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Decisione

42.2018.36

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

12 dicembre 2018Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

1.4. Il 26 ottobre 2018 il

ricorrente ha inviato alcune fatture dei premi mensili 2018 della cassa malati

e di partecipazione ai costi, oltre alle spese di diffida per il richiamo di

pagamento delle pigioni (cfr. doc. VII1-11).

1.5. I doc. VII1-11 sono stati

trasmessi per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. VIII).

1.6. L’insorgente, con scritto del

29 novembre 2018, da una parte, ha asserito di non rifiutarsi assolutamente di

richiedere anticipatamente la rendita AVS, ma di ritenere un suo diritto

postulare la rendita al raggiungimento dell’età pensionabile, in quanto la

richiesta anticipata comporterebbe una penalizzazione eccessiva e la riduzione

non verrebbe compensata dall’assistenza o dalle prestazioni complementari.

Dall’altra, ha sollecitato

l’evasione del suo ricorso (cfr. doc. IX).

1.7. Il doc. IX è stato inviato

all’USSI per conoscenza (cfr. doc. X).

Considerandi

2.1

Oggetto della vertenza è la

questione di sapere se rettamente o meno l’USSI abbia negato al ricorrente il

rinnovo delle prestazioni assistenziali dal mese di agosto 2018 a seguito della

mancata richiesta della rendita AVS anticipata.

L’intervento della

pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza

sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

Tale

normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran

Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289

segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

Questi

cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26

giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in

vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

Il

1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche

della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU

40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

2.2

L'art. 1 Las stabilisce che

lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,

all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione

federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per

cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

Le prestazioni sociali

hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei

beneficiari (cpv. 2).

L'art. 2 della Legge

fissa il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che

"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o

suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle

misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".

Il cpv. 2 precisa che "in

particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario

vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste

dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali

del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

2.3

Secondo l’art. 11 Las i

provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12

Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

Al riguardo va rilevato

che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali

(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.

Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che

autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e

33.

Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

La natura, l’ampiezza e la

durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli

scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.

17.

cpv. 1 Las).

Esse si suddividono in due

categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).

Questa distinzione si basa

su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di

bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato

relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Inoltre le prestazioni

assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).

Relativamente alle

prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:

" Le

prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito

disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui

vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite

sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente.

(cpv. 2)."

Ex art. 19

Las, concernente la soglia di intervento, poi:

" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga

all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate

dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."

L’art. 19 Las definisce la

soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella

stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi

previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

La Las rinvia, in effetti,

alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione

sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri

Cantoni.

L’ammontare della soglia

Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.

Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

Nel Rapporto del 5

novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha

indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con

il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla

Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati

statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è

considerata come scientificamente attendibile e appropriata.

Per l’anno

2016.

è utile rilevare che le Direttive riguardanti gli

importi delle prestazioni assistenziali prevedono dal 1° gennaio 2016 i

seguenti forfait di mantenimento:

" Persone

dell’unità di riferimento - Forfait globale per il mantenimento

(raccomandato

dalla COSAS)

(CHF/mese)

1.

persona 986.--

2.

persone 1'509.--

3.

persone 1'834.--

4.

persone 2'110.--

5.

persone 2'386.--

Per ogni persona +

200.

--

supplementare

1.1

Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di

16.

anni o più

Per unità di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni

compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un supplemento, assegnato

all’unità di riferimento, corrispondente a CHF 200.– mensili.

1.2

Supplemento di integrazione

a. Inserimento sociale

A tutte le persone che si impegnano in un percorso di inserimento

con la sottoscrizione di un contratto di inserimento sociale che prevede la

partecipazione ad un’attività di utilità pubblica (AUP), in aggiunta al forfait

globale per il mantenimento, viene accordato un supplemento d’integrazione di

CHF 100.– al mese fino all’effettivo inizio dell’AUP.

Durante la durata dell’AUP viene accordato un supplemento di

integrazione di CHF 300.– al mese.

b. Inserimento professionale

A tutte le persone che si impegnano in un percorso di inserimento

con la sottoscrizione di un contratto di inserimento professionale per

partecipare alle misure previste dalla strategia interdipartimentale URC –

USSI, in aggiunta al forfait globale per il mantenimento, viene accordato un

supplemento d’integrazione di CHF 100.– al mese fino al termine del contratto.”

(cfr. BU 58/2015 del 29 dicembre 2015 pag. 583 segg.)

Il

p.to 1.3. delle Direttive per l’anno 2016 enuncia inoltre che per i giovani

adulti che vivono con i propri genitori è riconosciuto un forfait mensile di

fr. 600.--.

Gli

importi menzionati relativi all’anno 2016 sono stati mantenuti anche per gli

anni 2017 e 2018 (cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni

assistenziali per il 2017, BU N. 10/2017 del 14 marzo 2017 pag. 33 segg.; Direttive

riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2018, BU N.

14/2018 del 23 marzo 2018).

2.4

Giusta l’art. 40 cpv. 1 LAVS gli uomini e le donne che adempiono le

condizioni per l'ottenimento di una rendita ordinaria di vecchiaia possono

anticiparne il godimento di uno o due anni. In tali casi, il diritto alla

rendita nasce per gli uomini il primo giorno del mese seguente a quello in cui

hanno compiuto 64 o 63 anni, per le donne il primo giorno del mese seguente a

quello in cui hanno compiuto 63 o 62 anni.

L’art. 67 (“esercizio del

diritto”) cpv. 1bis OAVS prevede, da un lato, che soltanto l'avente diritto o

il suo rappresentante legale può far valere il diritto alla rendita ordinaria

anticipata di vecchiaia (cfr. DTF 138 V 58: l'autorità

assistenziale che aiuta l'assicurato non è legittimata a richiedere per

quest'ultimo, nell'ambito di una curatela ad hoc, il diritto alla rendita

ordinaria anticipata di vecchiaia). Dall’altro, che

questo diritto non può essere richiesto retroattivamente.

Al contrario tale diritto

deve essere fatto valere in anticipo. Se una persona si annuncia solo dopo la

fine del mese in cui ha compiuto 62 (le donne) oppure 63 o 64 anni (gli

uomini), ha diritto alla rendita soltanto dopo il compimento dell’anno

successivo (cfr. STFA H 160/03 del 27 dicembre 2004 consid. 4.1.; Direttive

sulle rendite (DR) dell’assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e

l’invalidità p.ti 6103-6104).

La rendita

di vecchiaia anticipata viene ridotta rispetto alla rendita ordinaria (cfr.

art. 40 cpv. 2 LAS; 56 OAVS).

2.5

Nelle Direttive COSAS al

punto E.2.4. aggiornato nel dicembre 2008 (“Versamento anticipato dell’AVS”) figurano le

seguenti indicazioni:

" In

linea di principio, le prestazioni dell’AVS sono prioritarie rispetto al

sostegno sociale e vanno calcolate integralmente nel budget del beneficiario di

un sostegno sociale.

La decima revisione dell’AVS offre ora la possibilità di percepire

la rendita AVS anticipatamente: a partire da, al massimo, due anni prima del

pensiona­mento regolare. Il versamento anticipato conduce ad una diminuzione

della rendita per tutta la vita. Tale perdita può essere compensata da

prestazioni della LPP, oppure dalle prestazioni complementari.

La legge garantisce che, in caso di versamento anticipato della

rendita AVS, per il calcolo delle prestazioni complementari annuali, sia presa

in consi­derazione solo la rendita ridotta. Con ciò s’intende rendere possibile

un versamento anticipato della rendita AVS anche alle persone che vivono in

condizioni economiche modeste, senza che vi sia una perdita finanziaria.

Il diritto al versamento anticipato della rendita AVS può essere

chiesto solo per uno o due anni interi e non retroattivamente. Ciò significa

che va fatto valere al più tardi entro il mese di nascita (per l’anno che segue

il compleanno). L’annuncio di voler usufruire del diritto di versamento

anticipato della rendita AVS va fatto personalmente dall’assicurato.

In linea di principio, i beneficiari del sostegno sociale

andrebbero obbligati a richiedere l’anticipo della rendita.”

Riguardo

alla funzione delle disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien

der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn,

Basilea 2011) rileva quanto segue:

" In der Schweiz ist eine einheitliche Definition hinsichtlich der

Ausgestaltung und der Höhe des Existenzminimum nicht vorhanden. Die

verschiedenen Regelungen zum Existenzminimum in der Schweiz bilden kein

kohärentes, geschlossenes System zur Sicherung und zum Schutze minimaler

Voraussetzungen für ein menschenwürdiges Dasein. So besteht auch eine eigene

Umschreibung und Ausgestaltung des Existenzminimum für den Leistungsbereich der

Sozialhilfe. Die Schweizerische Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser

Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden

der Sozialhilfeorgane des Bundes, der Kantone, der Gemeinden sowie der

Organisationen der privaten Sozialhilfe ab. Damit bezweckt sie, angesichts der

grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch die Förderung einer

gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im bereich der

materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei nicht nur den

Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung, sondern sie wollen

grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen Existenzminimums definieren,

welches über dem absolut Notwendigen zu liegen kommt. Dabei wurde mit der

letzten Revision ein Paradigmawechsel in der Konzeption der Richtlinien

vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem Anreizsystem verknüpft

wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der SKOS-Richtlinien auf

längerfristig unterstützte Personen, die in einem Privathaushalt leben und

fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen nachzukommen. Allerdings

zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus, dass sie ein

Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für solche Haushalte

beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden Zielsetzungen dieses

Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die Rechte und Pflichten

Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von Leistungen, die möglichen

Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die Verwandten- und

Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der Rechtsprechung, der

kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind damit eine

eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien erlangen jedoch

erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale Rechtsetzung und die

Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)

2.6

Nell’evenienza concreta dalla

documentazione agli atti emerge che RI 1, cittadino svizzero nato il __________

1955.

(cfr. doc. 77; 76), già nel marzo 2007 aveva inoltrato domanda di

assistenza sociale (cfr. doc. 79).

In un’annotazione

dell’amministrazione è stato indicato che:

" (…)

Venditore ambulante di __________ (__________), il fatturato dell’attività non

lo rende economicamente autosufficiente, poiché le spese sopportate non sono

totalmente recuperate.

(…) tenuto conto che l’interessato con

delle scadenze regolari si ripresenta a chiedere prestazioni assistenziali e

ogni qualvolta gli è stato fatto presente che l’Ufficio del Sostegno Sociale e

dell’Inserimento non può finanziare le attività indipendenti; è stato inviato a

chiudere l’attività per attivarsi nella ricerca di un impiego al 100%, visto

che il lavoro svolto non rende la famiglia autosufficiente. (…)” (Doc. 66)

L’USSI, il 19 dicembre

2017, ha inviato al ricorrente, unitamente alla decisione di concessione di una

prestazione assistenziale ordinaria di fr. 3'274.-- mensili per il periodo

gennaio – marzo 2018 (cfr. doc. 230), uno scritto in cui è stato in particolare

precisato:

" (…) Le

ricordiamo di voler inoltrare una domanda orientata ad ottenere l’AVS

anticipata considerato che il 12.07.2018 compirà 63 anni. Scaduto il termine

non potrà più fare richiesta in tal senso. La invitiamo a trasmetterci copia

della richiesta. (…)” (Doc. 229)

La medesima indicazione è

stata apposta dall’amministrazione nello scritto del 26 marzo 2018 che ha

accompagnato la decisione emessa nella stessa data relativa alla prestazione

assistenziale ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di aprile 2018 (cfr. doc.

198; 199).

Il 24 aprile 2018 l’USSI

ha riconosciuto all’insorgente una prestazione assistenziale ordinaria di fr.

3'382.-- per il mese di maggio 2018 (cfr. doc. 188) e gli ha chiesto di far

pervenire, in occasione della domanda di rinnovo successiva, tra l’altro, copia

della richiesta di AVS anticipata, specificando che “considerato che è già

stato richiesto più volte, la informiamo che il versamento della prossima

prestazione è subordinato a questo documento.” (cfr. doc. 187).

In relazione alla

richiesta di rinnovo del 14 maggio 2018 (cfr. doc. 171-173), l’amministrazione,

il 23 maggio 2018, ha comunicato al ricorrente che:

" (…) Per quanto

riguarda la richiesta di AVS anticipata, le rammentiamo che la richiesta deve

essere inoltrata all’ufficio competente (sportello AVS del Comune). La

informiamo che la prossima prestazione è subordinata a tale richiesta. Il

nostro Ufficio potrà decidere di non entrare in materia per il rinnovo della

prestazione.” (Doc. 170)

Inoltre il 13 giugno 2018

l’USSI ha scritto all’insorgente quanto segue:

" (…) In

data 23.05.2018 le abbiamo comunicato che senza la conferma d’inoltro domanda

di AVS anticipata, da presentare presso l’Agenzia AVS del comune di __________,

non avremmo potuto procedere con la sua domanda di rinnovo delle prestazioni

assistenziali a partire dal mese di giugno 2018.

La invitiamo a voler completare la sua richiesta

di rinnovo inoltrandoci la conferma di invio della domanda citata.

La informiamo che in attesa della

documentazione citata, la prestazione assistenziale rimane sospesa.” (Doc. 153)

Alla parte resistente il

14.

giugno 2018 è pervenuta una lettera del ricorrente con cui ha sollecitato

l’erogazione della prestazione assistenziale relativa al mese di giugno 2018 e

ha asserito:

(…) In relazione alla sua pressante

richiesta d’inoltro della domanda per la rendita AVS, mi permetto farle

cortesemente osservare che l’anticipo della rendita potrebbe comportare delle

penalizzazioni anche pesanti. Per questo motivo ho ritenuto di dover richiedere

il calcolo della rendita futura, in merito alla quale le ho trasmesso una copia

della richiesta. Una volta in possesso di questo calcolo valuterò se inoltrare

o meno la richiesta di rendita definitiva. (…)” (Doc. 150)

Con decisione del 19

giugno 2018 l’USSI ha assegnato all’insorgente una prestazione assistenziale

ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di giugno 2018 (cfr. doc. 146).

La lettera accompagnatoria

ha il seguente tenore:

" (…) Tramite

la presente le confermiamo che sarà emanato il rifiuto delle prestazioni

assistenziali se sarà presentata una richiesta di rinnovo per le prestazioni

assistenziali da agosto 2018 senza la conferma dell’inoltro della domanda di

rendita AVS anticipata. Considerato che le conseguenze finanziarie derivanti

dalla sua scelta personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata

non possono essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il

versamento di una prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria.

Nel caso in cui con la richiesta di rinnovo verrà confermato l’inoltro della

domanda di rendita AVS anticipata, il diritto verrà stabilito come intervento

integrativo alla rendita percepita e in attesa che sia emanata a suo favore la

decisione di prestazione complementare.

Le ricordiamo che l’art. 2 della Legge

sull’assistenza sociale recita:

Sussidiarietà dell’assistenza

1Le

prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie

a quella della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la

disoccupazione previste da altre leggi cantonali.

2In

particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario

vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste

dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali

del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps) (…)” (Doc. 144)

Il 27 giugno 2018

l’amministrazione ha concesso all’insorgente una prestazione assistenziale

ordinaria di fr. 3'382.-- per il mese di luglio 2018 (cfr. doc. 135).

L’USSI, l’8 agosto 2018,

ha poi emesso una decisione di rifiuto delle prestazioni assistenziali a

partire dal 1° agosto 2018 in applicazione del principio di sussidiarietà,

rilevando:

" (…) Considerato

che la richiesta di rinnovo è stata presentata senza la conferma dell’inoltro

della domanda di AVS anticipata, rendita alla quale avrebbe diritto dal 1°

agosto 2018, e che le conseguenze finanziarie derivanti dalla sua scelta

personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata non possono

essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il versamento di una

prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria a partire dal 1

agosto 2018. (…)” (Doc. 17)

Tale provvedimento è stato

confermato con decisione su reclamo del 14 settembre 2018 (cfr. doc. A).

2.7

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte osserva innanzitutto che nell’ambito

dell’assistenza sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art.

2.

Las e 13 Laps (cfr. consid. 2.2.). Da tale principio risulta che l’erogazione

di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto qualora un richiedente

non sia in grado di provvedere alle proprie necessità tramite sforzo personale

oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni

volontarie da parte di terzi (cfr. STF 8C_100/2017 del 14 giugno 2017 consid.

8.1

; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in RAMI 2005

pag. 30, DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; Disposizioni COSAS del 2005, aggiornate

nel dicembre 2015, p.to A.4; C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen

Konferenz für Sozialhilfe", Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011 pag.

171-172; 114-115).

Con

sentenza STF 8C_787/2011 del 28 febbraio 2012 consid. 4.2. l’Alta Corte ha

rilevato, in particolare, che in virtù del principio di sussidiarietà è

possibile pretendere prestazioni assistenziali solo nel caso in cui una persona

non sia nella condizione di impedire la situazione di bisogno economico tramite

un proprio ragionevole comportamento immediato e tempestivo, primariamente

assumendo un’attività retribuita e non soltanto nel proprio settore

professionale.

Con

sentenza STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha,

poi, rilevato che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto

prioritario. In particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle

prestazioni legali di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie

da parte di terzi.

Nella

STF 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 l’assistenza sociale è stata negata poiché

il richiedente ha potuto far fronte alle sue spese non coperte dalle

assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di

terzi.

Con giudizio 8C_138/2016

del 6 settembre 2016 consid. 5.2.1., pubblicato in DTF 142 V 513, il Tribunale

federale ha ribadito che secondo prassi il reddito netto complessivo da

attività lavorativa dipendente o indipendente viene computato nel calcolo della

prestazione assistenziale, come pure il reddito sostitutivo rappresentato dalle

rendite AVS, AI, PC, dalle indennità di disoccupazione e da altre indennità

giornaliere. Ciò in virtù del principio di sussidiarietà che è l’espressione

della responsabilità individuale, secondo cui, prima di far capo all’assistenza

sociale, vanno esaurite tutte le altre possibilità di reddito.

2.8

Nel caso di specie, in virtù

del principio di sussidiarietà (cfr. consid. 2.2., 2.7.) e dell’obbligo di

ridurre il danno che incombe ai richiedenti l’assistenza sociale,

rispettivamente ai beneficiari della stessa (cfr. STCA 42.2018.1 del 17

febbraio 2018 consid. 2.7., pubblicata in RtiD II-2018 N. 23 pag. 106 segg.),

il ricorrente, in vista del compimento dei 63 anni il 12 luglio 2018, avrebbe

dovuto chiedere alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG il riconoscimento di una

prestazione di vecchiaia anticipata ai sensi dell’art. 40 cpv. 1 LAVS, il cui diritto nasce per gli uomini il primo

giorno del mese seguente a quello in cui hanno compiuto 64 o 63 anni, ma non

può essere chiesto retroattivamente (cfr. art. 67 cpv. 1bis OAVS;

consid. 2.4.).

L’insorgente, infatti, per

provvedere ai propri bisogni primari, doveva far capo prioritariamente alle

rendite delle assicurazioni sociali a cui avrebbe avuto diritto al compimento

dei 63 anni, in particolare alla rendita AVS anticipata (al riguardo giova

ricordare che tale rendita deve essere chiesta in anticipo, in caso contrario

il diritto parte soltanto dopo il compimento dell’anno successivo cfr. consid.

2.4

), indipendentemente dal fatto che l’importo di quest’ultima rendita sarebbe

stato decurtato rispetto a quello della rendita AVS ordinaria a cui avrebbe

avuto diritto a 65 anni (art. 21 LAVS).

Giova, altresì, rilevare che

la perdita connessa al versamento anticipato della rendita AVS può essere

compensata, in particolare, dalle prestazioni complementari (cfr. consid. 2.5.;

https://www.ahv-iv.ch: 5.01 Prestazioni complementari all’AVS

e all’AI, Stato al 1° gennaio 2018), le quali, essendo prestazioni di

un’assicurazione sociale, hanno la priorità rispetto alle prestazioni

assistenziali (cfr. STF 9C_36/2014 del 7 aprile 2014 consid. 3.3.).

L’assistenza sociale

costituisce, d’altronde, l’ultima ancora di salvataggio dell’individuo (cfr.

DTF 137 V 143; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 I 65;

SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5 maggio 2008).

2.9

L’insorgente, nel ricorso, ha

fatto valere di non essere stato sufficientemente informato

dall’amministrazione riguardo alle conseguenze della mancata richiesta della

rendita AVS anticipata (cfr. doc. I).

L’art. 18 Laps, relativo

all’informazione e consulenza, enuncia:

" 1Il

Consiglio di Stato provvede affinché il cittadino disponga di una rete di informazione

sulle possibilità di accesso alle prestazioni sociali efficace e

decentralizzata.

2Scopo dell’informazione è di:

a) informare e orientare

l’utente sulle sue possibilità di accesso alle prestazioni sociali;

b) mettere a disposizione

dell’utente la necessaria documentazione e in particolare i moduli di richiesta

e di accertamento del reddito disponibile residuale;

c) indirizzare ed accompagnare

l’utente verso altri servizi pubblici o privati operanti nel settore.

3La consulenza in merito ai propri diritti

ed obblighi è, di regola, fornita gratuitamente.”

Anche l’art. 27 della legge federale sulla parte generale del diritto

delle assicurazioni sociali (LPGA), applicabile in casu per analogia, regola la

“Informazione e consulenza” e ha il seguente tenore:

"

1.

Gli assicuratori e gli organi esecutivi delle

singole assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad

informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.

2.

Ognuno ha diritto, di

regola gratuitamente, alla consulenza in merito ai propri diritti e obblighi.

Sono competenti in materia gli assicuratori nei confronti dei quali gli

interessati devono far valere i loro diritti o adempiere i loro obblighi. Per

le consulenze che richiedono ricerche onerose, il Consiglio federale può

prevedere la riscossione di emolumenti e stabilirne la tariffa.

3.

Se un assicuratore constata che un assicurato o i suoi congiunti

possono rivendicare prestazioni di altre assicurazioni sociali, li informa

immediatamente."

L'art. 27 LPGA sancisce, in

particolare, per l'amministrazione un dovere di carattere collettivo, generale

e permanente di fornire informazioni (cpv. 1) e il diritto soggettivo e

individuale dell'assicurato alla consulenza (cioè un parere su ciò che conviene

fare) su un caso preciso, che può essere fatto valere in giustizia (cpv. 2) (Su

questi aspetti cfr. in particolare STF 8C_438/2018 del 10 agosto 2018 consid.

3.2

; STFA C 192/04 del 14 settembre 2005 consid. 4.1.,

pubblicata in DTF 131 V 472 e in SVR 2006 ALV Nr. 9 pag. 31; STFA C 241/04 del

9.

maggio 2006 consid. 6; STFA C 157/05 del 28 ottobre

2005.

consid. 4.2.).

2.10

In concreto

dalle carte processuali si evince che, dopo aver invitato, il 19 dicembre 2017

e il 26 marzo 2018, il ricorrente a inoltrare una domanda di rendita AVS

anticipata ritenuto che il 12 luglio 2018 avrebbe compiuto 63 anni (cfr. doc.

229; 198), l’USSI, il 24 aprile 2018, gli ha chiesto di trasmettere, in

occasione della domanda di rinnovo successiva, copia della richiesta di AVS

anticipata, specificando che “considerato che è già stato richiesto più

volte, la informiamo che il versamento della prossima prestazione è subordinato

a questo documento.” (cfr. doc. 187; consid. 2.6.).

Il 23 maggio 2018,

inoltre, la parte resistente ha comunicato all’insorgente che avrebbe potuto

decidere - in assenza della richiesta di rendita AVS anticipata - di non

entrare in materia per il rinnovo della prestazione assistenziale (cfr. doc.

170; consid. 2.6.).

Tale precisazione, e

meglio che senza la conferma d’inoltro della domanda di AVS anticipata l’USSI

non avrebbe potuto procedere con la sua domanda di rinnovo delle prestazioni

assistenziali, è stata ribadita al ricorrente il 13 giugno 2018 (cfr. doc. 153;

consid. 2.6.).

Con scritto del 19 giugno

2018.

l’amministrazione, facendo esplicito riferimento al principio di

sussidiarietà, ha confermato all’insorgente che sarebbe stato emanato il

rifiuto delle prestazioni assistenziali, qualora venisse presentata una

richiesta di rinnovo per le prestazioni assistenziali da agosto 2018 senza

copia dell’inoltro della domanda di rendita AVS anticipata. L’USSI ha pure

precisato che “considerato che le conseguenze finanziarie derivanti dalla

sua scelta personale di rinunciare a percepire la rendita AVS anticipata non

possono essere sopportate dal nostro ufficio, non si giustifica il versamento

di una prestazione mensile a compensazione della lacuna finanziaria” (cfr.

doc. 144; consid. 2.6.).

In simili condizioni,

occorre concludere che l’amministrazione ha reso attento, a più riprese e in

modo chiaro, l’insorgente del fatto che la mancata richiesta di una rendita AVS

anticipata avrebbe comportato il rifiuto dell’assistenza sociale.

Il ricorrente, che davanti

al TCA ha peraltro dimostrato di comprendere la procedura in corso e di saper

far valere le proprie pretese, in caso di dubbi avrebbe dovuto del resto

chiedere ragguagli all’USSI.

Ne discende che in casu non

è ravvisabile una violazione del diritto all’informazione e consulenza del

ricorrente.

2.11

In relazione, infine, alla

censura ricorsuale secondo cui le prestazioni assistenziali strettamente

indispensabili non possono essere rifiutate (cfr. doc. I), giova osservare che

è vero che l’art. 23 Las (e non art. 3 Las come indicato nel ricorso) enuncia

al cpv. 1 che le prestazioni assistenziali strettamente indispensabili non

possono essere rifiutate, anche se l’interessato sia personalmente colpevole

del suo stato e al cpv. 2 che l’importo delle prestazioni ordinarie e di quelle

speciali, stabilito secondo gli art. 18 e 20, può però essere ridotto, tenuto

conto delle direttive in merito della Conferenza svizzera delle istituzioni

dell’azione sociale.

In casu, tuttavia, come

visto sopra, il ricorrente è stato informato proprio dall’USSI della

possibilità di chiedere la rendita AVS anticipata e delle ripercussioni in

ambito dell’assistenza sociale in caso di mancata domanda.

Pertanto, nel caso di

specie, l’insorgente ha consapevolmente scelto di non chiedere la rendita AVS

anticipata che sarebbe stata decurtata rispetto quella ordinaria (cfr. doc. IX),

ma di continuare a postulare il rinnovo delle prestazioni assistenziali.

Al riguardo va evidenziato

che il Tribunale federale ha ribadito a più riprese che un comportamento

abusivo può giustificare la soppressione o il rifiuto dell’assistenza sociale

(cfr. DTF 139 I 218 consid. 3.3.; DTF 130 I 71 consid, 4.3.; STF 8C_787/2011

del 18 febbraio 2012 consid. 3.2.1.; STF 8C_156/2007 dell’11 aprile 2008

consid. 6.3.).

Di conseguenza il

riferimento all’art. 23 Las non è di alcun ausilio per il ricorrente.

2.12

Alla luce di tutto quanto

sopra esposto, la decisione su reclamo del 14 settembre 2018 impugnata deve

essere confermata.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti