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Decisione

42.2015.3

Contestato imp.AS,segnat.computo sost.immob.detenuta da CE.A RF dt abitaz.vita natural durante a favore madre che vive in casa anziani.Sost.nulla:succ.legale 1/8 a ric.,dedotta franch.,sost.=0.Redd.so

31 agosto 2015Italiano40 min

Source ti.ch

Fatti

i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il

perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di

disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni

integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni

assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.

2.4. Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente

dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e

alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse

si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa

distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in

relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3 Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali

ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la

soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le

prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della

Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere

ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art. 19 Las, concernente la

soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per

le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno,

tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale."

L’art.

19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni

dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,

come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle

«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal

1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali

invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al

rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di

mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene

nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per

il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di

mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento

corrisponde:

"

A. Forfait globale e

Supplemento d'integrazione

Persona

dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait

globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento

d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

977.--

100.--

1077.--

Considerandi

2.

persone

1495.

--

100.

--

1595.

--

3.

persone

1818.

--

100.

--

1918.

--

4.

persone

2090.

--

100.

--

2190.

--

5.

persone

2364.

--

100.

--

2464.

--

6.

persone

2638.

--

100.

--

2738.

--

7.

persone

2912.

--

100.

--

3012.

--

Per

ogni persona supplementare

+

272.

--

-

+

272.

--

B. Supplemento per unità di

riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti

raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due

persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da

un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o

più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna

di queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).

Tali importi sono stati

mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16

dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli

importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e

Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015

pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).

2.5

L’art.

22.

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è

quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono computate le prestazioni

ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se

vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento

e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera

100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000

fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o

partner registrati o

conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o

maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo

computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza

computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono interamente computati i

redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate

e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non vengono computati rendite e

oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non vengono computati gli

alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non vengono computate le imposte

di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le spese e gli interessi passivi

sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’

art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per l’alloggio

Per il calcolo della spesa per

l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie

effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art.

6.

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è

costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22

della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi

imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della

legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la

vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai

sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale

del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF

100'000

per l’abitazione primaria e, per le

altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una

coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni

figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte

dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le

parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai

sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno

computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La

spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese

vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai

sensi dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita

dalle seguenti spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31

LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese

per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa

salariata;

b) gli interessi maturati su debiti

ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art.

32.

cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi

legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.

1.

lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per

acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza

individuale vincolata di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT

versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o

dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo

pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria

contro le malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;

h) i premi per l’assicurazione della

perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone

non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi

sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza

contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio

dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv.

2)"

L'art.

9.

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è

computata fino ad un massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni

complementari

da una persona: all'AVS/AI per

la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da due persone: all'AVS/AI

per i coniugi

c) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte da sulle

prestazioni complementari

più di due persone: all'AVS/AI

per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art.

5.

cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari

(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni

stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo

annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le

persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.

.

Il

1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni

complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità

(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo

riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole

(cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno

diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli

dell’AVS o dell’AI (cifra 2).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre

disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare

annua sono quelli previsti dalla LPC

Dai

Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari

all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014 emerge

che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr. 13’200.– per

persona sola e fr. 15’000.– per coniugi.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine

il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.6

RI 1 ha

contestato i calcoli relativi alla prestazione assistenziale spettantegli per i

mesi da ottobre a dicembre 2014 effettuati dall’USSI.

Più

precisamente, l’insorgente ritiene che l’amministrazione abbia, a torto,

computato quale sostanza immobiliare la sua quota di proprietà del fondo N. __________

RFD __________, visto che la stessa sarebbe difficilmente liquidabile, in

quanto la comunione ereditaria è composta anche di sua madre, __________, sotto

tutela (con il nuovo diritto di protezione dell’adulto, in vigore dal 1°

gennaio 2013, diventata verosimilmente una curatela generale ai sensi dell’art.

398.

CC) e peraltro beneficiaria di un diritto di abitazione vita natural

durante su detto fondo.

Egli ha,

inoltre, censurato la quota parte di proprietà attribuitagli

dall’amministrazione di 1/4, asserendo che la stessa corrisponda a 1/6, poi

corretto a 1/8 (cfr. doc. I; V).

L’USSI, dal canto suo, ha

indicato che, in virtù del principio di sussidiarietà che vige in ambito di

assistenza sociale, il ricorrente che dispone di una sostanza immobiliare deve

dapprima utilizzare questa, procedendo alla sua liquidazione.

L’amministrazione ha

indicato che non risulta da alcun documento ufficiale che l’insorgente abbia

una parte diversa da 1/4 e che l’importo considerato nei conteggi di fr.

50'321.- è stato dedotto dall’estratto del RFD e dai valori ufficiali di stima

per fondo RFD ed è quindi corretto, come rettamente è stato tenuto conto pure

del debito ipotecario nella misura di 1/4, pari a fr. 35'000.- (cfr. doc. A1;

III).

2.7

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte ricorda innanzitutto che nell’ambito

dell’assistenza sociale, come esposto sopra (cfr. consid. 2.3.), vige il

principio della sussidiarietà di cui agli art. 2 Las e 13 Laps.

Da tale principio risulta

che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto

qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità

tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o,

ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. STFA K 22/04

del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, DTF 137 V

143.

consid. 3.7.1.; Disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel

dicembre 2007, p.to A.4; , C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen

Konferenz für Sozialhilfe", Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011 pag. 171-172;

114-115).

Inoltre le

disposizioni della Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del dicembre

2008.

al punto E.2.2 relativo alla sostanza immobiliare sottolineano che:

" Non

esiste, per principio, il diritto a conservare una sostanza immobiliare.

I beni immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di

comproprietà) in possesso di un beneficiario sono considerati quali risorse

private del medesimo. I proprietari di beni immobiliari non devono essere

soggetti a un trattamento diverso rispetto ai detentori di risparmi o titoli.

Per quanto concerne invece uno stabile occupato dal beneficiario

stesso, si rinuncerà ad esigerne la vendita, qualora le condizioni per

mantenere tale alloggio dovessero essere equivalenti o più favorevoli di quelle

di mercato (v. capitolo B.3).

Nei casi in cui la prestazione di sostegno sociale fosse poco

rilevante, o se l’intervento rappresenta un contributo solo momentaneo, o se il

rica­vato dalla vendita del bene fosse troppo esiguo e così via, l’autorità del

sostegno sociale potrà ugualmente rinunciare a esigere la liquidazione del bene

immobile.

I beni immobiliari situati all’estero sono da considerare, per

principio, come quelli che si trovano in Svizzera.

Se l’autorità competente giudica opportuno che il beneficiario

possa conservare l’immobile, si tratterà d’iscrivere un’ipoteca legale

esigibile al momento dell’alienazione dell’immobile o del decesso del

beneficiario.”

Riguardo

alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in

dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe".

Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e 114-115.

Per quanto concerne

l’inesistenza, per principio, di un diritto a conservare una sostanza

immobiliare cfr. STCA 42.2009.19 dell’ 8 giugno 2010, massimata in Rtid I-2011

N. 12 pag. 50.

2.8

Dalla documentazione agli

atti, e meglio da un estratto del Registro fondiario definitivo di __________

del 9 aprile 2003, si evince che, a quel momento, il fondo N. __________ RFD

Mendrisio sito in __________ a __________, composto di mq 411 di prato, mq 38

di corte, mq 55 di incolto e mq 97 di abitazione, era di proprietà dei fratelli

__________ e __________ e che tale immobile era gravato, dal novembre 1994, da

un diritto di abitazione a favore della madre, __________. Inoltre risultavano

iscritte quattro cartelle ipotecarie del valore complessivo di fr. 141'000.-

(cfr. doc. B3=A3; 9).

Il 24

ottobre 2011 è deceduto __________, fratello del ricorrente. Dal certificato

ereditario a suo nome del 26 novembre 2001 emerge che, non risultando pubblicazioni

di disposizioni a causa di morte, uniche sue eredi sono la moglie __________ e

la figlia __________ (cfr. doc. B1).

Il fratello __________

è morto il 17/18 maggio 2010. Il Certificato ereditario richiesto

dall’insorgente indica, da un lato, che non vi sono disposizioni per causa di

morte, dall’altro, che eredi sono la madre __________ e i fratelli RI 1 e __________

e per quest’ultimo predecesso la figlia __________ (cfr. doc. B2=A2).

Dall’estratto

RFD __________ relativo al fondo N. __________ del 4 marzo 2015 risulta, poi,

che lo stesso è ora di proprietà della comunione ereditaria costituita da __________,

__________, RI 1 e __________ (cfr. doc. B4; 9), che è sempre iscritto un

diritto di abitazione vita natural durante a favore di __________ e che sono

ancora iscritte le quattro cartelle ipotecarie del valore complessivo di

fr. 141'000.- (cfr. doc. B4=A4).

2.9

Ai sensi

dell’art. 22 lett. a cfr. 2 quale reddito computabile va considerata la

sostanza netta computata interamente nella misura in cui supera fr. 100'000.-

per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, fr. 10'000.- per

una persona sola, fr. 20'000.- per una coppia (coniugi o partner registrati o

conviventi con figli in comune) e fr. 2000.-- per ogni figlio minorenne o

maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo

computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza

computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile (cfr. consid. 2.5.).

L’art.

3.

cpv. 2 e 3 Reg.Laps, concernente il reddito computabile di cui all’art. 6

Laps, al quale rinvia l’art. 22 Las, prevede che:

"

In caso di usufrutto o diritto di

abitazione, il reddito della sostanza ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. a)

della legge viene imputato all’usufruttuario o al beneficiario del diritto di

abitazione. (cpv. 2)

La sostanza gravata da usufrutto o diritto di

abitazione ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 lett. f) della legge non viene

computata. (cpv. 3)”

Per quanto attiene al

diritto di abitazione, l’art. 776 CC enuncia che:

" 1 Il diritto di abitazione consiste nella

facoltà di abitare in un edificio o in una parte di esso.

2.

Non si può

cedere, né si trasmette per successione.

3.

Soggiace alle disposizioni circa l'usufrutto, in quanto la legge non disponga

altrimenti.”

Giusta l’art. 746 cpv. 1

CC, relativo all’usufrutto e applicabile al diritto di abitazione in virtù

dell’art. 776 cpv. 3 CC, per la costituzione dell’usufrutto, se si tratta di

fondi, è necessaria l’iscrizione nel registro fondiario.

Il titolo d’acquisto è un

contratto che per i fondi richiede l’atto pubblico (cfr. art. 746 cpv. 2 e 657

CC) o una disposizione a causa di morte. Talvolta il diritto di abitazione può

risultare dalla legge, ma non esistono particolari diritti di abitazione legali

(cfr. P.-H. Steinauer, Les droits réels, Vol. III, Berna 2012, n. 2504).

L’art. 748 cpv. 1 e 2 CC

prevede:

" 1 L'usufrutto si estingue con la perdita

totale della cosa ed inoltre, trattandosi di fondi, con la cancellazione

dell'iscrizione, se questa era necessaria a costituirlo.

2.

Le altre cause di cessazione, come la decorrenza del termine o la rinuncia o la

morte dell'usufruttuario, trattandosi di fondi, non danno al proprietario che

l'azione per la cancellazione dal registro.”

Il diritto di abitazione

è, dunque, un diritto reale limitato, e meglio una servitù personale, che

conferisce a un terzo la facoltà di abitare un edificio o una parte di esso.

Esso non è cedibile né trasmissibile per successione e soggiace alle

disposizioni dell’usufrutto nella misura in cui la legge non dispone

diversamente (cfr. art. 776 CC). Le spese di manutenzione ordinarie sono a

carico dell’avente diritto (beneficiario del diritto di abitazione), tuttavia

nel caso di coabitazione (diritto di abitazione con il proprietario) le spese

di manutenzione incombono al proprietario (cfr. art. 778 CC).

Il

diritto di abitazione cessa con la morte del beneficiario (cfr. art. 749 cpv. 1

CC). Il medesimo può essere, in ogni caso, estinto tramite la cancellazione

dell’iscrizione a Registro fondiario (cfr. art. 748 cpv. 1CC).

Al riguardo cfr. pure

P.-H. Steinauer, op.cit., n. 2496 segg.

Dal

profilo fiscale l’art. 40 cpv. 2 LT prevede che:

"

La sostanza gravata da usufrutto è

computata all’usufruttuario.”

La

Circolare N. 1/2003 “Usufrutto e diritto di abitazione nell’ambito dell’imposta

ordinaria” emessa dal Dipartimento delle contribuzioni, riguardo alla

costituzione di un usufrutto, enuncia che:

"

(…)

Secondo gli art. 19, 20 e 40 LT il reddito e la sostanza gravati

da usufrutto vanno imposti integralmente nella partita fiscale

dell’usufruttuario. Il medesimo trattamento fiscale è valevole per la sostanza

gravata da un diritto d’abitazione, essendo quest’ultimo dal profilo fiscale

assimilabile all’usufrutto.” (www.ti.ch.dfe/dc/basi-legali/circolari/circolari-attuale)

2.10

Nella presente evenienza

dall’estratto del Registro fondiario del marzo 2015 relativo al fondo N. __________

RFD __________ di proprietà della comunione ereditaria __________ di cui il

ricorrente fa parte si evince che è tuttora iscritto un diritto di abitazione

vita natural durante a favore della madre, __________ (cfr. consid. 2.8.)

Nel considerando

precedente è stato indicato, da una parte, che ai sensi dell’art. 3 Reg.Laps in

caso di diritto di abitazione il reddito della sostanza è computato al beneficiario

di tale diritto, e quindi non al nudo proprietario, e che la sostanza non viene

in ogni caso computata, dall’altra, che il diritto di abitazione non è cedibile

e si estingue segnatamente con la cancellazione dell’iscrizione al RF.

Dalle considerazioni

appena esposte, risulterebbe, perciò, che al ricorrente, nudo proprietario in

comunione ereditaria del Fondo N. __________ __________, non possa essere

computato alcunché a titolo di sostanza immobiliare o reddito da sostanza

immobiliare connessa al Fondo N. __________ gravato dal diritto di abitazione.

La

beneficiaria del diritto di abitazione vita natural durante iscritto a RF, __________,

risiede da anni in una casa per anziani in quanto affetta da Alzheimer (cfr.

doc. I) e non esercita quindi più il suo diritto reale limitato.

Occorre dunque esaminare

come devono essere trattati la sostanza e il reddito della sostanza in simili

condizioni.

Il diritto d’abitazione non

si estingue semplicemente a seguito del mancato esercizio, ma se è stabilito

che il beneficiario non è (definitivamente) più in grado di esercitarlo (ad

esempio perché ha dovuto essere trasferito in una casa per anziani), il

proprietario può domandare la relativa radiazione dal Registro fondiario

secondo gli art. 736 o 976 CC.

E’, tuttavia, pure

possibile che il fatto di non esercitare più il diritto di abitazione permetta

di dedurre una rinuncia al medesimo per atti concludenti (cfr. P.-H. Steinauer,

op. cit., n. 2505a).

Per quanto

riguarda la sostanza tale questione non merita di ulteriori approfondimenti.

Come verrà

meglio spiegato in seguito, infatti, anche considerando che la quota parte

della sostanza immobiliare afferente al Fondo N. __________ RFD __________ di

spettanza all’insorgente, nudo proprietario, sia computabile nei suoi calcoli

dell’assistenza sociale, l’importo da considerare a titolo sostanza computabile

come reddito Las ai sensi dell’art. 22 Las risulta nullo (cfr. consid. 2.11.).

2.11

Nel caso di specie si è

confrontati con una comunione ereditaria sorta a seguito del decesso di __________,

fratello del ricorrente (cfr. doc. B2= A2).

Fra i coeredi sussiste una

comunione di tutti i diritti e di tutte le obbligazioni. Essi, fino alla

divisione della comunione, diventano proprietari di tutti i beni della

successione, dispongono dei diritti inerenti alla medesima e sono solidalmente

responsabili per i debiti della successione (cfr. art. 602 cpv. 1 e 2 CC; 603

cpv. 1 CC).

La divisione dell'eredità

può essere domandata in ogni tempo da ciascun coerede, in quanto non sia tenuto

per contratto o per legge a rimanere in comunione (cfr. art. 604 cpv. 1 CC)

Ad istanza di un erede il

giudice può sospendere provvisoriamente la divisione della sostanza o di

singoli oggetti ove l'immediata sua esecuzione possa recare un pregiudizio

considerevole al valore dell'eredità (cfr. art. 604 cpv. 2 CC).

In concreto è vero che,

siccome la madre del ricorrente, __________, è sottoposta a una curatela

generale (cfr. consid. 2.6.) ai fini di una convenzione di divisione ereditaria

sarebbe necessario, oltre all’intervento del curatore, il concorso

dell’autorità di protezione degli adulti giusta l’art. 416 cpv. 1 cfr. 3 CC.

Inoltre che il ricorso al

giudice civile con un’azione di divisione ai sensi dell’art. 604 CC

richiederebbe tempi non brevi.

E’, tuttavia, altrettanto

vero che in concreto la morte del fratello __________ è sopravvenuta nel 2010,

per cui se il ricorrente, peraltro al beneficio delle prestazioni assistenziali

perlomeno dal 2008 (cfr. doc. 988), avesse agito tempestivamente, la divisione

della comunione ereditaria avrebbe verosimilmente già avuto luogo.

Pertanto, anche tenuto

conto del fatto che il fondo si trova in una zona piuttosto centrale di __________

(www.local.ch), il medesimo non risulta difficilmente liquidabile secondo

l’art. 22 lett. a cfr. 2 Las.

In ogni caso ai fini della

risoluzione della presente vertenza, va considerato che, non risultando disposizioni

per causa di morte da parte di __________, come indicato nel certificato

ereditario del 30 agosto 2010 (cfr. doc. B2=A2), interviene la successione

legale, ossia si applicano le disposizioni del CC relative alle quote per gli

eredi legittimi.

L’art. 458 CC prevede che

" 1 Se il defunto non lascia discendenti,

l'eredità si devolve ai parenti della stirpe dei genitori.

2.

Il

padre e la madre succedono in parti eguali.

3.

Il

padre e la madre premorti sono rappresentati dai loro discendenti, i quali

succedono per stirpe in ciascun grado.

4.

Se non vi sono discendenti di una linea, tutta la successione è devoluta agli

eredi dell'altra linea.”

Secondo l’art. 542 CC

" 1 Per raccogliere una

successione, l'erede deve vivere ed essere capace di succedere al momento

dell'apertura della successione stessa.

2.

I

diritti dell'erede morto dopo l'apertura della successione passano agli eredi

di lui.”

Nella presente fattispecie

al momento del decesso di __________ nel maggio 2010 il fondo N. __________ RFD

Mendrisio era di proprietà del medesimo in ragione di ½ e di __________ e __________,

figlia e moglie del fratello __________ - predeceduto nel 2001 e che era

proprietario del fondo con il fratello __________ per metà ciascuno (cfr. doc.

B3; I; V) -, in ragione di ¼ ciascuna (cfr. art. 462 CC; doc. B1).

A seguito della morte di __________,

che non aveva figli, né coniuge, la metà di sua proprietà del fondo in

questione è da dividersi ai sensi dell’art. 458 CC tra la madre in ragione di ¼

(la metà di ½) e, siccome il padre è predeceduto, i fratelli, o meglio tra il

fratello RI 1 in ragione di 1/8 (metà di ¼) e __________ in ragione di 1/8

(metà di ¼ che si aggiunge a ¼ già ereditato da sua padre __________, per un

totale di 3/8), figlia del fratello __________, predeceduto nel 2001, come si

evince del resto dal certificato ereditario del 30 agosto 2010 (cfr. doc. B2;

art. 458 cpv. 3 CC).

Pertanto, corrispondendo la

quota parte del Fondo N. __________ RFD di __________ spettante al ricorrente a

1/8, la somma di fr. 50'321.- considerata dall’USSI quale proprietà fondiaria

in ragione di una quota di ¼ (1/4 del valore complessivo di stima di fr.

201'286.-; cfr. doc. 8; A1; III; 10; 14; 18), deve essere ridotta della metà,

ossia a fr. 25'161.- (= 1/8 di fr. 201'286.-).

Deducendo dall’importo di

fr. 25'161.- il debito ipotecario in ragione di 1/8, ossia fr. 17'500.- (fr.

35'000.- considerato dall’USSI per una quota di ¼ : 2; cfr. doc. A1; III; 10;

14; 18), nonché la franchigia di fr. 10'000.- contemplata dall’art. 22 lett. a

cfr. 2 Las, la sostanza computabile risulta nulla.

Ne discende che a torto

l’amministrazione nei calcoli concernenti le prestazioni assistenziali

spettanti all’insorgente da ottobre a dicembre 2014 ha computato una sostanza

immobiliare di fr. 5'321.-, pari a fr. 443.-- mensili (cfr. doc. 10; 14; 18).

2.12

Differente è, per contro, la

questione legata al reddito da sostanza immobiliare ai sensi dell’art. 20 LT,

applicabile in virtù del rinvio di cui agli art. 22 Las e 6 lett. a Laps (cfr.

consid. 2.5.).

L’art. 776 cpv. 2 CC che

prevede che il diritto di abitazione, contrariamente all’usufrutto (cfr. art.

758.

cpv. 1 CC), non è cedibile - non solo il diritto in quanto tale ma pure il

relativo esercizio - ha un carattere imperativo, per cui sono nulle tutte le

servitù fondate sull’art. 781 CC che hanno un contenuto equivalente al diritto

di abitazione con la particolarità di essere però cedibili e trasmissibili

(cfr. DTF 116 II 281 consid. 4c; DTF 113 II 146).

Il carattere imperativo

impedisce allo stesso modo il beneficiario del diritto di abitazione di dare in

locazione i locali che può abitare. Secondo la giurisprudenza e la dottrina

dominante le parti nemmeno possono validamente concordare nell’atto

costitutivo (contratto sotto forma di atto pubblico o disposizione a causa

di morte; cfr. consid. 2.9.) che il titolare del diritto di abitazione potrà

dare in locazione i locali. Una clausola che autorizza il titolare del diritto

di abitazione a cedere l’uso dei locali non può dunque che avere un effetto

personale nei confronti del proprietario. Ciò significa che un tale accordo non

può essere fatto valere nei confronti di un successivo proprietario che non ha

assunto questo ulteriore obbligo (cfr. DTF 116 II 281 consid. 4c; P.-H.

Steinauer, op. cit., n. 2498).

Il titolare del diritto di

abitazione che non vuole o non può esercitare il suo diritto può lasciare i

locali vuoti senza essere liberato dai suoi obblighi nei confronti del

proprietario (ad esempio dagli oneri della manutenzione ordinaria; cfr. art.

778.

cpv. 1 CC). Il proprietario può naturalmente conferire (con effetti

personali) l’autorizzazione di dare i locali in locazione. Se non dà tale

consenso, non può opporsi al fatto che i locali restino vuoti (ed esigere in

pratica la rinuncia al diritto di abitazione; cfr. consid. 2.10.) a meno che i

suoi diritti siano messi in pericolo (cfr. art. 759 segg. CC). L’ipotesi che i

locali restino vuoti dovrebbe verificarsi raramente soprattutto se gli stessi

sono nella condizione di essere dati in locazione. Resta riservata l’azione in

liberazione della servitù in questione ai sensi dell’art. 736 CC (cfr. P.-H.

Steinauer, op.cit., n. 2506b).

In una sentenza

9C_599/2014 del 14 gennaio 2015 il Tribunale federale ha ricordato che, a

differenza del diritto d’usufrutto, l’esercizio del diritto di abitazione non

può essere ceduto e che per questo motivo le direttive in ambito di prestazioni

complementari (DPC 3433.05) prevedono che il controvalore di un diritto di

abitazione non può in linea di principio essere considerato come reddito quando

il suo beneficiario non può più esercitarlo per motivi di salute. L’Alta Corte

ha precisato che del resto il tenore della direttiva DPC 3433.05 riprende

quanto stabilito nella DTF 99 V 110, e meglio che, siccome il diritto di

abitazione è incedibile sia per quanto riguarda la sostanza che l’esercizio, il

suo controvalore non può essere computato nel calcolo della prestazione

complementare come reddito dell’avente diritto che per ragioni di salute non

può più esercitare il suo diritto di abitazione.

2.13

In simili condizioni, in

concreto gli atti vanno rinviati all’USSI perché accerti, se del caso con la

collaborazione del curatore della madre del ricorrente, se dal fatto che __________

da diversi anni sia residente in una casa per anziani e che quindi non eserciti

più da tempo il diritto di abitazione, si possa o meno dedurre una rinuncia al

medesimo per atti concludenti (cfr. consid. 2.10.).

Se il diritto di

abitazione sussiste ancora, il reddito della sostanza immobiliare (pigioni o

valore locativo) gravata da tale diritto non andrà computata all’insorgente

(cfr. consid. 2.10.; 2.11.).

Nel caso in cui si possa

concludere a una rinuncia al diritto di abitazione, andrà stabilito se il fondo

N. __________ RFD di __________ è abitato e se del caso da chi, in virtù di

quale diritto e a quali condizioni.

Il reddito da sostanza

immobiliare – sottoforma di pigioni o eventualmente di valore locativo (qualora

i locali siano restati vuoti) andrà computato nel calcolo della prestazione

assistenziale relativa ai mesi da ottobre a dicembre 2014 del ricorrente in

misura di 1/8.

In tale evenienza nelle

spese andrà comunque tenuto conto pure di 1/8 degli interessi del debito

ipotecario correnti. Gli ulteriori debiti del fratello __________ (cfr. doc. I)

a carico del ricorrente in qualità di erede che non ha rinunciato all’eredità

(cfr. art. 566 CC; art. 22 lett. b cfr. 4 Las) sono invece già stati saldati

dalla nipote __________ (cfr. doc. 4).

L’USSI effettuerà, poi,

dei nuovi calcoli relativi alle prestazioni assistenziali spettanti

all’insorgente nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2014 tenendo conto,

sulla base delle indicazioni appena esposte, di quanto emergerà dagli

accertamenti che avrà esperito.

Non andrà, in ogni caso,

computato alcunché a titolo di sostanza computabile Las in relazione al Fondo

N. __________ RFD __________ (cfr. consid. 2.11.).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto

ai sensi dei considerandi.

§ La decisione su

reclamo impugnata è annullata.

§§ Gli atti sono

rinviati all’USSI per determinare nuovamente

sulla base di

quanto stabilito al consid. 2.13. l’importo delle

prestazioni

assistenziali spettanti al ricorrente nei mesi di

ottobre,

novembre e dicembre 2014.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti