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Decisione

42.2021.75

Denegata giustizia da parte dell'USSI per non avere emesso decisione di accoglimento o rifiuto in relazione a rich. misure supercautelari formulata con il reclamo contro diniego di erogare ulteriori p

13 dicembre 2021Italiano18 min

Source ti.ch

Fatti

I pag. 10).

A quest’ultimo proposito

va evidenziato che il diritto all’aiuto in situazioni di bisogno giusta l’art.

12 Cost. fed. – che non persegue lo scopo di garantire un reddito minimo, ma

unicamente quanto indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (vitto,

alloggio, abbigliamento e cure medico-sanitarie di base; STF 8C_3/2007 dell’8

giugno 2007 consid. 3.; DTF 130 I 366) – non può essere decurtato o negato

nemmeno nel caso in cui la persona nel bisogno sia responsabile della sua

situazione, a meno che si sia confrontati con un abuso di diritto.

L’aiuto

d’urgenza, per definizione, ha di principio un carattere transitorio (cfr. DTF

146 I 1 consid. 5.1.; STF 8C_100/2017 del 14 giugno 2017 consid. 8.1.; 8.2.;

STF 8C_92/2007 del 14 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 I 65).

Nella sentenza 8C_92/2007

del 14 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 I 65, appena citata, l’Alta Corte

ha stabilito che a torto era stata negata l’assistenza sociale a una persona

che aveva rinunciato ai propri beni in favore dei figli. In quel caso di specie

è stato deciso che, non essendo dato un abuso di diritto manifesto, non

poteva essere intaccato il minimo esistenziale garantito dall’art. 12 Cost.

Cfr. pure STCA 42.2019.20

del 18 giugno 2019 consid. 2.5.

2.4. Infine giova, comunque, rilevare

che, per quanto concerne i presupposti per l’assegnazione di misure

provvisionali positive, l’Alta Corte ha stabilito che i principi

giurisprudenziali enunciati riguardo all’art. 55 della Legge federale sulla

procedura amministrativa - PA (effetto sospensivo; cfr. DTF 110 V 45, DTF 105 V

268, DTF 98 V 222) - l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della LPGA (applicabile

in ambito di assistenza sociale in

virtù dei rinvii di cui agli art. 65 cpv. 1 Las e 33 cpv. 3 Laps) non ha

modificato la precedente giurisprudenza in materia di ritiro dell’effetto

sospensivo di opposizioni e ricorsi fondata sulla PA (cfr. STF I 46/04 del 24

febbraio 2004, pubblicata in HAVE 2004 pag. 127, RAMI 2004 U 521 pag. 447segg.,

consid. 2) - sono applicabili, per analogia, nell’ambito dell’art. 56 PA

(misure provvisionali), considerata la stretta connessione esistente fra

effetto sospensivo ed altri provvedimenti cautelari (cfr. RAMI 2004 U 521 pag.

447segg., consid. 2; DTF 117 V 191 consid. 2b).

L'autorità

chiamata a decidere in merito al ritiro dell’effetto sospensivo ex art. 55 PA

oppure ad ordinare delle misure cautelari giusta l'art. 56 PA deve in ogni caso

esaminare se i motivi a favore di un'immediata esecutorietà della decisione

appaiano più importanti rispetto a quelli che possono condurre a una soluzione

contraria. A questo proposito, l'autorità interessata gode di un certo margine

d'apprezzamento.

Di

regola, essa fonderà la propria decisione sui fatti che emergono dalla

documentazione a sua disposizione, senza procedere a degli ulteriori

accertamenti, onde evitare dispendio di tempo. Trattandosi della ponderazione

degli interessi a favore oppure contrari a un’immediata esecutorietà, possono

avere una certa importanza le prospettive chiare circa l'esito finale della

vertenza principale (cfr. STF 9C_885/2014 del 17 aprile 2005 consid. 4.2.; STF

U 283/05 del 21 ottobre 2005 consid. 2.2 e riferimenti ivi citati).

Allorché

non è possibile stabilire sin dall'inizio l'esito finale della vertenza occorre

ritenere che, per principio, l'interesse dell'amministrazione è predominante

quando il rischio di non poter recuperare le prestazioni versate pendente causa

è concreto (cfr. STF 8C_110/2008 del 7 maggio 2008 consid. 2.3; DTF 119 V

p. 507 consid. 4).

Al riguardo cfr. pure STCA

38.2014.18 del 20 marzo 2014.

In una sentenza 8C_853/2018

del 7 gennaio 2019 relativa al settore dell’assistenza sociale il Tribunale

federale ha osservato:

" (…) il

giudice cantonale ha spiegato diffusamente come nell'ambito del diritto sociale

prevale di regola l'interesse dello Stato a non erogare prestazioni in pendenza

di causa su quello del richiedente, quest'ultimo potendo, nell'ipotesi di una

reiezione del ricorso, incontrare probabilmente maggiori difficoltà a

restituirli (DTF 119 V 503 consid.

4 pag. 507; cfr. anche sentenza 9C_647/2015 del 1° ottobre 2015 consid. 3).”

2.5. Per quanto attiene alla

domanda di misure supercautelari e quindi di ripristino dell’erogazione delle

prestazioni assistenziali posta direttamente al TCA (cfr. doc. I pag. 15), va

rilevato che la presente lite riguarda la denegata giustizia da parte dell’USSI

in relazione alla mancata emissione di una decisione circa la richiesta di

misure supercautelari presentata dal ricorrente il 21 ottobre 2021 (cfr. doc. I

pag. 9).

L’amministrazione, come

stabilito sopra (cfr. consid. 2.3.), dovrà emanare la relativa decisione di

accoglimento o rifiuto celermente.

A questo stadio, dunque,

Considerandi

la domanda di adozione di provvedimenti superprovvisionali da parte del TCA

risulta irricevibile (cfr. STCA 38.2021.60 del 20 settembre 2021 consid. 2.6.).

2.6

In ambito di

assistenza sociale, per quanto concerne la procedura dinanzi al TCA, si applica

la legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle

assicurazioni (Lptca) e, per quanto non disposto da questa legge, si applica la

legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali del

6.

ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65

cpv. 1 Las).

L’art.

29.

Lptca enuncia:

"

1La procedura è gratuita per le parti.

2La

procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al

rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;

l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in

funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla

parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,

sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli

altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000

franchi.”

L’art. 61 lett. a

LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020,

prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita

per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia

essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In data 1° gennaio 2021 è

entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora

unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA

secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è

soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge

non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un

comportamento temerario o sconsiderato.

Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione transitoria,

cfr. RU 2021 358)

ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di

primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019

si applica il diritto anteriore.

In concreto il ricorso comprensivo

dell’istanza di misure supercautelari è del 21 novembre 2021, per cui torna

applicabile il nuovo diritto.

In

casu, trattandosi del settore dell’assistenza sociale per il quale è

applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e

considerato il tenore dell’attuale art. 29 Lptca, come pure il fatto che il

legislatore cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese

nell’ambito dell’assistenza sociale, non si

riscuotono spese giudiziarie.

2.7

Per

quanto concerne la richiesta di assistenza giudiziaria (cfr. doc. I pag. 15, 13),

il ricorrente non può beneficiare del gratuito patrocinio

non essendo rappresentato da un avvocato

In

effetti il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale che

amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr. STF

8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata

in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; STCA 42.2019.38 del

20.

gennaio 2020 consid. 2.12.; STCA 38.2018.34 del 22 novembre 2018 consid.

2.9

; STCA 38.2016.17 del 25 maggio 2016 consid. 2.8.; STCA 38.2012.55 del 13

marzo 2013 consid. 2.12.; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso

un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo

cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181).

L’insorgente,

del resto, che ha dimostrato di saper difendere adeguatamente i propri

interessi, non necessitava di un difensore d’ufficio ai sensi dell’art. 28

Lptca (cfr. STF 8C_392/2017 consid. 9.1.-9.2., parzialmente

pubblicata in DTF 143 V 393; STFA C 116/03 dell’8 novembre 2004; STCA

38.2018.23

del 16 luglio 2018 consid. 2.2.; decreto 36.2018.28-33 emesso dal TCA

il 12 giugno 2018 il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile con

giudizio 8C_484/2018 del 30 luglio 2018; STCA 38.2019.15-16 del 10 luglio 2019

consid. 2.2.; STCA 42.2017.49 del 15 dicembre 2017; STCA 32.2015.147 del 18

aprile 2016 consid. 2.6., il cui ricorso al TF è stato ritenuto inammissibile

con giudizio 9C_356/2016 del 5 luglio 2016; STCA 42.2014.13 del 21 maggio 2015

consid. 2.1.).

Ad ogni modo,

in concreto, qualora il ricorrente, vincente in causa, fosse stato

rappresentato da un avvocato, non sarebbe entrato in linea di conto il gratuito

patrocinio, bensì il diritto a ripetibili per le spese di patrocinio.

Ripetibili

che, per contro, non sono date nel caso di specie, non essendo adempiuti i

presupposti per riconoscere eccezionalmente a una parte vittoriosa non

rappresentata (anche qualora si tratti di un avvocato che agisce nella propria

causa) il diritto a ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività da lei

svolta, e meglio la causa deve essere complessa, gli interessi in gioco

importanti, il lavoro svolto deve aver impedito notevolmente l'attività

professionale o aver comportato una perdita di guadagno e gli sforzi profusi

devono essere ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (cfr. STF

9C_53/2017 del 18 agosto 2017 consid.3.3.; STF 9C_340/2012 dell’8 giugno 2012;

STF 9G_2/2012 del 26 luglio 2012; STFA C 3/04 del 25 aprile 2005; STFA C 152/03

del 25 giugno 2004; STFA B 119/03 del 10 dicembre 2004; DTF 110 V 81 consid. 7;

DTF 110 V 132; STCA 38.2017.91 del 22 gennaio 2018 consid. 2.3., il cui ricorso

al Tribunale federale è stato ritenuto inammissibile con STF 8C_186/2018 del 18

maggio 2018; STCA 42.2020.30 del 21 dicembre 2020 consid. 2.4.; STCA 38.2013.12

del 7 agosto 2013 consid. 2.15.-2.16.).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso per denegata

giustizia in relazione alla richiesta del 21 ottobre 2021 di misure

supercautelari, in quanto ricevibile, è accolto.

§ È

fatto ordine all’USSI di emanare celermente la relativa decisione.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti