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Decisione

50.2017.6

Indennità per espropriazione materiale

9 luglio 2020Italiano20 min

proprietari, in ragione di 1/2 ciascuno, del mapp. __________ di RI 1 (sezione __________).

Source ti.ch

Incarto n.

50.2017.6

Lugano

9

luglio 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Flavia Verzasconi, presidente,

Giovan Maria Tattarletti, Fulvio Campello

vicecancelliera:

Giorgia Ponti

statuendo

sul ricorso del 15 dicembre 2017 del

RI

1

patrocinato

da: PA 1

contro

la decisione del 14 novembre 2017 del Tribunale di

espropriazione (inc. 10.2017.1) che accoglie parzialmente l'istanza per

espropriazione materiale concernente il mapp. __________ di RI 1 (Sezione __________)

presentata da CO 1 e CO 2;

ritenuto, in

fatto

Fatti

A. a. RI 1 e RI 2 sono

proprietari, in ragione di 1/2 ciascuno, del mapp. __________ di RI 1 (sezione __________).

Il fondo, sito in zona __________ sul versante collinare del nucleo di __________,

si estende su una superficie complessiva di 2'934 m2, 99 dei quali

occupati, sulla parte più alta (est), da un edificio abitativo. La particella

confina a sud e ovest con una vasta area boschiva che lambisce la valle di __________.

Per la marcata pendenza da est a ovest, il terreno presenta diversi terrazzi

sistemati a giardino. La parte più bassa (ovest) ospita una piccola piscina.

B. a. Secondo il piano

regolatore intercomunale adottato dal consiglio consortile del Consorzio per il

piano regolatore dei comuni del __________ e

approvato dal Consiglio di Stato il 12 luglio 1985 (PR 1985), il mapp. __________

era inserito - ad eccezione di una striscia di terreno boschivo sul confine

ovest - in zona residenziale estensiva R2 ed era servito dalla strada di

raccordo SR2.

b. Il 18 maggio 2004 il

Consiglio di Stato ha approvato una variante di piano regolatore volta alla

realizzazione della strada di urbanizzazione SR6, che riprendeva parte della

prevista strada SR2. La concretizzazione del tracciato in questione, che

termina con una piazza di giro con alcuni stalli di parcheggio, avvenuta dopo

una procedura espropriativa che ha coinvolto anche il mapp. __________, ha

ingenerato la richiesta di contributi di miglioria nei confronti dei fondi

beneficiari. RI 1 e RI 2 hanno versato a tale titolo, nel dicembre 2009, fr.

214'611.10.

c. Nella seduta del 18 febbraio

2009 il consiglio consortile del Consorzio

per il piano regolatore dei comuni del __________ ha adottato la

revisione del PR 1985. Il mapp. __________ è stato inserito in parte (settore

nord: 1'252 m2) in zona residenziale estensiva con particolari

prescrizioni paesaggistiche e in parte (settore sud: 1'377 m2) in

zona agricola. Il settore rimasto edificabile è stato inoltre gravato da un

vincolo di abitazione primaria (art. 17 NAPR). Una fascia sul confine ovest del

mappale è stata accertata come boschiva (305 m2). Il Consiglio di

Stato ha approvato il piano (PR 2011) con risoluzione del 21 luglio 2011 (n.

4082).

C. a. Il 17 ottobre 2012 RI 1 e

RI 2 hanno convenuto in giudizio il Comune di RI 1 (frattanto subentrato al

Consorzio per il piano regolatore dei comuni del __________ a seguito della

fusione degli enti interessati) dinanzi al Tribunale di espropriazione, onde

ottenere l'avvio della procedura di espropriazione materiale in relazione

all'inserimento in zona agricola di 1'377 m2 e all'imposizione del

vincolo di residenza primaria. I proprietari

hanno quantificato la propria pretesa espropriativa in fr. 500.- al m2

per l'asserito dezonamento, rispettivamente in fr. 300'000.- per il

cambiamento di destinazione, oltre interessi al saggio usuale a far tempo dal

21 luglio 2011.

b. Sull'istanza si sono già

espressi più volte il Tribunale di espropriazione, il Tribunale cantonale

amministrativo e il Tribunale federale. In sunto, e per quanto qui interessa:

- il 23 dicembre

2014 il Tribunale d'espropriazione ha negato l'esistenza dei presupposti

dell'espropriazione materiale considerando l'inserimento di parte del fondo

nella zona agricola quale mancata attribuzione alla zona edificabile (cosiddetta

Nichteinzonung) che non dava luogo a indennizzo nemmeno in via

eccezionale (inc. 10.2012.15);

- adito su

ricorso dei proprietari, questo Tribunale il 10 maggio 2016 ha invece ritenuto

che l'inserimento di 1'377 m2 del mapp. __________ in zona agricola

fosse da considerare quale dezonamento (Auszonung) non costitutivo di

espropriazione materiale (inc. 50.2015.1);

- di avviso

contrario il Tribunale federale adito dai comproprietari: con decisione del 4

gennaio 2017 (inc. 1C_280/2016) ha ritenuto che la fattispecie configurasse un rifiuto di attribuire alla zona edificabile; ha

quindi rinviato gli atti a questo Tribunale per l'esame dei presupposti

dell'espropriazione materiale;

- ripreso possesso dell'incarto, il 21 febbraio

2017 il Tribunale cantonale amministrativo ha parzialmente accolto il ricorso di

CO 1 e CO 2, reputando date le condizioni per ammettere un'espropriazione

materiale per motivi legati alla buona fede (inc. 50.2017.1); ha quindi a sua

volta ritornato gli atti ai giudici di prime cure per determinare l'ammontare

dell'indennità;

- il Tribunale federale è stato nuovamente

adito, questa volta dal Comune di RI

1, contro quest'ultima decisione, confermata integralmente con sentenza del 6

luglio 2017 (inc. 1C_178/2017); in

sintesi, ha ritenuto che CO 1 e CO 2 potessero in buona fede contare sulla

fondata aspettativa del mantenimento dell'intero loro fondo in zona edificabile

per cui gli estremi per concedere loro un'indennità per espropriazione

materiale erano dati.

D. A seguito della reiezione

del ricorso del Comune di RI 1 da parte del Tribunale federale, il Tribunale di

espropriazione con il giudizio qui impugnato ha parzialmente accolto l'istanza presentata dai comproprietari a titolo

di espropriazione materiale e ha stabilito in fr. 340.- al m2

l'indennità in loro favore. Questa è stata desunta dal prezzo di mercato (da

fr. 300.- a fr. 340.-) di terreni appartenenti alla zona residenziale estensiva

o alla zona R2 secondo il precedente piano regolatore, prezzo risultante da

svariate contrattazioni immobiliari rinvenute a __________ dal 2003 fino al

momento in cui è entrato in vigore il nuovo piano regolatore, il 21 luglio 2011

(dies aestimandi).

E. Il Comune di RI 1 è insorto

contro quest'ultimo giudizio dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, del

quale ha chiesto l'annullamento e il rinvio degli atti all'istanza inferiore

per nuova decisione. Considera che il pregiudizio patito dagli espropriati

possa superare l'importo a essi richiesto a titolo di contributi di miglioria

prelevati per la realizzazione della strada di raccolta SR6, ossia fr.

214'611.10. In ogni caso, l'indennità di fr. 340.- al m2 sarebbe

eccessiva. Anzitutto, il prezzo medio risultante dalle contrattazioni indicate

nel giudizio impugnato per il periodo 2007-2008 oscillerebbe tra fr. 201.- e

fr. 340.- e non tra fr. 300.- e fr. 340.- come indicato nel giudizio impugnato.

Ignote poi sarebbero le ragioni che avrebbero condotto i primi giudici a

riconoscere l'importo massimo. Al contrario, nella fattispecie la necessità di

consolidare il terreno in caso di costruzione, la fragilità del sottosuolo, la

pendenza del settore, la vicinanza con la zona boschiva così come le difficoltà

di gestione del cantiere, sarebbero elementi che porterebbero a una drastica

diminuzione del valore del terreno espropriato. Il valore massimo attribuito

dai primi giudici sarebbe pertanto frutto di una valutazione arbitraria e in

quanto tale inaccettabile. D'altra parte, gli unici dati relativi al periodo di

poco precedente il dies aestimandi, ossia quelli riferiti all'anno 2011,

fanno stato di due transazioni immobiliari a fr. 236.59 la prima e fr. 200.- la

seconda. Sulla base di queste due risultanze e delle concrete peculiarità della

particella espropriata, l'indennità per espropriazione materiale dovrebbe quindi

essere compresa tra fr. 100.- al m2 e fr. 150.- al m2.

F. a. Al ricorso si sono

opposti gli espropriati che, in sunto, hanno ritenuto corretta la stima del

loro terreno eseguita dall'istanza di prime cure sulla base del metodo statistico

comparativo. Irrilevante ai fini estimatori sarebbe la vicinanza alla zona

forestale accertata, dato che gli indici edificatori possono essere utilizzati

per la costruzione sulla parte del terreno rimasta attribuita alla zona

edificabile. Le due sole transazioni del 2011 sarebbero a ogni modo insufficienti

per stabilire il valore di riferimento dei terreni poiché posteriori al dies

aestimandi e relative a proprietà in zone non comparabili. Contrariamente a

quanto sostenuto dall'autorità comunale, il fondo sarebbe invece di buona

fattura, sia per quanto riguarda la sua conformazione e morfologia, sia per la

sua posizione sulla collina, con vista sul lago __________, fatti che ne

aumentano senz'altro il valore. Da considerare pure che sebbene la metà del

mapp. __________ sia rimasta in zona edificabile, questa non potrebbe più

essere utilizzata a fini edilizi per cui l'indennità riconosciuta compenserebbe

anche questo svantaggio.

b. Il Tribunale di espropriazione non ha formulato osservazioni.

G. Nei successivi allegati

scritti le parti si sono confermate nelle rispettive antitetiche allegazioni e

domande. Dei motivi si dirà, per quanto necessario, nei considerandi in

diritto.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La competenza del

Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 50 cpv. 1 della legge di

espropriazione dell'8 marzo 1971 (Lespr; RL 710.100). Certa è la legittimazione

attiva del ricorrente (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa

del 24 settembre 2013 [LPAmm; RL 165.100] applicabile in virtù del

rinvio di cui all'art. 70 Lespr). Il ricorso, tempestivo (art. 50 cpv. 3 Lespr),

è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla

base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm). La situazione dei

luoghi e l'oggetto della contestazione emergono con sufficiente chiarezza dalle

carte processuali.

Considerandi

2.

L'oggetto del presente

litigio è circoscritto alla quantificazione dell'indennità per espropriazione

materiale, il cui principio, come visto, è stato ammesso definitivamente dall'Alta

Corte federale il 6 luglio 2017 che ha confermato integralmente il giudizio di

questo Tribunale del 21 febbraio 2017. Sulla questione non sarà pertanto

necessario ritornare.

2.1

L'art. 5 cpv. 2 della legge sulla pianificazione del territorio del 22

giugno 1979 (LPT; RS 700) e l'art. 26 cpv. 2 della Costituzione federale della

Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101) prescrivono per

restrizioni della proprietà equivalenti a espropriazione derivanti da pianificazioni

la piena indennità (cfr. anche DTF 127 I 185 consid. 4). In caso di

espropriazione materiale, l'indennità corrisponde alla differenza al giorno in

cui è entrato in vigore il provvedimento pianificatorio tra il valore che

avrebbe avuto il fondo secondo la sua classificazione di zona e il valore dello

stesso fondo gravato dal vincolo di inedificabilità (DTF 122 II 326 consid. 6c/bb,

114.

Ib 112 consid. 7a, 114 Ib 174 consid. 3a; STF 1C_412/2018 del 31 luglio

2019.

consid. 8.1, 1C_473/2017 del 2 ottobre 2018 consid. 3.1; Enrico Riva, in Heinz Aemisegger/Pierre

Moor/Alexander Ruch/Pierre Tschannen [curatori], Praxiskommentar RPG: Nutzungsplanung,

Zurigo 2016, n. 234 e segg. ad art. 5; Bernhard

Waldmann/ Peter Hänni, Raumplanungsgesetz, Berna 2006, n. 81 ad art. 5). In altre parole,

l'indennizzo si calcola deducendo dal valore edilizio pieno del terreno il suo

valore residuo, corrispondente di norma a quello di un buon fondo agricolo (DTF

122.

II 246 consid. 4a, STF 1C_141/2013 del 5 settembre 2013 consid. 5, 1A.28/2005

del 29 luglio 2005 consid. 2.2 pubblicata in RtiD I-2006 n. 48).

2.2

Come per l'espropriazione formale, anche in caso di espropriazione

materiale il valore venale di un terreno viene di regola stabilito in base al metodo statistico, detto

anche comparativo (cfr. DTF 122 I 168 consid. 3a, 122 II 337 consid. 5; Heinz Hess/Hein-rich Weibel, Das

Enteignungsrecht des Bundes, Berna 1986, n.

80.

e segg. ad art. 19 LEspr; Piermarco

Zen-Ruffinen/Christine

Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction, expropriation,

Berna 2001, n. 1170; Enrico Riva,

op. cit., n. 238 ad art. 5). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo

viene individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di cui si

tratta per analoghi terreni in libere contrattazioni. Nel limite del possibile

vengono prese in considerazione le contrattazioni attendibili realizzate

nell'anno precedente il dies aestimandi. Di eventuali differenze (per

forma, situazione, dimensione, possibilità di sfruttamento ecc.) si tiene conto

attraverso adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza, il valore corrisponde

al prezzo che l'espropriato potrebbe conseguire in una normale contrattazione,

rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di acquirenti sarebbe

disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in zona, corretti e

adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di gran lunga

inferiore o superiore alla media convenuto

in un contratto isolato non è evidentemente determinante, e non può essere

assunto quale esempio, dal momento che vi possono influire elementi che

impediscono di considerarlo oggettivo (cfr. Hess/Weibel, op. cit., n. 87 ad art. 19 LEspr). L'applicazione

del metodo statistico comparativo presuppone d'altro canto che esistano

sufficienti contrattazioni relative a fondi che possano essere paragonati a

quello in esame, ma non è necessario che si

tratti di fondi identici

riguardo a situazione, dimensione, qualità, grado di urbanizzazione e

possibilità di sfruttamento,

occorrendo piuttosto ch'essi siano paragonabili (cfr. STA 50.2008.5

del 7 novembre 2011 consid. 2.2). D'altro canto, la disponibilità

limitata di contrattazioni non basta di per sé a giustificare una mancata

applicazione del metodo statistico o comparativo, poiché anche singoli

confronti possono permettere conclusioni sul livello generale dei prezzi e

possono quindi di principio essere presi in

considerazione per fissare l'indennità quando siano esaminati accuratamente e

quando non risulti che circostanze insolite abbiano influito sulla conclusione del

contratto (STF 1E.14/2006 del 6 agosto 2007 consid. 4.1, 1A.28/2005 cit.

consid. 2.3).

2.3

Le cifre indicative

ottenute con questo approccio analitico vanno quindi corrette e adeguate in

funzione delle peculiarità, siano esse negative o positive, riguardanti il

fondo oggetto dell'esproprio. Nella misura in cui presentino caratteristiche

simili, non occorre che le particelle siano ubicate nello stesso quartiere. Giova

ancora ricordare che il metodo statistico o comparativo non conduce alla determinazione di valori assoluti,

bensì serve a mettere in evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei

terreni in una determinata zona, che può essere influenzata dalla situazione di fatto e di diritto che la

caratterizza. Per quanto riguarda invece i prezzi risultanti da accordi tra

altri proprietari e l'ente espropriante, essi non hanno valenza decisiva ai

fini dell'estimo a meno che non corrispondano al valore commerciale (Hess/Weibel, op. cit., ad art. 19 LEspr

n. 86; RDAT I-1993 n. 51).

3.

3.1. Anzitutto, il Comune

ricorrente sostiene che l'indennità in favore degli espropriati potrebbe

corrispondere al massimo all'importo da essi versato (fr. 214'611.10) a titolo

di contributi di miglioria per la costruzione della strada di urbanizzazione

SR6 che serve il comparto dove è sita la loro proprietà. A mente sua, infatti,

il Tribunale federale nella sua sentenza del 6 luglio 2017 (1C_178/2017) avrebbe

ammesso l'esistenza degli estremi di un'espropriazione materiale proprio sulla

base di questo elemento chiave, in difetto del quale l'avrebbe invece

negata. La tesi è priva di pertinenza e non trova fondamento nella decisione

cui si riferisce, che considera per contro svariati elementi (tra cui anche, ma

non solo, il pagamento dei contributi di miglioria) costitutivi di espropriazione

materiale. Basta a questo proposito rinviare all'articolato consid. 5 del

giudizio federale per rendersi conto dell'infondatezza delle allegazioni

dell'insorgente, che non meritano pertanto ulteriore approfondimento. L'indennità

per espropriazione materiale deve invece essere stabilita secondo i criteri

ricordati al precedente considerando.

3.2

Per stabilire il valore venale del fondo oggetto di espropriazione, i primi

giudici hanno fatto capo a un ventaglio di transazioni realizzate tra il 2003 e

il 2011 in diverse zone della sezione di __________ del Comune di RI 1, aventi

per oggetto fondi con destinazione R2 (secondo il precedente piano regolatore)

e RSE secondo l'attuale ordinamento pianificatorio. Scartati diversi negozi

giuridici per svariate ragioni, sulle quali nemmeno le parti obiettano granché,

hanno poi evidenziato come fino al 2007/ 2008, nonostante l'esistenza di prezzi

discontinui, fosse possibile dedurre una certa stabilità del mercato che

attestava valori tra fr. 300.- e fr. 340.- al m2. Hanno quindi

ritenuto di poter confermare questi valori anche per il periodo determinante

nella fattispecie, malgrado le ultime due transazioni rinvenute nel 2011 facessero

stato di valori inferiori (fr. 200.- e fr. 236.95.- al m2). Queste

conclusioni non possono essere seguite.

3.3

Anzitutto non si vede

il motivo di risalire nel tempo di ben 9 anni (fino al 2003 compreso) per

stabilire il prezzo medio dei terreni per l'estimo dell'area in questione. Dottrina

e giurisprudenza sopra ricordate imporrebbero di ricavare tale valore già solo sulla

base dei prezzi dell'anno precedente il dies aestimandi. Tuttavia, in

assenza di dati sufficienti, dal profilo temporale è di per sé possibile considerare

anche negozi giuridici precedenti l'anno della data determinante o che

concernono fondi in situazioni e dalle caratteristiche paragonabili ma ubicati

in comparti territoriali più distanti o eventualmente in Comuni vicini (cfr. DTF 122 II 337 consid.

5b; STF 1A.28/2005 citata consid. 2.3).

3.4

In concreto, nel 2011 sono state reperite due transazioni immobiliari

(part. 64 e 1475), di cui solo una può essere accreditata (part. 64), mentre

l'altra è posteriore al dies aestimandi. Evidente che l'unica rimasta

non può fornire sufficienti indicazioni del mercato immobiliare in quel periodo,

per cui per forza di cose occorre tornare di qualche anno indietro per trovare

elementi sufficienti ai fini della stima del valore venale dei fondi in quella

zona. Nel solco della giurisprudenza federale, questo Tribunale ritiene quindi corretto

prendere in considerazione le transazioni immobiliari avvenute a __________ dal

2007.

in poi, quelle utili del periodo 2008-2010 non essendo sufficienti.

Ignorando quelle riferite ai mappali __________, __________, ________, __________,

__________ e __________ per i motivi giustamente evidenziati nel giudizio

impugnato al consid. 5.2 (pag. 6 e seg.), le rimanenti consentono di avere una

buona massa critica (dieci transazioni), dalla quale è possibile delineare una

certa evoluzione dei prezzi immobiliari nella zona. Tanto basta per evitare di

doversi spingere fino al 2003, come fatto a torto dai giudici di prime cure. Partendo

dunque dal 2007, i prezzi di alienazione delle particelle __________, __________,

__________-__________, __________, __________, __________, __________-__________,

__________ e __________, unitamente a quello del fondo __________, danno una

media di fr. 275.- al m2. Questo è il valore che deve essere preso

quale base di partenza per valutare l'indennità dell'area espropriata.

3.5

Ora, la media

stabilita va corretta tenendo in considerazione le peculiarità del fondo

oggetto di esproprio. Le proprietà sopra elencate sono tutte riferite a terreni

sul pendio collinare che sovrasta il nucleo di __________, con vista pressoché

indisturbata sul lago __________ (cfr. immagini reperibili su Google Maps e

Google Street View; cfr. in proposito: STF 1C_382/2015 del 22 aprile 2016

consid. 6.5). Dalla documentazione fotografica agli atti risulta invece che la

part. __________ espropriata gode di una vista più ristretta, verso nord, e perlopiù

dalla parte più alta del terreno dove è già stata costruita. Per il rimanente, visto

che il terreno degrada in modo importante e si incassa verso la valle di __________,

là dove si trova l'area attribuita alla zona agricola, la vista sul lago e

sulle montagne circostanti è praticamente annientata dalla presenza del bosco

che contorna il fondo sui due lati sud e ovest. Rispetto alle altre proprietà

prese a paragone, non v'è chi non veda che la particella dei resistenti sia quindi

un oggetto meno interessante sul mercato immobiliare: anche se urbanizzata,

dotata di accesso diretto alla strada comunale via __________, con due posteggi

autorizzati, per orientamento, posizione, conformazione e morfologia del

terreno, essa non raggiunge il valore medio degli altri terreni, di sicuro meglio

esposti. Il paragone con la part. __________ sita a poche decine di metri da

quella degli espropriati è significativo: questa proprietà è stata

compravenduta nel 2007 per poco più di fr. 275.- al m2. Il valore di

fr. 340.- al m2, troppo generosamente riconosciuto dai giudici di

prime cure, non può quindi che esser ridotto, seppur non nella misura auspicata

dal ricorrente. Non si ritiene invece che la presenza del bosco sia di

pregiudizio per gli espropriati: se da un lato è vero che occorre rispettare

maggiori distanze (10 metri, ridotti fino a 6 in caso di deroga) e che

l'edificazione ne è condizionata, da un altro lato è pur anche vero che l'area

boschiva conferisce alla proprietà uno schermo protettivo, ad esempio da rumori,

e la caratterizza per il suo ambiente naturalistico. Inoltre, anche l'area di

per sé non costruibile a ridosso del bosco concorre alla definizione degli

indici di edificabilità della particella, che possono essere posti a beneficio

di una costruzione sul resto del terreno o possono essere ceduti ad altri fondi.

Questi elementi positivi e negativi per finire si possono ritenere compensati a

vicenda. Nemmeno gli altri argomenti addotti dal ricorrente portano ad altra

riduzione del valore venale del terreno: le difficoltà tecniche e i maggiori

oneri legati all'edificazione su terreni in pendio più o meno marcato, come

quello dei resistenti, sono comuni ai fondi individuati di cui si è detto prima,

tutti posti in collina, mentre la presunta instabilità del suolo non è stata

affatto comprovata né dagli atti emergono indizi in questo senso. In sunto, dunque,

ritenuta la limitata vista di cui gode il terreno colpito da espropriazione

materiale, nonché la sua posizione e conformazione, questo Tribunale ritiene

che il valore edilizio pieno al momento in cui una parte del mappale è stata

attribuita alla zona agricola possa essere stabilito in fr. 250.- al m2.

4.

Contrariamente

all'indennità di espropriazione formale, quella materiale non coincide con il

valore edilizio pieno del bene interessato, ma corrisponde alla differenza

esistente il giorno in cui è entrato in vigore il provvedimento pianificatorio

tra il valore che avrebbe avuto il fondo secondo la sua classificazione di zona

e il valore dello stesso fondo gravato dal vincolo di inedificabilità (cfr.

supra consid. 2). In parole povere, l'indennizzo si calcola deducendo dal

valore edilizio pieno del terreno il suo valore residuo. Nel giudizio impugnato

non è fatto alcun cenno circa il valore residuo dell'area posta in zona

agricola. Valore che deve essere dedotto dal valore edilizio pieno sopra

stabilito. Non disponendo il Tribunale di alcun elemento a questo proposito,

l'incarto non può che essere ritornato ai giudici di prime cure affinché si

esprimano sull'entità del valore residuo del terreno colpito da espropriazione,

da dedurre dall'importo di fr. 250.- riconosciuto quale valore edilizio pieno.

5.

Visto quanto precede, il

ricorso deve è essere parzialmente accolto e la decisione impugnata annullata.

Gli atti sono rinviati al Tribunale di espropriazione per nuova decisione

secondo quanto disposto al consid. 4. Visto l'esito, la tassa di giustizia e le spese

sono poste a carico delle parti in ragione di un mezzo ciascuno (art. 47 cpv. 1 LPAmm). Le ripetibili si ritengono

compensate (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

decide:

1.

Il ricorso è

parzialmente accolto.

Di

conseguenza la decisione del 14 novembre 2017 (n. 10.2017.1) del Tribunale di

espropriazione è annullata. Gli atti sono ritornati all'istanza inferiore per

nuovo giudizio.

2.

La tassa di

giustizia di fr. 3'000.- è posta a carico del Comune di RI 1 in ragione di un

mezzo e a carico di CO 1 e CO 2 per l'altra metà. Al Comune è restituito

l'importo di fr. 1'500.- anticipato in eccesso. Non si assegnano ripetibili.

3.

Contro la

presente decisione è dato in materia di diritto pubblico al Tribunale federale

a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. della

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente La vicecancelliera