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Decisione

43.2007.4

Domanda di prestazioni LAVI. Respinta siccome carente la qualità di vittima ai sensi della LAVI per il reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento

13 febbraio 2008Italiano40 min

Source ti.ch

Fatti

i disturbi di natura reumatologica ritenuti, sufficiente per concedere una

rendita. Nella sua impugnativa 3 maggio 2005 nella procedura AI l'assicurata ha

"sostenuto un peggioramento del suo stato di salute", susseguente

alla perizia del SAM, producendo i rapporti medici 24 agosto 2004 e 28 aprile

2005 del prof. Dr. __________ ed il suo curante dott. __________, nel rapporto

24 maggio 2005, fa stato del problema psichico della signora RI 2. In particolare

egli evidenzia come la ricorrente lamenti diffusi dolori agli arti inferiori a

livello delle anche, delle ginocchia nella zona lombare e dell'articolazione

del pollice. Il dolore limita il sonno e "… Nel descrivere però questo

dolore e nel localizzarlo, la paziente rimane molto vaga e ritorna immediatamente

sul problema legato alla perdita degli alimenti e alla sua angoscia nel

prendersi a carico il figlio e la responsabilità della famiglia. La paziente

inoltre lamenta di non riuscire a dormire poiché disturbata dal dolore durante

la notte e riferisce che forse l'insorgenza di questi dolori e della malattia,

potrebbero anche aver coinciso con eventi negativi che erano accaduti durante

questo periodo della sua vita (anno __________), vedi nascita della bambina con

un difetto cardiaco, perdita del lavoro, mancato ottenimento degli alimenti da

parte del primo marito ecc.". Il medico attesta un'angoscia nel non

ricevere il sostegno economico LADI con contestazione del provvedimento amministrativo

da parte dell'assicurata.

Dal

canto suo il dott. __________, nel rapporto 3 febbraio 2004, evidenzia come la

signora RI 2 sia "… affetta da diversi problemi ortopedico-reumatologici

che sono alla base dei suoi disturbi psichici…. delle "crisi" nei

momenti di recrudescenza algica. In quei momenti si sente più depressa"

ed ancora il dott. __________ sottolinea come "dopo alcune sedute avute

a livello psichiatrico ella dichiara di non soffrire di disturbi psichici di

rilievo se non quelli reattivi alla sua sintomatologia dolorosa".

Nella sua diagnosi lo specialista ritiene l'assenza di una psicopatologia

maggiore e non evidenzia alcun riferimento all'aspetto degli alimenti non

versati al figlio RI 1 da parte del padre. Lo psichiatra rileva solo che "la

sua situazione psico sociale non appare semplice soprattutto da un punto di

vista economico".

Il

Tribunale non ha ritenuto di dovere ulteriormente approfondire le condizioni di

salute della signora RI 2 interpellando i curanti Dr. __________, Dr. __________,

Dr. __________ e Prof. Dr. __________ tutti internisti rispettivamente

reumatologici che nulla di concreto avrebbero potuto portare alle conclusioni

di causa della ricorrente.

Nelle

more della causa il giudice delegato ha chiesto allo psicologo Dott. __________

di volere rispondere a precise domande.

In

particolare al dott. __________ è stato rammentato il contesto in cui la causa

si muove, l'esistenza della valutazione peritale del dott. __________ (di cui

sono stati ripresi alcuni passaggi) e sono state formulate domande relative

alla durata della presa a carico dalla ricorrente, alla diagnosi, all'esistenza

di eventuale peggioramento dall'inizio del 2005, alle cause del disagio

psichico o della patologia psichica riscontrata, ed è inoltre stato chiesto:

" (...)

I difficili rapporti con l'ex marito __________ incidono nella sofferenza

psichica? In che misura?

Il mancato pagamento degli alimenti da parte di __________ a RI 1

incide nella sofferenza? In che misura?

Vi sono altri elementi che concorrono alla lesione psichica riscontrata

(quali la sofferenza della figlia, le sofferenze fisiche per i noti problemi

reumatologici, difficoltà professionali od economiche)? (...)" (doc. XX)

Il

professionista ha risposto il 18 gennaio segnalando di avere incontrato la

paziente il 12 settembre 2007 per la prima volta, di averla vista 5 volte sino

alla fine del 2007.

La

diagnosi formulata è di Sindrome di disadattamento, reazione mista

ansioso-depressiva e Sindrome somatoforme da dolore persistente, disagi legati

"a una situazione di distruzione del nucleo famigliare per l'avvenuto

divorzio". Lo psicologo ha fatto risalire al 1999 il disagio riscontrato,

ha escluso un netto peggioramento a partire dal 2005 (con il coincidere dalla

maggiore età del figlio, la crescita delle esigenze e l'assenza di aiuto

statale per la revoca dell'anticipo degli alimenti) ed ha indicato le cause

della sofferenza psichica della ricorrente nel suicidio del padre, nel divorzio

conflittuale, nella sofferenza della figlia.

I

fatti oggetto del procedimento penale non sono stati considerati "causa

della sofferenza" anche se hanno contribuito "a rendere la situazione

della signora RI 2 più pesante".

Il

curante ha evidenziato come

" (...)

I rapporti sempre difficili e conflittuali, con l'ex-marito, Signor __________,

incidono sicuramente nella sofferenza psicologica della signora RI 2 (...)

la condotta del signor __________ ha contribuito a rendere le

condizioni psicologiche della signora RI 2 più fragili in quanto "stimolo

negativo". Naturalmente anche gli altri elementi quali la sofferenza della

figlia, i problemi reumatologici della signora RI 2 stessa e le difficoltà

professionali ed economiche hanno concorso, in quanto "stimoli", a

complicare la situazione e non possono essere considerati alla stregua di conseguenze

dirette del comportamento di cui sopra.

(...)

Il reato subito da RI 1, come da voi indicato, non può oggettivamente

essere ritenuto quale lesione psichica per RI 2. Se bisogna tener conto del

fatto che questa evenienza ha aggravato la situazione economica, sociale e

psicologica della signora RI 2, non può per contro essere ritenuta come causa

scatenante o causa principale." (doc. XXIV)

Va

ribadito che la mamma di RI 1 non è vittima diretta del mancato versamento di

alimenti da parte dell’ex marito. Creditore della prestazione era ed è RI 1

stesso e non la madre. A prescindere da ciò certamente la signora RI 2 ha

dovuto, visto come il figlio sia ancora in formazione, provvedere al mantenimento

dello stesso con maggiore sforzo ed impegno proprio per il mancato

sostentamento del padre. Questo fa sì che la signora abbia patito un danno

indiretto dall’agire dell’ex coniuge. Non solo, per il periodo corrente dal

1999, se è vero che lo Stato ha anticipato gli alimenti dovuti da __________,

ciò è avvenuto però in maniera non completa il versamento non essendo

integrale. Il danno indiretto subito, la sofferenza nel vedere il rapporto inesistente

tra padre biologico e figlio, la frustrazione data dal comportamento irresponsabile

di __________, hanno certamente contribuito ad aumentare la sofferenza psichica

di cui la ricorrente è portatrice come bene ha ricordato il dott. __________. RI

1, ha, a partire dalla fine del 1999, avuto dei disagi psichici. Nella perizia

eseguita dal dott. __________ nel gennaio 2004, il professionista ha

segnalato come - a livello soggettivo - la signora RI 2 "riferisce di

avere delle "crisi" nei momenti di recrudescenza algica. In quei

momenti si sente più depressa." ed

ancora "Madre di una figlia che attualmente ha otto anni, mi riferisce

che è affetta da una disfunzione cardiaca con un ritardo dello sviluppo

psicofisico che necessita di una supporto ergoterapico regolare. Ella

attualmente lavora per circa otto ore alla settimana facendo inventari presso

la ditta __________. Si tratta di un lavoro leggero che non le porta

particolari conseguenze. L'A. accusa una sintomatologia algica quando deve

svolgere i suoi lavori di casalinga usufruendo dell'aiuto del marito e dei

figli per portare a termine i suoi compiti. Dopo alcune sedute avute a livello

psichiatrico ella dichiara di non soffrire di disturbi psichici di

rilievo se non quelli relativi alla sua sintomatologia dolorosa."

Nelle

sue osservazioni psichiatriche il dott. __________ rileva:

" La signora RI 2 è una donna 45enne ordinata

nell'aspetto ed in grado di stabilire un buon contatto e si esprime bene nella

nostra lingua. Non evidenzio delle alterazioni degli stati di coscienza ed è orientata

nel tempo e nello spazio. Non vi sono particolari problemi a livello di

attenzione e di memoria. Il corso del suo pensiero è leggermente inibito. Le

ideazioni prevalenti s'imperniano attorno alla sua sintomatologia algica

persistente. Non ho riscontrato fenomeni deliranti né disturbi percettivi.

Affettivamente denota un leggero impoverimento ed una leggera diminuzione del

tono vitale. È leggermente ansiosa, inquieta e forse a

tratti iper emotiva. La sua energia vitale appare leggermente diminuita, ciò

che accompagna pure una diminuzione della sua socievolezza. Non presenta

ideazione auto o eteroclastiche e durante il colloquio è stata collaborante ma

leggermente riservata e schiva. La sua situazione psicosociale non appare semplice

soprattutto da un punto di vista economico."

Il dott. __________

ha quindi ritenuto una diagnosi di distimia endoreattiva disturbo presente dalla

fine del 1999. La "situazione" sarebbe per il dott. __________

"cronicizzata". Come evidenziato nelle considerazioni

precedenti neppure le valutazioni del dott. __________, successive a quelle del

dott. __________, indicano il sussistere degli estremi per riconoscere a RI 2

la qualità di vittima.

Alla

luce di questa considerazione il Tribunale deve ritenere, anche considerando il

lavoro svolto dal dott. __________ (doc. XVI/2), che ha ricondotto il disagio

psichico principalmente ai momenti di recrudescenza algica, pur dando atto di

una situazione psico sociale non semplice dal profilo economico, l'inesistenza

della qualità di vittima ai sensi della LAVI, senza con ciò - lo si ripete - volere

relativizzare quanto successo.

Come

indicato i severi limiti della Legge non sono raggiunti.

9. Dagli

atti, come evidenziato in precedenza, non è invece emerso che RI 1 sia stato -

se non durante il matrimonio dei genitori quando era piccolo - in cura per

problemi psichici e possa oggi essere ritenuto vittima ai sensi della LAVI.

Nel caso concreto è

indubbio che il comportamento di disistima assunto da __________ nei confronti

del figlio, studioso, impegnato, serio e capace, abbia cagionato una sofferenza

sia al giovane stesso che alla madre. RI 1 ha avuto un contatto con il padre

unicamente tramite l’associazione Ingrado, il padre ha sostanzialmente

rifiutato contatti con il figlio ed a nulla sono valsi i tentativi del figlio

di responsabilizzarlo, di ottenere dallo stesso un atteggiamento maturo e

consapevole, di vedergli compiere un atto degno di un padre quale il versamento

di alimenti dovuti. L’atteggiamento di __________, che come ricordano gli atti

vivrebbe grazie ad un’amica che lo manterrebbe e si sarebbe presentato al

segretario del MP quale casalingo (e qui questo giudice non ha competenza a valutare

la pignorabilità del credito del signor __________ nei confronti della

convivente presso la quale egli è a servizio), ha certamente danneggiato

economicamente il figlio RI 1, ha causato alla madre dello stesso disagio,

poiché Daniele è studente ancora che va aiutato (e non dovrebbe vivere situazioni

incresciose sulle sue spalle quali quelle create da un padre inadempiente). RI

1 però, per fortuna, a parte un periodo in cui è stato preso a carico da

psicologi quando era un bambino in tenera età, e ciò in costanza del matrimonio

dei suoi genitori, non ha subito conseguenze a livello psichico prese a carico

da medici o da psicologi. Gli atti e gli accertamenti svolti dal Tribunale

Cantonale delle Assicurazioni hanno permesso sostanzialmente di escludere delle

lesioni di questa natura. Certo l’atteggiamento del padre ha causato – e gli

scritti del giovane ne sono dimostrazione – amarezza, delusione frustrazione,

rinunce, sconcerto per un atteggiamento incomprensibile, ma non hanno provocato

danni presi in cura da specialisti. Questa circostanza, di cui ci si deve

comunque rallegrare per le condizioni del ricorrente, non permette (a

prescindere dal fatto che la natura delle norme penali per le quali __________

è stato condannato, norme che tendono a garantire il sostentamento dei membri

della famiglia ed il rispetto dei doveri di mantenimento sanciti da giudice

civile, non sia di principio tale da causare lesioni all’integrità psichica

giustificanti la qualità di vittima) di considerare __________ quale vittima ai

sensi della LAVI. Una lesione psichica, direttamente causata dal reato,

significativamente grave non è data in concreto.

Non è quindi

dimostrata una lesione psichica rilevante, causata direttamente dal reato in

discussione. Va qui rammentato, come già ritenuto nella sentenza 6 novembre

2007 del TCA (43.2007.1 in re M), che il Tribunale accerta d’ufficio, con la

collaborazione delle parti, i fatti rilevanti per il giudizio, assume le prove

necessarie e le apprezza liberamente ed il giudice delegato ha facoltà di

ricorrere a mezzi probatori non indicati dalle parti o di rinunciare all’assunzione

di mezzi probatori che le parti hanno notificato. E’ dunque compito del giudice

chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente

rilevanti. Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato

nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992

pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler

Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des

assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de

jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, “Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,

Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.). Questo obbligo

comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si

avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente

richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti

invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze

dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 c. 5a; RAMI 1993 pagg.

158-159 c. 3a; DTF 117 V 264 c. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in:

"Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano 1993,

pag. 1 seg.). Su questi aspetti, si veda in particolare: DUC,

Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e LOCHER,

Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove

quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann,

wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter)

erstellt werden kann”. L'obbligo di accertamento d'ufficio dei fatti,

correlato dal dovere di collaborazione delle parti, non rende comunque privo

d'efficacia il principio secondo cui l'onere della prova incombe alla parte che

da un fatto deriva un suo diritto e del conseguente fardello in caso di mancata

prova. L'art. 8 CC prevede infatti che, ove la legge non disponga altrimenti,

chi vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita

deve fornirne la prova.

Questo

concetto è stato ripreso, nell’ambito dell’applicazione della LAVI in DTF 126

Considerandi

II 97 c. 2e:

" Hingegen kann und muss vom Gesuchsteller verlangt

werden, dass er soweit zumutbar diejenigen Angaben macht, die der Behörde

erlauben, den Sachverhalt und die Anspruchsberechtigung näher abzuklären. Wohl

hat die Behörde den Sachverhalt von Amtes wegen festzustellen (Art. 16 Abs. 2 OHG).

Das schliesst aber eine Mitwirkungspflicht des Gesuchstellers nicht aus (BGE

124.

V 234 E. 4b/bb S. 239;123 III 328 E. 3 S. 329; 120 Ia 179 E. 3a S. 181 f.;

FRITZ GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. Aufl., Bern 1983, S. 284 f.;

ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3.

Aufl., Zürich 1998, S. 341; ALFRED KÖLZ/JÜRG BOSSHART/MARTIN RÖHL, Kommentar

zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich, 2. Aufl., Zürich 1999, N.

59.

ff. zu § 7; PETER SALADIN, Das Verwaltungsverfahrensrecht des Bundes,

Basel/Stuttgart 1979, S. 125; Empfehlungen SVK-OHG, Nr. 74). Wer ein Gesuch

stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind oder von

ihm mit wesentlich weniger Aufwand erhoben werden können als von der Behörde.

Insbesondere muss das Opfer den anspruchsbegründenden Sachverhalt mit

hinreichender Bestimmtheit darlegen und der Behörde diejenigen Angaben liefern,

die ihr erlauben, weitere Erkundigungen einzuziehen (GOMM/STEIN/ZEHNTNER,

a.a.O., Rz. 24 zu Art. 16). Dabei ist zu berücksichtigen, dass die

Verwaltungsstelle, welche die Leistungsbegehren nach Art. 11 ff. OHG beurteilt, rechtlich

und faktisch nicht dieselben prozessualen Untersuchungsmittel zur Verfügung hat

wie die Strafverfolgungsbehörden. Sie ist oft darauf angewiesen, polizeiliche

und strafprozessuale Akten heranzuziehen, um beurteilen zu können,

ob überhaupt eine Straftat vorliegt. Es kann und muss daher vom

Opfer verlangt werden, dass es der Behörde - soweit vorhanden - derartige Akten

zur Verfügung stellt oder zumindest angibt, wo diese Unterlagen ediert werden

könnten.“ (sottolineature

del redattore)

Peter

Gomm, in Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 310 e seguenti rammenta che :

" Die Behörde stellt den Sachverhalt von Amtes wegen

fest. Für die Abklärung des rechtserheblichen Sachverhalts gilt im

Verwaltungsverfahren die Untersuchungsmaxime. Diese ist im Bereich des

Opferhilfegesetzes von Bundesrechts wegen vorgesehen (Art. 16 Abs. 2 OHG).

(…)

Dies enthebt das Opfer nicht von der Pflicht, seine Verhältnisse zu

offenbaren, soweit es in seinen Möglichkeiten liegt und zumutbar ist. Wer ein

Gesuch stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind

oder von Ihm mit wesentlich weinger Aufwand erhoben werden können als von

Behörde.

(…)

In gleicher Weise hat die Entschädigungsbehörde eigene

Beweiserhebungen zu treffen, wenn der Versorgeschaden in den wesentlichen

Elementen dargelegt worden und das Opfer damit seiner Substanziierungspflicht

nachgekommen ist. Es ist Sache der Entschädigungsbehörde, allenfalss einzelne

fehlende Elemente für die Schadensberechnung ergänzend zu erheben oder das

Opfer, falls notwendig, zur Mitwirkung aufzufordern (vgl. BGE 129 II 49 ff.

Erw. 4.1).

Art. 1 OHV bestimmt, dass das Opfer glaubhaft machen muss, dass

es keine oder nur ungenügende Leistungen von Dritten (Täter, Versicherungen

usw.) erhalten kann. Die Glaubhaftmachung bezieht sich nur darauf, bisher

nicht entschädigt worden zu sein und in nächster Zukunft keine Schadenersatz-

oder Genugtuungsleistungen erwarten zu können (BGE 1A.170/2001 vom 18. Februar 2002 Erw. 4.2). (…)" (sottolineatura del redattore),

La

citata sentenza del 18 febbraio 2002 (1A.170/2001) prevede:

" 2. Zunächst ist festzuhalten, dass das Bestehen von

Ansprüchen des Opfers gegenüber dem Täter bzw. seiner Versicherung Entschädigungs-

oder Genugtuungsansprüche nach OHG in der Regel nicht ausschliesst

(Gomm/Stein/Zehntner, Kommentar zum OHG, Art. 14 N 7):

Ziel des Opferhilfegesetzes ist es, dem Opfer langwierige Auseinandersetzungen

mit dem Täter oder mit Versicherungen zu ersparen und ihm rasch, in einem

einfachen Verfahren, zu seinem Schadenersatz zu verhelfen (vgl. Botschaft zur Volksinitiative

"zur Entschädigung der Opfer von Gewaltverbrechen", BBl 1983 III S.

890.

f. Ziff. 812 und S. 896 Ziff. 10.262).

Das Opferhilfegesetz räumt daher dem Opfer ein primäres Recht auf

einen Entschädigungs- bzw. Genugtuungsanspruch gegenüber dem Staat ein, der in

einem raschen, einfachen und kostenlosen Verfahren durchgesetzt werden kann (BGE

123.

II 1 E. 3b S. 4). Dieser Anspruch ist nur insofern subsidiär, als sich das

Opfer andere Leistungen, die es als Schadenersatz erhalten hat, anrechnen

lassen muss (Art. 14 Abs. 1 OHG), und Ansprüche, die ihm aufgrund der Straftat

zustehen, auf den Kanton übergehen, dessen Behörde eine Entschädigung oder Genugtuung

zugesprochen hat (Art. 14 Abs. 2 OHG).

Dann aber kann sich auch die Glaubhaftmachung nach Art. 1 OHV nur

darauf beziehen, bisher noch nicht entschädigt worden zu sein und keine

Schadenersatz- oder Genugtuungsleistungen in nächster Zukunft erwarten zu

können (so auch

Botschaft zur Volksinitiative, a.a.O. S. 897 Ziff. 10.262; ähnlich auch

Botschaft des Bundesrates zum OHG vom 25. April 1990, BBl 1990 II S. 976 Ziff.

211.

). Dies entspricht der bisherigen bundesgerichtlichen Rechtsprechung, wonach

das Entschädigungsverfahren nach Art. 11 ff. OHG nur dann bis zum Abschluss

eines hängigen Strafverfahrens sistiert werden darf, wenn das Verfahren vor der

Opferhilfestelle ohnehin nicht rascher hätte durchgeführt werden können (BGE

122.

II 211 E. 3e S. 216 f.), und es mit Sinn und Zweck der Opferhilfe

unvereinbar sei, vom Opfer zu verlangen, zunächst selber einen zivilen

Schadenersatzprozess zu führen (BGE 123 II 1 E. 3b S. 4).“

Gli

accertamenti condotti dal TCA non hanno permesso di ritenere delle lesioni psichiche

di una certa gravità provocate in RI 1 dalle omissioni paterne.

Si

ribadisce che il comportamento di __________, le sue omissioni nell'assumersi

le responsabilità legali o morali di una paternità e l'implicita misconoscenza

di un rapporto affettivo con il figlio hanno lasciato un segno nel giovane

valido studente.

La separazione dei

genitori ha comportato per lui una presa a carico ma in epoca ormai lontana e

per un periodo comunque, fortunatamente, limitato nel tempo, ma va esclusa la

natura di vittima ai sensi della LAVI, come detto senza con ciò misconoscere il

grave atteggiamento di suo padre e le ripercussioni che questo comportamento ha

avuto, siccome non comprovata una diretta e grave lesione psichica.

10.

Alla

luce di quanto precede non può essere riconosciuta la veste di vittima nè a RI

2.

nè a __________ e, per tale motivo, non possono essere loro riconosciuti diritti

nell'ambito della LAVI. Ne consegue che i ricorsi vanno respinti senza conseguenza

di ripetibili.

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1.

I

ricorsi formulati da RI 2 e da RI 1, entrambi del 9 settembre 2007, sono congiunti.

2.

I ricorsi

di RI 2 e RI 1 sono respinti.

3.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

5.

Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro

la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla

notificazione.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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