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42.2015.5

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

9 dicembre 2015Italiano36 min

Source ti.ch

Fatti

i suoi redditi la differenza tra l’affitto da lei pagato (fr. 17'880.--) e il

massimo previsto dalla legge (fr. 15'000.--).

Ciò è in effetti avvenuto

con decisione formale dell’8 giugno 2015, non contestata dall’assicurata (cfr. doc.

XI/1).

Al riguardo è utile

precisare che proprio questo chiedeva l’assicurata nel suo ricorso (cfr.

consid. 1.2).

Invitata dal TCA a

comunicare se intendeva ritirare il ricorso oppure no, RI 1 ha poi comunicato

che non riteneva corretto dovere, per principio, lasciare il suo appartamento.

Per questo motivo il TCA

entra nel merito del ricorso.

2.2 L’intervento della pubblica

assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale

dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il

1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche

della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.3. L'art. 1 Las stabilisce che

lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,

all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione

federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per

cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le prestazioni sociali

hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei

beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2 della Legge fissa

il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che

"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o

suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle

misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

Il cpv. 2 precisa che

"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo

finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni

sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

2.4. Secondo l’art. 11 Las i

provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12

Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

Al riguardo va rilevato

che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali

(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.

Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che

autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e

33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La natura, l’ampiezza e la

durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli

scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.

17 cpv. 1 Las).

Esse si suddividono in due

categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato

relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Inoltre le prestazioni

assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

Relativamente alle

prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

" Le

prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito

disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui

vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite

sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente.

(cpv. 2)."

Ex art. 19

Las, concernente la soglia di intervento, poi:

" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga

all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate

dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

L’art. 19 Las definisce la

soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella

stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi

previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni

dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,

come altri Cantoni.

L’ammontare della soglia

Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.

Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel Rapporto del 5

novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il Dipartimento della

sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è,

infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo

regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle

«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal

1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali

invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al

rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di

mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene

nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per

il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di

mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento

corrisponde:

" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

Persona

dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait

globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento

d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1

persona

977.--

100.--

1077.--

Considerandi

2.

persone

1495.

--

100.

--

1595.

--

3.

persone

1818.

--

100.

--

1918.

--

4.

persone

2090.

--

100.

--

2190.

--

5.

persone

2364.

--

100.

--

2464.

--

6.

persone

2638.

--

100.

--

2738.

--

7.

persone

2912.

--

100.

--

3012.

--

Per ogni persona

supplementare

+

272.

--

-

+

272.

--

B. Supplemento

per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle

precedenti raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento

con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra

sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive

persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.--

fr./mese per ognuna di queste persone."

(cfr. Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).

Tali importi

sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr.

Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012

del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli

importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e

Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015

pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).

2.5

L’art.

22.

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

" Il reddito

disponibile residuale è quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono

computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul

diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte

dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata interamente

nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le

altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia

(coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio

minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie

a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la

sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono

interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di

riferimento.

4.

Non

vengono computate le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare,

alle quali il richiedente ha rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non

vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non

vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non

vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le spese e

gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’

importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20

della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per

l’alloggio

Per il calcolo

della spesa per l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese

accessorie effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il reddito disponibile

residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui all’art. 22 Las appena

menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli art. 5-9 Laps. Esso è

conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la

somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento

(art. 5 Laps).

L'art. 6 Laps regolamenta

così il reddito computabile:

" Il reddito

computabile è costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai

sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad

esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38

cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi

ricevuti in virtù della legislazione federale sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le

rendite riconosciute ai sensi della Legge federale

sull’assicurazione

militare federale del 19 giugno 1992;

"

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF 100'000

per

l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una

persona sola, CHF 20'000 per una coppia (coniugi o partner registrati o

conviventi) e CHF 2'000.- per ogni figlio minorenne o maggiorenne non

economicamente indipendente facente parte dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le parti di

sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

(cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai sensi della

presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno computati i

redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La spesa computabile

è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa

per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai sensi dell'art. 8 Laps:

" La spesa

vincolata è costituita dalle seguenti spese:

a) le spese ai

sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura

vengono computate le spese per il conseguimento del reddito delle persone con

attività lucrativa salariata;

b) gli interessi

maturati su debiti ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art. 32 cpv. 1

lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti,

premi e contributi legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di

cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f) i versamenti,

premi e contributi per acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute

della previdenza individuale vincolata di cui

all’art. 32

cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

un’attività

lucrativa indipendente o dipendente, se queste ultime non sono affiliate

obbligatoriamente al secondo pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le

malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento

dell’importo del premio medio di riferimento;

h) i premi per

l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di

infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi maturati sui debiti

di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai seguenti importi:

a) per le spese

e gli interessi passivi sui debiti privati fino all’importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000

fr.;

b) per i debiti

derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, l’importo effettivo degli

interessi. (cpv. 2)"

L'art.

9.

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

" La spesa

per l’alloggio è computata fino ad un massimo di:

a) per le unità importo riconosciuto

dalla legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni complementari

da una persona: all'AVS/AI per la persona

sola

b) per le unità di importo riconosciuto

dalla legislazione

riferimento

composte sulle prestazioni complementari

da due

persone: all'AVS/AI per i coniugi

c) per le unità di

importo riconosciuto dalla legislazione

riferimento

composte da sulle prestazioni complementari

più di due

persone: all'AVS/AI per i coniugi maggiorato

del 20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di riferimento convive

con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene dedotta la

quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art. 5 cpv. 1 lett. b

cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari (vLPC), in vigore

fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni stabiliscono l'importo delle

spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°

gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--

per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni

complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente

la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 20

dicembre 2005).

Secondo l'art. 2 della

legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica l'importo

massimo.

Il 1° gennaio 2008 è

entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). L’art.

10.

cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo riconosciuto delle

spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole (cifra 1) e di fr.

15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o

con figli che danno diritto a una rendita per figli dell’AVS o dell’AI (cifra

2).

La

spesa per l’alloggio, nel caso di unità di riferimento composte da due persone,

è computata fino ad un massimo pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i

coniugi, ossia a fr. 15’000.-- (cfr. art. 10 cpv. 1 lett. b LPC; Decreto

esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS

e all’AI del 3 dicembre 2013).

Le deroghe ad alcune delle

diverse componenti del reddito computabile e della spesa vincolata di cui agli

art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e autorizzate dall’art. 2 cpv. 2

Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a determinare un reddito

disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione di bisogno del

richiedente.

Alcune entrate non

considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai redditi

contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi della Las

(per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in adempimento

di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La sostanza nel regime Las

viene considerata per un importo più elevato rispetto al conteggio nell’ambito

Laps.

2.6

Come visto (cfr. consid. 2.2)

nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di

cui agli art. 2 Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.3.).

Le

disposizioni “concetti e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” della

Conferenza svizzera dell’azione sociale – COSAS, adottate nel 2005 e poi

aggiornate regolarmente negli anni successivi, al punto A.4 ("Principi del

sostegno sociale"), dopo aver ribadito che la sussidiarietà costituisce

uno dei principi fondamentali sui quali si basa il sostegno sociale,

sottolineano che:

" (...)

- Sussidiarietà

Il sostegno sociale interviene quando la

persona bisognosa non è in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti

d’aiuto disponibili sono state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire

quando non possono essere ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera

adeguata. Il sostegno sociale viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è

sussidiario:

·

allo sforzo personale: la persona che si trova nel bisogno

deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che è in suo potere per uscire dalla

situazione critica. Occorre quindi utilizzare in primo luogo il proventi del

lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate disponibili

·

agli obblighi da parte di terzi: prima di elargire una

prestazione, le autorità devono vagliare attentamente tutte le possibilità

d’intervento degli altri enti pubblici o privati. Ci si riferisce a prestazioni

d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento inerenti il diritto di

famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di studio, ecc.

·

alle prestazioni volontarie da parte di terzi: le

prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate alle prestazioni pubbliche,

anche nel caso in cui non avessero base giuridica e rivestissero un carattere

benevolo. Esse son prese in considerazione nella determinazione dell’intervento

pubblico.

(…)”

Riguardo

alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in

dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für

Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e

114-115.

Dal principio di

sussidiarietà risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta

soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie

necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei

terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004

consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30).

In una sentenza 8C_56/2012

dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non esiste un

diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare l’aiuto

sociale è sussidiario rispetto alle prestazioni legali di terzi come pure in

rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

In una

sentenza 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 il Tribunale federale ha confermato il

diniego del diritto a una prestazione assistenziale nel caso di una persona che

aveva potuto coprire i costi in più, non coperti dalle assicurazioni sociali e

private, tramite finanziamenti da terzi.

L’assistenza sociale può

dunque essere riconosciuta solo se una persona non può far fronte alle proprie

necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei

terzi o ancora prestazioni volontarie da parte di terzi. L'applicazione del

principio di sussidiarietà non esclude che nel concetto di prestazioni

volontarie da parte di terzi, oltre alla liberalità concessa senza prestazione

corrispondente (ossia la donazione giusta gli art. 239 e segg. CO), rientri

anche il prestito di somme da restituire in seguito (ossia il mutuo ai sensi

degli art. 312 e segg. CO; cfr. STCA 42.2011.6 del 10 novembre 2011).

Al contrario l'Alta Corte,

nella sentenza 2P.127/2000 del 13 ottobre 2000, pronunciandosi in merito a un

caso in cui a un beneficiario dell’assistenza sociale le relative prestazioni

erano state ridotte, in quanto era stato scoperto, in particolare, che

occasionalmente la sorella gli corrispondeva delle somme di denaro quali

prestiti (Darlehen), ha stabilito che in virtù del principio di

sussidiarietà non vi era nulla da obiettare circa il fatto che l’amministrazione,

dopo essere venuta a conoscenza di tali mezzi finanziari a disposizione

dell’insorgente, avesse ricalcolato il contributo dell’assistenza sociale

spettantegli tenendo conto di questi importi.

Pertanto

l’assistenza sociale, conformemente al principio di sussidiarietà, qualora un

richiedente per un determinato lasso di tempo percepisca aiuti finanziari da

terzi anche solo su base volontaria e indipendentemente dal fatto che gli

stessi siano soggetti a restituzione, interviene unicamente per l’eventuale

scoperto, e meglio provvede a versare una prestazione che permetta di far

fronte a quelle spese computabili ai sensi della Las e della Laps che non sono

coperte dall’entrata da parte di terzi (cfr. STCA 42.2012.4 del 19 luglio 2012;

STCA 42.2011.30 dell’11 luglio 2012).

2.7

Le Direttive

della COSAS, al punto B.3 “Spese d’alloggio”, prevedono che:

" L'affitto

o gli oneri ipotecari per persone proprietarie del proprio alloggio sono da computare con riguardo

ai valori medi del mercato immobiliare locale. Anche le spese accessorie

esposte nel contratto e, se il beneficiario è proprietario, le manutenzioni

all'immobile assolutamente indispensabili sono da ritenere nel calcolo della

prestazione.

Se le spese del riscaldamento e dell'acqua calda (riscaldamento

elettrico o a legna, boiler elettrico, ecc.) non sono state incluse nelle spese

accessorie, esse devono venir computate per il loro ammontare effettivo.

Un affitto già vigente giudicato eccessivamente elevato

dev'essere finanziato fintanto che non venga trovata una soluzione abitativa

più idonea ed economica. Gli uffici di assistenza sociale hanno il dovere di

aiutare attivamente il beneficiario a trovare un alloggio più modesto. Le

condizioni contrattuali di disdetta devono comunque essere rispettate.

Prima di esigere un trasloco in un appartamento con affitto più

conve-niente, si dovrebbe esaminare attentamente ogni specifica situazione,

tenendo presente il numero dei componenti del nucleo familiare, il loro

radicamento nel quartiere, l’età dei beneficiario, nonché lo stato di salute e

il grado d'integrazione sociale delle persone considerate.

Nel caso in cui si riesca a reperire un appartamento adeguato, è

consigliato che gli uffici del sostegno sociale negozino affinché si possa

evitare ii pagamento del deposito di

garanzia. Qualora non si potesse evitare tale versamento, bisognerà calcolare

il deposito di garanzia quale prestazione nell'ambito delle spese di alloggio.

Gli uffici preposti al sostegno sociale dovranno assicurare il recupero della

somma anticipata.

Quando un assistito lascia il comune, l'organo di sostegno sociale

competente dovrà verificare se nel nuovo comune l'affitto futuro sarà

accettato.

Per quanto riguarda le spese indotte da un trasloco, saranno

applicate le indicazioni del capitolo C.1.7.

Nel caso di persone conviventi non tutte beneficiarie del

sostegno sociale (v. capitolo FS.I), si divide la quota mensile della pigione

per il numero di persone che compongono l'economia domestica, conformemente al

capitolo F.5.I. Si aggiunge poi l'importo ottenuto al budget.

Riguardo alla situazione di vita e d'alloggio dei giovani adulti

rimandiamo al capitolo H.II.

Le persone che beneficiano a lungo termine del sostegno sociale

non possono far valere una pretesa di conservare il bene immobile occupato di

loro proprietà. Tuttavia, se le spese degli interessi ipotecari sono

accettabili, si raccomanda di esaminare sistematicamente se le spese

supplementari che potrebbero gravare sulla collettività, al fine della

permanenza del beneficiario nella sua abitazione, non possano essere coperte

dalla costituzione di una garanzia ipotecaria (v. capitolo E.2.2).

Se un beneficiario dovesse rifiutarsi di traslocare in un

alloggio a buon mercato, gli potrebbe essere riconosciuto solo l’importo

dell’abitazione più economica che gli viene proposta. Questa misura può

condurre il beneficiario a non essere più in grado di assolvere ai doveri del

suo contratto, fino ad incorrere allo sfratto. In questo caso, però, il

sostegno sociale sarà tenuto ad offrirgli un alloggio d'emergenza.

Di fronte alla diversità regionale dei livelli degli affitti,

per le spese di alloggio si raccomanda di fissare limiti massimi comunali o

regionali, tenendo conto della dimensione se e economie domestiche.”

(n.d.r. sottolineature del redattore)

2.8

In una sentenza 8C_805/2014

del 27 febbraio 2015 il Tribunale federale ha confermato una decisione con la

quale un richiedente di prestazioni assistenziali è stato invitato a cambiare

l’alloggio entro il termine di quatto mesi, rilevando in particolare che ciò

era esigibile considerato la sua situazione personale:

" 4.4. Mit Blick auf die im Einzelfall zu prüfende Zumutbarkeit des

Wohnungswechsels sind die vorinstanzlichen Erwägungen zu den persönlichen

Verhältnissen des Beschwerdeführers (Alter, künftige Renteneinkommen, soziale

Integration), wonach diese einem Umzug in eine günstigere Wohnung nicht

entgegenstünden, ebenso wenig zu beanstanden. Hinsichtlich der eingewendeten

gesundheitlichen Beschwerden mit vollständiger Arbeitsunfähigkeit liegen keine

konkreten Anhaltspunkte vor, dass die gesundheitliche Verfassung des

Beschwerdeführers ein Verbleiben in der bisherigen Wohnung notwendig machen

würde.

4.5

Zusammenfassend ergibt sich, dass die

Ausführungen in der Beschwerde nicht geeignet sind, die

Sachverhaltsfeststellung der Vorinstanz als klar unrichtig oder unvollständig

und deren Anwendung des kantonalen Rechts als verfassungsmässigen Rechten

zuwiderlaufend, insbesondere willkürlich, erscheinen zu lassen. Es ist nochmals

festzuhalten, dass die Gemeinde Hilfe zur Selbsthilfe zu leisten und den

Beschwerdeführer entsprechend bei der Wohnungssuche zu unterstützen hat (§ 6

SPG), was sie ihm auch zusicherte. Aus dem vorinstanzlichen Entscheid und den

Akten geht indessen nicht hervor, ob der Beschwerdeführer diese Hilfe bisher in

Anspruch genommen hat. Das kantonale Gericht durfte nach dem Gesagten

willkürfrei schliessen, dass Wohnungskosten nur bis zur Höhe von Fr. 900.-

durch das Gemeinwesen zu übernehmen sind, dass der Beschwerdeführer - unter

Androhung einer Leistungskürzung bei Missachtung entsprechender Anordnungen -

zur Suche einer preisgünstigeren (zumutbaren) Wohnung aufgefordert werden

darf.”

In

un’altra sentenza 8D_1/2015 del 31 agosto 2015 il Tribunale federale ha

confermato la riduzione di fr. 180.-- mensili (fr. 830.-- – fr. 650.--)

conteggiati a titolo di pigione, sottolineando che l’interessato non aveva

dimostrato di avere cercato, senza esito positivo, un’abitazione più economica:

" 5.4.

5.4.1

Die Beschwerdeführerin

macht eine unrichtige Feststellung des Sachverhalts durch die Vorinstanz

geltend, weil diese davon ausgegangen sei, sie habe ihre Behauptung, keine

günstigere Wohnung gefunden zu haben, nicht belegt. In der Rekursschrift an das

Departement für Finanzen und Soziales vom 25. Juni 2014 habe sie darauf

hingewiesen, dass bis zu jenem Zeitpunkt nur gerade eine Wohnung mit einem

monatlichen Mietzins von Fr. 808.- angeboten worden sei. In der

vorinstanzlichen Beschwerdeschrift habe sie zudem dargelegt, dass gemäss den

einschlägigen Internetportalen die billigste Zweizimmerwohnung bei Fr. 800.-

gelegen habe.

5.4.2

Auch wenn

eine Mitwirkungspflicht der Sozialhilfeorgane besteht, die

Sozialhilfebezügerinnen und -bezüger bei der Suche nach günstigem Wohnraum zu

unterstützen (SKOS-Richtlinien, Ziff. B.3), ist die Wohnungssuche primär Sache

der mit wirtschaftlicher Hilfe Unterstützten. Die Beschwerdeführerin hat zwar -

teils unter Hinweis auf Internetportale - darauf hingewiesen, dass es schwierig

bis unmöglich sei, eine Wohnung innerhalb der von der Fürsorgebehörde

vorgegebenen Limite zu finden. Sie hat jedoch keine konkreten, erfolglosen

Suchanstrengungen nachgewiesen. So hätte sie sich beispielsweise an bekannte

Liegenschaftsverwaltungen wenden und entsprechende Belege vorlegen können. Es

wird auch nicht geltend gemacht, sie habe die Gemeinde um Unterstützung bei der

Wohnungssuche gebeten. Es erscheint daher nicht bundesrechtswidrig, dass die

Vorinstanz die Berücksichtigung des durch die Mietzinsrichtlinien festgelegten

Mietzinses anstelle des effektiven Mietzinses bestätigte. Die

Beschwerde ist somit abzuweisen.”

In una precedente sentenza

2P_143/2005 del 3 giugno 2005 il Tribunale federale aveva precisato che devono

essere assunti dall’assistenza sociale solo i costi per un alloggio che

permette pienamente di fare fronte ai bisogni fondamentali e non di quelli che

soddisfano i desideri del richiedente, rilevando:

" 2.2

2.2.1

Umstritten ist vorliegend, in welchem

Umfang einer unterstützungsbedürftigen Person Sozialhilfe für Wohnungskosten zu

gewähren ist. Zu Recht rügt die Beschwerdeführerin nicht, dass die vorgenommene

diesbezügliche Beschränkung bzw. die Aufforderung, nach einer günstigeren

Wohnung Ausschau zu halten, gegen Art. 12 BV verstösst. Art. 12 BV gibt

demjenigen, der in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen,

Anspruch auf Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein

menschenwürdiges Dasein unerlässlich sind; dieses Grundrecht auf Hilfe in

Notlagen beschränkt sich auf ein Minimum im Sinne einer Überlebenshilfe (BGE 130 I 71 E. 4.1 s. 75 mit

Hinweisen). Es versteht sich von selbst, dass die sich in einer Notlage

befindende und Sozialhilfe beanspruchende Person unmittelbar gestützt auf das

so verstandene Grundrecht keinen Anspruch auf Übernahme der Mietkosten einer

beliebigen Wohnung durch das Gemeinwesen hat. Vielmehr darf dieses, immerhin

unter Berücksichtigung ausserordentlicher persönlicher Verhältnisse des

Einzelfalles, seinen Beitrag an die Wohnungskosten auf das beschränken, was für

eine elementaren Unterkunftsbedürfnissen genügende Wohnung aufgewendet werden

muss. Für die Festlegung dieses Betrags ist grundsätzlich kantonales Recht

massgeblich (Urteil 2P.207/2004 vom 7. September 2004, E. 3.1).”

2.9

Nella presente fattispecie il

TCA constata che l’USSI non si è minimamente confrontato con le ragioni addotte

da RI 1 per rimanere nell’appartamento da lei occupato (cfr. consid. 1.2, 1.3 e

1.

) e neppure con le affermazioni della ricorrente sull’impossibilità di

trovare un appartamento più a buon mercato nel suo comune di domicilio (cfr.

doc. 1.7) conformemente a quanto stabilito dalle Direttive della COSAS (cfr.

consid. 2.7) e dalla giurisprudenza federale (cfr. doc. 2.8).

In simili condizioni,

vista l’istruttoria carente, la decisione su reclamo deve essere annullata e

gli atti rinviati all’USSI per nuovi accertamenti.

L’amministrazione dovrà

innanzitutto stabilire se, tenuto conto della situazione personale della ricorrente,

è esigibile oppure no un cambiamento dell’appartamento (tenuto peraltro conto

di quanto stabilito dal Tribunale federale nella sentenza 2P_143/2005

riprodotta al consid. 2.8) spiegandone i motivi.

Se così fosse l’USSI dovrà

precisare se un nuovo appartamento deve essere reperito nel Comune di domicilio

oppure anche nei dintorni.

Nelle due ipotesi

l’amministrazione verificherà se esistono realmente delle possibilità di

alloggio a minor costo.

Se fosse esigibile un

cambiamento di appartamento e se esistesse una possibilità di alloggio a prezzi

inferiori, la decisione andrebbe confermata, senza la necessità di fornire a RI

1.

un aiuto a trovare una nuova abitazione (cfr. consid. 2.7 e 2.8) vista la

volontà più volte espressa dalla ricorrente di restare nell’appartamento in cui

abita.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto ai

sensi dei considerandi e la decisione su reclamo del 9 marzo 2015 è annullata.

§ Gli

atti sono rinviati all’USSI per nuovi accertamenti, conformemente al consid.

2.9.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti