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Decisione

42.2015.6

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

28 settembre 2015Italiano67 min

Source ti.ch

Fatti

I seguenti costi

- un fabbisogno di base mensile secondo la Legge

sull’assistenza sociale (LAS) di CHF 1'595.--

- una spesa computabile ai sensi della LAS pari a CHF 2'682.--,

-di cui CHF 1'250.-- di spesa d’alloggio e

-CHF 790.-- di premio assicurazione malattia

-CHF 641.-- di altre spese: contributi AVS e spese

professionali

le seguenti entrate

- reddito computabile mensile ai sensi della LAS pari a CHF

4'394.--

- sussidio per la cassa malati di CHF 534.--

I costi indicati rappresentano ciò che la legge riconosce come

spesa necessaria per vivere in assistenza (vitto, alloggio, ass.malattia, spese

domestiche, vestiario, AVS ecc.): in concreto si tratta di CHF 4'277.--.

Tale spesa è coperta dal reddito mensile del richiedente di CHF

4'394.-- e dal sussidio dei premi di cassa malati.

In base alla legge sono infatti da considerare come reddito anche

gli alimenti del figlio (CHF 900.-- al mese, CHF 10'800.-- all’anno), che

erroneamente il reclamante non ha considerato. Il calcolo della decisione

impugnata è quindi corretto.

La decisione applica correttamente i criteri stabiliti dalla legge

e viene quindi confermata.” (Doc. A1)

1.2. RI 1, patrocinata dall’avv. RA

1, ha tempestivamente impugnato la decisione su reclamo del 2 marzo 2015 davanti

al TCA, chiedendo il relativo annullamento e l’erogazione di una prestazione

assistenziale da ricalcolare (cfr. doc. I).

A sostegno delle proprie

pretese ricorsuali l’insorgente ha segnatamente addotto:

" (…)

6. Almeno parzialmente, le motivazioni

della decisione impugnata non possono essere condivise.

Il calcolo dell’UR si presenterebbe in

effetti come segue, ritenute le posizioni che andrebbero rettificate.

- Dapprima va rilevato che il figlio __________,

studente universitario di economia a __________, non riceve aiuto allo studio

(nella forma dell’assegno) nella misura massima sussidiabile.

Ne consegue che una parte degli oneri

mensili restano a carico della madre ricorrente; in particolare, sono arretrate

3 pigioni dell’appartamento di quest’ultimo (fr. 750.- mensili) oltre a

svariate bollette (luce, ecc.).

- Va inoltre riconsiderata la posizione per

la CM, in quanto erroneamente la partita deal signora RI 1 è stata considerata

alla stregua di un’assicurata che beneficia di prestazioni assistenziali.

Rimangono ancora scoperte fatture pregresse

da onorare (fr. 4'000.- in totale), tra le quali una fattura relativa

all’agopuntura (fr. 310.-) e la partecipazione del 10% (fr. 651.25) relativa a

un delicato intervento chirurgico subito nel mese di gennaio all’ospedale __________

di __________, rispettivamente la tassa militare (fr. 400.-) dell’anno 2013, i

contributi AVS (fr. 480.-) del figlio, l’abbonamento Arcobaleno, imposte

diverse, premi assicurativi, spese accessorie locazione, premi cassa malati e

fatture __________.

Vanno inoltre aggiunte bollette diverse

ancora da pagare per circa fr. 2'000.- (partecipazione __________, __________,

bollette telefoniche, farmacia e pigione), mentre le ricevute attestano i

pagamenti per i mesi di gennaio, febbraio 2015 per un importo di circa fr.

2'640.- (pigione, telefono, __________, __________, __________ ed __________).

- Concludendo, la precaria situazione

riportata, considerando uno stipendio di fr. 2'930.- mensili, non può di sicuro

condurre all’assenza di un disavanzo da coprire.” (Doc. I)

La ricorrente ha, inoltre,

postulato l’ammissione al gratuito patrocinio (cfr. doc. II).

1.3. L’USSI, in risposta, ha

chiesto la reiezione dell’impugnativa, osservando in particolare quanto segue:

" (…)

5.

Relativamente ai costi indicati dalla

ricorrente si osserva che la prestazione di assistenza è calcolata a copertura

del fabbisogno corrente e non copre i debiti. La decisione ha considerato il

fabbisogno della madre e del figlio. Il calcolo deve considerare i costi (e

quindi l’importo coperto) per una persona in assistenza, in tal senso considera

i valori massimi coperti dalla legge, mentre i costi reali, nella misura in cui

sono superiori non sono determinanti per il calcolo del fabbisogno per

l’assistenza. Correttamente viene quindi considerato il valore della cassa

malati (premio medio di riferimento, cfr. RL 6.4.6.1.8.), garantito per la

persona in assistenza.

Il reddito dell’unità di riferimento

comprende anche gli alimenti non considerati dalla reclamante e quindi è di CHF

4'394.--.

(…)” (Doc. V)

1.4. Il 13 maggio 2015 la

ricorrente, per il tramite del proprio legale, ha trasmesso alcune ricevute di

pagamenti relativi al mese di aprile 2014 (fatture mediche e farmaceutiche di

complessivi fr. 360.70) e copia della decisione emanata dall’IAS il 20 novembre

2014 con cui è stata accolta la sua istanza di riduzione del premio LAMal per

il 2015.

L’insorgente ha, inoltre,

rilevato che degli alimenti di fr. 900.--versati dal padre per il figlio __________

non può essere risparmiato alcunché, dal momento che vengono impiegati per

pagare una parte della pigione dell’appartamento di __________, pari a fr.

1'400.-- mensili (cfr. doc. XI; Q-R).

1.5. L’amministrazione, il 26

maggio 2015, ha indicato che la ricorrente non ha fatto valere fatti o motivi

idonei a giustificare una diversa valutazione rispetto alla decisione su

reclamo impugnata che è stata confermata (cfr. doc. XIII).

1.6. Il 27 maggio 2015 l’avv. RA 1

ha inviato il certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria con la

relativa documentazione (cfr. doc. XIV).

1.7. L’avv. RA 1, per conto della

ricorrente, il 30 giugno 2015 ha asserito che la situazione finanziaria della

sua patrocinata è ulteriormente peggiorata, inviando al riguardo uno scritto

della medesima datato 15 giugno 2015, come pure fatture relative, al premio

dell’assicurazione per l’economia domestica privata per il periodo 1° luglio

2015 – 30 giugno 2016 di fr. 287.10, al conteggio delle spese accessorie 2014

di fr. 571.95, a costi medici, a imposte cantonali e comunali non pagate per il

2012 e 2013, alla richiesta d’acconto dell’imposta cantonale 2015 di fr. 345.-,

dell’imposta comunale per il 2015 di fr. 330, ai contributi AVS del figlio per

il 2014 di fr. 480.- e alla tassa militare per il 2013 di fr. 406.15 (cfr. doc.

XVI + S-T), queste ultime voci (richiesta acconti imposte 2015, contributi AVS

e tassa militare) peraltro già inviate con il ricorso

1.8. L’8 luglio 2015 l’USSI ha

preso posizione, rilevando:

" (…)

L’assistenza non garantisce il tenore di vita normale ma solo l’indispensabile.

Di conseguenza non copre le spese abituali ma quelle assolutamente necessarie.

In particolare non sono di principio considerati i debiti, salvo a riduzione

della sostanza che però nel caso della signora RI 1 è già pari a CHF 0.--.

Anche le imposte non rientrano nel fabbisogno essenziale e per le stesse occorre

chiedere il condono.

Si conferma la risposta al ricorso.” (Doc.

XVIII)

1.9. Il doc. XVIII è stato

trasmesso per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. XIX).

Considerandi

2.1

Oggetto

della vertenza è la questione di sapere se correttamente o meno l’USSI ha negato

a RI 1 una prestazione assistenziale richiesta nel mese di settembre 2014.

L’intervento

della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge

sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il 1°

ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della

Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.2

L'art.

1.

Las stabilisce che lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei

diritti della persona, all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite

dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di

quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le

prestazioni sociali hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e

professionale dei beneficiari (cpv. 2).

L'art.

2.

della Legge fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede

al cpv. 1 che "le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono

complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni

sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre leggi

cantonali".

Il

cpv. 2 precisa che "in particolare le prestazioni assistenziali

propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite

le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

L’art.

13.

Laps, afferente all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:

"

Le prestazioni sociali di

complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2

cpv. 1, ritenuto che:

a) prima dell’erogazione delle

prestazioni sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni al premio

dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità di riferimento

hanno diritto;

b) ogni prestazione va erogata sino al

massimo dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una

prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo di ogni prestazione

vengono computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del

diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

Inoltre giusta l’art. 2 cpv. 1

Laps:

"

Sono prestazioni sociali ai

sensi della legge:

a) la partecipazione al premio

dell’assicurazione contro le malattie previsto dalla Legge federale

sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa legge

cantonale di applicazione;

b) l’aiuto sociale allo studio

previsto dalla Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

c) l’assegno di studio previsto dalla

Legge della scuola del 1° febbraio 1990;

d) l’assegno complementare per il

perfezionamento e la riqualificazione professionale previsto dalla Legge della

scuola del 1° febbraio 1990;

e) l’indennità straordinaria ai

disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno

ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo previsto

dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

g) l’assegno di prima infanzia

previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia dell’11 giugno 1996;

h) le prestazioni assistenziali

previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."

Anche

dal Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova

legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8,

si evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi

dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti

i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il

perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di

disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni integrativi

per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni assistenziali

costituiscono l’ultimo intervento sociale.

2.3

Secondo

l’art. 11 Las i provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti

preventivi (art. 12 Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette

(art. 17).

Al

riguardo va rilevato che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle

prestazioni sociali (Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2

Laps, che autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9,

10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La

natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali propriamente

dette sono commisurate agli scopi di questa legge, alle condizioni personali e

alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 Las).

Esse

si suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa

distinzione si basa su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in

relazione al tipo di bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del

Consiglio di Stato relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8

maggio 2002, pag. 3).

Inoltre

le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.

3.

Las).

Relativamente

alle prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

"

Le prestazioni assistenziali

ordinarie coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la

soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le

prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della

Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere

ricorrente. (cpv. 2)."

Ex art. 19 Las, concernente la

soglia di intervento, poi:

"

La soglia d’intervento per

le prestazioni assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno,

tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle

istituzioni dell’azione sociale."

L’art.

19.

Las definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in

deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai

limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari

all’AVS/AI.

La Las rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni

dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni,

come altri Cantoni.

L’ammontare

della soglia Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della

COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel

Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può

configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione

federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero

si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei

singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Il

Dipartimento della sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e

1.

Reg.Las esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della

Las e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e

dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della

Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un

lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle

«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.

"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal

1° gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali

invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al

rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di

mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene

nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per

il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di

mantenimento, che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento

corrisponde:

"

A. Forfait globale e

Supplemento d'integrazione

Persona

dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

Forfait

globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)

(fr./mese)

Supplemento

d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)

(fr./mese)

Totale

(fr./mese)

1.

persona

977.

--

100.

--

1077.

--

2.

persone

1495.

--

100.

--

1595.

--

3.

persone

1818.

--

100.

--

1918.

--

4.

persone

2090.

--

100.

--

2190.

--

5.

persone

2364.

--

100.

--

2464.

--

6.

persone

2638.

--

100.

--

2738.

--

7.

persone

2912.

--

100.

--

3012.

--

Per

ogni persona supplementare

+

272.

--

-

+

272.

--

B. Supplemento per unità di

riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti

raccomandazioni della COSAS).

Per unità di riferimento con più di due persone

di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un

supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più

anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.-- fr./mese per ognuna di

queste persone."

(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle

prestazioni assistenziali per il 2011 in BU 1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).

Tali importi sono stati

mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr. Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012 del 16

dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli

importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e

Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015

pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).

2.4

L’art.

22.

Las, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

"

Il reddito disponibile residuale è

quello definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti:

a) Reddito computabile:

1.

vengono computate le prestazioni

ricevute in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia se

vengono corrisposte da una persona non facente parte dell’ unità di riferimento

e dichiarate dal richiedente;

2.

la sostanza netta viene computata interamente nella misura in cui supera

100’000 fr. per l’abitazione primaria e, per le altre forme di sostanza, 10’000

fr. per una persona sola, 20’000 per una coppia (coniugi o

partner registrati o

conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio minorenne o

maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie a questo

computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la sostanza

computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile;

3.

vengono interamente computati i

redditi dei minorenni facenti parte dell’unità di riferimento.

4.

Non vengono computate le entrate

e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato.

b) Spesa vincolata:

1.

non vengono computati rendite e

oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

2.

non vengono computati gli

alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps;

3.

non vengono computate le imposte

di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps;

4.

le spese e gli interessi passivi

sui debiti privati vengono riconosciuti solo fino all’ importo complessivo dei

redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e 20 della LT (deroga all’

art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps).

c) Spesa per l’alloggio

Per il calcolo della spesa per

l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie

effettive fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps"

Il

reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui

all’art. 22 Las appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli

art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei

redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti

l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

L'art.

6.

Laps regolamenta così il reddito computabile:

"

Il reddito computabile è

costituito dai seguenti redditi:

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22

della Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi

imposti separatamente in virtù degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT;

b) ...

c) ...

d) i proventi ricevuti in virtù della

legislazione federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la

vecchiaia, i superstiti e l’invalidità;

e) tutte le rendite riconosciute ai

sensi della Legge federale

sull’assicurazione militare federale

del 19 giugno 1992;

f) 1/15 della sostanza netta, nella misura in cui supera CHF

100'000

per l’abitazione primaria e, per le

altre forme di sostanza, CHF 10'000.- per una persona sola, CHF 20'000 per una

coppia (coniugi o partner registrati o conviventi) e CHF 2'000.- per ogni

figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente facente parte

dell’unità di riferimento.” (cpv. 1).

Fanno parte dei redditi computabili le entrate e le

parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha

rinunciato. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni sociali ai

sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura vanno

computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

La

spesa computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese

vincolate e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

Ai

sensi dell'art. 8 Laps:

"

La spesa vincolata è costituita

dalle seguenti spese:

a) le spese ai sensi degli art. 25-31

LT. Il Consiglio di Stato determina in quale misura vengono computate le spese

per il conseguimento del reddito delle persone con attività lucrativa

salariata;

b) gli interessi maturati su debiti

ammessi in deduzione di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT;

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui all’art.

32.

cpv. 1 lett. b) LT;

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. c) LT;

e) i versamenti, premi e contributi

legali, statutari o regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv.

1.

lett. d) e f) LT;

f) i versamenti, premi e contributi per

acquisire diritti contrattuali in forme riconosciute della previdenza

individuale vincolata di cui

all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT

versati da persone che esercitano

un’attività lucrativa indipendente o

dipendente, se queste ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo

pilastro;

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria

contro le malattie

vigenti

al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento;

h) i premi per l’assicurazione della

perdita di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone

non obbligatoriamente assicurate;

i) ...

j) … . (cpv. 1)

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi

maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai

seguenti importi:

a) per le spese e gli interessi passivi

sui debiti privati fino all’importo complessivo dei redditi della sostanza

contemplati dagli art. 19 e 20 LT, maggiorato di 3000 fr.;

b) per i debiti derivanti dall’esercizio

dell’attività professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv.

2)"

L'art.

9.

Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

"

La spesa per l’alloggio è

computata fino ad un massimo di:

a) per le unità importo

riconosciuto dalla legislazione

di riferimento composte sulle prestazioni

complementari

da una persona: all'AVS/AI per

la persona sola

b) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte sulle

prestazioni complementari

da due persone: all'AVS/AI

per i coniugi

c) per le unità di importo

riconosciuto dalla legislazione

riferimento composte da sulle

prestazioni complementari

più di due persone: all'AVS/AI

per i coniugi maggiorato

del

20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di

riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene

dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

L'art.

5.

cpv. 1 lett. b cifra 2 della Legge federale sulle prestazioni complementari

(vLPC), in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che i cantoni

stabiliscono l'importo delle spese per pigione fino a concorrenza di un importo

annuo, che a decorrere 1° gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le

persone sole e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con figli.

.

Il

1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova Legge federale sulle prestazioni

complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità

(LPC). L’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC prevede che l’importo massimo annuo

riconosciuto delle spese per pigione è di fr. 13'200.-- per le persone sole

(cifra 1) e di fr. 15'000.-- per coniugi e le persone con orfani che hanno

diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli

dell’AVS o dell’AI (cifra 2).

Secondo

l'art. 2 della legge cantonale di applicazione i limiti di reddito e le altre

disposizioni concernenti la determinazione della prestazione complementare

annua sono quelli previsti dalla LPC

Dai

Decreti esecutivi concernenti la legge federale sulle prestazioni complementari

all'AVS e all'AI del 3 dicembre 2013, rispettivamente del 26 novembre 2014

emerge che le deduzioni applicate per la pigione ammontano al massimo fr.

13’200.– per persona sola e fr. 15’000.– per coniugi.

Le

deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della

spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 Las e

autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps, hanno carattere restrittivo e sono volte a

determinare un reddito disponibile che misuri ancora meglio la reale situazione

di bisogno del richiedente.

Alcune

entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai

redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi

della Las (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in

adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

La

sostanza nel regime Las viene considerata per un importo più elevato rispetto

al conteggio nell’ambito Laps.

Dal

calcolo delle spese ai sensi della Las sono, invece, escluse alcune voci, quali

le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti: le risorse delle prestazioni

assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri. La persona

priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha eventualmente a

disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo degli alimenti).

Infine

il limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è

inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d e 8 cpv. 2 lett. a

Laps; Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

2.5

RI 1 ha contestato il calcolo

che ha condotto al diniego di una prestazione assistenziale da

lei richiesta nel mese di settembre 2014, facendo valere in buona sostanza di

dovere sostenere ulteriori costi, oltre alle spese computate dall’USSI

(fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione malattia, suoi

contributi AVS, spese professionali).

L’insorgente

ha censurato innanzitutto l’importo del premio della cassa malati considerato

dall’amministrazione, ritenendo che quest’ultima a torto abbia tenuto conto del

premio computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali.

Ella ha poi menzionato

gli altri oneri mensili a cui deve far fronte, in particolare relativi allo

studio universitario in economia a __________ del figlio __________ non coperti

dall’assegno di studio non riconosciuto in misura massima. In proposito la stessa

ha precisato che sarebbero arretrate tre pigioni concernenti l’appartamento a

Friborgo del figlio, come pure svariate bollette (luce, ecc.).

La

ricorrente ha, inoltre, indicato ulteriori fatture arretrate scoperte

riguardanti segnatamente trattamenti di agopuntura, partecipazione del 10%

relativo a un intervento chirurgico effettuato nel gennaio 2015 presso

l’Ospedale __________ di __________, tassa militare 2013, contributi AVS del

figlio, abbonamento Arcobaleno, imposte e premi assicurativi (cfr. doc. I; XI;

XVI).

L’USSI, dal canto suo, ha puntualizzato

che sono state computate le spese correnti - ad esclusione dei debiti - che la

legge riconosce (fabbisogno di base, spesa d’alloggio, premio assicurazione

malattie, contributi AVS per la ricorrente e spese professionali) per un totale

di fr. 4'277.-- al mese che vengono coperte dal reddito della richiedente,

composto del suo guadagno da attività lavorativa e degli alimenti per __________,

pari a complessivi fr. 4'394.-- mensili, ai quali va aggiunto il sussidio della

cassa malati di fr. 534.-- (cfr. doc. AI; III; XVIII).

2.6

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte rileva dapprima, relativamente alla

soglia di intervento, che, come esposto sopra (cfr. consid. 2.3.), le Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per

il 2014 emanate dal Dipartimento della sanità e della socialità prevedono, nel

caso di un’unità di riferimento composta di due persone, come è il caso della

ricorrente (la medesima e il figlio __________ nato il 16 febbraio 1993), un

forfait globale di mantenimento di fr. 1’495.-- al quale si aggiunge un

supplemento di integrazione di fr. 100.-- per complessivi fr. 1'595.--.

Tale importo corrisponde

all’ammontare computato dall’USSI (cfr. doc. 55).

Riguardo al forfait di

mantenimento giova evidenziare che lo stesso include le spese relative alle

seguenti voci:

" -

alimentazione, bevande e tabacco

- Abbigliamento e calzature

- Consumi energetici (elettricità, gas,

ecc.) escluse le spese accessorie

- Pulizia, cura dell’appartamento e

dell’abbigliamento, compresa la tassa sulla nettezza urbana

- Acquisto di piccoli oggetti d’uso

domestico

- Spese sanitarie, escluse le franchigie e

i farmaci non rimborsati dalla cassa malati

- Spese di trasporto, compresi gli

abbonamenti a metà prezzo (trasporti pubblici locali, manutenzione della

bicicletta e del ciclomotore)

- Telecomunicazioni (telefono, spese

postali, ecc.)

- Formazione e svaghi (concessione

radio/TV, giochi, giornali, libri, spese scolastiche, cinema, animali

domestici, ecc.)

- Cure del corpo (parrucchiere e articoli

da toilette)

- Attrezzatura personale (materiale di

cancelleria, ecc.)

- Bevande consumate fuori casa

- Altre (quote assicurative, piccoli

regali)” (Direttive COSAS del dicembre 2010 p.to B.2.1)

Pertanto i costi attinenti

alle bollette telefoniche, all’abbonamento Arcobaleno, all’elettricità e ad alcune

spese sanitarie (ad esempio medicamenti da banco) fatti valere dall’insorgente

(cfr. doc. I) sono già compresi nella soglia di intervento.

Agli stessi va, di

conseguenza, fatto fronte mediante l’ammontare appena citato.

2.7

L’art. 22 lett. c Las, in

vigore dal 1° ottobre 2006, prevede che per il calcolo della spesa per

l’alloggio viene considerato l’affitto maggiorato delle spese accessorie effettive

fino al massimale previsto dall’art. 9 Laps.

Giusta

l’art. 9 Laps la spesa per l’alloggio è computata fino ad un massimo, nel caso

di unità di riferimento composte da due persone, come quella della ricorrente,

pari all’importo riconosciuto dalla LPC per i coniugi, ossia a fr. 15’000.--

(cfr. art. 10 cpv. 1 lett. b LPC; Decreto esecutivo concernente la legge

federale sulle prestazioni complementari all’AVS e all’AI del 3 dicembre 2013).

Per

l'art. 257a cpv. 1 CO

"

le spese accessorie sono la

remunerazione dovuta per le prestazioni fornite dal locatore o da un terzo in

relazione all'uso della cosa."

Per

il capoverso 2 esse sono a carico del conduttore solo se specialmente pattuito.

In

virtù della succitata norma il proprietario può fatturare solo i costi che sono

stati convenuti. In mancanza di una convenzione, essi sono compresi nel canone

di locazione (DTF 121 III 142 e dottrina citata; D. Lachat, Le bail a Loyer,

Losanna 1997 pag. 222; T. Oberle, Nebenkosten, Heizkosten, Zurigo 1995, pag.

33).

Per

l'art. 257b CO

"

nel caso di locali d'abitazione e

commerciali le spese accessorie sono la remunerazione per i costi

effettivamente sostenuti dal locatore per prestazioni connesse con l'uso quali

i costi di riscaldamento e di acqua calda e analoghe spese d'esercizio, come

pure i tributi pubblici a carico della cosa."

Le

disposizioni sono di diritto imperativo (cfr. D. Lachat, op. cit. pag. 222 N

1.

; T. Oberle, op.cit., pag. 32)

La

norma di cui all’art. 22 lett. c si differenzia dal regime previsto per la

Laps, il cui art. 5 del Regolamento sull'armonizzazione e il coordinamento

delle prestazioni sociali sancisce che:

"

La spesa per l'alloggio è definita

come segue:

a) per l'inquilino, la pigione

netta maggiorata del 15% per le spese

accessorie.

b) per il proprietario, il

valore locativo dell'abitazione primaria,

maggiorato del 15% per le

spese accessorie."

La

Laps, perciò, non fa capo alle spese effettive, come invece la Las, bensì a un

importo fittizio calcolato sulla base della pigione netta.

L’art.

22.

lett. c Las è, per contro, analogo alla regolamentazione di cui alla LPC.

Ai

sensi dell’art. 10 cpv. 1 lett. b LPC, in vigore dal 1° gennaio 2008, vanno, in

effetti, computate la pigione di un appartamento e le relative spese

accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto

né del saldo attivo né di quello passivo.

Nel

caso in cui le persone vivano in un appartamento in locazione da esse stesse

riscaldato e non debbano pagare al locatore alcuna spesa di riscaldamento, va

poi anche conteggiato, oltre alle spese accessorie usuali,

un forfait per le spese di riscaldamento ex art. 16b cpv. 1 e 2 OPC AVS/AI di

fr. 840.-- annui.

E’,

altresì, utile osservare che in una sentenza 39.2006.4 del 4 ottobre 2006 il

TCA, chinandosi su un caso di rifiuto di assegni integrativi, ha comunque

stabilito che nell’ipotesi di canoni di locazione molto bassi rispetto al

valore usuale per una casa delle stesse dimensioni e nella medesima località

per determinare l’importo della pigione da computare nel calcolo della

prestazione armonizzata e coordinata dalla Laps vanno eccezionalmente

applicati, per analogia, i disposti legali della LPC e OPC relativi alle spese

di riscaldamento.

Con

sentenza 42.2007.3 del 26 ottobre 2007 questa Corte ha pure deciso che nel caso

di persone i cui contratti di locazione non prevedono il versamento di un

importo a titolo di spese accessorie e che devono esse stesse provvedere alle

spese di riscaldamento, si giustifica, nell’ipotesi in cui non sia possibile

stabilire l’importo esatto relativo al costo del riscaldamento, l’applicazione,

per analogia, dei disposti della LPC/OPC. In tal caso, a titolo di spese, in

aggiunta alla pigione netta, va perciò perlomeno conteggiato l’importo

forfetario di fr. 840.-- annui, ciò tuttavia nei limiti dell’importo massimo

ammissibile secondo l’art. 9 Laps.

In concreto il contratto

di locazione concernente l’appartamento di 3 locali a __________ prevede una

pigione di fr. 1'250.- al mese, pari a fr. 15'000.- annui e delle spese

accessorie di fr. 100.-- al mese, corrispondenti a fr. 1'200.-- annui (cfr.

doc. 91). Complessivamente, quindi, la ricorrente deve sostenere, quale costo

per la propria abitazione, la somma di fr. 1'350.-- al mese, ossia fr.

16'200.-- all’anno.

L’importo di fr.

16'200.--, essendo superiore al limite massimo di fr. 15'000.--, a ragione

l’amministrazione ha computato a titolo di spesa per l’alloggio l’ammontare di

fr. 15'000.-- (cfr. doc. 55-56).

La ricorrente ha indicato

di dover far fronte pure al conguaglio delle spese accessorie che per il 2014 è

di fr. 571.95 (cfr. doc. T).

Come

esposto sopra nel regime delle PC (per quanto attiene al computo della pigione

analogo all’art. 22 lett. c Las), in caso di conguaglio per le spese

accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo.

In casu la questione di

sapere se nel regime Las vada o meno considerato il conguaglio delle spese

accessorie non merita di ulteriori approfondimenti, poiché in ogni caso,

l’amministrazione ha già computato, a titolo di spesa per l’alloggio, l’ammontare

massimo ammissibile ai sensi dell’art. 22 lett. c Las di fr. 15'000.-- (cfr.

doc. 55-56).

Pertanto un aumento di tale

importo per tenere conto del conguaglio delle spese accessorie è in ogni caso

escluso.

2.8

L’insorgente ha

censurato gli importi dei premi della cassa malati di fr. 4'965.- annui per lei

e di fr. 4'526 all’anno per __________ considerati dall’amministrazione (cfr.

doc. 55-56), ritenendo che quest’ultima abbia a torto tenuto conto del premio

computabile per una beneficiaria di prestazioni assistenziali (cfr. doc. I).

Ai

fini della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale, in

applicazione degli art. 22 Las e 8 cpv. 1 lett. g Laps, va considerato soltanto

il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie a

esclusione dei premi relativi alle assicurazioni complementari concluse in

virtù della LCA.

Ciò

del resto si evince dal chiaro tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps.

Giusta

l’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps (a cui l’art. 22 Las rinvia), in vigore dal 1°

gennaio 2012, quale premio dell’assicurazione obbligatoria contro le

malattie vanno computati i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria

contro le malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento.

Secondo,

poi, l’art. 4 Reg.Laps, valido dal 1° gennaio 2012, quale premio per

l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1

lett. g della legge va inteso il premio ordinario per singolo

assicuratore approvato dall'autorità federale:

a) per la rispettiva

categoria di assicurato in base all'età attuale (fino a 18 anni, tra i 18 e 25

anni, superiore a 25 anni);

b) con franchigia ordinaria;

c) con rischio di infortunio

incluso;

d) ponderato per regioni di

premio ammesse dalla LAMal, in analogia a quanto previsto dall’art. 29 cpv. 1

LCAMal.

Per

inciso è utile rilevare che il tenore dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, in

vigore fino al 31 dicembre 2011, prevedeva che quale premio dell’assicurazione

obbligatoria contro le malattie andavano computati i premi ordinari, ma al

massimo fino al raggiungimento dell’importo della quota cantonale media

ponderata.

Ai

sensi dell’art. 4 Reg.Laps, valido fino al 31 dicembre 2011, quale premio per

l’assicurazione obbligatoria contro le malattie ai sensi dell’art. 8 cpv. 1

lett. g della legge andava inteso il premio riconosciuto per il sussidio per la

riduzione dei premi dell’assicurazione di base contro le malattie.

Gli

art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps sono stati modificati a seguito del

sostanziale mutamento che ha interessato il sistema di riduzione dei premi

dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM), entrato in

vigore il 1° gennaio 2012 (Bollettino Ufficiale 2010, 297).

Il

Consiglio di Stato e il Gran Consiglio hanno voluto rendere il sistema della

RIPAM affine ai criteri scelti dalla Laps e quindi distanziarsi dal reddito

imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio

per approdare al criterio del reddito disponibile (cfr. STCA 36.2012.14 del 3

settembre 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 11 pag. 44 segg.).

Le

nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di

concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare

maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i

premi in funzione delle loro dimensioni. Il sistema adottato non tende però

solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche a “tenere

conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito

dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di

riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata

precedentemente ritenuta (cfr. STCA 36.2012.71 del 21 gennaio 2013 consid.

2.2

).

In

relazione alla revisione di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, dal Messaggio

15.

settembre 2009 concernente la modifica della Legge di applicazione della

Legge federale sull’assicurazione malattie (LCAMal), pag. 54, si evince:

"

Articolo 8 capoverso 1

lettera g)

Il nuovo disciplinamento LCAMal non fa più

riferimento all’importo della quota media cantonale ponderata. L’art. 8 cpv. 1

lett. g) Laps viene quindi modificato: gli importi relativi alle riduzioni dei

premi concessi secondo la legge di applicazione della legge federale

sull’assicurazione malattie (LCAMal) del 26 giugno 1997 devono essere dedotti

dai premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie vigenti

al momento della richiesta.”

Inoltre

dal Rapporto dell’8 giugno 2010 della Commissione della gestione e delle

finanze sul messaggio del 15 settembre 2009, pag. 12, emerge:

"

Art. 8 cpv. 1 lett. g.

Laps

Su richiesta del Consiglio di Stato il testo è stato

modificato. La formulazione, che riprende quella della disposizione attualmente

in vigore, è adeguata al nuovo sistema di riduzione dei premi con la

sostituzione dell’espressione “quota cantonale media ponderata” con

l’espressione “premio medio di riferimento”. Inoltre, è stata tolta

l’espressione “dedotto l’importo delle riduzioni dei premi concesso secondo

la legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie

(LCAMal) del 26 giugno 1997”, poiché la deduzione è già regolata dall’art. 11

cpv. 1 Laps.”

2.9

Il

premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps è definito

dagli art. 28 e 29 LCAMal (cfr. consid. 2.8.).

L’art.

29.

cpv. 1 LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva

che il premio medio di riferimento era costituito dalla media ponderata dei

premi riconosciuti ai sensi della legge e del numero degli assicurati iscritti

presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse

dalla LAMal.

L’art.

28.

LCAMal, valido dal 1° gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014, enunciava del

resto che:

"

1Per ogni

assicuratore è determinato il premio riconosciuto per le seguenti categorie di

assicurati:

a) di età superiore a 25 anni;

b) di età compresa tra 18 e 25 anni;

c) fino all’età di 18 anni.

2Esso è stabilito a partire

dalla media ponderata dei premi approvati dall’autorità federale

nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, nella situazione

di:

a) franchigia ordinaria;

b) rischio di infortunio incluso.”

Al

riguardo è utile evidenziare che il 18 maggio 2014 il popolo

ticinese ha respinto, in votazione referendaria, la seguente modifica della

legge cantonale di applicazione della LAMal (cfr. www.ti.ch/DSS/sw/struttura/dss/ias/upload/pdf/Opuscoli/Votazione%20referendaria%20del%2018%20maggio%202014.pdf)

approvata il 25 novembre 2013 dal Gran Consiglio del Cantone Ticino (cfr. FU

96/2013 del 29 novembre 2013 pag. 9159 segg.):

"

Art. 28 1 Il premio medio di riferimento è stabilito, per le tre

categorie di assicurati previste dalla LAMal, sulla base dei premi

approvati dall’autorità federale nell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie.

2.

Esso è

calcolato sulla base della media ponderata dei premi dell’assicurazione

standard, con franchigia ordinaria e rischio d’infortunio incluso, tenuto

conto del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore

malattie ripartiti per le regioni di premio ammesse dalla LAMal (P–) e considerando:

a) la percentuale di assicurati con modello

assicurativo standard,

con franchigia ordinaria (α);

b) la percentuale di assicurati con modelli

assicurativi alternativi,

con franchigia ordinaria (β);

c) lo sconto medio percentuale tra modello medico di

famiglia e modello standard (γ).

3.

Il regolamento

stabilisce la data in cui è preso in considerazione il numero di assicurati e

la modalità di calcolo della percentuale degli assicurati tra i vari modelli

assicurativi.

Art. 29 Il premio medio di riferimento è stabilito come segue:

PMR = P– * α + P– * ( 100% – γ ) * β"

(cfr. FU 96/2013 del 29 novembre 2013)

Il testo degli art. 28 e 29

LCAMal, in vigore dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, prevedeva che il

premio medio di riferimento fosse determinato tenendo conto solo del modello

assicurativo standard (libera scelta del fornitore di prestazioni), con

franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio d’infortunio incluso.

Secondo la misura approvata

dal Gran Consiglio nel novembre 2013 e respinta dal popolo il 18 maggio 2014 il

premio medio di riferimento avrebbe dovuto essere determinato considerando non

solo il modello assicurativo standard ma, secondo le proporzioni riscontrate

nelle scelte della popolazione, anche i modelli alternativi (ad esempio quello

del “medico di famiglia”) che sempre più sono preferiti dai cittadini ticinesi.

La modifica prevedeva, invece, il mantenimento della franchigia ordinaria di

300.

franchi, comprendendo ancora il rischio d’infortunio (cfr. Messaggio

relativo alla modifica della legge di applicazione della legge federale

sull’assicurazione malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) n. 6851 del 24

settembre 2013 pag. 1; www.ti.ch/fileadmin/GENERALE/DIRITTIPOLITICI/votazioni/18052014/VotazioneCantonale_18052014_opuscolo.pdf: Opuscolo informativo concernente la votazione cantonale del 18 maggio

2014).

A

seguito della votazione popolare del 18 maggio 2014 nel 2014 per il calcolo del

premio medio di riferimento di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps sono, dunque,

restati validi gli art. 28 e 29 LCAMal entrati in vigore il 1° gennaio 2012.

Il

21.

maggio 2014 il Consiglio di Stato ha conseguentemente adottato il seguente

Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle

riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 (cfr. BU 28/2014 del 23 maggio 2014):

"

Art. 1 Le basi di calcolo per le riduzioni di premio

nell’assicurazione malattie per l’anno 2014 sono definite come segue:

a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito

disponibile di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno

2011.

b) premio medio di riferimento:

– adulti: CHF 4’965.00

– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00

– minorenni: CHF 1’156.00

c) percentuali relative alla parte di reddito

supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36 LCAMal.

Art. 2 1Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino

ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.

2Esso entra in

vigore retroattivamente il 1° gennaio 2014 e mantiene la sua validità fino al

31.

dicembre 2014.”

Il

3.

novembre 2014 il Gran Consiglio ha poi approvato delle nuove modifiche della

Legge di applicazione della LAMal, entrate in vigore il 1° gennaio 2015 (cfr.

BU 62/2014 del 30 dicembre 2014 pag. 587-588).

Il

tenore dell’art. 28 e dell’art. 29 cpv. 1 LCAMal corrisponde al testo degli

art. 28 e 29 LCAMal approvato dal Gran Consiglio nel novembre

2013.

e respinto dal popolo il 18 maggio 2014.

All’art.

29.

LCAMal è, però, stato aggiunto un cpv. 2 che enuncia:

"

Il premio medio di riferimento

considerato per le tre categorie di assicurati previste dalla LAMal non può

essere inferiore a quello applicato per l’anno 2014.”

Dal

Messaggio del 10 settembre 2014 relativo alla Modifica della legge di

applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione malattie

del 26 giugno 1997 (LCAMal) si evince:

"

(…)

3.1.4

Premi medi di

riferimento

Come detto, si ripropone con il presente messaggio di

utilizzare il metodo di calcolo dei PMR già proposto per il 2014 con M6851. Il

contesto nel quale la proposta viene ora riformulata è sostanzialmente diverso

rispetto a quello di cui al citato M6851: in effetti, in tal caso, si otteneva

una diminuzione dell’importo di Ripam nel contesto di una formula di calcolo

con riduzione lineare; l’attuale proposta, al contrario, garantisce che i

cittadini sussidiati a baso reddito non si vedano ridotta la Ripam per effetto soltanto dei PMR utilizzati.

Si ripropone, quindi, di determinare i PMR

considerando i premi approvati dalla Confederazione relativi al modello con

libera scelta del fornitore di prestazioni, ponderati però rispetto ai modelli

assicurativi alternativi (cioè con scelta limitata del fornitore di

prestazioni), considerando lo sconto legato al modello “medico di famiglia”

e ritenuto che, in ogni caso, i PMR non potranno essere inferiori a quelli

dell’anno 2014.

Si propone quindi di modificare gli attuali artt. 28 e

29.

LCAMal, riprendendone il testo di cui al citato M6851. In aggiunta (art. 29

cpv. 2), si codifica la regola secondo la quale i PMR considerati non possono

essere inferiori a quelli applicati per l’anno 2014, e meglio CHF 4’965.-

all’anno per un adulto, CHF 4’594.- per un giovane adulto e CHF 1’156.- per un

minorenne.

(…)”

Inoltre dal

Rapporto di maggioranza del 21 ottobre 2014 della Commissione della gestione e

delle finanze sul messaggio 10 settembre 2014 concernente la modifica della

legge di applicazione della legge federale del 18 marzo 1994 sull'assicurazione

malattie del 26 giugno 1997 (LCAMal) emerge:

"

(…)

6.1

Premio medio di riferimento

Il

Consiglio di Stato, come già ampiamente esposto al punto 4.1.1, ripropone di

utilizzare il metodo di calcolo del premio medio di riferimento (PMR) secondo

quanto già proposto con il messaggio n. 6851 del 24 settembre 2013. Si tratta

in sintesi di considerare non la sola media ponderata dei premi riferiti al

cosiddetto modello standard ma anche la ripartizione fra le diverse casse

malattia degli assicurati che hanno optato per modelli alternativi, nonché

considerando lo sconto medio percentuale ottenibile scegliendo il modello

"medico di famiglia", mantenendo la franchigia ordinaria di 300

franchi all'anno e il rischio d'infortunio. Rispetto alla proposta del messaggio

n. 6851, il Consiglio di Stato propone in più che il PMR (sia per le situazioni

acquisite, cioè i bassi redditi, come pure per le altre fasce di reddito) non

possa essere inferiore a quello utilizzato per il 2014 (nuovo art. 29 cpv. 2,

risp. nuovo art. 43a cpv. 2 lett. a) LCAMal). Questo porta a una graduale

riduzione del premio medio rispetto alla copertura standard, che andrà ad

accentuarsi sulla base delle scelte assicurative che hanno fatto e faranno i

cittadini. È chiara la tendenza ad andare verso coperture alternative e, in

modo particolare, verso il modello medico di famiglia, per la possibilità di

risparmio che attualmente tali coperture offrono. Questa tendenza andrà

sicuramente accentuandosi nei prossimi anni. Si tratterà poi di vedere se gli

sconti attualmente proposti per queste coperture assicurative saranno mantenuti

negli anni o se non si andrà gradualmente verso un allineamento dei premi. Già

per il prossimo anno lo sconto sul premio per il modello medico di famiglia

rispetto al modello standard è diminuita, anche se di poco, in rapporto al

2014.

(…)

6.5

Misure previste

dal Preventivo 2015

Il messaggio sul Preventivo 2015 (n. 6987),

oltre alle misure previste nell'ambito Ripam dal messaggio che stiamo

esaminando, propone pure un'ulteriore misura di contenimento che deriva dalla

nota questione legata al rimborso dei premi versati in eccedenza dai cittadini

ticinesi. Il Parlamento federale ha deciso che il rimborso avverrà con un

versamento annuo di 90 franchi a ogni assicurato per gli anni 2015-2017. Il

Consiglio di Stato propone quindi di ridurre il PMR per la valutazione della

Ripam per il medesimo importo e per gli anni indicati in precedenza. Questa

misura comporterà un risparmio per la Ripam ordinaria di 2.2 milioni di franchi

e di 2.3 milioni di franchi per la Ripam per i beneficiari di PC. In totale

quindi per il prossimo anno si prevede un risparmio di 23.8 milioni di franchi.

(…)”

L’11

febbraio 2015 il Consiglio di Stato ha, di conseguenza, adottato il seguente

Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle

riduzioni di premio LAMal per l’anno 2015 entrato in vigore retroattivamente il

1° gennaio 2015 (cfr. BU 7/2015 del13 febbraio 2015 pag. 47) che ha confermato

il precedente Decreto esecutivo provvisorio per l’anno 2015 del 18 novembre

2014.

(cfr. BU 55/2014 del 21 novembre 2014 pag. 496):

"

Art. 1 Le basi di calcolo per le riduzioni di premio

nell’assicurazione malattie per l’anno 2015 sono definite come segue:

a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile

di riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2012.

b) premio medio di riferimento:

– adulti: CHF 4’875.-

– giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’504.-

– minorenni: CHF 1’066.-

c) costante per il calcolo del reddito disponibile

massimo:

– unità di riferimento senza figli: 3.4

– unità di riferimento con figli: 3.9

Art. 2 1Il presente decreto è pubblicato nel Bollettino

ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi.

2Esso entra in

vigore retroattivamente il 1° gennaio 2015 e mantiene la sua validità fino al

31.

dicembre 2015.”

2.10

Nel caso di specie a titolo di

premio della cassa malati, perciò, non va tenuto conto del premio effettivo a

carico della ricorrente e del figlio, bensì del premio ordinario per l’assicurazione

obbligatoria contro le malattie per singolo assicuratore ma al massimo fino al

raggiungimento dell’importo del premio medio di riferimento ai sensi

degli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps.

In effetti per valutare

l’eventuale diritto dell’insorgente a una prestazione assistenziale, si deve

far capo ai parametri utilizzati nell’ambito dell’assistenza sociale,

indipendentemente dall’esito dell’esame, ovvero a prescindere dal fatto che la

richiedente abbia o meno effettivamente diritto a una prestazione ordinaria.

Ne discende che in casu,

contrariamente alle censure della ricorrente (cfr. consid. 2.8.), rettamente

l’USSI ha applicato gli art. 8 cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps a cui rinvia

l’art. 22 Las.

RI 1 e il figlio __________

sono affiliati alla cassa malati __________ (cfr. doc. 100; XIV).

Il premio effettivo per il

2014.

per la ricorrente è di fr. 333.70, pari a fr. 4'004.40 annui (assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie __________; cfr. doc. 100; XIV) e per __________

è di fr. 340.90 mensili, corrispondenti a fr. 4'090.80 (cfr. doc. XIV).

Per il 2014, come visto,

sono applicabili gli art. 28 e 29 LCAMal in vigore dal 1° gennaio 2012 secondo

cui il premio medio di riferimento è determinato tenendo conto

solo del modello assicurativo standard (libera scelta del fornitore di

prestazioni), con franchigia ordinaria di 300 franchi l’anno e rischio

d’infortunio incluso (cfr. consid. 2.9.).

Per il 2014 il premio

ordinario (cfr. consid. 2.8.) per la __________ da considerare giusta gli art.

8.

cpv. 1 lett. g Laps e 4 Reg.Laps è pari a fr. 5'533.-- per la ricorrente (premio

ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria adulti,

franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo conto di un premio per

la Regione 1 di fr. 5'554.80.-- annui e per la Regione 2 di fr. 5'314.80 annui

e del relativo numero di assicurati: 16’069 per la Regione 1 e 1'566 per la

regione 2; cfr. www.priminfo.ch) e a fr. 5'258.-- per __________ (premio

ordinario ponderato concernente la __________ per la categoria giovani

tra i 19 e i 23 anni, franchigia fr. 300.--, con rischio di infortunio, tenendo

conto di un premio per la Regione 1 di fr. 5'277.60.-- annui e per la Regione 2

di fr. 5'049.60 annui e del relativo numero di assicurati: 2413 per la Regione

1.

e 221 per la regione 2; cfr. www.priminfo.ch).

Gli importi di fr. 5'533.--

e di fr. 5'258.-- sono superiori al premio medio di riferimento per il 2014 di

fr. 4’965.-- per gli adulti e di fr. 4’594.00 per i giovani adulti (cfr. art. 1

Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle

riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 del 21 maggio 2014 in vigore retroattivamente dal 1° gennaio 2014; consid. 2.9.).

Pertanto ai fini del

calcolo della prestazione assistenziale per l’insorgente va tenuto conto del

premio medio di riferimento per il 2014 di fr. 4’965.--, come del resto

riconosciuto dall’USSI (cfr. doc. 55-56).

Per __________ va

considerato il premio medio di riferimento di fr. 4'594.--.

L’amministrazione ha,

invece, conteggiato un premio di fr. 4'526.--anziché di fr. 4'594.-- (cfr. doc.

55-56).

I motivi di tale

differenza non vanno approfonditi, in quanto in ogni caso il computo per __________

del premio medio di riferimento di fr. 4'594.-- non è di alcun ausilio per la

ricorrente (cfr. consid. 2.16.).

Giova, infine, evidenziare

che l’importo del premio medio di riferimento sia per RI 1 che per il figlio da

computare nel calcolo dell’assistenza sociale risulta, comunque, più elevato del

rispettivo premi effettivo di fr. 4’040.40 per la ricorrente e di fr. 4'090.80

per __________.

2.11

L’insorgente ha asserito,

allegando le relative fatture, di dover far fronte ad altre spese, in

particolare a fatture mediche, di partecipazione ai costi medici, a costi

dentistici, al premio dell’assicurazione domestica, a contributi AVS per il

figlio __________, alla tassa militare per quest’ultimo e a imposte comunali e

cantonali correnti e arretrate (cfr. doc. I, T; L; M).

Per quanto concerne i

contributi AVS relativi al figlio __________, studente senza attività

lucrativa, di fr. 480.-- per il 2014 (cfr. doc. L), va rilevato che l'art. 11

cpv. 2 LAVS, prevede che se il pagamento del contributo minimo costituisce un

onere troppo grave per l'assicurato, il contributo può essere condonato, a

specifica richiesta dell'interessato e previa consultazione dell'autorità

designata dal Cantone di domicilio. Per questi assicurati è infatti il Cantone

di domicilio che paga il contributo minimo.

L'art. 32 cpv. 1 OAVS prevede che le persone tenute a pagare i

contributi che, conformemente all'articolo 11 capoverso 2 LAVS, domandano il condono,

devono presentare una domanda scritta e motivata alla cassa di compensazione

cui esse sono affiliate; la cassa trasmette la domanda all'autorità designata

dal Cantone di domicilio, affinché questa possa esprimere il suo parere.

Giusta l'art. 32 cpv. 2 OAVS, la cassa di compensazione decide

della domanda di condono in base al parere dell'autorità designata dal Cantone

di domicilio. Il condono può essere accordato per il periodo di due anni al

massimo. Inoltre, una copia della decisione di condono deve essere notificata

al Cantone di domicilio; questo può fare opposizione ai sensi dell'art. 52 LPGA

o impugnare la decisione in conformità agli articoli 56 e 62 LPGA (art. 32 cpv.

3.

OAVS).

Per l'art. 17 del Decreto legislativo di applicazione della legge

federale del 20 dicembre 1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e i

superstiti (RL 6.4.5.2), il Dipartimento dell'Interno, Servizio cantonale della

pubblica assistenza (ora: Dipartimento della sanità e della socialità), è

designato quale autorità consultiva per il condono delle quote dovute dalle

persone assicurate obbligatoriamente, per le quali il pagamento di esse

costituirebbe un onere troppo grave. In tale caso la quota mensile di fr. 1.- è

a carico dell'assistenza pubblica.

Pertanto, quando la Cassa di compensazione ha ridotto il contributo

al minimo di legge, l'assicurato debitore può domandare il condono.

In effetti, il condono dei contributi è possibile solo quando l'assicurato

è unicamente debitore del contributo minimo annuale (N. 3068 DIN). La legge, in

proposito, è molto chiara: è il contributo minimo, il cui pagamento

costituirebbe un onere troppo grave per le persone assicurate

obbligatoriamente, che può essere esonerato (art. 11 cpv. 2 LAVS).

Il condono del contributo minimo può essere concesso solo ad

assicurati che si troverebbero in una situazione insostenibile se dovessero

pagare i contributi. Ciò significa che il condono dei contributi minimi è una

misura straordinaria e può essere concesso solo quando l'assicurato vive in

grande povertà (N. 3071 DIN).

La situazione insostenibile quale condizione per il condono del

contributo giusta l'art. 11 cpv. 2 LAVS deve essere esaminata secondo il minimo

vitale previsto dal diritto dell'esecuzione (DTF 113 V 252 = RCC

1988.

pag. 117; N. 3072 DIN).

La citata norma legale prevede inoltre che le Casse di compensazione

sottopongano tutte le richieste di condono all'autorità designata dal Cantone

di domicilio (per il Cantone Ticino: Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento),

la quale si accolla, se sono dati gli estremi, il pagamento del contributo

minimo.

Al riguardo cfr. STCA

30.2013.46

del 27 febbraio 2014.

In concreto non risulta

che sia stato avantutto chiesto il condono del contributo minimo AVS a carico

di __________, misura comunque prioritaria rispetto al computo nel calcolo

dell’assistenza sociale.

In ogni caso, anche

conteggiando la somma di fr. 480.-- annui, pari a fr. 40.-- al mese, alla

ricorrente non può essere riconosciuta una prestazione assistenziale (cfr.

consid. 2.16.).

2.12

Per quanto attiene agli altri

costi menzionati dalla ricorrente (fatture mediche, di partecipazione ai costi

medici, costi dentistici, premio assicurazione domestica, tassa militare per

quest’ultimo, imposte comunali e cantonali correnti e arretrate; cfr. doc. I,

T; L; M), essi non sono contemplati tra le spese computabili ai sensi della

Las.

Al riguardo è utile

osservare che i redditi computabili e le spese computabili - queste ultime

costituite dalla spesa vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 6, 8

e 9 Laps e all’art. 22 Las, che contempla delle deroghe ai disposti appena citati

della Laps (cfr. consid. 2.4.), sono elencati in modo esaustivo.

Di conseguenza, una volta

conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale ordinaria di

un assicurato, non è possibile computarne altre non previste dalla Laps, né

dalla Las.

A eventuali ulteriori

costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla lista esaustiva

delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite l’importo della soglia

di intervento (cfr. consid. 2.6.).

In simili condizioni, nel

rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di un principio

fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere

riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle funzioni

(principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines

Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STF 9C_423/2013 del 26

agosto 2014 consid. 4.2.; STFA H 231/02 del 20 agosto 2003 consid. 5), nel caso

in cui il diritto a un’eventuale prestazione assistenziale ordinaria sia

esaminato mediante un conteggio effettuato secondo i parametri indicati dalla

legge, ovvero tenendo conto di tutti quei redditi e quelle spese riguardanti il

richiedente che sono previsti dalla Laps e dalla LAS, l’USSI non può aggiungere

altri costi al fine di riconoscere il diritto all’assistenza sociale o aumentare

l’importo della prestazione a seconda di quanto preteso dal richiedente.

Pertanto gli ulteriori

costi fatti valere dalla ricorrente e menzionati sopra non possono essere

computati nel calcolo della prestazione assistenziale.

Ad ogni modo l’assistenza

sociale non deve servire a far fronte alle imposte correnti e arretrate. Il

pagamento delle imposte non fa parte del minimo sociale della persona assistita,

come peraltro evidenziato dall’USSI (cfr. doc. XVIII). In virtù del principio

della sussidiarietà che vige in ambito di assistenza sociale (cfr. consid. 2.2.)

il richiedente deve cercare di ottenere una proroga del pagamento o il condono

delle stesse (cfr. STF8C_232/2014 del 21 aprile 2015 consid. 5.2.4.). .

2.13

Le

spese relative alle partecipazioni ai costi sanitari, alle franchigie, alle spese

dentistiche e al premio dell’assicurazione domestica non vanno computate nel

calcolo della prestazione assistenziale ordinaria. Le stesse possono

eventualmente, in linea di principio, essere assunte quali prestazioni

assistenziali speciali alle condizioni qui di seguito esposte.

In

effetti l'art. 20 Las, concernente le prestazioni speciali, enuncia:

"

Le prestazioni speciali sono

destinate a coprire dei bisogni particolari, quali ad esempio:

a) spese di formazione;

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e

spese straordinarie dovute a malattia o handicap;

c) determinate assicurazioni;

d) misure che favoriscono l’integrazione sociale e

l’inserimento professionale;

e) spese di collocamento diurno di figli minorenni;

f) spese di collocamento in istituto;

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

Possono inoltre essere concesse prestazioni speciali

per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio

superiori ai limiti previsti dall’art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate alle

prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del beneficiario

raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il bisogno

specifico cui esse sono destinate.

(cpv. 3).

A titolo di prestito da rimborsare possono essere

versate in particolare: il deposito di garanzia relativo alla locazione, gli

arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi partecipazioni e

franchigie nell’ambito della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal)

del 18 marzo 1994. (cpv. 4)" (La sottolineatura è del redattore)

E’

utile rilevare che l’art. 20 cpv. 4 Las relativo alla possibilità di ottenere

determinate prestazioni speciali (deposito di garanzia relativo alla locazione,

arretrati di pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e

franchigie LAMal) a titolo di prestito da rimborsare è in vigore dal 15

febbraio 2013 (cfr. BU del 15 febbraio 2013 pag. 97).

In

proposito nel Messaggio del 15 ottobre 2012 n. 6697 relativo al Preventivo

2013.

(mod. L. tributaria - mod. LAPS - mod. LOC - mod. LACD - mod. LAS - DL

contributo straordinario dipendenti, magistrati e CdS - DL partecipazione

finanziaria comunale al risanamento finanziario del Cantone 2013 - DL urgente

programma di risanamento finanziario, Roadmap 2013-2014), p.to 2.3.

è stato indicato:

"

(…) si coglie occasione di

introdurre un nuovo capoverso 4 all’art. 20 Las, precisando che le prestazioni

che concernono i depositi di garanzia relativi alle pigioni, gli arretrati di

pigioni o di spese di elettricità o di premi per partecipazioni e franchigie

nell'ambito della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal), vengono

accordate da parte dell’Ufficio del sostegno sociale e inserimento a titolo di

prestazioni speciali sotto la forma di prestito che deve essere restituito.

Questa modifica legale non comporta

cambiamenti né di prassi né ha effetti sulla spesa.

Essa sancisce di fatto nella Legge

sull’assistenza sociale (Las) la prassi già in vigore dal 2005 presso l’Ufficio

del sostegno sociale e inserimento e permette di garantire il rispetto dei

principi di legalità e parità di trattamento.

(…)”

Le

prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a

bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in

termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il

loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di

bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse anche quando

il reddito disponibile supera di poco la soglia d’intervento (cfr.

Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4; STCA 42.2004.3 del 17 maggio

2005, pubblicata in RtiD II-2005 N. 14 pag. 59 segg.).

2.14

Relativamente alla tassa

d’esenzione dell’obbligo militare (cfr. doc. F; T), giova evidenziare che tale

tassa, prevista dalla legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo

militare (LTEO), è un tributo, di carattere sostitutivo, che ha lo scopo di

garantire equilibrio tra le prestazioni fornite da chi compie il servizio

militare o civile e chi vi è liberato, in ossequio della parità di trattamento

(cfr. STF 2C_226/2010 del 19 novembre 2010).

Il Tribunale federale, in

una sentenza 8C_232/2014 del 21 aprile 2015, ha stabilito che la tassa di

esenzione dal servizio militare non va assunta dall’assistenza sociale nemmeno

quale prestazione assistenziale speciale.

In particolare l’Alta

Corte si è espressa come segue:

" (…)

5.2.3

Comme l'ont relevé

les premiers juges, la réglementation sur l'aide sociale vaudoise ne prévoit

pas la prise en compte de la taxe d'exemption de l'obligation de servir dans

les prestations relevant du RI, notamment au titre de frais particuliers. En

tant que célibataire, le recourant perçoit un forfait "entretien et

intégration sociale" pour personne seule, un supplément pour le loyer et

un forfait "frais particuliers", comme toute autre personne (homme ou

femme) dans une situation économique comparable à la sienne. Sous l'angle de

l'aide sociale, on ne voit pas que la législation vaudoise établirait une

discrimination entre hommes et femmes ou entre hommes de nationalité suisse et

étrangère dans une situation semblable. La différence de traitement dont se

prévaut le recourant ne découle pas de la législation cantonale sur l'aide

sociale mais elle est inhérente au système constitutionnel suisse qui astreint

au service militaire seuls les hommes de nationalité suisse (art. 59 al. 1

Cst.), respectivement au paiement d'une taxe tout homme de nationalité suisse

qui n'accomplit pas son service militaire ou son service de remplacement (art.

59.

al. 3 Cst.). On relèvera que la différence de traitement dont se plaint le

recourant se retrouve aussi dans le cas des personnes qui ne sont pas

dépendantes de l'aide sociale. On notera encore au passage, comme l'a jugé à

maintes reprises le Tribunal fédéral, que l'art. 59 Cst. prime, en tant que lex

specialis, sur le principe général d'égalité de traitement de l'art. 8 Cst. Le

fait que seuls les hommes de nationalité suisse sont astreints au paiement de

la taxe d'exemption est ainsi conforme à la constitution (cf. arrêt 2C_221/2009

du 21 janvier 2010 consid. 2.1, in StR, 65 2010 332 et AJP, 2010 789).“

Come per le imposte (cfr.

consid. 2.12.), anche nel caso della tassa d’esenzione militare il richiedente

deve piuttosto cercare di ottenere una proroga o un condono della stessa (cfr.

art. 37 LTEO).

2.15

La ricorrente ha lamentato il

fatto di dover sostenere una parte degli oneri connessi allo studio

universitario in economia a __________ del figlio, in particolare sarebbero

arretrate tre pigioni dell’appartamento di quest’ultimo, in quanto __________

non riceve un assegno allo studio nella misura massima (cfr. doc. I p.to 6).

Dalla decisione

dell’Ufficio borse di studio e dei sussidi del 22 settembre 2014 si evince che

al figlio dell’insorgente per l’anno scolastico 2014-2015 è stato riconosciuto

un assegno di studio di fr. 7'772.-- (cfr. doc. 153).

Ai sensi dell’art. 10 cpv.

3.

del Regolamento delle borse di studio in valido fino al 31 maggio 2015 (dal

1° giugno 2015 è in vigore la nuova legge sugli aiuti allo studio approvata dal

Gran Consiglio il 23 febbraio 2015; cfr. BU 2015, 184) l’assegno annuo massimo

è in effetti di fr. 16'000.--.

Il TCA, in proposito,

ricorda che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio della

sussidiarietà (art. 2 Las; 13 Laps; consid. 2.2.; DTF 137 V 143; STF

8C_196/2010 del 19 luglio 2010 consid. 5.4.).

Inoltre in una sentenza

2C_244/2008 del 5 giugno 2009 il Tribunale federale ha ribadito che "secondo

l'art. 14 Cost./TI, il quale elenca gli obiettivi sociali perseguiti, il

Cantone provvede affinché ognuno possa beneficiare di un'istruzione e di una

formazione adeguata e possa perfezionarsi conformemente ai suoi desideri e alle

sue attitudini (lett. f). L'art. 19 cpv. 1 LSc sancisce che il Cantone

favorisce l'accesso alla formazione (...) con la concessione di assegni di

studio e di prestiti di studio (...), se il richiedente è in possesso del

certificato di studi adeguato. Gli assegni e i prestiti di studio sono

accordati a ticinesi e confederati domiciliati nel Cantone Ticino e a stranieri

ivi residenti da almeno cinque anni (art. 20 cpv. 1 LSc). Gli stessi vengono

concessi dal Consiglio di Stato anno per anno e per la durata minima del ciclo

di studi, quale aiuto complementare alla famiglia per la formazione dei figli,

e sono commisurati alle spese derivanti dagli studi e alle possibilità

economiche del richiedente e della sua famiglia (art. 21 cpv. 1 e 2 LSc)”. (La

sottolineatura è del redattore)

Al riguardo cfr. pure STCA

42.2011.4

del 25 agosto 2011, pubblicata in RtiD I-2012 N. 9 pag. 28.

Le disposizioni COSAS al

p.to H.6 del dicembre 2007 prevedono peraltro che:

" Prima

formazione dei maggiorenni

Per principio, la prima formazione fa parte degli obblighi di

mantenimento dei genitori. Questo obbligo di mantenimento vale anche nel caso

in cui un maggiorenne è privo di una formazione appropriata (art. 277 cpv. 2

CCS). Se non è possibile esigere dai genitori l’obbligo di mantenimento e di

finanziamento della formazione del figlio maggiorenne e se le entrate (salario,

borse di studio, contributi di fondi e di fondazioni, ecc.) non sono

sufficienti a coprire il mantenimento e le spese legate alla formazione,

l’autorità preposta all’intervento sociale può decidere di versare un

sostegno complementare.”(La sottolineatura è del redattore)

Da una parte, quindi,

l’aiuto allo studio avviene, secondo l’art. 19 della legge sulla scuola valido

fino al 31 maggio 2015 e giusta l’art. 1 della legge sugli aiuti alo studio in

vigore dal 1° giugno 2015, mediante la concessione di borse di studio,

dall’altra, l’assistenza sociale può eventualmente decidere in un

secondo tempo, in virtù del principio della sussidiarietà, di intervenire

versando un sostegno complementare.

Ad ogni modo prima che l’assistenza

sociale decida in una particolare fattispecie se fornire o meno una prestazione,

il richiedente deve avere esaurito le possibili vie prioritarie per, se del

caso, accedere ad aiuti allo studio, ad esempio borse di studio (assegni e

prestiti di studio), contributi di fondi e di fondazioni.

In concreto non risulta

che __________ abbia postulato la concessione di un prestito di studio al fine

di integrare l’assegno ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 vRegolamento delle borse di

studio, né che abbia chiesto l’aiuto di fondazioni private.

Va poi sottolineato che

per ridurre i costi connessi allo studio fuori Cantone, invece di alloggiare in

un appartamento, vi è la possibilità di far capo a dei foyers per

studenti con rette inferiori all’importo di fr. 750.-- relativo al contratto di

locazione del figlio dell’insorgente (cfr. www.__________).

In simili

condizioni, un aiuto da parte dell’assistenza sociale, che interviene solo a

carattere del tutto sussidiario, deve essere escluso.

Per quanto

attiene le pigioni arretrate del figlio a __________, giova, infine, segnalare

che l’assistenza sociale non ha come scopo quello di estinguere i debiti, bensì

di permettere al beneficiario di prestazioni assistenziali di far fronte a

necessità contingenti (cfr. doc. XVIII; STF 8C_866/2014 del 14 aprile 2015; STF

8C_75/2014 del 16 luglio 2014; DTF 136 I 129).

2.16

Alla luce di tutto quanto

esposto, occorre concludere che l’USSI a ragione ha negato alla ricorrente una

prestazione assistenziale richiesta nel settembre 2014.

In effetti, anche tenendo

conto di un premio della cassa malati per il figlio di fr. 4'594.- invece di

fr. 4'526 computati dall’amministrazione (cfr. consid. 2.10.) e del contributo

AVS minimo per __________ per il 2014 di fr. 480.- (cfr. consid. 2.11.), l’insorgente

non presenta comunque alcuna lacuna di reddito Las.

I redditi computabili

della sua unità di riferimento corrispondono a fr. 52'735.-- (fr. 38’923 di

reddito da attività lavorativa, doc. 165-168 + fr. 12 reddito da titoli e capitali

+ fr. 10'800 alimenti per __________, doc. 113 + fr. 3'000 assegni familiari;

doc. 55-56), pari a fr. 4'394.-- al mese (cfr. doc. 55).

La sostanza computabile

risulta nulla (cfr. doc. 56).

Le spese computabili sono

composte della spesa per l’alloggio di fr. 15’000 annui (cfr. consid. 2.13.), dei

premi dell’assicurazione malattia di fr. 4'965 annui per la ricorrente e di fr.

4'594 all’anno per __________ (cfr. consid. 2.10.), delle spese professionali

di trasporto di fr. 603, delle spese professionali di doppia economia domestica

di fr. 1'072 (cfr. doc. 56), dei contributi AVS per la ricorrente di fr. 6'025

(cfr. doc. 56) e del contributo AVS minimo per __________ di fr. 480 (cfr.

consid. 2.11.).

Esse, globalmente,

ammontano a fr. 32'739.- annui, pari a fr. 2'728.- al mese.

Di conseguenza il reddito

disponibile residuale (cfr. art. 18, 22 Las) della ricorrente ammonta a fr.

19'996.-- (redditi computabili di fr. 52'735.-- - spese computabili di fr. 32’739.--),

pari a fr. 1’666.-- al mese.

La soglia di intervento

per il 2014 dell’insorgente e del figlio corrisponde a fr. 1'595.-- al mese

(cfr. consid. 2.6.; doc. 55).

Come indicato sopra (cfr.

art. 18 Las; consid. 2.3.), hanno diritto alla prestazione assistenziale

ordinaria coloro il cui reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni

sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non

raggiunge la soglia di intervento.

In casu i sussidi della

cassa malati ammontano a fr. 534.-- (cfr. doc. 55).

In concreto la ricorrente

non presenta alcuna lacuna di reddito mensile, siccome la somma del reddito

disponibile residuale e dei sussidi di cassa malati risulta più elevata della

soglia di intervento di fr. 605.-- al mese [(fr. 1'666.-- + fr. 534.--)

- fr. 1'595.--].

2.17

Deve ancora essere verificato

se la ricorrente può essere posta al beneficio del gratuito patrocinio (cfr.

doc. II).

Secondo

l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito

patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza

giudiziaria.

L'art.

2.

della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -

del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13

maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:

" L’assistenza

giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri

della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi

diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative."

Inoltre

giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione

dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;

all’ammissione al gratuito patrocinio.

I

presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in

principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato

è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di

esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

Per

valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la

giurisprudenza federale, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al

di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR

1998.

IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c).

Al

minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%

(cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

Dalle carte processuali emerge che la ricorrente ha un reddito da

attività lavorativa di fr. 2'953 netti al mese (cfr.doc. XIV), al quale va

aggiunto l’importo di fr. 900.-- al mese quali alimenti per il figlio __________

(cfr. doc. 113) e gli assegni familiari di fr. 250 per il figlio agli studi

(cfr. doc. 87; 88).

I redditi globali

ammontano, perciò, a fr. 4'103.-- al mese.

Per quanto riguarda il

calcolo del fabbisogno, all’insorgente e al figlio deve essere applicato

l’importo base mensile di fr. 1'950, stabilito per il calcolo del minimo

esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento, quale Autorità di vigilanza

cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009, tuttora in uso.

Tale importo comprende già

le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute,

oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo

del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° settembre

2009).

Al minimo esecutivo va

aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%, secondo la giurisprudenza

citata.

In casu,

aggiungendo all’importo di base di fr. 1’950.-- il supplemento del 15-25% (25%

corrisponde a fr. 487.-- e il 15% a fr. 292.--, cfr. su questo punto la STF

9C_89/2014 del 1° maggio 2014 nella quale il TF ha confermato l’importo di fr.

200.

-- quale supplemento di procedura per una persona sola applicato dal

Tribunale cantonale di Neuchâtel), si ottiene un fabbisogno che si situa tra i

fr. 2'242 e i fr. 2'437.

Va poi computata la

pigione mensile di fr. 1’350.-- (doc. 91), i premi di cassa malati per il 2015,

già dedotto il sussidio, di complessivi fr. 158.-- al mese (cfr. doc. R; XIV), le

spese professionali di fr. 140.-- al mese (cfr. doc. 87), il costo dell’assicurazione

di economia domestica di fr. 24.-- al mese (cfr. doc. T; in proposito, A.

Bühler, Betreibung- und prozessrechtliches Existenzminimum, in AJP 2002,

pag. 654 e STF 5P.250/2002 del 20 settembre 2002 consid. 4.3), le imposte di

fr. 50.-- mensili (cfr. doc. T) e le imposte cantonali e comunali arretrate per

il 2012 e 2013 di fr. 100.-- al mese (cfr. doc. T; STF 8C_909/2014 del 6 maggio

2015.

consid. 3.3.; STFA B45/05 del 13 aprile 2006 consid. 7.2.2.; STFA I 633/02

del 18 giugno 2003 consid. 5.2.), per complessivi fr. 1'822.-- mensili.

Le uscite mensili

corrispondono dunque a fr. 4'064 se si tiene conto di un fabbisogno aumentato

del 15% (fr. 2'242 + 1'822) e a fr. 4'259 se si considera un fabbisogno

incrementato del 25% (fr. 2'437 + fr. 1'822).

Ne discende che la

situazione finanziaria dell’insorgente oscilla tra un’eccedenza di reddito di

fr. 39.-- al mese (fr. 4'103 – fr. 4'064) e un disavanzo di fr. 156.-- al mese

(fr. 4'103 – fr. 4'259).

In simili condizioni,

l’insorgente può essere considerata indigente.

Al riguardo va osservato

che è possibile prescindere dall’accertare se al figlio della ricorrente sia

stato concesso nuovamente un assegno di studio per l’anno scolastico 2015-2016,

visto che lo stesso va ad ogni modo a coprire i costi supplementari connessi

allo studio universitario non considerati in concreto nel calcolo del

fabbisogno.

Visto

che anche le altre due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono

adempiute, l'istanza tendente alla concessione del gratuito patrocinio va

accolta riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione

economica dell’insorgente dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 6 LAG;

relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti al TF: cfr. art.

64.

cpv. 4 LTF; art 152 cpv. 3 vOG; STF 9C_916/2009 del 30 agosto 2010 consid.

10.2

; STF I 472/06 del 21 agosto 2007 consid. 7.2.; STFA K 146/03 del 4 maggio

2004.

consid. 7.1.; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002 consid. 5a, parzialmente

pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di gratuito

patrocinio è accolta.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti