42.2019.25
Ricorso di una beneficiaria di prestazioni assistenziali da 08/2004 a 08/2018 per complessivi fr. 199'709.45 alla quale USSI aveva chiesto il rimborso di fr. 45'793.50, in quanto la medesima aveva ricevuto, nel 06/2018, un capitale LPP pari a fr. 70'793.50 deve essere respinto
19 febbraio 2020Italiano28 min
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto, in via principale,
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
42.2019.25
rs
Lugano
19 febbraio 2020
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 12 luglio 2019 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 6 giugno 2019 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione su reclamo del 6
giugno 2019 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha
confermato la propria decisione del 13 novembre 2018 (cfr. doc. 50=N) con la
quale aveva chiesto a RI 1 il rimborso di fr. 45'793.50, in quanto la medesima,
da una parte, nel periodo 1° agosto 2004 – 31 agosto 2018 ha beneficiato di
prestazioni assistenziali per complessivi fr. 199'709.45, dall’altra, il 20
giugno 2018 ha ricevuto un capitale LPP di fr. 70'793.50.
L’amministrazione ha, in
particolare, rilevato che:
" (…)
Fatti
I.
Nel caso in esame la ricorrente con il versamento a suo favore del
capitale di libero passaggio di CHF 70'793.50 ha beneficiato di un aumento
rilevante della propria sostanza mobiliare. Di conseguenza deve rimborsare
all'USSI le prestazioni assistenziali percepite.
L'importo richiesto come rimborso di CHF 45'793.50 per le
prestazioni assistenziali percepite durante il periodo che va dal 1 agosto 2004
al 31 agosto 2018 per un totale di CHF 199'709.45 (già dedotti gli importi
ricevuti dall'USSI tramite le compensazioni AI e PC) come risulta dal relativo
estratto conto (Allegato 1: Estratto conto prestazioni USSI per RI 1
1.8.2004-31.8.2018), rispettivamente di CHF 163'966.30 considerando solo il
periodo dal 1.11.2008 al 31.8.2018, rispetta la raccomandazione di lasciare a
disposizione una somma adeguata CHF 25'000.-.” (Doc. B)
1.2. Contro
la decisione su reclamo l'interessata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto, in via principale,
l’annullamento della stessa, in via subordinata, che debba rimborsare
unicamente l’importo di fr. 1'488.60 inerenti alle prestazioni assistenziali
percepite dopo la liberazione dell’avere di libero passaggio.
Inoltre
l’insorgente ha postulato l’ammissione all’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio (cfr. doc. I pag. 7).
A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali la parte ricorrente ha addotto che, dopo essere stata
licenziata nel 2004 dalla __________ - presso la quale ha lavorato per 27 anni
-, RI 1 ha beneficiato dell’assistenza sociale fino a quando, nel marzo 2018,
le è stata riconosciuta una rendita AI intera (grado di invalidità del 77%) per
problemi di salute fisici e psichici iniziati negli ultimi anni di lavoro e poi
aggravatisi.
È stato pure precisato, da
un lato, che a seguito dell’assegnazione della rendita AI e della relativa
richiesta dell’insorgente del maggio 2018, l’Istituto di previdenza __________,
il 20 giugno 2018, le ha accreditato l’importo di fr. 70'793.50 relativo alla
prestazione di libero passaggio maturata fino a quel momento.
Dall’altro, che
nell’agosto 2018 la Cassa cantonale di compensazione ha accordato alla
ricorrente una prestazione complementare.
L’avv. RA 1 ha altresì
evidenziato che gli averi liberati del 2° pilastro sono stati interamente
spesi, in particolare per cure mediche (cfr. doc. I pag. 2-5).
Il patrocinatore
dell’insorgente, per conto di quest’ultima, ha poi osservato:
" (…)
14
Giusta l'art. 33 lett. b Las è previsto che le prestazioni
assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno rimborsate in caso di
acquisizione di una sostanza rilevante. Secondo la giurisprudenza, precisamente
nella sentenza STCA 42.2013.12 del 21 novembre 2013 consid. 2.1, sono definite
le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni
assistenziali, ovvero: "sono considerate unicamente le situazioni in
cui le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni
assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la COSAS, di non scoraggiare il
reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con la minaccia di
pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali (evitare la
cosiddetta - trappola della povertà)".
Nel nostro caso, l'avere di libero passaggio non è né una vincita
alla lotteria, né un'eredità, pertanto - a nostro avviso - non si può dunque
parlare di sostanza rilevante. Si tratta di un semplice conto di previdenza
accumulato negli anni in cui la signora ha lavorato (tra l'altro non un
capitale ingente). Questo avere di libero passaggio ha come scopo - come
spiegheremo successivamente - il personale mantenimento.
Dunque, la richiesta di rimborso dell'USSI sarebbe contraria allo
scopo dell'assistenza sociale, ovvero quello di aiutare le persone in uno stato
di bisogno, favorire il loro reinserimento sociale e professionale ed aiutare
gli assicurati alla riconquista dell'autonomia economica.
Pertanto - anche per questo motivo - non sussiste un obbligo di
rimborso delle prestazioni assistenziali della signora RI 1.
15
In virtù delle Direttive COSAS, citate anche nelle decisioni
dell'USSI, e precisamente al n. E.2.5 è invocato che: "Gli averi
liberati del 2° pilastro e del pilastro 3a costituiscono una sostanza liquida e
vanno usati, dopo la scadenza, per le spese future per il mantenimento".
Per cui, in virtù delle Direttive COSAS, il capitale di libero
passaggio versato in favore della signora RI 1 serve per le spese future per il
proprio mantenimento. Difatti il capitale in questione è stato utilizzato per
il suo personale sostentamento e per altre spese realizzatesi dopo l'accredito
della somma.
Di conseguenza, la decisione di rimborso dell'USSI è chiaramente
illegittima, poiché l'avere del 2° pilastro andrebbe a rimborsare una spesa
passata e non futura.
16
L'accredito del capitale di libero passaggio è stato effettuato
solamente il 20 giugno 2018, due mesi prima del termine delle prestazioni
assistenziali percepite dalla signora RI 1.
In virtù della norma n. E.2.5 COSAS - come abbiamo visto nel
precedente paragrafo - gli averi del 2° pilastro vanno usati per le spese
future. Dunque, nel caso in cui codesto lodevole Giudice non dovesse accogliere
il presente ricorso, sono da rimborsare unicamente le prestazioni assistenziali
percepite susseguentemente al versamento della LPP.
Ovvero, come da doc. L:
- 03.07.2018: Prestazione ordinaria COSAS - CHF 555.50
- 03.07.2018: Premio cassa malati - CHF 172.50
- 12.07.2018: Franchigia e partecipazione CM - CHF 32.60
- 01.08.2018: Prestazione ordinaria COSAS - CHF 555.50
- 01.08.2018: Premio cassa malati - CHF 172.50
Totale: CHF 1'488.60
Quindi, nel caso in cui il presente ricorso non dovesse essere
accolto, in virtù di quanto descritto nei paragrafi precedenti, la decisione
dell’USSI - comunque recisamente contestata (!) - dovrebbe essere modificata in
quanto alla signora RI 1 incomberebbe unicamente rimborsare CHF 1'488.60
concernenti le prestazioni assistenziali percepite successivamente alla
riscossione dell'avere di libero passaggio. (…)” (Doc. I pag. 5-6)
1.3. Nella sua risposta del 3
settembre 2019 l'USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa, indicando
segnatamente:
" (…) Nel
caso in oggetto, l’amministrazione ha rispettato i parametri previsti dalle
direttive COSAS per raggiungere l’obiettivo del ritorno all’autonomia economica
dell’assistita lasciando una somma adeguata (almeno di CHF 25'000.-).
Il rimborso richiesto rispetta dunque i
parametri stabiliti nell’ambito dell’assistenza sociale. (…)” (Doc. III)
1.4. Il 23 settembre 2019 la parte
ricorrente ha contestato integralmente la risposta di causa e si è riconfermata
nel proprio ricorso (cfr. doc. VII).
1.5. Il doc. VII è stato trasmesso
per conoscenza all’amministrazione (cfr. doc. VIII).
in diritto
Considerandi
2.1
Oggetto del contendere è la
questione di sapere se a ragione o meno l’USSI abbia chiesto a RI 1,
beneficiaria di prestazioni assistenziali dal 2004 al 2018, il rimborso di fr.
45'793.50 a seguito del versamento a suo favore di un capitale LPP di fr.
70'793.50.
L'art.
33.
Las prevede che le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno
rimborsate:
a)
quando vengono effettuati dei versamenti a titolo di anticipo su prestazioni
assicurative non ancora corrisposte, al momento in cui tali prestazioni saranno
esigibili. L'autorità può parimenti esigere che le si versino direttamente gli
arretrati (art. 32 Laps);
b)
in caso di acquisizione di una sostanza rilevante;
c)
in caso di eredità lasciata dal beneficiario deceduto.
A
proposito di questa disposizione legale nel Messaggio 5250 dell'8 maggio 2002
relativo alla Modifica della legge sull'assistenza sociale il Consiglio di
Stato si era così espresso:
"
Il nuovo art. 33, rispetto a
quello attualmente in vigore, limita e precisa le circostanze nelle quali
sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni assistenziali, in adeguamento
alla prassi già attualmente diffusa (e in riferimento alle norme della CSIAS
riviste nel 1998 e nel 2000): sono considerate unicamente le situazioni in cui
le prestazioni assistenziali sono versate quali anticipo su prestazioni
assicurative e i casi di acquisizione di sostanza (vincite, eredità).
Si tratta, come raccomanda la CSIAS, di non
scoraggiare il reinserimento professionale e la riconquista dell'autonomia con
la minaccia di pignorare il salario per rimborsare le prestazioni assistenziali
(evitare la cosiddetta - trappola della povertà)."
Nel
suo rapporto del 5 novembre 2002 la Commissione della gestione e delle finanze
aveva al riguardo rilevato:
"
II nuovo art. 33 limita e precisa
le circostanze nelle quali sussiste un obbligo di rimborso delle prestazioni
assistenziali.
In base alle direttive della COSAS il rimborso deve
avvenire nei seguenti casi:
- prestazioni di sostegno sociale indebitamente
percepite;
- versamenti a titolo di anticipo su
prestazioni assicurative non ancora corrisposte;
- eredità lasciata dal beneficiario deceduto;
- acquisizione di una sostanza
rilevante durante il periodo in cui sono state versate delle prestazioni di
sostegno sociale o successivamente, durante il periodo di prescrizione previsto
dalla legislazione cantonale."
2.2
Nelle
Direttive COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2015, al punto E.3.1
(“Rimborso di prestazioni ottenute a pieno diritto”) figurano le seguenti
indicazioni:
"
Il ritorno all'autonomia economica
delle persone che beneficiano di un sostegno sociale è l'obiettivo prioritario
del sostegno. Per raggiungerlo, la COSAS fa le seguenti raccomandazioni:
■ Per principio, nessuna richiesta di rimborso sui
redditi provenienti da un'attività lucrativa esercitata dopo il periodo del
sostegno.
■ Laddove le basi legali prevedono un rimborso
obbligatorio da redditi provenienti da un'attività lucrativa, si raccomanda di
applicare un limite di reddito generoso e di limitare la durata dei rimborsi,
per evitare di compromettere l'inserimento economico e sociale (à
H.9).
■ Nessun obbligo di rimborso di prestazioni ottenute
allo scopo di promuovere l'inserimento professionale e l'integrazione sociale
(franchigia sul reddito, supplemento d'integrazione, prestazioni speciali
dettate dalla situazione legata a misure d'integrazione).
■ Lasciare a disposizione una somma adeguata (fr.
25000.- per le persone sole, fr. 40000.- per le coppie, più fr. 15000.- per
ogni figlio minorenne) alle persone che, grazie all'acquisizione di beni
importanti che aumentano il loro patrimonio, perdono il diritto al sostegno
materiale.
Tali somme lasciate a libera disposizione dovrebbero
essere considerate anche quando, dopo l'uscita del beneficiario da un periodo
di sostegno, scatta l'obbligo di rimborsare le prestazioni ottenute, a causa
dell'acquisizione di ulteriori beni prima della scadenza del periodo di
prescrizione definito dal diritto cantonale."
Riguardo alla funzione delle
disposizioni COSAS, in dottrina, C. Hänzi (Die Richtlinien der schweizerischen
Konferenz für Sozialhilfe". Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011) rileva
quanto segue:
"
In der Schweiz ist eine
einheitliche Definition hinsichtlich der Ausgestaltung und der Höhe des
Existenzminimum nicht vorhanden. Die verschiedenen Regelungen zum
Existenzminimum in der Schweiz bilden kein kohärentes, geschlossenes System zur
Sicherung und zum Schutze minimaler Voraussetzungen für ein menschenwürdiges
Dasein. So besteht auch eine eigene Umschreibung und Ausgestaltung des
Existenzminimum für den Leistungsbereich der Sozialhilfe. Die Schweizerische
Konferenz für Sozialhilfe hat sich dieser Aufgabe angenommen und gibt im Rahmen
ihrer Richtlinien Empfehlungen zuhanden der Sozialhilfeorgane des Bundes, der
Kantone, der Gemeinden sowie der Organisationen der privaten Sozialhilfe ab.
Damit bezweckt sie, angesichts der grossen föderalen Vielfalt, vor allem auch
die Förderung einer gesamtschweizerischen Unterstützungspraxis, insbesondere im
bereich der materiellen Unterstützung. Die Richtlinien konkretisieren dabei
nicht nur den Verfassungsauftrag gemäss Art. 12 BV zur Existenzsicherung,
sondern sie wollen grundsätzlich die Ausgestaltung eines sozialen
Existenzminimums definieren, welches über dem absolut Notwendigen zu liegen
kommt. Dabei wurde mit der letzten Revision ein Paradigmawechsel in der
Konzeption der Richtlinien vollzogen, da die Grundsicherung ab dann mit einem
Anreizsystem verknüpft wurde. Ausgerichtet ist das Unterstützungssystem der
SKOS-Richtlinien auf längerfristig unterstützte Personen, die in einem
Privathaushalt leben und fähig sind, den damit verbundenen Verpflichtungen
nachzukommen. Allerdings zeichnen sich die Richtlinien nicht nur dadurch aus,
dass sie ein Bemessungssystem für die jeweils angemessene Sozialhilfe für
solche Haushalte beinhalten. Sie umschreiben bspw. auch die geltenden
Zielsetzungen dieses Leistungsfeldes, die wesentlichen Grundprinzipien, die
Rechte und Pflichten Unterstützter, die regeln bei der Auszahlung von
Leistungen, die möglichen Sanktionen, die Massnahmen zur Integration oder die
Verwandten- und Rückerstattungspflicht und erhalten eine Sammlung der
Rechtsprechung, der kantonalen Sozialhilfegesetze sowie Praxishilfen. Sie sind
damit eine eigentliche Referenz für die Sozialhilfepraxis. Die Richtlinien
erlangen jedoch erst durch di e kantonale Gesetzgebung, die kommunale
Rechtsetzung und die Rechtsprechung Verbindlichkeit.“ (pag. 171-172)
Sulla portata delle direttive amministrative, cfr. STF 8C_331/2019 del
18.
settembre 2019 consid. 4.3.; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid.
6.1.1.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in DTF 144
V 195 e in DLA 2018 N. 10 pag. 260; DTF 138 V 50 consid. 4.1.; DTF 132 V 121
consid. 4.4 pag. 125; STF 8C_834/2016 del 28 settembre 2017 consid. 6.2.1.; STF
2C_105/2009 del 18 settembre 2009; STF E 1/06 del 26 luglio 2007 consid. 4.3.
2.3
Nella presente evenienza
dalle carte processuali emerge che la ricorrente, nata il __________ 1962, ha
percepito prestazioni assistenziali dall’agosto 2004 all’agosto 2018 per un
totale di fr. 199'709.45 (cfr. doc. D; I; B), di cui fr. 58'399.50 rimborsati
all’USSI tramite accrediti da parte della Cassa di compensazione __________ di
fr. 15'519.-- il 28 febbraio 2006 e di fr. 11'096.10 il 4 aprile 2018, dell’Ufficio
esecuzioni e fallimenti di __________ di fr. 22'874.40 il 14 luglio 2006 e
della Cassa __________ di fr. 8’910 il 15 agosto 2018 (cfr. doc. L; 19-44).
All’insorgente, in
effetti, già nel gennaio 2006 era stata concessa una rendita AI intera a
partire dal 1° settembre 2004 (cfr. doc. I; E). In proposito il suo patrocinatore
ha indicato che “…per motivi a noi sconosciuti, tale rendita è stata
annullata.” (cfr. doc. I pag. 2).
Con decisione del 21 marzo
2018.
l’Ufficio AI le ha poi riconosciuto una rendita AI intera (grado di
invalidità del 77%) a decorrere dal 1° agosto 2017 di fr. 1'481.-- al mese. Le
prestazioni retroattive dall’agosto 2017 al marzo 2018 ammontavano a fr.
11'848.-- (cfr. doc. F).
Al riguardo e in
riferimento alla polizza di libero passaggio di RI 1, l’Istituto di previdenza __________,
il 15 maggio 2018, a seguito di una richiesta di prestazioni LPP dell’11 maggio
2018.
formulata dalla ricorrente, tramite la rappresentante di allora, avv. __________
(cfr. doc. G), ha comunicato:
" (…) Nella
polizza summenzionata non sono assicurate le prestazioni d’invalidità.
Conformemente all’art. 14 delle nostre Condizioni generali di assicurazione
(CGA) la persona assicurata può sciogliere anticipatamente la sua assicurazione
di libero passaggio e richiedere che le venga versato in contanti il valore di
restituzione, se essa ha diritto ad una rendita d’invalidità intera dell’AI. (…)”
(Doc. H)
Il 20 giugno 2018 __________,
dopo che l’insorgente ha firmato il formulario “Scioglimento della mia polizza
di libero passaggio” (cfr. doc. I), le ha corrisposto l’importo di fr.
70'793.50 relativo alla prestazione di libero passaggio maturata fino a quel
momento sul suo conto privato presso la __________ (cfr. doc. J; 58).
Inoltre con decisione del
6.
agosto 2018 la Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG ha assegnato alla
ricorrente una prestazione complementare comprensiva del premio forfettario
dell’assicurazione malattie dal 1° agosto 2017. Dal agosto 2017 la PC era pari
a fr. 868.-- al mese, da gennaio 2018 a fr. 1'227.--e dal 1° giugno 2018 a fr.
1'149.-- al mese. Da tale data il premio forfettario dell’assicurazione
malattie era di fr. 499.-- (cfr. doc. K).
Le prestazioni retroattive
da agosto 2017 al luglio 2018 corrispondevano a fr. 12'773.--, di cui fr. 8'910.--
sono stati accreditati all’USSI tramite compensazione, mentre fr. 3'863.--sul
conto bancario dell’insorgente presso __________ (cfr. doc. K).
Da gennaio 2019
l’insorgente ha diritto a una prestazione complementare di fr. 1'152.-- al mese
e al premio forfettario dell’assicurazione malattie di fr. 517.-- mensili (cfr.
doc. P).
Con decisione del 13
novembre 2018 (cfr. doc. 50=N), confermata dalla decisione su reclamo del 6
giugno 2019, l’USSI, preso atto che RI 1 ha incassato il capitale LPP di fr.
70'793.50, le ha chiesto il rimborso di fr. 45'793.50 (cfr. doc. B; consid.
1.1.).
La ricorrente ha
contestato tale modo di procedere, censurando in particolare l’applicazione
dell’art. 33 Las. Al riguardo la medesima ha specificato, da un lato, di non
avere una situazione finanziaria consolidata, né tantomeno condizioni di vita
agiate.
Dall’altro, che nel suo
caso non si è confrontati con una sostanza rilevante, poiché l’avere di libero
passaggio non è una vincita né un’eredità, bensì si tratta di un semplice conto
di previdenza accumulato negli anni in cui ha lavorato che ha come scopo il
personale mantenimento.
L’insorgente, facendo
riferimento alle norme COSAS p.to E.2.5. secondo cui gli averi liberati del 2.
pilastro vanno usati per le spese future di mantenimento, ha indicato che
tutt’al più sono da rimborsare unicamente le prestazioni assistenziali percepite
dopo il versamento del capitale LPP (cfr. doc. I; consid. 1.2.).
2.4
Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte rileva che, come visto sopra, ai sensi
dell’art. 33 Las le prestazioni assistenziali corrisposte a maggiorenni vanno
rimborsate, in particolare, in caso di acquisizione di una sostanza rilevante
(lett. b).
È,
inoltre, utile osservare che giusta l’art. 6 cpv. 1 lett. a Laps, a cui rinvia
l’art. 22 Las, il reddito computabile è costituito, tra l’altro, dai redditi ai sensi degli art. 15-22 della
Legge tributaria del 21 giugno 1994 (LT).
L’art.
21.
cpv. 1 e 2 LT prevede:
"
1Sono imponibili tutti i proventi dall’assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità, nonché da istituzioni di previdenza
professionale o da forme riconosciute di previdenza individuale vincolata,
comprese le liquidazioni in capitale e il rimborso dei versamenti, premi e
contributi.
2I proventi dalla previdenza professionale comprendono
segnatamente le prestazioni delle casse previdenziali, delle assicurazioni di
risparmio e di gruppo, come anche le polizze di libero passaggio.”
Va
poi rilevato che con sentenza 42.2013.12 del 21 novembre 2013 questa Corte ha
confermato la richiesta di rimborso dell’USSI nei confronti di una beneficiaria
dell’assistenza sociale di un importo pari a fr. 133'199.30, corrispondenti a
prestazioni assistenziali percepite dall’agosto 2007 al luglio 2012. Il
rimborso si giustificava in virtù dell’art. 33 lett. b Las, in quanto la
ricorrente, nell’agosto 2012, aveva annunciato all’amministrazione di avere
ricevuto un acconto sull’eredità del padre di Euro 350'000, somma poi corretta
nel reclamo a Euro 290'000.
In
proposito cfr. pure STF 8C_254/2011 del 7 luglio 2011 e STF
8C_462/2013 del 29 agosto 2013 in relazione alla sentenza 605.2012.396 del 6
giugno 2013 del Tribunale cantonale, Corte delle assicurazioni sociali del
Canton Friborgo, citate nella STCA 42.2013.12 del 21 novembre 2013 consid. 2.3.
2.5
Riguardo, più precisamente,
all’applicazione dell’art. 33 lett. b Las in relazione all’acquisizione di un
capitale LPP, va osservato che questa Corte, con sentenza 42.2018.18 del 10
dicembre 2018, cresciuta in giudicato incontestata, ha confermato la richiesta
dell’USSI di rimborso delle prestazioni assistenziali percepite da una persona
per alcuni anni precedenti il riconoscimento di una rendita di vecchiaia
anticipata ai sensi dell’art. 40 cpv. 1 LAVS, nonché il versamento a suo favore
del capitale LPP di circa fr. 240'000.--.
Secondo
il TCA a ragione l’amministrazione aveva, infatti, tenuto conto di tale
capitale LPP - nonostante poco dopo averlo ricevuto sia stato trasferito al
nipote - ai fini del rimborso dell’assistenza sociale, ritenuto del resto che a
quel ricorrente sarebbe comunque restato un importo maggiore di fr. 90'000.--.
L’Alta Corte, dal canto
suo, in una sentenza 9C_219/2019 del 13 agosto 2019, nel calcolo di una
prestazione complementare ha computato il capitale di libero passaggio ricevuto
da un assicurato in parte quale sostanza a cui aveva rinunciato. Il TF ha
evidenziato che non era in ogni caso stato comprovato secondo la
verosimiglianza preponderante che il denaro era servito per restituire degli
importi a lui prestati.
Giova poi rilevare che il
26.
novembre 2014 Bea Heim, Consigliera nazionale dal 1° dicembre 2013 al 1°
dicembre 2019,
ha interpellato il Consiglio federale in questi termini:
" - Le
Conseil fédéral ne trouve-t-il pas comme moi problématique que des communes
obligent des personnes bénéficiant de l'aide sociale à retirer leurs avoirs de
libre passage (deuxième pilier) cinq ans avant l'âge AVS afin que ces avoirs
soient pris en compte dans le calcul de l'aide sociale, voire utilisés pour le
remboursement des prestations d'aide sociale perçues?
- Cette pratique, qui est contraire aux
recommandations de la Conférence suisse des institutions d'action sociale, a
pour effet de faire perdurer la situation d'indigence de ces personnes au-delà
de la retraite, et donc d'augmenter le recours aux prestations complémentaires.
Y a-t-il là une faille de la loi, et cette faille sera-t-elle corrigée par la
réforme de la prévoyance vieillesse?” (cfr.
www.parlement.ch/fr/ratsbetrieb)
In proposito occorre
evidenziare che nella presente fattispecie il capitale LPP è però stato
liberato a favore della ricorrente a seguito del riconoscimento a suo favore di
una rendita AI (cfr. consid. 2.3.).
Il
Consigliere federale Alain Berset, il 1° dicembre 2014, ha risposto:
" Dem
Bundesrat ist bekannt, dass Sozialhilfestellen Versicherte zu bewegen
versuchen, sich ihre Freizügigkeitsleistung so früh als möglich auszahlen zu
lassen. Dies kann je nach Konstellation problematisch sein. Mit der
Altersreform 2020 sollen die Betroffenen die Möglichkeit erhalten, ihr
Freizügigkeitsguthaben in Rentenform zu beziehen. Dadurch wird der
Vorsorgezweck der zweiten Säule verstärkt, und die Sozialhilfe und
Ergänzungsleistungen werden entlastet. Ausserdem ist vorgesehen, dass das
minimale Bezugsalter für die ganze zweite Säule auf das 62. Altersjahr
angehoben wird. Damit wird die in der Frage angesprochene Situation wesentlich
entschärft.” (cfr. www.parlement.ch/fr/ratsbetrieb)
La riforma denominata
previdenza per la vecchiaia 2020 è, tuttavia, stata respinta in occasione della votazione popolare del 24 settembre 2017 (cfr. https://www.bsv.admin.ch/bsv/it/home/assicurazioni-sociali/ahv/riforme-e-revisioni/altersvorsorge2020.html).
2.6
In
concreto, come visto, a RI 1 è stata assegnata, nel mese di marzo 2018, una
rendita intera AI a far tempo dall’agosto 2017 di fr. 1'481.-- mensili e
nell’agosto 2018 una prestazione complementare dall’agosto 2017 di fr. 868.--
al mese, dal gennaio 2018 di fr. 1'227.--, dal 1° giugno 2018 di fr. 1'149.-- e
dal gennaio 2019di fr. 1'152.--. Oltre a tali importi, la Cassa di
compensazione AVS/AI/IPG le ha riconosciuto il premio forfettario
dell’assicurazione malattie (cfr. consid. 2.3.).
Alla ricorrente è stato
altresì corrisposto un importo di PC retroattive di fr. 3'863.-- (cfr. doc. K;
consid. 2.3.).
Inoltre
tramite il versamento a suo favore, nel giugno 2018, del capitale LPP di fr. 70'793.50
(cfr. doc. J; 58; consid. 2.3.), l’insorgente ha beneficiato di un aumento
rilevante della propria sostanza mobiliare.
Alla luce di tutto quanto sin
qui esposto, ritenuto che l’USSI ha comunque lasciato a disposizione della
ricorrente l’ammontare di fr. 25'000.-- come previsto dalle Norme COSAS (cfr.
consid. 2.2.), a ragione la parte resistente ha tenuto conto del capitale LPP e
le ha chiesto il rimborso delle prestazioni assistenziali pari a fr. 45'793.50.
Il TCA non ignora che il
capitale di libero passaggio è già stato computato nel calcolo della
prestazione complementare (cfr. doc. K; 58), come sottolineato dalla parte
ricorrente (cfr. doc. I).
Il conteggio delle PC
andrà così adeguato, considerando che la somma di fr. 45'793.50 deve essere
restituita all’assistenza sociale.
Quest’ultima
ha d’altronde lo scopo, contemplato nella Costituzione federale (cfr. art. 12
Cost.fed.), di evitare che un’unità di riferimento cada nel bisogno,
rispettivamente provvedere ad aiutare quanti siano già caduti nel bisogno,
ossia coloro che non possono provvedere sufficientemente o tempestivamente con
mezzi propri al sostentamento (cfr. art. 1 e 2 Legge federale sull’assistenza,
LAS; art. 1 Las; 22 Las; 5 Laps).
L’assistenza
sociale rappresenta l’ultima ancora di salvataggio cfr. STF 8C_100/2017 del 14
giugno 2017 consid. 8.1.; DTF 137 V 143; STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007,
pubblicata in DTF 134 I 65; SVR 2008 EL Nr. 2 pag. 5; STF 8C_5/2008 del 5
maggio 2008.
L’art.
112a Cost.fed. enuncia, per contro, che la Confederazione e i Cantoni versano
prestazioni complementari alle persone il cui fabbisogno vitale non è coperto
dall’assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità. Inoltre giusta l’art. 1
LPC lo scopo delle PC è coprire il fabbisogno esistenziale.
Le
PC sono prestazioni di un’assicurazione sociale e pertanto hanno la priorità
rispetto alle prestazioni assistenziali (cfr. STF 9C_36/2014 del 7 aprile 2014
consid. 3.3.).
Giusta
l’art. 11 cpv. 3 LPC, del resto, non rientrano fra i redditi computabili al
fine della determinazione della prestazione complementare le prestazioni
dell'aiuto pubblico sociale.
L’art.
3.
cpv. 2 lett. a della Legge federale sull’assistenza (LAS) prevede dal canto
suo che le prestazioni complementari all'assicurazione per la
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità non fanno parte delle prestazioni assistenziali
(al riguardo cfr. pure STF 2C_750/2014 del 27 ottobre 2015, pubblicata in DTF
141.
II 401; STF 2C_600/2014 del 27 ottobre 2015).
Quanto, poi, fatto valere
nel ricorso, ovvero che a seguito di problemi psichici l’insorgente non avrebbe
appreso appieno quanto successo con il versamento dell’avere di libero
passaggio (cfr. doc. I pag. 5), è ininfluente ai fini della richiesta di
rimborso da parte dell’USSI. La stessa, infatti, è dipesa dalla circostanza oggettiva
della corresponsione (il 20 giugno 2018) a favore della ricorrente della
prestazione LPP richiesta dalla medesima, in prima battuta l’11 maggio 2018,
tramite la rappresentante di allora, avv. __________ (cfr. doc. G; consid.
2.3.).
Per quanto attiene
all’asserzione secondo cui il denaro relativo al capitale di libero passaggio
versato all’insorgente nel giugno 2018 sarebbe stato speso per far fronte a
costi soprattutto connessi a cure mediche e a medicamenti (cfr. doc. I) -
affermazione peraltro non comprovata -, va osservato, in primo luogo, che
l’ordine di rimborso è stato emesso dall’amministrazione nel mese di novembre
2018.
Da quel momento, perciò, la ricorrente era o avrebbe dovuto essere
consapevole del fatto che, se il reclamo e gli eventuali ricorsi non avessero
avuto esito a lei favorevole, avrebbe dovuto restituire la somma richiesta
all’USSI.
In secondo luogo, non
risulta che la medesima abbia domandato alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG,
che aveva conteggiato il capitale LPP, di rivedere la decisione concernente le
prestazioni complementari.
In
esito alle considerazioni di cui sopra, la decisione su reclamo del 6 giugno
2019.
impugnata deve, di conseguenza, essere confermata.
2.7
La ricorrente ha
chiesto l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1
(cfr. doc. I pag. 7).
Questa Corte rileva
innanzitutto che la domanda dell’insorgente di assistenza giudiziaria deve
essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la
procedura davanti al TCA in materia di assistenza sociale è per principio
gratuita (cfr. art. 29 cpv. 1 Lptca; 42.2019.21 del 18 settembre 2019 consid.
2.11.; STCA 42.2016.16 del 5 aprile 2017 consid. 2.11.).
Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria.
L’art. 2 della Legge
sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) – del 15 maggio
2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n.22/2011 del 13 maggio 2011 pag.
263-264) – prevede:
" L’assistenza
giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri
della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi
diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.”
Inoltre giusta l’art. 3
cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e
dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione
al gratuito patrocinio.
I presupposti (cumulativi)
per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se
l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo
(DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).
L’istante va considerato
indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei
suoi interessi, senza intaccare i mezzi necessari al sostentamento suo
personale e della famiglia (cfr. DTF 135 I 221 consid. 5.1; STF 9C_673/2009 del
14.
aprile 2010 consid. 7.2).
Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza federale, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al
di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR
1998.
IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c).
Al
minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%
(cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004; STF 9C_673/2009 del 14 aprile 2010
consid. 7.2).
Dalle carte
processuali emerge che la ricorrente beneficia mensilmente di una rendita
intera AI di fr. 1'481.--. (cfr. doc. F; Q) e di una prestazione complementare
di fr. 1'152.--, oltre che della copertura del premio forfettario
dell’assicurazione malattie di fr. 517.-- al mese (cfr. doc. P; Q), per
complessivi fr. 3’150.--.
Per
quanto riguarda il calcolo del fabbisogno, all’insorgente deve essere applicato
l’importo base mensile di fr. 1'200.--, stabilito per il calcolo del minimo
esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento, quale Autorità di
vigilanza cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009, tuttora in uso.
Tale
importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e dell’arredamento
domestico, assicurazioni private, cultura, così come le spese di elettricità
e/o gas per la luce e la cucina (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di
esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° settembre 2009; www.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desistenza).
Al
minimo esecutivo va aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%, secondo la
giurisprudenza citata.
In
casu, aggiungendo all’importo di base di fr. 1’200.-- il supplemento del
15-25% (25% corrisponde a fr. 300.-- e il 15% a fr. 180.--, cfr. su questo
punto la STF 9C_89/2014 del 1° maggio 2014 nella quale il TF ha confermato
l’importo di fr. 200.-- quale supplemento di procedura per una persona sola
applicato dal Tribunale cantonale di Neuchâtel), si ottiene un fabbisogno che
si situa tra i fr. 1'380.-- e i fr. 1’500.--.
Va
poi computata la pigione mensile di fr. 1’100.-- (doc. Q=68) e il premio di
cassa malati di circa fr. 527.-- (cfr. doc. Q), per complessivi fr. 1'627.--
mensili.
Le
uscite mensili corrispondono dunque a fr. 3'007.-- se si tiene conto di un
fabbisogno aumentato del 15% (fr. 1’380 + 1'627) e a fr. 3’127 se si considera
un fabbisogno incrementato del 25% (fr. 1’500 + fr. 1'627).
Ne
discende che la situazione finanziaria dell’insorgente presenta un‘eccedenza di
reddito che oscilla tra fr. 23.-- al mese (fr. 3’150 - fr. 3’127) e fr. 143.--
al mese (fr. 3'150 - fr. 3’007).
In simili condizioni l’insorgente,
ritenuto che in casu il capitale LPP (benché in linea di principio il medesimo prelevato dopo l'insorgere di un caso di assicurazione
vada aggiunto al patrimonio di colui che chiede il gratuito patrocinio per la
valutazione dell’indigenza; cfr. STF 4A_362/2018 del 5 ottobre 2018, pubblicata
in DTF 144 III 531 e SVR 2019 BVG N. 13 pag. 49) lasciato a sua
disposizione di fr. 25'000 costituisce una riserva di emergenza (cfr. STF
9C_147/2011 del 20 giugno 2011; STFA H 41/01 del 26 aprile 2001), può essere
considerata indigente (al riguardo cfr. STFA C 62/00 del 25 settembre 2000 in
cui nell’ambito dell’assicurazione contro la
disoccupazione un assicurato che presentava un'eccedenza mensile di fr. 33.40,
calcolata per una persona sola dopo avere apportato un supplemento sull'importo
base LEF del 15%, è stato considerato indigente).
Visto che anche le altre
due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono adempiute, l'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio va accolta riservato
l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione economica della
ricorrente dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 6 LAG; relativamente al
gratuito patrocinio nella procedura davanti al TF: cfr. art. 64 cpv. 4 LTF; art
152.
cpv. 3 vOG; STF 9C_664/2013 del 15 gennaio 2014 consid. 6; STF 9C_916/2009
del 30 agosto 2010 consid. 10.2.; STF I 472/06 del 21 agosto 2007 consid.
7.2.).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. L’istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è accolta.
3. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
4. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti