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Decisione

42.2017.52

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

15 marzo 2018Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

I beni immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di

comproprietà) in possesso di un beneficiario sono considerati quali risorse

private del medesimo. I proprietari di beni immobiliari non devono essere

soggetti a un trattamento diverso rispetto ai detentori di risparmi o titoli.

Per quanto concerne invece uno stabile occupato dal beneficiario

stesso, si rinuncerà ad esigerne la vendita, qualora le condizioni per

mantenere tale alloggio dovessero essere equivalenti o più favorevoli di quelle

di mercato (v. capitolo B.3).

Nei casi in cui la prestazione di sostegno sociale fosse poco

rilevante, o se l’intervento rappresenta un contributo solo momentaneo, o se il

rica­vato dalla vendita del bene fosse troppo esiguo e così via, l’autorità del

sostegno sociale potrà ugualmente rinunciare a esigere la liquidazione del bene

immobile.

I beni immobiliari situati all’estero sono da considerare, per

principio, come quelli che si trovano in Svizzera.

Se l’autorità competente giudica opportuno che il beneficiario

possa conservare l’immobile, si tratterà d’iscrivere un’ipoteca legale

esigibile al momento dell’alienazione dell’immobile o del decesso del

beneficiario.”

Riguardo

alla funzione delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in

dottrina, C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für

Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e

114-115.

Per quanto concerne

l’inesistenza, per principio, di un diritto a conservare una sostanza

immobiliare cfr. STCA 42.2009.19 dell’ 8 giugno 2010, massimata in RtiD I-2011

N. 12 pag. 50; STCA 42.2012.9 del 24 ottobre 2012; STCA 42.2015.28 del 29

febbraio 2016; STCA 42.2015.10 del 16 marzo 2016.

Ne consegue che la sostanza

immobiliare situata in Svizzera o all’estero deve essere, in virtù dell’art. 22

lett. a cfr. 2 Las e del principio di sussidiarietà, considerata al fine del

calcolo delle prestazioni assistenziali. Solo eccezionalmente e a titolo

transitorio, come previsto dalla legge stessa, possono essere concesse delle

deroghe a tale computo, allorché si tratti di sostanza difficilmente

liquidabile.

In casu, pertanto, il termine

di sei mesi fissato dall’USSI in cui non ha considerato le proprietà

fondiarie in Italia dell’insorgente trova fondamento nell’art. 22 letta cfr. 2

Las che contempla proprio che l’eccezione al conteggio della sostanza

immobiliare sia transitorio.

D’altronde

l’amministrazione, qualora sia confrontata con una richiesta di rinnovo

dell’assistenza sociale, ha la facoltà di esaminare in ogni singola fattispecie

se siano oppure no ossequiati i presupposti per nuovamente applicare una deroga

transitoria al principio del computo della proprietà fondiaria ai fini

della determinazione del diritto a una prestazione assistenziale.

Al riguardo è in ogni caso

utile ricordare che l’art. 33 Las prevede l’obbligo di rimborso delle

prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni, segnatamente in caso di

acquisizione di una sostanza rilevante.

2.5. Il litigio tra la ricorrente

e l’USSI sussiste ancora, invece, per quel che attiene alla contestazione

relativa al computo del reddito da attività dipendente del figlio __________

che l’insorgente sostiene non esisterebbe (cfr. doc. I).

In effetti nelle nuove

decisioni l’USSI ha tenuto conto, come nel precedente provvedimento del 17

luglio 2017 (cfr. doc. 189), di un reddito da attività dipendente del figlio __________,

anche se in misura decurtata, e meglio di fr. 354.-- al mese [fr. 6'653 – fr.

2'400 franchigia reddito da lavoro) : 12 mesi; cfr. doc. XI2; XI3], invece di

fr. 800.-- mensili [(fr. 12'000 - fr. 2'400 franchigia reddito da lavoro) : 12

mesi; cfr. doc. 189].

Giusta l’art. 4 cpv. 1

lett. e della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni

sociali (Laps), applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr.

art. 2 Laps; 21 Las), nell’unità di riferimento di un genitore rientrano i

figli maggiorenni non economicamente indipendenti, ossia, secondo l’art. 2 cpv.

1 Reg.Laps, i figli con meno di 30 anni, non sposati, e in prima formazione.

L’art. 2 cpv. 2 Reg.Laps

prevede, inoltre, che vi è prima formazione quando,

senza interruzione del percorso formativo superiore ai 24 mesi, una persona

maggiorenne frequenta una formazione del livello seguente:

a) primario,

secondario 1, oppure secondario 2 di tipo propedeutico;

b) secondario

Considerandi

2.

di tipo professionale o terziario non universitario, se non possiede già un

titolo dello stesso livello o di livello superiore;

c) terziario

di tipo universitario professionale e accademico compresa la frequenza del

biennio che completa la laurea breve o del master che completa il bachelor, se

non possiede già un titolo di livello terziario;

d) perfezionamento

linguistico dopo una formazione di livello secondario 2.

Con sentenza 39.2011.6 del

21.

maggio 2012, pubblicata in RtiD I-2013 N. 9 pag. 25 segg., questa Corte ha

deciso che per valutare se un figlio maggiorenne con meno di 30

anni non sposato, legalmente divorziato, separato o vedovo, non vincolato da

un’unione domestica registrata, senza figli e in prima formazione (art. 2 cpv.

1.

lett. a, b, c, d Reg.Laps) vada o meno considerato nell’unità di riferimento

dei genitori non si può prescindere dall’esame della sua situazione economica.

Il TCA ha,

in primo luogo, rilevato che in effetti dai lavori preparatori si evince che

per definire il figlio maggiorenne non economicamente indipendente di cui

all’art. 4 cpv. 1 lett. e Laps l’art. 2 Reg.Laps si riferisce all’art. 277 CC,

ossia al concetto di figli maggiorenni che stanno ancora seguendo una

formazione appropriata di cui al cpv. 2 di tale disposto, la cui situazione

finanziaria è un elemento essenziale per stabilire se si possa pretendere o

meno dai genitori il suo mantenimento.

In secondo

luogo, questo Tribunale ha osservato che non procedendo a una verifica dello

stato finanziario del figlio maggiorenne, nell’eventualità in cui questi abbia

risorse proprie (reddito da lavoro, rendite, patrimonio) sufficienti per il

proprio mantenimento, il regime introdotto dall’art. 2 Reg.Laps per definire il

figlio maggiorenne non economicamente indipendente che va considerato

nell’unità di riferimento dei genitori non sarebbe, dunque, conforme all’art.

277.

cpv. 2 CC, in relazione all’art. 276 cpv. 3 CC che contempla l’esenzione

dei genitori dall’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ancora in

formazione allorché questi possono con le proprie risorse far fronte al proprio

sostentamento.

In tale

ipotesi l’art. 2 Reg.Laps si rivelerebbe pure contrario all’art. 328 CC.

Infatti,

qualora le sue entrate fossero anche lievemente superiori al suo fabbisogno

minimo, si imporrebbe al figlio maggiorenne minore di 30 anni in prima

formazione di aiutare i genitori ed eventuali fratelli nel loro rispettivo

mantenimento.

Tuttavia

l’art. 328 CC comporta, in primo luogo, che il soccorso avvenga unicamente tra

parenti in linea ascendente e discendente (non tra fratelli e sorelle), in

secondo luogo, che il parente sia sì tenuto a intaccare il suo patrimonio, ma

soltanto se questo non deve rimanere intatto per garantire a lungo termine il

suo sostentamento, in particolare con riferimento alla vecchiaia.

Questa Corte

ha, pertanto, stabilito che l’art. 2 cpv. 1 Reg.Laps deve essere interpretato

conformemente agli art. 277 cpv. 2, 276 cpv. 3 e 328 CC, al fine di non violare

il principio della forza derogatoria del diritto federale codificato all’art.

49.

cpv. 1 Cost.

Se il figlio

ossequia i quattro presupposti di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c, d Reg.Laps

e non risulta in grado di provvedere al proprio sostentamento, in quanto non

dispone di alcuna risorsa o comunque le sue risorse non sono sufficienti a

coprirne il fabbisogno, egli rientrerà nell’unità di riferimento dei genitori.

Se, invece,

il figlio adempie le quattro condizioni di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a, b, c,

d Reg.Laps ma, grazie alle proprie risorse può mantenersi completamente, egli

non sarà compreso nell’unità di riferimento dei genitori, a meno che lo stesso

viva in condizioni agiate ai sensi dell’art. 328 CC e sia, quindi, tenuto

all’assistenza tra parenti in linea ascendente.

Al riguardo, in

particolare in relazione alla nozione di prima formazione, cfr. pure STCA

42.2015.4

del 5 novembre 2015, pubblicata in RtiD II-2016 N. 4 pag. 23 segg.

2.6

In concreto è pacifico che __________,

nato nel 1992, abbia meno di 30 anni, non sia sposato, né legalmente

divorziato, separato o vedovo, non sia vincolato o non sia stato vincolato da

un’unione domestica registrata e non abbia figli (cfr. doc. 5).

Parimenti incontestato risulta

l’adempimento, da parte del figlio della ricorrente che nel semestre autunnale

2017.

(settembre 2017 – febbraio 2018) era iscritto alla __________, Bachelor of

__________ a tempo pieno (doc. A15), della condizione relativa allo svolgimento

della prima formazione (cfr. doc. A1).

Inoltre

dalle carte processuali si evince che RI 1, nel mese di giugno 2017, parallelamente

agli studi stava svolgendo uno stage presso la __________ di __________

percependo, contrariamente a quanto sostenuto dall’insorgente nel ricorso dove

ha indicato che non sussisterebbero entrate a favore di __________ (cfr. doc.

I), l’importo di fr. 1'000.-- lordi al mese (cfr. doc. 108; 109). Il relativo contratto

d’impiego, nel mese di agosto 2017, è stato prolungato fino al 28 febbraio 2018

con un salario di fr. 600.-- lordi mensili a fare tempo dal 1° settembre 2017

(cfr. doc. A16).

In simili

condizioni, ritenuto che la retribuzione ottenuta da __________ non gli

consente di provvedere al proprio completo sostentamento, egli deve essere

ritenuto un figlio maggiorenne economicamente dipendente ai sensi

dell’art. 4 lett. e Laps e 2 Reg.Laps e, come tale, deve essere considerato

nell’unità di riferimento della madre, RI 1, ai fini della determinazione del

diritto di quest’ultima all’assistenza sociale (cfr. consid. 2.5.), come

correttamente ritenuto dall’amministrazione.

Il computo nei calcoli

della prestazione assistenziale ordinaria relativa al periodo giugno – dicembre

2017.

di un reddito da attività dipendente del figlio __________ di fr. 6'653.--

annui (da cui è poi stata dedotta la franchigia del reddito da lavoro di fr.

2'400.--; cfr. doc. XI2; XI3; 2.3.; 2.5.), considerato uno stipendio di fr.

600.

-- lordi al mese, pari a fr. 7'200.-- lordi annui, non presta, quindi, il

fianco a critica alcuna.

Rettamente dunque l’USSI,

con le decisioni del 1° e 2 febbraio 2018 ha attribuito all’insorgente una

prestazione assistenziale ordinaria di fr. 651.-- mensili per giugno e luglio

2017.

(cfr. doc. XI2) e di fr. 1'172.-- mensili per il lasso di tempo da agosto

a dicembre 2017 (cfr. doc. XI3).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso, in quanto non

divenuto privo di oggetto, è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti