42.2020.20
Negata prestazione assistenziale poiché computando sostanza immobiliare sita all'estero vi è eccedenza reddito Las. In concreto l'immobile all'estero non è difficilmente liquidabile e dunque non si può concedere alla ricorrente un’eccezione transitoria
8 febbraio 2021Italiano23 min
I beni immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
42.2020.20
CL/gm
Lugano
8 febbraio 2021
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Christiana Lepori, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 24 settembre 2020 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 28 agosto 2020 emanata da
Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
Bellinzona
in materia di assistenza sociale
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 26 luglio
2019, l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (in seguito: USSI) ha
respinto la domanda per le prestazioni assistenziali inoltrata il 3 luglio 2019
da RI 1, poiché, dal relativo calcolo, non è risultato un fabbisogno mensile
scoperto, bensì un’eccedenza di reddito Las di fr. 2'996.- mensili (cfr. doc.
21-23).
Con decisione su reclamo del 28
agosto 2020, l’amministrazione ha confermato il precedente provvedimento,
precisando quanto segue:
" In base
alla documentazione raccolta per la necessaria istruttoria, l’Ufficio del
sostegno sociale e dell’inserimento (USSI), per l’unità di riferimento della
richiedente, costituita da lei stessa, ha definito un fabbisogno di base
mensile secondo la Legge sull’assistenza sociale (Las) di CHF 995.- al quale ha
aggiunto una spesa computabile ai sensi della Las pari a CHF 492.-, CHF 480.-
di premi assicurazione malattia e CHF 11.- quali altre spese computabili Las.
L’USSI ha quindi definito e dedotto un reddito computabile mensile
ai sensi della Las pari a CHF 58.-, una sostanza computabile come reddito pari
a 4'173.- (considerata una sostanza immobiliare del valore di CHF 64'469.- e i
titoli e altri collocamenti di capitali di CHF 1'325.-, dedotti i debiti privati
di CHF 5'714.- e la quota esente di CHF 10'000.-, importo risultante suddiviso
per 12 mesi) nonché altre prestazioni Laps ricevute, vale a dire il sussidio
per la cassa malati di CHF 252.-.
Da tale calcolo, svolto secondo i criteri stabiliti dalla Legge
sull’assistenza, non è scaturito un fabbisogno mensile scoperto bensì
un’eccedenza pari a CHF 2'996.- mensili. (…)
Nel caso concreto risulta che la signora RI 1 è titolare di una
risorsa immobiliare sita nel comune di __________ in provincia di __________.
In base agli atti non risulta che i beni immobili sono difficilmente
liquidabili e neppure che sono occupati dall’interessata. La reclamante afferma
che l’immobile sito in Italia è vetusto, ______________, abbandonato e sfitto
ma non comprova quanto affermato.
In tali circostanze non si giustifica di riconoscere come non
facilmente liquidabile la sostanza immobiliare della reclamante. L’USSI ne ha
correttamente computato il valore, convertito in franchi svizzeri.” (cfr. doc.
2-9)
1.2. Contro la decisione su
reclamo del 28 agosto 2020 RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA.
In particolare, l’insorgente,
priva di entrate, ha affermato di non avere altra sostanza disponibile
all’infuori di un immobile sito in Italia, e meglio come segue:
" (…) sono
senza lavoro e, attualmente abito con i miei genitori (…) non percepisco alcun
salario o indennità.
Come potete constatare dalla notifica di tassazione allegata non
dispongo di liquidità.
Unica mia sostanza è un immobile situato nel Comune di __________
(Italia).
Come a documento allegato ho incaricato in data 02.01.2016
l’impresa __________ di occuparsi della vendita. Purtroppo a causa della
situazione economica italiana e della fatiscenza dell’immobile a tutt’oggi non
si è potuto vendere.
L’immobile non è affittato per cui non dispongo di nessuna
entrata.
Allego pure la visura per soggetto dalla quale si possono rilevare
le rendite catastali come pure il valore dell’immobile (circa Fr. 60'000.-).”
(cfr. doc. I e III)
RI 1 – che, a sostegno delle
proprie pretese, oltre alla citata dichiarazione dell’agenzia immobiliare ed
alla documentazione relativa al valore catastale dell’immobile, ha prodotto la
decisione di tassazione che la riguarda inerente il 2018 ed un’attestazione del
Comune di __________ relativa ai ____________ che hanno colpito la zona all’inizio
degli anni ‘80 (cfr. all. A2-A5 a doc. I) - ha, quindi, chiesto che le vengano
riconosciute le prestazioni assistenziali (cfr. doc. I).
Il 24 settembre 2020, RI 1, in
aggiunta a quanto fatto valere con il proprio ricorso, ha comunicato a questo
Tribunale di essere, da diversi anni, in cura presso la dr.ssa __________
(specialista FMH in psichiatria e psicoterapia), di assumere quotidianamente “medicamenti
e antidepressivi” (cfr. doc. III).
1.3. Con risposta di causa del 15
ottobre 2020, l’USSI, in relazione all’immobile di proprietà della ricorrente
ed alla dichiarazione dell’agenzia immobiliare cui quest’ultima si era rivolta,
ha in particolare osservato che non risulta che RI 1 abbia profuso “(…)
particolari sforzi (…) allo scopo di realizzare o per lo meno tentare la
vendita dell’immobile.” L’amministrazione ha, in particolare, rilevato
quanto segue:
" In tutti
questi anni la reclamante avrebbe potuto attivarsi incaricando altre agenzie
Immobiliari o impegnarsi personalmente per la vendita mediante, ad esempio
annunci online.” (cfr. doc. V, pag. 2)
L’USSI, riconfermandosi
nella propria decisione su reclamo, ha, quindi, postulato la reiezione
dell’impugnativa (cfr. doc. V).
1.4. Il 20 ottobre 2020, RI 1,
preso atto della risposta dell’amministrazione, ha osservato quanto segue:
" Mi chiedo
come avrei potuto attivarmi per tentare la vendita dell’immobile con altri
mezzi se sono sempre stata senza soldi….
Bisogna inoltre considerare le difficoltà dovute alla lontananza
dal luogo di situazione dell’immobile dal mio domicilio.” (cfr. doc. VII)
e prodotto un certificato
medico redatto dalla dr.ssa __________, da cui risulta che la paziente e qui
ricorrente:
" (…) per
numerosi mesi è stata occupata senza successo per pratiche relative alla
domanda di assistenza a causa di una inabilità lavorativa al 100% da me
certificata dal 6/8/2018. Ha sempre vissuto con i genitori da loro mantenuta.” (cfr.
all. a doc. VII)
1.5. Con osservazioni del 27
ottobre 2020 – trasmesse alla ricorrente il 30 ottobre seguente (cfr. doc. X) –
l’USSI ha costatato che da parte di RI 1 “non sono invocati argomenti né
addotte prove atti a modificare la valutazione del caso in oggetto”, e si
è, pertanto, riconfermato nella propria risposta di causa, postulando la
reiezione del ricorso (cfr. doc. IX).
in diritto
2.1. Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’USSI correttamente, oppure no, ha rifiutato alla
ricorrente una prestazione assistenziale ordinaria mensile.
In
particolare andrà verificato se l’USSI ha computato a ragione nel conteggio per
le prestazioni assistenziali (oltre a fr. 1'325.- di titoli e altri
collocamenti di capitali) fr. 64'469.- relativi all’immobile di proprietà di RI
1 e sito a __________, in provincia di __________ (Italia), o meno (cfr. doc.
21-23).
2.2. L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge sull’assistenza sociale
dell’8 marzo 1971 (Las).
Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289
segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.
Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).
Il
1° ottobre 2006 sono, peraltro, entrate in vigore alcune ulteriori modifiche
della Las e della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU
40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).
2.3. L'art. 1 Las stabilisce che
lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).
Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).
L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali".
Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".
2.4. Secondo l’art. 11 Las i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
Las) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).
Al riguardo va rilevato
che la legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
(Laps) ha previsto per la Las la possibilità di derogare alla legge quadro.
Questo principio è sancito esplicitamente dall’art. 2 cpv. 2 Laps, che
autorizza la Las a derogare alle disposizioni degli art. 4, 6, 8, 9, 10, 23 e
33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).
La natura, l’ampiezza e la
durata delle prestazioni assistenziali propriamente dette sono commisurate agli
scopi di questa legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art.
17 cpv. 1 Las).
Esse si suddividono in due
categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 Las).
Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 del Consiglio di Stato
relativo alla modifica della Legge sull'assistenza dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Inoltre le prestazioni
assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv. 3 Las).
Relativamente alle
prestazioni ordinarie l’art. 18 Las enuncia:
" Le
prestazioni assistenziali ordinarie coprono la differenza fra il reddito
disponibile residuale e la soglia d’intervento ai sensi dell’art. 19, da cui
vengono dedotte le prestazioni sociali di complemento effettivamente percepite
sulla base della Laps. (cpv. 1)
Le prestazioni ordinarie hanno di regola carattere ricorrente.
(cpv. 2)"
Ex art. 19 Las,
concernente la soglia di intervento, poi:
" La soglia d’intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga
all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto delle direttive emanate
dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale."
L’art. 19 Las definisce la
soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in deroga a quella
stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti minimi
previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.
La Las rinvia, in effetti,
alle disposizioni della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da molti anni, come altri
Cantoni.
L’ammontare della soglia
Las viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della COSAS (cfr.
Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).
Nel Rapporto del 5
novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione della gestione ha
indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può configurarsi con
il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione federale e dalla
Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero si basa sui dati
statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei singoli ed è
considerata come scientificamente attendibile e appropriata.
Per l’anno 2016
le Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali
prevedono i seguenti forfait di mantenimento:
" Persone dell’unità di riferimento - Forfait globale
per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1
persona
986.--
2
persone
1'509.--
3
persone
1'834.--
4
persone
2'110.--
5
persone
2'386.--
Per ogni
persona
+ 200.--
supplementare
1.1
Supplemento per unità di riferimento di 3 o più persone di 16 anni o più
Per unità
di riferimento con più di due persone di almeno 16 anni compiuti, gli importi
di cui sopra sono integrati da un supplemento, assegnato all’unità di
riferimento, corrispondente a CHF 200.– mensili.
1.2
Supplemento di integrazione
a.
Inserimento
sociale
A tutte le
persone che si impegnano in un percorso di inserimento con la sottoscrizione di
un contratto di inserimento sociale che prevede la partecipazione ad
un’attività di utilità pubblica (AUP), in aggiunta al forfait globale per il
mantenimento, viene accordato un supplemento d’integrazione di CHF 100.-- al
mese fino all’effettivo inizio dell’AUP.
Durante la
durata dell’AUP viene accordato un supplemento di integrazione di CHF 300.-- al
mese.
b.
Inserimento professionale
A tutte le
persone che si impegnano in un percorso di inserimento con la sottoscrizione di
un contratto di inserimento professionale per partecipare alle misure previste
dalla strategia interdipartimentale URC – USSI, in aggiunta al forfait globale
per il mantenimento, viene accordato un supplemento d’integrazione di CHF 100.–
al mese fino al termine del contratto.” (cfr. BU 58/2015 del 29 dicembre 2015
pag. 583 segg.)
Il punto 1.3. delle
Direttive per l’anno 2016 enuncia, inoltre, che per i giovani adulti che vivono
con i propri genitori è riconosciuto un forfait mensile di fr. 600.-.
Gli importi menzionati
relativi all’anno 2016 sono stati mantenuti anche per gli anni 2017 e 2018
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il
2017, BU N. 10/2017 del 14 marzo 2017 pag. 33 segg.; Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali per il 2018, BU N. 14/2018 del 23 marzo
2018).
Per
l’anno 2019 è utile rilevare che gli importi del forfait di
mantenimento sono aumentati come segue: Direttive riguardanti gli
importi delle prestazioni assistenziali prevedono dal 1° gennaio 2019 i
seguenti:
" Persone
dell’unità di riferimento - Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1
persona
995.--
2
persone
1'523.--
3
persone
1'851.--
4
persone
2'129.--
5
persone
2'407.--
Per ogni
persona
+ 202.--
supplementare”
(cfr.
Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni assistenziali per il 2019,
in BU 58/2018 del 28 dicembre 2018 pag. 478-479).
Dal 1° gennaio 2020 a
valere per l’anno 2020, gli importi gli importi del forfait di
mantenimento previsti dalle Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali sono nuovamente stati aumentati, e meglio come segue:
" Persone
dell’unità di riferimento - Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1
persona
997.--
2
persone
1'525.--
3
persone
1'854.--
4
persone
2'134.--
5
persone
2'413.--
Per ogni
persona
+ 202.--
supplementare”
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2020, in BU 57/2019 del 27 dicembre 2019 pag. 455-456),
mentre, per il 2021 ed a
decorrere dal 1° gennaio 2021, sono stati così modificati:
" Persone
dell’unità di riferimento - Forfait globale per il mantenimento
(raccomandato
dalla COSAS)
(CHF/mese)
1
persona
1’006.--
2
persone
1'539.--
3
persone
1'871.--
4
persone
2'153.--
5
persone
2'435.--
Per ogni
persona
+ 204.--
supplementare”
(cfr. Direttive riguardanti gli importi delle prestazioni
assistenziali per il 2021, in BU 1/2021 del 28 dicembre 2020, pag. 2).
2.5. Nella concreta evenienza,
dall’incarto risulta RI 1 è proprietaria di un immobile sito in Italia
(dichiarato al competente ufficio di tassazione per la prima volta in occasione
della dichiarazione di imposta del 2016 e computato con il valore di fr.
50'000.-; cfr. doc. 51), e meglio come risulta dagli atti notarili del 7 marzo
2000 e del 28 giugno 2000 (registrati, rispettivamente, il 27 marzo ed il 17
luglio 2000), redatti dal notaio dott. __________ in __________ (Italia, provincia
di __________).
L’edificio, un “vecchio
fabbricato”, è stato ceduto alla ricorrente in due tempi, segnatamente dietro
corrispettivo di lire 76'400'000.- per quanto attiene agli 88/96 oggetto
dell’atto del 7 marzo 2000 (cfr. doc. 58-69) e lire 7'000'000.- per la porzione
restante, e meglio per i rimanenti 8/96 (cfr. doc. 81-91, atto notarile del 28
giugno 2020).
RI 1 ne è, quindi
diventata proprietaria dopo aver corrisposto complessivamente lire 83'400'000.-
ai precedenti proprietari. L’immobile è composto come segue:
" 1)
appartamento composto di tre vani, cucinotto e wc (…)
2) locale terraneo ricompreso nel fabbricato di cui sopra (…)
3) appartamento composto di due vani, cucinotto e wc (…)
4) tre piccoli locali tra di loro comunicati al piano seminterrato
(…)” (cfr. doc. 62-63 e 86-87)
Dagli atti notarili citati
risulta, poi, che “per i danni agli immobili provocati dal sisma del
23/11/1980, gli stessi sono stati ristrutturati, a seguito del rilascio della
concessione edilizia (…) in data 19 febbraio 1992. La ristrutturazione non è
ancora completamente ultimata.” (cfr. doc. 64 e 88).
La domanda di prestazioni
assistenziali è stata presentata da RI 1 il 3 luglio 2019. Contestualmente, la
richiedente ha precisato che, a decorrere dal 5 giugno 2019, non aveva più
diritto a percepire indennità di malattia (cfr. doc. 18, 28-33) in relazione ai
disturbi certificati dalla dr.ssa med. __________ (cfr. doc. 123 e 124).
Con decisione del 26 luglio 2019, l’USSI ha
rifiutato all’insorgente le prestazioni assistenziali richieste ritenuto quanto
segue:
" (…) il
reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento supera il limite
annuo fissato dal dipartimento della sanità e della socialità (…)” (cfr. doc. 21)
In proposito, va osservato che
l’amministrazione ha, in particolare, conteggiato, l’importo di 50'080.- quale
“Altra sostanza”, tenendo conto (oltre a dedurre la quota esente), tra
gli altri, dell’ammontare di fr. 64’469.- a valere quale sostanza immobiliare
con riferimento all’immobile sito nel Comune di __________ (cfr. doc. 22-23).
Con
reclamo dell’8 agosto 2019, RI 1 ha contestato la decisione dell’USSI, facendo
valere che l’immobile sito in provincia di __________ sarebbe “vecchio e ___________
(…) non è in affitto e non dà nessun reddito dato che è abbondonato” (cfr.
doc. 18).
Con
ricorso interposto avverso la decisione su reclamo del 28 agosto 2020,
l’insorgente, come visto (cfr. supra consid. 1.2.) ha osservato di aver
incaricato, il 2 gennaio 2016, “l’impresa __________ di occuparsi della
vendita” dell’immobile di sua proprietà, precisando, altresì che “purtroppo
a causa della situazione economica italiana e della fatiscenza dell’immobile a
tutt’oggi non si è potuto vendere”.
Il
bene, che a mente della ricorrente, e meglio come risulta dalla documentazione
di cui all’allegato A5, avrebbe un valore catastale pari a circa euro 60'000.-,
non sarebbe, inoltre, affittato (cfr. doc. I).
Dall’allegato
B3 al ricorso, e meglio dalla dichiarazione scritta di __________ versata agli
atti dalla ricorrente, risulta, poi, che la __________, dal 2 gennaio 2016 “non
ha ricevuto alcuna proposta d’acquisto”.
2.6. Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ricorda innanzitutto che nell’ambito
dell’assistenza sociale vige il principio di sussidiarietà di cui agli art. 2
Las e 13 Laps.
Da tale principio risulta
che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto
qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità
tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o,
ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. STF 8C_100/2017
del 14 giugno 2017 consid. 8.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid.
2.3.1., pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.; Disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007,
p.to A.4; C. Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für
Sozialhilfe", Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011 pag. 171-172;
114-115).
In secondo luogo, il TCA
ricorda che ai sensi dell’art. 22 lett. a cfr. 2 Las la sostanza netta viene
computata interamente nella misura in cui supera fr. 100’000 per l’abitazione
primaria e, per le altre forme di sostanza, fr. 10’000 per una persona sola,
fr. 20’000 per una coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e fr.
2’000 per ogni figlio minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente;
eccezioni transitorie a questo computo possono essere concesse in casi di
rigore, segnatamente se la sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente
liquidabile.
L’art. 41 cpv. 1 Legge
tributaria (LT), a cui fa riferimento la Laps alla quale la Las rinvia,
enuncia, poi, che sono imponibili tutti gli attivi mobiliari e immobiliari.
Per quanto concerne
l’inesistenza, per principio, di un diritto a conservare una sostanza
immobiliare in Svizzera o all’estero cfr. STCA 42.2019.17 del 15 maggio 2019,
il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con STF 8C_418/2019 dell’8
luglio 2019, in quanto non adempiva le esigenze di motivazione; STCA 42.2018.42
dell’11 febbraio 2019; STCA 42.2018.30 del 20 dicembre 2018; 42.2017.52 del 15
marzo 2018; STCA 42.2015.28 del 29 febbraio 2016; STCA 42.2015.3 del 31 agosto
2015; STCA 42.2012.9 del 24 ottobre 2012; STCA 42.2009.19 dell’8 giugno 2010,
massimata in RtiD I-2011 N. 12 pag. 50; STCA 42.2008.7 del 29 settembre 2008.
Ne consegue che la sostanza
immobiliare situata in Svizzera o all’estero, in virtù dell’art. 22 lett. a cifra
2 Las e del principio di sussidiarietà, deve essere considerata al fine del
calcolo delle prestazioni assistenziali.
Solo eccezionalmente e a titolo
transitorio, come previsto dalla legge stessa, possono essere concesse delle
deroghe a tale computo, allorché si tratti di sostanza difficilmente
liquidabile.
Le disposizioni della
Conferenza svizzera dell’azione sociale - COSAS del dicembre 2008 al punto
E.2.2 relativo alla sostanza immobiliare sottolineano, peraltro, che:
" Non
esiste, per principio, il diritto a conservare una sostanza immobiliare.
Fatti
I beni immobiliari (in particolare gli stabili e le parti di
comproprietà) in possesso di un beneficiario sono considerati quali risorse
private del medesimo. I proprietari di beni immobiliari non devono essere
soggetti a un trattamento diverso rispetto ai detentori di risparmi o titoli.
Per quanto concerne invece uno stabile occupato dal beneficiario
stesso, si rinuncerà ad esigerne la vendita, qualora le condizioni per
mantenere tale alloggio dovessero essere equivalenti o più favorevoli di quelle
di mercato (v. capitolo B.3).
Nei casi in cui la prestazione di sostegno sociale fosse poco
rilevante, o se l’intervento rappresenta un contributo solo momentaneo, o se il
ricavato dalla vendita del bene fosse troppo esiguo e così via, l’autorità del
sostegno sociale potrà ugualmente rinunciare a esigere la liquidazione del bene
immobile.
I beni immobiliari situati all’estero sono da considerare, per
principio, come quelli che si trovano in Svizzera.
Se l’autorità competente giudica opportuno che il beneficiario
possa conservare l’immobile, si tratterà d’iscrivere un’ipoteca legale
esigibile al momento dell’alienazione dell’immobile o del decesso del
beneficiario.”
Riguardo alla funzione
delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in dottrina, C.
Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed.
Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e 114-115.
2.7. Nella presente fattispecie,
il TCA ritiene che a ragione l’USSI, nel calcolo concernente l’eventuale
diritto della ricorrente a prestazioni assistenziali, abbia computato (ritenuto
che, per le altre voci non vi sono contestazioni) il valore della sostanza
immobiliare a lei appartenente e sita in Italia, in provincia di __________.
Preliminarmente
questa Corte ricorda che, come visto (cfr. supra, consid. 2.6.), la sostanza
deve venire presa in considerazione visto il carattere sussidiario delle
prestazioni assistenziali.
Per questo motivo la
giurisprudenza e le direttive della COSAS prevedono che, di regola, non esiste
il diritto a conservare una sostanza immobiliare.
Ciò vale a maggiore ragione per
un immobile situato all'estero che non costituisce, dunque, l'abitazione
primaria del richiedente di prestazioni assistenziali.
Nel
caso concreto il TCA rileva, innanzitutto, che RI 1 non ha dimostrato di aver
profuso alcuno sforzo, al di là dell’essersi rivolta ad un’agenzia immobiliare
nel 2016, per vendere l’immobile di sua proprietà (che, avrebbe parzialmente
dovuto, secondo quanto risulta negli atti notarili del marzo e del giugno 2000,
costituire la sua abitazione; cfr. doc. 67). Agli atti non figurano, infatti,
elementi che dimostrino un suo particolare impegno dell’attivarsi per vendere,
Considerandi
quanto meno negli ultimi tempi, il bene di sua proprietà.
Questa Corte ritiene, poi,
che nemmeno l’argomentazione ricorsuale secondo cui l’immobile sarebbe vetusto
e danneggiato in conseguenza di un ____________ giova alla posizione di RI 1.
Infatti ,se dall’attestazione del Comune di __________ allegata al ricorso
risulta che, tra gli altri, anche il patrimonio immobiliare poi acquisito da RI
1.
era stato danneggiato dagli “eventi sismici del Novembre 1980 e Febbraio
1981”, dal medesimo documento emerge, pure, che i lavori di riparazione,
limitatamente ai soli lavori strutturali e condominiali, sono stati ultimati il
20.
maggio 1999, e meglio come attestato dal “Certificato di ultimazione dei
lavori del 03/04/2003” (cfr. all. A4 a doc. I).
Dagli atti notarili di
cessione/vendita del bene immobiliare in questione risulta, inoltre e come già
evidenziato (cfr. supra consid. 2.5.), che “per i danni agli immobili
provocati dal sisma del 23/11/1980, gli stessi sono stati ristrutturati, a
seguito del rilascio della concessione edilizia (…) in data 19 febbraio 1992.
La ristrutturazione non è ancora completamente ultimata.” (cfr. doc. 64 e
88).
Come emerge, infine,
dall’estratto dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia in atti, dal
2000.
non risultano essersi prodotti ____________ nella zona di __________ (cfr.
doc. 25).
In simili condizioni, non
è possibile concludere che il bene immobile sia difficilmente liquidabile e
dunque concedere alla ricorrente un’eccezione transitoria, ai sensi dell’art.
22.
lett. a cifra 2 Las (su questo tema cfr. STCA 42.2019.36 del 10 dicembre
2019; STCA 42.2019.17 del 15 maggio 2019; STCA 42.2018.42 dell’11 febbraio 2019
consid. 2.9.; STCA 42.2018.30 del 20 dicembre 2018 consid. 2.10; STCA 42.2015.3
del 31 agosto 2015 consid. 2.9.).
2.8
Abbondanzialmente ed in
riferimento al valore (fr. 64'469.-) preso in considerazione dall’USSI nel
calcolo per il diritto alle prestazioni assistenziali in relazione all’immobile
sito a Campagna (cfr. doc. 21-23 e, per il valore degli immobili siti
all’estero, la DTF 9C_776/2019 del 17 novembre 2020),
giova rilevare che lo stesso corrisponde all’equivalente in franchi svizzeri
del prezzo di cessione – pari a lire 76'400'000.- - risultante dal primo degli
atti notarili presenti nell’incarto e trova sostanzialmente riscontro sia in
quanto osservato dalla ricorrente, che ha quantificato il valore del bene in “circa
Fr. 60'000.-“ (cfr. doc. I), sia nel valore catastale complessivo
dell’immobile, pari ad euro 55'130.06 (cfr. all. A5 a doc. I).
L’importo in esame potrebbe, in
realtà, essere maggiore ritenuto che l’USSI ha preso in considerazione
unicamente il valore risultante dall’atto notarile del marzo 2000, avente
oggetto la cessione degli 88/96 dell’immobile. A questo si dovrebbe, infatti,
aggiungere l’ammontare corrisposto per la parte residua (8/96), e meglio lire
7'000'000.-, risultanti dall’atto notarile del giugno successivo (cfr. doc.
89). Così facendo, dal calcolo per stabilire se la qui ricorrente aveva, o
meno, diritto alle prestazioni assistenziali, risulterebbe addirittura
un’eccedenza maggiore rispetto a quanto stabilito dall’USSI.
Va infine sottolineato che
anche qualora si volesse considerare, invece dei fr. 64'469.-, il valore
ritenuto dall’Ufficio circondariale di tassazione di __________, e meglio fr.
50'000.-, ciò non gioverebbe alla posizione della ricorrente, ritenuto come dal
calcolo per stabilire il diritto alle prestazioni assistenziali risulterebbe,
comunque, un’eccedenza.
La
decisione su reclamo deve pertanto essere confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario di Camera
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti