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Decisione

42.2018.20

Negato AS a P che ha ceduto ricavo vendita immob.al figlio.Rettam.l'USSI non ha tenuto conto di sostanza quale rinuncia.Anche computando pigione di fr.1000(concess.uso appart.costruito dal figlio vale

24 ottobre 2018Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

I

debiti contratti prima del deposito della domanda di prestazioni assistenziali,

del resto, non rientrano di regola tra i bisogni che possono essere soddisfatti

tramite l’erogazione di una prestazione ordinaria.

Soltanto

eccezionalmente l’assistenza sociale può farsi carico dei debiti allorché il

loro mancato pagamento potrebbe creare una nuova situazione d’urgenza a cui

solamente l’aiuto sociale può porre rimedio. Il TF ha precisato che l’autorità

decide la presa a carico dei debiti caso per caso sulla base della ponderazione

degli interessi (cfr. STF 8C_124/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4; STF

8C_866/2014 del 14 aprile 2015 consid. 4.2.1).

In concreto il TCA,

considerato che dal 2009 al 2017 l’insorgente non ha versato alcunché al figlio

a titolo di spesa per l’alloggio e che in ogni caso le pretese difficoltà

economiche del figlio (cfr. doc. C) non sono state minimamente comprovate,

ritiene che al momento dell’emanazione della decisione del 19 dicembre 2017 il mancato

computo dell’ammontare di fr. 5'000.--, corrispondenti alle pigioni arretrate

da luglio a novembre 2017 (cfr. doc. 86; VII; consid. 1.4.), quale debito da

dedurre dalla sostanza, non avrebbe generato una situazione d’urgenza alla

quale unicamente l’assistenza sociale avrebbe potuto fare fronte.

Di conseguenza il debito

relativo alle pigioni arretrate, anche nella denegata ipotesi in cui nel

calcolo dell’assistenza sociale si dovesse considerare la spesa per l’alloggio

(cfr. consid. 2.10.), non andrebbe tenuto conto nella determinazione di

un’eventuale prestazione assistenziale.

2.9. In simili condizioni, considerata

la sostanza relativa al conto __________ (cfr. consid. 2.8.), anche volendo

tenere conto per pura ipotesi di lavoro, nel conteggio volto a stabilire se la

ricorrente ha diritto o meno alla prestazione assistenziale ordinaria postulata

nel novembre 2017, della pigione corrente mensile di fr. 1'000.--, oltre alle

spese accessorie di fr. 100.-- al mese, che la stessa ha concordato di versare

al figlio (cfr. doc. F), quale spesa computabile Las, l’esito della vertenza

non sarebbe differente.

In effetti i redditi

dell’insorgente sono pari a fr. 20'443.-- e sono composti prevalentemente della

rendita AVS di fr. 20’436 (cfr. doc. D).

La sostanza computabile

Las ammonta a fr. 19'975.-- [fr. 29'975 (fr. 1'311 saldo conto __________ -

cfr. doc. 65 - + fr. 50 veicoli a motore e altri fattori di sostanza - cfr. doc.

D- + fr. 28'614 saldo conto __________ - doc. 79; consid. 2.8.) – fr. 10'000

quota esente].

Le spese computabili sono

costituite, volendo computare anche la pigione corrente, dal premio della cassa

malati di fr. 5’261.-- (cfr. doc. D) e dalla spesa per l’alloggio di fr.

13'200.-- annui (la spesa alloggiativa effettiva - cfr. doc. F - corrisponde al

massimo ammissibile Las per una persona - cfr. art. 22 lett. c Las; 9 cpv. 1

Laps).

Esse, globalmente,

corrispondono a fr. 18’461.--, ossia a fr. 1’538.- al mese.

Di

conseguenza il reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps) dell’insorgente

ammonta a fr. 21’957.-- annui [(redditi computabili di fr. 20'443 + sostanza

computabile di fr. 19'975) – spese computabili di fr. 18’461], corrispondente a

fr. 1’829.-- al mese.

La ricorrente presenta,

quindi, un’eccedenza di reddito Las di fr. 1’127.-- [(fr. 1’829.-- + fr. 284.--

altre prestazioni Laps; cfr. doc. D) - fr. 986.-- soglia di intervento 2017;

cfr. art. 18 Las; consid. 2.3.].

All’insorgente deve, dunque,

essere negata una prestazione assistenziale ordinaria.

2.10. In relazione al fatto che

l’USSI, nel calcolo della prestazione assistenziale richiesta dal novembre

2017, non abbia computato la pigione di cui al contratto di locazione concluso

con effetto dal 1° luglio 2017 tra la ricorrente (conduttrice) e il figlio

(locatore; cfr. doc. F), questa Corte ritiene, in ogni caso, utile evidenziare,

da una parte, che l’insorgente, proprietaria per ¾ dell’immobile n. __________

RFD di __________, nel 2008 ha ceduto al figlio (proprietario per ¼) la somma a

lei spettante di fr. 650'000.-- ottenuta dalla vendita dello stesso (prezzo

complessivo di vendita fr. 1'000'000).

Dall’altra, che la

Considerandi

concessione alla ricorrente dell’uso di uno dei due appartamenti della nuova

costruzione di proprietà di suo figlio deve essere considerata quale

controprestazione per quanto ricevuto dalla madre.

E’

vero, come visto sopra (cfr. consid. 2.7.; 2.8.), che nell’ambito

dell’assistenza sociale non vengono computate le entrate e le parti di

sostanza, mobiliare e immobiliare, alle quali il richiedente ha rinunciato.

Infatti la parte resistente non ha conteggiato alcunché a titolo di sostanza

ricavata dalla vendita del fondo n. __________ RFD di __________.

Il mancato computo della

pigione di uno dei due appartamenti della casa costruita dal figlio - e

interamente di sua proprietà - con il denaro ottenuto dalla vendita

dell’immobile appartenente per ¾ alla madre non significa peraltro, nemmeno

indirettamente, tenere conto di beni a cui si è rinunciato.

Una conclusione in senso

contrario rappresenterebbe piuttosto una doppia agevolazione a favore del

figlio che, oltre ad avere ricevuto dalla madre il denaro ricavato dalla

vendita del fondo n. __________ RFD di __________, usufruirebbe di un’entrata

supplementare da parte della stessa, ma finanziata dall’assistenza sociale. Ciò

costituirebbe un abuso di diritto ai sensi dell’art. 2 cpv. 2 CC (cfr. DTF 137

V 12 consid. 5.6.).

Come indicato dall’USSI

nella risposta di causa (cfr. doc. III), gli eventuali problemi finanziari del

figlio non devono d’altronde essere accollati, nemmeno indirettamente,

all’assistenza sociale.

La censura ricorsuale

secondo cui il figlio della ricorrente non deve essere tenuto a provvedere al

debito mantenimento della madre giusta l’art. 328 cpv. 1 CC - concernente

l’assistenza tra parenti e che enuncia che chi vive in condizioni agiate è

tenuto a soccorrere i parenti in linea ascendente e discendente quando senza di

ciò essi cadessero nel bisogno -, poiché il medesimo non può essere considerato

persona che vive in condizioni agiate è ininfluente ai fini della risoluzione

della presente vertenza.

Nel caso di specie,

infatti, il figlio non provvede al mantenimento della madre, la quale beneficia

di una rendita AVS, nemmeno dal profilo della spesa per l’alloggio, visto che,

da un lato, la concessione dell’uso dell’appartamento non avviene a titolo

gratuito, bensì è la controprestazione per la cessione dell’importo ottenuto

dalla vendita dell’immobile n. __________ RFD di __________ spettante

all’insorgente (cfr. DTF 133 V 265 consid. 6.3.2.), dall’altro, la ricorrente

partecipa alle spese accessorie della casa con l’importo di fr. 100.-- al mese

(cfr. doc. 87).

Del resto giova osservare

che l’art. 40 Las prevede che l’erede, il legatario o il donatario che

profittano dell’eredità, rispettivamente del legato o della donazione, sono

tenuti a rimborsare allo Stato le prestazioni assistenziali concesse al “de

cuius”, rispettivamente al donatore.

Tale regolamentazione

avrebbe potuto trovare applicazione ad esempio nel caso in cui l’insorgente,

dopo aver donato al figlio la somma ottenuta dalla vendita dell’immobile n. __________

RFD di __________ a lei spettante, fosse andata a vivere in un appartamento in

locazione da terzi.

Infine, per quanto attiene

al riferimento all’art. 23 Las di cui al ricorso (cfr. doc. I pag. 3-4), va

rilevato che è vero che al cpv. 1 è stabilito che le prestazioni assistenziali

strettamente indispensabili non possono essere rifiutate, anche se

l’interessato sia personalmente colpevole del suo stato e al cpv. 2 che

l’importo delle prestazioni ordinarie e di quelle speciali, stabilito secondo

gli art. 18 e 20, può però essere ridotto, tenuto conto delle direttive in

merito della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale.

Tale disposto si riferisce,

tuttavia, ai casi in cui dal calcolo della prestazione assistenziale risulta

uno scoperto e non alle situazioni, come in concreto, in cui il richiedente

l’assistenza sociale presenta un eccedenza di reddito Las.

Pertanto, in virtù del

principio di sussidiarietà e dell’obbligo di ridurre il danno che incombe ai

richiedenti l’assistenza sociale, rispettivamente ai beneficiari della stessa, il

mancato computo, nel calcolo della prestazione assistenziale eventualmente

spettante alla ricorrente, della pigione dell’appartamento in via __________ a __________

costruito - in particolare grazie alla donazione a suo favore da parte della

madre dell’importo di fr. 650'000.-- ricavato dalla vendita dell’immobile n. __________

RFD di __________ di cui la stessa era proprietaria per ¾ - dal figlio e di

proprietà di quest’ultimo non presta il fianco a critica alcuna.

Eventualmente potrebbe

essere tenuto conto esclusivamente delle spese vive che in casu corrispondono a

fr. 100.-- al mese (cfr. doc. F).

Tale questione può restare

insoluta, poiché, siccome, come emerge dal calcolo effettuato al considerando

precedente, l’eccedenza mensile del reddito Las ottenuta conteggiando una spesa

per l’alloggio di fr. 1'100.-- mensili è già di fr. 1'127.-- al mese, il

computo delle sole spese accessorie mensili di fr. 100.-- (a esclusione della

pigione di fr. 1'000) non consentirebbe comunque l’erogazione di una

prestazione assistenziale.

2.11

Alla

luce di tutto quanto esposto, la decisione su reclamo del 4 maggio 2018

impugnata deve, conseguentemente, essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti