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Decisione

50.2005.27

Rinuncia all'espropriazione avviata in relazione alla posa di una barriera metallica sul bordo di una strada cantonale, con conseguente perdita di alcuni posteggi e di un accesso diretto alla strada p

3 novembre 2006Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i canoni del diritto di superficie dovuti al

comune di __________ in relazione al periodo 2000-2029;

·

i costi relativi alla costituzione della servitù

prediale di passo pedonale e veicolare a favore e a carico reciproco dei due

fondi;

·

la soppressione di due posti-auto;

·

la riduzione del canone di locazione accordata

ad una conduttrice;

·

spese varie (onorario architetto, posa

segnaletica ex art. 375 bis CPC, ecc.).

In cifre, con decisioni separate il

Tribunale di espropriazione ha riconosciuto un risarcimento totale di fr.

112'327.05 alla famiglia __________ e di fr. 120'532.15 alla __________, oltre

interessi a contare dal 1° ottobre 1999, data in cui è stato posato il primo

tratto di ringhiera.

D. Avverso

queste pronunzie lo Stato è insorto mediante ricorsi 31 ottobre 2005 innanzi al

Tribunale cantonale amministrativo, postulandone l'annullamento.

Ripercorsa

nel dettaglio la procedura seguita dal Tribunale di espropriazione e criticatene

le fasi finali, l'insorgente ha sottolineato di aver posato la transenna di

protezione su via __________ come previsto sin dall'inizio, ovvero ad una

distanza di ca. 50 cm dal confine dei mapp. __________ e __________. Questi

fondi non sono stati quindi toccati dall'intervento di delimitazione del campo

stradale, né sono stati privati di un accesso, tuttora comodamente possibile da

via __________ e via __________. In base all'art. 7 Lespr e in assenza di una violazione

della garanzia della proprietà, la prima istanza avrebbe quindi potuto

risarcire ai privati unicamente le spese originate dalla procedura precedente

la rinuncia all'esproprio, segnatamente i costi provocati dalle opposizioni e

dalle pretese notificate in seguito alla pubblicazione degli atti.

E. Il

Tribunale di espropriazione si è opposto all'accoglimento di entrambe le impugnative,

riconfermandosi nelle proprie decisioni e nelle motivazioni ivi contenute.

Ad identica conclusione sono pervenuti i

proprietari dei mapp. __________ e __________, i quali hanno avversato le tesi

del ricorrente con argomentazioni che saranno riprese, ove occorresse, nel

seguito.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente

e la tempestività delle impugnative sono date dagli art. 50 cpv. 1 e 3 Lespr,

nonché 43 PAmm attraverso il rinvio di cui all'art. 70 Lespr.

I gravami sono pertanto ricevibili in ordine

e possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla scorta delle

tavole processuali, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Le caratteristiche dei mapp. __________ e __________ sono infatti note al

Tribunale per conoscenza diretta. Esse risultano peraltro perfettamente

documentate dai numerosi referti fotografici e planimetrici acquisiti agli

atti, a testimonianza sia della situazione attuale che di quella antecedente la

posa della barriera metallica.

Considerandi

2.

Lo Stato

rimprovera al Tribunale di espropriazione di essere incorso in alcune violazioni

di procedura, in particolare di aver raccolto ulteriori prove posteriormente

alla presentazione delle conclusioni. La censura, invero fondata dal punto di

vista del rispetto puntuale delle regole procedurali, si avvera del tutto sterile.

In

effetti, se da un lato è vero che il dibattimento finale tenuto nell'agosto

2000.

aveva chiuso la fase istruttoria senza possibilità di una sua riapertura,

dall'altro è altrettanto vero che la modifica del collegio giudicante conseguente

all'unificazione dei Tribunali di espropriazione imponeva l'esperimento di una

nuova udienza giusta l'art. 74 cpv. 2 LOG e che in materia espropriativa vige in

ogni modo il principio inquisitorio (art. 47 cpv. 1 Lespr e 18 cpv. 1 PAmm). Il

fatto che con il controverso atto processuale del 16 settembre 2003 (definito

decreto di nomina del Tribunale, ordinanza di produzione di documentazione, decreto

di citazione a sopralluogo e dibattimento finale) il nuovo giudice abbia imposto

anche la produzione di documenti aggiuntivi - oltre a quelli richiamati senza

successo nel 1997 - non ha leso alcun diritto del ricorrente, il quale avrebbe

senz'altro potuto esercitare la sua prerogativa di essere sentito prendendo posizione

in merito alle risultanze delle prove nel frattempo esibite dalla controparte all'udienza

di sopralluogo e discussione finale esperita il 5 novembre 2003.

3.

Gli atti

di causa dimostrano senz'ombra di dubbio che lo Stato non ha mai modificato i

progetti costruttivi relativi alle opere di raccordo tra la rotonda di __________

e via __________. Così come previsto nei piani pubblicati nel 1997, l'ente

pubblico ha allargato la carreggiata di via __________ delimitandone i limiti prossimi

alla rotonda con una barriera metallica. In corrispondenza dei mapp. __________

e __________ il manufatto è stato posato sul sedime precedentemente utilizzato

come marciapiede, senza invadere le proprietà private. Contrariamente a quanto

suppongono i resistenti __________, quest'ultime non hanno quindi subito alcuna

asportazione di superficie. Anzi, nel complesso hanno leggermente guadagnato terreno

lungo il loro lato N, dato che la ringhiera non è stata collocata sul confine,

ma ben all'interno del mapp. __________ (via __________) attualmente di proprietà

del Cantone. La posa della barriera ha nondimeno privato i mapp. __________ e __________

di un accesso diretto sulla cantonale e attualmente impedisce che la striscia profonda

circa 5.50 m situata tra gli stabili e la strada possa essere sfruttata completamente

per posteggiare come accadeva in precedenza.

Posto che lo Stato ha rinunciato

all'espropriazione di qualsiasi diritto dopo aver avviato un'apposita procedura

contestualmente a quella di approvazione dei progetti definitivi esatta dalla Lstr,

la materia del contendere ruota intorno al quesito di sapere se l'art. 7 Lespr

consentiva al Tribunale di espropriazione di concedere ai proprietari dei mapp.

__________ e __________ le indennità stabilite nel giudizio impugnato,

rispettivamente se lo Stato può essere effettivamente astretto ad indennizzare

i privati per gli inconvenienti derivanti dalla semplice chiusura dello sbocco

su via __________ realizzata mediante la posa della barriera protettiva a

margine della strada.

4.

4.1.

L'art. 7 cpv. 3 Lespr è una norma mutuata dal diritto federale come tutta la

legge di espropriazione cantonale. Al pari dell'art. 14 cpv. 2 LFespr prevede

che in caso di rinuncia all'espropriazione l'espropriante

è tenuto a rifondere agli interessati un'equa indennità per le spese

giustificate avute in corso di procedura. Come rettamente ricordato dal

Tribunale di espropriazione richiamandosi alla giurisprudenza federale (vedi

STF 15 luglio 2003 pubblicata nella RTiD I-2004 N. 52), questa disposizione ha una

portata propria e costituisce la base legale per un risarcimento del danno

subito indipendentemente dall'attuazione dell'espropriazione. Il danno

derivante dalla rinuncia all'espropriazione secondo l'art. 7 cpv. 3 Lespr

comprende le spese ed i pregiudizi finanziari originati dalla procedura precedente

alla rinuncia: vi rientrano le spese cagionate dagli atti di opposizione, di

notificazione delle pretese, di conciliazione e di stima, come pure il

risarcimento delle spese per i provvedimenti presi dall'interessato e oggettivamente

giustificati dall'espropriazione. Occorre comunque esaminare nel singolo caso

se una determinata misura risulti giustificata dalle circostanze e se i costi

che ne derivano costituiscano un danno risarcibile. La norma in discussione non

conferisce alla parte coinvolta in una procedura espropriativa garanzie

analoghe a quelle sancite dagli art. 41 e ss. e 97 e ss. CO, ma mira essenzialmente

a porla finanziariamente nella situazione che precede l'avvio dell'esproprio.

All'interessato incombe l'onere di provare il danno e l'esistenza, tra quest'ultimo

e la prospettata espropriazione, di un nesso di causalità adeguata (cfr.

sentenza citata, consid. 2.2. e riferimenti, in particolare

Aeschlimann, Enteignungsbann und Verzicht auf die Enteignung - Aspekte zur

Enteignungsentschädigung, SJZ 1988 p. 315-16).

4.2

Fraintendendo la natura e la portata

dell'art. 7 Lespr, il Tribunale di espropriazione ha fatto capo a questa norma

per riconoscere ai proprietari dei mapp. __________ e __________ tutta una

serie di indennità che avrebbe potuto accordare solo nel contesto di una

procedura espropriativa portata a termine dallo Stato al fine di acquisire

diritti necessari alla corretta realizzazione della progettata opera di sistemazione

stradale (vedi art. 1 cpv. 1 e 4 Lespr, nonché per analogia art. 1 cpv. 2 LFespr

sul principio di proporzionalità). In realtà, l'ente pubblico non solo non ha avuto

bisogno di espropriare alcunché in via formale per costruire le opere di raccordo

tra la rotonda di __________ e via __________, ma non ha nemmeno portato a

compimento un procedimento volto ad ottenere coattivamente i diritti che è

stato condannato a risarcire, tant'è vero che il 16 settembre 1997 ha

rinunciato all'esproprio che aveva inutilmente promosso nella primavera dello stesso

anno. In simili evenienze, il danno derivante dalla

rinuncia all'espropriazione soggetto ad indennizzo in base all'art. 7 cpv. 3 Lespr

può comprendere unicamente le spese cagionate dalla procedura prima della rinuncia,

ovvero le spese sopportate dai privati per la notificazione delle pretese dopo

la pubblicazione degli atti.

In quanto diretto contro l'operato del primo

giudice laddove ha concesso indennità esulanti da una corretta applicazione dell'art.

7.

Lespr il gravame dello Stato si avvera dunque fondato.

5.

5.1. Chiamato

a statuire sulle pretese espropriative avanzate da due ristoratori in relazione

alla chiusura della strada cantonale antistante i loro esercizi pubblici, anni

addietro questo Tribunale ha avuto modo di annotare che le strade sono

notoriamente infrastrutture pubbliche, il cui uso comune è di regola libero,

uguale e gratuito per tutti. In forza di queste prerogative, eventuali limitazioni

dell’uso comune che ledono la libertà personale e quella di movimento in

particolare devono essere provviste di una chiara base legale. Per quanto

attiene segnatamente alla rete viaria, il suo uso è regolamentato dalla LCStr e

dalle relative ordinanze di applicazione, fermo restando che giusta gli art. 3 LCStr

e 82 ss. OSStr l’autorità cantonale può imporre le misure necessarie per

rendere sicura, agevolare o disciplinare la circolazione, evitare il

deterioramento della strada e soddisfare altre esigenze derivanti dalle condizioni

locali (RDAT I-1994 N. 45).

L’uso comune implica pure il diritto di accedere ai fondi

adiacenti alla strada pubblica, con evidenti benefici per i proprietari serviti.

Modificando una giurisprudenza decennale che riconosceva ai fronteggianti unicamente

un vantaggio di mera natura fattuale (vedi tra le altre DTF 105 Ia 221, 101 Ia

190, 100 Ia 137, 100 Ib 199), nel 2000 il Tribunale federale - dando seguito

alle critiche di numerosa dottrina - ha stabilito, in seno ad un considerando

d'ordine, che il diritto di invocare la garanzia della proprietà non può essere

negato a priori ai confinanti che si oppongono alla soppressione o alla

limitazione dell'uso comune di una pubblica via, ma nel contempo ha lasciato

aperto il quesito a sapere se la soppressione dell'accesso principale ad un

fondo costituisce una restrizione della proprietà lesiva della Costituzione quando

l'utilizzazione del fondo stesso rimane comunque assicurata grazie ad un

passaggio sul retro (DTF 126 I 213). In una successiva sentenza, l'Alta Corte

federale ha comunque precisato che il proprietario confinante con una strada

non può invocare la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26 Cost. per

opporsi a regolamentazioni del traffico che non rendono impossibile, né pregiudicano

in modo insostenibile l'utilizzo del suo fondo conforme alla destinazione dello

stesso (DTF 131 I 12). Come in passato dunque, se la legge cantonale non

dispone altrimenti, l’ente pubblico può limitare o sopprimere l’uso comune di

una strada pubblica senza indennità a condizione che i proprietari dei fondi adiacenti

possano continuare a sfruttarli secondo la loro destinazione e

in modo economicamente razionale. Resta altresì valida l'eccezione di un

diritto al risarcimento fondato direttamente sulla Lespr nel caso in cui il

proprietario di un fondo espropriato parzialmente, ovvero privato di una sua

porzione di terreno, perde ogni accesso alla via pubblica proprio in

conseguenza di questo evento (DTF 100 Ia 137, 95 I 305).

5.2

La legge ticinese non prevede alcuna norma volta ad

astringere l’ente pubblico a risarcire il proprietario danneggiato dalla

chiusura di una strada. Nel messaggio 4 maggio 1982 concernente il progetto di

legge sulle strade (RVGC sessione autunnale 1982, vol. 4, p. 2479) il Consiglio

di Stato aveva invero previsto un articolo di legge volto a garantire un’equa

indennità al fronteggiante danneggiato gravemente dalla chiusura per lavori di

una strada pubblica, salvo il caso di interventi dovuti a forza maggiore, come

frane, valanghe e alluvioni. La Commissione speciale per l’esame della proposta

di legge ha tuttavia deciso lo stralcio di questa garanzia, temendo lo scatenamento

di una serie lunga e pesante di richieste d’indennità suscettibile di mettere

seriamente in difficoltà gli enti pubblici. Il Parlamento cantonale ha infine

accolto il disegno sottopostogli, approvando l'art. 46 nella formulazione

riduttiva suggerita dalla Commissione. La sentenza emanata il 22 giugno 1993

dal Tribunale cantonale amministrativo (RDAT I-1994 N. 45) ha infine indotto il

legislatore ad abrogare il cpv. 4 dell'art. 46 Lstr, eliminando ogni residuo,

fuorviante accenno alla possibilità di ottenere un indennizzo in relazione alla

chiusura di una strada pubblica (vedi messaggio 6 luglio 1994 concernente la

modifica della LALPT, della Lstr e della LE, in RVGC sessione autunnale 1994,

vol. 4, p. 1876 ss.; modifica di legge approvata il 6 febbraio 1995 ed entrata

in vigore il 15 marzo successivo). A livello cantonale non esiste pertanto

alcuna legge in senso materiale che permetta di tutelare le indennità che il

Tribunale di espropriazione ha concesso ai resistenti.

5.3

Resta da esaminare se la situazione venutasi a creare in

corrispondenza dei mapp. __________ e __________ di __________ violi la sfera

della proprietà salvaguardata dall'art. 26 Cost. e, all'occorrenza, se il

pregiudizio arrecato ai privati sia a tal punto grave da imporre il

riconoscimento degli indennizzi stabiliti dal primo giudice. Una risposta

negativa al primo quesito renderebbe superflua l'evasione del secondo, comportante

inevitabilmente un'analisi della fattispecie dal profilo dell'espropriazione

materiale.

Nel caso concreto è evidente che la barriera laterale

protettiva posata lungo via __________ ha privato i mapp. __________

e __________ di uno sbocco diretto sulla strada cantonale. L'intervento

tuttavia non ha lasciato i fondi senza accesso, tant'è vero che l'uno è sempre

stato raggiungibile da via __________ e l'altro da via __________. Per la

verità, la striscia situata tra gli stabili e la strada non può più essere adoperata

intensamente come posteggio, ma questo svantaggio non è di decisivo rilievo. A

prescindere dal fatto che l'ampiezza e la conformazione dello spazio libero da

costruzioni su entrambe le particelle dipende dal modo in cui i proprietari

hanno scelto di sfruttare i loro fondi - entrambi largamente sovraedificati prima

dell'entrata in vigore del PRP-QR 93, che pur avendo introdotto parametri

altissimi (i.s. = 2.6; i.o. = 60%) non ha permesso di sanare la situazione del mapp.

__________, caratterizzata da un i.o. addirittura superiore al 75% - la superficie

disponibile, segnatamente quella adiacente a via __________, consente nondimeno

a qualche vettura di parcheggiare parallelamente alla facciata N degli edifici.

Il mapp. __________ dispone peraltro di otto stalli di posteggio autonomi

disposti sul suo lato O (via __________) ed il mapp. __________ di

un'autorimessa accessibile da E (via __________).

Se ne deve dedurre, nel solco di quanto suggerito

nella DTF 126 I 213, che l'intervento del Cantone non ha inciso su alcun aspetto

costituzionalmente protetto della proprietà dei resistenti.

5.4

Quand'anche si volesse ammettere che il

collocamento delle transenne sul margine di via __________ abbia provocato una restrizione

alla garanzia della proprietà, gli interessati non ne trarrebbero comunque

alcun giovamento.

Ai sensi della vigente giurisprudenza vi è espropriazione materiale

quando l’uso attuale o il prevedibile uso futuro di una cosa è vietato o

limitato in modo particolarmente grave, così che il proprietario è privato di

una delle facoltà essenziali derivanti dal diritto di proprietà; una

limitazione di minor importanza può ugualmente costituire espropriazione

materiale, se essa colpisce uno solo o un numero limitato di proprietari in

modo tale che - fosse negato loro l’indennizzo - essi dovrebbero sopportare un

sacrificio eccessivamente gravoso (Sonderopfer) e tale da violare il principio

d’uguaglianza (vedi da ultimo DTF 131 II 151 e giurisprudenza ivi richiamata).

Orbene, nel caso di specie il verificarsi di

un caso di espropriazione materiale è da escludere sostanzialmente per le

stesse ragioni evidenziate al considerando precedente. In effetti, malgrado la maniera infelice con cui sono stati

edificati i mapp. __________ e __________, la posa della barriera su via __________

ha lasciato intatta la possibilità di usare entrambi i fondi in modo

economicamente ragionevole e nel complesso non ne ha compromesso l'uso in misura

tale da privare i proprietari di una della facoltà discendenti dal loro diritto

di proprietà; li ha tutt'al più limitati nell'esercizio di detto diritto, ma

non con una incidenza idonea a far insorgere un'espropriazione materiale o a creare

una flagrante disparità di trattamento, suscettibili in quanto tali di imporre

la concessione di un risarcimento.

5.5

Le barriere sono state volutamente collocate

per impedire l'accesso alla cantonale, in modo da garantire la fluidità del

traffico ed evitare pregiudizievoli rallentamenti all'interno della rotonda (cfr.

relazione tecnica allegata ai progetti definitivi concernenti la sistemazione

di __________ a __________, raccordo rotonda-via __________, p. 3). In quanto

dettato da mere ragioni di sicurezza, l'intervento potrebbe anche assumere le

connotazioni di un provvedimento di polizia, che non permetterebbe comunque di legittimare

le indennità espropriative accordate ai resistenti (vedi Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,

Aménagement du territoire, construction, expropriation, N. 1486 ss.).

6.

Sulla scorta

di quanto precede, i ricorsi andrebbero accolti con il conseguente annullamento

integrale dei giudizi impugnati ed il rinvio delle cause al Tribunale di espropriazione

affinché determini l'indennità effettivamente dovuta ai resistenti in applicazione

dell'art. 7 cpv. 3 Lespr. Ragioni di economia processuale inducono tuttavia

questo Tribunale a soprassedere alla retrocessione degli atti all'istanza

inferiore e a tutelare il dispositivo che riconosce ad ogni resistente

un'indennità di ripetibili di fr. 2'500.-, cifra che li ripaga ampiamente delle

spese cagionate dalla procedura prima della rinuncia all'esproprio operata dallo Stato.

La tassa di giustizia di questa sede è posta

a carico dei resistenti secondo soccombenza (art. 28 PAmm per il rinvio dato

dall'art. 50 cpv. 3 Lespr).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 26 Cost.; 7, 50, 70 Lespr.; 18, 28, 43,

46 e 51PAmm,

dichiara

e pronuncia:

1. I ricorsi

sono parzialmente accolti.

§. Di conseguenza i dispositivi 1 e 2 delle

decisioni 30 settembre 2005 (inc. no. 10.2004.134-1 e 134-2) del Tribunale di

espropriazione sono annullati.

2. La tassa di

giustizia è posta a carico dei resistenti __________ e __________ nella misura di

fr. 1'000.- ciascuno, con vincolo di solidarietà per i proprietari del mapp. __________

RFD di __________.

3. Intimazione

a:

terzi implicati

1. CO 1

1 patrocinata da: PA 1

2. CO 2

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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