Lexipedia

Decisione

50.2004.1

quantificazione dell'indennità per l'espropriazione materiale e formale di un fondo incluso in una zona edificabile di interesse comunale

14 dicembre 2005Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

I. L’11

novembre 2004 si è tenuta un’udienza in contraddittorio preceduta da un sopralluogo

nel corso del quale il giudice delegato ha visionato il mappale oggetto di

espropriazione e i fondi circostanti.

Delle risultanze istruttorie si dirà, per

quanto necessario, nei considerandi seguenti.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva

degli insorgenti e la tempestività delle impugnative sono date dagli art. 50

cpv. 1 e 3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm attraverso il rinvio di cui all'art. 70

Lespr.

I gravami sono pertanto ricevibili in ordine

e possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla scorta degli

atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo esperito l’11 novembre 2004.

Il Tribunale rinuncia all’assunzione delle altre prove notificate dalla __________

SA (perizia, ispezione UR, testi) siccome insuscettibili di procurargli la

conoscenza di ulteriori elementi di rilievo per il giudizio (art. 18 cpv. 1

PAmm). Le caratteristiche del mappale espropriato e dei luoghi circostanti sono

ormai note al Tribunale. Quanto alla perizia, mezzo di prova sollecitato

dall’espropriata per accertare il valore commerciale del suo terreno e

l’ammontare dell’indennità dovutale, basterà ricordare che l'estimo compete al

Tribunale e che l'esproprio in discussione concerne un comune terreno

inedificato per la cui valutazione non occorrono nozioni specialistiche più

estese di quelle in possesso dei giudici delle espropriazioni.

Considerandi

2.

Entrambe le parti contestano, con fini diametralmente opposti,

l’indennità espropriativa fissata dal Tribunale di espropriazione sulla scorta

delle transazioni rinvenute a RF concernenti fondi edificabili siti nel

comprensorio di __________.

Posto che l’espropriata non si è opposta

giustamente alla legittima domanda del comune di completare l’esproprio

materiale in via formale (sul tema cfr. STA 9 novembre 1998 in re Avosti), la

materia dell’odierno contendere ruota unicamente attorno all’ammontare

dell’indennizzo dovuto alla __________ SA per l’espropriazione totale della

part. __________ di __________.

2.1

Giusta l'art. 9 Lespr, l'espropriazione

ha luogo mediante piena indennità. La determinazione di questa è disciplinata

dal principio secondo cui l'espropriato non deve subire un danno individuale,

né conseguire particolari vantaggi per effetto dell'espropriazione. In altre

parole, all'espropriato deve essere garantita la stessa situazione economica in

cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse avuto luogo, in modo che, per

effetto dell'espropriazione, non subisca danni né ricavi vantaggi pecuniari (Hess-Weibel,

Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, N. 3 ss. ad art. 16 LFespr; DTF 95 I

455).

L'importo dell'indennità è calcolato in base

all'intero valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr). Essa

comprende pure l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti

dall'espropriato come conseguenza dell'espropriazione. Per quanto attiene in particolare

all’indennità di espropriazione materiale, essa corrisponde alla differenza tra

il valore che avrebbe avuto il fondo secondo la sua classificazione di zona e

il valore dello stesso fondo gravato dal vincolo pianificatorio (DTF 122 II 326

consid. 6c/bb). In altre parole, l'indennizzo si calcola deducendo dal valore

edilizio pieno del terreno il suo valore residuo, corrispondente di norma a quello

di una buona superficie agricola.

Nel contesto di un’espropriazione formale il

dies aestimandi si situa al momento dell'anticipata immissione in possesso,

rispettivamente al momento dell'emanazione della decisione da parte del

Tribunale di espropriazione (art. 19 Lespr). Allorquando si realizzano gli

estremi di un'espropriazione materiale, decisivo è per contro il giorno in cui

è entrato in vigore il vincolo pianificatorio che l’ha determinata (Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

Aménagement du territoire, construction, expropriation, N. 1534; DTF 117 Ib 6

consid. 2b, 114 Ib 103 consid. 2). Se l'espropriazione materiale è seguita da

un'espropriazione formale, l'indennità va stimata secondo i principi inerenti a

ciascun genere di espropriazione anche laddove sia attuata una sola procedura

di stima (Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., N. 1550; DTF 114 Ib 108, in particolare

consid. 2a), ferma restando la possibilità di prescindere da una seconda valutazione

ai fini dell'espropriazione formale unicamente laddove i prezzi dei terreni

divenuti inedificabili non abbiano conosciuto un aumento nel corso degli anni

(DTF 108 Ib 334 consid. 4c).

2.2

In casu il dies aestimandi va situato

in corrispondenza del 2 marzo 1993, giorno in cui è entrato in vigore il PR di __________

che ha provocato l’esproprio materiale della part. __________ (vedi STA 25

luglio 2003 in re eadem).

L’indennizzo deve essere determinato tenendo

presente che in assenza del vincolo, volto a favorire l’insediamento di residenze

primarie e sancito mediante l’istituzione della ZEIC, il fondo – in quanto

fabbricabile e posto all’esterno del centro del paese – apparterrebbe alla zona

Re, unica zona edificabile prevista dal PR di __________ oltre a quelle dei

nuclei di villaggio (cfr. art. 33 NAPR). Contrariamente a quanto sostiene il

comune, ai fini dell’estimo e della quantificazione dell’indennità non possono

essere presi in considerazione i terreni di natura agricola. Così facendo, si

risarcirebbe all’espropriata solo il valore residuo della sua proprietà, mentre

la componente edilizia venuta meno con l’espropriazione materiale accertata da

questo Tribunale nella precedente sentenza del 25 luglio 2003 passata in

giudicato resterebbe insoluta.

Per il resto, l’indennità può essere

senz’altro stabilita in esito ad una stima unica, atteso che tra l’intervento

costitutivo di espropriazione materiale e la data determinante per la

fissazione del risarcimento dovuto a titolo di esproprio formale (il 28 novembre

2003, giorno dell’emanazione della sentenza del Tribunale di espropriazione) il

valore metrico residuo del fondo è certamente rimasto pressoché immutato, come

dimostrano ripetute indagini effettuate dai giudici delle espropriazioni in

punto alla recente evoluzione del mercato dei fondi inedificabili del cantone.

3.

3.1.

Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il valore venale di un terreno

inedificato venga di regola stabilito in base al metodo statistico-comparativo

(cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 80 ss. ad art. 19 LFespr; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

op. cit., N. 1172 ss.; Moor, Droit administratif, p. 417; DTF 122 I 168, 122 II

337, 115 Ib 408). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo viene

individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di cui si tratta per

analoghi terreni in libere contrattazioni; nel limite del possibile vengono di

norma prese in considerazione le contrattazioni attendibili realizzate

nell'anno precedente il dies aestimandi (DTF 122 II 337 consid. 5a). Di

eventuali differenze (per forma, situazione, dimensione, possibilità di sfruttamento,

ecc.) si tiene conto attraverso adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza il

valore corrisponde al prezzo che l'espropriato potrebbe conseguire in una

normale contrattazione, rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di

acquirenti sarebbe disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in

zona, corretti e adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di

gran lunga inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato

non è evidentemente determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal

momento che vi possono influire elementi che impediscono di considerarlo

oggettivo (cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr; Wiederkehr, Die

Expropriationsentschädigung, p. 36). L'applicazione del metodo comparativo

presuppone d'altro canto che esistano sufficienti contrattazioni relative a

fondi che possano essere paragonati a quello in esame, ma non è necessario che

si tratti di fondi identici. Richiesto è invece che i prezzi pagati per quei

fondi possano essere analizzati e che da essi si possano trarre conclusioni ragionevoli

circa il livello del mercato in generale (RDAT 1985 N. 92). Le cifre indicative

ottenute con questo approccio analitico vanno quindi corrette ed adeguate in

funzione delle peculiarità, siano esse negative o positive, riguardanti il fondo

oggetto dell'esproprio. Giova infine ricordare che il metodo comparativo non

conduce alla determinazione di valori assoluti, bensì serve a mettere in

evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei terreni in una determinata

zona, che può essere influenzata dalla situazione di fatto e di diritto che la

caratterizza.

3.2

Il Tribunale di espropriazione ha

concentrato le proprie ricerche sulle compravendite di terreni inedificati

posti in zona Re di __________ avvenute tra il 1990 e il 1993. Giustamente, poiché

al contrario di quanto pretende la __________ SA, ai fini di una corretta

applicazione del metodo statistico-comparativo vanno prese in considerazione le

transazioni effettuate prima del dies aestimandi nel comune di situazione del

fondo espropriato (vedi consid. 2.2.), non quelle concluse in altre località

del Mendrisiotto caratterizzate da realtà del tutto diverse per rapporto ai

paesini della valle di __________ (cfr., sul tema, DTF 122 II 344 consid. 5a).

Solo in assenza di qualsiasi dato di riferimento utilizzabile si possono

estendere le indagini ai comuni vicini (cfr. Zen-Ruffinen/ Guy-Ecabert, op. cit.,

N. 1173 in fine; ZBl 1998, p. 142).

Le ricerche effettuate presso i pubblici

registri hanno permesso di appurare che nei tre anni antecedenti la data

determinante il prezzo medio pagato a __________ nell’ambito delle uniche due

contrattazioni aventi per oggetto proprietà situate in zona Re di dimensioni

sufficienti per l’edificazione è stato di fr. 89.80/mq. Nel dettaglio, gli

importi soluti dagli acquirenti di questi fondi sono stati di:

fr. 100.80 il mq per il mapp. __________, di

1'091 mq (iscr. il 13.11.1990); fr. 78.80 il mq per il mapp. __________, di 825

mq (iscr. il 28.10.1993).

Trattasi di terreni di sagoma irregolare, ma

sfruttabili secondo le possibilità edificatorie concesse dalle NAPR (i.s. 0.50;

i.o. 30%; distanza dal confine 3 m). Il primo si trova immediatamente a valle

di quello dedotto in esproprio e si distingue da quest’ultimo unicamente per la

posizione meno elevata, tant’è che dal profilo dell’urbanizzazione sancita

dall’art. 19 LPT entrambi risultano per difetto assolutamente equivalenti. Il

secondo, nato dalla riunione delle vecchie part. __________, è collocato nello

stesso comparto territoriale, ma ad una quota ancor più bassa, lungo la strada

principale della valle che porta al nucleo di __________. Non v'è motivo per

ignorare questi negozi, soprattutto quello concernente il mapp. __________, ai

fini della determinazione del valore venale della particella espropriata. Vuoi

perché hanno per oggetto fondi che possono essere immediatamente comparati –

quantomeno per disciplina edilizia - alla proprietà della __________ SA, vuoi

perché gli insegnamenti della giurisprudenza in materia di corretta applicazione

del metodo statistico-comparativo non impediscono di far capo a singole

transazioni per trarre deduzioni circa il livello di mercato di particolari

fondi (DTF 122 I 174 consid. 3a); basta che l'operazione venga analizzata con

cura e si giunga alla conclusione che non è stata influenzata da circostanze

particolari (vendita tra parenti o comunque di compiacenza, vendita chiaramente

speculativa, ecc.). Orbene, sotto questo specifico aspetto, nulla lascia

supporre che le due transazioni siano state condizionate da elementi estranei

ad una normale compravendita immobiliare. Ha ragione il comune quando annota

che il mapp. __________ è stato comperato dal proprietario del fondo

contermine, che verosimilmente aveva un interesse particolare ad estendere il

proprio possedimento verso monte. Questo non significa però ancora che egli

abbia agito con intenti speculativi pagando una somma smaccatamente esagerata, insuscettibile

in quanto tale di essere considerata ai fini dell’estimo. Il ventaglio dei prezzi

reperiti dal Tribunale di espropriazione sul complesso delle transazioni di

ogni genere realizzate a __________ negli ultimi quindici anni dimostra

senz’altro che l’operazione è attendibile.

3.3

L’importo indicativo di cui sopra (fr.

90.

- il mq) va ora corretto ed adeguato in funzione delle specificità giuridiche

e fattuali della proprietà espropriata, in modo da giungere al suo effettivo

valore venale.

Talune qualità del mapp. __________, in

particolare la sua posizione, hanno indotto il Tribunale di espropriazione ad

assegnargli un valore di 120.- fr. il mq in esito ad un paragone diretto con il

mapp. __________. Il fondo espropriato non si differenzia tuttavia in maniera

così marcata dalla particella sottostante. Per morfologia, ubicazione,

possibilità di sfruttamento e grado di urbanizzazione i terreni sono immediatamente

comparabili e si equivalgono. Il sedime della __________ SA è posto invero ad

un’altitudine superiore, ma questa peculiarità non gli consente di raggiungere

la quotazione fissata dalla prima istanza (+ 33% per rapporto al prezzo medio di

zona), né tanto meno gli permette di avvicinarsi ai valori rivendicati dalla

sua proprietaria. Tanto più che nell’ottica di un’edificazione plurima, la

porzione settentrionale del mapp. __________ risulta con certezza meno pregiata

rispetto a quella meridionale, favorita dalla forma allungata e dalla

disposizione longitudinale del fondo stesso.

Sulla scorta di quanto precede e tenuto

conto dell'andamento del mercato immobiliare susseguente alla crisi del 1990,

questo Tribunale ritiene che l’indennità espropriativa dovuta alla __________

SA debba essere determinata in fr. 105.- il mq.

4.

Il comune

contesta infine l’aggravio di spese e ripetibili disposto dal Tribunale di espropriazione.

4.1

Nei procedimenti contenziosi di

espropriazione materiale le spese e le eventuali ripetibili vengono ripartite

come in una normale procedura amministrativa, ovvero a dipendenza dell'esito

del processo e del grado di soccombenza delle parti, conformemente al principio

in tal senso dedotto dagli art. 28 e 31 PAmm. Se l'esistenza

dell'espropriazione materiale è pacifica ed incontestata il proprietario avrà

invece diritto ad ottenere la stima dell'indennità a spese dell'ente

espropriante giusta l'art. 73 Lespr (RDAT I-1994 N. 48, 1987 N. 72, 1983 N.

82). Ai sensi di questa norma, le spese di procedura sono di regola interamente

a carico dell'ente espropriante, che è tenuto a versare all'espropriato un'equa

indennità a titolo di ripetibili. Una ripartizione delle spese e la rinuncia

all'assegnazione di ripetibili è consentita qualora le pretese dell'espropriato

fossero manifestamente esagerate o infondate (art. 73 cpv. 2 Lespr).

4.2

Nella decisione impugnata il Tribunale

di espropriazione si è limitato a stimare l’indennizzo dovuto alla __________

SA per l’esproprio totale della sua proprietà, atteso che la controversia sulla

ricorrenza dell’espropriazione materiale si era risolta definitivamente con la

crescita in giudicato della sentenza 25 luglio 2003 di questo Tribunale. È

quindi a giusto titolo che il primo giudice, in applicazione dell’art. 73 cpv.

1.

Lespr, ha posto a carico del comune le spese e le ripetibili del giudizio di

stima. Ben ponderate tutte le circostanze, questo Tribunale non ravvisa peraltro

nella fattispecie gli estremi per ripartire gli oneri di procedura giusta

quanto disposto dall'art. 73 cpv. 2 Lespr.

5.

Ferme queste premesse, il ricorso dell’espropriata deve essere

respinto e quello del comune di __________ parzialmente accolto.

Questo esito impone di ripartire tra le

parti la tassa di giustizia, tenendo conto della preminente soccombenza della __________

SA sul complesso dei due ricorsi giudicati dal Tribunale cantonale

amministrativo. Al comune di __________, assistito da un legale iscritto nel

registro degli avvocati, vanno riconosciute ripetibili commisurate in funzione

della reiezione del gravame dell’espro-priata e del successo limitato della sua

impugnativa (art. 28 e 31 PAmm, applicabili in questa sede giusta il rinvio

dato dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 9, 11, 19, 50, 52, 70, 73 Lespr; 18, 28, 31, 43, 46 e 51 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il

ricorso della __________ SA è respinto.

2. Il

ricorso del comune di __________ è parzialmente accolto.

Di

conseguenza il dispositivo 1 della sentenza 28 novembre 2003 (no. 49-99/127)

del Tribunale di espropriazione è annullato e riformato come segue:

1. Per

l'espropriazione materiale e formale del mapp. __________ RF di __________ il

comune di __________ verserà alla proprietaria una indennità di fr. 105.- il mq,

oltre interessi al saggio usuale dal 1° settembre 1995.

3. La

tassa di giudizio di fr. 2'000.- è posta a carico della __________ SA nella misura

di fr. 1'200.- e del comune di __________ per la differenza.

4. La

__________ SA verserà al comune di __________ fr. 1'440.- a titolo di ripetibili.

5. Intimazione

a:

.

terzi implicati

1. CO 1

1 patrocinato da: PA 2

2. CO 2

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster