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42.2024.1

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

11 aprile 2024Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

i Cantoni possono concedere aiuto sociale alle persone di cui ai capoversi 1 e

2. L’indennizzo è retto dall’articolo 88 capoverso 2.

3 Il sostegno ai

richiedenti l’asilo e alle persone bisognose di protezione non titolari di un

permesso di dimora deve consistere, per quanto possibile, in prestazioni in

natura. L’entità del sostegno è inferiore a quanto previsto per le persone

residenti in Svizzera.

3bis Nel collocare

richiedenti l’asilo minorenni non accompagnati, famiglie con figli e persone

che necessitano di assistenza occorre tener conto, per quanto possibile, dei

loro bisogni particolari.

4 Il soccorso

d’emergenza è versato per quanto possibile sotto forma di prestazioni in natura

nei luoghi designati dai Cantoni o dalla Confederazione. L’entità del sostegno

è inferiore all’aiuto sociale versato ai richiedenti l’asilo e alle persone

bisognose di protezione non titolari di un permesso di dimora.

5 Nel sostegno ai

rifugiati e alle persone bisognose di protezione che hanno diritto a un

permesso di dimora occorre tenere conto della loro situazione particolare;

segnatamente se ne faciliterà l’integrazione professionale, sociale e

culturale.”

2.5. Come visto, l’art. 82 cpv. 1

LAsi prevede che la concessione di prestazioni d’aiuto sociale e del soccorso

d’emergenza è retta dal diritto cantonale.

L’art. 6 della Legge sull’assistenza

sociale del Cantone Ticino enuncia che:

"

1 Il Consiglio di Stato disciplina la determinazione, la

concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni assistenziali

concesse a

a) richiedenti l’asilo e

b) persone bisognose di

protezione non titolari di un permesso di dimora.

Considerandi

2.

Nello

stabilire tali criteri il Consiglio di Stato fa riferimento alle disposizioni

federali sul rimborso ai Cantoni delle spese cagionate da queste persone.

3.

II

Consiglio di Stato può affidare, mediante la stipulazione di contratti di

prestazione, la gestione di queste prestazioni ad enti assistenziali pubblici o

privati.”

L’art.

1.

del Regolamento concernente le prestazioni assistenziali per i richiedenti

l’asilo, le persone bisognose di protezione non titolari di un permesso di

dimora, le persone provvisoriamente ammesse e le persone la cui domanda d’asilo

è stata rigettata e che devono lasciare il territorio svizzero (del 23 gennaio

2007), relativo al campo d’applicazione, prevede che:

"

1.

Il presente regolamento disciplina la determinazione,

la limitazione e la procedura di concessione delle prestazioni assistenziali

alle persone residenti nel Cantone Ticino a titolo di:

a) richiedenti l’asilo;

b) persone bisognose di protezione non

titolari di un permesso di dimora;

c) persone provvisoriamente ammesse;

d) persone la cui domanda d’asilo è stata

rigettata con una decisione di non entrata nel merito, o con una decisione

negativa dopo la procedura d’esame, e che devono lasciare il territorio

svizzero.

2.

Sono

fatti salvi gli articoli 82, 83 e 84 della Legge federale sull’asilo del 26

giugno 1998 (LAsi), nonché le disposizioni divergenti dell’Ordinanza 2

sull’asilo dell’11 agosto 1999 (Oasi 2).”

Secondo

l’art. 8 di tale Regolamento, afferente all’inizio e all’estinzione del diritto

alla prestazione assistenziale:

"

1.

Il diritto alla prestazione assistenziale decorre dal

giorno in cui è stata inoltrata la richiesta.

2.

Non

vengono versate prestazioni assistenziali per i periodi precedenti la

richiesta.

3.

Sono

fatti salvi i casi in cui la domanda di rinnovo delle prestazioni è presentata

nei dieci giorni che seguono la data di scadenza delle prestazioni

precedentemente erogate.

4.

Il

diritto alla prestazione assistenziale si estingue definitivamente nei casi

previsti dall’art. 20 cpv. 1 lett. a-c OAsi 2.”

L’art.

9.

del Regolamento, concernente l’entità delle prestazioni assistenziali,

enuncia che:

"

1.

Le prestazioni assistenziali possono essere concesse

in natura o in denaro e consistono nel sostentamento e nella presa a carico

dell’alloggio e dei costi della salute.

2.

Per il sostentamento

(comprendente lo spillatico) vengono concessi i seguenti importi:

a) persona

sola

CHF 500.–

b)

coniugi

CHF 750.–

c) supplemento per 1° figlio

minorenne

CHF 317.–

d) supplemento per ogni figlio

minorenne, dal 2° in poi CHF 268.–

3.

Per i figli maggiorenni è

concessa la prestazione di CHF 500.–.

4.

Per le spese per

l’alloggio sono concessi i seguenti importi massimi per appartamento,

comprensivi della pigione e delle spese accessorie, incluso il conguaglio:

a) persona sola CHF 800.–

b) due persone, allorquando condividono un’unica camera (coniugi,

conviventi, partner registrati o genitore con figlio in età prescolare) CHF

1100.

c) due persone singole CHF 1250.–

d) tre o più persone CHF 1500.–

5.

Per le

persone residenti in alloggi individuali sono inoltre prese a carico le fatture

dell’elettricità, dell’assicurazione responsabilità civile e, entro i massimali

previsti al cpv. 4, del conguaglio annuale relativo alle spese accessorie.

6.

Per i

costi della salute, è assicurato il pagamento del premio mensile

dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie previsto dalla Legge

federale sull’assicurazione malattie del 18 marzo 1994 (LAMal) nei limiti

stabiliti dall’Ufficio.

7.

È pure

riconosciuto il pagamento delle fatture mediche, come pure delle spese dentarie

e di altre spese straordinarie autorizzate dall’Ufficio.

8.

Nel caso

in cui il beneficiario eserciti un’attività lavorativa salariata o indipendente

a tempo pieno, dal reddito computabile viene dedotto un importo mensile di CHF

200.

--. In caso di attività a tempo parziale, l’importo viene ridotto

proporzionalmente.

9.

La

prestazione per il sostentamento può essere ridotta a titolo di sanzione,

rispettando il principio di proporzionalità in funzione dell’errore commesso e

del danno causato.”

2.6

L’art.

83.

LASi, concernente le limitazioni delle prestazioni di aiuto sociale,

prevede:

" 1Le

prestazioni di aiuto sociale o le prestazioni ridotte di cui all’articolo 82

capoverso 3 sono rifiutate, ridotte o soppresse totalmente o parzialmente se il

beneficiario:

a. le ha ottenute o ha tentato di

ottenerle facendo dichiarazioni inesatte o incomplete;

b. rifiuta di informare il servizio

competente sulla propria situazione economica o non l’autorizza a chiedere

informazioni;

c. non comunica modifiche essenziali della propria

situazione;

d. manifestamente non si adopera per

migliorare la sua situazione rifiutando segnatamente un lavoro o un alloggio

convenienti che gli sono stati attribuiti;

e. senza consultare il servizio

competente, scioglie il rapporto di lavoro o di locazione o provoca per sua

colpa tale scioglimento aggravando così la sua situazione;

f. utilizza abusivamente le prestazioni di aiuto

sociale;

g. non si conforma agli ordini del

servizio competente, pur sotto minaccia di soppressione delle prestazioni di

aiuto sociale;

h. espone a pericolo la sicurezza e l’ordine pubblici;

i. è perseguito penalmente o è stato

oggetto di una condanna penale;

j. si rende colpevole di una grave

violazione del suo obbligo di collaborare, in particolare non rivela la sua

identità;

k. espone a pericolo la sicurezza e

l’ordine non dando seguito agli ordini dei collaboratori della procedura o

delle istituzioni responsabili dell’alloggio.

1bis Il

capoverso 1 si applica ai rifugiati solo se la parità di trattamento con le

persone residenti in Svizzera è assicurata.228

2Le prestazioni di aiuto sociale

ottenute indebitamente devono essere restituite integralmente. L’importo da

restituire può segnatamente essere detratto da future prestazioni di aiuto

sociale. Il Cantone fa valere la pretesa di restituzione. L’articolo 85

capoverso 3 è applicabile.”

L'elenco dell'art.

83.

LAsi riguardo ai motivi per poter rifiutare, ridurre o sopprimere in tutto o

in parte le prestazioni assistenziali non è esaustiva. I cantoni sono liberi di

emanare disposizioni supplementari tese a lottare contro gli abusi (cfr. DTF

130.

I 82 consid. 3).

2.7

Nella presente evenienza la

ricorrente, entrata in Svizzera nell’aprile/maggio 2022 (cfr. consid. 1.1.), ha

chiesto la protezione provvisoria il 5 agosto 2022. Il relativo permesso S le è

stato concesso l’11 agosto 2022 (cfr. doc. 1; 6).

In un primo periodo ella è stata

aiutata finanziariamente da un parente (cfr. doc. 296).

In effetti nella decisione

dell’11 agosto 2022 della Segreteria di Stato della migrazione risulta, quale

indirizzo dell’insorgente, “c/o __________” (cfr. doc. 1), frazione di __________.

La Cancelleria del Comune di __________,

il 2 agosto 2023, ha del resto dichiarato che RI 1 risiede nel Comune dal 17

maggio 2022 (cfr. doc. 205).

A seguito della richiesta di assistenza

sociale da parte della ricorrente, avvenuta “prendendo appuntamento allo

sportello” il 6 marzo 2023 (cfr. doc. VII pag. 5), l’URAR, con decisione

emessa il 24 maggio 2023, le ha riconosciuto l’importo di fr. 433.-- a titolo

di prestazioni assistenziali ordinarie per il periodo 6-31 marzo 2023 (cfr.

doc. 287; 209; consid. 1.1.).

Il 30 maggio 2023 l’insorgente ha

postulato il rinnovo delle prestazioni (cfr. doc. 271-277), allegando un

contratto di locazione concluso il 1° marzo 2023 con la __________,

rappresentata da __________, in relazione a un appartamento ammobiliato di 1

locale, app. __________ di 17,01 m2, in __________. Il canone di locazione è

stato fissato in fr. 500.-- al mese. Inoltre è stato precisato che la pigione

sarebbe stata versata anticipatamente ad __________ tramite bonifico sul suo

conto bancario presso __________ (cfr. doc. 280-285)

Nella società __________, la cui

sede è in __________ e il cui scopo sociale è la “l'acquisizione, la

detenzione, l'amministrazione, la gestione e la cessione di partecipazioni

sotto qualsiasi forma (holding) in società ed imprese commerciali e il

loro finanziamento nonché l'esecuzione di operazioni finanziarie ed

investimenti di qualunque genere; l'acquisto, vendita e gestione di immobili,

costruzione e promozione immobiliare di qualsiasi genere; la società potrà fare

import-export di qualunque genere e svolgere tutte le operazioni che hanno un

rapporto con lo scopo sociale” (cfr. estratto del RC, reperibile nel sito www.zefix.ch),

era iscritto dal 31 marzo 2022, quale presidente del consiglio di

amministrazione con firma individuale (in precedenza dal 24 giugno 2020 era

amministratore unico con firma individuale; cfr. FUSC del 29 giugno 2020), __________

(cfr. estratto RC; FUSC del 3 novembre 2023; FUSC del 5 aprile 2022).

Dall’ottobre 2023 è stata iscritta RI 1, in qualità di amministratrice unica

con firma individuale, la quale era già membro del consiglio di amministrazione

con firma individuale dal 31 marzo 2022 e membro con firma collettiva a due dal

10.

maggio 2022 (cfr. FUSC del 13 maggio 2022; FUSC del 5 aprile 2022).

Inoltre l’insorgente, il 20

giugno 2023, ha concluso con la __________ un contratto di lavoro con inizio

dal 1° luglio 2023 e con la funzione di vice-direttore, responsabile

commerciale. Il grado di occupazione era del 10%, pari a 4 ore alla settimana e

la retribuzione lorda di fr. 420.-- al mese. È stato precisato che il salario

include l’uso dell’auto aziendale (cfr. doc. A5).

Il 4 ottobre 2023 la ricorrente e

la SA hanno stipulato una modifica del contratto valida dal mese di ottobre

2023, ossia il grado di occupazione è aumentato al 40% (16 ore alla settimana)

e lo stipendio lordo è stato pattuito in fr. 1'680.--. Le altre clausole sono

rimaste invariate (cfr. doc. A4).

Nelle osservazioni del formulario

concernente la richiesta di rinnovo del 27 giugno 2023, sottoscritto

dall’insorgente, è stato indicato che “la ragazza mi comunica che per il

pagamento dell’affitto dei seguenti mesi, marzo, aprile, maggio, ha ricevuto i

soldi in prestito dal signor __________ (parente). In seguito ha pagato

direttamente lei l’appartamento” (cfr. doc. 226).

Con decisione del 20 luglio 2023

l’URAR ha negato a RI 1 il versamento di una prestazione assistenziale

richiesto il 30 maggio 2023, ritenuto che l’alloggio in cui risiede non

soddisfa i criteri stabiliti dal Dipartimento della sanità e della socialità

(cfr. doc. 215; consid. 1.2.).

Tale provvedimento è stato

confermato con decisione su reclamo del 29 novembre 2023 (cfr. doc. A1; consid.

1.3

).

2.8

Chiamata a pronunciarsi in merito

alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che la ricorrente, fin dal

suo arrivo in Svizzera, risiede ad __________, dove vive il suo parente __________

(cfr. consid. 2.7.).

Il contratto di locazione del 1°

marzo 2023 concernente il monolocale ad __________ in __________ è stato, poi,

concluso autonomamente dalla ricorrente, senza darne comunicazione

preventivamente all’URAR o perlomeno chiedere ragguagli al riguardo, nonostante

solo pochi giorni dopo abbia preso appuntamento allo sportello per chiedere le

prestazioni assistenziali (cfr. doc. VII pag. 5).

È altamente verosimile, dunque,

che quando è stato stipulato il contratto di locazione, l’insorgente avesse già

l’intenzione di rivolgersi all’assistenza sociale.

Sorprende d’altronde, in primo

luogo, che l’appartamento in questione sia di proprietà della __________,

società di cui la ricorrente, da una parte, è stata membro del consiglio di amministrazione

dall’aprile 2022 e ne è amministratrice unica dall’ottobre 2023. Dall’altra, è dipendente

quale vice direttore, responsabile commerciale dal mese di luglio 2023 (cfr.

consid. 2.7.).

In secondo luogo, che il

beneficiario delle pigioni sia il suo parente __________, il quale l’ha aiutata

dal suo arrivo in Svizzera anche finanziariamente, in particolare le ha

prestato il denaro per pagare i canoni di locazione di marzo, aprile e maggio

2023, come risulta dal modulo di richiesta del 27 giugno 2023, firmato dalla

medesima (cfr. doc. 226; consid. 2.7.).

Da tale formulario emerge,

altresì, che in seguito - successivamente al mese di maggio 2023 - ha pagato

direttamente lei l’appartamento (cfr. doc. 226; consid. 2.7.).

Il recapito di __________

corrisponde, peraltro, all’indirizzo del __________, elegante _________ a

cinque stelle che “racchiude, in una cornice esc).

Il TCA non ignora che talvolta

l’insorgente ha indicato di abitare in __________ (cfr. doc. I; doc. 162).

In proposito si segnala che nella

maggior parte delle occasioni la stessa ha, tuttavia, menzionato la __________

(cfr. doc. 158; 185; 271; 223), l’ultima volta nello scritto inviato al TCA il

5.

febbraio 2024 (cfr. doc. V).

Inoltre va, in ogni caso, osservato

che gli ultimi numeri civici della __________ sono il __________ e il __________

(__________), poi la strada finisce (cfr. __________). I differenti numeri

civici __________ si riferiscono sempre al __________ (cfr. Sistema

d'informazione fondiaria del Canton Ticino - SIFTI).

Nemmeno va dimenticato che la

ricorrente ha interposto la prima domanda di prestazioni assistenziali soltanto

nel marzo 2023, dopo circa undici mesi dalla sua entrata in Svizzera.

In simili condizioni, tutto ben

ponderato, occorre concludere che a ragione l’amministrazione ha negato

all’insorgente il diritto alle prestazioni assistenziali richieste il 30 maggio

2023.

Non

risulta, infatti, che la medesima non sia in grado di provvedere al proprio

mantenimento ai sensi dell’art. 81 LAsi (cfr. consid. 2.4.).

2.9

Per completezza, relativamente alla

richiesta della ricorrente tendente a ottenere delle prestazioni assistenziali

già per il lasso di tempo dal 17 maggio 2022 (cfr. doc. V; consid. 1.6.), va

osservato che, come appena ricordato, la medesima ha postulato per la prima

volta la concessione di prestazioni dell’aiuto sociale nel marzo 2023.

Non vi è, perciò, una decisione

riguardante il periodo antecedente al marzo 2023.

Nella procedura di ricorso in

materia amministrativa sono di massima esaminabili e giudicabili solo i

rapporti giuridici sui quali la competente autorità amministrativa si è

precedentemente, e in maniera vincolante, determinata con una decisione. Di

conseguenza, se non è (ancora) stata emessa una decisione (oppure una decisione

su opposizione o su reclamo), manca l'oggetto impugnato e quindi un presupposto

processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid.

2.1

pag. 164 e seg.; DTF 125 V 413 consid. 1a

pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008

consid. 4).

In

una sentenza 8C_301/2018 del 22 agosto 2019 consid. 3.1. il Tribunale federale

ha ribadito che di principio possono essere esaminati e giudicati soltanto i

rapporti giuridici in relazione ai quali l’autorità amministrativa competente

si è previamente pronunciata tramite l’emanazione di una decisione.

La

costante giurisprudenza federale ha, peraltro, stabilito che è la decisione

impugnata che costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione

sottoposta all'esame giudiziale (cfr. STF 9C_247/2023 del 19 luglio 2023

consid. 1.1.; STF 9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF 8C_722/2018

del 14 gennaio 2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017 consid.

3.1

; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010 del 30

novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 consid.

2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p.

294).

Ne discende che la richiesta

dell’insorgente per il periodo a decorrere dal 17 maggio 2022 fino alla prima

domanda del marzo 2023, conformemente a quanto affermato dalla parte resistente

(cfr. doc. VII pag. 7), è irricevibile.

2.10

Per

quanto attiene al riferimento ricorsuale all’art. 12 Cost. (cfr. doc. V), è

utile evidenziare che tale disposto prevede che chi è nel bisogno e non è in

grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di

ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa. L'aiuto in

situazioni di bisogno, che ha carattere transitorio, è subordinato al rispetto

del principio di sussidiarietà, nel senso che non può prevalersene colui che,

oggettivamente, è in misura di procurarsi con le proprie forze i mezzi

indispensabili alla sua sopravvivenza. Una tale persona non è considerata

versare in una situazione di bisogno, presupposto necessario per poter

beneficiare di un aiuto. Inoltre, la Costituzione federale garantisce soltanto

il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore federale,

cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le modalità (cfr. STF

8C_307/2022 del 4 settembre 2023 consid. 4.1., destinata alla pubblicazione

nella Raccolta ufficiale; DTF 146 I 1 consid. 5.1.; DTF 135 I 119 consid. 7.4.;

DTF 131 I 166 consid. 4.1 pag. 173; DTF 130 I 71 consid. 4.3 pag. 75; DTF 134 I

70).

L’art.

12.

Cost. fed. non garantisce un reddito minimo, bensì unicamente quanto

indispensabile ad assicurare la sopravvivenza (vitto in natura, alloggio - di

regola collettivo -, abbigliamento - eventualmente d’occasione; cfr. STF

8C_323/2009 del 28 luglio 2009 - e cure medico-sanitarie di base; STF

8C_199/2021 del 14 dicembre 2021 consid. 4.1.; DTF 135 I 119; STF 8C_3/2007

dell’8 giugno 2007 consid. 3.; DTF 130 I 366).

L’art.

12.

Cost. si limita a impedire che una persona non si ritrovi per strada e

ridotta alla mendicanza (cfr. STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid. 6).

Nella

STF 8C_717/2022 del 7 giugno 2023, destinata alla pubblicazione nella Raccolta

Ufficiale, l’Alta Corte ha ribadito che:

"

5.1

A norma dell'art. 12 Cost.

chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto

d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per

un'esistenza dignitosa (in tedesco: "die für ein menschenwürdiges Dasein

unerlässlich sind"; in francese: "pour mener une existence conforme à

la dignité humaine").

Per giurisprudenza, la concretizzazione dell'art. 12

Cost. compete ai Cantoni, i quali sono liberi di fissare la natura e le

modalità delle prestazioni da fornire a titolo di aiuto d'urgenza (DTF 146 I 1

consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2; 139 I 272 consid. 3.2; 135 I 119 consid.

7.

). Il diritto fondamentale a condizioni minime d'esistenza garantito

dall'art. 12 Cost. non include tuttavia un reddito minimo, ma solo la copertura

dei bisogni elementari, strettamente necessari a sopravvivere in maniera

rispettosa della dignità umana (quali cibo, alloggio, vestiti e cure mediche di

base) e si limita quindi a garantire l'indispensabile, sì da scongiurare la

mendicità e la vita sulla pubblica via (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1

consid. 7.2.1; 139 I 272 consid. 3.2; 138 V 310 consid. 2.1; 135 I 119 consid.

5.3

e 131 I 166 consid. 3.1; sentenza 2C_302/2020 dell'11 novembre 2021 consid.

12.

; Federica De Rossa Gisimundo, Pour un revenu équitable [mais non

inconditionnel], in ZSR/RDS 2019 I pag. 539 segg., 548; Thomas Gächter/Gregori

Werder, in BSK Bundesverfassung, 2015, n. 5 segg. ad art. 12 Cost.; Lucien

Müller, in Die Schweizerische Bundesverfassung, St. Galler Kommentar, 3a ed. 2014,

n. 31 ad art. 12 Cost.; Luisa Lepori Tavoli, Mindestlöhne im schweizerischen

Recht, 2009, n. 224; Thomas Geiser, Gibt es ein Verfassungsrecht auf einen

Mindestlohn?, in: Der Verfassungsstaat vor neuen Herausforderungen -

Festschrift für Yvo Hangartner, 1998, pag. 809 segg., 812). In parallelo,

questo sostegno ha per definizione unicamente un carattere transitorio.

Pertanto, va inteso solo come una rete di protezione temporanea per le persone

che non trovano sufficiente tutela nel quadro delle istituzioni sociali

esistenti, al fine di condurre un'esistenza conforme alla dignità umana;

infatti, il diritto costituzionale di ottenere aiuto in situazioni di bisogno è

strettamente legato al rispetto della dignità umana garantito dall'art. 7

Cost., il quale fonda l'art. 12 Cost. (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1 consid.

7.2

e 139 I 272 consid. 3.2). In tale misura, il diritto costituzionale

all'aiuto d'urgenza si distingue dal diritto cantonale all'aiuto sociale, che è

più completo (DTF 146 I 1 consid. 5.1; 142 I 1 consid. 7.2.1; 138 V 310 consid.

2.

).”

Cfr.

anche la STF 8C_798/2021 del 7 marzo 2022 consid. 6.5.1.

2.11

In concreto la ricorrente, nonostante

abbia asserito di presentare una condizione di “senzatetto” (cfr. doc. 159), continua

a risiedere ad __________ in __________ (cfr. consid. 2.8.) dal suo arrivo in

Svizzera nell’aprile/maggio 2022.

Ella non ha, d’altronde,

debitamente comprovato un particolare stato di indigenza.

Al contrario dagli elementi

fattuali risulta che la stessa non si trovi in una situazione tale da

obbligarla alla mendicità. L’art. 12 Cost. si limita, del resto, a impedire

tale condizione (cfr. consid. 2.10.; STF 8C_46/2015 del 4 febbraio 2015 consid.

6).

Pertanto nella presente

fattispecie non si è confrontati con un’effettiva situazione di bisogno che

giustifichi l’assegnazione di una prestazione d’emergenza.

2.12

Stante quanto precede, la decisione

su reclamo del 29 novembre 2023 deve essere confermata.

2.13

In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne

la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause

davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non

disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del

diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31

Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

L’art.

29.

Lptca enuncia:

"

1La procedura è gratuita per le parti.

2La

procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al

rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;

l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione

delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla

parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,

sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli

altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000

franchi.”

L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che

la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per

le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia

essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è

entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora

unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo

cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a

spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo

prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un

comportamento temerario o sconsiderato.

In

concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale, più in particolare

di prestazioni assistenziali per le persone bisognose di protezione titolari di

un permesso di soggiorno S, per il quale è applicabile in primis la Lptca e

solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non

disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29

Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in

ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2023.33

del 23 ottobre 2023 consid. 2.10.; STCA 42.2023.32 del 25 settembre 2023

consid. 2.9.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA

42.2022.100

del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti,

sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023,8C_383/2023 del 3

luglio 2023; STCA 42.2022.98 del 24 aprile 2023 consid. 2.14.; STCA 42.2022.44

del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso al TF è stato ritenuto

inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre 2022; STCA 42.2022.7 del

23.

maggio 2022; STCA 42.2022.14 dell’11 maggio 2022; STCA 42.2022.3+9 del 30

marzo 2022).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso, in quanto ricevibile e

non privo di oggetto, è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta

invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma

del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

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