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Decisione

42.2022.82

Richiesta di indennità giornaliere Corona da 11.21 a 01.22 da parte di società attiva nel turismo ed eventi organizzati all'estero. Interpretazione dell'art. 15 cpv. 1 legge COVID-19. Esame messaggio CF e dibattiti parlamentari. Rinvio Cassa per esaminare se tutti i requisiti sono adempiuti

28 novembre 2022Italiano48 min

riferimento debbano essere ordinati da autorità cantonali o federali, dall’interpretazione

Source ti.ch

Incarto

n.

42.2022.82

cs

Lugano

28 novembre 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 14 ottobre 2022 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 16 settembre 2022 emanata

da

CO 1

in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

ritenuto, in fatto

1.1. RI 1, il cui scopo è quello di __________

__________ del turismo __________, ha inoltrato alla Cassa CO 1 le domande

volte ad ottenere l’indennità giornaliera per il coronavirus per i mesi di

novembre 2021, dicembre 2021 e gennaio 2022 in favore di __________, nato nel

1964, direttore della società.

1.2. Con due distinte decisioni formali del

2 febbraio 2022 e dell’11 marzo 2022, confermate da un’unica decisione su

opposizione del 16 settembre 2022, la Cassa CO 1 ha respinto le richieste,

affermando:

" (…)

6. Preso atto

di quanto suesposto, la Cassa non può – al fine di valutare la limitazione

dell’attività lucrativa ed eventualmente erogare le prestazioni richieste –

tenere in considerazione quale motivo valido le limitazioni relative alle

manifestazioni ed al turismo adottate dalle Autorità estere, considerato come

l’opponente si occupi di attività di animazione ed eventi d’intrattenimento nei

complessi alberghieri e in villaggi turistici in tutto il mondo (dalla lettera

del 13 settembre 2022, risulta infatti che l’opponente si occupi di eventi e

manifestazioni esclusivamente all’estero). Infatti, benché la lettera dell’art.

2 cpv. 3bis lett. a dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno non specifichi

che i provvedimenti ai quali fa riferimento debbano essere ordinati da autorità

cantonali o federali, dall’interpretazione della norma, tale conclusione

risulta pacifica. Il diritto alle indennità perdita di guadagno per il

Coronavirus, che fonda sull’art. 15 della legge COVID-19 del 25 settembre 2020,

è nato infatti proprio per indennizzare i lavoratori indipendenti dalle perdite

di guadagno subite a causa degli obblighi di chiusura emanati dalle autorità

svizzere (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 12 agosto 2020 concernente

la legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale

volte a far fronte all’epidemia di COVID-19, FF 2020 5843 e segg.).

L’ampliamento del diritto a generici “provvedimenti” ed agli indipendenti anche

indirettamente toccati da essi, non può comportare anche il riconoscimento di

provvedimenti esteri quale motivo alla base della perdita di guadagno, in

quanto la ratio legis resta quella di aiutare i lavoratori indipendenti

laddove lo Stato si trova costretto a penalizzarne l’attività al fine di

tutelare la salute pubblica. Ad ogni buon conto, l’opponente non ha comprovato

in alcun modo l’annullamento di eventi di intrattenimento da parte di strutture

alberghiere.

Inoltre si

osserva che per quanto concerne le restrizioni in ambito dei viaggi, nei mesi

oggetto delle decisioni qui impugnate, non erano in vigore provvedimenti o

ordini delle autorità che impedivano da parte della Svizzera di farvi rientro o

che impedivano l’attività dell’insorgente.

Vi erano, è

vero, delle incombenze maggiori, quale l’obbligo di effettuare un tampone al

rientro in Svizzera, ma questo minimo provvedimento non può essere considerato

tale da influire sulla volontà delle persone di viaggiare, che hanno pertanto

diminuito gli spostamenti più per una scelta e valutazione personale che per

l’effettivo provvedimento della Confederazione. (…)” (doc. 1)

1.3. RI 1 è insorta al TCA contro la

predetta decisione su opposizione, chiedendo il riconoscimento delle indennità

giornaliere dal 1° novembre 2021 al 31 maggio 2022 (doc. I).

La ricorrente rileva

preliminarmente che la Cassa ha fondato la sua decisione su opposizione in

applicazione della Circolare sull’indennità in caso di provvedimenti per

combattere il coronavirus – Indennità di perdita di guadagno per il coronavirus

(CIC), invocando l’applicabilità retroattiva al 17 settembre 2020, ciò che non

può essere accettato. Per la ricorrente occorre fondarsi sulla CIC19 in vigore

dal 17 settembre 2021 e secondo la quale dal 1° settembre 2021 tenendo conto

della revoca del divieto generale delle manifestazioni, i lavoratori

indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di

lavoro nonché i loro coniugi o partner registrati che collaborano nell’azienda

Fatti

i quali subiscono una perdita di guadagno in seguito a provvedimenti decisi per

combattere il coronavirus possono esercitare il diritto all’indennità in virtù

di una limitazione considerevole dell’attività.

L’insorgente contesta la tesi

dell’amministrazione secondo la quale non si possono considerare quali motivi

validi alla limitazione considerevole dell’attività lucrativa i provvedimenti

adottati nel settore delle manifestazioni e del turismo da parte di autorità

estere, malgrado l’ordinanza e la CIC non specificano che i provvedimenti ai

quali si fa riferimento debbano essere ordinati dalle autorità cantonali o

federali. Neppure l’art. 15 della legge COVID-19 sancisce che il diritto alle

indennità indica che l’indennizzo concerne la perdita di guadagno subita a

causa degli obblighi di chiusura emanati dalle autorità svizzere.

La ricorrente, che conferma di

occuparsi esclusivamente di eventi e manifestazioni all’estero, rileva di

essere una società svizzera, attiva dal 2009, che registra i suoi ricavi in

Svizzera, sostiene i costi in Svizzera, paga le imposte esclusivamente in

Svizzera, così come i contributi sociali e le assicurazioni per tutti i suoi

dipendenti, compreso il direttore __________.

La società rammenta poi che nel

settore delle manifestazioni il diritto alle indennità è stato prolungato fino

al 30 giugno 2022 e si domanda per quale motivo le richieste di prestazioni per

i mesi da febbraio 2022 a maggio 2022 non sono state prese in considerazione

dalla Cassa, malgrado i diversi solleciti.

1.4. Con risposta del 28 ottobre 2022 la

Cassa ha proposto la reiezione del ricorso, affermando:

" (…) La

ricorrente sostiene inoltre che il diritto alle IPG corona deve essere

riconosciuto anche alle persone la cui attività è stata limitata in modo

considerevole dai provvedimenti emanati non solo dalle autorità svizzere, bensì

anche delle autorità estere, dato che la legge non fa riferimento

esplicitamente ai provvedimenti vigenti su territorio elvetico.

A tal proposito si

ribadisce che benché la lettera dell’art. 2 cpv. 3bis lett. a dell’ordinanza

COVID – 19 perdita di guadagno non specifichi che i provvedimenti ai quali fa

riferimento debbano essere ordinati da autorità cantonali o federali, dall’interpretazione

della norma, tale conclusione risulta pacifica. Il diritto alle indennità

perdita di guadagno per il Coronavirus, che fonda sull’art. 15 della legge

COVID – 19 del 25 settembre 2020, è nato infatti proprio per indennizzare i

lavoratori indipendenti dalle perdite di guadagno subite a causa degli obblighi

di chiusura emanati dalle autorità svizzere (cfr. Messaggio del Consiglio

federale del 12 agosto 2020 concernente la legge federale sulle basi legali

delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di

COVID-19, FF 2020 5843 e segg.). L’ampliamento del diritto a generici

“provvedimenti” ed agli indipendenti anche indirettamente toccati da essi, non

può comportare anche il riconoscimento di provvedimenti esteri quale motivo alla

base della perdita di guadagno, in quanto la ratio legis resta quella di

aiutare anche i lavoratori indipendenti laddove lo Stato si trova costretto a

penalizzare l’attività al fine di tutelare la salute pubblica. Ne discende che

non si tratta di un’interpretazione arbitraria come pretende la ricorrente.

Ad esclusione dei

provvedimenti esteri e non vigenti in svizzera, nei mesi oggetto della

decisione impugnata, non erano in vigore provvedimenti o ordini delle autorità

che impedivano di partire dalla Svizzera o farvi rientro o che impedivano

l’attività dell’insorgente. Vi erano delle incombenze maggiori, quale l’obbligo

di effettuare un tampone al rientro in Svizzera, ma questo minimo provvedimento

non può essere considerato tale da influire sulla volontà delle persone di

viaggiare, che hanno pertanto diminuito gli spostamenti più per una scelta e

valutazione personale che per l’effettivo provvedimento della Confederazione.”

(doc. III)

considerato in diritto

in ordine

2.1. In due distinte sentenze 9C_356/2021

del 10 maggio 2022 pubblicata in DTF 148 V 265, consid. 1.4.3 e 9C_448/2021 del

10 maggio 2022, consid. 1.3.2, il Tribunale federale ha lasciato aperta la

questione di sapere se una società può ricorrere contro una decisione su

opposizione con la quale vengono rifiutate le indennità giornaliere per il

coronavirus ai propri dipendenti (9C_448/2021, consid. 1.3.2: “[…] Ob sie deswegen (oder aus einem anderen Grund)

hinsichtlich des umstrittenen Anspruchs ein eigenes schutzwürdiges Interesse an

der Anmeldung und Beschwerde hatte resp. hat (vgl. Urteil 9C_356/2021 vom

heutigen Tag E. 1.4.3 Abs. 2), braucht in Anbetracht des Ausgangs des

Verfahrens nicht entschieden zu werden.”).

Nei casi giudicati, infatti, il

ricorso andava comunque respinto.

Il TF ha tratto la medesima

conclusione anche nella STF 9C_91/2022 del 22 giugno 2022, consid. 1.4.2 (cfr.

anche STF 9C_250/2022 e 9C_251/2022 del 26 luglio 2022 dove l’Alta Corte ha

dichiarato inammissibili i ricorsi di una società, senza doversi esprimere

circa la sua qualità per ricorrere).

Va comunque segnalato che in due

distinte STCA 42.2022.25 e 42.2002.26 del 20 giugno 2022 il TCA ha ammesso un

interesse giuridicamente protetto della società a ricorrere poiché il ricorso

era stato firmato da entrambi i dipendenti che avevano chiesto le indennità

giornaliere, i quali erano soci e proprietari dell’azienda ed in caso di

mancato versamento delle prestazioni richieste avrebbero dovuto iniettare mezzi

propri nella società per poter versare gli stipendi relativi ai mesi in esame.

Il TCA aveva inoltre fatto riferimento alla DTF 148 V 2 dove, in un caso

relativo all’assicurazione contro gli infortuni, non è stato messo in dubbio il

diritto del datore di lavoro di ricorrere in favore del proprio dipendente per

l’erogazione di prestazioni a causa di infortunio.

Il TCA entra pertanto nel merito

del ricorso.

2.2. La costante giurisprudenza federale ha stabilito che è la

decisione impugnata

che costituisce il presupposto e il contenuto della

contestazione sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 8C_126/2022 del 7

aprile 2022 consid. 4.3.; STF 8C_787/2020 del 26

maggio 2021 consid. 2.3.; STF 9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid.

1.1.; STF 8C_722/2018 del 14 gennaio 2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo

2017 consid. 3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF

8C_360/2010 del 30 novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388;

DTF 122 V 36 consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata;

SVR 1997 UV 81 pag. 294).

Nella

presente fattispecie oggetto della decisione su opposizione del 16 settembre

2022 è il rifiuto del diritto alle indennità giornaliere per il coronavirus per

i mesi di novembre 2021, dicembre 2021 e gennaio 2022 (doc. 1, punto 4, pag.

3).

Ne discende che il periodo dal 1°

febbraio 2022 al 31 maggio 2022, cui accenna l’insorgente, esula dalla presente

vertenza e le contestazioni ivi relative sono irricevibili.

2.3. L’Ordinanza sui provvedimenti in

caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus (COVID-19)

(Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RS 830.31), applicabile al caso di

specie, ha subito numerose modifiche.

In concreto vanno applicate le

norme nel tenore in vigore nel mese di novembre 2021 al mese di gennaio 2022

(DTF 148 V 162, consid. 3.2.1-3.2.2).

nel merito

2.4. Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3

della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare

ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,

dell’ordine

pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere

limitata nel tempo.

Il Consiglio federale, fondandosi

sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare, adottato, per

frenare le conseguenze economiche connesse alla diffusione del coronavirus,

l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con

il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RS 830.31),

entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con validità di sei mesi

(RU 2020 871).

Dopo che il 25 settembre 2020 il

Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del

Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19;

cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale, fondandosi

sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche

dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di

perdita di guadagno i lavoratori indipendenti e le persone in posizione

assimilabile a quella di un datore di lavoro se devono interrompere la loro

attività a causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere

l’epidemia di COVID-19 e subiscono una perdita di guadagno o salariale (art. 2

cpv. 3 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno).

Hanno inoltre diritto alle

prestazioni i lavoratori indipendenti e le persone in posizione assimilabile ai

datori di lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il

coronavirus, devono interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la

loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole, subiscono una perdita

di guadagno o salariale e nel 2019 hanno conseguito con questa attività un

reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per

analogia anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è

stata svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione

alla durata dell'attività (cfr. art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19

perdita di guadagno).

Il 18 giugno 2021 il Consiglio

federale ha prorogato le basi giuridiche per il diritto all’indennità di

perdita di guadagno per il coronavirus fino al 31 dicembre 2021 (cfr. art. 11

cpv. 6), sulla base della proroga delle basi giuridiche della legge COVID-19

decisa dal Parlamento (cfr. anche comunicato stampa del Consiglio federale del

18 giugno 2021: “Coronavirus: prolungamento del diritto all’indennità di

perdita di guadagno”).

Il 17 dicembre 2021 il Parlamento

ha deciso di prorogare la durata di validità dell’articolo 15 della legge

COVID-19 fino al 31 dicembre 2022. Lo stesso giorno il Consiglio federale ha

prorogato la durata di validità dell’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

L’attività

lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole se si è registrata una

diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto

alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. Se l’attività è stata

avviata dopo il 2015 e prima del 2020, è determinante la media del periodo di

attività effettivo. Le persone che hanno avviato la loro attività lucrativa

dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una diminuzione della cifra

d’affari mensile pari almeno al 55 per cento rispetto alla cifra d’affari

mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre mesi con le cifre

d’affari più elevate (art. 2 cpv. 3, 3bis e 3ter

Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RU 2020 4571 segg.).

Il cpv. 3ter, primo

periodo è poi stato modificato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2020 con

entrata in vigore il 19 dicembre 2020, nei seguenti termini:

" 3ter

L’attività lucrativa è ritenuta limitata in modo considerevole, se si è

registrata una diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per

cento rispetto alla cifra d’affari mensile media degli anni 2015–2019. …” (cfr.

RU 2020 pag. 5829)

Il 20 gennaio 2021 l’art. 2 cpv.

3ter primo e terzo periodo è stato così corretto (cfr. RU 2021 18):

" Art. 2

cpv. 3ter, primo e terzo periodo

3ter L’attività lucrativa è

ritenuta limitata in modo considerevole, se si è registrata una diminuzione

della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto alla cifra

d’affari mensile media degli anni 2015–2019. ... Le persone che hanno avviato

la loro attività lucrativa dopo il 2019 devono dimostrare di aver subito una

diminuzione della cifra d’affari mensile pari almeno al 40 per cento rispetto

alla cifra d’affari mensile media di almeno tre mesi; fa stato la media dei tre

mesi con le cifre d’affari più elevate.”

Nell’ambito della revisione della

legge COVID-19 del 19 marzo 2021 (RU 2021 153), in vigore dal 1° aprile 2021,

tale limite è stato nuovamente modificato, nel senso che l’art. 15 cpv. 1

seconda frase (provvedimenti volti a indennizzare la perdita di guadagno),

prevede che sono ritenute aver subito una limitazione considerevole

dell’attività lucrativa soltanto le persone che hanno subito una perdita di

guadagno o salariale e la cui impresa ha registrato una diminuzione della cifra

d’affari del 30 per cento almeno rispetto alla cifra d’affari media degli anni

2015-2019.

L’art. 2 dell’Ordinanza COVID-19

perdita di guadagno ha subito un importante cambiamento con effetto dal 17

febbraio 2022: sono stati abrogati i capoversi 1-3 e 6-8, mentre il cpv. 3bis

è stato modificato nel senso che hanno diritto alle prestazioni i lavoratori

indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA e le persone di cui all’articolo 31

capoverso 3 lettere b e c della legge del 25 giugno 1982 sull’assicurazione contro

la disoccupazione (LADI) attivi nel settore delle manifestazioni se sono

obbligatoriamente assicurati ai sensi della LAVS (lett. a); se la loro attività

lucrativa è limitata in modo considerevole a causa di provvedimenti ordinati

dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19 (lett. abis),

se subiscono una perdita di guadagno o salariale (lett. b) e se nel 2019 hanno

conseguito con questa attività un reddito soggetto all’AVS di almeno 10 000

franchi; questa condizione vale per analogia anche se hanno avviato l’attività

dopo il 2019; se non è stata svolta per un anno intero, questa condizione va

adempiuta in proporzione alla durata dell’attività.

L’art. 4 dell’Ordinanza COVID-19

perdita di guadagno, relativo alla forma dell’indennità e al numero delle

indennità giornaliere, enuncia che l’indennità è versata sotto forma di

indennità giornaliera (cpv. 1) e che ogni cinque indennità giornaliere sono

versate due ulteriori indennità giornaliere (cpv. 2).

Ai sensi dell’art. 5

dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, riguardante l’importo e il calcolo

dell’indennità, l’indennità giornaliera ammonta all’80 per cento del reddito

medio dell’attività lucrativa conseguito prima dell’inizio del diritto

all’indennità (cpv. 1), all’accertamento del reddito è applicabile per analogia

l’articolo 11 capoverso 1 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di

perdita di guadagno (cpv. 2), l’indennità ammonta al massimo a 196 franchi al

giorno (cpv. 3).

Per l’art. 5 cpv. 2ter

nel tenore in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 4571) al 17 gennaio 2021

(RU 2021 5):

" Per il

calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui

all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2, capoverso 3 o 3bis è

determinante il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la

fissazione dell’indennità non si può procedere a un nuovo calcolo della stessa

fondandosi su una base di calcolo più recente.”

Ai sensi dell’art. 5 cpv. 2ter

nel tenore in vigore dal 18 gennaio 2021 al 30 giugno 2021 (RU 2021 5, 109,

167, 218, 296), per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti

aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,

capoversi 3, 3bis o 3quinquies è determinante il reddito

soggetto all’AVS conseguito nel 2019. Dopo la fissazione dell’indennità non si

può procedere a un nuovo calcolo della stessa fondandosi su una base di calcolo

più recente.

Dal 1° luglio 2021 la norma

prevede che per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi

diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis lettera b numero 2,

capoverso 3, 3bis o 3quinquies che non rientrano nel

campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante il reddito

soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

Dal 1° luglio 2021 è inoltre in

vigore l’art. 5 cpv. 2ter0 per il quale se nel caso dei lavoratori

indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 1bis

lettera b numero 2, capoverso 3, 3bis o 3quinquies la

decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività

lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis

o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla

base della decisione di tassazione fiscale per il 2019.

Dal 17 febbraio 2022 l’art. 5

cpv. 2bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno prevede che ai

lavoratori indipendenti aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis

che hanno già percepito un’indennità in virtù della presente ordinanza nella

versione in vigore fino al 16 settembre 2020 si applica la medesima base di

calcolo.

Per l’art. 5 cpv. 2ter

dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, in vigore dal 17 febbraio 2022,

per il calcolo dell’indennità dei lavoratori indipendenti aventi diritto di cui

all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies che non

rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 2bis è determinante

il reddito soggetto all’AVS conseguito nel 2019.

L’art. 5 cpv. 2ter

dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17

febbraio 2022, prevede che se nel caso dei lavoratori indipendenti aventi

diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3bis o 3quinquies

la decisione di tassazione fiscale per il 2019 indica un reddito dell’attività

lucrativa più elevato rispetto alla base di calcolo secondo il capoverso 2bis

o 2ter, dal 1° luglio 2021 le indennità future sono calcolate sulla

base della decisione di tassazione fiscale per il 2019.

L’art. 11 cpv. 1 della legge

federale del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di guadagno (LIPG), a

cui rinvia l’art. 5 cpv. 2 Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, prevede che

per l’accertamento del reddito medio conseguito prima del servizio è

determinante il reddito da cui sono prelevati i contributi secondo la LAVS. Il

Consiglio federale emana prescrizioni sul calcolo dell’in­dennità e incarica

l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali di allestire tabelle vincolanti

con importi arrotondati.

Il diritto all’indennità deve

essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 cpv. 1 Ordinanza COVID-19 perdita

di guadagno).

Secondo l’art. 8 dell’Ordinanza

COVID-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente diritto (cpv.

1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è fissata e pagata

dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la riscossione dei

contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità (cpv. 3).

Infine, l’art. 6 dell’Ordinanza

COVID-19 perdita di guadagno, nel tenore in vigore dal 17 febbraio 2022,

prevede che, in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il diritto a

prestazioni arretrate si estingue alla fine del terzo mese dopo l’abrogazione

delle disposizioni su cui si fonda.

2.5. Nella Circolare sull’indennità in

caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita di

guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17 settembre 2020 (stato: 17

febbraio 2022), l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), ricorda

innanzitutto che questa direttiva amministrativa è costantemente aggiornata dal

17 marzo 2020 (ne esistono 25 versioni, cfr. CIC versione 25 del 17 febbraio

2022; https://sozialversicherungen.admin.ch/it/d/12721).

Nella

premessa alla versione 18, stato: 1° settembre 2021, figura:

" (…)

Attualmente restano pochissime restrizioni decise dalle autorità. Di

conseguenza, le casse di compensazione devono prestare particolare attenzione

ai motivi invocati dagli assicurati per esercitare il diritto all’indennità in

virtù della limitazione considerevole dell’attività lucrativa. Questi motivi

devono essere legati ai provvedimenti per combattere il coronavirus. (…)”

Il

p.to 3.2.5, diritto derivante da una limitazione considerevole dell’attività

lucrativa, prevede:

" 1041 Hanno

diritto all’indennità i lavoratori indipendenti e le

11/20 persone in posizione

assimilabile a quella di un datore di lavoro nonché i loro coniugi o partner

registrati che lavorano nell’azienda che, in seguito a provvedimenti decisi a

livello cantonale o federale per combattere il coronavirus, devono limitare considerevolmente

la propria attività lucrativa e che nel 2019 hanno conseguito un reddito

dell’attività lucrativa soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi. Se

l’attività è stata avviata dopo il 2019, ci si basa sul reddito indicato

nell’anno in questione. Per la determinazione del rispetto del limite di

reddito si applica per analogia il N. 1067.

1041.3 L’attività

lucrativa è considerata aver subìto una limitazione

3/21 considerevole, se si è registrata una diminuzione della cifra d’affari

pari almeno al 30 per cento rispetto alla cifra d’affari media degli anni

2015–2019. Ai fini del confronto, la cifra d’affari media realizzata nel

periodo di attività effettivo va calcolata su base mensile. Se l’attività è

stata avviata prima del gennaio del 2015, la cifra d’affari complessiva va

divisa per 60, per determinare il valore mensile. L’avente diritto deve

indicare la diminuzione della cifra d’affari e spiegare a quale provvedimento è

dovuta. Per i diritti nati fino al 18 dicembre 2020 è decisiva una diminuzione della

cifra d’affari pari almeno al 55 per cento mentre per quelli nati dal 19

dicembre 2020 al 31 marzo 2021 la diminuzione deve essere pari almeno al 40 per

cento.”

2.6. Le

direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non

sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF

8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; DTF 148 V 102 consid. 4.2.; STF

9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.;

STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del

19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag.

438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

Quest’ultimo deve

tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime

permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili

giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_272/2021 del 17 novembre 2021

consid. 3.1.3.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF

8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF

8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2

pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257

consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132

V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; DTF 125 V

377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d, pag.

252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268 = DLA

1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

Il giudice deve, invece, scostarsene

quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. STF

8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;

STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379

consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,

SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,

pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,

DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992

pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233

consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4

consid. 3a; vedi inoltre Bois,

"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.

77ss; Duc-Greber: "La portée

de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale"

in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo,

"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage",

Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul

Meno 1992, pag. 296-297).

Secondo la giurisprudenza, infatti,

tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa

materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (DTF 118

V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

2.7. Va ancora qui rilevato che dalla

lettura del Bollettino ufficiale relativo alle discussioni parlamentari in

vista dell’adozione dell’art. 10 (attualmente art. 15) della legge federale

sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte

all’epidemia di Covid-19 (n. 20.058) emerge che la volontà del legislatore era

di indennizzare unicamente la perdita di guadagno delle persone che devono

interrompere o limitare in modo considerevole l’attività lucrativa a causa di

provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di Covid-19 e non qualsiasi

perdita di guadagno.

La riduzione del reddito deve

trovare la sua origine nelle misure prese dalle autorità per fronteggiare il

coronavirus (cfr. BU 2020

pag. 783, presa di posizione del Consigliere agli Stati Paul Rechsteiner,

Gruppo Socialista, per la maggioranza della Commissione: “[…] Die Mehrheit ist der Meinung - so, wie

es auch der Nationalrat klar und mit grosser Mehrheit beschlossen hat -, dass

nicht nur die vollständige Einstellung, nicht nur der vollständige Unterbruch

Considerandi

der Erwerbstätigkeit massgebend sein muss, sondern auch die massgebliche

Einschränkung. Zur Beruhigung der Minderheit und zu dem, was Kollege Hegglin

ausgeführt hat: Die Kausalität muss ja immer nachgewiesen sein. Es kann

nicht einfach nur ein Einkommenseinbruch geltend gemacht werden, sondern es

braucht einen Covid-19-bedingten Einbruch, damit die entsprechenden

Entschädigungen hier ausgelöst werden können. Dies sind die Argumente der

Mehrheit, entsprechend dem klaren Entscheid des Nationalrates […]”; cfr. anche BU 2020, pag. 1765,

presa di posizione del consigliere nazionale Philippe Nantermod, Gruppo

liberale radicale: “[…] A l'article 10 alinéa 1, il s'agit de l'APG. […] Il est aussi

en vigueur rétroactivement au 17 septembre 2020 afin de permettre la

continuation pour les personnes indirectement touchées par les mesures

prises pour surmonter l'épidémie de coronavirus. Une solution de compromis

entre les deux chambres a été trouvée”, sottolineature del redattore).

Cfr.

anche l’opuscolo edito dall’UFAS, intitolato “Misure concernenti l’indennità

di perdita di guadagno per il coronavirus” (stato: 17 febbraio 2022), dove

figura, per quanto concerne le persone in posizione assimilabile a quella dei

datori di lavoro impiegate nella propria azienda e loro coniugi che collaborano

nell’azienda, che fino al 16 febbraio 2021 (recte: 2022) hanno diritto alle

prestazioni, se tutte le condizioni sono adempiute, le “persone

indirittamente [recte: indirettamente] colpite dai provvedimenti con

diminuzione della cifra d’affari pari almeno” al 30% (per il periodo dal 1°

aprile 2021).

2.8

Nel

caso di specie la Cassa di compensazione ha negato il diritto alle indennità

per i mesi da novembre 2021 a gennaio 2022, sostenendo che l’insorgente non ha

subito una limitazione della sua attività lucrativa a causa delle misure

federali o cantonali per fermare il diffondersi del coronavirus (cfr. art. 2

cpv. 3bis lett. a dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno nel

tenore in vigore fino al 16 febbraio 2022 ed applicabile in concreto; cfr.

anche DTF 148 V 162, consid. 3.2.1-3.2.2).

Lo

scopo della società, iscritta a registro di commercio il __________, è __________

Nelle

richieste di indennità giornaliere, la società ha indicato che il salario

mensile di __________ ammontava nel 2019 a fr. 12'500 e nei mesi in cui è stata

fatta richiesta delle indennità a fr. 5'900.

Interpellata

dalla Cassa per indicare in maniera precisa quale prescrizione emanata

dall’autorità federale o cantonale ha limitato l’attività nei mesi di novembre

2021.

e di dicembre 2021 (doc. 4), la società ricorrente il 21 gennaio 2022 ha

precisato di erogare servizi nel settore del turismo ed in particolare di

occuparsi di organizzare eventi ed animazioni nei villaggi turistici e nei

complessi alberghieri principalmente all’estero e in tutto il mondo (doc. 5).

L’insorgente ha indicato che “viaggiare in tempo di pandemia è sempre più

complicato, ed ogni Stato ha le sue norme da rispettare contro la diffusione

del coronavirus ed il settore del turismo continua a risentirne. L’introduzione

del Green Pass nelle varie varianti, la nuova variante Omicron e le regole di

isolamento e quarantena rientrano nei provvedimenti ordinati dalle autorità per

combattere l’epidemia di COVID-19, limitando fortemente chi viaggia. A livello

mondiale (Svizzera inclusa) si cerca di limitare gli spostamenti dall’estero /

all’estero indipendentemente dalla destinazione e dalla motivazione del

viaggio, qualsiasi spostamento in questo periodo può comportare un rischio di

carattere sanitario o comunque connesso alla pandemia da COVID-19. L’evoluzione

dell’attività della Società è fortemente vincolata dall’evoluzione che la

pandemia potrebbe avere nei prossimi mesi, e dalle decisioni che ogni Stato

deciderà di mantenere, rafforzare o speriamo togliere. Vi rendiamo inoltre

attenti che la società ha potuto beneficiare delle indennità di lavoro ridotto

fino al 31 dicembre 2021 ed ha già ricevuto una nuova autorizzazione dal 1

gennaio al 31 marzo 2022 (…)” (doc. 5).

In

data 23 agosto 2022 e 6 settembre 2022 (sollecito), l’amministrazione ha

chiesto all’insorgente di indicare in modo preciso gli eventi e le

manifestazioni organizzate dalla società dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre

2019.

(luogo, data e committente) e gli eventi e le manifestazioni che avrebbe

dovuto organizzare ma che non ha potuto organizzare dal 1° novembre 2021 al 31

gennaio 2022 (doc. 4).

Il

12.

settembre 2022 la ricorrente, dopo aver rammentato di erogare servizi nel

settore del turismo ed in particolare di organizzare eventi ed animazioni nei

villaggi turistici e nei complessi alberghieri in tutto il mondo e di

rientrare, a suo parere, nel settore dell’organizzazione di

manifestazioni/eventi, la cui attività è stata fortemente limitata dai

provvedimenti adottati dal Consiglio federale e dalle diverse autorità

internazionali per contrastare il propagarsi del virus COVID-19 ed aver

ribadito quanto già scritto il 21 gennaio 2022, ha elencato le prestazioni

effettuate nel 2019:

-

Destinazione __________, committenti __________;

-

Destinazione __________, committenti __________;

-

Destinazione __________, committenti __________;

-

Destinazione __________, committente __________;

-

Destinazione __________, committenti __________;

-

Destinazione __________, committenti __________;

-

Destinazione __________, committente __________.

Circa

gli eventi e le manifestazioni che avrebbe dovuto organizzare dal 1° novembre

2021.

al 31 gennaio 2022, la società ha affermato che non è possibile rispondere

in modo puntuale con un elenco, poiché non si tratta dell’annullamento di un

evento in particolare, ma gli alberghi e i villaggi turistici, per i motivi

citati, hanno posticipato a data da definire l’organizzazione di eventi,

determinando una considerevole perdita di fatturato per la società.

Nel

caso di specie le parti divergono circa il significato di “provvedimenti

adottati per far fronte all’epidemia di COVID-19” contenuto nell’art. 15 cpv.

1.

prima frase della legge COVID-19 e nell’ordinanza COVID-19 perdita di

guadagno.

Secondo

la Cassa le misure possono essere solo quelle adottate dalle autorità federali

e/o cantonali, secondo l’insorgente invece anche misure restrittive di autorità

estere possono essere prese in considerazione.

2.9

Per

le norme del diritto amministrativo valgono i metodi convenzionali

d'interpretazione delle leggi (formali). Anche una norma di ordinanza è da

interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera (cfr. STF K 139/02 del

22.

aprile 2004 consid. 5.3.1., pubblicata in DTF 130 V 294).

Se

il suo testo è chiaro e non è pertanto necessario far capo ad altri metodi

d'interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso

letterale soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili,

contrarie alla volontà del legislatore. Tuttavia, se il testo non è

perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo sono possibili,

dev'essere ricercata la vera portata della norma, prendendo in considerazione

tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della

disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende fondamento.

Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (sentenza

9C_466/2021 del 17 ottobre 2022 consid. 5.1, destinata a pubblicazione, con

rinvio alla DTF 141 V 221, consid. 5.2.1 e DTF 140 V 449, consid. 4.2).

I

lavori preparatori, segnatamente laddove una disposizione non è chiara oppure

si presta a diverse interpretazioni, costituiscono un mezzo valido per

determinarne il senso ed evitare così di incorrere in interpretazioni erronee.

Soprattutto nel caso di disposizioni recenti, la volontà storica dell'autore

della norma non può essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto

d'interpretazione (cfr. DTF 126 V 439 consid.

3b, 124 II 200 consid. 5c, 124 III 129 consid. 1b/aa, 124 V 189 consid. 3a con

riferimenti).

Occorre

prendere la decisione materialmente corretta nel contesto normativo,

orientandosi verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della ratio

legis. Il Tribunale federale non privilegia un criterio d'interpretazione in

particolare; per accedere al senso di una norma preferisce, pragmaticamente,

ispirarsi a un pluralismo interpretativo (cfr. DTF 146 V 129 consid. 5.5.1.; DTF 135 III 483

consid. 5.1 pag. 486). Se sono possibili più interpretazioni, dà la preferenza

a quella che meglio si concilia con la Costituzione. In effetti, a meno che il

contrario non risulti chiaramente dal testo o dal senso della disposizione, il

Tribunale federale, pur non potendo esaminare la costituzionalità delle leggi

federali (art. 190 Cost.), parte dall'idea che il legislatore federale non

propone soluzioni contrarie alla Costituzione (cfr. DTF 131 II 562 consid.

3.5

pag. 567; DTF 131 II 710 consid.

4.1

pag. 716; DTF 130 II 65 consid.

4.2

pag. 71).

Al riguardo

cfr. pure STF 8C_118/2020 del 5 ottobre 2020 consid. 4.1.; STF 8C_223/2013 del

10.

aprile 2014 consid. 3.2., pubblicata in DTF 140 V 227; STF 9C_160/2019 del

20.

agosto 2019 consid. 5.1., pubblicata in DTF 145 V 354.

2.10

Ai

sensi dell’art. 15 cv. 1 prima frase della legge COVID-19 il Consiglio federale

può prevedere che sia versata un’indennità per perdita di guadagno alle persone

che devono interrompere o limitare in modo considerevole l’attività lucrativa a

causa di provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di COVID-19.

il testo italiano (“provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di

COVID-19”), né quello tedesco (“Massnahmen im Zusammenhang mit der

Bewältigung der Covid-19-Epidemie”), né quello francese (“mesures prises

pour surmonter l’épidémie de COVID-19”), precisano se quali provvedimenti

si intendano unicamente quelli adottati a livello svizzero oppure anche quelli

presi all’estero.

Neppure

nell’art. 2 cpv. 3bis lett. a Ordinanza COVID-10 perdita di guadagno

figurano indicazioni in merito (“la loro attività lucrativa è limitata in

modo considerevole a causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per

combattere l’epidemia di COVID-19”; “ihre Erwerbstätigkeit aufgrund von

behördlichen angeordneten Massnahmen zur Bekämpfung der Covid-19-Epidemie massgeblich

eingeschränkt ist”; “si leur activité lucrative est significativement

limitée en raison de mesure de lutte contre l’épidemie de COVID-19 ordonnées

par une autorité”).

La Circolare CIC, volta a

facilitare l’applicazione dell’Ordinanza, precisa invece che deve trattarsi di

“provvedimenti decisi a livello cantonale o federale per combattere il

coronavirus” (cfr. ad esempio marg. 1041 CIC).

L’art. 10 cpv. 1 della legge

COVID-19, poi diventato l’attuale art. 15 cpv. 1 in seguito ai dibattiti parlamentari,

prevedeva inizialmente che “Il Consiglio federale può prevedere il

versamento dell’indennità per perdita di guadagno per le persone che devono

interrompere l’attività lucrativa a causa di provvedimenti adottati per far

fronte all’epidemia di COVID-19”. Le indennità giornaliere erano

inizialmente state previste unicamente in caso di interruzione delle attività.

A questo proposito nel Messaggio del Consiglio federale concernente la legge

federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio federale volte a far

fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge COVID-19) del 12 agosto 2020, pag. 5797

e seguenti, relativamente all’art. 10, poi diventato l’attuale art. 15, a pag.

5843.

figura che la “cerchia dei beneficiari è simile a quella prevista

dall’ordinanza COVID-19 perdita di guadagno e comprende le persone che hanno

dovuto interrompere la loro attività lucrativa dipendente o indipendente a

causa dei provvedimenti per combattere il coronavirus. Sono segnatamente

interessati gli impiegati e gli indipendenti messi in quarantena da un medico o

dalle autorità (escluse le persone che tornano da una zona a rischio); gli

impiegati e gli indipendenti che devono temporaneamente interrompere la loro attività

lucrativa poiché la custodia dei figli da parte di terzi non è più garantita a

causa di una messa in quarantena; gli indipendenti la cui impresa è chiusa a

causa di provvedimenti adottati per far fronte all’epidemia di COVID-19

disposti dalle autorità federali o cantonali; gli indipendenti che possono

dimostrare di essere in stato di incapacità totale di esercitare la loro

attività a causa del divieto delle manifestazione deciso dalle autorità. Gli

indipendenti che non sono obbligati a interrompere la loro attività non hanno

diritto a indennità” (sottolineatura del redattore).

L’Esecutivo federale intendeva di

conseguenza indennizzare quegli assicurati la cui attività aveva dovuto essere

chiusa a seguito di provvedimenti disposti dalle autorità federali o cantonali.

Nel corso dell’iter parlamentare

la legge COVID-19 è tuttavia stata oggetto di intense discussioni ed ha subito

numerose modifiche, tra cui il riconoscimento dell’indennizzo anche in caso di

limitazione dell’attività lucrativa a causa delle misure adottate per

combattere la pandemia.

Dalla lettura del Bollettino

ufficiale relativo alla legge federale sulle basi legali delle ordinanze del

Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di Covid-19 (n. 20.058)

emerge segnatamente che i parlamentari, nella discussione in merito sia agli

aiuti per casi di rigore in ambito di cultura ed eventi (attuali art. 11 e 11a

legge COVID-19) sia per quanto concerne agli aiuti agli indipendenti e le

persone in posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro (attuale art.

15.

legge COVID-19), hanno rilevato che nell’ambito dei viaggi e degli eventi

anche misure adottate all’estero potevano avere un’incidenza sul reddito degli

indipendenti e delle persone in posizione analoga a quella del datore di lavoro

che si sono trovati in difficoltà a causa della pandemia (cfr. consigliere

nazionale Benjamin Roduit, il Centro, BU 2020 pag. 1323, discussione

nell’ambito degli aiuti di rigore, il quale, pur ritirando un suo emendamento,

ha affermato: “[…]

Depuis mars 2020, l'industrie du voyage est elle aussi confrontée à une

baisse des ventes pouvant aller jusqu'à 80 pour cent en raison de mesures liées

au coronavirus émanant des autorités suisses, mais aussi des autorités

étrangères. Comme dans l'industrie de l'événementiel, la crise du Covid-19

a partiellement inversé la tendance des ventes et continuera à peser sur

l'organisation pendant un certain temps encore. Ces entreprises ont déjà du mal

à survivre car, d'une part, il y a un manque de sécurité de planification et,

d'autre part, elles sont confrontées à des dépenses très importantes: depuis la

fermeture, des dizaines de milliers de voyages, mais aussi de nombreux

événements ont dû être annulés ou reportés […]”, sottolineatura del redattore; consigliera

nazionale Mattea Meyer, partito socialista, BU 2020

pag. 1336: “[…] Nehmen wir ein kleines Reisebüro, ein Ehepaar, spezialisiert

auf Wanderreisen im Balkan. Sie haben gute Jobs aufgegeben und den Sprung

in die Selbstständigkeit gewagt. Sie schreibt: "Ich verstehe einfach

nicht, wie in einer solchen Situation der Staat uns nicht die Hand reichen

kann. Wir

zahlen auch Arbeitslosenversicherungen, wie alle anderen auch. […]", sottolineatura del redattore).

Thomas

De Courten, gruppo UDC, BU 2020 pag. 1338, ha invece affermato che l’art. 10

(ora art. 15) concerne essenzialmente le misure adottate dalle autorità

federali: “[…]

In Artikel 10 geht es im Wesentlichen um Massnahmen

zur Entschädigung des Erwerbsausfalls aufgrund der vom Bundesrat verordneten

wirtschaftlichen Massnahmen. Wir müssen hier gewärtigen, dass der Schaden

angerichtet ist, auch wenn die Covid-19-Einschränkungen des Bundesrates

aufgehoben werden […]”; sottolineatura del redattore).

Nel

corso dei dibattiti, i parlamentari hanno pure rilevato che nel settore dei

viaggi e delle manifestazioni il calo dell’attività è stato drammatico e che

solo con il passare del tempo ci sarebbe stata una ripresa (cfr. consigliera

nazionale Flavia Wasserfallen, partito socialista, BU 2020 pag. 1336:

“[…] Auch wenn die Wirtschaft

wieder in Gang kommt und grosse Veranstaltungen ab dem 1. Oktober wieder

möglich sind, leiden viele Branchen nach wie vor noch lange: Reisetätigkeiten

sind eingebrochen, die Veranstaltungskalender sind leer, Platzbeschränkungen

beeinflussen Umsätze, das Virus beeinflusst das Konsum- und Freizeitverhalten

der Menschen. […]”; consigliera

agli Stati Maya Graf, Gruppo dei Verdi, BU 2020, pag. 757: “[…] Wir werden

uns also bei Artikel 8a auch über die Veranstaltungs- und Reisebranche, über

die Schausteller und über die vielen Selbstständigerwerbenden und

Geschäftsinhaberinnen unterhalten, die in einer ganz schwierigen Situation

sind. Es

ist uns klar, dass das hier wie auch im Kulturbereich Planungen auf Jahre

hinaus sind. Die Voraussetzungen sind im nächsten Halb- oder Dreivierteljahr

sehr, sehr schwierig, weil die Aufträge, die Arbeit und die Beschäftigung

zurückgehen. Hier sprechen wir von Hunderttausenden von Menschen, die eine

Verunsicherung erleiden, aber auch von einer steigenden Arbeitslosigkeit, auch

bei jungen Menschen […]”; consigliere agli Stati Hannes Germann, Gruppo UDC, BU 2020,

pag. 757: “[…] Ich verweise in diesem Zusammenhang auch auf die gesamte

Eventbranche, die in einem speziellen Artikel noch hereingekommen ist, aber

eben auch auf die Schausteller, die ich schon erwähnt habe, und auf die

Reisebranche; Sie müssen sich das einmal vorstellen, die ist von heute auf

morgen quasi kollabiert. Das hat aber die Reisebüros nicht davon entbunden,

ihre Arbeit zu machen. Sie waren mit Rückabwicklungen von gebuchten und bereits

bezahlten Arrangements beschäftigt, sie waren aber auch konfrontiert mit den

Drohungen der Reiseveranstalter an der Front, beispielsweise der

Flugunternehmen, dass sie ihren Verpflichtungen nachkommen sollen. So sind sie

zwischen Hammer und Amboss, und daher bin ich glücklich, dass wir in diesem

iterativen Prozess auch diese Branchen, sozusagen die Sonderfälle, die

Härtefälle, auffangen konnten und dass da nun eine Lösung angeboten wird […]”;

consigliera agli Stati Marina Carobbio, gruppo socialista, BU 2020, pag. 758: “

[…]

Der Nationalrat hat gestern für die

Event-, Reise- und Kulturbranche richtigerweise

weitergehende Wirtschaftshilfen als der Bundesrat sowie die Erweiterung des Anspruchs

auf Erwerbsausfallentschädigung auch für Selbstständigerwerbende

beschlossen. Gemäss dem Nationalrat können künftig nicht nur jene Personen

einen Corona-Erwerbsersatz erhalten, die ihre Arbeit unterbrechen müssen,

sondern auch solche, die massgeblich in ihrer Arbeit eingeschränkt sind.

Diese Beschlüsse des Nationalrates sind wichtig.

Es geht um die wirtschaftliche Existenzsicherung von vielen

Selbstständigerwerbenden, Geschäftsinhaberinnen oder Personen, die in prekären

Arbeitsverhältnissen arbeiten oder die in der Veranstaltungs- und in der

Reisebranche tätig sind. Unsere Entscheide bei diesem Gesetz sollen im

Bewusstsein der wirtschaftlichen und sozialen Folgen der Krise gefällt

werden, im Interesse eines grossen Teiles der Bevölkerung, deren Einkommen

heute gefährdet sind […]”).

2.11

Dai

dibattiti parlamentari emerge pertanto la volontà di aiutare, in generale,

segnatamente le persone attive nell’ambito del turismo e delle manifestazioni,

particolarmente colpite dalla pandemia di COVID-19, anche a causa di

restrizioni adottate all’estero.

Le attività che hanno a che fare

con il turismo o con le manifestazioni non possono infatti essere ideate e

organizzate unicamente a livello svizzero e dipendono in gran parte da quanto

accade nel resto del mondo. Basti pensare ai concerti con cantanti e musicisti

internazionali, agli eventi sportivi che richiamano atleti da tutte le nazioni,

ai viaggi organizzati da società specializzate nei trasporti internazionali (bus;

aerei; cfr. a questo proposito le STCA 42.2021.65, 66 e 67 del 13 dicembre

2021, STCA 42.2021.52 e 53 del 18 ottobre 2021), alle agenzie di viaggio che

necessariamente dipendono da quanto accade all’estero per pianificare i viaggi,

ad organizzatori di manifestazioni all’estero (cfr. STCA 42.2021.51 del 25

ottobre 2021; cfr. per un caso di applicazione [società che organizza

manifestazioni anche all’estero]: STCA 42.2021.2, 42.2021.3. del 22 marzo 2021

cresciuta incontestata in giudicato, citata in: Cattaneo,

“COVID-19: les premiers arrêts du Tribunal des assurances du canton du Tessin”,

in: Assurances sociales et pandémie de Covid-19 a cura di Sylvie Pétremand, Ed.

Stämpfli, 2021, pagg. 203).

Gli assicurati beneficiari delle

prestazioni sono del resto assicurati indipendenti o dipendenti in posizione assimilabile

a quella di un datore di lavoro che pagano imposte e contributi sociali in

Svizzera e contribuiscono anch’essi alla solidarietà insita nelle assicurazioni

sociali.

Il rifiuto di versare indennità perché

l’attività ha subito una limitazione ed un calo della cifra d’affari a causa di

restrizioni per combattere il coronavirus adottate all’estero non può di

conseguenza essere tutelato.

2.12

In concreto, alla luce del ramo

d’attività nella quale è attiva la società (organizzazione di manifestazioni ed

eventi nei villaggi di vacanza e negli alberghi, in particolare nei Paesi

europei ed africani) e del periodo durante il quale sono state chieste le

prestazioni (da novembre 2021 a gennaio 2022), quando anche in Svizzera erano

ancora presenti restrizioni per combattere la pandemia di COVID-19, la

condizione della limitazione dell’attività lucrativa a causa di misure adottate

dalle autorità per combattere il coronavirus va considerato adempiuto.

Infatti, la ricorrente ha

rilevato che nel 2019 ha offerto le proprie prestazioni per numerose

destinazioni all’estero (__________, __________, __________, __________, __________,

__________ e __________), tramite i committenti ivi citati (doc. 5).

Considerate le restrizioni in

vigore nel mondo a causa del coronavirus soprattutto da dicembre 2021 a gennaio

2022.

con l’avvento della variante Omicron, appare pacifico che la riduzione

della cifra d’affari sia dovuta alle misure adottate per combattere il

coronavirus.

Basti infatti qui rilevare che in

Svizzera, dove le misure sono state meno incisive rispetto a quanto avvenuto in

gran parte degli altri Paesi, dal 20 settembre 2021, le persone non vaccinate o

non guarite dovevano presentare un test negativo all’entrata in Svizzera.

Tra il quarto e il settimo giorno

dopo l’arrivo dovevano inoltre sottoporsi ad un secondo test (cfr. comunicato

stampa del 17 settembre 2021 del Consiglio federale: “Coronavirus: nuove

regole per l’entrata in Svizzera e per il rilascio del certificato COVID alle

persone vaccinate all’estero”; cfr. anche “Modifiche dei provvedimenti

nazionali di contenimento del coronavirus in Svizzera da dicembre 2020”,

pubblicato dall’UFAS; modifiche degli art. 1, 2 cpv. 4, 3 cpv. 1 e cpv. 2 lett.

c e d, art. 7 cpv. 4 lett. c e c/bis, art. 4 cpv. 2, art. 7-10 dell’Ordinanza

COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico internazionale viaggiatori).

Inoltre tutte le persone che

entravano in Svizzera, tranne eccezioni (ad esempio i frontalieri), dovevano

registrare, all’entrata, i loro dati di contatto nel “Passenger Locator Form”

(cfr. art. 3 cpv. 1 e 4 dell’Ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del

traffico internazionale viaggiatori) e per i viaggiatori provenienti da Paesi

figuranti nell’allegato 1, vigevano regole ancora più restrittive, come

l’obbligo di quarantena (cfr. art. 9 dell’Ordinanza COVID-19 provvedimenti nel

settore del traffico internazionale viaggiatori).

Le condizioni di viaggio, in quel

periodo, erano fortemente limitate e le altre restrizioni in vigore all’epoca,

come ad esempio la necessità di essere in possesso del certificato COVID per

entrare nei bar e nei ristoranti (cfr. art. 12 cpv. 1 e 2 dell’Ordinanza

COVID-19 situazione particolare in vigore dal 13 settembre 2021), per accedere

alle manifestazioni (cfr. art. 14 e 14a dell’Ordinanza COVID-19 situazione

particolare) o alle strutture culturali, sportive e per il tempo libero (art.

13.

cpv. 2 dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare) oppure ancora alle

fiere specialistiche e alle fiere aperte al pubblico (cfr. art. 18

dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare), costituivano un’importante

limitazione per quelle società, come la ricorrente, che erano attive

nell’ambito delle manifestazioni e dei viaggi.

Inoltre, a partire dal mese di

dicembre 2021, con il diffondersi della variante “Omicron”, il Consiglio

federale ha adottato ulteriori misure restrittive allo scopo di contenere la

pandemia di coronavirus che hanno ulteriormente limitato le attività in ambito

turistico.

Tramite comunicato stampa del 3

dicembre 2021 l’Esecutivo ha affermato che da “lunedì 6 dicembre 2021

saranno estesi l’obbligo del certificato e l’obbligo della mascherina,

rafforzata la raccomandazione del telelavoro e ridotta la durata di validità

dei test antigenici rapidi. Inoltre, le manifestazioni e le strutture soggette

all’obbligo del certificato avranno la possibilità di limitare l’accesso alle

persone vaccinate o guarite e quindi di rinunciare all’obbligo della mascherina

(…) Con queste contromisure intende reagire al forte aumento dei pazienti

COVID-19 ricoverati negli ospedali e alla comparsa della variante Omicron”.

Il Consiglio federale ha rilevato che “da qualche settimana i contagi stanno

aumentando rapidamente. Oltre a causare focolai circoscritti, soprattutto nelle

scuole e nelle case per anziani o di cura, il virus ha ripreso a diffondersi in

tutta la popolazione. Nelle ultime settimane è fortemente aumentato anche il

numero di casi gravi e con esso la pressione sui reparti di terapia intensiva

(…) Il Consiglio federale giudica molto critica l’attuale situazione. La

comparsa della variante Omicron ha inoltre complicato la lotta alla pandemia.

Scoperta il 26 novembre, la nuova variante è stata classificata come

preoccupante dall’Organizzazione mondiale della sanità. Si deve ritenere che

sia molto contagiosa ed è possibile che anche persone immunizzate contro la

variante Delta possano esserne infettate. Non è inoltre chiaro quanto sia

pericolosa e in che misura il vaccino protegga da decorsi gravi”.

Di conseguenza dal 6 dicembre

2021.

l’obbligo del certificato è stato esteso (valido anche per le

manifestazioni all’aperto con più di 300 persone; art. 14 e 15 dell’Ordinanza

COVID-19 situazione particolare), di principio dove vigeva l’obbligo del

certificato, vigeva anche l’obbligo della mascherina (art. 3a, 6 cpv. 2 lett.

h, 13 cpv. 3 dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare), per le attività

per le quali non poteva essere portata la mascherina, il gestore della struttura

o l’organizzazione dell’attività doveva registrare i dati di contatto (art. 20

lett. b dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare).

Il

17.

dicembre 2021 l’Esecutivo ha affermato che la “situazione epidemiologica

è preoccupante: il numero di ricoveri continua a crescere e in alcune regioni

il tasso di occupazione dei reparti in terapia intensiva è molto alto. (…). Il

13.

dicembre è stata superata per la prima volta la soglia critica di 300

pazienti COVID-19 ricoverati in terapia intensiva. A partire da questa soglia

non è più possibile garantire un’assistenza ottimale a tutti i pazienti, perché

gli ospedali sono costretti a rinviare o ritardare il trattamento di altre

malattie. Stando alle stime attuali, il numero di pazienti COVID-19 ricoverati

in terapia intensiva crescerà ulteriormente e a fine anno si situerà tra i 350

e i 400. A questo si aggiungono i contagi con la variante Omicron, che

dovrebbero aumentare significativamente ancora prima di Natale. Secondo prime

osservazioni, la variante Omicron è più contagiosa della variante Delta. (…)

Dopo aver consultato i Cantoni, le commissioni parlamentari competenti, le

parti sociali e le associazioni direttamente interessate, il Consiglio federale

ha deciso oggi provvedimenti più restrittivi che resteranno in vigore fino al

24.

gennaio 2022 (…)”.

Dal 20 dicembre 2021 (fino al 2

febbraio 2022) è stato reintrodotto l’obbligo del telelavoro (art. 25 cpv. 5

dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare), che ha portato le gente a

rimanere maggiormente a casa e a frequentare in maniera minore i ritrovi

pubblici e le manifestazioni, è stata decisa una limitazione del numero di

persone che potevano partecipare a feste e incontri privati anche se vaccinate

o guarite (30 al massimo; in presenza di una persona non vaccinata né guarita

al di sopra dei 16 anni, erano invece ammesse al massimo 10 persone; art. 15

cpv. 3 dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare), che ha portato le

persone ad annullare o a non organizzare eventi neppure in ambito strettamente

privato. Inoltre per le manifestazioni in luoghi chiusi l’accesso era limitato

alle persone con un certificato di vaccinazione o di guarigione (2G; art. 15

cpv. 1 e 3 e 18 lett. a dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare), mentre

alle strutture della ristorazione, dei bar e delle discoteche si poteva

accedere solo con certificato di vaccinazione o guarigione (2G). Per le

discoteche e le sale da ballo valeva la regola del 2G+ (art. 12 cpv. 1 e 3,

art. 13 dell’Ordinanza COVID-19 situazione particolare; sul tema cfr. “modifiche

dei provvedimenti nazionali di contenimento del coronavirus in Svizzera da

dicembre 2020”; stato: 9 febbraio 2022, edito dall’UFSP).

Questo Tribunale ha già stabilito

che tali misure, che, lo ricordiamo, rispetto a gran parte degli altri Paesi

erano meno restrittive, hanno avuto una sicura incidenza sullo svolgimento del

lavoro delle società attive anche in Svizzera nell’ambito del turismo (cfr.

STCA 42.2022.61 del 14 novembre 2022), essendosi viste ridotte le opportunità

di lavoro.

Ciò vale di conseguenza

anche per la ricorrente che nei mesi in oggetto non ha potuto allestire le

medesime manifestazioni ed i medesimi eventi organizzati nel 2019 (doc. 5).

Certo, l’insorgente non ha

prodotto particolare documentazione in merito all’annullamento delle

manifestazioni e degli eventi previsti in Europa ed in Africa per i mesi da

novembre 2021 a gennaio 2022.

Tuttavia, in considerazione degli

eventi organizzati nel 2019, delle restrizioni in vigore nei mesi in esame e

tenuto inoltre conto del fatto che l’organizzazione di eventi e manifestazioni

necessita di tempo (cfr. STCA 42.2022.45 del 5 settembre 2022), questa

circostanza, nel caso di specie, non può essere di nocumento all’insorgente.

Occorre pertanto concludere che la

condizione di cui all’art. 2 cpv. 3bis lett. a dell’Ordinanza

COVID-19 perdita di guadagno nel tenore in vigore fino al 16 febbraio 2022, è

adempiuta dal mese di novembre 2021 al mese di gennaio 2022.

In accoglimento del ricorso, l’incarto

va di conseguenza rinviato all’amministrazione affinché esamini se tutti i

requisiti per ottenere le indennità per i citati mesi sono soddisfatti.

2.13

L’art.

61.

lett. fbis LPGA prevede che in caso di controversie relative a

prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo

prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese

processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Trattandosi di prestazioni IPG

Corona non è stato previsto di prelevare le spese (cfr. art. 1 Ordinanza

COVID-19 perdita di guadagno del 17 marzo 2020 [RU 2020 871; RS 830.31]; Kieser, Covid-19 – Erlasse und

Sozialversicherungsrecht in COVID-19. Ein Panorama der

Rechtsfragen zur Corona-Krise, Helbing Lichtenhahn Verlag, Basilea 2020 pag.

741.

n. 30).

Sul tema cfr. anche STF

9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022

KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio

2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi, Actualités du TF,

8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux

des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022

pag. 107).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è accolto ai sensi dei

considerandi.

§ La

decisione su opposizione impugnata è annullata e l’incarto rinviato

all’amministrazione per i suoi incombenti.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano

ripetibili.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti