42.2016.8
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23 gennaio 2017Italiano37 min
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Raccomandata
Incarto
n.
42.2016.8
rs
Lugano
23 gennaio 2017
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 27 aprile 2016 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 14 marzo 2016 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in
fatto
1.1. Questo Tribunale, con
sentenza 42.2014.9 dell’8 ottobre 2014, ha respinto il ricorso interposto da RI
1 (nato il __________ 1968 e in possesso di una formazione universitaria in __________
conseguita negli __________ ritenuta dalla Conferenza dei Rettori delle
Università Svizzere paragonabile formalmente a un bachelor nello stesso ramo di
studio rilasciato da un’università svizzera), allora al beneficio di
prestazioni assistenziali ordinarie, contro la decisione su reclamo del 30
maggio 2014 - che avallava la decisione del 7 maggio 2014 - con cui l’Ufficio
del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito: USSI) gli aveva negato il
sostegno finanziario per svolgere la formazione “Master in __________” presso
l’Università __________ (in seguito: __________) che risultava non ancora
iniziata.
Con giudizio 8C_803/2014
del 14 gennaio 2015 il Tribunale federale ha ritenuto inammissibile il ricorso
inoltrato da RI 1 contro la sentenza dell’8 ottobre 2014 (inc. 42.2014.9), in
quanto l’impugnativa non adempiva i requisiti formali di motivazione.
1.2. Il TCA, con sentenza
42.2015.2 del 5 maggio 2015, ha poi respinto il ricorso inoltrato
dall’interessato contro la decisione su reclamo del 29 gennaio 2015 - che
confermava la decisione del 29 ottobre 2014 - con cui l’USSI, rilevata
nell’ottobre 2014 l’iscrizione dal 1° ottobre 2013 al Master in __________ presso
l’__________, formazione non riconosciuta dall’assistenza sociale (cfr. consid.
1.1.), gli aveva sospeso a far tempo dal 1° novembre 2014 il versamento delle
prestazioni assistenziali.
Il summenzionato giudizio
non è stato impugnato davanti al Tribunale federale dal ricorrente e di
conseguenza è cresciuto in giudicato.
1.3. Con decisione su reclamo del
14 marzo 2016 l’USSI ha confermato l’ordine di restituzione del 19 ottobre 2015
(cfr. fascicolo atti 1 doc. 31), con il quale ha chiesto a RI 1 la restituzione
della somma di fr. 37'725.--, pari a prestazioni assistenziali ordinarie e
speciali indebitamente percepite nel periodo dal 1° ottobre 2013 al 31 ottobre 2014.
Nella decisione su reclamo
del 14 marzo 2016 l’amministrazione ha rilevato:
" (…) nel
caso in oggetto con sentenza 8.10.2014 il tribunale cantonale delle
assicurazioni ha confermato che a ragione, l’USSI non ha più riconosciuto le
prestazioni di assistenza al qui reclamante per la seconda formazione e con
sentenza 5.5.2015 ha confermato l’interruzione delle prestazioni di assistenza
per il fatto che il qui reclamante aveva intrapreso la seconda formazione.
Ne risulta che in presenza di una seconda
formazione, la prestazione assistenziale per il periodo concomitante
interessato – da ottobre 2013 a ottobre 2014 – non era dovuta e
opportunatamente ne è stata chiesta la restituzione. La decisione di
restituzione può essere confermata. (…)” (Doc. A)
L’amministrazione ha,
inoltre, respinto la domanda di gratuito patrocinio per la procedura di reclamo
(cfr. doc. A).
1.4. RI 1, patrocinato dall’avv. RA
1, ha tempestivamente impugnato, il 27 aprile 2016, davanti al TCA la decisione
su reclamo del 14 marzo 2016, chiedendone l’annullamento (cfr. doc. I).
A sostegno della propria
pretesa ricorsuale l’insorgente ha addotto preliminarmente di avere dovuto far
capo il 3 giugno 2015 a un prestito di studio di fr. 9'000.-- per il quale è
stato allestito il relativo riconoscimento di debito e di aver attivato, il 25
ottobre 2015, una domanda di aiuto allo studio per l’anno scolastico 2015/2016,
con la conseguenza che la sua situazione finanziaria è notevolmente peggiorata
rispetto al 2013 quando non aveva alcun debito.
Egli ha precisato, inoltre,
di essere stato costretto nel mese di novembre 2014, allorché gli è stata tolta
la prestazione assistenziale, a vendere la sua autovettura, nonché a richiedere
un ulteriore prestito di studio per provvedere al sostentamento suo e della
moglie.
Il ricorrente ha fatto,
poi, valere che la decisione impugnata violerebbe l’art. 12 Cost. secondo cui
chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a se stesso ha diritto di
essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per
un’esistenza dignitosa. Il medesimo, ribadendo di non disporre dei mezzi necessari
per far fronte al minimo esistenziale suo e della moglie, ritiene che l’USSI
non disponga della facoltà di chiedergli la restituzione delle prestazioni con
effetto immediato.
L’insorgente menziona pure
l’art. 23 Las secondo cui le prestazioni assistenziali strettamente
indispensabili non possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia
personalmente colpevole del suo stato.
Egli sostiene che la sua
decisione di intraprendere una seconda formazione nell’intento di migliorare la
propria situazione economica e sociale non costituisce un abuso di diritto.
Il ricorrente ha pure
asserito di non essere stato informato dall’USSI nella decisione del 7 maggio
2014 (cfr. consid.1.1.), contrariamente a quanto preteso nell’ordine di
restituzione del 19 ottobre 2015, che se avesse iniziato il Master in “__________”,
sarebbe stato sospeso il versamento delle prestazioni a suo favore. Egli è del
parere che poteva, pertanto, credere in buona fede che le prestazioni assistenziali
minime gli sarebbero state garantite anche qualora avesse intrapreso il master
senza l’onere del rimborso.
Infine l’insorgente ha
osservato che “l’ordine di restituzione non può essere accettato, a maggior
ragione se si considera il fatto che il reclamante (n.d.r.: ricorrente) sta
svolgendo la propria formazione con il massimo impegno e ottenendo ottimi
risultati.
Rientra infatti negli
obblighi del beneficiario dell’aiuto sociale quello di ridurre il bisogno di
sostegno, ciò che deve avvenire non unicamente estendendo il campo di ricerca
di attività professionale, bensì anche migliorando la propria possibilità di
essere collocato sul mercato del lavoro.
Contrariamente a quanto
sostenuto in precedenza dall’USSI, in questo senso le disposizioni COSAS
prevedono la possibilità di finanziare una seconda formazione o una riqualifica
professionale se la prima formazione non permette di conseguire un reddito che
assicuri il mantenimento e se è probabile che una seconda formazione o una
riqualifica permettano di raggiungere l’obiettivo. Entrambi i requisiti
sono adempiuti nella fattispecie” (cfr. doc. I).
Sempre il 27 aprile 2016,
con istanza separata, RI 1, per il tramite del proprio legale, ha postulato
l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito
patrocinio dell’avv. RA 1 già per la fase pre-processuale (cfr. doc. II).
1.5. Con risposta del 27 aprile
2016 l’USSI ha proposto di respingere l’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).
in
diritto
2.1. Il TCA è chiamato a stabilire
se il ricorrente deve restituire oppure no l'importo di fr. 37'725.--,
corrispondente alle prestazioni assistenziali ordinarie e speciali percepite
nel periodo dal 1° ottobre 2013 al 31 ottobre 2014.
L’intervento della
pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza
sociale dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale normativa è stata
oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre
2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in
vigore il 1° febbraio 2003.
Questi cambiamenti sono
stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002 (cfr. FU
53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore anch’essa il 1°
febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il 1° ottobre 2006 sono,
peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e della Laps
(cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre
2006 pag. 313-317).
2.2. L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
L’art. 13 Laps, afferente
all’ordine delle prestazioni, enuncia del resto che:
"Le prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono
concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:
a) prima dell’erogazione delle prestazioni sociali di
complemento vanno erogate le riduzioni dei premi previsti nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 11 cpv. 1 lett. b) e le prestazioni
d’aiuto allo studio (art. 11 cpv. 1 lett. c), a cui i membri dell’unità di
riferimento hanno diritto;
b) ogni prestazione va erogata sino al massimo dell’importo
previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione che segue
nell’ordine;
c) nel calcolo di ogni prestazione vengono computate quelle
che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto o un’altra
persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."
Inoltre giusta l’art. 2
cpv. 1 Laps:
"Sono prestazioni sociali ai sensi della legge:
a) le riduzioni dei premi previste nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la Legge federale
sull’assicurazione malattie (LAMal) del 18 marzo 1994 e dalla relativa Legge
cantonale di applicazione;
b) l’aiuto sociale speciale e l’assegno per sportivi
d’élite o talenti artistici previsti dalla Legge sugli aiuti allo studio (LASt)
del 23 febbraio 2015;
c) la borsa di studio e l’assegno di tirocinio previsti
dalla legge sugli aiuti dello studio del 23 febbraio 2015;
d) l’assegno di riqualificazione professionale previsto
dalla Legge sugli aiuti allo studio del 23 febbraio 2015;
e) l’indennità straordinaria ai disoccupati prevista dalla
Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 13
ottobre 1997;
f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia del 18 dicembre 2008;
g) l’assegno di prima infanzia previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia del 18 dicembre 2008;
h) le prestazioni assistenziali previste dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971."
Anche dal Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali, p.to 8, si
evince che la priorità di intervento spetta alla partecipazione dei premi
dell’assicurazione contro le malattie, poiché questa è “obbligatoria per tutti
Fatti
i residenti del Cantone” (pag. 11). In seguito intervengono i sussidi per il
perfezionamento e la riqualifica professionale, le indennità straordinarie di
disoccupazione durante il periodo previsto per questi contributi, gli assegni
integrativi per i figli e gli assegni di prima infanzia. Le prestazioni
assistenziali costituiscono l’ultimo intervento sociale.
2.3. Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la
durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli
scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.
17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due
categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato
relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono la
differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le
prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente. (cpv. 2)."
Ex art. 19 Las,
concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."
L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti,
alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri
Cantoni.
L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5 novembre
2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha indicato
che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con il
concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla
Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati statistici
svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è considerata come
scientificamente attendibile e appropriata.
Il Dipartimento della
sanità e della socialità - DSS (ai sensi degli art. 48 Las e 1 Reg.Las esso è,
infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della Las e del suo
regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento) -, il 21 dicembre 2010, sentito il parere dell’USSI e della
Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, ha deciso, considerato, da un
lato, che la COSAS ha adottato il 21 ottobre 2010 una nuova versione delle
«direttive per il calcolo del sostegno sociale» (al riguardo, cfr.
"Inciter et intégrer: le système des nouvelles normes de la CSIAS" in
Repère social n° 72 dicembre 2005 - gennaio 2006 pag. 2 seg.), in vigore dal 1°
gennaio 2011 -che la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali
invita ad applicare-, come pure che tale modifica prevede l’adeguamento al
rincaro sulla base dell’indice dei salari e dei prezzi del forfait di
mantenimento in ambito di assistenza sociale, in analogia a quanto avviene
nell’ambito delle rendite AVS AI e delle prestazioni complementari, e che per
il 2011 è stato deciso un adattamento al rincaro pari al 1.75% del forfait di mantenimento,
che a far tempo dal 1° gennaio 2011 la soglia di intervento corrisponde:
" A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione
Persona
dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)
Forfait
globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS)
(fr./mese)
Supplemento
d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS)
(fr./mese)
Totale
(fr./mese)
1
persona
977.--
100.--
1077.--
Considerandi
2.
persone
1495.
--
100.
--
1595.
--
3.
persone
1818.
--
100.
--
1918.
--
4.
persone
2090.
--
100.
--
2190.
--
5.
persone
2364.
--
100.
--
2464.
--
6.
persone
2638.
--
100.
--
2738.
--
7.
persone
2912.
--
100.
--
3012.
--
Per
ogni persona supplementare
+
272.
--
-
+
272.
--
B. Supplemento
per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più (ripreso dalle
precedenti raccomandazioni della COSAS).
Per unità di riferimento
con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra
sono integrati da un supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive
persone di 16 o più anni di età; l'importo di tale supplemento è di 210.--
fr./mese per ognuna di queste persone."
(cfr. Direttive
riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2011 in BU
1/2011 del 14 gennaio 2011 pag. 35-36).
Tali importi
sono stati mantenuti anche per il 2012, il 2013, il 2014 ed il 2015 (cfr.
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2012
del 16 dicembre 2011; Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2013 del 20 dicembre 2012; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2014 del 1° gennaio 2014 e
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2015
pubblicate nel BU 9/2015 del 3 marzo 2015).
Per l’anno 2016 le Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali
prevedono dal 1° gennaio 2016 quanto segue:
Persone dell’unità di riferimento -
Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1.
persona
986.
--
2.
persone 1'509.--
3.
persone 1'834.--
4.
persone 2'110.--
5.
persone 2'386.--
Per ogni persona +
200.
--
supplementare
1.1
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più
persone di 16 anni o più
Per unità di riferimento con più di due persone di
almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento, assegnato all’unità di riferimento, corrispondente a CHF 200.–
mensili.
1.2
Supplemento di integrazione
a. Inserimento sociale
A tutte le persone che si impegnano in un percorso di
inserimento con la sottoscrizione di un contratto di inserimento sociale che
prevede la partecipazione ad un’attività di utilità pubblica (AUP), in aggiunta
al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un supplemento
d’integrazione di CHF 100.– al mese fino all’effettivo inizio dell’AUP.
Durante la durata dell’AUP viene accordato un
supplemento di integrazione di CHF 300.– al mese.
b. Inserimento professionale
A tutte le persone che si impegnano in un percorso di
inserimento con la sottoscrizione di un contratto di inserimento professionale
per partecipare alle misure previste dalla strategia interdipartimentale URC –
USSI, in aggiunta al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un
supplemento d’integrazione di CHF 100.– al mese fino al termine del contratto.”
(cfr. BU 58/2015 del 29 dicembre 2015 pag. 583 segg.).
2.4
L’art. 67 Las, relativo
all’obbligo di informazione in generale, prevede che:
" Il
richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi
dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali
e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai
rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.
(cpv. 1)
A richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente
privato o pubblico e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio,
rispettivamente dal segreto professionale. (cpv. 2)”
Giusta
l’art. 68 Las, afferente all’obbligo di informazione in particolare:
" L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente agli
organi dell’assistenza sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue
condizioni personali o finanziarie tale da implicare la modificazione, la
riduzione o la soppressione delle prestazioni assistenziali. (cpv. 1)
L’assistito
è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi dell’assistenza sociale
l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure l’eventuale sua intenzione
di soggiorni prolungati fuori del luogo di domicilio. (cpv. 2)”
2.5
Per quanto concerne le
prestazioni ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:
" Le prestazioni indebitamente percepite vanno
restituite alle condizioni di cui all’art. 26 Laps.”
Ai sensi
dell’art. 26 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il condono:
" La prestazione sociale indebitamente percepita deve
essere restituita. (cpv. 1)
Il diritto
di esigere la restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo
amministrativo competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso,
dopo cinque anni dal pagamento della prestazione. (cpv. 2)
La
restituzione è condonata, in tutto od in parte, se il titolare del diritto ha
percepito la prestazione indebita in buona fede e se, tenuto conto delle
condizioni economiche dell’unità di riferimento al momento della restituzione,
il provvedimento costituirebbe un onere troppo grave. (cpv. 3)"
Il Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene
all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite
indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal
1° gennaio 2007 Tribunale federale) in materia di prestazioni complementari
(cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).
Secondo l'art. 21 cpv. 4
Laps
"L'organo designato dalla legge speciale è inoltre competente
per le revisioni e per le decisioni di restituzione delle prestazioni
indebitamente percepite."
Ai sensi dell'art. 2
Reg.Las competente a decidere sulle domande d’assistenza e su ogni prestazione
assistenziale in genere, come pure sulle relative modifiche, a emanare le
decisioni di rimborso e a promuovere le azioni di regresso è l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento.
2.6
Secondo la giurisprudenza in
vigore in materia di restituzione in ambito LAVS che rimane applicabile anche
sotto l’egida della LPGA, applicabile alla LPC e quindi, secondo il tenore del
Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla
Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della revisione
processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può riesaminare una
decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata oggetto di un
controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la correzione ha
un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano nuovi elementi
o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione giuridica differente.
Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr. STFA C 25/00 del 20
ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad
art. 3 p. 68).
Per quel che concerne
l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare limite
generalmente valido. È infatti determinante l’insieme delle circostanze del
singolo caso (RCC 1989 p. 547).
È tenuto alla restituzione
ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un
profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è quindi stata erogata in
contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se
l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita
prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA C 25/00
del 20 ottobre 2000).
Il principio della
restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 LAVS, analogo alle regole del diritto
civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr. art. 62ss CO), ha beneficiato
di un complemento importante nell'ambito dell'AVS e delle leggi ad essa
correlate (art. 49 LAI e art. 27 LPC), nel senso che, se il principio della
restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo), la persona tenuta a
restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura distinta, il
condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la restituzione
costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase LAVS e art. 79
OAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et survivants,
pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).
Questo concetto è stato
pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.5.).
2.7
Nell’evenienza concreta questa
Corte, con sentenza 42.2014.9 dell’8 ottobre 2014, ha respinto il ricorso
interposto da RI 1 contro la decisione su reclamo del 30 maggio 2014 emessa
dall’USSI con cui gli era stato negato il sostegno finanziario per svolgere la
seconda formazione “Master in __________” presso l’Università __________ che
risultava non ancora iniziata (cfr. consid.1.1.).
La relativa impugnativa al
TF è stata ritenuta inammissibile (cfr. consid. 1.1.).
L’USSI, dopo essere venuto
a sapere il 23 ottobre 2014 da una lettera dell’USI (cfr. doc. 31; STCA
42.2015.2
del 5 maggio 2015 consid. 2.7.), circostanza peraltro non contestata
dall’insorgente, che quest’ultimo era iscritto al “Master in __________” presso
l’__________ dal 1° ottobre 2013, il 29 ottobre 2014 ha sospeso dal 1°
novembre 2014 il versamento delle prestazioni assistenziali a suo favore.
Il ricorso di RI 1 al TCA
contro la decisione su reclamo del 29 gennaio 2015 che ha confermato il
provvedimento del 29 ottobre 2014 è stato respinto. Il giudizio di questo
Tribunale è cresciuto incontestato in giudicato (cfr. consid. 1.2.).
In seguito
l’amministrazione, il 19 ottobre 2015, ha chiesto la restituzione delle
prestazioni assistenziali versate a torto all’insorgente dal 1° ottobre 2013
fino al 31 ottobre 2014 in quanto non era ancora al corrente dell’effettiva
iscrizione al Master dall’ottobre 2013.
La decisione del 19
ottobre 2015 è stata confermata dalla decisione su reclamo del 14 marzo 2016
(cfr. consid. 1.3.).
Il ricorrente ha
contestato la restituzione facendo valere, tra l’altro, di adempiere le
condizioni per beneficiare del finanziamento della seconda formazione
intrapresa presso l’__________, ossia il Master in __________, da parte
dell’assistenza sociale (cfr. doc. I p.to 11).
2.8
Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte innanzitutto evidenzia, come visto, di
essersi già chinata sul principio del rifiuto da parte dell’USSI - con
decisione del 7 maggio 2014 confermata dalla decisione su opposizione del 30
maggio 2014 (cfr. consid. 1.1). - di riconoscere e finanziare nel caso
dell’insorgente la seconda formazione presso l’__________, emanando l’8 ottobre
2014.
la STCA 42.2014.9.
Con
tale giudizio il TCA ha confermato l’operato dell’USSI, poiché non risultavano
ossequiati i presupposti per finanziare la seconda formazione in questione.
Più
specificamente questo Tribunale, facendo riferimento alla propria
giurisprudenza, ha rilevato che, anche volendo ritenere, per ipotesi, che
effettivamente la formazione universitaria in __________ del ricorrente svolta
negli __________ (cfr. consid.1.1.) e le sue esperienze lavorative a livello
internazionale nel settore commerciale non gli consentivano di conseguire un
reddito sufficiente al proprio mantenimento, il rifiuto di finanziare il Master
in __________ doveva comunque essere confermato, non essendo adempiute le
ulteriori condizioni per riconoscere la copertura di una seconda formazione da
parte dell’assistenza sociale.
In
particolare, in primo luogo, il Master in __________, svolgendosi a tempo pieno
su 4 semestri, ossia di regola su 2 anni, non risultava evidentemente di breve
durata, come per contro richiesto dalle disposizioni COSAS sulla seconda
formazione.
In
secondo luogo, il ricorrente non aveva dimostrato che tale Master migliorasse
notevolmente la sua collocabilità sul mercato del lavoro. Egli non aveva
segnatamente elencato in modo concreto le attività professionali che avrebbe
potuto effettivamente esercitare una volta ultimata la seconda formazione.
Infine il TCA ha rilevato
che, come indicato nelle disposizioni COSAS al punto H6, le preferenze
personali non rappresentano un motivo sufficiente per promuovere una seconda
formazione o una riqualifica professionale.
Il ricorso interposto
dall’insorgente contro la sentenza 42.2014.9 dell’8 ottobre 2014 è stato ritenuto
inammissibile dal Tribunale federale con giudizio 8C_803/2014 del 14 gennaio
2015, il quale ha puntualizzato che “… il ricorrente non si confronta
puntualmente, invocando l’arbitrio, con le motivazioni del Tribunale cantonale
delle assicurazioni, il quale ha spiegato, dopo aver illustrato in maniera
diffusa la propria giurisprudenza, come non fossero date per il ricorrente le
condizioni per finanziare una seconda formazione o una riqualifica
professionale” (cfr. consid. 1.1.).
Questa
Corte, il 5 maggio 2015 ha, inoltre, emanato un’ulteriore sentenza 42.2015.2
con cui ha confermato la decisione su reclamo del 29 gennaio 2015 nella
quale l’USSI ha stabilito che rettamente con decisione del 29 ottobre 2014, rilevata
in quel mese l’iscrizione dal 1° ottobre 2013 al Master in __________ presso l’__________
- che quale seconda formazione intrapresa dall’insorgente non poteva essere
finanziata dall’assistenza sociale conformemente a quanto deciso nella STCA
42.2014.9
dell’8 ottobre 2014 -, gli aveva sospeso a far tempo dal 1° novembre
2014.
il versamento delle prestazioni assistenziali (cfr. consid. 1.2.).
2.9
A seguito dell’acquisizione
di forza di cosa giudicata materiale un giudizio vincola le parti in procedure
successive, nel senso che esso si oppone all’emanazione di nuovi giudizi. In
nuove, successive ed identiche azioni la decisione non può più essere, quindi,
modificata, se non a determinate condizioni (cfr. STF 9C_840/2011 del 19 giugno
2012.
consid. 4.2.; U. Häfelin/G. Haller, Grundriss des allgemeinen Verwaltungsrechts,
Zurigo 1990, pag. 166; pag. 170 N 782), ossia se sono adempiute, nel caso di
sentenze emesse dal TCA, le condizioni della revisione ai sensi dell’art. 24
Lptca.
Una vertenza che ha
acquisito forza di cosa giudicata (materiale) non può, dunque, più essere
rimessa in discussione né dalle parti, né dai tribunali (cfr. STF 9C_527/2016
del 12 dicembre 2016 consid. 2.1.; STF 9C_840/2011 del 19 giugno 2012 consid.
4.2
; STF 9C_346/2007 del 23 gennaio 2008 consid. 4.2.).
Questa Corte, pertanto, in
virtù del principio “ne bis in idem”, corollario della forza di cosa giudicata,
non può nuovamente chinarsi sulla questione di sapere se il Master in __________
può o meno essere finanziato dall’assistenza sociale.
A tale questione il TCA ha
già ampiamente risposto con la sentenza 42.2014.9 dell’8 ottobre 2014, negando che
nel caso del ricorrente il Master possa essere riconosciuto dall’USSI.
Il ricorrente, del resto,
non ha fatto valere alcun elemento atto a giustificare un esame dei presupposti
della revisione della sentenza di questo Tribunale.
Le contestazioni sollevate
dall’insorgente circa il principio del finanziamento da parte dell’assistenza
sociale della seconda formazione “Master in __________” presso l’__________
sono conseguentemente inammissibili.
In proposito cfr. STCA
42.2014.20
dell’11 maggio 2015 consid. 2.11.
2.10
In simili condizioni, la
correttezza del rifiuto del finanziamento del Master in __________ iniziato
nell’ottobre 2013, tramite l’emanazione della sentenza del TCA dell’8 ottobre
2014.
il cui ricorso al TF è stato considerato inammissibile, è un punto fermo
per la presente vertenza.
Ne discende che nel
periodo ottobre 2013 - ottobre 2014 il ricorrente non aveva diritto alle
prestazioni assistenziali erogategli invece dall’amministrazione che non era
ancora al corrente – fino al 23 ottobre 2014 (cfr. consid. 2.7.; doc. 31; STCA
42.2015.2
del 5 maggio 2015 consid. 2.7.) – dell’effettiva iscrizione all’__________.
Nella fattispecie sono,
inoltre, adempiuti i presupposti della revisione processuale (cfr. consid. 2.6.).
In effetti tramite la
lettera dell’__________ del 23 ottobre 2014 in cui era indicato che il
ricorrente era iscritto al Master in questione da ottobre 2013 (cfr. consid. 2.7.;
doc. 31; STCA 42.2015.2 del 5 maggio 2015 consid. 2.7.) è emerso un fatto nuovo
atto a indurre a una conclusione giuridica diversa rispetto ai calcoli iniziali
delle prestazioni assistenziali.
E’, quindi, evidente che le
decisioni relative all’attribuzione di prestazioni assistenziali per il lasso
di tempo ottobre 2013 - ottobre 2014 andavano riviste.
Di conseguenza l’insorgente,
da un profilo oggettivo, ha effettivamente percepito indebitamente le
prestazioni assistenziali da ottobre 2013 a ottobre 2014.
Al riguardo
è utile ribadire (cfr. consid. 2.6.) che è tenuto alla restituzione ogni
assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo,
non aveva diritto. Un assicurato deve restituire la prestazione che gli è stata
erogata in contrasto con la legge. Infatti è determinante la necessità di
ristabilire l’ordine legale dopo la scoperta del fatto nuovo. A questo stadio è
irrilevante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha
ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto
di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (cfr. DTF 122 V 134
consid. 2e; STFA P 91/02 dell'8 marzo 2004 consid. 3.2.; STFA P 17/02 del 2
dicembre 2002; STFA P 40/99 del 16 maggio 2001; STFA C 25/00 del 20 ottobre 2000;
Widmer, Die Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen,
Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese).
Pertanto le censure
sollevate dall’insorgente secondo cui, da un lato, l’USSI non l’avrebbe
avvertito che se avesse intrapreso il Master, il versamento delle prestazioni
assistenziali sarebbe stato sospeso (cfr. doc. I p.to 9), dall’altro, sarebbe
confrontato con una difficile situazione economica (cfr. doc. I p.to 6),
risultano irricevibili.
Le stesse, riguardando le
condizioni del condono (buona fede e onere troppo grave; cfr. consid. 2.5.;
2.6
), saranno esaminate nella procedura successiva relativa al condono.
In proposito il TCA
ricorda che per costante giurisprudenza federale, è possibile pronunciare una
decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della
decisione di restituzione, ritenuto che unicamente in quel caso tale obbligo è
stabilito definitivamente (cfr. STF 9C_211/2009 del 26 febbraio 2010; STF
8C_130/2008 dell'11 luglio 2008; STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009).
L’USSI ha, del resto,
precisato che la richiesta implicita di condono di RI 1 sarà valutata con una
successiva e separata decisione, dopo che la decisione concernente il rimborso
sarà cresciuta in giudicato (cfr.doc. A; V).
2.11
Gli art. 12 Cost. federale e 23
Las, invocati dal ricorrente, non gli sono infine di alcun ausilio. In effetti,
contrariamente a quanto il medesimo fa valere nel ricorso (cfr. doc. I p.to 7),
l’ordine di restituzione non viola tali norme.
L’art. 12 Cost. garantisce
il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza, prevedendo che:
" Chi è nel
bisogno e non è in grado di provvedere a se stesso ha diritto d’essere aiutato
e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un’esistenza
dignitosa."
Per costante
giurisprudenza, secondo l'art. 12 Cost., chi è nel bisogno e non è in grado di
provvedere a se stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i
mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa. L'aiuto in situazioni di
bisogno è subordinato al rispetto del principio di sussidiarietà, nel senso che
non può prevalersene colui che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con
le proprie forze i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale
persona non è considerata versare in una situazione di bisogno, presupposto
necessario per poter beneficiare di un aiuto. Inoltre, la Costituzione federale
garantisce soltanto il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore
federale, cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità
(cfr. STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid. 6; DTF 135 I 119 consid. 7.4.;
DTF 131 I 166 consid. 4.1 pag. 173; DTF 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75; DTF 134 I
70).
L’art. 12 Cost. non
garantisce un reddito minimo, bensì unicamente quanto indispensabile alla
sopravvivenza (sostentamento, alloggio, abbigliamento, cure medico-sanitarie di
base; cfr. STF 8C_138/2016 del 6 settembre 2016 consid. 5.1.; STF 8C_1041/2012
dell’11 luglio 2013 consid. 1.1.;STF 8C_3/2007 del’8 giugno 2007; STF
8C_799/2011 del 10 giugno 2012 consid. 4.2.).
L’incasso dell’importo
stabilito con decisione di restituzione, la quale come nel caso di specie deve
determinare il principio del rimborso e il relativo ammontare corrispondente a
quanto oggettivamente percepito a torto, può avvenire mediante rate confacenti
alle esigenze della persona interessata previo accordo con l’USSI e comunque,
nel caso in cui si metta in atto una procedura di esecuzione forzata sulla base
della Legge sull’esecuzione e i fallimenti (LEF), verrà conservato il minimo
esistenziale, nel senso che non possono essere pignorati oggetti indispensabili
a garantire una qualità di vita minima (cfr. art. 92 LEF), né la parte dell’eventuale
salario indispensabile a garantire il minimo vitale della persona in questione
e della sua famiglia (art. 93 LEF).
In tal modo, quindi, in
caso di obbligo di restituzione la garanzia dell’art. 12 Cost. risulta
ossequiata.
Per quanto attiene
all’art. 23 Las secondo cui le prestazioni assistenziali strettamente
indispensabili non possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia personalmente
colpevole del suo stato, giova osservare che in casu non si è confrontati con
un rifiuto di prestazioni assistenziali, bensì con la richiesta di restituzione
di prestazioni percepite indebitamente in passato (da ottobre 2013 a ottobre
2014). Come appena visto, nell’esecuzione della restituzione si tiene in ogni
caso conto del minimo vitale della persona colpita dall’ordine di rimborso.
2.12
Alla luce di tutto quanto
esposto, occorre concludere che a ragione l’USSI il 19 ottobre 2015 - e quindi
entro l’anno di perenzione relativa dal momento in cui ha avuto conoscenza
dell’iscrizione all’__________, e meglio dal 23 ottobre 2014 (cfr. art. 26 cpv.
2.
Laps applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 36 Las; consid. 2.5.,
2.7
; doc. 31; STCA 42.2015.2 del 5 maggio 2015 consid. 2.7.) - ha emesso
l’ordine di restituzione delle prestazioni assistenziali percepite dal
ricorrente nel periodo ottobre 2013 - ottobre 2014 allorché il medesimo
frequentava il Master __________ presso l’__________.
2.13
Occorre ora stabilire se
l’importo chiesto in restituzione di fr. 37'725.-- sia corretto.
L’USSI ha determinato
l’ammontare di fr. 37'725.-- sommando gli interi importi delle prestazioni
assistenziali ordinarie e speciali versati all’insorgente da ottobre 2013 a
ottobre 2014 (cfr. fascicolo atti 1 doc. 31).
Tenuto
conto di tutto quanto stabilito sopra, e meglio che il ricorrente nei mesi in
questione, svolgendo il Master presso l’__________ per il quale l’USSI aveva
negato il finanziamento, ha percepito a torto l’integralità delle prestazioni
assistenziali, non presta fianco a critica alcuna la conclusione della parte
resistente secondo cui vanno rimborsate le intere prestazioni ordinarie e
speciali di cui l’insorgente ha beneficiato nei mesi da ottobre 2013 a ottobre
2014.
Del
resto la parte ricorrente non ha formulato specifiche censure in merito
all’entità della somma chiesta in restituzione.
2.14
Stante quanto
precede, la decisione su reclamo del 14 marzo 2016 deve, conseguentemente,
essere confermata.
2.15
Deve ancora essere verificato
se il ricorrente può essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con
gratuito patrocinio (cfr. doc. II).
In
realtà la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa
solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al
TCA in materia di assistenza sociale è per principio
gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.
L'art.
2.
della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:
" L’assistenza
giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della
procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti
davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre giusta l’art. 3
cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e
dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione
al gratuito patrocinio.
I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF
125.
V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
Il TCA, nella presente
fattispecie, ritiene che, indipendentemente dalla circostanza che la parte
ricorrente, nonostante l’esplicita richiesta da parte del TCA (cfr. doc. IV),
non abbia prodotto il “certificato municipale per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria”, né la documentazione economica
dimostrante lo stato d’indigenza, non sia soddisfatto il requisito della
probabilità di esito favorevole (cfr. STF 8C_563/2010 del 29 settembre 2010;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001; STFA I 446/00 dell'8 febbraio 2001; STFA U
220/99 del 26 settembre 2000; STFA 1P.569/2001 del 17 ottobre 2001; DTF 119 Ia
253.
consid. 3b).
Tale presupposto difetta
quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di
condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in
considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STF 9C_37/2012+9C_106/2012
del 16 gennaio 2013 consid. 3.2.; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N.;
RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F.
Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano
2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).
A tal proposito si osserva
che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un
criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito,
il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di
essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente
ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STF 8C_26/2010 del 27
maggio 2010;8C_253/2007 del 23 gennaio 2008; STFA K 75/05 del 9 agosto 2005; STFA
I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29 agosto 2005; STFA non pubbl.
del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).
Inoltre, quando le
prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime
sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono
essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304
consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini, op. cit., ad art.
157, pag. 491, nota 591).
Nel caso concreto, alla
luce della Las, della Laps e della giurisprudenza pubblicata nel sito www.bger.ch,
rispettivamente www.sentenze.ti.ch, la
presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente sommario, destinata
all'insuccesso già al momento della presentazione dell'istanza, in quanto le
prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di
perdere la causa.
In effetti, come esposto
ai considerandi precedenti, tenuto conto della documentazione agli atti, in
particolare del fatto che il TCA si sia già pronunciato con sentenza 42.2014.9
dell’8 ottobre 2014 in merito alla correttezza del diniego da parte dell’USSI di
finanziare la seconda formazione (Master in __________ presso l’__________) intrapresa
dall’insorgente, emerge in modo indubbio che il ricorrente deve restituire
quanto percepito dal 1° ottobre 2013 fino al 31 ottobre 2014.
Inoltre gli elementi
fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di apprezzamento del
TCA.
Di primo acchito, dunque,
si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità di esito
favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; STCA 38.2007.100 del 25 febbraio
2008; STCA 35.2002.12 del 21 maggio 2002; STCA 35.2002.32 del 9 luglio 2002).
In simili condizioni, non
essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti cumulativi, la
domanda di gratuito patrocinio deve essere respinta.
2.16
Il ricorrente ha pure
postulato il gratuito patrocinio per la procedura di reclamo (cfr. doc. II pag.
2) negatogli con decisione su reclamo del 14 marzo 2016 (cfr. doc. A; consid.
1.3
).
L'art.
37.
LPGA, relativo alla rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti
all'assicuratore, applicabile in virtù del rinvio di cui agli art. 65 Las e 33
cpv. 3 Laps, prevede:
" La parte può farsi
rappresentare, se non deve agire personalmente, o farsi patrocinare nella
misura in cui l’urgenza di un’inchiesta non lo escluda. (cpv. 1)
L’assicuratore può
esigere che il rappresentante giustifichi i suoi poteri con una procura
scritta. (cpv. 2)
Finché la parte non
revochi la procura l’assicuratore comunica con il rappresentante. (cpv. 3)
Se le circostanze lo
esigono, il richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito. (cpv. 4)"
Qualora,
dunque, un assicurato non disponga di sufficienti mezzi finanziari, le sue
conclusioni non siano sprovviste di possibilità di successo e la lite non sia
priva di difficoltà di ordine fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito
patrocinio nella procedura di opposizione del diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. SVR 2004 EL Nr. 4).
Al
riguardo cfr. anche STFA C 254/04 del 15 marzo 2005; Plädoyer
1/05 pag. 70-71; RtiD I-2005 N. 46 pag. 177.
In
casu, alla luce di quanto esposto al considerando precedente in merito al fatto
che il procedimento non aveva probabilità di esito favorevole, a ragione l’USSI
con la decisione su reclamo impugnata ha negato il gratuito patrocinio per la
procedura di reclamo (cfr. doc. A).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. L'istanza tendente alla
concessione del gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale dinanzi al TCA
è respinta.
3. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti