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Decisione

43.2008.3

Domanda di risarcimento e rimborso spese legali in ambito LAVI. Accertamenti svolti dal DSS. Sollecito e successivo ricorso del patrocinatore della vittima. In concreto non si tratta di domanda di aiu

28 luglio 2008Italiano25 min

Source ti.ch

Fatti

I

medesimi principi sono stati dedotti in altri ambiti del diritto. Con STF del

24 febbraio 2000 (1P.365/1999), il TF ha rilevato:

" Sempre secondo la ricorrente, la Corte avrebbe poi

violato il principio della celerità, per aver emanato la sentenza un anno e

otto mesi dopo l'introduzione dell'istanza tendente all'ottenimento del risarcimento.

Il principio della celerità derivante dall'art. 29 cpv. 1 Cost. e già

desumibile dall'art. 4 vCost., nonché dall'art. 6 n. 1 CEDU, prevede che la

procedura giudiziaria debba essere conclusa entro un termine ragionevole. Per

determinare se questo principio è stato violato occorre esaminare, di caso in

caso, la complessità della causa, la natura dei delitti o dei crimini di

cui l'accusato è sospettato, il comportamento delle parti e delle autorità ed

effettuare una valutazione in base a un apprezzamento globale del lavoro

svolto: perché sussista una violazione non basta infatti che un determinato

atto avesse potuto essere compiuto anticipatamente (DTF 125 V 373 consid. 2b/aa, pag. 375/376, 124 I 139 consid.

2c, 119 Ib 311 consid. 5b, 107 Ib 165 consid. 3c; Villiger, op. cit., n. 452 e

segg.; Andreas Donatsch, Das Beschleunigungsgebot im Strafprozess gemäss art. 6

Ziff. 1 EMRK in der Rechtsprechung der Konventionsorgane, in: Aktuelle Fragen

zur Europäischen Menschenrechtskonvention, Zurigo 1994, pag. 76 e segg.;

ArthurHaefliger/Frank Schürmann, Die Europäische Menschenrechtskonvention und

die Schweiz, Berna 1999, pag. 205 e rinvii).

Nella fattispecie, l'incarto di cui i Giudici cantonali hanno dovuto occuparsi

per determinarsi sulla fondatezza delle richieste della ricorrente è voluminoso

e complesso: basti ricordare che il procedimento penale a carico della

ricorrente è stato congiunto (senza che la stessa vi si opponesse) con quello

del marito. La durata dei procedimenti penali, dipendenti da numerose denunce e

controdenunce, e che vedevano coinvolte parecchie persone, nonché la

complessità dei fatti non hanno certamente facilitato il compito dei Giudici

cantonali. Tenuto conto di queste circostanze, la durata della procedura

davanti alla CRP non può ritenersi eccessiva. Del resto, la ricorrente ha sì sollecitato

due volte, il 18 marzo 1998 e l'11 marzo 1999, l'evasione della causa. Dalla documentazione

agli atti non si riscontra però che essa abbia adito le istanze ricorsuali

superiori (ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale per <ritardata> <giustizia> contro la pretesa

inattività della CRP), per cui una decisione sull'eventuale ritardo a statuire

esulerebbe comunque dal presente giudizio."

ed

ancora con sentenza del 23 settembre 2005 nella causa A. e B. (inc.

1A.155/2005), l’Alta Corte ha affermato:

" 4.

Les recourants demandent enfin au Tribunal fédéral de constater que

l'Etat de Vaud a violé le principe de la célérité.

4.1 Selon l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne a droit, dans une

procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause soit traitée équitablement

et jugée dans un délai raisonnable. L'autorité viole cette garantie

constitutionnelle lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de

prendre dans le délai prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de

l'affaire ainsi que toutes les autres circonstances font apparaître comme

raisonnable (ATF 130 I 312 consid. 5.1 p. 331 et les arrêts cités).

4.2 A.________ a déposé sa demande d'indemnisation le 8 mai 2001, soit

quelques jours avant l'échéance du délai de deux ans fixé à l'art. 16 al. 3

LAVI. Le Département a suspendu l'instruction de la requête jusqu'à droit jugé

sur le plan pénal. La requérante ne s'est pas opposée à cette mesure, qui est

en principe conforme aux exigences de simplicité et de rapidité posées à l'art.

16 al. 1 LAVI (cf. ATF 123 II 1 consid. 2b p. 3). D._______ a été condamné en

première instance par un jugement du 10 décembre 2001, qu'il a contesté sans

succès devant la Cour de cassation pénale du Tribunal cantonal du canton de

Vaud, puis devant le Tribunal fédéral. L'autorité d'indemnisation n'a pas

failli à son obligation de diligence en attendant l'issue de cette procédure

avant de statuer, dès lors qu'elle pouvait éventuellement aboutir à

l'annulation de la condamnation et à un nouveau jugement. Le Tribunal fédéral a

rejeté le pourvoi en nullité formé par D.________ le 28 février 2003. L'arrêt

motivé a été notifié aux parties le 3 avril 2003. Le Département a rendu sa

décision en date du 24 avril 2004. Même si ce délai est relativement long, on

ne saurait dire que l'autorité a failli au principe de la célérité garanti à

l'art. 29 al. 1 Cst., ce d'autant qu'il s'agissait de statuer non pas sur une

demande de prestations d'aide immédiate ou à plus long terme, au sens de l'art.

3 LAVI, mais d'une demande d'indemnisation et de réparation morale fondée sur

les art. 11 et suivants LAVI. Au demeurant, les recourants n'ont pas subi de

préjudice de la violation alléguée vu le sort de leur requête. Ils ne sauraient

dès lors faire valoir un intérêt pratique à faire constater que le principe de

la célérité aurait été violé. Aussi, il n'y a pas lieu de donner suite à la

conclusion prise en ce sens par les recourants." (sottolineatura del

redattore)

In

una procedura giudicata dal Tribunale Cantonale delle Assicurazioni era questione

di un ritardo da parte dell’amministrazione cantonale, che, confrontata con una

domanda di indennizzo e riparazione formulata a fine 2002 l'ha evasa nel 2005

dopo avere a più riprese e senza successo chiesto alla vittima la produzione di

documentazione.

In

quella sentenza (43.2007.1 in re M. emessa il 6 novembre 2007) questa Corte ha

ritenuto:

" In concreto, la durata della procedura è stata

particolarmente lunga.

Tuttavia, da una parte va rilevato come l’interessata non ha sollecitato

per iscritto l’emanazione del provvedimento. Neppure il 10 novembre 2004,

allorquando ha trasmesso al Consiglio di Stato la documentazione richiestale,

ha sollevato obiezioni circa la durata della procedura (cfr. richiesta di

trasmissione dell’intera documentazione inerente la procedura in esame, doc.

VI).

D’altra parte la ricorrente, contrariamente a quanto sembra ritenere

(cfr. doc. V), non ha subito pregiudizi dalla circostanza che la decisione è

stata emanata nel corso del 2005. Infatti, come si vedrà in seguito (consid.

2.6 e 2.7), la nuova documentazione prodotta su richiesta dell’autorità

cantonale non è decisiva per l’esito dell’istanza, ma permette tutt’al più di

rafforzare le convinzioni già maturate in precedenza dall’autorità cantonale.

Infine, da quando il DSS è entrato in possesso della documentazione

richiesta (ottobre 2004), all’emanazione della decisione (marzo 2005), sono

passati pochi mesi.

Per cui, anche se la procedura si è protratta per un lungo periodo,

trattandosi di statuire su una domanda d’indennizzo e riparazione morale (art.

11 segg. LAV) e non di una richiesta di aiuto immediato (art. 3 LAV) ed in

assenza di solleciti da parte dell’insorgente, non vi è violazione del

principio di celerità." (sottolineatura del redattore)

Il

Tribunale Federale delle Assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale Federale)

ha stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p. 109s., che

l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é soltanto la

verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può,

quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni, in effetti, non

costituiscono l'oggetto litigioso di questa procedura. In caso di accoglimento

di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina

all’assicuratore sociale di concludere entro un termine ragionevole la

procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren,

cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110),”.

• che, nel caso concreto va evidenziato,

come rettamente ha fatto l'amministrazione nei suoi allegati, che oggetto della

procedura è un'istanza a norma dell'art. 11 LAV e non invece richiesta di aiuti

immediati (art. 3 LAV);

• che, rettamente ancora, il DSS evidenzia

come necessario - per potere decidere sull'istanza - era acquisire gli

accertamenti circa "la verosimiglianza che le somme dovute non venissero

integralmente versate dall'autore del reato o da terzi". Anche l'accertamento

della crescita in giudicato della sentenza penale era necessario;

• che, a partire dalla seconda metà di

gennaio, il DSS avrebbe quindi potuto, pur nel rispetto dell'ordine cronologico

indicato, perlomeno acquisire dalla parte istante quelle informazioni che

ancora mancano agli atti, per mettersi in grado di emanare la propria

decisione;

• che, come rammentato nel giudizio 6

novembre 2007 (43.2007.1 in re M.), a norma dell'art. 16 cpv. 2 LAV l'autorità

accerta d'ufficio i fatti;

• che, in particolare, il principio

secondo cui il giudice accerta d'ufficio i fatti - con la collaborazione delle

parti - in virtù del principio inquisitorio (ST 6 novembre 2007, 43.2007.1,

pag. 7) vale anche sotto l'egida della LAV. Come evocato nella sentenza

cantonale citata in DTF 126 II 97 cons. 2 e:

" Hingegen kann und muss vom Gesuchsteller verlangt

werden, dass er soweit zumutbar diejenigen Angaben macht, die der Behörde

erlauben, den Sachverhalt und die Anspruchsberechtigung näher abzuklären. Wohl

hat die Behörde den Sachverhalt von Amtes wegen festzustellen (Art. 16 Abs. 2 OHG).

Das schliesst aber eine Mitwirkungspflicht des Gesuchstellers nicht aus (BGE

124 V 234 E. 4b/bb S. 239;123 III 328 E. 3 S. 329; 120 Ia 179 E. 3a S. 181 f.;

FRITZ GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. Aufl., Bern 1983, S. 284 f.;

ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3.

Aufl., Zürich 1998, S. 341; ALFRED KÖLZ/JÜRG BOSSHART/MARTIN RÖHL, Kommentar

zum Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich, 2. Aufl., Zürich 1999, N.

59 ff. zu § 7; PETER SALADIN, Das Verwaltungsver-fahrensrecht des Bundes,

Basel/Stuttgart 1979, S. 125; Empfehlungen SVK-OHG, Nr. 74). Wer ein Gesuch

stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind oder von

ihm mit wesentlich weniger Aufwand erhoben werden können als von der Behörde.

Insbesondere muss das Opfer den anspruchsbegründenden Sachverhalt mit

hinreichender Bestimmtheit darlegen und der Behörde diejenigen Angaben liefern,

die ihr erlauben, weitere Erkundigungen einzuziehen (GOMM/STEIN/ZEHNTNER,

a.a.O., Rz. 24 zu Art. 16). Dabei ist zu berücksichtigen, dass die

Verwaltungsstelle, welche die Leistungsbegehren nach Art. 11 ff. OHG beurteilt, rechtlich

und faktisch nicht dieselben prozessualen Untersuchungsmittel zur Verfügung hat

wie die Strafverfolgungsbehörden. Sie ist oft darauf angewiesen, polizeiliche

und strafprozessuale Akten heranzuziehen, um beurteilen zu können,

ob überhaupt eine Straftat vorliegt. Es kann und muss daher vom

Opfer verlangt werden, dass es der Behörde - soweit vorhanden - derartige Akten

zur Verfügung stellt oder zumindest angibt, wo diese Unterlagen ediert werden

könnten.“ (sottolineature del redattore)

Peter

Gomm, in Opferhilfegesetz, Berna 2005, pag. 310 e seguenti rammenta che :

" Die Behörde stellt den Sachverhalt von Amtes wegen

fest. Für die Abklärung des rechtserheblichen Sachverhalts gilt im Verwaltungs-verfahren

die Untersuchungsmaxime. Diese ist im Bereich des Opferhilfegesetzes von

Bundesrechts wegen vorgesehen (Art. 16 Abs. 2 OHG).

(…)

Dies enthebt das Opfer nicht von der Pflicht, seine Verhältnisse zu

offenbaren, soweit es in seinen Möglichkeiten liegt und zumutbar ist. Wer ein

Gesuch stellt, muss diejenigen Tatsachen darlegen, die nur ihm bekannt sind

oder von Ihm mit wesentlich weinger Aufwand erhoben werden können als von

Behörde.

(…)

In gleicher Weise hat die Entschädigungsbehörde eigene Bewei-serhebungen

zu treffen, wenn der Versorgeschaden in den wesentlichen Elementen dargelegt

worden und das Opfer damit seiner Substanzierungspflicht nachgekommen ist. Es

ist Sache der Entschädigungsbehörde, allenfalss einzelne fehlende Elemente für

die Schadensberechnung ergänzend zu erheben oder das Opfer, falls notwendig,

zur Mitwirkung aufzufordern (vgl. BGE 129 II 49 ff. Erw. 4.1).

Art. 1 OHV bestimmt, dass das Opfer glaubhaft machen muss, dass es

keine oder nur ungenügende Leistungen von Dritten (Täter, Versicherungen usw.)

erhalten kann. Die Glaubhaftmachung bezieht sich nur darauf, bisher nicht

entschädigt worden zu sein und in nächster Zukunft keine Schadenersatz- oder

Genugtuungsleistungen erwarten zu können (BGE 1A.170/2001 vom 18. Februar 2002 Erw. 4.2). (…)";

• che,

da quanto precede, può essere dedotto l'obbligo del DSS di condurre l'istruttoria

della procedura - nell'ottica dell'esigenza della LAV - con sollecitudine;

• che,

di conseguenza, il DSS dovrà chiedere al patrocinatore dell'istante la produzione

degli atti e/o delle attestazioni o l'indicazione dei mezzi di prova che

riterrà idonei per le verifiche che ritiene di dovere operare per poi decidere.

D'altro canto il legale della ricorrente - che già alla lettura della risposta

di causa ha recepito quali esigenze istruttorie ha manifestato l'amministrazione

(la più semplice è la produzione della nota d'onorario dettagliata) - dovrà collaborare

trasmettendo spontaneamente quanto necessario;

• che

la contrapposizione delle parti non giova certamente alla causa della vittima minorenne

che, come rammenta correttamente l'avv. RA 2, ha subito reati di inenarrabile

brutalità. Da rilevare che - comunque - la natura dei reati subiti dalla

vittima non deve essere il criterio da ritenere per evadere con priorità una

domanda rispetto ad altre;

• che,

accertata la necessità in concreto - comunque - di accelerare il corso

istruttorio per abbreviare - per quanto possibile - l'evasione della procedura,

non va disatteso qui che quanto richiesto al DSS non è un aiuto immediato a norma

dell'art. 3 LAV ma un indennizzo e riparazione morale (art. 11 LAV). La prassi

citata nelle considerazioni che precedono permette di ritenere che, alla luce

della natura della procedura, della necessità di ancora completare le verifiche

e gli accertamenti (ciò che dovrà comunque avvenire in tempi brevi) il tempo

sin qui trascorso dalla completazione dell'istanza il 15 novembre 2007 e

dall'accertamento di crescita in giudicato della sentenza penale (avvenuto il

21 gennaio 2008), la procedura non è, sin qui, stata condotta in violazione del

principio di celerità.

Non

occorre ora e qui esaminare se il termine di 1 anno ricordato dall'amministrazione

come complessivamente necessario, per decidere istanze quali quella in discussione,

sia ancora rispettoso dei principi legali evocati. Va qui rammentato che, se è

di principio corretto seguire, per l'evasione delle procedure l'ordine cronologico

d'entrata, non va negletto il fatto che vi sono procedure la cui istruttoria è

più veloce o impone acquisizione probatoria meno importante e quindi possono

essere evase con priorità rispetto a procedure coeve od anche più datate;

• che,

si ribadisce, in concreto i tempi del DSS sin qui non sono tali da ritenere un

ritardo ingiustificato e violazione del principio di celerità;

• che

il DSS è comunque invitato a dare indilato seguito alla raccolta degli elementi

ancora necessari per poter giungere, nei tempi il più possibile contenuti, ad

emanare il giudizio di sua competenza;

• che

il ricorso va quindi respinto senza carico di tassa di giustizia e spese.

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

Considerandi

2.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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