati (minorenni, giovani fino a 25 anni e
adulti). Tale revisione della LCAMal, che modifica pure l’art. 8 cpv. 1 lett.
g) Laps, viene proposta con separato messaggio di questo Consiglio di Stato.
2.4.3
Assicurazione per la
perdita di guadagno in caso di infortunio o malattia
L’attuale art. 8 cpv. 1 lett. h) Laps contempla
unicamente l’evento infortunistico. È necessario completare questa disposizione
di legge, aggiungendo l’evento malattia.
L’attuale art. 8 cpv. 1 lett. h) Laps viene quindi
modificato in tal senso.”
Da ciò discende, in primo
luogo, che l’art. 8 cpv. 1 lett. h Laps si riferisce alle assicurazioni per
perdita di guadagno in caso di infortunio e malattia, in quest’ultimo caso,
senza distinzione se concluse in virtù della LAMal o della LCA.
In secondo luogo, che,
quindi, secondo l’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps sono esclusi, quali spese
computabili, i premi relativi alle assicurazioni complementari concluse in virtù
della LCA concernenti le cure e non anche le indennità giornaliere per perdita
di guadagno considerate invece dall’art. 8 cpv. 1 lett. h Laps.
L’art. 22 Las, che rinvia
all'art. 8 Laps, non prevede alcuna deroga all'art. 8 cpv. 1 lett. h Laps (cfr.
lettera b “spesa vincolata”), per cui lo stesso risulta applicabile anche ai
casi di assistenza sociale.
L’USSI, il 4 maggio 2016,
interpellato dal TCA (cfr. doc. XV: “(…) indicare se nel caso della
ricorrente, per escludere dal calcolo della prestazione assistenziale i premi
dell'assicurazione individuale indennità giornaliere LCA, avete preso in
considerazione le norme legali sopra citate. In caso di risposta affermativa,
vogliate precisare i motivi per i quali avete concluso in modo generale che i premi
assicurativi LCA (e quindi anche quelli relativi a un'assicurazione indennità
giornaliera per incapacità lavorativa dovuta a malattia) non sono riconosciuti
come spese nell'ambito dell'assistenza sociale (…)”), ha confermato che
l’assistenza non riconosce i premi dell’assicurazione indennità giornaliera per
perdita di guadagno in caso di malattia LCA ritenuto che è la stessa
prestazione di assistenza a coprire la perdita di guadagno (anche quando
l’assistito sia in malattia). L’Ufficio competente ha precisato che in assenza
di una relativa prestazione (versamento d’indennità) si tratta di una spesa
aggiuntiva ingiustificata nell’ambito dell’assistenza, per un fabbisogno già
coperto dalla stessa assistenza. Inoltre l’amministrazione ha osservato che
riconoscendo, all’infuori dei casi di pagamento prestazioni IG in corso, il
premio IG perdita di guadagno in caso di malattia (che è un’assicurazione
privata facoltativa), l’assistenza andrebbe a finanziare un reddito superiore
alla prestazione di assistenza prevista dalla legge per l’eventualità (ipotesi)
di una malattia, rispettivamente assicurerebbe se stessa in funzione di un
ipotetico risparmio, data la futura riduzione o soppressione della prestazione
di assistenza grazie all’IG. A mente dell’USSI ciò è in contraddizione con i
principi e la funzione dell’assistenza stessa che deve coprire nei casi
concreti i costi effettivi e necessari (obbligatori) tramite la prestazione
assistenziale, la quale non è intesa a garantire alla persona in assistenza il
salario precedente o una percentuale del medesimo, ma è già concepita per
coprire il fabbisogno per l’assenza di reddito e ciò pure in presenza di
malattia. L’amministrazione ha concluso affermando che quindi non si giustifica
l’assunzione del premio assicurazione IG per perdita di guadagno in caso di
malattia LCA da parte dell’assistenza (all’infuori dei casi di pagamento di
prestazioni IG in corso, computate solamente al netto del relativo premio (cfr.
doc. XVI).
Il rappresentante
dell’assicurata non ha formulato particolari precisazioni al riguardo (cfr.
doc. XVIII).
Tutto ben considerato questa
Corte ritiene che l’art. 8 cpv. 1 lett. h Laps, nel caso di applicazione per
rinvio dell’art. 22 Las nell’ambito dell’assistenza sociale, debba essere
interpretato conformemente agli art. 12 Cost. fed. (“Chi è nel bisogno e non
è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e
di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza dignitosa."), 13
cpv. 1 Cost. TI. (“Ogni persona nel bisogno ha diritto ad un alloggio, ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.”) e 1 Las (“1 Lo Stato provvede,
nel rispetto della dignità e dei diritti della persona, all’attribuzione delle
prestazioni sociali stabilite dalla legislazione federale o cantonale e, in
particolare, all’assistenza di quanti stanno per cadere o siano caduti nel
bisogno. 2 Esse hanno lo scopo di favorire l’inserimento sociale e
professionale dei beneficiari.”; cfr. STF 9C_521/2008 del 5 ottobre 2009
consid. 4.3.; STF 8C_156/2009 del 24 giugno 2009 consid. 6.3.1.), al fine di rispettare lo scopo dell’assistenza sociale che è
quello, per coloro i quali si trovano in uno stato di bisogno, di coprire le
necessità di base della vita quale ultima ratio (cfr. DTF 141 II 401
consid. 5.1. e 6.2.4.).
Pertanto i premi relativi
ad assicurazioni d’indennità perdita di guadagno per malattia o infortunio
vanno tenuti in considerazione, quali spese, al fine di determinare l’eventuale
diritto a prestazioni assistenziali, unicamente nel caso in cui il richiedente
benefici effettivamente di indennità giornaliere, ossia, come fatto valere
dall’USSI (cfr. doc. B), quale riduzione di un’entrata.
A titolo comparativo giova
rilevare che l’art. 9 del Règlement d’exécution de la loi sur l’insertion et
l’aide sociale del Cantone Ginevra all’art. 9, concernente prestazioni occasionali
(“autres prestations circonstancielles”) accordate al beneficiario
dell’assistenza a determinate condizioni, al cpv. 8 prevede che il premio
dell’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia è assunto, su
presentazione del relativo contratto, quando il pagamento di tale premio
consente di ottenere delle prestazioni d’assicurazione (cfr. www.ge.ch/legislation/rsg_j4_04p01.html).
Va peraltro rilevato che
l’USSI, il 4 maggio 2016, ha affermato che, anche qualora si verifichi l’evento
malattia e la persona colpita cada in assistenza senza essere assicurata contro
la perdita di guadagno per malattia, l’eventuale perdita di guadagno viene in
ogni caso coperta dalle prestazioni assistenziali, ossia l’assistenza sociale
provvede a erogare prestazioni per far fronte ai bisogni materiali primari
tenendo conto del mancato conseguimento del reddito (cfr. doc. XVI).
2.7
Nella presente evenienza
attentamente esaminata la documentazione agli atti il TCA rileva che in prima
battuta, nell’agosto 2014, l’USSI ha assegnato a RI 1 una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 269.-- al mese da ottobre a dicembre 2014, conteggiando
quale reddito le indennità per perdita di guadagno versatele da __________ di
fr. 18'257.-- annui, ma escludendo il computo dei premi dell’assicurazione
indennità giornaliera individuale LCA conclusa dalla ricorrente precisando,
segnatamente con messaggio di posta elettronica del 23 settembre 2014, che i
premi relativi alle assicurazioni malattie complementari alla LAMal non sono mai
considerati nel regime dell’assistenza sociale (cfr. consid. 2.4.; doc. 177;
178; D).
A seguito della contestazione
da parte del rappresentante dell’insorgente che aveva chiesto di considerare il
premio mensile di fr. 355.-- dell’assicurazione indennità giornaliere LCA “…a
titolo di spesa computabile nella finalità di conseguimento di reddito
(principio di causa-effetto pacificamente dato)” (cfr. doc. D), “…in
quanto elemento fondante delle entrate computabili” (cfr. doc. D) di cui
beneficiava la sua assistita a titolo di IG di fr. 50.-- al giorno (cfr. doc.
172-173; D; I pag. 3), l’amministrazione con decisione del 26 settembre 2014,
valida da ottobre a dicembre 2014, ha riconosciuto alla ricorrente una
prestazione assistenziale di fr. 624.--, invece di fr. 269.--, tenendo in
considerazione i premi per l’assicurazione indennità giornaliera LCA di fr.
355.
-- mensili, pari a fr. 4'260.-- annui, senza nulla precisare riguardo al
cambiamento apportato nel calcolo, ad eccezione dell’indicazione “Ricalcolo
per inserimento spese” (cfr. doc. 162; 165).
Il 12 dicembre 2014
l’amministrazione, dopo che il rappresentante della ricorrente il 9 dicembre
2014.
le aveva comunicato che il diritto alle indennità giornaliere si era
concluso il 23 ottobre 2014 (cfr. doc. 158; 160), ha rivisto la decisione di
prestazioni assistenziali per i mesi di novembre e dicembre 2014 omettendo di
considerare, da un lato, l’entrata relativa alle indennità giornaliere LCA,
dall’altra, il relativo premio dell’assicurazione perdita di guadagno e
concedendo una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 1'024 per novembre
2014.
e di fr. 1'788.-- per dicembre 2014 (cfr. doc. 153; 156; 162; 149; 152).
L’amministrazione ha
proceduto in modo analogo per il mese di gennaio 2015 attribuendo
all’insorgente, con decisione sempre del 12 dicembre 2014, una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 1'788.-- (cfr. doc. 143-145).
Alla luce di quanto
stabilito sopra (cfr. consid. 2.6.), di principio è corretto riconoscere i
premi dell’assicurazione indennità giornaliera per perdita di guadagno LCA nel
calcolo dell’assistenza sociale relativo al periodo in cui il beneficiario percepisce
effettivamente indennità giornaliere LCA ed escludere il relativo computo
quando invece non è (più) dato il diritto a prestazioni per perdita di
guadagno.
2.8
In concreto occorre tuttavia
chiedersi se il modo di procedere dell’amministrazione che - dopo avere
indicato il 23 settembre 2014, in risposta al rappresentante della ricorrente
che aveva evidenziato che per conseguire l’importo giornaliero di fr. 50.--
doveva corrispondere un premio mensile di fr. 355.-- e chiesto di considerare
il premio nel calcolo dell’assistenza sociale a titolo di spesa computabile per
conseguire il reddito (cfr. doc. D), che l’USSI non paga mai la LCA, poiché
riconosce soltanto la parte LAMal (cfr. doc. D) - il 26 settembre 2014 ha
rivisto la propria decisione del 14 settembre 2014 conteggiando, oltre alle
indennità giornaliere LCA percepite, il relativo premio senza alcuna
precisazione o riserva, ad eccezione dell’indicazione “Ricalcolo per
inserimento spese” (cfr. doc. 164) e in seguito nel dicembre 2014, saputo
della fine del diritto alle IG da fine ottobre 2014, ha negato il conteggio dei
relativi premi da novembre 2014 possa essere avallato da questa Corte.
Il diritto
alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., che consente al cittadino
di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa eviti di
contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal principio
della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una lunga e
consolidata giurisprudenza, sono cumulativamente adempiuti
1.
l'autorità
deve essere intervenuta in una situazione concreta nei riguardi di persone
determinate;
2.
l'autorità
ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie competenze;
3.
l'assicurato
non deve essersi reso conto immediatamente dell'inesattezza dell'informazione
ricevuta;
4.
l'informazione
errata ha indotto l'assicurato ad adottare un comportamento o un'omissione che
gli è pregiudizievole;
5.
la
legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è stata data.
(cfr. STF
8C_306/2015 del 25 agosto 2015 consid. 3.2.; STF 9C_918/2007 del 14 gennaio
2009.
consid. 3.1.; STFA K 107/05 del 25 ottobre 2005 consid. 3.1.; STFA C
270/04 del 4 luglio 2005 consid. 3.3.1.; STFA C 218/03 del 28 gennaio 2004
consid. 2; STFA C 25/02 del 29 agosto 2002; DTF 121 V 65, consid. 2a pag. 66-67
e la giurisprudenza ivi citata).
La tutela della buona fede
non presuppone però sempre l'esistenza di un'informazione o di una decisione
sbagliate. Il diritto alla tutela della buona fede può così anche essere
invocato con successo in presenza, semplicemente, di rassicurazioni o di un
comportamento dell'amministrazione suscettivi di fare nascere nell'amministrato
determinate aspettative. In tale evenienza, tuttavia, l'assicurato non può,
conformemente all'art. 3 cpv. 2 CC, prevalersi della propria buona fede se,
nonostante i dubbi che si imponevano, non ha agito con la diligenza richiesta
dalle circostanze (cfr. STF 9C_918/2007 del 14 gennaio 2009 consid. 4.1.; RAMI
1999.
no. KV 97 pag. 525 consid. 4b).
Nel caso di specie quando
nel settembre 2014, dopo un rifiuto nell’agosto 2014 e la puntualizzazione da
parte dell’USSI che i premi LCA non vengono assunti dall’assistenza (cfr. doc.
D), a RI 1 nel calcolo della prestazione assistenziale è stato computato, oltre
alle indennità giornaliere LCA percepite in quel periodo, il premio della
relativa assicurazione, la parte ricorrente non poteva legittimamente credere
che l’amministrazione avesse rivisto il proprio operato riconoscendo il premio
dell’assicurazione perdita di guadagno LCA in senso lato a prescindere
dall’erogazione effettiva (e quindi del conteggio per l’assistenza sociale)
delle indennità giornaliere.
In effetti il
rappresentante dell’insorgente stesso, il 29 luglio 2014 e il 14 settembre 2014
(cfr. doc. D; 172), aveva chiesto di tenere conto del premio dell’assicurazione
indennità giornaliere per perdita di guadagno LCA a titolo di spesa computabile
per il conseguimento del reddito (costituito dall’indennità giornaliere LCA) in
quanto elemento fondante delle entrate computabili.
In simili condizioni la
parte ricorrente doveva almeno avere dei dubbi circa il fatto che i premi
dell’assicurazione perdita di guadagno LCA potessero venire riconosciuti dall’USSI
indipendentemente dal versamento delle indennità giornaliere LCA ed avrebbe
dovuto interpellare l’amministrazione per avere delucidazioni al riguardo. Ciò
non si è invece verificato.
Di conseguenza la buona
fede dell‘insorgente non può essere tutelata per il periodo novembre 2014 –
gennaio 2015 per il solo fatto che con decisione del 26 settembre 2014 l’USSI
ha tenuto conto, oltre che delle indennità giornaliere LCA, anche del relativo
premio.
2.9
Il TCA rileva che il 24
ottobre 2014 ha avuto luogo una visita medica della ricorrente da parte del Dr.
med. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, in occasione
della quale il medico fiduciario dell’assicuratore indennità giornaliere per
malattia LCA, __________, ha attestato che la medesima, dopo che dal 10 ottobre
2013.
era stata incapace al lavoro al 100%, ha ritrovato, a partire da quella
data, la sua abilità lavorativa totale (cfr. doc. M).
La scheda di controllo
allestita dal Dr. med. __________ è stata trasmessa a __________ il 30 ottobre
2014.
e il pagamento finale è avvenuto il 4 novembre 2014 (cfr. doc. L; N).
Considerato che
l’insorgente è stata inabile al lavoro al 100% per un anno dall’ottobre 2013
senza alcuna variazione del grado di capacità lavorativa (un’inabilità del 100%
è stata ancora attestata il 16 settembre 2014; cfr. doc. M), risulta altamente
verosimile che la medesima non fosse nelle condizioni di attendersi una
valutazione di piena abilità al lavoro dal 24 ottobre 2014.
Il TCA ritiene, perciò,
giustificato nel caso in esame tenere conto del premio dell’assicurazione
indennità giornaliera per malattia LCA per un periodo ragionevole successivo al
termine del diritto all’indennità giornaliera, in cui la ricorrente poteva
reagire alla fine di tale diritto avendo ritrovato la piena capacità al lavoro.
Il rappresentante
dell’insorgente ha osservato che nell’ambito delle prestazioni complementari
per le persone che entrano in un istituto per anziani la spesa di locazione è
considerata fino alla scadenza del primo termine utile per la disdetta (cfr.
doc. I p.to 19).
Ai sensi dell’art. 10 LPC la
pigione di un appartamento e le relative spese accessorie sono
riconosciute per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo
in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa).
Le Direttive sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (DPC) valide dall’aprile 20111 al
p.to 3390.02 prevedono, però, che quando il ritorno a casa non è più possibile,
durante il termine di disdetta – ma al massimo per tre mesi dopo il passaggio
al calcolo per le persone che vivono in un istituto – la pigione
dell’abitazione e le relative spese accessorie vanno computate come spesa
supplementare conformemente alle disposizioni del capitolo 3.2.3.
In concreto il
rappresentante dell’insorgente ha informato l’USSI soltanto il 9 dicembre 2014
circa il fatto che non venivano più erogate indennità giornaliere LCA alla sua
assistita (cfr. doc. 158).
L’11 dicembre 2014 egli ha
poi inviato all’amministrazione un messaggio di posta elettronica della __________
redatto nella stessa data in cui l’assicuratore ha confermato che a partire dal
24.
ottobre 2014 aveva chiuso il caso di RI 1 (cfr. doc. 158; 160).
Dalle carte processuali
emerge, altresì, che lo RA 1, il 16 gennaio 2015, ha chiesto a __________,
siccome la sua assistita era caduta in assistenza sociale e che quest’ultima
dal novembre 2014, con la fine del diritto alle indennità giornaliere LCA, non
aveva più riconosciuto il relativo premio nel calcolo della prestazione
assistenziale, la possibilità, a titolo eccezionale, di una risoluzione
extragiudiziaria ed extracontrattuale limitatamente al segmento indennità
giornaliera per malattia LCA (cfr. doc. F).
__________, il 20 gennaio
2015, ha comunicato che, nonostante la disdetta non fosse avvenuta nel rispetto
dei termini, avrebbe provveduto, in via del tutto eccezionale, ad annullare
l’assicurazione in questione per il 31 gennaio 2015 (cfr. doc. G).
Ne discende che
l’insorgente - sottopostasi il 24 ottobre 2014 alla visita medica presso il Dr.
med. __________ che l’ha ritenuta abile al lavoro al 100% da quella data (cfr.
doc. M) -, se avesse avvertito tempestivamente l’amministrazione della fine del
diritto alle indennità giornaliere LCA (come peraltro contemplato in caso di
riduzione o aumento del reddito nelle decisioni emesse dall’USSI a favore della
medesima; cfr. doc. 163; 176) e quindi quest’ultima avesse potuto emanare già a
novembre 2014 una decisione in cui non erano considerati i premi per l’assicurazione
IG, avrebbe potuto chiedere a __________ ben prima del 16 gennaio 2015 di
recedere dal contratto di assicurazione indennità giornaliera per malattia
(LCA), a titolo eccezionale vista la situazione, indipendentemente dai termini
di disdetta contrattuali.
Considerati i tempi con i
quali nel gennaio 2015 l’assicuratore ha risposto al rappresentante
dell’insorgente (richiesta della parte ricorrente del 16 gennaio 2015, risposta
di __________ del 20 gennaio 2015 con effetto dal 31 gennaio 2015; cfr. doc. G),
è altamente verosimile che con effetto al più tardi dalla fine di dicembre 2014
si sarebbe potuto ottenere il consenso alla disdetta.
In proposito è in ogni
caso utile evidenziare che le condizioni generali d’assicurazione della __________
relative all’assicurazione individuale d’indennità giornaliera per malattia
(LCA), valide dal gennaio 2014, al p.to 4.5. non contemplano solo la
possibilità di disdire l’assicurazione allo spirare del periodo contrattuale
indicato nella polizza, osservando un preavviso di tre mesi, bensì anche quella
di disdirla dopo ogni malattia per la quale __________ paga una prestazione, al
più tardi 14 giorni dopo il ricevimento della prestazione. La responsabilità di
__________ si estingue 14 giorni dopo che le è stata comunicata la disdetta
(cfr. doc. XIV2).
In simili condizioni
occorre concludere che per i mesi di novembre e dicembre 2014 il premio
dell’assicurazioni indennità giornaliere per malattia LCA di fr. 355.-- deve
essere computato nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria, mentre
tale premio, come stabilito dall’USSI, non va conteggiato per il mese di
gennaio 2015.
Questo Tribunale non
ignora che la ricorrente ha fatto valere di aver subito un infortunio (frattura
del piede sinistro) nella parte finale del 2014 con incapacità lavorativa
temporanea (cfr. doc. XII pag. 4).
Tuttavia l’asserzione
dell’insorgente secondo cui di conseguenza fosse convinta che le indennità
giornaliere per malattia LCA fossero sospese a causa dell’infortunio e che sarebbero
riprese non appena le conseguenze dell’infortunio fossero cessate (cfr. doc.
XII pag. 4) non risulta credibile.
In effetti il Dr. med. __________,
FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia, medico fiduciario di __________
durante la visita medica del 24 ottobre 2014, ha certificato una sua ritrovata
abilità lavorativa del 100% a decorrere da quella data (cfr. doc. M).
La ricorrente, pertanto, doveva
essere al corrente che, per quanto riguardava la malattia, l’incapacità
lavorativa - che dava diritto alle indennità giornaliere per perdita di
guadagno LCA - era terminata. Non vi sono validi motivi per i quali potesse
pensare che le indennità giornaliere, superate le conseguenze del sinistro,
avrebbero potuto continuare a esserle versate.
2.10
Alla luce di tutto quanto
esposto, gli atti vanno rinviati all’USSI perché determini per i mesi di
novembre e dicembre 2014 l’importo della prestazione assistenziale ordinaria
spettante a RI 1, tenendo conto del premio dell’assicurazione indennità
giornaliere per malattia LCA di fr. 355.--.
Per il mese gennaio 2015
la decisione su reclamo impugnata del 18 giugno 2015 deve essere, invece, confermata.
2.11
La ricorrente, risultando
parzialmente vincente in causa ed essendo patrocinata da __________ dello RA 1,
il quale può essere ritenuto persona qualificata per la questione giuridica
considerata, ha diritto all’importo di fr. 800.-- a titolo di ripetibili (cfr. STF 9C_217/2007 del 8 aprile 2008 consid. 6, STFA U 284/99 del 13
gennaio 2000 consid. 6; DTF 126 V 11; RDAT II-1993, N.
67; STCA 39.2010.18-19 del 7 marzo 2011 consid. 2.10.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è parzialmente
accolto e la decisione su reclamo 18 giugno 2015 è annullata nella misura in cui è stato escluso per i mesi di novembre e dicembre 2014 il computo del
premio dell’assicurazione indennità giornaliere per malattia LCA.
§ L'incarto
è rinviato all'amministrazione per determinare nuovamente, sulla base di quanto
stabilito al consid. 2.10., l’importo della prestazione assistenziale ordinaria
spettante alla ricorrente nei mesi di novembre e dicembre 2014.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’USSI verserà a RI 1 fr.
800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti