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Decisione

43.2022.1

Vittima di ripetuti atti sessuali con fanciulli, in parte tentati e di ripetuta coazione sessuale in parte tentata. Esame dell'ammontare della riparazione morale. Aumento a fr. 19'000. Conferma dell'importo di fr. 180 all'ora per il calcolo dell'onorario dell'avvocato

21 novembre 2022Italiano53 min

durata di tale periodo, ripercussioni sulla vita professionale e privata, infezione

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

43.2022.1

cs

Lugano

21 novembre 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Christian Steffen, vicecancelliere

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2022 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione del 9 agosto 2022 emanata da

Dipartimento della sanità e della socialità, 6501 Bellinzona

in materia di aiuto alle vittime di reati

ritenuto in fatto

1.1. Il __________ la Corte __________

ha riconosciuto __________, nato nel __________, autore colpevole, per quanto

qui d’interesse, di (1) ripetuti atti sessuali con fanciulli, in parte tentati (art.

187 CP) per avere, a __________, __________, e una volta a __________ (__________),

__________, nel periodo da inizio settembre 2005 ai primi mesi del 2010, ripetutamente

compiuto e tentato di compiere atti sessuali con RI 1, nata il __________ 1995,

di (2) ripetuta coazione sessuale, in parte tentata (art. 189 CP) per avere,

nelle circostanze di tempo e di luogo indicate al punto 1, ripetutamente

costretto e tentato di costringere RI 1 a subire atti sessuali.

Complessivamente è stato

condannato alla pena detentiva di 7 anni, da dedursi il carcere preventivo e la

carcerazione di sicurezza sofferta, nonché la pena anticipatamente espiata. __________

è inoltre stato condannato a versare all’accusatrice privata, RI 1, fr.

12'457.80 a titolo di indennizzo ex art. 433 CPP, fr. 1'853.50 a titolo di

risarcimento danni e fr. 20'000 a titolo di indennità per torto morale oltre

interessi al 5% a far tempo dal 1° settembre 2005.

1.2. Con decisione del __________ la

Corte __________ ha pronunciato lo stralcio del procedimento di appello

ritenuto che __________, che aveva annunciato il ricorso, non ha presentato

nessuna dichiarazione di appello entro il termine di 20 giorni dalla

notificazione della sentenza motivata.

1.3. Il 4 ottobre 2021 RI 1 ha inoltrato

al Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) un’istanza tendente in via

principale al versamento a titolo di una riparazione morale di fr. 36'000,

oltre ad un indennizzo di fr. 14'311.30 composti da fr. 12'457.80 di spese

legali e fr. 1'853.50 di spese mediche rimaste scoperte (doc. 3).

1.4. Con decisione del 9 agosto 2022 il

Dipartimento della sanità e della socialità ha parzialmente accolto l’istanza, riconoscendo

a RI 1 un contributo per le spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da

terzi di fr. 8'800.15 (fr. 1'853.50 per l’assistenza medica e fr. 6'946.65 per

l’assistenza giuridica) e una riparazione morale di fr. 12'790 (doc. A2).

Relativamente all’assistenza

giuridica, l’autorità amministrativa, accertato che la Corte __________ ha

fissato in 32 ore e mezza l’onere orario del legale, cui sono stati aggiunti

fr. 600 di spese (forfait) e l’IVA, ha applicato la tariffa minima prevista

dall’assistenza giudiziaria cantonale, ossia fr. 180 all’ora, cui ha aggiunto

fr. 600 di spese e l’IVA al 7.7%.

Per quanto concerne la

riparazione morale, il DSS ha stabilito che in base alla gravità dei reati la

lesione dell’integrità sessuale è da considerarsi molto grave e va inserita nel

margine 2 (tra fr. 8'000 e fr. 20'000) della guida per stabilire l’importo

della riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di

reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia (UFG). Posto

questo principio, il DSS ha fissato in fr. 13'000 l’importo della riparazione

morale, da cui ha dedotto fr. 210 pari alla trattenuta sul salario dell’autore

del reato effettuata dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino

all’emanazione della decisione.

1.5. RI 1, rappresentata dall’avv. RA 1,

è insorta al TCA contro la predetta decisione, chiedendone l’annullamento,

rispettivamente la riforma nel senso che le venga accordato a titolo di

riparazione morale un importo di fr. 36'000, oltre ad un indennizzo per spese

legali e mediche di fr. 14'311.30, come da istanza del 4 ottobre 2021 (doc. I).

La ricorrente fa valere una

violazione del diritto di essere sentita, poiché la decisione impugnata non

sarebbe sufficientemente motivata e non le avrebbe permesso di comprendere i

motivi alla base della fissazione degli importi riconosciuti, contesta

l’applicazione della tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo dell’onorario

dell’avvocato e sostiene che la lesione dell’integrità sessuale subita rientra

nel margine 3 della guida per stabilire l’importo della riparazione morale

secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019

edita dall’Ufficio federale di giustizia, che prevede un indennizzo da fr.

20'000 a fr. 70'000.

1.6. Con risposta del 27 settembre 2022

il DSS ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove

necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. III).

considerato in diritto

in ordine

2.1. La ricorrente lamenta una

violazione del suo diritto di essere sentita poiché la decisione impugnata non

sarebbe sufficientemente motivata e non le permetterebbe di comprendere le

ragioni per le quali è stata applicata una tariffa oraria di fr. 180 nel calcolo

dell’onorario del proprio legale e per quale motivo la lesione dell’integrità

sessuale è stata inserita nel margine 2 non nel margine 3 della guida per

stabilire l’importo della riparazione morale secondo la legge concernente

l’aiuto alle vittime di reato del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di

giustizia. Inoltre, i fatti non sarebbero stati accertati in maniera completa.

Per l'art. 29 cpv.

2 Cost. fed., le parti hanno diritto di essere sentite. Tale diritto ha

valenza formale. La sua violazione conduce di massima, indipendentemente dalla

fondatezza delle censure di merito, all'accoglimento del ricorso e all'annullamento

della decisione impugnata (DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17 con rinvio alla DTF

137 I 195 consid. 2.2 pag. 197; STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3)).

Il diritto di essere sentito serve da un lato all'accertamento dei fatti e da

un altro lato comprende la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della

resa di una decisione, che interviene a modificare la posizione giuridica dell'interessato,

segnatamente se il provvedimento si rivela sfavorevole nei suoi confronti. Egli

ha diritto di consultare l'incarto, di offrire mezzi di prova su punti

rilevanti, di esigerne l'assunzione (partecipando alla stessa) e di potersi

esprimere sulle relative risultanze. Il diritto di essere sentito, quale

diritto di cooperare alla procedura comprende tutte le facoltà che devono

essere concesse a una parte, in modo tale che essa in una procedura possa

difendere efficacemente la sua tesi. Perché ciò possa essere realizzato, la

parte ha anche il diritto di essere informata previamente e in maniera adeguata

dall'autorità sulla procedura per quanto attiene alle tappe decisive per il

giudizio. Non è possibile in maniera generale e astratta stabilire in quale

misura si estende questo diritto, ma occorre soppesare le circostanze concrete

(DTF 144 I 11 consid. 5.3 pag. 17; 135 II

286 consid. 5.1 pag. 293; 135 I 279 consid. 2.3 pag. 282; DTF 132 V 368 consid. 3.1 pag. 370 e sentenze ivi citate).

Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo

per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da

un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le

ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del

provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di

permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione

medesima.

Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a

pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte;

essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad

influire sulla decisione (STF 9C_569/2020 del 4 gennaio 2022, consid. 3; STF U 397/05 del 24 gennaio 2007 con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

2.2. In concreto nella decisione

impugnata, di 9 pagine, l’amministrazione ha indicato approfonditamente i

motivi per i quali ha fissato in fr. 180 all’ora l’importo della nota

d’onorario dell’avvocato (punto 6, pag. 4 e 5) e le ragioni che l’hanno portata

ad utilizzare il margine 2 della guida per stabilire l’importo della

riparazione morale secondo la legge concernente l’aiuto alle vittime di reato

del 3 ottobre 2019 edita dall’Ufficio federale di giustizia per stabilire

l’importo della riparazione morale (punti 7.2 e 7.3, pag. 6-9), riassumendo i

fatti alla base del provvedimento.

La

ricorrente, rappresentata da un legale, ha potuto comprendere le motivazioni che

hanno portato ai calcoli effettuati dall’amministrazione e le ha compiutamente

contestate in sede giudiziaria con un ricorso a questo Tribunale (doc. I).

La

Cassa ha poi nuovamente ribadito le sue ragioni con la risposta di causa del 27

settembre 2022 (doc. III).

In

concreto non vi è pertanto alcuna violazione del diritto di essere sentita.

Del resto come emerge dalla STF 8C_482/2018 del 26

novembre 2018 consid. 4.4.2, una violazione non particolarmente grave

del diritto di essere sentito può essere eccezionalmente sanata, quando la

persona interessata ha la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di

ricorso, che valuta liberamente la censura presentata dal ricorrente, ossia nel

caso specifico un tribunale, che può esaminare liberamente sia l'accertamento

(e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applicazione del diritto (DTF 127 V 431 consid.

3d/aa pag. 437). La giurisprudenza ha stabilito che si può prescindere da un

rinvio della causa all'autorità precedente persino in caso di grave violazione

del diritto di essere sentito: una tale eventualità si realizza se

l’annullamento della decisione viziata comporterebbe un inutile formalismo e in

definitiva una tale soluzione condurrebbe a ritardi superflui, i quali non

sarebbero compatibili con l' (equivalente) interesse della parte di essere

sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito (DTF

142 II 218 consid. 2.8.1; DTF 133 I 201 consid. 2.2; STF 8C_842/2016 del 18

maggio 2017 consid. 3.1 con riferimenti). Giova comunque ricordare che il

principio di celerità (art. 29 cpv. 1 LAV) non è preminente e tale da porre in

secondo piano il diritto di essere sentito e l'obbligo di chiarire i fatti con

la necessaria diligenza (cfr. STF 8C_433/2018 del 14 agosto 2018 consid. 5.1 e STF

8C_210/2013 del 10 luglio 2013 consid. 3.2.1 con riferimenti).

Nel

caso di specie, il TCA dispone di un pieno potere di esame (art. 29 cpv. 3 LAV)

e, in applicazione del principio inquisitorio, può assumere le prove che

ritiene necessarie per il chiarimento della fattispecie (art. 29 cpv. 2 LAV).

Il TCA può pertanto entrare nel merito del ricorso.

nel merito

2.3. Il 1° gennaio 2009 è entrata in

vigore la nuova Legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 23

marzo 2007, che ha abrogato la legge del 4 ottobre 1991 (art. 46 nuova LAV).

L’art. 48 lett. a

prima frase (disposizioni transitorie) della nuova LAV prevede che sono retti

dal diritto previgente il diritto all’indennizzo o alla riparazione morale per

reati commessi prima dell’entrata in vigore della nuova legge.

Nel caso di specie i reati di ripetuti atti sessuali con

fanciulli, in parte tentati e di ripetuta coazione sessuale, in parte tentata,

sono stati commessi da settembre 2005 ai primi mesi del 2010.

Al caso di specie, per quanto concerne il diritto

all’indennizzo o alla riparazione morale trovano pertanto applicazione le

norme della legge in vigore fino al 31 dicembre 2008 per i fatti avvenuti fino

a tale data e dal 1° gennaio 2009 per i fatti avvenuti successivamente e fino

ai primi mesi del 2010 (cfr. STF 9C_705/2017 del 26 novembre 2018, consid. 2

non pubblicato in DTF 144 II 406).

Nel caso di specie non è contestato il diritto della

ricorrente ad ottenere un indennizzo e una riparazione morale, ma unicamente l’ammontare

degli importi riconosciuti dall’amministrazione.

Nella misura in cui nella presente sentenza non vi è alcuna

indicazione, il riferimento alla LAV va inteso nel tenore in vigore dal 1°

gennaio 2009.

2.4. A norma dell’art. 1 cpv. 1 LAV ogni

persona la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa

a causa di un reato (vittima) ha diritto all’aiuto conformemente alla presente

legge (aiuto alle vittime).

L’art. 1 cpv. 3 LAV prevede che

il diritto sussiste indipendentemente dal fatto che l’autore sia stato

rintracciato (lett. a), si sia comportato in modo colpevole (lett. b), abbia

agito intenzionalmente o per negligenza (lett. c).

Secondo l’art. 2 LAV l’aiuto

comprende:

a. la

consulenza e l’aiuto immediato;

b. l’aiuto a

più lungo termine fornito dai consultori;

c. il

contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi;

d. l’indennizzo;

e. la

riparazione morale;

f. l’esenzione

dalle spese processuali.

L’art. 3 cpv. 1 LAV prevede che

l’aiuto alle vittime è concesso se il reato è stato commesso in Svizzera. Per

l’art. 3 cpv. 2 LAV se il reato è stato commesso all’estero, le prestazioni dei

consultori sono accordate alle condizioni di cui all’articolo 17; non vengono

concessi indennizzi né riparazioni morali.

Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 LAV

le prestazioni dell’aiuto alle vittime sono accordate definitivamente solo se

l’autore del reato o un’altra persona o istituzione debitrice non versa

prestazioni o versa prestazioni insufficienti.

Per l’art. 4 cpv. 2 LAV chi

chiede un contributo alle spese per l'aiuto a più lungo termine fornito da

terzi, un indennizzo o una riparazione morale deve rendere attendibile che sono

soddisfatte le condizioni di cui al capoverso 1, eccetto che, in considerazione

di circostanze particolari, non si possa pretendere che egli si adoperi per

ottenere prestazioni da terzi.

Secondo l’art. 8 cpv. 1 LAV le

autorità di perseguimento penale informano la vittima in merito all’aiuto alle

vittime e a determinate condizioni ne trasmettono il nome e l’indirizzo a un

consultorio. Gli obblighi relativi sono retti dalla procedura applicabile.

2.5. Per quanto concerne la riparazione

per torto morale, l’art. 22 cpv. 1 LAV prevede che la vittima e i suoi

congiunti hanno diritto a una somma a titolo di riparazione morale se la

gravità della lesione lo giustifica; gli articoli 47 e 49 del Codice delle

obbligazioni si applicano per analogia.

Secondo l’art. 22 cpv. 2 LAV il diritto

alla riparazione morale non è trasmissibile per successione.

Per l’art. 23 cpv. 1 LAV la

riparazione morale è calcolata in base alla gravità della lesione. Secondo

l’art. 23 cpv. 2 LAV la riparazione morale ammonta al massimo a 70'000 franchi

per la vittima (lett. a), 35'000 franchi per i congiunti (lett. b). Ai sensi

dell’art. 23 cpv. 3 LAV le prestazioni ricevute da terzi a titolo di

riparazione morale sono dedotte.

Per l’art. 27 LAV l’indennizzo e

la riparazione morale destinati alla vittima possono essere ridotti o esclusi

se la vittima ha contribuito a causare o ad aggravare la lesione (cpv. 1).

L’indennizzo e la riparazione morale destinati ai congiunti possono essere

ridotti o esclusi se i congiunti o la vittima hanno contribuito a causare o ad

aggravare la lesione (cpv. 2). La riparazione morale può essere ridotta se

l’avente diritto è domiciliato all’estero e, in base al costo della vita nel

luogo di domicilio, risultasse sproporzionata (cpv. 3).

L’art. 28 LAV prevede che non

sono dovuti interessi per l’indennizzo e la riparazione morale.

Il vecchio diritto (vLAV)

prevedeva quanto segue.

Ai sensi dell’art. 12 cpv. 2 vLAV

una riparazione morale può essere accordata alla vittima indipendentemente dal

suo reddito, quando la gravità dell’offesa e circostanze particolari lo

giustificano.

2.6. In concreto,

con sentenza del __________ la Corte __________ ha condannato __________ a

versare alla ricorrente, a titolo di indennità per torto morale, un importo di

fr. 20'000.-- oltre interessi al 5% dal 1° settembre 2005.

Con la decisione impugnata

l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13’000.--, da cui ha

dedotto fr. 210 pari alle trattenute sul salario dell’autore del reato

effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa sino al momento

dell’emissione della decisione.

La ricorrente contesta l’entità

della riparazione morale e chiede un importo di fr. 36'000.--.

2.7. Nell’ambito del diritto previgente

con sentenza pubblicata in DTF 129 II 312 consid. 2.3 e seguenti il TF ha

precisato che l’autorità LAV non è legata ai considerandi di diritto del

Giudice penale in merito alle pretese civili.

Il legislatore, come figura anche

nella sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020 al

consid. 3.1, emessa in applicazione del nuovo diritto, non ha voluto

garantire alla vittima una riparazione piena, intera ed incondizionata del

danno subito. In particolare nell’ambito del riconoscimento del torto morale,

la prestazione si avvicina piuttosto ad un indennizzo ex aequo et bono ove

l’ampio potere di apprezzamento dell’autorità ha come limiti il rispetto della

parità di trattamento ed il divieto dell’arbitrio. La natura sussidiaria del

risarcimento dovuto ad un dovere di assistenza e non ad una responsabilità

propria da parte dello Stato, può quindi condurre l’amministrazione a fissare

una riparazione morale meno ampia di quella attribuita in ambito penale

(sentenza 1C_505/2019 del 29 aprile 2020, consid.

3.1; cfr. DTF 132 II 117, consid. 2.2.4; DTF 129 II 321 consid. 2.5).

L’amministrazione poteva

pertanto, come ha fatto, scostarsi dall’importo per riparazione morale

stabilito dalla Corte __________.

Spetta al Tribunale stabilire se

l’interessata ha diritto ad una riparazione morale superiore rispetto a quella

riconosciuta dal Dipartimento della sanità e della socialità.

2.8. Circa l’ammontare della riparazione

morale, l’art. 22 LAV prevede che gli art. 47 e 49 CO si applicano per

analogia. L’art. 23 LAV ha da parte sua fissato le somme massime che possono

essere riconosciute, precisando che la riparazione morale è calcolata in base

alla gravità della lesione (cfr. anche art. 12 cpv. 2 vLAV).

La LAV del 23 marzo 2007,

in vigore dal 1° gennaio 2009, ha ristretto, anziché estendere, l’ammontare

della riparazione morale, prevedendo dei limiti di indennizzo che prima non

esistevano. Lo stesso Consiglio federale nel Messaggio sulla revisione totale

della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 9 novembre

2005 (FF 2005 pag. 6351 e seguenti), ha affermato, a pag. 6368, che “anche

la riparazione morale in quanto forma speciale di indennizzo per il danno

subito deve essere mantenuta. Deve però essere limitata” e a pag. 6373 che

“Proponiamo un valore massimo di 70 000 franchi per la vittima

e di 35 000 franchi per i congiunti. In questo modo la riparazione morale

secondo il diritto sull’aiuto alle vittime risulta inferiore rispetto a quella

secondo il diritto civile, come richiesto dal postulato Leuthard”.

Il Consiglio

federale ha inoltre affermato, a pag. 6408, che “dal momento che la LAV non

deve allontanarsi troppo dal diritto civile (il sistema attuale ha in effetti

dato buoni risultati) e considerato che la riparazione morale accordata dallo

Stato non deve essere identica, nel suo importo, a quella che verserebbe

l’autore del reato, la soluzione scelta è quella di una riparazione morale

secondo gli articoli 47 e 49 CO, ma limitata a un importo massimo. Considerate

le particolarità della riparazione morale secondo la LAV, diverse disposizioni

della sezione 2 (riparazione morale) e della sezione 3 (disposizioni comuni)

contengono soluzioni che si discostano per certi aspetti da quelle del diritto

civile.”

Circa gli art. 22 e 23 LAV,

l’Esecutivo federale si è così espresso (pag. 6408 e seguenti):

" L’articolo 22 capoverso 1 disciplina le condizioni per la concessione

della riparazione morale alla vittima e ai suoi congiunti con un rinvio agli

articoli 47 e 49 CO; ricorda inoltre l’importante limitazione secondo la quale

solo le lesioni gravi danno diritto a una riparazione morale. Il diritto della

vittima alla riparazione morale è quindi enunciato in modo chiaro. I congiunti

della vittima hanno diritto a una riparazione morale nella misura in (ndr: cui)

adempiono le condizioni fissate negli articoli 47 e 49 CO. L’articolo 1

capoverso 2 designa quali persone devono essere considerate come congiunti.

(…).

Affinché venga versata una riparazione morale deve

esserci una lesione all’integrità fisica, psichica o sessuale della vittima

(art. 1 cpv. 1). Successivamente intervengono condizioni inerenti al diritto

della responsabilità civile. A titolo di esempio ne menzioniamo alcune. La

riparazione morale versata alla vittima di una lesione corporale dipende dalla

gravità della sofferenza risultante dalla lesione e dalla possibilità di lenire

in modo sensibile, mediante versamento di una somma in denaro, il dolore fisico

o morale; sono per esempio considerate l’invalidità, la durata

dell’ospedalizzazione, la gravità delle operazioni, lo sconvolgimento della

vita professionale o della vita privata. Se la vittima non è deceduta, i

congiunti possono aver diritto a una riparazione morale nella misura in cui

siano colpiti allo stesso modo o più fortemente che in caso di decesso; la loro

sofferenza deve quindi avere un carattere eccezionale.

Attualmente si pensa ai casi di invalidità

permanente che necessitano di cure e di un’attenzione costante.

In occasione della procedura di consultazione, la

nozione di conseguenze di lunga durata, tratta dalla nozione di invalidità che

figura nell’articolo 8 LPGA (in passato negli art. 18 LAINF e 4 LAI), è stata criticata da diversi

partecipanti, in particolare per quanto concerne le lesioni all’integrità

sessuale. Questa nozione non è quindi stata conservata. Ciò nonostante, la

nozione di durata rimane presente. Se una ferita non lascia conseguenze e può

essere curata senza grandi complicazioni non sarà in generale versata alcuna

riparazione morale; lo stesso vale per un’incapacità lavorativa di qualche

settimana. È peraltro possibile chiedere una riparazione morale anche se il

trauma non si manifesta immediatamente; questo è particolarmente importante per

le lesioni all’integrità sessuale. Il termine è inoltre stato esteso a cinque

anni.

Per il rimanente non svolgono alcun ruolo né la

natura del reato né la colpevolezza dell’autore.

(…).

Art.

23 Calcolo della riparazione morale

Il capoverso

1 sancisce il principio secondo il quale la riparazione

morale è calcolata in base alla gravità della lesione.

Con il capoverso 2, proponiamo

di prevedere un

importo massimo disciplinato direttamente nella legge. L’importo massimo proposto per i congiunti è inferiore a quello per la

vittima.

(…).

Come nel diritto di responsabilità civile, l’importo

della riparazione morale è stabilito in base alla gravità della lesione (art.

22 cpv. 1). Bisognerà tuttavia tener conto dei limiti stabiliti nel capoverso

1. Dal momento che gli importi massimi devono essere riservati alle sofferenze

più gravi, l’importo della riparazione morale si scosta dalla prassi sviluppata

nel settore della responsabilità civile per poter tener conto dei nuovi limiti.

Fatti

I redditi non sono presi in considerazione (cfr.

art. 6 cpv. 4). La riparazione morale compensa un danno immateriale e non ha di

conseguenza alcun rapporto con i redditi.

(…).

Determinazione

dell’importo: gli importi versati sono calcolati

secondo una scala decrescente indipendentemente dagli importi accordati

abitualmente nel diritto civile, anche se gli importi attribuiti generalmente

da quest’ultimo potranno servire per determinare quali tipi di lesione possono

comportare la concessione degli importi più elevati. Bisogna inoltre tener

conto del fatto che il margine degli importi a disposizione è più limitato. Per

questo motivo, le autorità cantonali dovranno riservare gli importi vicini al

limite ai casi più gravi. Altrimenti non sarà più possibile trattare in modo

differenziato situazioni diverse, ciò che sarebbe contrario al principio della

parità di trattamento. Intendiamo lasciare alla prassi e il compito di

allestire una tariffazione. Se i risultati non dovessero essere soddisfacenti o

comportassero differenze troppo grandi tra i Cantoni, potremmo istituire

forfait o tariffe (art. 45 cpv. 3). Potremmo per esempio fissare importi sotto

forma di margini che lascino sufficiente spazio di manovra per considerare le

particolarità di ogni singolo caso.

Occorre partire dall’idea che l’importo delle

riparazioni morali versate sarà nettamente più basso degli importi versati nel

diritto civile. Le autorità potranno ispirarsi alle tariffe esistenti, per

esempio a quelle stabilite per le lesioni all’integrità.

Occorre inoltre indicare che nel 2004 il valore

medio della riparazione secondo la LAV era di 9700 franchi, mentre il valore

mediano era di 5000 franchi. Nel 2001, i contributi variavano da 200

a quasi 120 000 franchi. Proporzionalmente ai nuovi valori massimi, il valore

mediano dovrebbe ammontare a circa 3000 franchi.

Per quanto concerne la vittima:

Gli importi vicini al limite sono riservati ai casi

più gravi che coincidono in generale con un’invalidità al 100 per cento.

Partendo da questa constatazione, gli importi attribuiti per lesioni

all’integrità fisica potrebbero situarsi negli ordini di grandezza seguenti:

– da 55

000 a 70 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali molto

fortemente ridotti (p. es. tetraplegia);

– da 40

000 a 55 000 franchi: mobilità e/o funzioni intellettuali e sociali fortemente

ridotti (p. es. paraplegia, cecità o sordità totale ecc.);

– da 20

000 a 40 000 franchi: mobilità ridotta, perdita di una funzione o di un organo

importante (p. es. emiplegia, perdita di un braccio o di una gamba, lesione

molto grave e dolorosa alla colonna vertebrale, perdita degli organi genitali o

della capacità riproduttiva, grave sfigurazione ecc.);

– meno di 20 000: lesioni di minore gravità (p. es.

perdita del naso, di un dito, dell’odorato o del gusto ecc.).

Per le lesioni all’integrità psichica o sessuale

sono possibili indicazioni analoghe. (…)”

2.9. Secondo la “Guida per stabilire

l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente

l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia

(UFG) del 3 ottobre 2019 (cfr. www.bj.admin.ch), pag. 13, in virtù della

giurisprudenza del Tribunale federale e del messaggio sulla revisione totale

della LAV, la riparazione morale in caso di vittima di lesione grave

all’integrità sessuale non è determinata dalla gravità del reato bensì dalla

gravità della lesione (DTF 131 I 455, consid. 1.2.2). Al contrario della

lesione fisica, la lesione all’integrità sessuale e il dolore psichico della

vittima di reati sessuali non sono oggettivamente quantificabili. Per tale

motivo la prassi per determinare la gravità della lesione dell’integrità

sessuale e quindi anche l’ammontare della riparazione morale, si basa sulla

gravità dei fatti e pure sulla loro sussunzione al reato, per dedurne eventuali

ripercussioni notoriamente presenti. Se disponibili possono essere consultati

anche i rapporti medici e terapeutici.

A questo scopo sono state previste

3 ipotesi (denominate “margini”).

Alle vittime di una lesione grave

dell’integrità sessuale (tentata violenza carnale, [tentata] coazione sessuale,

grave molestia sessuale e atto sessuale con un minore), può essere accordata

una riparazione morale fino a fr. 8'000.--.

Alle vittime di una lesione molto

grave (violenza carnale, coazione sessuale grave, atti sessuali gravi con

persone incapaci di discernimento o inette a resistere, atti sessuali gravi o

molteplici con un minore), può essere riconosciuta una riparazione morale da

fr. 8'000 fino a fr. 20'000.--.

Infine alle vittime di una

lesione estremamente grave (aggressioni molteplici e particolarmente crudeli,

atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo), può essere

attribuita una riparazione morale tra fr. 20'000 e fr. 70'000.--.

Tra i criteri di determinazione

vi sono le ripercussioni dirette del reato (intensità, portata e durata delle

ripercussioni psichiche, durata della psicoterapia, durata dell’incapacità

lavorativa, cambiamento significativo dello stile di vita, pericolo di morte,

durata di tale periodo, ripercussioni sulla vita professionale e privata, infezione

da HIV, epatite B/C, compreso il decorso della malattia, gravidanza, perdita

del feto), la commissione del reato e le circostanze (commissione qualificata

del reato [ripresa del reato, crudeltà, uso di armi o altri oggetti

pericolosi], intensità e grado della violenza, periodo, durata e frequenza

della commissione del reato, commissione congiunta del reato da parte di più

autori, commissione del reato in un luogo protetto [appartamento, luogo di

lavoro, istituto, ecc.], pressione sulla vittima affinché mantenga segreto il

reato), la situazione della vittima (età della vittima, in particolare se

minorenne, particolare vulnerabilità della vittima [in particolare inesperienza

sessuale, deficit cognitivo o psichico], rapporto di dipendenza o di fiducia tra

vittima e autore del reato, ad esempio, in caso di atti sessuali con minori).

Con sentenza 1C_184/2021,

1C_185/2021, 1C_189/2021 del 23 settembre 2021, al consid. 5.2 il Tribunale

federale ha rammentato che le autorità LAVI dispongono di un grande potere

d’apprezzamento al momento di fissare l’ammontare della riparazione morale e

non sono vincolate dalle direttive dell’UFG. Tuttavia, anche per non

compromettere l’applicazione uniforme del diritto federale, l’autorità non può

scostarsi in maniera smisurata dalla guida dell’UFG che deve mantenere un

valore di riferimento alfine di garantire l’uguaglianza di trattamento tra i

beneficiari delle indennità LAVI. Occorre in particolare ritenere che gli

importi massimi fissati nella guida corrispondono a quelli che, secondo il

legislatore, devono essere riconosciuti per le infrazioni più gravi.

2.10. Va qui ancora evidenziato che in una

STCA 43.2014.1+2 del 3 novembre 2014, al consid. 2.7 sono state elencate una

serie di sentenze in ambito di vittime di lesioni gravi all’integrità sessuale,

qui di seguito nuovamente riprese.

Ad esempio è stato versato un

importo di fr. 6'000 a una vittima che in uno stato di semi incoscienza dovuto

a un tasso alcolemico elevato, ha subito ripetuti atti sessuali da parte di uno

sconosciuto e non ha ricordato nulla al momento del risveglio. Sono stati

riconosciuti fr. 7'000 ad una ragazza di 21 anni vittima di sequestro, minacce

e abusi sessuali commessi da uno sconosciuto, la sera del suo compleanno,

mentre è stato accordato un importo di fr. 2'000

a due ragazzine di 15 anni, che sotto l’influsso di sostanze stupefacenti e in

uno stato di alterata coscienza hanno avuto rapporti sessuali con due giovani

ragazzi, non ricordandosi più nulla il giorno dopo. Sono stati riconosciuti,

secondo la vecchia LAV, fr. 15'000 a una vittima di abusi da parte di un

minorenne, poi arrestato, e fr. 5'000 a una vittima che, sotto l’influenza

dell’alcool e di medicamenti, è stata aggredita sessualmente ma dove la

procedura penale è stata abbandonata per mancanza di prove.

Va ancora evidenziato che, con

sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003 al consid. 5.2, il TF ha rammentato,

in ambito di pretese civili in un processo penale, che in caso di stupro, negli

anni dal 1990 al 1995, sono stati riconosciuti importi per torto morale tra i

fr. 10'000 e i fr. 15'000, che eccezionalmente potevano raggiungere i fr.

20'000. Dal 1998, a livello cantonale, sono stati riconosciuti importi tra i

fr. 15'000 e i fr. 20'000, ed in alcuni casi anche più elevati.

Queste cifre sono state riprese

anche nella sentenza 6P.1/2007 del 30 marzo 2007 al consid. 8.1,

sempre nell’ambito di un processo penale. In questo secondo caso l’imputato è

stato condannato a due anni di carcere ed al pagamento di fr. 15'000 di torto

morale per avere violentato ed avere avuto atti di carattere sessuale, nel

2004, con una ragazza nata nel 1989. I giudici federali hanno affermato che la

ragazza, in seguito agli abusi sessuali subiti, è stata ricoverata ed ha dovuto

seguire numerose consultazioni presso il policlinico ad opera di una

psichiatra. La terapeuta che l’ha seguita ha descritto la presenza di effetti

postraumatici con angosce sempre più frequenti ogni volta che nel corso

dell’inchiesta venivano scoperti nuovi elementi. La vittima era triste,

abbattuta ed aveva difficoltà a gestire le sue pulsioni aggressive e per un

corto periodo ha dovuto assumere medicamenti antidepressivi. L’ansia non è

diminuita, ma è rimasta globalmente contenuta, con periodi di peggioramento.

Con sentenza

1C_165/2014 del 10 dicembre 2014, il Tribunale federale, in ambito di LAV, al

consid. 5.5 ha confermato una riparazione morale sulla base di quanto indicato

nella citata sentenza 6S.334/2003 del 10 ottobre 2003.

Va pure segnalata

un’altra sentenza, sempre in ambito di pretese civili in un procedimento

penale, dove il TF ha riconosciuto una riparazione per torto morale di fr.

20'000 ad una ragazza vittima di numerosi abusi sessuali ad opera del proprio

padre (sentenza 6B_642/2012 del 22 gennaio 2013; cfr. anche sentenza

1B_621/2011 del 12 aprile 2012).

Con sentenza

1C_418/2012 del 7 gennaio 2013 il TF si è invece pronunciato, in un caso LAV,

applicando il vecchio diritto, relativo al riconoscimento di un torto morale di

fr. 18'000 ad una ragazza, nata nel 1989 che dal 28 maggio 2004 al 19 giugno

2004 è stata più volte aggredita sessualmente (“sexuelle Nötigung bzw.

mehrfachen Gehilfenschaft zur sexuellen Nötigung”) da tre ragazzi

all’interno di un ostello.

Il TF ha accolto il

ricorso della ragazza ed ha rinviato l’incarto all’amministrazione per

ulteriori accertamenti. L’Alta Corte, evidenziando che l’interessata, che ha

sempre domandato un risarcimento di fr. 20'000, non poteva, con il ricorso, per

la prima volta chiedere un importo maggiore (in concreto: fr. 30’000), ha

rinviato la causa all’autorità inferiore per esaminare in che misura oltre alla

coazione sessuale (art. 189 CP), nel caso di specie occorreva considerare anche

la violenza carnale (art. 190 CP) e in che misura questo aspetto poteva avere

un’influenza sull’ammontare del risarcimento.

In una sentenza 6B_1171/2013

del 28 aprile 2014, nell’ambito di una causa penale, il TF ha respinto il

ricorso di un uomo, condannato a 4 anni di prigione dal Tribunale penale del

Canton Basilea Città per coazione sessuale, tentata messa in pericolo della

vita altrui, lesioni semplici e minacce (“mehrfacher sexueller Nötigung, versuchter

Gefährdung des Lebens, einfacher Körperverletzung und Drohung”) ed al

pagamento di una riparazione per torto morale di fr. 12'000, per avere, nel

mese di febbraio 2011 e due volte nel corso del mese settembre 2011, obbligato

sua moglie, contro la sua volontà e con violenza ad aver rapporti sessuali

anali, mettendole un sacco di plastica sulla testa, tenuto chiuso con una mano

all’altezza del collo, causandole problemi respiratori e un attacco di panico. Il

19 ottobre 2011 il marito ha poi, tra l’altro, spinto e picchiato la moglie e

quando si è messa a piangere le ha imposto di stare zitta, minacciandola di

ucciderla se i vicini l’avessero denunciato alla Polizia (“Die

Staatsanwaltschaft Basel-Stadt wirft X.________ vor, er habe im Februar 2011

und zweimal im September 2011 an seiner Ehefrau gegen ihren Willen sowie unter

Anwendung von Gewalt den Analverkehr vollzogen. Um ihre Schreie zu ersticken,

habe er bei einem Vorfall im September 2011 der bäuchlings auf dem Boden

liegenden Ehefrau eine Plastiktüte über den Kopf gezogen und diese mit einer

Hand an ihrem Genick zusammengehalten. Der schreienden Ehefrau, die

Atemprobleme bekommen habe und in Panik geraten sei, sei es nach einigen

Momenten gelungen, die Plastiktüte zu zerreissen und von ihrem Kopf zu

entfernen. Am 19. Oktober 2011 habe X.________ seine Ehefrau gestossen sowie

geschlagen, habe sie gegen das Bein getreten und sei ihr auf die Hände

gestanden. Als seine Ehefrau geweint habe, habe er sie

angewiesen still zu sein und gedroht, sie umzubringen, falls die Nachbarn die

Polizei riefen”).

2.11. Nel

caso di specie l’amministrazione ha riconosciuto un importo di fr. 13'000,

affermando:

“(…) Gli atti praticati da __________ sono consistiti

nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima,

masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte

nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava

piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare,

spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava

piacere e ordinandole di non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto

“gabole” e passato dei guai (cfr. sentenza __________).

In base

alla gravità dei reati la lesione all’integrità sessuale è da considerarsi

molto grave e di conseguenza ci troviamo nel margine 2 (8'000 – 20'000) per

determinare la riparazione morale (cfr. p.t. 6.2.).

La Corte

ha ritenuto che la colpa globale di __________ è grave dal profilo oggettivo e

da quello soggettivo per ciascuno dei reati per i quali è stato ritenuto

colpevole. Inoltre agendo come ha fatto, egli ha leso non solo il diritto

all’autodeterminazione in ambito sessuale di RI 1, ma ne ha palesemente

pregiudicato – o, in ogni caso, gravemente messo a rischio – il diritto ad un

naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola

precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera

sessuale che nulla avevano a che fare con la loro età e la loro persona, nonché

costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti

per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime.

Quanto

alla frequenza, la Corte __________ ha accertato l’intensificarsi degli abusi

sessuali subiti, iniziati con una cadenza settimanale e divenuti sempre più

frequenti (cfr. sentenza __________).

I danni,

anche in termini di turbamenti psicologici (attacchi di bulimia, fenomeni

ansiosi, crisi depressive), causati da __________ non sono certamente di entità

trascurabili.

Inoltre

va considerato che il comportamento dell’autore del reato ha provocato la

rottura del rapporto della vittima con la madre in quanto la vittima si è vista

costretta a decidere di non recarsi più dalla madre.

Visto

quanto esposto nel caso in disamina sono da prendere particolarmente in

considerazione le ripercussioni sulla vita privata della vittima, il periodo,

la durata e la frequenza del reato, la commissione in luoghi protetti (tra le

mura domestiche), nonché la giovane età della vittima che si manifesta in una

sua peculiare vulnerabilità.

Pesa

inoltre per la determinazione della riparazione morale il rapporto di

dipendenza/fiducia istauratosi tra la vittima e l’autore del reato. In qualità

di patrigno della vittima l’autore dei reati ha istaurato un rapporto di

amicizia e confidenza. Egli ha adottato un seducente comportamento generoso e

amichevole, ha subdolamente creato un’intesa con RI 1 celando i suoi fini

abietti, fiducia che la vittima riponeva in lui anche alla luce del fatto

ch’egli all’esterno appariva simpatico e benevolo (cfr. sentenza __________).”

L’insorgente

evidenzia che i fatti per i quali l’autore dei reati è stato condannato a 7

anni di carcere non si limitano a quanto descritto dal DSS nella propria

decisione.

La Corte __________

ha accertato numerosi abusi avvenuti a cadenza regolare e con atti ancora più

raccapriccianti rispetto a quelli figuranti nella decisione. Gli abusi

consistevano infatti anche nel leccare la vulva della vittima, strusciare il proprio

pene contro la stessa e contro le natiche, sfruttando la sua superiorità fisica

ed esercitando pressioni psicologiche per raggiungere il suo scopo (foglio 80

della sentenza: “[…] 68. Venendo alla tipologia degli atti sessuali commessi

nei confronti di RI 1, essa, come visto, non è contestata da __________. __________

ha del resto dettagliato agli inquirenti la natura degli abusi subiti in modo

puntuale e coerente, astenendosi dall’accusare allorquando non era certa di

quanto ricordava, ripercorrendo i fatti con ponderazione ed in modo del tutto

credibile. 69 […] Ricordo che cercava di arrivare alle mie parti intime. Per

parti intime, intendo la vagina o il sedere. Si muoveva strusciandosi verso

destra e sinistra, spingendo. […] Posso affermare con certezza che lui mi ha

fatto, in diverse occasioni, del sesso orale […] 70 […] confermo che all’inizio

ho subito dei palpeggiamenti e degli strusciamenti, ma che con il passare del

tempo sono poi diventati atti più invasivi e più gravi come il sesso orale. […]

72 […] __________ ha riferito agli inquirenti che gli atti di appoggio, spinta

e strusciamento del pene sulle sue parti intime potevano durare anche “15/20

minuti […]”).

La Corte __________

ha accertato che la frequenza, il numero di episodi e il numero di abusi è

stato quello descritto in modo del tutto credibile dalla vittima agli

inquirenti e recepito nell’atto di accusa ai punti 1.3, 1.3.1. 1.3.2. e 1.3.3,

rilevato che per quanto attiene all’ultimo periodo, “tutti i giorni” va

riferito a quelli trascorsi dall’insorgente presso la madre, ciò che avveniva a

giorni alterni (foglio 91 della sentenza __________).

I giudici hanno

stabilito che gli atti praticati da __________ sulla ricorrente sono consistiti

nell’accarezzare e palpeggiare i seni, le natiche e la vulva della vittima,

masturbandola con le dita, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, in parte

nel contempo ansimando e leccandole l’orecchio destro, chiedendole se provava

piacere, nel baciarla sulla bocca tentando di infilarle la lingua in bocca,

nell’appoggiare, spingere e strusciare il pene contro il corpo di lei

chiedendole se provava piacere e/o ordinandole di stare ferma e zitta, nel

toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle nuda, nel contempo

ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di non dire nulla a

nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai (foglio 91 della

sentenza __________).

La Corte ha inoltre

accertato che tutti gli abusi posti in essere da __________ ai danni della

vittima hanno avuto luogo con agire coercitivo, non solo tramite minacce

verbali e psicologiche. I giudici hanno infatti stabilito che “__________,

Considerandi

col suo modo di porsi minaccioso, col suo sguardo turpe e il suo viso

trasfigurato, ha creato ansia, paura e incusso nella vittima il timore di un

imminente serio pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai

suoi voleri, conseguenza tutt’altro che inverosimile, ritenuto che __________

non ha mancato di essere fattivamente violento impedendo in un’occasione RI 1

di tenere chiusa la porta della doccia, forzandone l’apertura. Un agire

dell’autore che, alla luce della preminente corporatura, ha potuto essere

efficacemente minaccioso nei confronti della vittima. È, pertanto, accertato

che __________ si è avvalso di minacce fisiche così come della sua superiorità

fisica nell’abusare sessualmente di RI 1” (foglio 95, della sentenza __________).

La Corte, dal

profilo oggettivo, ha rilevato, tra l’altro, che per quanto concerne gli abusi

nei confronti di RI 1, vi è stato un crescendo nella gravità (foglio 121

sentenza __________) e che, agendo come ha fatto, __________ ha leso non solo

il diritto all’autodeterminazione sessuale della vittima ma ne ha pesantemente

pregiudicato o, in ogni caso, gravemente messo a rischio, il diritto ad un

naturale ed equilibrato sviluppo e maturazione sessuale, mettendola

precocemente e pesantemente anzitempo a contatto con manifestazioni della sfera

sessuale che nulla avevano a che fare con la sua età e la sua persona, nonché

costringendola a confrontarsi con esse quando ancora non aveva né gli strumenti

per comprenderle né per elaborare senza traumi le reazioni più intime (foglio

122.

della sentenza __________).

I giudici hanno poi

rilevato che __________ ha tradito la ragazza che vedeva in lui un riferimento

autorevole, tradimento perpetrato nei confronti di RI 1 in qualità di patrigno

ed avvenuto proprio fra le mura domestiche, commesso nei confronti di chi era

chiamato ad accudire, proteggere ed educare. I danni, anche in termini di

turbamenti psicologici, causati da __________, non sono certamente di entità

trascurabili (foglio 122 sentenza __________).

Dal profilo

soggettivo la Corte ha stabilito che __________ ha agito senza scrupoli, ha

ridotto tutte le vittime a meri oggetti sessuali, non esitando ad approfittare

di loro anche quando, come nel caso della ricorrente, erano in stato di

spossatezza e in procinto di dormire. Ha abusato sessualmente della ricorrente

ben sapendo di nuocere (foglio 122-123 della sentenza __________). Egli ha

inoltre agito perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia

nel delinquere che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale. Egli

ha negato la soggettività delle proprie vittime, dimostrando totale assenza di

empatia, anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che le

stesse avevano manifestato il loro dissenso e il loro patimento: come nel caso

in cui l’autore ha persistito impassibile a porre atti sessuali sulla

ricorrente, nonostante questa, per l’esasperazione, si fosse rifugiata in bagno

oppure nonostante questa alle domande da lui rivoltele “se faccio così ti

piace?” oppure “adesso te lo faccio sentire un po'” avesse risposto che non le

piaceva, per poi chiudersi in un silenzio per paura che l’imputato continuasse

(foglio 123 sentenza __________).

A suo favore, dal

profilo della commisurazione della pena, la Corte ha unicamente tenuto conto

dell’età avanzata (__________).

Circa la

quantificazione delle pretese di risarcimento per il torto morale subito dalla

ricorrente, la Corte __________ ha riconosciuto un importo di fr. 20'000 oltre

interessi al 5% dal settembre 2005.

2.12

In concreto __________

ha commesso atti sessuali gravi e molteplici con una minorenne per i quali è

stato condannato in applicazione degli art. 187 CP (atti sessuali con

fanciulli) e 189 CP (coazione sessuale).

Questo Tribunale

deve confermare che la lesione all’integrità sessuale subita dalla ricorrente,

di cui va sottolineato il coraggio per avere, in data __________, contattato

gli inquirenti, chiedendo loro di poterli incontrare e raccontando loro quando

accadutole (foglio 41 della sentenza __________), va considerata molto grave e,

sia tenuto conto tenuto conto delle riparazioni riconosciute dai Tribunali in

casi analoghi, sia tenuta in considerazione la “Guida per stabilire

l’importo della riparazione morale secondo la legge federale concernente

l’aiuto alle vittime di reati” emanata dall’Ufficio federale di giustizia

(UFG) il 3 ottobre 2019, rientra nel margine 2 (lesione molto grave) della

classificazione figurante a pag. 13 della citata guida.

Non può invece essere preso in

considerazione il margine 3 della guida (lesione estremamente grave),

applicabile segnatamente in casi di aggressioni molteplici e particolarmente

crudeli e di atti sessuali molto gravi con un minore per un lungo periodo.

Infatti, contrariamente a quanto

sostiene l’insorgente, la natura crudele dell’aggressione non è data. __________

non è stato condannato in base all’art. 189 cpv. 3 CP, applicabile quando

l’autore del reato ha agito con crudeltà, ma secondo gli art. 187 n. 1 CP e 189

cpv. 1 CP (cfr. foglio 132 della sentenza __________) e non ha raggiunto con i

suoi atti una soglia di crudeltà tale da permettere una classificazione

diversa.

Inoltre, anche se gli atti si

sono protratti su un arco di tempo lungo (circa 4 anni e mezzo) e si sono

intensificati nel corso del tempo, essi non permettono di riconoscere una

riparazione morale superiore ai fr. 20'000, anche in ragione dei precedenti

giudicati dai Tribunali in casi analoghi.

Nella già citata (consid. 2.10.) sentenza

6B_642/2012 del 22 gennaio 2013, nell’ambito tuttavia di una

richiesta di pretese civili in una procedura penale, la Corte penale del

tribunale cantonale del Canton Giura ha per esempio condannato al pagamento di

una riparazione morale di fr. 20'000 oltre interessi al 5% dal 18 gennaio 2011,

un padre che si è reso colpevole, nei confronti di sua figlia, nata nel 1993,

di violenza carnale in almeno due occasioni tra l’autunno 2007 ed il 18 gennaio

2011, ripetuta coazione sessuale commessa in numerose occasioni tra l’autunno

2007.

ed il 18 gennaio 2011, ripetuti atti sessuali con fanciulli commessi tra

l’autunno 2007 ed il 29 agosto 2009, incesto commesso in almeno due occasioni tra

l’autunno 2007 ed il 18 gennaio 2011, lesioni corporali semplici e vie di fatto.

In un caso in cui

una ragazza di 15 anni è stata vittima di una violenza carnale e dove il

tribunale penale aveva condannato l’autore del reato al pagamento di fr. 20'000

a titolo di riparazione morale, l’autorità per l’aiuto alle vittime di reati ha

invece riconosciuto alla vittima della violenza un importo di fr. 12'000 (cfr.

i fatti alla base della STF 1C_407/2016 del 1° giugno 2017).

È vero, come

indicato nell’istanza di indennizzo del 4 ottobre 2021 (doc. 3), che il

Tribunale federale ha già confermato pretese risarcitorie maggiori.

Esse sono tuttavia

state riconosciute per reati più gravi e nell’ambito di pretese civili fatte

valere in un procedimento penale, dove gli importi riconosciuti sono più

elevati.

Nella sentenza

6B_146/2020 del 5 maggio 2020, dove era stato attribuito un risarcimento morale

di fr. 30'000, l’autore del reato è stato condannato anche per violenza carnale

sulla nipote, nata nel 2008, commessa in una decina di occasioni tra inizio

2014.

a settembre 2017.

La sentenza

6B_481/2020 del 17 luglio 2020, dove il risarcimento morale è stato fissato in

fr. 30'000, concerne il caso di un padre condannato anche per aver introdotto

le dita nella vagina di sua figlia e per averla penetrata analmente.

Il caso di cui alla

sentenza 6B_1284/2019 del 28 febbraio 2020, dove il risarcimento morale è stato

di fr. 40'000, è sfociato nella condanna, anche, per violenza carnale, poiché

l’autore del reato ha avuto, tra l’altro, rapporti sessuali completi, una o due

volte a settimana, dal 2006 a 2011, con una ragazza nata nel 1988.

Infine, il caso

pubblicato in DTF 125 III 269, dove la riparazione per torto morale è stata

aumentata da fr. 50'000 a fr. 100'000, concerne un caso limite dove gli atti

commessi dall’autore del reato erano estremamente gravi, quasi quotidiani e si

sono protratti nell’arco di 10 anni (consid. 2.b: “[…] Il est vrai

que ce montant est exceptionnellement élevé et il convient de souligner qu'il

représente sans doute le maximum qui puisse être alloué pour ce genre de cas.

Il se justifie toutefois en l'espèce eu égard à l'extrême gravité du cas

particulier, compte tenu notamment des éléments suivants: le genre des

atteintes subies (multiples attouchements graves, masturbations, sodomisations

et fellations) ainsi que leur fréquence (quasi quotidienne) et leur durée (une

dizaine d'années); la circonstance que ces atteintes ont été le fait du père de

la victime, lequel a considéré et traité sa fille, qui se trouvait dans une

situation d'isolement et d'impuissance totale par rapport à lui, comme un

simple objet de plaisir qu'il s'appropriait; les actes de contrainte exercés

sur la victime, qui a été menacée et même ligotée, et les humiliations qui lui

ont été infligées; l'importance et l'irréversibilité hautement probable du

préjudice subi par la victime, en particulier sur le plan psychique. Dans ces

circonstances, la Cour de céans estime équitable d'allouer un montant de

100'000 francs à titre de réparation morale. Il y a lieu de préciser ici, étant

relevé que cela n'est pas contesté, que l'indemnité allouée est destinée à

réparer le tort moral consécutif à l'ensemble des actes commis par l'intimé,

donc celui résultant non seulement des actes commis - entre 1990 et janvier

1997.

- qui sont punissables en Suisse mais également des actes commis - de 1987

à 1990 - au Portugal.”).

In queste condizioni la classificazione effettuata dal DSS va

confermata.

Questo Tribunale non può invece condividere

l’ammontare della riparazione morale fissato dall’amministrazione in fr.

13'000, poiché troppo esiguo.

In presenza di atti così gravi

perpetrati dall’autore del reato (accarezzare e palpeggiare i

seni, le natiche e la vulva della vittima, masturbandola con le dita, sia sopra

i vestiti che sulla pelle nuda, in parte nel contempo ansimando e leccandole

l’orecchio destro, chiedendole se provava piacere, nel baciarla sulla bocca

tentando di infilarle la lingua in bocca, nell’appoggiare, spingere e strusciare

il pene contro il corpo di lei chiedendole se provava piacere e/o ordinandole

di stare ferma e zitta, nel toccarle, baciarle e leccarle la vulva sulla pelle

nuda, nel contempo ansimando, chiedendole se provava piacere e ordinandole di

non dire nulla a nessuno, altrimenti avrebbe avuto “gabole” e passato dei guai;

cfr. foglio 91 della sentenza __________), tenuto conto che gli abusi hanno

avuto luogo per 4 anni e mezzo, intensificandosi con il passare del tempo, con

agire coercitivo, non solo tramite minacce verbali e psicologiche, ma anche

creando ansia, paura e incutendo nella vittima il timore di un imminente serio

pregiudizio fisico laddove questa non si fosse assoggettata ai suoi voleri, del

crescendo nella gravità degli abusi, della lesione del diritto

all’autodeterminazione sessuale e dell’agire senza scrupoli di __________ che

ha ridotto la vittima a mero oggetto sessuale, non esitando ad approfittare di

lei anche quando era in stato di spossatezza e in procinto di dormire,

perseverando con ostinazione e dimostrando una certa pervicacia nel delinquere

che lo ha portato a coprire un ampissimo spettro temporale, negando la

soggettività della propria vittima, dimostrando totale assenza di empatia,

anche nel proseguire gli abusi, senza batter ciglio, dopo che la stessa aveva

manifestato il suo dissenso e il suo patimento, ritenuto che la ricorrente ha

dovuto essere seguita da diversi specialisti in ambito psicologico e

psichiatrico, a causa di attacchi di bulimia, fenomeni ansiosi e reazioni

depressive (foglio 127 sentenza __________) ed ha lasciato, a soli 15 anni, il

nucleo famigliare, interrompendo i rapporti con la mamma, appare equo fissare

in fr. 19'000 il torto morale, dedotte le trattenute sul salario dell’autore

del reato, di fr. 210, effettuate dall’Ufficio dell’assistenza riabilitativa

sino al momento della decisione.

Su questo punto la

decisione impugnata va di conseguenza modificata.

2.13

In secondo luogo la ricorrente

contesta l’ammontare dell’onorario del proprio legale, sostenendo che non vi è

alcun motivo per applicare una tariffa oraria di fr. 180, ritenuto che la Corte

__________, in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla

complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora,

limitando il dispendio in 32 ore e mezza. Ella contesta l’applicazione

analogica dell’art. 4 cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di

patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle

ripetibili (RL 178.310). Lo stesso articolo, ma al cpv. 2, prevede infatti che

in base alla complessità della fattispecie vi è la possibilità di un aumento

dell’onorario fino a fr. 250 all’ora. L’insorgente non comprende per quale

motivo nel caso di specie vi è stata una drastica riduzione dell’onorario da

fr. 280 a fr. 180 all’ora.

2.14

La nuova LAV, all’art. 13 cpv. 2,

prevede che, se necessario, i consultori forniscono alla vittima e ai suoi

congiunti un aiuto supplementare, fintanto che lo stato di salute

dell’interessato non si sia stabilizzato e le altre conseguenze del reato non

siano, per quanto possibile, eliminate o compensate (aiuto a più lungo

termine).

Per l’art. 14 cpv. 1 prima frase

LAV le prestazioni comprendono anche l’assistenza giuridica di cui la vittima e

i suoi congiunti hanno bisogno in Svizzera a seguito del reato.

L’art. 5 OAVI prevede che le

spese di patrocinio possono essere fatte valere esclusivamente come aiuto

immediato o aiuto a più lungo termine.

L’ammontare viene calcolato

secondo quanto stabilito dall’art. 16 LAV per il quale i contributi alle spese

per l’aiuto a più lungo termine fornito da terzi coprono i costi (lett. a)

integralmente se, conformemente all’articolo 6 capoversi 1 e 2, i redditi

determinanti dell’avente diritto non superano il doppio dell’importo destinato

alla copertura del fabbisogno vitale; (lett. b) proporzionalmente se,

conformemente all’art. 6 capoversi 1 e 2, i redditi determinanti dell’avente

diritto si situano tra il doppio e il quadruplo dell’importo destinato alla

copertura del fabbisogno vitale.

Ai sensi dell’art. 6 cpv. 1 LAV

hanno diritto a un contributo alle spese per l’aiuto a più lungo termine

fornito da terzi e all’indennizzo solo le vittime e i loro congiunti i cui

redditi determinanti non superano il quadruplo dell’importo destinato alla

copertura del fabbisogno vitale conformemente all’articolo 10 capoverso 1

lettera a della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari

all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC). Secondo

l’art. 6 cpv. 2 LAV i redditi computabili dell’avente diritto sono calcolati

secondo l’articolo 11 LPC; sono determinanti i redditi probabili dopo il reato.

Per l’art. 6 cpv. 3 LAV la riparazione morale è concessa indipendentemente dai

redditi dell’avente diritto.

2.15

In DTF 131 I 121 il Tribunale

federale ha stabilito che il sistema accorda priorità al gratuito patrocinio

secondo il diritto cantonale rispetto alla presa a carico della LAV. Inoltre,

l’Alta Corte ha precisato che, nell’ambito dell’assistenza di un avvocato, le

prestazioni prese a carico da un centro di consultazione ai sensi dell’art. 3

cpv. 4 vLAV corrispondono a quelle che sarebbero state assicurate nell’ambito

dell’assistenza giudiziaria gratuita secondo il diritto cantonale o secondo le

garanzie minime di cui all’art. 29 cpv. 3 Cost. (consid.

2.5.2: “S'agissant de

l'assistance d'un avocat, les prestations prises en charge par un centre de

consultation en application de l’art. 3 al. 4 LAVI correspondent à celles qui

seraient assurées dans le cadre de l'assistance judiciaire gratuite selon le

régime du droit cantonal ou les garanties minimales de l’art. 29 al. 3 Cst.”). La vittima non può pretendere di

ottenere prestazioni più estese (“En d’autres

termes, la victime ne

peut pas prétendre à des prestations plus étendues”). Il Tribunale federale

ha poi affermato che “On peut en déduire que l'avocat intervenant dans ce

cadre sera généralement rémunéré au tarif de l'assistance judiciaire gratuite;

à tout le moins, une telle solution ne serait pas contraire au droit fédéral”.

Sempre secondo l’Alta Corte la presa a carico

delle spese di un avvocato ai sensi dell’art. 3 cpv. 4 vLAV è sussidiaria

rispetto all’assistenza giudiziaria secondo il diritto cantonale e il rimborso

di queste spese secondo gli art. 11 e seguenti vLAV ha un carattere ancora più

sussidiario. Si giustifica pertanto di adottare, in questo ambito, una

soluzione specifica. La coerenza del sistema vuole che la vittima, o il suo

mandatario, non ottenga, tramite l’indennizzo a posteriori, un risarcimento

maggiore a quanto avrebbe ottenuto se le soluzioni previste prioritariamente

fossero state scelte (“Comme cela a déjà été relevé (supra, consid. 2.3), la prise en charge des frais d'avocat au

titre de l'art. 3 al. 4 LAVI est subsidiaire à

l'octroi de l'assistance judiciaire selon le droit cantonal (gratuité de la

procédure, désignation d'un défenseur d'office) et le remboursement de ces

frais au titre de l'indemnisation selon les art. 11 ss

LAVI a un caractère encore plus subsidiaire. Il se justifie donc

d'adopter, dans ce cadre, une solution spécifique. La cohérence du système veut

que la victime - ou son mandataire - n'obtienne pas, par le biais de

l'indemnisation a posteriori, un dédommagement plus important que si les

solutions prévues à titre prioritaire avaient été choisies.”).

Peter Gomm/Dominik Zehntner in: Opferhilferecht, 4a edizione, Berna

2020, n. 32 ad art. 14, rammentano che “der Anspruch auf die Deckung der

Kosten eines Anwalts durch die Beratungsstelle ist nicht deckungsgleich mit

demjenigen auf die Gewährung der unentgeltlichen Prozessführung (BGE 131 II 121, 127; Weishaupt, Ansprüche, 352; Zen-Ruffinen, Art. 4 BV, 701), auch wenn

das Bundesgericht dies für die Höhe der anwaltlichen Entschädigung bejaht hat

(SJZ 101 2005, S. 115, Pr 2008 184)”.

2.16

In Ticino,

l’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della

legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010

(RL 312.410), prevede che le spese di avvocato sono riconosciute secondo la

tariffa sull’assistenza giudiziaria.

Ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 del

regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza

giudiziaria per la fissazione delle ripetibili (RL 178.310) l’onorario

dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è calcolato secondo

il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-- l’ora. Per il cpv. 2

se la pratica è stata particolarmente impegnativa, per esempio avendo richiesto

studio e conoscenze speciali o avendo comportato trattazioni nuove e complesse

questioni giuridiche, l’onorario può essere aumentato fino a fr. 250.-- l’ora.

L’art. 4 cpv. 3 del Regolamento prevede che l’onorario del praticante legale è

calcolato sulla base della tariffa di fr. 90.-- l’ora.

2.17

In concreto l’amministrazione ha

rammentato che la Corte __________ ha riconosciuto per il legale della

ricorrente un onere lavorativo di 32 ore e mezza, a cui sono stati aggiunti fr.

600.

di spese (forfait) e l’IVA al 7.7%.

Il DSS, in applicazione dell’art.

8.

cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e complemento della legge

federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del 21 dicembre 2010 e

dell’art. 4 cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio

d’ufficio e di assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili, ha

poi applicato la tariffa di fr. 180 l’ora, ed ha riconosciuto un onorario di

fr. 5'850, fr. 600 di spese e fr. 496.65 di IVA, per complessivi fr. 6'946.65.

Stabilito che il reddito

determinante dell’istante è di fr. 34'954 (calcolo dell’IAS del 30 marzo 2022)

e che il fabbisogno vitale per una persona sola ammonta a fr. 19'610, il DSS ha

concluso che l’insorgente ha integralmente diritto al contributo per l’aiuto a

più lungo termine fornito da terzi di fr. 6'946.65 (cfr. art. 6 e 16 LAV,

consid. 2.14.).

2.18

L’insorgente contesta la presa in

considerazione dell’importo di fr. 180 all’ora, rilevando che la Corte __________,

in applicazione del principio della remunerazione dipendente dalla complessità

della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280 all’ora.

Nella sentenza del __________ i

giudici hanno affermato che “venendo all’indennizzo ex art. 433 CPP, questa

Corte, tenuto conto del principio della remunerazione dipendente dalla

complessità della fattispecie, ha applicato una tariffa di fr. 280.- all’ora.

il dispendio orario esposto dal patrocinatore dell’accusatrice privata RI 1 –

per complessive 53.42 ore (29.17 ore + 24.25 ore) è stato ritenuto eccessivo

(…) È stato, infine, riconosciuto un importo forfettario, tariffa minima fr.

600.-, in applicazione analogica dell’art. 6 del Regolamento sulla tariffa per

i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la fissazione

delle ripetibili” (foglio 128 della sentenza __________).

La Corte __________, nel

calcolare l’onorario dell’avvocato della ricorrente, non ha applicato l’art. 4

cpv. 1 del regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di

assistenza giudiziaria per la fissazione delle ripetibili e che fissa l’importo

orario dell’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza

giudiziaria, giacché ha calcolato l’ammontare in favore del legale

dell’insorgente sulla base di un importo di fr. 280 all’ora, superiore anche al

massimo di fr. 250 all’ora previsto in casi particolari nell’ambito dell’assistenza

giudiziaria (art. 4 cpv. 2 del citato regolamento).

In ambito LAV, tuttavia, in

applicazione dell’art. 8 cpv. 3 del regolamento della legge di applicazione e

complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati del

21.

dicembre 2010 (RL 312.410), le spese di avvocato sono riconosciute secondo

la tariffa sull’assistenza giudiziaria (cfr. anche DTF 131 I 121; cfr., per il

diritto precedente: STCA 43.2000.1 del 17 dicembre 2001, confermata su ricorso

della vittima dal Tribunale federale con sentenza 1A.20/2002 del 4 luglio 2002,

pubblicata in RDAT 2002 II n. 74 pag. 269).

In concreto non vi sono motivi

per scostarsi dalla tariffa minima di fr. 180.- all’ora prevista dall’art. 4

cpv. 1 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di

assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili. L’insorgente non

apporta infatti particolari argomenti in favore dell’applicazione del cpv. 2

del citato articolo, né emerge dagli atti che la pratica, per un avvocato

versato nel diritto penale, sia stata particolarmente impegnativa, che abbia

richiesto studi e conoscenze speciali od abbia comportato trattazioni di nuove

e

complesse

questioni giuridiche. Un aumento dell’onorario

base di fr. 180.- all’ora non è di conseguenza giustificato.

Del resto alle accusatrici

private patrocinate da un difensore d’ufficio, in ambito penale, è stato

riconosciuto un importo di fr. 180 all’ora (fogli da 128 a 130 della sentenza __________

__________).

2.19

Alla luce di tutto quanto sopra

esposto il ricorso va parzialmente accolto ed il dispositivo 1.2. della

decisione impugnata va modificato nel senso che a RI 1 è accordata una

riparazione morale di CHF 18'790.

La procedura è gratuita (art. 30

cpv. 1 LAV).

Alla ricorrente, rappresentata da

un legale, vanno assegnate ripetibili parziali (art. 30 Lptca applicabile in

virtù del rinvio di cui all’art. 5b cpv. 2 della legge di applicazione e

complemento della legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati [RL

312.400]).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto.

Di conseguenza il

dispositivo 1.2 della decisione impugnata è modificato come segue:

“1.2.

A RI 1 è accordata una riparazione morale di CHF 18'790.”

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Il Dipartimento

della sanità e della socialità verserà alla ricorrente fr. 1'000 (IVA inclusa)

a titolo di ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

4.

Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro

la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti