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Decisione

42.2023.39

Doc. agli atti non consentono di decidere se abitaz. assegnata a cittadina UA con permesso S e a figlio minore fosse adeguata. Si impone complem. istrutt. Se non adeguata, rifiuto prest. assist. ingiust. Se adeguata limitaz., ritenuto che ha causato sciogl. locaz. Aiuto d'urgenza non va c.que negato

18 marzo 2024Italiano67 min

Presidente del TCA ha accolto ai sensi dei considerandi la domanda della ricorrente tendente a

Source ti.ch

Incarto

n.

42.2023.39

rs

Lugano

18 marzo 2024

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2023 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su reclamo del 13 settembre 2023 emanata da

Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati, 6501

Bellinzona

in materia di assistenza sociale

ritenuto in fatto

1.1. RI

1 (__________.1974), cittadina ucraina in possesso di un permesso S per persone

bisognose di protezione provvisoria (cfr. doc. 124; 130; 280; A1 pag. 10), è

giunta in Svizzera con i figli __________ (__________.2010) e __________ (__________.1999)

nel marzo 2022 (cfr. doc. 93).

La

medesima ha percepito prestazioni assistenziali ordinarie dal mese di aprile

sino al mese di giugno 2022, come pure dal mese di settembre 2022 al mese di

febbraio 2023 e nel mese di maggio 2023 (cfr. doc. A1; 121-122=XVbis; 198; 194;

192; 204; 206; 216; 236; 248; 265; 276; 288).

1.2. Con

decisione del 4 luglio 2023 l'Ufficio dei richiedenti l'asilo e dei rifugiati

(in seguito: URAR) ha stabilito:

" (…) ai

sensi dell’art. 83 cpv. 1 Lasi “le prestazioni di aiuto sociale o le

prestazioni ridotte di cui all’articolo 82 capoverso 3 sono rifiutate, ridotte

o soppresse totalmente o parzialmente se il beneficiario:

e. senza consultare il servizio competente, scioglie il rapporto

di lavoro o di locazione o provoca per sua colpa tale scioglimento aggravando

così la sua situazione”;

Considerato che in data 22 maggio 2023 ha firmato il contratto di

locazione per l’appartamento sito a __________ e ritenuto che in data 09 giugno

2023, senza fornire valide giustificazioni, ha rifiutato l’alloggio finanziato

dal Cantone, non si giustifica più il versamento di una prestazione

assistenziale a suo favore. Entro il 07 agosto 2023 dovrà lasciare l’Hotel __________.

(…)” (Doc. 85=119)

1.3. Il

6 settembre 2023 RI 1, rappresentata dallo Studio legale RA 1, ha interposto

tempestivo reclamo, postulando il versamento delle prestazioni assistenziali

per lei e il figlio __________, incluso il diritto di alloggiare all’Hotel __________

fino a che non sarà trovato un appartamento consono alle necessità del nucleo

familiare, asserendo di non avere mai rifiutato un “alloggio conveniente” che

il contratto relativo all’appartamento di 2,5 locali a __________ per lei e suo

figlio __________, dodicenne, sottoscritto il 22 maggio 2023 (cfr. doc. 54), è

stato sciolto “praticamente su costrizione del locatore, il quale non voleva

sentire ragioni e rifiutava categoricamente di risolvere i difetti segnalati”

(forte odore chimico). È stato precisato che a causa del costante e cattivo, se

non addirittura nocivo, odore chimico in tutti i locali l’alloggio non era del

resto “conveniente” (cfr. doc. 38 segg.).

In

via subordinata, è stato fatto valere che la decisione è sproporzionata e tange

l’essenza del diritto alla dignità umana (art. 12 Cost.).

La

reclamante ha, altresì, chiesto la concessione dell’effetto sospensivo e del

gratuito patrocinio (cfr. doc. 48).

1.4. Con

decisione su reclamo del 13 settembre 2023 l’URAR ha confermato il precedente

provvedimento del 4 luglio 2023, rilevando segnatamente che il Cantone, tramite

il responsabile del reperimento degli alloggi, ha ritenuto l’appartamento

idoneo e pertanto abitabile, come pure che dal verbale di constatazione dello

stato dell’ente locato alla consegna non risulta alcun appunto circa l’odore

chimico, né di presenza di muffa nella cucina o in altri locali.

Anche

in occasione dell’incontro del 9 giugno 2023 i funzionari presenti

nell’abitazione hanno constatato l’assenza di qualsiasi odore.

Per

quanto attiene all’art. 12 Cost., l’amministrazione ha puntualizzato di aver

fornito alla reclamante e al figlio un aiuto transitorio sino al 7 agosto 2023,

concedendo loro vitto e alloggio presso la pensione __________, al fine di

trovare in autonomia un’abitazione non più finanziata dal Cantone. Tuttavia

essi vi hanno pernottato unicamente il 3, il 5 e il 7 luglio 2023, mangiando

solo in due occasioni, come affermato dal titolare del __________. Inoltre RI 1

ha viaggiato in Svizzera e all’estero usufruendo di prestiti da terzi (cfr.

doc. A1).

La

richiesta di effetto sospensivo è stata considerata priva di oggetto e

l’istanza di gratuito patrocinio è stata respinta (cfr. doc. A1 pag. 13).

1.5. Contro

la decisione su reclamo RI 1, sempre patrocinata dallo Studio legale RA 1, il

16 ottobre 2023, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo, oltre

alla concessione dell’effetto sospensivo e del gratuito patrocinio, in via

principale, l’annullamento della stessa e il versamento delle prestazioni

assistenziali per lei e il figlio __________, incluso il diritto di alloggiare

in un Centro di accoglienza collettivo fino a che non sarà trovato un

appartamento consono alle necessità del nucleo familiare.

In

via subordinata, l’insorgente ha postulato il rinvio degli atti all’URAR per

emettere una nuova decisione ai sensi dei considerandi del giudizio del TCA

secondo cui ella non ha violato l’art. 83 cpv. 1 lett. d, né lett. e LAsi (cfr.

doc. I pag. 14).

A

sostegno delle proprie pretese la parte ricorrente ha addotto in particolare:

" - La

signora RI 1 ha accettato l’appartamento individuato dal

Cantone, firmando il contratto di

locazione. L’URAR ha correttamente rilevato questa circostanza.

-

L’appartamento presentava un forte

odore chimico e della muffa; non era adatto per viverci. Su questo punto

l’URAR, che ha l’obbligo di accertare d’ufficio i fatti, non ha raccolto le

prove necessarie e ha ponderato arbitrariamente i mezzi di prova disponibili.

-

Il locatore ha dato la disdetta

del contratto di locazione, non la signora RI 1. L’URAR ha correttamente

rilevato questa circostanza.

-

Il locatore ha disdetto il

contratto di locazione perché la signora RI 1 ha segnalato la presenza di

difetti nell’appartamento; l’asserito “atteggiamento ostile” della signora RI 1

è un’allegazione dell’URAR che non trova conforto nei mezzi di prova;

-

La signora RI 1 ha consultato

l’URAR prima che la disdetta entrasse in effetto e entro i termini di

contestazione della disdetta, ciò che emerge dalle stesse prove invocate

dall’URAR;

-

Alla signora RI 1 non è stata

fatta nessuna proposta di cercare in autonomia un appartamento in caso di

rifiuto, e, se anche le fosse stata fatta, le conseguenze prospettate in caso

di rifiuto dell’appartamento attuale non erano affatto quelle che sono poi

seguite; inoltre non si sarebbe aspettata la scadenza del presunto termine di

30 giorni, violando il principio della buona fede.” (Doc. I pag. 8-9)

Il

patrocinatore dell’insorgente ha, poi, asserito che la conclusione dell’URAR

secondo cui quest’ultima avrebbe violato l’art. 83 cpv. 1 lett. 2 LAsi è

errata, poiché:

- l’appartamento non era idoneo,

visti i difetti di muffa e odore

chimico;

-

la signora RI 1 non ha sciolto il

rapporto di locazione (è stato il locatore) né ne ha provocato colposamente lo

scioglimento (si è limitata a segnalare dei difetti dell’appartamento;

l’asserito atteggiamento ostile non risulta).

-

la signora RI 1 ha consultato

l’URAR in tempo utile, cioè prima della riconsegna dell’appartamento e entro i

termini per la contestazione della disdetta.” (Doc. I pag. 9)

La

parte ricorrente ha puntualizzato che, se anche RI 1 avesse violato l’art. 83

cpv. 1 lett. e LASi, ciò che comunque nega recisamente, la decisione del 4

luglio 2023 sarebbe comunque sproporzionata, non essendo stata avvertita di

questa conseguenza e tenuto conto che la soppressione delle prestazioni è solo una

possibile conseguenza fra tante, tra cui rientrano la soppressione parziale o

la riduzione delle stesse. Deve anche essere possibile il semplice ammonimento.

Con

riferimento all’art. 12 Cost. è stato censurato quanto affermato

dall’amministrazione circa la permanenza dell’insorgente al __________,

indicando che non corrisponde a verità che “almeno dal 1° luglio al 6

settembre 2023” la medesima avrebbe trovato alloggio e sostentamento

altrove. Ella non si spiega le affermazioni del titolare del __________, la cui

credibilità sarebbe nulla, visti i recenti scandali di prostituzione che

sembrerebbe abbiano travolto il Centro, e che provava antipatia verso la

medesima. Al riguardo è stato specificato che altri due ospiti possono

testimoniare circa la permanenza e il pernottamento presso il Centro e che il

figlio ha partecipato al corso __________ dal 3 al 14 luglio 2023.

La

parte ricorrente ha confermato di essere stata in viaggio in Ucraina dal 25

luglio al 19 agosto 2023 per importanti motivi familiari e che avrebbe

informato in merito l’URAR.

È

stato aggiunto che l’insorgente e __________, entrambi vegetariani, quando non

mangiavano presso il __________, andavano gratuitamente presso il __________ o

capitava che fosse la figlia __________ a portare loro da mangiare o desse

pochi soldi per comprarselo (cfr. doc. I).

1.6. In

risposta l’URAR ha chiesto la reiezione dell’impugnativa, con argomenti di cui

si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VI).

1.7. Il

30 novembre 2023 la parte ricorrente ha presentato un atto di replica (cfr.

doc. XX; A8-A19).

1.8. L’amministrazione

ha preso posizione al riguardo il 15 dicembre 2023 (cfr. doc. XXII).

1.9. Il

20 dicembre 2023 l’avv. __________ e il MLaw __________, per conto della ricorrente,

hanno inviato una richiesta urgente di decidere in modo incidentale sulla

domanda di effetto sospensivo al ricorso e in via subordinata di ordinare a

URAR, quale misura superprovvisionale inaudita altera parte di

corrisponderle le prestazioni assistenziali per il sostentamento, l’alloggio e

Fatti

i costi della salute per la durata del presente procedimento.

Al

riguardo è stato evidenziato che la figlia maggiore, __________, e il padre

dell’insorgente, __________, i quali, anch’essi in possesso di un permesso S

(cfr. doc. 190; 191), stanno ospitando RI 1 e __________ a cui l’URAR ha negato

una prestazione di alloggio, hanno ricevuto il 15 dicembre 2023 la lettera di

disdetta del loro appartamento a __________.

Quale

motivo della disdetta è stato indicato che “(…) abbiamo saputo dalla

Cancelleria Comunale di __________ che dal 19 agosto 2023 la signora RI 1 e suo

figlio __________ abitano nel suo appartamento”, adibito a due persone

(cfr.

doc. i).

È

stato, inoltre, affermato che permangono pure le ulteriori difficoltà e rischi

derivanti dal fatto che la ricorrente e il figlio non hanno i mezzi necessari

per provvedere al proprio sostentamento e per fare fronte ai costi per la

salute (cfr. doc. XXIV).

1.10. Con

decreto del 21 dicembre 2023 il

Presidente del TCA ha accolto ai sensi dei considerandi la domanda della ricorrente tendente a

ottenere delle misure superprovvisionali urgenti.

Gli

atti sono stati rinviati all’URAR per esperire ulteriori accertamenti volti a

verificare, con la collaborazione di RI 1, la capacità economica della figlia e

del padre, come pure con quali mezzi finanziari l’insorgente si sia recata in

Ucraina nell’estate 2023 e da chi le siano stati erogati.

Nel

decreto è stato altresì precisato che “anche le problematiche di salute di __________

dovranno essere attestate da adeguati certificati medici”.

Il

Presidente di questa Corte ha concluso indicando che “nella misura in cui

dagli accertamenti dell’URAR risulterà che l’insorgente vive in una situazione

di indigenza, ella e il figlio avranno diritto, durante la presente procedura,

all'aiuto in situazioni di bisogno di cui all’art.

12 Cost.” (cfr. doc. XXV).

1.11. Il

29 dicembre 2023 il patrocinatore della ricorrente ha evidenziato che,

contrariamente a quanto asserito dall’URAR, il problema di muffa e maleodore

dell’appartamento di __________ emerge dalla dichiarazione della signora __________

e dalle fotografie scambiate nella conversazione whatsApp tra RI 1 e il

locatore. Al riguardo è stata allegata una foto dello stato dell’appartamento

scattata dall’insorgente il 20 dicembre 2023 con il permesso dell’attuale

conduttrice (cfr. doc. XXVI; doc. A20).

1.12. L’amministrazione,

il 5 gennaio 2024, ha puntualizzato, da un lato, di avere informato, già il 19

settembre 2023, i legali dell’insorgente circa la possibilità di inoltrare, non

appena la situazione di quest’ultima risultasse compromessa, una richiesta di

aiuto d’urgenza. Dall’altro, di ignorare i motivi per i quali una tale domanda

non sia stata avanzata in precedenza.

L’URAR

ha, inoltre, comunicato di avere riconosciuto, il 5 gennaio 2024 (cfr. doc.

569), alla ricorrente e al figlio, a seguito del decreto incidentale del 21

dicembre 2023 (cfr. consid. 1.10.) e dei documenti forniti il 29 dicembre 2023

e ricevuti il 2 gennaio 2024 su sua richiesta del 22 dicembre 2023, un aiuto

d’urgenza consistente nella presa a carico delle spese di vitto e alloggio

presso la struttura __________ (cfr. doc. XXVIII; 518-569).

1.13. Il

12 gennaio 2023 la parte resistente ha poi sottolineato che “non si intende

contestare che nel mese di dicembre 2023 sia emersa la presenza di muffa

nell’appartamento in questione. Tuttavia si ribadisce che nei mesi di maggio

2023 e giugno 2023, periodo contestuale alla rinuncia ingiustificata da parte

della signora RI 1, l’appartamento di __________ si trovava in ottimo stato.

Quanto emerso nel mese di dicembre 2023 è verosimilmente riconducibile ad

un’incuria nell’uso dell’appartamento da parte della signora __________

(eccessivo calore all’interno dell’appartamento e mancato arieggiamento).

Quest’ultima aveva infatti confermato che l’appartamento, a giugno 2023, non

presentava alcun difetto. D’altronde una tale situazione di muffa e di odore

chimico non è emersa in nessun altro appartamento della palazzina”.

L’URAR

ha altresì allegato le dichiarazioni del 4 e del 10 gennaio 2024 dei precedenti

inquilini, __________ (dal 1° dicembre 2019 al 1° dicembre 2021) e __________

(al 1° maggio 2022 al 30 aprile 2023), i cui nominativi gli sono stati forniti

dalla __________, proprietaria dell’appartamento, da cui risulta che nel

periodo in cui hanno vissuto nell’appartamento di __________ mai hanno avuto

problemi di muffa, nonché le attestazioni di __________, che è stato nell’alloggio

il 2 maggio 2023 quale interprete, e di __________, collaboratore dell’URAR,

che è stato nell’appartamento il 22 e il 30 maggio 2023 in occasione di due

sopralluoghi, prima e al momento della conclusione del contratto, come pure il

9 giugno 2023 per un’ulteriore visita di controllo, i quali non hanno

riscontrato odori sospetti, muffa o simili. __________, in qualità di

collaboratore del settore alloggi incaricato della ricerca e attribuzione di

appartamenti, ha aggiunto che l’alloggio di __________ era “assolutamente

idoneo ad essere abitato”.

L’amministrazione

ha pure precisato che durante il colloquio con l’URAR del 22 agosto 2023 (cfr.

doc. 19), richiesto dalla figlia dell’insorgente in relazione alla situazione

scolastica del fratello __________, è stato verbalizzato, segnatamente, che “comunichiamo

alla signora RI 1 che ci ha dimostrato di non necessitare di un alloggio

considerato che non ha mai presenziato presso il __________. La signora

dichiara di non aver necessitato dell’appartamento perché era in Ucraina (…).

La signora __________ dichiara inoltre che RI 1 non è stata a __________ per

prendersi cura di __________ e passare del tempo con la propria famiglia”.

Infine,

a titolo abbondanziale, l’URAR ha rilevato che il responsabile di __________, __________,

ha dichiarato che sino all’11 gennaio 2024 la ricorrente non si è presentata

presso tale struttura, né ha preso contatto con la stessa (cfr. doc. XXX;

570-574).

Il

17 gennaio 2024 l’amministrazione ha trasmesso un ulteriore scritto di __________

da cui si evince che l’insorgente nemmeno fino a quella data si era recata o si

era rivolta a __________ (cfr. doc. XXXII; 575).

1.14. La

parte ricorrente, il 26 gennaio 2024, si è nuovamente espressa in merito alla

fattispecie.

Riguardo

al fatto di non usufruire di __________ è stato indicato che tale soluzione

abitativa acuisce i problemi della famiglia __________, visto che tale

struttura è ancora più distante dalla Scuola media di __________ frequentata da

__________. Nel frattempo, del resto, l’insorgente e il figlio hanno ottenuto

dall’agenzia immobiliare dell’appartamento assegnato alla figlia e al padre il

permesso di risiedere temporaneamente in questo appartamento, la cui disdetta

(cfr. consid. 1.9.) è stata annullata.

Il

rappresentante della ricorrente ha sottolineato che, nonostante quest’ultima, a

seguito del decreto del 21 dicembre 2023, abbia inviato ampia documentazione

medica all’URAR, tale Ufficio, nella decisione del 5 gennaio 2024, non si è

pronunciato sul riconoscimento delle spese per le cure mediche, in contrasto

con il provvedimento supercautelare.

È

stato affermato che RI 1 e il figlio continuano altresì a necessitare un aiuto

per il vitto e il sostentamento, ad esempio per i costi del materiale

scolastico e per l’abbonamento ai mezzi di trasporto pubblici per __________

(cfr. doc. XXXIV; A23).

1.15. Il

12 febbraio 2024 l’URAR ha preso posizione in merito, osservando in particolare

che con messaggio di posta elettronica del 30 gennaio 2024 è stato spiegato

alla ricorrente il motivo del rifiuto della copertura dei costi per i plantari

di __________, ossia che “avendo perso il diritto alle prestazioni e non

avendo voluto per ora entrare in regime di aiuto d’urgenza è per noi

impossibile dare seguito alle attuali e future richieste di riconoscimento

costi di qualsiasi natura. Come da nostra decisione la preghiamo di recarsi

presso __________, accettare l’aiuto d’urgenza che le spetta di diritto per ottenere

le prestazioni di diritto, fra cui anche le spese mediche.”

L’amministrazione

ha evidenziato che l’insorgente non ha comunque dato seguito alla richiesta di

sapere se successivamente al preventivo, la cui validità di sei mesi era

scaduta, è stata emessa una fattura (cfr. doc. XXXVI).

1.16. Il

doc. XXXVI è stato trasmesso per conoscenza allo studio legale RA 1 (cfr. doc.

XXXVII).

considerato in diritto

in

ordine

2.1. L’art.

10 cpv. 3 del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i

richiedenti l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un

permesso di dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui

domanda d’asilo è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero

(del 23 gennaio 2007), emanato sulla base dell’art. 6 cpv. 1 della Legge

sull’assistenza sociale del Cantone Ticino (“Il

Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la concessione, la limitazione

e la procedura delle prestazioni assistenziali concesse a a)richiedenti l’asilo

e b)persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora”),

stabilisce che contro le decisioni su reclamo in materia di prestazioni

assistenziali è data facoltà di ricorso diretto al Tribunale cantonale delle

assicurazioni entro 30 giorni dalla data di notificazione ai sensi dell’art. 33

Laps.

Nel

caso di specie l’URAR, con decisione su reclamo del 13 settembre 2023, ha

confermato nei confronti di RI 1, persona bisognosa di protezione in possesso

di un permesso di soggiorno S (cfr. consid. 1.1.), il rifiuto delle prestazioni

assistenziali (cfr. consid. 1.2.; 1.4.).

Siccome

l’insorgente dispone di un permesso di soggiorno S - non quindi di un permesso di

dimora (cfr. art. 74 della Legge federale sull’asilo - LAsi; art. 45-46

Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali - OAsi1) - e può

beneficiare di prestazioni assistenziali fondate sul Regolamento concernente le

prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo, le persone bisognose di

protezione non titolari di un permesso di dimora, le persone provvisoriamente

ammesse e le persone la cui domanda d’asilo (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. b del

menzionato Regolamento), il TCA è competente per trattare il presente

tempestivo ricorso contro la decisione su reclamo del 13 settembre 2023 (cfr.

STCA 42.2023.33 del 23 ottobre 2023 consid. 2.1.).

nel

merito

2.2. La

Legge federale sull’asilo (LAsi), in vigore dal 1° ottobre 1999, all’art. 4

enuncia che la Svizzera può accordare

provvisoriamente protezione a persone bisognose di protezione esposte a un

pericolo generale grave, in particolare durante una guerra o una guerra civile

e in situazioni di violenza generalizzata.

Ai

sensi dell’art. 66 LAsi il Consiglio federale decide se e secondo quali criteri

la Svizzera accorda protezione provvisoria a gruppi di persone bisognose di

protezione ai sensi dell’articolo 4 (cpv. 1).

Prima

di decidere, consulta rappresentanti dei Cantoni, delle istituzioni di soccorso

e, se del caso, di altre organizzazioni non governative, nonché l’Alto

Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (cpv. 2).

Secondo

l’art. 74 LAsi le persone bisognose di protezione risiedono nel Cantone al

quale sono state attribuite (cpv. 1).

Se

dopo cinque anni il Consiglio federale non ha ancora abrogato la protezione

provvisoria, le persone bisognose di protezione ottengono dal Cantone un

permesso di dimora valido fino all’abrogazione della protezione provvisoria

(cpv. 2).

Dieci

anni dopo la concessione della protezione provvisoria, il Cantone può accordare

loro il permesso di domicilio (cpv. 3).

L’art.

45 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali (Ordinanza 1

sull’asilo, OAsi 1), entrato in vigore il 1° novembre 2019, sancisce:

"

1 Durante i primi cinque anni dalla concessione

della protezione provvisoria, le persone bisognose di protezione ricevono una

carta di soggiorno S limitata ad al massimo un anno e rinnovabile. Essa vale

come documento d’identità nei confronti delle autorità federali e cantonali.

Non autorizza a varcare la frontiera.

Considerandi

2.

Dalla

durata di validità della carta di soggiorno S non può essere desunto un diritto

di residenza.

3.

La carta di

soggiorno S è ritirata se la persona straniera deve lasciare o lascia la

Svizzera o se le condizioni di residenza sono disciplinate dalla polizia degli

stranieri.

Il

Consiglio federale, l’11 marzo 2022, ha attivato per la prima volta lo statuto

di protezione S a partire dal 12 marzo 2022, concedendolo alle persone in fuga

dall’Ucraina a causa della guerra. In tal modo i profughi hanno ottenuto

rapidamente un diritto di soggiorno, senza dover percorrere la procedura

d’asilo ordinaria.

Lo

statuto S consente di accordare protezione collettiva a un determinato gruppo

di persone esposte a un grave pericolo generale, in particolare durante una

guerra: conferisce un diritto di soggiorno di un anno, prorogabile, e prevede

il ricongiungimento familiare. Tale statuto corrisponde in ampia misura alla

soluzione adottata dagli Stati dell'UE (cfr. https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-87556.html).

Il

9.

novembre 2022 il Consiglio federale ha deciso che lo statuto di protezione S

per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarebbe stato revocato prima del 4

marzo 2024 (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/fr/home/sem/medien/mm.msg-id-91310.html).

Nella

seduta del 1° novembre 2023 il Consiglio federale ha, inoltre, stabilito che lo

statuto di protezione S per i profughi provenienti dall’Ucraina non sarà

revocato prima del 4 marzo 2025, a meno che la situazione in Ucraina non si

stabilizzi in modo duraturo. Per la prima volta l’esecutivo federale ha, poi,

definito un obiettivo per l'integrazione nel mercato del lavoro, secondo cui

entro la fine del 2024 il 40 per cento delle persone con statuto S in età

lavorativa svolgerà un'attività lucrativa (cfr. https://www.sem.admin.ch/sem/it/home/sem/medien/mm.msg-id-98405.html#:~:text=Nella%20seduta%20del%201%C2%B0,prima%20del%204%20marzo%202025).

2.3

Per

quanto concerne l’aiuto sociale e il soccorso d’emergenza alle persone

bisognose di protezione a cui la Svizzera ha concesso lo statuto S (cfr.

consid. 2.2.), l’art. 80a LAsi prevede che i Cantoni d’attribuzione

garantiscono aiuto sociale o soccorso d’emergenza alle persone che soggiornano

in Svizzera in virtù della presente legge. Riguardo alle persone che non sono

state attribuite ad alcun Cantone, il soccorso d’emergenza è prestato dal

Cantone designato competente per l’esecuzione dell’allontanamento. I Cantoni

possono affidare tutti o parte di questi compiti a terzi.

L’art.

81.

LAsi contempla il diritto delle persone che soggiornano in Svizzera in virtù

della presente legge e non sono in grado di provvedere al proprio mantenimento

di ricevere le necessarie prestazioni d’aiuto sociale, sempreché nessun terzo

sia tenuto a soccorrerle in virtù di un obbligo legale o contrattuale, nonché,

su richiesta, un soccorso d’emergenza.

Giusta

l’art. 82 LAsi:

"

1.

La concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del

soccorso d’emergenza è retta dal diritto cantonale. Le persone colpite da una

decisione d’allontanamento passata in giudicato e cui è stato imposto un

termine di partenza sono escluse dall’aiuto sociale.

2.

Per la durata di

una procedura straordinaria di ricorso o di una procedura d’asilo secondo

l’articolo 111c le persone di cui al capoverso 1 e i richiedenti

l’asilo ricevono, su richiesta, un soccorso d’emergenza. Questa disposizione si

applica anche se l’esecuzione dell’allontanamento è sospesa.

2bis Durante una

moratoria generale delle decisioni e delle esecuzioni e se il DFGP lo prevede,

i Cantoni possono concedere aiuto sociale alle persone di cui ai capoversi 1 e

2.

L’indennizzo è retto dall’articolo 88 capoverso 2.

3.

Il sostegno ai

richiedenti l’asilo e alle persone bisognose di protezione non titolari di un

permesso di dimora deve consistere, per quanto possibile, in prestazioni in

natura. L’entità del sostegno è inferiore a quanto previsto per le persone

residenti in Svizzera.

3bis Nel collocare

richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati, famiglie con figli e persone

che necessitano di assistenza occorre tener conto, per quanto possibile, dei

loro bisogni particolari.

4.

Il soccorso

d’emergenza è versato per quanto possibile sotto forma di prestazioni in natura

nei luoghi designati dai Cantoni o dalla Confederazione. L’entità del sostegno

è inferiore all’aiuto sociale versato ai richiedenti l’asilo e alle persone

bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.

5.

Nel sostegno ai

rifugiati e alle persone bisognose di protezione che hanno diritto a un

permesso di dimora occorre tenere conto della loro situazione particolare;

segnatamente se ne faciliterà l’integrazione professionale, sociale e

culturale.”

2.4

Come visto, l’art. 82 cpv. 1

LAsi prevede che la concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del soccorso

d’emergenza è retta dal diritto cantonale.

L’art. 6 della Legge sull’assistenza

sociale del Cantone Ticino enuncia che:

"

1.

Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la

concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali

concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di

protezione non titolari di un permesso di dimora.

2.

Nello

stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni

federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone.

3.

II

Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di

prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o

privati.”

L’art.

1.

del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti l’asilo,

le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora, le

persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo è stata

rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero (del 23 gennaio 2007),

relativo al campo d’applicazione, prevede che:

"

1.

Il presente regolamento disciplina la determinazione,

la limitazione e la procedura di concessione delle prestazioni assistenziali

alle persone residenti nel Cantone Ticino a titolo di:

a) richiedenti l’asilo;

b) persone bisognose di protezione non

titolari di un permesso di dimora;

c) persone provvisoriamente ammesse;

d) persone la cui domanda d’asilo è

stata rigettata con una decisione di non entrata nel merito, o con una

decisione negativa dopo la procedura d’esame, e che devono lasciare il

territorio svizzero.

2.

Sono

fatti salvi gli articoli 82, 83 e 84 della Legge federale sull’asilo del 26

giugno 1998 (LAsi), nonché le disposizioni divergenti dell’Ordinanza 2

sull’asilo dell’11 agosto 1999 (Oasi 2).”

Secondo

l’art. 8 di tale Regolamento, afferente all’inizio e all’estinzione del diritto

alla prestazione assistenziale:

"

1.

Il diritto alla prestazione assistenziale decorre dal

giorno in cui è stata inoltrata la richiesta.

2.

Non

vengono versate prestazioni assistenziali per i periodi precedenti la

richiesta.

3.

Sono

fatti salvi i casi in cui la domanda di rinnovo delle prestazioni è presentata

nei dieci giorni che seguono la data di scadenza delle prestazioni

precedentemente erogate.

4.

Il

diritto alla prestazione assistenziale si estingue definitivamente nei casi

previsti dall’art. 20 cpv. 1 lett. a-c OAsi 2.”

L’art.

9.

del Regolamento, concernente l’entità delle prestazioni assistenziali,

enuncia che:

"

1.

Le prestazioni assistenziali possono essere concesse

in natura o in denaro e consistono nel sostentamento e nella presa a carico

dell’alloggio e dei costi della salute.

2.

Per il sostentamento

(comprendente lo spillatico) vengono concessi i seguenti importi:

a) persona

sola

CHF 500.–

b)

coniugi

CHF 750.–

c) supplemento per 1° figlio

minorenne

CHF 317.–

d) supplemento per ogni figlio

minorenne, dal 2° in poi CHF 268.–

3.

Per i figli maggiorenni è

concessa la prestazione di CHF 500.–.

4.

Per le spese per

l’alloggio sono concessi i seguenti importi massimi per appartamento,

comprensivi della pigione e delle spese accessorie, incluso il conguaglio:

a) persona sola CHF 800.–

b) due persone, allorquando condividono un’unica camera (coniugi,

conviventi, partner registrati o genitore con figlio in età prescolare) CHF

1100.–

c) due persone singole CHF 1250.–

d) tre o più persone CHF 1500.–

5.

Per le

persone residenti in alloggi individuali sono inoltre prese a carico le fatture

dell’elettricità, dell’assicurazione responsabilità civile e, entro i massimali

previsti al cpv. 4, del conguaglio annuale relativo alle spese accessorie.

6.

Per i

costi della salute, è assicurato il pagamento del premio mensile

dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie previsto dalla Legge

federale sull’assicurazione malattie del 18 marzo 1994 (LAMal) nei limiti

stabiliti dall’Ufficio.

7.

È pure

riconosciuto il pagamento delle fatture mediche, come pure delle spese dentarie

e di altre spese straordinarie autorizzate dall’Ufficio.

8.

Nel caso

in cui il beneficiario eserciti un’attività lavorativa salariata o indipendente

a tempo pieno, dal reddito computabile viene dedotto un importo mensile di CHF

200.--. In caso di attività a tempo parziale, l’importo viene ridotto

proporzionalmente.

9.

La

prestazione per il sostentamento può essere ridotta a titolo di sanzione,

rispettando il principio di proporzionalità in funzione dell’errore commesso e

del danno causato.”

2.5

L’art.

83.

LASi, concernente le limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale,

prevede:

" 1Le

prestazioni di aiuto sociale o le prestazioni ridotte di cui all’articolo 82

capoverso 3 sono rifiutate, ridotte o soppresse totalmente o parzialmente se il

beneficiario:

a. le ha ottenute o ha tentato di

ottenerle facendo dichiarazioni inesatte o incomplete;

b. rifiuta di informare il servizio

competente sulla propria situazione economica o non l’autorizza a chiedere

informazioni;

c. non comunica modifiche essenziali della propria

situazione;

d. manifestamente non si adopera per migliorare

la sua situazione rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio convenienti

che gli sono stati attribuiti;

e. senza consultare il servizio

competente, scioglie il rapporto di lavoro o di locazione o provoca per sua

colpa tale scioglimento aggravando così la sua situazione;

f. utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto

sociale;

g. non si conforma agli ordini del

servizio competente, pur sotto minaccia di soppressione delle prestazioni di

aiuto sociale;

h. espone a pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici;

i. è perseguito penalmente o è stato

oggetto di una condanna penale;

j. si rende colpevole di una grave

violazione del suo obbligo di collaborare, in particolare non rivela la sua

identità;

k. espone a pericolo la sicurezza e

l’ordine non dando seguito agli ordini dei collaboratori della procedura o

delle istituzioni responsabili dell’alloggio.

1bis Il

capoverso 1 si applica ai rifugiati solo se la parità di trattamento con le

persone residenti in Svizzera è assicurata.228

2Le prestazioni di aiuto sociale

ottenute indebitamente devono essere restituite integralmente. L’importo da

restituire può segnatamente essere detratto da future prestazioni di aiuto

sociale. Il Cantone fa valere la pretesa di restituzione. L’articolo 85

capoverso 3 è applicabile.”

L'elenco

dell'art. 83 LAsi riguardo ai motivi per poter rifiutare, ridurre o sopprimere

in tutto o in parte le prestazioni assistenziali non è esaustiva. I cantoni

sono liberi di emanare disposizioni supplementari tese a lottare contro gli

abusi (cfr. DTF 130 I 82 consid. 3).

2.6

In dottrina Nguyen Minh Son, in

Code annoté de droit des migrations - Volume IV Loi sur l’asile

(LAsi), Berna 2015, ad art. 83, pag. 572 segg., rileva:

" 1. L’art. 83 LAsi, adopté dans le cadre de la loi du 26 juin 1998,9 a fait l’objet d’une

première modification, cela à la suite du message de 2002.

2.

Le Conseil fédéral n’a formulé

aucune proposition au sujet de l’art. 83 LAsi, ni dans le message de 2010, ni dans celui

de 2011. C’est au sein de la Commission des institutions politiques du Conseil

national (CIP-CN) que574le durcissement a été décidé. Le 13 juin 2012, le

Conseil national a adopté la modification.11 Quant au Conseil des Etats, en date du 12

septembre 2012, il a suivi le Conseil national sur plusieurs points,

mais a également introduit des éléments nouveaux.12 Finalement, le 3 décembre 2012, la Chambre basse

a adhéré à la décision de la Chambre haute.

(…).

8.

(…) l’art. 83 LAsi prévoit les mesures suivantes :

• le refus complet,

• le refus partiel,

• la réduction,

• la suppression.

9.

L’art. 83 LAsi ne régit pas la problématique de

la durée des sanctions. C’est pourquoi il y a lieu d’examiner au cas par

cas sur la base du principe de la

proportionnalité. Lorsqu’une sanction a été infligée pour une durée

indéterminée, il est possible de déposer une demande de réexamen. Si

l’état de fait s’est notablement modifié depuis la première décision,

l’autorité a l’obligation d’entrer en matière.

10.

Selon la jurisprudence, la

suppression de l’aide sociale est possible dans les trois cas de figure

suivants:

• Premièrement, on est en présence

d’un abus de droit, en ce sens que la personne intéressée provoque intentionnellement

son dénuement afin de bénéficier des prestations d’assistance et il les utilise

à des fins étrangères à celle-ci.

• Deuxièmement, la personne intéressée

n’établit pas son besoin d’assistance et fait preuve d’un manque de

collaboration.

• Troisièmement, la personne qui

sollicite des prestations d’assistance est objectivement en mesure de pourvoir

à son propre entretien en acceptant un travail convenable.

11.

Toute limitation de l’assistance

doit respecter les principes généraux du droit administratif (art. 5

Cst.) ainsi que les droits

fondamentaux des personnes intéressées (par exemple, les art. 7

et 12 Cst.). (…)”

Relativamente

al concetto di “un lavoro o un alloggio convenienti” (“convenables”; “zumutbare”),

ossia adeguati, di cui all’art. 83 cpv. 1 lett. d LAsi (a cui fa implicitamente

riferimento la lett. e dell’art. 83 cpv. 1 LAsi, menzionando lo scioglimento del

rapporto di lavoro o di locazione – che alla lett. d risulta essere stato

attribuito in quanto conveniente; cfr. consid. 2.5.), Nguyen rinvia alla sentenza del Tribunale federale

2P.251/2003 del 14 gennaio 2004, pubblicata in DTF 130 I 71, secondo cui colui

che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze - in particolare

accettando un lavoro adeguato - i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza,

non adempie i presupposti legali.

Il

versamento di un aiuto materiale può essere subordinato alla partecipazione a

misure occupazionali e d'inserimento. Queste misure o programmi devono, in

linea di principio, essere considerati come un lavoro adeguato, anche se il

reddito che procurano non raggiunge l'ammontare delle prestazioni

assistenziali.

In

caso di fondamentale rifiuto a partecipare a misure occupazionali e d'inserimento

che garantiscono il minimo vitale, le prestazioni (finanziarie) di assistenza

possono essere totalmente soppresse.

Il

consid. 5.3. di tale giudizio prevede che il concetto di lavoro adeguato della

LAsi faccia riferimento alla nozione di adeguatezza di cui all’art. 16 cpv. 2

LADI.

Il

TCA ritiene, perciò, che anche il concetto di alloggio conveniente possa, per

analogia, essere definito facendo capo ai criteri dell’art. 16 cpv. 2 LADI, in

particolare lett. c (“Non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa

dall’obbligo di accettazione un’occupazione che non è conforme all’età, alla

situazione personale o allo stato di salute dell’assicurato”).

2.7

Nella

presente evenienza la ricorrente, il padre __________, la figlia __________ e

il figlio __________ hanno risieduto presso la signora __________ a __________

(cfr. doc. A1 pag. 10; 443).

Dal

21.

febbraio 2023 il nucleo familiare dell’insorgente è stato ammesso al Centro __________

(cfr. doc. A1 pag. 10; 140).

Dal

“Modulo di informazione ed accettazione di entrata al centro regionale di

alloggio collettivo di __________”, firmato dalla ricorrente il 21 febbraio

2023.

(contrariamente a quanto affermato nel ricorso; cfr. doc. I pag. 9),

risulta che la medesima, da un lato, è stata resa attenta, in particolare, che

una volta valutata la sua situazione personale e tenuto conto dei suoi bisogni,

le sarebbe stata assegnata una soluzione abitativa finanziata dal Cantone.

Dall’altro, è stata informata che nell’eventualità di non accettazione di tale

soluzione senza valide giustificazioni “ai sensi dell’art. 83 cpv. 1 LAsi le

prestazioni di aiuto sociale o le prestazioni ridotte di cui all’art. 82

capoverso 3 sono rifiutate, ridotte o soppresse totalmente o parzialmente se il

beneficiario: d. manifestamente non si adopera per migliorare la sua situazione

rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio convenienti che gli sono stati

attribuiti” (cfr. doc. 140; XIII).

Alla

ricorrente e al figlio è stata trovata una soluzione abitativa il 5 maggio 2023

a __________. Il relativo appartamento di 2,5 locali al secondo piano di una

palazzina è stato visto il 17 maggio 2023 dall’insorgente, la quale ha firmato

il contratto di locazione di durata indeterminata (disdetta con un preavviso di

tre mesi) con la __________, rappresentata da __________, il 22 maggio 2023

(cfr. doc. A1; I; 142=102).

Dal

“Verbale di constatazione dello stato dell’ente locato alla consegna e alla

riconsegna” in relazione all’appartamento di __________ del 22 maggio 2023 si

evince che la porta di una camera era danneggiata (cfr. doc. 155).

Nel

frattempo il 9 maggio 2023 __________ e __________ hanno concluso un contratto

di locazione relativo a un appartamento di 2,5 locali a __________ (cfr. doc.

182).

Il

23.

maggio 2023 la ricorrente ha segnalato al rappresentante del locatore (__________),

tramite messaggio WhatsApp, che in cucina la lampadina fissata al soffitto,

nonché la lampada sopra il lavello non funzionavano e gli ha chiesto,

segnatamente, di riparare la porta di una stanza. Ella ha pure domandato se

nell’appartamento non vi fosse la ventilazione (cfr. doc. 110).

L’insorgente,

il 24 maggio 2023, ha poi informato __________ che nell’appartamento vi era un

odore sgradevole persistente, anche nella stanza, nonostante avesse lasciato

aperte le finestre e che la cappa sopra il fornello della cucina non

funzionava.

La

medesima, precisando, da un lato, che poteva svilupparsi un fungo molto nocivo

per la salute di suo figlio e sua, dall’altro, che era impossibile rimanere

nell’appartamento e veniva mal di testa, benché le finestre fossero state

lasciate aperte, ha chiesto di risolvere il problema (cfr. doc. 111).

Lo

stesso giorno la parte locatrice le ha risposto di contattare i responsabili

del Cantone che erano presenti alla consegna, in quanto poteva rispondere solo

a loro, e che “non ci sono carenze nell’appartamento” (cfr. doc. 112;

113).

L’insorgente,

sempre il 24 maggio 2023, ha inviato ad __________ delle fotografie in cui si

intravedono, nella zona adiacente alla cappa, delle macchie scure che lei ha

definito quale fungo, mentre il rappresentante del locatore ha indicato

trattarsi di pittura scura.

Quest’ultimo

ha altresì asserito che “se vuole martedì ci vediamo con i responsabili e possiamo

chiudere il contratto così può scegliere altro appartamento” (cfr. doc.

114).

All’ulteriore

invio da parte della ricorrente di una foto verosimilmente del pavimento, in

cui si vedono delle macchie scure tra le piastrelle e il muro, con la specificazione

“fungo nell’anima”, è stato replicato “meglio se chiudiamo il

contratto. Buona fortuna” (cfr. doc. 115).

Il 2 giugno 2023 RI 1 ha scritto:

" Buonasera __________!

Ti sei offerto di rescindere il contratto e lo hai confermato con il mio

avvocato.

Si prega di fissare un appuntamento

con il Cantone. (…)” (Doc. 116)

__________,

per conto della __________, il 31 maggio 2023, ha infatti disdetto il contratto

di locazione con effetto dal 31 agosto 2023 (cfr. doc. 462).

L’insorgente,

con messaggio di posta elettronica del 5 giugno 2023, ha, in particolare,

affermato:

" (…) A mio

figlio e a me è stato fornito un alloggio in cui moriremo lentamente.

Nell’appartamento ci sono muffe e muffe sulle giunture delle pareti, non c’è

sistema di ventilazione.

Nell’appartamento c’è un odore velenoso, dopo averci

trascorso 30 minuti è difficile respirare e mi confondo. Nell’appartamento e in

questo edificio non c’è alcun sistema di ventilazione. Questo appartamento non

è adatto a un soggiorno prolungato! (…)” (Doc. 456)

Ella

ha aggiunto, tra l’altro, che “mi dispiace molto che ora dipenda dai servizi

sociali e non possa prendere cura di me stessa”, come pure di voler

lavorare e che “attualmente sono volontaria a __________” (cfr. doc.

456).

Il

7.

giugno 2023 ha avuto luogo a __________ un incontro tra l’URAR, RI 1 e la

figlia __________.

Dal

relativo verbale, di cui esistono due versioni in italiano (l’originale è in

russo; cfr. doc. 469-471), una agli atti dell’amministrazione (cfr. doc.

466-469) e l’altra prodotta dalla parte ricorrente (cfr. doc. A18; XX pag. 11),

si evince che durante la prima visita dell’appartamento, l’insorgente ha fatto

presente al collaboratore cantonale e al proprietario che non gradiva

l’alloggio e che il problema maggiore era la sensazione di aria pesante

all’interno dello stesso. Al riguardo le è stato spiegato che l’immobile è

rimasto chiuso per diverso tempo.

La

ricorrente ha informato che l’appartamento disponeva di una sola camera

matrimoniale che il pavimento risultava sempre freddo. In proposito nella

versione fornita dal patrocinatore dell’insorgente è indicato che “la

summenzionata ci informa che l’appartamento ha una sola camera da letto con

letto doppio e che il pavimento è sempre freddo. (Nota della ricorrente: non

c’erano mobili, quindi è impossibile che ciò sia stato detto)” (cfr. doc.

A18).

È

stato poi verbalizzato che l’insorgente, nonostante ciò, ha firmato il

contratto di locazione, che nei giorni successivi, benché avesse lasciato le

finestre aperte per circa tre giorni, la situazione non era migliorata, che la

ricorrente ha ribadito la presenza di muffa e funghi e che le incomprensioni

con il locatore erano state risolte.

Sempre

il 7 giugno 2023, dopo che a RI 1 sono state mostrate alcune foto scattate da

un collaboratore dell’amministrazione dei vari locali dell’appartamento di __________,

la medesima e la figlia hanno dichiarato che le stesse non rispecchiavano la

realtà.

Il

servizio cantonale ha osservato di non poter accertare la presenza di muffa.

Dal

verbale risulta che __________ ha proposto che al momento della consegna

dell’appartamento, prevista per il 9 giugno 2023, fosse presente un altro

collaboratore incaricato di visionare l’idoneità dell’appartamento, ma che

l’insorgente ha rifiutato, sostenendo che le condizioni da lei riscontrate erano

inaccettabili.

Nella

traduzione agli atti dell’URAR emerge altresì che:

" Dal

momento che nessuno dei partecipanti all’incontro (per la controparte

USSI/URAR) ha visto con i propri occhi l’appartamento, viene riproposto che la

signora __________ sarà presente venerdì 09 giugno 2023 alle ore 13:30 per la

consegna dell’appartamento.

Viene spiegato che la Sig.ra __________

valuterà l’idoneità dell’appartamento e qualora lo reputasse adatto e la sig.ra

RI 1 non volesse accettare l’immobile, verrà considerato valido il rifiuto e di

conseguenza la citata avrà a disposizione 30 giorni per trovare autonomamente

un nuovo appartamento.

La Sig.ra RI 1 accetta la proposta. (…)”

(Doc. 469)

Per

quanto concerne la censura della ricorrente secondo cui la proposta di cercare

in autonomia un appartamento in caso di un suo rifiuto non trova riscontro

nella versione in russo del verbale del 7 giugno 2023 (cfr. doc. XX pag. 11; I

pag. 7; 9), si rileva che, in ogni caso, anche nella traduzione prodotta dalla

medesima risulta la frase “la signora RI 1 accetta l’offerta”, proprio

prima della discussione in merito all’argomento dei suoi spostamenti senza

notifica, come nella versione dell’URAR (cfr. doc. A18).

È

vero che nella traduzione dell’insorgente non è esplicitata l’offerta accettata

dalla medesima.

È

altrettanto vero, però, che da un’analisi sistematica delle due versioni si

evince che tale frase si trova allo stesso punto in entrambe.

Il

16.

giugno 2023 l’URAR ha emesso una decisione con la quale ha stabilito che nei

confronti di RI 1 non si giustificava più il versamento di prestazioni

assistenziali a suo favore, avendo violato l’art. 83 cpv. 1 lett. d LAsi

(beneficiario che manifestamente non si adopera per migliorare la sua

situazione rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio convenienti che gli

sono stati attribuiti), siccome in data 22 maggio 2023 ha firmato il contratto

di locazione per l’appartamento sito a __________ e il 9 giugno 2023, senza

fornire valide giustificazioni, ha rifiutato l’alloggio finanziato dal Cantone

(cfr. doc. 120).

Con decisione del 4 luglio 2023

l’amministrazione ha annullato e sostituito il provvedimento del 16 giugno

2023, precisando che l’erogazione di una prestazione assistenziale non si

giustificava in applicazione dell’art. 83 cpv. 1 lett. e LAsi (beneficiario che

senza consultare il servizio competente, scioglie il rapporto di lavoro o di

locazione o provoca per sua colpa tale scioglimento aggravando così la sua

situazione) e che, entro il 7 agosto 2023, avrebbe dovuto lasciare l’Hotel __________,

dove era stata trasferita con il figlio dal 1° luglio 2023 (cfr. doc. 119; 80).

Il

18.

luglio 2023 __________, che abita a __________ in __________, ha affermato:

" (…) essere

stata in due occasioni nell’appartamento dove avrebbe dovuto abitare la signora

RI 1 in __________.

La prima volta, in data 31 maggio 2023, la signora RI

1.

mi ha vista sul parcheggio e dalla finestra mi ha chiesto se potevo salire in

casa sua. Appena entrata ho sentito un forte odore molto particolare

all’interno dell’appartamento che definirei “chimico”, dopo 10 minuti sono

uscita perché non riuscivo più a respirare ed avevo mal di testa.

La seconda volta, la signora RI 1 mi ha chiesto di

essere presente durante il sopralluogo del Cantone con la signora __________ ed

un altro funzionario, in data 9 giugno 2023, ed anche in quell’occasione ho

constatato che l’odore chimico percepito giorni prima continuava a persistere

con la stessa intensità, l’ho riconfermato davanti a tutti e dopo 10 minuti

ancora una volta non riuscivo a respirare, avevo mal di testa e sono dovuta

uscire.” (Doc. 79)

Il

provvedimento del 4 luglio 2023 è stato confermato con decisione su reclamo del

13.

settembre 2023 (cfr. doc. A1).

Il

4.

e il 10 gennaio 2024 __________ e __________, ex inquilini dell’appartamento

di __________, dal 1° dicembre 2019 al 1° dicembre 2021 il primo e dal 1°

maggio 2022 al 30 aprile 2023 il secondo, hanno dichiarato che nell’alloggio in

questione mai hanno avuto problemi di muffa (cfr. doc. 570; 571; consid.

1.13.).

Nemmeno

__________, che è stato nell’alloggio il 2 maggio 2023 quale interprete, e __________,

collaboratore dell’URAR del settore alloggi incaricato della ricerca e

attribuzione di appartamenti che è stato nell’appartamento il 22 e il 30 maggio

2023.

in occasione di due sopralluoghi, prima e al momento della conclusione del

contratto, come pure il 9 giugno 2023 per un’ulteriore visita di controllo,

hanno riscontrato odori sospetti, muffa o simili.

Secondo

__________ tale abitazione era assolutamente idonea ad essere abitata (cfr.

doc. 572; 573; consid. 1.13.).

2.8

Chiamata

a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte ritiene utile dapprima

ribadire che coloro i quali sono al beneficio di un permesso di soggiorno S per

persone bisognose di protezione che non sono in grado di provvedere al proprio

mantenimento e nei confronti dei quali nessun terzo sia tenuto a intervenire in

virtù di un obbligo legale o contrattuale hanno diritto sulla base dell’art. 81

LAsi di ricevere le necessarie prestazioni d’aiuto sociale, nonché un soccorso

d’emergenza, la cui concessione ex art. 82 cpv. 1 LAsi è

retta dal diritto cantonale (cfr. consid. 2.3.; 2.4.).

L’assegnazione

di prestazioni assistenziali e del soccorso d’emergenza è retta dal diritto

cantonale (cfr. art. 82 cpv. 1 LAsi; consid. 2.3.; 2.4.) et tali aiuti devono

consistere, per quanto possibile, in prestazioni in natura (cfr. art. 82 cpv. 3

LAsi; consid. 2.3.).

Giusta

l’art. 83 cpv. 1 lett. e LASi, inoltre, le prestazioni di aiuto sociale o le

prestazioni ridotte di cui all’articolo 82 capoverso 3 sono rifiutate, ridotte

o soppresse totalmente o parzialmente se il beneficiario, in particolare, senza

consultare il servizio competente, scioglie il rapporto di lavoro o di

locazione o provoca per sua colpa tale scioglimento aggravando così la sua

situazione (cfr. consid. 2.5.).

Ogni

limitazione delle prestazioni d’aiuto sociale ex art. 83 cpv. 1 LAsi deve

rispettare i principi generali del diritto amministrativo (ad esempio il

principio di proporzionalità), come pure i diritti fondamentali delle persone

interessate (cfr. consdi. 2.6.).

2.9

Nella

fattispecie l’URAR, con decisione del 4 luglio 2023

(cfr. doc. 85=119; consid. 1.2.),

confermata dalla decisione su reclamo del 13 settembre 2023 (cfr. doc. A1;

consid. 1.4.), ha negato alla ricorrente le prestazioni assistenziali in

applicazione dell’art. 83 cpv. 1 lett. e LASi, avendo la medesima rifiutato, il

9.

giugno 2023, l’alloggio in relazione al quale il 22 maggio 2023 aveva firmato

un contratto di locazione (cfr. consid. 2.7.).

Tutto

ben ponderato, questa Corte ritiene che le carte processuali non consentano di

stabilire se l’abitazione di __________ offerta all’insorgente, al momento

della conclusione del contratto di locazione, nel mese di maggio 2023, fosse conveniente

o meno ex art. 83 cpv. 1 lett. d e e LAsi (cfr. consdi. 2.5.; 2.6.).

In

effetti, da una parte, agli atti, oltre al verbale di constatazione

dello stato dell’ente locale del 22 maggio 2023 in cui è stato soltanto

annotato che la porta di una stanza era danneggiata (cfr. doc. 155; consid.

2.7.) e alle asserzioni del rappresentante del locatore relative all’assenza di

carenze nell’appartamento (cfr. doc. 113; consid. 2.7.), vi sono le

dichiarazioni dell’ex inquilino __________ che ha abitato nell’appartamento di __________

dal 1° maggio 2022 al 30 aprile 2023 secondo cui la muffa allora non era

presente (cfr. doc. 571), del collaboratore URAR __________, il quale non ha

riscontrato odori sospetti o muffe in occasione dei sopralluoghi del 22 e del

30.

maggio, nonché del 9 giugno 2023 (cfr. doc. 573; consid. 2.7.) e di __________,

interprete, che il 22 maggio 2023 non ha visto muffe o segni particolari sulle

pareti, né ha percepito alcun odore nell’appartamento (cfr. doc. 572; consid.

2.7.).

In

riferimento all’obiezione della parte ricorrente secondo cui le dichiarazioni

citate sarebbero inammissibili in quanto tardive, essendo state prodotte

dall’amministrazione il 12 gennaio 2024, successivamente al termine assegnato l’8

novembre 2023 per presentare eventuali nuove prove e prorogato nei confronti

dell’insorgente fino al 30 novembre 2023 (cfr. doc. VII; IX), giova evidenziare

che l’art. 9 Lptca enuncia che l’atto di

risposta e gli allegati successivi eccezionalmente prodotti vengono trasmessi

alle parti, con l’assegnazione di un termine di 10 giorni per la notifica di

mezzi di prova in precedenza non indicati.

L’art.

13.

cpv. 2 Lptca sancisce che il termine stabilito dal Tribunale può essere

prorogato, se esistono sufficienti motivi e se la parte ne fa richiesta prima

della scadenza.

Giusta

il cpv. 4, trascorso un termine fissato in applicazione della presente legge,

il Giudice delegato assegna un ultimo termine perentorio; egli commina

contemporaneamente le conseguenze in caso d’inosservanza.

Nel

caso di specie il TCA, l’8 novembre 2023, ha intimato la risposta di causa alla

parte ricorrente, avvertendo, con copia all’amministrazione, in merito alla

facoltà delle parti di presentare, entro 10 giorni, eventuali altri mezzi di

prova (cfr. doc. VII).

Su

richiesta dell’insorgente (cfr. doc. VIII), il 10 novembre 2023 tale termine le

è stato prorogato fino al 30 novembre 2023 (cfr. doc. IX).

Questo

Tribunale non ha, però, fissato al patrocinatore di RI 1, il quale il 30

novembre ha inoltrato un atto di replica (cfr. doc. XX), né all’URAR un ultimo

termine ai sensi dell’art. 13 cpv. 4 Lptca.

Il

termine di dieci giorni per produrre eventuali nuove prove (art. 9 Lptca),

rispettivamente il termine della proroga concessa scadente il 30 novembre 2023

(art. 13 cpv. 2 Lptca) sono termini d'ordine, a differenza del termine previsto

all'art. 13 cpv. 4 Lptca che è perentorio (cfr. STCA 38.2022.56 del 28 ottobre

2022.

consid. 2.1.; STCA 38.2022 STCA 38.2017.90 del 19 giugno 2018 consid.

2.2.; STCA 38.2006.69 del 30 aprile 2007 consid. 2.3.; STCA 38.2006.70 del 15

febbraio 2007 consid. 2.2.).

È

utile poi considerare che nell’ambito del diritto delle assicurazioni sociali e

dell’assistenza sociale vige il principio inquisitorio: l’amministrazione e, in

caso di ricorso, il giudice, accertano d’ufficio i fatti determinanti per il

giudizio, assumono le prove necessarie e le valutano liberamente (cfr. art. 43

cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF 8C_415/2022 del 7 febbraio 2023

consid. 5.1.; STF 9C_97/2020 del 10 giugno 2020 consid. 3.1.; STF 8C_556/2010

del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00

del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164

consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).

In

una sentenza K 22/00 del 30 novembre 2000, chiamato a pronunciarsi su un

ricorso interposto da una Cassa contro una decisione incidentale con la quale

il TCA - accertata l'intempestività della risposta presentata dalla Cassa -

aveva stabilito che comunque la documentazione da essa prodotta veniva

acquisita agli atti, nella misura in cui sarebbe stata giudicata rilevante ai fini

di un corretto e puntuale chiarimento dei fatti giuridicamente importanti, il

Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale

federale) ha, peraltro, dichiarato irricevibile il ricorso, in quanto la

decisione non creava un danno irreparabile.

In

tale giudizio l'Alta Corte, ha in particolare, osservato che:

"

(…) nel concreto caso, l'istanza

cantonale, dopo aver nei considerandi di diritto ricordato come nell'ambito

delle assicurazioni sociali e quindi anche dell'assicurazione malattie vigesse

il principio inquisitorio, ha nel dispositivo della querelata pronunzia

dichiarato che i documenti prodotti dalla Cassa, pur avendo quest'ultima

inviato la sua risposta tardivamente, venivano comunque acquisiti all'incarto,

nella misura in cui sarebbero stati ritenuti determinanti ai fini del giudizio,

non si vede pertanto in quale modo la litigiosa decisione incidentale possa

causare un pregiudizio irreparabile alla Cassa, danno che la medesima

d'altronde non fa nemmeno valere nel suo ricorso di diritto amministrativo, il

quale si rileva di conseguenza inammissibile (…)." (cfr. STFA K 22/00 del

30.

novembre 2000)

Ne

discende che il TCA, nel presente giudizio, considererà anche lo scritto

dell’URAR del 12 gennaio 2024 e i relativi documenti (cfr. doc. XXXI; consid.

1.13.).

2.10

Dall’altra

parte, tuttavia, la ricorrente, già il 23 maggio 2023, ha chiesto al

rappresentante del locatore se nell’appartamento di __________ non vi fosse la

ventilazione (cfr. doc. 110, consid. 2.7.), informandolo il giorno successivo

che vi era un odore sgradevole che provocava mal di testa e che persisteva

anche avendo lasciando aperte le finestre (cfr. doc. 111; consid. 2.7.).

Al

riguardo la medesima gli ha pure inviato delle fotografie in cui effettivamente

si intravedono, sia nella zona adiacente alla cappa della cucina, che tra le

piastrelle e il muro, delle macchie scure da lei definite quale fungo, benché

la parte locatrice abbia asserito trattarsi di pittura scura (cfr. doc. 114;

consid. 2.7.).

Anche

il 5 giugno 2023, in un messaggio di posta elettronica, ella ha asserito che

nell’alloggio vi erano muffe sulle giunture delle pareti, che non vi era un

sistema di ventilazione e che l’odore rendeva difficile la respirazione dopo

trenta minuti e la confondeva (cfr. doc. 456; consid. 2.7.).

Inoltre

__________, il 18 luglio 2023, ha dichiarato di essere stata nell’appartamento

di __________ due volte, il 31 maggio e il 9 giugno 2023, durante il

sopralluogo da parte dei collaboratori del Cantone, e di avere in entrambe le

occasioni percepito un odore chimico forte a tal punto da dover uscire dopo

dieci minuti a causa della difficoltà di respirazione e del mal di testa (cfr.

doc. 79; consid. 2.7.).

Anche

dalla foto trasmessa il 29 dicembre 2023 dalla parte ricorrente con

l’indicazione che è stata scattata il 20 dicembre 2023 nell’abitazione di __________

con il consenso dell’attuale inquilina (cfr. doc. A20; XXVI; consid. 1.11.)

risultano macchie estese.

Del

resto l’amministrazione stessa il 12 gennaio 2024 ha affermato di non

contestare che nel mese di dicembre 2023 sia emersa la presenza di muffa, ma

nega che la stessa vi fosse già a maggio/giugno 2023 (cfr. doc. XXX; consid.

1.3.).

Per

inciso giova rilevare, in relazione alla foto del 20 dicembre 2023 (cfr. doc.

A20), la quale è successiva alla decisione su reclamo impugnata del 13

settembre 2023, che è vero che per costante giurisprudenza il giudice delle

assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base alla

situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione contestata è stata

resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono

di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (cfr. STF 8C_687/2022

del 17 aprile 2023 consid. 4.4.; STF 9C_663/2021 del 6 novembre 2022 consid. 5,

parzialmente pubblicata in DTF 149 V 2; DTF 148 V 21 consid.

5.3.; DTF 130 V 138 consid. 2).

È

altrettanto, vero, tuttavia, che eccezionalmente il giudice, al momento in cui

decide, può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti

intervenuti posteriormente alla decisione impugnata, a condizione che questi

ultimi siano strettamente connessi all’oggetto della lite, siano stabiliti in

modo sufficientemente preciso e siano suscettibili di influenzare il giudizio,

e meglio l’apprezzamento della situazione al momento in cui la decisione

impugnata è stata emessa. I diritti procedurali delle parti, in particolare il

diritto di essere sentito, devono parimenti essere ossequiati (cfr. STF

9C_47/2022 del 22 novembre 2022 consid. 5.1.2.; 8C_224/2021 del 24 marzo 2022

consid. 6.2.1.; DTF 130 V 138 consid. 2.1.).

Nel

caso di specie la fotografia di dicembre 2023 sembra confermare le

dichiarazioni dell’insorgente e di __________, come pure le fotografie inviate

a maggio 2023 al rappresentante del locatore, corroborando, quindi, i dubbi

riguardo allo stato dell’appartamento al momento della relativa assegnazione

alla ricorrente nel maggio 2023.

La

stessa, conseguentemente, può essere presa in considerazione.

2.11

In

simili condizioni (cfr. consid. 2.9.; 2.10.), nel caso di specie si impone un

complemento istruttorio al fine di determinare se l’appartamento di __________

nel mese di maggio 2023 fosse adeguato per l’insorgente e suo figlio oppure no.

Qualora

l’alloggio di 2,5 locali non fosse stato conveniente ai sensi dell’art. 83 cpv.

1.

lett. e e d LASi – ossia non risultasse essere stato adeguato, in particolare

alla situazione personale e di salute di RI 1 e __________ (applicando per

analogia l’art. 16 cpv. 2 LADI; cfr. consid. 2.6.), a causa delle condizioni

insalubri connesse a un ambiente contaminato da muffa –, alla ricorrente non

andrebbe imputato alcunché in relazione alla mancata accettazione

dell’appartamento e allo scioglimento del contratto di locazione.

Parimenti,

dunque, l’art. 83 LASI non risulterebbe violato e il rifiuto di prestazioni

assistenziali si rivelerebbe ingiustificato.

Se,

per contro, la soluzione alloggiativa di __________ attribuita all’insorgente

fosse stata adeguata, poiché non erano presenti muffa o funghi dannosi per la

salute, una limitazione delle prestazioni assistenziali ai sensi dell’art. 83

cpv. 1 lett. e LASi (cfr. consid. 2.5.) entrerebbe in linea di conto.

In

effetti formalmente risulta essere stato il locatore a inoltrare la disdetta

del contratto di locazione dal 31 agosto 2023 con scritto del 31 maggio 2023

(cfr. doc. 462; consid. 2.7.), anticipata del resto il 24 maggio 2023, quando

tramite messaggi WhatsApp aveva manifestato la sua intenzione di mettere fine

al rapporto contrattuale, asserendo “se vuole martedì ci vediamo con i

responsabili e possiamo chiudere il contratto così può scegliere altro

appartamento” e “meglio se chiudiamo il contratto. Buona fortuna”

(cfr. doc. 114; 115; consid. 2.7.).

Tuttavia

la ricorrente ha provocato la reazione del locatore e pertanto ha contribuito

in modo determinante allo scioglimento del contratto di locazione, non

accettando di vivere nell’appartamento senza riserve (ciò che non esclude

chiaramente la segnalazione di difetti a cui poteva essere fatto fronte senza

particolari difficoltà, come la riparazione del danno alla porta della stanza risultante

dal verbale di constatazione dell’ente locato del 22 maggio 2023, nonché della

cappa della cucina e la sostituzione di alcune lampadine; cfr. doc. 155; 111;

110).

2.12

In

concreto si giustifica, di conseguenza, l’annullamento della decisione su

reclamo del 13 settembre 2023 e il rinvio degli atti all’URAR per effettuare ulteriori

accertamenti.

L’amministrazione

potrà procedere, segnatamente, a sentire __________ che è stata nell’alloggio

di __________ il 31 maggio e il 9 giugno 2023 e ha percepito un forte odore

chimico (cfr. consid. 2.7.; 2.10.), come peraltro richiesto nel ricorso (cfr.

doc. I pag. 16), nonché __________, la conduttrice successiva alla ricorrente (cfr.

XXXIV pag. 4).

__________,

che ha consentito all’insorgente di scattare la fotografia del 20 dicembre 2023

(cfr. doc. XXVI; XXXIV), riferirà circa lo stato dell’abitazione all’inizio

della sua locazione (odore, presenza di macchie, ecc.) e delle modalità d’uso

dello stesso, visto che l’URAR ha fatto valere che la muffa, la cui presenza è

stata ammessa dallo stesso a dicembre 2023 (cfr. doc. XXX; consid. 2.10.),

sarebbe stata causata da sua incuria (cfr. doc. XXX; consid. 1.13.). La

dichiarazione da lei firmata agli atti (cfr. doc. 23) secondo cui non ha

riscontrato alcun problema con l’alloggio è d’altronde generica e non fornisce

ragguagli dettagliati al riguardo.

Verranno,

altresì, interrogati in particolare i collaboratori URAR, __________ e __________

presenti ai sopralluoghi nell’appartamento di __________ il 22, il 30 maggio e

il 9 giugno 2023, il primo, e il 9 giugno 2023, la seconda (cfr. consid. 2.7.).

Sarà,

poi, utile esperire una perizia presso l’appartamento di __________ (cfr. doc.

XXVI pag. 2; XXX pag. 2) per chiarire quando esattamente abbia iniziato a

formarsi la muffa constatata nel dicembre 2023 e se sia altamente verosimile

che la stessa fosse già presente nell’appartamento di __________ a maggio 2023,

anche se eventualmente in forma non ancora visibile ma solo percepibile

all’olfatto.

D’altronde, quando

si sente puzza di muffa nell’aria, è perché le spore hanno già attaccato

superfici adatte per svilupparsi (cfr. https://bastamuffa.com/come-togliere-la-puzza-di-muffa/).

Di regola la fase iniziale di proliferazione

non è visibile ad occhio nudo e non è quindi possibile riconoscere subito la

presenza del fungo sulle pareti. Quando si iniziano a vedere i puntini scuri,

la muffa è in realtà già in atto da tempo (cfr. https://www.murprotec.it/muffa-in-casa-cause-rimedi/).

Andrà,

inoltre, stabilito se l’aerazione importante dei locali (lasciando aperte le

finestre per diverso tempo) possa o meno aver mascherato l’odore di muffa per

un certo lasso di tempo dopo la chiusura delle finestre.

Una

risposta affermativa spiegherebbe, tenendo conto che il 30% dei recettori

olfattivi umani differisce tra un individuo e l'altro, come è stato dimostrato

da una ricerca

pubblicata su Nature Neuroscience, e che ogni essere umano ha

un'unica combinazione di recettori olfattivi, diversa da quella degli altri,

(cfr. https://www.focus.it/scienza/scienze/perche-gli-odori-non-sono-uguali-per-tutti),

la ragione per la quale il collaboratore dell’URAR e l’interprete a

maggio/giugno 2023 non hanno sentito alcun odore (cfr. consid. 2.7.).

2.13

Dopo

aver esperito le necessarie indagini, l’amministrazione, ritenuto quanto

indicato al consid. 2.11., valuterà nuovamente se a RI 1 debba essere applicato

o meno l’art. 83 cpv. 1 LASi.

In

relazione all’asserzione dell’URAR secondo cui il rifiuto delle prestazioni

assistenziali si giustifica comunque per il mancato ossequio del Modulo di

informazione e accettazione di entrata al centro regionale di alloggio

collettivo di __________, in cui era stato specificato che l’insorgente, se non

avesse accettato la soluzione abitativa assegnatale, sarebbe incorsa nelle

sanzioni di cui all’art. 83 cpv. 1 lett. d LAsi (cfr. doc. A1), il TCA

condivide quanto sostiene la parte ricorrente (cfr. doc. I pag. 9-10 p.to 22),

e meglio che da questo profilo non torna applicabile l’art. 83 cpv. 1 lett. d

LASi (cfr. consid. 2.5.), poiché RI 1 ha comunque sottoscritto, il 22 maggio

2023, il contratto di locazione con oggetto l’appartamento di __________. Ella,

come visto, ha piuttosto contribuito allo scioglimento della locazione (cfr.

consid. 2.11.).

Per

quanto attiene alla limitazione delle prestazioni assistenziali va ricordato,

da un lato, che l’art. 83 cpv. 1 LASi prevede il rifiuto, la riduzione e la

soppressione totale o parziale, dall’altro, che la scelta della tipologia di

sanzione, rispettivamente della sua durata deve rispettare i principi generali

del diritto amministrativo, fra i quali il principio di proporzionalità (cfr.

consid. 2.6.).

In

proposito va tenuto conto del fatto che l’unità di riferimento dell’insorgente

è costituita pure da un minore, suo figlio __________, nato nel novembre 2010.

2.14

L’art.

83.

LASi non consente, ad ogni modo, di negare anche l’aiuto d’urgenza. Il

minimo esistenziale ai sensi dell’art. 12 Cost, va garantito (cfr. DTF 130 I

82; Nguyen Minh Son, op. cit.,

pag. 574-575; 580).

Secondo

l'art. 12 Cost. chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha

diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per

un'esistenza dignitosa. L'aiuto in situazioni di bisogno, che ha carattere transitorio,

è subordinato al rispetto del principio di sussidiarietà, nel senso che non può

prevalersene colui che, oggettivamente, è in misura di procurarsi con le

proprie forze i mezzi indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale persona

non è considerata versare in una situazione di bisogno, presupposto necessario

per poter beneficiare di un aiuto. Inoltre, la Costituzione federale garantisce

soltanto il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore federale,

cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità (cfr. STF

8C_307/2022 del 4 settembre 2023 consid. 4.1., destinata alla pubblicazione

nella Raccolta ufficiale; DTF 146 I 1 consid. 5.1.; DTF 135 I 119 consid. 7.4.;

DTF 131 I 166 consid. 4.1 pag. 173; DTF 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75; DTF 134 I

70).

L’art.

12.

Cost. fed. non garantisce un reddito minimo, bensì unicamente quanto

indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (vitto in natura, alloggio - di

regola collettivo -, abbigliamento - eventualmente d’occasione; cfr. STF

8C_323/2009 del 28 luglio 2009 - e cure medico-sanitarie di base; STF

8C_199/2021 del 14 dicembre 2021 consid. 4.1.; DTF 135 I 119; STF 8C_3/2007

dell’8 giugno 2007 consid. 3.; DTF 130 I 366).

L’art.

12.

Cost. si limita a impedire che una persona non si ritrovi per strada e

ridotta alla mendicanza (cfr. STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid. 6).

Nella

STF 8C_717/2022 del 7 giugno 2023, destinata alla pubblicazione nella Raccolta

Ufficiale, l’Alta Corte ha ribadito che:

"

5.1

A norma dell'art. 12 Cost.

chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto

d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per

un'esistenza dignitosa (in tedesco: "die für ein menschenwürdiges Dasein

unerlässlich sind"; in francese: "pour mener une existence conforme à

la dignité humaine").

Per giurisprudenza, la concretizzazione dell'art. 12

Cost. compete ai Cantoni, i quali sono liberi di fissare la natura e le

modalità delle prestazioni da fornire a titolo di aiuto d'urgenza (DTF 146 I 1

consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2; 139 I 272 consid. 3.2; 135 I 119 consid.

7.3). Il diritto fondamentale a condizioni minime d'esistenza garantito

dall'art. 12 Cost. non include tuttavia un reddito minimo, ma solo la copertura

dei bisogni elementari, strettamente necessari a sopravvivere in maniera

rispettosa della dignità umana (quali cibo, alloggio, vestiti e cure mediche di

base) e si limita quindi a garantire l'indispensabile, sì da scongiurare la

mendicità e la vita sulla pubblica via (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1

consid. 7.2.1; 139 I 272 consid. 3.2; 138 V 310 consid. 2.1; 135 I 119 consid.

5.3

e 131 I 166 consid. 3.1; sentenza 2C_302/2020 dell'11 novembre 2021 consid.

12.2; Federica De Rossa Gisimundo, Pour un revenu équitable [mais non

inconditionnel], in ZSR/RDS 2019 I pag. 539 segg., 548; Thomas Gächter/Gregori

Werder, in BSK Bundesverfassung, 2015, n. 5 segg. ad art. 12 Cost.; Lucien

Müller, in Die Schweizerische Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 3a ed.

2014, n. 31 ad art. 12 Cost.; Luisa Lepori Tavoli, Mindestlöhne im

schweizerischen Recht, 2009, n. 224; Thomas Geiser, Gibt es ein

Verfassungsrecht auf einen Mindestlohn?, in: Der Verfassungsstaat vor neuen

Herausforderungen - Festschrift für Yvo Hangartner, 1998, pag. 809 segg., 812).

In parallelo, questo sostegno ha per definizione unicamente un carattere

transitorio. Pertanto, va inteso solo come una rete di protezione temporanea

per le persone che non trovano sufficiente tutela nel quadro delle istituzioni

sociali esistenti, al fine di condurre un'esistenza conforme alla dignità

umana; infatti, il diritto costituzionale di ottenere aiuto in situazioni di

bisogno è strettamente legato al rispetto della dignità umana garantito dall'art.

7.

Cost., il quale fonda l'art. 12 Cost. (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1

consid. 7.2 e 139 I 272 consid. 3.2). In tale misura, il diritto costituzionale

all'aiuto d'urgenza si distingue dal diritto cantonale all'aiuto sociale, che è

più completo (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2.1; 138 V 310 consid.

2.1).”

Cfr.

anche la STF 8C_798/2021 del 7 marzo 2022 consid. 6.5.1.

Nel

giudizio 8C_717/2022 del 7 giugno 2023 consid. 10.1.1. il Tribunale federale

ha, inoltre, evidenziato:

" Il diritto

all'aiuto in situazioni di bisogno sancito dall'art. 12 Cost., trattandosi di

un diritto fondamentale che fonda una pretesa di prestazioni positive da parte

dello Stato, implica che l'ordinamento giuridico prevede le condizioni alle

quali il diritto può essere esercitato, a differenza delle libertà fondamentali

per le quali valgono le restrizioni usuali. L'ammissibilità di eventuali

limitazioni concretizzate dal legislatore deve essere valutata attraverso la

(parziale) applicazione per analogia dell'art. 36 Cost. per verificare se

sono compatibili con il contenuto minimo garantito dalla Costituzione (DTF 142 I 1 consid.

7.2.4; 131 I 166 consid.

5.2). Per costante giurisprudenza, la protezione conferita dall'art. 12

Cost. coincide con la sua essenza intangibile (DTF 142 I 1 consid.

7.4; 138 V 310 consid.

2.1; 131 I 166 consid.

3.1; 130 I 71 consid.

4.1). Siccome l'essenza intangibile di un diritto fondamentale non può essere

limitata anche qualora i presupposti dell'art. 36 cpv. 1-3 Cost. sarebbero

di per sé dati (art. 36 cpv. 4 Cost.), viene a mancare la possibilità di

ridurre o negare il diritto all'aiuto in situazioni di bisogno previsto

dall'art. 12 Cost. (DTF 142 I 1 consid.

7.2.4; 131 I 166 consid.

5.3).”

2.15

In

concreto, questo Tribunale non ignora che la __________ di __________, il 7

novembre 2023, ha confermato che l’insorgente e il figlio, tra il 1° luglio

2023, quando sono stati trasferiti alla pensione __________, e il 6 settembre

2023, hanno pernottato in tale struttura unicamente il 3, il 5 e il 7 luglio

2023.

e mai vi hanno mangiato (cfr. doc. 80).

D’altro

canto, la parte ricorrente ha addotto che la credibilità del titolare del __________

sarebbe nulla, visti i recenti scandali di prostituzione che sembrerebbe

abbiano travolto il Centro, che questi provava antipatia verso RI 1 e che altri

due ospiti possono testimoniare circa la sua permanenza con pernottamento

presso il Centro e che il figlio ha partecipato al corso __________ dal 3 al 14

luglio 2023 (cfr. doc. I pag. 11).

Per

quanto concerne i pasti, è stato indicato che l’insorgente e __________, allorché

non mangiavano presso il __________, andavano gratuitamente al __________ (a __________

vi sono due sedi presso il __________ e __________; cfr. https://www.tischlein.ch/ricevere-cibo/trovare-centri-di-distribuzione/?L=2)

oppure capitava che la figlia __________ portasse loro delle vivande o desse

pochi soldi per comprarsele (cfr. doc. I pag. 12).

La

questione non merita, però, di approfondimenti, visto che, in ogni caso, anche

volendo considerare unicamente tre pernottamenti nel primo periodo, ossia dal

1° al 24 luglio 2023, il comportamento della ricorrente non costituisce un

abuso manifesto (cfr. DTF 134 I 65 consid. 5.2.).

Al

riguardo si osserva che RI 1 ha d’altronde dichiarato (anche in occasione

dell’incontro del 22 agosto 2023; cfr. doc. A19) di non avere necessitato della

pensione, essendo stata in Ucraina dal 25 luglio al 19 agosto 2023 per

importanti motivi familiari e di aver informato in merito l’URAR, come si

evince dal messaggio di posta elettronica del 24 luglio 2023 (cfr. doc. I pag.

12; A5).

Ne

discende che, in casu, si può prescindere dall'esaminare la questione di sapere

se un comportamento abusivo da parte di un richiedente possa giustificare una

riduzione o un rifiuto dell'aiuto in situazioni di bisogno, problematica, del

resto, finora lasciata aperta dalla giurisprudenza federale.

La

dottrina, invece, è praticamente unanime nell'affermare che non esiste spazio

per abusi di diritto nell'ambito dell'esercizio dei diritti derivanti dall'art.

12.

Cost., questa norma garantendo un minimo di esistenza intangibile (cfr. STF

8C_717/2022 del 7 giugno 2023 consid. 11.1., destinata alla pubblicazione).

Per

quanto attiene alla decisione del 5 gennaio 2024 con la quale l’URAR, a seguito

decreto supercautelare del 21 dicembre 2023 (cfr. consid. 1.10.), ha

riconosciuto alla ricorrente e al figlio un aiuto d’urgenza consistente nella

presa a carico delle spese di vitto e alloggio presso __________ (cfr. doc.

569; consid. 1.12.), va poi osservato che la circostanza di non essersi recata

alla struttura menzionata, tutto ben considerato, si rivela giustificata dalla

situazione specifica del caso concreto.

In

primo luogo, infatti, l’agenzia immobiliare che gestisce l’appartamento di __________

assegnato al padre e alla figlia maggiore dell’insorgente ha annullato la

disdetta (cfr. consid. 1.9.; 1.14.) e ha autorizzato RI 1 e __________ ad

abitare temporaneamente in questo alloggio (cfr. doc. XXXIV; consid. 1.14.).

In

secondo luogo, __________, essendo ubicata a __________, si trova a 26 km da __________

(cfr. www.viamichelin.ch), dove __________ frequenta la Scuola media – SM (cfr.

doc. A6). Non può, così, essere preteso che il figlio della ricorrente, nato

nel novembre 2010, percorra quotidianamente tale distanza per raggiungere

l’Istituto scolastico, né che il medesimo cambi scuola dopo che, giunto in

Svizzera quale profugo in fuga dalla guerra, è stato inserito e integrato

efficacemente a __________, come dimostrato dal fatto che la SM si sia detta

disposta a versare alla famiglia RI 1 un contributo di fr. 150.-- per

finanziare la sua partecipazione a un corso __________ nel luglio 2023 (cfr.

doc. A10; I; A7; STF 8C_42/2023 del 22 dicembre 2023 consid. 6.3.).

Nemmeno

relativamente al mancato trasferimento da parte di RI 1 e __________ a __________

è, dunque, intravedibile un abuso manifesto.

2.16

Stante

quanto precede, occorre concludere che se l’URAR deciderà, in base al principio

proporzionalità, di rifiutare le prestazioni assistenziali alla ricorrente per

un determinato lasso di tempo ex art. 83 cpv. 1 lett. e LASi (cfr. consid.

2.11.; 2.13.), alla medesima e al figlio non potrà, in ogni caso, essere negato

l’aiuto d’urgenza ex art. 12 Cost. (cfr. consid. 2.14.; 2.15.), il quale andrà

riconosciuto anche durante gli accertamenti di cui al consid. 2.12.

In

particolare RI 1 e __________ hanno diritto all’assunzione dei costi per il

vitto, per le spese scolastiche e l’abbonamento Arcobaleno due zone (__________)

per __________, verificando previamente se il Comune di __________ partecipa

tramite l’erogazione di un contributo.

Ad

esempio il Comune di __________ prevede che “chi

è domiciliato o dimorante a __________ ha diritto a sovvenzioni da parte della

Città per l'acquisto dell'abbonamento Arcobaleno annuale (di se).

Per

quanto concerne il riconoscimento del costo dei plantari prescritti ad __________

dal Dr. med. __________, capoclinica dell’Istituto __________, il 22 febbraio

2023.

e dal Dr. med. __________, medicina interna generale FMH, l’8 novembre

2023.

(cfr. doc. XXXIV pag. 6; 568; 565), l’insorgente provvederà, se del caso,

a trasmettere all’amministrazione la fattura dei plantari a conferma della

consegna degli stessi come da preventivo di fr. 395.26 del 30 marzo 2023 (cfr.

doc. 567).

2.17

In

virtù delle considerazioni esposte ai consid. 2.14. e 2.15., la presente

sentenza va considerata anche quale conferma del decreto supercautelare inaudita

altera parte emesso il 21 dicembre 2023 relativamente al periodo in cui il

ricorso del 16 ottobre 2023 è stato pendente davanti al TCA.

2.18

In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne

la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause

davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non

disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31

Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

L’art.

29.

Lptca enuncia:

"

1La procedura è gratuita per le parti.

2La

procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al

rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;

l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla

parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,

sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli

altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000 franchi.”

L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che

la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per

le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia

essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è

entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora

unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo

cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a

spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo

prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un

comportamento temerario o sconsiderato.

In

concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale, più in particolare

di prestazioni assistenziali per le persone bisognose di protezione titolari di

un permesso di soggiorno S, per il quale è applicabile in primis la Lptca e

solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non

disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29

Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in

ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2023.33

del 23 ottobre 2023 consid. 2.10.; STCA 42.2023.32 del 25 settembre 2023

consid. 2.9.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA

42.2022.100

del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti,

sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3

luglio 2023; STCA 42.2022.98 del 24 aprile 2023 consid. 2.14.; STCA 42.2022.44

del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto

inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2022.7 del

23.

maggio 2022; STCA 42.2022.14 dell’11 maggio 2022; STCA 42.2022.3+9 del 30

marzo 2022).

2.19

La

ricorrente, vincente in causa, rappresentata da un avvocato, ha diritto

all'importo complessivo (relativo anche alla procedura supercautelare) di fr.

2’500.-- a titolo di ripetibili (cfr. art. 30, 31 Lptca; art. 61 lett. g LPGA).

Visto

l'esito della vertenza e il diritto a ripetibili, la richiesta di ammissione al

gratuito patrocinio (cfr. doc. I; consid. 1.5.) è divenuta priva di oggetto

(cfr. DTF 124 V 309, consid. 6 e,

tra le tante, STF 8C_585/2021 del 6 gennaio 2022 consid. 7.1.; STF 9C_666/2017

del 6 settembre 2018 consid. 5.2.; STF 8C_756/2017 del 7 marzo 2018 consid. 6;

STF 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011

consid. 5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3).

Si

rileva, peraltro, che nel ricorso non risulta contestato il diniego del

gratuito patrocinio per la procedura di reclamo deciso dall’URAR con decisione

su reclamo del 13 settembre 2023 (cfr. doc. I; A1).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su reclamo del 13 settembre 2023 è annullata.

§§ Gli

atti sono trasmessi all’URAR perché proceda come indicato ai consid. 2.11. –

2.13. e 2.16.

2. È

confermato il decreto supercautelare inaudita altera parte emesso il 21

dicembre 2023 per il periodo in cui il ricorso del 16 ottobre 2023 è stato

pendente davanti al TCA.

3. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

L’URAR verserà alla parte ricorrente fr.

2’500.-- a titolo di ripetibili, ciò che rende priva d’oggetto la

richiesta di ammissione al gratuito patrocinio.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti