42.2015.32
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9 marzo 2016Italiano42 min
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Raccomandata
Incarto
n.
42.2015.32
cr
Lugano
9 marzo 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 6 novembre 2015 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 29 settembre 2015 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 29
settembre 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito:
USSI) ha confermato la propria decisione del 24 marzo 2015 (cfr. doc. 315), con
la quale ha riconosciuto ad RI 1 una prestazione assistenziale mensile di fr.
2’045.- (prestazioni ordinarie) dal 1° gennaio 2015 al 30 settembre 2015, calcolata
tenendo conto di un fabbisogno di base mensile LAS di fr. 1'595.- e di una
spesa computabile LAS di fr. 1'824.- (così composta: fr. 1'043.- di alloggio e
fr. 781.- di premi AM), dalla cui somma ha poi dedotto fr. 800.- quale reddito
computabile mensile LAS, una sostanza computabile LAS pari a fr. 0.- e fr.
574.- quali altre prestazioni Laps ricevute (nello specifico: sussidio di cassa
malati) (cfr. doc. A).
Con altre due decisioni
del 15 ottobre 2015, l’USSI ha accolto la richiesta di rinnovo/revisione delle
prestazioni assistenziali presentata in data 8 ottobre 2015 dall’assicurata
(doc. 301-303), riconoscendole una prestazione assistenziale mensile di fr.
2’045.- (prestazioni ordinarie) anche per il periodo dal 1° ottobre 2015 al 30
novembre 2015 (doc. 294) e dal 1° dicembre 2015 al 31 dicembre 2015 (doc. 289).
1.2. Contro
la decisione su reclamo del 29 settembre 2015 è insorta RI 1, patrocinata
dall’avv. RA 1, con tempestivo ricorso al TCA del 6 novembre 2015, mediante il
quale ha chiesto di potere beneficiare di una prestazione assistenziale
maggiore rispetto a quanto riconosciutole (doc. I).
Il rappresentante legale
dell’assicurata ha inoltre postulato la concessione dall’assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale (doc. II).
Sostanzialmente,
il patrocinatore della ricorrente ha contestato il computo dell’intero salario
percepito dal figlio dell’assicurata come reddito ai fini del calcolo della
prestazione assistenziale spettante ad RI 1, rimproverando all’amministrazione
di non avere tenuto conto del fatto che “la fattispecie costituisce un caso di
rigore”.
Parimenti
contestato il fatto che il figlio dell’assicurata sia stato considerato nell’UR
di riferimento, rilevando che “se da un lato è corretto considerarlo nell’UR
della madre, abitando ancora con la stessa benché maggiorenne, va considerata
anche in quest’ambito la situazione di rigore, dal momento che egli risulta
effettivamente in prima formazione presso la __________”.
Alla
luce di queste considerazioni, il patrocinatore della ricorrente ha chiesto che
la prestazione assistenziale di diritto venga ricalcolata “sulla scorta delle
poste non considerate in deduzione alle entrate (segnatamente le sopravvenienze
in misura totale e l’inclusione del figlio nell’UR)” (doc. I).
1.3. L’USSI,
con risposta del 16 novembre 2015, ha postulato la reiezione dell’impugnativa
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc. V).
1.4. La
risposta dell’USSI è stata trasmessa all’insorgente con scritto datato 17
novembre 2015. L’insorgente è rimasto silente (cfr. doc. VI).
1.5. In
data 22 febbraio 2016 è pervenuto al TCA da parte dello studio legale dell’avv.
RA 1 il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria dell’assicurata
(doc. VII + bis).
2.1. Oggetto
della vertenza è la questione a sapere se, correttamente o meno, l’USSI ha
assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale di fr. 2’045.- per il periodo
dal 1° gennaio 2015 al 30 settembre 2015.
In particolare, nel caso in
esame, questa Corte deve verificare se, a ragione o meno, l’USSI ha ritenuto
che nell’unità di riferimento vada considerato anche il figlio dell’assicurata
e se, ai fini del calcolo della prestazione assistenziale di diritto, si sia
tenuto conto dell’intero reddito percepito da quest’ultimo, in prima formazione
presso la ____________.
2.2. A proposito
dell’unità di riferimento, l’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito
dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21 Las) prevede che:
"
1L’unità
di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza
è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se
questi non sono economicamente indipendenti.
2-7…"
L’art. 21 Las stabilisce
che:
" 1In
deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non
economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità
di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali,
dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al
loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.
2In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.”
L'unità economica di
riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia
di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Relativamente
al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:
"
1Una
persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente
divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione
domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2Vi è prima
formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso
formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una
formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2
di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo
professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo
dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo
universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che
completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede
già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico
dopo una formazione di livello secondario 2.
3…”
2.3. Come appena visto, per gli
art. 4 Laps e 2 Reg.Laps, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla
prestazione è composta anche dei figli maggiorenni, se questi non sono
economicamente indipendenti, ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati,
legalmente divorziati, separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati
da un’unione domestica registrata, non hanno figli e sono in prima formazione.
Nel Messaggio n. 4773 del 1°
luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e
il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to 7.1. in relazione alla
definizione dell’unità economica di riferimento il Consiglio di Stato ha
indicato che:
"
(…)
Sono attribuiti alla medesima unità economica di
riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo
da avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza
economica anche se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già
considerati autonomi e indipendenti dai genitori.
Non appartengono invece alla medesima unità economica
di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque
obblighi di mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente
indipendenti. Si intendono i figli maggiorenni che non sono in formazione e che
esercitano un’attività lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non
esercitando un’attività lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due
anni.
(…)”
(cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm)
Dal Rapporto del 4 aprile 2000
emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul citato Messaggio,
p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue:
"
L’unità economica di riferimento è
la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni.
Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di
riferimento.
Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di
riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di
una o più prestazioni.
(…)
Va sottolineato che i figli sono economicamente
indipendenti se:
a) non sono in formazione ed esercitano
un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta
per due anni;
b) hanno più di 35 anni. Il criterio dei
35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla
LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del
sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di
riferimento;
c) sono coniugati e uno dei coniugi ha
un reddito minimo o più di 35 anni;
d) hanno figli.
(…)
Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di
persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più
possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un
titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).
Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona
svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni
dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano
avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in
questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia).
Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:
- non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che
permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);
- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni
(indipendenza di fatto);
- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma
(indipendenza di fatto);
- hanno figli (indipendenza di fatto);
- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due
requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)
Durante la seduta del Gran
Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi
ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e
coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge
sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran
Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).
Nel Messaggio n. 5221 del 13
marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:
"
(…)
Accertare l’unità economica di riferimento presuppone
di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno
l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono
l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.
(…)
Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla
necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla
realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di
poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne “economicamente
indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.
Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito
di definire quel concetto.
Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della
Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di
fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e
genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre
tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro diritto
alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla
situazione finanziaria di genitori e figli assieme.
La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che
va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista
dell’applicazione operativa della legge.
Il Consiglio di Stato intende precisare nel
Regolamento Laps il concetto seguente di dipendenza o indipendenza dai
genitori: una persona maggiorenne non è economicamente indipendente dai
genitori se, cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposata, non ha figli
ed è in prima formazione.
Viceversa, un figlio maggiorenne è indipendente dai
genitori, ai sensi della Laps, se: ha più di trent’anni; oppure è sposato;
oppure ha figli.
Se ha meno di trent’anni, non è sposato e non ha
figli, egli non è comunque dipendente dai genitori se ha già concluso la “prima
formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al
suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.
La soluzione proposta risponde alle esigenze di
aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e
dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni
Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:
-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai
genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento
dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al
richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione”
(concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette
la traduzione in un algoritmo del programma informatico);
-qualora una persona di meno di trent’anni, non
sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima
formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che
è coerente con l'art. 277 CCS;
-se invece quella persona non fosse più in prima
formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di
reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o
benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che
istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino
alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in
relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in
corso.
Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps
per un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e
appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo
l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi
richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano
motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della
famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino
nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera
dell’azione sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia
imposta, ma sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre
riservate le disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste
dalle singole leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio
Laps del 1. luglio 1998).
Negli altri casi, si può indubbiamente concordare che
un’età di 30 anni o più, la responsabilità di figli propri, come pure l’essere
coniugati, generano di per sé una situazione di indipendenza di fatto dai
genitori, prescindendo da ogni altra circostanza.
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)
Infine, dal Rapporto dell’11
giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul
Messaggio 13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:
"
(…)
L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di
“economicamente indipendente”.
La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4
aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del
concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri
il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia
di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”.
Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è
economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure
ha figli.
Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente
indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha
figli ed è in prima formazione.
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)
La
Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte
del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13
e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica
della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali -
Laps).
2.4. Con sentenza 39.2011.6 del 21
maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha
deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30
anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da
un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv.
1 lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento
dei genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.
Il TCA ha,
in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che
per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC,
ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una
formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione
finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o
meno dai genitori il suo mantenimento.
In secondo
luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello
stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia
risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il
proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il
figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato
nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.
277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione
dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in
formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio
sostentamento.
In tale
ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.
Infatti,
qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno
minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione
di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.
Tuttavia
l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra
parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in secondo
luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma soltanto
se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il suo
sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.
Questa Corte
ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato
conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare
il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art.
49 cpv. 1 Cost.
2.5. Nella presente evenienza,
dalle carte processuali emerge che ___________ vive a __________, in via __________,
con il figlio __________, nato il __________ 1992 (cfr. doc. 23; doc. 25;
sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che gestisce
l’anagrafe della popolazione del Cantone).
RI
1 e il marito __________ hanno divorziato nel 1999 (cfr. sentenza __________
del 23 aprile 1999, doc. 31).
__________ ha svolto uno
stage probatorio prima di frequentare una scuola socio-sanitaria della durata
di 9 mesi (dal 1° dicembre 2014 al 31 agosto 2015) presso la __________,
ricevendo un compenso di fr. 800.- mensili (cfr. atto di assunzione per stage
sottoscritto in data 29 novembre 2014, doc. 46).
Dal 1° settembre 2015, __________
ha iniziato la formazione triennale “Bachelor __________” presso il __________
(doc. 312), per la quale, con decisione del 4 marzo 2015, l’Ufficio delle borse
di studio e dei sussidi gli ha accordato un assegno di studio di fr. 1'824.00
(cfr. doc. 47).
In un messaggio di posta
elettronica del 4 marzo 2015, la funzionaria incaricata dell’Ufficio delle
borse di studio e dei sussidi ha comunicato alla funzionaria incaricata
dell’USSI di avere “stanziato un assegno di fr. 1'824.00 e copre solo le spese
di formazione. Come riferito telefonicamente non ho considerato il salario in
quanto glielo computi già tu” (cfr. doc. 48).
RI 1, il 29 dicembre 2014,
ha inoltrato una “Richiesta di rinnovo/revisione delle prestazioni
assistenziali” scadenti il 31 dicembre 2014 (cfr. doc. 330).
L’USSI, con decisione del 24
marzo 2015, le ha assegnato una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 2'045.--
valevole per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015,
tenendo conto, nell’unità di riferimento, della medesima e del figlio __________
(cfr. doc. 315-320).
Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su reclamo 29 settembre 2015, nella quale è stato
specificato che il figlio __________ rientra nell’unità di riferimento della
madre in quanto, benché maggiorenne, abita ancora con la stessa e risulta in
stage formativo (prima formazione) (cfr. doc. A).
2.6. Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce che giusta l’art. 4 cpv. 1
lett. e Laps nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i figli
maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv. 1
Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione (cfr.
consid. 2.2.).
L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps
prevede, inoltre, che vi è prima formazione quando,
senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona
maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario,
secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario
2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un
titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario
di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del
biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se
non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento
linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
In concreto è pacifico che
__________, nato nel 1992, abbia meno di 30 anni; non sia sposato, né
legalmente divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato
vincolato da un’unione domestica registrata e non abbia figli (cfr. doc. 306).
Parimenti incontestato tra
le parti l’adempimento, da parte sua, della condizione relativa allo
svolgimento della prima formazione.
Inoltre,
avendo __________ percepito, durante i mesi da dicembre 2014 ad agosto 2015 nel
corso dei quali ha svolto uno stage presso la __________, un reddito di fr. 800
mensili, egli deve essere ritenuto figlio maggiorenne economicamente dipendente
ai sensi dell’art. 4 lett. e Laps e 2 Reg.Laps e, come tale, deve essere
considerato nell’unità di riferimento della madre RI 1 (cfr., per analogia, la
sentenza STCA 39.2011.6 del 21 maggio 2012, cresciuta incontestata in
giudicato, nella quale è stato espressamente indicato che “nell’ipotesi di un
apprendista in prima formazione di meno di 30 anni, non sposato o divorziato,
separato, vedovo o non vincolato o non stato vincolato da un’unione domestica
registrata senza figli, si è confrontati - ritenuti gli stipendi degli
apprendisti notoriamente non elevati (cfr. doc. VIII; __________) - con un
figlio maggiorenne economicamente dipendente ai sensi dell’art. 4 lett. e Laps
e 2 Reg.Laps che deve essere considerato nell’unità di riferimento dei genitori.
Ciò risulta conforme
all’art. 277 cpv. 2 e 276 cpv. 3 CC”).
__________ deve, dunque,
essere considerato nell’unità di riferimento della madre ai fini della
determinazione della prestazione assistenziale, come correttamente ritenuto
dall’amministrazione.
Del resto, lo stesso
patrocinatore della ricorrente ha riconosciuto che “è corretto considerarlo
nell’unità di riferimento della madre, abitando ancora con la stessa benché
maggiorenne”, pur chiedendo di non tenerne conto vista “la situazione di rigore,
dal momento che egli risulta effettivamente in prima formazione come studente
della __________” (doc. I).
Tale motivo,
tuttavia, come visto, non è tale da permettere di escludere __________ dall’unità
di riferimento della madre RI 1.
2.7. Quanto alla determinazione
della prestazione assistenziale, va rilevato che l’intervento della pubblica assistenza è regolato nel
Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1°
ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.8. L'art.
1 Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti
della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla
legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti
stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le
prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e
professionale dei beneficiari (cpv. 2).
L'art.
2 della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede
al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono
complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni
sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi
cantonali".
Il
cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art.
13 Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:
"
Le prestazioni sociali di
complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2
cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle
prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio
dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento
hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al
massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una
prestazione che segue nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione
vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del
diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1
Laps:
"
Sono prestazioni sociali
ai sensi della legge:
a) la partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale
sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge
cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale allo studio
previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
c) l’assegno di studio previsto dalla
Legge della scuola del 1° febbraio 1990;
d) l’assegno complementare per il
perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della
scuola del 1° febbraio 1990;
e) l’indennità straordinaria ai
disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno
ai disoccupati del 13 ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto
dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
g) l’assegno di prima infanzia
previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;
h) le prestazioni assistenziali
previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche
dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,
si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
Fatti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.9. Secondo
l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti
preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette
(art. 17).
Al
riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare
alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2
Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,
10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente
dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e
alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).
Esse
si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa
distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in
relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del
Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8
maggio 2002, pag. 3).
Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 Las).
Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
"
Le prestazioni assistenziali
ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la
soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le
prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della
Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere
ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las, concernente la
soglia di intervento, poi:
"
La soglia d’intervento per
le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno,
tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale."
L’art.
19 Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai
limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI.
La
Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.
L’ammontare
della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Il
Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) - il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1°
gennaio 2011 - che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali invita
ad applicare - come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al rincaro
sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di mantenimento in
ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene nell’ambito delle
rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per il 2011 è stato
deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento, che
a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
"
A. Forfait globale e
Supplemento d'integrazione
Persona
dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento
d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
977.--
100.--
1077.--
2
persone
1495.--
100.--
1595.--
3
persone
1818.--
100.--
1918.--
4
persone
2090.--
100.--
2190.--
5
persone
2364.--
100.--
2464.--
6
persone
2638.--
100.--
2738.--
7
persone
2912.--
100.--
3012.--
Per
ogni persona supplementare
+
272.--
-
+
272.--
B. Supplemento per unità di
riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti
raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento con più di due
persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da
un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o
più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna
di queste persone."
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle
prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag.
35-36).
Tali importi sono stati
mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16
dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015
pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
2.10. L’art. 22 Las, concernente
il reddito disponibile residuale, enuncia:
"
Il reddito disponibile residuale è
quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:
a) Reddito computabile:
1. vengono computate le prestazioni
ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se
vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento
e dichiarate dal richiedente;
2. la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera
100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000
fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o
partner registrati o
conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o
maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo
computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza
computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;
3. vengono interamente computati i
redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.
4. Non vengono computate le entrate
e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato.
b) Spesa vincolata:
1. non vengono computati rendite e
oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);
2. non vengono computati gli
alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;
3. non vengono computate le imposte
di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;
4. le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei
redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’
art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).
c) Spesa per l’alloggio
Per il calcolo della spesa per
l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie
effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"
Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
L'art.
6 Laps regolamenta così il reddito computabile:
"
Il reddito computabile è
costituito dai seguenti redditi:
a) i redditi ai sensi degli art. 15-22
della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi
imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;
b) ...
c) ...
d) i proventi ricevuti in virtù della
legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;
e) tutte le rendite riconosciute ai
sensi della Legge federale
sull’assicurazione militare federale
del 19 giugno 1992;
f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui
supera CHF 100'000
per l’abitazione primaria e, per le altre forme di
sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi
o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o
maggiorenne non economicamente indipendente facente parte dell’unità di
riferimento.” (cpv. 1).
Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le
parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha
rinunciato. (cpv. 2)
Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai
sensi della presente legge. (cpv. 3)
Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno
computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"
La
spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e
dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).
Ai
sensi dell'art. 8 Laps:
"
La spesa vincolata è costituita
dalle seguenti spese:
a) le spese ai sensi degli art. 25-31
LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese
per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa
salariata;
b) gli interessi maturati su debiti
ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;
c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art.
32 cpv. 1 lett. b) LT;
d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;
e) i versamenti, premi e contributi
legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.
1 lett. d) e f) LT;
f) i versamenti, premi e contributi per
acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza
individuale vincolata di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT
versati da persone che esercitano
un’attività lucrativa indipendente o
dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo
pilastro;
g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria
contro le malattie
vigenti
al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;
h) i premi per l’assicurazione della
perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone
non obbligatoriamente assicurate;
i) ...
j) … . (cpv. 1)
Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi:
a) per le spese e gli interessi passivi
sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza
contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;
b) per i debiti derivanti dall’esercizio
dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv.
2)"
L'art.
9 Laps riguarda la spesa per l'alloggio:
"
La spesa per l’alloggio è
computata fino ad un massimo di:
a) per le unità importo
riconosciuto dalla legislazione
di riferimento composte sulle prestazioni
complementari
da una persona: all'AVS/AI per
la persona sola
b) per le unità di importo
riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte sulle prestazioni complementari
da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi
c) per
le unità di importo riconosciuto dalla legislazione
riferimento
composte da sulle prestazioni complementari
più
di due persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato
del
20%
(cpv. 1)
Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"
L'art.
5 cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari
(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni
stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo
annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le
persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.
Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni
complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo
riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole
(cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI (cifra 2).
Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre
disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare
annua sono quelli previsti dalla LPC.
Dai
Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari
all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014
emerge che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr.
13’200.- per persona sola e fr. 15’000.- per coniugi.
Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a
determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione
di bisogno del richiedente.
Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).
La
sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto al
conteggio nell’ambito Laps.
Dal
calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni
assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona
priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a
disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).
Infine
il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a
Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).
2.11. RI 1 ha
contestato l’ammontare della prestazione assistenziale riconosciutale dall’USSI
per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015,
criticando il fatto che nel calcolo del reddito computabile LAS l’USSI abbia
tenuto conto del reddito percepito dal figlio __________, pari a fr. 800
mensili.
A tale proposito il
patrocinatore della ricorrente ha rilevato che “a parte il fatto che a norma
della LAS ogni reddito dei membri dell’UR debba essere considerato nella
determinazione della prestazione assistenziale, non si è tenuto conto del fatto
che la fattispecie costituisce un caso di rigore” (doc. I).
L’USSI, dal canto suo, ha
puntualizzato che “secondo la Las ogni reddito dei membri dell’unità di riferimento
deve essere considerato nella determinazione della prestazione assistenziale”
(doc. A e doc. V).
Chiamato a pronunciarsi, questo Tribunale evidenzia che,
contrariamente a quanto preteso dal patrocinatore della ricorrente, il “caso di
rigore” al quale è stato fatto riferimento non rientra tra le deroghe previste
all’art. 22 Las per determinare il reddito disponibile residuale, pari alla
differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese
computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (art. 5 Laps).
Pertanto, avendo
effettivamente il figlio della ricorrente, parte dell’unità di riferimento,
percepito il reddito suddetto, è a giusta ragione che nella determinazione
della prestazione assistenziale di diritto per il periodo compreso fra il 1° gennaio 2015 e il 30 settembre 2015 l’amministrazione ne abbia
tenuto conto.
Il
TCA non può, quindi, fare altro che confermare, anche su questo punto, la
correttezza dell’agire dell’USSI.
Alla luce di quanto sopra
esposto - non avendo il legale dell’assicurata sollevato, in sede ricorsuale,
ulteriori eccezioni in merito al conteggio delle singole voci di reddito e delle
spese computabili indicate dall’USSI – va confermato il calcolo della
prestazione assistenziale operato dall’amministrazione.
Il reddito computabile
dell’unità di riferimento ammonta a fr. 9'600.--, pari a fr. 800.-- al mese (doc.
319)
La sostanza computabile
risulta nulla (cfr. doc. 319).
Le spese computabili sono
composte dalla spesa per l’alloggio di fr. 12’516.-- e dal premio della cassa
malati pari a fr. 9’379.-- (cfr. doc. 319).
Esse, globalmente,
corrispondono a fr. 21’895.--, pari a fr. 1'824.-- al mese.
Quanto alle spese di
trasporto per il conseguimento del reddito del figlio della ricorrente,
l’amministrazione ha correttamente indicato che le stesse sono coperte dal
fabbisogno di base (forfait), visto il tragitto estremamente breve da __________
a __________ che rientra nella rete di trasporto locale (doc. A e doc. V).
La spesa di aiuto
domiciliare nella misura non coperta dall’assicurazione malattia richiede, come
correttamente indicato dall’USSI, la compilazione del relativo formulario
ufficiale anche da parte del medico per una valutazione della relativa
copertura quale prestazione speciale (doc. A e doc. V).
Di conseguenza
l’insorgente non presenta alcun reddito disponibile residuale (cfr. art. 18, 22
Las; consid. 2.9.; 2.10.).
Il
disavanzo ammonta, al contrario, a fr. 12’295.-- annui (redditi computabili di
fr. 9’600.-- - spese computabili di fr. 21’895.--) corrispondente a circa fr. 1’024.--
al mese.
La soglia di intervento per
il 2015, conformemente alle Direttive emanate dal Dipartimento
della sanità e della socialità esposte in precedenza (cfr. consid. 2.9.),
è pari a fr. 1’595.-- al mese per un’unità di riferimento composta da due
persone, come è il caso della ricorrente (la medesima e il figlio __________
nato nel 1992).
Come indicato sopra, hanno
diritto alla prestazione assistenziale ordinaria coloro il cui reddito
disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di complemento effettivamente
percepite sulla base della Laps, non raggiunge la soglia di intervento (cfr.
art. 18 Las; consid. 2.9.).
In casu, il sussidio della
cassa malati ammonta a fr. 574.-- mensili (cfr. doc. 319).
La lacuna di reddito Las
mensile è, pertanto, pari a fr. 2’045.-- [(fr. 1’595.-- + fr. 1’024.--) – fr. 574.--].
L’insorgente ha, dunque,
diritto, per il periodo da gennaio 2015 a settembre 2015, ad una prestazione
assistenziale di fr. 2’045.-- al mese, come deciso dall’USSI (cfr. doc. A e
doc. 319).
La
decisione su reclamo del 29 settembre 2015 deve, dunque, essere confermata.
2.12. Deve
ancora essere verificato se la ricorrente può essere posta al beneficio
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (cfr. doc. I).
La
domanda dell’insorgente di assistenza giudiziaria (cfr. doc. II) deve essere
intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura
davanti al TCA in materia di assistenza sociale è di principio gratuita (cfr.
art. 29 cpv. 1 Lptca).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.
L'art.
2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
"
L’assistenza giudiziaria
garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura
o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle
autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre
giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione
dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.
I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il
TCA, nella presente fattispecie, ritiene che non sia soddisfatto il requisito
della probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre
2010; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001;
STFA U 220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF
119 Ia 253 consid. 3b).
Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione,
rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr.
STF 9C_37/2012+9C_106/2012 del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad
art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A
tal proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole
non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente
che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di
essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF
8C_26/2010 del 27 maggio 2010;8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05
del 9 agosto 2005; STFA I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29
agosto 2005; STFA non pubbl. del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF
124 I 304 consid. 2c).
Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
Considerandi
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).
Nel
caso concreto, alla luce della Las e della giurisprudenza pubblicata nel sito www.bger.ch,
rispettivamente www.sentenze.ti.ch, nonché nella Rivista
ticinese di diritto, la presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente
sommario, destinata all'insuccesso già al momento della presentazione
dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In
effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dalla
documentazione agli atti emerge in modo indubbio che la ricorrente per il
periodo compreso fra gennaio 2015 e settembre 2015 non ha diritto ad una
prestazione assistenziale più elevata rispetto a quella riconosciutale
dall’USSI, in quanto le norme per la determinazione della composizione
dell’unità di riferimento e dei redditi computabili apparivano chiare.
Inoltre
gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di
apprezzamento del TCA
Di
primo acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva
probabilità di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA
38.2007.100
del 25 febbraio 2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA
35.2002.32
del 9 luglio 2002).
In
simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre
presupposti cumulativi, la domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. La
domanda di assistenza giudiziaria è respinta.
3. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti