42.2015.4
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
5 novembre 2015Italiano28 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
42.2015.4
rs
Lugano
5 novembre 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 12 marzo 2015 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociali
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo
dell’11 febbraio 2015 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI)
ha confermato la precedente decisione del 15 ottobre 2014 (cfr. doc. 255), con
cui a RI 1 è stata concessa una prestazione assistenziale di fr. 2’764.--
mensili per il mese di ottobre 2014, considerando nella sua unità di
riferimento la medesima e la figlia __________ (3.2.1996), a esclusione del
figlio __________ (11.6.1991; cfr. doc. A).
L’amministrazione, nella
decisione su reclamo, ha in particolare rilevato che:
" (…)
Nel caso concreto il figlio __________,
nato l’11 giugno 1991, è maggiorenne e frequenta un corso di __________ a __________.
Egli dopo aver conseguito l’AFC di commercio il 17 agosto 2011 ha interrotto la
formazione e l’ha ripresa dopo oltre 24 mesi con la maturità professionale
commerciale iniziata in settembre 2013. Non risulta quindi in prima formazione
e in base alle norme citate dunque è da considerare economicamente
indipendente. Non rientra quindi nell’unità di riferimento della madre.
(…)” (Doc. A)
1.2. Contro la decisione su
reclamo dell’11 febbraio 2015 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA,
nel quale ha chiesto l’annullamento di tale provvedimento e il conseguente
rinvio degli atti all’USSI affinché calcoli nuovamente le prestazioni
assistenziali a lei spettanti, considerando nella sua unità di riferimento
anche il figlio.
A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto:
" (…)
5. Nella presente
fattispecie è pacifico che il figlio della ricorrente è maggiorenne, ha meno di
30 anni, non è coniugato, né divorziato, separato o vedovo, non è vincolato da
un’unione registrata e non ha figli.
Per quanto
concerne il suo percorso formativo, si rileva che __________ ha ottenuto,
presso il Centro professionale commerciale di __________ le certificazioni di
Impiegato di commercio nel 2011 e la Maturità professionale commerciale (Corso
per perfezionisti qualificati) nel 2014. Entrambe le formazioni appartengono al
livello secondario 2 ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps.
Attualmente, __________
si trova a __________ per un soggiorno linguistico. Essendo tale corso, un
perfezionamento linguistico ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps, egli
si trova tuttora in prima formazione.
Si contesta che __________,
dopo aver conseguito l’AFC di commercio il 17 agosto 2011, abbia interrotto la
formazione per oltre 24 mesi. Infatti, egli ha continuato il suo percorso
formativo non limitandosi al diploma di commercio, ma approfondendo le sue
conoscenze; in particolare ha presentato richiesta di un sussidio per poter
frequentare un corso linguistico di __________ a __________, dal 9 gennaio al 6
aprile 2012. In data 14 dicembre 2012 __________ ha iniziato il secondo corso
di __________ a __________ che ha terminato il 19 aprile 2013. In seguito, nel
mese di luglio 2013, egli si è iscritto al corso di maturità professionale commerciale,
che ha regolarmente conseguito l’anno seguente. Se ne deduce che,
contrariamente a quanto preteso, __________ non ha interrotto per un periodo superiore
a 24 mesi la sua formazione. Del resto e giustamente, egli ha voluto
perfezionarsi - ciò che tuttora fa - al fine di inserirsi il più presto
possibile nel mpondo del lavoro con un bagaglio di conoscenze professionali e
linguistiche adeguate.
In ogni caso, si
rivela che egli non è mai stato in grado di provvedere con i soli propri mezzi
finanziari al proprio sostentamento e che non ha partecipato in alcun modo alle
spese della madre, che sono quindi rimaste invariate.
__________,
essendo finanziariamente a carico della madre e comportando un aumento delle spese
della stessa è quindi da inserire nell’unità di riferimento della ricorrente
per il calcolo dell’assistenza sociale.
(…)” (Doc. I)
1.3. L’USSI, in risposta, ha
postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).
1.4. Il 2 aprile 2015 l’insorgente
ha trasmesso copia di una dichiarazione del 31 marzio 2015 del direttore, __________,
del Centro professionale commerciale di __________ e di una lettera del figlio __________
al direttore __________ (cfr. doc. V; L1-2).
1.5. L’USSI ha preso posizione al
riguardo con scritto del 22 aprile 2015 (cfr. doc. VII).
1.6. La ricorrente, il 22 luglio
2015, ha inviato copia della conferma della partecipazione del figlio all’esame
“__________” a __________ in data 24 aprile 2015 e della conferma di ammissione
di __________ al corso di laurea Bachelor in __________ alla __________ del 16
giugno 2015 (cfr. doc. IX; M1-2).
1.7. Il 24 agosto 2015
l’amministrazione si è riconfermata nella risposta di causa, precisando, da un
lato, che la ricorrente non ha indicato fatti o motivi che non siano già stati
adeguatamente valutati, dall’altro, che quanto allegato, relativo alla
formazione nel 2015 e 2016, non è idoneo a giustificare una diversa valutazione
rispetto alla decisione impugnata (cfr. doc. XI).
1.8. Il doc. XI è stato trasmesso
per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. XII).
2.1. Oggetto del contendere è la
questione di sapere se, ai fini del calcolo della prestazione assistenziale
richiesta da RI 1 il 2 ottobre 2014, nella sua unità di riferimento vadano
considerate unicamente la medesima e la figlia __________, come deciso
dall’USSI, oppure debba essere compreso anche il figlio __________.
2.2. Ai
sensi dell’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale
(cfr. art. 2 Laps; 21 Las):
" 1L’unità di riferimento è costituita:
a) dal titolare del diritto;
b) dal coniuge o dal partner registrato;
c) dal partner convivente, se la convivenza
è considerata stabile;
d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale;
e) dai figli maggiorenni, se
questi non sono economicamente indipendenti.
2-7…"
L’art. 21 Las prevede che
" 1In
deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del diritto è un figlio maggiorenne non
economicamente indipendente e il reddito disponibile residuale della sua unità
di riferimento supera la soglia di intervento delle prestazioni assistenziali,
dall’unità di riferimento vengono esclusi i genitori che non ottemperano al
loro obbligo di mantenimento ai sensi dell’art. 277 CCS.
2In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS.”
L'unità economica di
riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia
di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).
Relativamente
al concetto di figli maggiorenni non economicamente indipendenti, di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps, l’art. 2 Reg.Laps enuncia:
"
1Una
persona maggiorenne non è economicamente indipendente se, cumulativamente:
a) ha meno di 30 anni;
b) non è sposata, legalmente
divorziata, separata o vedova, non è o non è stata vincolata da un’unione
domestica registrata;
c) non ha figli;
d) è in prima formazione.
2Vi è prima
formazione ai sensi del cpv. 1 lett. d) quando, senza interruzione del percorso
formativo superiore ai 24 mesi, una persona maggiorenne frequenta una
formazione del livello seguente:
a) primario, secondario 1, oppure secondario 2
di tipo propedeutico;
b) secondario 2 di tipo
professionale o terziario non universitario, se non possiede già un titolo
dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario di tipo
universitario professionale e accademico compresa la frequenza del biennio che
completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se non possiede
già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento linguistico
dopo una formazione di livello secondario 2.
3…”
2.3. Come appena visto, per gli
art. 4 Laps e 2 Reg.Laps, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla
prestazione è composta anche dei figli maggiorenni, se questi non sono
economicamente indipendenti, ossia se hanno meno di 30 anni, non sono sposati,
legalmente divorziati, separati o vedovi, non sono o non sono stati vincolati
da un’unione domestica registrata, non hanno figli e sono in prima formazione.
Nel Messaggio n. 4773 del 1°
luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge sull’armonizzazione e
il coordinamento delle prestazioni sociali al p.to 7.1. in relazione alla
definizione dell’unità economica di riferimento il Consiglio di Stato ha
indicato che:
"
(…)
Sono attribuiti alla medesima unità economica di
riferimento pure i figli maggiorenni economicamente dipendenti, in modo
da avvicinarsi il più possibile al reale rapporto di dipendenza
economica anche se, sia legalmente che fiscalmente, i soggetti sono già
considerati autonomi e indipendenti dai genitori.
Non appartengono invece alla medesima unità economica
di riferimento il partner senza figli in comune (che non ha dunque
obblighi di mantenimento) e i figli maggiorenni economicamente
indipendenti. Si intendono i figli maggiorenni che non sono in formazione e che
esercitano un’attività lavorativa oppure i figli maggiorenni che, pur non
esercitando un’attività lavorativa, l’hanno svolta per un periodo di almeno due
anni.
(…)”
(cfr.www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/4773.htm)
Dal Rapporto del 4 aprile 2000
emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul citato Messaggio,
p.ti 6 e 8.1.2, si evince quanto segue:
"
L’unità economica di riferimento è
la cerchia di persone da considerare per il calcolo delle prestazioni.
Ogni individuo fa parte di una sola unità economica di
riferimento.
Ogni membro maggiorenne di un'unità economica di
riferimento (economicamente indipendente o dipendente) può essere titolare di
una o più prestazioni.
(…)
Va sottolineato che i figli sono economicamente
indipendenti se:
a) non sono in formazione ed esercitano
un’attività lucrativa con un reddito minimo da definire, oppure l’hanno svolta
per due anni;
b) hanno più di 35 anni. Il criterio dei
35 anni è stato ripreso dall’art. 53 del Regolamento di applicazione alla
LCAMal (RU 6.4.6.1.1). Viene oggi applicato per esentare il richiedente del
sussidio assicurazione malattia dall’obbligo di indicare il nucleo di
riferimento;
c) sono coniugati e uno dei coniugi ha
un reddito minimo o più di 35 anni;
d) hanno figli.
(…)
Nel regolamento di applicazione la precisazione del concetto di
persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri il più
possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia di un
titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori).
Oltre a criteri d'indipendenza legati al fatto che una persona
svolge un’attività economica, bisognerà tenere in considerazione situazioni
dove vi è un’autonomia di fatto (ad es. persone con figli o persone che abbiano
avuto un’attività lavorativa durante un periodo di due anni ritenendo che in
questo caso non sussista più un legame di dipendenza economica dalla famiglia).
Sono così da considerare economicamente indipendenti coloro che:
- non sono in formazione e esercitano un’attività lucrativa che
permette loro di conseguire un reddito minimo (indipendenza economica);
- hanno esercitato un’attività lucrativa per almeno due anni
(indipendenza di fatto);
- hanno compiuto 35 anni e conducono un'esistenza autonoma
(indipendenza di fatto);
- hanno figli (indipendenza di fatto);
- sono coniugati, se il loro coniuge adempie ad uno dei due
requisiti indicati sopra (indipendenza economica e di fatto).
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/4773-4773a-r.htm)
Durante la seduta del Gran
Consiglio del 5 giugno 2000, dopo la discussione di entrata in materia, messi
ai voti senza discussione, i singoli articoli della Legge di armonizzazione e
coordinamento delle prestazioni sociali e il complesso del disegno di legge
sono stati accolti con un’astensione (cfr. Raccolta dei verbali del Gran
Consiglio, anno parlamentare 2000-2001, volume 1, pag. 453).
Nel Messaggio n. 5221 del 13
marzo 2002 relativo alla modifica della legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali il Consiglio di Stato, ai punti 2 e 3, ha precisato che:
"
(…)
Accertare l’unità economica di riferimento presuppone
di stabilire chi ne fa parte, a partire dalla definizione legale che ne danno
l’art. 4 Laps e il Regolamento per quanto riguarda i criteri che definiscono
l’indipendenza o la dipendenza economica dei figli dai genitori.
(…)
Un’altra modifica dell’art. 4 scaturisce dalla
necessità di poter stabilire delle unità di riferimento che rispondano alla
realtà di fatto (sociologica, economica) dei modi di vita attuali e, quindi, di
poter definire in modo appropriato il concetto di figlio maggiorenne
“economicamente indipendente” o “non indipendente”, ai sensi della Laps.
Il legislatore ha demandato al Regolamento il compito
di definire quel concetto.
Secondo le opportune indicazioni del Rapporto della
Commissione della gestione, deve trattarsi di un concetto di indipendenza “di
fatto” dai genitori, quando non è ragionevole ritenere che figli maggiorenni e
genitori facciano parte della medesima unità di riferimento. Infatti, occorre
tenere presente che quando i figli maggiorenni vi facessero parte, il loro
diritto alle prestazioni Laps, e quello dei loro genitori, dipenderebbe dalla
situazione finanziaria di genitori e figli assieme.
La dipendenza o meno dai genitori è una condizione che
va anche definita con chiarezza, semplicità e pertinenza dal punto di vista
dell’applicazione operativa della legge.
Il Consiglio di Stato intende precisare nel
Regolamento Laps il concetto seguente di dipendenza o indipendenza dai
genitori: una persona maggiorenne non è economicamente indipendente dai
genitori se, cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposata, non ha figli
ed è in prima formazione.
Viceversa, un figlio maggiorenne è indipendente dai
genitori, ai sensi della Laps, se: ha più di trent’anni; oppure è sposato;
oppure ha figli.
Se ha meno di trent’anni, non è sposato e non ha
figli, egli non è comunque dipendente dai genitori se ha già concluso la “prima
formazione”, poiché in questa situazione i genitori non sono più obbligati al
suo mantenimento secondo l’art. 277 del Codice Civile Svizzero.
La soluzione proposta risponde alle esigenze di
aderenza alla realtà sociale, come pure alle esigenze pratiche dei cittadini e
dell’amministrazione che devono allestire e valutare le domande di prestazioni
Laps con un dispendio di tempo e di risorse ragionevole:
-la situazione d’indipendenza o dipendenza dai
genitori definita nel Regolamento è immediatamente rilevabile al momento
dell'allestimento di una domanda di prestazioni Laps: è sufficiente chiedere al
richiedente semplici dati anagrafici e se si trova in “prima formazione”
(concetto definito nel Regolamento e precisato in una direttiva che ne permette
la traduzione in un algoritmo del programma informatico);
-qualora una persona di meno di trent’anni, non
sposata, senza figli, frequentasse ancora una formazione considerata “prima
formazione”, della sua unità di riferimento farebbero parte i genitori, ciò che
è coerente con l'art. 277 CCS;
-se invece quella persona non fosse più in prima
formazione, sarebbe considerata indipendente dai genitori, anche se priva di
reddito sufficiente (sia che lavori, sia che si trovi in disoccupazione, o
benefici di rendite, o altro), ciò che è pure conforme all’art. 277 CCS che
istituisce l’obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti dei figli fino
alla maggiore età, mentre oltre la maggiore età l’obbligo sussiste solo in
relazione alla normale conclusione di una prima formazione che fosse ancora in
corso.
Si potrebbe obiettare al diritto di prestazioni Laps per
un figlio di meno di trent’anni che ha concluso la prima formazione e
appartiene ad una famiglia benestante (tenuta all’obbligo di assistenza secondo
l’art. 328 CCS). In pratica, si può però ipotizzare che, per i pochi
richiedenti di prestazioni Laps che hanno genitori benestanti, sussistano
motivi delicati in virtù dei quali non possono contare sull'appoggio della
famiglia e che una legge sociale non può forzare. Del resto, persino
nell’applicazione delle leggi sull’assistenza, la Conferenza svizzera dell’azione
sociale auspica che l'eventuale applicazione dell'art. 328 non sia imposta, ma
sia oggetto di negoziazione fra le parti. Restano comunque sempre riservate le
disposizioni sul regresso nei confronti dei genitori previste dalle singole
leggi speciali (si veda a questo proposito anche il messaggio Laps del 1.
luglio 1998).
Negli altri casi, si può indubbiamente concordare che
un’età di 30 anni o più, la responsabilità di figli propri, come pure l’essere
coniugati, generano di per sé una situazione di indipendenza di fatto dai
genitori, prescindendo da ogni altra circostanza.
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/word/5221m.doc)
Infine, dal Rapporto dell’11
giugno 2002 emesso dalla Commissione della gestione e delle finanze sul Messaggio
13 marzo 2002, p.to 6.1, emerge che:
"
(…)
L’art. 4 cpv. 2 introduce il concetto di
“economicamente indipendente”.
La Commissione della gestione nel suo rapporto del 4
aprile 2000 affermava: “Nel regolamento di applicazione la precisazione del
concetto di persona economicamente indipendente dovrà essere fatta con criteri
il più possibile oggettivi che permettano di qualificare il grado di autonomia
di un titolare di una prestazione rispetto alla sua famiglia (genitori)”.
Il regolamento codificherà che un figlio maggiorenne è
economicamente indipendente se ha più di trent’anni, oppure è sposato, oppure
ha figli.
Viceversa un figlio maggiorenne non è economicamente
indipendente se cumulativamente: ha meno di 30 anni, non è sposato, non ha
figli ed è in prima formazione.
(…)”
(www.ti.ch/CAN/SegGC/comunicazioni/GC/odg-mes/rapporti/word/5221r.doc)
La
Laps è entrata in vigore, dopo l’approvazione della relativa modifica da parte
del Gran Consiglio il 26 giugno 2002, il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 2003 pag. 13
e 28; Verbale del Gran Consiglio del 26 giugno 2002 relativo alla Modifica
della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali -
Laps).
2.4. Con sentenza 39.2011.6 del 21
maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha deciso
che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30 anni non
sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da un’unione
domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv. 1 lett. a,
b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento dei
genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.
Il TCA ha,
in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che
per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui
all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC,
ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una
formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione
finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o
meno dai genitori il suo mantenimento.
In secondo
luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello
stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia
risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il
proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il
figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato
nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.
277 cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione
dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in
formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio
sostentamento.
In tale
ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.
Infatti,
qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno minimo,
si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima formazione di
aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo mantenimento.
Tuttavia
l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra
parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in
secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma
soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il
suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.
Questa Corte
ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato
conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare
il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art.
49 cpv. 1 Cost.
2.5. Nella presente evenienza
dalle carte processuali emerge che RI 1 vive a __________ in via __________ con
Fatti
i due figli __________, nato l’11 giugno 1991, e __________, nata il 3 febbraio
1996 (cfr. doc. 54; sistema informatico relativo alla banca dati MOVPOP che
gestisce l’anagrafe della popolazione del Cantone).
RI 1 è separata dal marito
perlomeno dal mese di ottobre 2014 (cfr. doc. 71). Il 14 novembre 2014 la
medesima e il marito, davanti al Pretore aggiunto di __________ e con l’accordo
di quest’ultimo, hanno concordato a titolo provvisorio nelle more istruttorie
quanto segue:
" 1. I
coniugi sono autorizzati a vivere separati.
2. L’abitazione coniugale è attribuita in
uso alla moglie.
3. __________ si assume
il debito arretrato relativo agli affitti ancora scoperti sino al 31 agosto
2014.
4. Ritenuto un
reddito del marito di fr. 2'500.-- mensili dalla disoccupazione per un periodo
limitato a sei mesi, sino alla fine di gennaio 2015, e considerato un fabbisogno
minimo di almeno fr. 2'500.-- (fr. 1'200.-- di minimo vitale, fr. 900.-- a
titolo di affitto e spese accessorie, fr. 300.-- cassa malati e fr. 100.- per
trasporti, RC, ecc.), le parti convengono che al momento non vi è spazio per un
contributo alimentare nei confronti della moglie.” (Doc. 67)
La figlia __________, nel
settembre 2014, ha iniziato il quarto anno presso il Centro scolastico __________
di __________ come grafico AFC (cfr. doc. 187). Il 7 ottobre 2014 l’Ufficio
delle borse di studio e dei sussidi le ha concesso per l’anno scolastico
2014-15 un assegno di studio di fr. 3'347.-- (cfr. doc. 182).
Il figlio __________, dopo
le scuole dell’obbligo e aver svolto due anni di liceo, ha intrapreso un
apprendistato di commercio, effettuato presso la __________ di __________ (cfr.
doc. VII; L2).
Nell’agosto 2011 egli ha
conseguito l’Attestato federale di capacità quale impiegato di commercio
profilo E (formazione estesa; cfr. doc. C; L2; I).
Dal 9 gennaio al 6 aprile
2012 __________ ha frequentato un corso di __________ a __________ di 25 ore
alla settimana livello B1 (cfr. doc. H), per il quale ha ricevuto un sussidio
di fr. 2'600.-- da parte dell’Ufficio delle borse di studio e dei sussidi (cfr.
doc. G).
Egli ha poi svolto un
ulteriore corso a __________ dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013 di 30 ore
alla settimana, partecipando al progetto “__________” (cfr. doc. I).
Nel luglio 2013 __________
si è iscritto al corso per professionisti qualificati (Maturità Post AFC) che
ha poi iniziato nel settembre 2013. A fine giugno 2014 egli ha ottenuto la
Maturità professionale commerciale (cfr. doc. I; L1; C).
Dal 26 luglio 2014 al 27
marzo 2015 __________ ha nuovamente frequentato a __________ un corso intensivo
di tedesco generale di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D). Egli non ha,
tuttavia, superato l’esame __________ (cfr. doc. M1).
Il 16 giugno 2015 il
responsabile della formazione, Prof. __________, e il delegato al corso di
laurea, Prof. __________, del Dipartimento __________ della __________ hanno
comunicato al figlio dell’insorgente che la sua domanda di iscrizione al corso
di laurea Bachelor in __________, approfondimento in __________, è stata
accolta, informandolo che i documenti necessari per completare l’iscrizione
avrebbero dovuto essere ritornati debitamente compilati entro il 31 luglio 2015
e che l’anno universitario sarebbe iniziato il 16 settembre 2015 (cfr. doc.
M2).
RI 1, il 2 ottobre 2014,
ha postulato la concessione di prestazioni assistenziali (cfr. doc. 71).
L’USSI, con decisione del
15 ottobre 2014, le ha assegnato una prestazione assistenziale ordinaria di fr.
2'760.-- per il mese di ottobre 2014, tenendo conto nell’unità di riferimento
unicamente della medesima e della figlia __________ (cfr. doc. 255).
Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su reclamo dell’11 febbraio 2015, nella quale è stato
specificato che il figlio __________, maggiorenne, non è stato considerato
nell’unità di riferimento della madre, in quanto, avendo ripreso la formazione
dopo un’interruzione di oltre 24 mesi, non è più stato ritenuto persona
economicamente dipendente ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett. e Laps e 2
Reg.Laps, (cfr. doc. A; III).
2.6. Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ribadisce che giusta l’art. 4 cpv. 1
lett. e Laps nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i figli
maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv. 1
Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione (cfr.
consid. 2.2.).
L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps
prevede, inoltre, che vi è prima formazione quando,
senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona
maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:
a) primario,
secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;
b) secondario
2 di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un
titolo dello stesso livello o di livello superiore;
c) terziario
di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del
biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se
non possiede già un titolo di livello terziario;
d) perfezionamento
linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.
In concreto è pacifico che
__________, nato nel 1991, abbia meno di 30 anni, non sia sposato, né legalmente
divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato vincolato da
un’unione domestica registrata e non abbia figli.
Litigiosa, per contro, è
la condizione relativa allo svolgimento della prima formazione.
L’USSI ritiene che __________
Considerandi
non risulti in prima formazione ai sensi degli art. 4 cpv. 1 lett.e Laps e 2
Reg.Laps, poiché dopo aver conseguito l’Attestato federale di capacità quale
impiegato di commercio nell’agosto 2011 ha interrotto la formazione,
riprendendola dopo oltre 24 mesi con il corso per la maturità professionale
commerciale iniziato nel settembre 2013. A mente dell’amministrazione i corsi
di tedesco svolti nel 2012 e nel 2013 non rappresentano una continuazione della
sua prima formazione secondo i disposti della Laps e del Reg.Laps (cfr. doc. A;
III).
La ricorrente, dal canto
suo, è del parere che il figlio non abbia interrotto la formazione per oltre 24
mesi dal momento che, dopo il diploma di commercio e prima di iniziare nel
settembre 2013 il corso di maturità professionale conseguita nel 2014, ha
approfondito le sue conoscenze linguistiche, svolgendo due corsi di __________
a __________, dal 9 gennaio al 6 aprile 2012, rispettivamente dal 14 dicembre
2012.
al 19 aprile 2013.
L’insorgente ha
sottolineato che del resto __________ non è mai stato in grado di provvedere al
proprio sostentamento con i soli propri mezzi finanziari, ma è economicamente a
suo carico comportando un aumento delle sue spese (cfr. doc. I).
2.7
Come visto sopra, una persona
maggiorenne può essere considerata non economicamente indipendente se, in
particolare, è in prima formazione (cfr. art. 2 cpv. 1 lett. d Reg.Laps),
ovvero se, senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi,
frequenta una formazione di livello secondario 2 di tipo professionale oppure
un perfezionamento linguistico dopo una formazione di livello secondario 2
(cfr. art. 2 cpv. 2 lett. b e d Reg.Laps).
Per formazione di livello
secondario 2 si intende la formazione professionale di base che
interviene al termine del ciclo della scolarità obbligatoria successivo alle
scuole elementari, ovvero alle scuole medie (livello secondario 1; cfr. www.sbfi.admin.ch/diploma), come ad
esempio il tirocinio quale impiegato di commercio (cfr. www.sta.ti.ch).
Secondo quanto indicato
dalla Conferenza svizzera dei rami di formazione e degli esami commerciali la
formazione di base di impiegato di commercio dura tre anni e si conclude con il
conseguimento di un attestato federale di capacità (AFC). Tale attestato può
essere conseguito seguendo la formazione base (profilo B) o la formazione
estesa (profilo E) e consente l’accesso a una formazione professionale
superiore. Il profilo E consente il conseguimento della maturità professionale
(livello secondario 2), che rende possibile l’accesso a uno studio presso una
scuola universitaria professionale (cfr. www.skkab.ch).
In effetti anche __________,
membro del Consiglio di Direzione del Centro professionale commerciale di __________,
il 25 febbraio 2015 ha attestato che sia la formazione di commercio estesa che
la maturità professionale commerciale appartengono al livello secondario 2
(cfr. doc. C).
Ne discende, da una parte,
che __________ nell’agosto 2011, conseguendo l’attestato federale di capacità
quale impiegato di commercio profilo E, ha concluso una formazione secondaria
livello 2 e nel settembre 2013 ha iniziato il corso di maturità professionale
commerciale ottenuta a fine giugno 2014, anch’essa facente parte della
formazione secondaria 2 (art. 2 cpv. 2 lett. b Reg.Laps).
Dall’altra, che nel
periodo tra agosto 2011, dopo il conseguimento dell’AFC profilo E (formazione
di livello secondario 2), e settembre 2013, avendo svolto due corsi di __________
a __________ della durata di 12 settimane o più (dal 9 gennaio al 6 aprile 2012
il primo - cfr. doc. H -, rispettivamente dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile
2013.
il secondo - cfr. doc. I) di 25 ore alla settimana il primo - livello B1
(cfr. doc. H) - e di 30 ore il secondo (cfr. doc. I), il figlio della
ricorrente ha effettuato un perfezionamento linguistico dopo una
formazione di livello 2 come previsto dall’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps.
A quest’ultimo riguardo va
evidenziato che l’Ufficio borse di studio e dei sussidi ha concesso a __________
un sussidio di fr. 2’600.-- per il soggiorno linguistico dal 9 gennaio al 6
aprile 2012 (cfr. doc. G).
E’ peraltro utile rilevare
che dalle Direttive Laps emesse dal Servizio centrale di prestazioni sociali
dell’IAS relative al concetto di unità di riferimento e in particolare di prima
formazione, in primo luogo, emerge che la formazione di livello secondario 2 ai
sensi dell’art. 2 Reg.Laps presuppone il superamento del livello secondario 1
(scuola media), salvo per il tirocinio in azienda. Inoltre la formazione di
livello secondario 2 è stata suddivisa in tre tipi: il tipo 1 comprende
formazioni che non conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una
professione (ad esempio liceo), il tipo 2 comprende le formazioni che
conferiscono un diploma abilitante all’esercizio di una professione (ad esempio
tirocinio in azienda, tirocinio presso una scuola d’arti e mestieri; scuola
cantonale di commercio) e il tipo 3 comprende le formazioni che succedono al
livello secondario 2, tipo 1 o 2 (ad esempio la maturità professionale).
In secondo luogo, dalle
Direttive menzionate si evince che il perfezionamento linguistico presuppone il
superamento del livello secondario 2 e che lo standard minimo richiesto per
considerare “in formazione” chi lo segue prevede che a) il corso deve
comprendere un minimo di 25 lezioni (unità di didattiche o ore) e b) il corso
deve avere una durata minima di 12 settimane.
In simili condizioni
occorre concludere che il figlio dell’insorgente, tra agosto 2011 (quando ha
conseguito l’AFC) e settembre 2013 (allorché ha iniziato il corso di maturità
professionale commerciale), non ha interrotto la sua formazione per più di 24 mesi,
avendo svolto due periodi di perfezionamento linguistico in Germania (dal 9
gennaio al 6 aprile 2012 e dal 14 dicembre 2012 al 19 aprile 2013) dopo una
formazione di livello secondario 2 ex art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps, e meglio
dopo il conseguimento dell’attestato federale di capacità quale impiegato di
commercio profilo esteso E.
Dopo l’ottenimento a fine
giugno 2014 della maturità professionale commerciale (formazione livello
secondario 2), il cui corso era iniziato a settembre 2013, __________ ha poi
effettuato un ulteriore corso intensivo di __________ a __________ dal 26
luglio 2014 al 27 marzo 2015 di 25 lezioni alla settimana (cfr. doc. D).
Anche tale periodo di
studio, vista la struttura del corso della durata di circa 8 mesi con 25 lezioni
alla settimana, va considerato quale perfezionamento linguistico ai sensi
dell’art. 2 cpv. 2 lett. d Reg.Laps.
Pertanto __________,
nell’ottobre 2014, quando la madre ha richiesto l’assegnazione di una
prestazione assistenziale era ancora in prima formazione secondo l’art. 2 Reg.
Laps e conseguentemente, date in concreto le ulteriori condizioni previste
dall’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps (cfr. consid. 2.2.; 2.6.), egli era non era
economicamente indipendente giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps.
__________ deve, dunque,
essere considerato nell’unità di riferimento della madre ai fini della
determinazione della prestazione assistenziale richiesta dalla ricorrente nel
mese di ottobre 2014.
2.8
Alla luce di tutto quanto
esposto, ricordato che la decisione su reclamo impugnata delimita temporalmente
il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali che valuta, quindi,
la legalità della decisione amministrativa deferitagli sulla base della
situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata emanata (cfr. STF
8C_820/2013 del 31 gennaio 2014 consid. 3.1.; STF 9C_5/2012 del 31 gennaio
2012; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1; STFA I 525/04
del 15 aprile 2005 consid. 2), si giustifica l’annullamento della decisione su
reclamo dell’11 febbraio 2015 e il rinvio degli atti all’USSI perché proceda a
un nuovo calcolo volto a determinare la prestazione assistenziale spettante
all’insorgente, tenendo conto nella sua unità di riferimento anche del figlio __________
da ottobre 2014 al termine del corso intensivo di __________ a __________ (nel
marzo 2015).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è accolto.
§ La decisione su
reclamo dell’11 febbraio 2015 è annullata.
§§ L’unità
di riferimento di RI 1 è costituita dal mese di ottobre 2014 anche dal figlio __________.
§§§ Gli
atti sono rinviati all’USSI per un nuovo calcolo del diritto alla prestazione
assistenziale da ottobre 2012 a marzo 2015.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti